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inserito il 17 Dicembre 2008

 

 

http://sfoglia.gazzettino.it/

 

La gente del Nordest sta cambiando modo di utilizzare le cure e il rapporto corpo-mente: sempre più frequenti gli approcci all’agopuntura

Omeopatia, quattro su dieci adesso si fidano

Sono le donne ad usarla di più, mentre due persone su tre ne conosco i rimedi. Strada difficile per la pranoterapia

 

Quattro persone su dieci, nel Nord Est, si fidano dell'omeopatia. Cresce, in generale, la notorietà delle medicine alternative, così come il numero di persone che le giudicano rimedi validi, che possono affiancare (o sostituire) la medicina tradizionale. I dati raccolti da Demos & Pi per l'Osservatorio sul Nord Est evidenziano una progressione evidente, nel corso degli ultimi anni, avvenuta nel segno di una netta caratterizzazione femminile: sono le donne, infatti, a credere di più nella capacità curativa dei medicinali non convenzionali.Il sondaggio, promosso da Il Gazzettino, ha sentito le opinioni di un campione di mille persone. Entrambi gli indici calcolati da Demos mostrano una crescita evidente, dal 2001 in poi. Sia il grado di notorietà che di fiducia nell'omeopatia sono sensibilmente cresciuti, nelle regioni del Nord Est. Certo, l'incremento più sensibile si è concretizzato all'inizio del decennio, ma il trend complessivo parla di un evidente balzo in avanti. Circa due persone su tre (66\%), oggi, conoscono i rimedi dell'omeopatia: il dato si fermava oltre dieci punti più in basso, sette anni fa. Parallelamente alla conoscenza e alla competenza di questi rimedi, presso la popolazione, è però lievitato anche il livello di fiducia: coinvolgeva il 36\% degli intervistati, mentre adesso si attesta ben oltre il 40\%. Si tratta di una predilezione che si declina soprattutto al femminile. Le donne che affermano di conoscere e dare credito ai rimedi omeopatici sono, infatti, il 45\%, mentre il dato, nel sotto-campione maschile, si ferma sei punti più in basso (39\%). Inoltre, nonostante le perplessità emerse in sede scientifica, sono le persone più istruite ad esprimere maggiore apertura.

Ma la progressione registrata, nel tempo, dai sondaggi di Demos non riguarda solamente l'omeopatia: essa si estende anche ad altre forme di medicina non convenzionale. Nello stesso intervallo temporale, sia lo yoga che l'agopuntura hanno visto allargarsi di molto la componente degli utenti effettivi e potenziali. Per l'agopuntura la notorietà è salita dal 50 al 58\%, e la porzione aggiuntiva è andata quasi interamente a tradursi in fiducia, che tocca oggi il 38\%. Lo yoga è conosciuto, come pratica, dalla maggioranza assoluta della popolazione: il dato, a partire dal 2001, è lievitato dal 42 al 57\%.Anche l'efficacia percepita è cresciuta: è oggi il 36\% degli intervistati a credere nei benefici per il corpo (e per la mente) dieci punti in più rispetto a qualche anno fa.Se guardiamo invece ad un altro tipo di cura alternativa, il livello di conoscenza espresso dalla popolazione nordestina è molto più basso. Sotto questo profilo, l'incremento, negli ultimi anni, è stato di soli due punti. E' circa il 43\%, tra gli intervistati, ad affermare di conoscere la pranoterapia: fra questi, peraltro, poco meno della metà le attribuiscono proprietà curative.

Fabio Bordignon

 

Nato il primo "decalogo sicurezza" dell'Istituto Superiore di Sanità

Attenzione alle medicine alternative. Scatta l'operazione sicurezza, e porta il marchio dell'Istituto Superiore di Sanità, della Società Italiana di Farmacologia, del pionieristico Centro di Medicina Naturale di Empoli, e si avvale del concorso delle stesse 32 società scientifiche, enti e fondazioni che operano nel settore delle terapie non convenzionali.È la prima volta che si ha una convergenza di questa vastità. L'operazione è stata ufficializzata pochi giorni fa a Empoli (Firenze), nel corso di un congresso nazionale dedicato espressamente ai rischi delle altre medicine. I concetti di fondo sono chiari e prendono forma di un decalogo che sarà oggetto di una massiccia campagna di informazione rivolta alla popolazione.Agopuntura e medicina tradizionale cinese, omeopatia, fitoterapia, manipolazioni osteo-articolari e medicina ayurvedica sono, come noto, le più diffuse tra le varie terapie alternative definite con i nomi più diversi: complementari, non convenzionali, integrative, tradizionali, olistiche, naturali, dolci, ecc. Ecco, in proposito, le raccomandazioni del decalogo:

1) Mai iniziare una di queste terapie senza parlarne con il proprio medico.

