INDULTO 2006

>> Il Senato approva l'indulto, gioia nelle carceri
>> Chi ha votato per l'indulto al Senato
>> Intervista a Mastella sul "Messaggero" 24 luglio 2006
>> Indulto anche per Maso ed Erika
>> Così l'indulto salverà i "furbetti"
>> Indulto, nessun colpo di spugna
>> L'indulto con gli occhi di una vittima
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I Sì sono stati 245, i No 56, gli astenuti 6 A favore Forza Italia, Udc e Unione. Contrari Italia dei valori, Lega Nord e parte di An. Mastella: «I serial killer non escono» |
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ROMA
- Feste e
cori dei
detenuti
nelle
carceri
italiane: il
Senato ha
approvato
con
maggioranza
qualificata
dei due
terzi il
provvedimento
di clemenza
dell'indulto
per
combattere
il
sovraffollamento
delle
carceri. I
sì sono
stati 245, i
no 56, gli
astenuti 6.
I due terzi
dell'assemblea
previsti
dalla
Costituzione
per
l'approvazione,
216 voti,
sono stati
garantiti
dal sì
compatto di
Forza
Italia,
dell'Udc e
dell'Unione.
Secondo
recenti
calcoli,
grazie
all’indulto
potrebbe
tornare in
libertà
quasi un
terzo dei
detenuti
definitivi:
fino a 20
mila persone
delle 38.086
che in
carcere
stanno
scontando
una condanna
passata in
giudicato.
Con molte
esclusioni,
come spiega
la nostra
scheda
APPLAUSI - Applausi, grida di gioia e slogan, con in sottofondo il classico tintinnio metallico delle «marmitte» battute contro le porte delle celle: così, a Torino, la notizia dell' approvazione dell' indulto è stata accolta fra i detenuti del carcere delle Vallette. Stessa scena a Napoli e a Regina Coeli, con urla e grida, secondo i testimoni, paragonabili solo alla vittoria ai mondiali di calcio. Dal carcere romano potranno uscire da subito anche i 18 bambini finora reclusi con le loro mamme perchè minori di tre anni. Controcorrente San Vittore a Milano dove la notizia è stata accolta «bene», ma senza particolari manifestazioni di entusiasmo. «È stata accolta con soddisfazione - è stato spiegato dai responsabili della casa circondariale di piazza Filangieri -, ma non ci sono state urla di giubilo o altre manifestazioni particolari».
I CONTRARI
Alla
proposta di
legge si è
opposto con
forza il
ministro
delle
Infrastrutture
Antonio Di
Pietro,
autosospesosi
per
protesta, e
il suo
partito
Italia dei
Valori, che
conta solo
su cinque
senatori,
perché il
provvedimento
viene fatto
valere anche
per i reati
finanziari e
contro la
pubblica
amministrazione
come
corruzione e
concussione.
Contro il
provvedimento
si sono
schierati
anche la
Lega Nord e
parte di
Alleanza
Nazionale.
I DUE
DISSIDENTI -
I
senatori
dell’Ulivo
Valerio
Zanone e
Domenico
Fisichella
hanno preso
la parola
nell’Aula di
Palazzo
Madama per
esprimere il
loro voto in
dissenso
rispetto al
gruppo:
entrambi
hanno a
votato
contro il
provvedimento
di indulto.
MASTELLA:
«SARA'
L'UNICO» -
«Questo è un
elemento
nato
eccezionale
e quindi non
ci saranno
altri gesti
di
eccezionalità.
Lo dedico a
Karol
Wojtyla». È
quanto
afferma il
ministro
della
Giustizia
Clemente
Mastella
conversando
con i
cronisti al
termine del
via libera
del Senato
all'indulto.
Il ministro
ricorda che
l'ultimo
atto di
clemenza fu
nel 1990 e
quindi «sono
passati
tanti anni»
e sottolinea
inoltre che
«questo non
significa
essere
vicino ai
trasgressivi
a quelli che
devono
essere
condannati
per alcune
pene da
espiare». «A
differenza
di quello
che scrivono
i giornali
nessun
serial
killer esce
per via di
questo
indulto» ha
detto poi il
ministro. E
ha citato
alcuni casi:
Erika De
Nardo, per
esempio, «uscirá
nel 2013
anzichè nel
2016, mentre
Pietro Maso,
lascerá il
carcere nel
2015 anzichè
nel 2018».
All'inizio
della lista
c'è anche il
nome di
Cesare
Previti, la
cui pena
terminerà
nel 2009,
anzichè nel
2012.
DI PIETRO:
LA PAGHEREMO
- Deluso ma
ancora
combattivo
il
principale
nemico della
nuova norma,
il leader
dell'Italia
dei Valori
Di Pietro:
«Ribadisco
che è una
scelta
sbagliata di
cui
pagheremo
grandi
conseguenze
in termini
di difesa
sociale, di
sicurezza
pubblica, di
credibilità
delle
istituzioni
e della
coalizione».
«Dopodichè -
ha concluso
- prendo
atto del
risultato
con la
serenità di
chi ha fatto
il proprio
dovere fino
all'ultimo
per impedire
un evento
dannoso per
il paese, le
istituzioni
e la
coalizione.
