Associazione Culturale

"El Mitote”(l'incontro)

Via De Sanctis 31  20030  Lentate  sul Seveso ( MI ) C.F. 91078820155  P.I. 03306740964

 

Walter  Borella  tel: 3405547200

Ollinatl Eleazar Contreras  tel: 3386095062

e-mai  elmitote_yei@yahoo.it

La  tradizione Azteca tra passato  e presente

…verso la condivisione  di nuove forme di cultura

Nell’entrare del ventunesimo secolo, la necessità dell’essere umano è di cercare la propria identità in rapporto alle molteplici forme di manifestazioni culturali in cui è immerso.

 Negli ultimi anni la società civilizzata si è aperta a quel mondo che prima era chiamato selvaggio, ponendo un nuovo interesse ai differenti gruppi etnici ancora esistenti.

 Questo tipo d’attività, fino a pochi anni fa era solo materia di studio per etnologi ed antropologi che hanno analizzato le differenti culture solo dal punto di vista occidentale, senza comprendere il grande apporto di valori che questi popoli possono offrire.

 Attualmente questo metodo di studio è cambiato e sotto la denominazione di antiantropologia, antietnologia si è voluto cancellare esperienze di studio e incominciare di nuovo sotto una nuova ottica la ricerca in questo campo, partendo dalla consapevolezza di vivere la propria realtà storica  e culturale come parziale  e non univoca.

 Questa nuova prospettiva rivaluta quindi le “culture altre” e pone l’individuo   nella giusta dimensione di vivere il presente per costruire la propria identità, entrando in relazione con gli altri popoli e con i loro doni culturali.

 In una realtà sociale ed economica sempre più interdipendente a livello  mondiale, parlare di condivisione culturale può sembrare difficile, può essere invece la via  per  la costruzione di un benessere comune, di un modo equilibrato di rapportarsi  alla natura e alla realtà umana .

 Condividere  il modo di esprimersi e di comunicare  attraverso la musica, il canto, la danza e scoprire che le nostre capacità sono  simili a qualunque altra persona, senza considerare  la provenienza, la religione, il colore della pelle, il suo stato sociale, sono esperienze fondamentali per la crescita armonica di una personalità anche spirituale.

 Le nostre cerimonie vengono definite come un rituale primitivo religioso, per noi, odierni Aztechi, pur non vivendo con le medesime modalità dei nostri avi, è la connessione ad un profondo senso filosofico dell’esistenza, la nostra antica ritualità è volta a prendere il sentiero  che porta allo stretto vincolo esistente tra la natura e la interiorità umana. Pur nelle gravi perdite occorse alle nostre tradizione nel corso degli ultimi cinquecento anni, abbiamo conservato intatte innumerevoli conoscenze tramandateci dai nostri vecchi saggi, sonno proprio loro che ancora oggi ci danno la forza per seguire il sentiero dell’evoluzione, della comprensione e della continua scoperta della ricchezza de la vita e della morte.

L’importanza, nelle danze rituali, è il ringraziamento al Padre sole (Totatzin-Tonatiuh) e alla Madre Terra ( Nanantzin-Tonantzin ), agli elementi che compongono la vita stessa, a tutti gli esseri viventi (animali e piante ) con i quali condividiamo la esistenza, alle forze che governano l’equilibrio energetico della vita stessa, costituisce la nostra tradizione e la sua peculiarietà.

Desideriamo far conoscere la ricchezza di questa tradizione e confermare  che attraverso tante difficoltà, la cultura Azteca si è mantenuta viva nei secoli, adattandosi alle diverse situazioni storiche.

HOLA!

...alcune informazioni 

 

Chi è

Eleazar Ollinatl Contreras

 

 

PROPOSTE CULTURALI

ED EDUCATIVE

 

 
 
N  XOCHITL  IN  KUIKATL“ Musica, Canto, Danza, e poesia

 


 
TIAHUI!!  Ad esplorare la musica e il movimento (per bambini della scuola elementare)

 


 

ROMPENDO IL SILENZIO E LO SPAZIO

 


 

GIOCHIAMO CON I MOVIMENTI E I SUONI DELLA NATURA (per bambini della scuola materna, 4-5 anni)

 


IN YOLOHTLI IN EZTLI

 

 

AZTECHI

Chi sono?

 

 

Hola!

spero che questa informazione ti possa essere utile, non sono molto bravo a scrivere anche se mi piacerebbe, sai da 11 anni che sono in Europa girando, ho conosciuto un po’ di luoghi straordinari, un messicano del mio livello sociale non si può permettere di fare questi tipi di viaggi, la mia chiave è la mia cultura, e la porta che si apre è la condivisione. In tutti questi anni ho cercato sempre la maniera di avere più comunicazione con le persone per riuscire a trasmettere ciò che rimane ancora della ricchezza del mio paese, anche se dopo quasi 512 anni dopo dello scontro culturale ci rendiamo conto di avere perso tante cose importanti, sappiamo che non tutto e stato perso completamente, o al meno come hanno scritto i cronisti spagnoli del periodo della conquista, i nostri antenati al trovarsi in una situazione in cui le tradizioni non potevano continuare,  hanno dovuto sottomettersi alle nuova influenza arrivata della Spagna, o al meno così è stato agli occhi dei nuovi governatori, questo fatto ha permesso a loro di scrivere che la cultura Azteca-Mexica attraverso la conquista era sparita completamente.

Questa sottomissione ce stata in una sorta di sincretismo, i nostri nonni si erano sottomessi, però con una maschera in cui le antiche tradizioni avrebbero potuto continuare, la accettazione di quello che veniva presentato non con la forza della ragione, ma con la ragione della forza non lasciarono una altra scelta, in questo scontro i vecchi anziani o quelli che sono riusciti a sopravvivere hanno dovuto scegliere.

Nei tempi prima degli spagnoli le cerimonie venivano fatte per riconoscere e ringraziare ai poteri che sono intorno all’uomo, che permettono la sua sopravvivenza e la continuazione della vita, Tonanzin Coatlicue, la chiamata Madre Terra, Tonatiuh, il Padre Sole, che sono la base di un universo compresso in una dualità, il principio della vita, poi complimentato con tutti gli elementi con cui è composta la esistenza sul nostro pianeta  per favorire a tutte le spezie sussistenti (animali e piante).

La Virgen Maria de Guadalupe è arrivata alla mesoamerica a sostituire una parte importante della esistenza duale, quella della femminilità, della Madre Terra, per quello è che nel Messico di oggi la Madonna rappresenta una figura importante, l’antico culto, la fede e rispetto che cera per Tonanzin Coatlicue, è stato cambiato verso la Mamma di Gesù, che in un certo senso, al essere visto come origine di vita, rappresenta lo stesso anche se la maniera di raffigurarlo è diversa.

Questo sincretismo è divenuto così anche per tante altri popoli e i suoi antichi riti, che hanno dato forma alle caratteristiche con cui ci troviamo; noi  discendenti degli Aztechi, non abbiamo un territorio, non siamo quelli che si potrebbero chiamare indigeni, e neanche siamo cittadini comuni, nel luogo dove si era formata la capitale del impero del Anahuac, poi, dopo con la conquista se era trasformata nel capoluogo della colonia spagnola, la Nuova Spagna, oggi la attuale città del Messico.

