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Associazione Culturale "El Mitote”(l'incontro) Via De Sanctis 31 20030 Lentate sul Seveso ( MI ) C.F. 91078820155 P.I. 03306740964
Walter
Borella
tel:
3405547200 Ollinatl Eleazar Contreras tel: 3386095062 e-mai
elmitote_yei@yahoo.it |
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La tradizione Azteca tra passato e presente …verso
la
condivisione
di
nuove
forme
di
cultura Nell’entrare
del
ventunesimo
secolo,
la
necessità
dell’essere
umano
è
di
cercare
la
propria
identità
in
rapporto
alle
molteplici
forme
di
manifestazioni
culturali
in
cui
è
immerso. Negli
ultimi
anni
la
società
civilizzata
si
è
aperta
a
quel
mondo
che
prima
era
chiamato
selvaggio,
ponendo
un
nuovo
interesse
ai
differenti
gruppi
etnici
ancora
esistenti. Questo
tipo
d’attività,
fino
a
pochi
anni
fa
era
solo
materia
di
studio
per
etnologi
ed
antropologi
che
hanno
analizzato
le
differenti
culture
solo
dal
punto
di
vista
occidentale,
senza
comprendere
il
grande
apporto
di
valori
che
questi
popoli
possono
offrire. Attualmente
questo
metodo
di
studio
è
cambiato
e
sotto
la
denominazione
di
antiantropologia,
antietnologia
si
è
voluto
cancellare
esperienze
di
studio
e
incominciare
di
nuovo
sotto
una
nuova
ottica
la
ricerca
in
questo
campo,
partendo
dalla
consapevolezza
di
vivere
la
propria
realtà
storica
e
culturale
come
parziale
e
non
univoca.
Questa nuova prospettiva rivaluta quindi le “culture altre” e pone l’individuo nella giusta dimensione di vivere il presente per costruire la propria identità, entrando in relazione con gli altri popoli e con i loro doni culturali. In
una
realtà
sociale
ed
economica
sempre
più
interdipendente
a
livello
mondiale,
parlare
di
condivisione
culturale
può
sembrare
difficile,
può
essere
invece
la
via
per
la
costruzione
di
un
benessere
comune,
di
un
modo
equilibrato
di
rapportarsi
alla
natura
e
alla
realtà
umana
. Condividere
il
modo
di
esprimersi
e
di
comunicare
attraverso
la
musica,
il
canto,
la
danza
e
scoprire
che
le
nostre
capacità
sono
simili
a
qualunque
altra
persona,
senza
considerare
la
provenienza,
la
religione,
il
colore
della
pelle,
il
suo
stato
sociale,
sono
esperienze
fondamentali
per
la
crescita
armonica
di
una
personalità
anche
spirituale. L’importanza,
nelle
danze
rituali,
è
il
ringraziamento
al
Padre
sole
(Totatzin-Tonatiuh)
e
alla
Madre
Terra
(
Nanantzin-Tonantzin
),
agli
elementi
che
compongono
la
vita
stessa,
a
tutti
gli
esseri
viventi
(animali
e
piante
)
con
i
quali
condividiamo
la
esistenza,
alle
forze
che
governano
l’equilibrio
energetico
della
vita
stessa,
costituisce
la
nostra
tradizione
e
la
sua
peculiarietà.
Desideriamo
far
conoscere
la
ricchezza
di
questa
tradizione
e
confermare
che
attraverso
tante
difficoltà,
la
cultura
Azteca
si
è
mantenuta
viva
nei
secoli,
adattandosi
alle
diverse
situazioni
storiche. |
|
|
spero
che
questa
informazione
ti
possa
essere
utile,
non
sono
molto
bravo
a
scrivere
anche
se
mi
piacerebbe,
sai
da
11
anni
che
sono
in
Europa
girando,
ho
conosciuto
un
po’
di
luoghi
straordinari,
un
messicano
del
mio
livello
sociale
non
si
può
permettere
di
fare
questi
tipi
di
viaggi,
la
mia
chiave
è
la
mia
cultura,
e
la
porta
che
si
apre
è
la
condivisione.
In
tutti
questi
anni
ho
cercato
sempre
la
maniera
di
avere
più
comunicazione
con
le
persone
per
riuscire
a
trasmettere
ciò
che
rimane
ancora
della
ricchezza
del
mio
paese,
anche
se
dopo
quasi
512
anni
dopo
dello
scontro
culturale
ci
rendiamo
conto
di
avere
perso
tante
cose
importanti,
sappiamo
che
non
tutto
e
stato
perso
completamente,
o
al
meno
come
hanno
scritto
i
cronisti
spagnoli
del
periodo
della
conquista,
i
nostri
antenati
al
trovarsi
in
una
situazione
in
cui
le
tradizioni
non
potevano
continuare,
hanno
dovuto
sottomettersi
alle
nuova
influenza
arrivata
della
Spagna,
o
al
meno
così
è
stato
agli
occhi
dei
nuovi
governatori,
questo
fatto
ha
permesso
a
loro
di
scrivere
che
la
cultura
Azteca-Mexica
attraverso
la
conquista
era
sparita
completamente. Questa
sottomissione
ce
stata
in
una
sorta
di
sincretismo,
i
nostri
nonni
si
erano
sottomessi,
però
con
una
maschera
in
cui
le
antiche
tradizioni
avrebbero
potuto
continuare,
la
accettazione
di
quello
che
veniva
presentato
non
con
la
forza
della
ragione,
ma
con
la
ragione
della
forza
non
lasciarono
una
altra
scelta,
in
questo
scontro
i
vecchi
anziani
o
quelli
che
sono
riusciti
a
sopravvivere
hanno
dovuto
scegliere. Nei
tempi
prima
degli
spagnoli
le
cerimonie
venivano
fatte
per
riconoscere
e
ringraziare
ai
poteri
che
sono
intorno
all’uomo,
che
permettono
la
sua
sopravvivenza
e
la
continuazione
della
vita,
Tonanzin
Coatlicue,
la
chiamata
Madre
Terra,
Tonatiuh,
il
Padre
Sole,
che
sono
la
base
di
un
universo
compresso
in
una
dualità,
il
principio
della
vita,
poi
complimentato
con
tutti
gli
elementi
con
cui
è
composta
la
esistenza
sul
nostro
pianeta
per
favorire
a
tutte
le
spezie
sussistenti
(animali
e
piante). La
Virgen
Maria
de
Guadalupe
è
arrivata
alla
mesoamerica
a
sostituire
una
parte
importante
della
esistenza
duale,
quella
della
femminilità,
della
Madre
Terra,
per
quello
è
che
nel
Messico
di
oggi
la
Madonna
rappresenta
una
figura
importante,
l’antico
culto,
la
fede
e
rispetto
che
cera
per
Tonanzin
Coatlicue,
è
stato
cambiato
verso
la
Mamma
di
Gesù,
che
in
un
certo
senso,
al
essere
visto
come
origine
di
vita,
rappresenta
lo
stesso
anche
se
la
maniera
di
raffigurarlo
è
diversa. Questo sincretismo è divenuto così anche per tante altri popoli e i suoi antichi riti, che hanno dato forma alle caratteristiche con cui ci troviamo; noi discendenti degli Aztechi, non abbiamo un territorio, non siamo quelli che si potrebbero chiamare indigeni, e neanche siamo cittadini comuni, nel luogo dove si era formata la capitale del impero del Anahuac, poi, dopo con la conquista se era trasformata nel capoluogo della colonia spagnola, la Nuova Spagna, oggi la attuale città del Messico. La
tradizione
di
questo
popolo
e
la
sua
influenza
hanno
continuato
proprio
nello
stesso
posto.
