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proposta di legge di iniziativa
popolare per la riforma del settore radiotelevisivo
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Il blog di Beppe
Grillo
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2001: ODISSEA DI UN SUGELLAMENTO Nel "lontano " 2001, decido di effettuare richiesta di cessazione di abbonamento RAI per "sugellamento dell'apparecchio", per le motivazioni che ho elencato all'inizio pagina. Da allora, ad oggi, 23 luglio 2005, la mia "pratica" non è ancora chiusa, secondo la RAI; nel senso che fino ad oggi non ho ancora avuto il piacere di ricevere visite da ispettori, ma tutt'altro, continuo a ricevere SOLLECITI DI PAGAMENTO! Strano, visto che la procedura è prevista da legge...
A seguito descrivo cronologicamente lo scambio di documenti intercorsi tra il sottoscritto, Damiano Peruzzo, e la RAI, radio televisione italiana, con riferimento alla mia richiesta di "sugellamento". A seguito di ogni data produco il documento di riferimento...ce qualcuno non credesse!
03 Giugno 2001 PERUZZO DAMIANO: Effettuo invio della cartolina di DENUNCIA DI CESSAZIONE ed effettuo VERSAMENTO DI L.10.000 alla S.A.T. (diritti per spese di chiusura apparecchio), inviando copia allegata alla cartolina
02 Gennaio 2002 RAI: Invia sollecito di pagamento del canone TV
18 Gennaio 2002 PERUZZO DAMIANO: Invio risposta con indicato rif. della mia richiesta di sugellamento
16 Giugno 2002 RAI: Invia comunicazione per segnalarmi l'avvenuta verifica dei documenti prodotti (A FRONTE DELLA MIA PRECEDENTE) e comunicazione alle autorità competenti
27 Febbraio 2003 RAI: Invia sollecito di pagamento canone TV
PERUZZO DAMIANO: Nessuna risposta (rassegnato!)
27 Giugno 2003 RAI: Invia sollecito di pagamento canone TV
PERUZZO DAMIANO: Invio risposte con indicato rif. della mia richiesta di sugellamento
17 Luglio 2003 RAI: Invia comunicazione per segnalarmi l'avvenuta verifica dei documenti prodotti (A FRONTE DELLA MIA PRECEDENTE) e comunicazione alle autorità competenti
29 Gennaio 2004 RAI: Comunicazione dove mi viene seganalata la MANCATA RISPOSTA ALLE PRECEDENTI COMUNICAZIONI (!!!!) e di segnalazione all'Amministrazione Finanziaria di Stato
20 Febbraio 2004 PERUZZO DAMIANO: Rispondo alla precedente producendo TUTTI I DOCUMENTI PRODOTTI IN 3 ANNI (quelli riprodotti in questo sito)
26 Febbraio 2004 RAI: Invia comunicazione per segnalarmi l'avvenuta verifica dei documenti prodotti (A FRONTE DELLA MIA PRECEDENTE) ed ANCORA comunicazione alle autorità competenti
30 Maggio 2005 (pervenuta a luglio!) RAI: Comunicazione dove mi viene ANCORA (!!!) seganalata la MANCATA RISPOSTA ALLE PRECEDENTI COMUNICAZIONI (!!!!) e di segnalazione all'Amministrazione Finanziaria di Stato... nonchè MINACCIA di verifica domiciliare da parte della GUARDIA DI FINANZA
22 Luglio 2005 PERUZZO DAMIANO: Rispondo alla precedente...chiedo pure consiglio all'Associazione Consumatori ADUC, che mi risponde >> 23 Luglio 2005 PERUZZO DAMIANO: Chiedo pure consiglio all'Associazione Consumatori ADUC, che mi risponde>>(leggi)
ED ORA???? 2010 ODISSEA 2 ?!
da "Il Mattino di Padova", 16 gennaio 2000 alla mia richiesta di informazioni circa il comportamento da tenere nei confronti di "pubblici ufficiali" che sopraggiungano a seguito della richiesta di sugellamento dell'apparecchio tv: |
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IL RICORSO SUL CANONE RAI IN COMMISSIONE TRIBUTARIA A TORINO
19 marzo
2009:
una data
importante
GRAZIE A
FEDERCASALINGHE
(www.donne.it)
Presidente
On.le
Federica
Rossi
Gasparrini
Rai. Nuova campagna "Disdici il canone TV": ristabilire la legalita'
"ADUC -
Associazione Diritti Utenti e
Consumatori
Firenze, 18 Ottobre 2008. Se la Rai, il Governo ed il Parlamento non
rispettano le leggi, perche' dovrebbero farlo gli utenti della Rai pagando
il canone-imposta tv? Gentile signor Peruzzo, |
| Da: centro giuridico
[servizionline@adiconsum.it] Inviato: giovedì 8 gennaio 2004 15.30 A: Damiano Peruzzo Oggetto: Re: sugellamento apparecchio TV
Gentile Sig.
