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"A che serve
vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)
La "Catena di San Libero" del...
mercoledì 21 dicembre 2005 21.22
Cari lettori,
la strenna che abbiamo scelto quest'anno per gli amici della "Catena"
comprende alcune "vecchie" inchieste - nel file allegato - su mafia e P2.
Vecchie perché uscirono sui Siciliani a metà degli anni Ottanta; ma ancora
purtroppo non prive d'interesse, dal momento che dei protagonisti di queste
storie alcuni sono pervenuti alle massime cariche dello Stato mentre altri,
emarginati in Italia a seguito delle inchieste della stampa antimafiosa e della
Magistratura, si sono poi riciclati a metà Novanta negli Stati Uniti. Dove
adesso collaborano - secondo quanto pubblicato da Business Week e dal WSJ e, in
Italia, solo dalla "Catena" - alla gestione della security aeroportuale per
conto del governo Usa.
* * *
Ci è caro, nel ripubblicare questi articoli, ricordare la forte e cara figura
del professor Giuseppe D'Urso, ingegnere, antimafioso, responsabile per la
Sicilia dell'Istituto Nazionale di Urbanistica e uno degli studiosi a cui più si
deve per l'avanzamento delle conoscenze sul sistema politico-imprenditoriale
mafioso. E' stato lui a individuare per primo in Italia il rapporto strettissimo
fra strutture mafiose e logge deviate della massoneria. E lo sintetizzò in un
termine - "massomafia" - su cui ancora oggi ci sarebbe da meditare.
La maggior parte delle inchieste riprodotte in questo libro, per quanto
firmate solo da me, sono invece in gran parte anche opera sua. Noi ricordiamo
ancora, con orgoglio affettuoso, le serate trascorse per mesi e mesi ad
analizzare punto per punto tutti i trenta volumi della Relazione Anselmi (ormai
introvabili in Italia), l'analisi delle carte processuali, gli scambi
d'informazioni con investigatori e studiosi ai massimi livelli, le discussioni
puntigliosissime per valutare esattamente questo o quel dato, per calibrare al
massimo ogni singola affermazione. Rarissimamente abbiamo avuto l'onore di
conoscere persone in cui in tanto grado si unissero forza civile e acume
intellettuale.
Il professore è morto, in solitudine, il 16 giugno del 1996. Non sono molti a
ricordarsene oggi - non in pubblico, almeno - perché era un personaggio molto
scomodo, non un occasionale entusiasta ma un avversario lucido e pericolosissimo
del potere. Ma a noi oggi è grato, nel momento in cui sottoponiamo ai nostri
amici questi vecchi ma tuttora affilati strumenti di lavoro, dedicare quest'opera
a lui, al compagno Giuseppe D'Urso militante dei Siciliani.
* * *
La "Catena", per sua natura, non gode di alcun sostegno ufficiale o ufficioso
da parte di nessuno. La sua sopravvivenza è affidata unicamente ai sacrifici di
chi la compone e diffonde e alla solidarietà dei lettori. Perciò ci permettiamo
di sollecitare anche quest'ultima, in un momento assai difficile - per noi come
individui: ma carico di speranze per tutto ciò in cui crediamo - che comunque
verrà affrontato senza paura come tutti quelli passati.
Ai nostri lettori, agli amici, a tutti coloro che, qui o altrove, sostengono
le idee umane e civili di queste nostre cronachette l'augurio di un Natale
sereno e di un felice, e coraggioso e utile, anno nuovo.
Riccardo Orioles
20 dicembre 2005 n.
314
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Altro che Mani Pulite. Questa e' piu' grossa. I giudici sono meno
liberi di prima, e i giornali molto meno curiosi. Ma a parte questo,
il film e' lo stesso (con Fiorani che fra dieci anni si protestera'
vittima dei giudici communisti, ma intanto canta come un
fringuello). Che sarebbe successo se la sinistra avesse avuto il
coraggio di appoggiare davvero, dieci anni fa, la Mani Pulite di
allora? Stavolta, invece della P2 classica, il terreno di cultura
sembrerebbe una specie di P2 cattolica (ma oramai chi non e'
"cattolico" nei palazzi?), abbastanza trasversale anche se, al
solito, i Mackie Messer piu' kitsch provengono da destra.
E' ormai vent'anni che in Italia comandano gli imprenditori.
"Impresa" parola magica (mercato, quotato, imprenditore) come una
volta in Russia "socialismo", e piu' o meno per gli stessi motivi.
Quanto ci hai rimesso, tu personalmente, con Tanzi? E ora, con la
Banca d'Italia a Regina Coeli? Cifre che non saprai mai e che vanno
sommate all'inflazione.
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Beni mafiosi. Continua la campagna di Libera per la confisca e la
ridestinazione dei beni mafiosi. Fra questi ultimi, dopo una serie
di terreni, caseggiati, palazzi, negozi, supermercati, fattorie,
alberghi, industrie, pollerie, piantagioni, allevamenti e altre
imprese, l'Ufficio studi dell'associazione fondata da don Ciotti ha
individuato un'intera isola, situata fra Villa San Giovanni e
Pantelleria, che da tempo si trova - in seguito a una serie di
operazioni sia imprenditoriali che strettamente criminali - in
possesso di Cosa Nostra. A questo punto gli esperti di Libera non
hanno avuto dubbi: l'isola dev'essere tolta alla mafia e restituita
ai cittadini. La vicepresidente dell'associazione, una farmacista
palermitana, e' stata incaricata di recuperare l'isola e di
predisporne un piano di riutilizzo a fini socio-occupazionali, con
particolare attenzione per il problema della disoccupazione
giovanile.
L'iniziativa, che ha avuto il benestare della classe IIC
dell'Istituto Tecnico Statale "Pirandello" di Ravanusa, dell'operaio
Labarbera Emanuele dell'Apeds (Industria Prodotti e Derivati
Solfiferi) di Vigata, chiusa da dieci anni, della signora Russo
Maria Rosaria, casalinga di Villabate (PA), e di alcuni milioni di
altri cittadini siciliani, e' attualmente all'attenzione dei
principali esponenti politici nazionali, da tempo impegnati nel
Riscatto del Mezzogiorno e nella Riforma della Politica. Fra essi
spiccano gli onn. Francesco Rutelli ("Ah, ci vorrebbe uno Sciascia
per quest'altra Borsellino!") e Massimo D'Alema ("Non vediamo l'ora
di allearci coi leghisti siciliani di Lombardo").
________________________________________
Locri, Valdisusa, Borsellino, Messina... Che cos'hanno in comune?
Sono tutte cose che tre mesi fa non esistevano e nascono in risposta
a situazioni disperate in cui le persone comuni, visto che non c'era
altro da fare, hanno scavalcato i poteri e le opposizioni ufficiali
e hanno cominciato a fare opposizione da se'. Qua gli studenti
affrontano una dittatura mafiosa che lo stato non e' capace di
estirpare, la' i cittadini difendono dagli intrallazzi la loro
valle; qua si scelgono da se' il candidato di sinistra, visto che
altrimenti gli tocca votare per chissa' chi; la' vincono a mano
bassa un'elezione, nella citta' piu' sgarrupata d'Italia, votando il
nuovo sindaco ma non i suoi vecchi partiti. Questa e' la prima cosa
in comune: la gente e' stufa. E la seconda? Che tutte queste cose
sono vincenti. In Calabria per la prima volta c'e' un movimento
antimafia, con carte da giocarsi sul piano nazionale. In Valdisusa,
il governo e' dovuto scendere a patti e i metodi G8 stavolta non
hanno pagato. A Messina s'e' preso il sindaco, e - se continua
cosi' - si rischia di prendere pure la regione. La sinistra sta al
seguito, ma quella che sta venendo fuori di prepotenza e' la
vecchia cara sfigata "societa' civile". Sta succedendo qualcosa, e
non all'improvviso.
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Giudici. Procedimento disciplinare, sospensione dalle funzioni e
sospensione dello stipendio in vista per il giudice di Camerino
Luigi Tosti che, essendo fra l'altro di altra religione, si era
rifiutato di tenere le udienze sotto il crocifisso.
Interessantissime le motivazioni con cui l'Avvocato Generale Antonio
Siniscalchi e il Procuratore Generale Francesco Favara motivano la
punizione.
"Il dott. Tosti - scrivono dunque costoro - si sottrae ai propri
doveri di ufficio, che scaturiscono da un rapporto di impiego, per
un preteso inadempimento da parte dello Stato che continua a non
rimuovere dalle aule di udienza il simbolo della religione cattolica
a lui estranea. I motivi addotti per sottrarsi all'obbligo della
prestazione non possono giustificare, a prescindere dallo loro
fondatezza o meno, l'inadempimento, cosi' come non lo potrebbe una
qualsiasi altra ragione eventualmente legittima con riferimento a
posizioni o comportamenti dello Stato in ordine a diverse altre
apprezzabili problematiche (partecipazione ad atti di guerra,
provvedimenti razziali ecc.) che, comunque, restano estranee agli
obblighi derivanti da un rapporto di impiego".
Traduciamo:
1) Il giudice e' un impiegato.
2) Gli impedimenti che egli invoca non sono fondati.
3) Ma anche se fossero fondati, non avrebbe alcuna importanza.
4) Se lo Stato facesse addirittura delle leggi razziali,
continuerebbe a non avere importanza.