Adesso
cresce
la
coscienza
di
essere
Mexicas,
vivendo
proprio
con
la
consapevolezza
che
queste
è
il
nostro
tempo,
senza
la
pretesa
di
esserci
esattamente
come
vivevano
i
nostri
antenati,
però
si
con
ciò
che
ci
hanno
ereditato,
e
cercare
quei
valori
come
punto
importante
dai
nostri
genitori,
dai
nostri
nonni. In
questi
ultimi
anni
sto
lavorando
per
cercare
di
valorizzare
la
cultura
messicana
proprio
nell'
ambito
scolastico,
spero
lasciare
una
traccia
per
fare
presente
anche
agli
altri
danzatori
come
me,
che
è
possibile
che
la
nostra
cultura
può
avere
una
utilità
anche
a
livello
didattico,
nella
educazione,
non
è
una
cosa
facile
perché
bisogna
dimostrarlo,
e
questo
avviene
lentamente
attraverso
i
risoltati
che
ottengo
negli
istituti
dove
mi
sono
presentato
assieme
con
i
miei
strumenti. Non
ha
niente
di
particolare
questa
offerta
formativa,
qualsiasi
danzatore
lo
può
proporre
in
qualsiasi
scuola
che
avvia
le
normative
di
educazione
moderna,
anzi
il
fatto
che
le
mie
attività
vengano
conosciute
nel
mio
paese
possono
provocare
a
più
di
un
fratello
danzatore
non
solo
per
conoscere
la
mia
modalità
di
intervento
con
gli
alunni,
ma
per
migliorare
la
qualità
di
questi
percorsi,
secondo
le
scuole
pubbliche
che
conoscono
i
programmi
opinano
che
hanno
come
obiettivi
la
integrazione
e
supporto
all’azione
didattica,
danno
risalto
nei
nuovi
campi
d’esperienza
per
la
formazione
di
una
personalità
in
crescita.
Nei
programmi
vengono
sottolineati
gli
aspetti
della
differenza
culturale,
in
una
visione
di
ricchezza
sulla
diversità,
prendendo
in
considerazione
la
possibilità
che
si
trova
al
conoscere
il
diverso,
perché
ognuno
di
noi
è
diverso,
è
questo
il
bello
della
vita,
questo
aspetto
viene
mostrato
in
una
sorta
di
apertura
delle
porte
a
tanti
mondi
diversi,
questa
modalità
entra
come
sostegno
alla
educazione
alla
multiculturalità. Negli
itinerari
educativi
presento
la
musica
e
il
movimento
come
stimolo
per
arrivare
alle
emozioni,
che
sono
di
grandi
stimolatori
per
potenziare
la
memoria
della
la
propria
storia
personale…
io
con
gli
altri,
per
gli
altri. Ollinatl
Eleazar
Contreras
tel:
3386095062
e-mai
elmitote_yei@yahoo.it |
Laboratorio
interattivo
attraverso
la
musica
Azteca-Mexica
Ideato
per
la
scuola
elementare
dalla
1a
alla
5a. “TIAHUI
!!
Ad
esplorare
la
musica
e
il
movimento”
Questo progetto riguarda l’esplorazione della cultura e della musica Azteca, al fine di suscitare nelle giovani generazioni l’’apertura ad altre culture, nella prospettiva di un integrazione culturale che diventi promotrice di integrazione sociale; questo itinerario educativo si inserisce nel tema dell’educazione alla multiculturalità mediante esperienze ludiche a carattere musicale, ritmico, imitativo, corporeo. PREMESSA
FINALITA'
OBBIETTIVI
ATTIVITA'/METODOLOGIA
RISORSE
STRUMENTALI
ORGANIZZAZIONE
MONITORAGGIO/VERIFICA
Dai
tempi
ancestrali
la
musica
viene
usata
come
mezzo
di
espressione
e
comunicazione
e
nello
stesso
tempo
sostiene
il
continuo
sviluppo
dell’individuo.
Sappiamo
che
non
e’
esistita
civiltà
alcuna
senza
la
propria
manifestazione
nella
musica
e
nel
canto.
Ancora
oggi
la
musica
viene
utilizzata
per
gli
stessi
obbiettivi,
avendo
la
possibilità
di
una
vasta
gamma
di
varietà
musicale
lasciata
dalla
storia
dell’essere
umano.
La
proposta
di
questo
laboratorio
è
precisamente
esplorare
questo
mezzo
di
comunicazione
utilizzando
strumenti
della
cultura
Azteca-Mexica
costruiti
con
elementi
naturali
(legno,
pietra,
terracotta,
bambù,
semi….). Gli
strumenti
musicali
hanno
la
funzione
di
riprodurre
i
suoni
della
natura,
(vento,
pioggia,
versi
degli
animali)
la
riproduzione
del
battito
del
cuore.
Accompagnate
dalla
musica
vengono
raccontate
fiabe
e
storie
appartenenti
alla
tradizione
Messicana. Nell’eseguire
il
laboratorio
vengono
introdotte
alcune
parole
in
Nahuatl
(antica
lingua
Azteca)
nei
canti
e
negli
esercizi. Dentro
la
musica
viene
utilizzato
oltre
al
linguaggio
sonoro,
il
linguaggio
del
corpo,
esplorando
l’ambiente
con
il
movimento
corporeo
nel
quale
il
bambino
può
trovare
ed
esplorare
i
propri
sensi,
seguendo
una
ritmica
che
può
permettere
all’individuo
l’inserimento
nel
gruppo
e
armonizzando
con
l’ambiente
che
lo
circonda. Musica, ritmo, movimento, canto, disegno, esercizi, racconti, danza, presentati ai bambini attraverso il gioco e come gioco, contribuiscono a promuovere nel bambino la consapevolezza della propria identità per rapportarsi al gruppo. Sensibilizzare
il
bambino
ad
avere
una
coscienza
con la
natura
attraverso
il
corpo
e
le
emozioni. Capacità di “ muoversi “ e percepire i “suoni della natura Capacità di comunicare attraverso il gruppo
MOVIMENTO Disorientamento Tensione
Orientamento Equilibrio SUONI DELLA NATURAPercezioneSimbologiaRilassamentoSincronizzazione
Giocando,
attraverso
semplici
movimenti
degli
elementi
della
natura,
degli
animali
più
conosciuti
dai
bambini
e
con
i
suoni
riprodotti
da
strumenti
costruiti
con
materiali
naturali,
per
creare
con
i
bambini
un
laboratorio
interattivo,
che
li
aiuti
a
riscoprire
il
proprio
suono
e
ritmo
interno,
per
acquisire
più
fiducia
nelle
proprie
capacità
e
per
poter
comunicare
in
modo
positivo
con
l’ambiente
esterno. Spazi
adeguati
per
poter
lavorare
in
gruppo
e
materiale. Condurrà
i
gruppi
Eleazar
Ollinatl
Contreras,
affiancato
dalla
collaborazione
di
un
insegnante
di
classe.
Per
lo
svolgimento
del
progetto
sono
necessari
8
incontri
per
gruppo,
della
durata
di
una
ora
ciascuno.
Ogni
gruppo
dovrà
essere
composto
da
circa
18
alunni. Le
attività
verranno
differenziate
a
seconda
dell’età
e
saranno
curate
dal
responsabile
del
progetto
in
collaborazione
con
le
insegnanti
referenti
del
progetto
stesso.