La tradizione di questo popolo e  la sua influenza hanno continuato proprio nello stesso posto.  Adesso cresce la coscienza di essere Mexicas, vivendo proprio con la consapevolezza che queste è il nostro tempo, senza la pretesa di esserci esattamente come vivevano i nostri antenati, però si con ciò che ci hanno ereditato, e cercare quei valori come punto importante dai nostri genitori, dai nostri nonni.

In questi ultimi anni sto lavorando per cercare di valorizzare la cultura messicana proprio nell' ambito scolastico, spero lasciare una traccia per fare presente anche agli altri danzatori come me, che è possibile che la nostra cultura può avere una utilità anche a livello didattico, nella educazione, non è una cosa facile perché bisogna dimostrarlo, e questo avviene lentamente attraverso i risoltati che ottengo negli istituti dove mi sono presentato assieme con i miei strumenti.

Non ha niente di particolare questa offerta formativa,  qualsiasi danzatore lo può proporre in qualsiasi scuola che avvia le normative di educazione moderna, anzi il fatto che le mie attività vengano conosciute nel mio paese possono provocare a più di un fratello danzatore non solo per conoscere la mia modalità di intervento con gli alunni, ma per migliorare la qualità di questi percorsi,  secondo le scuole pubbliche che conoscono i programmi opinano che hanno come obiettivi la integrazione e supporto all’azione didattica, danno risalto nei nuovi campi d’esperienza per la formazione di una personalità in crescita.

In Europa si vive una realtà che non risulta facile gestire; i governi si trovano con la difficoltà con l'immigrazione.
Bisogna fare molta attenzione per l'integrazione, a maniera di favorire gli interessi sia nel confronto degli Italiani che della cultura e abitudini che portano con sé questi popoli.

Nei programmi vengono sottolineati gli aspetti della differenza culturale, in una visione di ricchezza sulla diversità, prendendo in considerazione la possibilità che si trova al conoscere il diverso, perché ognuno di noi è diverso,  è questo il bello della vita, questo aspetto viene mostrato in una sorta di apertura delle  porte a tanti mondi diversi, questa modalità entra come sostegno alla educazione alla multiculturalità.

Negli itinerari educativi presento la musica e il movimento come stimolo per arrivare alle emozioni, che sono di grandi stimolatori per potenziare la memoria della la propria storia personale… io con gli altri, per gli altri.  

Ollinatl Eleazar Contreras  tel: 3386095062                                       e-mai  elmitote_yei@yahoo.it  

 Laboratorio  interattivo attraverso la musica  Azteca-Mexica

Ideato per la scuola elementare dalla 1a alla 5a.

  “TIAHUI !!  Ad esplorare la musica e il movimento”

 Questo progetto riguarda l’esplorazione della cultura e della musica Azteca, al fine di suscitare nelle giovani generazioni l’’apertura ad altre culture, nella prospettiva di un integrazione culturale che diventi promotrice di integrazione sociale; questo itinerario educativo si inserisce nel tema dell’educazione alla multiculturalità mediante esperienze ludiche a carattere musicale, ritmico, imitativo, corporeo.

PREMESSA    FINALITA'   OBBIETTIVI   ATTIVITA'/METODOLOGIA   RISORSE  STRUMENTALI   ORGANIZZAZIONE   MONITORAGGIO/VERIFICA    

PREMESSA

Dai tempi ancestrali la musica viene usata come mezzo di espressione e comunicazione e nello stesso tempo sostiene il continuo sviluppo dell’individuo. Sappiamo che non e’ esistita civiltà alcuna senza la propria manifestazione nella musica e nel canto.  Ancora oggi la musica viene utilizzata per gli stessi obbiettivi, avendo la possibilità di una vasta gamma di varietà musicale lasciata dalla storia dell’essere umano.

La proposta di questo laboratorio è precisamente esplorare questo mezzo di comunicazione utilizzando strumenti della cultura Azteca-Mexica costruiti con elementi naturali (legno, pietra, terracotta, bambù, semi….).

Gli strumenti musicali hanno la funzione di riprodurre i suoni della natura, (vento, pioggia, versi degli animali) la riproduzione del battito del cuore. Accompagnate dalla musica vengono raccontate fiabe e storie appartenenti alla tradizione Messicana.

Nell’eseguire il laboratorio vengono introdotte alcune parole in Nahuatl (antica lingua Azteca)  nei canti e negli esercizi.

Dentro la musica viene utilizzato oltre al linguaggio sonoro, il linguaggio del corpo, esplorando l’ambiente con il movimento corporeo nel quale il bambino può trovare ed esplorare i propri sensi, seguendo una ritmica che può permettere all’individuo l’inserimento nel gruppo e armonizzando con l’ambiente che lo circonda.

Musica, ritmo, movimento, canto, disegno, esercizi, racconti, danza, presentati ai bambini attraverso il gioco e come gioco, contribuiscono a promuovere nel bambino la consapevolezza della propria identità per rapportarsi al gruppo.

 FINALITA'

Sensibilizzare il bambino ad avere una coscienza con

la natura attraverso il corpo e le emozioni.

 OBBIETTIVI

 Capacità di “ muoversi “ e percepire  i  “suoni della natura

Capacità di comunicare attraverso il gruppo

 

ATTIVITA’   E    METODOLOGIA

 MOVIMENTO

Disorientamento

Tensione

Orientamento

Equilibrio

SUONI DELLA NATURA
Percezione
Simbologia
Rilassamento
Sincronizzazione

   Giocando, attraverso semplici movimenti degli elementi della natura, degli  animali più conosciuti dai bambini e con i suoni riprodotti da strumenti costruiti con materiali naturali, per creare con i bambini un laboratorio interattivo, che li aiuti a riscoprire il proprio suono e ritmo interno, per acquisire più fiducia nelle proprie capacità e per poter comunicare in  modo positivo con l’ambiente esterno.

 

RISORSE  STRUMENTALI

Spazi adeguati per poter lavorare in gruppo e materiale.

ORGANIZZAZIONE 

Condurrà i gruppi Eleazar Ollinatl Contreras, affiancato dalla collaborazione di un insegnante di classe. Per lo svolgimento del progetto sono necessari  8  incontri  per gruppo, della durata di una ora ciascuno. Ogni gruppo dovrà essere composto da circa 18 alunni.

MONITORAGGIO E VERIFICA

Le attività verranno differenziate a seconda dell’età e saranno curate dal responsabile del progetto in collaborazione con le insegnanti referenti del progetto stesso.

Il monitoraggio sarà attuato parallelamente allo svolgimento delle attività, mentre la verifica sarà costituita da una relazione finale ,ed un incontro finale con la partecipazione dei gruppi che hanno svolto il laboratorio, aperto ai genitori degli stessi alunni.

IN  XOCHITL  IN  KUIKATL

“ Musica, Canto, Danza, e poesia “

Questa proposta  ha la durata di circa un’ora si articola nel modo seguente:

Presentazione della danza Azteca con il saluto ai quattro punti cardinali con il uso del costume tradizionale

La danza come l’antidoto per la tranquilità

Spiegazione de come se vive la tradizione oggi

Spiegazione del costume tradizionale e del Copilliquetzalli (copricapo).

