LA CENSURA DELLA RAI
SULLA PUBBLICITA’ DEI VALDESI. PAPISMO, REALISMO O

STUPIDITA’?
La pubblicita’ della Chiesa Valdese per chiedere ai contribuenti che
indichino
l’otto per mille a favore della loro confessione, e’ stata rifiutata
dalla Rai.
Lo slogan incriminato e’ “Molte scuole, nessuna chiesa”. La
concessionaria
Sipra, d’intesa con RaiTrade, ha chiesto ai valdesi di riscriverlo.
E’ bene ricordare che stiamo parlando dell’uso di soldi che lo Stato da’
a
questa confessione come ad altre (otto in tutto) piu’ a se’ stesso, e
che i
contribuenti sono obbligati a versare. Nel contempo e’ sempre bene
ricordare che
la Chiesa Valdese e’ l’unica che ha i bilanci di questi contributi di
una
chiarezza e precisione che le altre se lo scordano. La parte del leone,
com’e’
evidente, e’ costituita dalla Chiesa Cattolica Romana, indicata dalla
maggiorparte di contribuenti come destinataria di questi importi.
E’ forse per questo che la tv di Stato non consente che altre
confessioni
chiedano di essere scelte in polemica con il Vaticano? Non lo sappiamo,
ma il
forte sospetto che sia cosi’ e’ piu’ che legittimo: in un clima di
informazione
dove le vicende papaline hanno monopolizzato le notizie, arrivando fino
all’assurdo che in alcune circostanze i tre canali della Rai
trasmettevano tutti
le stesse notizie sul papa, pur se ognuno con giornalisti e commenti
diversi,
dimentichi che la funzione di servizio pubblico dovrebbe cercare di
abbracciare
tutto la popolazione italiana (al di la’, ovviamente, dell’importanza in
se’
della notizia sulla morte e l’elezione del papa).
Se qualcuno temeva che le vicende papaline, e il relativo coinvolgimento
del
servizio pubblico di informazione radiotelevisiva nei termini che
abbiamo detto,
potessero modificare i qualche modo l’essenza stesso del concetto di
servizio,
forse trova in questa censura una conferma.
Ad ognuno, infine, la possibilita’ di giudicare se stiamo assistendo ad
un
fenomeno di “papismo” (esecuzione peddisequa delle dottrine ideologiche
di
unicita’ e infallibilita’ della Chiesa Romana, che il nuovo papa ci ha
ben
precisato), di “realismo” (vai dove ti porta il vento vincente), o piu’
semplicemente un fenomeno di stupidita’.
LA RAI RIAMMETTE LA
PUBBLICITA’ DEI VALDESI SULL’OTTO PER MILLE. NON TUTTO E’
PERDUTO…
La Rai ha deciso di riammettere la pubblicta’ della Chiesa Valdese per
la
richiesta dell’otto per mille. Lo slogan “Molte scuole, Nessuna chiesa”,
accompagnato dall’affermazione “Nemmeno un euro viene utilizzato per le
attivita’ di culto” lo potremo ascoltare attraverso le onde della radio,
e
-informati meglio- potremo scegliere a chi devolvere il tributo
obbligatorio per
le confessioni religiose.
Un plauso alla Rai, che ha saputo raccogliere la protesta civile che da
piu’
parti si e’ levata e, soprattutto, un plauso alla Chiesa Valdese perche’
e’
rimasta ferma sulle sue posizioni, non modificando il testo
pubblicitario cosi’
come le era stato chiesto dall’agenzia pubblicitaria della Rai, la Sipra.
Un segnale che alzare la voce e’ pagante. Chi come noi ha commentato
senza peli
sulla lingua e senza farsi trascinare dal diffuso clima papalino romano
che ha
ostruito l’informazione nelle passate settimane, non ha avuto torto. Il
conformismo e l’allineamento al presunto modello vincente non hanno
ancora
ottenebrato tutto, e il fatto che sia successo in Rai e’ molto
significativo.
Non sappiamo se sia un segnale di qualcosa in movimento, ma sicuramente
e’ un
fatto e ne prendiamo atto.
Sulla vicenda “otto per mille”, la questione rimane sempre spinosa, e
l’episodio
di oggi e’, per il momento, un fatto isolato.
Per capire il clima in materia, basti pensare che il secondo soggetto
maggiormente indicato dai contribuenti come destinatario di questo
contributo,
lo Stato (il primo e’ la Chiesa romana), non fa propaganda alla
possibile sua
scelta, e il 44,64% di quanto gli viene destinato lo devolve al
Vaticano, oltre

cio’ che questa chiesa gia’ percepisce per scelta diretta.
Per noi sarebbe meglio che ognuno si pagasse la sua chiesa e non, come
succede
oggi, che l’otto per mille di chi non fornisce indicazione viene
comunque
suddiviso percentualmente in base a quanto indicato da chi ha scelto. Ma
nella
speranza e nell’impegno perche’ un giorno sia cosi’, verificare, grazie
alla
riammissione della pubblicita’ valdese, che il confronto, il dibattito e
lo
scontro (anche aspro) sono ancora praticabili, ci invita a perseverare.
Grazie
valdesi!
www.aduc.it [ADUC - AVVERTENZE ONLINE] 01/05/05