Io le
istituzioni
le rispetto
anche quando
prendono
decisioni
che non
condivido
affatto.
Rimarcherò
questa mia
posizione
che deve
essere
rispettata
come io
rispetto la
decisione
degli
altri».
30 luglio 2006
www.corriere.it
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28/07/06
Chi ha votato per l'indulto al Senato
01/08/06 (www.antoniodipietro.com)
La legge sull’indulto è legge dello Stato. E’
una sconfitta della legalità,
della giustizia. Il risultato di un patto tra
forze politiche solo in apparenza antagoniste.
Ognuno ha tirato fuori i suoi
dalle carceri o dai processi.
Io ho deciso di non dimettermi per continuare a
testimoniare nella mia funzione di ministro e in
Consiglio dei ministri la necessità di uno Stato
basato sulla legalità, trasparente verso
i cittadini, rispettoso degli impegni
presi in campagna elettorale.
Ritengo corretto, così come ho fatto per i
deputati, pubblicare anche i nomi dei
senatori che hanno votato per
l’indulto, tratti dal sito
www.senato.it
ALLEANZA NAZIONALE
Buccico Emilio Nicola, Curto Euprepio, De
Angelis Marcello, Matteoli Altero, Saporito
Learco, Valentino Giuseppe
AUT
Bosone Daniele, Molinari Claudio, Montalbano
Accursio, Negri Magda, Peterlini Oskar, Pinzger
Manfred, Rubinato Simonetta, Thaler Ausserhofer
Helga, Tonini Giorgio
DC-IND-MA
Antonione Roberto, Cutrufo Mauro, Girfatti
Antonio Franco, Manunza Ignazio, Massidda
Piergiorgio, Pistorio Giovanni, Rotondi
Gianfranco, Santini Giacomo, Saro Giuseppe
Ferruccio, Stracquadanio Giorgio Clelio
FORZA ITALIA
Alberti Casellati M. E., Amato Pietro Paolo,
Asciutti Franco, Azzollini Antonio, Baldini
Massimo, Barba Vincenzo, Barelli Paolo, Bettamio
Giampaolo, Bianconi Laura, Biondi Alfredo,
Bonfrisco Anna Cinzia, Burani Procaccini Maria,
Camber Giulio, Cantoni Gianpiero Carlo, Carrara
Valerio, Casoli Francesco, Cicolani Angelo Maria,
Colli Ombretta, Comincioli Romano, Costa Rosario
Giorgio, D'Ali' Antonio, Dell'Utri Marcello,
Fazzone Claudio, Ferrara Mario Francesco,
Firrarello Giuseppe, Gentile Antonio, Ghedini
Niccolo', Ghigo Enzo, Giuliano Pasquale, Grillo
Luigi, Iannuzzi Raffaele, Iorio Angelo Michele,
Izzo Cosimo, Lorusso Antonio, Lunardi Pietro,
Malan Lucio, Malvano Franco, Marini Giulio,
Mauro Giovanni, Morra Carmelo, Nessa Pasquale,
Novi Emiddio, Palma Nitto Francesco, Pastore
Andrea, Pianetta Enrico, Piccioni Lorenzo,
Piccone Filippo, Pisanu Beppe, Pittelli
Giancarlo, Possa Guido, Quagliariello Gaetano,
Rebuzzi Antonella, Sacconi Maurizio, Scarabosio
Aldo, Scarpa Bonazza Buora Paolo, Schifani
Renato Giuseppe, Scotti Luigi, Stanca Lucio,
Sterpa Egidio, Taddei Vincenzo, Tomassini
Antonio, Vegas Giuseppe, Ventucci Cosimo,
Viceconte G. Walter C., Vizzini Carlo, Zanettin
Pierantonio, Ziccone Guido
IU-VERDI-COMUNISTI ITALIANI
Bulgarelli Mauro, Cossutta Armando, De Petris
Loredana, Pecoraro Scanio Marco, Ripamonti
Natale, Silvestri Gianpaolo
MISTO
Andreotti Giulio, Colombo Emilio, Cossiga
Francesco, Del Pennino Antonio Adolfo Mar
MISTO-PDM
Fuda Pietro
MISTO.POP-UDEUR
Barbato Tommaso, Cusumano Stefano, Mastella
Clemente
RIFONDAZIONE COMUNISTA-SE
Albonetti Martino, Alfonzi Daniela, Allocca
Salvatore, Boccia Maria Luisa, Bonadonna
Salvatore, Brisca Menapace Lidia, Capelli
Giovanna, Caprili Milziade, Confalonieri
Giovanni, Del Roio Josè Luiz, Di Lello Finuoli
Giuseppe, Emprin Gilardini Erminia, Gagliardi
Rina, Giannini Fosco, Grassi Claudio, Liotta
Santo, Malabarba Luigi, Martone Francesco,
Nardini Maria Celeste, Palermo Anna Maria, Russo
Spena Giovanni, Sodano Tommaso, Tecce Raffaele,
Turigliatto Franco, Valpiana Tiziana, Vano
Olimpia, Zuccherini Stefano
UDC
Baccini Mario, Buttiglione Rocco, Ciccanti
Amedeo, De Poli Antonio, D'Onofrio Francesco,
