BUON RESPIRO di Claudia Bortolato
In tutte le religioni, in tutte le culture, la vita stessa si identifica con il respiro. Il respiro è legato al concetto stesso di vita e l’assenza di esso corrisponde all’idea di morte. Ontogeneticamente, la nostra esistenza autonoma si realizza con il primo respiro, con la separazione dalla madre. Un atto spontaneo, molto semplice a descriversi ma a essenziale, capace di assicurare non solo una serie di positivi scambi intracorporei, ma la buona funzionalità di tutto l’organismo. << Attraverso i movimenti respiratori >> ricorda Roberto Gualtierotti, bioclimatologo medico dell’Università di Milano, << l’aria entra ed esce dai polmoni, permettendo al sangue di ossigenarsi e di eliminare l’anidride carbonica. L’ossigeno introdotto consente la trasformazione del glucosio in energia utilizzabile dall’organismo. Dalla respirazione si ottiene il carburante necessario alle cellule del corpo per rigenerarsi >>.
La respirazione influisce, tra l’altro, sul sistema ormonale.
<< Quella corretta favorisce il mantenimento dell’equilibrio tra il sistema nervoso simpatico, da cui dipende la liberazione di adrenalina e noradrenalina, gli ormoni responsabili dell'aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della frequenza respiratoria, e il sistema nervoso parasimpatico, da cui seguono la diminuzione della pressione arteriosa e della frequenza respiratoria, oltre che il rilassamento muscolare >>, prosegue il medico. Se una buona respirazione produce benefici ad ampio spettro, una superficiale, inadeguata, mette a dura prova anche il sistema cardiocircolatorio ed immunitario. << Una respirazione insufficiente provoca un accumulo di ossido di carbonio: i grassi si depositano più facilmente sulle pareti delle arterie, accelerando il processo aterosclerotico >>, dice ancora Gualtierotti. Non solo. << Una poco efficiente favorisce l’accumulo di biossido di azoto nel sangue, che ha azione inibente sul sistema immunitario >>.
Una buona ossigenazione depura l’organismo dalle tossine, inquinanti ambientali inclusi, aiuta a riattivare il metabolismo e a sintonizzare i diversi ritmi fisici, cardiaco, dell’appetito, del sonno/veglia e quelli legati a emozioni e pensieri. E noto, però, che svariati fattori incidono negativamente sulla qualità del respiro. Tra questi, gli stress emozionali, gli stati ansiosi che, facendo prevalere la fase inspiratoria attivano eccessivamente il sistema nervoso simpatico. E che dire dell’inquinamento, capace di "avvelenare" anche e soprattutto la capacità respiratoria? E della carenza dell’attività fisica, benefica anche per i polmoni? Morale:difficilmente si respira in modo corretto, profondo. E spesso si adotta inconsapevolmente una respirazione “di petto”. che privilegia la parte alta del torace e riduce al minimo il lavoro del diaframma, che invece consentirebbe di far fluire più aria.
Ma c’e una respirazione “ideale”? Sì, la respirazione bassa o diaframmatica, in sostanza profonda, a “pieni polmoni”, quella che coinvolge un po’ tutto il corpo. Inspirando profondamente, il diaframma viene spinto in basso verso l’addome e questo movimento dilata la cavità toracica, creando uno spazio che richiama aria al suo interno. Così, torace ed addome si espandono, lo stomaco si sposta ritmicamente verso l’alto e verso il basso. L’effetto è paragonabile a quello di un “massaggio viscerale” nel quale organi e muscoli si toccano con un ritmo delicato, che stimola la circolazione sanguigna e linfatica, l’attività intestinale e l’assorbimento delle sostanze nutritive.
Non solo. La respirazione profonda e corretta influisce positivamente anche a livello psichico ed emotivo: la migliore ossigenazione “aiuta” la chimica cerebrale, aumenta la capacità di concentrazione e di affrontare e resistere a stress ed ansia.
Tutto questo è noto da millenni alla cultura orientale. Per l’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana, la corretta respirazione è addirittura il mezzo privilegiato per sedare lo stress e le emozioni eccessive, negative.