5) Egli, come giudice-impiegato, non avrebbe alcun diritto di
obiezione e dovrebbe continuare a fare il suo mestiere
impassibilmente.
* * *
Nel 1936 ai magistrati italiani venne fatto esattamente questo tipo
di discorso. "E' vero, abbiamo fatto le leggi razziali per
perseguitare gli ebrei. Tu devi applicarle tranquillamente perche'
sindacare la legge non e' affar tuo".
Oggi in Italia, a differenza che nel '36, vige una Costituzione che
prevede formalmente che non si possono perseguitare gli ebrei (ne'
applicare leggi altrettanto odiose). Non perche' e' antipatico,
inumano, ecc. Ma perche', giuridicamente, e' *vietato* da una legge
precisa, la Costituzione. Ma la Costituzione vieta al cittadino di
perseguitare gli ebrei o invita semplicemente il legislatore a non
far leggi in tal senso? Il dibattito, nella giurisprudenza italiana,
e' vecchio e, fin qui, abbastanza teorico. Ma adesso, lo Stato -
nella persona dei dottori Siniscalco e Favara - dice esplicitamente:
"Alla Costituzione, ci pensiamo noi. Tu, obbedisci al Governo e
zitto. Cio' su cui tu devi giudicare, per quanto ti riguarda, non ha
direttamente a che fare ne' con alcuna morale ne' con la
Costituzione".
* * *
Se lo Stato italiano, oggi come nel 1936, facesse delle leggi
razziali - cioe' gravemente ed evidentemente lesive dei principi su
cui si basa la Costituzione - il magistrato Tosti avrebbe, ai sensi
di legge, l'obbligo di allertare i cittadini e di opporsi
immediatamente a esse con ogni mezzo. Non sarebbe affatto
autorizzato a continuare a giudicare come se nulla fosse, poiche' la
violazione di questi principi non costituisce affatto
un'"apprezzabile problematica" ma una rottura violenta del patto
sociale fra cittadini e Stato. Nulla potrebbe in questo caso
invocare l'Autorita' per essere obbedita, e men che mai uno
stravagante "rapporto d'impiego". E' esattamente questa la
differenza che intercorre fra fascismo e democrazia, fra Stato
totalitario e Repubblica Italiana.
La posizione dei pubblici ufficiali Siniscalco e Favara, nella sua
"innocenza", e' dunque profondamente sovversiva dell'ordinamento
dello Stato - del nostro Stato. Ed e' l'indizio di come, di
buffonata in buffonata, si sia ormai diffusa l'idea che la
Costituzione sia piu' che altro un testo letterario di cui ognuno
puo' tener conto o meno a suo piacere.
Il giudice Tosti non finira' probabilmente in galera per una cosa
del genere, ma certo ne avra' la carriera troncata: per aver difeso
la Costituzione. Un giudice in meno, un episodio di "piccolo"
fascismo in piu'. Spiace che, su questo, non siano intervenuti
Ciampi e il Csm.
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E ora? Lodi Ladrona?
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Memoria. Restera' probabilmente impunito l'omicidio dell'agente
Antonino Agostino, ucciso dalla mafia a Palermo il 5 agosto 1989.
Il Sisde, per cui D'Agostino lavorava, ha infatto opposto il segreto
di stato alla richiesta di elementi d'indagine da parte della
Magistratura.
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Mp3 per sordi. Antonino di mestiere fa l'avvocato specializzato in
diritto delle nuove tecnologie, e per hobby fa il pirata,
rimpinzando il suo computer con ogni genere di file musicale in
formato Mp3, ma c'e' un piccolo particolare: Antonino e' sordo.
"Inizialmente compravo Cd musicali che ascoltavo a volume altissimo
- mi ha spiegato - e in questo modo riuscivo a percepire le
vibrazioni delle onde musicali che mi attraversavano, e mi piaceva
seguire il ritmo dei brani e le frequenze che entravano in risonanza
con il mio corpo. Poi questa abitudine e' diventata troppo costosa:
in fin dei conti ogni brano lo 'ascoltavo' solamente un paio di
volte, ed e' cosi' che ho cominciato a scaricare musica da Internet.
Qualche giorno fa ho perso un disco esterno dove conservavo tutto il
mio archivio di Mp3, ma non mi sono disperato eccessivamente,
perche' probabilmente molti di quei file non li avrei mai piu'
riascoltati. Oggi pero' mi chiedo se non e' possibile studiare dei
sistemi alternativi per riconoscere comunque un compenso agli autori
della musica che ho scaricato, senza pero' essere costretti
all'oneroso acquisto di un Cd". Chi pensa che internet serva per
ascoltare musica a scrocco dovra' ricredersi: c'e' chi usa la rete
per sentire vibrazioni anche senza ascoltare nulla, e sarebbe
perfino disposto a pagare qualcosina. [carlo gubitosa]
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Cartolina da Santo Domingo. Edicole. C'e' ne sono pochissime in
citta'. I giornali si vendono ai semafori: scatta il rosso e tre o
quattro ragazze girano tra fila e scarichi delle macchine. Al prezzo
di 15 peso, 40 centesimi di euro, trovi il Listin Diario, El Caribe
e il Nacioal. Diario Libre e El Dia sono gratis, free. Questi i piu'
"presenti sul mercato". Molto diffuso anche l'abbonamento mattutino:
passa il ragazzo in bici e butta la copia, imbustata, sotto casa.
[rocco rossitto]
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Cartolina da una valle occupata. Non avevo mai visto sindaci
prendere manganellate dalla polizia e dire subito dopo: "Non e'
importante questo". Non avevo mai visto donne sessantenni, famiglie
col figlio in carrozzina, gente comune, scendere, sotto la neve, per
i sentieri fangosi di montagna per dire no a qualcosa che li
riguarda. Mai visto. Ne' una valle intera scendere nei prati, tra i
lacrimogeni, e restare. Per dire: "Vogliamo dire la nostra".
Non mi e' mai capitato di rilevare che un amministratore leghista,
un comunista, un democristiano, un verde o un diessino, condividano
un'opinione. Una presa di posizione, netta, esattamente opposta di
quella che hanno i loro rispettivi referenti nazionali:
"Smilitarizzate la valle, stop ai cantieri", ripetono tutti, anche
il leghista picchiato. Mai mi era capitato di ascoltare proposte
concrete, moderate, ragionevoli ma rivoluzionarie, come quelle che
ho sentito dal sindaco di un paese di mille abitanti, Nilo Durbiano,
ex macchinista delle Ferrovie, dello Sdi.
Come ben sai, R., faccio il cronista: ho raccontato Sarajevo,
l'Albania, la Palestina, l'Iraq e altro ancora. Ero a Piazza
Alimonda quando moriva Carlo Giuliani. Ho visto, e raccontato, tutte
le principali manifestazioni in Italia da venti anni ad oggi. Ma mai
mi era capitato di vedere un prete attraversare i campi, chilometri,
per andare a fare messa, perche' bloccato al check point.
In Val di Susa, pazientemente, donne e uomini, si parlano da anni.
Parlano. Gente normale. Agli amministratori locali, di partiti di
governo e di opposizione, sono arrivate minacce esplicite: "Non vi
ricandideremo". Ma loro vanno avanti. Va avanti il dirigente della
Asl di Sant'Ambrogio, 49 anni, "padre di famiglia e persona
pacifica", come tiene a precisare. "Sono pronto a sporgere denuncia
per quello che ho visto", dice, dopo che ha assistito alla carica di
lunedi' notte contro gente che dormiva a presidio del cantiere. "Non
avrei mai pensato, mai, di dovermi difendere dai carabinieri".
In val di Susa suoni ad una porta qualsiasi e chi ti risponde, ne
puoi star certo, ne sa piu' dell'alta velocita' di quanto ne sappia
Lunardi. Gente normale: "Non pensiamo di avere ragione, ma abbiamo
delle ragioni". "Rimarremo qui fino a Natale. E a Pasqua se serve".
Adesso il governo, precipitosamente, tratta. Un punto per la
Valsusa. Sta al movimento, ora, continuare confrontarsi senza
dividersi. [m.panteri]
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Corso di giornalismo. Esercizio. Identificare le 11 marchette
contenute nella seguente "breve di cronaca" di un quotidiano locale.
"Ha riscosso un grande successo il convegno organizzato
dall'Istituto Tecnico Industriale di Carlentini sul mercato del
lavoro. Il rettore dell'universita' di Enna Salvo Ando' ha incantato
tutti i presenti con la sua appassionata e lucida relazione. Gli
alunni e i docenti hanno assaporato ogni parola, applaudendo a piu'
riprese l'oratore. La macchina organizzativa, coordinata dal
dirigente scolastico Teresina Peluso e dal fiduciario Nuccio
Santagate, e' stata semplicemente perfetta. Il dato piu' importante
e' che soprattutto i ragazzi hanno profittato della ghiotta
opportunita' per chiarirsi le idee sulle dinamiche del nuovo mercato
del lavoro. Alla fine, erano tutti molto soddisfatti" ("La Sicilia",
14 dicembre 2005).
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Natale. Tenetevi il telefonino dell'anno scorso.
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Spot. È uscita la Guida 2006 per l'informazione sociale: 492 pagine,
230 tabelle, 461 siti web, centinaia di approfondimenti: i fenomeni
letti attraverso cifre, stime e "casi" per capire come il mondo del
sociale sta cambiando. E' realizzata dall' dall'Agenzia Redattore
Sociale (http://www.redattoresociale.it).
