Avvertenze numero 2009-4 del 15 Febbraio 2009
In Internet: http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/
In questo numero:
- Editoriale. Poste e risparmio tradito: petizione dell'Aduc per chiedere
trasparenza. Al via le sottoscrizioni
http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/index.php?ed=258
- Le petizioni dell'Aduc
- Usi & consumi - News dal Mondo
http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/uec.php?ed=258
- Le iniziative
http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/iniziative.php?ed=258
- La scheda. INCENTIVI 2009: ROTTAMAZIONE AUTO, MOTO, FURGONI ED ACQUISTO MEZZI
ECOLOGICI
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=250202
- La pulce nell'orecchio. 17 FEBBRAIO 1848-2009: FESTA DELLA LIBERTA' PER I
VALDESI E ANCHE PER TUTTA L'ITALIA
http://www.aduc.it/dyn/pulce/art/singolo.php
- MediCare? Il salto nel buio. Quando il sonno della ragione produce mostri
http://www.aduc.it/dyn/medicare/art/singolo.php
- Osservatorio Legale. Pratica commerciale scorretta, dalla sanzione
dell'Antitrust all'annullamento del contratto
http://www.aduc.it/dyn/osservatoriolegale/art/singolo.php
- MacroMicro Economia. Call center selvaggio: il Senato legittima il massacro
telefonico di tutti gli italiani
http://www.aduc.it/dyn/macromicro/art/singolo.php
- Il Condominio. Abitazione in condominio : le spese del proprietario e quelle
del conduttore
http://www.aduc.it/dyn/condominio/art/singolo.php
- Gli Articoli
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Aduc in edicola. Una guida per sopravvivere nel mondo della telefonia in Italia: dal 17 febbraio
http://www.aduc.it/dyn/tlc/docu.php?id=250200
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Ricordiamo ai lettori che sul portale sono in lettura anche cinque settori con
informazioni e consigli quotidiani, oltre ad un sito di consulenza finanziaria,
tutti editi dall'Aduc:
- Usi & Consumi
http://www.aduc.it/ucquot/ucquot.html
Notizie dall'Italia, Europa e dal mondo sulle utenze e consumi
- Droghe
http://droghe.aduc.it
Notizie quotidiane sulle droghe con attenzione alla situazione internazionale,
alle diverse realta', ai traffici, all'andamento della "war on drugs", ai
sistemi di produzione e di spaccio delle sostanze stupefacenti.
- Salute
http://www.aduc.it/dyn/salute/
Uno spazio di informazione e discussione basato su un principio essenziale: solo
l'individuo puo' disporre della propria salute. Oltre alla ricerca con le
cellule staminali, alla clonazione, all'eutanasia e alla lotta al dolore, ADUC
Salute informa su temi come fecondazione assistita, interruzione di gravidanza,
tossicodipendenza, contraccezione, sessualita', etc. Ogni settimana viene edita
una newsletter.
- Investire Informati: informazione e consulenza finanziaria
http://investire.aduc.it
Ogni quattordici giorni viene edita una newsletter con tutto cio' che e' stato
pubblicato nel periodo
- Telecomunicazioni
http://www.aduc.it/dyn/tlc
i diritti degli utenti di tv, Internet e telefonia
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EDITORIALE
Poste e risparmio tradito: petizione dell'Aduc per chiedere trasparenza. Al via
le sottoscrizioni
I prodotti postali della linea "Programma Dinamico", li abbiamo definiti "un
pacco" perche' le Poste non solo hanno bruciato 400 milioni di 70 mila
investitori ignari su cosa avessero investito, ma stanno cercando di "mettere
una toppa" facendola pagare ai medesimi risparmiatori (1). Prodotti che oggi
-ricordiamo- non sono piu' vendibili per una disposizione dell'ISVAP che
segnalava la difficolta' nel comprendere i reali rischio connessi con questi
strumenti. Senza conoscere con esattezza quali sono le specifiche
caratteristiche dei titoli sottostanti, infatti, non e' possibile prendere
decisioni consapevoli ne' in merito alla trasformazione che proponete, ne' in
merito all'assunzione dei rischi relativi alle altre polizze.
In una trasmissione televisiva nazionale (2) l'amministratore delegato di Poste
Vita S.p.A., dott.ssa Maria Bianca Farina, in un confronto con noi e alcuni
risparmiatori rimasti imbrigliati in questi prodotti, si e' dichiarata
disponibile a migliorare la proposta di trasformazione delle polizze che le
Poste hanno fatto ai possessori dei prodotti "Classe 3 A – Valore Reale" e
"Ideale".
Facendo fede in questa disponibilita' abbiamo inviato all'ad di Poste Vita una
lettera aperta in cui chiediamo un gesto minimo per dimostrare una concreta
attenzione agli interessi dei loro clienti incappati in questi prodotti:
pubblicare sul proprio sito "tutte le specifiche dei titoli e/o dei contratti
derivati che compongono i titoli sottostanti a ciascuna polizza della linea
Programma Dinamico, con le variazione che sono eventualmente intercorse dalla
data di emissione ad oggi." (3)
Invitiamo tutti i cittadini che lo desiderano ad unirsi a noi in questa
richiesta, sottoscrivendo la seguente petizione on-line:
http://investire.aduc.it/php/postevita.php
(1) http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=248190
(2) http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E17%5E184478,00.html
(3) Qui il testo integrale della lettera inviata all'ad di Poste Vita:
http://investire.aduc.it/php/postevita.php
(Alessandro Pedone)
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LE PETIZIONI DELL'ADUC
Sono quattro, e sul sito c'e' la documentazione che ne spiega i motivi e vi
chiede di firmarle.
Vi riportiamo uno stralcio di quanto troverete sul sito.
ONU / VATICANO
La petizione chiede al Segretario generale delle Nazioni Unite di modificare lo
status del Vaticano, da "Stato non membro, Osservatore Permanente" con potere di
voto, a Organizzazione non governativa con potere consultivo.
http://www.aduc.it/dyn/holy
PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DELLA RU486
La pillola che consente l'aborto farmacologico
http://www.aduc.it/dyn/ru486
SPOT INDESIDERATI AL CINEMA
La petizione chiede che al ministro dei Beni Culturali di intervenire sui
gestori dei cinema si' che si impegnino ad indicare l'orario di inizio del film,
e non quello di inizio della pubblicita'.
http://www.aduc.it/dyn/cinema/petizione.html
PER L'ABOLIZIONE DEL CANONE RAI
La petizione rivolta a Camera e Senato chiede l'abolizione del canone/tassa Rai
http://www.aduc.it/dyn/rai
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USI & CONSUMI
Notizie dal mondo
ITALIA / Quanto convengono gli sconti delle promozioni
Secondo un'indagine Iri-Infoscan il risparmio medio di una famiglia che
usufruisce delle varie promozioni nella Grande Distribuzione Organizzata, e' di
circa 40 euro, un 7% in piu', un quinto delle vendite totali in questo ambito.
Promozioni che per il 2008 sono stae di 11,6 miliardi di euro, il 20,5% del
totale delle vendite (che a loro volta sono state per 56,9 miliardi di euro),
con un aumento del 3,6% rispetto al 2007. I prodotti piu' "promozionati" sono
stati olio di oliva, surgelati di pesce panato, olio extravergine di oliva,
mozzarella, altri precotti, omogeneizzati, formaggi freschi industriali, vino
doc/docg italiano, surgelati pesce, sottilette.
ITALIA / Leggero aumento 2008 per il credito al consumo
Il credito al consumo, nonostante le varie crisi, e' riuscito a chiudere il 2008
con un +1,4%, con circa 61 miliardi di prestiti erogati. Dopo i colpi di coda
nei mesi di ottobre e novembre, i fidi concessi a dicembre hanno segnato un
+5,5%. Le banche e le finanziarie, per frenare la crisi delle quattroruote
(storicamente settore trainante nel credito al consumo) hanno puntato allo
sviluppo di altri comparti.
99 milioni di operazioni con un importo medio di 17.400 euro (12,200 per il
settore auto). I piu' gettonati sono cessione del quinto e finanziamenti
personali.
ITALIA / La radio che trasmette dalle corsie degli ospedali pediatrici
Portare un po' di allegria negli ospedali e' l'obiettivo di Radio Lollipop, una
rete internazionale di emittenti che trasmettono nei nosocomi infantili.
Un'organizzazione no-profit che ha preso il via trenta anni fa in Inghilterra,
all'interno del Queen Mary Hospital. Da allora altri 7 ospedali inglesi hanno
seguito il medesimo esempio, varcando poi l'oceano: tre negli USa, sette in
Australia e due in Nuova Zelanda.
In Italia sta per partire il primo esperimento: entro l'estate Radio Dynamo, con
studi allestiti negli ospedali pediatrici partner di Dynamo Camp, il campo
vacanze per bambini malati cronici unico in Italia.
G.BRETAGNA / Troppa tv rende i bambini malati di mente
Guardare troppa tv o trascorrere troppo tempo su Internet puo' "rendere i
bambini malati mentali". L'eccessiva esposizione renderebbe il bambino
'materialista', influenzando negativamente il rapporto con i genitori e
influenzando negativamente la sua stessa salute.
Questo e' quanto emerso da un'ampia ricerca condotta dalla Children's Society e
riportata sul quotidiano britannico Daily Telegraph. Si stima che i bambini
facciano parte di una nuova forma di consumismo. Quelli con un'eta' inferiore ai
sedici anni, per esempio, spende oltre 3 miliardi di sterline
nell'abbigliamento, nella musica, nei videogiochi e negli snake. Lo studio ha
concluso che alcuni inserzionisti "sfruttano esplicitamente il meccanismo di
pressione tra pari, mentre dipingono i genitori come buffoni". Inoltre, la
costante esposizione alla celebrita', attraverso la tv e Internet, non solo e'
poco educativa, ma avrebbe effetti negativi addirittura sulla salute dei piu'
piccoli. "I bambini di oggi - si legge nella relazione dello studio - conoscono
nel dettaglio la vita intima delle celebrita'. Questa esposizione solleva
inevitabilmente le aspirazioni e riduce l'autostima". Secondo i ricercatori,
l'esposizione alla celebrita', "incoraggia automaticamente all'eccessiva ricerca
della ricchezza e della bellezza". Un meccanismo che avrebbe sulla salute
mentale dei piu' piccoli degli effetti devastanti.
U.E. / Verso l'eliminazione del segreto bancario
La Commissione Europea ha avviato l'iter per eliminare il segreto bancario dei
non residenti.
Il 2 gennaio, il commissario Laszlo Kovacs ha presentato due proposte di
direttiva per migliorare la cooperazione e il recupero delle imposte tra Stati
membri. La questione chiave e' che uno Stato non potra' piu' invocare il segreto
bancario per esimersi dal collaborare alle richieste d'informazione di un altro
Paese. Attualmente il segreto bancario e' in vigore in Belgio, Austria e
Lussemburgo.
ITALIA / Antitrust: le banche devono riformarsi, altrimenti niente aiuti
E' mancata la reazione spontanea del sistema finanziario. In una segnalazione,
inviata a Governo, Parlamento, Consob e Banca d’Italia, l’Antitrust chiede che
l’intervento pubblico a sostegno delle banche sia inserito in un quadro di
misure finalizzate a eliminare i conflitti di ruolo, a riformare assetti di
governance ormai superati, a garantire la nozione di indipendenza, e a
introdurre maggiore trasparenza nel ruolo degli azionisti. Necessari anche
chiarimenti sulla normativa sui mutui per incentivare la portabilita' e
garantire la massima confrontabilità delle offerte. Introdurre un indice di
costo sintetico per tassi e commissione di massimo scoperto.
http://www.agcm.it/AGCM_ITA/COSTAMPA/COSTAMPA.NSF/5eae098911a82b5ec125615d003a9cb9/5bae37c9dc771dbcc1257551004aae26?OpenDocument
U.E. / I contratti trabocchetti del settore elettrico nel mirino della
Commissione
Stop al caro-bolletta, ai contratti 'trabocchetto', alla mancanza di
trasparenza. La Commissione europea mette nel mirino il settore dell'energia
elettrica al dettaglio e annuncia un'indagine di mercato i cui risultati saranno
resi noti in autunno. Secondo la 'pagella' messa a punto dal commissario Ue per
i Consumatori Maglena Kuneva l'elettricita' e' uno dei settori che pesa di piu'
nel portafoglio degli europei: il 5,7% del bilancio familiare va alla spesa
energetica, di cui 2,1% per la sola elettricita'.
ITALIA / Indagine Antitrust sui prezzi delle bombole gpl
L'Antitrust ha deciso di estendere all'interro mercato nazionale del Gpl per uso
domestico, l'istruttoria che aveva gia' avviato relativamente alla Sardegna lo
scorso aprile. L'Autorita' intende verificare l'esistenza di una intesa
restrittiva della concorrenza. La segnalazione che ha fatto scattare
l'estensione dell'indagine e' relativa a Butan Gas, Eni e Liquigas che si
sarebbero messi d'accordo sui prezzi del Gpl sfuso e in bombole.
U.E. / Olio d'oliva: obbligo dell'origine in etichetta
Il Comitato di gestione olio di oliva ha approvato una modifica al regolamento
Ce 1019/2002, col voto contrario della Grecia e l'astensione della Svezia: sulle
confezioni di olio di oliva vergine ed extravergine sara' obbligatoria
l'etichetta con l'indicazione del Paese d'origine. Dal prossimo luglio potra'
quindi essere utilizzata la dicitura "prodotto in Italia"... a patto che si
tratti di produzione italiana al 100%.
Il via libera c'e' stato dopo il lasciapassare del Wto.
L'olio stoccato e senza queste etichette dovra' essere venduto entro meta' anno:
dal 2 luglio ogni confezione vecchia dovra' sparire dagli scaffali dei negozi.
SPAGNA / Notifica delle multe stradali via sms o email
Dal 4 febbraio, in Spagna i cittadini possono ricevere la notifica di una
comunicazione della polizia stradale al proprio indirizzo di posta elettronica o
via sms. Direccion General de Trafico (DGT) si e' infatti aggiunta al sito
ministeriale Notificaciones Telematicas Seguras per modernizzare e facilitare la
ricezione di notifiche e favorire il cittadino che intenda reagire. Tramite il
nuovo sistema di sottoscrizione volontaria e gratuita, sia per le persone
fisiche che giuridiche, cittadini e imprese potranno accedere alla richiesta
d'identificazione del conducente e alla notifica della denuncia. Nella futura
riforma dell'iter sanzionatorio di Trafico -in discussione in parlamento- sara'
possibile presentare documenti e ricorsi attraverso il registro telematico della
DGT o accedere al provvedimento sanzionatorio da Internet.
ITALIA / Inflazione: l'Adsl entra nel paniere Istat
Entrano pasta base per pizze, rustici e dolci, mais in confezione, chiave Usb e
film in Dvd. Anche per il 2009 l'Istat ha aggiornato il paniere dei prodotti per
i quali vengono rilevati mensilmente i prezzi per il calcolo dell'inflazione.
Nessuna uscita di prodotti è da registrare quest'anno: il paniere è stato
rafforzato ma non c'è stata nessuna rivoluzione, spiega l'Istat.
Le novità introdotte riflettono le evoluzioni dei comportamenti dei consumatori.
In particolare, nel 2009, il paniere per il calcolo dell'inflazione è composto
da 530 posizioni rafforzative (nel 2008 erano 533), mentre il numero dei
prodotti presi in considerazione sale a quota 1.143 (erano 1.099 nel 2008).
Nella struttura di ponderazione degli indici, cinque capitoli vedono aumentare
il loro peso relativo. Si tratta di: 'abbigliamento e calzature', 'abitazione,
acqua, elettricità e combustibili' (capitolo che cresce di piú in termini
assoluti, +0,44%), 'mobili, articoli e servizi per la casa', 'comunicazioni' e
'servizi ricettivi e di ristorazione'. Il ridimensionamento piú significativo
riguarda invece il capitolo dei 'trasporti' (-0,32%): il calo del peso di questo
comparto è legato alla flessione assoluta del livello dei prezzi del settore, in
particolare di quello della benzina, registrato da settembre a oggi, spiega
l'Istat. Oltre alle posizioni rappresentative del campione dei prodotti sono
stati inseriti nuovi prodotti all'interno dei capitoli già esistenti: è il caso
del Netbook introdotto all'interno della posizione 'Personal computer unità
centrale' e delle tariffe riguardanti le tecnologie di tipo Dsl inserite nei
servizi di telefonia fissa.
Quanto alla copertura geografica della rilevazione, restano 84 i Comuni
capoluogo di provincia che concorrono al calcolo dell'indice. Ma, rispetto al
2008, è stata inclusa nel calcolo dell'indice la città di Teramo mentre è uscita
temporaneamente quella di Salerno. La copertura, in termini di popolazione
provinciale, è dell'86,6% (era dell'87,9% nel 2008). Se per dieci Regioni la
copertura è completa, al Sud e nelle isole risulta ancora incompleta, in
particolare in Puglia (49,1%), Sardegna (53,6%) e Sicilia (68,3%). A livello di
ripartizioni geografiche la copertura è totale nel Nord-est, passa al 98,9% nel
Nord-ovest, all'87,7% al centro, al 71,7% al Sud, per diminuire fino al 64,6%
nelle isole.
ITALIA / Il Senato salva i call center che usano le banche dati irregolari
Il Senato ha approvato un emendamento che posticipa l'applicazione delle regole
stabilite dal Garante della privacy sui call center. Dopo anni di irregolarita'
(con telefonate per proporre servizi utilizzando banche dati non regolari) il
Garante aveva vietato tali pratiche. Ora, anche per rispondere agli allarmi
occupazionali, il parlamento concede un'ulteriore proroga ai call center.
CINA / L'irresistibile ascesa della ricerca cinese
La crescita in potenza della ricerca cinese colpisce gli osservatori gia' da
alcuni anni. Ma il fenomeno prosegue. Uno studio recente mostra che nel settore
delle nanotecnologie i ricercatori cinesi pubblicano gia' oggi piu' degli
statunitensi (Scientometrics, gennaio 2009). E' gia' avvenuto per la chimica.
Nella maggior parte delle altre discipline, la parte di pubblicazioni cinesi
continua a salire rapidamente, a scapito delle ricerche statunitensi ed europee,
spiegano Loet Leydesdorff, dell'Universita' di Amsterdam e Caroline Wagner,
dell'Universita' George Washington (Usa). I due studiosi si sono basati su due
indicatori: il totale delle pubblicazioni e il loro numero di citazioni.
ITALIA / Giustizia 'fai da te': sempre piu' conciliazioni e arbitrati
La conciliazione e gli arbitrati sono piu' che triplicati in Italia negli ultimi
tre anni, passando dalle 15.916 cause del 2005, alle 26.896 del 2006 fino alle
50.808 del 2007. E' quanto emerge dal secondo rapporto sulla diffusione della
giustizia alternativa in Italia, presentato a Milano al convegno organizzato
dalla Camera di Commercio, dall'Isdaci (Istituto scientifico per l'arbitrato e
il diritto commerciale) e da Unioncamere.
Una crescita importante -e' stato sottolineato- che conferma come la domanda di
giustizia in Italia non passi solo dai tribunali e come i riti alternativi siano
competitivi sotto il profilo dei tempi e dei costi delle decisioni.
La durata dei procedimenti e' in media di 70 giorni per la conciliazione e 138
per un arbitrato amministrativo. Nel 2007 le domande di conciliazione hanno
rappresentato il 98% di tutte le domande di giustizia alternativa, quelle di
arbitrato solo 1%.
In particolare, e' stata registrata una preferenza per la conciliazione presso i
Corecom (33.167 domande) e presso le Camere di commercio dal 2005 al 2007 sono
passate da 6.034 a 14.138).
Il maggior numero di domande di conciliazione rilevate nel 2007 ha riguardato
controversie tra un'impresa e un consumatore, generalmente promosse da
quest'ultimo, mentre gli arbitrati hanno visto in prevalenze contrapposte le
imprese. Un dato destinato a crescere e' quello delle domande di conciliazione
on line che nel 2007 sono quasi quadruplicate.
'I consumatori -ha dichiarato il presidente della Camera di commercio di Milano-
hanno bisogno di norme in grado di offrire soluzioni veloci e flessibili delle
controversie. Una necessita' che la giustizia civile fatica a soddisfare e che
trova invece una risposta nell'arbitrato e nella conciliazione'.
Il presidente della Corte d'appello di Milano, Giuseppe Grechi si e' augurato
che nell'immediato futuro il ricorso alla giustizia alternativa aumenti per
raggiungere i livelli degli altri Paesi'.
MONDO / 200 miliardi di messaggi spam ogni giorno
Sophos e Symantec, aziende produttrici di antivirus, grazie ad alcuni falsi
indirizzi di posta elettronica hanno raccolto tutta la posta spam che gira per
il mondo. Nel 2008 i messaggi del genere sono stati tra 150 e 200 miliardi al
giorno, cioe' l'80-90% dei messaggi inviati ai privati, il 97% per le aziende.
Lo spam aumenta con regolarita' ed e' difficile riuscire a capire da dove
proviene: il mittente e' identificabile ma, nel 95% dei casi si tratta solo
dell'ultimo passaggio e non dell'origine del messaggio.
Gli Usa e' il Paese che nel 2008 ha prodotto maggiore spam, nonostante abbia
registrato un calo rispetto al 2007 (17,5% rispetto al 22,5%). Segue la Russia
(7,8%) e la Turchia (6,9%). A dimensione continentale, l'Asia, con il 36,6%, e'
avanti all'Europa (27,1%).
ITALIA / Semafori: confermata l'irregolarita' dei T-red
Il parere del ministero dei Trasporti numero 4158 ha confermato che i semafori
servono solo a regolare i flussi di traffico, non la velocita' dei veicoli. E'
la conferma che gli impianti T-red (che facevano scattare il rosso in caso di
velocita' eccessiva, il cui uso in molti comuni e' al vaglio della magistratura)
non sono ammessi sulle strade italiane.
ITALIA / Adolescenti, modelli di consumo e media: ricerca
Secodo una ricerca Gfk Eurisko sugli adolescenti e il loro rapporto con i
modelli di consumo e i media, questi ragazzi di 13-19 anni sarebbero
appassionati di hi-tech e cura del corpo, ma fragili e poco preparati. L'89%
ascolta musica, il 46% fa attivita' fisica per tenersi in forma, il 46% usa
giochi elettronici, il 37% mangia fuori, il 32% riceve amici a casa, il 18% va
alle manifestazioni sportive e solo il 9% frequenta discoteche e locali.
ITALIA / Non paghi il biglietto del treno? Trenitalia ti blocca l'automobile
Da oggi le Trenitalia potra' riscuotere le sanzioni irrogate a chi viaggia senza
biglietto saltando le ordinarie procedure, e avvalendosi del piu' spedito iter
della riscossione coattiva mediate ruolo. In pratica, come per il recupero di
altre sanzioni, si potra' intimare il pagamento con cartella esattoriale e,
successivamente, adottare sistemi come il fermo amministrativo dell'auto.
L'autorizzazione e' contenuta nel decreto ministeriali (dell'Economia) del 16
gennaio scorso, pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 34.
ITALIA / La class action secondo Brunetta: morbida e vincolata nei confronti dei
concessionari di servizi pubblici
La class action nei confronti dei concessionari di servizi pubblici locali puo'
scattare solo dopo un passaggio alle autorità di settore. E' la principale
novita' introdotta nel ddl Brunetta all'articolo 3 approvato dall'Aula della
Camera. Tra i criteri ai quali il governo dovra' attenersi nei decreti delegati
ci sara' quello di "prevedere strumenti e procedure idonee ad evitare che
l'azione nei confronti dei concessionari dei servizi pubblici possa essere
proposta o perseguita, nel caso in cui un'Autorità indipendente o comunque un
organismo con funzioni di vigilanza e controllo nel relativo settore abbiano
avviato sul medesimo oggetto il procedimento di loro competenza".
In pratica, se l'Antitrust o il Garante della pricacy o altro organismo sta
conducendo un'indagine, il cittadino danneggiato dall'azienda di trasporto
pubblico deve rimanere con le mani in mano. Inoltre, rimane esclusa la
possibilita' di ottenere un risarcimento danni.
Rinviata ulteriormente anche l'introduzione della class action per tutti gli
altri settori. Non se ne parlera' prima di luglio 2009.
U.E. / Chi conosce il 112 europeo? Il 3% degli italiani, il 58% dei cechi
Solo il 24% dei cittadini comunitari identifica il numero unico europeo dei
servizi d'urgenza, rileva uno studio condotto da Bruxelles. Una situazione che
esaspera la Commissaria per le Telecomunicazioni, Viviane Reding: "Il numero per
le urgenze europeo dovrebbe cessare d'essere il segreto meglio custodito
d'Europa (...). E' inaccettabile che meno di un quarto dei cittadini conosca il
112 o che le barriere linguistiche impediscano ai viaggiatori che lo chiamano di
comunicare con l'operatore". Lo studio mostra anche una forte disparita' tra i
27 Stati Ue: se il 58% dei cittadini della R.Ceca sa dell'esistenza del 112, tra
gli italiani e' solo il 3%. Cosi' Bruxelles ha deciso di sensibilizzare
l'opinione pubblica e ha istituito la "Giornata europea del 112" (11 febbraio).
E ricorda che e' dal lontano 1998 che l'Ue impone che tutti i suoi cittadini
possono chiamare gratis il 112 sia dal fisso che dal cellulare. "Dal 2003, gli
operatori di telecomunicazioni devono fornire le informazioni relative alla
localizzazione di chi chiama i servizi d'urgenza, per permettergli di ritrovare
rapidamente le vittime d'incidente. Anche gli Stati membri dell'Ue devono
sensibilizzare di piu' i propri cittadini al 112 ", dice la Commissione. Senza
grande successo, parrebbe. Intanto sono in corso 17 procedure d'infrazione
contro 15 Paesi.
ITALIA / Nominato il nuovo Mister prezzi: proviene da Confcommercio
E' Luigi Mastrobuono il nuovo Mister prezzi. Prende il posto di Antonio Lirosi
che si e' dimesso nei giorni scorsi. La nomina e' stata effettuata dal
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, su proposta del ministro dello
Sviluppo economico, Claudio Scajola.
Critiche le associazioni di consumatori, anche perche' in passato Mastrobuono e'
stato in passato segretario generale di Confcommercio e vice direttore generale
di Confindustria.
"Se proviene dall'altra parte del tavolo e' chiaro che per la sua storia
personale avra' una maggiore sensibilita' verso gli interessi di commercianti e
industria. C'e' un conflitto di competenza, e' come mettere Dracula accanto
all'Avis", dichiara Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
ITALIA / Hotel: ora le stelle saranno assegnate con criteri omogenei nazionali
Il sistema di qualificazione degli alberghi passa da regionale a nazionale.
Cosi' da ora per l'attribuzione di stelle e categorie saranno utilizzati criteri
omogenei in tutta la Penisola. Il decreto dell'ottobre scorso e' stato
pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale. Tra i criteri per avere le fatidiche 5
stelle e' previsto anche un servizio ricevimento attivo 24 ore su 24 e la
conoscenza di tre lingue straniere.
FRANCIA / Le ferrovie indennizzeranno i ritardi
La SNCF comincera' a risarcire finanziariamente i suoi utenti vittime di ritardo
-che per ora devono accontentarsi di buoni viaggio- a partire dalla "fine 2009"
o "inizio 2010", in conformita' al testo europeo. Infatti, il regolamento
comunitario imporra', dal dicembre 2009, che i passeggeri siano rimborsati nella
misura del 25% del prezzo del biglietto se il ritardo supera un'ora e del 50%
oltre le due. Da quella data, i passeggeri delle ferrovie francesi potranno
farsi rimborsare il dovuto sul proprio conto bancario oppure accettare i buoni
viaggio se il ritardo supera un'ora. Per ritardi inferiori, compresi tra la
mezz'ora e l'ora, SNCF continuera' a offrire soltanto buoni viaggio.
ITALIA / Sempre meno consumatori per i pasti in casa
Nel 1997 l'Italia occupava il primo posto in Europa per i consumi alimentari in
casa. Dieci anni dopo e' quinta dietro Grecia, Cipro, Lituania e Malta. Nel
convegno di apertura a Rimini della 39/a Mostra internazionale
dell'alimentazione (che ospita rassegne parallele dedicate alla birra, all'olio
e al vino') il centro studi della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi)
ha reso nota la sua ultima indagine su 'I consumi alimentari degli italiani'.
Dallo studio emerge anche che e' rimasta invariata invece l'8/a posizione
dell'Italia per i consumi fuori casa. Per mangiare 'fuori', gli italiani
spendono in media 1.100 euro a testa all'anno nei circa 1,7 milioni di punti di
somministrazione: 157 mila bar, 100 mila ristoranti, 3.500 discoteche, 7.800
stabilimenti balneari, 30 mila circoli, 8.500 agriturismi, 14 mila pizzerie,
3.500 mense, 13 mila panetterie, 20 mila ambulanti, settemila feste e sagre.
Ma gli addetti ai lavori vivono una stagione di forte sofferenza: in sette anni
hanno chiuso 28 mila imprese di ristorazione e 58 mila bar e la produttivita'
continua a scendere: nel 2000 il valore pro capite era di 29 mila euro, oggi non
arriva a 26 mila. Inoltre dall'indagine Fipe risulta che sette consumatori su
dieci eviteranno i consumi superflui e anche chi non e' disposto a rinunciarvi
(18-35 anni) spendera' di meno. E per 'superflui' intendono proprio i pasti
fuori casa.
Infine i consumatori che non demordono chiedono 'prezzi piu' giusti' intesi come
migliore rapporto qualita'/prezzo, e 'promozioni'.
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LE INIZIATIVE DELL'ULTIMA QUINDICINA
Luoghi comuni sull'alimentazione
Ecco la vignetta di Joshua Held
http://www.aduc.it/dyn/vignetta/vignetta_base.php?id=248709
Sostanze cancerogene nelle magliette per bambini. Interrogazione parlamentare
Alcune T-shirt per bambini contengono un tasso elevato di ftalati, componenti
chimici potenzialmente cancerogeni, e anche dei residui alcalini che possono
causare irritazione, avverte l'Istituto nazionale del consumo (INC, Francia) in
uno studio apparso il 28 gennaio scorso sul mensile "60 millions de
consommateurs". L'indagine, basata sull'analisi di 40 magliette, rileva che nove
contenevano un livello di ftalati superiore alla nuova regolamentazione europea
Reach, in vigore dalla fine del 2008, ossia piu' dello 0,1% sull'insieme del
capo. Le magliette erano state comprate in varie insegne commerciali: Gap,
Okaidi, Auchan, La Halle, Babou, Kiabi e Gemo. Gli ftalati, usati per
ammorbidire le plastiche, sono spesso presenti in disegni, scritte e decorazioni
incollati sulla maglietta. Sono rischiosi solo se ingoiati, ma i bambini possono
portare i disegni alla bocca, spiega l'INC. Lo studio ha evidenziato anche un
alto tasso di residui chimici alcalini, potenzialmente irritanti, impiegati per
ottenere un bianco immacolato. L'INC raccomanda di lavare sistematicamente i
capi d'abbigliamento per l'infanzia prima dell'uso, per evitare l'irritazione da
residui chimici. Ma in quanto agli ftalati, il lavaggio purtroppo non e' un
rimedio. Sarebbe utile sapere se anche in Italia esistono problemi simili e se
il ministero della Salute abbia svolto indagini nel settore abbigliamento per
bambini. Una interrogazione parlamentare in tal senso e' stata preannunciata
dalla senatrice Donatella Poretti.
Colori tossici nei costumi di Carnevale? Interrogazione
Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito
Democratico
Come rilevato dall'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori),
l'Ufficio per la tutela dei consumatori di Duesseldorf in Germania mette in
guardia dall'indossare costumi e maschere a diretto contatto con la pelle:
diversi articoli contengono colori a dispersione, suscettibili di causare
allergie, e nel peggiore dei casi potrebbero anche essere cancerogeni. A seconda
della tecnica e del materiale usato, le sostanze coloranti possono non essere
fissate correttamente, e quindi sciogliersi con il sudore.
In Germania, di solito a ridosso del carnevale, scattano i controlli su vestiti,
parrucche, cappelli e maschere per verificare la permeabilita' dei colori; negli
ultimi anni ne sono venuti alla luce di sconsigliabili, utilizzati soprattutto
da produttori asiatici. Gia' l'Ufficio federale per la valutazione dei rischi
(BfR) aveva chiesto di rinunciare all'impiego di otto colori a dispersione per
tessuti che vanno a contatto diretto della pelle. I produttori tedeschi
assicurano che non li adoperano piu', ma i tessuti possono essere colorati in
altri Paesi ed essere importati.
Per queste ragioni, con il senatore Marco Perduca, abbiamo presentato
un'interrogazione per sapere, se nel nostro Paese siano state eseguite, o siano
tuttora in atto, indagini su tessuti e maschere usate per il carnevale, e, in
caso affermativo, quali siano stati gli esiti di tali indagini, oppure quando e
presso quale organo di informazione saranno resi pubblici i dati. In caso
contrario, se non si intenda disporre urgenti controlli sulla conformita' e
sull'innocuita' per la salute umana dei materiali usati per la fabbricazione di
maschere, costumi e travestimenti usati per il carnevale.
Qui il testo dell'Interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=248723
Maschere tossiche e uova di Pasqua: una festa tira l'altra
Ecco la vignetta di Giannino
http://www.aduc.it/dyn/giannino/giannino_base.php?id=248731
Giocattoli. La nuova direttiva Ue non e' sufficiente a tutelare la salute dei
bambini. Interrogazione parlamentare
Le disposizioni relative alla sicurezza dei giocattoli, approvate con la nuova
direttiva UE, il 18 dicembre 2008, non sono sufficienti a tutelare la salute dei
bambini. Alcune di queste disposizioni potrebbero, addirittura, portare ad un
aumento dei rischi. Questa e' la conclusione dell'Istituto federale per la
valutazione dei rischi (BfR, Germania). BfR (1) e' particolarmente critico nei
confronti di nuovi valori limite per i metalli pesanti nei giocattoli per
bambini. Secondo la nuova direttiva i giocattoli potrebbero rilasciare maggiori
quantita' di piombo rispetto alle disposizioni in vigore fino ad oggi.
La direttiva, inoltre, non offre una protezione sufficiente ai bambini
relativamente alle sostanze allergizzanti contenute nei profumi e dal nichel.
Sollecitiamo un intervento al ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi,
affinche' si introducano correttivi alla nuova direttiva europea sui giocattoli
sulla base delle indicazioni del BfR. In tal senso la senatrice Donatella
Poretti ha preannunciato una interrogazione parlamentare.
(1) http://www.bfr.bund.de/cd/template/index_en
Il caso Englaro, la disinformazione e lo scontro di civilta'
"Si vuole togliere il cibo e l'acqua" ad Eluana e il responsabile di questa
azione e' di volta in volta il padre, i magistrati e il personale sanitario.
Questa e' l'opinione e "l'informazione" che circola in molti media. Posta in
questo modo la notizia fa certo impressione ma non e' cosi'. Nessuno vuol
togliere nulla ad Eluana perche' e' Eluana stessa che ha deciso cosi', almeno da
quello che risulta dagli atti definitivamente conclusi. Il padre, i magistrati e
il personale sanitario prendono atto di quello che ha deciso Eluana che e'
l'unica titolare del proprio corpo. Tutta la vicenda sottende, infatti, uno
scontro "di civilta'": c'e' chi ritiene, come noi, che e' l'individuo il
detentore del proprio corpo e dei relativi diritti e chi, invece, pensa che
qualcun altro (Stato, Chiesa, ecc.), debba determinarne la sorte, almeno quella
ultima, stabilendo quando e' giusto morire, pro Patria o pro Ecclesia.
Aduc - Osservatorio Firenze. Ospedale Cto: le porte di sicurezza bloccate...
Il Centro Traumatologico Ortopedico, in largo Palagi 1, al terzo piano c'e'
neurochirurgia e nel reparto 'sod neurochirurgia 2', area degenza del prof.
Nicola Di Lorenzo, c'e' un'uscita di sicurezza (almeno quella che per ora ci e'
stata segnalata) che non e' tale. Cioe', pur se segnalata con tanto di cartello,
e' chiusa con catena e lucchetto e ci sono delle sedie a rotelle che usano
quell'angolo come deposito. Siccome ci sembra che in quello specifico corridoio
che da' nelle stanze dei ricoverati non ci siano altre vie di fuga, ci sembra
una situazione quantomeno da incoscienti. Aspettiamo una reazione da parte dei
diretti responsabili, altrimenti procederemo giudizialmente.
Qui le foto dell' "uscita di sicurezza":
- http://www.aduc.it/dyn/documenti/immagini/cto1.jpg
- http://www.aduc.it/dyn/documenti/immagini/cto2.jpg
Rai. Abbiamo la commissione parlamentare di vigilanza... e ora?
E' stata ricomposta la commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, con
l'on. Sergio Zavoli presidente amato da maggioranza e opposizione e proiettato
in un grande compito: accontentare tutti i partiti per la loro spartizione della
Tv di Stato.
Passata l'era di Riccardo Villari, eletto presidente come scherzo della
maggioranza alla minoranza che tentennava nel non voler cedere al presidente
designato Leoluca Orlando (inviso alla maggioranza), ora la fondamentale
funzione istituzionale di questo organismo ha davanti a se' un'autostrada
sgombra.
Marco Pannella che stava per tirar le cuoia con uno sciopero della sete, cosi'
come il radicale on. Marco Beltrandi, giapponesi del diritto e del valore delle
istituzioni li' dove questo verbo non e' uso che sia coniugato, non sono serviti
a niente. A un certo punto sembrava che questa commissione stesse per esaurirsi,
ma i sapienti timonieri di Camera e Senato con altrettanti sapienti delle
segreterie dei partiti di maggioranza e di opposizione, hanno dato fiato ad
istituzioni creative che, al pari della finanza da cui mediamo questo
appellativo, alla fin fine sono solo una fregatura per gli utenti.
"Morto il papa se ne fa un altro". "Morta una commissione se ne fa un'altra". E
per entrambi, cosi' come per il papa vaticano, c'e' garanzia che nulla cambi.
Nel nostro caso, la ventata di rispetto istituzionale che abbiamo assaporato con
Villari, e' stata pari agli ultimi momenti di vita del papa che precede il suo
successore: routine.
Alcune notizia di oggi, lanciate dal quotidiano Libero, confermano per
l'ennesima volta il clima di regime monopolista, con conflitto di interessi e
abuso di posizione dominante, in cui viviamo anche in questo ambito: Rai,
Mediaset e La7 si stanno alleando per fare concorrenza a Sky.... e quindi,
perche' dovrebbero farsela sull'analogico e non piuttosto spartirsi il tutto...
monopolio per l'appunto. Chissa' se l'Antitrust avra' l'ardire di dire la
propria e, qualora cio' accadesse, c'e' qualcuno che dubita che di questo
parere, chi di dovere, se ne fara' zimbello?
A noi utenti/contribuenti ci tocca continuare a pagare il canone/imposta.....
mentre il Governo non risponde alle interrogazioni parlamentari che la sen.
Donatella Poretti ha presentato per cercare di fare un po' di chiarezza
nell'indicibile meccanismo di pagamento di questa imposta
Se qualcuno ci vuol dare una mano: http://www.aduc.it/dyn/rai
Sostanze cancerogene nelle magliette per bambini? Interrogazione
Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - partito
Democratico
Oggi, insieme al collega Marco Perduca, abbiamo rivolto un'interrogazione al
Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, per sapere se in Italia siano
state eseguite indagini nel settore dell'abbigliamento per l'infanzia, per
verificarne la qualità e l'innocuità dei tessuti. Come rileva l'Aduc
(Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), infatti, secondo
un'indagine dell'Istituto nazionale del consumo francese (INC) pubblicata il 28
gennaio scorso sul mensile francese "60 millions de consommateurs", risulta che
alcune T-shirt per bambini contengano un tasso elevato di ftalati, componenti
chimici potenzialmente cancerogeni, e anche dei residui alcalini che possono
causare irritazioni. Dall'indagine, basata sull'analisi di 40 magliette, dove
emerge che nove contenevano un livello di ftalati superiore alla nuova
regolamentazione europea Reach, in vigore dalla fine del 2008, ossia piu' dello
0,1% sull'insieme del capo.
Gli ftalati, usati per ammorbidire le plastiche, sono spesso presenti in
disegni, scritte e decorazioni incollati sulla maglietta. Sono rischiosi solo se
ingoiati, e si corre il rischio che i bambini possano portare i disegni alla
bocca. Inoltre, lo studio ha evidenziato che un alto tasso di residui chimici
alcalini, potenzialmente irritanti, vengono impiegati per ottenere un bianco
immacolato. Per queste ragioni, L'INC raccomanda di lavare sistematicamente i
capi d'abbigliamento per l'infanzia prima dell'uso, per evitare l'irritazione da
residui chimici, operazione che però non elimina la presenza di eventuali
ftalati.
Qui il testo dell'interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=249165
Roma. Tassisti vittime di se stessi
Chi e' causa dei suoi mali pianga se stesso, dice un proverbio e i tassisti
romani dovrebbero ripensare tutte le posizioni espresse nel passato. Oggi si
lamentano perche' gli affari vanno male: 30% in meno di affari, dichiarano,
colpa delle nuove licenze e della diminuzione delle corse da e verso l'aeroporto
di Fiumicino, del drastico calo dei turisti. Non e' cosi e qualche confronto
risulta utile. A Madrid (Spagna) operano oltre 12 mila taxi, quasi il doppio di
quelli romani. A tarda sera sui larghi viali cittadini ogni tre macchine che si
vedono passare, almeno una e' adibita al servizio pubblico. I tassisti romani,
tra le altre strumentali giustificazioni ai loro privilegi, asseriscono: il
problema del trasporto a Roma e' che mancano autobus e metropolitane, non i
taxi.
Il ragionamento e' monco. Madrid e Roma sono citta' confrontabili. La capitale
spagnola ha una popolazione di poco superiore, Roma pero' ha piu' turisti.
Se a Madrid 12 mila taxi lavorano e guadagnano, nonostante siano operative ben
12 linee metropolitane (e il piano di rafforzamento e' continuo), a Roma, che ha
2 linee metropolitane, se raddoppiasse il numero (da 6 a 12 mila) i tassisti
farebbero affari d'oro ancor di piu', vista la scarsita' di mezzi pubblici.
Invece no, perche' il corporativismo dei tassisti italiani inverte le regole
dell'economia. Proprio non gli entra nella testa che piu' taxi a piu' buon
mercato migliorano la vita dei cittadini, ma fanno fare piu' soldi anche ai
tassisti. Invece da noi i taxi sono pochi e cari. C'e' un altro aspetto che
prima o poi si dovra' affrontare: il "costo" delle licenze. E' noto che si
vende, e a caro prezzo, il trasferimento di una licenza da un tassista all'altro
quando invece il Comune fa un bando e le attribuisce gratuitamente. La nostra
proposta e' che al termine della propria attivita' il tassista restituisca la
licenza al Comune. In questo modo gli utenti eviterebbero di pagare con tariffe
salate il prezzo di una compravendita.
Ddl (anti-)sicurezza e denuncia medica degli stranieri non in regola.
Aumenteranno aborto clandestino e malattie infettive... non solo fra gli
immigrati irregolari
I medici potranno segnalare gli stranieri irregolari. Il Senato ha approvato un
emendamento al ddl sicurezza presentato dalla Lega, primo firmatario il
presidente del gruppo Federico Bricolo, che prevede la cancellazione del divieto
per i medici di segnalazione alle autorita' degli immigrati irregolari che si
rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche.
L'abrogazione del divieto mina alla base l'articolo 32 della Costituzione: La
Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse
della collettivita', e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Chi, in condizioni di clandestinita', sotto la minaccia dell'espulsione e magari
dell'allontanamento dalla propria famiglia, si rechera' dal medico se non avra'
la certezza di non essere segnalato alle autorita' di polizia? E cosa fara' il
genitore 'irregolare' il cui figlio si ammala, si rechera' immediatamente dal
medico come facciamo tutti noi o aspettera' che il piccolo sia moribondo?
Ma se sotto il profilo umano, civile e costituzionale si tratta di una crudelta'
che va a punire esseri umani in quanto tali, le conseguenze saranno disastrose
anche per tutti i 'regolari', italiani e immigrati. Un esempio banale, su cui
forse gli onorevoli Senatori avrebbero potuto riflettere anche solo mezzo
minuto? Un clandestino che ha una malattia infettiva e non si cura per paura di
essere espulso, prima o poi infettera' qualcuno anche non clandestino e non
immigrato. Aids, tubercolosi, scabbia, etc. etc. etc. Per non parlare degli
aborti clandestini, cui saranno costrette a ricorrere le donne straniere senza
titolo di soggiorno.
Certamente ci auguriamo che la Camera bocci questa modifica, ma visto il livello
di preparazione e la portata intellettuale e umana di molti dei nostri
legislatori, ne dubitiamo. Prima di un eventuale intervento del giudice
costituzionale, che ci auguriamo avvenga al piu' presto qualora il ddl divenisse
legge cosi' com'e', invitiamo medici e dirigenti sanitari a rendere nota con
urgenza la politica adottata da ciascuna struttura sanitaria. Insomma, si
appendano cartelli all'entrata dei pronti soccorsi e delle altre strutture
sanitarie con scritto: "In questa struttura lavorano medici, non delatori". O
viceversa.
Residenze Sanitarie Assistenziali. Il Comune di Firenze 'perde a tavolino' il
ricorso davanti al Consiglio di Stato. Confermata la fattibilita' dei rimborsi!!
Il Comune di Firenze, dopo aver proposto appello al Consiglio di Stato contro la
sentenza del Tar Toscana che lo ha condannato nella vicenda delle rette per il
ricovero degli anziani in Rsa (residenze sanitarie assistenziali) -chiedendo che
l'applicazione della sentenza del TAR Toscana venisse immediatamente sospesa- ha
fatto dietrofront, ritirando questa "assurda" richiesta.
