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Roma, 2 luglio 2006

 200mila persone hanno occupato Piazza San Giovanni per più di 6 ore, dando vita a quella che è stata definita una vera e propria festa dell’hip hop. Dopo l’ouverture con il reggae degli Steel A e le canzoni della giovane Kimel – alias Elena Eleonora Monguzzi, una delle rivelazioni di Audition 2006 – la provocatoria esibizione del rapper del momento Fabri Fibra, il ritmo irresistibile dei Black Eyed Peas, l’electro rock dei Subsonica.
Applauditissimi gli artisti, accaldatissimi gli spettatori, che si sono lasciati coinvolgere in balli canti urla e fischi fin oltre mezzanotte

 

Contrariaramente a quanto avvenuto a Milano e Napoli, la piazza romana si è riempita fin dalle prime ore del pomeriggio, nonostante il sole cocente. A richiamare tanti ragazzi per lo show gratuito di Cornetto FreeMusic Festival, una scaletta ricca e golosa, con due imperdibili esclusive – le performance dei Subsonica e dei Black Eyed Peas. La festa comincia presto con gli Steel A, band salentina che ama il reggae, e la deb Elena Eleonora Monguzzi in arte Kimel, cantautrice rockeggiante premiata dalle selezioni di Audition.
Ma l’atmosfera si riscalda davvero proprio quando il sole comincia a calare, con l’arrivo sul palco di Fabri Fibra.
Il rapper di Senigallia, attesissimo dai fan, si scatena come al solito, lanciando messaggi crudi e provocatori che culminano con il brano di punta dell’ultimo album, quell’ Applausi per Fibra che è già diventato il tormentone estivo di quest’anno.


Quando i Black Eyed Peas conquistano la scena, non la mollano più. E dal palco al pubblico è un’ininterrotta corrente di musica ritmo simpatia divertimento.
Il quartetto californiano - accompagnato da batteria, basso e chitarra – non si è risparmiato, eseguendo una dopo l’altra hit, novità e perfino sorprese, come eccellenti cover dei Gun ‘n’ Roses e Bob Marley.


Samuel e i suoi Subsonica hanno concluso il concertone tra il boato della folla, ripercorrendo le tappe più significative della loro folgorante carriera. Alchimie da elettrolaboratorio, vibrazioni suburbane e un tocco di spregiudicatezza: un mix che ha travolto anche la notte romana.

 

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