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Il progetto minerario «Pascua Lama»
 

Acqua – E in Cile pensano di distruggere i ghiacciai

Localizzati nella Cordigliera delle Ande a 5.200 metri d'altezza verrebbero eliminati per poter accedere alle miniere di oro e argento che si trovano al disotto. Sono lì da più di 10mila anni

Nella Valle di San Félix in Cile, l'acqua più pura del Paese che scorre nei fiumi è alimentata dai ghiacciai che si trovano 5.200 metri di altezza sulla Cordigliera delle Ande da più di 10mila anni. Sotto di loro vi sono anche grandi depositi di oro, argento e altri minerali.
Mentre il mondo celebra la giornata internazionale dell'acqua, la Fao lancia allarmi sulle carenze idriche, il Wwf denuncia che i fiumi dei continenti si stanno prosciugando... in Cile pensano di distruggere questi ghiacciai per arrivare alle miniere dei metalli rari. Un progetto mai pensato da mente umana.
Il progetto di estrazione «Pascua Lama», è localizzato nel nord del Chile. È un accordo fra Cile e Argentina, a 150 Km ad est della Città di Vallenar Capitale della Comunità di Huasco, e 300 Km a nordovest della città argentina di San Juan. L'accordo si basa su un Trattato del 2004.
Il governo cileno, ha approvato questo progetto di estrazione nel 2006 e non è ancora partito perché i contadini della zona hanno ottenuto una proroga. Infatti, se si distruggono i ghiacciai, non solo si distruggeranno le sorgenti purissime di quest'acqua, ma l'acqua dei fiumi verrà contaminata permanentemente. L'acqua non potrà più essere usata né per l'agricoltura né per la zootecnia. Infatti, per l'estrazione, si fa uso di cianuro e acido solforico.
I contadini stanno dando battaglia e sperano di ottenere solidarietà dalla sensibilità internazionale ed hanno attivato i canali di Internet: con un sito informano e inviano email per diffondere notizie di quello che sta avvenendo e formare un movimento di pressione con la raccolta di firme di personalità internazionali.
La realizzazione di quella che gli abitanti definiscono «aberrazione» e che lasciano perplessi i glaciologi è della multinazionale canadese Barrick Gold che sta investendo millecinquecento milioni di dollari e promette lavoro a più di seimila lavoratori fino al 2009.
Secondo Carolina Sandoval, del movimento «Anti Pascua Lama» il progetto di estrazione ha già danneggiato fra 50% a 70% dei ghiacciai Toro I, Toro II ed Esperanza. Sottoline, inoltre, che si sta parlando di ghiacciai che coprono un'area in cui piove ogni 10 anni.

(Judith del Valle Musso Quintero) http://www.vglobale.it/

(20 Marzo 2007)

Cile / Argentina: ghiacciai a rischio

Il progetto di sfruttamento minerario a Pascua Lama affronta un nuovo processo per presunto danno ambientale

Bolzano, 19 marzo 2007 http://www.gfbv.it/

 Il progetto minerario Pascua Lama della multinazionale canadese Barrick Gold, deve affrontare un nuovo procedimento giudiziario per presunti danni ambientali non previsti, che, se confermati, comporterebbero multe in denaro fino al fermo dei lavori. Il procedimento è stato avviato in seguito alla denuncia degli abitanti di San Félix, sostenuti dalla Segreteria ministeriale dell'Agricoltura, per il completo danneggiamento dei canali di irrigazione dovuto ai lavori di costruzione di un cammino pedonale nella zona circostante il progetto Pascua Lama.

Pascua Lama è un progetto minerario bi-nazionale tra Cile e Argentina, situato nella Cordigliera andina della regione di Atacama, all'interno della Valle del Huasco. Il progetto dell'impresa leader nella produzione aurifera Barrick Gold, approvato in Cile nel febbraio 2006 e nel dicembre dello stesso anno in Argentina, intende installare una miniera a cielo aperto per l'estrazione di oro, argento, rame e altri minerali che si trovano in parte sotto i ghiacciai millenari Toro I, Toro II e Esperanza. Il progetto, che prevede lo "spostamento" dei tre ghiacciai, rischia di mettere in pericolo l'ecosistema dell'intera valle del Huasco, andando a toccare le fonti d'acqua primarie di una regione semidesertica. Lo spostamento dei ghiacciai, che più correttamente dovrebbe essere chiamato distruzione degli stessi, andrebbe a stravolgere le falde acquifere e il corso dei fiumi che dai ghiacciai nascono, mentre l'attività mineraria, che fa uso di cianuro e di metalli pesanti, rischia di contaminare ciò che resterebbe delle risorse idriche. A ciò si aggiunge poi l'enorme consumo di acqua da parte della futura miniera (360 lt/s),

 in una regione per l'appunto già caratterizzata dalla scarsità d'acqua.

 Il progetto infine è pensato in una zona che corrisponde al territorio ancestrale delle comunità indigene Diaguita, che, come la maggior parte dei 70.000 abitanti della regione, vivono per lo più di agricoltura. Derubati della loro terra e con le falde acquifere contaminate, la cultura diaguita è condannata a scomparire insieme al luogo che ospita una ricchezza storica e archeologica unica. Secondo la rappresentante del Movimento Cittadino anti Pascua Lama, Carolina Sandoval, il progetto ha finora già danneggiato i ghiacciai Toro I, Toro II e Esperanza per un 50-70% . "Stiamo parlando di ghiacciai che forniscono acqua a una zona in cui piove una volta ogni dieci anni", ha precisato Sandoval, "e questo progetto metterà a secco l'intera vallata del Huasco, che vive fondamentalmente di agricoltura, com'è già successo a Copiapò". L'attuazione del progetto comporterebbe danni ambientali incalcolabili, metterebbe seriamente in pericolo la vita e la salute dei 70.000 abitanti della valle del Huasco, tra cui anche la comunità indigena Diaguita che vive in quella terra da secoli e che ora teme la completa distruzione delle proprie terre ancestrali.

Infine, il Tribunale del Popolo istituto nel 2006 al II Foro Sociale cileno a Santiago del Cile riconosce la multinazionale Barrick Gold Corporation responsabile di gravi attentati ambientali, sociali, culturali e economici, causati dalla sua politica, programmi e azioni nei territori e contro i popoli di Argentina, Cile e Perù. Le accuse contro la Barrick Gold si ripetono però in diverse parti del mondo: secondo l'articolo "Behind the Numbers" dei giornalisti Keith Harmon Snow e David Barouski, la Barrick Gold è implicata nel conflitto in corso in Congo e l'associazione canadese Mining Watch riferisce nel suo sito web di gravi accuse contro la Barrick Gold in Papua Nuova Guinea e, più recentemente, della lotta degli aborigeni australiani Wiradjuri, minacciati anch'essi dall'attività mineraria della Barrick Gold.

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