Domande e risposte

 Gli incontri saranno condotti  da Ollinatl Eleazar Contreras

 Questa proposta è già stata sviluppata in vari stati europei (Germania, Inghilterra, Danimarca, Austria, Olanda, Belgio, Italia) motivando a conoscere  l’espressività di un popolo nativo americano e per chi è rivolto a valorizzare anche la propria cultura, condividendone la diversità.

“ROMPENDO IL SILENZIO E LO SPAZIO”

Al esplorare gli insegnamenti della antiche popolazione mesoamericane troviamo che la relazione con le forze della natura sono il suo fondamento  che si evidenzia quotidianamente e che correla intimamente l’universo interiore con quello esterno, il microcosmo con il macrocosmo.

Gli elementi della natura, con il loro flusso costantemente in equilibrio, permettono e favoriscono una profonda relazione fra tutti gli esseri viventi che popolano la nostra Madre Terra.

Gli antichi rituali utilizzavano il risveglio di una sensibilità ampia che accompagnava sul sentiero della conoscenza e che sempre veniva ritenuta oggetto di ringraziamento.

Il sentiero della sperimentazione, le nostre sensazioni diventano conoscenza, percorso con l’attenzione verso le quattro direzioni e la benedizione delle forze magnetiche della Terra, permette non solo di soddisfare i bisogni materiali ma soprattutto i bisogni spirituali.

La filosofia Azteca-Mexica infatti ritiene che lo spirito si possa arricchire con tutto ciò che lo circonda. Questo ideale è perseguito ancora come prezioso ed è visibile a tutt’oggi nei riti di ringraziamento  agli elementi che sempre aprono la ritualità delle culture etniche dell’odierno Messico.

Si propone un seminario di una giornata nella quale con dei movimenti di danza, suoni della natura, esercissi diversi, canti e la parola fiorita, la parola che aiuta a portare al centro e in profondità il sentiero del guerriero. La cultura Azteca e la sua filosofia potranno essere così non solo comprese ma vissute, condivise ed integrate nel patrimonio culturale individuale e collettivo nel contesto delle culture altre.

 

GIOCHIAMO CON I MOVIMENTI E I SUONI DELLA NATURA

Ideato per bambini di 4 e 5 anni della scuola materna

Introduzione al progetto   Linee generali   Il laboratorio   Finalità   Obbiettivi   Ipotesi di lavoro   Modalità di intervento   Risorse strumentali   Monitoraggio/verifica   Organizzazione   Strumenti musicali   Cosa fanno i bambini   Aspetti metodologici   Ruolo educatori   rapporti scuola/famiglia   Osservazioni   Fondamenti teorici

Introduzione al progetto

 Quale sarebbe il motivo per proporre degli itinerari diversi all’interno delle istituzioni pubbliche ? forse è facile di rispondere, nel corso degli anni scorsi al trovarmi a lavorare fuori dal Messico in altri stati europei, ricercando sempre delle nuove e sempre più dirette forme di comunicare, ho trovato la possibilità di avere uno scambio in cui se riesce a far conoscere ed apprezzare altri popoli e la sua cultura. Al superare e le barriere dovute alla religione, il colore della pelle, della lingua, ecc; si condividono i doni culturali, in cui attraverso la diversità si aprirono tante porte a tanti altri mondi.        

 Le linee generali del laboratorio

 In questi ultimi anni, a gli istituti se presenta una complessità sociale che risolta sempre più evidente e importante, il mondo della scuola ha iniziato a realizzare dei programmi per favorire la introduzione dei progetti educativi- didattici, e che considerano la realtà socio- economico- culturale nella quale la scuola stessa si trova ad operare.

Risulta  necessario impostare interventi mirati rispetto alle esigenze dei bambini e ai bisogno del territorio di appartenenza.

Vista la presenza di bambini con caratteristiche, esperienze e problematiche diverse, nella educazione Italiana è nata la necessità di realizzare dei progetti rivolti a tutti gli alunni dei tre gradi di scuola. Per fornire una mirata visone di questo progetto per la scuola materna, presento degli obiettivi che vengono riassunti in queste righe.

 

il laboratorio

“Giochiamo con il movimento e i suoni della natura”

Per una migliore integrazione della attività  previste dalla programmazione di sezione vengono prese in considerazione i dati che emergono dall’analisi socio-culturale del territorio. L’itinerario viene proposto ai bambini di 4 e 5 anni, e viene a disposizione questa offerta formativa con la possibilità di compiere diverse esperienze nel laboratorio di musica Azteca.

Il laboratorio offre agli alunni di:

           

                   - vivere rapporti e scambi interpersonali con i compagni della stessa età e appartenenti a sezione diverse;

- rispondere ai bisogni di espressione, conoscenza ed esplorazione di ciascun bambino;

-  arricchire ed integrare le diverse esperienze anche dopo della attività;

-  allargare gli interessi personali, di scambio e stimolare la curiosità.

 

Gli obiettivi generali appena elencati hanno delle finalità specifica. Esso innanzitutto, mete un connubio tra movimento e musica e ciò che accomuna questi due elementi è il fatto di essere entrambi linguaggi prevalentemente non verbali.

Attraverso il corpo e il movimento il bambino si sperimenta, arricchisce la sua capacità di comunicazione, rivela la propria vita affettiva ed intellettiva, con la comunicazione con gli altri, sia adulti che compagni.

La musica, in questo caso quella etnica, con la sua naturalità nei suoni ha lo scopo di accompagnare il bambino a scoprire e ad ascoltare il proprio ritmo corporeo e i diversi suoni della natura, per imparare ad armonizzare con l’ambiente esterno ed instaurare rapporti positivi e creativi a livello interpersonale e di comunicazione.

La cultura azteca riconosce alla musica e alla danza un ruolo fondamentale perché esse permettono l’aggregazione, la trasmissione culturale dagli anziani alle nuove generazioni e l’incontro del uomo con la natura e le sue forze. L’utilizzo di strumenti e costumi antichi consentono, inoltre, secondo la tradizione, di onorare al Padre Sole, alla Madre Terra, agli animali e alle piante che popolano con l’uomo il mondo.

I riferimenti alla natura ed agli esseri animali e umani vengono di una maniera costante presentate ai bambini.

  

   Aspetti specifici del laboratorio.

 

Finalità:

 Avvicinare agli alunni alla cultura di un popolo diverso (il popolo azteco) per favorire l’incontro del bambino con la natura attraverso il corpo e le emozioni che producono i suoni.

 Obiettivi:

 -         Sviluppare la capacità di “muoversi” e di percepire “i suoni della natura”

-      Stimolare, attraverso il gruppo, lo sviluppo del linguaggio verbale e non, utilizzando immagini, storie e racconti    appartenenti alla cultura messicana

-      Realizzare e costruire una storia/narrazione con tema interculturale.

 

Ipotesi di lavoro:

 

-         Giochi di conoscenza (due incontri per la formazione dei gruppi) proposti dagli insegnanti.

-         Giochi di movimento:  

                               disorientamento;

                               tensione;

                               orientamento;

                               equilibrio.

