Da queste parti Sherwood e il Pedro, pur essendo realtà culturalmente radicatissime hanno quasi sempre incontrato una notevole ostilità da parte delle istituzioni. Da destra quanto da sinistra, stando all'atteggiamento dell'attuale amministrazione.
Facciamo due chiacchiere con Luca Casarini e altri amici collaboratori. Ieri mattina la casa di Luca e di tre ragazzi del c.s.a. Pedro è stata ribaltata dalle forze dell'ordine per una perquisizione e i rispettivi occupanti sono stati condotti in questura. Indagati per terrorismo, si scoprirà nel corso della giornata. La vicenda, ancora in corso di chiarimento, nasce sulla scia emotiva dei fatti di Londra e rappresenta l'effetto del giro di vite istituzionale, motivato dalle ragioni della sicurezza.
Purtroppo, il sospetto
che si tratti di una forma di sciacallaggio autorizzato
dallo shock-mediatico sotto il quale far passare anche i
regolamenti di conti a danno delle realtà considerate
"scomode", è forte.
Alcuni di noi conoscono, per averlo visto crescere da
vicino, il lavoro di chi si è sbattuto nella arco di decenni
oltre le semplici parole per dare vita anche solo a ciò che
abbiamo di fronte. E a chiacchiere non si realizzano
determinate realtà. Molte di queste persone hanno rinunciato
a parte della propria libertà, vivendo di fatto in un clima
vigilato, fatto di percorsi obbligati, di comunicazioni
sotto controllo di costanti procedimenti in corso. Crediamo
che meritino sostegno e talvolta un po' di rispetto. Questa
sera c'è una grandissima affluenza, che ci costringe a
ritardare l'inizio del concerto. Il motivo è sempre lo
stesso: quando c'è ressa all'ingresso evitiamo di
incominciare per evitare che le persone si facciano male
nella fretta di entrare.
Il concerto sarà piuttosto carico, il pubblico meraviglioso, Samuel non proprio in forma, anche se non si risparmierà affatto.
Fine serata in giro per la festa, mentre già i primi stand vengono smantellati. Ninja trova una consolle e spara una bella selezione di drum and bass, poi litiga con lettori e puntine che saltano e pianta lì tutto sul più bello.

“….aspetta aspetta, io la rifarei, mettiamo una luce sotto il tavolo e poi Samuel deve andare più lento con la corda del tavolino, e poi parla più forte che se no non si capisce un cazzo”. Boosta inquadrato dall’obbiettivo del Ninja con l’asciugamano in testa sembra una statuina di legno di qualche santo mediterraneo, il resto della troupe è composto da Samuel-effetti speciali e Max-direttore della fotografia. Il set è la stanza dell’albergo. Tratteniamo a stento le risate e giriamo in presa diretta il colossal: “non ti è piaciuto terrestre? Nessun problema-clicca qui” in rotazione sulla home page del sito.
Dunque, ieri
le proiezioni hanno avuto qualche problema, oggi il tutto
dovrebbe girare meglio. Arriviamo al palazzetto per il check.
E’ una struttura bassa molto fonoassorbente. Basta un
fento-secondo di impatto temperatura sulle mucose nasali a
prevedere che suoneremo sudati marci più o meno da metà
scaletta. Esperienza.
L’acustica attutisce talmente tanto il suono amplificato che gli ampli ci sembrano suonare a metà volume. Durante il check Cipo aumenterà di gran lunga la potenza dell’impianto.
Dietro il palco c’è una palestra con un casino di attrezzi e ovviamente subito ci lanciamo a fare i bulli con bilancieri, chest machine, pesi. Veniamo interrotti solo dal profumo di cibo della cucina da campo che seguirà tutto il tour, sfamando tecnici,organizzatori e musicanti. Mirco e Alle stimano un buon risparmio oltre a una comoda elasticità di tempi. Potremo finalmente salire sul palco senza esserci appena alzati da tavola. Quindi con orario da frati, alle 19 in punto, ci approssimiamo,posate e vassoi e bigliettino alla mano, in fila indiana (qui rockstar o non rockstar la burocrazia sabaudanon guarda in faccia a nessuno) per la cena.
Streching, bevande e intrugli energetici. Samuel tenta una formula piuttosto discutibile che prevede un mix tra erismo (erba che rilassa le corde vocali) vodka una smart-drug chiamata “il fluido” e propoli, provocando il disgusto del camerino.
Stasera si discute di sesso, pratiche al limite dell’inverosimile, qualcuno ad un certo punto nomina e descrive il “felching”. Nuovo disgusto. Smettiamo immediatamente.
