USA / Acqua dall'aria
Un sogno impossibile si realizza dopo anni di
esperimenti falliti. Presto i soldati americani
schierati in Iraq disporranno di una straordinaria
macchina (non piu' grande di un auto) in grado di
produrre 1800 litri di acqua al giorno dall'aria. I
particolari tecnologici sono ancora segreti per volonta'
del Pentagono, si tratta di un sistema a impatto
ambientale zero che che trasforma
l'umidita' presente nell'atmosfera. (Avvertenze
numero 2006-11 del 1 Giugno 2006
http://www.aduc.it/dyn/avvertenze
)
Soldati sempre più hitech: dispositivo estrae acqua dall’aria
Un’azienda che ha sviluppato una nuova tecnologia in
grado di estrarre acqua dall’aria praticamente in
qualsiasi zona del pianeta ha vinto un contratto per
dissetare i soldati americani di stanza in Iraq.
Originariamente, la tecnologia nasce come idea della
Defense Advanced Research Projects Agency del Pentagono,
alla ricerca di un modo per assicurare risorse idriche
continue ed effettivamente sfruttabili alle truppe
impiegate in regioni aride come l’Iraq. "Il programma
era focalizzato sull’estrazione di acqua dall’atmosfera
attraverso sistemi a bassa energia che avrebbero potuto
diminuire il carico di equipaggiamento logistico dei
soldati e garantire la disponibilità d’acqua in
qualsiasi momento e qualsiasi luogo", spiega la
portavoce della Darpa, Jan Walzer.
Per raggiungere tale scopo, l’agenzia ha investito
milioni in società di ricerca come LexCarb e Sciperio
per creare un congegno capace di produrre acqua anche
nel deserto della Mesopotamia. Ma è stata un’altra
azienda, l’Aqua Sciences, a sviluppare per conto suo e a
mettere in commercio, un dispositivo capace di operare
anche nei climi più ostili. "Da anni si cerca un modo
per riuscirci. La nostra risposta al progetto Darpa è
stata solo la punta di un iceberg parallelo", commenta
Abe Sher, direttore esecutivo dell’Aqua Sciences.
"L’atmosfera è un fiume straripante d’acqua, anche in
mezzo al deserto. Nella pratica non funziona ovunque, ma
in teoria è possibile in ogni zona del pianeta". Precisa
di essere vincolato a non svelare dettagli sul contratto
con un ente governativo, ma accenna alla vittoria di due
contratti altamente competitivi, con "aziende
all’avanguardia". E non spiega nei particolari neanche
l’effettivo funzionamento della sua tecnologia. "È la
nostra ricetta segreta", commenta. "Ottima all’assaggio,
ma non vi diremo mai tutti gli ingredienti".
Un indizio però lo dà, quando suggerisce di pensare al
riso usato nelle saliere, che funge da magnete per
eliminare l’umidità ed evitare che il sale si
solidifichi. "Siamo riusciti a sfruttare questo processo
in modo unico e originale", spiega. "Abbiamo ideato un
modo per imitare la natura, usando il sale naturale per
estrarre l’acqua dall’aria impiegandolo al contempo come
agente di decontaminazione. Pensate al Mar Morto, sulle
cui rive non cresce niente perché il sale deidrata
tutto. Un qualcosa del genere".
Un macchinario di sei metri può produrre tremila litri
d’acqua al giorno, senza usare sostanze tossiche né
generarne come scarto. Il dispositivo è stato presentato
al Campidoglio di Washington a inizio ottobre: politici
e membri dello staff hanno potuto assaggiare l’acqua
"miracolosa". "È stato molto interessante vedere il
congegno in azione e sentirne le possibili applicazioni
in caso di catastrofe naturale", commenta E. Clay Shaw
Jr., repubblicano della Florida il cui distretto di
competenza include anche Fort Lauderdale, devastata a
suo tempo da un uragano. "Senza contare che l’acqua era
deliziosa". Jason Rowe, capo dello staff di Tom Feeney,
un altro repubblicano della Floridfa, definisce la
tecnologia "impressionante". "Sono rimasto scioccato da
quello che questa macchina è capace di fare", dichiara.
"Il fatto che non sia sensibile all’umidità come lo sono
altre la rende un’alternativa straordinaria per le basi
militari nel Medioriente, in cui l’umidità non è una
variabile in gioco. Oltretutto, è un’alternativa
economica al trasporto di acqua imbottigliata, che tra
l’altro ha una data di scadenza", continua.
Una volta impiegati, questi congegni potrebbero ridurre
di milioni di dollari i costi logistici del rifornimento
d’acqua alle truppe in Iraq, fa eco Stuart Roy,
portavoce del DCI Group, la società di pubbliche
relazioni dell’Aqua Sciences. Il costo del trasporto
d’acqua tramite aerei cargo C-17, e successivamente
tramite furgone, si aggira intorno ai sei dollari al
litro. Con gli apparecchi dell’Aqua Sciences scenderebbe
a sei centesimi per litro. Svariati sistemi già in
commercio producono acqua per condensazione, ma il
processo richiede una percentuale elevata di umidità.
Alle macchine dell’Aqua Sciences ne basta il 14 per
cento. "Ecco perché si tratta di una tecnologia
superiore, ed ecco perché stanno ottenendo gli appalti".
(Wired News)
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