Il monitoraggio sarà attuato parallelamente allo svolgimento delle attività, mentre la verifica sarà costituita da una relazione finale ,ed un incontro finale con la partecipazione dei gruppi che hanno svolto il laboratorio, aperto ai genitori degli stessi alunni. |
IN
XOCHITL
IN
KUIKATL
“
Musica,
Canto,
Danza,
e
poesia
“
Questa
proposta
ha
la
durata
di
circa
un’ora
si
articola
nel
modo
seguente: Presentazione
della
danza
Azteca
con
il
saluto
ai
quattro
punti
cardinali
con
il
uso
del
costume
tradizionale La
danza
come
l’antidoto
per
la
tranquilità Spiegazione
de
come
se
vive
la
tradizione
oggi Spiegazione
del
costume
tradizionale
e
del
Copilliquetzalli
(copricapo). Domande
e
risposte Gli
incontri
saranno
condotti
da
Ollinatl
Eleazar
Contreras Questa
proposta
è
già
stata
sviluppata
in
vari
stati
europei
(Germania,
Inghilterra,
Danimarca,
Austria,
Olanda,
Belgio,
Italia)
motivando
a
conoscere
l’espressività
di
un
popolo
nativo
americano
e
per
chi
è
rivolto
a
valorizzare
anche
la
propria
cultura,
condividendone
la
diversità. |
|
“ROMPENDO
IL
SILENZIO
E
LO
SPAZIO” Al esplorare gli insegnamenti della antiche popolazione mesoamericane troviamo che la relazione con le forze della natura sono il suo fondamento che si evidenzia quotidianamente e che correla intimamente l’universo interiore con quello esterno, il microcosmo con il macrocosmo. Gli
elementi
della
natura,
con
il
loro
flusso
costantemente
in
equilibrio,
permettono
e
favoriscono
una
profonda
relazione
fra
tutti
gli
esseri
viventi
che
popolano
la
nostra
Madre
Terra. Gli
antichi
rituali
utilizzavano
il
risveglio
di
una
sensibilità
ampia
che
accompagnava
sul
sentiero
della
conoscenza
e
che
sempre
veniva
ritenuta
oggetto
di
ringraziamento. Il
sentiero
della
sperimentazione,
le
nostre
sensazioni
diventano
conoscenza,
percorso
con
l’attenzione
verso
le
quattro
direzioni
e
la
benedizione
delle
forze
magnetiche
della
Terra,
permette
non
solo
di
soddisfare
i
bisogni
materiali
ma
soprattutto
i
bisogni
spirituali. La
filosofia
Azteca-Mexica
infatti
ritiene
che
lo
spirito
si
possa
arricchire
con
tutto
ciò
che
lo
circonda.
Questo
ideale
è
perseguito
ancora
come
prezioso
ed
è
visibile
a
tutt’oggi
nei
riti
di
ringraziamento
agli
elementi
che
sempre
aprono
la
ritualità
delle
culture
etniche
dell’odierno
Messico. Si propone un seminario di una giornata nella quale con dei movimenti di danza, suoni della natura, esercissi diversi, canti e la parola fiorita, la parola che aiuta a portare al centro e in profondità il sentiero del guerriero. La cultura Azteca e la sua filosofia potranno essere così non solo comprese ma vissute, condivise ed integrate nel patrimonio culturale individuale e collettivo nel contesto delle culture altre. |
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GIOCHIAMO CON I MOVIMENTI E I SUONI DELLA NATURAIdeato per bambini di 4 e 5 anni della scuola materna Quale sarebbe il motivo per proporre degli itinerari diversi all’interno delle istituzioni pubbliche ? forse è facile di rispondere, nel corso degli anni scorsi al trovarmi a lavorare fuori dal Messico in altri stati europei, ricercando sempre delle nuove e sempre più dirette forme di comunicare, ho trovato la possibilità di avere uno scambio in cui se riesce a far conoscere ed apprezzare altri popoli e la sua cultura. Al superare e le barriere dovute alla religione, il colore della pelle, della lingua, ecc; si condividono i doni culturali, in cui attraverso la diversità si aprirono tante porte a tanti altri mondi. Le
linee
generali
del
laboratorio In questi ultimi anni, a gli istituti se presenta una complessità sociale che risolta sempre più evidente e importante, il mondo della scuola ha iniziato a realizzare dei programmi per favorire la introduzione dei progetti educativi- didattici, e che considerano la realtà socio- economico- culturale nella quale la scuola stessa si trova ad operare. Risulta
necessario
impostare
interventi
mirati
rispetto
alle
esigenze
dei
bambini
e
ai
bisogno
del
territorio
di
appartenenza.
Vista
la
presenza
di
bambini
con
caratteristiche,
esperienze
e
problematiche
diverse,
nella
educazione
Italiana
è
nata
la
necessità
di
realizzare
dei
progetti
rivolti
a
tutti
gli
alunni
dei
tre
gradi
di
scuola.
Per
fornire
una
mirata
visone
di
questo
progetto
per
la
scuola
materna,
presento
degli
obiettivi
che
vengono
riassunti
in
queste
righe. “Giochiamo
con
il
movimento
e
i
suoni
della
natura” Per una migliore integrazione della attività previste dalla programmazione di sezione vengono prese in considerazione i dati che emergono dall’analisi socio-culturale del territorio. L’itinerario viene proposto ai bambini di 4 e 5 anni, e viene a disposizione questa offerta formativa con la possibilità di compiere diverse esperienze nel laboratorio di musica Azteca. Il laboratorio offre agli alunni di:
- vivere rapporti e scambi interpersonali con i compagni della stessa età e appartenenti a sezione diverse; - rispondere ai bisogni di espressione, conoscenza ed esplorazione di ciascun bambino; - arricchire ed integrare le diverse esperienze anche dopo della attività; - allargare gli interessi personali, di scambio e stimolare la curiosità. Gli obiettivi generali appena elencati hanno delle finalità specifica. Esso innanzitutto, mete un connubio tra movimento e musica e ciò che accomuna questi due elementi è il fatto di essere entrambi linguaggi prevalentemente non verbali. Attraverso il corpo e il movimento il bambino si sperimenta, arricchisce la sua capacità di comunicazione, rivela la propria vita affettiva ed intellettiva, con la comunicazione con gli altri, sia adulti che compagni. La musica, in questo caso quella etnica, con la sua naturalità nei suoni ha lo scopo di accompagnare il bambino a scoprire e ad ascoltare il proprio ritmo corporeo e i diversi suoni della natura, per imparare ad armonizzare con l’ambiente esterno ed instaurare rapporti positivi e creativi a livello interpersonale e di comunicazione. La cultura azteca riconosce alla musica e alla danza un ruolo fondamentale perché esse permettono l’aggregazione, la trasmissione culturale dagli anziani alle nuove generazioni e l’incontro del uomo con la natura e le sue forze. L’utilizzo di strumenti e costumi antichi consentono, inoltre, secondo la tradizione, di onorare al Padre Sole, alla Madre Terra, agli animali e alle piante che popolano con l’uomo il mondo. I riferimenti alla natura ed agli esseri animali e umani vengono di una maniera costante presentate ai bambini.