 

-         Suoni della natura:

                                    percezione;

                                    simbologia;

                                    rilassamento;

                                    sincronizzazione.

 

-  Verifica con insegnante e genitori.

 

Modalità d’intervento:

 

            L’attività si svolge attraverso il gioco corporeo e su l’attenzione.

 

 Risorse strumentali:

 

            Spazi adeguati per poter lavorare in gruppo.

 

Monitoraggio e verifica:

 

             Le attività vengono differenziate a seconda dell’età e curate dal responsabile

            del progetto, in collaborazione con le insegnanti referenti del progetto stesso.

            La verifica viene effettuata tramite:

 

-         un’osservazione costante da parte del conduttore e delle insegnanti presenti, al fine di monitorare la risposta degli alunni;

-         rappresentazioni grafiche;

-         interventi verbali.                         

 

 L’organizzazione del laboratorio: gruppi, tempi, spazi e materiali.

 

Queste tipo di esperienza viene incominciata proprio dall’inizio del ciclo scolastico con una preparazione per gli alunni, la organizzazione degli aspetti più specifici e concreti, anche se a volte non sembrano semplici dal momento che il laboratorio coinvolge a quasi tutta la scuola.

Risolta ottimo se vengono formati, in primo luogo, gruppi omogenei di bambini abbinando le diverse sezioni.

L’abbinamento verrà composto dipendendo della età dei gruppi, quelli di quattro anni e quelli di cinque, la esperienza mi ha mostrato che anche con quelli piccoli di tre anni è possibile svolgere la attività, anche se risultato diviene più coinvolgente per quelli che sono più grandi.

Importante adottare il criterio dell’omogeneità perché l’attività viene diversificata a seconda della età, e anche rispettare e stimolare le esigenze, cognitive ed affettive tipiche di ogni fascia d’età.

   

 Ogni gruppo che svolge l’attività di laboratorio nel giorno settimanale dovrà essere stabilito, un esempio sarebbe che per la prima ora, (per esempio dalle 10:00 alle 11:00) è meglio per il gruppo dei mezzani, e per la seconda ora (dalle 11:00 alle 12:00) per quello dei grandi.

La precedenza data ai mezzani viene suggerita per consentire loro di prepararsi con tranquillità al momento del pranzo e per evitare fargli arrivare troppo stanchi all’attività del laboratorio.

Gli alunni affrontano questa esperienza accompagnati dal conduttore del Laboratorio e dall’insegnante (che può essere anche la referente del progetto). Nelle settimane precedenti all’avvio si deve iniziare la conoscenza e preparazione dei bambini delle diverse sezioni.

Il laboratorio si può svolgere molto bene anche se è nei mesi invernali all interno di una piccola palestra dove non sia dispersiva la attenzione dei bambini, perché per il tipo di essercisi proposti all’interno del programma risolta necessario essere isolati, anche per i rumori che riproducono gli strumenti che di volta in volta disturbano a le altre sezioni, poi se ce ne sono delle giornate calde se potrebbe richiedere eventualmente il permesso di utilizzare la parte più ampia del giardino della scuola per alcuni incontri.

Vivere un’esperienza di laboratorio per un bambino di questa età è molto stimolante perché gli consente di fare attenzione nel senso auditivo, conoscere e toccare e suonare con mano dei nuovi materiali (il tamburo). Quest’ultimo aspetto risolta particolare nel laboratorio di musica azteca, dato che i bambini non solo conoscono ma anche sperimentano con strumenti appartenenti ad una cultura diversa e lontana.

Al di là di due grandi materassi che vengono utilizzati all’inizio e alla fine della lezione per salutarsi e per rilassarsi, il materiale che viene proposto è costituito da strumenti musicali caratteristici della cultura azteca.

Gli strumenti musicali, ricavati tutti da elementi naturali (legno, pietra, terracotta, bambù, zucche, semi…) vengono utilizzati per riprodurre i suoni della natura (canti di uccelli, la pioggia che cade, il vento) e i suoni corporei (il battito del cuore che accelera e che si calma).  

  

Descrizione degli strumenti:

 

Huehuetl: Tamburo costituito da un tronco svuotato. Il suono è basso e ricorda il battito del cuore.   

Tlapilzalli: Flauto a tre o cinque fori, fatto con la canna di bambù.

Atecocolli: Conchiglia marina il cui suono è simile al fischio della nave.

Chicahuaxtli: Tronco di bambù cavo che contiene sassolini che richiamano il suono delle gocce di pioggia, anche conosciuto come bastone della pioggia.

Acocotl: Strumento a fiato tipo trompeta, costituito da una lunga zucca essicata.

Ocarinas: Piccoli strumenti a fiato in terracotta che imitano i suoni i della natura (vento, acqua, ecc) e degli animali (aquila, uccelli vari, ecc).

Macpalhuehuetl: Tamburo a mano con pelle di cervo.

Teponaxtli: Strumento in cui le lamine, poste lateralmente, possono far ottenere due differenti tonalità è soprattutto all'eseguire di un pezzo il suo suono risulta molto particolare.  

Ayacaxtli: Sognali fatti con delle zucche di diverse misure o anche con dei semi attaccati con una corda attorno a un legno.

Ayoyoltes o Coyoltin: Sono delle cavigliere in pelle e con dei semi dello stesso nome che con delle biglie all' interno producono dei suoni ogni volta che viene fatto un movimento con i piedi. Questi strumenti vengono usati ancora oggi nelle cerimonie della tradizione di origine Azteca-Mexica, i suoi peculiare suoni imitano la natura.

 

 

Cosa fanno i nostri bambini durante il laboratorio di musica Precolombiana?

 

Questa domanda viene rivolta molto spesso dai genitori alle insegnanti, e anche per quelle insegnanti che partecipano non è facile raccontare in breve il percorso fatto. Di questo laboratorio, risulta più facile enunciare gli obiettivi, rilevare il grado d’interesse degli alunni e trovare gli aspetti metodologici, piuttosto che tirare le fila di ciò viene fatto concretamente nei diversi incontri.

Questo perché attraverso la osservazione per parte degli insegnanti stessi, ogni incontro sembra non eseguire mai un filo conduttore, ma rende l’idea di essere, ogni volta, una proposta in sé e anche dopo il racconto di quanto viene fatto durante il percorso è quando prende alla vista il suo filo logico e la sua gradualità.

 

Dalla conoscenza del gruppo e degli strumenti musicali, alla percezione di sé e degli altri… con gli altri, all immaginazioni di situazioni fantastiche, sempre ambientate in un contesto naturale… il racconto di storie.

 

Nei primi due incontri i bambini vengono avvicinati alla conoscenza del conduttore e degli strumenti musicali attraverso alcuni giochi e da alcune domande. Ogni incontro viene sempre aperto con una domanda: Noi abbiamo un cuore? Cosa succederebbe se mancasse il sole? Voliamo con la fantasia, oggi? Immaginiamo di essere degli uccelli? Quali sono gli animali che abitano nel bosco? Conoscete la storia del cervo e il cacciatore?

Da ogni domanda e dalle molte risposte  dei bambini viene delineata una situazione e quindi una proposta di gioco.