Info: 0734.68191,
documentazione@redattoresociale.it
________________________________________
Spot. Su Arcoiris intervista a Francesco Saverio Borrelli, di
Giovanni Dognini (Radio Citta' del Capo); Inoltre: Locri e dintorni,
di Alessandro Gagliardo; Viaggio nella Sicilia di Rita Borsellino; e
alcune migliaia di altri video dall'altra faccia dell'informazione.
Bookmark: http://www.arcoiris.tv
________________________________________
Memoria. Il movimento Cittainsieme, come ogni anno, invita i
catanesi a ricordare Pippo Fava alla lapide alle ore 17 del cinque
gennaio. Si propone anche, alle ore 19,30 dello stesso giorno di
proiettare, in via Siena, il DVD "La mafia bianca". Il sindaco di
Gela, Crocetta, ha assicurato la sua presenza. Chiunque voglia
collaborare alla elaborazione della iniziativa con suggerimenti,
proposte e quant'altro puo' farlo lunedi' 19, in via Siena, alle
20,30.
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alessandro wrote:
< Media e politici si guardano bene dal sollevare la questione, ma
l'aumento dei prezzi degli ultimi anni - dovuto a euro, caro
petrolio, guerra, recessione, concentrazione industriale,
speculazione finanziaria, immobiliare e commerciale - ha reso
giustizia (postuma) alla scala mobile. Craxi riusci' a convincerci
a rottamare la scala mobile, con la incredibile tesi che essa fosse
la principale causa di inflazione. Tant'e', ciulare gli italiani e'
sempre stato molto facile, dai tempi di "armiamoci e partite!". I
prezzi sono piu' che raddoppiati in quattro anni. La scala mobile
non c'entrava, cari noi, cornuti e mazziati >
________________________________________
Giandomenico wrote:
< Sulla scelta del Nuovo Grande Compagno mi pare che i rumeni non
abbiano avuto dubbi: e' Tim-Motorola... >
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Enrico Peyretti <e.pey@libero.it>
< "Perche' non destiniamo i fondi per le c.d. missioni di pace ai
giovani ricercatori e facciamo in tv delle collette per chi vuol
pagare le trasferte dei nostri soldati e sostenere la spesa
militare?". Giustissimo. Sottoscrivo. Con la beneficenza
televisiva, il governo scarica sui cittadini volonterosi cio' che
deve fare lui con le tasse, invece di fare le guerre. Io a Telethon
non do niente. Se moriamo di cancro per ritardo della ricerca, la
colpa e' di quella politica (anche la sinistra ha fatto la sua
guerra, nel '99) che cura la morte invece della vita >
________________________________________
Ettore Lomaglio Silvestri (Ass. cult. Sconfiggiamo la mafia) wrote:
< La pubblicazione dell'intervista denuncia fatta da Christian
Abbondanza a Tiziana, ex moglie di Vincenzo Mamone, boss della mafia
genovese, ha provocato la scomposta reazione della famiglia Mamone
che ha minacciato querele e chiesto l'oscuramento della pagina web.
Abbiamo colto nel segno! Se han la coscienza pulita perche' non
affrontano un dibattito pubblico? E poi dovranno oscurare le
centinaia di siti dove e' stata pubblicata l'intervista. Vi invito a
leggere l'intervista sul mio blog >
Bookmark:
http://virgilio.it/noallamafia
________________________________________
Orfeo Zerbinati wrote:
< Una storiella dice che i tedeschi amano gli italiani ma non li
stimano, e gli italiani viceversa. In parte e' cosi', ed in parte e'
che, come popoli, ci conosciamo poco per contatti diretti e molto
attraverso stereotipi. Io ho amici in Germania e ogni volta che
vado a Berlino ne torno un pochino piu' innamorato, piu' di Londra o
di Parigi. Non credo che i turchi di Kreutzberg faranno un giorno
come gli arabi delle banlieu. Attenzione pero', Berlino e i
berlinesi sono parti speciali della Germania. Quanto ai tedeschi ed
alle radici del nazismo, credo che siano geneticamente meno
predisposti verso il nazismo di quanto lo siamo noi verso il
fascismo; non dimentichiamo Marx, Rosa Luxemburg e magari neanche
Lutero. Il senso dello Stato e la disciplina individuale sono le due
grosse differenze fra noi e loro, a volte giocano a nostro favore, a
volte no. Hitler, se fosse venuto in Italia, avrebbe fatto
sicuramente meno danni, pero' prese da Mussolini la sua idea di
regime >
________________________________________
AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:
22 dicembre 1988
< Angusta la casa
non trova spazio nemmeno
in una poesia di natale
Viene una ragazza
ogni tanto
con le briciole del suo amore
e si sforza di inzupparle
non sa se ha ancora un cuore
Vedi dove finisce la poesia
e dove finisce la speranza
sgretoli l'ultimo sorriso
contro un muro freddo
Il the non l'hai mai saputo fare
e la tua pipa e' parecchio fumosa
In quella casa piccola
piccola come il mondo
ogni tanto viene una ragazza
stanotte ha cercato
tra mille parole
la piu' bella per dirti
ti amo
Neanche il sole e' stato al suo patto
e' arrivata con nubi la nuova giornata
Ma che c'entra, che importa
la ragazza cerca ancora
tra mille parole
la piu' bella per dirti
ti amo >
12 dicembre 2005 n. 313
________________________________________
Non sapendo cosa mettere al posto dello stemma "comunista" tagliato
via dalla bandiera, i cittadini rumeni alla fine si rassegnarono a
non metterci niente; e per un po' se ne andarono in giro con un bel
buco tondo nel tricolore. Ma che cosa c'era di cosi' communista in
quello stemma, al punto di scambiarlo con un buco che, persino in
Romania (e non diciamo in Italia) non significa niente?
Beh. C'era una stellina rossa piccola piccola, da guardarla con la
lente d'ingrandimento. Non c'era una falcemmartello manco a pagarla
oro ("noi siamo una repubblica popolare, mica un soviet"). Non c'era
neanche un sol dell'avvenire, un pugno chiuso, niente. C'erano
invece: fabbriche, dighe, tralicci, autostrade, elettrodotti... la
modernita' insomma. Quella che da popolo di pecorai affamati ti
trasforma in gente moderna e postmoderna come Dio comanda. (Avete
mai visto qualche film bianco/nero anni Cinquanta? O magari le foto
del matrimonio di vostro nonno, colla prima giaccaecravatta della
sua vita? Ecco).
Insomma, il "comunismo" (secondo il mio modo di vedere) nella
maggior parte dei casi e' stato semplicemente un tentativo (forzato;
e alla fine riuscito) di portare la modernita' a chi non l'aveva.
Cosa lodevole, si capisce. Ma, come dicevano gli antichi, c'e' modo
e modo. Una bella modernita' e' quando, con qualcosa dentro il
frigorifero e un bel film alla televisione, te ne stai spaparanzato
li', con luce elettrica, cesso con regolare sciacquone, bambini che
vanno a scuola e tutto. Una modernita' fastidiosa e' invece quando
ti devi sorbire, con tutti questi bellissimi altoparlanti moderni,
le ultime grandi imprese del Compagno Ceaucescu e ti devi fare
persuaso, o vuoi o non vuoi, che senza il Grande Compagno non
potresti campare. Una modernita' un po' meno fastidiosa, ma sempre
molto lontana da quella in cui sarebbe piaciuto stare, e' quando non
e' il Grande Compagno quello senza del quale non puoi campare ma
l'ultimo modello Tim-Motorola: magari a uno piacerebbe, le cose e i
compagni suoi, sceglierseli da se'.
I capi "comunisti", nelle foto d'archivio della Moderna Romania,
avevano due atteggiamenti interscambiabili, e questi due soli. O
erano fermi e solenni in qualche celebrazione o meditazione, un po'
come Papa Razzinger o Tronchetti-Provera intervistato dal tiggi'
due. O, all'esatto contrario, erano colti di fretta mentre andavano
da qualche altra parte. La Modernita', infatti, ha sempre fretta. La
Modernita' non ha mai tempo. La Modernita' preferisce un treno
costoso e scomodo, ma che arriva prima, al trenino scombiccherato e
pacifico in cui, qualche eone fa, potevi anche garbatamente
corteggiare la studentessa pendolare che sarebbe salita due fermate
dopo la tua. (Queste fermate sono state adesso abolite tutte,
appunto per risparmiare tempo).
Ovviamente, come sempre succede quando uno comanda e tutti gli altri
sono a ubbidire, c'era anche dell'interesse: i rubinetti d'oro, le
ville di Ceaucescu, la moglie di Lunardi e tutto il resto. La carne
e' debole. Ma al di la' delle singole ruberie quel che faceva il
sistema, e lo auto-autorizzava a essere feroce "per il loro bene",
era sempre questo: la Modernita', la Fretta. Termini coincidenti, se
ci pensate bene, e la cui coincidenza probabilmente spiega molte
cose.
Vabbene, s'e' visto com'e' finita. Dapprima con tutto il buco nella
bandiera, e poi con una bandiera piu' modaiola, con stemmi trendy e
non piu' paleoindustriali, i rumeni - come tutto il resto del mondo
- hanno cambiato ideologia e religione ma non "modernita'": quella
anzi e' aumentata. E' vero che hanno levato dighe e tralicci
dall'emblema e che hanno nominato manager i vecchi dirigenti
"comunisti": ma in compenso hanno mandato i bambini poveri a vivere
nelle fogne (che e' una delle cose piu' moderne che ci siano: vedi
Dickens). In Cina, lasciando stelle e martelli, e dichiaradonsi
sempre categoricamente comunisti, han fatto la stessa cosa ma molto
piu' in grande: gli e' andata benissimo, salvo ogni tanto dover
sparare addosso alla gente restia a farsi modernizzare.
