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inserito 03 Aprile 2008

aggiornato il 03 aprile 2008

No al packaging, nei supermercati è boom di acquisti
Il Piemonte per primo ha sovvenzionato il progetto

Dal latte fresco ai detersivi prodotti sfusi per la eco-spesa

di CATERINA PASOLINI  www.repubblica.it

ROMA - Comprare sfuso, un po' per volta, senza esagerare, senza sprecare. Come si faceva con le vecchie nazionali senza filtro. O il litro di latte nella bottiglia che ti portavi da casa. Come una volta, quando la miseria ti faceva contare i grammi ad uno ad uno. Solo che oggi lo si fa anche per l'ambiente, non solo per la crisi economica che torna a farsi sentire. E così riecco gli italiani alle prese con un modo di fare la spesa che avevano dimenticato o che i più giovani non avevano mai conosciuto: pasta, riso o caffè comprati seguendo al dettaglio la voglia, la fame, i soldi in tasca. Detersivi, vino e latte fresco venduti rigorosamente alla spina. Sempre di più e sempre più spesso si acquista così. Usando poi contenitori biodegradabili o riciclabili, usati e portati da casa. Senza pacchi o confezioni magari ammiccanti, seducenti ma a perdere.

E' intrecciata di modernità e d'antico la ricetta per vincere la guerra all'immondizia, per non finire travolti dalle 31 milioni di tonnellate di spazzatura che ogni anno l'Italia produce, di cui ben 12 sono solo di imballaggi. Di scatole, flaconi, pacchi, bottiglie di plastica che nel sacco della spesa rappresentano il 5% del peso ma nella nostra pattumiera occupano il 50% dello spazio.

Così tra crisi economica e voglia di ecologia, cambiano i consumi. La rivoluzione sfusa è partita dal Piemonte, prima regione nel 2006 a sovvenzionare un progetto con la vendita alla spina dei detersivi, e goccia a goccia dilaga. Si moltiplicano i prodotti in listino e nei supermercati si creano zone riservate. Tecnologiche, futuribili. Come gli Ecopoint della Crai dove da una sorta di organo a canne trasparenti premendo una leva scendono a scelta caffè, pasta, riso, cereali, legumi e spezie o caramelle nella quantità desiderata. Merce, spesso di marca, rigorosamente raccolta in sacchetti biodegradabili, trasportata su carrelli riciclati.

Conviene, si risparmia, e si inquina meno. "Senza la tradizionale confezione la merce va a prezzi inferiori dal 20 al 70%", assicurano i responsabili Crai. Dodici per ora i punti vendita "ecologici", il prossimo aprirà in provincia di Napoli: 750mila le confezioni risparmiate con questo sistema in un anno mentre la vendita dei cibi sfusi è cresciuta del 10%.

La civiltà dei rifiuti, i rifiuti della civiltà, ha scritto e raccontato l'economista Guido Viale. Che consiglia: "L'unica ricetta per vincere è diminuire gli imballaggi, è dimenticare l'usa e getta, è puntare sul riciclo dei contenitori se si pensa che nella nostra pattumiera il 50% dello spazio è preso dalle confezioni". Oggetti di plastica che ci mettono mille anni ad essere "assorbiti" dalla natura.

Il Piemonte ha risposto in concreto e per primo con le catene della grande distribuzione, da Coop ad Auchan e Crai, nel 2006 ha messo in piedi, realizzato dall'associazione Ecologos, il progetto detersivi self service che ha fatto risparmiare nella sola regione più di centomila flaconi. In altre parole significa non aver usato 6,11 tonnellate di plastica per le confezioni e 3,41 tonnellate di cartone per l'imballaggio. Il meccanismo è semplice: il consumatore acquista il flacone una sola volta al prezzo di 50 centesimi e si rifornisce con quello ogni volta che ne ha bisogno, si incolla il tagliando di acquisto e paga alla cassa. Una strada seguita, tanto che i detersivi alla spina ora si trovano da Torino alla Sardegna passando per Firenze perché, come dicono alla Coop di Ponte a Greve, "costano meno, e in poco tempo sono diventati da noi il prodotto più scelto con 40mila litri in un anno".

E se la vendita di prodotti liquidi per la pulizia la richiesta cresce del 20% all'anno, più difficile quella dei generi alimentari come il latte crudo. In Italia sono 600 i distributori automatici, 360 in Lombardia. Copiati da quelli esistenti in Svizzera e Austria, sono nella maggior parte dei casi sistemati all'esterno delle aziende agricole ma anche davanti ai supermercati e vendono dai 70 ai 200 litri al giorno. Mentre a Roma c'è chi gira per i mercati col furgone: appuntamenti fissi, quotidiani per chi arriva come un tempo con la bottiglia vuota.