Dal 2001 il Comune di Firenze applica un calcolo illegittimo alle rette per il
ricovero degli anziani in Rsa e lo scorso novembre il Tar Toscana ha confermato
l'illegalita' di questo comportamento, condannandolo e ordinandogli di computare
queste rette solo considerando i redditi degli assistiti e non anche quelli dei
parenti. Il Comune ha proposto appello al Consiglio di Stato, chiedendo che la
sospensione della sentenza, spinto dal timore di ricevere richieste di rimborsi
per quanto indebitamente pagato sino ad oggi, circa 28.000.000 di euro. La
richeista del Comune al Consiglio di Stato era una sospensione "esemplare" per
scoraggiare i cittadini a non usare la pronuncia del Tar per chiedere i dovuti
rimborsi.
L'Amministrazione di Palazzo Vecchio ha chiesto dunque al Consiglio di Stato la
proroga della propria illegalita'. Illegalita' volontariamente iniziata nel 2000
e protratta sinora, e preferita alla corretta applicazione della legge.
Quella che il Comune chiama oggi "nuova emerganza" per fronteggiare la quale e'
impreparato, costituisce una precisa -ed illegale- scelta politica. In otto anni
avrebbe potuto e dovuto adeguare i propri regolamenti alla disciplina vigente,
cosa che non ha fatto. All'udienza, che si e' tenuta il 3 febbraio scorso, il
Comune -ben consapevole della debolezza delle proprie motivazioni– ha ritirato
la sua richiesta, preferendo "strategicamente" la ritirata invece di un sicuro
provvedimento sfavorevole del Consiglio di Stato.
Possiamo quindi dire che i cittadini hanno "vinto a tavolino" per "abbandono del
campo" da parte del Comune.
La battaglia Rsa intanto continua, e il prossimo 18 febbraio il Tar Toscana
sara' chiamato a pronunciarsi sulla legittimita' o meno della nuova legge
regionale Toscana (n. 66 del 2008), che impone -contrariamente a quanto prevede
la legge nazionale- il computo dei redditi dei parenti nel calcolo delle rette:
un nuovo tentativo, illegittimo e incostituzionale, di arricchire le casse dei
Comuni con i soldi dei cittadini
Qui tutte le notizie sulla vicenda:
http://www.aduc.it/dyn/ricerca/?ricerca=sanitarie+assistenziali&tipo=comu
Qui la sentenza del TAR Toscana:
http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/20081117-rsa-tar-toscana.pdf
Qui le nostre considerazioni sulla nuova legge regionale:
http://www.aduc.it/dyn/osservatoriolegale/art/singolo.php?id=248320
Risparmio tradito da Poste Italiane: oggi 6 febbraio l'Aduc ne parla a Radio24
alle 12
Oggi, venerdi' 6 febbraio, la trasmissione Salvadanaio di Radio 24, in onda
dalle ore 12, si occupera' delle polizze vita 'Programma dinamico', una serie di
strumenti derivati confezionati e venduti da Poste Italiane nel 2002
prevalentemente ad anziani, rivelatisi un pessimo investimento. Il valore
attuale dell'investimento e' in alcuni casi molto meno della meta' del capitale
investito, considerando il nome dato alle polizze (Tripla A Valore reale, ecc.),
e' una vera e propria beffa.
L'Aduc gia' nel 2003 (1) aveva messo in guardia dalla pericolosita' degli
strumenti derivati per i piccoli risparmiatori, informandone il ministero
dell'Economia -azionista di controllo di Poste italiane- ora come allora con a
capo Giulio Tremonti.
Nel tentativo di salvare la faccia, Poste Italiane ha proposto una modifica dei
contratti alle migliaia di risparmiatori (eta' media 60 anni) che prevede il
rimborso nel 2015 del capitale investito nel 2002. Al ministro l'Aduc ha chiesto
un intervento migliorativo a favore dei tanti sottoscrittori ingannati (2).
Questi ed altri aspetti della vicenda saranno affrontati dalla giornalista
Debora Rosciani nel corso della trasmissione Salvadanaio, che vedra' tra gli
ospiti Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio.
(1) Risparmio tradito. Quando e’ lo Stato ad approfittare dei pensionati ...
http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=69737
(2) "Pacchi postali": le Poste bruciano 400 milioni di risparmi di 70 mila
investitori. Tremonti non dice niente?
http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=248190
Risparmio tradito da Poste Italiane: oggi l'Aduc ne parla anche a Mi Manda Rai3
Stasera, venerdi' 6 febbraio, la trasmissione Mi Manda Rai3, in onda dalle ore
21.10, si occupera' delle polizze vita 'Programma dinamico', una serie di
strumenti derivati confezionati e venduti da Poste Italiane nel 2002
prevalentemente ad anziani, rivelatisi un pessimo affare. Il valore attuale
dell'investimento e' in alcuni casi molto meno della meta' del capitale
investito, considerando il nome dato alle polizze (Tripla A Valore reale, ecc.),
e' una vera e propria beffa.
L'Aduc gia' nel 2003 (1) aveva messo in guardia dalla pericolosita' degli
strumenti derivati per i piccoli risparmiatori, informandone il ministero
dell'Economia -azionista di controllo di Poste italiane- ora come allora con a
capo Giulio Tremonti.
Nel tentativo di salvare la faccia, Poste Italiane ha proposto una modifica dei
contratti alle migliaia di risparmiatori (eta' media 60 anni) che prevede il
rimborso nel 2015 del capitale investito nel 2002. Al ministro l'Aduc ha chiesto
un intervento migliorativo a favore dei tanti sottoscrittori ingannati (2).
Questi ed altri aspetti della vicenda saranno affrontati dal conduttore Andrea
Vianello nel corso della trasmissione Mi Manda Rai3, che vedra' tra gli ospiti
Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio.
Ricordiamo che il medesimo tema sara' affrontato sempre oggi, alle 12, a
Radio24, nel corso della trasmissione Salvadanaio.
(1) Risparmio tradito. Quando e’ lo Stato ad approfittare dei pensionati ...
http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=69737
(2) "Pacchi postali": le Poste bruciano 400 milioni di risparmi di 70 mila
investitori. Tremonti non dice niente?
http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=248190
Depurazione acqua e rimborsi. Stracciando la Corte Costituzionale si apprestano
a continuare ad esigere dagli utenti il non-dovuto
La sentenza 335 dell'8 ottobre 2008 della Corte Costituzionale e' esplicita: e'
incostituzionale imporre agli utenti il pagamento della tariffa riferita al
servizio di depurazione anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o
siano temporaneamente inattivi (1). La conseguenza e' stata che i vari gestori e
le relative Autorita' territoriali (Ato) si sono mosse in questi mesi per capire
come e dove rimborsare: in molti hanno parlato di rimborsi che dovevano essere
esplicitamente richiesti dagli utenti, ma grossomodo e' prevalso l'automatismo
in bolletta rispetto agli ultimi cinque anni. I gestori, in particolare, si sono
strappati le vesti perche' con questi soldi in questi anni hanno curato gli
investimenti piu' in generale che non nello specifico della depurazione e, per
rimediare al baratro economico dei rimborsi e dei mancati introiti, hanno
preannunciato aumenti dei costi del consumi, ovviamente anche ben oltre gli
introiti precedenti (ogni occasione e' buona...).
Ma la situazione rischiava di esplodergli in mano, in un contesto di massima
attenzione e alta litigiosita' degli utenti, ben consapevoli di essere stati
vessati e di vedere altrettanto all'orizzonte. Allora ecco che il legislatore
nazionale gli viene incontro: la commissione Ambiente del Senato da' via libera
ai rimborsi in bolletta a partire dal prossimo luglio, ma se l'Ato ha iniziato
l'iter per la progettazione del depuratore, anche chi non lo usa deve comunque
pagare.... che e' quanto accadeva prima che la Corte Costituzionale dichiarasse
incostituzionali gli articoli di legge che lo prevedevano. Ma allora, a che
serve una sentenza della Corte Costituzionale se poi il legislatore la ignora e
torna alla situazione precedente? Carta straccia!!
Gli amministratori locali, subito, invece di procedere come gia' si erano
impegnati per i rimborsi, gridano al successo, "si mette una toppa alla
sentenza" (presidente commissione ambiente e territorio della Regione Toscana) e
gia' cominciano a muoversi in questo senso anche se, per ora, e' solo un voto in
commissione di uno dei due rami del Parlamento che, successivamente, dovra'
anche essere trasformato in legge.
Siamo abituati ad azioni da parte della "dittatura della maggioranza" piuttosto
che da "governo della maggioranza", in sede nazionale, regionale e locale:
azioni non ligie al dettato delle leggi e alla separazione dei poteri,
travisando le stesse o scavalcandole disponendo il perfetto contrario. Comuni
che fanno leggi invece di ordinanze, Regioni che legiferano in modo opposto alle
leggi nazionali. Per cui non ci stupiamo piu' di tanto. Ma in questo caso non si
puo' parlare di sola "dittatura della maggioranza" perche' anche la minoranza
esulta per questo provvedimento della commissione senatoriale: ci sono
questioni, come il finanziamento pubblico dei partiti o la gestione della Rai
per esempio, in cui maggioranza e opposizione sono un tutt'uno, cioe' regime o
dittatura.
Se quanto approvato in commissione al Senato diverra' legge, saremo in prima
fila a portare i gestori idrici in tribunale si' che la Corte Costituzionale si
pronunci ancora.
Nel frattempo diffidiamo gli amministratori a non ottemperare a quanto gia'
previsto dall'attuale sentenza e, per ora, non inficiato da alcuna nuova legge.
(1) http://www.aduc.it/dyn/osservatoriolegale/art/singolo.php?id=238755
Sicurezza giocattoli. Se l'Ue non fa abbastanza, in Italia si puo' fare meglio.
Interrogazione
Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale - Partito
Democratico
Come rileva l'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori),
l'Istituto federale per la valutazione dei rischi tedesco (BfR) ha espresso
nette riserve nei confronti di una Direttiva dell'Unione europea, approvata il
18 dicembre scorso, che reca nuove norme sulla sicurezza dei giocattoli. Secondo
il BfR, le nuove norme non sono sufficienti a tutelare la salute dei bambini,
mentre alcune di queste disposizioni potrebbero addirittura portare ad un
aumento dei rischi. L'Istituto tedesco e' particolarmente critico nei confronti
di nuovi valori limite per i metalli pesanti nei giocattoli per bambini. Le
nuove disposizioni recano infatti la possibilita', per i giocattoli venduti in
Europa, di rilasciare maggiori quantita' di piombo rispetto alle precedenti
norme comunitarie. La direttiva, inoltre, non offre una protezione sufficiente
ai bambini relativamente alle sostanze allergizzanti, contenute nei profumi, e
al nichel.
In Italia la nuova regolamentazione sulla sicurezza dei giocattoli deve ancora
essere recepita, per cui siamo ancora in tempo per apportare le opportune
correzioni in sede di recepimento della stessa. Per queste ragioni con il
senatore Marco Perduca abbiamo rivolto un'interrogazione al Ministro per le
Politiche Europee, per sapere se non intenda proporre modifiche nel recepimento
della Direttiva europea del 18 dicembre 2008 (Nuove norme sulla sicurezza dei
giocattoli), sulla base delle indicazioni del BfR.
Qui il testo dell'interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=249210
Immigrati e cure: Governo e medici
Ecco la vignetta di Joshua Held
http://www.aduc.it/dyn/vignetta/vignetta_base.php?id=249294
Bad bank come Alitalia?
Il Governo americano nell'ottobre scorso ha messo a disposizione 1.300 miliardi
di dollari per le banche, tra investimenti e garanzie di debiti. Non sembra sia
stato sufficiente per salvare il sistema bancario americano. Qualcuno propone di
far acquistare, o garantire, i titoli "tossici" (bad bank) delle banche dallo
Stato e lasciare la parte buona (good bank) alle banche stesse. L'operazione
ricorda quella dell'Alitalia appena conclusa: la parte in deficit va allo Stato,
quella buona ai privati. In soldoni significa che i contribuenti dovranno pagare
gli errori di gestione delle banche e di quelli dell'Alitalia. Insomma tutto il
mondo e' Paese e chi rimane, sempre, con il cerino in mano e' il solito
cittadino.
Call Center selvaggi. Il Parlamento li legittima: cancellare l'obbrobrio
Potranno ripartire le vendite telefoniche selvagge. Il Senato ha approvato ieri
un emendamento (1), inserito nel decreto milleproroghe, che permette alle
societa' di call center di utilizzare -fino a fine 2009- banche-dati illegittime
(perche' contenenti informazioni su utenti che non hanno fornito consenso). Il
Garante della Privacy nel settembre e nel dicembre scorso (in realta' ci prova
da anni...) ha vietato, con sanzioni penali per gli inadempienti, l'utilizzo di
tali elenchi (2).
Il Parlamento invece autorizza il perpetuarsi degli illeciti. La motivazione
'nobile' e' che in caso contrario sarebbero a rischio migliaia di posti di
lavoro, che sarebbero piu' degni di tutela di tutti gli italiani che da anni
subiscono il martellamento dei venditori di telefonia e altre aziende che, con
tecniche invadenti e non di rado truffaldine, importunano e rifilano
prodotti/servizi non richiesti.
Il decreto milleproroghe ancora non e' stato approvato, quindi, le banche-dati
incriminate ancora non sono utilizzabili. In realta', temiamo che non sia mai
stato rispettato il divieto del Garante della Privacy, ma forse -annusando
l'aria permissiva- in questi giorni assistiamo ad una ripresa a tutto gas delle
telefonate non richieste. Oltre alle segnalazioni dei consumatori, proprio ieri
abbiamo ricevuto una telefonata da Wind-Infostrada che con una voce
pre-registrata ci ha invitato ad abbandonare Telecom Italia per aderire alla
loro offerta Adsl. Anche le telefonate con un operatore elettronico sono
vietate, salvo esplicito consenso.
Chiediamo al Parlamento di correggere quest'ennesima legittimazione di
comportamenti illegali.
(1) "1-bis. I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di
elenchi telefonici pubblici formati prima del 1º agosto 2005, sono lecitamente
utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009, anche in deroga
agli articoli 13 e 23 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dai soli
titolari del trattamento che hanno provveduto a costituire dette banche dati
prima del 1º agosto 2005".
(2) http://www.aduc.it/dyn/tlc/noti.php?id=242318
La tramvia di Firenze
Ecco la vignetta di Giannino
http://www.aduc.it/dyn/giannino/giannino_base.php?id=249464
Test telefonico per l'udito e risparmio Ssn. Interrogazione parlamentare
Per sapere se l'udito e' normale o deficitario, e in che misura, in Francia si
puo' ricorrere ad un nuovo sistema che rileva la difficolta' a comprendere le
parole in mezzo al rumore. Basta chiamare il numero 0892 790 791 (numero con
servizi speciali), inaugurato qualche giorno fa dall'Associazione
FrancePresbyAcouise che si ripromette di verificare, in forma anonima, il calo
d'udito delle persone anziane. La cosa e' semplice: per qualche minuto, una voce
elenca 27 serie di tre cifre; il "paziente", che deve isolarsi in un posto
tranquillo, e' invitato a battere sul ricevitore le cifre udite secondo delle
tonalita' variabili. Al termine dell'esame, viene fornito il risultato.
L'operazione dovra' essere ripetuta per l'altro orecchio. La formula e' stata
messa a punto tre anni fa dalla facolta' di Medicina di Amsterdam (Olanda), e
poi e' stata impiegata in Gran Bretagna e Germania. L'associazione francese
garantisce un'affidabilita' attorno al 93%. Questa modalita' di controllo
potrebbe essere applicata anche in Italia dal Servizio sanitario nazionale
considerato che il numero di persone anziane e' in costante aumento e che
porterebbe benefici alle casse malandate delle nostre Regioni (diminuzione degli
acquisti di impianti sanitari, razionalizzazione del personale, ecc) e
semplificherebbe la vita degli anziani, spesso costretti a spostamenti
difficoltosi.
Una interrogazione parlamentare in merito sara' presentata dalla senatrice
Donatella Poretti.
Eluana e l'accanimento terapeutico
Eluana e' morta ma la discussione sull'accanimento terapeutico prosegue. Molti
fanno riferimento a quanto dichiarato da esponenti della Chiesa cattolica,
ovvero, del Vaticano. Ci pare utile citare alcuni articoli del Catechismo.
"L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o
sproporzionate rispetto ai risultati attesi puo' essere legittima. In tal caso
si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Non si vuole cosi' procurare la
morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal
paziente, se ne ha la competenza e la capacita', o, altrimenti, da coloro che ne
hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volonta' e gli
interessi legittimi del paziente".(1). La Chiesa cattolica accetta quindi il
concetto di "accanimento terapeutico", che ci pare comunque anomalo in quanto
pone l'accento sull'"accanimento". Ebbene tutti i cittadini prima di morire
ricevono cure, si auspica le piu' adeguate e utili, ma un trattamento
terapeutico non puo' essere imposto in quanto utile o meno: e' sempre
l'individuo che decide di accettare o meno la terapia, utile o meno, che'
altrimenti qualcun altro dovrebbe decidere. La Chiesa cattolica non accetta che
sia l'individuo a decidere della propria vita, infatti, nel citato Catechismo
scrive che "Non ne disponiamo" (1), salvo poi prevedere la pena di morte (1) e
concedere una pensione a Mastro Titta (er boja de Roma, 1779-1869) che, nella
sua lunga carriera, totalizzo' ben 516 "servizi" tra suppliziati e giustiziati,
fino a 6 anni prima della presa di Porta Pia.
(1) http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a5_it.htm Artt. 2278, 2280
e 2267.
Test telefonico per l'udito e risparmio Ssn. Interrogazione
Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicali - Partito
Democratico
Come rileva l'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), la
sordità è una patologia in costante aumento e colpisce circa il 12% della
popolazione italiana, con una spesa per il Servizio Sanitario Nazionale di circa
3,6 miliardi di euro all'anno, pari al 5% del Fondo Sanitario Nazionale.
Dividendo la popolazione per fasce di età ci accorgiamo di come nella fascia dei
bambini al di sotto dei 3 anni l'1% (22.000 bambini) è colpito da sordità, il 2%
dei bambini dai 4 ai 12 anni (98.000) presenta un problema uditivo, mentre nei
soggetti tra i 13 ei 45 anni si giunge al 10% (1.040.00), e si arriva al 25%
delle persone tra i 61 e gli 80 anni (2.884.000). Addirittura, più di un milione
di ultraottantenni (il 50-60%) é colpito da sordità. A questi si aggiungono
circa un milione e mezzo di persone con disturbi uditivi di varia natura.
In Francia, per sapere se l'udito e' normale o deficitario, e in che misura, si
puo' ricorrere ad un nuovo sistema, operante attraverso il telefono, che rileva
la difficolta' a comprendere le parole in mezzo al rumore. E' sufficiente
chiamare il numero 0892 790 791 (numero con servizi speciali), inaugurato
qualche giorno fa dall'Associazione FrancePresbyAcouise che si ripromette di
verificare, in forma anonima, il calo d'udito delle persone anziane, garantendo
un'affidabilità del 93%.
La procedura è la seguente: per qualche minuto, una voce elenca 27 serie di tre
cifre; il "paziente", che deve isolarsi in un posto tranquillo, e' invitato a
battere sul ricevitore le cifre udite secondo delle tonalita' variabili. Al
termine dell'esame, viene fornito il risultato, e l'operazione viene ripetuta
per l'altro orecchio. La formula e' stata messa a punto tre anni fa dalla
facolta' di Medicina di Amsterdam ed è poi stata impiegata anche in Gran
Bretagna e in Germania.
In Italia, paese dove la media dell'età nazionale va sempre più attestandosi
verso l'anzianità, un sistema come quello descritto porterebbe non indifferenti
benefici sociali, semplificando la vita delle persone anziane, costrette a
spostamenti anche problematici per le visite diagnostiche, ed economici
(diminuzione degli acquisti di impianti sanitari, razionalizzazione del
personale, etc.) per il SSN. Per queste ragioni, insieme al senatore Marco
Perduca, abbiamo rivolto un'interrogazione al Ministro del Lavoro, Salute e
Politiche sociali, per sapere se non intenda considerare l'applicazione in
Italia di un siffatto test telefonico per l'udito.
Qui il testo dell'interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=249860
Mister Prezzi. E' il caso di mettere la parola fine?
Antonio Lirosi, Mister Prezzi nominato a suo tempo dal ministro Pierluigi
Bersani quando era tale allo Sviluppo Economico (un anno fa), ha rassegnato le
sue dimissioni. Nessun dramma politico, pare solo che voglia dedicarsi alla sua
vita e mettere a tesoro le proprie capacita' in altro ambito che non sia quello
del ministero in cui lavorava da diversi anni, anche prima di essere investito
di questo incarico. Si attende la nomina del suo successore.
In questo anno ogni tanto lo abbiamo visto "girellare" tra una dichiarazione e
qualche udienza in commissione parlamentare, tra incontri con aziende e
associazioni di produttori nonche' di consumatori: ovunque elogi per i rilievi
che ci faceva conoscere di cui, pero', tutti ne erano gia' al corrente....
Poteri sanzionatori uguali a zero... a cosa e' servito? Una medaglietta di un
ministero emergente un anno fa (chi non ricorda i decreti Bersani a raffica?)
che il suo successore, Claudio Scajola, non ha voluto/saputo comprendere se
fosse utile o meno nonostante le nostre -e non solo- molteplici sollecitazioni
in tal senso (1).
Se il compito di Mister Prezzi e' di porre sotto osservazione i prezzi,
ricordiamo che esistono gli Osservatori sui prezzi a livello nazionale,
regionale, provinciale e comunale, in piu' ci sono la Direzione per la tutela
dei consumatori del ministero dello Sviluppo economico, l'Istat, l'Autorita'
garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) e vari istituti pubblici e
privati. Un contesto, cioe', in cui se ne puo' fare a meno.
Non e' quindi questa istituzione uno spreco di soldi pubblici? Quanto e' costata
ai contribuenti questa medaglietta dei ministri Bersani e Scajola? Vale la pena
nominare un'altra persona a questa superflua funzione? Lo chiediamo al ministero
e preannunciamo una interrogazione in merito della senatrice Donatella Poretti.
(1) http://www.aduc.it/dyn/ricerca/?ricerca=mister+prezzi&tipo=comu
Vitamina C e leggende metropolitane
"Soffro di raffreddore, ho l'influenza, devo prendere la vitamina C". Quante
volte abbiamo sentito questa frase (che sentiamo ripetere in questo) ma e' una
delle leggende metropolitane piu' diffuse. Numerose ricerche effettuate da
prestigiosi istituti americani, smentiscono quest'ennesima leggenda
metropolitana. Assumere dosi massicce di vitamina C non serve a proteggerci
dall'influenza e dal raffreddore, anzi, e' messo in superlavoro il rene che deve
eliminarla, con qualche complicazione relativa alla formazione di ossalati,
cioe' dei calcoli. Insomma la vitamina C in eccesso, l'organismo la elimina con
la pipi'. In farmacia troviamo numerose confezioni di farmaci con aggiunta di
vitamina C, addirittura fino a 1 grammo (1000 milligrammi): non servono o meglio
servono a chi li produce e a chi li vende. Vero e' che la vitamina C e'
fondamentale per il nostro organismo (si ricordi lo scorbuto, che colpiva i
marinai dei secoli scorsi per la alimentazione a base di cibi essiccati),
perche' interviene nei processi di ossidoriduzioni, nella sintesi del collagene
e nell'assorbimento del ferro, ma la dose media giornaliera e' di 60-70
milligrammi. Un'alimentazione equilibrata fornisce il necessario e un consumo
giornaliero di frutta soddisfa il fabbisogno oltre a rifornirci di sali
minerali.
Il di piu' finisce nel bagno!
Depurazione acqua e rimborsi. Mettere subito in mora i gestori: prendono tempo
per non rimborsare il dovuto
La Corte Costituzionale, con sentenza n.335 dell'8 ottobre 2008 ha sancito che
e' incostituzionale imporre agli utenti il pagamento della tariffa riferita al
servizio di depurazione nel caso in cui manchino impianti di depurazione o siano
temporaneamente inattivi (1). Vari gestori di questi servizi e relative
Autorita' territoriali (Ato) si sono mosse in questi mesi per capire come e dove
rimborsare: in molti hanno parlato di rimborsi che dovevano essere
esplicitamente richiesti dagli utenti, ma grossomodo e' prevalso l'automatismo
in bolletta rispetto agli ultimi dieci anni.
Ma sta succedendo qualcosa che potrebbe essere il preambolo di una grossa
fregatura a danno delle tasche degli utenti che non dispongono del servizio di
depurazione.
Proprio stamane 11 febbraio a Firenze, per esempio, in un incontro dell'Ato di
zona con alcune associazioni di consumatori e il gestore del servizio idrico, e'
emerso che, non sapendo come comportarsi vista una presunta mancanza di fondi...
la conseguenza e' che ci potrebbero rimettere gli utenti che in questi anni
hanno pagato importi non dovuti e che, per il momento, pur vedendo loro
riconosciuto il diritto al rimborso, non vedono invece neanche un centesimo
accreditato nelle loro bollette. Con la scusa che in questo momento il Senato
sta discutendo in commissione proprio come agire in merito (2), la decisione di
come rimborsare e' stata rinviata senza riferimenti temporali.
Cosa vuol dire? Che, siccome la prescrizione per la richiesta di questi rimborsi
e' di dieci anni, piu' in la' si va col tempo e piu' si assottigliano gli
importi richiedibili. In teoria, dalla data della sentenza (ottobre 2008) i
gestori dovrebbero rimborsare a ritroso fino al 1998, ma chi ce lo garantisce?
Gestori che in questi anni hanno incassato tariffe per depurazioni inesistenti?
Non c'e' da fidarsi. Per cui l'unica certezza e' mettere dei paletti con tempi
precisi.
Consigliamo agli utenti di non aspettare le specifiche decisioni dei singoli Ato
e gestori idrici, ma di mettere subito in mora il proprio gestore idrico in modo
che, a partire dalla ricezione della propria raccomandata A/R, non ci sarebbe
politica che tenga per impedire che il rimborso sia dovuto.
Alla bisogna abbiamo preparato un facsmile di raccomandata A/R di messa in mora,
da inviare al proprio gestore:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=249964
(1) http://www.aduc.it/dyn/osservatoriolegale/art/singolo.php?id=238755
(2) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=249212
Pubblico registro automobilistico. A che serve?
A che serve il Pubblico registro automobilistico (Pra)? Per le pratiche inerenti
i passaggi di proprieta', le prime iscrizioni e le radiazioni, ci dicono. In
sostanza dal Pra deriva, attraverso l'Aci, il certificato di proprieta' di un
mezzo di trasporto. Il possessore di un autoveicolo, pero', ha anche il libretto
di circolazione che viene rilasciato dalla Motorizzazione civile (ministero
delle Infrastrutture e Trasporti). Sorge spontanea la domanda: perche' non si
unificano i due documenti semplificando la vita agli automobilisti e, volesse il
cielo, ridurre la spesa pubblica, vale a dire le tasse al cittadino? Perche' mai
si deve peregrinare tra gli uffici statali, la Motorizzazione e quelli dell'Aci?
E perche' l'Aci (ente pubblico che ha proventi diversi) non si privatizza e
diventa una libera associazione alla quale gli automobilisti interessati si
iscrivono? Perche' non si unificano il l'Archivio nazionale dei veicoli (Anv) e
il Pra? Perche' il cittadino italiano deve tirare fuori dalla propria tasca 233
milioni di euro l'anno per tenere in piedi il Pra? A che serve un "certificato
di proprieta'" quando basta una riga sul libretto di circolazione? Insomma
abbiamo una duplicazione di strutture che costano al contribuente e creano
problemi all'utente. Rivolgiamo queste domande al ministro al ministro per la
Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, che come dice il suo
sito internet e' "attivo da sempre nelle battaglie riformiste".
Una interrogazione in tal senso e' stata preannunciata dalla senatrice Donatella
Poretti.
Testamento biologico. Il legislatore vuole allungare le mani sul nostro corpo
Nel momento in cui tutti invocano una legge sul testamento biologico, vorremmo
fosse chiaro a tutti che il Parlamento sta per eliminare una delle piu' preziose
conquiste di liberta' seguite ai totalitarismi europei: la liberta' di gestire
il proprio corpo, di scegliere sul proprio fisico, di autodeterminare la propria
esistenza. Cio' che si appresta a fare il legislatore, negando agli individui la
possibilita' di rifiutare la nutrizione artificiale, e' un salto all'indietro
nella lunga marcia verso i diritti civili. Il testo di legge in discussione al
Senato ha la potenzialita' di determinare gli ultimi giorni, mesi ed anni della
vita di ciascuno di noi. E' lo Stato che decide di prolungare la mia agonia,
anche contro la mia volonta', agendo direttamente sul mio corpo perche' incapace
di difendersi.
Il pensiero della brutalita' a cui questa legge potrebbe sottoporre me e i miei
cari e' straziante. La sua violenza equivale a quella di una legge che imponesse
a tutti la sospensione della nutrizione artificiale.
Invade e annienta la dimensione individuale, mutilandola con un atto d'imperio
(la nutrizione forzata o negata).
Bocchino, Gasparri, Binetti, Rutelli si apprestano cosi' a determinare il MIO
futuro. Allungheranno le mani sul mio corpo inerme, bucheranno e penetreranno il
mio stomaco per riempirlo di preparati farmaceutici. Loro sceglieranno per me.
Questo e' in gioco con la legge sul testamento biologico.
Aduc - Osservatorio Firenze. Dissesto piazza San Marco... avevamo lanciato
l'allarme, Inascoltati, ecco l'ulteriore vittima, questa volta da ospedale.
Amministrazione criminale?
Sul dissesto di piazza San Marco abbiamo lanciato l'allarme fin dal 13 settembre
2008 (1). Rilevavamo il degrado nel giardino, nella strade intorno allo stesso e
nel sistema semaforico. Per il giardino, dopo un po' di tentativi a vuoto, una
sistemazione decente il Comune l'ha trovata. Non altrettanto per manto stradale
e sistema semaforico. Siamo stati ignorati da tutti i politici (attuali e
candidati) nonostante una buona evidenzia mediatica.
Ieri 12 febbraio ecco la tragedia. Terribilmente preannunciata e quindi ancor
piu' tragedia. Una signora anziana che inciampa mentre attraversa il semaforo e
finisce grave in ospedale. Era venuta in centro per fare una passeggiata con il
marito.
Non abbiamo molto da aggiungere alle notizie di cronaca in merito, conseguenza
di quanto avevamo gia' denunciato: "il manto e' tutto un dissesto con toppe
messe a caso su un pavimento a mattonelle grandi dissestate e fuori posto, che
rendono pericoloso anche l'attraversamento pedonale e ciclistico, con molto
probabili inciampi e relativi capitomboli. Automobili parcheggiate in modo
selvaggio, davanti alla chiesa (dove mai si e' visto un verbale dei vigili sui
relativi cruscotti, quasi fosse una sorta di zona franca per piu' o meno tacito
accordo fra i frequentatori abituali del chiosco e le autorita'), e nelle
fermate degli autobus. Un semaforo con tempistiche sballate che penalizzano e
intasano inutilmente il passaggio pedonale".
A suo tempo avevamo minacciato di ricorrere in procura della repubblica, non lo
abbiamo ancora fatto perche', confortati dalla risistemazione del giardino al
centro della piazza, ci eravamo illusi che qualcosa stesse procedendo. Appunto,
illusi! Per questo chiediamo ora alla procura se l'amministrazione di Palazzo
Vecchio non abbia responsabilita' criminali in quanto accaduto ieri in piazza
San Marco.
(1) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=232462
Alitalia e Rai. Triplicata la tassa di imbarco a favore dei cassintegrati.
Depennare san Remo, abolire il canone. Interrogazione parlamentare
Mentre i cassaintegrati protestano (non siamo d'accordo con l'occupazione delle
strade) perche' da mesi non ricevono l'indennita', mamma (diremmo matrigna) Rai
sfoggia i vecchi e consunti merletti del festival canoro di san Remo, con
strascico di polemiche sui compensi milionari (o simili) che vengono presi da
questo o quel presentatore o partecipante alla sagra musicale. Per tenere sotto
controllo il popolino, nell'antica Roma si distribuiva pane e si promuovevano
spettacoli. Panem et circenses, insomma. Oggi sono rimasti solo i giochi di
circo (san Remo) ma inizia a scarseggiare il pane, visto che il Fondo monetario
internazionale (Fmi) lancia l'allarme con "la crisi finanziaria deve ancora
colpire l'economia reale". Si annunciano tempi bui e allora non rimane che
illuminarli con le tremoli luci di una ribalta teatrale. La domanda che sorge
spontanea e': perche' non si pagano i cassintegrati visto che la tassa di
imbarco e' stata triplicata (3 euro) proprio per sopperire a questa esigenza?
Sollecitiamo una risposta a Sua Eminenza, il ministro del cosiddetto Welfare,
Maurizio Sacconi, al quale vorremmo sollecitare la (ri)lettura delle encicliche
sociali quali la Rerum Novarum di Leone XIII del 1891, la Quadragesimo anno di
Pio XI del 1931, la Mater et Magistra e la Pacem in Terris di Giovanni XXIII,
la Laborem Exercens e la Centesimus Annus di Giovanni Paolo II. Al ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, che e' titolare di un ministero "proprietario"
della Rai, chiediamo di valutare se gli investimenti della controllata siano
congrui in relazione all'attuale crisi economica e al canone che i contribuenti
pagano. Vista la situazione sarebbe utile depennare il festival di san Remo dai
programmi e abolire il canone Rai. I contribuenti ringraziano.
Una interrogazione parlamentare in tal senso e' stata preannunciata dalla
senatrice Donatella Poretti.
San Remo
Ecco la vignetta di Joshua Held
http://www.aduc.it/dyn/vignetta/vignetta_base.php?id=250303
Testamento biologico. Referendum contro il ddl del Governo? Inutile e tombale
Ormai e' certo che il disegno di legge del Governo sul testamento biologico
diverra' tra breve legge e la liberta' di disporre di noi stessi fino alla fine
sara' ingabbiata, consegnando i nostri corpi allo Stato ispirato dal Vaticano.
Le diverse voci dissenzienti, non avendo al momento armi apparentemente utili
per impedire questo massacro di diritto e liberta' individuale, hanno minacciato
che, in caso di approvazione, ricorreranno al referendum abrogativo. Immaginiamo
che, nel momento stesso in cui lo hanno minacciato, i sostenitori dello Stato
invasivo abbiano gioito, perche' e' sicuramente un metodo per mettere la parola
fine, una pietra tombale, a qualunque speranza di cambiamento. E' stato cosi'
per la legge 40 sulla fecondazione assistita, perche' non dovrebbe essere
altrettanto sul testamento biologico? A suo tempo facemmo rilevare che il
referendum abrogativo sulla legge 40 era inutile e pericoloso, ma la valanga
dell'entusiasmo dei referendari non ci ascolto' e porto' il Paese ad un bagno di
voti, soldi e tempo perso perche', come gia' si poteva immaginare fin
dall'inizio, stante l'attuale normativa sul referendum abrogativo, lo stesso
sarebbe risultato nullo per la mancanza di quorum. E cosi' e' stato. Perche' non
dovrebbe essere altrettanto nel caso odierno? E' bene ricordare, e non solo per
questo ipotetico referendum la cui idea e' stata oggi lanciata dal sen. Ignazio
Marino, che fintanto la legge sul referendum sara' cosi', la vittoria degli
sfascisti (quelli che puntano solo alla sfiducia negli strumenti del diritto e
della democrazia) e' assicurata: fintanto che per rendere validi i referendum ci
vorra' un quorum del 50% + 1 dei partecipanti rispetto agli aventi diritto, e
fintanto che la pronuncia di legittimita' della Corte Costituzionale sara'
successiva alla raccolta delle 500.000 firme e non preventiva, l'enorme macchina
organizzativa ed economica che viene messa in piedi e' solo un buco nell'acqua,
perche' chi non partecipa alla votazione e' di fatto al pari di chi vota NO
all'abrogazione (non e' una novita' la disaffezione alta degli italiani a questo
tipo di partecipazione democratica).
Per questo evocare il referendum appare un alibi alle proprie incapacita' e la
consegna delle armi nelle mani del nemico. Si abbia il coraggio di dire che allo
stato dei fatti non ci sono strumenti, che bisogna molto puntare sull'iter
parlamentare, che bisogna si' chiamare il Paese a dire la propria ovunque ma non
col referendum. E si abbia anche il coraggio di dire, come gia' fu per esempio
per l'aborto quando era un reato, che se nel nostro Paese non si potra' impedire
la violenza dello Stato sul proprio corpo, chi ha a cuore la liberta'
dell'individuo, purtroppo, anche per far rispettare la nostra Costituzione,
sara' costretto a consigliare dove poter andare all'estero per non farsi
martoriare.
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LA PULCE NELL'ORECCHIO
Articoli e riflessioni con il preciso scopo di mettere il dubbio -con
l'informazione- sulla solidita' di diffuse certezze o distrazioni sui nostri
consumi o sui servizi di cui usufruiamo
di: Annapaola Laldi
17 FEBBRAIO 1848-2009: FESTA DELLA LIBERTA' PER I VALDESI E ANCHE PER TUTTA
L'ITALIA
Strani giochi fa la mente che, a volte, per mettere in evidenza cio' che si
crede di sapere, ma in realta' si trascura, si serve di simpatiche coincidenze;
in questo caso la ricerca di un altro calendario per il 2009 e la scelta caduta
su uno che mostra vedute delle Valli Valdesi e che, per il mese di febbraio,
offre l'immagine di un falo', il falo' per la festa dei Valdesi del 17 febbraio.
Quel falo' e' stato come un lampo che ha messo in luce la relazione che
trascuravo fra due eventi, per altro separatamente ben noti, che sono alla base
del nostro stato di diritto e della nostra democrazia.
Il 17 febbraio 1848, Carlo Alberto di Sardegna, un re famoso anche per le sue
mille titubanze, emana le Lettere patenti che riguardano i Valdesi, fatti
oggetto dai suoi antenati di persecuzioni anche crudeli; questo documento cosi'
si conclude:
"I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de' Nostri
sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Universita', ed a
conseguire i gradi accademici.
Nulla e' pero' innovato quanto all'esercizio del loro culto ed alle scuole da
essi dirette" (in appendice il testo integrale). Si puo' osservare che questa
liberta' e' parziale, perche' continua a negare loro la liberta' di culto, e
sarebbe una correttissima osservazione.
E tuttavia le Lettere patenti del 17 febbraio 1848 possono essere a giusta
ragione considerate il primo passo sulla via del riconoscimento di una piu'
ampia gamma di diritti che di fatto trasformeranno i sudditi in cittadini.
E' infatti di appena ventun giorni dopo, e cioe' del 5 marzo, la promulgazione
dello Statuto albertino (firmato da Carlo Alberto il giorno prima), che fa del
Regno di Sardegna una monarchia costituzionale e restera' sempre in vigore in
quello Stato, per diventare poi, dal 1861, il fondamento costituzionale del
Regno d'Italia, oltraggiato ma non abrogato nel ventennio fascista, per essere
infine sostituito dalla Costituzione della Repubblica il 1° gennaio 1948. Non
che tutto, in materia di liberta' religiosa, fosse chiarissimo neppure nello
Statuto, visto che esso riconosce la religione cattolica come unica religione di
stato e afferma che "gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente
alle leggi", ma bisogna ricordare i successivi editti sui diritti civili (e poi
anche politici) degli ebrei e, soprattutto, la Legge Sineo (19 giugno 1848, n.
735), considerata interpretazione autentica dello Statuto su questo argomento,
nel cui articolo unico afferma che "la differenza di culto non forma eccezione
al godimento dei diritti civili e politici e all'ammissibilita' alle cariche
civili e militari".
C'e' dunque una lampante relazione fra le Lettere patenti per i Valdesi del 17
febbraio e lo Statuto del 4/5 marzo 1848. E cosi' stando le cose, se, come
italiani, vogliamo rendere omaggio alle radici delle nostre liberta'
democratiche, in effetti la data del 17 febbraio potrebbe ampliarsi, da festa
dei Valdesi che e', a festa di tutta l'Italia.
Ero giunta a questa conclusione e avevo deciso di farne argomento della mia
prossima noterella (quella appunto che sto scrivendo), quando, cercando altre
informazioni sull'argomento, ho scoperto che ero arrivata … buona ultima… Si',
perche' l'idea analoga di proporre il 17 febbraio come "giornata nazionale della
liberta' di coscienza, di religione e di pensiero" e' gia' patrimonio dei
Valdesi almeno dal 2006, da quando, cioe', l'Associazione torinese di
volontariato "Piu' dell'oro" si fece promotrice di tale iniziativa, incassando
l'adesione del Sinodo valdese del 2006 e dedicandovi poi (il 25 ottobre 2006) a
Torino un incontro di studio dal titolo "Religioni e liberta' -quale rapporto?",
i cui atti sono usciti nel volume omonimo pubblicato dalla Claudiana di Torino
nel 2008. Non solo, ma il 30 gennaio 2008, l'on. Valdo Spini aveva presentato
una sua proposta di legge sull'argomento. E a voler essere ultrapignola, devo
aggiungere pure l'adesione all'iniziativa del V Congresso di radicali italiani
(Padova, 2-5 settembre 2006)!
Beata ignoranza! Ma anche, ugualmente, beata scoperta, visto che, a mio avviso,
il nostro sentiero personale e' sempre prezioso, anche se dopo ci si accorge
che, per arrivare a destinazione, c'era ormai un'autostrada.
A questo punto, mi sembra giusto e necessario dare la parola a Giuseppe Platone
(pastore valdese e presidente dell'Associazione 'Piu' dell'oro') che mi ha
rivelato quanto ignoravo e che, come curatore del volume citato, fornisce nella
prefazione altre ragioni a sostegno di questa proposta, aggiungendo utili
riferimenti alle attuali problematiche e difficolta' riguardanti l'emanazione di
una legge sulla liberta' religiosa (in attuazione dell'articolo 19 della
Costituzione) e la stipula di nuove Intese ex articolo 8 della Costituzione.
Dalla premessa al libro Religioni e liberta' -quale rapporto? riporto dunque
alcuni stralci evidenziando i passaggi che ritengo piu' importanti.
"Queste pagine possono essere accolte come doveroso omaggio a tre importanti
anniversari nella storia del nostro paese. Tre anniversari che, almeno in parte,
caratterizzano la nostra stessa identita' nazionale. Il primo, il piu' lontano
nel tempo, e' quello del 17 febbraio 1848 – 160 anni fa! – quando nel nostro
paese inizia il cammino della liberta' religiosa. Le Lettere Patenti, l’editto
emanato, dopo i secoli della repressione e del ghetto alpino, dal re Carlo
Alberto riconoscevano al popolo valdese (poche settimane piu' tardi lo stesso
riconoscimento avverra' nei confronti degli ebrei) i diritti civili e politici.
Un provvedimento dovuto anche alle circostanze politiche europee che indicava
una direzione nuova, il cui orizzonte era la liberta' di professare una
religione diversa da quella dello Stato senza che per questa ragione venissero
meno i diritti di cittadinanza. Per carita', il decreto albertino non era altro
che un editto di tolleranza che non concedeva nulla ai sudditi valdesi sul piano
religioso rispetto a prima; tuttavia, grazie al riconoscimento per la prima
volta dei diritti civili e politici un primo passo, questa "regia concessione»
l’aveva comunque compiuto. Sicche' in quel 17 febbraio del 1848 la marcia verso
nuove liberta' raggiunse, sul piano civile, un primo importante traguardo.
Il secondo anniversario, a cui dedichiamo queste pagine, e' piu' vicino a noi.
Esso si ricollega alla semina democratica iniziata nel 1848 appunto, e i cui
primi frutti matureranno sulle macerie di un’Italia devastata dalla dittatura e
dalla guerra. Parlo dell’Assemblea costituente (1946-1947) che varo' la
Costituzione italiana che quest’anno compie sessant’anni. Per completare il
quadro accanto a questo secondo anniversario rappresentato dalla Costituzione
della Repubblica italiana – che entro' in vigore il 1º gennaio del 1948 – ci sia
concesso di indicarne un terzo: la Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre
del 1948. Quest’ultimo testo a carattere universale, di cui a pagina 5 di questo
volume abbiamo citato l’art. 18, a sua volta s’ispirava alla Dichiarazione dei
diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, che rappresenta il frutto
giuridicamente piu' maturo della Rivoluzione francese. In particolare mi
riferisco qui all’art. 10 che afferma: 'Nessuno deve essere molestato per le sue
opinioni, anche religiose, purche' la manifestazione di esse non turbi l’ordine
pubblico stabilito dalla Legge'.
Tre anniversari nella memoria storica occidentale, nazionale e internazionale,
che costituiscono la tela di fondo sulla quale si compone l’affresco di liberta'
che emerge da queste pagine. Scoprirete voi stessi, addentrandovi nelle varie
riflessioni qui contenute, come in realta' occorra – ragionando di liberta' –
partire dalla prima liberta' in assoluto che e' quella di coscienza, per
approdare poi a tutte le altre liberta'. In primis quella di religione, a cui
teniamo in modo particolare. Anche perche' la consideriamo, fino a prova
contraria, termometro affidabile della temperatura democratica della societa'.
[….]
Come associazione 'Piu' dell’oro', che ha lanciato pubblicamente per la prima
volta la proposta di istituire in Italia una 'Giornata nazionale della liberta'
di coscienza, di religione e di pensiero', riteniamo che la data di questa
'Giornata' possa essere il 17 febbraio. Quest’ultima e' riferimento simbolico
sia al 17 febbraio del 1848 in cui inizia nel nostro paese un inedito percorso
di liberta', sia al 17 febbraio del 1600 quando in Campo dei fiori a Roma venne
arso sul rogo il filosofo Giordano Bruno.