Siamo pronti a partire ma ci chiedono di attendere per evitare che le persone ancora fuori dal palazzetto si accalchino facendosi del male.
Sfuma il disco dei sikitikis, buio, grida.
La prima parte è meno esplosiva rispetto a ieri, c’è più concentrazione nell’esecuzione, evitiamo gli errori. Nel secondo set il concerto trova il suo equilibrio, nonostante il debito d’ossigeno. Fatichiamo un po’ a respirare e siamo zuppi fino ai calzini. Ma il pubblico trascina ballando ininterrottamente e cantando tutte le canzoni. Le proiezioni hannoqualche problema d assestamento in alcuni punti.
Alla fine, un buon concerto di fronte a gran bel pubblico. Ci ficchiamo contenti sotto le docce, senza risparmiarci i soliti scherzi idioti. Qualcunopropone di raggiungere il new age di Roncade. Gabriele, l’organizzatore della data è uno dei proprietari del locale. Ricordiamo ancora il primo live al “new age” davanti a 120 persone e la gentilezza dei suoi proprietari. Ci ripromettiamo di non fare troppo tardi, di non tornare a quattro zampe in albergo, prendiamo i dischi e partiamo per riproporre la selezione dei quattro dj
Al new age incontriamo alcune alte cariche della sezione opinioni. Mezcal e Capitan Fritto, ci sono vecchie altre conoscenze del vu vu vu che riferiscono i loro preziosi pareri. Tutti d’accordo sulla qualità del concerto. Secondo qualcuno ci sono nuovi brani che dal vivo rendono assai di più rispetto all’album. Alla fine, dopo aver djato, ballato chiacchierato e sbevazzato torneremo in albergo - non freschissimi -, sapendo già che a Bologna saremo costretti ad utilizzare le energie di riserva.
Frase della giornata pronunciata da Franco - flautista dei Modena City Ramblers - venuto fin qui per curiosare il concerto e per salutare la morosa che lavora con la ditta che fornisce il palco “soch, grande grande energia mica me l’aspetavo, ma ci avete anche la chitarra acussstica, mo alora siete anche voi un bel gruppo folk!”ù
Difficile raccontare serenamente un bel concerto come quello tenuto per il festival di radio Sherwood a Padova. Difficile perché poco più di due ore dopo, quando già aveva incominciato a piovere, un ragazzo di ventuno anni, Michele Barollo, ha perso la vita. Scivolato sulle sponde di un lago artificiale, fuori dal perimetro della festa e mai più riemerso. Ci sarà nei giorni successivi chi, come un tristemente noto esponente locale di Alleanza Nazionale, cercherà di speculare su questa tragedia cercando di imporre la fine della rassegna "antagonista" divenuta molto (troppo?) popolare per la città e i suoi dintorni. A noi colpisce molto oltre il dramma in sé, il fatto che quel ragazzo giovanissimo abbia vissuto un nostro concerto come ultima cosa nella vita.
Nel giorno
di pausa c'è chi decide di tornare a Torino, Samuel che
girerà dischi al "the beach", Ninja e Vicio e chi di
raggiungere Padova: Boosta, Max, Cipo e tutti i tecnici.
Un primo giro serale per la bella città veneta, tra portici
e piazze, incontrando un sit-in per la pace e un chioschetto
dove assaggiare a dispetto del venticello gelido un ottimo
polipo caldo servito in versione street-food. Si passa
quindi agli aperitivi girando per alcune fornitissime
osterie. C'e' attesa per il concerto di domani e lo leggiamo
negli occhi delle persone che ci riconoscono in giro. "Ma
siete già qui? Vi posso chiedere un autografo, oddio non mi
viene in mente niente da chiedervi...". E' inutile, non ci
faremo mai l'abitudine. E' una bella sensazione, scoprire
incuriositi una città nuova (nonostante le decine di
concerti, non abbiamo mai avuto modo di visitarne il grande
centro storico) mentre si fa sera e sapere che il giorno
successivo stabilirai con lei attraverso migliaia di
ragazzi, un contatto intimo, come solo intime sanno essere
le emozioni che la musica fa vivere.
Una vecchia e gradita conoscenza, Raf. Storico e appassionatissimo agitatore delle notti house di questa parte del Veneto. Lo Zoolander del basso Brenta, il furetto impazzito delle notti dei vocalist, delle cubiste, dei più raffinati dj house. Un amico molto caro che negli ultimi anni ha volantinato e sms-mailato, con la foga di un sindacalista degli anni 70, notizie sui nostri concerti a tutto il popolo house del triveneto. Un matto vero e adorabile. Con lui si va a cena fuori città e poi alla sua serata del Giovedì.