Aspetti
specifici
del
laboratorio. Avvicinare agli alunni alla cultura di un popolo diverso (il popolo azteco) per favorire l’incontro del bambino con la natura attraverso il corpo e le emozioni che producono i suoni. - Sviluppare la capacità di “muoversi” e di percepire “i suoni della natura” - Stimolare, attraverso il gruppo, lo sviluppo del linguaggio verbale e non, utilizzando immagini, storie e racconti appartenenti alla cultura messicana - Realizzare e costruire una storia/narrazione con tema interculturale. - Giochi di conoscenza (due incontri per la formazione dei gruppi) proposti dagli insegnanti. - Giochi di movimento: disorientamento; tensione; orientamento; equilibrio. - Suoni della natura: percezione; simbologia; rilassamento; sincronizzazione. - Verifica con insegnante e genitori. L’attività si svolge attraverso il gioco corporeo e su l’attenzione. Spazi adeguati per poter lavorare in gruppo. Le attività vengono differenziate a seconda dell’età e curate dal responsabile del progetto, in collaborazione con le insegnanti referenti del progetto stesso. La verifica viene effettuata tramite:
- un’osservazione costante da parte del conduttore e delle insegnanti presenti, al fine di monitorare la risposta degli alunni; - rappresentazioni grafiche; - interventi verbali. L’organizzazione
del
laboratorio:
gruppi,
tempi,
spazi
e
materiali. Queste tipo di esperienza viene incominciata proprio dall’inizio del ciclo scolastico con una preparazione per gli alunni, la organizzazione degli aspetti più specifici e concreti, anche se a volte non sembrano semplici dal momento che il laboratorio coinvolge a quasi tutta la scuola. Risolta ottimo se vengono formati, in primo luogo, gruppi omogenei di bambini abbinando le diverse sezioni. L’abbinamento verrà composto dipendendo della età dei gruppi, quelli di quattro anni e quelli di cinque, la esperienza mi ha mostrato che anche con quelli piccoli di tre anni è possibile svolgere la attività, anche se risultato diviene più coinvolgente per quelli che sono più grandi. Importante adottare il criterio dell’omogeneità perché l’attività viene diversificata a seconda della età, e anche rispettare e stimolare le esigenze, cognitive ed affettive tipiche di ogni fascia d’età. Ogni gruppo che svolge l’attività di laboratorio nel giorno settimanale dovrà essere stabilito, un esempio sarebbe che per la prima ora, (per esempio dalle 10:00 alle 11:00) è meglio per il gruppo dei mezzani, e per la seconda ora (dalle 11:00 alle 12:00) per quello dei grandi. La precedenza data ai mezzani viene suggerita per consentire loro di prepararsi con tranquillità al momento del pranzo e per evitare fargli arrivare troppo stanchi all’attività del laboratorio. Gli alunni affrontano questa esperienza accompagnati dal conduttore del Laboratorio e dall’insegnante (che può essere anche la referente del progetto). Nelle settimane precedenti all’avvio si deve iniziare la conoscenza e preparazione dei bambini delle diverse sezioni. Il laboratorio si può svolgere molto bene anche se è nei mesi invernali all interno di una piccola palestra dove non sia dispersiva la attenzione dei bambini, perché per il tipo di essercisi proposti all’interno del programma risolta necessario essere isolati, anche per i rumori che riproducono gli strumenti che di volta in volta disturbano a le altre sezioni, poi se ce ne sono delle giornate calde se potrebbe richiedere eventualmente il permesso di utilizzare la parte più ampia del giardino della scuola per alcuni incontri. Vivere un’esperienza di laboratorio per un bambino di questa età è molto stimolante perché gli consente di fare attenzione nel senso auditivo, conoscere e toccare e suonare con mano dei nuovi materiali (il tamburo). Quest’ultimo aspetto risolta particolare nel laboratorio di musica azteca, dato che i bambini non solo conoscono ma anche sperimentano con strumenti appartenenti ad una cultura diversa e lontana. Al di là di due grandi materassi che vengono utilizzati all’inizio e alla fine della lezione per salutarsi e per rilassarsi, il materiale che viene proposto è costituito da strumenti musicali caratteristici della cultura azteca. Gli strumenti musicali, ricavati tutti da elementi naturali (legno, pietra, terracotta, bambù, zucche, semi…) vengono utilizzati per riprodurre i suoni della natura (canti di uccelli, la pioggia che cade, il vento) e i suoni corporei (il battito del cuore che accelera e che si calma).
Descrizione degli strumenti: Huehuetl:
Tamburo
costituito
da
un
tronco
svuotato.
Il
suono
è
basso
e
ricorda
il
battito
del
cuore.
Tlapilzalli:
Flauto
a
tre
o
cinque
fori,
fatto
con
la
canna
di
bambù.
Atecocolli: Conchiglia marina il cui suono è simile al fischio della nave. Chicahuaxtli: Tronco di bambù cavo che contiene sassolini che richiamano il suono delle gocce di pioggia, anche conosciuto come bastone della pioggia. Acocotl: Strumento a fiato tipo trompeta, costituito da una lunga zucca essicata. Ocarinas: Piccoli strumenti a fiato in terracotta che imitano i suoni i della natura (vento, acqua, ecc) e degli animali (aquila, uccelli vari, ecc). Macpalhuehuetl: Tamburo a mano con pelle di cervo. Teponaxtli: Strumento in cui le lamine, poste lateralmente, possono far ottenere due differenti tonalità è soprattutto all'eseguire di un pezzo il suo suono risulta molto particolare. Ayacaxtli: Sognali fatti con delle zucche di diverse misure o anche con dei semi attaccati con una corda attorno a un legno. Ayoyoltes o Coyoltin: Sono delle cavigliere in pelle e con dei semi dello stesso nome che con delle biglie all' interno producono dei suoni ogni volta che viene fatto un movimento con i piedi. Questi strumenti vengono usati ancora oggi nelle cerimonie della tradizione di origine Azteca-Mexica, i suoi peculiare suoni imitano la natura. Cosa
fanno
i
nostri
bambini
durante
il
laboratorio
di
musica
Precolombiana? Questa domanda viene rivolta molto spesso dai genitori alle insegnanti, e anche per quelle insegnanti che partecipano non è facile raccontare in breve il percorso fatto. Di questo laboratorio, risulta più facile enunciare gli obiettivi, rilevare il grado d’interesse degli alunni e trovare gli aspetti metodologici, piuttosto che tirare le fila di ciò viene fatto concretamente nei diversi incontri. Questo perché attraverso la osservazione per parte degli insegnanti stessi, ogni incontro sembra non eseguire mai un filo conduttore, ma rende l’idea di essere, ogni volta, una proposta in sé e anche dopo il racconto di quanto viene fatto durante il percorso è quando prende alla vista il suo filo logico e la sua gradualità. Dalla
conoscenza
del
gruppo
e
degli
strumenti
musicali,
alla
percezione
di
sé
e
degli
altri…
con
gli
altri,
all
immaginazioni
di
situazioni
fantastiche,
sempre
ambientate
in
un
contesto
naturale…
il
racconto
di