Perché cambia il modo di comprare?. "Nella vendita dei prodotti sfusi la spinta economica è sicuramente il motivo più forte anche se forse c'è anche il fascino della nostalgia, di quando si comprava con i vuoti a rendere, quel tanto che si voleva", dice Vanni Codeluppi, sociologo dei consumi all'università di Modena e Reggio che ricorda come la pubblicità dei prodotti punti spesso al "buon tempo andato" tra detersivi alla cenere e spuma di campagna. Con gli anni il consumatore italiano si è fatto furbo, racconta il professore, non si fa più sedurre coma una volta solo dalle marche. "Per questo credo che funzionino i prodotti sfusi. anche perché le grandi catene distributive diventano garanti della merce anche se non è del brand famoso o pubblicizzato".


(29 febbraio 2008)

 


 

 

18/06/2005

A Ulzio il primo EcoPoint CRAI, quale prima applicazione del Progetto Distribuzione Compatibile di Planet Lite Economy Foundatlon. Lo ospita il Supermercato CRAI del Centro Commerciale Le Baite

Il 18 Giugno presso I Supermercato CRAI del Centro Commerciale Le Baite di Ulzio, di Maurizio Rota, socio Codè CRAI Ovest, ha preso vita il primo EcoPoint CRAI, che propone un nuovo modo di fare la spesa nel rispetto dell'ambiente. La novità dell'EcoPoint consiste nella possibilità di acquistare sfusi prodotti che oggi esistono solo confezionati, quali caffè, cereali, pasta, riso, caramelle, legumi, spezie, frutta secca, andando così a ridurre l'impatto ambientale, generato oggi in Italia da circa 11 milioni di tonnellate di imballaggi, destinate in gran parte a trasformarsi in rifiuti. L'EcoPoint CRAI è la prima applicazione del progetto Distribuzione Compatibile, studiato da Planet Lite Economy Foundation, che riconosce il ruolo fondamentale della distribuzione nella diffusione di un atteggiamento eco-compatibile, attraverso l'applicazione di metodi che riducano gli sprechi energetici e materiali. Presentato allo SMAU 2004 quale progetto, l'EcoPoint è stato premiato al Sodalitas Social Award per l'innovazione di prodotto o servizio socialmente e ambientalmente rilevante.

Ma l'enorme giocattolo di Ulzio, lungo 5 metri e alto 3, carico di leve che erogano a vista multiformi e variopinte prelibatezze, porta con sè altre valenze. AI di là del puro aspetto ludico, permette al consumatore di acquistare solo la quantità desiderata, utilizzando per il trasporto sacchetti di materiale compostabile, che possono essere utilizzati successivamente o smaltiti senza impatto ambientale. Si ottiene così una riduzione degli sprechi e del packaging, che si traduce in un risparmio energetico ed economico anche per il consumatore; privata infatti della "tradizionale confezione a perdere", la merce può costare fra il 10 e il 20% di meno. Vicino all'idea della più antica bottega dello speziale, l'EcoPoint si basa su contenuti tecnologici di avanguardia e altamente innovativi.
Gli erogatori, realizzati a iniezione in policarbonato trasparente, sono idonei al contatto con alimenti, inalterabili nel tempo, molto solidi e resistenti ai raggi UVA, B che consente il prolungamento di fragranza e freschezza. La posizione strategica di Ulzio, che per le Olimpiadi 2006 diverrà crocevia e tappa obbligata, consente al punto vendita Rota de Le Baite di sensibilizzare migliaia e migliaia di consumatori e di divenire capofila degli albi 11 EcoPoint previsti in inserimento nel 2005 dalla Centrale CRAl lungo tutto lo stivale.

E' questo un importante punto di arrivo per Planet Life Economy Foundation, una Onlus nata nel 2003 costituita da manager, imprenditori e professionisti con capacità decisionale nel mondo industriale, dei servizi e della comunicazione. Obiettivo della fondazione è favorire l'evoluzione della compatibilità fra ambiente, società e mercato, agendo direttamente sulla catena del valore delle imprese

 

Un progetto innovativo di Planet Life Economy Foundation

LA DISTRIBUZIONE COMPATIBILE

IL RUOLO ATTIVO DELLA DISTRIBUZIONE PER MIGLIORARE L'ATTEGGIAMENTO ECO-COMPATIBILE DEI FORNITORI E DEI CONSUMATORI

IL RUOLO DELLA DISTRIBUZIONE

Questo documento è un estratto del progetto Distribuzione Compatibile di Planet Life Economy Foundation. La Distribuzione Compatibile punta ad esaminare il ruolo che la GDO può assumere nel promuovere attivamente una maggiore compatibilità ambientale nei processi di produzione e consumo. E’ un progetto già avviato e concretamente applicato da CRAI, prima catena distributiva aderente al progetto.