Chiariamo, a scanso di equivoci, che la data del 17 febbraio non vuole essere
una bandiera issata dall’orgoglio protestante sulla vetta della montagna della
liberta' religiosa. Non e' questo lo spirito che ci muove. Quasi volessimo
rinchiudere in uno preciso spazio confessionale la liberta'. Al contrario, la
liberta' che vogliamo e' anche e soprattutto la liberta' degli altri. Indicare
una data simbolica, una data storica e civile sul calendario (il 17 febbraio
1848 fu il primo passo italiano per la liberta' religiosa) puo' aiutare – ne
siamo convinti – i cittadini italiani a ritornare periodicamente sulla questione
delle liberta' nel nostro tempo.
[…]
L’attuazione del dettato costituzionale, sul terreno della liberta' religiosa,
nel nostro paese segna ancora il passo. Basti guardare al destino delle sei
intese che pur essendo state firmate dal presidente del Consiglio, insieme alle
modifiche richieste alle relative intese rispettivamente della Tavola valdese e
dell’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno, non sono
mai arrivate nell’aula parlamentare. Occorre certamente riconoscere come molti
fattori concorrano oggi a rendere piu' complesso quell’iter che negli anni
Ottanta vide la firma delle prime intese previste dall’art. 8 della
Costituzione. La prima di esse che divenne legge dello Stato fu stipulata con la
Tavola valdese (legge 449/1984). Vent’anni dopo quella primavera di accordi
l’Italia e' profondamente cambiata. Stipulare un’intesa, ogni anno che passa,
diventa sempre piu' arduo. Quando i padri costituenti vararono, con un
linguaggio giuridicamente limpido e accessibile a tutti, la Carta fondativa
della nostra Repubblica, avevano di fronte, oltre alla chiesa cattolica romana,
in buona sostanza, due sole espressioni religiose. Esse erano le minoranze
italiane storiche religiose piu' antiche rappresentate dagli ebrei e dai
valdesi. Oggi, e' sotto gli occhi di tutti come il numero dei nuovi soggetti
religiosi sia notevolmente aumentato. Soggetti che desiderano regolamentare il
loro rapporto con lo Stato con evidenti vantaggi per entrambi. Gli strumenti
giuridici di regolamentazione dei rapporti non mancano. Occorre partire
dall’art. 8 della Costituzione che prevede il confezionamento di un abito su
misura per ogni confessione religiosa. Tuttavia, il quadro delimitato dai Patti
lateranensi e dalle intese, gia' realizzate e quelle da realizzare, non copre
tutta la realta'. Esso va completato con una legge di carattere generale sulla
liberta' religiosa che, da un lato, metta una pietra tombale sulla legislazione
fascista sui cosiddetti culti ammessi e, dall’altra, affermi a chiare lettere il
carattere laico dello Stato e delle sue istituzioni. Su questi temi l’impegno di
ogni sincero democratico, credente o non credente, conservatore o progressista,
in Parlamento e nel paese deve continuare. Infine, questo libro vuole essere un
chiaro incoraggiamento ai parlamentari della prossima legislatura affinche', nel
riprendere vigorosamente in mano la questione della liberta' religiosa, onorino
il lavoro che e' gia' stato precedentemente fatto da precedenti legislature, e
permettano al nostro paese di dare piena attuazione alla Costituzione" (Giuseppe
Platone, pastore valdese, direttore del settimanale "Riforma" e presidente
dell'Associazione "Piu' dell'oro").
Concludo richiamando l'attenzione su un'iniziativa organizzata per il 17
febbraio dalle Chiese protestanti storiche milanesi: a Milano, dunque, in piazza
San Babila/inizio corso Vittorio Emmanuele II, dalle 18:00 alle 19:00,vi sara'
una “Bolla del silenzio”, cioe' un semicerchio di persone che “comunicano”
tramite degli slogan su dei cartelloni e dei volantini. Lo scopo e' quello di
sostenere la proposta di legge di Valdo Spini, che recita:
“1. La Repubblica riconosce il 17 febbraio, ricorrenza delle Patenti di grazia
con cui nel 1848 furono riconosciuti i diritti civili ai valdesi, e
successivamente agli ebrei, del Regno di Sardegna, quale “Giornata della
liberta' di coscienza, di religione e di pensiero”.
2. In occasione della “Giornata della liberta' di coscienza, di religione e di
pensiero” di cui al comma 1, sono annualmente organizzati cerimonie, iniziative
e incontri, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, dedicati ai
valori della liberta' di coscienza, di religione e di pensiero.” Il volantino si
trova a questo indirizzo: http://www.icn-news.com/index.php?do=news&id=5790
APPENDICE:
Ecco il testo delle Lettere Patenti del Re Carlo Alberto, emesse il 17 febbraio
1848, con le quali si concedevano i pieni diritti civili e politici ai Valdesi
del Regno di Sardegna.
"CARLO ALBERTO
per grazia di Dio
re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme
duca di Savoia, di Genova, ecc. ecc.
principe di Piemonte, ecc. ecc.
Prendendo in considerazione la fedelta' ed i buoni sentimenti delle popolazioni
Valdesi, i Reali Nostri Predecessori hanno gradatamente e con successivi
provvedimenti abrogate in parte o moderate le leggi che anticamente
restringevano le loro capacita' civili. E Noi stessi, seguendone le traccie,
abbiamo concedute a que' Nostri sudditi sempre piu' ampie facilitazioni,
accordando frequenti e larghe dispense dalla osservanza delle leggi medesime.
Ora poi che, cessati i motivi da cui quelle restrizioni erano state suggerite,
puo' compiersi il sistema a loro favore progressivamente gia' adottato, Ci siamo
di buon grado risoluti a farli partecipi di tutti i vantaggi conciliabili con le
massime generali della nostra legislazione.
Eppercio' per le seguenti, di Nostra certa scienza, Regia autorita', avuto il
parere del Nostro Consiglio, abbiamo ordinato ed ordiniamo quanto segue:
I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de' Nostri
sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Universita', ed a
conseguire i gradi accademici.
Nulla e' pero' innovato quanto all'esercizio del loro culto ed alle scuole da
essi dirette.
Date in Torino, addi' diciassette del mese di febbraio, l'anno del Signore mille
ottocento quarantotto e del Regno Nostro il Decimottavo".
NOTE
Il testo di Giuseppe Platone, che ho ricevuto personalmente da lui, forma, come
gia' detto, la prefazione del volume GIUSEPPE PLATONE (a cura di), Religioni e
liberta': quale rapporto?, Claudiana, Torino 2008, pp. 7-11. Questo libro e', a
mio avviso, molto interessante per la messe di informazioni che fornisce sia
nella prima parte dove vi sono 5 contributi (uno per ciascuno anche di parte
cattolica ed ebraica) sia nella seconda, dove si contano 11 contributi che
parlano della "liberta' religiosa" e della "laicita'" sia dal punto di vista
storico e giuridico sia come testimonianza di perseguitati. La sezione degli
"Allegati", infine, fornisce testi inerenti la legge sulla liberta' religiosa e
la proposta di fare del 17 febbraio una "giornata nazionale della liberta' di
coscienza, di religione e di pensiero" e una scelta degli Atti del Sinodo
valdese del 2006 e del V congresso dei Radicali italiani.
Mi piace, per una curiosita', richiamare l'attenzione su due contributi della
seconda parte, e precisamente quelli di Paolo Ferrero e di Lucio Malan, valdesi
ambedue, ma schierati su sponde politiche diverse. Mi risulta che parecchi
sappiano del valdismo di Ferrero, su cui si e' anche fatta molta ironia, quando
era ministro, forse sono in meno a sapere che anche un esponente del
centro-destra e' ugualmente valdese.
Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista) http://www.paoloferrero.it/ e' stato
Ministro della Solidarieta' sociale nel Secondo Governo Prodi;
Lucio Malan e' senatore eletto nella Lista del PdL (Piemonte)
http://www.luciomalan.it/home/ .
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MEDICARE?
Politiche della salute. Informazione, dubbi sul mondo scientifico e sui problemi
globali
di: Giuseppe Parisi
Il salto nel buio. Quando il sonno della ragione produce mostri
Fare il medico e' rianimare, certo, ma anche saper sospendere le cure quando
sono inutili. Fa parte delle nostre responsabilita'. E' a tutela di chi non ha
piu speranza perche' non debba subire trattamenti inutili.
(Giuseppe Remuzzi, professore in Nefrologia, membro del Comitato di Redazione
delle riviste "The Lancet" e "New England Journal of Medicine")
Una puntata della fiction Mediaset "Medici miei", come la stragrande maggioranza
delle amenita' sfornate, in questa occasione si e' superata: di cosa si tratta?
sommarieta', stupidita', indelicatezza fino alla impietosa amenita', nei
confronti dei cittadini in generale e nei confronti dei malati in modo
particolare. Nella stupenda fiction pagata a fior di milioni di euro dai
cittadini, attraverso il canone RAI e le multe della corte Europea e del
Consiglio di Stato che paghiamo noi per Retequattro, Mediaset offende la parte
piu' indifesa della nostra esistenza umana, cioe' quando siamo colpiti da una
patologia con esiti clinici e terapeutici non favorevoli.
In questa fiction, i cittadini /pazienti "drammatizzati" sono affetti da una
insidiosa sindrome, quella di Tourette, ma sono "catalogati" quali affetti
dalla "sindrome dei deficienti".
A muoversi contro, con una denuncia, e' stata la Federazione Regionale degli
Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Regione Lombardia.
Noi vi segnaliamo da tempo ormai, l'urgente necessita' di non "farsi piu'
fregare", facendosi inghiottire dalle amenita' e vendendo il televisore al
mercatino delle pulci, e imparare e migliorare da se stessi sull'uso delle
risorse offerte dalla Rete.Il rischio e' l'annichilimento di concerto alle
amenita' presentate come cose serie.
Ma chi e' il proprietario di Mediaset? Senza precedenti, in un Paese a
democrazia occidentale, la sintesi dei Paesi delle Banane, il Presidente del
Consiglio On. Silvio Berlusconi.
Sull'ingiustizia formale e legale, nonche' costituzionale in Internet si trova
molto, al contrario dell'informazione tv negata.
Il cittadino che intende informarsi, non farsi fregare, crescere, conoscere e
deliberare (finche' sara' possibile) dovra' -se lo vorra'- muovere e ricercare
sulla infinita' di pagine web, blog, news, sentenze, gia' presenti su tale
meraviglioso mezzo di comunicazione.
In questo contesto omettiamo di ottemperare in un qualcosa che facilmente
potra' essere fatto da chi ci legge. Ci basta aver dato qualche spunto.
Ma la vicenda della "fiction", e' di piu'
E' il vero volto, la cartina al tornasole del Governo, che si sforza di
apparire "vicino ai problemi dei cittadini", senza poter piu' "ritoccare la
maschera" perche' gia' lavorata da "ceroni su ceroni". L'attacco alla
Costituzione Italiana, subito ritrattato (e' una consuetudine ) e' una
"metodologia" che segnalavamo da tempo: prendere a volo con insospettabile
cinismo -cavalcandoci- la sofferenza privata di una famiglia come quella di
Beppino Englaro, con frasi come "il padre si vuole sbarazzare", "Eluana e' viva,
puo' anche avere dei figli". Oltre alle amenita', si fa di piu', e' violenza,
e' insidiosa negazione alla conoscenza ed alla informazione, che comporta
risultanze criminogene, dividendo un Paese, gia' lacerato da una spaventosa
crisi economica che cinicamente il Governo maschera con molteplici strategie.
Da nessuna parte al Mondo, nei Paesi Occidentali, ci ha spiegato il cattolico
senatore a vita e padre costituente Giulio Andreotti, mai un Governo si sarebbe
presa la "briga" di stravolgere una sentenza della alta corte di Cassazione,
soprattutto su un problema privato come quello della famiglia Englaro, a meno
che questo Paese voglia sembrare una democrazia occidentale solo sulla carta, ma
di fatto essere altra cosa, e nel caso specifico uno Stato Confessionale
dell'Ayatollah Ratzinger.
Ci spiace che i cittadini non si siano resi conto, ancora, che l'ultima cosa
che questo Governo fa, e' interessarsi di governare per i problemi dei
cittadini. Si fa di tutto, perfino campagna politica in Sardegna con i soldi
dello Stato, tranne che governare per risolvere i problemi.
Si sfornano leggi "Ad personam", riforme che servono ai pochi, si inseguono i
voti dei sempre piu' cinici clericali, di un Vaticano che ormai dell'Italia si
interessa proprio di tutto, perfino delle nomine Rai, come faceva l'Ayatollah
Khomeini nella Repubblica fondamentalista.
Si affida un dicastero della Salute, in un regime di "insalata" con altri
dicasteri, all'on. Maurizio Sacconi che oltre a non capire nulla di medicina,
applica ogni norma solo se utile al pensiero del Vaticano e non, come dovrebbe,
alla tutela della salute del cittadino (1).
Pertanto, il Presidente Silvio Berlusconi, "preferisce" l'on. Sacconi ad un
professionista medico, qual'e' il dottor Ferruccio Fazio, subordinato alle
mansioni di sottosegretario. Noi immaginiamo che il desiderio profondo di
Ferruccio Fazio, medico e non "piazzista", non poteva che non essere lontano
dalle aberrazioni megagalattiche del Presidente Silvio Berlusconi.
Anni di vuoto legislativo,decisamente ottemperati perche' "non lo vuole il
Vaticano", per poi decretare con modalita' ed urgenze al di fuori di ogni norma
giuridica e costituzionale: l'immagine piu' eclatante, la nitida radiografia di
quale salto nel buio abbia fatto l'Italia, quanta strada abbia percorso in
direzione del ritorno in termini di democrazia, liberta', diritti, legalita',
giustizia. Al Presidente Giorgio Napolitano non va nessun plauso, ha
semplicemente ottemperato in una doverosa azione, un dovere a garanzia della
nostra Costituzione, con la viva ragione che continui.
Per chiarire quali erano le reali condizioni di Eluana Englaro negli ultimi
anni. pubblichiamo qui di seguito un contributo del professor Giuseppe Remuzzi,
dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo, scritto in
forma di missiva al Capo dello Stato, poche ore prima che avvenisse la morte
della donna.
Caro Presidente Napolitano
Quali sono davvero le condizioni di salute della signora Eluana Englaro? E'
giusto o no sospendere alimentazione ed idratazione?
Per poter rispondere penso sia necessario riferirsi alle conoscenze della
letteratura medica sugli stati vegetativi. Provo a riassumerle.
Chi vive in stato vegetativo e' sveglio, apre e chiude gli occhi ma non ha
nessuna coscienza di se' e dell'ambiente. Questo stato puo' durare giorni,
settimane o anche qualche mese. Si chiama "stato vegetativo persistente".
Non e' irreversibile, anzi, dopo un certo tempo, qualcuno si riprende, apre gli
occhi non piu' a caso, ma in risposta a degli stimoli. Comincia ad esserci
qualche forma di coscienza, magari minima, ma c'e'. Questi ammalati possono
essere confusi, non ricordare il proprio nome, non sapere dove si trovino, ma la
percezione di se' e dell'ambiente almeno un pochino l'hanno. E se si proseguono
le cure, i giovani, possono perfino raggiungere un certo grado di indipendenza.
Se tuttavia, dopo un trauma, una persona resta in stato vegetativo per dodici
mesi, allora lo stato vegetativo si chiama permanente. Questa condizione, e',
senza ritorno. La definizione di "Lancet Neurology" -che deriva dalla analisi di
tutta la letteratura medica esistente- non lascia dubbi: stato vegetativo
persistente, e' quando si rimane in stato vegetativo per almeno un mese e non e'
irreversibile.
Stato vegetativo permanente, e' quando lo stato vegetativo permane per dodici
mesi.
Lo stato vegetativo permanente e' irreversibile, sempre.
Terri Schiavo e' rimasta, così per 15 anni, poi si sospese tutto, mori' e le
fecero l'autopsia. Il suo cervello pesava 615 grammi, circa la meta' del peso di
un cervello normale. Non avrebbe mai potuto bere, ne' alimentarsi da sola,
perche' i centri nervosi che governano la deglutizione, erano danneggiati in
modo irreversibile. Apriva e chiudeva gli occhi, ma non vedeva, perche' i centri
nervosi della visione nel suo cervello, non ce ne erano piu'.
Non ci poteva essere nessuna forma di coscienza in quel cervello, ne' ci sarebbe
mai potuta essere per quanto chiunque si fosse prodigato in tutti i modi
possibili, dichiarava ai giornalisti del "New York Times" Martin Samuels, grande
neurologo di uno degli Ospedali di Harvard, alla fine del suo lavoro,
"Semplicemente non c erano neuroni".
C'e' chi pensa che anche in queste condizioni non si dovrebbe mai sospendere la
nutrizione e la idratazione, fino alla fine naturale della vita, perche'
interrompere la vita non e' mai nel potere dell'uomo.
Ma la fine "naturale" della vita di Eluana Englaro sarebbe stata il 18 gennaio
1992.
Allora e' stato sbagliato rianimarla? Assolutamente no. Dopo un trauma della
strada, se c'e' anche solo una possibilita' su centomila, di potercela fare, si
rianima , "Resuscitation", asseriscono gli inglesi. Per Eluana Englaro e' stato
cosi'.
A decidere di rianimare Eluana tanti anni fa, sono stati i medici. Ed e' stato
giusto al momento dell'incidente stradale, rianimare Eluana, con l'idea di poter
recuperare almeno qualcosa della funzione del suo cervello. E' per questo che
prima di sospendere le cure e' prudente aspettare un anno, proprio per offrire a
questi ammalati tutte le possibilita', anche se estremamente remote, di
recupero. Dopo, e' tutto inutile. Ogni giorno nelle rianimazioni dei nostri
ospedali, i medici prendono decisioni di fine vita. Ne parlano con i parenti, e
tengono conto -quando c'e'- della volontà dell'ammalato. Ma i familiari il piu'
delle volte, preferiscono non decidere, non se la sentono, troppa
responsabilita'. Si affidano alle conoscenze dei medici e al loro buon senso.
E di tanti altri, che di cure intensive invece hanno bisogno per vivere, sono
quasi sempre giovani o giovanissimi, per loro, vittime di incidenti stradali o
della meningite, qualche volta nelle rianimazioni dei nostri ospedali non c'e'
nemmeno posto. Questo si' che e' un delitto. E lo sara' di piu' se si imporra'
ai medici di impegnare risorse e posti, che nelle rianimazioni non bastano mai,
per trattamenti inutili.
Ma di chi muore perche' non c'e' posto in rianimazione, non si parla: non ne
parlano i giornali, e nemmeno gli uomini di Chiesa. Per quelli che muoiono
perche' "non c'e' posto", di decreti-lampo non se ne fanno.
La ringrazio, Signor Presidente, dell'attenzione e mi auguro che queste note,
possano essere utili, per orientare i provvedimenti che il Governo sta per
assumere, e che Lei sara' chiamato a ratificare.
Giuseppe Remuzzi
Restiamo convinti che il progresso, forse un giorno, potra' cambiare il pensiero
del prof. Remuzzi.
Viceversa, il progresso non cambiera' mai il pensiero piu' alto, sul fatto che
solamente noi medesimi restiamo gli unici nel poter disporre sulla nostra vita,
perche' ne siamo i medesimi assoluti proprietari.
Il senso del decreto lampo di questo governo-confessionale: interrompere la vita
non e' mai nel potere dell'uomo, perche' la vita di ciascuno di noi, non ci
appartiene, non siamo noi i medesimi proprietari della nostra vita, bensi' Dio.
Dio e' l'onnipotente padrone della tua vita, e non te. La tua vita appartiene a
Dio, non a te. Solo l'Onnipotente Dio, puo' disporre della tua vita.
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_articolo=286&ID_blog=196&ID_sezione=39
Alcuni approfondimenti:
- http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/arti.php?id=249863
- http://www.aduc.it/dyn/salute/comu.php?id=249861
- la sindrome dei deficienti secondo Mediaset
http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Tourette
PS:
Il 12 Febbraio 2009, e' stata la ricorrenza del bicentenario della nascita, 12
febbraio 1809 dello scienziato Charles Darwin.
Lo scienziato, come tutti i grandi uomini liberi e pensatori, fu fortemente
osteggiato dalla dottrina della Chiesa.
Il 27 dicembre 1831 il brigantino Beagle salpo' dall'Inghilterra con un
passeggero d'eccezione, il giovane Charles Darwin, per un giro del mondo che
duro' cinque anni. Al suo ritorno le risultanze di quel viaggio spinsero il
giovane naturalista a elaborare l'ardita teoria che le specie vegetali e animali
non sono state create indipendentemente, ma si sono evolute nel tempo grazie a
una selezione naturale del piu' adatto nella lotta per la vita. Questa teoria
minava alla radice la pretesa dell'uomo di essere stato creato a immagine e
somiglianza di Dio, e faceva invece supporre una sua discendenza da qualche
progenitore comune delle grandi scimmie. Il bicentenario della nascita (12
febbraio 1809) e il centocinquantenario della pubblicazione del suo capolavoro
"L'origine delle specie" (24 novembre 1859) ci forniscono una buona occasione
per avvicinarci a Darwin.
Ve ne consigliamo una attenta lettura, che e' certamente piu' saggio dei
"grandi fratelli" che Mediaset continua a sfornarci.
La lettura del libro e' interessante, anche per comprenderne, in visione delle
circostanze sociali, politiche del momento, le forti reazioni che provoco' al
di qua' ed al di la' del Tevere.
Titolo: "In principio era Darwin"
Piergiorgio Odifreddi
Edito:Longanesi
Pag:128
Euro:12,00
(1) qui uno degli innumerevoli eclatanti esempi:
http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/arti.php?id=249971
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OSSERVATORIO LEGALE
Osservatorio quindicinale di approfondimento giuridico. Leggi e sentenze,
italiane ed europee, in materia di diritto dei consumatori
di: Elisa Fontanelli
Pratica commerciale scorretta, dalla sanzione dell'Antitrust all'annullamento
del contratto
Tra i compiti che la legge attribuisce all'Autorita' Garante della concorrenza e
del mercato (Agcm o Antitrust), oltre alla tutela rivolta alle imprese per
assicurare l'accesso paritario al mercato da parte degli operatori economici e
la libera concorrenza tra gli stessi, vi e' un settore dedicato alla tutela dei
consumatori contro pratiche commerciali scorrette o ingannevoli poste in essere
dai "professionisti" cosi' come definiti dal Codice del Consumo (art. 18 comma 1
lett. b del D.Lgs. 206/05).
La contrarieta' alle regole di diligenza professionale, l'idoneita' a falsare i
comportamenti economici dei consumatori, la natura ingannevole della pratica
posta in essere dal professionista, possono dar luogo a sanzioni amministrative
irrogate dall'Antitrust.
La reiterazione delle pratiche sanzionate, inoltre, puo' comportare anche la
temporanea sospensione dell'attivita' d'impresa.
Occorre, tuttavia, soffermarci su un aspetto che non a tutti e' noto. I
provvedimenti, adottati dall'Antitrust non hanno efficacia per chiunque, e non
costituiscono pronunce giudiziarie. Esse esplicano efficacia solo nei confronti
del singolo professionista oggetto del provvedimento. Le vicende contrattuali
che legano il professionista, anche se multato, al consumatore, devono essere
verificate ed affrontate singolarmente, non essendoci alcun automatismo tra la
sanzione comminata e l'annullamento del singolo contratto.
Tale precisazione la riteniamo necessaria anche in relazione alla vicenda -gia'
ampiamente denunciata da noi- relativa alle cd. fidelity card, che hanno
recentemente formato oggetto di un provvedimento sanzionatorio di questa
Autorita' (1). Nello specifico, ricordiamo che si tratta di una sorta di vendita
a domicilio, preceduta in alcuni casi da contatti avviati tramite telemarketing,
durante la quale viene proposto l'utilizzo di una card gratuita che dovrebbe
consentire di ottenere forti sconti nell'acquisto di materiale per la casa o per
il tempo libero. Tale materiale -si dice- verra' venduto in centri commerciali
di prossima apertura o risulta gia' acquistabile tramite catalogo, con
possibilita' di accedere a finanziamenti per ottenere una forma di pagamento
piu' comoda. La sottoscrizione del modulo, o nota d'ordine, o commessa, dovrebbe
servire solo a formalizzare la consegna della card. Solo in seguito si scopre
trattarsi di un vero e proprio contratto mediante i quali i sottoscrittori si
sono impegnati ad effettuare acquisti di importi elevati.
Le iniziative dell'Antitrust per far luce sugli elementi di ingannevolezza
denunciati, hanno fatto emergere numerose irregolarita' sul modo di operare di
queste imprese. Si va dall'analisi del testo della telefonata che, con la scusa
di effettuare un indagine di mercato e presentarsi a scopo pubblicitario serve a
stabilire un primo contatto i potenziali acquirenti, alle istruzioni alle quali
gli operatori di call center devono attenersi durante la telefonata, volte a
rassicurare il consumatore sulla gratuita' dell'operazione, alle modalita' con
cui gli agenti ottengono la sottoscrizione del modulo.
L'intera pratica esercitata dalle societa' multate, in sostanza, e' stata
considerata dall'Antitrust fortemente ingannevole e scorretta, poiche' non
informa sul vero scopo della visita dell'agente al domicilio, ed e' diretta a
trarre in inganno il consumatore non rendendolo edotto delle reali condizioni
alle quali viene rilasciata la card.
Se questo e' il risultato cui e' giunta l'Autorita' di controllo, quali sono i
rimedi che il malcapitato consumatore puo' adottare per invalidare gli effetti
del contratto che e' stato indotto a sottoscrivere con modalita' ingannevoli, e
che non avrebbe sottoscritto se avesse conosciuto il reale contenuto
dell'impegno?
Una prima verifica da fare e' sulla possibilita' di esercitare il diritto di
recesso entro i 10 giorni, cosi' come prevede il Codice del consumo all'art. 64
per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali (2).
Riguardo al caso di queste fidelity card, se la nota d'ordine o il modulo
sottoscritti contengono l'informazione sul diritto di recesso, il termine
decorre dalla sottoscrizione della stessa, sempreche' in quella occasione siano
stati ordinati prodotti mostrati in catalogo. Se, invece, non e' stato mostrato
alcun catalogo al momento dell'ordine, o sono stati mostrati prodotti diversi da
quelli oggetto della nota d'ordine, il termine decorre dalla data di ricevimento
della merce.
La comunicazione del recesso puo' essere effettuata anche via posta elettronica
o fax, ma per essere ritenuta valida deve essere confermata entro 48 ore tramite
una lettera raccomandata a/r.
Com'e' noto, almeno per coloro che si sono imbattuti in questo tipo di vendita,
al momento della visita del primo agente, viene lasciato presso il domicilio dei
consumatori un bauletto contenente prodotti in visione gratuita. In questo caso
riteniamo che questa sorta di omaggio non possa essere considerata come merce
ricevuta, idonea a far decorrere il termine di dieci giorni, poiche' non si
tratta di merce ordinata, richiesta, o in alcun modo acquistata.
Se, invece, il termine dei 10 giorni dalla sottoscrizione e' gia' trascorso,
riteniamo che sia possibile comunque contestare la validita' del contratto,
chiedendo -anche in questo caso tramite lettera raccomandata a/r di messa in
mora- l'annullamento dello stesso in quanto sottoscritto per effetto di artifizi
e raggiri posti in essere dall'agente al fine di indurre in errore.
Qualora, oltre al contratto di acquisto di prodotti, sia stato firmato anche un
contratto di finanziamento con societa' di credito al consumo, il professionista
deve procedere ad annullarne gli effetti, sia nel caso in cui il consumatore
abbia esercitato il diritto di recesso nei termini previsti (art. 67 comma 6
D.Lgs. 206/05), sia nel caso in cui esso chieda l'annullamento del contratto per
vizio della volonta'.
(1) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=247024
(2) http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=133666
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MACROMICRO ECONOMIA
Come macro e micro economia incidono sulle nostre tasche
di: Domenico Murrone
Call center selvaggio: il Senato legittima il massacro telefonico di tutti gli
italiani
E' crisi occupazionale e, nella foga di salvare posti di lavoro, il Parlamento
potrebbe regalare una sorpresina a tutti gli italiani. Un fine nobile quello di
tutelare l'occupazione con incentivi di vario genere: contributi a fondo perduto
alle aziende, diminuzione degli oneri previdenziali per i lavoratori, ecc.
Spesso tali aiuti si rivelano inutili, si pensi ai milioni di euro che lo Stato
italiano ha regalato ad aziende senza futuro o furbe che, incassati i soldi,
hanno comunque proceduto a licenziamenti di massa.
Ora ci troviamo in una crisi speciale, mai vista. Nessuno sa con esattezza qual
e' la via giusta per stimolare la ripresa. Alcuni dicono: interventi a pioggia;
altri: interventi mirati solo verso aziende meritevoli, sane e con prospettive.
Comunque la si pensi, e' difficile accettare provvedimenti di questa natura:
- per evitare il licenziamento degli operai, gli speculatori edilizi (non di
piccoli abusi, ma quelli che hanno costruito interi quartieri senza licenze)
possono continuare a cementificare per altre 40 settimane;
- per evitare la chiusura delle aziende vitivinicole toscane, e' permesso a chi
abitualmente guida in stato di ebrezza di bere vino italiano e Chianti in
particolare;
- per evitare la crisi delle istituzioni finanziarie e' permesso a banche e
Poste di continuare a vendere prodotti finanziari ipercomplessi a pensionati non
amanti del rischio.
Sono esempi esagerati? Purtroppo no.
Il Senato della Repubblica ha approvato, all'interno del cosiddetto decreto
milleproroghe, il seguente emendamento:
"I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi
telefonici pubblici formati prima del 1º agosto 2005 sono lecitamente
utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009, anche in deroga
agli articoli 13 e 23 del codice in materia di protezione dei dati personali, di
cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dai soli titolari del
trattamento che hanno provveduto a costituire dette banche dati prima del 1º
agosto 2005."
Tradotto vuol dire: le aziende di call center che hanno usato indebitamente dal
2005 ad oggi gli elenchi telefonici con dati acquisiti senza il consenso dei
diretti interessati, possono continuare a farlo fino a fine 2009.
In questi anni, non solo hanno chiamato ripetutamente persone che non avevano
dato il consenso, ma, come testimoniano le migliaia di denunce e relazioni (dal
Garante della privacy, all'Antitrust, all'Agcom), hanno anche travisato la
volonta' dei consumatori, attivando contratti senza alcun consenso.
Ora il provvedimento deve passare dalla Camera dei deputati per l'approvazione
definitiva. Se non venisse modificato, il Parlamento:
- delegittimerebbe il Garante della Privacy, che con suoi provvedimenti aveva
vietato l'uso di banche dati in cui sono inseriti i nomi di italiani che non
hanno fornito il loro consenso.
- legittimerebbe il comportamento illecito di societa' poco serie che, senza
scrupolo alcuno, in questi anni hanno permesso l'attivazione di linee Adsl anche
ad anziani che non hanno mai toccato una tastiera di computer.
E' con questi metodi che si salvano i posti di lavoro? Il provvedimento e'
passato al Senato con voto bipartisan. I futuri martellati da call center
selvaggio sanno, cosi', chi ringraziare.
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IL CONDOMINIO
Quindicinale sui diritti di proprietari e inquilini
di: Alessandro Gallucci
Abitazione in condominio : le spese del proprietario e quelle del conduttore
Art.9 (legge n. 392 del 1978 – c.d. legge sull'equo canone)
Oneri accessori
Sono interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese
relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all'ordinaria manutenzione
dell'ascensore, alla fornitura dell'acqua, dell'energia elettrica, del
riscaldamento e del condizionamento dell'aria, allo spurgo dei pozzi neri e
delle latrine, nonche' alla fornitura di altri servizi comuni.
Le spese per il servizio di portineria sono a carico del conduttore nella misura
del 90 per cento, salvo che le parti abbiano convenuto una misura inferiore.
Il pagamento deve avvenire entro due mesi dalla richiesta. Prima di effettuare
il pagamento il conduttore ha diritto di ottenere l'indicazione specifica delle
spese di cui ai commi precedenti con la menzione dei criteri di ripartizione. Il
conduttore ha inoltre diritto di prendere visione dei documenti giustificativi
delle spese effettuate.
Gli oneri di cui al primo comma addebitati dal locatore al conduttore devono
intendersi corrispettivi di prestazioni accessorie a quella di locazione ai
sensi e per gli effetti dell'art. 12 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (1).
La disposizione di cui al quarto comma non si applica ove i servizi accessori al
contratto di locazione forniti siano per loro particolare natura e
caratteristiche riferibili a specifica attività imprenditoriale del locatore e
configurino oggetto di un autonomo contratto di prestazione dei servizi stessi
(1).
(1) Comma aggiunto dall'art. 67, d.l. 30 agosto 1993, n. 331, conv. in l. 29
ottobre 1993, n. 427.
Iniziare riportando il testo di legge
che interessa e' il modo migliore per poter capire quali spese siano a carico
del proprietario e quali dell'inquilino nell'ambito della locazione di un
appartamento in condominio. Non analizzeremo il testo parola per parola ma ci
soffermeremo sugli elementi maggiormente significativi, per comprendere al
meglio come orientarsi sull'argomento.
Innanzitutto e' utile sottolineare che la normativa che riguarda le spese
condominiali a carico del conduttore e' derogabile su accordo delle parti. E'
questo il significato dell'inciso salvo patto contrario che ritroviamo nel primo
comma dell'articolo 9. Cio' significa che proprietario ed inquilino possono
stabilire una diversa distribuzione degli oneri condominiali a carico, o a
vantaggio, dell'ultimo. Potra' cosi' accadere che il conduttore paghi tutte le
spese relative al condominio, cosi' come che non ne paghi nessuna, o ancora che
paghi un forfait annuale, ecc.
Che cosa succede quando il contratto non prevede nulla in merito alle spese
condominiali, oppure recita la formula "oneri accessori (o spese condominiali)
come per legge"? In questi casi trovano applicazione il primo ed il secondo
comma dell'art. 9 legge 392 del 1978. Si tratta, almeno con riferimento al primo
comma, di un'elencazione meramente esemplificativa. Cio' e' dimostrato dalla
presenza della formula di chiusura "fornitura di altri servizi comuni",che si
riferisce alle spese (ulteriori rispetto a quelle elencate) imputabili per legge
al conduttore. Proprio la genericita' di questa formula porta, non di rado,
l'inquilino a contestare le spese addebitate. Cosi', accade spesso che al
conduttore si facciano pagare le competenze dell'amministratore o la polizza
assicurativa. Alcune sentenze hanno negato che tali oneri spettino per legge al
conduttore. La dicitura altri servizi comuni intende individuare tutte quelle
prestazioni utili alla manutenzione del condominio. Ad esempio, ricadra' sul
conduttore il dovere di corrispondere il compenso al giardiniere per le opere
prestate in relazione allo spazio verde comune.
Pagare gli oneri accessori e' un obbligo imposto dalla legge. Che cosa succede
in caso di inadempimento? Vediamo che cosa rischia l'inquilino nell'ambito del
doppio rapporto che lo riguarda: quello con il condominio e quello con il
proprietario dell'appartamento. Nel primo caso, qualora il conduttore risultasse
moroso degli oneri condominiali, l'amministratore non potra' agire direttamente
contro di lui. L'azione di recupero del credito condominiale, disciplinata
dall'art. 63 disp. att. c.c., infatti, puo' essere diretta solo contro il
condomino giuridicamente inteso (vale a dire il proprietario dell'appartamento
*). Sara' poi il proprietario a doversi "rivalere" sul proprio inquilino. Questa
"rivalsa" rappresenta il lato piu' delicato della vicenda per chi e' in affitto.
Difatti, il mancato pagamento degli oneri condominiali, in misura pari o
superiore a due mensilita', puo' portare ad una richiesta di sfratto per
morosita'. Cio' significa che prima di non pagare e' meglio essere piu' che
sicuri di essere nel giusto!
Come si fa ad avere questa sicurezza? L'art. 9, terzo comma, della legge 392 ci
dice che il conduttore, prima di pagare, ha diritto a vedersi giustificate (a
livello documentale) le spese che e' chiamato a sostenere. Se questa cosa non
accade, e' evidente che non si e' tenuti a versare nulla per quegli oneri
condominiali richiesti e non giustificati. In quei casi di scarsa chiarezza,
colui che, comunque, decide di pagare per mettersi al riparo da possibili
rivalse, dovrebbe far inserire nella quietanza di versamento un riferimento alla
situazione d'incertezza e alla possibile restituzione del pagamento in caso di
mancata dimostrazione della spesa.
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LA SCHEDA PRATICA
INCENTIVI 2009: ROTTAMAZIONE AUTO, MOTO, FURGONI ED ACQUISTO MEZZI ECOLOGICI
Gli incentivi per il 2009 relativi alla rottamazione dei veicoli sono state
introdotte con il Decreto Legge 5/2009 del 10/2/2009 pubblicato sulla GU
dell'11/2/2009.
Rispetto al 2008 vi sono delle differenze, prima tra tutte l'assenza di
incentivi per la sola rottamazione compensata, in parte, dall'aumento di quelli
destinati a chi rottama acquistando nel contempo un mezzo nuovo.
E' bene precisare che gli incentivi di rottamazione con riacquisto del 2008 non
sono stati prorogati e quelli per il 2009 decorrono dal 7 Febbraio (vale la data
di sottoscrizione del contratto di acquisto).
Conseguentemente, le rottamazioni con riacquisto effettuate nel periodo 1
Gennaio-6 Febbraio rimangono escluse dalle agevolazioni.
Costituiscono eccezione gli incentivi per l'acquisto dei mezzi ecologici
introdotti fin dal 2007 (legge finanziaria 2007) per i quali, gia' all'origine,
la validita' era stata fissata a tutto il 2009 e che sono stati incrementati dal
decreto 5/09. Dettagli sull'applicazione sono descritti piu' avanti.
Ultima precisazione: il decreto non si pronuncia riguardo ai dettagli
sull'utilizzo delle agevolazioni fissati per il 2008 dalla risoluzione del
Ministero dell'Economia del 21/3/08 (n.8/DPF) che aveva confermato le
disposizioni della nota ministeriale del 13/2/07 relativa al 2007.
Questa guida e' redatta ritenendo tali disposizioni confermate, in attesa che il
Ministero si pronunci specificatamente.
ROTTAMAZIONE AUTOVETTURE CON RIACQUISTO
Per la rottamazione di autovetture per il trasporto promiscuo di categoria Euro
0, Euro 1, Euro 2 immatricolate fino al 31/12/99 con riacquisto di vetture di
categoria Euro 4 od Euro 5 che emettano non oltre 140 grammi di Co2 per Km
oppure -se alimentate a gasolio- non oltre 130 grammi di Co2 per Km, e' concesso
un bonus di
- 1.500 euro
Questa agevolazione vale per contratti stipulati dal 7 Febbraio 2009 al 31
Dicembre 2009, con immatricolazione eseguite entro il 31 Marzo 2010.
Il Ministero dell'Economia e delle finanze, con le note gia' dette in premessa,
precisa che questo incentivo:
- spetta anche nel caso in cui il veicolo demolito sia intestato ad un familiare
convivente, risultante dallo stato di famiglia. La nota del Ministero specifica
che la presenza del familiare convivente nello stato di famiglia e' condizione
inderogabile per applicare le agevolazioni quando il mezzo rottamato appartenga
ad un soggetto diverso dall'acquirente;
- spetta anche se la rottamazione precede l'acquisto, a patto che essa sia
avvenuta nel periodo di valenza dei benefici. Se la demolizione e' avvenuta
senza l'intervento del venditore -direttamente dal proprietario- il rottamatore
dovra' consegnare al venditore il certificato di rottamazione;
- spetta anche nel caso in cui il veicolo demolito sia intestato ad un soggetto
deceduto. L'acquirente-successore, infatti, subentra in tutti i diritti ed
obblighi relativi al mezzo e puo' beneficiare delle agevolazioni (esibendo una
copia della dichiarazione di successione, una dichiarazione sostitutiva di atto
notorio identificante l'erede od un'autocertificazione). Se vi sono piu' eredi
uno solo di essi potra' goderne, con il consenso degli altri riportato sui
documenti gia' citati;
- spetta anche se il veicolo acquistato viene cointestato a due soggetti uno
solo dei quali risulti proprietario di quello demolito e nel caso contrario
(veicolo demolito cointestato ed acquisto del nuovo da parte di uno solo dei due
proprietari). In ambedue i casi e' necessaria una "dichiarazione di consenso"
del comproprietario. Il PRA e' incaricato di acquisire tutta la documentazione
necessaria;
- spetta anche ai soggetti che stipulano un contratto di leasing per l'acquisto
del veicolo, con la specifica che i benefici debbono essere goduti dal locatario
e NON dalla societa' di leasing;
- non spetta se il veicolo acquistato e' a "km zero", poiche' questi non possono
essere considerati nuovi in quanto gia' immatricolati;
- non spetta, inoltre, per l'acquisto di veicoli per la cui produzione o al cui
scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa.
Riferimenti normativi: D.l. 5/09 art.1 comma 1 e Risoluzione Ministero
dell'Economia del 21/3/08 (n.8/DPF) che ha confermato le disposizioni della
propria nota del 13/2/07.
ROTTAMAZIONE VEICOLI COMMERCIALI E CARAVAN CON RIACQUISTO
Per la rottamazione di:
- autoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli destinati al trasporto di persone
e di cose e capaci di contenere al massimo nove posti compreso quello del
conducente;
- autocarri: veicoli destinati al trasporto di cose e delle persone addette
all'uso o al trasporto delle cose stesse;
- autoveicoli per trasporti specifici: veicoli destinati al trasporto di
determinate cose o di persone in particolari condizioni, caratterizzati
dall'essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale
scopo;
- autoveicoli per uso speciale: veicoli caratterizzati dall'essere muniti
permanentemente di speciali attrezzature e destinati prevalentemente al
trasporto proprio. Su tali veicoli e' consentito il trasporto del personale e
dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e
cose connesse alla destinazione d'uso delle attrezzature stesse;
- autocaravan: veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati
permanentemente per essere adibiti al trasporto e all'alloggio di sette persone
al massimo, compreso il conducente;
di massa massima fino a 3.500 kg di categoria Euro 0, Euro 1 o Euro 2,
immatricolati fino al 31/12/99 con riacquisto di veicoli nuovi appartenenti agli
stessi tipi suddetti (codice della strada, art. 54, comma 1, lettere c, d, f, g,
ed m) di massa complessiva non superiore a 3.500 kg e di categoria Euro 4 od
Euro 5, e' concesso un contributo di
- 2.500 euro.
Questa agevolazione vale per contratti stipulati dal 7 Febbraio 2009 al 31
Dicembre 2009, con immatricolazione eseguite entro il 31 Marzo 2010.
Il Ministero dell'Economia e delle finanze, con le note gia' dette in premessa,
precisa che:
- i veicoli ad uso promiscuo (cosi' come definiti dall'art.54 art.1 lettera c
del c.d.s), proprio perche' non piu' omologati dall'Ottobre 1998, sono
assimilabili agli autocarri, ai veicoli adibiti ad usi specifici e a quelli
adibiti ad usi speciali. Per godere dei benefici, quindi, alla rottamazione di
un veicolo ad uso promiscuo (avente le caratteristiche gia' dette, ovvero il
limite di massa di 35 q) puo' essere abbinato l'acquisto di un veicolo nuovo
classificato diversamente;
- i veicoli definiti dall'art.54 c.d.s. (lettere d,f,g quindi autocarri,
autoveicoli per trasporti specifici e autoveicoli per uso speciale) sono
sostituibili reciprocamente, sempre nel rispetto del limite di massa di 35 q;
- i caravan costituiscono l'eccezione alla suddetta regola, nel senso che a
fronte della loro rottamazione deve essere acquistato -per poter godere dei
benefici- un veicolo della stessa categoria, ovvero un nuovo caravan.
Inoltre, analogamente agli altri tipi di incentivo:
- l'incentivo spetta anche nel caso in cui il veicolo demolito sia intestato ad
un familiare convivente, risultante dallo stato di famiglia. La nota del
Ministero specifica che la presenza del familiare convivente nello stato di
famiglia e' condizione inderogabile per applicare le agevolazioni quando il
mezzo rottamato appartenga ad un soggetto diverso dall'acquirente;
- spetta anche se la rottamazione precede l'acquisto, a patto che essa sia
avvenuta nel periodo di valenza dei benefici. Se la demolizione e' avvenuta
senza l'intervento del venditore -direttamente dal proprietario- il rottamatore
dovra' consegnare al venditore il certificato di rottamazione;
- spetta anche nel caso in cui il veicolo demolito sia intestato ad un soggetto
deceduto. L'acquirente-successore, infatti, subentra in tutti i diritti ed
obblighi relativi al mezzo e puo' beneficiare delle agevolazioni (esibendo una
copia della dichiarazione di successione, una dichiarazione sostitutiva di atto
notorio identificante l'erede od un'autocertificazione). Se vi sono piu' eredi
uno solo di essi potra' goderne, con il consenso degli altri riportato sui
documenti gia' citati;
- spetta anche se il veicolo acquistato viene cointestato a due soggetti uno
solo dei quali risulti proprietario di quello demolito e nel caso contrario
(veicolo demolito cointestato ed acquisto del nuovo da parte di uno solo dei due
proprietari). In ambedue i casi e' necessaria una "dichiarazione di consenso"
del comproprietario. Il PRA e' incaricato di acquisire tutta la documentazione
necessaria;
- spetta anche ai soggetti che stipulano un contratto di leasing per l'acquisto
del veicolo, con la specifica che i benefici debbono essere goduti dal locatario
e NON dalla societa' di leasing;
- NON spetta se il veicolo acquistato e' a "km zero", poiche' questi non possono
essere considerati nuovi in quanto gia' immatricolati;
- NON spetta, inoltre, per l'acquisto di veicoli per la cui produzione o al cui
scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa.