storie. Nei primi due incontri i bambini vengono avvicinati alla conoscenza del conduttore e degli strumenti musicali attraverso alcuni giochi e da alcune domande. Ogni incontro viene sempre aperto con una domanda: Noi abbiamo un cuore? Cosa succederebbe se mancasse il sole? Voliamo con la fantasia, oggi? Immaginiamo di essere degli uccelli? Quali sono gli animali che abitano nel bosco? Conoscete la storia del cervo e il cacciatore? Da ogni domanda e dalle molte risposte dei bambini viene delineata una situazione e quindi una proposta di gioco. Dall’ascolto del suono del tamburo, che in realtà è il battito del cuore dello strumento musicale stesso, i bambini vengono invitati ad avere una percezione del proprio battito cardiaco, con la musica e con il movimento del corpo (perché anche il cuore si muove), si fa forte, poi debole, poi, triste, arrabbiato, rilassato e contento. Successivamente, grazie alla sperimentazione diretta del tamburo, il bambino si rende conto che il tamburo con il suo suono può provocare una reazione negli altri, che devono ascoltare e muoversi seguendo il ritmo. Dalla scoperta, poi, che anche il sole nasce e muore e che esso è molto importante per la natura, Il conduttore propone di fare un regalo al sole; che può essere un giocatolo, un disegno, dei fiori, ecc, per poi trasformare il braccio in un arco per creare una tensione, una forza che poi viene scaricata al inviare le frecce con in punta il regalo (dei fiori di diverse colori) verso il sorgere e il tramontare del sole stesso. Successivamente, il “tema” del orientamento è stato ripreso trasformandoci in uccelli, con piume dei colori brillanti, con un becco arcuato, che occupando tutto lo spazio a disposizione, possono volare verso est e verso ovest. La storia del cervo e il cacciatore che è costretto a cacciare per vivere, trasforma nuovamente i bambini in cervi e cacciatori ricreando così il momento della caccia. Nel gioco, però, il cacciatore non uccide il cervo, ma lo invita a casa sua a giocare, così la caccia diviene in un metodo per trovare a un amico, perché per trovare a un vero amico anche si fa fatica. L’uomo per vivere non può solo cacciare, deve anche coltivare la terra e la semina diventa un’occasione di danza per tutti. Il laboratorio si conclude con una “lezione aperta ai genitori” dove il conduttore del laboratorio, che è un musicista e un danzatore della tradizione azteca, presenta la danza del cervo con canti, musiche e il costume fatto con pelli animali e piume colorate, una rappresentazione condivisa con i piccoli alunni, di una cerimonia tradizionale della cultura Azteca-Mexica in cui il conduttore del laboratorio si presenta vestito non alla maniera di come stano abituati gli alunni a vederlo. Gli
orientamenti
1991
affermano:
“un
approccio
intenzionale
e
programmato
alle
finalità
e
allo
sviluppo
dei
campi
di
esperienza
proprio
per
scuola
materna
richiede
un’organizzazione
didattica
intesa
come
predisposizione
di
un
accogliente
e
motivante
ambiente
di
vita…”. Al termine ambiente viene attribuito un significato ampio; esso non è solo lo spazio fisico, ma anche tutto il sistema di relazione e conoscenze che si creano al interno all’interno della scuola. Quando si parla di spazio, in riferimento ad un bambino, si dovrebbe sempre evidenziare che si sta parlando di uno spazio vissuto emotivamente, diversamente dall’adulto che lo vive in termini essenzialmente geometrici. Ciò significa che per il bambino non esiste un’organizzazione o un uso dello spazio di carattere neutro o non significativo rispetto alla sua esperienza, ma che anzi vi è una forte correlazione tra ciò che lo circonda e il suo vissuto. Per questo motivo è necessario che lo spazio non si costituisca come fonte di disagio, ma che risponda ad una serie di criteri che lo rendano: - rassicurante sul piano emotivo - esteticamente curato - ricco di relazione - stimolante al livello cognitivo con riferimenti al proprio lavoro. Il laboratorio si svolge preferibilmente nella palestra o nei saloni della scuola, in spazi, che i bambini conoscono molto bene e che, nella maggior parte di essi suscitano vissuti positivi e di divertimento perché i saloni sono i luoghi della socializzazione e del gioco libero. La presenza di una o due insegnanti durante lo svolgimento del laboratorio permette, poi, ai bambini di ritrovare dei rassicuranti punti di riferimento. La luminosità e la grandezza degli spazi sono altri due punti a favore dell’ambiente in cui si svolge l’attività, ma la presenza dei giochi nei saloni, seppur accantonati è a volte, possono risultare motivo di distrazione, soprattutto per quei bambini che già hanno difficoltà di attenzione. Se devono evitare altri tipi di situazioni come il passaggio delle persone o delle collaboratrici scolastiche, il suono del campanello che rappresentano spesso un ulteriore motivo di disturbo allo svolgimento delle attività. Importante risolta che nel salone siano appesi dei cartelloni con alcune fotografie e disegni delle attività, con lo scopo di identificare il salone come lo spazio del “laboratorio di musica e movimento”. Questa identificazione deve risultare molto incisiva per i bambini a causa di due motivi: 1.
Il
laboratorio
si
deve
cercare
di
svolgere
nello
stesso
salone,
e
cercare
che
la
musica
non
disturbi
troppo
le
sezioni
vicine; 2. Gli elementi che possono identificare il salone come lo spazio del laboratorio devono
essere
messi
in
un
luogo
ben
visibile
e
vicino
dal
punto
in
cui
si
svolge
solitamente
le
attività
dei
diversi
gruppi. Sempre facendo riferimento all’ambiente, gli Orientamenti affermano che esso deve essere motivante. In questo caso l’attenzione si sposta sulle attività che vengono svolte, sulla loro varietà, sul clima di curiosità, di apertura al nuovo, sulla disponibilità di esprimersi, di essere ascoltati e di collaborare. Questi aspetti si ritrovano nel laboratorio e si aggiunge che il clima di curiosità nei confronti di questa esperienza e l’apertura ad una realtà culturale lontana e diversa, viene alimentata non soltanto dai racconti delle insegnanti su ciò che i bambini coinvolti faranno o vedranno, ma anche da un lavoro parallelo sulle persone diverse, sugli indiani e sui loro modo di vita, condotto in sezione già dall’inizio dell’anno scolastico. Solo dopo la premessa sulle caratteristiche dell’ambiente, gli Orientamenti analizzano gli aspetti metodologici specifici. Questa proposta ha adottato una metodologia basata: - sull’accoglienza, Il conduttore accompagna l’ingresso e la l’uscita dei bambini al laboratorio con la musica ed un abbraccio stretto apre e chiude le attività; - sul gioco, perché il momento ludico rappresenta la via privilegiata all’apprendimento e favorisce rapporti attivi e creativi sul piano relazionale e
cognitivo
permettendo
di
trasformare
la
realtà
secondo
le
proprie
esigenze
interiori; - sulla vita di relazione, per far emergere i bisogni, le conoscenze, l’accettazione e la cooperazione; - sulla disponibilità all’ascolto, delle esperienze dei bambini e delle loro emozioni. Durante il lavoro si mete l’attenzione sulla capacità di saper esprimere le proprie emozioni ed i propri desideri: cosa hai sognato? cosa hai provato? Che emozioni ti da il suono del tamburo? - sulla mediazione delle attività, dall’esperienza e dalla conoscenza del bambino, all’attività di gruppo, alla rappresentazione grafica o corporea dell’esperienza stessa; - sull’uso di più mediatori didattici: iconici (i disegni), verbali, per ricordare ciò che viene fatto o per raccontare, attivi (il movimento, la sperimentazione degli strumenti); -
sull’osservazione.