E da noi in Italia? Ah, qua da noi e' tutto diverso. La classe
dirigente non e' ossessionata dalla fretta, si prende i suoi tempi,
riflette. I treni, pulitissimi e dignitosi, non superano una certa
velocita' per dare ai viaggiatori il tempo di leggersi un buon
libro. Soltanto in Valdisusa i valligiani, montanari egoisti,
protestano: "No! Vogliamo correre! Abbiamo fretta!". E il governo, a
puro scopo educativo e certo senza personalmente guadagnarci niente,
li rieduca a mazzate in testa, "a' la Ceaucescu".
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Generazioni. Questa e' la terza generazione del movimento
antimafioso. La prima, a meta' Ottanta, era "il partito di Falcone e
dei ragazzini". La seconda, primi anni Novanta, fu quella che poi
conflui' nella Rete. Questa terza, che andava crescendo - per chi
voleva vederla - da quasi due anni, si aggrega attorno
all'associazionismo "apartitico", in particolare Libera e l'Arci.
Rispetto alle prime due, e' cresciuta meno nel dramma e piu' nel
lavoro quotidiano. Il suo capolavoro non e' una fiaccolata o un
corteo ma la paziente, e vincente, opera per la gestione sociale dei
beni sequestrati ai mafiosi. A poco a poco, con cifre piccole ma via
via sempre piu' consistenti, ha tradotto in realta' visibile la
grande intuizione degli anni Ottanta ("I Siciliani", il Centro
Impastato) secondo cui il sistema mafioso, meccanismo non eversivo
ma di classe e di potere, si batteva essenzialmente con la
mobilitazione sociale. E questo, essenzialmente, e' il filo di tutti
questi vent'anni.
Sia i "vecchi" che il nuovo movimento antimafioso sono cresciuti
essenzialmente fuori dai partiti. All'inizio era ancora fortissimo
(la prima manifestazione per dalla Chiesa parti' dalla Fgci di
Palermo) il peso della tradizione comunista, che pero' non
coincideva esattamente con quella del partito nazionale (Licausi e
Togliatti non erano la stessa cosa); la "politica" e il "partito"
furono assunti dunque nei loro aspetti migliori, abbastanza
marginali rispetto alle tendenze "modernizzatrici" del resto della
sinistra italiana.
La Rete fu un partito, si', ma alle origini non voleva esserlo
affatto: piuttosto una specie di confederazione fra tante di realta'
di base, espressioni spontanee della "societa' civile", con una
forte partecipazione di cattolici (che proprio in quel momento
cambio' il baricentro della politica italiana). Di solito, quando si
parla - fra "vecchi" - della Rete, la nostalgia riguarda quel
momento fondante, e non l'infelice esperienza del vero e proprio
partito, travolto da innocenti (ma pestifere) ambizioni personali e
da un ingenuo desiderio di farsi "riconoscere" a tutti i costi dalla
politica ufficiale. Alla fine, coi leader in lite per le candidature
e i militanti ormai privi di timone, proprio a Palermo il candidato
della destra (un vecchio arnese dell'estremismo fascista, Lo Porto)
batte' pesantemente il candidato della Rete, l'anziano e
rispettatissimo giudice Caponetto. La crisi era morale, e profonda;
e riguardava non tanto i politici quanto il rattrappirsi civile
della popolazione. La Rete tuttavia, e il movimento antimafioso di
cui essa era in gran parte rappresentante, non s'era attrezzata ne'
politicamente ne' culturalmente ad attraversare questo riflusso. E
collasso'.
La fine della Rete (il nuovo Ds non essendo neanche lontanamente
all'altezza dei vecchi "communisti") lascio' campo aperto al tipico
riflusso ciclico della storia siciliana. Fallito Garibaldi (o
Spartaco, o Giuseppe Alessi, o Licausi, o Orlando) l'ordine torna
indiscusso e piu' feroce di prima. Pochi resistono, molti si
chiudono nel privato, e la massa dei "sorci" torna a galla. Tale e'
la folla dei postulanti davanti al palazzo del nuovo vicere',
Cuffaro, che a un certo punto costui e' costretto a dileguarsi
attraverso l'antico sotterraneo costruito, nel palazzo reale, dai
vecchi vicere' spagnoli. Resistono, nelle citta' e nei paesi, gruppi
isolati di militanti. Resistono, apparentemente, piu' per dignita' e
per morale che per realismo. Eppure, anche questo sarebbe stato
giustificato: il movimento antimafioso, cioe' per la redistribuzione
dei poteri in Sicilia, aveva toccato corde tanto profonde, aveva
lanciato - con tutti i suoi limiti - un messaggio talmente radicale,
da rendere assolutamente impossibile cancellarlo del tutto. Alla sua
cancellazione dalla vita pubblica (per opera della destra, ma con la
complicita' di quasi tutta la sinistra ufficiale) corrispondeva anzi
un suo piu' doloroso radicamento nella coscienza individuale.
* * *
La crisi Borsellino, adesso, e' stata rapidissima. La destra andava
verso una svelta e indiscussa vittoria elettorale, con l'unica
incertezza sulla ripartizione dei posti fra destri puri (Cuffaro),
destri frondisti (Lombardo) e centristi da acquisire in corso
d'opera (Bianco), e si adoperava anzi per anticipare il piu'
possibile la data delle elezioni. La sinistra ufficiale, reduce da
sconfitte elettorali una piu' disastrosa dell'altra, proponeva
affannosamente improbabili candidature di notabili, presentatori tv,
industriali dei liquori e chi piu' ne ha piu' ne metta: buio fitto.
Improvvisamente, prima dall'Arci e da Libera e poi ripresa dal
"pool" dei piccoli partiti, spunta la parola d'ordine:
"Borsellino!". E altrettanto improvvisamente torna il sole. I
militanti si mobilitano, la gente ricomincia a parlare di politica,
la destra comincia a sollevare eccezioni sulle regole del gioco.
Quella che sembrava una pacifica elezione di provincia diventa
improvvisamente una scadenza politicca minacciosa e centrale, un
caso Vendola moltiplicato per dieci.
Miracolosamente (o forse no: poiche' nel dna della nostra sinistra
c'e' anche questo sapersi sollevare al di sopra delle proprie
miserie nei momenti cruciali) i leader tradizionali della sinistra,
dapprima impappinati e confusi, stanno al gioco; i vari notabili
fanno atto di sottomissione uno dopo l'altro. In questa fase e'
decisivo il ruolo di Claudio Fava, Leoluca Orlando e Beppe Lumia, i
capi storici (veramente un po' logori) dell'antimafia dei partiti.
Improvvisamente ritornano i capipolo della loro bella stagione:
appoggiano la Borsellino con tutte le loro forze, lasciando anche
capire che se i partiti non ci staranno potrebbero andare avanti da
soli. Intanto, in tutta l'isola, i comitati pro-Borsellino spuntano
come funghi. Il resto e' storia di ora. Si comincia a parlare - in
pochi: ma se ne parla - di un governo regionale non bilanciato fra
notabili di partito ma esemplarmente composto da tutti i capi
riconosciuti dell'antimafia vecchia e nuova: da Orlando a Fava, da
Tano Grasso alla Siracusa, da Lumia a Umberto Santino, tutti
umilmente e orgogliosamente "comisarios" di un governo che da quel
momento cesserebbe di appartenere a una sola regione per diventare
prefigurazione ed esempio su scala nazionale.
* * *
E adesso? Fino a una settimana fa, bisognava parlare bene degli
antimafiosi - del loro entusiasmo, del loro coraggio, del loro
ostinatissimo rifiorire nelle condizioni piu' avverse - e dei piu'
giovani specialmente, un vero dono di Dio a questa Sicilia dalla
memoria lenta. Adesso pero', adesso che - ecco, ora osiamo scriverlo
- forse si vince, e' il momento di dare uno sguardo severo, di
cercare di individuare il piu' possibile i punti di debolezza,
quelli che ci hanno fatto perdere l'altra volta (qualcuno deve pur
farlo, e tanto di laudatori *adesso* ce n'e' piu' che abbastanza).
Il primo problema riguarda la mancanza di disciplina, di
organizzazione e di coordinamento. I comitati sono sorti
dappertutto, e hanno lavorato benissimo, ognuno nella sua zona. Ma
questo non basta. E' bastato per vincere le primarie, probabilmente
bastera' per vincere le elezioni, ma non bastera' assolutamente per
governare.
Per governare - per governare davvero, per *rivoluzionare* un
assetto sociale che, con aggiornamenti minimi, e' ancora quello del
feudo e dei baroni - ci sono tutte le forze tranne quella, culturale
ed etica, che nei decenni forma il common sense politico e
l'organizzazione. Non bastano i sostituti: non basta - non bastera'
- affidarsi alle strutture (peraltro mediocri) dei partiti
ufficiali, non bastera' neanche ripetere l'errore della Rete e
tentare, in mancanza di meglio, un ennesimo partito tradizionale.
