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ENERGIE ALTERNATIVE

 

Energia Elettrica dal Mare

 

Energia dalle onde del mare, primo impianto in costruzione in Portogallo AQVUA Agosto 2006

Elettricità dalle correnti marine nello stretto di Messina www.ecoblog.it 30 marzo 2006

LA TURBINA KOBOLD

Il Progetto ENERMAR  pdf


Elettricità dalle correnti marine nello stretto di Messina www.ecoblog.it 30 marzo 2006

Dopo tre anni di sperimentazioni, è stato allacciato alla rete elettrica nazionale dell'Enel il primo generatore di elettricità al mondo che sfrutta le correnti marine. La potenza generata è esigua, soli 40 Kwatt (13 abitazioni a pieno carico) ma bisogna tener conto che si tratta di una tecnologia allo stato prototipale con ampissimi margini di sviluppo. Già dal prossimo step evolutivo dovrebbe raggiungere i 150 Kwatt ( oltre il 300% in più). Sul tetto, dato che non si butta via niente, sono stati installati dei pannelli fotovoltaici.

La Ponte di Archimede S.p.A., ovvero l'azienda che lo ha sviluppato e realizzato, ha già trovato un importante cliente disposto ad acquistarne un gran numero: l'Indonesia.
Il territorio indonesiano è composto da tantissime isole di dimensioni alquanto ridotte sulle quali è quasi impossibile portare o produrre energia, tanto che la maggior parte sono ancora senza elettricità. Il governo indonesiano ha intenzione di installare le Kobold (questo il nome delle turbine) tra queste isole per sfruttare le fortissime correnti che le circondano in modo da poter dare corrente ai tanti villaggi e paesi che ancora ne sono sprovvisti.

Si chiama Kobold ed è in grado di sfruttare la velocità delle correnti marine. E’ destinata alle isole dei Paesi in via Sviluppo

Ha il nome di un folletto buono della mitologia nordeuropea, Kobold, la prima turbina al mondo che trasforma le correnti del mare in energia elettrica, alimentando le normali utenze domestiche. Le eliche di Kobold non ruotano nei freddi mari del Nord, ma nello Stretto di Messina, dove la turbina, a partire dalla fine di marzo del 2006, è stata allacciata alla rete elettrica dell’Enel, a cui riversa circa 40 kilowatt di potenza. «In termini quantitativi è un piccolo contributo, ma è un primato mondiale, un primo passo verso lo sviluppo di un nuovo tipo di energia rinnovabile che potrà trovare applicazioni in tutte le zone costiere e insulari in cui esistono le condizioni favorevoli per sfruttare le correnti del mare, in particolare negli arcipelaghi dei Paesi in via di sviluppo ancora privi di elettricità a causa delle difficoltà di allacciamento alle reti di distribuzione nazionale», spiega l’armatore Elio Matacena, presidente della società Ponte di Archimede, ideatore di Kobold.

LE DIMENSIONI - Kobold, che ha l’aspetto di una piattaforma galleggiante di circa 10 metri di diametro, dotata di una turbina ad asse verticale con tre grandi pale immerse in acqua, è nata dall'idea di Elio Matacena di sfruttare all'incontrario un moderno propulsore navale montato sui traghetti Caronte. Posta da quasi due anni al largo di Ganzirri (a Nord di Messina) dove le correnti hanno velocità medie di 2 metri al secondo, Kobold ha dimostrato la fattibilità della conversione dell’energia meccanica in elettrica.

LA CORRENTE - Ma il suo migliore rendimento e sfruttamento non potrà realizzarsi in Italia, bensì in quei mari in cui le correnti raggiungono 8 metri al secondo e cioè negli stretti che separano le migliaia di isole remote e prive di energia elettrica dell’Indonesia, della Cina e delle Filippine. L’allacciamento di Kobold alla rete elettrica dell’Enel è stato seguito dalla firma di un accordo italo-indonesiano, presso la sede di Roma dell’Unido (l’Organizzazione per lo sviluppo industriale delle Nazioni Unite), che porterà alla realizzazione, entro il 2006, di un altro prototipo della turbina nell’isola di Selayar, a Sud di Celebes, in Indonesia.