Fonte normativa: Decreto 5/2009 art.1 comma 2 e Risoluzione Ministero
dell'Economia del 21/3/08 (n.8/DPF) che ha confermato le disposizioni della
propria nota del 13/2/07.
ACQUISTO VEICOLI ECOLOGICI
In caso di acquisto di autovetture nuove ed omologate dal costruttore per la
circolazione mediante alimentazione -esclusiva o doppia- a gas metano, GPL,
elettricita' od idrogeno, e' concesso un contributo di:
- 3.500 euro per veicoli con immissioni inferiori ai 120 gr di CO2 per km
- 1.500 euro negli altri casi.
In caso invece di acquisto di autocarri nuovi di massa massima fino a 3.500
chilogrammi, di categoria "euro 4" o "euro 5", omologati dal costruttore per la
circolazione mediante alimentazione, esclusiva o doppia, del motore con gas
metano, e' concesso un contributo di
- 4.000 euro
Queste agevolazioni valgono per contratti stipulati dal 7 Febbraio 2009 al 31
Dicembre 2009, con immatricolazione eseguite entro il 31 Marzo 2010.
Esse inoltre sono cumulabili con quelle previste per la rottamazione con
riacquisto gia' dette.
Il Ministero dell'Economia e delle finanze, con le note gia' dette in premessa,
precisa che:
- esse spettano anche ai soggetti che stipulano un contratto di leasing per
l'acquisto del veicolo, con la specifica che i benefici debbono essere goduti
dal locatario e NON dalla societa' di leasing;
- non spettano se il veicolo acquistato e' a "km zero", poiche' questi non
possono essere considerati nuovi in quanto gia' immatricolati;
- non spettano, inoltre, per l'acquisto di veicoli per la cui produzione o al
cui scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa.
- Il Ministero dell'economia chiarisce che il limite a cui fare riferimento e'
quello relativo al tipo di alimentazione meno inquinante riportato sulla carta
di circolazione. Per i veicoli ad alimentazione ibrida (elettrico-benzina o
idrogeno-benzina) vale il dato di emissione di CO2 specificato sulla stessa
carta. Per i veicoli esclusivamente alimentati ad elettricita' od idrogeno il
beneficio si applica sempre nella misura piena;
Nota per il periodo 1 Gennaio-6 Febbraio
Come gia' detto la validita' di questi incentivi, fin dalla loro prima
introduzione, era stata fissata a tutto il 2009. Per gli acquisti dal 7/2 in poi
valgono le cifre gia' dette, dovute all'introduzione del dl 5/09, ma per il
periodo precedente (2008 fino al 6 Febbraio 2009) rimangono validi questi
incentivi, validi sia per le autovetture ecologiche sia per gli autocarri
ecologici:
- 2.000 euro per veicoli con immissioni inferiori ai 120 gr di CO2 per km
- 1.500 euro negli altri casi.
Riferimenti normativi: Finanziaria 2007 (legge 296/06) art.1 commi 228/229, con
aggiornamenti del DL 5/09 art.1 commi 3 e 4 e Risoluzione Ministero
dell'Economia del 21/3/08 (n.8/DPF) che ha confermato le disposizioni della
propria nota del 13/2/07.
ROTTAMAZIONE MOTOCICLI CON RIACQUISTO
Per la rottamazione di un motociclo o ciclomotore di categoria Euro 0 od Euro 1
con acquisto di un motociclo nuovo Euro 3 di cilindrata fino a 400 cc e'
concesso un contributo di:
- 500 euro.
Questa agevolazione vale per contratti stipulati dal 7 Febbraio 2009 al 31
Dicembre 2009, con immatricolazione eseguite entro il 31 Marzo 2010.
Fonte normativa: Decreto 5/2009 art.1 comma 5
COME USUFRUIRE DEI BENEFICI
Come per l'anno scorso, le pratiche per usufruire dei benefici relativi
all'acquisto sono a carico del venditore, che deve integrare la documentazione
da presentare al PRA per la prima immatricolazione con una dichiarazione
sostitutiva di notorieta' (autocertificazione) in cui devono essere indicati:
- la conformita' del veicolo acquistato ai requisiti prescritti per
l'ottenimento dei benefici;
- la targa del veicolo ritirato per la consegna ai centri autorizzati per la
demolizione e la conformita' dello stesso ai requisiti stabiliti dalla legge.
Alla dichiarazione vanno allegati:
- una copia del certificato di rottamazione rilasciato da centri autorizzati (o,
se questo e' in ritardo una copia del certificato di proprieta' con annotata la
cessazione dalla circolazione del veicolo);
- una copia del contratto di acquisto o di qualsiasi altro documento commerciale
che identifichi le parti e comprovi l'acquisto del veicolo (una fattura
dettagliata, per esempio);
- una copia dello stato di famiglia dell'acquirente con data non anteriore a sei
mesi, qualora sia richiesta;
- altri eventuali documenti necessari.
Le richieste di formalita' al PRA debbono essere presentate entro 60 giorni
dall'immatricolazione del veicolo -ai sensi dell'art.93 del c.d.s.- pena la
decadenza di tutte le agevolazioni.
Il venditore deve, ulteriormente:
- consegnare il veicolo ritirato al demolitore e cancellarne i dati al PRA
(direttamente o per delega) entro 15gg dalla consegna del nuovo mezzo;
- inviare le documentazioni inerenti la vendita e la rottamazione al produttore,
che deve conservarle per cinque anni.
I contributi sono anticipati dai venditori come detrazione dal prezzo.
I Concessionari-venditori vengono poi rimborsati dai centri autorizzati che
hanno effettuato la rottamazione oppure dalle imprese costruttrici o
importatrici del veicolo. Questi, da parte loro, recuperano il contributo
detraendolo dalle proprie tasse.
UN CASO A PARTE: installazione di impianti a metano o a gpl su veicoli gia'
circolanti
Il decreto conferma -com'era avvenuto per il 2008- la validita' dei contributi
per l'installazione di impianti GPL e a gas metano su veicoli gia' in
circolazione.
Ricordiamo che si tratta degli incentivi concessi gia' da qualche anno dal
Ministero per lo sviluppo economico -nella misura per il 2008 di euro 350 o 500
a seconda che venisse installato un impianto GPL o a gas- come sconto al momento
della trasformazione,
Dal 7/2/09, tali contributi diventano di:
- euro 500 per l'installazione di impianti a GPL
- euro 650 per l'installazione di impianti a GAS METANO
Per queste agevolazioni sono fissati dei precisi limiti di spesa, raggiunti i
quali il contributo non e' piu' erogabile. Tutte le informazioni al riguardo,
con la lista degli installatori, possono essere trovate sul sito del consorzio
ECOGAS: http://www.ecogas.it
Nota: i suddetti incentivi sono statali. Per informazioni su eventuali ulteriori
incentivi previsti a livello locale si deve far riferimento al proprio comune,
provincia o regione.
Fonte normativa: Legge 403/97 (di conversione del dl 324/97) art.1 comma 2 e
relativi decreti del Ministero dell'Industria e del Ministero sviluppo
economico. Ultime proroghe: Finanziaria 2007 (legge 286/2006) art.2 comma 59,
decreto Milleproroghe 2008 (d.l.248/07 convertito nella legge 31/08) art.29
comma 9 e decreto legge 5/2009, art.1 comma 7.
(Rita Sabelli)
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ARTICOLI
Telecom, Sky e Mediaset: scenari
Velino
Perdura la crisi finanziaria, con i mercati che attraversano sempre una fase di
depressione. Nonostante le "declamazioni" del World Economic Forum di Davos.
Tuttavia la potenzialita' dei nuovi grandi affari si intravede. Basta guardare,
e non e' un fatto di questi mesi, quello che sta succedendo nel settore delle
telecomunicazioni, nel nuovo e avveniristico mondo dei media.
Proprio sullo sfondo della grande crisi, al di la' e al di qua dell'Atlantico, i
grandi gruppi si stanno posizionando per quella che potrebbe essere la "grande
guerra" per un nuovo "villaggio globale", dove satelliti, piattaforme, digitale
terrestre, sinergie tra cellulare e televisione sono in grado di ridisegnare
completamente il pianeta della comunicazione e dell'informazione. Ha fatto
scalpore (relativo) che Rupert Murdoch diventasse l'editore di The Wall Street
Journal, dovrebbe oggi fare un poco piu' di sensazione l'interessamento di
Yahoo! per The New York Times.
Il fatto e' che ormai siamo entrati in una nuova fase "esplosiva" dei media,
dove si continuano a ridimensionare lo spazio dei quotidiani e si allarga sempre
di piu' quello dei quotidiani on-line e delle televisioni che, con il tramonto
del sistema analogico, diventano sempre di piu' canali tematici. Il vecchio
"generalismo" di tv e quotidiani appare come una dimensione del secolo scorso.
E' vero che la crisi finanziaria e le difficolta' del credito, vere cause della
contrazione dei consumi, hanno un peso sui risparmi delle aziende nella
pubblicita' e nella vertiginosa caduta delle vendite dei giornali. Ma e'
altrettanto vero che questa crisi, una volta superata, puo' diventare lo
spartiacque del definitivo passaggio da "un mondo all'altro" , dove la stessa
informazione tradizionale dovrebbe occupare uno spazio piu' ristretto, magari
ripensata in termini di eccellenza e qualita', rispetto ai nuovi media
dell'informazione in tempo reale, che scandiscono notizie e aggiornamenti minuto
per minuto. E il rilancio di uno sviluppo economico piu' equilibrato anche nei
rapporti con la finanza, puo' passare anche da uno sviluppo di un nuovo e piu'
aggiornato mondo dell'informazione e della comunicazione. Se questo fenomeno si
avverte tangibilmente negli Stati Uniti, non si capisce perche' non si debba
allargare al piu' presto nel vecchio continente. I segnali gia' ci sono in
quelle che vengono definite le schermaglie tra Sky e Mediaset. E' bastata, nei
giorni scorsi, una voce su un avvicinamento, o magari semplici colloqui, tra
Murdoch e gli spagnoli di Telefonica, socio industriale forte di Telco, la
holding che controlla Telecom Italia, per mettere in moto scenari di "guerra",
dopo le schermaglie sull'Iva e i vari dispetti e tallonamenti sugli abbonamenti
relativi alla pay-tv. La sensazione e' che, per quanto riguarda l'Italia, il
nodo della vicenda, cioe' della futura ristrutturazione del sistema
dell'informazione e della comunicazione, passi sempre per Telecom.
Lo dimostra l'attenzione che si ha verso l'assetto societario del colosso delle
telecomunicazioni nonostante i "siluri brasiliani" e l'attesa sempre rinviata di
un grande piano industriale. Proprio intervenendo a Davos, il presidente di
Telecom, Gabriele Galateri di Genola, ha detto: "Un disimpegno di Telefonica?
Assolutamente no, non mi risulta. Abbiamo un rapporto molto costruttivo e stiamo
sviluppando le sinergie previste. Anche se mi sembra giusto che possano esserci
momenti dialettici". E' evidente che il grande gruppo di Rupert Murdoch faccia i
suoi giochi e i suoi interessi, magari andando a pescare tra i soci "nervosi" di
Telecom, dopo le sofferenze finanziarie di questi mesi. Ma e' altrettanto vero
che il "dossier" Telecom e' decisivo per l'Italia, per le sue imprese e per
quelle impegnate direttamente nel mondo della comunicazione. Il problema e'
stato affrontato anni fa, in Mediobanca, quando si prevedeva addirittura la
fusione tra Mediaset e Telecom. Nel momento in cui il colosso italiano delle
telecomunicazioni sistemasse definitivamente la questione della rete e arrivasse
all'adozione della banda larga, la possibilita' di sinergie diventerebbe
imponente e lo scenario della comunicazione e dell'informazione in Italia
muterebbe completamente. Con in piu' grandi affari per un settore che sta
diventando sempre piu' strategico. A questo punto Telecom diventa un asset
indispensabile per il Paese e il suo dossier va tenuto ancora piu' in
considerazione di prima.
Aborto 'terapeutico', un diritto sempre meno garantito. Interrogazione
Donatella Poretti *
La legge 194/1978, laddove prevede che tutti gli enti ospedalieri siano tenuti a
garantire le interruzione volontarie di gravidanza, e’ da tempo disapplicata a
causa dell’alto numero di medici obiettori, quasi il 70% in Italia. La
situazione e’ particolarmente drammatica per quanto riguarda le Ivg dopo i 90
giorni (cosiddetto ‘aborto terapeutico’): se infatti aumentano le donne che vi
fanno ricorso anche a seguito di nuove tecniche di diagnosi prenatale, non
aumentano le strutture disponibili a causa della dispersione del gia’ basso
numero di medici non obiettori.
Infatti, se un ospedale può concentrare in poche sedute le IVG entro i 90
giorni, per le IVG dopo i 90 giorni la presenza di uno o due medici non
obiettori non permette il regolare svolgimento del servizio, in quanto
l’induzione farmacologica con le prostaglandine necessita di una
somministrazione su piu' turni continuativi di servizio. Come conseguenza molte
strutture che garantiscono un limitato servizio di IVG entro i 90 giorni non
forniscono il servizio di IVG dopo i 90 giorni.
E cosi’ si moltiplicano i casi di donne che sono costrette a lunghe ed
estenuanti ricerche di un ospedale disponibile a praticare l’aborto terapeutico.
Da alcune segnalazioni giunte all'Associazione Luca Coscioni e riportate in
diversi organi di stampa, risulta che a Roma le IVG dopo 90 giorni siano
praticate da soli 11 ginecologi ed in sole quattro strutture. In Piemonte oltre
il 90% delle IVG dopo il 90mo giorno e' praticato presso una singola struttura,
il Sant’Anna di Torino. E la situazione e’ simile in tutte le altre regioni.
Per garantire una maggiore continuita' del servizio, una migliore qualita' delle
prestazioni ed una maggiore aderenza alle previsioni della legge, come per ogni
altro tipo di prestazione sanitaria, il numero di interventi e il numero di
operatori effettuati in ogni struttura e' importante.
A questo fine, insieme al sen. Marco Perduca ho presentato una interrogazione al
ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, chiedendo innanzi
tutto che nella prossima Relazione annuale al Parlamento sulla legge 194 vengano
inseriti i dati relativi alle Ivg dopo i 90 giorni e il numero di medici
obiettori e non per ciascuna struttura dotata di una divisione di Ostetricia e
Ginecologia. Inoltre, abbiamo chiesto al ministro se non intenda agire con
urgenza, anche presso le Regioni, affinche' nell’ambito di una programmazione
regionale le interruzioni volontarie di gravidanza siano effettuate solo in
alcuni ospedali di secondo e terzo livello distribuiti in modo uniforme sul
territorio, garantendo la presenza di almeno il 50% di medici e personale non
obiettore.
Qui il testo dell'interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=456
* senatrice Radicali - Pd
Cordone ombelicale. Per il Governo e' spazzatura come il lavoro del Parlamento?
Donatella Poretti *
Quella relativa al cordone ombelicale è una materia disciplinata da anni con
ordinanze del Governo, perché è sempre mancata una legge. In sostanza, si diceva
che il cordone ombelicale può essere donato e che, se proprio qualcuno lo vuole
conservare, si deve individuare una modalità per farlo all'estero. Sono seguite
poi ordinanze e continue proroghe di anno in anno.
Nel corso della scorsa legislatura il Parlamento esaminò ed approvò nel mese di
febbraio - e all'epoca come deputata lavorai proprio al fine di trovare la
massima intesa tra maggioranza ed opposizione - una legge in tal senso. Nel mese
di giugno 2008 sarebbe poi dovuto intervenire un decreto di attuazione di quella
legge in base alla quale si prevedeva che il cordone ombelicale si possa donare,
si possa conservare e, in caso di necessità, metterlo a disposizione per un
trapianto.
Arrivato giugno 2008 il Governo ha riesaminato la materia, presentando un
apposito provvedimento in cui si indicava, per l'attuazione, una ulteriore
dilazione fino a febbraio 2009. Nell'Aula del Senato il ministro Sacconi e il
sottosegretario Roccella assicurarono che vi era soltanto necessità di tempo per
predisporre il decreto ministeriale, il cui testo in realtà era già stato
scritto dal Centro nazionale trapianti e dal Centro nazionale sangue.
Siccome siamo ormai pienamente entrati nel mese di febbraio, mi sarei aspettata
un nuovo intervento da parte del rappresentante del Governo. Che è intervenuto,
ma nel modo peggiore possibile rispetto alle istituzioni, con un emendamento al
cosiddetto decreto-legge "mille proroghe". Invece di un intervento nell'ambito
del suddetto decreto-legge, si è limitato a presentare un emendamento, che non è
neanche stato esaminato dalla competente Commissione sanità, pur essendo già
scaduti i termini - certo, può farlo - per la presentazione di ulteriori
emendamenti.
Ora, dal momento che quel testo dovrebbe essere votato in Aula, ma comunque non
sarà possibile presentare ulteriori emendamenti al riguardo, mi domando cosa si
possa fare? Ha ancora un senso che il Parlamento si riunisca per approvare le
leggi quando poi un Governo, a termini scaduti, ha la possibilità di rimettere
in discussione l'intera materia, una materia che da anni le donne e le mamme
italiane aspettano?
* senatrice Radicali - Pd; intervento in Aula del 4/2/09
Il duopololio Rai-Mediaset reagisce al pericolo Sky
Red
Il futuro delle telecomunicazioni italiane vive in questi giorni, un po'
sottotraccia (essendo coinvolti i mezzi di comunicazione si e' sempre molto
prudenti), una guerra che potrebbe determinare l'assetto del prossimo decennio.
Da una parte la rete Telecom Italia, dall'altra le tv. Un accordo Rai-Mediaset
su una nuova piattaforma satellitare e' la mossa che il duopolio italiano (in
modo diretto e indiretto legato alla politica) ha attuato in funzione anti Sky,
la tv satellitare di Rupert Murdoch che in questi anni e' molto cresciuta,
arrivando a minacciare l'assetto che da un ventennio domina lo scenario
televisivo e pubblicitario italiano.
Approfondisci
(Corriere.it) A sinistra un «partito Sky» contro l'asse Rai-Mediaset
http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_05/paolo_conti_sky_rai_mediaset_1027d372-f355-11dd-a8aa-00144f02aabc.shtml
(Ilsole24ore.com) Sky-Mediaset, nuovo duopolio della tv digitale
http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_95665,00.html?lw=24;1
Decreto Englaro: non piu' cittadini ma corpi in gestione al Governo
Donatella Poretti *
Dopo il decreto su Eluana Englaro possiamo buttare gli altri poteri -legislativo
e giudiziario- nella spazzatura. Basta il Governo, basta l'Esecutivo che decide
anche delle singole vite o non vite, travolgendo Costituzione e Diritto.
Decide come devono essere vissute, come devono terminare e quando, con la stessa
compassione pelosa di chi butta un uomo fuori da un ospedale perche' e' nato in
un Paese diverso, mentre si accanisce sul corpo di un altro uomo negandogli il
diritto di decidere.
Non esistono persone, individui, ma corpi in gestione al Governo. Una volta
esistevano gli schiavi e i liberi, poi erano scomparsi gli schiavi, oggi ad
essersi dileguati sono i liberi.
Chissa' che faranno ora quelli che nella maggioranza del Pdl, dicono di essere
liberi....
* senatrice Radicali- Pd
Ecco come muore un diritto individuale, il decreto legge 'Englaro'
Pietro Yates Moretti
Il Consiglio dei Ministri ha votato all'unanimita' il decreto legge che riguarda
anche il caso di Eluana Englaro, "ispirato al lavoro di molti costituzionalisti
e in particolare all'intervento del presidente emerito della Consulta Onida". Lo
ha detto il premier Silvio Berlusconi al termine del Cdm. Il decreto, ha
riferito Berlusconi, dice che "in attesa dell'approvazione della completa e
organica disciplina legislativa sul fine vita alimentazione e idratazione in
quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le
sofferenze non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non
in grado di provvedere a se' stessi".
Incostituzionale perche':
1. si propone di annullare una sentenza della Corte Suprema di Cassazione,
massimo organo di un potere, quello giudiziario, separato da quello esecutivo
2. viola l'articolo 32 della Costituzione: "Nessuno può essere obbligato a un
determinato trattamento sanitario"
3. introduce una chiara discriminazione fra pazienti senzienti e pazienti non
senzienti: i primi possono continuare a rifiutare i trattamenti, i secondi no.
Costituzionale perche':
1. la giustizia non funziona
2. i politici non sono eletti ma nominati
3. l'opposizione e' quella che e' (nulla)
4. lo dice il Vaticano
5. l'Italia vive un irreversibile declino culturale, economico, civile, legale,
politico, sociale, istituzionale, intellettuale, scientifico
Germania. L'ultima volonta' dell'"Ispettore Derrick"
Tanja Rest
La moglie ha voluto risparmiargli una lunga sofferenza. La vedova di Horst
Tappert, Ursula, rivela che, grazie al testamento biologico, ha fatto cessare il
trattamento sanitario.
E' morto a 85anni, assistito dalla moglie, in un ospedale di Monaco. Questo il
tenore dei necrologi per l'attore Hort Tappert. Altro sulla sua morte non era
dato sapere, al momento.Qui e la' s'accennava a una lunga, penosa sofferenza.
Ora, in un colloquio con la rivista Bunt, la vedova ha rivelato d'aver evitato a
suo marito una lunga agonia grazie alle "disposizioni del paziente" (testamento
biologico).
"Quando il suo stato stava peggiorando di giorno in giorno, e lui non poteva
piu' parlare ne' percepire, ne' partecipare a nulla, io che gli prendevo la mano
e lui non sentiva, allora ho consegnato ai medici il testamento biologico che
avevamo firmato insieme alcuni anni fa". A quel punto i medici hanno sospeso la
ventilazione e le infusioni. Horst Tappert e' morto il 13 dicembre 2008.
E' probabile che cio' "scatenera' un'ondata d'indignazione", teme Ursula
Tappert. Ma, almeno dal punto di vista giuridico, lei e i medici non hanno nulla
da temere. Da quando e' stata emessa la sentenza della Corte costituzionale nel
2003, le disposizioni del paziente sono da considerare vincolanti. "Ogni persona
ha il diritto di decidere se e quali misure possono essere adottate per lui".
Queste le parole della ministra della Giustizia Brigitte Zypries.
La morte e la dignita'.
Chi teme d'ammalarsi al punto di non poter piu' decidere se vuole e come essere
trattato medicalmente, puo' decidere, tramite le disposizioni del paziente, se
in una determinata situazione desideri ricevere cure mediche oppure no. Una
simile disposizione puo' essere fatta anche a voce, ma e' piu' chiara e
vincolante se e' redatta per iscritto, come ha fatto la coppia Tappert.
In base alle linee guida dell'Ordine dei medici, le disposizioni del paziente
sono vincolanti, anche se manca ancora la normativa di legge. La Camera dei
deputati (Bundestag) sta discutendo da mesi su come dovrebbe essere questa
legge, finora senza esito.
Alla fine, Ursula Tappert, sicuramente non a cuor leggero, ha fatto valere le
disposizioni di suo marito. Non dovrebbe accadere "che le persone continuino a
vivere contro la loro volonta' e senza dignita'", ha detto al giornale. "Uno
spettacolo terribile, che ho voluto fosse risparmiato a mio marito".
Englaro. Silvio for President?
Pietro Yates Moretti
Bocciata la via della decretazione d'urgenza per imporre l'alimentazione
artificiale ad Eluana Englaro, e a tutti i pazienti non piu' capaci di nutrirsi,
il Governo ha varato un disegno di legge (ddl). Il Presidente del Consiglio dei
ministri, san Silvio, ha annunciato che diventera' legge in due o tre giorni. Se
cosi' non fosse, sarebbe difficile modificare il corso degli eventi. Infatti il
team medico di Eluana Englaro ha gia' dato attuazione al protocollo di
sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale, che dovrebbe
portare la donna alla morte biologica in circa quindici giorni. A meno che il
ddl non diventi legge nei prossimi giorni, la sospensione dei trattamenti avra'
effetti irreversibili, ancor prima della morte di Englaro.
Sorprendentemente, dando un'occhiata ai regolamenti delle Camere, risulta
difficile, diremmo impossibile, che un ddl, seppur varato da cotanta autorita',
diventi legge in due o tre giorni.
L'iter di una proposta legislativa, anche quando accelerata in virtu' della sua
'urgenza', prevede l'approvazione da parte di entrambe le Camere. E prima che
giunga alla votazione in ciascuna aula, deve superare l'esame e l'approvazione
delle commissioni competenti (commissione Igiene e Salute al Senato, e
commissione Affari sociali alla Camera).
Le presidenze delle Camere possono dimezzare i tempi assegnando il ddl alle
commissioni in sede deliberante (normalmente, la commissione e' referente). In
questo caso, il voto delle commissioni basterebbe a licenziare il testo, senza
che debba passare attraverso il voto dell'assemblea plenaria.
Cosi' potrebbe decidere il Presidente del Senato Renato Schifani, che ha
annunciato di aver assegnato il ddl alla commissione Sanita' in sede
deliberante. Ma se un quinto dei componenti della commissione o un decimo dei
componenti del Senato si oppongono, il ddl verrebbe riassegnato alla commissione
in sede referente e quindi anche l'aula dovrebbe esprimersi. E questo e' cio'
che in tutta probabilita' accadra', in quanto alcuni Senatori hanno gia'
cominciato a raccogliere firme (ne bastano solo 35) per imporre il passaggio
anche in aula.
Per quanto riguarda la Camera dei Deputati, non e' chiaro cosa decidera' il
Presidente Gianfranco Fini, che ha gia' espresso netta contrarieta' alla linea
del Governo in materia. In ogni caso, basteranno 65 deputati per imporre il
normale 'doppio' passaggio dalla commissione e dall'aula.
In altre parole, seppur su corsia preferenziale, il ddl dovra' svolgere l'iter
ordinario: assegnazione in commissione, relazione, testo base, dibattito,
emendamenti e poi voto in aula.
La commissione Sanita' del Senato e' convocata solo per martedi' alle 15, anche
se la riunione dei capigruppo (ufficio di Presidenza) il giorno prima potrebbe
decidere di anticiparla. Ma per fare cio' e' necessaria l'unanimita', obiettivo
difficile da raggiungere vista la presenza di due capigruppo contrari alla linea
governativa (Ignazio Marino del Pd e Giuseppe Astore dell'Idv).
Insomma, tutto considerato, il Senato difficilmente potra' licenziare il ddl
prima di una settimana. E poi la palla passera' alla Camera, il cui regolamento
-meno sensibile all'urgenza- imporra' una ulteriore decelerazione all'iter
legislativo.
Nella migliore delle ipotesi per il Governo, ci vorranno dai dieci giorni alle
due settimane perche' il ddl diventi legge, comunque un tempo da record nella
storia repubblicana. In ogni caso, sarebbe troppo tardi per imporre
l'alimentazione attraverso sondino nasogastrico a Eluana Englaro.
La domanda da porsi quindi e': perche' tutto questo ambaradan se non servira'
comunque a raggiungere cio' che si propone come obiettivo ('salvare' la 'vita' a
Eluana)? Perche' sollevare un conflitto cosi' profondo fra Istituzioni
(Presidente della Repubblica, Governo, Corte Suprema di Cassazione) non tanto
sul merito, ma sul metodo (l'urgenza), per un caso singolo sul quale alla fine
non si puo' intervenire?
Sono diverse le risposte possibili, forse tutte in parte valide:
1. accontentare il Vaticano, cosi' da smorzare e nascondere le sue critiche
sulla politica dell'immigrazione del Governo (fortemente volute dalla Lega, ma
osteggiate dai cattolicisti).
2. nascondere o attenuare la profonda crisi economica che attanaglia il mondo, e
l'Italia in particolare, e l'incapacita' del Governo a fronteggiarla
3. le dimissioni di Giorgio Napolitano. Alla fine di questo scontro, e'
improbabile che tutto torni come prima. Piu' probabile che il perdente si dovra'
dimettere. A meno che san Silvio non perda (cosa impossibile vista la sua solida
e irregimentata maggioranza in Parlamento), sara' il Presidente della Repubblica
ad uscirne con le ossa rotte. E cosi' avremo presto san Silvio al Quirinale.
Credo che la terza ipotesi sia la piu' ambiziosa ma anche la piu' probabile.
Forse ci sono sfuggite altre ragioni, ma escludiamo fermamente che tutto questo
sia dovuto alle credenze religiose di san Silvio.
AGGIORNAMENTO: Schifani, vista l'impossibilita' di assegnare alla commissione in
sede deliberante, ha scelto l'opzione referente. La commissione e' stata
convocata per lunedi' pomeriggio dove, a maggioranza, si potranno bloccare tutti
i tentantivi di emendamento. L'aula del Senato e' stata convocata per martedi'
mattina per il voto. Entro mercoledi' o giovedi', il Senato potrebbe quindi
licenziare il ddl.
Tim-Telecom Italia e telefonini intestati a nomi di fantasia
Red
Migliaia di telefonini Tim intestati dai rivenditori a nomi di fantasia. Per
incassare i premi dell'azienda. Cosi' Bernabe', amministratore delegato di
Telecom Italia, e' stato costretto a cambiare tutta la prima fila dei manager. E
il sistema degli incentivi. E' una delle conseguenza di un'indagine della
Guardia di finanza sulle attivazioni fasulle di schede Tim.
Leggi tutto a questo link
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Vera-Tim-e-false-sim/2063688
Indisponibilita' della vita umana: un concetto piu' volte ribadito, ma
ripetutamente stravolto
Donatella Poretti *
Intervento in Aula sulla discussione congiunta delle mozioni in materia di
trattamenti di alimentazione ed idratazione
Signor Presidente, la nutrizione e l'idratazione artificiale sono trattamenti
sanitari attuati attraverso una sonda gastrica e un intervento chirurgico tipo
PEG che necessitano del consenso informato da parte del paziente.
Il secondo comma dell'articolo 32 della Costituzione sancisce la libertà di
cura: "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se
non per disposizione di legge. La legge non può in nessuno caso violare i limiti
imposti dal rispetto della persona umana".
Io avrei voluto che questi due concetti chiari fossero l'impegnativa per un
Governo e per un Parlamento, per qualsiasi Governo e per qualsiasi Parlamento,
affinché appunto venissero seguiti e rispettati i princìpi
dell'autodeterminazione e della libertà di cura, nel rispetto proprio del
dettato costituzionale, per qualsiasi atto, per qualsiasi provvedimento e per
qualsiasi legge che si intendesse assumere in materia di trattamenti sanitari.
Ieri ho apprezzato, però, il passo indietro che siamo riusciti a far compiere a
questo Parlamento e a questo Senato, rispetto ad un salto nel vuoto che
rischiavamo di far fare alle istituzioni con l'approvazione di una legge
inutilizzabile, scritta male e in fretta, imposta con modi e tempi dal Governo
al Parlamento. Ieri sera ci siamo fermati ma oggi, comunque, le emozioni
scorrono ancora forti.
Sapere che, finalmente, Beppino Englaro è riuscito a piangere una figlia che ha
accompagnato alla sua fine, alla fine che la natura le ha destinato, dovrebbe
spingere a usare i toni della ragione. Un appello alla ragione dovrebbe essere
quello che, mi auguro, facciamo tutti. Come diceva Goya, il sonno della ragione
produce mostri e il rischio, appunto, è quello di produrre non una buona legge
ma una legge mostruosa.
Il diritto alla vita, più volte annunciato, non può trasformarsi nell'obbligo di
vivere. Il diritto alle cure, il garantire l'alimentazione e l'idratazione, come
sta scritto nella mozione del Partito Democratico, non può divenire un obbligo
di cura. Garantire l'alimentazione e l'idratazione: questo deve essere il
compito dello Stato e delle leggi e non obbligare a delle cure.
Noi saremo chiamati a legiferare su questi temi, su questi argomenti, e mi
auguro che la posizione dell' "io non lo farei" non si trasformi in una norma in
cui si scriva "tu non lo devi fare, tu non lo puoi fare". L'autodeterminazione è
allora anche decidere come e quando morire. È per questo motivo che, come
senatori radicali, eletti nel Partito Democratico e facenti parte del Gruppo del
Partito Democratico, non possiamo votare la mozione presentata dal Partito
Democratico, di cui abbiamo anche apprezzato e apprezziamo la volontà di trovare
una sintesi.
In essa, infatti, c'è un "no all'eutanasia" che non può essere il nostro, perché
noi radicali abbiamo presentato un disegno di legge per disciplinare, per
regolamentare, per legalizzare quello che oggi è un fenomeno clandestino
illegale, che si verifica nell'Italia che dice di no ma che, invece, si ritrova
con delle persone che muoiono, che non hanno espresso le proprie volontà ma per
le quali qualcuno si assume la responsabilità di tradurle nelle loro
dichiarazioni di fine vita.
L'indisponibilità della vita umana è un concetto più volte ribadito, ma è un
concetto che viene stravolto. Infatti, se quella vita umana è indisponibile per
l'uomo, per chi allora è disponibile? Per lo Stato? È disponibile al Governo?
Allora quel corpo, che non è disponibile all'uomo, diventa un corpo gestito,
disposto, organizzato, nutrito, riempito, svuotato dalle mani dello Stato?
Diventano -appunto- corpi che non sono più individui in grado di scegliere su se
stessi, ma corpi in gestione al Governo. Una volta esistevano gli schiavi e i
liberi; poi sono scomparsi gli schiavi; oggi ad essersi dileguati sono i liberi.
Chissà che faranno ora quelli che nella maggioranza del Popolo della Libertà
dicono di essere liberi!
* senatrice Radicali - Partito democratico
Usa. Venti di cambiamento della politica federale sulla marijuana terapeutica
Katia Moscano
Non lo dichiara apertamente la Casa Bianca e neppure la DEA, ma c'e' nell'aria
un cambiamento nella politica sulla marijuana terapeutica.
Secondo il professore Mark Kleiman della UCLA, ex funzionario del Dipartimento
della giustiza ed esperto di politica sulle droghe: "Non e' piu' aria che la
polica federale attacchi gli hippies".
I tempi, pero', sono prematuri per chiudere il dibattito. La scorsa settimana
agenti federali hanno sequestrato 500 pound (poco piu' di 226 kg) di marijuana
in un centro californiano autorizzato alla vendita. Tredici Stati hanno
legalizzato la somministrazione terapeutica della marijuana, ma per la legge
federale e' ancora illegale.
"Per il presidente Barack Obama le risorse federali non dovrebbero essere usate
per contraddire le leggi statali, e chiede che sia colmato il gap cosi' come
chiede ai parlamentari di rivedere le politiche tenendo presente questo", ha
ripetuto alla stampa Nick Shapiro, portavoce della Casa Bianca. La DEA non ha
rilasciato alcun commento sul raid.
Nella sua campagna elettorale, Obama promise un cambiamento nella politica
federale sulle droghe negli Stati in cui fosse ammesso il consumo della
marijuana terapeutica.
Nella sua autobiografia, "Dreams from My Father", il presidente ha raccontato
gli anni della sua gioventu', in cui ha dovuto fare i conti con la sua razza e
identita', e in cui ha fatto uso di marijuana e cocaina.
Philiph Heymann, ex vice ministro della Giustizia nell'Amministrazione Clinton e
ora professore ad Harvard ha dichiarato che e' tempo che le agenzie federali si
impegnino maggiormente a combattere le droghe piu' pericolose. "Penso che il
nuovo presidente, cosi' come la maggior parte degli americani, consideri meno
pericolosa la marijuana di quanto la consideri la DEA". Il professore, inoltre,
ritiene che la nuova Amministrazione ordinera' alla DEA di abbandonare i raid
contro i centri autorizzati per la distribuzione terapeutica della marijuana, e
di procedere solo nei casi ci siano connessioni con attivita' criminali.
Milleproroghe: soppressa la conservazione autologa del cordone ombelicale
Donatella Poretti *
Nel maxiemendamento del milleproroghe all'art. 35 allegato A 1-quaterdecies si
cancella la possibilita' introdotta lo scorso anno dal Parlamento della
conservazione autologa del cordone ombelicale. Il Governo doveva dare attuazione
alla norma con un decreto legislativo a giugno 2008, termine prorogato con una
spiegazione tecnica di un fine legislatura e cambio dell'esecutivo. Il termine
che scadeva alla fine del mese di febbraio e' stato utile non per la redazione
del decreto, come era stato affermato dal ministro Maurizio Sacconi e dalla
sottosegretaria all'Etica Eugenia Roccella, ma per la cancellazione della norma.
Inutile cercare la spiegazione di questa operazione: a fronte
dell'impraticabilita' della donazione e delle pessime condizioni del pubblico,
perche' accanirsi contro il possibile ingresso delle biobanche private?
Credevamo fossero finiti i tempi in cui per intervenire a favore del pubblico la
soluzione fosse quella del monopolio statale. Credevamo che il principio della
tutela della salute passasse anche dal non vietare la possibilita' di conservare
le cellule staminali.
Una norma che concedeva la conservazione in biobanche pubbliche e private in
Italia, possibilita' oggi permessa solo attraverso procedure burocratiche
all'estero viene cancellata.
Fra pochi giorni quando scadra' anche l'ordinanza che disciplina l'esportazione
saremo nel vuoto legislativo piu' completo. Il Governo liberale vietera' anche
questa possibilita'?
* senatrice Radicali - Partito Democratico
La regolamentazione di Internet secondo il Governo
Red
Un emendamento approvato nel decreto sicurezza potrebbe imporre la chiusura di
molti siti (da YouTube a Facebook) e di migliaia di blog. Come spiega l'autore
della norma, il senatore Gianpiero D'Alia.
Approfondisci a questo link
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-governo-contro-Internet/2065427
Sanita': divieto di segnalazione del clandestino e l'obbligo di denuncia
Elisa Fontanelli, Antonella Porfido
Il 5 febbraio 2009 il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge
n. 733 "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", che, se confermato dalla
Camera, potrebbe portare a numerosi e radicali cambiamenti del trattamento
riservato dal nostro ordinamento giuridico ai cittadini extracomunitari.
Fra le molte novita' che il ddl intende introdurre, risulta problematica la
disposizione che modifica le attuali regole in tema di salute dello straniero
irregolare, nonche' l'introduzione del reato di immigrazione clandestina.
In particolare, un emendamento presentato dalla Lega Nord Padania (art. 45 comma
1 lett. "t") sopprime completamente il comma 5 dell'art. 35 del Testo Unico
sull'Immigrazione che reca "l'accesso alle strutture sanitarie da parte dello
straniero non in regola con le norme sul soggiorno non puo' comportare alcun
tipo di segnalazione all'Autorita', salvo i casi in cui sia obbligatorio il
referto, a parita' di condizioni con il cittadino italiano".
Attualmente, l'obbligo di referto per l'esercente una professione sanitaria, si
impone nel caso in cui venga a conoscenza di delitti procedibili d'ufficio,
tranne quando la denuncia esponga l'assistito a procedimento penale (art. 365
c.p.).
Con l'abrogazione di questo articolo del T.U.Immigrazione, si pone il problema
di verificare se, di fronte a pazienti sprovvisti di valido titolo di soggiorno,
i medici (o qualunque altro operatore sanitario che rientri nella categoria del
pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio) siano o meno tenuti ad
altri obblighi di legge.
Nel nostro ordinamento giuridico, gli operatori che operano in una struttura
sanitaria pubblica o privata convenzionata, assumono la veste di pubblico
ufficiale o incaricato di pubblico servizio ai sensi degli artt. 357 e 358 c.p.
Da cio' deriva, ai sensi degli artt. 361 e 362, un vero e proprio obbligo di
denuncia di un reato di cui essi abbiano avuto notizia nell'esercizio delle loro
funzioni o servizi, la cui omissione o ritardo comporta la sottoposizione ad una
sanzione penale.
L'altra disposizione strettamente connessa con quella sopra citata, e' l'art. 21
del ddl in esame, il quale, introducendo il nuovo art. 10-bis del dlgs 286/98,
aggiunge una nuova fattispecie che considera reato l'ingresso ed il soggiorno
illegale nel territorio dello Stato.
Se, dunque, il testo del ddl fosse confermato dall'altro ramo del Parlamento,
l'immigrazione clandestina, in quanto tale, diverrebbe reato. L'automatica
conseguenza di cio' e' che l'operatore sanitarioche venga a conoscenza della
condizione di clandestinita' dello straniero avrebbe un vero e proprio obbligo
(e non una mera facolta') di denuncia dello stesso alle autorita' giudiziarie,
pena la commissione del reato di omessa denuncia.
A nulla vale, infatti, fare appello al principio del segreto professionale
previsto dall'art. 10 del Codice deontologico che disciplina la professione
medica. Se infatti e' dato pacifico che il medico debba mantenere il segreto su
tutto cio' che gli e' confidato o di cui venga a conoscenza nell’esercizio della
professione, la stessa disposizione precisa che tale dovere di segretezza viene
meno di fronte ad un obbligo di denuncia cui il medico sia tenuto.
Ad ogni modo, la dannosita' di questo nucleo di nuove disposizioni emerge in
tutta la sua evidenza non solo dal punto di vista giuridico, tenuto conto che il
diritto alla salute, costituzionalmente garantito, tutela l'essere umano
indipendentemente da ogni altra considerazione, bensi' anche dal punto di vista
umano e di sicurezza sociale. E' facile prevedere, infatti, che a fronte del
rischio concreto di essere denunciati alle autorita' giudiziarie, si
determinerebbe la marginalizzazione di gran parte dei cittadini extracomunitari
i quali sarebbero comunque costretti, in caso di necessita', a ricorrere ad un
"sistema sanitario parallelo" sottratto da ogni regola e controllo.
Avvertenze numero 2009-3 del 1 Febbraio 2009
In Internet: http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/
In questo numero:
- Editoriale. Stato della Giustizia. Ecco perche' esistono i delinquenti
economici
http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/index.php?ed=257
- Le petizioni dell'Aduc
- Usi & consumi - News dal Mondo
http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/uec.php?ed=257
- Le iniziative
http://www.aduc.it/dyn/avvertenze/iniziative.php?ed=257
- La scheda. CONTRATTI DI AFFITTO: UNA GUIDA
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=40779
- La pulce nell'orecchio. ALTRE TEMPESTE
http://www.aduc.it/dyn/pulce/art/singolo.php
- MediCare? Il cieco non sogna al buio. A Futura Memoria
http://www.aduc.it/dyn/medicare/art/singolo.php
- Osservatorio Legale. Rsa. Incostituzionalita' della legge regionale Toscana:
ennesimo tentativo a danno delle tasche dei meno abbienti
http://www.aduc.it/dyn/osservatoriolegale/art/singolo.php
- MacroMicro Economia. Giulio, Corrado e Antonio e i derivati venduti ai
pensionati italiani dalle Poste
http://www.aduc.it/dyn/macromicro/art/singolo.php
- Il Condominio. Decoro architettonico
http://www.aduc.it/dyn/condominio/art/singolo.php
- Gli Articoli
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Ricordiamo ai lettori che sul portale sono in lettura anche cinque settori con
informazioni e consigli quotidiani, oltre ad un sito di consulenza finanziaria,
tutti editi dall'Aduc:
- Usi & Consumi
http://www.aduc.it/ucquot/ucquot.html
Notizie dall'Italia, Europa e dal mondo sulle utenze e consumi
- Droghe
http://droghe.aduc.it
Notizie quotidiane sulle droghe con attenzione alla situazione internazionale,
alle diverse realta', ai traffici, all'andamento della "war on drugs", ai
sistemi di produzione e di spaccio delle sostanze stupefacenti.
- Salute
http://www.aduc.it/dyn/salute/
Uno spazio di informazione e discussione basato su un principio essenziale: solo
l'individuo puo' disporre della propria salute. Oltre alla ricerca con le
cellule staminali, alla clonazione, all'eutanasia e alla lotta al dolore, ADUC
Salute informa su temi come fecondazione assistita, interruzione di gravidanza,
tossicodipendenza, contraccezione, sessualita', etc. Ogni settimana viene edita
una newsletter.
- Investire Informati: informazione e consulenza finanziaria
http://investire.aduc.it
Ogni quattordici giorni viene edita una newsletter con tutto cio' che e' stato
pubblicato nel periodo
- Telecomunicazioni
http://www.aduc.it/dyn/tlc
i diritti degli utenti di tv, Internet e telefonia
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EDITORIALE
Stato della Giustizia. Ecco perche' esistono i delinquenti economici
Le varie inaugurazioni dell'anno giudiziario hanno confermato ovunque, dopo
quanto gia' detto il 30 gennaio per la situazione nazionale, uno stato
dell'amministrazione della giustizia da incubo. La "cenerentola" in assoluto e'
la giustizia civile, quella di cui il cittadino comune ne ha consapevolezza solo
se in qualche modo ne ha avuto a che fare e che lo porta a non pronunciare mai
piu' una frase tipica come "se non la smetti ti denuncio"...
Con una pletora di avvocati, personale amministrativo insufficiente, strutture
inappropriate, carceri strabordanti a cui il ministro vuol porre rimedio
facendone costruire altri e ignorando quelle in costruzione e mai finite, etc
etc. .... il minimo che puo' capitare e' ritrovarsi un Paese come il nostro:
certezza del diritto e della pena vissuto come optional dei discorsi delle feste
di partito e delle campagne elettorali.
La nostra esperienza di associazione e' "limitata" per l'appunto alla giustizia
civile a cui, volenti o nolenti, dobbiamo fare riferimento per risolvere quasi
tutte le questioni che trattiamo: piccoli e grossi illeciti, spesso anche opera
della pubblica amministrazione.
