VARESE LIGURE: Benessere e Longevità
C'è un paese, sulle montagne che dalla Liguria guardano il mare, in cui la gente non soffre di allergie, insonnia, depressione, stress. Non si ammala di tumore. batte ogni record di longevità. C'è un paese, in Italia. dove qualità della vita non è solo un abusato modo di dire.
Un abbraccio composto da
case che chiudendosi in una spirale sembra voler proteggere i propri
abitanti: questa è Varese Ligure vista dall'alto. Dal basso, e cioè
all'altezza degli occhi di chi ne percorre le strade, è un continuo
rimando ad una bucolica serenità.
Varese Ligure: provincia di La Spezia, quindi ancora Liguria, entroterra che sa già di Emilia. Borgo medievale nato attorno ad una rocca nel '500 (oggi Piazza del Mercato) che con i secoli ha modificato il suo aspetto senza però travolgerlo con interventi architettonici distruttivi. Va bé, si direbbe, di borghi medievali l'Italia ne è piena (qualcuno ha pensato di venderli, magari per appianare qualche deficit di troppo). Cosa c'è allora di differente a Varese Ligure?
C'è che qui ambiente ed economia non sono due tesi contrapposte ma, anzi, vanno a braccetto per quel “sviluppo sostenibile” di cui molto si parla ma poco si applica.
Tutto nasce nel 1991 quando Varese Ligure è un borgo da ristrutturare e il Comune non ha i soldi per farlo. Allora si pensò che l'ambiente, oltre che a dare rilassatezza, poteva anche generare ricchezza. Nacque il “Poi” (piano organico d'intervento) che si ispirava, per i progetti di ristrutturazione, a quello che avevano fatto in passato l'antico casato dei Fieschi. Quindi, in maniera intelligente, vengono utilizzati i finanziamenti della Comunità europea e quella dei privati.
La fama del borgo cresce: arrivano gli studenti di architettura dall'Italia ma anche dall'estero (Giappone in testa) per studiare gli interventi messi in atto. Ma nascono anche delle realtà produttive: cooperative di prodotti caseari e di allevamento di bestiame. Si fa marketing: in tutta Europa viene fatto conoscere il “prodotto” Varese Ligure. Quindi la pacifica invasione di tedeschi e danesi che da turisti si trasformano in residenti.
Non si vive però solo di carne e formaggio: l'energia viene prodotta dalle centrali eoliche e fotovoltaiche: gli abitanti non pagano la bolletta all'Enel e si pensa di vendere il surplus di energia ad altri. Ilo tutto a vantaggio della salute oltre che delle tasche: qui il protocollo di Kyoto viene rispettato più che altrove (è l'unione di tante piccole realtà come Varese Ligure potrebbe dare una mano a tutto il Pianeta).
Tutto questo viene premiato con diversi riconoscimenti: la certificazione Iso 14001 per gli interventi ambientali insieme a quella energetica delle Municipalizzate.
E si vive di più: qui, per i circa 2300 abitanti, la prospettiva di raggiungere i novant'anni (magari anche i cento visto che sono otto gli ultracentenari) in buona salute non è una chimera ma, basta vedere gli anziani del luogo, una realtà che da molte parti viene invidiata.
La piu' grande opera di sostenibilita' d'Italia
Note:(Fonte: GEO n. 8 agosto 2006)
Forse non sapete che in
Italia c'e' un paese che vanta numerosi record: e' il primo in Europa ad
aver ricevuto due certificazioni ambientali, la ISO14001 e l'EMAS, nel
2004 ha vinto il premio come migliore Comunita' rurale dell'UE, detiene
il record italiano di longevita' degli abitanti e non consuma un grammo
di petrolio.
Varese Ligure, in Liguria ovviamente, nell'Alta Val di Vara, ha iniziato
la sua grande rivoluzione nel 1990, grazie al "governo Caranza" (del
sindaco Maurizio Caranza).
Oggi e' un borgo di duemila abitanti, esempio per tutta l'Europa di come
economia, ecologia e benessere sociale possano convivere.
L'agricoltura e l'allevamento sono stati convertiti al biologico, con
notevole aumento di fatturato e occupazione. La Cooperativa Carni San
Pietro Vara, creata nel 1997, fattura oggi 750mila euro all'anno, 1,3
milioni la cooperativa casearia.
A Varese Ligure non si allevano le mucche frisone, considerate vere e
proprie macchine da latte e capaci di produrne fino a 70 litri al
giorno, si allevano le bruno alpine perche' sono di razza italiana (le
frisone arrivarono dagli USA negli anni 30). Fanno meno latte, circa 25
litri al giorno, ma e' piu' sano e di straordinaria qualita'.
Le cooperative del paese riforniscono le mense scolastiche, supermercati
e privati cittadini.
Ma questo e' niente! L'intero fabbisogno energetico e' soddisfatto con
fonti rinnovabili, soprattutto dal vento.
Da solo Varese Ligure contribuisce a ridurre le emissioni di anidride
carbonica di tutta la Liguria dello 0,05%. Un politica energetica
sostenibile e anche economicamente vantaggiosa. E' vero che installare
una centrale a combustibili fossili costa meno di una centrale
ecologica, ma e' altrettanto vero che produrre un kilowattora dal
petrolio o dal carbone costa di piu', dai 4 ai 6 centesimi di euro
contro i 3-4 centesimi dell'eolico.
Nel tetto della scuola media e del palazzo comunale sono stati
installati pannelli fotovoltaici che alimentano le strutture e mandano
in rete il resto. Pannelli solari per l'acqua calda sono stati messi
invece sul tetto della piscina.