No. L'organizzazione politica nuova, che per vent'anni e' stata in
maturazione e di cui si riscontrano finalmente le condizioni, deve
sorgere qui e ora. Non un altro partito, non contro i partiti, non
al rimorchio dei partiti ma una rete, flessibile e complessa,
egualitaria e competente, di cittadini profondamente pari fra loro,
senza famiglie di notabili, senza palazzi.
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Chi e contro chi. "Non sono la candidata dell'antimafia", "Folle la
sfida antimafia contro mafia", "Non bisogna scatenare la vecchia
battaglia antimafia che non risolve niente". Va bene: pero' per me
la Borsellino e' esattamente la candidata dell'antimafia, ne' piu'
ne' meno, e la battaglia e' essenzialmente fra movimento antimafia e
poteri mafiosi. Non e' "politico"? Non sta bene? Ok: ma anche
Solidarnosc, che in teoria si batteva per aumenti salariali e cose
del genere, in realta' era prima di tutto - volerlo o no -
antisovietica. E per buone ragioni: gli aumenti salariali (e la
liberta') non potevano arrivare se prima non se ne andavano i carri
armati sovietici, che purtroppo erano li', qualunquisti, impolitici,
sfuggenti a qualsiasi articolo di Merlo o Stella, ma estremamente
concreti. Cosi', se la mafia non se ne va, tutto il resto e' poesia.
Non illudiamoci di votare a Stoccolma.
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"Vuole fare un'offerta al Telethon per i bambini?" Chissa' perche'
i bambini spuntano sempre quando si tratta di raccogliere soldi,
anche se in realta' il Telethon raccoglie fondi per la ricerca
scientifica sulle malattie genetiche senza fare distinzioni di eta'.
La domanda mi arriva da uno degli operatori di Trenitalia in
sciarpa arancione che hanno gia' cominciato a raccogliere sui treni
fondi per la piu' nota maratona televisiva di solidarieta' del
mondo. Quest'anno il Telethon si svolgera' dal 16 al 18 dicembre, a
meno di un mese dalla raccolta fondi del 26 e 27 novembre per la
ricerca sul cancro. La trasparenza del Telethon nel raccogliere e
gestire i fondi ricevuti e' stata piu' volte documentata e
garantita, ma cio' nonostante di fronte a questo fiorire di
collette non si puo' fare a meno di porsi alcune domande. Anche
quest'anno il Telethon sara' censito dalla Siae come programma di
varieta'? Per questo motivo nel 2001 il Telethon ha procurato
all'autore del programma, Michele Guardi', una cifra a minutaggio
stabilita proprio dalla Siae, che all'epoca e' stata pari a 153
mila lire a minuto per un programma di oltre 30 ore, il tutto messo
sul conto spese della Rai. Nel 2004 il Telethon ha raccolto 26
milioni e mezzo di euro: non sarebbe stato meglio metterli
direttamente nella finanziaria come tassa sulla salute, spalmando
questa cifra su tutti e non solo sui donatori volenterosi? Ha senso
alimentare un modello di ricerca scientifica affidata alla carita'
dei cittadini e alle emozioni televisive anziche' alla gestione
oculata della spesa pubblica? Perche' non destiniamo i fondi per le
"missioni di pace" ai giovani ricercatori e facciamo in tv delle
collette per chi vuol pagare le trasferte dei nostri soldati e
sostenere la spesa militare? Che fare con le malattie rare, prive di
sponsor, testimonial e ricercatori interessati? A quando un Telethon
per combattere la Malaria o altre malattie che colpiscono i paesi
poveri? Nell'attesa di trovare risposta a questi interrogativi, ho
deciso di non versare alcunche' al Telethon. Ministro Storace
faccia anche lei una bella colletta televisiva: alla sanita'
pubblica una decina di euro li mandero' piu' che volentieri. [carlo
gubitosa]
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Cartolina da Santo Domingo. "En la Policia Nacional hay estructura
corrupta". Ad affermarlo e' lo stesso capo della polizia Bernardo
Santana Paez in un'intervista a El Dia. Annunciando un "Plan de
seguridad democratica" che tagliera' le "companias de policia" da
160 a 10 per poterle gestire e controllare meglio "Cio' che
chiediamo - afferma l'ufficiale - es trasparencia". [roccorossitto]
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Cronaca. < Cellerin che vien di notte/ viene a darti tante botte/
vuoi sul naso o sulla schiena/ l'importante e' che ti mena./ Gli
occhi fuori dalla testa/ corre, urla, picchia e pesta./ Sono in
mille contro cento/ son davvero un gran portento./ Vedi tanti
poliziotti/ tanto sangue e nasi rotti/ vedi rabbia negli sguardi/
viene in mente un nom: Lunardi!/ Ma in tutte le contrade/ scendon
folle nelle strade./ Qui nessuno ha piu' paura/ gridiam tutti: SARA'
DURA! >
Bookmark: http://www.notav.it
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Cambiamenti. Il pescatore Palilla Pasquale da Sciacca (Agrigento) ha
pescato al largo di casa sua un esemplare di pesce flauto, una
specie tropicale - lunga circa mezzo metro - che abitualmente vive
nel Mar Rosso e nel Pacifico equatoriale.
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Solidarieta'. Ai milanesi, se per caso splende ancora sopra il
Pirellone - io manco da diverso tempo e non lo so - il gigantesco
supertelefonino da quattromila metri quadrati che, secondo
l'amministratore delegato di Motorola Italia, e' "la piu' grande
promozione mai messa in atto nel mondo".
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Antimafia. Roma. Incontri dell'Associazione "Io sto con Falcone":
mercoledi' 14, alle 3, al Centro di aggregazione giovanile "Meta";
giovedi' alle 9 al liceo San Benedetto in via Saracinesco; venerdi'
alle 9 al Kant di piazza Zambeccari, al Giulio Cesare di corso
Trieste e al Tasso in via Sicilia. Domenica Equofesta al Circolo
degli Artisti (via Casilina Vecchia 42); lunedi' alle 18 al Galilei
in via Conteverde; martedi' 20, alle 9, al liceo Touschek di
Grottaferrata. Partecipano Rosario Crocetta, Giovanni Impastato,
Giannicola Sinisi, Adriana Musella, Piero Grasso, Barbara Panetta
dei Giovani per la Locride, i ragazzi dell'Associazione e alcuni
giornalisti.
Info: 339.8477086
* * *
Antimafia. Catania. Osservatorio sulla Mafia, venerdi' 16 ai
Benedettini. Partecipano Graziella Proto, Riccardo Orioles e i
magistrati Sferlazza e Marino.
Info: 333.7295392
* * *
Antimafia. Palermo. Per il passaggio della Carovana antimafie a
Palermo, festa di Libera venerdi' 16 alla Antonio Ugo di via
Arcoleo. Prenotarsi in sede, in via Malaspina 27.
Info: 091.322627
________________________________________
Alessandro wrote:
< Si rischia meno a caricare dei cittadini, che non a tentare di
contrastare la mafia. O forse e' proprio quello il metro: lasciare
stare la mafia, e massacrare i cittadini che osano dissentire >
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fcaffa1@alice.it wrote:
< In tema di commissioni parlamentari non ci facciamo mancare nulla:
dall'avanspettacolo sul caso Telekom Serbia (vi ricordate Igor
Marini e i vari Mortadella, Cicogna e Ranocchio?) ai deliri
guzzantiani della Mitrokhin e oggi l'assenso di Casini sull'indagine
sullo stato d'attuazione della legge 194. Non ci facciamo mancare
nulla, a parte l'unico caso per il quale in questi anni una
commissioncina, anche striminzita, sarebbe davvero servita. Ehi, ma
com'e' che vi scordate sempre, in maniera bipartisan, di Genova e di
quei tragici giorni di luglio 2001? >
________________________________________
Giovanni Crescimanni dei Cittadini per l'Ulivo di S. Saba-Roma
wrote:
< Trovo molto doloroso che la Margherita non abbia appoggiato la
candidatura della Borsellino in Sicilia perche' si tratta di un nome
simbolo della lotta alla mafia. In una regione dove alle ultime
elezioni politiche abbiamo perso in tutti i collegi, mi risulta
veramente incomprensibile che si siano investiti soldi per
promuovere la candidatura alle primarie di un ex Forza Italia,
invece di dedicare tutte le risorse disponibili per sconfiggere il
centrodestra >
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Persone. Carla Voltolina Pertini, la compagna di Sandro Pertini, era
stata arrestata dalle Ss nel '44. I partigiani riuscirono a farla
evadere insieme ad altri prigionieri. Lei era piemontese, di
mestiere faceva la psicologa. Non e' stata mai first lady o roba
del genere: aveva una vita sua, si mostrava pochissimo alle
cerimonie e quando il compagno presidente faceva una cazzata non
mancava di farglielo rilevare (si erano conosciuti mentre si faceva
l'Italia, nei partigiani). Ha fatto inchieste sulle carceri, sugli
anziani e sulla prostituzione. Ha collaborato con Lina Merlin nella
battaglia per abolire le case chiuse. L'ultima cosa che ha fatto,
pochi mesi prima di morire, e' stato un appello alle persone
democratiche perche' si opponessero "allo stravolgimento
bonapartista della Repubblica".
Che Italia eravamo, amici miei.
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gianni donaudi <gdonaudi@yahoo.it> wrote:
L'assemblea
< Il sole tossisce rosso in volto/ tra nubi dense di anidride solforosa
pulviscoli giallastri/ terribili.
