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inserito il 16 settembre 2007
Cacao Settimanale venerdì 14 settembre 2007 19.15
Tutti
a
fare
a
pezzi
Beppe
Grillo
e
intanto
i
nostri
media
investono
gli
italiani
con
una
paurosa
ondata
di
notizie
false
sul
riscaldamento
della
nostra
penisola.
Semplicemente
centinaia
di
giornalisti
non
hanno
capito
un
cavolo.
Oggi
(giovedi'
13
settembre
07)
La
Repubblica
titola
"L'Italia
si
riscalda
piu'
di
tutto
il
pianeta".
Il
titolo
si
riferisce
al
succo
di
quanto
emerso
nel
convegno
romano
sul
clima
organizzato
dall'agenzia
governativa
Apat.
Sotto
due
articoli.
Il
primo,
a
sinistra,
comincia
spiegando
che
i tg
si
sono
sbagliati
la
sera
prima
parlando
di
un
aumento
della
temperatura
media
dell'Italia
maggiore
di 4
gradi:
sono
solo
quattro
decimi
di
grado.
Il
giornalista
riporta
che
l'aumento
medio
sul
pianeta
e'
stato
di 7
decimi
di
grado
negli
ultimi
100
anni
e
l'aumento
italiano
di
11
decimi
(1
grado
e 1
decimo
di
grado).
Nell'articolo
a
fianco
un
altro
giornalista
delira
affermando
che
l'aumento
della
temperatura
in
Italia
e'
stato
di 4
volte
quello
mondiale.
Che
farebbe
7x4=28
decimi
di
grado
(2
gradi
e 8
decimi).
Anche
il
Corriere
della
Sera
titola
"Clima
e
costi,
allarme
per
l'Italia"
e
ripete
piu'
volte
la
notizia
errata
su
un
aumento
della
temperatura
italiana
4
volte
quello
del
resto
del
mondo
(invece
di 4
decimi
di
grado).
Grande
risalto
interno,
con
pagina
2 e
3
dedicate
alla
notizia.
E
qui
i
dati
vengono
sparati
a
raffica
seguendo
la
metodologia
scientifica
detta
'n
do
cojo
cojo.
Si parla infatti di un aumento della temperatura di 1,4 gradi in Italia negli ultimi 50 anni, dato di provenienza misterica. Contraddetto pero' in un titoletto dove si sostiene che questo aumento non e' da riferirsi all'Italia nel suo complesso ma alle citta', il che e' un discorso completamente diverso. Le citta' si scaldano ovunque molto di piu' dei territori circostanti, quindi non posso confrontare il surriscaldamento delle citta' italiane con quello medio del pianeta, e' come mischiare democristiani e dentisti, non funziona. Poi si sostiene, sulla scia di molti tg che per ogni grado di aumento della temperatura la mortalita' cresce del 3%. Notizia terrorizzante e misteriosa come le altre. In Italia c'e' stato, secondo l'articolista, un aumento di piu' di un grado (quattro volte il resto del mondo) quindi in Italia avremmo dovuto avere un aumento della mortalita' maggiore del 3%... Almeno il 6% se son buoni i dati di un aumento planetario di 7 decimi di grado. Ma anche nell'ipotesi di una crescita della temperatura di solo 11 decimi di grado avremmo comunque dovuto osservare un aumento della mortalita' superiore al 3%. Ma la cosa non ha senso visto che la vita media degli italiani sta continuamente aumentando da cinquant'anni e piu'... Cosa vuol dire allora un aumento della mortalita' del 3%? Non e' magari che nel convegno si parlava dei picchi di calore in citta'? Ma chissenefrega della coerenza e della logica. Quando un dato e' bello lo si pubblica... Preso dallo sconforto ho telefonato al validissimo Roggiolani, dirigente dei verdi e presente al convegno il quale si e' detto costernato di come la stampa ha dato conto dell'evento. Mi passa il cellulare del gentilissimo Giampiero Maracchi, scienziato dell'Enea, gli telefono e lui mi spiega che ha rinunciato da tempo a capirsi con i giornalisti italiani che buttano giu' articoli in un modo sconosciuto nel resto dei paesi industrializzati. Maracchi mi spiega pazientemente che il problema del surriscaldamento e' molto complesso e discusso e che i giornalisti hanno confuso le temperature degli oceani, l'aumento della turbolenza del clima, le temperature urbane, i rendimenti delle culture agricole con il numero delle donne con la terza di reggiseno presenti al convegno. La differenza tra la maggioranza dei giornalisti italiani e Beppe Grillo, che tanto viene vituperato, e' che lui i dati non se li inventa. Jacopo Fo Correlati: Tutto il Sistema Solare si sta scaldando; ecco le prove! L’effetto serra. Un’altra bufala? La guida politicamente scorretta al riscaldamento globale Studio Apat–Oms: Cambiamenti climatici – Ecco i danni alla salute |