Risulta interessante il analizzare il ruolo che le insegnanti coprono durante il laboratorio, che al essere condotto da un’altra persona li esonera un po’ dal compito di predisporre lo spazio fisico e sociale e di condurre le attività. Al essere un po’ sollevate dall’impegno di gestire un gruppo si possono calare nel ruolo di spettatrici, capaci di condividere con i bambini delle attività e dei momenti piacevoli. La loro presenza non viene definita in termini di passività, perché possono osservare i comportamenti dei loro alunni in situazioni nuove, alla presenza di una persona strana e coinvolti in attività insolite. Il comportamento di alcuni bambini, considerati solitamente timidi e impacciati a livello motorio, che nella maggior parte delle volte anziché rifiutarsi di essere coinvolti, partecipano con entusiasmo e con grande libertà. Queste osservazione devono essere riferite ai genitori, che per esperienze mie sonno state accolte positivamente, perché vengono interpretate come un segnale di cambiamento da parte del proprio bambino. Quando l’osservazione della insegnante viene indirizzata oltre che sui bambini anche sull’altra insegnante, per scoprire delle modalità relazionali nuove e diverse. La presenza di una persona strana, una figura maschile e l’ascolto di suoni forti, come il tamburo, creano comunque qualche difficoltà ai bambini più insicuri e in questi casi saranno loro a intervenire a sostegno del bambino, sia verbalmente che a livello di vicinanza fisica. Quando la capacità dei bambini diminuisce a conseguenza degli stimoli ambientali (il campanello che suona, persone che devono attraversare, ecc.) che intervengono come fattore di distrazione, se vedrà la maniera di riportare l’attenzione del bambino sul gruppo stimolandolo nell’attività. Il fatto di partecipare in qualità di osservatrici al laboratorio permette di riflettere su alcuni aspetti sia di carattere organizzativo, educativo, e didattico che non si devono lasciare sfuggire in quel momento in cui non sono impegnate nell’organizzare e gestire un gruppo e le sue relazioni. Ritengo importante la presenza di almeno due insegnanti in ogni gruppo,(una per sezione), per poter osservare i bambini in situazioni ed in attività diverse da quelle del gruppo classe, per riprendere, poi, un lavoro di rielaborazione in sezione. Le esperienze precedenti in altri stati europei, assieme a la consapevolezza di proporre ai bambini e alle scuole italiane un laboratorio nuovo e diverso rispetto a quelli tradizionalmente conosciuti, inducono a chiedere un incontro con le famiglie. Le scuole sempre soddisfano la richiesta favorendo l’incontro delle due parti, per promuovere la conoscenza del percorso e del progetto con la finalità importante, secondo me che in questo modo le famiglie possono aiutare a il bambino a rielaborare meglio i messaggi e gli stimoli del laboratorio stesso. Viene subito mezzo in evidenza, che i bambini riportano a casa il vissuto dell’esperienza, arricchita, però, di domande… La presentazione delle linee generali del progetto e degli argomenti trattati permettono ai genitori presenti di capire il senso delle domande poste dai loro bambini, “ecco perché mi chiede dove nasce il sole!”. In quest’incontro si coglie l’occasione per fare ai genitori ricoprire non solo il ruolo di ascoltatori, ma vengono invitati a conoscere, sperimentare in prima persona i diversi strumenti e i loro suoni. La conversazione, inoltre, può andare al di là de la esperienza scolastica dei bambini, in cui si può prendere il discorso generale di dove prende vita questo programma, proprio della cultura messicana. Risulta rilevante che le famiglie esprimano il loro giudizio su questo incontro agli insegnanti di riferimento.
La esperienza vissuta in diversi istituti in cui il laboratorio è stato svolto afferma, segna e rappresenta per la scuola e per i bambini un’esperienza nuova sia per i contenuti, sia per le modalità con cui è viene condotta, per la presenza del conduttore, che ha un aspetto fisico, per la pelle, abbigliamento e lingua, diverso dal conduttore italiano. Interessante sottolineare questo aspetto di diversità “fisica” perché per i bambini questa differenza viene accolta immediatamente, rimangono un po’ affascinati e nello stesso tempo con questa carta (lo straniero che ha un colore della pelle e modalità diversa…;) che viene utilizzata per gli insegnanti per aiutare ai bambini ad accettare gli alunni stranieri. Si verifica in diverse occasioni che nelle sezione dove vengono inseriti dei bambini stranieri il gruppi di classe fanno un po’ di fatica ad accettare ed integrare. Questa figura che in un primo momento appare strana può rappresentare, (come è accaduto in diversi plessi) in un certo senso, un aggancio concreto al tema della diversità e un rapporto con lo “straniero” di minore diffidenza. Dal punto di vista relazionale l’aspetto interessante è di sapere rispettare i tempi del bambino, soprattutto del bambino diffidente o che non vuole partecipare nella attività. Questi bambini non vengono mai allontanati dal gruppo, ma vengono, al contrario, coinvolti “a distanza” fino a che spontaneamente, decidono lentamente di partecipare. Questa è una modalità che viene poche volte attuata nella scuole, eppure tutti i libri di pedagogia e persino i programmi ministeriali la suggeriscono. I bambini partecipano con interesse e con entusiasmo alle proposte del laboratorio e il coinvolgimento viene maggiore nei momenti in cui la musica diventa protagonista accompagnando i giochi e i movimenti degli alunni. Gli orientamenti 1991 per la scuola materna presentano un’immagine del bambino e della scuola molto diversa da quella delineata dai vecchi orientamenti del 1969. Ciò perché le ricerche più significative sullo sviluppo nelle prime fasi dell’età evolutiva, sul modo di pensare e agire del bambino, elaborarono, nel corso degli anni ‘70/’90, delle teorie che offrivano un quadro teorico e scientifico di riferimento molto diverso e del quale bisognava tenerne conto anche sul piano pedagogico e didattico. Nel frattempo risultava chiaro che anche la realtà in cui un bambino era inserito era profondamente cambiata per effetto dello sviluppo tecnologico e per una pluralità di comportamenti e valori. Anche la famiglia registrava un significativo mutamento a causa del calo delle nascite, delle separazioni fra i coniugi e di altri fenomeni destabilizzanti. Tutti questi fattori di carattere culturale, sociale e strutturale vennero pressi attentamente in esame dagli Orientamenti ’91 che finirono per arricchire sotto il profilo culturale e pedagogico la scuola materna, alla quale spetta, ora, il compito di formare la personalità del bambino in ordine a tre grandi obiettivi educativi: l’identità, l’autonomia e la competenza del bambino. Al bambino, visto come soggetto attivo, competente, lettore e costruttore della realtà e che ha il bisogno di autorealizzarsi, la scuola deve offrire esperienze significative capaci, però, di innestarsi su quelle conoscenze, ricordi ed emozioni che il bambino ha elaborato e vissuto nel suo contesto sociale, culturale e famigliare. Negli Orientamenti ’91 la parola chiave è esperienza e non a caso le attività vengono collocate all’interno di ”campi di esperienza”, intesi come ambiti del fare e dell’agire, nei quali il bambino sviluppa l’apprendimento perché l’esperienza, è il fondamento del suo modo di conoscere. Ogni campo di esperienza prevede degli obiettivi, dei percorsi metodologici, dei possibili indicatori di verifica e offre una pluralità di sollecitazioni e opportunità. La rilettura di alcuni campi di esperienza permette di ritrovare, così, oltre alla filosofia antica messicana, i fondamenti teorici del laboratorio “Giochiamo con il movimento e i suoni della natura”. Il laboratorio coinvolge molto i bambini sul piano della corporeità e della