L' assemblea davanti ai cancelli/ e' immensa.
Il cielo e la terra testimoniano/ felici.
È tutta un grido preciso/ inconfondibile.
Non vogliamo maschere antigas/ ne' a Porto Marghera ne' altrove.
Impacchettate tutte le vostre fabbriche/ il vostro progresso.
Non vogliamo la morte.
Portate via la morte immediatamente >
5 dicembre 2005
n. 312
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Cari amici,
la settimana scorsa la Catena (per la prima volta in sei anni) non
e' uscita. Mah: un giornale piccolo e presuntuoso come questo
avrebbe almeno il dovere di essere sempre professionale - e certo
una mancanza del genere professionale non e' stata. Altre volte il
giornale era uscito regolarmente anche in situazioni peggiori.
Stavolta no e non resta che segnare questo episodio fra i tanti
memento dei limiti individuali.
(I guai non si sono limitati alla Catena: sono stati lasciati
deplorevolmente in asso i ragazzi di cui stiamo seguendo le tesi;
c'e' un buco nei lavori per il nuovo sito, per il giornale di
quartiere a Catania, per il foglio calabrese, per la video-edizione
della Catena e nei contatti con gli altri amici che si occupano di
queste cose. Ne chiediamo scusa a ciascuno di loro e li preghiamo di
aver pazienza e di riprendere i contatti al piu' presto).
Ma e' poi cosi' importante che cose come la Catena esistano, e che
in genere ci siano tentativi - piu' o meno azzeccati - di fare
informazione professionale al di fuori dei circuiti ufficiali?
Secondo me si', per una serie di ragioni. Un tempo, la stampa
"padronale" (chiamiamola cosi' per semplificare) faceva danno
soprattutto col nascondere le notizie. Se una Fiat 1100 - ad esempio
- finiva disgraziatamente contro un palo, il giornale della Fiat
(che dipendeva dalla vendita di automobili di quell'azienda)
riportava correttamente la notizia, con l'unica eccezione di
omettere la marca dell'automobile. Le Ford, le Renault, le Opel
potevano essere coinvolte in incidenti, ma le Fiat no: in questo
caso, si usava un generico "un'autovettura". Lo stesso naturalmente
capitava ai metalmeccanici, a Lumumba, a don Milani, ai comunisti:
meno se ne parlava e meglio era, e non parlandone c'erano ottime
probabilita' che la gente non ne venisse mai a conoscerne neanche
l'esistenza. Le notizie erano infatti molto poche e quelle poche
transitavano attraverso canali esili e rudimentali.
Adesso, tutto questo e' impossibile. Le notizie sono moltissime e
sono praticamente impossibile da nascondere. Persino una vicenda
come quella di Falluja (crimini di guerra sulla popolazione: da
tribunale di Norimberga), che pure si era cercato di nascondere
facendo largo ricorso all'omicidio, alla fine e' venuta fuori.
Vengono fuori torture, massacri in massa, espugnazioni di citta' con
metodi babilonesi - e qui, da noi, rapporti ormai strettissimi fra
politici e mafiosi - che, nell'animo di ogni persona normale, non
possono destare che orrore.
Allora bisogna cambiare la "normalita'" di questa persona:
trasformarla cioe' da comune e un po' banale essere umano in "uomo
nuovo" politico, adattabile al nuovo ambiente, con una percezione
geneticamente modificata di cio' che e' bene e cio' che e' male.
Un tempo, il problema era - diciamo - per il settanta per cento di
nascondere cio' che avveniva nel lager di Dachau, e per il trenta
per cento di indurre all'accettazione morale gli abitanti della
vicina cittadina. Adesso, le percentuali sono rispettivamente dieci
e novanta per cento. Perche' ormai nascondere e' impossibile; tutto
sta nel fare abituare al panorama. Abbiamo fatto stragi a Falluja -
ma adesso pensiamo all'Isola dei Famosi. Abbiamo mezza Udc siciliana
incriminata per mafia - ma ora c'e' il dibbattito con Lerner e
Ferrara.
Finita ormai l'epoca del giornalismo, oggi conta invece la
"comunicazione". Che e' composta di giornalismo ma anche di mozione
degli affetti, di life-styles, di emozioni, di umanita' nel suo
complesso insomma. Ed e' su questo terreno che un'opposizione e'
indispensabile. Per quanto riguarda le notizie in se', se ne
potrebbe persino fare a meno: le notizie, in un mondo cosi' globale,
alla fine vengono sempre fuori. Ma il quadro in cui esse
s'inseriscono no: quello puo' restare artificioso e distorto fino
alla fine dei secoli (visto che viene progettato come tale) se ad
esso non se ne contrappone un altro, altrettanto consapevole e
organico di quello artificiale.
Ecco dunque che il mestiere di giornalista o fa un passo indietro
(verso il Ministero della Verita' di cui in "1984") e o ne fa uno
avanti (verso l'intellettuale-testimone di don Milani). Non puo'
restare cosi' com'era, o puo' farlo a prezzo di una sostanziale
adesione al Ministero.
* * *
E questo che cosa c'entra con noialtri? Abbastanza. Noi non sappiamo
affatto - poiche' siamo ai primi dell'Ottocento - come si fa a fare
il giornalismo nuovo. Anzi, ogni volta che ci proviamo, siamo
abbastanza goffi e in genere tendiamo a usare "da sinistra"
esattamente le stesse tecniche del sistema. Qualche rara volta che
l'azzecchiamo, pero', riusciamo per qualche momento a fare circuito.
E dunque a collegarci direttamente alla vita profonda delle persone.
A fare intuire un attimo - ma prima dobbiamo convincercene noi
stessi - che esiste un mondo reale, di carne e ossa, invece dei
similmondi olografici del Ministero. Sono istanti brevissimi ma ci
sono e hanno un potenziale fortissimo, poiche' ormai tutti siamo
collegati l'uno all'altro (attualmente lo chiamiamo internet) e non
e' affatto detto che il collegamento funzioni fisiologicamente
meglio dall'alto al basso che dal basso a dappertutto.
Cosi', se fossimo nell'Ottocento, adesso progetteremmo improbabili e
complicati falansteri, o azioni "militanti e dirette" come gettarci
in mezzo alla pista del Gran Premio di Ascot, oppure predere a calci
le macchine che ci hanno tolto il lavoro, o andare in giro per i
paesini del Carrarese annunciando il prossimo ritorno del buon Dio,
amico dei poveri, sulla terra. Faremmo tutte queste cose, e anche
piu' strane (e fra quelle che facciamo ora molte non lo sono di
meno), ma in ciascuna di esse ci sarebbe un contenuto inconsapevole
ma profondo ("non vogliamo piu' vivere come ci fanno vivere ora") e,
ancora piu' inconsapevole, un dato sociologico preciso: in una
societa' scolarizzata, l'organizzazione delle persone comuni e' piu'
facile che in una societa' analfabeta.
Alla fine, dopo un bel po' di tempo, arriveremmo a trovare le cose
piu' efficienti da fare (e per esempio inventeremmo lo sciopero e la
cooperativa) e alla fine alla fine, in qualche biblioteca del
continente, un signore come noialtri ma piu' meditativo e profondo
si metterebbe freneticamente a scrivere, nero su bianco, tutte le
cose che avremmo imparato in questo frattempo e, mettendocele
davanti tutte in una volta, ci aiuterebbe a renderle per quanto
possibile concrete.
* * *
Una cosa cosi' non esiste ancora. Ma ne esistono tantissime piu'
piccole e simili, esattamente come capitava allora. Stiamo
imparando. E, come una volta c'era la piazza, oggi c'e' la Rete. E
questo e' un piccolissimo nodo della rete. Piccolo, ma uno di tanti.
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Informazione. S'incontrano Bush e Blair, il primo annuncia che sta
pensando di bombardare una televisione che non gli piace, Al
Jazeera. In effetti, giornalisti singoli (uno di Jazeera, uno della
Reuters e uno di Telecinco) erano gia' stati fatti fuori a colpi di
missile, ma un'intera tv forse e' sembrato un po' eccessivo. Percio'
Blair ha obiettato, e per il momento la cosa e' finita li'. Il
contenuto del dialogo, tuttavia, viene fuori qualche mese dopo,
sulla stampa inglese. In un primo momento, la linea ufficiale e'
"stavamo scherzando, mica bombarderemmo davvero una televisione". Ma
il Times, il Daily Mirror e il Guardian insistono: no, si faceva per
davvero. A questo punto i direttori dei tre giornali vengono
convocati d'autorita' e il governo comunica: c'e' il segreto di
stato, se continuate finite in galera. Cala il silenzio. E non se ne
parla piu'.
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Calabria. Informazione locale, gestita dai giovani antimafiosi.
Trasparenza bancaria. Territorio. Lavoro. Una Tennesse Valley
Autority al posto del Ponte. Keynes in Calabria. E soprattutto non
lasciarli soli, non espellerli - come sta succedendo ora - dalle tv
e dai giornali.
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Libri. "Dialogo sulla giustizia, per un nuovo patto di legalita'".
Ne parlano, alla Facolta' di Lettere dell'universita' di Catania,
gli esperti di giustizia Anna Finocchiaro e Salvo Ando'.