Con le conferme che ci vengono dagli amministratori della giustizia, c'e' poco
da stupirsi della diffusa e sempre crescente delinquenza economica presente in
tutti i settori: dalle compravendite fra privati ai servizi di telefonia mobile
e fissa, dalle multe "a go-go" dei Comuni sul codice della strada... ai gestori
pubblici di servizi come quello idrico, dalle banche con gestioni criminali dei
conti correnti... alle Poste che rifilano fregature finanziare ai pensionati,
dai viaggiatori Alitalia trattati come merce per scambi sindacali e risanamento
per le buoneuscite da nababbi dei vari amministratori.... ai viaggiatori delle
ferrovie trattati peggio delle gia' disastrate merci su rotaia, dai Sindaci che
credono di essere legislatori e fomentano odio, violenza e sfascio delle
istituzioni nei rapporti coi nuovi cittadini che vengono da altri continenti...
alle Regioni che legiferano dimenticando Costituzione e diritto....
Insomma, crediamo di esserci spiegati.
Questa Italia esiste, in parte scrive a noi e ci chiede consigli (1) e, allo
stato dei fatti, non c'e' motivo per cui non debba continuare e peggiorare,
tanto, chi, ricevuto un torto, avra' mai il coraggio di poter dire a ragion
veduta a chiunque "se non la smetti ti denuncio"?
(1) vedi la rubrica "Cara Aduc" con lettere e relative risposte pubblicate a
cadenza quotidiana: http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc
(Vincenzo Donvito)
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LE PETIZIONI DELL'ADUC
Sono quattro, e sul sito c'e' la documentazione che ne spiega i motivi e vi
chiede di firmarle.
Vi riportiamo uno stralcio di quanto troverete sul sito.
ONU / VATICANO
La petizione chiede al Segretario generale delle Nazioni Unite di modificare lo
status del Vaticano, da "Stato non membro, Osservatore Permanente" con potere di
voto, a Organizzazione non governativa con potere consultivo.
http://www.aduc.it/dyn/holy
PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DELLA RU486
La pillola che consente l'aborto farmacologico
http://www.aduc.it/dyn/ru486
SPOT INDESIDERATI AL CINEMA
La petizione chiede che al ministro dei Beni Culturali di intervenire sui
gestori dei cinema si' che si impegnino ad indicare l'orario di inizio del film,
e non quello di inizio della pubblicita'.
http://www.aduc.it/dyn/cinema/petizione.html
PER L'ABOLIZIONE DEL CANONE RAI
La petizione rivolta a Camera e Senato chiede l'abolizione del canone/tassa Rai
http://www.aduc.it/dyn/rai
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USI & CONSUMI
Notizie dal mondo
CINA / Quasi trecento milioni di cinesi navigano in Internet, il 90% in banda
larga
A fine 2008 erano 298 milioni gli utenti Internet cinesi: il 41,9% in piu'
rispetto alla fine del 2007. A renderlo noto il Centro di Informazione su
Internet, che fa capo al governo, dalla pagine del quotidiano China Daily. Nello
specifico il 90% degli internauti cinesi naviga in banda larga, la quale puo'
vantare una penetrazione pari al 22,6% (ben al di sopra della media di
penetrazione mondiale che non supera il 21,9%). A fine 2008 erano invece 117
milioni gli utenti di telefoni cellulari con un aumento del 113% rispetto allo
stesso periodo del 2007. La Cina, che nel 2006 aveva 123 milioni di utenti Web,
ha superato a febbraio 2007 gli Stati Uniti, fino ad allora il paese con il
maggior numero di navigatori (210 milioni), raggiungendo i 221 milioni.
ITALIA / Sanita': gli italiani preferiscono quella pubblica, al Sud molto meno
Gli italiani confermano la loro fiducia al Servizio sanitario nazionale,
promosso dal 54% dei cittadini. Anche se il gradimento cambia parecchio lungo lo
Stivale: tocca punte del 66% al Nord e 'precipita' di 20 punti percentuali nelle
regioni del Centro (46%) e ancor di piu' al Sud (41%). La sanita' pubblica,
comunque, continua a essere preferita a quella privata: il 70% preferisce gli
ospedali pubblici a quelli privati. Sono i risultati principali dell'indagine
'Gli italiani e il Ssn', promossa dall'Anaao Assomed, realizzata dalla Swg di
Trieste su un campione rappresentativo della popolazione italiana con piu' di 25
anni d'eta'.
ITALIA / Il 45% delle case è abitazione principale
Il 45% degli immobili in Italia e' adibito ad abitazione principale o sue
pertinenze, il 9% e' a disposizione dei proprietari e il 9,5% risulta affittato,
di cui solo lo 0,60% ad equo canone. Altri utilizzi si riscontrano nel 14,4% dei
casi, mentre non si e' pervenuti alla ricostruzione dell'utilizzo per il 10,9%
degli immobili. E' quanto emerge dalla mappatura del patrimonio immobiliare
italiano realizzata dall'Agenzia del Territorio, dal dipartimento delle Finanze
del ministero dell'Economia e dalla Sogei e pubblicata nel volume 'Gli immobili
in Italia: dialoghi tra banche dati'.
ITALIA / Il call center dell'Agenzia delle Entrate cambia numero e si da' al
Voip
Riduzione dei tempi d'attesa e un solo numero da ricordare - 848 800 444 - per
chiedere informazioni, conoscere la situazione di un rimborso, prenotare un
appuntamento presso uno dei 400 uffici dell'Agenzia delle Entrate che, in linea
con quanto stabilito dal Cnipa, e' stata tra le prime amministrazioni ad
implementare la tecnologia VoIP (Voce tramite Protocollo Internet) per la
gestione dei propri call center, con una significativa riduzione dei costi di
gestione e di manutenzione a carico dell'Amministrazione. Per chi volesse
contattare l'Agenzia delle Entrate tramite cellulare il numero da salvare in
rubrica e' 06 96668907 che sostituisce il vecchio 199 148 398. Mentre chi chiama
dall'Estero dovra' comporre 0039 6 96668933. Resta invece uguale il numero - 320
4308444 - a cui inviare un sms per informazioni generali.
ITALIA / Cassazione: i 'vigilini' non possono multare per sosta vietata sul
marciapiede
I marciapiedi sono "off limits" per gli ausiliari del traffico. Le multe alle
moto o perfino alle auto in sosta negli spazi riservati ai pedoni non sono di
competenza dei "vigilini". In questi casi la contravvenzione puo' essere firmata
soltanto dal vigile "ufficiale". La Cassazione ha infatti accolto il ricorso di
un motociclista bolognese, Gianfranco B., che si era opposto alla sanzione
inflittagli dagli ausiliari del traffico per avere posteggiato il motorino sul
marciapiedi. La sentenza della seconda sezione civile, la numero 551, ha
ribaltato il giudizio del giudice di pace secondo il quale, invece, il verbale
era valido perche'‚ redatto materialmente dalla polizia municipale, anche se la
segnalazione proveniva da un ausiliario del traffico. Una tesi bocciata dalla
suprema Corte.
"Gli ausiliari del traffico - scrivono i giudici del Palazzaccio - sono
legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del codice della strada
solo se tali violazione riguardano disposizioni in materia strettamente connessa
all'attività svolta dall'impresa di gestione dei posteggi pubblici o di
trasporto pubblico".
ITALIA / Social card. Ministro ombra a Tremonti; 'via crucis infinita, ma la
tortura non e' reato?'
“Vorrei tanto che il ministro Tremonti si calasse nei panni di un pensionato che
ha bisogno anche di 40 euro al mese in piu' e che si e' sottoposto entro il 31
dicembre al complicato percorso ad ostacoli escogitato dal governo”. Cosi il
ministro della Semplificazione del governo ombra, Beatrice Magnolfi, si rivolge
al ministro dell’Economia, elencando poi punto per punto l’iter da affrontare
per beneficiare della Social card.
“1. Dopo aver avuto notizia della Social Card, si mette in fila presso un ente o
un patronato per avere informazioni piu' dettagliate e capire se rientra fra gli
aventi diritto. E’ probabile che torni a casa piu' avvilito di prima: i criteri
sono talmente rigidi che pochissimi ci rientrano.
2. Nel caso in cui riceva informazioni favorevoli, deve prendere l'appuntamento
per essere aiutato a riempire il complicatissimo modulo ISEE.
3. Il giorno dell'appuntamento si reca al Caf per l'ISEE, ma il più delle volte
non ha tutta la documentazione richiesta per riempire tutti i campi del modulo e
dunque deve tornare qualche giorno dopo.
4. A questo punto deve recarsi presso un ufficio postale abilitato a ricevere il
modulo. Anche qui trova la fila, alla fine della quale l'operatore, se va tutto
bene, gli consegna la Card, che tuttavia non può ancora essere utilizzata.
Infatti le Poste invieranno il modulo all'INPS per l’accertamento dei requisiti.
5. Deve aspettare che arrivi a casa la lettera del Ministero dell'Economia con
il PIN personalizzato, dopo che l'INPS ha raccolto la domanda e accertato i
requisiti.
6. Una volta ricevuto il PIN, si reca nel negozio sotto casa, ma scopre che non
è abilitato al circuito Mastercard, che, in cambio di un cospicuo aggio, è il
gestore unico della Card.
7. Si spinge finalmente al supermercato più vicino, riempie il carrello per un
valore di 38 euro, ma la cassiera gli comunica, di fronte a tutti che la carta
dei poveri è vuota.
“Ministro Tremonti – conclude Magnolfi –, ma la tortura non e' un reato?”
U.E. / Italia condannata per il '112'
La Corte di Giustizia delle Comunita' Europee ha condannato l'Italia per il
numero unico di emergenza nazionale "112". Non e' stata messa a disposizione
delle autorita' incaricate dei soccorsi l'ubicazione del chiamante per tutte le
chiamate effettuate. Il termine per farlo era il 24 luglio 2003 e si e' giunti
fino ad oggi, nonostante le varie sollecitazioni a mettersi in regola, alla
condanna definitiva.
ITALIA / Danno da fumo risarcibile anche per sigarette light
Le sezioni unite della Cassazione, con la sentenza n.794/2009 hanno stabilito
che e' risarcibile, dietro dimostrazione, anche il danno provocato dalle
sigarette light. Nella fattispecie si trattava di un consumatore che era passato
a questo tipo di fumo perche' convinto dalla pubblicita' che facesse meno male.
MONDO / Ogni anno muoiono 70.000 madri-bambine
Il rapporto Unicef "La condizione dell'infanzia nel mondo" per il 2009, denuncia
i matrimoni precoci come principali fattori di mortalita' materna. Le ragazze
che partoriscono prima dei 15 anni hanno probabilita' maggiori di cinque volte
per morire di parto rispetto alle ragazze di oltre 20 anni. E le morti di queste
madri-bambine ogni anno sono 70.000.
ITALIA / Delirium tax: non solo Bologna....
Quella che e' stata chiamata "delirium tax" dai commercianti bolognesi costretti
a pagare anche per il menu' esposto sulle vetrine dei propri ristoranti (1)
perche' ritenuta pubblicita', non e' solo un fenomeno del capoluogo dell'Emilia
Romagna, ma coinvolge anche Firenze e citta' limitrofe. Edicolanti multati per
il cartello "qui fotocopie", ristoranti per l'esposizione delle vetrofanie delle
carte di credito accettate, cartelli con la promozione del giorno. A Firenze una
multa di 100 euro per uno zerbino all'ingresso (occupazione abusiva di suolo
publbico) e 1.100euro di tassa per tenere, nel periodo natalizio, un tappeto e
due vasi fuori del negozio.
(1) http://www.aduc.it/dyn/ucquot/noti.php?id=246577
OLANDA / Pessimi cittadini con la citta' brutta e sporca
Secondo una ricerca dello psicologo Kee Keizer dell'Universita' di Groningen,
l'ambiente degradato spinge a comportarsi male, ritenendosi certi
dell'impunita'. Ha filmato persone che passavano davanti ad una buca delle
lettere da cui spuntava un biglietto di cinque euro e persone che dovevano
raggiungere un supermercato. In entrambi i casi, quando i luoghi erano
immacolati, le persone si sono comportate civilmente, quando invece le pareti,
per esempio, erano scarabocchiate con graffiti e c'era un degrado, i cinque euro
sono stati rubati e per andare al supermercato passavano sulle aiuole. Il tutto
e' stato pubblicato sulla rivista Science.
ITALIA / Il 25% dei medici fuma
Secondo uno studio dell'Istituto europeo di oncologia, i medici tabagisti in
Italia sarebbero il 25,3% e questo spiegherebbe perche' chi si rivolge al
proprio medico per smettere di fumare, non riceve abitualmente grande
soddisfazione.
Secondo l'Oms, mentre in Canada, Usa, Gran Bretagna e Australia il numero dei
medici tabagisti e' notevolmente calato, in Paesi come Bosnia Erzegovina e
Turchia si assesta intorno al 50-55% e in Cina arriva al 61%. Inaspettatamente
anche i medici danesi sono una buona percentuale: 29!
L'obiettivo sarebbe quello norvegese dove, negli anni Cinquanta i medici
fumatori erano l'80% e, nella fine degli anni Novanta, sono diventati il 15%.
ITALIA / Vietata la pubblicita' atea sugli autobus di Genova
La campagna pubblicitaria dell'Uaar, alla fine e' stata vietata. Gli autobus di
Genova non porteranno la scritta "La cattiva notizia e' che dio non esiste.
Quella buona, e' che non ne hai bisogno". La concessionaria pubblicitaria, Igp
Decaux, rifacendosi al codice di autodisciplina pubblicitaria ha motivato che
"sarebbe una comunicazione che offende le convinzioni morali, civili e religiose
dei cittadini e non rispetta la dignita' della persona umana in tutte le sue
forme ed espressioni". Gli atei e agnostici organizzati nell'Uaar: "e' una
censura. In Italia non si puo' non essere allineati con la prevalenza
cattolica"; e si riservano azioni legali.
ITALIA / Attenzione al mineral drink che la Fangocur vende online: contiene
arsenico
Attenzione al mineral drink, integratore a base di argilla venduto su Internet -
in confezione doppia da 100 ml - esclusivamente sul sito della ditta di
produzione la Fangocur. L'avviso arriva dal ministero del Lavoro, Salute e delle
Politiche Sociali che invita tutte le persone che fossero in possesso del
prodotto "a non consumarlo e consegnarlo alle autorita' sanitarie competenti per
zona". Nel prodotto sarebbero stati riscontrati elevati livelli di arsenico,
piombo e tallio e molti consumatori hanno segnalato "vertigini, perdita di
concentrazione e dell'accomodazione visiva, palpitazioni e crampi allo stomaco".
Sintomi che possono essere legati "alla presenza nel prodotto di elevate
concentrazioni di metalli pesanti".
G.BRETAGNA / I conservanti dei farmaci sono pericolosi per i bimbi
La Food Commission ha preso in esame 41 farmaci destinati ai bambini al di sotto
dei 3 anni d'eta' ed ha constatato che in 40 di essi erano presenti additivi
artificiali potenzialmente pericolosi per la salute dei piccoli. Molti degli
additivi trovati sono vietati negli alimenti e nelle bevande per i bambini di
quella fascia d'eta'. Inoltre, i foglietti ilustrativi dei medicinali non sempre
avvertono della presenza di queste sostanze e dei loro possibili effetti sulla
salute.
ITALIA / Abi: sei immigrati su dieci scelgono la propria banca tramite
passaparola
Sei immigrati su 10 scelgono la banca con il passaparola sulla convenienza delle
condizioni e sulla qualità del servizio. È proprio il passaparola il canale
principale di accesso ai servizi bancari (58%) ma un suo peso ha anche il ruolo
delle associazioni di connazionali (13%), mentre solo per alcuni (5%) la banca
era già conosciuta nel paese d'origine. I dati confermano il ruolo e
l'importanza delle reti informali nel passaggio di informazioni per gli
immigrati. E' uno dei risultati della ricerca Abi-Cespi "Banche e nuovi
italiani: i comportamenti finanziari degli immigrati" che sarà presentato al
quarto 'Forum sulla responsabilità sociale il 27 e 28 gennaio a Roma'.
Secondo la ricerca, la banca è vista soprattutto come il luogo dove depositare i
propri risparmi per il senso di sicurezza che infonde. Per l'84% degli immigrati
questa funzione di deposito è preminente, mentre per il 60% è significativa
anche quella di accesso al credito. Tra i fattori determinanti nel rapporto con
le banche, emergono innanzitutto vicinanza a casa e accoglienza, seguono
condizioni economiche, vicinanza al lavoro, flessibilità degli orari e delle
condizioni, consulenza.
I servizi di pagamento - assegni, carte di debito, addebito delle bollette e
accredito dello stipendio - sono i piú utilizzati (47%); seguono quelli per la
gestione della liquidità, che comprendono il conto corrente e i depositi a
risparmio (36%). I finanziamenti (14%) e gli investimenti (1%) hanno un peso
minore. Quasi l'80% usa il bancomat, il 10% l'home banking. I servizi di
addebito-accredito dello stipendio sono utilizzati quasi da un immigrato su due.
Mutui e prestiti personali sono utilizzati dal 27% dei correntisti, mentre le
carte di credito da circa il 20%.
I mutui hanno il maggior incremento al crescere dell'anzianità migratoria, tanto
che un immigrato su cinque residente in Italia da piú di 10 anni ne ha
sottoscritto uno. I prestiti personali hanno invece un ruolo per far fronte alle
spese piú importanti sin dalle prime fasi dell'integrazione per la maggiore
flessibilità e accessibilità.
ITALIA / Il gioco d'azzardo tira: piu' 12,7% in un anno
Sono definitivi i dati della raccolta del settore giochi per il 2008, che
confermano le prime stime: un comparto complessivamente in crescita, con entrate
per 47.554 milioni di euro, con un aumento del 12,7% rispetto ai 42.192 milioni
raccolti nel 2007. In crescita, rileva l'agenzia specializzata Agicos, anche le
entrate erariali che, nel 2008, si sono attestate sui 7.747 milioni di euro, con
un incremento del 7,7% (pari a 551 milioni di euro) rispetto ai 7.195 milioni
raccolti nel 2007. Mediamente da tutti i giochi e le scommesse del portafoglio
gestito da Aams, e' tornato all'Erario il 16,3% di quanto raccolto.
EUROPA / In dieci anni mangeremo meno ma meglio
Nei prossimi 10-15 anni in Europa s'assistera' a una doppia tendenza
nell'alimentazione: si mangera' e si sprechera' di meno, mentre l'agricoltura
tornera' ad avere un ruolo centrale. Lo segnala l'European Food Trends Report
del Gottlieb Duttweiler Institut (GDI), che si basa su interviste fatte ad
esperti della ricerca, dell'industria alimentare e della gastronomia di diversi
Paesi europei. Il crescente fabbisogno di cibo e i mutamenti climatici sono
diventati un freno all'abbondanza dei prodotti e al calo dei prezzi di questi
ultimi anni. A cio' s'aggiunga la sfiducia dei consumatori, dovuta alla scarsa
trasparenza delle confezioni e alle nuove teorie nutrizionali. In conclusione:
si prevede l'affermarsi di prodotti di qualita' regionali e della produzione
"biologica".
BELGIO / Due auto al prezzo di una
Dal 22 gennaio, la concessionaria belga Cardoen offre due auto al prezzo di una.
Chi compra una Hunday H 200 -prezzo di listino 22.800 euro- puo' portarsi via
gratis una Skoda Roomster Family che di solito viene venduta a 13.600 euro. Ma
questo e' solo un esempio. Con l'azione "la seconda auto gratis" intendiamo
reagire al crollo del mercato automobilistico belga, ha spiegato l'azienda. I
clienti possono scegliere tra 20 modelli differenti, il cui prezzo di listino e'
intorno ai 23.000 euro; la seconda macchina e' in offerta tra vari modelli, auto
nuove o "quasi nuove" di piccola cilindrata, del valore massimo di 14.000 euro.
La campagna dura fino all'8 febbraio, salvo esaurimento scorte. Per ora sono
previste 100 auto nuove piu' 100 seconde auto.
Non e' la prima volta. Gia' a dicembre Cardoen aveva lanciato questa promozione,
con il risultato d'aver venduto 400 auto e regalato altrettante utilitarie.
U.E. / Etichette: nuovi limiti per poter definire un cibo senza glutine
Dal 2012 nuove regole per l'etichettatura degli alimenti destinati alle persone
intolleranti al glutine, i celiaci. Sono stati armonizzati per tutti i 27 Paesi
Ue i limiti per definire una cibo "senza glutine", massimo 20ppm (parti per
milione), e "very low gluten", tra i 21 e i 100ppm.
ITALIA / La famiglia uccide piu' della mafia. Vittime soprattutto donne
Un morto ogni due giorni, oltre 1.300 vittime in sei anni: la famiglia italiana
uccide piu' della mafia, della criminalita' organizzata straniera e di quella
comune. E quello che dovrebbe essere il luogo piu' sicuro, la casa, si trasforma
invece nel luogo a piu' elevato rischio, come stanno a dimostrare gli ultimi
fatti di sangue avvenuti nelle ultime ore a Foggia, Siena, Campobasso e nelle
Marche.
Dai dati degli ultimi due rapporti Eures-Ansa sull'omicidio volontario in Italia
- relativi agli anni 2005 e 2006 - emerge una realta' inequivocabile: un
omicidio su tre avviene in ambito familiare. Nel 2006 ad esempio, le vittime di
omicidi in famiglia sono state 195, pari al 31,7% di quelle complessive, con una
crescita del 12% rispetto all'anno precedente, quando le vittime furono 176 (il
29,1% del totale). Le vittime di mafia sono state, nel 2006, il 25,2% del
totale, e solo il 12,7% del totale degli omicidi quelle della tanto temuta
microcriminalita'. Anche nel 2005, la criminalita' organizzata e quella comune
hanno ucciso meno della famiglia: 176 i morti in ambito familiare, 146 le
vittime di mafia (24,4% del totale), 91 quelle della criminalita' comune
(15,2%).
Gli ultimi dati a disposizione - quelli relativi appunto al 2006 - sottolineano
inoltre che quasi la meta' degli omicidi in famiglia avviene al Nord (94
vittime, pari al 48,4% del totale), mentre al Sud se ne contano 62 (31,8%) ed al
Centro 39 (20%). La Lombardia e' la prima regione per numero di omicidi in
famiglia (30); seguono il Veneto (22), la Campania (18), la Sicilia (17) e
Lazio, Toscana ed Emilia Romagna (14 vittime).
Delle 195 vittime del 2006, 134 sono donne (+36,7% rispetto all'anno
precedente). Il rischio piu' alto e' per le inoccupate, tra i 25 ed i 54 anni.
Ed e' proprio nel rapporto di coppia che avviene oltre la meta' degli omicidi
(52,8%), considerando che il 72,8% di questi delitti avviene all'interno delle
abitazioni.
L'arma da taglio risulta lo strumento piu' utilizzato negli omicidi in famiglia
(31,3%) e in nove casi su dieci e' maschio l'autore del delitto.
AUSTRALIA / La mammografia? Anche di sera nel grande magazzino
Ha aperto a Sydney la prima clinica al mondo che offre la diagnosi gratuita del
tumore al seno all'interno di un grande magazzino, rendendo piu' accessibile un
servizio da sempre offerto nelle strutture ospedaliere durante l'orario di
lavoro. La Sunflower Clinic, o Clinica del girasole, ha gli stessi orari dei
grandi magazzini Myer in cui e' situata, e permette di effettuare mammografie in
orario serale e durante i weekend, venendo incontro alle esigenze delle donne
che lavorano, e che fanno la spesa.
La scintigrafia viene subito trasmessa alla struttura ospedaliera associata,
dove due medici formulano la diagnosi in tempo reale.
ITALIA / Sentenza Cassazione: il Comune deve risarcire i danni da cattiva
manutenzione delle strade
Se la cattiva manutenzione delle strade provoca incidenti, i danni deve pagarli
il Comune. Soprattutto quando l'amministrazione ha diviso in zone il territorio
urbano e ha appaltato a diverse imprese i servizi di manutenzione. Con una
sentenza che rappresenta una vittoria per motociclisti e 'scooteristi', la
Cassazione ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito che avevano "assolto"
il comune di Roma dall'obbligo di risarcire un motociclista che si era
fratturato un braccio scivolando su una macchia d'olio.
ITALIA / (In)Giustizia: nove milioni di processi pendenti, tempi biblici per il
civile
Sono quasi 9 milioni i processi - civili e penali - pendenti nel nostro Paese. A
fornire il dato e' il ministro della Giustizia Angelino Alfano nel corso della
relazione alla Camera sullo stato della giustizia.
I processi civili pendenti sono 5.425.000, mentre quelli penali sono 3.262.000.
Nel settore civile, si registra un progressivo aumento delle sopravvenienze (da
3.665.479 del 2001 a 4.577.594 del 2007) e la giacenza media dei procedimenti
ordinari e' pari a 960 giorni per il primo grado e a 1.509 giorni per l'appello.
ITALIA / Sanita': buco da 10 miliardi e 350 mila famiglie impoverite per spese
mediche non previste
La spesa sanitaria italiana continua a crescere e piu' rapidamente del Pil. Nel
2010 la forbice fra finanziamento statale e spesa potrebbe aprire una voragine
da 10 miliardi che le regioni dovrebbero colmare con recuperi in termini di
efficienza o inasprendo la compartecipazione dei cittadini e tagliando i
servizi. Lo rileva il sesto rapporto sanita' del Ceis dell'universita' di Tor
Vergata di Roma, secondo il quale gia' da oggi gli italiani pagano un gran
numero di prestazioni sanitarie. Sono 349.180 le famiglie italiane che nel 2006
si sono impoverite a causa di spese sanitarie impreviste.
ITALIA / Lufthansa ricorre all'Antitrust europeo contro il monopolio dei voli
Roma-Milano
Lufthansa non esclude un ricorso all'Antitrust europeo per la tratta
Milano-Roma. Ai giornalisti che gli chiedevano se questa fosse l'unica strada
possibile, Karl Ulrich Garnadt, membro del board di Lufthansa, oggi
all'aeroporto di Malpensa per il battesimo della nuova Compagnia Lufthansa
Italia, ha risposto "credo di si'. Questa rotta e' sotto monopolio, protetta e
gli italiani se ne devono accorgere".
Per Lufthansa Italia il mercato italiano e' un mercato di affari. "Lufthansa
Italia - ha detto Garnadt - e' una business company, faremmo il possibile per
coprire la tratta Milano-Roma, se ne avessimo i diritti cominceremmo anche
domani. Abbiamo fatto domanda per i diritti di atterraggio, ma e' stata
respinta. Ora - ha concluso Garnadt - stiamo valutando che fare: noi abbiamo la
volonta' di operare li'". Lufthansa Italia avra' lo status di Aoc italiana da
settembre o ottobre, poi potra' operare da Compagnia italiana.
MONDO / Toyota richiama 1,35 milioni di veicoli
Il costruttore giapponese Toyota annuncia il richiamo in tutto il mondo di 1,35
milioni di tre suoi modelli, a causa di difetti alla cintura di sicurezza o alla
marmitta o ad ambedue. La misura riguarda 525.000 Vitz, Belta e Ractis in
Giappone e 830.000 unita' dei modelli Yaris Hutchback e Yaris Sedan (identiche a
Vitz e Belta ma vendute con un nome diverso) in America del Nord, Europa e in
altre parti del mondo, spiega un portavoce. I modelli oggetto del ritiro sono
stati costruiti tra gennaio 2005 e aprile 2008.
ITALIA / Dare in affitto una casa rende quasi il 5% l'anno
Rende il 4,9% in media affittare una casa, un rendimento stabile, nonostante i
canoni di locazione per eccesso di offerta calino. Inoltre, i tempi per locare
sono scesi del 10%, in media meno di tre mesi. Sono i principali risultati del
rapporto Nomisma su mercato degli affitti.
FRANCIA / Calano gli acquisti nei supermercati, ma non si rinuncia al bicchiere
di vino
Le cifre dell'Istituto IRI Secodip dicono che per la prima volta in trent'anni,
l'anno scorso i francesi hanno comprato meno all'iper- e al supermercato. Come
valore, in un mercato valutato in 72 miliardi di euro, le vendite di prodotti di
grande consumo sono scese dello 0,7% e come volume dell'1,8%. I consumatori si
sono rivolti soprattutto verso i marchi dei distributori e dei supermercati
maxisconto. Sono pochi i prodotti di largo consumo risparmiati dalla parsimonia:
solo quelli freschi non lattieri (+0,3%), le birre e le bibite (+0,6%) e lo
champagne (stabile).
La specificita' francese di consolarsi con un po' d'alcol emerge da un altro
studio, l'ultimo osservatorio Cetelem, condotto nel dicembre 2008 tra 10.000
europei e pubblicato il 27 gennaio. In caso di riduzione del potere d'acquisto,
i francesi preferirebbero rinunciare al cinema e ai musei (20%) anziche' al
bicchiere di vino (16%). Soprattutto, il 13% non esiterebbe a tagliare la spesa
in comunicazioni (telefonino, abbonamento a Internet...) contro il 5% appena
degli europei.
ITALIA / Corte dei conti. Il rischio di una riforma: il controllore sotto
controllo del controllato
Un disegno di legge del Governo (cosiddetto ddl Brunetta) modificherebbe, se
approvato, la composizione degli organi di autogoverno della Corte dei conti.
Prevede il potenziamento delle funzioni del vertice istituzionale della
magistratura contabile a scapito di quelle dell'organo di autogoverno. In
pratica sara' il presidente a decidere su quali sprechi indagare e quali no. La
materia e' particolarmente rilevante in quanto la Corte dei conti e' preposta a
vigilare e 'processare' gli atti di Governo ed enti locali che producono spreco
di risorse pubbliche. C'e' il timore che le modifiche portino il controllore
(Corte dei conti) sotto il controllo del controllato (Governo).
ITALIA / Piu' di 200.000 gli avvocati.. ben oltre altri Paesi Ue
In Europa solo l'Italia supera la soglia dei 200mila avvocati (per l'esattezza,
213.081), piu' del 30% del totale. La stima, elaborata dal Ccbe, il Consiglio
degli ordini forensi d'Europa, e' citata nella relazione di apertura dell'anno
giudiziario del primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone.
"Tutti gli altri Paesi - scrive Carbone - si attestano ben al di sotto di questa
cifra: la Spagna con 154.953, la Germania con 146.910, il Regno Unito con
139.789, la Francia con soli 47.765".
U.E. / Donne malate cuore curate peggio degli uomini
Le donne con scompenso cardiaco sono curate peggio degli uomini. Non solo. A
influenzare la qualita' dei trattamenti e' anche il sesso del medico: i camici
bianchi maschi curano meglio i pazienti del proprio sesso, seguendo le direttive
indicate dalle linee guida, discriminazione che invece non avviene quando a
indossare il camice e' una donna.
E' quanto emerge da uno studio, pubblicato sul "European Journal of Heart
Failure", condotto su 1857 pazienti arruolati in diversi centri tedeschi. Sono
stati coinvolti 829 camici bianchi: medici di medicina generale (65%),
internisti (27%), cardiologi (7%). "Potremmo cercare una spiegazione a questi
risultati nel presunto timore di usare dosaggi di farmaci elevati nelle donne -
spiega il prof. Roberto Ferrari, Presidente della Societa' Europea di
Cardiologia (ESC) -. Ma dal punto di vista scientifico non e' una
giustificazione valida. Inoltre si e' visto che, quando il medico e' di sesso
femminile, cura meglio anche i pazienti uomini rispetto ai colleghi maschi.
Vanno quindi elogiate le donne medico. Credo che i risultati di questo studio
condotto in Germania possano essere estesi anche al nostro Paese, anche se in
Italia non disponiamo di dati cosi' approfonditi". E' ancora lunga la strada da
percorre per migliorare la cardiologia al femminile.
"Da un alto - continua il prof. Ferrari - e' importante attivare campagne di
comunicazione perche' le donne siano consapevoli di non essere immuni dalle
malattie cardiovascolari. Se fino alla menopausa sono protette, superati i 60
anni hanno un livello di rischio cardiovascolare identico a quello degli uomini
e oltre i 70 anni ancor piu' elevato. Va inoltre sottolineata la scarsa
considerazione della comunita' scientifica nei confronti delle donne malate. Per
esempio i trial clinici sono eseguiti su pazienti di eta' compresa tra i 50-60
anni con malattie cardiovascolari, quindi in prevalenza uomini". Per aumentare
la sensibilita' su questi temi, l'ESC ha promosso "A Woman's Heart", una
campagna, ancora in corso, rivolta ai cardiologi per educarli a porre maggiore
attenzione nei confronti delle donne. "E durante i nostri congressi - conclude
il prof. Ferrari - si svolgono sempre simposi dedicati ai problemi cardiologici
femminili e promuoviamo trial clinici che coinvolgano le donne". (Agi)
INDIA / Gandhi senza copyright
Nel giorno in cui l'India commemora l'anniversario dell'uccisione del Mahatma
Gandhi 'scompare' il copyright che secondo la legge indiana scade dopo 60 anni
dalla morte dell'autore. Da quest'anno i celebri scritti e i discorsi
dell'apostolo della non violenza assassinato da un estremista indu' a Nuova
Delhi il 30 gennaio del 1948 diventano di pubblico dominio.
ITALIA / Si mangiano piu' gelati. Nocciola il gusto dell'anno
Il gelato non teme la crisi e nel 2008 si e' registrata una crescita dei consumi
dell'8%, per un giro d'affari delle 32.000 gelaterie italiane artigianali di 9
miliardi e 900 milioni. I dati giungono dall'Associazione italiana gelatieri
(Aig) al termine della fiera del settore Sigep che ha decretato le tendenze 2009
del gelato artigianale ed eletto la nocciola il gusto dell'anno.
'I gusti classici stanno tornando di moda -spiega Alberto Pica, presidente
dell'Aig e titolare di una storica gelateria romana- e sta prendendo piede il
gelato al riso, che troveremo quest'anno nelle gelaterie in piu' varianti, dalla
cannella, alle fragoline di bosco e lo zafferano. In ribasso invece le
quotazioni dei gusti esotici: mango e kiwi non li vuole piu' nessuno'.
'Se il gelato resiste alla crisi -conclude Pica- e' perche' da cinque anni
manteniamo i prezzi fermi e poi e' un'ottima alternativa a un pasto veloce'.
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LE INIZIATIVE DELL'ULTIMA QUINDICINA
Aduc - Osservatorio Lecce. Bene l'impegno di Inps e Inpdap per le lunghe attese,
ma vogliamo date e tempi precisi
Con riferimento a quanto apparso sulla stampa locale
(http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=12374) prendiamo atto
dell’impegno dell’INPDAP e dell’INPS di Lecce relativamente al problema delle
lunghe attese fuori dai locali degli enti.
Ma i ringraziamenti arriveranno quando i paventati "studi delle soluzioni
architettoniche" diventeranno opere fruibili dagli utenti. Certamente, sentir
dire da un ente pubblico che le lungaggini dei lavori dipendono anche da intoppi
burocratici è quanto meno originale.
Trattandosi di una situazione di disagio che, per stessa ammissione degli
istituti previdenziali, si prolungherà nel tempo, è doveroso chiedergli un
impegno preciso: quando la situazione sarà risolta? Non basta dire nel medio -
lungo periodo, bisogna indicare una data.
Un ultima annotazione: l’INPS apre i proprio sportelli alle 9, l’INPDAP
addirittura alle 10, più che di utenti "mattinieri", forse sarebbe più giusto
parlare di enti "DORMIGLIONI".
Per segnalarci tutte le situazioni che meritano una denuncia o un plauso, potete
contattarci allo sportello Aduc di Lecce, via di Porcigliano 46, ogni lunedì
pomeriggio dalle 17 alle 19 o sull’indirizzo e-mail a.gallucci@aduc.it
Canone/imposta Rai per il computer. In attesa di precise disposizioni, ora si
paga o no? Interrogazione
Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito
Democratico
Il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani ad una mia interrogazione
depositata lo scorso 21 maggio (1) sul pagamento dell'imposta comunemente
definita "canone Rai" anche per i possessori di computer, nella risposta
concludeva che non "sussiste ancora una interpretazione univoca circa la
individuazione degli apparecchi, diversi dai televisori tradizionali, atti od
adattabili alla ricezione delle trasmissioni" , per cui ha annunciato un
prossimo approfondimento tecnico-giuridico della questione, anche con il
Ministero dell'economia e finanze, l'agenzia delle entrate e la Rai.
L'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ha fatto sapere
che sempre il sottosegretario Paolo Romani, lo scorso 13 gennaio, in una
trasmissione tv sulla rete Telelombardia, ha invece asserito che l'imposta alla
Rai vada pagata anche per il possesso di un computer (2). La Rai, sul suo sito e
nelle lettere che invia a casa dei contribuenti, intima il pagamento alle
famiglie anche per il possesso del computer (3), mentre alle aziende (canone
speciale) solo per il possesso di un apparecchio tv (4).
Siccome la Costituzione della Repubblica, all'art.3 cosi' recita: "Tutti i
cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali.....", insieme al senatore Marco Perduca ho
rivolto una interrogazione al Ministero dello sviluppo Economico e al Ministero
di Economia e Finanze
Per sapere
- in attesa della "interpretazione univoca circa la individuazione degli
apparecchi, diversi dai televisori tradizionali, atti od adattabili alla
ricezione delle trasmissioni", se i possessori di computer devono o meno pagare
l'imposta alla Tv di Stato;
- se questa imposta e’ dovuta nelle more di una interpretazione, cosa intendono
fare i Ministri per recuperare il canone speciale non versato dalle aziende,
perche' male informate dalla Rai;
- se questa imposta non e’ dovuta, cosa intendono fare i Ministri per rimborsare
quelle famiglie che hanno versato il canone ordinario per il possesso del solo
computer, perche' male informate dalla Rai;
- quali provvedimenti intendono prendere i Ministri nei confronti della Rai per
l’arbitraria e mala informazione in almeno uno dei due casi descritti sopra sul
pagamento o meno di questa imposta.
qui il testo dell'interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=246666
(1) http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=223208
(2) http://www.aduc.it/dyn/rai/comu.php?id=246551
(3) http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/RisposteFAQ.aspx?ID=24
(4) http://www.abbonamenti.rai.it/Speciali/IlCanoneSpeciali.aspx
Caffe' allucinogeno?
Caffe' allucinogeno? Sembrerebbe di si', stando ad uno studio pubblicato da The
Journal Personality and Individual Differences della Durham University. Gli
scienziati hanno interrogato 200 studenti sulle loro abitudini circa
l'assunzione di caffeina, scoprendo che chi beve oltre sette caffe' al giorno ha
un rischio triplicato di allucinazioni rispetto a chi ne prende solo una
tazzina. Ogni tanto se ne sente qualcuno sul caffe' che fa bene o che fa male in
relazione agli ultimi studi o ricerche. Ci corre l'obbligo di alcune
considerazioni. La prima e' che il numero di soggetti e' piuttosto limitato: 200
studenti non rappresentano statisticamente una popolazione valida per
considerazioni generali; la seconda e' che il maggior numero di allucinazioni e'
dovuto alle dichiarazioni dei soggetti interessati e quindi passibile di errori
di valutazione (gli studenti hanno riferito di aver visto cose che non c'erano,
aver udito voci e persino aver percepito la presenza di persone decedute), la
terza riguarda il legame causa-effetto (piu' caffe' piu' allucinazioni) che non
e' stato dimostrato visto che una situazione di stress puo' essere la causa di
un maggior numero di allucinazioni alle quali si aggiungono gli effetti del
caffe'. Insomma, certi studi andrebbero valutati piu' attentamente.
Test antidroga e alcool per la patente? Giovanardi chiarisce: nessuna
interdizione a chi risulta positivo, solo accertamenti medici
La scorsa estate, il sottosegretario Carlo Giovanardi aveva annunciato l'avvio
di una sperimentazione per sottoporre a test alcolemici e antidroga coloro che
fanno richiesta di patentino o patente. Se si e' consumatori di droga e alcol e
per chi risulta positivo, aveva spiegato Giovanardi, non ci sarebbe stato il
rilascio di patente o patentino. Il sottosegretario si era richiamato ad una
direttiva europea.
Visto che nessuna legge italiana ne' europea vieta la patente a chi e' un
consumatore di alcool o sostanze stupefacenti (a meno che non ne faccia
"regolarmente abuso"), tramite i senatori Donatella Poretti e Marco Perduca
(Pd-Radicali), avevamo posto un'interrogazione parlamentare (1) per sapere a
quale direttiva il sottosegretario facesse riferimento, e gli estremi della
sperimentazione.
Il sottosegretario ha risposto in questi giorni fornendo dettagli che in parte
ci rassicurano (2).Non si tratta infatti di negare la patente permanentemente a
chi, ad esempio, viene trovato positivo a tracce di cannabis magari consumata
settimane prima dell'esame, ma di bloccare temporaneamente l'iter di rilascio
della patente fino a quando i medici non avranno stabilito l'effettiva frequenza
del consumo. Scrive Giovanardi:
"La positivita' a tali test non determinera' nei riguardi dell'interessato
un'interdizione al conseguimento della patente, ne' altro tipo di sanzione se
non quella dell'interruzione della procedura in corso per il rilascio
dell'abilitazione, con conseguente segnalazione dello stesso alla Commissione
Medica Locale per l'avvio di un periodo di osservazione in esito al quale sara'
valutata nuovamente la sussistenza dei requisiti che conferiscono l'idoneita'
alla guida."
In questo senso, la sperimentazione potrebbe essere condivisibile. Ma il diavolo
sta nei dettagli. Il sottosegretario infatti non nasconde che una ratio per
questa sperimentazione non e' solo la sicurezza stradale, ma scoraggiare il
consumo nei giovani. Seguiremo attentamente quindi la sperimentazione per
assicurarci che "l'interruzione della procedura" sia solo a scopo valutativo del
profilo tossicologico, e non una forma di punizione e repressione nei confronti
di giovani perfettamente abili alla guida nonostante l'occasionale consumo di
alcool o sostanze vietate.
Infine, risulta del tutto inadeguato il numero di controlli stradali, lo
strumento in assoluto piu' efficace per prevenire e punire la guida sotto
l'effetto di alcool o droghe: 755.515 controlli con etilometro e/o precursori
nel 2007. Pur mancando ad oggi una valutazione complessiva dei controlli
effettuati nel 2008, il sottosegretario indica un misero aumento dell'1,3% nel
primo semestre del 2008 rispetto al 2007. Siamo ancora lontani, lontanissimi dal
numero di controlli effettuati in altri Paesi europei. Secondo il rapporto
"Drinking and Driving" dell'Organizzazione mondiale della Sanita', l'Italia
risulta ultimo Paese europeo nel periodo 2003-2006 per controlli stradali con il
solo 3% della popolazione sottoposta ai test alcolemici presso check-point della
polizia stradale almeno una volta, e solo l'1% sottoposto ai test piu' di una
volta. In Francia, le percentuali sono rispettivamente del 17% e 15%; in
Germania, 17% e 7%; in Olanda, 23% e 14%; in Finlandia, 26% e 38%. Secondo i
dati del Ministero dell'Interno, nel 2007 i controlli stradali con etilometro
sono stati 800.000, rispetto ai 300.000 del 2006. Forse, le risorse economiche
del Paese dovrebbero essere investite prima in questi controlli sulla strada,
piuttosto che in test generalizzati prima di conseguire la patente.
(1) http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=227150
(2) http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/20090115-risposta-giovanardi.pdf
Acquisto farmaci con ricetta e scontrini parlanti. La tessera sanitaria non e'
obbligatoria
Sulla stampa appare oggi una notizia secondo cui dallo scorso 1 gennaio sarebbe
obbligatorio esibire la tessera sanitaria (quella magnetica che non e' nemmeno
arrivata a tutti gli iscritti al SSN) quando si acquistano farmaci con ricetta.
La fonte della notizia sarebbe una disposizione della Regione Toscana data alle
ASL nell'ambito delle politiche regionali di controllo della spesa sanitaria. Da
altre fonti su Internet si apprende, invece, che sempre dal 1 gennaio 2009
sarebbe obbligatorio esibire la tessera sanitaria in tutti i casi in cui viene
chiesto il cosiddetto "scontrino parlante" ovvero quello necessario per detrarre
l'acquisto di farmaci dalle tasse. Fonte delle notizie: varie ASL toscane.
Nessuna delle due notizie a nostro avviso e' vera.
Al Ministero della Salute, da noi contattato, non risulta tale obbligo. Anzi per
tacitare voci di questo tipo gia' circolate un anno fa, e' stata a suo tempo
emessa -tutt'ora valida- una circolare chiarificatrice (2): "qualora l’assistito
non sia in grado di esibire la tessera sanitaria, il farmacista e' comunque
tenuto a rilasciare uno scontrino contenente il codice fiscale dell’assistito,
quando questo sia comunicato dal cliente con altra modalita' (compresa la
dichiarazione verbale)."
Abbiamo comunque continuato a cercare e siamo finalmente approdati alla
"Direzione generale del diritto alla Salute e delle politiche di solidarieta'"
della Regione Toscana, il cui dirigente, Dott. Loredano Giorni, ci ha
telefonicamente confermato che cio' che ci ha detto il Ministero e' vero e che
non c'e' alcun obbligo di presentare la tessera sanitaria quando si acquistano
farmaci, in nessun caso. La fonte delle erronee notizie diffuse e' probabilmente
una circolare del 9/1/09 che il medesimo ufficio della Sanita' toscana ha
inviato alle Asl della propria regione dove, riferendosi a numerose segnalazioni
di farmacie del territorio, la Regione raccomanda alle stesse Asl di informare
da una parte i medici riguardo al nuovo modello di ricetta introdotto da un
recente decreto (modello dove dev'essere riportato il codice fiscale del malato)
e dall'altra i cittadini sulla necessita' di mostrare il tesserino sanitario per
facilitare il lavoro, e gli adempimenti, dei farmacisti. Questa lettera e' stata
probabilmente mal interpretata da qualcuno che ha cosi' contribuito a creare
disinformazione, quella disinformazione che proprio ila Regione, con la
circolare, voleva debellare.
