PER BABY-FOCHE STRAGE ANNUNCIATA E IL MONDO GUARDA
AMBIENTE: STOP STRAGE FOCHE IN CANADA, MOBILITAZIONE ON-LINE
PER BABY-FOCHE STRAGE ANNUNCIATA E IL MONDO GUARDA
(ANSA) - ROMA - Grandi occhi avvolti in un manto immacolato che guardano incuriositi lo sconfinato mondo bianco dei ghiacci, il loro nuovo universo. Cosi' i cuccioli di foca, come uccellini appena fuori dal guscio, aspettano, scrutano incuriositi senza liberta' di movimento, non sanno ancora nuotare e si preparano ad affrontare la loro nuova vita. Non in Canada. Non in questi giorni e almeno non fino al 2006. La sorpresa e' arrivata il giorno di Pasquetta: da lunedi' il Canada ha dato il via ufficiale alla caccia grossa alle baby-foche, la prima in grande stile in decenni per rispettare un piano triennale di attacco pianificato nel 2003: 975 mila foche dal 2004 al 2006 con un tetto di 350 mila animali per anno. Lo stesso picco raggiunto nel '56. Scenario della grande caccia il Golfo del San Lorenzo, tra le isole di Maddalena, Terranova e il Labrador, il triangolo preferito dalle foche dell'Artico per la riproduzione a fine inverno.
A far vibrare le mazze sui corpi senza difesa dei piccoli di foca, la necessita', secondo il Governo canadese, di ridare fiato alla popolazione di merluzzi dell'Atlantico. ''Non c'e' dubbio che la popolazione delle foche sta fermando la ripopolazione dei branchi di merluzzo dell'Atlantico'', aveva spiegato il ministro della pesca della provincia di Terranova Gerry Reid lanciando il piano anti-foche lo scorso anno. Anche i metodi sono cambiati, assicurano le autorita' canadesi che hanno annunciato regole severe in base alle quali molte foche verrebbero uccise con colpi di arma da fuoco e non a bastonate. Anche se le fotografie 'catturate' il 14 aprile dagli obiettivi confermano l'uso delle mazze. La pelle e' tuttora il prodotto piu' ricercato ed e' necessario strapparla entro i primi mesi di vita perche' mantenga il pregiato colore bianco. Il suo prezzo e' raddoppiato negli ultimi due anni e ha trovato nuovo mercati di sbocco in Polonia, Cina, Russia.
Un rinnovato interesse dopo anni di relativa tregua. La caccia ai cuccioli di foca era stata praticamente abolita nelle coste orientali del Canada 25 anni fa a causa delle proteste internazionali guidate dai gruppi ecologisti e di cui era stata testimonial in Europa l'attrice francese Brigitte Bardot. Impressionati dalle immagini dei cuccioli di foca massacrati a colpi di mazza e spellati vive, gli Stati Uniti avevano messo al bando le pellicce di foca nel 1972 e l'Europa ne aveva seguito l'esempio un decennio piu' tardi. In conseguenza dei bandi il Canada aveva ridotto le quote della caccia alla foca a 15 mila esemplari all'anno destinati essenzialmente al mercato della carne e al piccolo artigianato locale. Ma il nuovo millennio apre di nuovo le passerelle ai manti di foca e registra un'impennata nel commercio di altri prodotti derivati da questi mammiferi. Anche l'Italia ne e' coinvolta. Secondo i dati forniti dalla Lega Antivivisezione (su fonte Ifaw, International Fund for Animal Welfare), negli ultimi tre anni il nostro Paese ha importato prodotti di foca (pellicce, pelli, olio) per un valore complessivo di 2 milioni di euro, mentre il valore delle esportazioni ha raggiunto i 5 milioni di euro. Le importazioni di pellicce di foca provenienti direttamente dal Canada ammontano al 3% ma circa il 30-40% di quelle importate da altri Paesi provengono da animali uccisi in Canada. Proviene dal Canada, aggiunge la Lav, anche il 90% dell' olio di foca importato dall'Italia (per un valore dell'import nel 2003 di 400.000 euro e dell'export di 175.000 euro). Per tutto cio' ora in Canada il candido pack e' percorso da eloquenti strisce di sangue che raccontano nella loro crudezza il massacro in atto. Corpicini senza vita, scuoiati, giacciono inerti con gli occhi puntati al mondo che non ci sara'. (ANSA).
STOP STRAGE FOCHE IN CANADA, MOBILITAZIONE ON-LINE
(ANSA) - ROMA, 15 APR - L'Italia ambientalista scende in campo al fianco dei cuccioli di foca per fermare ''il massacro autorizzato'' che sta avvenendo in questi giorni in Canada e lancia un appello al Governo italiano e canadese per dire basta alla strage e al commercio di pellicce. Contro ''la mattanza di un milione di mammiferi in tre anni autorizzata dal governo canadese'', in particolare Lav e Greenpeace hanno entrambe preparato una petizione on-line (agli indirizzi www.infolav.org e www.greenpeace.it). La Lega antivivisezione invita tutti i cittadini a firmare per vietare, come gia' avvenuto negli Stati Uniti e in Belgio, la detenzione e la vendita di pelli, parti o derivati di foca destinati alla produzione di pellicce o altri capi d'abbigliamento e pelletteria. Nell'appello, chiede inoltre di bandire questo ''crudele'' commercio in tutte le sedi internazionali ed in primis in ambito comunitario. Anche Greenpeace, attraverso il proprio sito Internet nazionale e internazionale, chiede di ''protestare contro la decisione del governo canadese'', scrivendo direttamente al primo ministro del Canada. ''Sara' il piu' grande massacro di questi mammiferi marini'', aggiunge l' organizzazione ricordando di essere sempre stata in prima fila nella campagna contro la caccia commerciale alle foche in Canada. Proprio l'Italia, sostiene la Lav, e' tra i principali produttori al mondo di pellicce di foca: secondo i dati Lav su fonte Ifaw (International Fund for Animal Welfare), negli ultimi tre anni il nostro Paese ha importato prodotti di foca (pellicce, pelli, olio) per un valore complessivo di 2 milioni di euro, mentre il valore delle esportazioni ha raggiunto i 5 milioni di euro. Le importazioni di pellicce di foca provenienti direttamente dal Canada ammontano al 3% ma circa il 30-40% di quelle importate da altri Paesi provengono da animali uccisi in Canada. Proviene dal Canada, aggiunge la Lav, anche il 90% dell'olio di foca importato dall'Italia (per un valore delle importazioni nel 2003 di 400.000 euro e delle esportazioni di 175.000 euro). Infine, sottolinea la Lav che ha tra l'altro preparato un reportage insieme a Studio Aperto che andra' in onda domani su Italia Uno, un primo risultato dell'impegno per bandire questo commercio e' la risoluzione in commissione Affari esteri della Camera presentata da Valerio Calzolaio (Ds). La risoluzione tra l'altro ''impegna il nostro Governo a chiedere formalmente al Canada di impedire l'esportazione di cuccioli di foche o di loro parti'', spiega Calzolaio auspicando ''un rapido esame di questa proposta''. Il governo italiano, afferma Adolfo Sansolini, presidente della Lav, ''si impegni a mettere fine a questa barbarie. Contiamo - aggiunge - anche sull'indignazione dei cittadini italiani''.(ANSA). KSG
15/04/2004 14:47
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