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Bavaglio. Nonostante due interrogazioni parlamentari presentate a
settembre e a ottobre il ministro della Difesa Antonio Martino e
quello del Lavoro Roberto Maroni, non hanno ancora risposto a chi
gli ha chiesto quali siano i motivi per cui il giornalista Marco
Benanti e' stato buttato fuori dalla base militare di Sigonella,
dove lavorava come operaio. Poi, quando il cronista-operaio e'
andato davanti al giudice per chiedere quale fosse il motivo,
l'azienda che l'aveva assunto per conto di Washington gli ha detto:
"Non sei gradito agli americani per i tuoi articoli". Licenziato.
[sp-ro.]
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Suffragio universale. Due milioni e mezzo di immigrati pagano le
tasse ma non hanno diritto al voto. Normale. Com'era normale che non
votassero i poveri (fino al 1912) e le donne (fino al 1946).
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Pellico e Beccaria. In Italia ci sono sei milioni di analfabeti? In
queste settimane il dato di una ricerca sull'istruzione nel Paese ha
scatenato un allarme immediatamente smentito dall'Istat: in realta'
gli analfabeti sono solo 780 mila, e per raggiungere i sei milioni
bisogna aggiungere anche gli alfabetizzati privi di titolo di
studio, circa 5 milioni e 200 mila. Sommando altri 13,7 milioni di
italiani che hanno solo la licenza elementare, scopriamo che un
italiano su tre non ha completato la scuola dell'obbligo. Nel
frattempo un gruppo di riviste nate dietro le sbarre, guidate dalla
redazione di "Ristretti Orizzonti" si sono riunite il 24 novembre a
Bologna per costituire una federazione "dell'informazione dal
carcere e sul carcere". Meno male che ci sono i galeotti a tenere
viva la cultura del paese, altrimenti saremmo proprio messi male.
[carlo gubitosa]
Bookmark:
http://www.ristretti.it
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Cartolina da Santo Domingo. Cronaca. L'ex Teniente Coronel della
Policia Nacional Dominicana Lidio Arturo Nin Terrero e il suo
"chofer" (autista) Tirso Cuevas sono apparsi, dopo essere stati
estradati, davanti alla corte del distretto sud di Manhattan. I due
sono accusati di "trafico ilegal de drogas" nel territorio
statunitense. Al momento del suo arresto, il 18 dicembre 2004, il
Teniente Coronel viaggiava su un camion che trasportava circa 1,300
chili di cocaina indossando l'uniforme della Policia Nacional de la
Republica con la pistola d'ordinanza ben salda nel suo cinturone. I
due facevano parte della "red mafiosa" capeggiata da Paulino
Castillo, anch'esso estradato negli Stati Uniti, che operava nel Sud
America e utilizzava come basi la Repubblica Domenicana, Haiti e
Puerto Rico. [rocco rossitto]
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salvo.mec@alice.it wrote:
< Si invita a immediata rettifica delle false notizie apparse su web
relative a Daniel Verola, che: non spedisce buerqa in Italia, non
spedisce in Afganistan le sue produzioni, e non vende a nessuno i
suoi manufatti. Egli collabora invece con organizzazioni umanitarie
(legate alla FAO) nella realizzazione di un "progetto donna",
insegna a tagliare, cucire e confezionare abiti con materiali
poveri, di recupero, a donne afgane, che vivono situazioni di
precarieta', nel pieno rispetto di tutte le loro tradizioni
culturali e dei loro tempi produttivi. Daniel Verola, giovane
stilista emergente, da sempre precario, con contratto stagionale a
termine, non puo' e non vuole vendere produzioni che sono il
risultato di un lavoro colletivo per l'avvio di un laboratorio i cui
utili vanno esclusivamente alle lavoratrici afgane >
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Cartello. "La mafia fa schifo". Aggiunta: "Ma anche Cuffaro non
scherza".
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fcaffa1@alice.it wrote:
< Va bene, obiettivo numero rispedire ad Arcore il cav. Berlusconi.
Ma per il resto? Sanita', istruzione, lavoro, scuola, immigrazione e
via enumerando: quale razza di programma sta preparando l'allegra
brigata dell'Unione e, soprattutto, quali sono le idee forti che
puo' convogliare la sinistra? >
Bookmark:
http://approfondimenti.splinder.com>
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Tito G. wrote:
< "Per decenni i tedeschi sono stati in maggioranza intolleranti,
prepotenti, razzisti...". Ma di quali decenni parlate esattamente?
Bisognerebbe avere una maggiore cognizione della Germania e del
lavoro immane che i tedeschi hanno svolto per affrontare, elaborare,
condannare e rinascere dal loro passato. E questo a destra come a
sinistra, da Adenauer a Willy Brandt, passando per tutta
l'intellettualita' Boell, Andersch, Grass, arrivando ad ogni
cittadino, alle lotte sindacali, agli scioperi politici, al
sessantotto, alla stampa di ogni direzione che non fa passare
giorno, da sessant'anni a questa parte, senza rintracciare
personaggi, ricordare fatti, scovare storie per un'elaborazione
nazionale, popolare e soprattutto europea di quello che e' stato il
nazifascismo. Uno sforzo questo di un popolo tutto, che incomincia
ogni giorno spiegando ai bambini di 6 anni in prima elementare che
sia stato l'Olocausto e che continua per tutta la formazione del
cittadino, del suo senso civile e politico. Uno sforzo che l'Italia
non ha ancora affrontato, cosa che oggi consente il rifiorire di
interpretazioni assurde sui combattenti repubblichini e sul
disconoscimento del ruolo di protagonista che il nostro Paese ha
avuto nella politica e negli orrori di quegli anni. Mi spiace
trovare in una pubblicazione seria come la Catena leggerezze di
questo tipo >
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A.P. wrote:
< Secondo i dati dell'Agenzia Europea delle Droghe siamo terzi in
Europa per consumo di cocaina. Una droga la cui immagine e' legata
alle classi "di successo" (imprenditori, politici, milionari) e
dunque probabilmente non negativa per l'immagine post-moderna del
nostro paese >
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Paolo B. (di Cornedo, ma gia' abitante a Pieve per vent'anni) wrote:
<"Il comune di Pieve Emanuele ha intitolato una strada a Peppino
Impastato...". In realta' e' una piazza... proprio davanti al
Ripamonti Residence di Ligresti :-))) >
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ninoq@email.it wrote:
< Lunardi diceva che con la mafia bisogna convivere, ora Berlusconi
(a Messina, il 25 novembre) dice che e' in guerra con la mafia.
Finalmente ho capito perche' siamo andati in Iraq: siamo andati a
convivere! >
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L.M. wrote (ad arcoiris):
< A bagheria il 15 maggio 2002 un gruppo di ragazzi di 30-40 persone
ha occupato una struttura, La Montagnola, notoriamente conosciuta
per gli interessi ad essa connessi. Nasce cosi' il c.s.o.a.
Montagnola gestito in maniera indipendente da questi ragazzi.
Nell'arco di un mese e mezzo sono state tante le attivita' svolte
all'interno e fuori la struttura, soprattutto campagne informative
rivolte alla popolazione bagherese per sollecitarle a prendere atto
di come una magnifica struttura come quella potesse tornare in mano
ai cittadini e non rimanere in un totale sfracello in balia a
teppisti, prostituzione ecc. Dopo questo mese e mezzo i ragazzi
della Montagnola subiscono un ATTENTATO MAFIOSO nel quale si e' dato
fuoco a parte della struttura, a un motore di uno degli occupanti e
di un cane che il c.s.o.a. teneva, dato che a Bagheria il problema
del randagismo e' risolto tramite l'avvelenamento dei cani stessi.
Nonostante tutti i nostri sforzi per rendere noto l'avvenimento, mai
nessuno si e' occupato della faccenda, tipo la magistratura o i
giornalisti... o la popolazione. Questo messaggio non e' che un
altro tentativo di far conoscere l'incubo mafioso che i ragazzi di
Bagheria sono costretti a vivere ogni giorno.
Bookmark:
http://www.arcoiris.tv
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(Adesso sono nella sede di un Comitato Borsellino giu' in Sicilia,
e' sera e la gente sta finendo di votare per le primarie. I
risultati si sapranno fra poche ore, percio' dovrei aspettare un po'
e mandarvi "il pezzo sulle elezioni in Sicilia". Ma forse e' meglio
riprendere un vecchio articolo e rimetterlo qui subito senza
aspettare il resto. Mi sembra che dica tutto quello che ho da dire
anche adesso, comunque vadano le cose qui in Sicilia nelle prossime
ore e nel resto d'Italia nei prossimi mesi).
* * *
IL PARTITO DI FALCONE E DEI RAGAZZINI
(Avvenimenti, gennaio 1992)
"Il partito di Falcone e dei ragazzini" non aveva un comitato
centrale o uno stemma, ma in realta' era l'unico partito esistente
in Sicilia, oltre alla mafia. Il rumore di fondo, in quegli anni,
era costituito dall dichiarazioni dei sindaci che escludevano
l'esistenza della mafia nella loro citta', dai giornali ad
azionariato mafioso che invocavano silenzio, dalla brava gente che
lavorava chiassosamente all'autodistruzione della sinistra, e dai
colpi di pistola. Furono i ragazzini di Palermo a scendere in campo
per primi. Il liceo Meli, l'Einstein, il Galilei, poi via via tutti
gli altri. Si passava sotto il Palazzo di Giustizia e il corteo,che
fino a quel momento aveva gridato a voce altissima i Nomi, faceva
improvvisamente silenzio. La' dentro lavoravano i nostri magistrati.
