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inserito il 10 novembre 2007

 

 

  COLASSO Come le società scelgono di morire o vivere

 

WIKIPEDIA l'enciclopedia libera

Collasso - Come le società scelgono di morire o vivere (titolo originale Collapse - How societies choose to fail or succeed) è un saggio di Jared Diamond, autore di Il_terzo_scimpanzé_-_Ascesa_e_caduta_del_primate_Homo_sapiens e di Armi, acciaio e malattie. Edito nel 2004, è stato tradotto in italiano da Francesca Leardini (revisione di Luigi Civalleri) per conto di Einaudi.

Ideale continuazione del precedente Armi, acciaio e malattie, dove erano indagate le cause che hanno portato determinate aree geografiche alla supremazia tecnologica, Collasso analizza invece i motivi che hanno portato, nel passato e nel presente, determinate civiltà a un crollo repentino, dove questo è definito come una diminuzione drastica (spesso tramite conflitti armati) e su una scala temporale ridotta della complessità politica, delle dimensioni della popolazione e della produzione culturale. Diamond si interroga quindi se sia possibile che anche alcune delle società contemporanee, se non l'intera civiltà industriale, stiano andando incontro a un crollo di questo genere, e se e come sia possibile evitarlo.

Diamond concentra la sua analisi su diversi fattori, tra cui spiccano le condizioni geografico-ambientali, i mutamenti climatici, lo sfruttamento eccessivo delle risorse da parte dell'uomo, l'eccessiva espansione demografica. Se Armi, acciaio e malattie era stato criticato per un presunto eccesso di "determinismo geografico", in Collasso Diamond insiste sulla possibilità che le diverse società hanno di scegliere se affrontare e superare le proprie crisi o, per diversi motivi, andare incontro alla propria fine. Diamond porta quindi diversi esempî di civiltà che, di fronte a crisi analoghe, sono riuscite e sopravvivere o, invece, hanno fallito.

Tra gli esempi troviamo le società della Polinesia, la dicotomia tra Groenlandesi di origine europea, estintisi nel XIV secolo, e gli Inuit, tuttora presenti; inoltre vi si tracciano paralleli interessanti con lo stato del Montana, l'Australia, i due stati dell'isola di Hispaniola e la Cina.


Il senso del libro è esplicitamente dichiarato da Diamond nelle righe conclusive: "Il mio ultimo motivo di speranza è frutto di un'altra conseguenza della globalizzazione. In passato non esistevano nè gli archeologi nè la televisione. Nel xv secolo, gli abitanti dell'isola di Pasqua che stavano devastando il loro sovrappopolato territorio non avevano alcun modo di sapere che, in quello stesso momento ma a migliaia di chilometri, i vichinghi della Groenlianda e i khmer si trovavano allo stadio terminale del loro declino, o che gli anasazi erano andati in rovina qualche secolo prima, i Maya del periodo classico ancora prima e i micenei erano spariti da due millenni.

Oggi, però, possiamo accendere la televisione o la radio, comprare un giornale evedere, ascoltare o leggere cosa è accaduto in Somalia o in Afganistan nelle ultime ore. I documentari televisivi e i libri ci spiegano in dettaglio cosa è successo ai maya, ai greci e a tanti altri.

Abbiamo dunque l'opportunità di imparare dagli errori commessi da popoli distanti da noi nel tempo e nello spazio. Nessun'altra società ha mai avuto questo privilegio. Ho scritto questo libro nella speranza che un numero sufficiente di noi scelga di approfittarne."

