Uno
stanzone con assetto televisivo completo: telecamere, monitor, lampade,
riflettori. Come fondale un grande schermo che con un battito di mano
"saliscende", sedie e poltroncine su ruote, tavolino con
computer, telefono. Due mimi aiuteranno i due protagonisti a cambiare
abbigliamento a seconda delle esigenze sceniche. In scena l'attrice e il
regista.
Anastasia, si sta sottoponendo
a un provino, recitando un brano che legge; sul teleschermo vediamo la
sua immagine proiettata. Scompare l'immagine dal teleschermo. Luce
piena.
REGISTA
Ottima recitazione, complimenti. Aristofane sarebbe stato sicuramente
orgoglioso di lei.
ANASTASIA Grazie, è un
complimento che mi fa molto piacere. Anche il suo collaboratore era
molto contento.
R Infatti non per niente le ha
proposto di firmare il contratto immediatamente. Ha ricevuto l'anticipo,
spero.
A Sì, e vi devo ringraziare? non
mi vergogno a dirlo... passo un brutto momento... ne avevo proprio
bisogno! Non vedo l'ora di cominciare a recitare. Ma di che si tratta?
Qual è la chiave della storia?
R Beh, come in tutte le satire
che si rispettano, ha come base una tragedia. I personaggi del dramma
sarcastico sono Putin e Berlusconi che a un certo punto si scambiano i
cervelli.
A In che senso se li scambiano?
R Nel senso che di due cervelli
se ne fanno uno... ma andiamo per ordine. Vi ricordate la conferenza
stampa a Roma con Putin messo alle corde da un giornalista inglese che
gli chiedeva della repressione russa in Cecenia, dei prigionieri fatti
fuori in carcere e delle ultime elezioni-farsa per eleggere il
Parlamento a Grozny?
A Come no? Davvero una truffa
ignobile! Con l'esercito russo di occupazione che va tranquillamente a
votare come fossero cittadini di quel Paese?
R Appunto. Putin a quelle domande
diventa pallido, si intoppa imbarazzato. E lì, bello come il sole,
Berlusconi blocca e tranquillizza l'amico russo che non sa come
cavarsela e prende lui la parola: "Ma che dite? Siete male
informati? In Cecenia le elezioni si sono svolte del tutto
regolarmente." "Macché regolari!" incalzano altri
giornalisti "il premier eletto è un uomo di paglia di Putin"
e Berlusconi: "No, l'elezione è stata controllata da osservatori
stranieri" "Già, che hanno riferito che s'è trattato di una
pagliacciata di regime, un regime che occupa con la forza un Paese
autonomo solo per prendersi il suo petrolio, un'aggressione che è
costata milioni di morti." "Questa è propaganda disinformata!
- grida Silvio - Putin ha sempre agito democraticamente!"
A Ah sì, proprio
democraticamente?
R Questa difesa le dice lo
straordinario attaccamento di Berlusconi a Putin.
A D'accordo, ma la storia dello
scambio di cervello?
R Ci arrivo subito. Succede a
Erice durante il convegno dei chirurghi specialisti in trapianti.
Berlusconi ha invitato Putin nella sua villa d'origine romana che ha
affittato per l'occasione e gli ha offerto una camera bellissima, una
specie di alcova per lui e la sua amica segreta. Putin indossa, invece
che il pigiama, un kimono da karatè.
A Da karatè? Ma perché?
R Perché il premier russo è
campione di arti marziali e senza il kimono da karatè non riesce a
dormire né tanto meno a far l'amore. Ecco che quella notte succede la
tragedia: fanno irruzione nella camera di Putin, uomini armati. Lui si
leva in posizione da karatè e dice: "Un momento, trattiamone,
parliamone... un po' di dialettica" e i terroristi
"Senz'altro! Questa è la nostra dialettica!" e gli scaricano
addosso una gragnuola di colpi. Giunge Berlusconi che è nella camera
appresso, anche lui al posto del pigiama indossa il kimono da karatè
che gli ha regalato Putin e subito con grande spirito, vedendoli armati,
dice: "Ho una barzelletta su Bush che farà morir dal ridere!"
"La sappiamo già, e non ci fa ridere." PAC! gli sparano un
proiettile in piena fronte. Scatta l'allarme. Per fortuna tra gli ospiti
della villa c'è l'intera delegazione russa di chirurghi che interviene
sollevando i moribondi e trasportandoli nel centro ospedaliero. Putin è
spacciato ma Berlusconi è ancora appeso a un filo di speranza. Si
decide per il trapianto ed è qui che si toglie la parte rimasta intatta
del cervello di Putin e la si inserisce nel cranio di Berlusconi dopo
averlo liberato della parte inservibile. Un'operazione difficile ma i
chirurghi sono ottimisti: "Riprenderà tono fra una
settimana." Infatti dopo sette giorni Berlusconi si sveglia, si
guarda intorno attonito: "Dove sono? Che è successo?"
