L’evento in questi giorni e’
la morte del papa della Chiesa romana che
avanza. Ogni media vi dedica ampissimi spazi e,
per chi ancora non ne fosse a conoscenza, e’ una
buona occasione per rinfrescarsi la memoria su
cosa ha significato ed e’ stato il papato di
Giovanni Paolo II.
E che l’evento sia coinvolgente lo testimonia,
per esempio, che il piu’ venduto quotidiano
economico IlSole24Ore, oggi, per leggere le
notizie per cui un lettore lo acquista, bisogna
arrivare a pagina 10. La pagina diventa 26 per
il quotidiano piu’ venduto nella Penisola, il
Corriere della Sera. Scelte editoriali che
possono soddisfare o meno, ma scelte di chi si
paga il giornale con il proprio business e
grazie ai propri acquirenti.
Siamo invece rimasti di stucco ieri sera (e
immaginiamo sara’ altrettanto con l’incipit del
fatto) per quanto riguarda la scelta editoriale
del servizio pubblico di informazione
televisiva, la Rai. Per tutta la prima e
seconda serata, le tre reti erano dedicate al
medesimo argomento. Mentre sulle emittenti
private vale quanto detto sopra per i giornali,
per la Rai, visto che e’ pagata col denaro
pubblico (e con la gabella del canone/tassa
che ognuno di noi paga per il solo fatto di
possedere un televisore foss’anche per farci
giocare i ragazzini con la playstation), la
questione ci pare un po’ diversa. Sia
perche’ dovrebbe fornire un servizio pubblico
che, al di la’ della centralita’ del nostro
evento, da “pubblico” viene trasformato in
“unico”, sia per le risorse impegnate in modo
improprio (e in un certo senso anche
ripetitivo).
Noi non siamo ovviamente in grado di suggerire
alla Rai cosa dovrebbe fare o meno, ma da
utenti/paganti obbligati ci viene il dubbio, per
esempio, perche’ su tre reti (ripetiamo TRE
RETI) non se n’e’ dedicata una all’evento, con
dovizia di cura, particolari etc.. e le altre
due, invece, oltre ai canonici tg, a svolgere la
loro funzione di informazione e (sic!)
intrattenimento pubblico. Per carita’ -dira’
piu’ di qualcuno- e chi le mette d’accordo le
tre redazioni che si fanno concorrenza fra loro…
a parte il dato ridicolo di concorrenza
all’interno della stessa proprieta’ (anche
pubblica), abbiamo l’impressione che in
questo caso la Rai abbia voluto privilegiare il
suo assetto di equilibrio e potere interno
piuttosto che la missione per cui esiste, cioe’
il servizio ai cittadini.
E non ci sentiamo estremisti nell’apostrofare
questo comportamento come da “servizio
unico, al pari di quello della provincia de L’Havana”,
in quanto, oltre al dato “unico” c’e’ anche da
aggiungere il black-out di informazione su
quanto succede oltre a quell’evento, nel mondo e
in Italia, dove tra l’altro e’ in corso una
tornata elettorale.
Il nostro disappunto, sotto forma di
segnalazione, lo inviamo anche alla Commissione
parlamentare di vigilanza.