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COLLASSO: In pillole

15/11/2005 Roma incontra  lo scienziato Jared Diamond

Un applauso lunghissimo che diventa infine un ritmico battere di mani. Con questo calore Roma ha accolto oggi lo scienziato Jared Diamond, arrivato in Italia per presentare il suo ultimo lavoro "Collasso", uscito nel nostro paese per i tipi dell'Einaudi. In una sala dei Musei Capitolini gremita di pubblico, Diamond ha parlato in un fluente italiano di come i popoli che hanno attraversato la Storia "scelgano" di sopravvivere o di scomparire. Perchè alcune culture vengono sconfitte dalle crisi ambientali, mentre altre riescono viceversa a risolverle e a prosperare a lungo? La questione, lungi dall'essere un problema unicamente accademico, riguarda da vicino il presente della nostra società più di quanto possa sembrare. www.helpconsumatori.it

Un tema affascinante

“La gente mi chiede perchè io abbia deciso scrivere un libro del genere. La mia risposta è che si tratta dell’argomento piu’ affascinante che esiste.
Tutti noi siamo affascinati dai tempi abbandonati Maya ormai inghiottiti dalla giungla o dalla civiltà sorta sull’Isola di Pasqua. Perche’ questi popoli si sono dati la pena per costruire in luoghi cosi’ remoti per poi abbandonarli o distruggerli? Ultimamente si e’ scoperto che lo hanno fatto per motivi ambientali […]. La questione piu’ rilevante trattata nel libro è che non tutte le civilta’ sono andate in rovina, alcune societa’ sopravvivono a lungo perche’ sono riuscite a risolvere le questioni ambientali. Nel libro ci sono anche storie a lieto fine. Il libro è cautamente ottimista.
Oggi quasi tutte le societa’ odierne devono affrontare problemi ambientali. E forse possiamo imparare dal passato. Per questo ho concluso il mio libro descrivendo le diverse traettorie possibili che potrebbe prendere la nostra cultura”.

Cinque fattori chiave

Sono cinque fattori che ho tenuto sempre presenti nel mio libro. Uno riguarda capacità delle società di gestire le risorse necessarie: acqua, suolo, foreste, ittiche, biodiversita’.
Secondo. Il cambiamento climatico. Oggi pensiamo solamente a riscaldamento globale ma in passato ci sono stati cambiamenti indipendenti dall’azione dell’uomo.
Terzo fattore. Popolazione limitrofe. Quando i nemici prendono sopravvento? Anlcune civiltà furono distrutte anche da semplici sconfitte militari. E poi ci sono le relazioni commerciali con le popolazioni limitrofe. La maggior parte societa’ dipendono dal commercio per alcune risorse fondamentali. Quindi non solo bisogna fronteggiare problemi ambientali interni ma anche fronteggiare le minacce dei flussi di commercio, un esempio recente di questo problema è la crisi petrolifera del ‘74
Quarto. Perche’ alcune popolazioni riescono a risolvere i loro problemi e altre no? Questo dipende dalle istituzioni politiche economiche culturali.

Un esempio pratico.

“Il crollo della civiltà polinesiana nell’Isola di Pasqua. Quando l’isola venne scoperta dai cristiani questa non era che un’isola deserta e arida. Ma le statue erano sicuramente state fatte con ausilio di alberi. Il mistero è stato risolto solo grazie a scavi archeologici. Quando i polinesiani colonizzarono per la prima volta nel ‘800 dopo cristo i colonizzatori cominciarono ad abbattere gli alberi. Scendendo il numero di alberi non potevano piu’ fare canoe per andare a pesca, la mancanza di proteine disponibili li portò anche a praticare il cannibalismo.
Ma come hanno potuto ad essere cosi’ sprovveduti? Che cosa ha pensato il polinesiano che ha tagliato l’ultimo albero? Una volta ho fatto questa domanda ai miei studenti. ‘Forse ha pensato piu’ lavoro meno alberi!’, ha risposto uno studente. Un altro studente ha detto: ‘Forse ha pensato: le future tecnologie e il progresso permetteranno di sostituire questa risorsa! Ed e comunque prematuro gridare all’allarme, non sappiamo ancora se non ci sono altri alberi in zone remote dell’isola che non ancora scoperto!’”

Perchè si collassa?