Dall’ascolto del suono del tamburo, che in realtà è il battito del cuore dello strumento musicale stesso, i bambini vengono invitati ad avere una percezione del proprio battito cardiaco, con la musica e con il movimento del corpo (perché anche il cuore si muove), si fa forte, poi debole, poi, triste, arrabbiato, rilassato e contento. Successivamente, grazie alla sperimentazione diretta del tamburo, il bambino si rende conto che il tamburo con il suo suono può provocare una reazione negli altri, che devono ascoltare e muoversi seguendo il ritmo. Dalla scoperta, poi, che anche il sole nasce e muore e che esso è molto importante per la natura, Il conduttore propone di fare un regalo al sole; che può essere un giocatolo, un disegno, dei fiori, ecc, per poi trasformare il braccio in un arco per creare una tensione, una forza che poi viene scaricata al inviare le frecce con in punta il regalo (dei fiori di diverse colori) verso il sorgere e il tramontare del sole stesso. Successivamente, il “tema” del orientamento  è stato ripreso trasformandoci in uccelli, con piume dei colori brillanti, con un becco arcuato, che occupando tutto lo spazio a disposizione, possono volare verso est e verso ovest.

La storia del cervo e il cacciatore che è costretto a cacciare per vivere, trasforma nuovamente i bambini in cervi e cacciatori ricreando così il momento della caccia.

 Nel gioco, però, il cacciatore non uccide il cervo, ma lo invita  a casa sua a giocare, così la caccia diviene in un metodo per trovare a un amico, perché per trovare a un vero amico anche si fa fatica.

L’uomo per vivere non può solo cacciare, deve anche coltivare la terra e la semina diventa un’occasione di danza per tutti.

  Il laboratorio si conclude con una “lezione aperta ai genitori” dove il conduttore del laboratorio, che è un musicista e un danzatore della tradizione azteca, presenta la danza del cervo con canti, musiche e il costume fatto con pelli animali e piume colorate, una rappresentazione condivisa con i piccoli alunni, di una cerimonia tradizionale della cultura Azteca-Mexica in cui il conduttore del laboratorio si presenta vestito non alla maniera di come stano abituati gli alunni a vederlo.

 

Gli aspetti metodologici.

 Gli orientamenti 1991 affermano: “un approccio intenzionale e programmato alle finalità e allo sviluppo dei campi di esperienza proprio per scuola materna richiede un’organizzazione didattica intesa come predisposizione di un accogliente e motivante ambiente di vita…”.

Al termine ambiente viene attribuito un significato ampio; esso non è solo lo spazio fisico, ma anche tutto il sistema di relazione e conoscenze  che si creano al interno all’interno della scuola.

Quando si parla di spazio, in riferimento ad un bambino, si dovrebbe  sempre evidenziare che si sta parlando di uno spazio vissuto emotivamente, diversamente dall’adulto che lo vive in termini essenzialmente geometrici. Ciò significa che per il bambino non esiste un’organizzazione o un uso dello spazio di carattere neutro o non significativo rispetto alla sua esperienza, ma che anzi vi è una forte correlazione tra ciò che lo circonda e il suo vissuto.

Per questo motivo è necessario che lo spazio non si costituisca come fonte di disagio, ma che risponda ad una serie di criteri che lo rendano:

 

-         rassicurante sul piano emotivo

-         esteticamente curato

-         ricco di relazione

-         stimolante al livello cognitivo con riferimenti al proprio lavoro.

 

Il laboratorio si svolge preferibilmente nella palestra o nei saloni della scuola, in spazi, che i bambini conoscono molto bene e che, nella maggior parte di essi suscitano vissuti positivi e di divertimento perché i saloni sono i luoghi della socializzazione e del gioco libero.

La presenza di una o due insegnanti durante lo svolgimento del laboratorio permette, poi, ai bambini di ritrovare dei rassicuranti punti di riferimento.

 La luminosità e la grandezza degli spazi sono altri due punti a favore dell’ambiente in cui si svolge l’attività, ma la presenza dei giochi nei saloni, seppur accantonati è a volte, possono risultare motivo di distrazione, soprattutto per quei bambini che già hanno difficoltà di attenzione. Se devono evitare altri tipi di situazioni come il passaggio delle persone o delle collaboratrici scolastiche, il suono del campanello che rappresentano spesso un ulteriore motivo di disturbo allo svolgimento delle attività.

 

Importante risolta che nel salone siano appesi dei cartelloni con alcune fotografie e disegni delle attività, con lo scopo di identificare il salone come lo spazio del “laboratorio di musica e movimento”. Questa identificazione deve risultare molto incisiva per i bambini a causa di due motivi:

   

1.       Il laboratorio si deve cercare di svolgere nello stesso salone, e cercare che la musica non disturbi troppo le sezioni vicine; 

 

2.     Gli elementi che possono identificare il salone come lo spazio del laboratorio

devono essere messi in un luogo ben visibile e vicino dal punto in cui si svolge solitamente le attività dei diversi gruppi. 

 

Sempre facendo riferimento all’ambiente, gli Orientamenti affermano che esso deve essere motivante. In questo caso l’attenzione si sposta sulle attività che vengono svolte, sulla loro varietà, sul clima di curiosità, di apertura al nuovo, sulla disponibilità di esprimersi, di essere ascoltati e di collaborare. Questi aspetti si ritrovano nel laboratorio e si aggiunge che il clima di curiosità nei confronti di questa esperienza e l’apertura ad una realtà culturale lontana e diversa, viene alimentata non soltanto dai racconti delle insegnanti su ciò che i bambini coinvolti faranno o vedranno, ma anche da un lavoro parallelo sulle persone diverse, sugli indiani e sui loro modo di vita, condotto in sezione già dall’inizio dell’anno scolastico.

Solo dopo la premessa sulle caratteristiche dell’ambiente, gli Orientamenti analizzano gli aspetti metodologici specifici. Questa proposta ha adottato una metodologia basata:

-         sull’accoglienza, Il conduttore accompagna l’ingresso e la l’uscita dei bambini

al laboratorio con la musica ed un abbraccio stretto apre e chiude le attività;

-         sul gioco, perché il momento ludico rappresenta la via privilegiata

all’apprendimento e favorisce rapporti attivi e creativi sul piano relazionale

e cognitivo permettendo di trasformare la realtà secondo le proprie esigenze interiori; 

-         sulla vita di relazione, per far emergere i bisogni, le conoscenze,

l’accettazione e la cooperazione;

-         sulla disponibilità all’ascolto, delle esperienze dei bambini e delle loro

emozioni. Durante il lavoro si mete l’attenzione sulla capacità di saper esprimere le proprie emozioni ed i propri desideri: cosa hai sognato? cosa hai provato? Che emozioni ti da il suono del tamburo?

           -   sulla mediazione delle attività, dall’esperienza e dalla conoscenza del

bambino, all’attività di gruppo, alla rappresentazione grafica o corporea

dell’esperienza stessa;

-         sull’uso di più mediatori didattici: iconici (i disegni), verbali, per ricordare

ciò che viene fatto  o per raccontare, attivi (il movimento, la sperimentazione degli strumenti);

-         sull’osservazione.

Il ruolo delle educatrici.

 

Risulta interessante il analizzare il ruolo che le insegnanti coprono durante il laboratorio, che al essere condotto da un’altra persona li esonera un po’ dal compito di predisporre lo spazio fisico e sociale e di condurre le attività.