"Niente di grave" gli risponde un medico italiano "Ha subìto
un piccolo coma." "Per quanti giorni son rimasto in
coma?" "Sette per l'esattezza" "Ammazzalo, il
piccolo coma! Ma io non posso star qui. Ho un impegno inderogabile,
immediato!" "Se vuole chiamiamo qualcuno dei suoi
collaboratori, qualche ministro..." "Macché ministri e
collaboratori! Voglio qui immediatamente Apicella con la sua chitarra,
dobbiamo mettere giù la musica per la nuova canzone, sennò cosa canto
io a Sanremo?! A parte che il direttore artistico è Tony Renis, e con
gli amici della mafia non si scherza!"
E qui finisce il prologo. Che
gliene pare?
A Spassoso ma anche feroce.
L'idea di due premier col cranio spalancato ai quali scambiano pezzi di
cervello come fossero bigné... non è proprio l'ideale come piatto
d'entrata... per un pranzo!
(...) E' sicuro che nel mezzo non
ci siano argomenti da querela? Sa, l'idea di essere trascinati in
tribunale per aver sbeffeggiato il premier della Repubblica di Bananas?
R Beh, per Dio, è ovvio che
quando si fa satira si corrono dei rischi. (La donna fa cenno di
alzarsi) Che fa? Se ne va via anche lei? Per la miseria! Appena si
indica il personaggio principale via che scappano subito!
A No, no, volevo solo appendere
il cappotto. A me piacciono i rischi tosti, stia tranquillo non me ne
vado! D'altra parte se una satira sul potere non riesce a mettere il re
in mutande, che satira è?
R E' che noi non ci accontentiamo
di metterlo in mutande, ma gliele togliamo del tutto e lui non sopporta
di trovarsi nudo senza neanche il doppiopetto! Diventa aggressivo...
vendicativo...
A Beh, certo, non è più il
barboncino da compagnia del suo primo ingresso in politica, tutto
scodinzolate e sorrisi... adesso va giù pesante. Ha visto come ha
cacciato dalle tv di Stato i giornalisti e i comici che gli stavano
sulle scatole? Anche ultimamente la Guzzanti e ieri Paolo Rossi che fra
l'altro è anche più piccolo di lui, un po' di rispetto, andiamo...
L'ha defenestrato per il solo tentativo di leggere un testo di Pericle
che già nel III secolo avanti Cristo faceva satira anti-berlusconiana...
nascondendosi dietro l'alibi di essere un classico antico.
R Brava! Sa cosa le dico? Lo
mettiamo in scena lo stesso il nostro testo. Se lei mi dà una mano io
reciterò tutti i personaggi d'appoggio.
A Sono pronta. Qual è il mio
personaggio?
R Veronica!
A Veronica Lario?! Io dovrei
interpretare la moglie di Berlusconi?
R Sì, perché? Ha qualcosa in
contrario?
A Per carità! Sono molto
onorata... ma è che io come massimo posso fare la nonna, della signora
Veronica. Però se mi offrite un bel lifting generale: faccia, seno,
ventre, cosce e glutei, una parrucca bionda, ci sto!
SILVIO
(fuori scena) Ma non ci si vede niente qua! Maledetti gradini! Un po' di
luce, per favore! Possibile che vada a sbattere sempre la testa
dappertutto! Già mi fa male! Luce! (Entra in scena spuntando da
dietro uno strumento elettronico: vediamo solo la testa) Veronica,
dove sei?
VERONICA Qui sono, davanti a te!
Non mi vedi!?
SILVIO Non so... ho un sacco di
confusione [...] Veronica... E' un sacco di tempo che ti cerco... Ho
bisogno di chiederti delle cose.
V Calmati, vieni qua vicino a
me... Dimmi, che cosa?
S Ci ho pensato tutta la notte...
ma ora non mi ricordo più... Ah sì... Adesso ricordo. Ieri sera
un'infermiera mi ha detto che normalmente io abito in un'altra villa e
che fra di noi non corre buon sangue.
V Ma quella chiacchierona!
S Non t'arrabbiare, sono stato io
che ho insistito... Rispondi, cos'è successo?
V Davvero non ti ricordi niente?
S Sì, qualcosa vagamente... a
sprazzi, senz'ordine. Raccontami dal principio di noi due, ti prego.
V Mi sentivo lusingata e mi
divertivo con te. Poi, però, ho scoperto il tuo lato peggiore.
S Quale?
V Le frottole, le menzogne: un
bugiardo a dir poco smaccato, un bugiardo patologico!
S Bugiardo? Beh... una spia deve
essere sempre un po' bugiarda.
V Una spia?! Che c'entra la spia?