Per chiarire il punto: se si vogliono detrarre le spese dalle tasse, ovvero se
si vuole il cosiddetto "scontrino parlante " (chiamato cosi' perche' deve
contenere una serie di dati tra cui il codice fiscale dell'acquirente) e'
obbligatorio fornire al farmacista il proprio codice fiscale, ma cio' puo'
avvenire anche verbalmente o esibendo altri documenti. Per inciso, se si
acquista con ricetta -e si vuole comunque detrarre la parte di costo rimasta a
carico- il codice fiscale deve apparire sulla stessa, poiche' i medici sono
obbligati ad utilizzare formulari che contengono tale dato. E' indubbio che il
codice fiscale vada fornito, e quindi e' anche consigliabile munirsi della
tessera sanitaria, se la si possiede, per praticita' nostra oltre che del
farmacista: ma dal dire "e' opportuno" a dire "e' obbligatorio" ce ne passa.
(1) La Nazione 15-01-2009
(2)
http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=26&area=ministero&colore=2
Crisi economica. Qualcosa non quadra
Siamo in piena crisi economica, la produzione scende, il Pil e' al -2%, cresce
la disoccupazione, pero' aumentano le spese per il tempo libero e per le vacanze
e i negozi, in periodo di saldi, fanno affari. C'e' qualcosa che non quadra. I
dati che ci arrivano dalla Banca d'Italia, dalla Confindustria e da
Confcommercio sono contraddittori. In periodi di magra si stringe la cinta ma e'
previsto un aumento di spesa, seppur limitato, per attivita' non propriamente
indispensabili. Durante il periodo delle vacanze natalizie c'e' stato il pienone
negli alberghi e localita' montane. Gli italiani vogliono "spararsi" le ultime
cartucce prima del tracollo? Non sappiamo, certo e' che circola una montagna di
denaro frutto del nero: 103 miliardi di euro. Forse e' questo tesoro nascosto
che tiene in piedi l'economia reale rispetto a quella ufficiale? Se l'evasione
e' cosi' massiccia allora tutti i dati ufficiali devono essere corretti con un
indicatore che tenga conto del "nero", altrimenti continueremo a meravigliarci
di come questo Paese riesca a stare a galla nonostante lo tsunami che lo ha
investito.
Kafka e pubblica amministrazione: un connubio eterno
E' noto che con la legge n.212 dello scorso 25 giugno 2008, la carta d'identita'
non vale piu' cinque anni ma dieci (art.31) e bisogna riconoscere che molte
amministrazioni comunali si sono prontamente adeguate. E' il caso del Comune di
Firenze che, in tutti i propri uffici dell'anagrafe ha affisso una circolare che
spiega come le carte d'identita' gia' emesse, anche se riportano la scadenza
dopo cinque anni, sono automaticamente valide dieci anni dalla data di
emissione.
Forti di questa informazione e portandoci dietro -per scrupolo- copia di questa
circolare del Comune di Firenze con gli estremi di legge, siamo andati ad
espletare una pratica al Dtt (Dipartimento Trasporti Terrestri, ex
Motorizzazione Civile) di Firenze. Alla richiesta di documento abbiamo fatto
vedere la nostra carta d'identita' emessa cinque anni e mezzo fa e ci e' stato
fatto notare che non era valida perche' scaduta. Tirata fuori la circolare del
Comune e gli estremi della legge, l'impiegato ha chiesto l'intervento del
dirigente che, per motivare il diniego ad accettare questa carta d'identita'
"scaduta" ha ricordato come proprio lui, residente nel vicino Comune di Fiesole,
alcuni giorni fa aveva rifatto la carta d'identita' da poco scaduta perche'
andata oltre cinque anni dall'emissione.
Mentre il dirigente del Dtt cercava infruttuosamente di mettersi in contatto con
l'anagrafe fiorentina, abbiamo superato lo scoglio presentando come documento
una patente di guida in corso di validita', ma restiamo curiosi di sapere se il
mitico connubio tra Kafka e pubblica amministrazione sia una condizione eterna
che nessuna legge e buona volonta' e' in grado di scalfire.
Chissa' cosa accade in tutti gli altri Comuni e uffici del Dtt....
Le proprieta' allucinogene del caffe'
Ecco la vignetta di Joshua Held
http://www.aduc.it/dyn/vignetta/vignetta_base.php?id=246823
Englaro. Dopo le denunce di Aduc e Radicali, indagato il ministro Maurizio
Sacconi
La procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati il ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, nell'ambito della vicenda di Eluana Englaro.
Il fascicolo e' stato aperto a seguito delle denunce dell'Aduc (1) e dei
Radicali per violenza privata, dopo che il ministro aveva minacciato la clinica
di Udine con la revoca dell'accreditamento con il Servizio sanitario nazionale
qualora avesse eseguito il decreto della Corte d'Appello di Milano in cui si
decreta l'interruzione dei trattamenti sanitari a cui e' sottoposta Englaro suo
malgrado. Proprio ieri, la clinica aveva reso noto di aver rinunciato ad
accogliere la donna a seguito delle iniziative del ministro. (2) Accogliamo con
speranza questo atto della Procura di Roma. Se non vi fossero conseguenze penali
per il ministro, di fatto passerebbe il principio secondo cui una circolare
ministeriale ha maggiore valore di una sentenza di un tribunale e della
Costituzione, che sancisce il diritto a rifiutare qualsivoglia trattamento
sanitario. Ci auguriamo davvero che lo Stato di diritto prevalga su un
pericoloso avanzare della politica in ogni ambito della sfera individuale,
indifferente alla separazione costituzionale dei poteri.
(1) Qui il testo della denuncia:
http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=244101
(2) http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=246827
Pubblicita' atei/bus. Dov'e' il fondo della civilta' giuridica e della
comunicazione? Intervenga il Vaticano!
Nei giorni scorsi si era appreso che l'Antitrust aveva aperto un fascicolo per
pubblicita' ingannevole per una verifica sui messaggi dell'Uaar (Unione atei
agnostici e razionalisti) sugli autobus di Genova: "La cattiva notizia e' che
dio non esiste. Quella buona, e' che non ne hai bisogno". Eravamo rimasti
perplessi: con quale razionalita' l'Antitrust avrebbe dovuto discernere
sull'ingannevolezza del messaggio? Non c'era risposta ed avevamo pensato si
fosse toccato il fondo, cioe' un'apertura di indagine solo per ottemperare
all'autorevolezza del richiedente, il sen. Giorgio Bonaci (An).
Ma ci siamo sbagliati, perche' il fondo e' ancora piu' in basso di quanto
avevamo percepito: e' nella concessionaria pubblicitaria del trasporto pubblico
comunale della citta' di Genova, la Igp Decaux che, rifacendosi al codice di
autodisciplina pubblicitaria, ha motivato che "sarebbe una comunicazione che
offende le convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini e non rispetta
la dignita' della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni".
Per noi e' una conferma: il peggior nemico della Chiesa cattolica romana e' nei
propri sostenitori non-togati, politici o impresari che siano. Perche' una fede
religiosa che propugna amore e fratellanza dovrebbe temere chi dice che il
medesimo amore e la medesima fratellanza possono avere altre dinamiche, diverse
da una religione? Non dovrebbe essere un terreno fertile, per una confessione,
confrontarsi coi "senza-dio", soggetti sicuramente piu' facili da evangelizzare
rispetto a chi oppone una fede che reputa migliore di quella cattolica romana?
Noi, a differenza dell'Uaar, che ha preannunciato azioni legali contro il
divieto/censura, non ci sentiamo offesi e non chiediamo giustizia. Quest'ultima
in Italia e' nei termini della concessionaria pubblicitaria genovese, cosi' come
nei termini di chi con la legge vuole che i figli nascano malati e menomati, di
chi preferisce far morire i malati piuttosto che dargli una speranza con le
cellule staminali embrionali, di chi usa il potere conferitogli dagli elettori
per "mafiosamente" minacciare chi applica le leggi (il ministro Sacconi e il
caso Englaro)... insomma le leggi sono queste e i loro esecutori, cosi' come
coloro che le dovrebbero rispettare, piu' che cittadini sono sudditi e, si sa...
cosa non farebbe il suddito per compiacere il proprio sovrano, anche ben oltre
quello che il sovrano sembra chiedere? Ma qui, nel caso genovese, si va oltre.
Percio' chiediamo l'intervento del Vaticano: non vi conviene che continui questo
andazzo, coloro che dicono di essere vostri sudditi vi stanno facendo piu' male
che bene perche', quando si va nel ridicolo come a Genova, non crediamo sia un
buon cemento per tenere insieme i pezzi: questa sorta di deflagrazione
distruttiva, invece che fede e amore, vi fa lavorare solo su paure e ignoranza;
avete una si' scarsa considerazione dei vostri attuali e futuri fedeli? E'
questo che volete?
La pubblicita' atea degli autobus di Genova
Ecco la vignetta di Giannino
http://www.aduc.it/dyn/giannino/giannino_base.php?id=247014
Il freddo fa male ai cellulari
Il freddo fa male anche ai telefonini. Se la temperatura scende sotto lo zero il
gelo puo' danneggiare i cristalli liquidi del visore. In questi giorni di
abbassamento della temperatura consigliamo ai possessori di cellulare di non
lasciarlo in macchina o all'aperto ma di tenerlo in tasca, al caldo. Anche se il
limite per eventuali danni e' di 10 gradi sotto zero sarebbe opportuno non
sfidare la sorte e conservare intatte le funzioni del cellulare.
Tessere sconto fasulle: condanna dell'Antitrust per 5 societa' venete che hanno
vessato i consumatori del Centro-Nord
L'Antitrust ha sanzionato cinque societa' venete (quattro padovane e una di
Treviso) per pratica commerciale scorretta. Si tratta di aziende di vendita
porta a porta che riescono a far sottoscrivere contratti per cifre dai 2 ai 5
mila euro, grazie all'escamotage di un presunto regalo: una tessera sconto per
acquisti facoltativi presso centri commerciali di futura apertura. Tutte le
societa' sono state sanzionate con una multa di 170 mila euro, per un totale di
850 mila euro. E' da anni che va avanti la messinscena -attuata da venditori
particolarmente 'bravi' e all'occorrenza anche aggressivi- che riesce a
convincere a firmare contratti tanti consumatori del Centro-Nord Italia: Veneto,
Friuli VG, Trentino AA, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana,
Umbria e Marche. Le nostre prime denunce risalgono a quattro anni fa (1);
nell'agosto scorso, partendo da un caso concreto avvenuto in provincia di
Firenze, abbiamo coinvolto la Procura fiorentina, attendiamo gli esiti
dell'esposto-denuncia (2).
I provvedimenti dell'Antitrust sono pubblicati sul bollettino dell'Autorita'
(3), di seguito le societa' coinvolte e gli estremi dei provvedimenti:
- Provvedimento n. 19256 - ODALISCA CARD-ACQUISTI OBBLIGATI
Azienda. Blu Dream S.r.l. (già Odalisca S.r.l.), con sede in Selvazzano Dentro
(Pd), via Santa Chiara, 10
- Provvedimento n. 19259 215 - TUTTO CASA
Azienda. Sig. Zonta Omar, titolare dell’impresa individuale Domus Reginae
(marchio Tutto Casa) di Zonta Omar, con sede in Capriccio di Vigonza (PD), via
Venezia, 147
- Provvedimento n. 19261 224 - "ITALIA DENTRO CASA" BY EUROKONTAT
Azienda. Eurokontat S.r.l. (marchio Italia Dentro Casa), con sede in Padova, via
del Cristo, 326
- Provvedimento n. 19265 234 - HORO-TESSERA SCONTO
Azienda. Horo S.r.l., con sede in Viale XV Luglio 1886, Treviso
- Provvedimento n. 19266 - CASA MODERNA-FIDELITY CARD
Azienda. AB S.r.l. (già Mb2c S.r.l.) con sede in Albignasego (PD), via
Caravaggio, 11
Come difendersi. Non e' raro che una visita sul nostro sito Internet metta in
guardia chi aveva inizialmente firmato un contratto senza far troppo caso al
contenuto. I modi per uscirne quasi indenni ci sono. Infatti, il decreto
legislativo 206/2005 permette il diritto di recesso (art.64), senza penale entro
10 giorni, che decorrono dal momento della prima firma, oppure dal momento della
consegna della merce per i contratti sottoscritti presso il domicilio del
consumatore
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=133666
Ovviamente, a fronte di proposte ambigue e non chiare, e' meglio non firmare. In
casi di necessita', invece, ecco il modulo di recesso:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40164
(1) http://www.aduc.it/dyn/ricerca/?ricerca=tessere+sconto&tipo=comu
(2) http://www.aduc.it/dyn/osservatoriolegale/art/singolo.php?id=229911
(3) Bollettino Antitrust
http://www.agcm.it/agcm_ita/BOLL/BOLLETT.NSF/0ef77801432afc41c1256a6f004d522a/2d50534e7fb8df47c125753e00541c3c/$FILE/47-08.pdf
Immigrazione. Il TAR Lazio cassa il decreto flussi 2008. E ora? Interrogazione
parlamentare
Il 14 gennaio 2009 il TAR Lazio ha dichiarato illegittimo il Decreto flussi 2008
(1) nella parte in cui vieta di presentare le domande di assunzione ai datori di
lavoro extracomunitari che possiedono il permesso di soggiorno.
La questione e' stata sollevata da un gruppo di datori di lavoro stranieri
extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno, che si sono rivolti al
tribunale amministrativo chiedendo che venisse dichiarato illegittimo il decreto
flussi 2008 nella parte in cui consentiva la conferma della domanda di
assunzione solo se in possesso della carta di soggiorno.
Il tribunale ha dunque stabilito che il decreto flussi, escludendo i datori di
lavoro in possesso del solo permesso di soggiorno viola la legge, in particolare
gli art. 2 e 22 del Testo unico in materia di immigrazione che consentono agli
stranieri regolarmente soggiornanti di partecipare al decreto flussi e di godere
degli stessi diritti attribuiti ai cittadini italiani.
Rimane pero' aperto il problema: e ora? Moltissimi datori di lavoro stranieri
non hanno ri-presentato la domanda di assunzione perche' non in possesso del
richiesto requisito della carta di soggiorno e dunque non hanno partecipato al
decreto flussi 2008. Dovra' intervenire il Ministero dell'Interno, con un
provvedimento riparatore. Per questi motivi, nei prossimi giorni la senatrice
Donatella Poretti depositera' una interrogazione parlamentare.
Ordinanza del Tar:
http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/immigrazione/ordinanza16gen2009.pdf
Articolo di approfondimento in materia:
http://www.aduc.it/dyn/immigrazione/arti.php?id=247067
(1) http://www.aduc.it/dyn/immigrazione/arti.php?id=243663
Cina. Pennarelli per bambini cancerogeni
Pennarelli cancerogeni per bambini dalla Cina. L'allarme nasce da un nostro
comunicato del settembre 2008 (1) in merito alle tempere per dita a uso
infantile che secondo una indagine condotta in Svizzera contenevano ftalati e
nitrosammine. Dal nostro comunicato scaturi' una interrogazione parlamentare dei
senatori Donatella Poretti e Marco Perduca (2) alla quale ha risposto ora il
ministero della Salute (3) che, in riferimento ad 8 tipologie di prodotti, ha
evidenziato la presenza di benzene (cancerogeno di 1a categoria) nel 75% dei
pennarelli e nel restante 25% la presenza di piombo e cromo, entrambe al di
sopra dei limiti fissati dalla normativa. Nel 62,5% dei casi il produttore e' la
Cina, nel restante 37,5% il Paese e' sconosciuto. Le indagini sono in corso e
nel frattempo gli articoli in questione sono stati sequestrati. Ai genitori
consigliamo di verificare la provenienza di colori e pennarelli e di evitare
l'acquisto di prodotti cinesi almeno fino a quando non saranno concluse le
indagini. Da evitare, comunque, l'acquisto di prodotti privi della indicazione
del Paese di origine.
(1) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=232595
(2) http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=233623
(3) http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/donatella/20090120-rapex.pdf
Commissione vigilanza Rai. I partiti come il dio Kronos: si sono mangiati il
proprio figlio. Buon appetito! Noi intanto non paghiamo il canone/imposta!
I partiti politici stanno per far saltare la commissione parlamentare di
vigilanza Rai: non gradiscono il presidente Riccardo Villari e nonostante i due
"giapponesi" che resistono con il senatore Pd nel fortino (il radicale/Pd Marco
Beltrandi e Luciano Sardelli dell'Mpa) e Marco Pannella che non mangia per
sensibilizzare sul mancato rispetto della legalita' istituzionale, crediamo che
si giungera' presto allo scioglimento della commissione. Il presidente Villari,
pur eletto come da regolamento del Parlamento, non e' gradito ai partiti che,
abituati a decidere nelle istituzioni in base alle proprie segreterie e non ai
parlamentari, hanno deciso di far saltare quella commissione che loro stessi
avevano creato per governare/controllare il servizio pubblico d'informazione
radiotelevisiva. Proprio come il dio Kronos dell'Olimpo, si stanno mangiando il
proprio figlio, un cannibalismo di cui noi, contribuenti/sudditi, se portera'
all'estinzione di questa commissione non potremo che esser grati: una spesa in
meno per lo Stato che gestisce l'informazione come fosse una scuderia data in
gestione a soggetti esterni, i partiti per l'appunto.
Noi, popolo di ingenui contribuenti, che paghiamo le imposte che per
costituzionale rassegnazione si chiamano canoni o abbonamenti e alimentiamo
questa scuderia, ne prendiamo atto: forse e' la volta buona che il mostro creato
dai partiti sara' divorato dagli stessi partiti.
Ma, siccome siamo ingenui e non fessi, siamo ben consapevoli che "morto un
figlio" sono li' che copulano gia' per concepirne e partorirne un altro.
Lodiamo, quindi, la resistenza del presidente Villari, dei due "giapponesi" e la
tenacia di Pannella, anche solo per fare uno sberleffo al tempo che hanno perso
per capire come meglio doveva essere cucinato il figlio che stanno ora
mangiando.
Che dire? Non pagate il canone/imposta, ma non violando la legge (chi non paga e
possiede una tv e' evasore fiscale), bensi' non possedendo piu' un televisore,
"accontentandosi" della libera informazione e del libero spettacolo che si trova
in Internet e nelle strade delle proprie citta'. Per il momento, infatti, chi
possiede un computer non deve pagare alcuna imposta per la tv di Stato, cosi'
come ci ha detto lo stesso ministero competente:
http://www.aduc.it/dyn/rai/comu.php?id=246551
Creme solari in montagna
Tempo di montagna, di neve, sole, freddo e vento. La neve riflette i raggi del
sole 4 volte piu' della sabbia (+400%) ed ha effetti piuttosto aggressivi sulla
pelle. La minore distanza dal sole e il conseguente aumento delle radiazioni, il
freddo e il vento completano l'opera. Occorre quindi una buona crema solare per
evitare le scottature e danni maggiori, quali il melanoma. Ricordiamo che il
sole e' responsabile per il 70% dell'invecchiamento della nostra pelle.
Molti consumatori utilizzano le creme tenute in cassetto dall'estate scorsa.
Sono ancora efficaci? Anche le creme solari hanno una scadenza. La legge prevede
che, oltre all'elenco degli ingredienti, sia mostrata anche la data di scadenza
post apertura. L'indicazione e' effettuata a cura del produttore. Le creme
solari sono costituite da una emulsione di grasso, acqua e filtro solare ed e'
proprio la presenza del grasso che pone il problema della durata delle creme,
perche' puo' rapidamente degradarsi, soprattutto se viene esposto al calore, e
far perdere efficacia al prodotto.
Immigrazione/Decreto flussi 2008. Governo intervenga per riparare al danno.
Interrogazione
Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito
Democratico
Come rilevato dal servizio immigrazione dell'Aduc (Associazione per i Diritti
degli Utenti e Consumatori), un gruppo di imprenditori e datori di lavoro
stranieri extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno si e' rivolto al
tribunale amministrativo chiedendo che venisse dichiarato illegittimo il Decreto
flussi 2008 (1) nella parte in cui consente la conferma della domanda di
assunzione solo se in possesso della carta di soggiorno o di un permesso di
soggiorno di lungo periodo. Il 14 gennaio scorso il TAR del Lazio ha risposto a
tale istanza dichiarando illegittimo tale decreto proprio in questa parte, che
viola le disposizioni di legge, in particolare gli artt. 2 e 22 del Testo unico
sull'immigrazione, che consentono invece agli stranieri regolarmente
soggiornanti di godere degli stessi diritti civili attribuiti ai cittadini
italiani e, quindi, anche di partecipare al decreto flussi.
Ora pero', tantissimi datori di lavoro extracomunitari, quelli non in possesso
dei requisiti indicati dal decreto flussi, non hanno potuto presentare le
domande di assunzione, e si impone, da parte del Ministero dell'Interno, un
provvedimento riparatore.
Per queste ragioni, insieme al senatore Marco Perduca, abbiamo rivolto
un'interrogazione al Ministro dell'Interno, per sapere, quale tipo di
provvedimento intenda prendere il Ministero per riparare a questa situazione e
se il Ministero intenda fissare un nuovo termine di presentazione delle domande,
per consentire la partecipazione al decreto flussi 2008 anche ai datori di
lavoro cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno.
(1) http://www.aduc.it/dyn/immigrazione/arti.php?id=247067
Qui il testo dell'interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=247259
Adsl e filtri peer to peer: Antitrust sanziona Tele2 con una multa 'simbolica'
A circa un anno dall'apertura dell'istruttoria l'Antitrust ha condannato ad una
multa di 90 mila euro Tele2-Opitel, il gestore fisso di Vodafone, per
l'illegittima limitazione dell'accesso a programmi peer to peer (P2P) dei propri
clienti Adsl. Nel gennaio 2008 (1) era partita la nostra denuncia, a cui sono
seguite centinaia di segnalazioni di utenti che hanno utilizzato il nostro
modulo.
La violazione. Tele2 non specificava adeguatamente sul proprio sito Internet
www.tele2.it la presenza di sistemi di filtraggio su linee Adsl nell’erogazione
dei servizi. Scrive l'Antitrust nel Bollettino (2):
In primo luogo, si ritiene che l’omissione informativa del messaggio rilevata
sia nel sito Internet in data 11 gennaio 2008, sia nelle Condizioni Generali di
Contratto, in ordine all’utilizzo di sistemi di filtraggio nella fornitura
dell’accesso ad Internet su linee Adsl da parte di Tele2 e alle corrispondenti
modalita' di impiego dei filtri, possa essere considerata una pratica
ingannevole in quanto si reputa che sia stata omessa un’informazione rilevante
di cui il consumatore medio ha bisogno per prendere una decisione consapevole.
Infatti, la consapevolezza da parte del consumatore di non poter usufruire, per
la presenza di sistemi di filtraggio in determinate aree e fasce orarie, di
alcuni servizi dati che per loro natura richiedono una più ampia disponibilità
di banda, avrebbe potuto orientare il consumatore verso altre offerte presenti
sul mercato. Si reputa, altresi', che l’omissione non possa ritenersi sanata
dalle misure adottate dalla societa'.
Multa simbolica. La condanna e' importante, anche se la sanzione comminata e'
ridicola: a fronte di un fatturato della societa' di quasi 600 milioni di euro e
un utile di esercizio di oltre 10 milioni di euro, solo 90 mila euro: meno
dell'1% degli utili, lo 0,002% del fatturato. È come se un cittadino per divieto
di sosta fosse multato con il costo di mezzo caffe' da offrire al sindaco...
forse non sarebbe incentivato a lasciare la macchina in seconda e terza fila?
Occorre elevare il limite massimo delle sanzioni comminabili per comportamenti
commerciali scorretti, dagli attuali 500 mila euro a 10 milioni di euro.
La net-neutrality. La questione del blocco delle connessioni piu' o meno
previste dal contratto, piu' o meno giustificate da esigenze tecniche, coinvolge
anche altri gestori. Le violazioni riguardano non solo gli aspetti contrattuali.
Riguarda anche il rispetto della cosiddetta net-neutrality (3), vale a dire la
possibilita' che su Internet possano essere fruibili contenuti diffusi tramite
tutte le tecnologie e da tutte le fonti, non solo quelle gradite al fornitore di
connettivita' (nel caso di specie Tele2).
Se porre limiti alla banda e' legittimo per gestire problemi di traffico della
rete (sempre che non si violi il minimo garantito dal contratto), bloccare
specificamente un particolare software/sito e’ illegale. Ad esempio, guardare un
programma RaiTv in streaming puo' richiede molta piu' banda di quella necessaria
a diverse modalita' d'uso di P2P. Se lo scopo e' davvero quello di limitare la
banda per tutti affinche' sempre tutti ne possano usufruire, perche' non
limitare anche l'accesso al sito Internet della Rai o a qualsiasi altro
sito/programma pesante? In breve, il gestore ha il diritto ed anche il dovere di
gestire il traffico, ma lo deve fare secondo criteri di obiettivita',
trasparenza, non discriminazione e proporzionalita'.
(1) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=206722
(2)
http://www.agcm.it/agcm_ita/BOLL/BOLLETT.NSF/0ef77801432afc41c1256a6f004d522a/1ee325f6366386f8c1257543004883cb?OpenDocument
(3) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=205622
Caso Europa7. Sottosegretario Romani, cosa c'e' da esultare?
"La questione e' risolta, in maniera definitiva: non esiste piu' il problema
Europa 7". Il sottosegretario alla Comunicazioni , Paolo Romani, esulta per la
sentenza del Consiglio di Stato che ha condannato lo Stato ad un risarcimento di
un milione di euro, che noi cittadini dovremo pagare. Non capiamo il perche'
dell'esultanza di Romani: la sentenza ha riconosciuto che i diritti di Europa 7
sono stati violati e per tanto tempo. Oltre al risarcimento danni, che Europa7
stimava in tre miliardi di euro, c'e' ancora aperta la questione delle frequenze
assegnate dal Governo all'emittente che non ha mai potuto iniziare le
trasmissioni a livello nazionale, in quanto Rete 4 le occupava.
Il proprietario di Centro Europa 7, Francesco Di Stefano, si era gia' dichiarato
insoddisfatto "nel 1999 ho ricevuto una concessione per coprire l’80% del
territorio e il 95% della popolazione. Dopo quasi 10 anni, oggi mi hanno
assegnato un canale che copre, effettivamente, il 18% della popolazione e il 10%
del territorio”. Su questo punto e' stata presentata un'interrogazione
parlamentare (1) dalla senatrice Donatella Poretti, ancora senza risposta.
Ripetiamo. Perche' esulta Romani? Cosa c'e' di positivo in una vicenda che, a
distanza di 10 anni, ancora non si e' conclusa? Le frequenze insufficienti, una
multa a carico della collettivita'.
La sentenza del Consiglio di Stato conferma che la violazione c'e' stata, un
sistema televisivo tutt'altro che libero dall'ingerenza dei partiti in Rai e dal
conflitto di interessi (Mediaset). Cosa c'e' da esultare?
(1) http://www.aduc.it/dyn/tlc/noti.php?id=243448
La pornotax
Ecco la vignetta di Joshua Held
http://www.aduc.it/dyn/vignetta/vignetta_base.php?id=247452
Effetto placebo. Agopuntura, omeopatia e miracoli
L'agopuntura come l'omeopatia e altre pratiche di medicina non tradizionale
hanno un effetto placebo. La discussione dura da decenni e proseguira' per altri
decenni. Una ricerca dei medici tedeschi sulla agopuntura (1), cui ha dato ampio
risalto "La Repubblica", ripropone il tema: le cure "alternative" sono reali o
e' solo effetto placebo? Se accettiamo la seconda ipotesi perche' mai dovremmo
diminuirne l'importanza visto che si possono ottenere gli stessi effetti dei
farmaci "tradizionali" senza avere, peraltro, gli effetti negativi di questi
ultimi? Lo stesso discorso potremmo applicarlo ai miracoli: non sono effetto
placebo anch'essi? I risultati sono stati dimostrati e, a parte le convinzioni
di coloro che sono illuminati dalla Fede, non possono che essere effetti della
grande capacita' che ha l'individuo di convincersi e innescare processi di
guarigione. Una ricerca condotta dall'Istituto statunitense di Sanita' (NIH) e
pubblicato dal British Medical Journal indica che la meta' dei medici
intervistati prescrive regolarmente e scientemente dei farmaci placebo.
Esperimenti rigorosi hanno mostrato che i placebo hanno un effetto benefico nel
30%-40% dei casi di persone depresse, una quota molto piu' alta di quanto si
ottenga di solito con gli antidepressivi. Dunque prendiamo atto che il nostro
cervello e' in grado di stimolare processi di recupero della salute. In fondo si
tratta sempre di reazioni chimiche.
(1) http://www.cochrane.it/it/clib.html
IEA: prezzo del petrolio a 130 dollari al barile. Si', nel 2030!
La IEA (International Energy Agency) prevede che il consumo di petrolio passerà
dagli 85 milioni di barili al giorno del 2007 a 106 milioni di barili del 2030,
il che fara' salire il prezzo a 100 dollari entro il 2015 e a 120 dollari nel
2030 (1). Ricordiamo che il prezzo del petrolio al barile (159 litri) e' passato
dai 147 dollari dell'11 luglio 2008 ai 35 dollari del 16 gennaio scorso. Abbiamo
tutto il rispetto per le previsioni della IEA, ma come si fa a prevedere quanto
costera' un barile di petrolio fra 20 anni? Hanno la palla di vetro? Qualcuno
prevedeva i costi dello scorso anno e di quest'anno? Qualcuno prevedeva la crisi
finanziaria ed economica di questi ultimi mesi? Certamente e' bene fare
previsioni che consentano di prevenire fenomeni negativi, ma proiettarsi con
ipotesi nel prossimo ventennio appartiene piu' al campo della divinazione che a
quello delle prospettive.
(1) http://www.iea.org
Sicurezza. 1 poliziotto ogni 134 italiani, neonati e ottantenni compresi.
Interrogazione parlamentare
Nel nostro Paese c'e' un poliziotto ogni 134 abitanti, neonati e novantenni
compresi. Vediamo.
I corpi di polizia sono composti dalla Polizia di Stato, dall'Arma dei
Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dalla Polizia Penitenziaria e dal Corpo
Forestale per un totale di 331mila addetti ai quali vanno aggiunti quelli della
Polizia Provinciale e Municipale che ammontano a circa 60mila unita'. Il totale
fa 391mila poliziotti cui aggiungere il personale della vigilanza privata che
sono circa 50mila. L'Italia e' quindi protetta da ben 441mila poliziotti, tra
pubblici e privati, il che significa, appunto, 1 poliziotto ogni 134 abitanti,
neonati e ottantenni compresi. Sono tanti, il che, rispetto al "sistema
sicurezza" che non funziona, significa che c'e' un problema di coordinamento
delle attivita'. Caso esemplare e' quello del numero unico di emergenza europeo
"112", in merito al quale la nostra associazione e' intervenuta fin dal 2001 (1)
e che ha visto una recente condanna dell'Italia per inadempienza da parte della
Corte di Giustizia europea (2). Da noi esistono un numero impressionanti di
numeri di emergenza: il 112 per i Carabinieri, il 113 della Polizia, il 117
della Guardia di Finanza, il 1515 della Forestale, il 115 dei Vigili del Fuoco,
il 1530 della Guardia costiera. Ci sono poi i numeri delle Polizie municipali
degli 8.101 Comuni italiani e quelli della Polizia Provinciale delle 107
Province. Unificarle semplificherebbe la vita ai cittadini, renderebbe
disponibile numerosi addetti e diminuirebbe i costi. Invece si preferisce
chiamare l'Esercito che non ha compiti di polizia. Mah! In tal senso e' stata
preannunciata una interrogazione parlamentare della senatrice Donatella Poretti.
(1) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=39289
(2) Sentenza della Corte di Giustizia europea (settima sezione). 15.01.2009.
«Inadempimento di uno Stato – Direttiva 2002/22/CE – Art. 26, n. 3 – Numero di
emergenza unico europeo.
Privacy e spam. Il Garante della Privacy e il Tribunale di Firenze spianano la
porta allo smercio di dati sensibili: non punibile chi fa spam
Ormai tutti siamo costretti a confrontarci con il cosiddetto 'spam', ovvero
comunicazioni commerciali indesiderate che arrivano per posta ordinaria, email,
o telefono di casa. Per tutelare il cittadino contro la diffusione (spesso
dietro retribuzione) dei proprio dati privati, l'Unione Europea e poi l'Italia
hanno messo a punto alcune garanzie, tra cui il diritto a conoscere l'origine
dei dati (art. 7 del Codice della Privacy). Senza sapere da chi la societa' che
fa spam ha prelevato (comprato) i dati e' impossibile porre fine a questa
pratica ed ottenere giustizia. Il cittadino non puo' infatti rivalersi contro
chi questi dati li diffonde illegalmente.
I casi concreti.
In molti Comuni i dati anagrafici e sanitari vengono disinvoltamente forniti a
soggetti privati, profit e no-profit. E' il caso di Firenze, dove diverse
associazioni, prevalentemente cattoliche, sono misteriosamente in grado di
ottenere i nominativi e gli indirizzi di bambini nati da pochi giorni o
settimane.
La senatrice Donatella Poretti ha ricevuto una lettera dal Movimento per la vita
poco dopo la nascita della figlia, senza mai aver contattato ne' quel movimento,
ne' altre associazioni cattoliche.
Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc, a pochi giorni dalla nascita della
seconda figlia e a poche settimana dal cambio di residenza, ha ricevuto due
lettere (una per ciascuna figlia) al nuovo indirizzo da parte dell'Istituto San
Gregorio, in cui lo si invitava a visitare il loro asilo privato.
Per questo, entrambi hanno intrapreso cause giudiziarie per conoscere l'origine
dei dati. La senatrice Poretti si e' rivolta alla Procura della Repubblica di
Firenze per chiedere che si indagasse sull'origine della fuga di dati personali
da parte del Comune. Commette infatti reato quel pubblico ufficiale che divulga
dati sensibili dei cittadini. La Procura della Repubblica ha pero' archiviato
senza indagare.
Il sig. Yates Moretti ha invece percorso una strada diversa. Dapprima si e'
rivolto al Garante della privacy che, pur imponendo alcune spese legali
all'istituto San Gregorio, non ha ritenuto di dover condannare l'istituto in
quanto sufficiente la spiegazione da questi fornita: "non ricordiamo da dove
provengono i dati". Per questo, insieme ai legali dell'Aduc Claudia Moretti,
Elisa Fontanelli e Emmanuela Bertucci, il sig. Moretti era stato costretto ad
impugnare la decisione del Garante presso il Tribunale di Firenze. Oggi il
giudice, dott. Aloisio, ha pero' rigettato il ricorso motivando come segue: per
'origine dei dati' non e' da intendersi, come logica vorrebbe, il soggetto da
cui ha ottenuto i dati personali chi fa spam (ovvero chi li ha illegalmente
diffusi e venduti), ma e' sufficiente una indicazione generica sulle modalita'
con cui solitamente ottengono i dati.
In altre parole, la illogica motivazione del giudice spiana la strada allo spam,
garantendo l'impunita' di chi guadagna dallo smercio dei dati privati dei
cittadini. Senza il diritto a conoscere l'origine dei propri dati, e quindi
senza la possibilita' di perseguire chi fa smercio di dati sensibili, viene meno
l'intero impianto della legge, ed il cittadino non ha possibilita' alcuna di
farsi valere.
Ovviamente l'Aduc impugnera' la sentenza.
Nei prossimi giorni presenteremo alcune iniziative parlamentari, tra cui: la
richiesta di invio di ispettori presso il Tribunale di Firenze per la mancata
applicazione di una legge europea e italiana, la segnalazione dell'operato del
giudice Aloisio al Consiglio Superiore della Magistratura, la revoca della
nomina di Francesco Pizzetti a Garante della Privacy, visto che sotto la sua
gestione il Codice della Privacy ha subito una delle sue piu’ devastanti
nullificazioni.
La privacy
Ecco la vignetta di Giannino
http://www.aduc.it/dyn/giannino/giannino_base.php?id=247924
Residenze Sanitarie Assistenziali. La Regione Toscana viola Costituzione e
legge. Interrogazione
Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali - Partito Democratico
Le prestazioni di degenza in residenze sanitarie assistenziali (Rsa) per
handicappati/disabili gravi non autosufficienti e ultrasessantacinquenni non
autosufficienti rientrano fra i cosiddetti LEA, livelli essenziali di
assistenza. Il pagamento delle rette e' ripartito per il 50% (70% per
disabili/handicappati) a carico del S.S.N. e per il restante 50% (30% per
disabili/handicappati) a carico dei Comuni, con l'eventuale compartecipazione
dell'utente sulla base della situazione economica dello stesso.
La Regione Toscana ha emanato una Legge regionale che, per legittimare i
regolamenti di alcuni Comuni toscani, contravviene alla legge nazionale: la
quota di compartecipazione dell'ultrasessantacinquenne e' calcolata anche sulla
situazione reddituale e patrimoniale del coniuge e dei parenti in linea retta
entro il primo grado.
Questo nonostante:
- grazie ad alcuni utenti che si erano rivolti all'Aduc (associazione per i
diritti degli utenti e consumatori), il Tar della Toscana abbia obbligato
(sentenza 2535/08) il Comune di Firenze a conformarsi alla legge nazionale e a
richiedere un contributo economico proporzionato al reddito personale e basta;
- parere contrario del Difensore civico della Toscana.
La Regione Toscana ha motivato questa legge sostenendo che questa assistenza
farebbe parte dei LIVEAS (livelli essenziali di assistenza sociale, materia di
esclusiva competenza regionale) e non dei LEA (livelli essenziali di
assistenza): sarebbero cioe' prestazioni di mera assistenza sociale e non
socio-sanitaria.
Ma sono numerose le leggi nazionali che dicono il contrario. E anche i LIVEAS
cosi' applicati sarebbero in contraddizione col Titolo V della Costituzione che
attribuisce in via esclusiva allo Stato la potesta' normativa in materia di
"determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti
civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale":
al legislatore nazionale spetta l'individuazione dei LIVEAS, in via di
legislazione esclusiva, mentre alle regioni spettano le modalita' organizzative,
gli standard da adottare per raggiungere l'obiettivo della garanzia delle
prestazioni.
Merita inoltre sottolineare che vi sono regioni "virtuose" (se virtuoso puo'
definirsi chi applica la legge) come le Marche e il Piemonte, che rispettano le
leggi ed hanno emanato in materia una normativa che commisura la quota a carico
dell'utente sulla base del suo solo reddito.
La situazione su sta facendo molto critica e dispendiosa per le amministrazioni
locali e per gli utenti perche' l'Aduc, sulla scia delle ragioni ottenute con la
sentenza del Tar Toscana contro il Comune di Firenze, sta promuovendo in tutta
Italia altrettanti ricorsi contro i Comuni con medesima normativa.
Per questo, col senatore Marco Perduca, ho presentato una interrogazione alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri se intenda promuovere questione di
legittimita' costituzionale degli specifici articoli di questa legge regionale
Toscana, ai sensi dell'art. 127 della Costituzione della Repubblica italiana che
conferisce al Governo tale potere da esercitarsi entro 60 giorni dalla data di
pubblicazione della legge (9 dicembre 2008).
Qui il testo completo dell'interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=247943
Cannella, vin brule' e dolci. Attenzione al fegato!
Chi ha cura del proprio fegato dovrebbe astenersi dal bere vin brule' e dall'uso
di prodotti alla cannella. Questa spezia aromatizzante, che viene usata per i
biscotti e altri dolci e aggiunta al vin brule', ha perso la sua buona
reputazione. L'Istituto di valutazione dei rischi sanitari (BfR, Germania),
mette in guardia dalla cumarine contenute nella cannella: possono nuocere alle
cellule epatiche, cioe' al fegato. In Svizzera, l'Uffico federale della sanita'
pubblica ha disposto il ritiro dal mercato di alcuni prodotti alimentari che
contenevano un eccesso di cumarine.
Le cumarine sono sostanze che si percepiscono con l'odore del fieno fresco. In
naturopatia vengono sfruttate soprattutto come antiartritici sotto forma di
impacchi di fieno.
In commercio esistono due varietà di cannella: la cannella Cassia e la Ceylon.
La prima e' usata prevalentemente per la produzione di dolci industriali e
contiene un'alta concentrazione di cumarine, la seconda, utilizzata comunemente
in cucina, non pone alcun problema a livello sanitario. L'uso di cannella Ceylon
per la preparazione di dolci casalinghi o per il classico vin brule' familiare
non presenta quindi rischi per la salute a patto che non se ne faccia un uso
eccessivo.
Consulenza legale gratuita. Prende il via nella sede nazionale, dopo quella
online e telefonica
A partire dal prossimo giovedi' 29 gennaio e, a seguire, tutti i giovedi' dalle
16 alle 19, presso la sede nazionale dell'Aduc, via Cavour 68 Firenze, prende il
via la consulenza legale gratuita in sede.
I cittadini potranno venire nei nostri uffici dove verra' fornito loro un
servizio di consulenza su tutte le tematiche relative alle utenze e consumi.
Il servizio di consulenza attualmente e' gia' attivo in queste altre forme:
- generico online, con risposta entro 48 ore feriali:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline
- generico per telefono, dal lunedi' al venerdi' ore 15-18 al numero 055.290.606
- finanziario online: http://investire.aduc.it/php/formdomande.php
- normativa stupefacenti online: http://droghe.aduc.it/php/scrivici.php
- salute online: http://www.aduc.it/dyn/salute/scrivici.html
- diritti immigrati online: http://www.aduc.it/dyn/immigrazione/faq.html
- diritti immigrati per telefono: martedi ore 17-20 al n. 055.282.168
- diritti immigrati in sede a Firenze, via Cavour 68: martedi' ore 17-20
Al servizio di consulenza gratuita dell'Aduc si rivolgono mediamente ogni giorno
200 persone.
Le lettere piu' significative dei servizi online (generico, finanziario,
immigrazione, salute e stupefacenti) vengono poi pubblicate nella rubrica
quotidiana "Cara Aduc", una database di domande e risposte che, ad oggi conta
circa 250.000 lettere che possono essere consultate con specifico motore di
ricerca e trovare cosi', eventualmente, in anticipo la risposta al proprio
quesito: http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/
Per orari e caratteristiche dei servizi di consulenza delle altre sedi Aduc in
Italia, qui le informazioni:
http://www.aduc.it/dyn/storia
Federalismo fiscale, ma quanto ci costera'? Di piu'!
Ma quanto ci costera' il cosiddetto federalismo fiscale? Di piu' di quello che
spendiamo ora. Dopo le belle parole della legge delega si dovra' passare ai
decreti attuativi, cioe' a come redistribuire tributi, funzioni, strumenti di
perequazione, costi e fabbisogni standard, ecc. Certamente l'autonomia dovrebbe
indurre ad una maggiore efficienza nella spesa locale ma abbiamo serie
difficolta' a crederlo. L'esempio della sanita' calabrese e' indicativo di come
l'attuazione del federalismo pesera' in misura maggiore sulle tasche del
contribuente italiano. Il prefetto Silvana Riccio nella sua relazione sullo
stato della sanita' calabrese: cosi' scrive "…la metodologia del disservizio
risulta essere l'aspetto prevalente del sistema sanitario in Calabria..". Nei 39
ospedali, 36 sono risultati irregolari, nelle 63 strutture sanitarie (guardie
mediche, laboratori di analisi, case di cura convenzionate, S.E.R.T.,
poliambulatori) 38 sono risultate irregolari, e le sei case di cura accreditate
ed ispezionate sono risultate tutte irregolari. Chi si accollera' le spese per
questi "disservizi" quando diminuiranno i flussi finanziari? La Calabria
invochera' la solidarieta' nazionale e lo Stato allarghera' i cordoni della
borsa o gli enti locali dovranno imporre aumenti o nuove tasse. Questo
succedera' anche per buona parte delle regioni meridionali e insulari. Dove si
prenderanno i soldi? Dalle tasche del contribuente, ovvio. Invece di varare mega
provvedimenti, di cui nessuno conosce i costi, meglio sarebbe stato iniziare con
processi di razionalizzazione. Insomma e' prevalsa la spettacolarizzazione della
politica. Ci permettiamo di consigliare al presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, di avere come punto di riferimento, se proprio vuole, l'imperatore
romano Nerva (1) piuttosto che Commodo (2).
(1) 96-98 d.c.: saggio, fattivo ed equilibrato; aboli' la persecuzione dei
cristiani e fece rientrare gli esiliati. Rinnovo' il Senato aprendolo anche a
chi aveva origini plebee. Abolì i processi di lesa maesta', reintegro' il Senato
nelle sue prerogative, prodigo' le sue terre e i denari per soccorrere i poveri.
(2) 180-192 d.c.: amava i combattimenti dei gladiatori nelle arene, voleva
essere adorato come un dio e trascurava completamente gli affari di stato mentre
si dedicava ad un suo harem di circa 300 donne e giovani uomini. Incarico' i
suoi amici di amministrare l'Impero e divideva con loro i soldi che questi
rubavano. Si narra che si dilettasse nell'arena a uccidere le belve.
Testamento biologico. Sul ddl Calabro' c'e' stato controllo preventivo della
Chiesa?
Il ddl Calabro' sul testamento biologico, su cui si apre oggi il dibattito al
Senato, rispecchia in tutto e per tutto le posizioni della Chiesa cattolica
romana e dello slogan che da anni ripete: ne' eutanasia ne' accanimento
terapeutico. Dove pero' la nozione di accanimento non e' lasciata all'individuo
sul cui corpo opera la scienza medica, ma e' rigidamente formulata dal
legislatore. Non si ammette che per alcuni la nutrizione artificiale sia
accanimento, perche' per legge essa non lo e' mai. Un po' come se per legge si
stabilisse che il colore giallo e' piu' bello del colore verde. E cosi' viene
meno quel diritto straordinariamente chiaro e certo espresso nell'articolo 32
della Costituzione: il diritto assoluto a rifiutare qualsiasi trattamento
sanitario.