Varese Ligure produce anche un po' di energia idroelettrica, grazie a
una centralina posizionata nell'acquedotto, per un totale di
elettricita' che basta a soddisfare 3.000 persone, 1.000 in piu' degli
abitanti.
Il risultato finale di tutto e' che si vive meglio e di piu'. I ragazzi
non sentono il bisogno di emigrare in citta' per trovare lavoro e i
numerosi centenari di Varese Ligure sono oggetto di studio in un
progetto europeo chiamato Geha (Genetics of Healthy Aging) che mira a
scoprire i segreti della longevita'.
UTOPIA IN LIGURIA www.salonealtraeta.it
In una casa di mattoni e
legno poco fuori da centro del paese, Laura con una tisana di erbe e
frutta secca, tutti ingredienti prodotti da lei e conservati secondo
metodi tradizionali. “ Vivo coi prodotti della mia terra, frutta,
verdure, cereali. Ho un piccolo laboratorio sul retro della casa in cui
produco diversi tipi di miele. Coltivo ancora la terra come un secolo
fa”, dice. “E per quello che non so c’è il mio vicino di casa, che ha
quasi cent’anni e mi trasmette tutte le sue conoscenze”.
Laura e il suo vicino non sono casi isolati a Varese Ligure, tutt’altro.
Questo quieto borgo medioevale dell’alta Val di Var, in provincia della
Spezia, è infatti diventato celebre per due motivi: la sua economia,
totalmente fondata sull’agricoltura biologica, il turismo sostenibile,
la produzione di energia pulita; e la singolare longevità dei suoi
abitanti. Su una pop0olazione di meno di 2300 persone. Gli
ultracentenari sono ben otto: una quota più che doppia rispetto alla
media nazionale. E sono più di 40 i varesini che hanno superato la
novantina.
“La longevità è un tratto complesso: i fattori che determinano sono
molteplici, dal patrimonio genetico, all’ambiente, all’alimentazione, al
puro e semplice caso”, spiega il professor Claudio Franceschini,
coordinatore del Laboratorio di Immulogia dell’Università di Bologna.
“Varese Ligure potrebbe essere un laboratorio ideale per studiare come
interagiscono questi fattori”.
Franceschini è il promotore del progetto Geha (Genetics of Healthy Aging),
una ricerca sull’invecchiamento che coinvolge 12 Paesi Europei. A Varese
l’equipe di Geha ha raccolto i dati di cinque coppie di fratelli di più
di 90 anni, sottoponendoli a esami e analisi cliniche, e intervistandoli
sul loro passato e il loro stile di vita. “ Sono tutti lavoratori
manuali, soprattutto contadini”, racconta Laura Celani, una delle
ricercatrici coinvolte nel progetto. “In generale non si spiegano perché
abbiano vissuto così a lungo; dicono: “Ho sempre lavorato, ho faticato
tanto…”.
Gli esami prevedevano anche semplici prove di efficienza fisica. “Una
signora di 100 anni ha accettato di buon grado, ma aveva un solo dubbio:
che scoprissero che era in buona salute e le levassero la pensione”,
ride Maurizio Caranza, ex primo cittadino, oggi vicesindaco e assessore
all’ambiente di Varese. Caranza, artefice della “svolta verde”! del
paese, non attende i risultati della ricerca (che non saranno
disponibili prima di cinque anni) per esprimere la sua opinione: è
convinto che l’ambiente di Varese Ligure faccia bene alla salute.
“Abbiamo ben 21 acquedotti che portano nelle case acqua del tutto priva
di cloro. Sono in funzione due depuratori fognari (a Milano non ce n’era
neanche uno). Non ci sono industrie inquinanti. Produciamo pochi rifiuti
(350 chili annui a testa, contro i 500 della media nazionale) e
naturalmente abbiamo la raccolta differenziata. E produciamo energia
pulita per il triplo del nostro fabbisogno, grazie ai pannelli solari, a
una piccola centrale idroelettrica e a due pale eoliche , che presto
diventeranno quattro”.
Varese è stato il primo Comune europeo ad aver chiesto e ottenuto ben
due certificazioni internazionali (Iso 14001 ed Emas) che attestano la
qualità dell’ambiente e dei servizi pubblici, accettando un monitoraggio
periodico da parte di società esterne.
Un’isola felice? Forse.
Sicuramente è anche un affare. La cittadina ha puntato tutto su una
agricoltura e allevamento biologico: 160 ettari, il95 per cento del
territorio agricolo comunale, sono dedicate a queste attività.
Risultato: le due cooperative agricole hanno moltiplicato il fatturato,
e in paese sono nati 140 nuovi posti di lavoro. La fama delle carni, del
formaggio e dell’olio di Varese – tutti dotati di bollino di qualità –
ha oltrepassato i confini regionali: “Durante la crisi della mucca
pazza”, racconta Caranza, “venivano qui da Milano, e persino dalla
Germania, per comprare la carne delle mucche allevate nei propri
pascoli”. E anche gli ecoturisti cominciano ad apprezzare la bellezza
dell’Appennino ligure.
Così, quello che sembrava un paese destinato a un malinconico declino
comincia a frenare l’emorragia che in mezzo secolo ha più che dimezzato
la popolazione. E’ tornata qualche famiglia di emigrati, altre sono
fuggite dalla città per stabilirsi qui. Sperando, forse, che sia
l’ambiente di Varese a far diventare centenari.