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Pubblicato il 27-04-2005

LO STRATO DI OZONO? PIÙ SOTTILE CHE MAI

E' allarme tra gli scienziati che credevano che lo strato di ozono stesse riformandosi.
Secondo i nuovi rilevamenti della Cambridge University l'ozono sull'Artico non è mai stato così sottile.

Fino al 50% del prezioso strato protettivo ad alta quota è distrutto. A causa del cambiamento del clima. Non più solo, e non tanto, per la bomboletta spray...
 
E' dall'inverno '99-2000 che gli scienziati avevano cominciato a sperare che il "buco dell'ozono" stesse ricucendosi, data la messa al bando dei CFC e dei composti dannosi. Be', non avevano pensato al riscaldamento globale. Alle nuvole.

Sembra che ad aver causato quest'ulteriore erosione dell'ozono sia stato l'aumento di nubi a livello stratosferico, a 20 chilometri d'altezza. Nuvole che, nel mezzo dello strato d'ozono, interferiscono con i processi chimico-fisici della sua formazione, e anzi accelerano la nascita di composti che disgregano l'ozono (O3). Quest'anno, per tre mesi dalla fine di novembre, ci sono state più nuvole, che hanno stazionato lì per più lunghi periodi, rispetto a quanto mai segnato sulle registrazioni meteorologiche. Nuvole più persistenti che si formano e "ristagnano" a causa del riscaldamento globale.

Un effetto collaterale, non previsto, del cambiamento climatico.

Al meeting della Geophysical Union, a Vienna, ieri, 26 aprile, tappa di un progetto europeo coordinato dalla Cambridge University per studiare il livello d'ozono e i cambiamenti climatici, il professor John Pyle del Centre for Atmospheric Sciences di Cambridge ha dichiarato: "Questi sono i più bassi livelli di ozono mai riscontrati da quando abbiamo cominciato a monitorarli, 40 anni fa. Pensavamo che le cose avrebbero cominciato ad andare meglio tagliando i CFC e gli altri composti nocivi con il Protocollo di Montreal. Ma questo non è accaduto" ha riportato "The Guardian".

La relazione tra il decadimento dell'ozono e i cambiamenti climatici è così complessa che l'Unione Europea ha investito più di 15 milioni di euro in questo progetto quinquennale, per predire cosa accadrà.

I primi effetti si conoscono già.

L'assottigliamento dello scudo di ozono a livello stratosferico fa sì che sempre più raggi ultravioletti dannosi trapassino l'atmosfera, aumentando i rischi, soprattutto per i bambini e per chi conduce una vita all'aria aperta, di sviluppare tumori alla pelle, patologia che sta drammaticamente aumentando. Secondo il dipartimento ambientale dell'Onu (UNEP) ogni 1% di diminuzione dello strato di ozono, aumentano del 2-3% i casi di tumori alla pelle.

Le radiazioni UV causano problemi agli occhi - non solo umani - dalle cataratte alla cecità. Possono perfino diminuire le risposte immunitarie. Un eccesso di radiazioni UV soffoca la fotosintesi nelle piante. Il plancton fotosensibile nei mari di tutto il mondo viene danneggiato, è prevedibile una perdita di biodiversità nel mare. Riduzione di fitoplancton vuol dire poi impatto negativo sul 'ciclo carbonio' degli oceani: con diminuzione della loro capacità di assorbire anidride carbonica...

E' una conferma di come tutto, il clima, le emissioni di CO2, il riscaldamento globale, la vita negli oceani, sulla Terra, nelle città, e ora lo strato di ozono, tutto sembri legato in un unico ciclo. Un'unica sfera. Una sola Terra.

Stefano Carnazzi        www.lifegate.it


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