2) Mai abbandonare le terapie convenzionali senza averne discusso con il medico.

3) Mai affidarsi a presunti ricercatori o esperti, al sentito dire, al faidate o ai consigli di amici e conoscenti. Mai praticare l'automedicazione se non per disturbi minori o piccole patologie di breve durata.

4) Mai usare prodotti a composizione sconosciuta o privi di etichetta. Se non sono prescritti, mai usare prodotti naturali durantela gravidanza o l'allattamento. Mai usare a scopi medicinali erbe spontanee raccolte in natura.

5) Mai fidarsi delle vendite su Internet o a domicilio che non diano precise garanzie. Mai credere alle terapie o ai rimedi miracolosi. 6) Informarsi sempre sui reali vantaggi di ogni terapia, sulle garanzie di sicurezza ed efficacia, in particolare se si propone di sostituirla a quella convenzionale.

7) Consultare sempre medico o farmacista prima di prendere un prodotto naturale o di darlo a bambini e anziani, soprattutto se malati o in terapia con altri farmaci.

8) Affidarsi sempre a medici esperti, chiedendo al proprio medico di famiglia, alla Asl, all'Ordine dei Medici e a Società Scientifiche accreditate.

9) Conservare i prodotti nella confezione di origine, lontano dalla portata dei bambini, all'asciutto, lontano da fonti di luce o dicalore.

10) Segnalare sempre al proprio medico o farmacista ogni sospetta reazione avversa a un medicinale o prodotto naturale.

«Esiste l’effetto psicologico che è pur sempre significativo. Dal mio punto di vista ci sono almeno un centinaio di cure diverse. E inefficaci»

 

Il medico di famiglia: «Risultati concreti? Mai visti»

«In quarant’anni di esperienza posso dire alcune cose. Ho l’impressione che spesso i pazienti affianchino i due sistemi»

In quattro decenni di professione non ho mai visto alcun successo concreto derivante dall'utilizzo della medicina alternativa. L'unico riscontro positivo tangibile', in alcuni casi, è dettato dalla forza della psiche sul corpo; ma non parliamo ovviamente di patologie acute e, comunque, solo di risultati temporanei.

Così la pensa B.B. medico mestrino sulla base di 40 anni di esperienza a contatto con i propri pazienti e le loro malattie. Nessun beneficio, dunque, proveniente dalla medicina alternativa per il dottore, se non un effetto psicologico che può dare esclusivamente l'illusione della guarigione. O, al massimo - precisa il medico - affiancare il corso naturale degli eventi: se la persona guarisce è merito della natura e non delle cure alternative. Una convinzione piuttosto radicata la sua. Intanto a Nordest sembra aumentare il popolo dei devoti alle cure non ufficiali ed in special modo all'omeopatia. Non so cosa stia succedendo a Nordest, ma sicuramente la mia opinione è ferma e, devo dire con poca modestia, assai obiettiva. Perché è la quotidianità della mia professione a sostenerla con forza, oltre al fatto che non ci sono dimostrazioni scientifiche e logiche sulla bontà dei prodotti, ad esempio, omeopatici. Una cosa comunque è certa: curando due persone asmatiche - una con farmaci tradizionali, l'altra con rimedi omeopatici - per le prime settimane pare che entrambe stiano bene. In seguito, invece, il paziente curato con l'omeopatia peggiora, l'altro sta sempre meglio. Ciò fa pensare che per le prime settimane, per la medicina alternativa, abbia funzionato la forza psicologica.

Potere della mente...

E' evidente che se il cervello è dovutamente stimolato si possono mettere in atto una serie di difese capaci di far percepire un miglioramento. O magari si può addirittura arrivare alla guarigione. Ma in questo caso non si tratta né di forza della mente né di poteri straordinari dell'omeopatia. La guarigione è semplicemente spontanea. Merito della natura.

Cure da demonizzare?

Le mie sono solo opinioni supportate dall'esperienza. In ogni caso, mi pare corretto precisare che l'omeopatia non è l'unica cura alternativa'; ce ne sono almeno un centinaio di medicine non tradizionali che, dal mio punto di vista, risultano inefficaci.L'omeopatia è diffusa ormai. Quella a cui si ricorre più spesso. Ma penso che, rispetto alle percentuali rilevate da Demos, la popolazione orientata verso la medicina alternativa sia leggermente inferiore.

I suoi pazienti chiedono cure alternative?