Al essere un po’ sollevate dall’impegno di gestire un gruppo si possono calare nel ruolo di spettatrici, capaci di condividere con i bambini  delle attività e dei momenti piacevoli. La loro presenza non viene definita in termini di passività, perché possono osservare i comportamenti dei loro alunni in situazioni nuove, alla presenza di una persona strana e coinvolti in attività insolite.

Il comportamento di alcuni bambini, considerati solitamente timidi e impacciati a livello motorio, che nella maggior parte delle volte anziché rifiutarsi di essere coinvolti, partecipano con entusiasmo e con grande libertà. Queste osservazione devono essere riferite ai genitori, che per esperienze mie sonno state accolte positivamente, perché vengono interpretate come un segnale di cambiamento da parte del proprio bambino.

Quando l’osservazione della insegnante viene indirizzata oltre che sui bambini anche sull’altra insegnante, per scoprire delle modalità relazionali nuove e diverse.

La presenza di una persona strana, una figura maschile e l’ascolto di suoni forti, come il tamburo, creano comunque qualche difficoltà ai bambini più insicuri e in questi casi saranno loro a intervenire a sostegno del bambino, sia verbalmente che a livello di vicinanza fisica.

Quando la capacità dei bambini diminuisce a conseguenza degli stimoli ambientali (il campanello che suona, persone che devono attraversare, ecc.) che intervengono come fattore di distrazione, se vedrà la maniera  di riportare l’attenzione del bambino sul gruppo stimolandolo nell’attività.

Il fatto di partecipare in qualità di osservatrici al laboratorio permette di riflettere  su alcuni aspetti sia di carattere organizzativo, educativo, e didattico che non si devono lasciare sfuggire in quel momento in cui non sono impegnate nell’organizzare e gestire un gruppo e le sue relazioni.

Ritengo importante la presenza di almeno due insegnanti in ogni gruppo,(una per sezione), per poter osservare i bambini in situazioni ed in attività diverse da quelle del gruppo classe, per riprendere, poi, un lavoro di rielaborazione in sezione. 

 

Rapporti scuola-famiglia.

 

Le esperienze precedenti in altri stati europei, assieme a la consapevolezza di proporre ai bambini e alle scuole italiane un laboratorio nuovo e diverso rispetto a quelli tradizionalmente conosciuti, inducono a chiedere un incontro con le famiglie. Le scuole sempre soddisfano la richiesta favorendo l’incontro delle due parti, per promuovere  la conoscenza  del percorso e del progetto con la finalità importante, secondo me che in questo modo le famiglie possono aiutare a il bambino a rielaborare meglio i messaggi e gli stimoli del laboratorio stesso.

Viene subito mezzo in evidenza, che i bambini riportano a casa il vissuto dell’esperienza, arricchita, però, di domande…  La presentazione delle linee generali del progetto e degli argomenti trattati permettono ai genitori presenti di capire il senso delle domande poste dai loro bambini,  “ecco perché mi chiede dove nasce il sole!”.

In quest’incontro si coglie l’occasione  per fare ai genitori ricoprire non solo il ruolo di ascoltatori, ma vengono invitati a conoscere, sperimentare in prima persona i diversi strumenti e i loro suoni. La conversazione, inoltre, può andare al di là de la esperienza scolastica dei bambini, in cui si può prendere il discorso generale di dove prende vita questo programma, proprio della cultura messicana.

Risulta rilevante che le famiglie esprimano il loro giudizio su questo incontro agli insegnanti di riferimento.

 

Osservazioni.

La esperienza vissuta in diversi istituti in cui il laboratorio è stato svolto afferma, segna e rappresenta per la scuola e per i bambini un’esperienza nuova sia per i contenuti, sia per le modalità con cui è viene condotta,  per la presenza del conduttore, che ha un aspetto fisico, per la pelle, abbigliamento e lingua, diverso dal conduttore italiano. Interessante sottolineare questo aspetto di diversità “fisica” perché per i bambini questa differenza viene accolta immediatamente, rimangono un po’ affascinati e nello stesso tempo con questa carta (lo straniero che ha un colore della pelle e modalità diversa…;) che viene utilizzata per gli insegnanti per aiutare ai bambini ad accettare gli alunni stranieri.

 Si verifica in diverse occasioni che nelle sezione dove vengono inseriti dei bambini stranieri il gruppi di classe fanno un po’ di fatica ad accettare ed integrare. Questa figura che in un primo momento appare strana può rappresentare, (come è accaduto in diversi plessi) in un certo senso, un aggancio concreto al tema della diversità e un rapporto con lo “straniero” di minore diffidenza.

Dal punto di vista relazionale l’aspetto interessante è di sapere rispettare i tempi del bambino, soprattutto del bambino diffidente o che non vuole partecipare nella attività. Questi bambini non vengono mai allontanati dal gruppo, ma vengono, al contrario, coinvolti “a distanza” fino a che spontaneamente, decidono lentamente di partecipare. Questa è una modalità che viene poche volte attuata nella scuole, eppure tutti i libri di pedagogia e persino i programmi ministeriali la suggeriscono.

I bambini partecipano con interesse e con entusiasmo alle proposte del laboratorio e il coinvolgimento viene maggiore  nei momenti in cui la musica diventa protagonista accompagnando i giochi e i movimenti degli alunni.

 

Fondamenti teorici.

Gli orientamenti 1991 per la scuola materna presentano un’immagine del bambino e della scuola molto diversa da quella delineata dai vecchi orientamenti del 1969. Ciò perché le ricerche più significative sullo sviluppo nelle prime fasi dell’età evolutiva, sul modo di pensare e agire del bambino, elaborarono, nel corso degli anni ‘70/’90, delle teorie che offrivano un quadro teorico e scientifico di riferimento molto diverso  e del quale bisognava tenerne conto anche sul piano pedagogico e didattico.

 Nel frattempo risultava chiaro che anche la realtà in cui un bambino era inserito  era profondamente cambiata per effetto dello sviluppo tecnologico e per una pluralità di comportamenti e valori. Anche la famiglia registrava un significativo mutamento a causa del calo delle nascite, delle separazioni fra i coniugi e di altri fenomeni destabilizzanti. Tutti questi fattori di carattere culturale, sociale e strutturale vennero pressi attentamente in esame dagli Orientamenti ’91 che finirono per arricchire sotto il profilo culturale e pedagogico la scuola materna, alla quale spetta, ora, il compito di formare la personalità del bambino in ordine a tre grandi obiettivi educativi: l’identità, l’autonomia e la competenza del bambino. Al bambino, visto come soggetto attivo, competente, lettore e costruttore della realtà e che ha il bisogno di autorealizzarsi, la scuola deve offrire esperienze significative capaci, però, di innestarsi su quelle conoscenze, ricordi ed emozioni che il bambino ha elaborato e vissuto nel suo contesto sociale, culturale e famigliare. Negli Orientamenti ’91 la parola chiave è esperienza e non a caso le attività vengono collocate all’interno di ”campi di esperienza”, intesi come ambiti del fare e dell’agire, nei quali il bambino sviluppa l’apprendimento perché l’esperienza, è il fondamento del suo modo di conoscere. Ogni campo di esperienza prevede degli obiettivi, dei percorsi metodologici, dei possibili indicatori di verifica e offre una pluralità di sollecitazioni e opportunità.