CONTENUTO

Come trasformare la consapevolezza ambientale in una scelta d’acquisto reale? A questa domanda risponde l’iniziativa Distribuzione Compatibile, progetto che cerca di tradurre in processi concreti di mercato i principi dello sviluppo sostenibile e che sottolinea il significativo e fondamentale ruolo della distribuzione per migliorare l’atteggiamento eco-compatibile dei consumatori.


La Distribuzione Compatibile nasce dalla consapevolezza che la questione ambientale ha assunto negli anni una crescente criticità, tanto da diventare una delle più importanti preoccupazioni a livello istituzionale, sociale ed economico. Tutti gli attori del sistema economico sono chiamati a dare il loro contributo per la tutela ambientale. Ogni anno vengono prodotte circa 11 milioni di tonnellate di imballaggi, destinate in gran parte a trasformarsi in rifiuti: la distribuzione deve impegnarsi nella ricerca di soluzioni innovative per ridurre le confezioni e attivare efficienti circuiti di ri-uso, recupero e riciclo. Si pensi allo sviluppo di nuovi materiali leggeri, all’impiego delle confezioni ricaricabili, all’utilizzo di materiali riciclati e, infine, all’eliminazione delle confezioni attraverso l’acquisto sfuso (in bulk) di prodotti fino ad oggi disponibili solo già confezionati. La distribuzione, per la rilevanza che ha nel sistema produzione – consumo, è chiamato a rivedere il suo intero processo di creazione di valore sotto una prospettiva di piena compatibilità.
 

A CHI SI RIVOLGE

La Distribuzione Compatibile è un progetto che coinvolge la produzione - realizzando prodotti “compatibili” sia in versione “bulk” sia con imballaggi interamente riciclabili e biodegradabili - la distribuzione - rivedendo in una logica di sostenibilità i sistemi immobiliari, dei trasporti e della logistica, utilizzando strumenti di mescita ed asporto con modalità di “auto dispenser”, selezionando prodotti rigorosamente compatibili, utilizzando processi di comunicazione e marketing corretti e completi - i cittadini - acquistando prodotti di marca o private label a prezzi inferiori con il sistema del dispenser, utilizzando appositi contenitori “rechargeble” oppure prodotti preconfezionati a dosi di servizio predefinite, ma con imballaggi compatibili, affermando nuovi stili di consumo e ritualità di “shopping “ ancora più piacevole ed infine altri Stakeholders - creando le condizioni normative, di comunicazione e di supporto necessarie ad un potente sviluppo dell’intera filiera di mercato.

OBIETTIVI

• Sviluppare concettualmente il progetto Distribuzione Compatibile e la relativa Catena del Valore Compatibile applicata all’intera filiera produzione-distribuzione-consumo-riciclo

• Sviluppare un nuovo “paradigma” di consumo dove tutti gli attori (fornitori, produttori, distributori, consumatori ed istituzioni) acquisiscano una nuova consapevolezza e responsabilità.

• Testare presso più soggetti economici della produzione e distribuzione alcuni prodotti di consumo e formati distributivi il più “compatibili” possibili.

• Misurare il grado di gradimento ed applicabilità del progetto presso tutti gli stackeholders dei vari mercati e nazioni, inclusi i paesi in via di sviluppo, sia a livello di creazione di benessere che di valore aggiunto.

• Adattare il progetto alla curva di esperienza acquisita.

• Estendere progressivamente il progetto a tutti i settori del largo consumo e formati distributivi esistenti.
 

LA PRIMA APPLICAZIONE CONCRETA DEL PROGETTOIl progetto Distribuzione Compatibile trova la sua applicazione pratica negli EcoPoint di CRAI, prima catena distributiva ad aderire al progetto. Negli EcoPoint il consumatore può acquistare sfusi prodotti quali pasta, riso, biscotti, utilizzando per il trasporto confezioni ri-usabili: sacchetti di carta o di plastica compostabile.
Questo sistema distributivo permette di coniugare sostenibilità e competitività, attraverso la riduzione degli imballaggi, minori sprechi di prodotto e maggiore efficienza nella logistica che si traducono in un risparmio energetico ed economico. Il 18 Giugno, presso il Supermercato CRAI del Centro Commerciale Le Baite di Ulzio, di Maurizio Rota, ha preso vita il primo EcoPoint CRAI

 