Il concerto ha già fatto segnalare il tutto esaurito da una settimana buona. In questa zona una realtà come radio Sherwood ha seminato bene input musicali e non solo. Il risultato è un pubblico assiduo frequentatore di concerti di qualità. E' evidente la diversità nei confronti di altre città anche più grosse ed importanti, assolutamente desertificate per ciò che concerne la cultura musicale. Tutto esaurito e grande attesa, dicevamo. Un po' ci pentiamo di non avere fatto prima un paio di date-numero zero in luoghi più defilati. Sappiamo che stasera sarà certamente meglio dell'altro ieri, ma anche che ci mancano ancora un paio di date prima di assumere la padronanza della scaletta. Non parliamo di insicurezze o errori (quelli arrivano sempre quando non li aspetteresti) ma della gestione del flusso emotivo. La scioltezza con la quale l'energia del concerto scaturisce da intenzioni musicali, movimenti, picchi emotivi. Si libera quando si deve aprire e si trattiene quando si deve frenare. Quella cosa indefinibile che fa la magia del concerto. Ecco quella, puoi stare anche un anno in sala prove che tanto fino a che non sei sul palco non viene a farti visita.
Apriamo i cancelli mentre c'è ancora il sound-check in corso, per la gioia dei ragazzi e per evitare una fastidiosa attesa nella calca. Un particolare di cui avremmo fatto volentieri a meno, viene aggiunto da divise della finanza con sei cani al seguito pronti a setacciare e a perquisire ragazzi dall'aspetto assolutamente inoffensivo. Alcuni vengono portati fuori dalla coda e per loro immaginiamo verrà steso qualche verbale. Quando ci libereremo da questa buffonata della penalizzazione delle droghe leggere sarà sempre e comunque troppo tardi.
Come
musica di attesa questa sera "P.g.r." il nuovo progetto di
Giovanni Lindo Ferretti". La gente viene invitata a
pazientare a causa della massiccia affluenza e alle
inevitabili code. Buio, sigla d'inizio. Quello che segue,
riascoltato il giorno successivo è un concerto decisamente
più compatto del precedente, suonato con un buon groove
ritmico, ancora alla ricerca della sua forma migliore e
sempre ancora un po' penalizzato dalla fatica degli ascolti
dei palasport. Anche se molte persone commenteranno di aver
sentito molto meglio rispetto ad altri concerti nello stesso
spazio. Il più penalizzato è ovviamente il cantante che però
si difende bene. La gente segue con un trasporto emozionante
e sono tantissime le teste che saltano, le braccia che
ondeggiano e gli applausi. Come dicevamo prima? non ci
faremo mai l'abitudine!
After show al centro sociale Pedro, un luogo familiare dove
Boosta girerà vinili e dove sbevazzeremo in allegria
profondendo chiacchiere, baci, firme e passi di danza per
due o tre ore.


Pranzo in trattoria toscanissima condito da racconti di un loquacissimo Rachid che con piglio documentaristico oggi decide di parlarci del regno animale. Partendo dalla descrizione delle cacce a scorpioni e vipere durante la sua adolescenza in Marocco, con una sintassi sempre più appannata, attacca subito dopo a raccontare di alcune sue curiose esperienze con animaletti domestici. "Ti lo ggiuru un giorno vado a comprara due scoiattola e mi le mettono in una scatola. Qundo arriva a casa apre la scatolaee ffiiiium fiuuum scoiattola schiiza tilugggiuru e io non vede più. E' cercata tutto il giorno spostato tutti i mobili. Sparite! Tilugggiuru. Sparita completemante! Anche le giorni dopo non mai più visto li scoiattola. Settimana dopo vado a comparara un furetto" "un furetto?" domandiamo sbalorditi "sì como se chiama quel che sembra un rato con la forma grossa come quei dei murazzi che pero arriva al peso di due chiliemezzi tiluggggiuru duechiliemezzi. Un furetto africano lo chiamato Mitch. E'arrivato a casa lu liberato è partito subito ffffiiium imbuscato è sentito un casino nero pimpumpatatam. Dopo una minuto è tornato tilugggiuru con scoiattola in bocca. Ha fiutato e ha cacciato subito scoiattola sto furetto fiiputtana. Tiloggggiuru".