Il silenzio-assenso del Vaticano e della Cei, solitamente molto solerti nel
criticare preventivamente i progetti di legge che non vanno loro bene (vedi
coppie di fatto), ci conferma che questa bozza e' stata sottoposta
preventivamente al controllo delle gerarchie ecclesiastiche.
Pur apprezzando sempre piu' l'impegno per la difesa della Costituzione del
senatore e scienziato Ignazio Marino e dei parlamentari Radicali, voci sempre
piu' solitarie in Parlamento, prendiamo atto che la bozza Calabro' diventera'
legge grazie ad un Pdl compatto ed un Pd moribondo.
Come per la legge 40 sulla procreazione assistita, dovremo pian piano demolire
la legge sul testamento biologico attraverso un lungo e lento iter giudiziario
che ne accertera' l'incostituzionalita'. Nel frattempo, decine di migliaia di
disgraziati e le loro famiglie saranno costrette a subire il prolungamento
artificiale della sofferenza e del processo di morte.
Rimane da chiedersi per quale motivo il legislatore non abbia il coraggio di
cambiare l'articolo 32 della Costituzione, invece di violarlo con una legge
ordinaria. Basterebbe riscriverlo come segue: "E' un dovere del cittadino
mangiare e bere fino alla morte. La legge detta le modalita' di somministrazione
forzata del cibo ove il cittadino rifiutasse o non fosse in grado di nutrirsi da
solo. Amen."
Numero d'emergenza unico europeo 112. In Italia chi risponde? Interrogazione
Intervento della senatrice Donatella Poretti - parlamentare Radicali - Partito
Democratico
In Italia chiamando il 112, fin dal 1981, risponde sempre la centrale dei
Carabinieri. E la cosa non e' banale come sembra, perche' dal 1991 il Consiglio
europeo ha deciso per il numero 112 un diverso destino: quello di essere il
numero d'emergenza unico europeo (NUE), per qualsiasi emergenza e in ogni Paese
membro. La decisione trova piena applicazione in una direttiva europea del 2002
(1) ma. nonostante questo, in Italia, i cittadini come anche gli ospiti della
nostra rinomata industria turistica, dovrebbero sapere al momento del bisogno se
le proprie richieste urgenti d'aiuto, di assistenza, di intervento, vanno
rivolte ai Carabinieri (112) piuttosto che alla Polizia (113), o alla Guardia di
Finanza (117), al Corpo forestale (1515), al soccorso sanitario (118), ai Vigili
del Fuoco (115), alla Guardia Costiera, ai telefoni della Polizia municipale di
uno degli 8.101 Comuni italiani, o della Polizia provinciale di una delle 107
province.
L'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) fin dal 2001 ha
denunciato la mancata attivazione in Italia del 112 unico europeo. Solo
recentemente il Decreto del Ministro delle Comunicazioni del 22 gennaio 2008 ha
stabilito l'unificazione di 112 e 113, attualmente serviti dalle Centrali
Operative di Carabinieri e Polizia di Stato, che e' in via di attuazione. Per
tutti gli altri numeri, invece, niente ancora. Intanto, il 15 gennaio scorso, la
settima sezione della Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia per
l'inadempimento della direttiva del 2002 sull'istituzione del NUE.
Per questi motivi, con il sen. Marco Perduca, abbiamo rivolto un'interrogazione
alla Presidenza del Consiglio, e ai Ministri dell'Interno, delle Politiche
europee, e della Pubblica amministrazione e l'innovazione, per sapere se siano
al corrente di questa mancanza e se si intenda disporre di un coordinamento piu'
efficace delle chiamate d'emergenza, prevedendo una semplificazione che
faciliterebbe la vita ai cittadini, come a chi visita per turismo o altro il
nostro Paese, e che ridurrebbe sensibilmente i costi di gestione.
Qui il testo dell'interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=248111
(1) 2002/22/EC del 24 aprile 2002
"Pacchi postali": le Poste bruciano 400 milioni di risparmi di 70 mila
investitori. Tremonti non dice niente?
Nel 2002, con Giulio Tremonti ministro dell'Economia, le Poste iniziano a
progettare e vendere prodotti finanziari "creativi" zeppi di strumenti derivati
che adesso il Ministro Tremonti demonizza ed addita come causa di tutti i guai
economici.
Ci riferiamo, in particolare ad una categoria di contratti assicurativi
"Index-linked" la cui componente obbligazionaria era costituita non da semplici
obbligazioni, bensi' da cartolarizzazioni (tecnicamente da cdo sintetici) e
precisamente dai seguenti prodotti:
- Classe 3A Valore Reale, collocata dal 07/01/2002 al 09/02/2002
- Ideale, collocata dal 18/03/2002 al 20/04/2002
- Raddoppio, collocata dal 03/06/2002 al 10/07/2002
- Raddoppio Premium, collocata dal 12/08/2002 al 21/09/2002
- Index Cup, collocata dal 21/10/2002 al 16/11/2002
I nomi dei prodotti e le note informative erano ingannevoli. Il primo titolo
(3A, "tripla A") richiamava esplicitamente il massimo rating, cioe' la massima
sicurezza ed affidabilta' unita all'espressione "Valore Reale" poiche' il titolo
prometteva di restituire a scadenza almeno il valore dell'inflazione piu' un
rendimento aggiuntivo legato alla variazioni di indici finanziari di mercato.
Nella nota informativa si leggeva: "La classificazione minima imposta dall'ISVAP
per questo tipologia di contratti e' di A-. Il titolo Classe 3A valore reale
index Linked ha attualmente un rating AAA di Fitch. Il rating "AAA" secondo
Fitch, determina in assoluto il piu' basso livello di rischio di credito. E'
assegnato solamente nei casi di capacita' eccezionalmente elevata di
solvibilita' e si ritiene che anche eventi particolarmente avversi non lo
possano influenzare negativamente. A titolo di esempio lo Stato Italiano ha
attualmente rating AA-, secondo Fitch".
Il rating "tripla A" emesso da Fitch era ad uso privato. Lo stesso Ken Gill,
Responsabile CDO di Fitch Ratings, e' rimasto sorpreso, nello scoprire due anni
dopo, che Poste Italiane avevano strumentalizzato il loro rating in questo modo
ed ha sottolineato che: "Siamo di fronte a titoli estremamente sofisticati. Che
siano adeguati ad investitori retail e' discutibile. Ma questo e'
responsabilita' di chi li vende".
Gia' pochi mesi dopo il collocamento di questi titoli "tripla A" ad oltre 70
mila risparmiatori (secondo fonti interne delle Poste) iniziavano in primi
problemi con il fallimento della WorldCom. Iniziavano i primi declassamenti, ma
i risparmiatori non venivano informati. Il tracollo della situazione finanziaria
ha fatto il resto. Il titolo "Classe 3A Valore Reale" adesso vale circa la meta'
ed il titolo "Ideale", un terzo del valore iniziale.
Tra poco questi titoli (che avevano una scadenza di 10 anni) andranno in
scadenza e le Poste stanno proponendo vergognose ristrutturazioni che hanno lo
scopo di cercare di soffocare sul nascere l'enorme scandalo legato a questa
vicenda.
Le Poste sono un'azienda di Stato (per la precisione per il 65% del Ministero
dell'Economia e delle Finanze e per il 35% Cassa Depositi e Prestiti Spa.
Quest'ultima e' controllata con per il 70% dal Ministero delle dell'Economia e
delle Finanze e per il resto da Fondazioni Bancarie): puo' permettersi lo Stato
di far andare in fumo oltre 400 milioni di euro di risparmi di piccoli e
piccolissimi investitori (spesso pensionati) a causa di complessissimi strumenti
finanziari sottoscritti non solo in maniera inconsapevole ma anche ingannevole?
Puo' il Ministro Tremonti da una parte bacchettare le banche e dall'altra
consentire ad un'azienda di Stato sotto il suo diretto controllo di applicare
quegli stessi metodi?
Chiediamo che il Ministro Tremonti intervenga immediatamente affinche' le Poste
si facciano totalmente carico delle perdite derivanti da questi prodotti.
Ricordiamo che dall'ultimo bilancio pubblicato sul sito delle Poste, le stesse
hanno conseguito un utile netto di 844 milioni di euro. Riteniamo come minimo
doveroso che parte di questi utili (conseguiti in larga parte ingannando i
risparmiatori con decine e decine di altri prodotti finanziari assurdi) vengano
impiegati per sanare una situazione cosi' grave, causata principalmente non
dalla situazione del mercato finanziaria ma dalla sconsideratezza di chi ha
progettato e venduto a decina di migliaia di piccoli risparmiatori questi
prodotti finanziari assurdi.
Per una descrizione piu' approfondita del problema:
http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=248185
Leggende metropolitane: frutta, pasta e aspirina
Le leggende metropolitane si propagano alla velocita' della luce, impossibile
fermarle. Quante volte abbiamo sentito dire che la frutta va mangiata lontano
dai pasti, che non bisogna mischiare i carboidrati (es. la pasta) con le
proteine (es.la carne) e che l'aspirina americana e' migliore di quella
italiana? Sradicare i luoghi comuni e' difficilissimo, si danno per certi
ovunque. Dopo i pasti la frutta fermenta e rende difficile la digestione, si
sente dire; non sappiamo dove sia partita questa leggenda se non da coloro che,
sazi di un pasto luculliano, non avevano un centimetro cubo disponibile nel
proprio stomaco. Non bisogna mangiare la pasta con la carne, cioe' non bisogna
mescolare i carboidrati con le proteine, perche' fa male, occorre invece fare
una dieta dissociata, si sostiene; noi costatiamo che la pasta contiene
mediamente un dieci per cento di proteine, il che vuol dire che si ha gia', nel
prodotto per eccellenza italiano, la combinazione carboidrati-proteine. Allora
come la mettiamo con la dieta dissociata? Probabilmente si e' scambiato il
consiglio di mangiar meno (mangiare la pasta a pranzo, carne e contorno a cena
significa fare un solo pasto) con un imperativo categorico. Prendi questa
aspirina, e' americana, e' migliore di quella italiana, si sente dire. Noi
sappiamo che l'aspirina e' acido acetilsalicilico, il quale, prodotto al di la'
o al di qua' dell'oceano, sempre acido acetilsalicilico rimane. Il problema e'
semmai il costo, visto che negli Usa si vendono confezioni con migliaia di
compresse a poco prezzo mentre in Italia abbiamo confezioni piu' "belle" ma
anche piu' care.
Privacy e spam. Garante e Tribunale spianano la strada al traffico di dati
sensibili? Interrogazione
Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito
Democratico
Secondo un giudice del Tribunale di Firenze, interpellato perche' un istituto
religioso non voleva far sapere da chi aveva preso gli indirizzi di alcuni bimbi
a cui aveva inviato proprio materiale di propaganda, e' lecito non render nota
questa fonte: per 'origine dei dati' non e' da intendersi -come logica vorrebbe-
il soggetto che li ha illegalmente diffusi e/o venduti, ma e' sufficiente una
indicazione generica sulle modalita' con cui solitamente si ottengono questi
dati. Un generico "non ricordiamo da dove provengono", cosi' come si e' difeso
questo istituto, per il giudice e' nell'ambito della legge. Che in questo modo
diventa solo un orpello a disposizione dei vari poteri e non certo dei
cittadini, per la cui privacy e liberta' era stata introdotta nella nostra
legislatura, con tanto di Garante che dovrebbe garantirne l'applicazione e
semplificare il ricorso nel caso di presunte violazioni.
Legittimazione, quindi, di quello spam che, Ue prima e Italia dopo (art.7 codice
Privacy), dicono di voler combattere.
Ma non si tratta di un caso isolato. In molti Comuni, come segnalato dall'Aduc
(Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), i dati anagrafici e
sanitari vengono disinvoltamente forniti a soggetti privati, profit e no-profit.
Nello specifico fiorentino era gia' accaduto a me direttamente col 'Movimento
per la Vita' dopo la nascita di mia figlia. Ma, rivoltami alla Procura della
Repubblica per chiedere che si indagasse sull'origine della fuga di dati
personali da parte del Comune (commette infatti reato quel pubblico ufficiale
che divulga dati sensibili dei cittadini), l'esposto e' stato archiviato senza
indagare.
Allo stesso modo Pietro Moretti, vicepresidente dell'Aduc, padre di due bimbe, a
poche settimane da un cambio di residenza, ha ricevuto al suo nuovo indirizzo
due lettere (una per ogni figlia) dall'Istituto San Gregorio che lo invitavano a
visitare il loro asilo privato. Rivoltosi al Garante della Privacy, l'Autorita'
aveva condannato l'istituto alle spese legali, ma non a rivelare la fonte da cui
aveva avuto gli indirizzi. Moretti ha allora impugnato questa decisione presso
il Tribunale di Firenze, dove il giudice Aloisio ha invece dato ragione al
Garante.
Le motivazioni del Garante e di questo Tribunale spianano la strada allo spam,
garantendo l'impunita' a chi guadagna dallo smercio dei dati privati dei
cittadini. Senza la possibilita' di conoscere e quindi perseguire chi fa smercio
dei nostri dati sensibili, viene meno l'intero impianto della legge sulla
protezione dei dati sensibili, ed il cittadino non ha possibilita' alcuna di
farsi valere. Anagrafi comunali e societa' provviste di indirizzari potranno,
senza timore di essere perseguiti in alcun modo (penale o civile) divulgare e
vendere materiale sensibile, di cui non si potra' mai accertare la provenienza.
Per questo, col sen. Marco Perduca, ho rivolto un'interrogazione al Ministro
della Giustizia, per sapere se non intenda inviare degli ispettori presso la
Procura e il Tribunale di Firenze affinche' accertino la correttezza
dell'operato della magistratura inquirente e giudicante, che cosi' agendo hanno
di fatto reso inapplicabile una norma europea e italiana e nullo un diritto del
cittadino.
Qui il testo dell'interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=248262
Disabili e Vaticano
Ecco la vignetta di Joshua Held
http://www.aduc.it/dyn/vignetta/vignetta_base.php?id=248302
Colori tossici a carnevale. Interrogazione parlamentare
Brutte notizie per chi ama il carnevale (1). L'Ufficio per la tutela dei
consumatori di Duesseldorf (Germania) mette in guardia dall'indossare costumi e
maschere a diretto contatto con la pelle: diversi articoli contengono colori a
dispersione, suscettibili di causare allergie, e nel peggiore dei casi
potrebbero anche essere cancerogeni. A seconda della tecnica e del materiale
usato, le sostanze coloranti possono non essere fissate correttamente, e quindi
sciogliersi con il sudore. Di solito, a ridosso del carnevale scattano i
controlli su vestiti, parrucche, cappelli e maschere per verificare la
permeabilita' dei colori; negli ultimi anni ne sono venuti alla luce di
sconsigliabili, utilizzati soprattutto da produttori asiatici. Gia' l'Ufficio
federale per la valutazione dei rischi (BfR,) aveva chiesto di rinunciare
all'impiego di otto colori a dispersione per tessuti che vanno a contatto
diretto della pelle. I produttori tedeschi assicurano che non li adoperano piu',
ma i tessuti possono colorati in altri Paesi ed essere importati. E in Italia?
Sarebbe interessante sapere se sono state fatte indagini su tessuti e maschere
usate per il carnevale gia' in atto.
Una interrogazione in tal senso e' stata preannunciata dalla senatrice Donatella
Poretti.
Nel frattempo consigliamo di evitare gli acquisti di articoli di carnevale da
venditori improvvisati, di comperarli, invece, nei negozi e di conservare lo
scontrino: in caso di contestazioni si sapra' con chi protestare.
(1) http://www.sueddeutsche.de/gesundheit/835/456503/text/print.html
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LA PULCE NELL'ORECCHIO
Articoli e riflessioni con il preciso scopo di mettere il dubbio -con
l'informazione- sulla solidita' di diffuse certezze o distrazioni sui nostri
consumi o sui servizi di cui usufruiamo
di: Annapaola Laldi
ALTRE TEMPESTE
L'inverno che stiamo ancora vivendo e' stato tutto un susseguirsi di tempeste
nelle diverse zone d'Italia; sembra che niente e nessuno sia stato risparmiato
da bufere di neve, fino a quote abbastanza basse, sulle Alpi e gli Appennini, da
alluvioni o dalla minaccia di esse fin nel cuore della capitale, da fortunali
marini che, fra le altre regioni, hanno colpito in modo particolarmente forte e
ripetuto la Sardegna.
A questa onda lunga di vittime umane e gravi danneggiamenti alle cose, che
auspico sia arrivata alla fine, mi e' venuto di associare il pensiero di altre
tempeste, quelle interiori, quelle che si scatenano, spontaneamente o per
qualche impulso esterno, nella nostra mente o nella nostra anima e che a volte,
per la persona che le vive, non sono meno devastanti di quelle a cui ho accenato
sopra. La poesia di Montale, La casa dei doganieri, che riporto di seguito,
comunica, secondo me, abbastanza bene tale esperienza umana; lo fa con molto
pudore ed essenzialita', senza dare accentuazione tragica alla narrazione, ma
basta soffermarci su due versi chiave, contenuti nella seconda strofa (“la
bussola va impazzita all'avventura/ e il calcolo dei dadi piu' non torna”) e su
un altro passaggio della terza (“... in cima al tetto la banderuola/affumicata
gira senza pietá”, per avvertire, senza ombra di dubbio, una tensione arrivata
al punto di rottura. Offro dunque, a chi legge, questa poesia come testimonianza
di uno sbandamento doloroso (e non importa a chi o a che cosa sia dovuto) con
l'augurio rivolto a chi si sentisse in questa situazione di riuscire a tenere,
come dice Montale di se stesso, un capo del filo della memoria. Una sorta di
filo d'Arianna, che guidi verso il varco che consente di uscire dal labirinto
dello smarrimento.
LA CASA DEI DOGANIERI
(da: Eugenio Montale, Le occasioni, 1928-1939)
“Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entro' lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sosto' irrequieto.
Libeccio sferza da anni le vecchie mura
e il suono del tuo riso non e' piu' lieto:
la bussola va impazzita all’avventura.
e il calcolo dei dadi piu' non torna
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.
Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pieta'.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
ne' qui respiri nell’ oscurita'.
Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
rara la luce della petroliera!
Il varco e' qui? (Ripullula il frangente
ancora sulla balza che scoscende …).
Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta”.
NOTA
La casa dei doganieri fu pubblicata per la prima volta su una rivista nel 1930 e
poi in un libriccino edito dall'editore fiorentino Vallecchi nel 1932,
intitolato proprio La casa dei doganieri e altri versi. Il tutto conflui' nel
1939 nel volume Le occasioni. Notizie approfondite sulla poesia si trovano sul
sito
http://www.immacolatariccio.it/lacasa.htm
Su Le occasioni si puo' consultare il sito:
http://www.italialibri.net/opere/occasioni.html.
Segnalo inoltre un video interessante di commento/lettura della poesia:
http://it.youtube.com/watch?v=Ic3PB5RAHlY
Una biografia di Eugenio Montale si puo' leggere in “Upupe” (15 luglio 2008):
http://www.aduc.it/dyn/pulce/art/singolo.php?id=225646
oppure su Internet:
http://www.italialibri.net/autori/montalee.html
Alcuni testi del poeta, compresa La casa dei doganieri, si possono leggere su
http://it.dada.net/freeweb/eugeniomontale/
e su: http://www.valsesiascuole.it/crosior/1_intertestualita/montale_memoria.htm
(con sottofondo musicale)
(a cura di Annapaola Laldi)
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MEDICARE?
Politiche della salute. Informazione, dubbi sul mondo scientifico e sui problemi
globali
di: Giuseppe Parisi
Il cieco non sogna al buio. A Futura Memoria
Internet e' un "vero dono per l'umanita'" e deve essere accessibile a tutti
(Jouse' Ratzinger)
Barack Obama si e' insediato, il vento soffia forte, la ricerca scientifica si
muove, la storia volta pagina.
Tuttavia, non tanti si saranno resi conto della tipicita' dell'agenda politica
di Obama, tutta esposta ai media, privilegiando il web.
Cosi', subito dal primo minuto dall'insediamento del neo Presidente, il sito web
della Casa Bianca, (http://www.whitehouse.gov) cambia look, a simboleggiare la
trasparenza con la quale l'amministrazione Obama pretende di avere nei
confronti sia del popolo Americano sia dei popoli del pianeta.
Obama ha vinto grazie ad una mobilizzazione senza precedenti, operata
attraverso la rete del web, preziosa e' stata la viva collaborazione di
esperti, i quali hanno saputo fare sana politica attraverso questo meraviglioso
mezzo di comunicazione.
Come non dire che la Rete ha modellato il futuro del Paese Americano e di gran
parte del pianeta?
Ed in Italia?
Quanti sono a conoscenza che la crescita di informatizzazione dello "stivale",
negli ultimi anni, e' crollato sotto gli standard dei Paesi Europei,
posizionandosi solo davanti alla Romania, che certamente presto ci avanzera',
superandoci?
Noi ricordiamo uno dei tanti "caroselli" elettorali del Presidente Silvio
Berlusconi, quando vantava che le scuole d'Italia, con lui Presidente sarebbero
state le scuole delle 3I, includendo inglese ed informatica.
Non e' andata esattamente cosi', e la recessione economica, comodamente presa
quale motivazione di tutto, non c'entra per niente.
Si tratta, viceversa, di razionale ed astuta, se non agghiacciante volonta'
politica, nel mantenere una non piena efficienza della Rete del web.
Il motivo per quanto apparentemente difficile da comprendere, e' viceversa di
una facilita' estrema.
Quando il Presidente Berlusconi, con la medesima metodologia dei "messaggi in
codice" asserisce "io sono troppo vecchio per il computer", non molti si rendono
conto che sta lanciando messaggi in codice, che sono la vera agenda politica, e
che solo orecchie "particolarmente sensibili" sanno udire.
Il politico puo' andare davanti alle telecamere per il piccolo schermo, dicendo
amenita', resteranno poche tracce delle brillanti intuizioni.
Tutto questo sul web non e' possibile, sarebbe facile consultare un motore di
ricerca, per far emergere le brillanti stupidita', in ogni parte.
Pensate che i politici propensi ai "caroselli delle bugie", possano essere
desiderosi del web? Meglio le tv, ancor di piu' quando se ne e' proprietari.
Perfino il Santo Padre, Jouse' Ratzinger, "vola" sul vento del Web (1) e la Fede
va su "youtube" (2).
Tutti cavalcano il Web , anche esponenti di questo Governo, il ministro Renato
Brunetta, oltremodo la ministra Maria Stella Gelmini (3).
Il Web e' un dono per l'umanita', pur non contrastando con la televisione, la
sminuisce. Con Internet si accede ad una cosi' vasta, immensa scelta di
informazione e cultura, che il piccolo schermo non serve piu' a nulla.
Tra l'altro, per coloro i quali posseggono una connessione veloce, potrebbero
accedere ad un numero innumerevole di canali televisivi direttamente sul proprio
computer.
Il nostro consiglio e', pertanto, di non pagare piu' il canone, vendendo la
televisione in qualche mercatino delle pulci. La questione e' giuridicamente
controversa, ma per ora, almeno, il canone non si paga per il possesso di un pc
(4).
Non e' un caso, pertanto, che la banda larga che dovrebbe essere ormai presente
in ogni parte del moderno stivale, non c'e', oltremodo l'offerta non e' per
tutti.
Una moltitudine di paesi Italiani, localita' piccole o grandi, ne sono
sprovvisti, sono nel passato.
L'Italico medioevo del web umilia tutti, ancor di piu' i portatori di
disabilita' visiva, i ciechi. Un normovedente va in libreria, sceglie un libro,
lo acquista e va a casa a leggerlo (in verita' pochi in Italia) un cieco come
fara'? Il desiderio di informarsi, soprattutto il desiderio di lettura e quindi
cultura, del non-vedente, e', per una eterna insidiosa quanto egoistica
posizione dell'editoria Italiana, olio di gomito, una immensa pazienza di ore
ed ore passate alla scansione del libro, allo scanner ed al computer, per
salvarne una copia in formato testo, trasformato dai software sempre piu'
evoluti chiamati o.c.r.. Ma, medioevo giuridico Italiano, i ciechi che per
necessita' ed amore della cultura condividono il loro lavoro con gli altri
attraverso il web, rischiano pesanti pene, per lesioni dei diritti di autore:
noi ci chiediamo, chi difende i diritti dei disabili, ed il loro diritto alla
informazione ed alla cultura?
Come nel medioevo: i ciechi fuori dalle mura?
Oggi, ogni cieco e' perfettamente consapevole che l'isolamento ed il buio
intorno si supera con la luce del web. I ciechi gestiscono il computer meglio
di quanto si possa immaginare, molti di essi sono perfino programmatori di
software, altri al computer sono virtuosi come un concertista al pianoforte,
quasi tutti con il patentino Europeo del computer, che si chiama E.C.D.L.
Un cieco al "Grande Fratello". Certamente puo' aiutare a far comprendere alla
ignara societa' Italiana che un cieco non e' solo un povero essere avvolto nel
suo buio, infelice, senza risorse alcune. Ma il "Grande Fratello" non e'
soddisfacente.
Le realta' della disabilita' visiva sono ben altre, che richiederebbero piu'
attenzione da parte del legislatore super-distratto, sovente insensibile ai
grandi problemi dei portatori di tale cosi' grande handicap. Nella mia
esperienza, non ho mai conosciuto ciechi che non abbiano avuto una
raffinatissima intelligenza, insieme ad una equilibrata capacita' di sintesi
logica. Ludicamente dotati sopra la media, con vive risorse creative, superano
quelle dei normovedenti.
Per semplificare al massimo quello che di facile comprensione non e', si
tratterebbe della logica di Madre natura che, in mancanza di un certo senso, ne
attiva affinandone e raffinandone altri.
Approfittando di questo spazio pubblico, desideriamo lanciare un messaggio per
coloro i quali sono investiti di responsabilita' istituzionali in questo Paese:
se gli interessi di mercato creati dalle televisioni non verranno urgentemente
sostituite da sontuosi investimenti e risorse economiche per lo sviluppo della
banda larga, il futuro di questo Paese e' gia' segnato.
Se ne dovranno assumere paternita' e responsabilita', di fronte alle future
generazioni.
Quanto scritto, a futura memoria.
Vi lascio con una significativa autobiografia, gia' pubblicata da una casa
editrice in Svizzera. Si tratta di un amico, cieco per errore dalla nascita,
perche' nato prematuro: fu messo in incubatrice che erogava un tasso non
idoneo di ossigeno, che ledeva irrimediabilmente la retina.
Il dottor Dante Balbo, psicologo, in una serena autobiografia, insegna che un
cieco non fa sogni al buio, mai.
Fili d'argento
Il gioco delle reti, tra infanzia e informatica
A cura di Dante Baldo
Mio padre stava li', tutto affaccendato a frugare in uno scatolone, il tavolo
gia' pieno di bocce, statuine e pendagli, mentre io esploravo delicatamente la
mensa trasformata in un campo di lavoro, strappando qualche commento apprensivo:
"Con quelle mani sempre dappertutto!".
Finalmente uscivano fuori dallo scatolone i fili, quei fili delicati, dal
crepitio sottile, lucidi al tatto, che pian piano invadevano l'albero con un
intrico d'argento e oro.
Quando penso a qualcosa di luminoso e leggero al contempo, torno con la memoria
a quei fili colorati che adornavano gli alberi di plastica della mia infanzia
natalizia.
Sono fili colorati le relazioni che si sono arrampicate sull'albero della mia
vita, ora tenui, ora robuste, ora brevi come un temporale, ora ricorrenti come
le maree.
Il dono piu' bello della mia cecita' e' stato proprio questo: se volevo vivere
dovevo costruire rapporti.
Certo, non e' una prerogativa dei ciechi intessere incontri, ma l'handicap,
quando non isola, diventa un motore potente per costruire ponti fra le persone.
L'esilio "necessario", forse!
E' cominciato tutto con l'istituto per ciechi, almeno fin li' mi ricordo, uno
spazio dove non si poteva scegliere se relazionarsi o no, ma solo con chi.
Ciechi fra i ciechi, per imparare a convivere con l'handicap, braille, musica,
lattine di caffe' per giocare a "tolla", una specie di football rumoroso,
insomma tutto quello che serve per fare un cieco doc.
La comunita', se imposta dalle necessita', non e' un'esperienza solo importante
per allargare gli orizzonti, uscire dal pietismo dei vicini di casa, ma uno
scoglio difficile, come attestavano i regolari e violenti disturbi gastrici che
mi facevano vomitare ogni volta che da casa, tornavo in corriera all'istituto.
Quando terminai le scuole dell'obbligo sapevo strimpellare il pianoforte, avevo
"distinto" in latino e un gran desiderio di andarmene da quel ghetto. Erano gli
anni settanta, con i cortei di studenti a pochi passi dal collegio, in una
Milano in fermento rivoluzionario: anni difficili per noi che crescevamo, ma
anche per l'istituzione tradizionalmente dedicata ai privi di vista, che vedeva
sgretolarsi il suo potere di unica madre dei "poveri ciechi", rimpiazzata da una
parola orribile, "reinserimento".
Quando decisi di andarmene, per studiare nella mia citta', il direttore, un
monsignore serio milanese tutto di un pezzo, di cui ricordo le messe in latino,
mi disse: "Tornerete piangendo a chiederci di studiare da noi: fuori non e' il
paese dei balocchi."
La liberazione: il grande "fuori" e la sfida
Su questo ultimo punto aveva ragione, almeno in parte, perche' un ragazzo cieco
dalla nascita, che tenti di studiare al liceo classico, con il greco e tutto il
resto, in una piccola cittadina della provincia pavese, e' un fenomeno cosi'
strano che piuttosto lo si sarebbe mandato alle magistrali femminili delle
monache, almeno cosi' consiglio' l'insegnante di greco del ginnasio che con me
non sapeva che pesci pigliare.
Fu pero' la prima parte del discorso del buon monsignore, che, malgrado le sue
intenzioni, mi diede la forza necessaria per stringere i denti e continuare.
Ancora una volta fu una questione di persone a determinare la mia strada: un
professore di greco e italiano che mi insegno' ad apprezzare Dante e che
scommise su di me, molti amici conosciuti a scuola e in un movimento religioso
giovanile, che oltre a scorrazzare con me per la provincia mi registrarono
cassette per studiare, e una cara insegnante di inglese, che mi diede molte
ripetizioni e soprattutto la saggezza nobile di una signora.
Fu quello il tempo della mia conversione religiosa, dopo un periodo di
estremismo di sinistra, piu' pensato che praticato.
Questo dato e' importante, non per una sua relazione con la mia cecita', ma
perche' mi ha consentito di intrecciare un'infinita' di relazioni significative,
che mi sono state di grande aiuto durante la scuola superiore e l'universita'.
Reinserirsi si', ma alla grande, per cui affrontare il liceo classico,
significava automaticamente accettare la sfida della formazione universitaria.
Quando si tratto' di scegliere la facolta', nessun dubbio, avrei studiato
psicologia, lo avevo deciso gia' a quattordici anni.
Non era semplice, perche' di psicologi ciechi non ne conoscevo e probabilmente
non ce ne erano, allora, nel 1978, quando iniziai a frequentare le prime lezioni
con il prof. Petter, a Padova, docente di psicologia dell'eta' evolutiva.
Se il mio primo compagno di viaggio negli studi elementari e medi era stato il
Braille, l'universita' era impossibile da combattere a colpi di punteruolo e la
vecchia tavoletta per la scrittura a puntini fu sostituita dal registratore.
Ho perso qualche amico appioppandogli i miei tomi, da riversare su cassetta, ma
molti ne ho acquistati per la stessa ragione.
Il primo anno di psicologia sono rimasto a Padova, un altro istituto per ciechi
mi ha ospitato, ma ero grande e quello era piu' vicino ad un albergo che ad una
prigione.
Una delle cose che la cecita' insegna e' la sintesi, la necessita' di prendere
possibilmente piu' piccioni con la proverbiale fava.
Siccome nella mia famiglia non si navigava nell'oro, anzi, qualche volta si
rischiava di rimanere in secca, decisi che non potevo fare il signorino studente
universitario e contemporaneamente agli studi sulla misteriosa rete delle
passioni e dei sentimenti umani, mi dedicai alla rete telefonica, formandomi
come centralinista.
Mentre studiavo psicologia, praticamente quasi per corrispondenza, cioe'
preparandomi a casa sulla base delle indicazioni dei docenti, cominciai quindi a
lavorare come centralinista nel municipio di Vigevano, la mia citta' natale.
A farmi compagnia, oltre alla mia ragazza di allora e ai miei amici, c'era un
cane, un pastore tedesco con qualche acciacco e il terrore dei botti improvvisi,
ma fedele e disponibile ad accompagnarmi per la citta', sui bus, a piedi, oppure
spettatore dei miei giorni in ufficio e delle mie sere passate a ciondolare per
la bella piazza della cittadina sulle rive del Ticino.
Studiare e' stato faticoso, anche se l'ascolto dei libri mi ha insegnato a star
sveglio di notte e non ho ancora perso questa abitudine, famiglia permettendo.
Tuttavia non immaginavo fosse cosi' difficile lavorare.
Non si trattava di incompetenza, ma di resistenze sociali e culturali. In Italia
la legge mi proteggeva e avevo diritto a lavorare in municipio o in un altro
ente pubblico o privato che avesse piu' di tre linee telefoniche.
Quando percio' chiesi di poter lavorare nell'amministrazione comunale non
sospettavo che mi ci sarebbero voluti sei mesi per imporre un mio diritto.
Una volta assunto, poi, mi ritrovai a fare di tutto, dall'impiegato d'ufficio
che trascriveva le registrazioni dei consigli comunali, all'animatore musicale
negli asili (scuole dell'infanzia), dal collaboratore d'archivio al cooperatore
di una collega animatrice socioculturale che andava in giro a registrare canti e
danze popolari.
Non che questo mi dispiacesse, anzi, mi permise di acquisire molte competenze
che ancora oggi mi sono utili, ma tutto facevo, tranne il mio mestiere, il
centralinista, l'unico che avevo seriamente imparato.
In realta' anche questa fu una fortuna, perche' mi preparo' almeno come
mentalita' alla situazione di flessibilita' che una quindicina d'anni dopo,
sarebbe diventata indispensabile requisito per tener testa alle trasformazioni
del mercato del lavoro.
Per poter esercitare come centralinista, avrebbero infatti dovuto trasformare il
mio posto di lavoro adattandolo alle esigenze di un cieco, sostituendo le spie
luminose con dei sensori tattili e questo doveva essere un'impresa ciclopica,
visto che ci vollero piu' di tre anni prima che si concretizzasse.
Quando poi avvenne, mi presi una soddisfazione, anche se determinata da ben
altri motivi: me ne andai dal municipio.
La ragione non era una ripicca, ma una scelta di vita che feci allora con mia
moglie, una ragazza svizzera conosciuta qualche anno prima per il tramite di un
sacerdote mio grande amico.
Insieme a lei, infatti, decisi di trasferirmi in Svizzera.
Qui inizio' per me un periodo abbastanza singolare, per un marito italiano
educato dalla cultura degli anni sessanta: io studiavo e mia moglie lavorava.
La laurea in psicologia non mi bastava, per diventare psicoterapeuta e mi
iscrissi ad una scuola di specializzazione che aveva una caratteristica
singolare: era in costruzione e quindi, si modifico' nel tempo, per quanto
riguardava le sedi.
Mi ritrovai a viaggiare per l'Italia, da Torino a Genova, da Cremona a Milano.
Non era una cosa semplice affrontare ogni settimana nei mesi invernali le nebbie
della pianura padana, ma a credere in questa avventura eravamo almeno in due:
io, cresciuto con la propensione a trovarmi cose difficili da affrontare per
potermi misurare con le mie effettive capacita' e mia moglie, una donna
dall'apparenza fragile, ma che via via che la conosco si e' dimostrata anche
piu' ostinata e tenace di me.
Eravamo nella seconda meta' degli anni ottanta, il mio cane era morto, ma stavo
in Svizzera in un momento in cui non mi andava di avventurarmi nell'incontro con
un altro animale da guida, perche' non ero ancora in una situazione di vita
stabile e cosi' imparai ad usare il bastone bianco.
Mi fu utilissimo durante gli stage di psicologo e poi di psicoterapeuta,
trascorsi in varie strutture, tra cui l'ospedale neuropsichiatrico Cantonale,
oggi notevolmente riformato.
Terminai la mia formazione post laurea e finalmente cominciai a lavorare, per
una societa' di servizio che si occupava di alcolisti.
La pelle dell'orso
Avevo partecipato ad un concorso, senza assolutamente credere di avere qualche
possibilita' di successo e, invece, il direttore mi mando' a chiamare.
Qui sfoderai tutta la mia faccia di bronzo, quella che i francesi chiamano
expression figée, per descrivere la fissita' dei volti dei ciechi dalla nascita,
ma che in realta' io attribuisco in quel caso alla necessita' di barare
spudoratamente.
Senza sapere praticamente niente di informatica e senza avere mai avuto un
computer, scommisi con il direttore che valutava la mia assunzione che avrei
avuto completa autonomia sul posto di lavoro, informatizzando la mia postazione.
Per fortuna vendetti la pelle, ma uccisi anche l'orso, imparando in breve tempo
a districarmi fra bytes, ram, processori e text-editors.
Fu un vero salto di qualita' per le mie possibilita' di comunicazione con il
mondo.
Ricordo l'angoscia provata anni prima, quando avevo dovuto scrivere la mia tesi
universitaria con una macchina da scrivere e trascriverla poi in braille,
imparando velocemente il sistema di stenografia italiana, per abbreviarne il
volume.
Adesso potevo scrivere correggere, avere materiale da consultare attraverso i
dischetti dei colleghi, trovare documenti gia' fatti e non dover chiedere a
qualcuno di leggermeli.
Fu come passare dalla bicicletta alla Ferrari.
La scrittura braille rimaneva un punto fermo, ma diventava lo strumento per
accedere ad informazioni in quantita' smisurata e in spazi ridotti.
Un libro che in scrittura braille avrebbe occupato numerosi volumi, diventava un
floppy disk da tenere in tasca.
Quando mi accostai all'informatica il mio obiettivo era tutto sommato minimo,
trovare il modo di conservare le informazioni professionali e poterle scambiare
con i colleghi.
Non immaginavo certo che mi si sarebbe aperto un mondo immenso e in continua
evoluzione.
Sia la rete, e rete fu
Prima venne l'edicola elettronica, una delle esperienze piu' emozionanti della
mia vita per quanto riguarda l'acquisizione di autonomia.
Ricordo ancora la trepidazione e lo stupore nel trovare sul mio computer,
semplicemente con poche operazioni e qualche momento di attesa, i giornali che
tutti comperavano al chiosco.
Poter sfogliare le notizie in tempo reale, anticipare i colleghi su fatti che
non avevano letto, gustare le terze pagine in cui la cultura si dispiega e
dibatte.
Poi venne la posta elettronica, un circuito attraverso un server, per comunicare
fra ciechi e ipovedenti, il precursore di Internet. Infine la rete, la grande
rete delle lettere scambiate con la Siberia, delle biblioteche virtuali, delle
informazioni piu' disparate, delle ricerche su temi diversi, della scoperta di
luoghi da visitare ecc.
L'informatica ha costituito una vera e propria rivoluzione nella mia vita, le
cui proporzioni sono difficili da circoscrivere.
Con la scrittura braille o i testi su audiocassetta la vita dei ciechi era gia'
piu' facile di quando elemosinavano davanti alle chiese, ma con l'accesso alla
rete virtuale e la possibilita' di trasferire mediante uno scanner testi dalla
carta al computer sono stati un vero e proprio balzo in avanti, come dal
velocipede all'aeroplano.
Oggi via e-mail ho scritto ad un editore per chiedergli se era possibile avere
un libro in formato elettronico e poche ore dopo lo ritiravo dalla stessa posta
elettronica.
Ho iniziato questo scritto a casa, lo ho continuato in ufficio e ora da casa lo
spediro' sempre tramite un modem alla coordinatrice che me lo ha chiesto. Prima,
pero', sempre con lo stesso computer lo inviero' via fax ad un'amica, per un
commento.
Ma, soprattutto, posso controllare sempre quello che ho scritto o quello che
altri mi inviano.
Quando eravamo fidanzati, io ho inondato mia moglie di lettere, perche' lavoravo
in un ufficio e avere una macchina da scrivere non era un problema, ma lei non
ha mai potuto scrivermi, e, se lo avesse fatto, avrebbe potuto al massimo
parlarmi del tempo che faceva in Svizzera.
Ora invece la possibilita' di intessere relazioni consentendo anche ad altri di
essere intimi con me e' possibile, grazie alla posta elettronica.
Tutto questo e' oggi il vasto mare cui anch'io ho accesso, ma solo grazie a
delle persone.
Non alludo alla retorica degli informatici che si occupano di programmi speciali
per ciechi, del resto indispensabili, ma a quella rete di persone,
programmatori, ma soprattutto amici dell'Unitas, l'associazione dei ciechi e
ipovedenti della svizzera italiana, miei compagni di viaggio in quest'avventura
nel mondo telematico.
Il posto lo ottenni e non solo, progressivamente imparai a gestire la mia
professione sempre piu' autonomamente.
Accanto al mio cammino professionale si sviluppava intanto il percorso
personale, soprattutto in relazione alla mia esperienza di fede.
Non di sola integrazione professionale vive l'uomo
Crebbi con gli amici del movimento religioso cui ancora appartengo, il
Rinnovamento nello spirito, che mi educo' all'amore per la Chiesa e alla
tensione verso la dimensione comunitaria.
C'e' un pregiudizio sui ciechi, un'idea che probabilmente serve ad esorcizzare
il dramma di una menomazione inaccettabile: i non vedenti, per un gioco
compensatorio, sono spiritualmente acuti e sensibili. Si potrebbe dire meglio,
sono buoni. Niente di piu' sbagliato e fuorviante, sia per la prima sia per la
seconda ipotesi.
Il movimento religioso che ho abbracciato non e' fatto di soli ciechi, ma ha
coinvolto 80 milioni di persone nel mondo. Si tratta di uno dei movimenti
religiosi nati dopo il Concilio Vaticano II in cui uomini e donne hanno
ritrovato il gusto di vivere un'esperienza personale di salvezza, di
sperimentare un Vangelo attuale e che riguarda la loro vita concreta, le loro
scelte quotidiane, i loro progetti e le loro speranze.
La fede, quella cristiana Cattolica, ha segnato profondamente la mia vita, non
perche' sono cieco, anche i ciechi hanno le stesse chances di andare
all'inferno, ma perche' ho avuto la grazia di incontrare dei testimoni autentici
della medesima fede.
Mi ha accompagnato come un filo rosso, fatto di legami con gli amici e la
comunita' di appartenenza, dalla mia giovinezza, fino ad oggi.
E' in questa esperienza che ho incontrato mia moglie, anch'ella convertita
dall'ateismo. E' per la nostra fede e l'amicizia per una coppia che abbiamo
deciso di abitare in Svizzera e non in Italia.
E' per la necessita' di concretizzare l'aspirazione al servizio degli altri in
un ambito di fede, che ho chiesto di poter lavorare per Caritas Ticino.
E' infine l'evoluzione della mia partecipazione al movimento che mi ha generato
alla fede, che mi ha condotto ad accogliere la chiamata al diaconato permanente.
Dopo la societa' di Cura dell'alcolismo, infatti, venni assunto a Caritas
Ticino, in qualita' di operatore sociale.
Contemporaneamente mi formavo come candidato al diaconato permanente, una forma
particolare del sacramento dell'ordine, ripristinata dal Concilio Vaticano II,
che abilita uomini sposati a servire la Chiesa sia nell'aiuto ai poveri, sia
nella predicazione e nel servizio liturgico.
Essere diacono permanente significa concretamente poter amministrare battesimi,
partecipare alla Messa come lettore del Vangelo e predicatore, essere attivo in
parrocchia con responsabilita' diverse.
Inoltre la mia stessa attivita' lavorativa e' impostata come un particolare modo
di esprimersi del mio servizio come diacono.
I fili si annodano per un traguardo
In Caritas Ticino, una delle prerogative e' la flessibilita' e la disponibilita'
a fare un po' di tutto.
In qualche modo, la mia vita si e' progressivamente unificata, da torrenti
diversi e' nato un fiume, fondendo lavoro e fede, flessibilita' e autonomia,
incontro con le persone e riflessione culturale.
Qui in Caritas Ticino faccio di tutto: scrivo articoli per la nostra rivista
bimestrale, mi improvviso intervistatore televisivo, collaboro per la redazione
di documenti, dirigo il servizio sociale e il servizio adozioni, preparo un
programma per una radio locale, scelgo i temi per la formazione interna
dell'equipe ecc.
Ma questa volta non e' il ripiego per miei diritti non riconosciuti, ma una
scelta libera e cosciente di adesione al progetto di servizio agli "Ultimi" che
Caritas Ticino incarna.
E la psicoterapia? Non e' dimenticata, per essa continuo a formarmi ed
aggiornarmi, ed e' diventata una delle opzioni del pacchetto di proposte del
servizio sociale di Caritas Ticino.
Al centro di tutte queste esperienze, ci sono persone, che camminano al mio
fianco, che mi incrociano per un momento, con le quali costruisco amicizie
capaci di sfidare il tempo.
Il pre-giudizio universale
Il ghetto non e' del tutto scomparso, anche se si manifesta in modo piu'
sottile.
Molta e' ancora la resistenza da superare per una reale integrazione, ma non si
tratta piu' di difficolta' logistiche, bensi' di una mentalita' da smontare,
scritta nella storia millenaria del rapporto dell'uomo con la diversita' e con
la cecita' in particolare.