Crai torna all’antico.
Crai torna all’antico.[…] L’unica differenza con il passato impregnato di aromi delle drogherie è
che il consumatore si serve da solo, da un enorme «dispenser» lungo 5 metri e alto 3, carico di leve
che fanno scendere a vista i diversi prodotti.
Nelle prime dieci settimane Crai, società cooperativa della distribuzione organizzata presente in
Italia con 3mila punti vendita, ha totalizzato 2.700 chili di merce, con l’abbattimento di 12.300
confezioni a perdere, che nell’arco di un anno saliranno a 64mila. I sacchetti messi a disposizione
sono di materiale comportabile, biodegradabile e certificato: possono essere riutilizzati o smaltiti
senza impatto ambientale.
«A guidarci è stata in primo luogo la sensibilità ecologica della cooperativa. Il nostro
amministratore delegato – spiega il direttore commerciale Giuseppe Parolini -, Emanuele Plata, è
socio fondatore della Planet Life Economy Foundation. Abbiamo scelto di ridurre sensibilmente gli
imballi e l’EcoPoint è la soluzione che proponiamo, un nuovo modo di fare la spesa nel rispetto
dell’ambiente». […] Le reazioni della clientela (testate con un questionario) sono positive: a
convincerla è soprattutto l’impatto ambientale, seguito dall’apprezzamento per il «su misura»
(“compro esattamente quanto mi serve”) e dalla convenienza del prezzo.

Fonte: M. Piv., Sole24Ore Trasporti, 26 Settembre 2005, p. 8.


Ritorno al passato.
L’immagine delle antiche botteghe degli speziali, da un lato, e strumenti tecnologici e innovativi,
dall’altro: passato e futuro che si fondono e si traducono in maggiore attenzione per l’ambiente, i
costi e le esigenze dei consumatori. […] L’EcoPoint, prima applicazione del progetto «distribuzione
compatibile», studiato dalla fondazione Plef, Planet Life Economy Foundation (onlus nata nel 2003
con l’obiettivo di favorire l’evoluzione della compatibilità fra ambiente, società e mercato), è ora in
fase sperimentale, ma visti i primi riscontri positivi da parte dei consumatori è possibile che
l’iniziativa sia estesa, a breve, ad altri punti vendita, ad altre insegne della grande distribuzione e ad
altre tipologie di merci.
«È una iniziativa di largo respiro», ha commentato, infatti, a ItaliaOggi, Emanuele Plata, consigliere
delegato Crai e vicepresidente Plef, «e dopo il supermercato di Ulzio crediamo di poterla estendere
a tutti i nostri negozi». […] Mentre per quanto riguarda i prodotti, ha spiegato Plata, al momento
«sono stati contattati i fornitori del capitolato Crai», il che vuol dire che i prodotti di largo consumo
venduti nel “distributore” sono quelli a marchio Crai. «Ma non è escluso», ha annunciato il
consigliere, «di estendere la possibilità anche all’industria di marca». In tal caso, però, c’è
l’esigenza di visibilità del marchio, per questo occorrono soluzioni tecniche, come per esempio
etichette da stampare sui sacchetti. Allo stesso modo, non è escluso, a breve, un allargamento dei
prodotti: non solo pasta e riso, quindi, ma anche latte, cibi per animali, detersivi. La tecnologia alla
base dell’EcoPoint, infatti, permette di estenderne l’uso, dal momento che gli erogatori, realizzati a
iniezione in policarbonato trasparente, sono idonei al contatto con alimenti, inalterabili nel tempo,
molto solidi e resistenti ai raggi Uva.

Fonte: Roxy Tomasicchio, Italia Oggi, 01 luglio 2005, p. 16.


Crai, genuinamente italiano.
I prodotti Crai parlano sempre più italiano. La grande catena di distribuzione, che prevede di
chiudere il conto economico 2005 con un incremento del 5% rispetto all'anno precedente (con un
fatturato alle casse stimato in 2.700 milioni di euro), lancia per i suoi prodotti la formula
«genuinamente italiano». La linea ortofrutta Crai, infatti, è garantita per avere la filiera al 100%
made in Italy. […] «È questa per noi un'offerta», dice Emanuele Plata, consigliere delegato di Crai,
«che è nella logica del gruppo, da tempo impegnato sia sul versante della solidarietà, che dello
sviluppo sostenibile e compatibile. Crai, infatti, ha dato vita all'Ecopoint (la merce sfusa nel rispetto
dell'ambiente), che è la prima applicazione del progetto distribuzione compatibile di Planet life
economy foundation e i risultati sono notevoli, se si pensa che solo un Ecopoint, quello di Oulx,
inaugurato a giugno, progetta di risparmiare in un anno 64 mila confezioni a perdere. Altri cinque
Ecopoint saranno inseriti entro Pasqua, per arrivare a 12 entro fine 2006».

Fonte: Fabio Donfrancesco, Italia Oggi, 17 Dicembre 2005, p.29.


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