Eufemi Maurizio, Fantola Massimo, Follini Marco,
Forte Michele, Libe' Mauro, Maffioli Graziano,
Maninetti Luigi, Marconi Luca, Monacelli Sandra,
Naro Giuseppe, Pionati Francesco, Poli Nedo
Lorenzo, Ruggeri Salvatore, Trematerra Gino,
Zanoletti Tomaso
ULIVO
Adragna Benedetto, Amati Silvana, Angius Gavino,
Baio Dossi Emanuela, Banti Egidio, Barbieri
Roberto, Barbolini Giuliano, Bassoli Fiorenza,
Battaglia Giovanni, Bellini Giovanni, Benvenuto
Giorgio, Bettini Goffredo Maria, Bianco Enzo,
Binetti Paola, Bobba Luigi, Boccia Antonio,
Bodini Paolo, Bordon Willer, Bruno Franco,
Brutti Massimo, Brutti Paolo, Bubbico Filippo,
Cabras Antonello, Calvi Guido, Carloni Anna
Maria, Casson Felice, D'Amico Natale Maria
Alfonso, Danieli Franco, De Simone Andrea
Carmine, Di Siena Piero, Enriques Federico,
Fazio Bartolo, Ferrante Francesco, Filippi
Marco, Finocchiaro Anna, Fontana Carlo Ferruccio
Antoni, Franco Vittoria, Galardi Guido, Garraffa
Costantino, Gasbarri Mario, Giaretta Paolo,
Iovene Antonio, Ladu Salvatore, Latorre Nicola,
Legnini Giovanni, Livi Bacci Massimo, Lusi
Luigi, Maccanico Antonio, Magistrelli Marina,
Magnolfi Beatrice Maria, Manzella Andrea,
Manzione Roberto, Marino Ignazio Roberto Maria,
Massa Augusto, Mele Giorgio, Mercatali Vidmer,
Micheloni Claudio, Mongiello Colomba, Montino
Esterino, Morando Antonio Enrico, Morgando
Gianfranco, Nieddu Gianni, Palumbo Aniello,
Papania Antonino, Pasetto Giorgio, Pegorer
Carlo, Piglionica Donato, Pignedoli Leana, Pisa
Silvana, Polito Antonio, Pollastri Edoardo,
Procacci Giovanni, Randazzo Antonino, Ranieri
Andrea, Roilo Giorgio, Ronchi Edo, Rossa Sabina,
Rossi Paolo, Salvi Cesare, Scalera Giuseppe,
Scarpetti Lido, Serafini Anna Maria, Sinisi
Giannicola, Soliani Albertina, Treu Tiziano,
Turano Renato Guerino, Turco Livia, Vernetti
Gianni, Villecco Calipari Rosa Maria, Vitali
Walter, Zanda Luigi, Zavoli Sergio Wolmar
L'indulto con gli occhi di una vittima
23/08/06 (www.antoniodipietro.com)
Ho ricevuto numerose lettere sull’indulto pubblico oggi quella di Emanuela, una ragazza di 18 anni di Reggio Calabria.
“Caro Ministro Di
Pietro,
mi chiamo Emanuela, ho
18 anni e sono di
Reggio Calabria.
Le scrivo perchè ho
apprezzato la sua
ostinazione contro la
legge sull'indulto,
soprattutto perchè lei
si è esposto in prima
persona. Questa lettera
non avrebbe importanza,
o forse non sarebbe
nemmeno stata scritta se
io non fossi tra le
vittime che lei difende;
infatti deve sapere che
circa un anno fa
il mio ex ragazzo,
solo perchè non avevo
intenzione di continuare
ad essere la sua ragazza
non faceva altro che
picchiarmi per futili
motivi, ha attentato
alla mia vita dandomi
quattro
coltellate alle spalle,
arrecandomi gravi danni
al polmone, al fegato e
al rene, e se sono
rimasta viva è grazie al
pronto intervento e alla
bravura dei medici e
forse anche per un
miracolo, dato che le
mie condizioni non
davano speranze di vita
agli stessi medici.
Bene, veniamo al dunque,
non è giusto che chi ha
sofferto, chi è
stato una vittima
continui ad esserlo,
infatti quale indulto ci
sarà per le quattro
coltellate che ho
ricevuto, per tutte le
violenze che ho subito e
per il dolore che
continuo a provare? E'
ingiusto che lo Stato
non tuteli abbastanza,
anche perchè non
essendoci stato ancora,
nel mio caso, l'appello
e la cassazione lui sta
scontando la sua pena
agli arresti
domiciliari, e la paura
che lui potesse
scappare, appena ho
saputo di ciò, mi ha
portato a
tentare il suicidio.
Io vorrei maggior
tutela, vorrei avere le
forze per battermi per i
miei diritti, ma chi mi
ascolterebbe?
La ringrazio per aver
dato ascolto ai miei
dolori e per essersi
schierato a favore di
noi vittime.
Distinti saluti.
Emanuela.”