 La rilettura di alcuni campi di esperienza permette di ritrovare, così, oltre alla filosofia antica messicana, i fondamenti teorici del laboratorio “Giochiamo con il movimento e i suoni della natura”.

 Il laboratorio coinvolge molto i bambini sul piano della corporeità e della motricità e non a caso gli Orientamenti pongono come primo campo di esperienza “IL CORPO E IL MOVIMENTO”, poiché la fisicità rappresenta per il bambino il primo oggetto di scoperta e il principale strumento di sviluppo. Il corpo viene inteso come una delle espressioni della personalità, come il fondamento e il punto di partenza per tutte le esperienze; dal tono muscolare per la comunicazione- relazione, alla discriminazione percettiva, attraverso i sensi, per l’elaborazione delle informazioni; agli schemi motori per una crescita cognitiva. E sottintesa, qui una visione olistica del bambino, coinvolto nell’esperienza educativa con corpo, mente ed emozioni.

 Il laboratorio pone tra i suoi obiettivi specifici quello di “stimolare, attraverso il gruppo, lo sviluppo del linguaggio verbale e non…”.

 Dai 3 a 6 anni vi è la massima  predisposizione all’apprendimento della lingua verbale e sempre in questa fascia d’età il bambino si rivela essere un costruttore di teorie, attivo e competente, con un bagaglio linguistico già molto vario.

Il campo di esperienza “I DISCORSI E LE PAROLE” pone questi presupposti, ma sottolinea l’importanza della comunicazione non solo a livello di contenuto o di elaborazione, ma anche a livello di relazione. Ecco, perciò, la lingua si acquisisce all’interno di contesti comunicativi in cui si apprendono sia gli aspetti formali del linguaggio (contenuti), sia dove il bambino impara ad interpretare correttamente i significati di relazione ed ad usare il linguaggio per una buona relazione con gli altri. Un ultimo aspetto importante da sottolineare, messo in rilievi anche dagli studiosi del linguaggio, è che lo sviluppo del proprio linguaggio che promuove parallelamente lo sviluppo del pensiero e del ragionamento.

Non è possibile tralasciare, poi, collegamento tra il laboratorio in esame e un altro campo di esperienza “MESSAGGI, FORME, MEDIA, relativo all’espressività  e allo sviluppo della creatività, attraverso un uso corretto  e consapevole dei linguaggi corporei, sonori, visuali. Il campo prende in considerazioni diversi tipi di attività; da quelle drammatico- teatrali a quelle sonoro- musicali a quelle grafico pittoriche-    plastiche.

Il laboratorio è strutturato su questi tre tipi di attività.

Per le attività  drammatico- teatrali, vengono, per esempio , organizzate delle situazioni ludiche finalizzate allo sviluppo di processi di identificazioni e proiezioni, e viene messo nel gioco dei cacciatori- cervi.

Gli Orientamenti invitano gli insegnamenti a organizzare delle situazioni ludiche in cui un bambino possa conoscere la propria realtà sonora.

 Il laboratorio, ponendosi in una prospettiva interculturale, amplia la proposta sensibilizzando i bambini verso una componente sonoro- musicale di un popolo lontano.

Il conduttore del laboratorio deve spesso mettere l’attenzione sulla capacità di saper esprimere nel gioco e attraverso una pluralità di linguaggi, da quello verbale alla mimica facciale, all’utilizzo di suoni vocali o strumentali, le proprie emozioni ed i propri desideri.

Questa finalità viene ritrovata anche nel campo di esperienza “IL Sé E IL ALTRO” che sottolinea lo stretto connubio che esiste tra “identità e alterità”, anzi in esso si evidenzia come le alterazioni sociali siano fondamentali, fin dalla nascita, nella costruzione del sé avviene, infatti, grazie ad un processo di elaborazione interpersonale delle reciproche attese tra il bambino e gli altri.

Laboratorio  interattivo attraverso la

musica Azteca-Mexica per persone disabile.

“In Yolohtli in eztli”

IL CUORE, IL SANGUE, QUALCOSA A PREZZO DELLA VITA.

Intraprendere un percorso per una vita più indipendente non risolta facile per le persone dette normale, e così, della stesa maniera neanche per le persone disabile perché gestire le proprie personalità è uno degli l’impegni che ha come obiettivo il lasciare una traccia. Per una persona disabile mentale risolta l’importante sentire quanto bello è essere adulto, consapevole di potere essere autonomo, coniugare che “Si è autonomo solo quando si e consapevole”, abbiamo degli esempi do autonomia automatica de tipo ordinare il chiudere la porta, lavate i denti, fai questo, fai quel altro. Autonomia è essere consapevole, e questa consapevolezza vuol dire poter riflettere, la coscienza di chi sono, cosa voglio, decidere, la scelta di innamorarsi e osservare agli altri che s'innamorano. L’autonomia o l’itinerario d'autonomia come cucinare, saper spostarsi, vestirsi, ecc; questi sono le circostanze, in realtà la consapevolezza più potente, risiede en la scelta di uscire, il desiderio di cucinare per qualcuno che mi piace, a qualcuno a qui io voglio bene, avere il senso di gioia al sapere che mi stano cucinando a me, questi piccoli esempi che tante volte vengono pressi senza molta importanza, fare la passeggiata, far la spesa pulire la casa, ecc. sono tutti dei dettagli che veramente in profondo hanno la forza della consapevolezza, un gran complemento per avere un'identità, un buon ricordo rimasto nella mente, valutare come fare il meglio di me vedendo all’altro, è con l’altro, è che significa effettivamente avere la consapevolezza di vivere, avere il piacere di esistere perché è uno degli obiettivi che si devono apportare anche ai giovani, non solo le persone con disabilita passano delle crisi, della stesa maniera tutte le persone che ci diciamo normali e che abbiamo paura di vivere la nostra esistenza attraverso l’emozione. Nel momento che si parla dei problemi giovanili osserviamo delle situazioni simili, sapere quanto stia accadendo nell’intorno e che tutto ciò e fatto da qualcuno, decidere di come vogliamo le cose, sapere che noi possiamo entrare nella decisione in maniera consapevole per reagire. Sembrano situazioni di poca importanza, a queste persone che li sono stati portati alle cose belle, a leggere, a scrivere, a fare i conti, ecc. Per i ragazzi che hanno disabilita mentale tutti questi obiettivi nominati prima  diventano più interessanti, quando loro vedono una finalità, sapere leggere e scrivere, fare le divisione e la finalità per un insegnante, la motivazione  per scrivere a un mio caro amico, e leggere una lettera di qualcuno che mi vuole bene, è quando leggere e scrivere entrano in un livello di grandi emozioni, così come il desiderio, il potere, il piacere, ecc.

Uno degli obiettivi primordiali è aiutarci ed aiutarli a costruire una personalità, condividendo il confronto con gli altri, per cosi riuscire a lasciare un'impronta negli altri con la nostra memoria storica, la mia impronta che lascio nella memoria degli altri, una traccia indelebile.

