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Pubblicità intelligente
redazione ECplanet 20 MAGGIO 2007

Ricercatori della Queen's University in Ontario, Canada, hanno messo a
punto una specialissima telecamera che può percepire il movimento degli
occhi di più persone anche ad una certa distanza. Il dispositivo,
denominato "Eyebox2", potrebbe essere utilizzato per la pubblicità per le
strade e nei negozi.

Eyebox2 sfrutta una cam da 1,3 megapixel e un insieme di LED infrarossi
con una risoluzione più elevata della maggior parte dei sistemi di eye
tracking: può individuare il movimento oculare di più persone e
determinare da quattro metri di distanza con un margine di 15 gradi in
quale direzione si sta guardando. L'accuratezza cresce o decresce a
seconda della distanza delle persone dalla cam. Si pensa anche ad
applicazioni nel campo dell'intrattenimento, ad esempio nel caso di un
sistema di home theater. "Quando smetti di guardare lo schermo per un
certo tempo - spiegano gli sviluppatori - l'immagine si ferma fino a
quando non guardi di nuovo".

In una nota, i ricercatori sottolineano come "mentre le pubblicità online
possono essere misurate dal numero di persone che clicca su un certo sito,
è molto più difficile misurare l'efficacia di schermi che richiedano
l'attenzione delle persone in centri commerciali, ristoranti e altri
luoghi pubblici. Eyebox2 offre invece la possibilità di misurare con
certezza quanta attenzione una inserzione riceve, sia su un pannello al
plasma che su un cartellone pubblicitario, oppure può essere utilizzato
per testare il posizionamento di un certo prodotto negli scaffali di un
supermercato".

A chi già intravede una nuova minaccia per la privacy, gli sviluppatori
rispondono che si tratta di "una tecnologia passiva che semplicemente
conta quanta gente guarda un certo annuncio pubblicitario e per quanto
tempo, proprio come un sensore apri porta percepisce se qualcuno è
interessato o meno ad entrare".

Un sistema simile, chiamato TABANAR (Targeted Advertising Based on
Audience Natural Response), progettato dalla National ICT Australia,
società di ricerca foraggiata dal governo di Sydney, è costituito da un
display LCD e da una piccola videocamera, entrambi collegati ad uno
scaffale di supermarket che espone prodotti. Grazie alla cam in dotazione,
il dispositivo si accorge del consumatore che si sta per avvicinare e
invia sul display uno spot contestualizzato di uno dei prodotti presenti
sullo scaffale. La camera cattura in tempo reale le immagini delle
vicinanze, ed un software apposito analizza il comportamento
dell'acquirente: se quest'ultimo si trova di fronte allo scaffale
mostrando il volto alla telecamera, il sistema si rende conto
dell'interesse mostrato nell'acquisto, e continua a trasmettere pubblicità
sullo stesso soggetto. Altrimenti, se la persona guarda altrove, il
monitor si spegne o "cambia programma" finché non attira l'attenzione del
cliente.

Secondo Mike Wu, responsabile del progetto alla NIA, il sistema aiuterà a
migliorare gli attuali strumenti di reclame elettroniche "generaliste",
mostrando solo quello che i consumatori sono realmente interessati a
vedere. La versione attuale è in grado di riconoscere l'angolo di visione
del volto dei consumatori (utile per comunicare ai pubblicitari quale
parte del video attira più l'attenzione), ma Wu dice che in futuro TABANAR
potrà tracciare anche i movimenti degli occhi, riconoscere il sesso
dell'acquirente, la sua età e il gruppo etnico di appartenenza. Il tutto
per fornire un feedback ancora più ricco al software.

Anche in questo caso c'è chi si preoccupa delle possibili implicazioni
sulla privacy e sui diritti dei consumatori. John Weckert, professore
presso il Centre for Applied Philosophy and Public Ethics, sostiene la
necessità di misure pro-riservatezza da integrare nel sistema perché in
fondo non è altro che "un metodo in più per catalogare informazioni sulle
persone". Rob Sparrow, studioso di etica presso la Monash University di
Melbourne, è ancora più duro: "Oggigiorno sono in grado di catturare ogni
genere di informazione sui tuoi interessi senza che tu sappia che lo hanno
fatto, senza il tuo consenso, e questo sembra essere una perdita
significativa di libertà", dice il professore.

Fonte: Punto Informatico

Link correlati all'articolo:

xuuk inc.
http://www.xuuk.com/
Monash University
http://www.monash.edu.au/
National ICT Australia
http://www.nicta.com.au/
Centre for Applied Philosophy and Public Ethics
http://www.cappe.edu.au/

 

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