E' qualcosa di piu' intimo dell'accettazione che un cieco possa fare l'avvocato
o lo psicologo o l'operaio in una fabbrica, riguarda la nostra paura del
diverso, la necessita' di proteggere come un bambino il portatore di handicap.
Non riguarda i vedenti cattivi che non capiscono, e' dentro la persona umana,
cieca o vedente tetraplegica o atleta olimpico.
E' difficile per tutti scindere la persona dalle fantasie che riguardano il suo
handicap.
La mia stessa testimonianza, potrebbe far sembrare che i ciechi siano tutti
persone eccezionali, piene di interessi, con una vita di relazioni intensissima,
ma io conosco ciechi e vedenti ottusi, vedenti e ciechi antipatici, ciechi senza
fantasia e vedenti che hanno avuto guai che io non riesco ad immaginare di
essere in grado di superare.
Io stesso, che ora parlo cosi', se incontro uno straniero, mi metto a parlare
con lui come se fosse sordo, articolando le frasi e semplificandole come i negri
dei film, con magari tutti i verbi all'infinito.
Quando il mattino mi reco nella sala dove facciamo la pausa, generalmente,
almeno tre persone si alzano per cedermi il posto, con intenzioni di
benevolenza, ma non farebbero lo stesso e non lo fanno per il mio direttore, che
gerarchicamente e' piu' importante di me.
Nel mio ruolo di diacono permanente sono recentemente andato in un palazzo per
benedire le case, una tradizione ancora diffusa qui in Ticino.
Una signora, alla fine, mi ha fatto un'offerta, ma non per la chiesa, cosa
consueta, ma "per un caffe'."
E' solo una sensazione di pelle, ma sono quasi certo che se fossi stato vedente
non avrebbe osato.
Ancora fili d'argento, per fare una cometa
La mia strada non e' finita e da queste pagine se ne scorgono solo alcuni
tratti, dentro i quali le mille relazioni che ho intrecciato o che mi hanno
toccato brillano esili come quei fili d'argento degli alberi di plastica dei
miei natali d'infanzia, cosi' luminosi da far risplendere la casa, cosi' tenui
che li si puo' leggere solo fra le righe.
Non so cosa mi riservi il futuro, ne' se Caritas Ticino sara' il mio traguardo
professionale, ma vorrei alla fine della vita poter portare con me quei fili
d'argento ed esserne cosi' carico da trasformare il mio povero albero di
plastica in un'altra cometa natalizia.
(1)
http://punto-informatico.it/2532928/PI/News/ratzinger-una-rete-evangelizzare.aspx
(2)
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2009/01/17/1202023005985-papa-ratzinger-pronto-l-esordio-internet.shtml
(3)
http://www.universinet.it/maturita/maturanews/2805-materie-maturita-2009-gelmini-su-you-tube-tutte-le-materie-desame.html
(4) http://www.aduc.it/dyn/rai/comu.php?id=246551
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OSSERVATORIO LEGALE
Osservatorio quindicinale di approfondimento giuridico. Leggi e sentenze,
italiane ed europee, in materia di diritto dei consumatori
di: Emmanuela Bertucci
Rsa. Incostituzionalita' della legge regionale Toscana: ennesimo tentativo a
danno delle tasche dei meno abbienti
Ormai da anni ci occupiamo della costante e diffusa illegalita' dei Comuni
d'Italia che, spesso complici le Regioni, chiedono illegalmente ai cittadini
ingenti somme di denaro (se parametrate all'attuale costo della vita) a titolo
di retta per la degenza in RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali).
L'ultima vicenda di cui ci siamo occupati riguarda la Regione Toscana che, per
porre "rimedio" ad una sentenza del TAR Toscana che riconosce l'illegittimita'
delle richieste economiche effettuate dal Comune di Firenze alle persone degenti
in RSA e ai loro parenti, ha deciso di "avallare" con una legge illegittima
queste prassi illegali dei Comuni, sperando in un effetto deterrente che
dissuada i cittadini dal chiedere giustizia.
Per comprendere appieno i profili di illegittimita' di tale legge, facciamo una
iniziale premessa su come il Parlamento italiano ha disciplinato il pagamento di
queste rette, operando una chiara e precisa scelta di politica sociale e
sanitaria.
Le prestazioni di degenza in residenze sanitarie assistenziali per soggetti
handicappati/disabili gravi non autosufficienti e soggetti
ultrasessantacinquenni non autosufficienti rientrano fra i cosiddetti LEA,
livelli essenziali di assistenza (1) e in ragione della duplice rilevanza
sanitaria prima che sociale delle prestazioni di cui sopra, il legislatore ha
previsto che il pagamento delle rette di permanenza nelle residenze sanitarie
assistenziali (RSA) per soggetti ultrasessantacinquenni non autosufficienti e'
ripartita per il 50% a carico del S.S.N. e per il restante 50% a carico dei
Comuni, con l'eventuale compartecipazione dell'utente secondo i regolamenti
regionali o comunali (2); per soggetti handicappati/disabili gravi non
autosufficienti e' ripartita per il 70% a carico del S.S.N. e per il restante
30% a carico dei Comuni, con l'eventuale compartecipazione dell'utente secondo i
regolamenti regionali o comunali (3). Pertanto, i Comuni possono chiedere
all'assistito un contributo percentuale a tal fine, sulla base della situazione
economica dello stesso, valutata secondo i parametri ISEE, cosi' come
determinata dall'art. 25 della legge 328/2000 in relazione a quanto stabilito
nel d.lgs. 109/98.
Delineato per grandi linee il quadro normativo, passiamo all'analisi della legge
della Regione Toscana n. 66 del 2008 in vigore dal 19 dicembre 2008, nota ai
piu' come la legge che istituisce un nuovo fondo per la non autosufficienza.
Una buona legge, parrebbe dunque; una legge che mostra la sensibilita' della
Regione Toscana alle esigenze delle categorie piu' deboli, anziani e
handicappati gravi, ma che in realta' ha fra i suoi scopi principali quello di
tentare di "salvare" i Comuni toscani dall'esborso di somme cui questi ultimi
sono tenuti.
L'approvazione di tale legge si inserisce, infatti, nel tentativo di rendere
legittimi i regolamenti dei Comuni toscani che –in contrasto con la normativa
nazionale– prevedono il computo dei redditi dei parenti per la determinazione
della quota in compartecipazione dell'utente, nonche' il computo degli
emolumenti previdenziali e assistenziali che la legge esclude. Non e' un caso
che il procedimento di approvazione della legge stessa sia stato accelerato
dalla pendenza avanti al Tribunale amministrativo Regionale per la Toscana di
precedenti ricorsi aventi medesimo oggetto, cosi' come non e' un caso che
l'approvazione finale della 66 del 2008 sia avvenuta a pochi giorni di distanza
dal deposito della sentenza n. 2535/08 del Tar Toscana, che obbliga il Comune di
Firenze a conformarsi alla legge nazionale e dunque a richiedere, per la degenza
in RSA di soggetti handicappati/disabili gravi non autosufficienti e soggetti
ultrasessantacinquenni non autosufficienti un contributo economico proporzionato
al reddito personale e non gia' al reddito del nucleo familiare.
Questo tentativo e' contenuto all'art. 14 della legge stessa, che cosi' recita:
"[...] In via transitoria e in attesa della definizione dei LIVEAS sono previste
forme di compartecipazione da parte della persona assistita ai costi delle
prestazioni non coperti dai livelli essenziali di assistenza sanitaria, secondo
livelli differenziati di reddito e patrimoniali definiti da apposito atto
regionale di indirizzo, tenendo conto dei principi in materia di indicatore
della situazione economica equivalente (ISEE) di cui al decreto 31 marzo 1998,
n. 109 [...]. Nelle more della definizione dei LIVEAS, l'atto di indirizzo
regionale che deve definire i livelli differenziati di reddito e patrimoniali
attiene ai seguenti criteri generali: [...] b) nel caso di prestazioni
residenziali oltre alla situazione reddituale e patrimoniale della persona
assistita, determinata secondo il metodo Isee sono computate le indennita' di
natura previdenziale e assistenziale percepite per il soddisfacimento delle sue
esigenze di accompagnamento e assistenza; c) la quota di compartecipazione
dell'ultrasessantacinquenne e' calcolata tenendo conto altresi' della situazione
reddituale e patrimoniale del coniuge e dei parenti in linea retta entro il
primo grado".
L'approvazione di questo articolo e' stata fortemente criticata anche dal
Difensore civico regionale, che da tempo e' a conoscenza della problematica e
che interpellato dal Consiglio regionale per un parere, si e' espresso sull'art.
14 ritenendolo illegittimo e fonte di nuovo contenzioso giurisdizionale (parere
patentemente ignorato dall'organo legislativo regionale).
Questo articolo, che gia' ad una prima lettura appare in pieno contrasto con la
normativa statale gia' menzionata, fonda la propria ragion d'essere sulla
inerzia statale nella determinazione dei LIVEAS (livelli essenziali di
assistenza sociale) dando per intendere al lettore disattento che le prestazioni
di inserimento di persone handicappate gravi e anziani ultrasessantacinquenni
non autosufficienti in RSA siano non gia' prestazioni socio-sanitarie bensi'
prestazioni di "mera" assistenza sociale, materia –quest'ultima– di esclusiva
competenza regionale ai sensi dell'art. 177, comma 4 Cost. Questo sarebbe il
percorso logico della Regione Toscana: se tali prestazioni hanno carattere
esclusivamente sociale, ben puo' la Regione nella propria piena ed esclusiva
autonomia legislativa stabilire i propri criteri fondamentali in relazione a
quali prestazioni fornire e a quali condizioni economiche, ignorando l'esistente
legislazione statale (che dunque non avrebbe alcuna ragione di esistere!).
Quanto appena detto ben si comprende se si valuta la legge regionale Toscana
alla luce della novella del Titolo V della Costituzione che attribuisce in via
esclusiva allo Stato la potesta' normativa in materia di "determinazione dei
livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale" (art. 117, comma 2,
lett. m) e di previdenza sociale (art. 117, comma 2, lett. o) ed individua come
materie di legislazione concorrente la tutela della salute (art. 117, comma 3).
La legge 66 del 2008 comporta due gravissime violazioni costituzionali. La prima
concerne l'art. 117 comma 2 lett. m) Cost. Le prestazioni sociosanitarie di
degenza in RSA per handicappati gravi e ultrasessantacinquenni non
autosufficienti sono livelli essenziali sia sanitari che sociali, rientrando sia
nei LEA (si veda sopra) sia nei LIVEAS (art. 22 l. 328 del 2000). La violazione
commessa dalla Regione Toscana consiste in buona sostanza nell'ignorare che tali
prestazioni siano LEA, a componente sanitaria e a competenza legislativa
concorrente, erroneamente ritenendo che essi rientrino nei soli LIVEAS, e dunque
di esclusiva competenza legislativa regionale.
Cosi' non e'.
E da cio' consegue la seconda violazione del dettato costituzionale, in
particolare dell'art. 117, comma 3 che attribuisce competenza concorrente fra
Stato e regioni nella materia della tutela della salute. Le prestazioni in
questione sono infatti Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria individuati
con dpcm del 29.11.2001, la cui disciplina ricade appunto nella categoria
"tutela della salute".
Le medesime prestazioni sono poi state ritenute dal legislatore nazionale
altresi' Livelli Essenziali di Assistenza Sociale. I due concetti ben possono
convivere: il fatto che la degenza in RSA comporti prestazioni di carattere
sociosanitario (LEA) alla persona ben puo' convivere con altri tipi di servizi
–questa volta sociali (LIVEAS)– che si possono prestare alla stessa persona
degente nella medesima struttura. Rientrera' allora fra le prestazioni
sociosanitarie l'assistenza alla persona malata consistente nei tipici servizi
offerti da questo genere di strutture (prestazione oggetto del presente
giudizio); rientreranno nei servizi sociali alla persona altri tipi di servizi
piu' prettamente sociali, quali la compagnia all'anziano piuttosto che
l'organizzazione di eventi ricreativi ecc. In particolare, il secondo comma
dell'art. 14 contraddice non solo altra norma della stessa legge (nella specie,
l'art. 14, comma 1, che si rifa', correttamente, alla disciplina di cui al
d.lgs. 109 del 1998 –con particolare riguardo ai criteri per la
compartecipazione di cui al gia' menzionato art. 3 comma 2 ter)- ma addirittura
contraddice lo stesso art. 3 comma 2 ter del d.lgs 109 del 1998, secondo il
quale la determinazione della situazione economica del richiedente le
prestazioni sociali nell'ambito di percorsi assistenziali integrati di natura
sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o
continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave nonche' a soggetti
ultrasessantacinquenni non autosufficienti debba avvenire tenendo in
considerazione la situazione economica del solo assistito. In riferimento alla
lett. b) dell'art. 14, merita sottolineare come esso ricomprenda anche il
computo di emolumenti e indennita' di natura previdenziale e assistenziale, che
sono esclusi dai computi delle rette a carico degli utenti.
La norma in questione tenta di destare confusione fra gli operatori del diritto,
sovrapponendo le categorie di LEA (livelli essenziali di assistenza) e LIVEAS
(livelli essenziali di assistenza sociale), lasciando intendere che questi
ultimi non siano assolutamente definiti, e che pertanto le prestazioni
sociosanitarie di degenza in residenze sanitarie assistenziali non siano
prestazioni "sociosanitarie" ma soltanto prestazioni "sociali"; e cio' al fine
di eludere il dettato costituzionale che vede di competenza esclusiva del
legislatore nazionale la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il
territorio nazionale (art. 117, lett. m) e di competenza concorrente la tutela
della salute. Il goffo tentativo della legge 66 del 2008 consiste nel voler
ritenere tali prestazioni meramente sociali, in modo da svincolarsi
completamente da qualsiasi vincolo legislativo statale per poter far ricadere la
materia nel comma 4 dell'art. 117 Cost: "spetta alle Regioni la potesta'
legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla
legislazione dello Stato". Invero, se la determinazione dei livelli essenziali
e' di esclusiva potesta' legislativa statale (cui lo Stato ha ottemperato con i
d.p.c.m. 29 novembre 2001 e 14 febbraio 2001), la disciplina delle prestazioni
sanitarie e sociosanitarie rientra nelle materie in cui la competenza e'
concorrente tra Stato e Regioni, materie nel cui ambito la potesta' legislativa
delle Regioni trova un limite nelle leggi-quadro o leggi-cornice.
Per sgombrare il campo da eventuali fraintendimenti, si sottolinea come il
legislatore nazionale abbia ampiamente chiarito che le prestazioni oggetto del
presente giudizio rientrano fra i LEA, come da combinato disposto degli art. 54,
l. 289 del 2002, artt. 1 e 3 septies d.lgs. 502 del 1992, d.p.c.m. 29 novembre
2001 allegato 1, lett. h, d.p.c.m. 23.04.2008 nonche' –in relazione alla
suddivisione della compartecipazione fra Asl e comuni d.p.c.m. 14 febbraio 2001-
definendo la degenza in RSA per persone handicappate gravi e
ultrasessantacinquenni non autosufficienti "prestazioni socio-sanitarie ad
elevata integrazione sanitaria [...] caratterizzate da particolare rilevanza
terapeutica e intensita' della componente sanitaria", e specificando nel
d.p.c.m. del 2001 che rientrano fra i livelli essenziali di assistenza anche le
"prestazioni sanitarie di rilevanza sociale, ovvero le prestazioni nelle quali
la componente sanitaria e quella socioassistenziale non risultano operativamente
distinguibili".
E se anche si volesse ritenere corretto l'inserimento di tali prestazioni fra i
soli LIVEAS, cio' nondimeno le norme contenute all'art. 14 della legge 66 del
2008 sarebbero incostituzionali. Sebbene infatti la riforma costituzionale del
Titolo V sia successiva all'entrata in vigore della legge 328 del 2000, tale
legge ben puo' esser riletta alla luce del nuovo quadro costituzionale. I
livelli essenziali (LIVEAS inclusi) trovano tutela nella lettera m dell'art 117,
nei diritti civili e sociali quale competenza dello Stato, ritenuti esigenze
unitarie sovranazionali. Si tratta di una previsione posta a garanzia
dell'effettiva tutela dei diritti sociali e del principio di uguaglianza
sostanziale tra gli individui, tesa a impedire che l'autonomia regionale si
traduca in forti disuguaglianze territoriali nelle prestazioni sociali e in
contenuti deteriori per la cittadinanza sociale dovuti unicamente al luogo di
residenza.
E' quindi essenzialmente a questa norma che e' destinato il compito di
realizzare un equilibrio tra le ragioni dell'autonomia e quelle dell'unita', tra
le esigenze della differenziazione e quelle dell'uniformita', nell'ambito di
quelle materie, come l'assistenza sociale, in cui le competenze legislative e
amministrative finalizzate all'attuazione del diritto sociale sono decentrate
verso regioni ed enti locali. Piu' che di competenza per materia si tratta di
competenza di sistema (o, per usare le parole della Corte Costituzionale
"trasversale"). Quindi al legislatore nazionale spetta l'individuazione dei
LIVEAS, in via di legislazione esclusiva, mentre alle regioni spettano, in
questo quadro, le modalita' organizzative, gli standard da adottare per
raggiungere l'obiettivo della garanzia delle prestazioni. Se cosi' e' la regione
non puo', nemmeno nelle more di una determinazione dei LIVEAS piu' dettagliata
rispetto a quella di cui alla legge 328 del 2000, fissare suoi criteri
illegittimi rispetto alla normativa vigente, cosi' invadendo la competenza
esclusiva del legislatore statale, ma attenersi a quanto gia' previsto dallo
Stato.
L'art. 22 della legge 328 del 2000 sull'assistenza definisce infatti i LIVEAS:
"Ferme restando le competenze del Servizio sanitario nazionale in materia di
prevenzione, cura e riabilitazione, nonche' le disposizioni in materia di
integrazione socio-sanitaria di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502 e successive modificazioni, gli interventi di seguito indicati costituiscono
il livello essenziale delle prestazioni sociali erogabili: [...]; g) interventi
per le persone anziane e disabili per favorire la permanenza a domicilio, per
l'inserimento presso famiglie, persone e strutture comunitarie di accoglienza di
tipo familiare, nonche' per l'accoglienza e la socializzazione presso strutture
residenziali e semiresidenziali per coloro che, in ragione della elevata
fragilita' personale o di limitazione dell'autonomia, non siano assistibili a
domicilio;".
L'art. 8 della stessa legge, che ben consente una rilettura dello stesso nella
chiave della riforma costituzionale prevede: "[...] Funzioni delle regioni:
[...] l) definizione dei criteri per la determinazione del concorso da parte
degli utenti al costo delle prestazioni, sulla base dei criteri determinati ai
sensi dell'art. 18, comma 3, lettera g );". E il richiamato art. 18, comma 3,
lett. g) prevede: "Il Piano nazionale indica: [...] g) i criteri generali per la
disciplina del concorso al costo dei servizi sociali da parte degli utenti,
tenuto conto dei princìpi stabiliti dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
109;"; cosi' come esplicito richiamo alle norme del d.lgs. 109 del 1998 e'
effettuato altresi' dall'art. 25 della legge 328. E' dunque indubbio che le
regioni non possano derogare alle disposizioni di cui al d.lgs. 109 del 1998.
Questo il drammatico quadro che si presenta agli occhi dei cittadini che
vogliano far valere i propri diritti. Gli avvocati dell'Aduc e l'Aduc stessa,
impegnata da tempo nella battaglia RSA, si sono gia' mossi per contrastare
questa legge in tutte le sedi possibili:
- la senatrice Donatella Poretti ha sollecitato, tramite una interrogazione
parlamentare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a rivolgersi alla Corte
Costituzionale affinche' decida sulla legittimita' o meno di tale legge
(http://www.aduc.it/dyn/parlamento/noti.php?id=247945);
- nei ricorsi pendenti contro il Comune di Firenze, i legali dell'Aduc hanno
chiesto al TAR Toscana, qualora ritenesse tale legge applicabile alla
determinazione delle rette, di sollevare questione di legittimita'
costituzionale;
- similmente e' accaduto nel ricorso pendente avanti al Consiglio di Stato, con
una identica richiesta di sollevare questione di legittimita' costituzionale.
Speriamo di avere a breve delle risposte, sia dal Governo che dal Consiglio di
Stato, che si occupera' della questione il prossimo 3 febbraio.
L'ultima parola spetta dunque ai Tribunali.
Qui tutte le informazioni specifiche sulla vicenda: http://www.aduc.it/dyn/rsa/
(1) come da combinato disposto degli art. 54 l. 289 del 2002, art. 1 e 3-septies
d.lgs. 502 del 1992, D.p.c.m. 29 novembre 2001, allegato 1, lettera H. Si tratta
di "prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria [...]
caratterizzate da particolare rilevanza terapeutica e intensita' della
componente sanitaria" - art. 3-septies, comma 4, d.lgs. 502 del 1992.
(2) (3) D.p.c.m. 14 febbraio del 2001, richiamato dall'art. 54 della legge 289
del 2002.
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MACROMICRO ECONOMIA
Come macro e micro economia incidono sulle nostre tasche
di: Domenico Murrone
Giulio, Corrado e Antonio e i derivati venduti ai pensionati italiani dalle
Poste
Due potenti dell'Italia di oggi erano potenti anche nel 2002. Persone di
successo che amministrano miliardi e miliardi di euro. Giulio Tremonti nel 2002
(come oggi) era ministro dell'Economia. Corrado Passera, oggi a capo di
IntesaSanPaolo, la piu' importante banca del Paese, nel 2002 era amministratore
delegato di Poste italiane. L'azionista di maggioranza assoluta delle Poste e'
proprio il ministero di Giulio Tremonti.
Nel 2002, Giulio, Corrado e Antonio …
Nel 2002 Passera e Tremonti non avevano alcuna preclusione verso i prodotti
finanziari derivati, che sono la causa della crisi mondiale in essere.
Uno -Passera- permetteva a Poste italiane di confezionare e vendere sei tipi di
polizze assicurative altamente rischiose, basate su strumenti derivati, ma
spacciate dagli impiegati delle Poste come un investimento sicuro. E i nomi dati
alle varie polizze erano una garanzia: 3A (tripla A) Valore Reale, Ideale,
Raddoppio, Raddoppio Premium, ecc.. Si tratta di Polizze index linked,
sottoscritte da almeno 74 mila italiani, in buona parte anziani, abituali
sottoscrittori di Buoni fruttiferi postali. (1)
L'altro -Tremonti- oltre a sovrintendere (in quanto azionista) all'operato di
Poste italiane, nella legge Finanziaria del 2002 avallava l'utilizzo di prodotti
derivati da parte degli Enti locali italiani. L'ultima riga dell'articolo 41
della legge 448/2001 recita:
…Con lo stesso decreto sono approvate le norme relative all’ammortamento del
debito e all’utilizzo degli strumenti derivati da parte dei succitati enti. (2)
Nel 2002 il signor Antonio e' un pensionato 71enne. Ha a disposizione 10 mila
euro e con la moglie decide di mettere da parte i soldi per i funerali (che
prima o poi si muore tutti!). E' alla ricerca di un prodotto sicuro. Il dilemma
tra prodotto bancario o postale vede prevalere le Poste (sono pubbliche, le
banche invece…). Cosi' sottoscrive 3A (tripla A) Valore Reale. Chiede
all'impiegato che conosce da anni: ma e' sicuro? Certo!
… e nel 2009
Oggi, Giulio Tremonti e' un aspro critico della finanza creativa fatta di
strumenti finanziari derivati, la cui implosione ha causato la recessione
economia planetaria. In una recente intervista, a proposito dell'attuale crisi
dice:
Il male da contrastare non sta nell'economia, ma nella finanza. E ha un nome
oscuro: derivati. Non per caso nessuno osa parlarne. La massa e' in continua
crescita, l'importo nozionale dei derivati e' ormai pari a dodici volte e mezzo
il Prodotto interno lordo del pianeta. (3)
Corrado Passera e' a capo della piu' importante banca del Paese e da questa
posizione ha contribuito, tanto da essere definito patriota, a mantenere
l'italianita' di Alitalia (4).
Oggi Antonio ha 78 anni, riceve da Poste italiane una comunicazione il cui succo
e': i tuoi 10 mila euro si sono 'trasformati' -a causa delle crisi finanziaria,
naturalmente- in 5.300 euro. Siccome Poste italiane vogliono venirti incontro,
ti proponiamo di cambiare prodotto, prima che il valore della polizza si azzeri.
Il nuovo prodotto, si chiama Ad hoc, permettera' di avere indietro piu' o meno i
tuoi 10 mila euro … nel 2015. Tra sei anni Antonio avra' 84 anni.
Oggi, il quasi ottantenne Antonio ha due strade: iniziare una causa che
terminera' quando non ci sara' piu'. O accettare la proposta di chi otto anni fa
gli ha rifilato una ciofeca.
(1) "Pacchi postali": le Poste bruciano 400 milioni di risparmi di 70 mila
investitori. Tremonti non dice niente?
http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=248190
(2) Legge finanziaria 448/2001 http://www.parlamento.it/leggi/01448l.htm
(3)
http://www.corriere.it/economia/09_gennaio_18/tremonti_aa12166c-e542-11dd-9276-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano
(4) http://www.aduc.it/dyn/macromicro/art/singolo.php?id=169618
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IL CONDOMINIO
Quindicinale sui diritti di proprietari e inquilini
di: Alessandro Gallucci
Decoro architettonico
E' nota comune sentir dire che e' stato leso il decoro architettonico
allorquando un condomino intervenga sulle parti comuni per delle modifiche
funzionali alla sua proprieta'. Allo stesso modo si tira in ballo il decoro
architettonico quando l'assemblea, nella deliberazione di lavori di
manutenzione, decide modifiche alle parti comuni (es. cambio del colore del
prospetto, modifiche dell'androne o della pitturazione delle scale, ecc.). E'
chiaro che in assenza di una definizione legislativa di decoro architettonico e'
piu' difficile capire cosa sia e se, e quando, possa ritenersi leso. Questo e'
un argomento demandato all'opera della giurisprudenza. Proprio dalla
giurisprudenza prendiamo spunto per cercare di illustrare cos'e' il decoro
architettonico, quando questo e' violato quando, invece, debba ritenersi
legittima una sua modifica e come, infine, ci si puo' difendere.
Cos'e' il decoro architettonico?
Prendendo spunto da una nozione condivisa dagli addetti ai lavori, e recepita
dalla Cassazione, per decoro "deve intendersi l'estetica del fabbricato data
dall'insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli
imprimono una determinata, armonica fisionomia ed una specifica identità" (Cass.
851 del 2007). Questo insieme di connotati estetici non e' riferito solo agli
immobili di particolare pregio, ben potendo riguardare anche "normali
condomini". La definizione, che ha il merito di chiarire cos'e' il decoro
architettonico da un punto di vista prettamente sostanziale, non ci aiuta nel
dargli una definizione giuridica. Quindi, per rispondere correttamente alla
domanda "cos'e' il decoro architettonico?", dobbiamo anche chiederci a chi
appartenga. Sempre la Cassazione, facendo proprio un diffuso convincimento, ci
dice che "il decoro architettonico, quando possa individuarsi nel fabbricato una
linea armonica, sia pure estremamente semplice, che ne caratterizzi la
fisionomia, e' un bene comune" (Cass. n. 8830 del 2008). Detto cio', e' evidente
che dalla varie decisioni giurisdizionali possiamo ricavare tutti gli elementi
utili per dare una definizione completa, quale bene comune immateriale che
caratterizzando esteticamente un edificio gli imprime una specifica identita'.
Quando si viola e quando si puo' modificare il decoro architettonico?
Innanzitutto, il decoro e' violato quando sono poste in essere delle innovazioni
che lo alterino (art. 1120, II co., c.c.). Va detto che il divieto posto dal
codice civile non e' assoluto, in quanto una decisione presa dall'assemblea
all'unanimita' puo' derogare tranquillamente la norma del codice. Per fare un
esempio, se l'assemblea decide di modificare il prospetto del palazzo, e' ben
possibile che se la deliberazione non e' unanime possa essere impugnata in
quanto innovazione che va a violare il decoro architettonico. Tutte le altre
ipotesi di violazioni del decoro architettonico non trovano una definizione
legislativa e, di conseguenza, vanno valutate caso per caso. Proviamo a fare
qualche esempio. Realizzare un vano, anche di modestissime dimensioni, ad uso
esclusivo di un'abitazione appropriandosi di uno spazio comune, viola anche il
decoro architettonico; ed ancora, qualunque provvedimento dell'amministratore di
messa in sicurezza dello stabile deve essere tale e non diretto anche a
modificare il decoro dello stabile (es. asportando definitivamente delle parti
come pensiline ecc.). Gli esempi sono innumerevoli e anche in relazione alla
genericita' della definizione sono suscettibili di trovare applicazione in
svariate situazioni.
Come difendersi?
Quando un condomino ritiene che sia stato violato il decoro architettonico dello
stabile puo' fare due cose:
1) rivolgersi all'assemblea e risolvere la questione in ambito condominiale;
2) adire l'Autorita' Giudiziaria.
Vediamo tempi e modi di quest'ultimo caso.
Se si tratta di impugnare una delibera, appare giusto consigliare di mantenersi
nei 30 giorni previsti dall'art. 1137 c.c. Infatti, la qualificazione di una
delibera come nulla o annullabile e' opera rimessa al giudice. Per quanto la
nullita', dopo la sentenza delle Sezioni Unite del 2005, sia circoscritta ad
ipotesi piu' limitate, proprio quella del decoro architettonico e' un caso, a
parere di chi scrive, dubbio. Una volta impugnata la delibera ed affrontato il
giudizio, sara' il giudice a valutare la contestata violazione. Un dato e'
certo: la valutazione dell'avvenuta inosservanza del decoro architettonico e'
materia rimessa al prudente apprezzamento del giudice. Una volta che
quest'ultimo ha motivato adeguatamente sulla violazione (o la non violazione),
la motivazione stessa non e' suscettibile di essere sindacata dalla Cassazione.
Come dire, seguita la regola generale e' il singolo giudice del caso concreto a
dover valutare senza possibilita' di replica.
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LA SCHEDA PRATICA
CONTRATTI DI AFFITTO: UNA GUIDA
La locazione di immobili ad uso abitativo e' disciplinata dalla legge 431/1998
che ha a suo tempo abrogato definitivamente l'"equo canone" (legge 392/1978) e i
cosiddetti "patti in deroga" (d.l.333/1992 convertito nella legge 359/1992).
E' bene rilevare che per i contratti stipulati prima del 30/12/1998 -ed ancora
in corso a tale data- le regole applicabili sono quelle precedentemente valide,
fino al termine dei contratti stessi.
La legge 392/78 rimane inoltre valida per i contratti di affitto di immobili
adibiti ad usi non abitativi (fabbriche, negozi, etc.).
La legge 431/98 non si applica:
- ai contratti di affitto su immobili "vincolati", ovvero di interesse
artistico, storico, archeologico, etc. nonche' a quelli su immobili delle
categorie catastali A1, A8 e A9 (abitazioni signorili, ville, castelli e
palazzi). In questi casi si applicano le generiche disposizioni del codice
civile (art.1571 e segg.).
- agli alloggi di edilizia residenziale pubblica ai quali si applica una
normativa a parte, statale e regionale;
- ai contratti stipulati dagli enti locali come conduttori al fine di soddisfare
esigenze abitative di carattere transitorio, per i quali si applicano le
generiche disposizioni del codice civile (art.1571 e segg,);
- agli alloggi locali esclusivamente per finalita' turistiche.
TIPI DI CONTRATTO
Il primo e classico contratto di affitto di immobile ad uso abitativo e' quello
denominato "4+4", a canone libero e completamente affidato alla contrattazione
delle parti.
L'unica limitazione e' appunto la durata, che la legge prevede in quattro anni
piu' altri quattro senza diritto di negare il rinnovo salvo che si verifichino
speciali condizioni che tratteremo piu' avanti.
Dopo gli otto anni, la possibilita' di comunicare disdetta o rinnovo viene data
ad entrambe le parti. A tal fine, e' necessario comunicare, con raccomandata a/r
inviata almeno 6 mesi prima della scadenza, la propria intenzione di rinnovo a
nuove condizioni o di disdetta. In mancanza di una risposta (di accoglimento nel
caso di proposta di rinnovo) inviata entro 60 giorni dal ricevimento della
comunicazione -o comunque in caso di mancato accordo- il contratto si considera
concluso alla data di scadenza della locazione.
La mancata comunicazione di disdetta (o di intenzione di rinnovo a nuove
condizioni) sancisce il rinnovo automatico alle condizioni precedenti per altri
otto anni.
Per la stipula non e' necessario l'intervento di terzi, ma in certi casi le
parti potrebbero voler farsi assistere da organizzazioni di inquilini o di
proprietari oppure da altri professionisti del settore. E' sempre necessaria la
forma scritta per sancire la validita' dell'accordo.
Il secondo tipico contratto di locazione e' quello cosiddetto "a canone
concordato" o "3+2" , redatto sulla base di contratti-tipo stipulati in sede
locale tra organizzazioni dei proprietari edilizi e dei conduttori.
Oltre alla durata in questo caso e' predeterminato anche Il canone di affitto.
La durata non potra' essere inferiore ai 3 anni, con rinnovo automatico alla
scadenza per ulteriori 2 anni.
Fanno eccezione i casi in cui la disdetta anticipata e' ammessa per legge, casi
che sono gli stessi previsti per la prima tipologia, e di cui parleremo di
seguito.
Ancora come per la prima tipologia, la richiesta o la rinuncia all'ulteriore
rinnovo alla scadenza del secondo periodo (3+2) deve avvenire, anche in questo
caso, 6 mesi prima della scadenza. La mancata risposta entro 60 gg determina
automaticamente la cessazione del contratto al momento della scadenza.
La mancata comunicazione della disdetta determina invece l'automatico rinnovo
per altri cinque anni.
I canoni di locazione vengono concordati dalle parti all'interno di fasce minime
e massime di oscillazione definite a livello locale (di solito comunale),
tenendo in considerazione le caratteristiche dell'edificio e dell'unita'
immobiliare.
Per i dettagli si veda il DM 30/12/02 (attuale "convenzione nazionale" di
riferimento) riportato tra i link utili.
E' sempre indispensabile la forma scritta e la redazione del contratto deve
obbligatoriamente seguire dei modelli-tipo (vedi allegati A e B del DM
30/12/02).
La sottoscrizione puo' avvenire con l'assistenza di un'associazione di inquilini
(Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini, etc.) oppure ad un'associazione di
proprietari (Asppi, Confappi, Union Casa, Uppi, etc.).
REGISTRAZIONE
Il contratto, di qualunque tipo sia, va redatto in forma scritta e registrato
presso l'agenzia delle entrate col pagamento della relativa imposta di registro.
Per approfondimenti si veda la scheda pratica REGISTRAZIONE DEI CONTRATTI DI
LOCAZIONE. COSA FARE E QUANDO riportata tra i link utili.
DINIEGO DI RINNOVO DEL PROPRIETARIO/LOCATORE ALLA PRIMA SCADENZA
Come gia' detto, al termine degli otto anni -o dei cinque anni in caso di
affitto a canone concordato- ambedue le parti hanno la facolta' di rescindere il
contratto con un preavviso minimo di sei mesi.
Il proprietario/locatore ha anche la facolta' di negare il rinnovo alla prima
scadenza (quindi dopo i primi quattro anni oppure dopo i primi tre, a seconda
del tipo di contratto), stante l'obbligo di preavviso di sei mesi, nei seguenti
casi:
- il locatore intenda destinare l'immobile agli usi: abitativo, commerciale,
artigianale o professionale proprio, del coniuge, dei genitori, dei figli, dei
parenti entro il secondo grado;
- un locatore persona giuridica -che persegua fini sociali, pubblici, culturali,
assistenziali, di culto- voglia utilizzare l'immobile per le finalita' in
questione, offrendo al conduttore un'idonea alternativa abitativa;
- il conduttore abbia, nello stesso comune, un idoneo alloggio libero;
- l'immobile sia posto in un edificio gravemente danneggiato, che debba essere
ricostruito o stabilizzato e la permanenza del conduttore sia d'ostacolo ai
lavori; autorizzazioni e concessioni decorrono dall'effettiva disponibilita';
- lo stesso immobile sia in condizioni tali da necessitare interventi di
integrale ristrutturazione oppure se l'immobile debba essere demolito o
trasformato; le autorizzazioni e le concessioni decorrono ancora dall'effettiva
disponibilita' dell'immobile,
- il proprietario intenda effettuare sopra-elevazioni in un appartamento posto
all'ultimo piano, e la presenza dell'inquilino sia d'ostacolo; le autorizzazioni
e le concessioni decorrono dall'effettiva disponibilita';
(in questi ultimi due casi, se il proprietario dopo i lavori concede nuovamente
l'immobile in affitto, il precedente affittuario ha diritto di prelazione coma
da art.40 della legge 392/78)
- il conduttore non occupi continuativamente l'immobile senza giustificato
motivo, senza che si sia verificata alcuna legittima successione nel contratto;
- il locatore intenda vendere a terzi l'immobile e non abbia altri immobili ad
uso abitativo -oltre, eventualmente, alla propria abitazione
(in quest'ultimo caso all'affittuario/conduttore e' riconosciuto il diritto di
prelazione da esercitare nei modi previsti dalla legge, art.38/39 legge 392/78).
Il locatore deve esporre chiaramente uno dei suddetti motivi di disdetta nella
comunicazione inviata all'affittuario, e deve adibire l'immobile agli usi per i
quali ha esercitato la facolta' di disdetta entro dodici mesi da quanto ne ha
riacquistato la disponibilita'. In caso contrario l'inquilino ha diritto al
ripristino del rapporto di locazione alle stesse condizioni previste nel
contratto disdettato oppure, in alternativa, al risarcimento del danno.
RECESSO DELL'INQUILINO/CONDUTTORE PRIMA DELLA SCADENZA
Premettiamo che le parti possono prevedere contrattualmente la facolta' per
l'inquilino/conduttore di rescindere dal contratto in qualsiasi momento, stante
il preavviso di sei mesi da inviare per raccomandata a/r.
Se questa clausola mancasse, e se le parti non si trovassero comunque d'accordo
sul punto, l'inquilino/conduttore potrebbe recedere anticipatamente dal
contratto se non in presenza di un "grave motivo".
In assenza di motivazioni valide, il contratto andra' onorato fino alla
scadenza.
Definire il "grave motivo" non e' facile, visto che la legge non lo fa e si deve
far riferimento alla giurisprudenza. In termini generali si deve trattare di un
motivo legato ad un evento imprevisto, non dipendente in alcun modo dalla
volonta' dell'inquilino, e sopravvenuto dopo la stipula del contratto. Per usare
i termini adoperati dai giudici di Cassazione (sentenze 5328/07, 17416/07) i
gravi motivi devono essere "involontari, imprevedibili e sopravvenuti".
L'esempio tipico per le locazioni ad uso abitativo e' quello del soggetto che
improvvisamente ed inaspettatamente deve trasferirsi in altra citta' per motivi
di lavoro non dipendenti da una sua scelta.
In tutti i casi l'intenzione di recedere deve essere comunicata al locatore
esclusivamente tramite raccomandata A/R e con preavviso di 6 mesi. In caso
contrario il proprietario avra' diritto a chiedere il rimborso per il danno
subito, a meno che si dimostri che il proprietario ha riutilizzare
immediatamente l'immobile traendone un vantaggio (riaffittandolo subito o
altro).
Se il recesso e' legato ad un grave motivo esso ovviamente va riportato e
documentato, altrimenti (se esso e' consentito da una clausola contrattuale
anche in assenza di una giusta causa) basta comunicare la propria intenzione.
Una volta esercitato, il recesso e' operativo, e non e' consentito ritirarlo.
Indipendentemente dal momento del rilascio, il canone deve essere pagato fino al
sesto mese. Se il termine di 6 mesi non viene rispettato, per non pagare i danni
occorre dimostrare il consenso del proprietario: altrimenti, a titolo di
risarcimento, si dovra' corrispondere una cifra pari a 6 mensilita', rispondendo
anche degli eventuali danni alla cosa. Le parti si possono comunque accordarsi
per un termine minore.
Nota importante: I "gravi motivi" non valgono nei contratti transitori ad uso
abitativo. E' invece consentito in quelli non-abitativi.
Fonte: legge 431/98, art.3 e legge 392/78 artt. 4 e 27
FORME CONTRATTUALI PARTICOLARI
La convenzione gia' detta per i contratti a canone convenzionato (3+2) si occupa
anche dei contratti di natura transitoria e di quelli per studenti universitari.
Si tratta, in ambedue i casi, di contratti stipulati sulla base di accordi
locali tra il Comune, le associazioni di proprietari e quelle di inquilini, le
aziende per il diritto allo studio, le associazioni di studenti e le cooperative
od enti non lucrativi che operino nel settore.
I contratti di natura transitoria possono avere durata da un mese a diciotto
mesi e devono obbligatoriamente essere legati ad esigenze temporanee del
proprietario o dell'inquilino (come, tipicamente, la mobilita' lavorativa), che
siano tra quelle individuate dagli accordi locali tra associazioni di
proprietari e associazioni di inquilini.
Sui contratti dev'essere chiaramente riportata l'esigenza temporanea che ha
determinato la sottoscrizione e devono esservi allegate prove scritte al
riguardo. Prima della scadenza del contratto il soggetto interessato dovra'
confermare alla controparte l'eventuale permanere della propria esigenza con
lettera raccomandata a/r.
In caso contrario, o comunque se le esigenze temporanee vengono meno, il
contratto diventa un normale "4+4".
I contratti per studenti sono riservati invece agli iscritti a corsi
universitari in un comune diverso da quello di residenza e possono durare dai
sei mesi ai tre anni (rinnovabili alla prima scadenza salvo disdetta
dell'inquilino/studente). Possono essere firmati da singoli o gruppi di studenti
o direttamente dalle aziende per il diritto allo studio.
Per ambedue i tipi di contratti i canoni di locazione vengono concordati dalle
parti all'interno di fasce minime e massime di oscillazione definite a livello
locale, tenendo in considerazione le caratteristiche dell'edificio e dell'unita'
immobiliare nonche' (per quelli riservati agli studenti) la zona ove si trova
l'alloggio.
E' sempre indispensabile la forma scritta e la redazione del contratto deve
obbligatoriamente seguire dei modelli-tipo (per i contratti transitori vedi gli
allegati C e D del DM 30/12/02, per quelli degli studenti gli allegati E ed F).
La sottoscrizione puo' avvenire con l'assistenza di un'associazione di inquilini
(Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini, etc.) oppure ad un'associazione di
proprietari (Asppi, Confappi, Union Casa, Uppi, etc.).
Per i dettagli si veda il DM 30/12/02 (attuale "convenzione nazionale" di
riferimento) riportato tra i link utili.
RIVALUTAZIONE DEL CANONE
Il canone di affitto puo' essere adeguato al variare del costo della vita gia'
dall'anno successivo alla stipula del contratto, e cosi' per ogni anno
successivo.
L'indice da utilizzare per l'adeguamento e' quello ISTAT dei prezzi al consumo
per le famiglie di operai e impiegati (indice FOI).
Per i contratti a canone libero di solito si applica il 100% dell'indice mentre
per quelli a canone concordato si applica il 75% dell'indice. Va utilizzato
l'indice fissato dall'ISTAT per il mese di scadenza dell'annualita' (per
esempio, se il contratto e' stato stipulato a Giugno 2008 l'adeguamento va fatto
a Giugno 2009 applicando l'indice fissato per questo mese).
Negli affitti a canone libero l'adeguamento e' applicabile solo se il contratto
lo prevede espressamente poiche' la disposizione di legge che lo rendeva
obbligatorio (art.24 legge 392/78, quella detta dell'"equo canone") e' stata
abrogata dalla legge 431/98 attualmente valida per i contratti di locazione
abitativa.
Per i contratti a canone concordato la sua applicabilita' e' normalmente
prevista direttamente dagli accordi territoriali e i contratti-tipo a cui ci si
deve obbligatoriamente attenere contengono una clausola specifica.
Se il contratto prevede l'adeguamento e il proprietario si e' dimenticato di
applicarlo, questi non puo' chiedere gli arretrati ma puo' calcolare il nuovo
canone applicando tutti insieme gli adeguamenti passati. Cio' comunque per
massimo 10 anni retroattivi (termine di prescrizione ordinaria).
Per conoscere l'indice da applicare ci si puo' rivolgere ai centri di
informazione statistica dell'ISTAT (i CIS) presenti su tutto il territorio
nazionale. Alcuni di questi uffici hanno servizi di segreteria telefonica che
forniscono gratuitamente 24 ore al giorno il valore dell'ultimo indice FOI. In
alternativa si puo' consultare il sito dell'ISTAT o siti equivalenti.
Su questo sito si trovano tutte le informazioni utili:
http://www.istat.it/prezzi/precon/rivalutazioni
CLAUSOLE NULLE
E' nulla ogni pattuizione volta a determinare un importo del canone di locazione
superiore a quello risultante dal contratto registrato, oppure superiore a
quanto prefissato in sede di contrattazione delle categorie, per i
contratti-tipo.
Al termine del contratto, entro 6 mesi, e' data all'affittuario la facolta' di
richiedere la restituzione delle somme pagate in piu' rispetto a quanto
stabilito contrattualmente.
Nel caso di contratti-tipo l'affittuario puo' ottenere dal Giudice la
definizione del canone.
Sempre al Giudice ci si puo' rivolgere nel caso di mera locazione "di fatto"
-cioe' a nero.
E' nulla anche la pattuizione che tenda a derogare i limiti temporali di durata
del contratto.
RILASCIO DELL'IMMOBILE
Una volta che il contratto di affitto viene regolarmente disdetto o comunque se
per esso non scatta il rinnovo alla scadenza (tacito o a nuove condizioni che
sia), l'immobile dev'essere liberato.
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