LE MALATTIE DEI
BOVINI
La recente "riammissione" della bistecca alla fiorentina ha
trovato grande
spazio nei media. In Italia il pericolo mucca pazza e' stato
ridotto a pochi
casi, di qui la decisione. Di seguito il quadro della situazione
e una breve
descrizione di altre malattie che possono colpire i bovini.
* Mucca pazza
Mucca pazza e' il nome comune che viene dato ad una infezione
del sistema
nervoso dei bovini, che porta l'animale alla pazzia e alla
morte.
Scientificamente la malattia si chiama encefalopatia spongiforme
bovina (in
sigla Bse) ed e' procurata dal prione, una proteina contenuta
nel cervello, che
impazzisce e attacca le cellule nervose. Questa malattia e'
presente anche negli
ovini e viene chiamata scrapie. Fino al 1994 i bovini potevano
essere nutriti
anche con farine animali, provenienti cioe' da scarti di
macellazione dei
mammiferi. L'uso di farine animali, derivate da ovini affetti da
scrapie, ha
infettato i bovini provocando il cosiddetto morbo della mucca
pazza (Bse). E'
possibile che l'infezione possa trasferirsi dai bovini all'uomo.
I bovini di
eta' superiore 30 mesi (24 mesi per i bovini che presentano
sintomi clinici
neurologi o che muoiono in stalla o durante il trasporto),
destinati al consumo,
devono essere sottoposti a test di controllo per verificare se
siano affetti da
Bse.
Numero dei bovini trovati affetti da Bse in Europa nel corso del
2005 sono i
seguenti:
Italia 7, Francia 25, Germania 25, Gran Bretagna 138, Irlanda
47, Spagna 73,
Portogallo 28, Svizzera 3, Belgio 2, Olanda 1, Danimarca 1.
Le altre malattie
Alcune malattie dei bovini possono essere trasmesse anche
all'uomo. Queste
malattie interessano principalmente gli addetti ai lavori
(allevatori e
macellatori).
* Antrace o Carbonchio
L'antrace o carbonchio e' un microrganismo (bacillo
dell'antrace) che puo'
infettare bovini, ovini, equini e suini, attraverso la
ingestione di spore
disseminate nei pascoli. Le spore sono una forma particolarmente
resistente del
bacillo che, per sopravvivere alle avverse condizioni
ambientali, si incista e
puo' sopravvivere nel terreno per anni . Nei secoli scorsi si
narrava di
"terreni maledetti", luoghi proibiti al pascolo perche' gli
animali si
ammalavano e morivano. Il motivo e' dovuto alla presenza delle
spore che una
volta a contatto con l'animale tornano in piena attivita',
infettandolo e
provocandone la morte. Le spore possono aderire e rimanere sulla
pelle o sulla
pelliccia dell'animale, cosicche' chi le manipola puo' essere
infettato. Per
questo motivo la malattia era diffusa fra i tosatori e i
conciatori.
L'infezione, che puo' essere letale, avviene per inalazione
delle spore (e' la
forma piu' grave), per contatto o mangiando carne infetta. Il
nome, carbonchio o
antrace, deriva dal colore scuro della bolla che si forma sulla
pelle di coloro
che sono stati infettati. Si cura con la vaccinazione o con gli
antibiotici. In
Italia la malattia e' praticamente scomparsa.
* Afta epizootica
E' una infezione da virus che puo' colpire bovini, ovini e
suini. La
pericolosita' di questa malattia e' la rapidita' di diffusione e
di contagio.
Puo' infatti estendersi velocemente in grandi aree e in
pochissimi giorni. Il
virus puo' essere portato dal vento, dagli animali infetti, dai
mezzi di
trasporto e dalle persone. Le fonti del contagio sono il
respiro, la saliva, le
feci, le urine, il latte e la carne. L'animale colpito presenta
una serie di
vescicole, le afte appunto, localizzate nella bocca, sulle
mammelle e tra
unghie. Il danno e' prevalentemente di carattere economico
perche' l'animale
dimagrisce rapidamente e cessa la produzione di latte. La cura,
piuttosto
drastica, prevede la soppressione e distruzione dell'animale.
Non sembra che vi
sia rischio per la salute umana.
* Tubercolosi
E' una infezione che colpisce bovini, ovini, suini. Anche
l'uomo, i cani e i
gatti possono essere infettati. Responsabile e' un micobatterio
che si annida
prevalentemente nei polmoni provocando la formazione di
tubercoli, con gravi
alterazioni della funzionalita' respiratoria. Se non curata con
antibiotici la
malattia puo' essere letale. La trasmissione dell'infezione puo'
avvenire per
via alimentare, dal latte crudo e derivati, dalla carne poco
cotta, o per via
inalatoria. Nei decenni scorsi sono stati effettuati interventi
di risanamento
della popolazione bovina, attraverso test antitubercolinici ed
eliminazione dei
capi risultati positivi. Sostanzialmente la tubercolosi bovina
e' stata
eliminata, cosi' come possibili rischi di contaminazione dal
latte sono esclusi
con la pastorizzazione.
La pastorizzazione e' un trattamento termico che consente di
conservare per un
periodo di tempo alcuni alimenti, tra quali il latte, eliminando
alcuni batteri
pericolosi per la salute.
* Brucellosi
E' una infezione batterica che colpisce bovini e ovini.
Analogamente alla
tubercolosi, puo' essere trasmessa all'uomo con gli alimenti, il
latte e suoi
derivati, la carne poco cotta o per inalazione. E' una malattia
sostenuta da un
batterio, la brucella, che nell'uomo provoca la cosiddetta
febbre maltese. Negli
allevamenti e' temuta per i danni economici perche' provoca
l'aborto, la
diminuzione della produzione del latte e la sterilita'. La
malattia e' stata
sostanzialmente debellata con l'abbattimento dei capi risultati
positivi ai test
di controllo.
* Salmonellosi
E' una malattia provocata dalla salmonella, batterio che puo'
colpire tutti gli
animali domestici, dando luogo ad infezioni dell'apparato
digerente e di
conseguenza la diarrea. E una delle affezioni piu' diffuse sia
negli animali che
nell'uomo; la salmonella puo' essere definita il germe della
sporcizia, perche'
si trasmette attraverso la ingestione di alimenti infetti,
provocando le
famigerate tossinfezioni alimentari. Si puo' curare con
antibiotici ma
soprattutto osservando le norme igieniche e cuocendo bene gli
alimenti.
Bibliografia
1) http://www.dsz.unito.it/BSE.htm
2) http://www.politicheagricole.it/PRODUZIONE/ZOOTECNIA/BSE/Index.htm
3) http://www.izsto.it/ceaindice.htm
4) http://www.ministerosalute.it/alimenti/sicurezza/bse.jsp?lang=italiano
(Primo Mastrantoni)
Avvertenze numero 2005-20 del 15
Ottobre 2005
In Internet:
http://www.aduc.it/dyn/avvertenze