INDONESIA - «Si tratta di una joint venture fra la società Ponte di Archimede e l’indonesiana Walenusa Energy che punta, per l’immediato, a installare il prototipo sperimentale di Kobold nei mari indonesiani entro il dicembre prossimo e, successivamente, a realizzare una vera e propria una rete di turbine Kobold per soddisfare la domanda di circa 7 mila kilowatt di potenza elettrica dell’intera isola di Selayar, abitata da circa 700 mila persone e attualmente dotata di una centrale elettrica tradizionale che però copre le esigenze soltanto di un quarto della popolazione», annunciano i presidenti delle due società, rispettivamente Elio Matacena e Emil Abeng. La costruzione del primo Kobold indonesiano costerà circa 800.000 euro, cofinanziati, oltre che dalle due società, dal ministero degli Esteri italiano e dall’Unido.

I PANNELLI SOLARI - Intanto la piattaforma Kobold messinese è stata attrezzata anche con 39 pannelli solari, che la rendono una vera e propria icona dello sviluppo sostenibile in campo energetico. A chi gli chiede spiegazioni sul singolare nome della turbina, Matacena risponde in chiave storico-mitologica: “Tanti secoli fa le correnti dello Stretto di Messina erano temute al punto da alimentare il mito di Scilla e Cariddi, due mostri che inghiottivano le imbarcazioni. Oggi quelle stesse correnti possono alimentare l’energia pulita di cui ha tanto bisogno il pianeta e per farlo ho pensato di ricorrere a un folletto mitologico benefico come Kobold”.
- Fonte Corriere della Sera -


Energia dalle onde del mare, primo impianto in costruzione in Portogallo

Energia elettrica dal moto ondoso:
da ottobre 1.500 famiglie sulla costa di Aguqadoura saranno illuminate grazie all’elettricità pulita prodotta dal mare. Dunque un’altra energia è possibile

Peniche - Sbarcheranno in autunno sulla costa di Aguadoura, nel nord del Portogallo, i primi megawatt di energia elettrica prodotti dalle onde dell’oceaino Atlantico. L’energia correrà lungo un cavo sottomarino ed entrerà subito nella rete elettrica nazionale.
A partire dal prossimo ottobre, arriveranno così a riva 2,25 megawatt di energia: una quantità modesta, comunque in grado di servire un’utenza iniziale di 1500 famiglie. Sarà quella solo la prima fase della produzione commerciale della prima centrale energica al mondo che utilizza il moto ondoso come fonte rinnovabile. Un progetto che ha preso il via nella scorsa primavera, proprio quando a Messina veniva allacciata alla rete Enel la prima produzione mondiale di energia che sfrutta le correnti marine. La centrale portoghese sorgerà in mezzo al mare a cinque chilometri dalla costa lusitana, ed è stata progettata e costruita dalla scozzese Ocean power delivery (Opd) per conto della portoghese Enersis, leader iberico nel settore delle energie rinnovabili. «Opd opera dal 1997 in questo mercato, dove ha raggiunto un livello di know-how senza rivali al inondo. Per questo l’abbiamo scelta come partner quando nel 2003 è partito Il progetto della centrale», spiega Rui Barros, direttore Nuovi business di Enersis. Ancora in fase di montaggio nel cantiere navale lusitano di Peniche, la prima parte della centrale ad entrare in produzione è costituita da tre enormi strutture tubolari rosse (Pelanis), lunghe 142 metri per un diametro di tre metri e mezzo, clic formeranno altrettanti serpentoni ancorati a cinque miglia dalla costa. Trminato Il montaggio, i primi componenti della centrale verranno messi in mare a fine estate, per entrare in produzione già a partire da ottobre.