motricità e non a caso gli Orientamenti pongono come primo campo di esperienza “IL CORPO E IL MOVIMENTO”, poiché la fisicità rappresenta per il bambino il primo oggetto di scoperta e il principale strumento di sviluppo. Il corpo viene inteso come una delle espressioni della personalità, come il fondamento e il punto di partenza per tutte le esperienze; dal tono muscolare per la comunicazione- relazione, alla discriminazione percettiva, attraverso i sensi, per l’elaborazione delle informazioni; agli schemi motori per una crescita cognitiva. E sottintesa, qui una visione olistica del bambino, coinvolto nell’esperienza educativa con corpo, mente ed emozioni. Il laboratorio pone tra i suoi obiettivi specifici quello di “stimolare, attraverso il gruppo, lo sviluppo del linguaggio verbale e non…”. Dai 3 a 6 anni vi è la massima predisposizione all’apprendimento della lingua verbale e sempre in questa fascia d’età il bambino si rivela essere un costruttore di teorie, attivo e competente, con un bagaglio linguistico già molto vario. Il campo di esperienza “I DISCORSI E LE PAROLE” pone questi presupposti, ma sottolinea l’importanza della comunicazione non solo a livello di contenuto o di elaborazione, ma anche a livello di relazione. Ecco, perciò, la lingua si acquisisce all’interno di contesti comunicativi in cui si apprendono sia gli aspetti formali del linguaggio (contenuti), sia dove il bambino impara ad interpretare correttamente i significati di relazione ed ad usare il linguaggio per una buona relazione con gli altri. Un ultimo aspetto importante da sottolineare, messo in rilievi anche dagli studiosi del linguaggio, è che lo sviluppo del proprio linguaggio che promuove parallelamente lo sviluppo del pensiero e del ragionamento. Non è possibile tralasciare, poi, collegamento tra il laboratorio in esame e un altro campo di esperienza “MESSAGGI, FORME, MEDIA, relativo all’espressività e allo sviluppo della creatività, attraverso un uso corretto e consapevole dei linguaggi corporei, sonori, visuali. Il campo prende in considerazioni diversi tipi di attività; da quelle drammatico- teatrali a quelle sonoro- musicali a quelle grafico pittoriche- plastiche. Il laboratorio è strutturato su questi tre tipi di attività. Per le attività drammatico- teatrali, vengono, per esempio , organizzate delle situazioni ludiche finalizzate allo sviluppo di processi di identificazioni e proiezioni, e viene messo nel gioco dei cacciatori- cervi. Gli Orientamenti invitano gli insegnamenti a organizzare delle situazioni ludiche in cui un bambino possa conoscere la propria realtà sonora. Il laboratorio, ponendosi in una prospettiva interculturale, amplia la proposta sensibilizzando i bambini verso una componente sonoro- musicale di un popolo lontano. Il conduttore del laboratorio deve spesso mettere l’attenzione sulla capacità di saper esprimere nel gioco e attraverso una pluralità di linguaggi, da quello verbale alla mimica facciale, all’utilizzo di suoni vocali o strumentali, le proprie emozioni ed i propri desideri. Questa finalità viene ritrovata anche nel campo di esperienza “IL Sé E IL ALTRO” che sottolinea lo stretto connubio che esiste tra “identità e alterità”, anzi in esso si evidenzia come le alterazioni sociali siano fondamentali, fin dalla nascita, nella costruzione del sé avviene, infatti, grazie ad un processo di elaborazione interpersonale delle reciproche attese tra il bambino e gli altri. |
Laboratorio
interattivo
attraverso
la
musica
Azteca-Mexica
per
persone
disabile. “In
Yolohtli
in
eztli” IL
CUORE,
IL
SANGUE,
QUALCOSA
A
PREZZO
DELLA
VITA. Intraprendere
un
percorso
per
una
vita
più
indipendente
non
risolta
facile
per
le
persone
dette
normale,
e
così,
della
stesa
maniera
neanche
per
le
persone
disabile
perché
gestire
le
proprie
personalità
è
uno
degli
l’impegni
che
ha
come
obiettivo
il
lasciare
una
traccia.
Per
una
persona
disabile
mentale
risolta
l’importante
sentire
quanto
bello
è
essere
adulto,
consapevole
di
potere
essere
autonomo,
coniugare
che
“Si
è
autonomo
solo
quando
si
e
consapevole”,
abbiamo
degli
esempi
do
autonomia
automatica
de
tipo
ordinare
il
chiudere
la
porta,
lavate
i
denti,
fai
questo,
fai
quel
altro.
Autonomia
è
essere
consapevole,
e
questa
consapevolezza
vuol
dire
poter
riflettere,
la
coscienza
di
chi
sono,
cosa
voglio,
decidere,
la
scelta
di
innamorarsi
e
osservare
agli
altri
che
s'innamorano.
L’autonomia
o
l’itinerario
d'autonomia
come
cucinare,
saper
spostarsi,
vestirsi,
ecc;
questi
sono
le
circostanze,
in
realtà
la
consapevolezza
più
potente,
risiede
en
la
scelta
di
uscire,
il
desiderio
di
cucinare
per
qualcuno
che
mi
piace,
a
qualcuno
a
qui
io
voglio
bene,
avere
il
senso
di
gioia
al
sapere
che
mi
stano
cucinando
a
me,
questi
piccoli
esempi
che
tante
volte
vengono
pressi
senza
molta
importanza,
fare
la
passeggiata,
far
la
spesa
pulire
la
casa,
ecc.
sono
tutti
dei
dettagli
che
veramente
in
profondo
hanno
la
forza
della
consapevolezza,
un
gran
complemento
per
avere
un'identità,
un
buon
ricordo
rimasto
nella
mente,
valutare
come
fare
il
meglio
di
me
vedendo
all’altro,
è
con
l’altro,
è
che
significa
effettivamente
avere
la
consapevolezza
di
vivere,
avere
il
piacere
di
esistere
perché
è
uno
degli
obiettivi
che
si
devono
apportare
anche
ai
giovani,
non
solo
le
persone
con
disabilita
passano
delle
crisi,
della
stesa
maniera
tutte
le
persone
che
ci
diciamo
normali
e
che
abbiamo
paura
di
vivere
la
nostra
esistenza
attraverso
l’emozione.
Nel
momento
che
si
parla
dei
problemi
giovanili
osserviamo
delle
situazioni
simili,
sapere
quanto
stia
accadendo
nell’intorno
e
che
tutto
ciò
e
fatto
da
qualcuno,
decidere
di
come
vogliamo
le
cose,
sapere
che
noi
possiamo
entrare
nella
decisione
in
maniera
consapevole
per
reagire.
Sembrano
situazioni
di
poca
importanza,
a
queste
persone
che
li
sono
stati
portati
alle
cose
belle,
a
leggere,
a
scrivere,
a
fare
i
conti,
ecc.
Per
i
ragazzi
che
hanno
disabilita
mentale
tutti
questi
obiettivi
nominati
prima
diventano
più
interessanti,
quando
loro
vedono
una
finalità,
sapere
leggere
e
scrivere,
fare
le
divisione
e
la
finalità
per
un
insegnante,
la
motivazione
per
scrivere
a
un
mio
caro
amico,
e
leggere
una
lettera
di
qualcuno
che
mi
vuole
bene,
è
quando
leggere
e
scrivere
entrano
in
un
livello
di
grandi
emozioni,
così
come
il
desiderio,
il
potere,
il
piacere,
ecc. Uno
degli
obiettivi
primordiali
è
aiutarci
ed
aiutarli
a
costruire
una
personalità,
condividendo
il
confronto
con
gli
altri,
per
cosi
riuscire
a
lasciare
un'impronta
negli
altri
con
la
nostra
memoria
storica,
la
mia
impronta
che
lascio
nella
memoria
degli
altri,
una
traccia
indelebile.
Riflettere
sull'uso
degli
strumenti
musicali,
questo
comporta
a
una
serie
d'azione
d'attività,
d'abilità,
e
di
competenze
che
è
opportuno
che
loro
acquisissero,
per
suonare
e
necessario
scegliere
uno
strumento
per
poi
osservare
e
provare
una
serie
di
strumenti
scartando
tutti
quei
che
potrebbero
essere
non
appropriati
ai
punti
che
si
vogliono
raggiungere,
una
volta
decisa
che
strumento
suonare
e
per
che
ci
si
vuole
suonare
la
scelta
del
suono
diviene
più
selettiva,
meticolosa,
si
passa
a
come
suonare,
molto
adagio
per
sentir
un
particolare
stato
d'emozione
rilassante,
con
tutti
assieme
perché
il
confronto
sembra
molto
significativo,
camminando
al
ritmo
del
tamburo,
saltando,
sempre
sulla
ricerca
d'effetti,
che
deve
provocare
ai
ragazzi
il
desiderio
di
ascoltare
e
diventare
protagonisti
e
complici,
il
particolare
d'ogni
attività
che
sarà
una
proposta
in
sé,
tutto
questo
dovrà
divenire
in
una
bell'esplorazione
fra
la
musica
e
il
movimento,
creare
un
caos
e
poi
riordinare
le
sensazioni,
classificare
la
memoria
e
la
propria
storia
personale. RISORSE
STRUMENTALI Spazi
adeguati
per
lavorare
in
gruppo
e
materiale,
si
e
possibile
avere
la
possibilità
per
registrare
ciò
che
hanno
suonato
i
ragazzi,
a
maniera
di
farli
rimanere
materiale
auditivo.