“Insomma: perche’ gruppi di individui prendono decisioni palesemente insensate? Per lo stesso motivo per cui a volte un individuo prende decisioni insensate. Perche’ un individuo a volte non riesce a prevedere le conseguenze delle azioni ad esempio. Oppure perche’ non conosce un precedente che lo possa aiutare a capire. In altri casi un individuo prende decisioni disastrose perche’ non riconosce il problema. Ad esempio il riscaldamento globale non sta arrivando in maniera lineare, ma fluttuante. E’ stato difficile capire che nelle oscillazioni ci fosse in realta’ una tendenza all’aumento della temperatura”.

Cauto ottimismo

“Le societa’ che hanno avuto la meglio sono sempre quelle che si sono mostrate disposte a cambiare le proprie abitudini e non quelle che si sono intestardite. Ad esempio l’Europa dopo molto conflitto e dopo seconda guerra mondiale ha creato i presupposti per un’Europa sicura.
Oggi però un Paese non va in rovina come è successo nell’Isola di Pasqua. Oggi non corriamo piu’ il rischio di declini locali isolati ma di un declino globale.
Io pero’ mi considero un cauto ottimista. Spetta a noi la scelta di migliorare di capire quello che sta succedendo. Nell’Isola di Pasqua non avevano la televisione per vedere che cosa stava succedendo nelle altre parti del mondo. E poi le conoscenze archeologiche. Noi abbiamo un grande vantaggio rispetto al passato. Noi abbiamo l’informazione”.


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Jared Mason Diamond (10 settembre 1937) è un biologo e fisiologo statunitense.

È noto soprattutto per aver vinto il Premio Pulitzer con Armi, acciaio e malattie (1997).

In tale opera esplora i fattori geografici, culturali, ambientali e tecnologici che portarono alla dominazione della cultura occidentale sul mondo ed ipotizza un nuovo tipo di storia basato sulla scienza che può formulare previsioni piuttosto che semplicemente descrivere “un maledetto fatto dopo l’altro”.

Diamond nacque a Boston da un medico ed una linguista-musicista-insegnante. Dopo aver fatto pratica in un laboratorio di scienze biologiche, divenne professore di fisiologia all’UCLA Medical School nel 1966. Quando aveva circa vent’anni, sviluppò anche una seconda carriera parallela nello studio dell’ecologia ed evoluzione degli uccelli della Nuova Guinea, e condusse numerosi viaggi esplorativi della Nuova Guinea e delle isole vicine. Verso i cinquant’anni, Diamond sviluppò una terza carriera in storia ambientale, divenendo professore di geografia e di scienza della salute ambientale presso l’UCLA, la sua attuale collocazione accademica.

Diamond è rinomato autore di parecchie opere di divulgazione scientifica, che combinano antropologia, linguistica, genetica e storia. Diamond è un fermo oppositore degli argomenti genetici per le differenze razziali; il suo primo lavoro comprendeva un documento intitolato “Differenze etniche: variazione della misura del testicolo umano”, nel quale investigava le correlazioni tra le possibili variazioni nella misura del testicolo e i livelli ormonali e sosteneva che i livelli ormonali erano altissimi tra le popolazioni africane, e bassissimi in Asia orientale, con le popolazioni caucasiche comprese fra tali estremi.

Nel suo libro più recente, Collasso: come le società scelgono il fallimento o il successo (2004), Diamond esamina che cosa portò alcune fra le grandi civiltà del passato a precipitare nel baratro e considera quali insegnamenti ne possa trarre la civiltà di oggi.

Diamond parla una dozzina di lingue, ed i suoi libri spaziano su campi diversi, dalla biologia molecolare all’archeologia, e su materie così inconsuete come la progettazione delle macchine per scrivere o il Giappone feudale. Per la sua vasta preparazione ed il gran numero di articoli che gli sono attribuiti, Mark Ridley ha avanzato la scherzosa supposizione che “Jared Diamond” non sia una singola persona, ma “in realtà un comitato”.

Diamond fa parte del consiglio editoriale di Skeptic Magazine, una pubblicazione della Società degli scettici.

Diamond è membro della Società filosofica americana, della Società americana delle arti e scienze, e dell’Accademia nazionale delle scienze.


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