Pelains: i caratteristici tubolari rossi, misurano 142 metri ed hanno un diametro di 3 metri e mezzo

«Se il governo non ritarderà i tempi delle licenze, prevediamo di proseguire l’installazione di altre 28 strutture tubolari nell’arco di un anno, per raggiungere una potenza di quasi 22,5 Mw e servite così un’utenza di 15mila persone, con un risparmio di emissioni — a 60 mila tonnellate l’anno di ossido di carbonio», continua Barros.
Ogni struttura tubolare, che fluttua e galleggia semi-sommersa, è a sua volta divisa in tre sezioni,unite tra loro da due raccordi snodabili (modulo di conversione energetica).
«All’interno di questi giunti — dice Pierre Potel, production engineer di Opd nel cantiere di Peniche — è collocato un sistema di pompe idrauliche ad alta pressione, che si attiva in base ai movimenti trasmessi dalle onde alla struttura tubolare grazie al galleggiamento.
E sono proprio i movimenti del dispositivo idraulico a permettere l’attivazione di un generatore per produrre energia elettrica, che viene prima accumulata e poi inviata a terra via cavo».
Il moto ondoso, infatti, fa ondeggiare i tronconi variando continuamente l’angolo di apertura degli snodi e il movimento di questi ultimi viene utilizzato da generatori per convertire l’energia cinetica in elettricità.
Ogni generatore, in questo modo, riesce a produrre ben 750 Kilowatt a pieno regime.

Gli incentivi statali
Per questo tipo di energia, l’autorithy di settore portoghese ha stabilito un sistema tariffario di 225 euro per Mwh. che il gestore delle rete elettrica Ren pagherà ai produttori.
«In questo modo, riusciamo a compensare gli sforzi, anche finanziari, che abbiamo sostenuto per un investimento considerato ad alto rischio, poiché finora nessuno è mai riuscito a vendere energia prodotta dalle onde marine»,
ricorda il direttore dell’impresa portoghese.

Per il completamento del progetto si prevede un costo di 70-75 milioni di euro, sostenuto in parte da finanziamenti bancari, da fondi pubblici (15 %) e in parte da]la partnership tra Opd ed Enersis. Quest'ultima ha come “mission” la costruzione e gestione di centrali energetiche a partire da fonti idrauliche fotovoltaiche, eoliche, geotermiche biomasse e ora anche marine.

«Credo che di tutte le energie rinnovabili — continua Barros —probabilmente quella del moto ondoso è l’unica in cui il Portogallo può avere un vero futuro.
A patto di riuscire ad anticipare i paesi concorrenti in quella che attualmente è una vera e propria corsa tecnologica.
Guidare lo sviluppo di questo settore, non solo sul mercato nazionale anche uno degli obiettivi di Enersis nei prossimi anni».

Grandi prospettive
Secondo le ultime stime divulgate dalla direzione del Portuguese wave energy centre, la produzione di energia delle onde può valere nei prossimi 40 anni fino  al 30 percento dell'attuale Prodotto interno lordo Lusitano, «Il paese può conquistare una quota del 10 percento sul mercato mondiale delle tecnologie e dei macchinari per la costruzione di questo tipo di centrali — sostiene il direttore del centro, Antònio Sarmento — ,che si calcola possa valere oltre 300 miliardi di Euro >>

A favore dell’energia delle onde made in Portugal vi sono numerosi vantaggi, derivati sia dal tipo di moto ondoso di questa parte di oceano Atlantico sia dalla fisionomia della costa. Innanzitutto, la quasi assoluta prevedibilità di intensità e forza delle onde, anche con sei giorni di anticipo, permette di programmare i conseguenti livelli produttivi, e dunque stabilizzare i quantitativi di energia immessi nella rete. Poi, il fatto che costa portoghese (che presenta circa 250 chilometri potenzialmente utilizzabili per la costruzione di centrali marine) sia facilmente accessibile dal mare e generalmente abitata, riduce notevolmente i costi di trasporti elettrici grazie alla prossimità degli elettrodotti deLla rete elettrica nazionale. In questo modo, a parità di superficie occupata, gli esperti lusitani hanno calcolato che in Portogallo una centrale energetica di moto ondoso può produrre una quantità di energia tre volte superiore quella di un parco eolico. Sarà anche per questo che la centrale energetica di Aguadoura non è destinata a rimanere la prima ed unica del Paese iberico. Anche la danese Wave Dragon punta infatti a costruire una centrale off shore nelle acque portoghesi entro il 2008-2009, con una potenza stimata intorno ai 50 megawatt e un investimento di almeno 150 milioni di euro

AQVA anno xx n°222 agosto 2006


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