Continuano
purtroppo in
Veneto gli
attacchi
mediatici
vergognosi
ai Medici
che non
seguono in
Scienza e
Coscienza (e
per il Bene
delle
persone
sofferenti)
i dogmi
della
scienza
medica
ortodossa.
Dogmi
imposti
dall'establishment
corporativo
delle
multinazionali
del farmaco
che
controllano
le
istituzioni
e le baronie
universitarie.
Sul caso del
Dott. Paolo
Rossaro
Caro
Marcello,
La notizia
riguarda un
medico di
base (il
dott.
Rossaro per
l’appunto)
che da oltre
30 anni cura
i suoi
pazienti con
la più
classica
delle
medicine
allopatiche.
Col passare
del tempo
però molte
persone
colpite da
cancro si
sono rivolte
a lui per un
sostegno non
solo
terapeutico
ma anche
psicologico
ed umano
cosa che non
trovavano
più nelle
strutture
ospedaliere
ad hoc. Il
medico in
Scienza e
Coscienza,
di fronte a
tragedie
umane e
disperazione
ha trovato
logico,
prima ancora
che umano,
cercare con
professionalità
se potevano
esistere
supporti
terapeutici
diversi
dalla
semplice e
devastante
chemioterapia,
radioterapia
e
l’inevitabile
corollario
della
aggressione
chirurgica
del tumore.
Egli ha
trovato
queste
sostanze
farmacologiche
utili a
migliorare
le
condizioni
di quei
disgraziati
con
soddisfazione
reciproca.
Nella
maggior
parte dei
casi sono
sostanze
della
farmacopea
internazionale
usate con
dosaggi e
modi diversi
attraverso
una
assistenza
che richiede
alta
professionalità
e continuo
aggiornamento
oltre ad un
bagaglio di
responsabilità
umana per il
destino di
quei malati
che da sola
meriterebbe
ben altra
valutazione!
Questa la
indispensabile
premessa per
i tuoi molti
lettori.
Dove ho
riscontrato
il
comportamento
sostanzialmente
scorretto e
pregiudiziale
del
succitato
quotidiano
locale?
Innanzitutto
in un primo
articolo di
denuncia di
15 giorni fa
in cui tra
le altre
cose lo si
accusava di
pratiche da
“santone”
riferendo
solo il
punto di
vista della
presunta
“vittima” e
questo già
di per sé
non è
corretto
perchè
avrebbe
richiesto
quantomeno
una
contestuale
risposta del
medico
denunciato
vista la
pericolosa
posizione in
cui viene
messo un
libero
professionista
dopo una
plateale
denuncia a
mezzo stampa
soprattutto
se quest’ultimo
sia
sprovvisto
di “santi in
paradiso”.
Dimenticavo:
molto
probabilmente
se li avesse
avuti non
sarebbe
incorso in
un
“incidente”
di questa
portata!
Segue
l’articolo
di oggi che
vuole
portare a
conoscenza
di tutti il
punto di
vista del
medico :
almeno in
apparenza.
Innanzitutto
il risalto è
massimo :
prima pagina
con titolo “Medico
indagato per
omicidio
colposo”
che non è
propriamente
un titolo a
discarico .
Poi si
prosegue
all’interno
con altro
titolo a
tutta pagina
“Cure
alternativa,
medico
indagato”
e
sottotitolo
“Accusato
di omicidio
colposo e
lesioni
gravi nei
confronti di
due pazienti”.
L’articolo
di Cristina
Genesin da
innanzitutto
conto
dell’inchiesta
in atto
ripetendo
che i casi
in esame
sono due e
che tra i
sostenitori
della
denuncia
presentata
dall’ex
paziente
anche ben
due
cattedratici
e considera
che: “non
sarà un
indagine
facile
perché tanti
sono i
pazienti
che, tutti i
giorni,
fanno la
fila davanti
all’ambulatorio
del dott.
Rossaro. E
tanti fra
loro sono
pronti a
difenderlo
per il suo
impegno a
favore dei
malati.”
Domanda :
perché non
sarà una
indagine
facile?
Risposta:
perché molti
pazienti
sono pronti
a
difenderlo.
Cosa faranno
questi
pazienti e
quali sono
quelli che
fanno tutti
i giorni la
fila? Quelli
curati con
la “mutua” o
quelli
malati di
cancro?
Questo non
si riesce a
capire con
chiarezza,
inoltre se
molti
pazienti non
lo
difendessero
allora
sarebbe
un’indagine
facile? In
che senso,
ce lo può
spiegare
gentilmente
l’articolista?
L’articolo
informa poi
che ci sono
due esperti
medici che
stanno
indagando se
“l’abbandono
dei
protocolli
terapeutici
abbia pesato
sulla morte
di Anna T. e
sul
peggioramento
delle
condizioni
di Cristian,…”.
Mi chiedo
quando mai
potranno, i
due esperti,
trovare una
risposta
visto che
manca
comunque la
prova del
nove e cioè
cosa sarebbe
successo se
i due malati
avessero
totalmente
seguito i
protocolli
delle
terapie
ufficiali?
Al massimo
sanciranno
quello che
anche un non
esperto può
dire: i due
adulti e in
possesso
delle
facoltà
hanno scelto
una via
terapeutica
diversa
dalla
ufficiale
sapendo
quello che
facevano.
Questo è
reato? Ma
dulcis in
fundo la
nostra
articolista
cosa fa
quando
finalmente
da la parola
al Dott.
Rossaro per
rispondere
ad una
domanda
sgorgatale
spontaneamente
e
naturalmente
dal profondo
del suo
animo a
questo punto
turbato e
cioè: “Ma
può un
medico
curare il
cancro con
terapie
alternative?”.
Questa
giornalista
rivela
freudianamente,
oserei dire,
tutto il suo
pre–giudizio
scrivendo: “la
risposta del
Dott.
Rossaro è
disarmante”
e poi segue
il
virgolettato
del medico.
E’
disarmante!!!
In base a
quali
conoscenze
di oncologia
e terapia
del malato
terminale
scrive
In
conclusione,
consiglierei
al “Mattino
di Padova”,
per un
postumo
soprassalto
di vero
equilibrio
ed
obbiettività,
di fare un
completo
reportage
sulla realtà
“cancro” a
Padova
andando
proprio a
cercare e
fare domande
dentro le
strutture
specializzate
che seguono
fermamente
il dogma
dell’ortodossia
delle
multinazionali
farmaceutiche,
l’ortodossia
della
“chemio” per
intenderci,
per scoprire
il grado di
successi e
di
soddisfazione
di quelle
povere
persone
sofferenti e
terrorizzate.
Grazie per
l’attenzione
con cui
vorrai
considerare
le
riflessioni
di una
persona
indignata
dalla
ipocrisia
ammantata di
verità di
questo
deserto
mediatico in
cui viviamo.
Dott.
Girotto
Paolo.
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