Facilità
di
spostamento. ORGANIZZAZIONE Condurrà
il
gruppo
un
operatore,
affiancato
dalla
collaborazione
dell'associazione
a
chi
è
presentata
questa
proposta.
Per
lo
svolgimento
del
progetto
sono
necessari
nove
incontri,
la
durata
potrebbe
variare,
circa
un'ora. MONITORAGGIO
E
VERIFICA L’attività
sarà
curata
dal
responsabile
del
progetto
in
collaborazione
con
i
referenti
del
progetto
stesso.
Il
monitoraggio
sarà
attuato
parallelamente
allo
svolgimento
delle
attività,
mentre
la
verifica
sarà
costituita
da
una
relazione
finale,
ed
un
incontro
finale
con
la
partecipazione
dei
familiari
del
gruppo Il laboratorio sarà condotto da Eleazar Ollinatl Contreras |
|
--
CURRICULUM
VITAE
-- Città
del
Messico
(Mexico
-Tenochtitlan)
il
23-08-1969 --
Nel
1993,
“Anno
internazionale
degli
indigeni
del
mondo”,
arriva
per
la
prima
volta
in
Europa
con
un
gruppo
di
45
danzatori
tradizionali
aztechi,
è
presente
all’”Incontro
Internazionale
dei
Popoli
Indigeni
del
Mondo”
presso
la
sede
dell’ONU
a
Vienna.
Qui
incontra
diverse
personalità
del
mondo
tra
i
quali
il
Dalai
Lama
e
Rigoberta
Menchù
(Premio
Nobel
per
la
Pace
1992). Durante
questa
prima
permanenza
in
Europa
ha
svolto
una
tourné
di
danze
tradizionali
alla
presenza
della
Famiglia
Reale
d’Olanda,
del
Papa
e
dei
presidenti
municipali
di
Copenhagen,
Amsterdam,
Londra,
Berlino,
Francoforte,
Lichtenstain. --1994
porta
le
danze
e
i
canti
in
diverse
provincie
del
Messico,
conoscendo
e
condividendo
diverse
realtà
etniche
messicane. --1995
Si
presenta
per
un
periodo
di
4
mesi
a
conferenze
e
dibattiti
sulle
culture
precolombiane
nel
Museo
Nacional
de
Antropologia-Città
del
Messico.
--Dal
1996
al
1999
propone
e
sostiene
il
programma
scolastico”Kulturel
Pedagogisch
Enwiklung
Hilfe”
all’interno
di
circa
550
scuole,
materne,
elementare
e
medie,
nelle
regioni
di
Turingia,Westfalia,
Renania,Assian
e
Bavaria
in
Germania.
--Nel
1998
partecipa
agli
spettacoli
culturali
di
musica
azteca
al
Club
“Europa
’92
Pavarotti
International”,
al
Teatro
Juvra
di
Torino
e
al
Teatro
San
Fedele
di
Milano.
Inoltre
incontra
dei
monaci
Tibetani
a
Francoforte
in
occasione
del
“
Museum
Main
ufa
Fest”
proponendo
danze
e
musica. --Nel
1999
collabora
con
l’Associazione
Osmosis
di
Torino
e
partecipa
alla
Fiera
Internazionale
del
Libro
al
Lingotto
di
Torino. --Nel
2000
interviene
ad
un
concerto
di
musica
etnica
collaborando
con
il
percussionista
Toni
Esposito
e
al
concerto
dei
Nomadi
a
Modena;
è
ospite
del
programma
televisivo
di
Red
Ronny,
“Roxy
Bar”
e
di
“Help”. --Sempre
nel
2000,
lavora
con
gruppi
etnici
provenienti
da
tutto
il
mondo
in
occasione
del
Festival
“Lo
spirito
del
Pianeta”
a
Brembate
Sopra
(BG):
Aborigeni
(Australia),
Celti
(Irlanda),
Cosacchi
(Kazaghistan),
Wodabe
(Africa),
Apache
(Nord
America). --Nel
2000-2001
inizia
il
progetto
di
Musicoterapia
integrativa
nella
scuola
materna
di
Bettola
continuativo
fino
al
2004
nel
Comune
di
Pozzo
d’Adda
(MI),
e
il
progetto
di
“Musica
e
Psicomotricità”
per
bambini
da
3
a
6
anni
con
la
psicomotricista
M.
Beghelli
e
con
la
collaborazione
dell’Associazione
“Lo
Scarabocchio”
di
Vaprio
d’Adda
(MI). --
Nel
2001-2004
Nasce
l’Associazione
culturale
“El
Mitote”
(l’incontro)
legalmente
costituita
e
con
la
quale
presenta
diversi
itinerari
educativi
attraverso
un’offerta
formativa
inserita
nelle
tematiche
dell’educazione
alla
multiculturalità
con
obiettivi
di
integrazione
e
supporto
all’azione
didattica,
e
nel
risalto
dei
nuovi
orientamenti
nel
campo
d’esperienza.
Il
fulcro
dell’offerta
sono
l’antica
musica
messicana
e
gli
strumenti
Aztechi
come
mezzo
di
espressione
–relazione
all’interno
di
scuole
materne,
elementari,
medie
inferiore
e
in
spazi-gioco
comunali
e
strutture
per
portatori
di
handycaps.
Programmi
educativi:
“Musicoterapia
integrativa”
-portatori
handycap
per
tutte
le
fascia
di
età.
“Musicoterapia
e
Psicomotricità”
-bambini
di
tre
a
undici
anni
“Giochiamo
con
il
movimento
e
i
suoni
della
natura”
–Sc.
materna
“In
pipillo
in
coconeyo”
(
cose
da
bimbi)
-Spazio-gioco
“In
xochitl
in
kuikatl”
(fiore
e
canto)
-Sc.
Elementare
e
media
“Musica
interattiva”
“
Tiahui
!!
a
esplorare
la
musica
e
il
movimento”
-Sc.
elementare
“
Ne
nican
ca…
ho
qualcosa
da
esprimere”
-
Sc.
Media
“”il
canto
del
huehuetl”
-Sc.
media Gli
itinerari
educativi
e
didattici
sono
stati
condotti
all’interno
dei
diversi
Istituti
comprensivi
fra
i
qualli:
”
A.
Diaz”
di
Vaprio
d’Adda
(MI)
www.tes.mi.it/diaz
“
A.Diaz
“
di
Meda
(
MI
)
“
Faloppio
“
di
Faloppio
(
CO
)
“
Basiano
“
di
Busnago
e
Masate
(
MI
).
http//digilander.iol.it/icbasiano
“
Vertemate”
(CO)
“Figino
Serenza”
Cermenate
(CO)
“Birone
di
Giussano”
(MI)
“Vergiate”
Corgeno.
(VA)
“Vernasca”
Piasco.
(CN)
“Scuola
media
G.
Santini”
Noventa
Padovana
(PD)
“Sn
Pietro
Martire”
di
Meda.
(MI) Oltre
alle
partecipazione
nel
ambito
scolastico
svolge
dei
seminari
per
adulti,
convegni
e
manifestazioni
diverse
al
riguardo
del
contesto
culturale
e
condivide
le
attività
con
diversi
gruppi
ed
associazioni
culturali
internazionali.
Ollinatl
Eleazar
Contreras
tel:
3386095062
e-mai
elmitote_yei@yahoo.it
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