www.damiduck.it ----->home


La storia dell’ UNIVERSO

Che cosa può darci la conoscenza di quattordici miliardi di anni di evoluzione cosmologica? 

Per Brian Swimme — professore di cosmologia matematica e fondatore del Centro per la Storia dell'Universo presso il Californian Institute of Integrai Studies (CMS) - non si tratta di nozioni, ma della storia più profonda di noi stessi, in grado di sollecitare sentito stupore, responsabilità e compassione per tutti gli aspetti della vita.

Di seguito lo stralcio significativo di un'intervista.

Susan Bridle: Spesso parli del fatto che siamo ad una congiuntura particolare nella storia dell'umanità, perché abbiamo conoscenza di quattordici miliardi di anni di evoluzione cosmologica che ci hanno portato a questo punto - e che questa conoscenza porta con sé una responsabilità che non abbiamo mai immaginato prima. Puoi darci un profilo essenziale della vasta portata di quest'evoluzione?

Brian Swimme: È davvero semplice. Ecco l'intera storia in un rigo. Questa è la più grande scoperta dell'impresa scientifica: prendi l'idrogeno allo stato gassoso, lo lasci da solo, e si trasforma in cespugli di rose, giraffe ed esseri umani.

Tutti gli elementi del nostro corpo, ognuno di loro, sono stati forgiati da una stella. Walt Whitman lo intuì quando disse: «Una foglia d'erba non è da meno del ruotare delle stelle».

Susan Bridle: Questa è la versione concisa.

Brian Swimme: Questa è la versione concisa. La ragione per cui mi piace questa versione è che l'idrogeno gassoso è inodore, incolore e secondo il pregiudizio della nostra civiltà occidentale solo una cosa materiale. Non c'è gran che. Prendi l'idrogeno, lo lasci da solo e si trasforma in un essere umano — è un'informazione piuttosto interessante. Il punto è che, se gli esseri umani sono spirituali, allora l'idrogeno è spirituale. È un'incredibile opportunità per sfuggire al dualismo tradizionale — sai, lo spirito è là in alto, la materia è quaggiù. In realtà è diverso. C'è la materia dall'inizio alla fine e c'è lo spirito dall'inizio alla fine. Ecco perché amo la versione concisa. Va bene... ecco la versione più estesa: tredici miliardi d'anni fa, secondo la più recente ipotesi, l'universo apparve come particelle elementari incandescenti. Non solo particelle calde trilioni di gradi, ma anche un milione di volte più dense del piombo. L'universo non è nato come fuoco. Ha avuto inizio da tale incredibile calore denso — non siamo neanche in grado d'immaginarlo. Lo conosciamo solo attraverso qualche numero. E poi ha cominciato ad espandersi. Dopo trecentomila anni si è raffreddato abbastanza affinché si formassero gli atomi. Atomi d'idrogeno. E mentre la materia continuava a raffreddarsi e a espandersi, ha iniziato anche a unirsi in queste enormi nubi che chiamiamo galassie.

Quando l’universo ha circa un miliardo d’anni, le galassia nascono, whossshhhhhh, come fiocchi di neve cadenti, un centinaio di miliardi di galassie. Fu un momento incredibile perché quella fu l'unica volta nella storia dell'universo in cui le galassie ebbero la possibilità di prender forma. Prima era troppo denso e caldo. Dopo, sarebbe stato troppo rado e disperso. Stephen Hawking scoprì qualcosa d'incredibile. Se consideri l'espansione dell'universo vedi tutta quest'energia, non è vero? Sta esplodendo e allo stesso tempo c'è questa forza di contenimento, la gravita, che tiene tutto insieme. Abbiamo queste due forze opposte. Se la forza gravitazionale fosse stata leggermente più forte avrebbe schiacciato l'intero universo in un buco nero, in un milione d'anni. Oppure, se la forza gravitazionale fosse stata più debole, si sarebbe disintegrato e non avrebbe creato le galassie. Si tratta di un equilibrio incredibile. La differenza è una parte su dieci alla cinquantanovesima - che è un trilionesimo di un trilionesimo di un trilionesimo dell'uno per cento. Ecco quanto è delicato. È più delicato che danzare sulla lama di un coltello.

In seguito, la galassia diventa più complessa poiché si accendono le stelle, e le stelle nella loro combustione trasformano gli elementi all'interno del loro nucleo. Così l'idrogeno si trasforma in elio. E, più tardi, diventa molto più caldo e l'elio si trasforma in carbonio e così via. Tutti gli elementi sono creati all'interno della stella, che poi esplode. Di modo che la successiva stella che si forma, si forma da questi elementi più complessi, e allora ecco la possibilità dell'esistenza dei pianeti. Tutti gli elementi del nostro corpo, ognuno di loro, sono stati forgiati da una stella. Walt Whitman lo intuì quando disse: «Una foglia d'erba non è da meno del ruotare delle stelle». E ti chiedi come ha potuto fare quest'affermazione? Si chiama conoscenza di sé. In altre parole, una stella ha dato vita agli elementi che poi si unirono nella forma di Walt Whitman. Potresti suggerire, quindi, che Walt Whitman ebbe un ricordo approfondi

www.thelivingspirits.net

 

Brian Swimme e' un matematico e cosmologo americano. 
La sua ricerca si focalizza sulle dinamiche evolutive dell'universo, sulla relazione fra cosmologia scientifica e le tradizionali visioni religiose, sulle implicazioni culturali della nuova epica evoluzionista e sul ruolo dell'umanita' nel dispiegarsi della storia della Terra e del Cosmo. E' direttore del Center for the Story of the Universe e nel 1998 ha fondato l' international Epic of Evolution Society, un forum di artisti, scienziati, ecofemministe, ecologisti, pensatori religiosi ed educatori interessati alla 'nuova storia dell'evoluzione'. The Universe Story (Harper, 1992) rappresenta il culmine di dieci anni di collaborazione con lo storico della culture Thomas Berry.

Walt Whitman (New York, 31 maggio 1819 - 26 marzo 1892) è stato un famoso poeta e scrittore americano; è conosciuto per essere l'autore della famosa raccolta di poesie Foglie d'erba (pubblicata in diverse edizioni a partire dal 1855).

Fu cantore della libertà (ma anche della sessualità e della omosessualità) e di un ideale visionario che pone l'uomo come momento centrale rispetto al senso di percezione e comprensione delle cose. Cantò, soprattutto, l'essenza di quello che diventerà successivamente il sogno americano. Dalla sua opera proviene la celeberrima ode che inizia con il verso "Capitano, o mio capitano" (filo conduttore del film L'attimo fuggente).

Nato da una famiglia di umili condizioni, canterà il suo luogo natale - West Hill, sobborgo di Long Island - come l'isola "a forma di pesce". Suo padre, Walter, si dedicava a mestieri di vario genere, dal contadino, al muratore, al carpentiere, al falegname. La madre, Louisa Van Velsor, aveva con il figlio un rapporto privilegiato: se ne ha testimonianza dalla corrispondenza che intercorse tra i due; da essa si può arguire come la comunicazione fra madre e figlio potesse superare gli ostacoli frapposti dalla scarsa alfabetizzazione di Louise.

Attraversai una volta una città popolosa / imprimendomi nel cervello, per più tardi servirmene / gli esperti, le architetture, gli usi e le tradizioni / Ebbene, adesso di tutta quella città ricordo appena"

(W.Withman)


  torna all'indice articoli

www.damiduck.it ----->home