inserito
23 Ottobre 2009
Energie rinnovabili: Sabato 17
ottobre inaugurato a Limena (PD)
il più grande e tecnologico
impianto di biogas del Veneto
Ottenere
energia pulita e a basso costo,
fornendo al tempo stesso nuove
opportunità di sviluppo al
settore agricolo: questi gli
...obiettivi del più grande e
innovativo impianto di biogas
del Veneto, realizzato dall'Agripower
Division del Gruppo Seko Spa,
che è stato inaugurato sabato
scorso a Limena (PD) presso
l'azienda Agricola Tosetto.
Il taglio del nastro - seguito
da centinaia di persone - ha
visto la prestigiosa presenza di
Giancarlo Galan, Presidente
della Regione Veneto. Al momento
di cerimoniale ufficiale, è
seguita una breve presentazione
dell'impianto e delle sue
caratteristiche, considerato un
modello di eccellenza non solo
in Veneto, ma in tutto il
territorio nazionale. «I
produttori di carne e latte ogni
anno perdono centinaia di
migliaia di euro: noi gli
offriamo l'opportunità di
ottenere una nuova fonte di
reddito, che al contempo
consente di migliorare la
qualità ambientale» ha spiegato
Giuseppe Loppoli, presidente
Gruppo Seko. «Il nostro impianto
di seconda generazione ha un
know how al 100% italiano - ha
aggiunto l'Ing. Marco Rubino,
Agripower Division Gruppo Seko
Spa - che ci consente di
massimizzare le ore di
funzionamento del cogeneratore
che trasforma il biogas prodotto
in energia elettrica da
immettere in rete. L'impianto di
Limena è da ben 1 MW, energia
che sarà remunerata all'azienda
agricola sulla base delle nuove
tariffe incentivate, pari a 0,22
euro per ogni kw prodotto, che
diventeranno 0,28 a breve,
grazie all'introduzione della
nuova normativa». «Dopo il
momento di crisi del settore
dell'allevamento bovino, seguito
alla "mucca pazza" - ha
raccontato Disma Tosetto,
proprietario dell'omonima
azienda agricola, nella quale è
stato installato l'impianto di
biogas - abbiamo capito che
dovevamo trovare nuove strade, e
puntare su investimenti che
potessero garantirci la
redditività. Abbiamo scelto come
partner per questa sfida il
Gruppo Seko, in quanto non solo
è un'azienda del nostro
territorio, ma ci ha anche
offerto la disponibilità e
l'assistenza tecnica per
riuscire a realizzare un
impianto che può essere
considerato unico. Calcoliamo
che immetteremo nella rete 8,5
milioni di kw annui: in circa
5-6 anni riusciremo così ad
ammortizzare quanto speso per la
realizzazione dell'impianto».
Nel suo intervento l'ing.
Marcello Capra, Ministero dello
Sviluppo Economico - Direzione
Generale per l'Energia e le
risorse minerarie, ha spiegato
che questo progetto assume una
particolare valenza anche perchè
le bioenergie sono una delle 6
priorità industriali date
dall'Unione Europea. Su questo
tema anche l'intervento del
Prof. Luigi Marsullo, Finpublic
Italia Spa, secondo cui la
"rivoluzione" attuata dalla
collaborazione tra Seko e
l'azienda agricola Tosetto è un
esempio che anche le altre
realtà agricole dovrebbero
seguire, soprattutto
considerando gli investimenti
che nei prossimi anni saranno
destinati alle energie
rinnovabili. Interessanti
contributi anche dagli altri
ospiti presenti: il Prof.
Pierluigi Navarotto, Università
di Milano, ha illustrato le
caratteristiche della tariffa
unica e di alcune normative che
stanno favorendo lo sviluppo del
biogas, mentre l'Ing. Roberto
Farina e l'Ing. Nicola
Contrisciani, Enea Bologna,
hanno presentato le tipologie di
biomasse che è possibile
inserire nell'impianto,
evidenziando che lo stesso
produce enormi quantità di
energia termica, che sarebbe
possibile utilizzare per il
teleriscaldamento.
Ad oggi gli uffici dell'azienda
agricola e le abitazioni dei
proprietari utilizzano già
questo sistema, ma sfruttandolo
al massimo sarebbe possibile
riscaldare circa 300
appartamenti da 80 mq l'uno. Tra
i relatori anche il dott.
Alessandro Meneguzzo, Jenbacher,
azienda che fornisce alla Seko i
motori ad alto rendimento; il
dott. Gino Magni, Pioneer
Hi-Bred Italia, che ha
illustrato l'importanza
dell'agricoltura per la
produzione di energia; il rag.
