Il MANDALA; RITROVA LA COSCIENZA Letizia Michelozzi

Il mandala è uno “psico-cosmogramma’’ che serve a ritrovare l’unità della coscienza. Letteralmente, in sanscrito, significa “Cerchio sacro”. E’ un archetipo che nasce dall’anima umana ed esiste da sempre, compare in ogni cultura, in diversi tempi e il suo uso è sempre rituale e sacro. «In particolare, lo si ritrova nel buddismo e nell’induismo, seppure con molte differenze, con lo scopo di percorrere una via spirituale», spiega Rita Roberto, pedagogista e consulente familiare. «Ampliando lo sguardo possiamo scorgere figure mandaliche nei rosoni delle nostre chiese, nei labirinti, nella forma di certi templi o di certe abitazioni, come pure in siti archeologici nuragici, etruschi, romani. Usiamo la forma mandalica per certe danze popolari, nel girotondo dei bambini e questo significa che l’uomo ha bisogno del mandala per esprimere con- ceni molto profondi quali spazio sacro, centratura, cooperazione, unione, compresenza. Credo che sia il linguaggio non verbale e non violento per eccellenza». 

 Il mandala può essere usato in molti campi quali quello psicologico, educativo, pittorico, scenografico e produce effetti rilassanti, riduce l’ansia, rinforza la concentrazione, la memoria e la pazienza. «Nel mio lavoro di pedagogista e di consulenza familiare ho notato che, spesso, i problemi esistenziali derivano dall’incapacità di accettare le leggi cosmiche che regolano la nostra esistenza: accettare un lutto, lasciare andare un figlio per la sua strada, accettare la diversità e i cambiamenti, diventare vecchi. Che lo vogliamo o no, esse determinano la nostra vita e più resistiamo,più soffiamo nel tentativo di mutare queste leggi. Realizzando un mandala, andiamo verso l’accettazione. Impariamo ad osservarci con amore, senza giudizio, cercando di capire quanto emerge da noi stessi e prendere una direzione attraverso il messaggio che viene dall’anima. Per il suo potere risanante, Jung ne fece grande uso come risposta alla disgregazione che affligge l’uomo contemporaneo», prosegue l’esperta. «Associò il mandala al Sé, dove il cerchio esterno simboleggia i confini del l’io e le parti interne la totalità della personalità. Espresse, così, in forma non verbale, la sua teoria sul processo di “individuazione” e richiamò l’attenzione sul atto che i simboli provenienti dall’inconscio sono una via di crescita personale».

Secondo Jung, quando nei sogni, nell’immaginazione e nei disegni dei pazienti appaiono forme mandaliche, il processo di individuazione è in atto. «Il tema dominante del mandala, infatti», continua l’esperta, «è l’idea di un centro della personalità, di una sorta di punto focale all’interno dell’anima al quale tutto sia correlato, dal quale tutto sia ordinato e il quale sia, al tempo stesso, fonte di energia. L’energia che si manifesta in un impulso irresistibile a divenire ciò che si è, ad assumere la forma caratteristica della propria natura».

Realizzare un mandala a conclusione di un’esperienza o di un momento significativo, significa esprimere ad un altro livello emozioni, sentimenti e pensieri. Con la pratica si può constatare che il nostro modo di guardare e vivere la vita cambia, da una modalità lineare (esclusiva, frontale, opponente, competitiva, duale) ad una circolare (inclusiva, cooperativa, accogliente). E’ opportuno fare una precisazione rispetto alla lettura per non tramutare il mandala in uno strumento interpretativo “divinatorio”. «Questo simbolo richiede di essere usato con rispetto e consapevolezza per non svalutarne l’essenza», afferma la Roberto, «anche l’uso che ne viene fatto in ambito didattico con i bambini non sempre è corretto e mi preme richiamare quanti si vogliono avvicinare a questo tema, di approfondirne accuratamente il significato prima di proporlo». E’ indicato anche come strumento rilassante e meditativo, utile per abbassare la conflittualità e imparare a mettere da parte il dialogo interno a favore di quello con l’altro. Infine, i colori hanno significati ben precisi e offrono molti spunti di lettura per la loro scelta, combinazione e uso.

 

Le possibili interpretazioni

ECCO alcune possibili modalità di interpretazione dei mandala.

Se si comincia a colorare il disegno dai centro, significa che c’è qualcosa dentro di sé che si vuole portare alla luce e si sente bisogno di maggiore spazio e apertura per valutare la situazione con chiarezza.

Se si inizia a colorare dall’esterno, il movimento è inverso: è perché si desidera entrare nel proprio centro interiore per un ritiro meditativo in solitudine e raccoglimento.

Se si divide il mandala in due parti in senso orizzontale, si osservano gli elementi dei mondo conscio nella parte superiore e quelli dell’ambiente inconscio nella zona inferiore.

Se si divide il disegno in due parti in senso verticale, si leggeranno a sinistra le peculiarità del lato “maschile” della personalità e, a destra, quelle dei “femminile”.

 

Dove si usa a scopo terapeutico

Si sta dimostrando un valido aiuto contro la tossicodipendenza

 

LA TERAPIA del Mandala è stata utilizzata presso Il CEIS (Centro italIano dl solidarietà per la tossico dipendenza) di Grosseto con persone che stavano affrontando li duro percorso dl uscita dal mondo della droga e con donne operate al seno presso la Lega rumori nel progetto VITA, scoprendo gli effetti riequilibranti che producevano nei partecipanti. Visti gli effetti positivi, è iniziata una collaborazione con li regista teatrale Mario Fraschetti, direttore del Teatrostudio di Grosseto su un percorso che unisce le tecniche mandailche a quelle teatrali. Altra strada è il Mandalavita, rivolto a gruppi misti e familiari per insegnare, attraverso li linguaggio creativo e non verbale del mandala, i concetti della non violenza e dell’integrazione uomo-donna, adulto-bambino e razziale. Altri InterventI all’Ospedale Nuovo di Viareggio nell’ambito del corso di formazione dei volontari pediatrici ospedalieri ABIO.

 

Le tappe della psiche

 

USCITA

Colorare liberamente il disegno scelto o disegnare liberamente all’interno di un cerchio, senza regole, intuitivamente

OSSERVAZIONE

Porsi in osservazione tranquilla davanti ai disegno, anche in momenti successivi all’esecuzione e prendersi il tempo di percepire come ci si sente

dopo questa esperienza

INTERIORIZZAZIONE

Accogliere quanto emerso senza giudizio, evitando di paragonarlo e sottoporlo a inutili e dannose critiche. Annotare e cogliere sogni e intuizioni, scrivendo un “diario di bordo”

METABOLIZZAZIONE

Valorizzare anche i piccoli cambiamenti che avvengono dentro di noi e prestare attenzione a quando si presenta il desiderio dl realizzare un altro disegno. E’ la tappa successiva di questo viaggio circolare verso sé stessi che procede in salita, come una spirale

 

Da leggere

TEORIA E PRATICA DEL MANDALA  G.Tucci ed. Astrolabio

GLI ARCHETIPI DELL’ INCONSCIO COLLETTIVO  C.G.Jung, vol.9 ed. Boringhieri

SIMBOLI DELLA TRASFORMAZIONE  C.G.Jung, vol.5 ed. Boringhieri

TERAPIA CON I MANDALA  R.Dahlke ed. Tea

 

la Repubblica Salute del 15 Aprile 2004 anno 10 n.401

 

     

 

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