 

Riflettere sull'uso degli strumenti musicali, questo comporta a una serie d'azione d'attività, d'abilità, e di competenze che è opportuno che loro acquisissero, per suonare e necessario scegliere uno strumento per poi  osservare e provare una serie di strumenti scartando tutti quei che potrebbero essere non appropriati ai punti che si vogliono raggiungere, una volta decisa che strumento suonare e per che ci si vuole suonare la scelta del suono diviene più selettiva, meticolosa, si passa a come suonare, molto adagio per sentir un particolare stato d'emozione rilassante, con tutti assieme perché il confronto sembra molto significativo, camminando al ritmo del tamburo, saltando, sempre sulla ricerca d'effetti, che deve provocare ai ragazzi il desiderio di ascoltare e diventare protagonisti e complici, il particolare d'ogni attività che sarà una proposta in sé, tutto questo dovrà divenire in una bell'esplorazione fra la musica e il movimento, creare un caos e poi riordinare le sensazioni, classificare la memoria e la propria storia personale.

RISORSE STRUMENTALI

Spazi adeguati per lavorare in gruppo e materiale, si e possibile avere la possibilità per registrare ciò che hanno suonato i ragazzi, a maniera di farli rimanere materiale auditivo. Facilità di spostamento.

ORGANIZZAZIONE

Condurrà il gruppo un operatore, affiancato dalla collaborazione dell'associazione a chi è presentata questa proposta. Per lo svolgimento del progetto sono necessari nove incontri, la durata potrebbe variare, circa un'ora.

MONITORAGGIO E VERIFICA

L’attività sarà curata dal responsabile del progetto in collaborazione con i referenti del progetto stesso.

Il monitoraggio sarà attuato parallelamente allo svolgimento delle attività, mentre la verifica sarà costituita da una relazione finale, ed un incontro finale con la partecipazione dei familiari del gruppo

Il laboratorio sarà condotto da Eleazar Ollinatl Contreras  

--   CURRICULUM VITAE      --

Eleazar Ollinatl Contreras

Città del Messico (Mexico -Tenochtitlan) il 23-08-1969

-- Nel 1993, “Anno internazionale degli indigeni del mondo”, arriva per la  prima volta in Europa con un gruppo di 45 danzatori tradizionali aztechi, è presente all’”Incontro Internazionale dei Popoli Indigeni del Mondo” presso la sede dell’ONU a Vienna. Qui incontra diverse personalità del mondo tra i quali il Dalai Lama e Rigoberta Menchù (Premio Nobel per la Pace 1992).

Durante questa prima permanenza in Europa ha svolto una tourné di danze tradizionali alla presenza della Famiglia Reale d’Olanda, del Papa e dei presidenti municipali di Copenhagen, Amsterdam, Londra, Berlino, Francoforte, Lichtenstain.

--1994 porta le danze e i canti in diverse provincie del Messico, conoscendo e condividendo diverse realtà etniche messicane.

--1995 Si presenta per un periodo di 4 mesi a conferenze e dibattiti sulle culture precolombiane nel Museo Nacional de Antropologia-Città del Messico.

--Dal 1996 al 1999 propone e sostiene il programma scolastico”Kulturel Pedagogisch Enwiklung Hilfe” all’interno di circa 550 scuole, materne, elementare e medie, nelle regioni di Turingia,Westfalia, Renania,Assian e Bavaria in Germania.

--Nel 1998 partecipa agli spettacoli culturali di musica azteca al Club “Europa ’92 Pavarotti International”, al Teatro Juvra di Torino e al Teatro San Fedele di Milano. Inoltre incontra dei monaci Tibetani a Francoforte in occasione del “ Museum Main ufa Fest” proponendo danze e musica.

--Nel 1999 collabora con l’Associazione Osmosis di Torino e partecipa alla Fiera Internazionale del Libro al Lingotto di Torino.

--Nel 2000 interviene ad un concerto di musica etnica collaborando con il percussionista Toni Esposito e al concerto dei Nomadi a Modena; è ospite del programma televisivo di Red Ronny, “Roxy Bar” e di “Help”.

--Sempre nel 2000, lavora con gruppi etnici provenienti da tutto il mondo in occasione del Festival “Lo spirito del Pianeta” a Brembate Sopra (BG): Aborigeni (Australia), Celti (Irlanda), Cosacchi (Kazaghistan), Wodabe (Africa), Apache (Nord America).

--Nel 2000-2001 inizia il progetto di Musicoterapia integrativa nella scuola materna di Bettola continuativo fino al 2004 nel Comune di Pozzo d’Adda (MI), e il progetto di “Musica e Psicomotricità” per bambini da 3 a 6 anni con la psicomotricista M. Beghelli e con la collaborazione dell’Associazione “Lo Scarabocchio” di Vaprio d’Adda (MI).

 -- Nel 2001-2004  Nasce l’Associazione culturale “El Mitote” (l’incontro) legalmente costituita e con la quale presenta diversi itinerari educativi attraverso un’offerta formativa inserita nelle tematiche dell’educazione alla multiculturalità con obiettivi di integrazione e supporto all’azione didattica, e nel risalto dei nuovi orientamenti nel campo d’esperienza. Il fulcro dell’offerta sono l’antica musica messicana e gli strumenti Aztechi come mezzo di espressione –relazione all’interno di scuole materne, elementari, medie inferiore e in spazi-gioco comunali e strutture per portatori di handycaps.

                                   Programmi educativi:

     “Musicoterapia integrativa”         -portatori handycap per tutte le fascia di età.

     “Musicoterapia e Psicomotricità”           -bambini di tre a undici anni

         “Giochiamo con il movimento e i suoni della natura” –Sc. materna

    “In pipillo in coconeyo” ( cose da bimbi)     -Spazio-gioco

    “In xochitl in kuikatl” (fiore e canto)  -Sc. Elementare e media

         “Musica interattiva”

    “ Tiahui !!  a esplorare la musica e il movimento”  -Sc. elementare

    “ Ne nican ca…  ho qualcosa da esprimere”    - Sc. Media

    “”il canto del huehuetl”     -Sc. media

Gli itinerari educativi e didattici sono stati condotti all’interno dei diversi Istituti comprensivi fra i qualli:

    ” A. Diaz” di Vaprio d’Adda (MI)   www.tes.mi.it/diaz

    “ A.Diaz “ di  Meda ( MI )

    “ Faloppio “ di  Faloppio  ( CO )

    “ Basiano “  di  Busnago e Masate  ( MI ).  http//digilander.iol.it/icbasiano 

   “ Vertemate”  (CO)

   “Figino Serenza” Cermenate (CO)

   “Birone di Giussano” (MI)

  “Vergiate”  Corgeno. (VA)

  “Vernasca” Piasco. (CN)

  “Scuola media G. Santini” Noventa Padovana (PD)

  “Sn Pietro Martire” di Meda. (MI)

Oltre alle partecipazione nel ambito scolastico svolge dei seminari per adulti, convegni e manifestazioni diverse al riguardo del contesto culturale e condivide le attività con diversi gruppi ed associazioni culturali internazionali.  

 

Ollinatl Eleazar Contreras  tel: 3386095062                                       e-mai  elmitote_yei@yahoo.it