<< Nello Yoga >> dice Gabriella Cella, maestra della disciplina, << il respiro è il veicolo del Prana, l’energia vitale, il principio della vita e della coscienza che permea tutto l’universo. Il Pranayama, la pratica yoga del controllo della respirazione, base delle tecniche meditative, è il controllo delle energie individuali e cosmiche attraverso il respiro. L’Hatha Yoga Pradipika dice: "Colui che controlla il respiro controlla anche la mente, colui che controlla la mente controlla anche il respiro" >>. Anche per il pensiero filosofico taoista e la medicina tradizionale cinese il respiro corretto ha un’importanza fondamentale nel preservare e raggiungere il benessere globale (corpo, mente e spirito). Sia nel Tai Chi Chuan, l’arte marziale cinese dolce, sia nel Qi gong, la ginnastica medica, che ne è parte integrante, tutti gli esercizi pongono l’accento sulla concentrazione mentale e sulla respirazione, che consentono di
avere continuità nel movimento e, nel frattempo, di controllare gli aspetti psicoemotivi. La pratica regolare di Tai Chi e Qi Gon, oltre a migliorare il respiro, la capacità polmonare, consente di ottenere benefici ad ampio spettro: favorisce la circolazione del sangue, il ricambio cellulare, i processi digestivi e il metabolismo ormonale. Inoltre, riduce significativamente la pressione, come attestano varie ricerche scientifiche, (l’ultima qualche tempo fa su “Lancet”).
Nemico smog, così ci ruba l’ossigeno
Roberto Gualtierotti: “Gli agenti inquinanti impermeabilizzano le cellule”
LE COLPE dello smog, come noto, sono tante, alcune gravi o molto gravi. Una delle minori, tuttavia controproducente, è quella dl contribuire ad inceppare i meccanismi dl ricambio del tessuti cutanei. << La cute è una delle barriere di difesa nei confronti dell’esterno, ma deve garantire una certa permeabilità, per consentire gli scambi gassosi >> spiega Roberto Gualtierotti. << Di conseguenza, lo smog non si deposita solo in superficie, occludendo i pori, ma penetra anche in profondità sotto lo strato corneo, impedendo la perfetta ossigenazione delle cellule cutanee >>.
Il risultato è evidente, soprattutto nel periodo dl passaggio dall’inverno alla primavera: la pelle, soffocata da uno strato di cellule morte, è spenta opaca. Come restItuIre ossigeno ai tessuti? << Anzitutto con un’alimentazione bilanciata e ricca di frutta e verdura fresca, per garantire un corretto apporto dl vitamine, che accelerano i processi metabolici, ossigenazione compresa >> prosegue l’esperto. << Naturalmente valgono i soliti accorgimenti: bere molto per smaltire più facilmente le tossine, fare moto all’aria aperta e in zone non inquinante, per facilitare l’attività depurativa dei polmoni, e, possibilmente, dedicarsi anche al nuoto, uno degli sport più "ossigenanti" in assoluto, Oltre agli esercizi respiratori (che, naturalmente, apportano maggior ossigeno anche i tessuti della pelle), possono essere adottati altri semplici accorgimenti a seguito riportati.
Anche la pelle dice la sua
Accorgimenti per ossigenare il proprio corpo
ESFOLIAZIONE - Rimovendo le cellule morte, lo strato corneo si rigenera più velocemente e produce cellule più ossigenate e “vitali”. Lo scrub deve essere delicato, per esempio a base dl vitamina A e acidi della frutta. IDRATAZIONE (e automassaggio) - Puntare su creme a base dl ceramidi, acido laluronico e fosfolipldi, che rafforzano le barriere protettive della pelle, Quando si applica il prodotto è utile pizzicottare la pelle con la punta delle dita, partendo dalla base dei collo e risalendo verso mento e orecchie.
ERBE OSSIGENANTI - Una buona elasticità dei vasi sanguigni permette una migliore ossigenazione dei tessuti. Utili fitoterapici, come rusco, ippocastano, mirtillo e vitamina C.
(la Repubblica Salute del 18/03/2004)
TECNICHE DI RESPIRAZIONE
Gli esercizi che fanno bene alla circolazione del sangue suggeriti da Gabriella Cella
L'energia del Prana-Apana-Kriya
(estratti da la Repubblica Salute del 18/03/2004)
Gli esercizi suggeriti da Amadio Bianchi (CY Surya Milano)
Come ottenere armonia, energia, calma ed autocontrollo con una facile pratica di respirazione
Una pratica per difendersi dalla negatività degli “altri”
Una pratica per riequilibrare le energie
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