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inserito 30 Settembre 2008

MAESTRO UNICO : LETTERA APERTA AI GENITORI

Andrea Nicolello

La scuola ci riguarda tutti, aldilà che si sia genitori di bambini piccoli o
si sia insegnanti.
Così come ci deve riguardare il tentativo in atto di smantellare il sistema
della scuola pubblica di qualità, iniziando da quella che meglio funziona ed
è all'avanguardia in europa, risultato dopo anni di sperimentazioni,
innovazioni, lotte e richieste sociali: la scuola elementare.
 
In questi giorni di inizio di anno scolastico stanno - fortunatamente-
nascendo un pò ovunque coordinamenti genitori-insegnanti contro il decreto
legge Gelmini che prevede il ritorno al maestro unico, che riporterebbe alla
scuola di oltre 20 anni fa (senza per altro affrontare i veri problemi della
scuola che sono il precariato, l'aumento degli alunni e la chiusura di
plessi, la diminuzione delle ore di sostegno...)
 
Chi è fuori dalla scuola è bene che sappia cosa sta iniziando ad accadere,
anche perchè se ne discuta e lo divulghi attraverso la rete.
A questo proposito:
- allego la aperta unitaria (con tutte le sigle sindacali, di sinistra,
centro e destra) che in questi giorni sta circolando davanti alle scuole di
Padova.
- vi informo che è possibile firmare on-line al sito
http://www.firmiamo.it/controilmaestrounico
<http://www.firmiamo.it/controilmaestrounico>
- che il movimento della disabilità sta cercando di arricchire le ragioni
del no al maestro unico con le riflessioni sulla scuola dell'integrazione
che verrebbe fortemente messa a rischio dal decreto Gelmini (il modello
italiano della scuola per tutti e dell'inclusione è esempio per l'intera
europa).
 
La scuola ci riguarda tutti

Cordialmente, Andrea Nicolello-Rossi
(anche Presidente Famiglie It. Ass. per difesa diritti persone Audiolese,
sez. Padova)
 
******************
Vi riporto un dialogo a distanza via mail fra due persone che la pensano in
modo differente così, se ne avete voglia, ricavate un pò di dati sulla
scuola italiana pubblica
 

Giovanni: Io sinceramente non firmo perchè se ci sarà l'insegnante unico ci
sarà anche la riduzione degli allievi per classe ( come conseguenza....in
modo che non aumentino ancora di più gli insegnanti precari....) e quindi i
bambini essendo di meno vengono veramente seguiti

Andrea: Che ad una diminuzione di insegnanti ci sia di conseguenza la
riduzione degli alunni per lasse lo vorrebbe il buon senso, ma non sarà
così.

Il progetto dei ministri Gelmini e Tremonti per migliorare la scuola prevede
per i prossimi tre anni (2009-2011), un taglio dell'organico docente di
87mila cattedre, con una manovra che quintuplica di fatto i tagli effettuati
dai vari governi (Moratti, Tremonti, Padoa Schioppa), negli ultimi sette
anni.  

Eppure, già dal periodo 2001/2002 al 2007/2008, a fronte di un aumento di
143.379 alunni e di 2.648 classi si è assistito alla soppressione di 18.314
cattedre con risultati niente affatto che positivi.

Per quanto riguarda i precari in sette anni la scuola italiana ha perso
32.888 docenti di ruolo. Nello scorso anno scolastico i docenti precari sono
stati 141.735 (il 16,82 % del totale), il 5,20% in più rispetto all'anno
scolastico 2001/02. Ovviamente, un docente precario costa molto meno allo
Stato anche perché lo si assume per il tempo strettamente necessario. Dei
141.735 docenti precari in servizio nell'anno scolastico 2007/08 infatti,
ben 119.687 sono stati licenziati al termine dell'attività didattica. Pensi
che non verranno più riassunti?

Giovanni: Ma col maestro unico sarà più facile avere il supporto di
insegnante di sostegno in caso di richiesta.

Andrea: Ma lo sai che in tutte le regioni d'Italia, compreso il Veneto,  le
ore di insegnanti di sostegno stanno drammaticamente calando da anni? Ad es.
l'anno scorso i 20 bambini/raggazzi sordi della Fiadda Padova che
frequentano l'obbligo hanno subito un calo di 32 ore complessive di
sostegno, raggiungendo una media di 9 ore ciascuno di presenza di sostegno.
Il numero degli studenti disabili che lo scorso anno hanno usufruito del
sostegno sono 174.404, un numero già assai limitato e che il ministro
Fioroni aveva cominciato ad implementare, e che invece rischia ora di subire
ulteriori e drammatici tagli.

Stesso problema per l'integrazione degli alunni di cittadinanza e lingua non
italiana a cui andrebbe garantito un sostegno individuale per facilitare
l'inserimento, che in sette anni sono più che triplicati (passando dal 2,16%
al 7,40% del totale) mentre i fondi relativi sono rimasti invariati.

 

Giovanni: Inoltre il maestro unico imparerà con gli anni a conoscere
veramente le potenzialità, il carattere e la personalità di ciascun bambino
per cui non ci sarà più dispersività di gestione come può accadere con più
insegnanti.....

Andrea: Tu pensa invece, di fronte alla complessità crescente dei bambini
anche piccoli, che difficoltà può incontrare un insegnante giovane, magari
inesperto o insicuro se lasciato da solo. Il lavoro per gruppo - come in
ogni equipe invece - consente il confronto, la crescita collettiva, provare
ad affrontare un problema discutendo di possibili strategie differenti da
mettere in campo.

 

Per la disabilità ti cito un pezzo di una lettera dell'avv. Salvatore
Nocera, responsabile osservatorio Disabilità e scuola "ho sempre lamentato
la scarsa collaborazione dei docenti curricolari all'insegnante per il
sostegno all'integrazione degli alunni con disabilità, che troppo spesso,
salvo eccezioni, si riduce ad una delega del processo di integrazione al
solo docente per il sostegno, con palese violazione della cultura e della
prassi pluridecennale italiana di integrazione.

Se questa delega avviene quando esiste il modulo di tre docenti, sarà molto
più facile giustificarla con la presenza di un solo docente, che dovrà
seguire classi sempre più numerose".

 

Giovanni: Ognuno esprime il proprio pare ma a me quando ero piccolo ha
funzionato e ho anche costruito un rapporto con la maestra veramente
costruttivo ed è stato un punto di riferimento per tante cose nella mia
vita.

Andrea: è rischioso portare come esempio il proprio caso personale. Tu hai
studiato in un piccolo paese dei Colli Euganei, che forse rischia di essere
uno di quelli, sotto i 5.000 abitanti, che perderà la sede della propria
scuola. Infatti le scuole più piccole rappresentano solo un costo e
diventano quindi le principali vittime del processo di razionalizzazione
della rete scolastica. La scuola primaria perderà 314 sedi a fronte di un
considerevole aumento di alunni: 45.729 in più dall'anno scolastico 2001/02.
Questo, tendenzialmente, a danno delle scuole delle aree più marginali del
Paese, che presentano indici numerici non in linea con i criteri di
razionalizzazione. In assenza di criteri specifici per queste realtà si
rischia quindi la chiusura di migliaia di plessi scolastici, situati
soprattutto nei piccoli comini al di sotto dei 5000 abitanti, con
conseguente aumento del disagio sia per le famiglie a causa del pendolarismo
degli alunni anche molto piccoli, sia per gli enti locali che dovranno
sostituirsi allo Stato per garantire il diritto allo studio nelle realtà
colpite da questi provvedimenti.
 
 


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