Durante il viaggio visioniamo la cassetta di "Temptations" un lungo film biografico in due parti che racconta la storia del quintetto vocale più famoso della Motown. La regia è piuttosto plasticosa ma le vicissitudini di musici cantanti ed affini ci appassionano sempre. Solo che la storia del gruppo è costellata da talmente tante disgrazie e sfighe che ci scopriamo a termine visione in posture di inequivocabile natura superstiziosa. "Miiiiinchia che tttigna" sarà la scrupolosa recensione di Vicio.
Arriviamo sul luogo dell'imponente struttura che i ragazzi di radio Sherwood ogni anno riescono a mettere in piedi. Salutiamo vecchie conoscenze e ci perdiamo in chiacchiere davanti a bicchieri di spritz. Barbara, Luca Casarini, Graziano, Enrico e altri ci parlano della festa di quest'anno, dei problemi con la pioggia che ha ridotto di molto l'affluenza nelle ultime settimane. In pratica ci si aspetta molto dal concerto di questa sera che verrà anche in parte trasmesso dalla radio. Ceniamo sotto il tendone della festa mentre vengono aperti i cancelli. Quindi altri incontri, altre facce note. Ci si sente sempre un po' a casa da queste parti.
Dal palco il colpo d'occhio è emozionante, l'affluenza è stata massiccia superando di gran lunga le migliori previsioni. Si parla di più di seimila biglietti staccati ma la gente continua ad entrare anche durante il concerto. Nonostante alcune noie con le parte elettronica della batteria e con una chitarra che non ne vuole sapere di restare accordata la serata è trascinante e in alcuni momenti altamente emozionante. Anche il fine concerto nello spazio dj con selezioni di Bertallot più dj residenti offre notevoli opportunità di scatenamento. Mentre una parte della ballotta cazzeggia in zona camerino altri, dopo aver effettuato ripetuti arrembaggi allo stand del Mojito decidono dare sfogo alla febbre del Venerdì sera in pista. Tutto questo mentre il serioso primo piano del presidente viene troneggia senza audio su megaschermo per via dell'intervista con la radio (intervista per la quali ammettiamo di esserci dati per dispersi tanto forte era il richiamo delle baldorie). Un Boosta collassato direttamente in albergo, un Vicio con encefalogramma piatto vengono ampiamente riscattati dal caldissimo Ninja che nei suoi irrequieti e barcollanti andirivieni si crea anche un fedele codazzo di fanciulle. Il suo apice viene raggiunto nel momento in cui conducendo il suo seguito in visita nei camerini sorprende un Samuel in altre faccende affaccendato. "Ehm,beh, non so se lo conoscete, lui è quello che mi lucida le bacchette prima dei concerti!".

Il primo round di questo minitour di sostegno alle realtà dei centri autogestiti ci ha visti nell' ordine ad Imperia (La talpa e l'orologio) a Padova (Pedro- spazio all'aperto) e a Brescia (Magazzino 47).
Grande
l'affluenza in tutte le situazioni e bellissima
l'atmosfera in tutte le date. A Imperia i
giornali locali titolano sui tabelloni, scoppia
in città il caso Subsonica. La data difatti è
stata diffidata dal questore ma i ragazzi del
centro sono decisi ad andare avanti lo stesso.
Noi ci stiamo e succede che anziché annullare
l'evento l'amministrazione comunale prenderà
finalmente atto che la mancanza di spazi ed
iniziative in città (come del resto in tutta la
zona) è un problema non da poco. E se in un
primo momento le dichiarazioni del sindaco
apparse in un articolo suonano come una minaccia
al centro sociale "non intendo tollerare più
questo tipo di situazione" provocando una nostra
replica dal palco, successivamente si sveleranno
inaspettatamente una sorta di tributo alle
attività culturali del centro stesso per le
quali cercare di mettere a disposizione luoghi
più ampi e adeguati. Tra il dire e il fare c'è
di mezzo il mar Ligure ma di sicuro in quel di
ponente sarebbe ora che si muovessero un po' le
cose dopo anni di devitalizzazione e
osteggiamento a qualsiasi forma di iniziativa di
aggregazione musicale e culturale in genere.
Si prosegue per Padova, centro nevralgico in
materia di autorganizzazione e infaticabile sede
di intelligenti iniziative politiche che
sorpassano l'immobilismo dogmatico nel quale
troppo spesso l'anima dei movimenti si
arrugginisce.