Peruzzo,
(...)siamo a precisarLe che autorizzati al
suggellamento del televisore sono soltanto la Finanza o il personale del
S.A.T.(Sportello Abbonamenti TV), i quali dovranno identificarsi
esibendo un documento.
Il suggellamento consiste nel rivestire l’apparecchio tv (ovviamente a colori) con un sacco di iuta che viene sigillato con un sigillo metallico fornito dal Ministero delle finanze. In questa evenienza, l’utente che ha richiesto il suggellamento, deve permettere che l’operazione venga effettuata. L’operazione può avvenire in un luogo esterno alla propria abitazione (per esempio, sul pianerottolo, in cantina, o addirittura in strada). Nessun funzionario del S.A.T. e neppure la finanza infatti, può entrare in casa Sua senza il mandato di un Magistrato.
L’operazione
di suggellamento è sempre accompagnata dalla stesura di un verbale che
a richiesta dell’interessato può essere integrato da eventuali
dichiarazioni. Se il funzionario, per esempio, si rifiuta di suggellare
il tv perché non gli si è consentito l’ingresso in casa, si deve far
verbalizzare "che il sig……….si è rifiutato di suggellare il
mio televisore nonostante lo avessi messo a disposizione dello
stesso".
Distinti
saluti
Dott.ssa
Simona Versace
Centro
Giuridico Adiconsum
TASSA/CANONE RAI. LE IMPRECISIONI DEL MINISTRO SULLA GABELLA PIU' ODIATA. I SUGGERIMENTI DELL'ADUC Il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, parlando a Genova durante un convegno sull'e-government, in merito ad un probabile aumento del cosiddetto canone di abbonamento alla Rai, ha detto: "Lo decideremo nell'apposita Commissione e prenderemo le decisioni piu' favorevoli per gli utenti". In quanto associazione per i diritti degli utenti e consumatori, ci sentiamo chiamati in causa e porgiamo al ministro alcuni suggerimenti per essere piu' precisi e per cercare di interpretare gli interessi degli utenti. Il primo suggerimento e' quello sulla chiarezza: che senso ha continuare a chiamare canone o abbonamento una tassa sul possesso di un apparecchio televisivo, perche' non chiamarla col suo nome, e continuare a costringerci (a noi dell'Aduc) a spiegare ogni giorno a una caterva di utenti che ci pongono un quesito in materia, che lo Stato e' zuzzurellone non chiamando le tasse col loro nome? Perche' da questa schizofrenia lessicale ne deriva una serie di fraintendimenti che fanno sentire i cittadini ancora piu' distanti dalle istituzioni: non e' un caso, per esempio, che lo stesso ministro Gasparri parli di "decisioni piu' favorevoli per gli utenti". Ma quali utenti? A scuola ci hanno insegnato che chi paga una tassa non e' un utente, ma un contribuente. Ma veniamo all'ultimo suggerimento per il nostro ministro, cioe' quello sulla "decisione piu' favorevole". Noi non abbiamo dubbi, per rispetto delle istituzioni, che un ministro e un Governo debbano sempre prendere le decisioni piu' favorevoli per i loro amministrati, ma vogliamo ricordare al ministro Gasparri di ascoltare anche i loro amministrati. Non tanto per chiedere loro se sono contenti di pagare una tassa (che' nessuno, se non qualche pazzerello, risponderebbe in modo affermativo), ma se sembra giusto questo sistema di riscossione basato sul possesso di un apparecchio televisivo che, magari, viene usato solo per farci giocare i ragazzini con la playstation o vedere le cassette prese a noleggio; sistema che favorisce un gruppo di reti -quelle Rai- in aperta concorrenza con altre reti che di questa tassa non ne godono. E ascoltati questi amministrati, chiediamo al ministro Gasparri di fare anche una valutazione rispetto alla sua posizione abolizionista quando non era all'attuale dicastero. Avvertenze numero 2004-24 del 15 Dicembre 2004 In Internet: http://www.aduc.it/dyn/avvertenze
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