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http://www.goodnewsagency.org/italiano/indexita.htm

Termiti per biocombustibili, la nuova miniera d’oro verde?

Articolo di Achim Steiner, Direttore esecutivo del Programma Ambientale dell’ONU, in visita in Brasile dal 5 al 7 marzo 2007

Quando i Presidenti di Brasile e Stati Uniti si incontreranno la prossima settimana, il sorprendente argomento delle termiti sarà uno dei principali punti in agenda in quanto, nella corsa allo sviluppo di una seconda generazione di biocombustibili, queste umili forme di vita attraggono molta attenzione da esponenti del mondo scientifico, finanziario e politico. Gli scienziati sovvenzionati dal governo degli Stati Uniti affermano che i microbi presenti nello stomaco delle termiti hanno dei potenti enzimi capaci di trasformare efficacemente e a costi ridotti gli scarti del legno in zucchero per la produzione di etanolo. L’etanolo prodotto da questa tecnologia potrebbe, in pochi anni, superare quello prodotto dal mais e persino quello derivante dalla canna da zucchero. Gli Stati Uniti stanno investendo miliardi di dollari in combustibili alternativi ed una parte di questi è ora destinata alle termiti. Alcuni studi simili sono stati condotti, con  finanziamenti europei, in laboratori kenioti di insetti tropicali. (...)

Nell’ambito nazionale, Petrobras ha indicato piani che prevedono l’espansione della produzione di 15 volte e l’aumento delle esportazione a 200 miliardi di litri, da tre miliardi, nei prossimi due decenni. Il futuro sembrerebbe roseo e dolce come lo zucchero da cui si estrae l’etanolo ma ci sono ancora dei punti che lo possono rendere un po’ più amaro. Nell’ambito della salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza sociale e dell’alimentazione si stanno creando gruppi di contrasto e alleanze contro i biocarburanti che sollevano tesi contrarie che ricordano talvolta quelle che si oppongono al nucleare. Si teme che la coltivazione a fini energetici possa ridurre gli habitat naturali e le foreste economicamente produttive; si pensa che la nuova tendenza possa mantenere povere le condizioni lavorative del settore agricolo ed aggravare l’insicurezza alimentare togliendo il cibo da bocche affamate per farlo arrivare nelle taniche di carburante. Le compagnie energetiche si preoccupano di un eventuale contraccolpo sui consumatori che potrebbe innescare boicottaggi e minare i finanziamenti per la ricerca sui biocarburanti. (…) Il futuro dei biocombustibili è sicuramente nel suolo; la domanda è se questo futuro sia nelle coltivazioni o nella seconda generazione di carburanti come quelli derivanti dagli enzimi delle termiti o forse, similmente ai carburanti da trasporto in Brasile, risieda in una miscela dei due: la vecchia tecnologia insieme a quella emergente ed in rapida crescita.

http://www.unep.org/Documents.Multilingual/Default.asp?DocumentID=502&ArticleID=5533&l=en

inserito 18 apr 2007


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