S Niente, m'è venuto un flash
così... come... KGB! Perché KGB? Cos'è KGB? KGB? (Batte la testa
sul tavolino facendo un gran botto: cambio di luce).
V Ma caro, hai i punti! E
oltretutto scombini l'illuminazione!
S Va beh, la rimetto in pari. (Altra
testata) Dio che sballato, mi sembra di avere due cervelli insieme e
poi, di colpo, buchi di memoria...
V E fai bene ad avere 'sti buchi,
anzi... una voragine ti servirebbe, per farci entrare le caterve di
frottole e fandonie che mi hai sfornato specie quando abbiamo cominciato
a vivere insieme. Balle sulle storie a proposito di altre tue donne,
scoperto, giuravi sui figli, le mogli, la madre, il padre partigiano in
Svizzera.
R Il padre partigiano in
Svizzera?
V Frottole sulle tue gabole
finanziarie, maneggi da capogiro con le tue oltre sessantaquattro società
off-shore?
S Off-shore? Cos'è?
V Società anonime, con nomi di
fantasia.
S Che creativo che sono!
[...]
ANASTASIA Non ce la faccio più!
(Scaglia via lo scialle)
REGISTA (si spoglia del trucco
del nano liberandosi della giacca e dei finti pantaloni. Riprende il
ruolo di regista) Signora, cosa le prende?
A Mi sono messa in una trappola
infame da sola!
R Che trappola?
A Sono qua a sbeffeggiare tutti i
miei principi, le mie scelte morali e politiche, ecco cosa c'è!
R Che principi? Non capisco...
A Io non condivido affatto quello
che mi fate dire... le battute di scherno che mi fate recitare.
R Mi scusi, allora tutta l'ironia
che faceva poco fa sul presidente spudorato difensore di Putin?
A Una menzogna! Io adoro quella
società.
R E mi ha continuato a recitare
tutta 'sta commedia fingendo di essere d'accordo?
A Sì, ma adesso basta! Vedermelo
qui ridotto a un nano bagonghi... Che non è vero! E' alto più di un
metro e sessanta... con i tacchi, ridotto a un allocco [...] Basta! Vi
odio! Vi disprezzo! Certo potete essere orgogliosi! Avete tirato in
piedi una specie di macchina spara-letame da pompare addosso al premier!
[...] Ah, allora ditelo che volete diffamare Berlusconi in tutto il
mondo, lo infangate e poi vi meravigliate se vi censurano!
R Oh sì, povero Silvio innocente
e indifeso! Ma scherziamo... Uno che si fa le leggi ad hoc, ha tutto,
dirige tutto! Ma quando mai in un paese democratico si è visto un
Presidente del Consiglio che gestisce in proprio televisioni, cinema,
giornali, edilizia, pubblicità, banche, squadre di calcio,
assicurazioni [...] Allora, mi dica: perché non si è fatta una legge
ad hoc a suo tempo?
A È nostra la colpa?
R Perché di chi è?
A Se l'è già scordato? Andiamo!
La sinistra ha avuto il potere per cinque anni e D'Alema ha avuto tutto
il tempo per emanare una legge che regolamentasse 'sto benedetto
conflitto d'interessi. E perché non l'ha fatto? Ha tergiversato:
"Ma no, stiamo calmi, lasciamo correre, non è il momento,
lasciamolo lavorare... 'sto povero Cavaliere." E alla fine il
vostro Governo non ha fatto niente, il nulla! Ha lasciato libero
Berlusconi di gestirsi tutti gli affari suoi, fregandosene della
Costituzione. (Il regista ha spalancato una cartella e ha estratto
alcuni ritratti di D'Alema. Li butta a terra e li calpesta urlando
inferocito parole senza senso come fuori di sé). Che fa? E'
impazzito? Con chi ce l'ha?
R Con D'Alema, porto sempre con
me dei suoi ritratti, una volta li baciavo... e anche questo pupazzo...
(Prende dalla quinta un pupazzo che impersona ancora D'Alema) lo
portavo sempre con me per abbracciarlo! (Si avvinghia al pupazzo e
parte in una danza sfrenata cantando)
Facci
danzare
Il tango furbo del compromesso.
Un salto di qua
Un salto di là
La lotta di classe più non ci
sta
Facciamo un "inciucio"
E un intrallazzo
Facciamoci fottere, si gode di più
Facciamoci fottere, si gode di più
Saltiamo di qua
Saltiamo all'insù
D'Alema di gomma
Facci danzare
Il tango furbo del compromesso.
Un salto di qua
Un salto di là
La lotta di classe più non ci
sta
Facciamo un inciucio
E un intrallazzo
Facciamoci fottere, si gode di più
Facciamoci fottere, si gode di più
Si gode di più
Si gode di più!
FINE PRIMO ATTO

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