Il luogo del concerto non sarà lo storico Pedro,
ma il più ampio giardino poco distante. Anche
sul Pedro e sulle iniziative di Radio Sherwood
piovono denunce, multe, intimidazioni e minacce
di sgombero. Sta di fatto che Padova senza le
attività legate a queste due importanti realtà
sarebbe un cimitero spettrale. Tutto questo
senza neanche dover tirare in ballo le
innumerevoli attività sul territorio. Il
concerto è tra i migliori dell'intero tour così
come la partecipazione e composizione del
pubblico di oltre tremila persone. Suonare Sole
silenzioso qui è particolarmente emozionante.
Il magazzino 47 è un centro sociale di Brescia
che ha già ospitato due concerti dei Subsonica.
Questa sera la data coinciderà anche con la
campagna di abbonamenti per Radio onda d'urto.
Il posto è gremito con duemila persone,
nonostante la volontà di pubblicizzare al minimo
indispensabile la data, nonostante il lunedì
sera e nonostante la concomitanza con jovanotti
al palasport. Anche in questo caso il concerto è
coinvolgente anche se la stanchezza di fine tour
si farà sentire così come l'allergia al polline
per le corde vocali di Samuel. Davvero un bel
pubblico: caloroso scatenato ed attento, senza
isterie di sorta.
Ritorniamo di notte piuttosto a pezzi, anche i
fusi orari sbarellati in questi giorni si sono
fatti sentire, ma davvero molto soddisfatti.
Tutte le date sono state realizzate unicamente a
copertura spese di tecnici ed impianto.
Il consigliere
Foch: «Il concerto dei Subsonica non era
autorizzato e ha disturbato»
Il "la" glielo ha dato il consigliere comunale
Ivano Foch (Forza Italia) con un'appassionata
interrogazione l'altra sera in consiglio
comunale. E l'onorevole di Alleanza nazionale
Maurizio Saia, assessore alla sicurezza e alla
polizia municipale, ha preso la palla al balzo
per ribadire due o tre cose sul centro sociale
Pedro.
A dare lo spunto, come detto, l'intervento del
forzista Foch, che abita poco lontano dal centro
sociale di via Ticino e che domenica sera ha
dovuto "sorbirsi" il concerto e il post concerto
dei Subsonica, al quale hanno partecipato circa
3mila persone. «Io e tanti altri padovani che
risiedono nella zona dei giardini Fantasia - ha
spiegato Foch - siamo stati tenuti svegli fino
all'alba di lunedì dalla confusione provocata
dal concerto. E meno male che durante le pause
musicali uno speaker parlava di pace! Ma quale
pace, se un tranquillo cittadino non può dormire
tranquillamente nemmeno in casa sua? In quella
zona vivono molte persone anziane, che forse
meriterebbero un po' più di rispetto. Vorrei
sapere cosa sta facendo l'amministrazione
comunale per limitare questi concerti che
bloccano le strade, turbano la quiete pubblica e
oltretutto mi risulta non siano nemmeno
autorizzati».
L'assessore Saia ha replicato immediatamente.
«Domenica - ha detto - ci sono stati due
concerti e i giardini non erano stati concessi,
quindi l'occupazione e gli spettacoli erano
abusivi. Tra l'altro è stata occupata anche una
proprietà data in affitto a Mappaluna,
l'associazione che cura iniziative per i
bambini. Nel corso della serata di domenica
parecchie famiglie sono rimaste senza linea
telefonica, perché qualcuno di quei "civili e
simpatici" partecipanti ai concerti ha
danneggiato una centralina Telecom all'interno
del giardino».
«Mi pare chiaro - ha aggiunto Saia - che, ancora
una volta, la questione riguarda l'ordine
pubblico. Non è possibile pensare che, ogni
volta che si cerca di intervenire, si rischia di
passare per illiberali e antidemocratici. In via
Ticino c'è un'illegalità che va "sanata".
Domenica i vigili sono stati mandati per dare
un'occhiata a quello che stava succedendo, ma si
sono dovuti fermare all'inizio di via Ticino
perché non sembrava il caso di prestare il
fianco a possibili degenerazioni. Questi
fenomeni da tempo sono all'attenzione
dell'amministrazione e mi augguro che prima o
poi la misura si colmi cosicchè, chi ha in mano
la gestione dell'ordine pubblico, la questura in
primis, pensi di fare qualcosa. Non si può
scaricare tutto sulla polizia municipale. Tra
poco quella zona, volenti o nolenti, verrà
sgombrata per motivi urbanistici e alcuni
edifici verranno abbattuti. Però per risolvere
il problema di ordine pubblico ci vuole la
partecipazione di tutti i soggetti interessati.
Ciascuno deve fare la sua parte, non solo i
vigili e il Comune».