Pierluigi Gambarotto, Cassa
Risparmio del Veneto, istituto
bancario che ha finanziato
l'investimento; Riccardo
Scalabrin, Seko Group, che ha
illustrato il funzionamento del
software; Riccardo Campion, Seko
Group, che ha presentato alcuni
dati sul fertilizzante organico
che - grazie alla tecnologia
elaborata dall'azienda - viene
prodotto al termine del
processo.
(padovanews.it)
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http://no-gra-limena.blogspot.com/
Sabato 17 ottobre una ventina di
simpatizzanti del Coordinamento
NO GRA Limena hanno manifestato
contro il progetto della strada
che distruggerà il Tavello sulla
rampa di accesso all'azienda
Tosetto, in via Montegrappa.
L'occasione per manifestare è
stata la presenza di molte
autorità (tra cui il governatore
della Regione Veneto Giancarlo
Galan) all'inaugurazione di un
nuovo impianto di Biogas presso
l'allevamento Tosetto.
Le parole di commento di Galan
"Se la strada passasse sopra
casa mia non sarei certo
contento, però da qualche parte
deve pur passare" lasciano pochi
dubbi sulla volontà politica,
anzi imprenditoriale (perché
ormai tutti i politici giocano a
fare gli imprenditori), di
costruire questa assurda strada.
Il Gra non è in pericolo,
il Tavello sì
Riportiamo l'articolo del
gazzettino di Giovedì 24
settembre
«Il Gra non è in pericolo».
Vittorio Casarin, presidente
della società che dovrà
realizzare l’anello di 44
chilometri che racchiuderà
Padova per prolungarsi poi verso
Venezia, ne è sicuro. L’opera
andrà forse già oggi i al
massimo la prossima settimana al
Cipe che ne verificherà la
copertura economica. Essendo la
nostra tutta in
project-financing (la fanno i
privati che per 39 anni
prenderanno i soldi della
tariffa) quindi senza intervento
pubblico, non ci saranno
ostacoli. Eppure si stava
diffondendo la voce che l’opera
dovesse subire dei ritardi
perchè non più inserita ai primi
posti ma tra la "richieste
aggiuntive" fatte al Comitato
interministeriale.
La situazione invece appare
diversa. Il Gra effettivamente
aveva un neo. Mentre l’anello
intorno a Padova era inserito
tra le opere complementari al
Passante e quindi era entrato
nella Legge Obiettivo
circostanza che sveltiva le
operazioni, questo non valeva
per la camionabile ovvero la
strada che, sfruttando gli
argini dell’idrovia per finire a
Marghera, era stata inserita in
un secondo momento, grazie alle
insistenze dell’assessore
regionale Chisso. Pure lei con
la patente di opera
complementare al Passante, ma
non un "baco": non figurava
nella Legge Obiettivo. Proprio
alcuni comitati di cittadini
della riviera del Brenta
preoccupati per la colata di
cemento avevano avanzato dubbi
sulla correttezza della
procedura, con l’obiettivo di
farla decadere. Invece
nell’ultimo documento per la
programmazione economica del
governo redatto prima delle
ferie, nel progetto del Gra è
stata inserita anche la
camionabile, tanto che l’opera è
passata dalla fascia intermedia
a quella di prima fascia.
L’opera costa 600 milioni ma
secondo le osservazioni arrivate
dei Comuni ci sarebbero lavori
per altri 120 milioni di euro.
Solo a Padova bisogna rifare il
casello di Ronchi (25mln) e
altre opere per un totale di 70
milioni. Fino a questa cifra la
società "Gra spa" che ha vinto
la gara per diventare promotore
dell’opera e che realizzerà il
progetto esecutivo sul quale si
andrà in gara per individuare la
ditta costruttrice, potrebbe far
fronte al "ritocco", oltre no.
E la Brescia-Padova? Casarin, ex
vicepresidente dell’Autostrada,
insiste: «Sarebbe auspicabile
che i soci pubblici restassero
almeno per i prossimi quattro
anni, magari non con la
maggioranza assoluta ma almeno
quella relativa. Ci sono infatti
importanti opere compresa la
statale 10 che la Serenissima
deve finanziare. E poi deve
mettere 50 milioni per avviare
il Gra».
Mauro Giacon
I "poteri forti" (Casarin,
Società Autostrade, ecc.)
sembrano sempre più sicuri di
realizzare per il loro
tornaconto un'altra opera
inutile pagata con i nostri
soldi.
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