Pochissimi. Ma è capitato che qualche paziente mi abbia chiesto la diagnosi per poi chiamare il professionista omeopata, magari fuori regione per la cura. A volte l'omeopata vede i pazienti, ma succede anche che la consulenza, pagata a caro prezzo, si consumi telefonicamente. E che, magari, innanzi ad una broncopolmonite l'omeopata concluda dicendo: prenda i prodotti omeopatici che le ho consigliato e poi, per sostenere la cura, si affidi anche agli antibiotici prescritti dal suo medico di base'. Beh, credo che ogni ulteriore commento sia superfluo.

Annamaria Bacchin

 

Omeopatia, a Nordest il 40% la usa (e l'apprezza)

Più di un terzo dei veneti conosce e ritiene efficace l'omeopatia, l'agopuntura e lo yoga, pochi la pranoterapia. Sono forme di medicina alternativa. Alternative a che cosa? Alla medicina tradizionale. Ma dove è il confine tra tradizionale ed alternativo? Non si tratta di una semplice curiosità. Anni fa feci parte di un gruppo di lavoro, a Ginevra, che doveva stabilire questo confine per sapere che cosa rimborsare con la mutua. Il confine dipende dai contesti. Oggi ho male ad un dente. Sono andato dal dentista e penso che la grande maggioranza dei lettori avrebbe fatto lo stesso. Difficilmente sarebbe loro passato per la testa di trovare una cura alternativa.

di Paolo Legrenzi*

Ma non sempre è così. Ad esempio, un dipendente da fumo, per liberarsi dal suo vizio, potrebbe affidarsi all'agopuntura, una persona che soffre di mal di testa potrebbe ricorrere allo yoga.E non stupitevi se le terapie alternative sono efficaci, veramente efficaci. Entra in gioco l'effetto placebo. Si tratta del meccanismo che rende più sopportabile un male o che ci fa addormentare tranquilli se siamo fermamente convinti che un farmaco o un sonnifero, inutile secondo la medicina tradizionale, sia invece assai efficace. Per molto tempo questo effetto è stato bollato come superstizione. Poi il progresso degli studi sul cervello ci ha dimostrato che la fiducia in un presunto farmaco libera degli oppiacei naturali che hanno effetto analgesico o tranquillante (cfr. un recente lavoro di Tor Wager, dell'Università del Michigan, pubblicato da una seria rivista statunitense). Non solo le medicine alternative, ma anche altre presunte terapie, diventano efficaci in quanto credute. Se io avessi fiducia nelle capacità pranoterapeutiche di una maga, potrei farmi stringere le tempie dalle sue mani in modo da attenuare il mal di denti. Voi potreste ridere, ma intanto io soffrirei meno. Purtroppo non ci credo.Il confine tra ciò che è alternativo e ciò che non lo è, si riduce così a forme di fiducia condivisa. Quando si scoprì l'elettricità, e le sue prime misteriose manifestazioni, ci fu in Europa un'ondata di effetti placebo basati sull'idea che il corpo contenesse energie invisibili, proprio come avviene con una semplice calamita. Di qui la medicina alternativa per eccellenza, il mesmerismo, dal nome di Franz Anton Mesmer (1734-1815).

Nel primo atto di Così fan tutte di Mozart (1790), i due amanti, Ferrando e Guglielmo, si fingono morti per amore, e vengono "resuscitati". La cameriera Despina, antenata dei pranoterapeuti odierni, travestita da medico, guarisce i due malati con un'enorme calamita:

«Questo è quel pezzo di calamita: Pietra mesmerica, Ch'ebbe l'origine Nell'Alemagna, Che poi sì celebre Là in Francia fu.»

Oggi l'elettricità non affascina più: è diventata troppo nota e scontata. E anche i pranoterapeuti, eredi del grande Franz Anton Mesmer, sembrano decaduti, almeno secondo i dati del sondaggio: solo il 17\% dei veneti maschi accorda fiducia a tale terapia. Eppure se accettate, come dovreste secondo i dati scientifici, che il credere nell'efficacia di una terapia modifica il nostro cervello, anche quel 17\% di veneti ha diritto alla sua dignità. E, perché no, anche chi, in modo genuino ed autentico (e non turlupinato da terzi), crede nell'efficacia di amuleti o immagini, simboli della sua fede. Sono anche queste forme di medicina alternativa?Non sono comunque comportamenti così rari. Un conto è quello che una persona risponde a chi l'interpella per un sondaggio telefonico, un conto è quello che una persona fa. Oggi molto persone si vergognano, in modo più o meno consapevole, nel dichiarare che credono a certe cose. Ma se andate a vedere come si comportano, scoprirete molti comportamenti che una volta si disprezzavano come superstizioni e che oggi, alla luce dei dati di Tor Wager, potremmo considerare terapie alternative. Ma forse ve le ho già un po' rovinate, se ci credete, perché l'effetto placebo funziona solo se ne viene ignorata la natura.Paolo Legrenzi

* direttore della Scuola di Studi Avanzati


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