Falcone, Borsellino, Di Lello, Ayala, Agata Consoli, Conte: meta'
del Partito erano loro. L'altra meta', i liceali. A Catania, fra il
1984 e il 1986, furono almeno trecento i ragazzi che in una maniera
o nell'altra parteciparono, da militanti, alle iniziative dei
Siciliani Giovani: furono i primi a gridare in piazza i nomi dei
Cavalieri e a lavorare quotidianamente - il volantino,il centro
sociale, l'assemblea - per strappargli dagli artigli la citta'. A
Gela, a Niscemi, a Castellammare del Golfo, nei paesini dove i
padroni hanno la dittatura militare, essi vennero fuori e lottarono,
paese per paese e citta' per citta'. "La Sicilia non e' mafiosa -
affermavano orgogliosamente - La Sicilia e' militarmente occupata
dalla mafia". La Sicilia, dove ancora nel 1969 un ragazzo fu fatto
uccidere dal padre - boss mafioso - perche' era iscritto alla Fgci.
La Sicilia che ha combattuto, che non s'e' arresa mai.
Ha combattuto, ed ha fatto politica, ha ragionato. La politica come
partecipazione, come trasversalita', come sociata' civile nasce
nelle lotte palermitane e catanesi di quegli anni: oggi e' common
sense dappertutto. La fine del vecchio ceto politico, di tutta la
vecchia storia, fu intuita per la prima volta qui. Non e' un caso se
il movimento studentesco, due anni fa, e' ripartito da Palermo, e se
la' dura tuttora. Non e' un caso se Palermo e' l'unica citta'
d'Italia dove sia cresciuta un'opposizione di massa, dove
l'opposizione sia vincente. Non e' un caso se a Catania il piu'
totale black-out di tv e stampa non riesca - due volte in due anni -
a fermare i candidati dell'opposizione. Non e' un caso se a Capo
d'Orlando i commercianti si ribellano, non e' un caso se a Gela gli
studenti restano organizzati; e non e' un caso se a Palermo la gente
non reagisce invocando la pena di morte ma individuando lucidamente
le responsabilita' dei politici di governo e prendendosela con loro.
Dal 1983 - e sono ormai nove anni - in Sicilia e' in atto, con alti
e bassi ma con una sostanziale continuita'; non ancora maggioritario
ma gia' ben lontano dal minoritarismo. - un vero e proprio movimento
di liberazione. Contro la mafia, ma anche contro tutto cio' che essa
porta con se'.
Questo movimento avrebbe potuto essere esattamente l'anello che
mancava alla sinistra italiana, il punto di partenza per ricostruire
tutto. Invece, e' rimasto solo. Solo a livello di palazzi, di
comitati centrali, di radical-chic, di giornali: non a livello di
ragazzini. Domani, ad esempio - ma non e' una novita', perche'
avviene regolarmente ogni settimana - c'e' assemblea dei liceali
dell'Antimafia a Roma. Sono i soli, in Italia, a non avere paura
dello sfascio. Perche' sanno che c'e' una classe dirigente pronta a
prendere la responsabilita' del Paese anche domattina, se fosse
necessario - e non e' detto che non lo sia. Orlando, Claudio Fava,
Carmine Mancuso, Dalla Chiesa? Si': ma anche - e soprattutto -
Davide Camarrone del liceo Meli, Antonio Cimino di Corso Calatafimi,
Fabio Passiglia, Nuccio Fazio, Vito Mercadante, Angela Lo Canto,
Carmelo Ferrarotto di Siciliani Giovani, Nando Calaciura, Tano
Abela, il professor D'Urso: avete mai letto questi nomi sui
giornali? Benissimo. Infatti, neanche i nomi dei primi socialisti
uscivano sui giornali, cent'anni fa.
Una meta' del "partito" oggi non c'e' piu'. Martelli, il giudice
Carnevale, Pannella e Cossiga sono riusciti, ognuno con i suoi
mezzi, a svuotare il Palazzo dai nostri magistrati e lo stesso
Falcone, ben prima d'essere ucciso, era gia' stato messo in
condizione di non essere piu' quello di prima. Dei "vecchi", solo
Borsellino e Conte sono rimasti al loro posto. Ma nel frattempo sono
cresciuti i Felice Lima, i Di Pietro, i Casson.
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Mr Auden wrote:
< Private faces in public places
Are wiser and nicer
Than public faces in private facews
21
novembre 2005 n. 311
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Questo numero della Catena esce ridotto e in ritardo per problemi
tanto miei quanto della diffusione (gli ultimi numeri non sono
arrivati a molti abbonati). Inoltre, a causa di un problema di
reindirizzamento, e' andata perduta parte della posta inviata nelle
pazienza.
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Mala tempora. "Troppa delinquenza, non si puo' piu' stare. Tutta
'sta gentaglia a piede libero... Io ho paura anche di dormire, i
ladri sono gia' venuti una volta ... Ma come posso fare?". "Metti
tutto in cassaforte, zio. Vedrai che nessuno te la potra' toccare,
la roba tua". "Ah, e' vero, ho la cassaforte. Grazie del consiglio,
Giovanni, sei proprio uno di Famiglia". (Al telefono: Giovanni
Brusca e Toto' o' Curto, in arte Riina). [antonella serafini]
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Grandi opere sul web. La finanza creativa non si ferma ai ponti e
all'alta velocita' ma si spinge fino agli angoli piu' remoti del
cyberspazio. Sono stati stanziati quarantacinque milioni di euro per
L'idea di realizzare il sito web piu' costoso nella storia
dell'umanita' nasce dalla fervida mente del ministro
dell'innovazione Lucio Stanca, che con questa iniziativa vuol
regalare al Belpaese un sito dedicato alla promozione del turismo e
alle prenotazioni on-line di alberghi e ristoranti.
Per un curioso fenomeno di autocannibalismo, dei quarantacinque
milioni previsti ben venti pero' saranno usati per preomuovere non
il turismo ma il sito stesso (in otto lingue). Gli altri venticinque
milioni, stanziati dalle regioni, verranno spartiti alla cordata di
aziende che s'e' aggiudicata il bando. Insomma una Fontana di Trevi
virtuale, con monumenti virtuali e paesaggi virtuali, venduta - per
soldi veri - non all'ignaro turista di Toto' e Peppino ma a tutti
noi contribuenti italiani, riempiendo qualche server e molte tasche.
[carlo gubitosa]
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Cartolina da Santo Domingo. Grandi Opere: dibattito sui quotidiani
della capitale. "Non costera' nulla allo Stato e portera' turismo".
"Non servira' a niente! Tutte balle!". Si parla della progettata
isola artificiale di fronte al Malecon di Santo Domingo. Non
essendoci zone balneabili in citta', un gruppo di imprenditori
locali e spagnoli ha pensato bene di costruire un'isola apposta, con
spiaggia finta e cemento vero. "Boh! Tanto non la faranno mai",
dicono al bar. [Rocco Rossitto]
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Cartolina da Berlino. Avevo letto sulla Catena un giudizio molto
positivo sui tedeschi, che mi aveva incuriosito: sull'Irak i cattivi
di un tempo (i tedeschi) erano diventati i buoni ed i buoni (inglesi
ed americani) erano diventati i cattivi. Si sottolineava anche come
in Germania vi fossero condizioni di democrazia, tolleranza e
solidarieta', a livelli scandinavi, impensabili per altri paesi,
anche europei, prima tra tutti l'Italia.
La cosa non mi convinceva. Per decenni i tedeschi sono stati, in
maggioranza, l'esatto contrario: intolleranti, prepotenti, razzisti.
Negli occhi di molti di quelli con piu' di cinquant'anni non avevi
difficolta' a leggerci un passato da nazista convinto. E durante il
nazismo non c'e' stato nessun movimento di opposizione paragonabile
alla Resistenza nostra o francese. Ma ora a Berlino ho avuto
l'impressione di un paese finalmente cambiato. Ma cambiato davvero e
di parecchio!
Tolleranza, gentilezza e civilta' sono le cose che piu' ti
colpiscono. Anche la tutela dell'ambiente e l'amore per le cose
belle. Cos'e' stato? Il melting pot? Certo: turchi, slavi, greci,
italiani, sudamericani, africani ed asiatici ne trovi tantissimi e
nessuno a lavare i vetri delle auto. La riunificazione? L'esperienza
disumana del muro e, subito dopo il nazismo, il regime sovietico in
meta' del paese? Qualunque cosa sia, ha generato un amore per la
liberta' e un rispetto dei diritti umani straordinari. [giovanni
mortelliti]
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Abituarsi. Francesco Merlo: < Certo, la signora ha tutto il diritto
di fare politica, gia' si e' impegnata nell'associazionismo
cattolico e potrebbe anche accadere che riveli doti di buona
amministratrice e di brava presidentessa, ma la logica del cognome
non surroga competenze. Il pericolo e' che la scelta di un
cognome-simbolo stia ancora dentro quella retorica di cui si sta
rendendo maestro e nuovo protagonista proprio il favoreggiatore
Cuffaro. Se anche la retorica antimafia e' diventata terreno di
mafia a noi non resta che prenderne distanza e dare battaglia alla
retorica >
* * *
Ribellarsi. Claudio Fava: < Se Paolo Borsellino fosse vivo, se fosse
vivo Giuseppe Fava e con lui tutti gli altri morti per mano mafiosa,
sarebbero orgogliosi di sostenere la candidatura di Rita Borsellino
alla presidenza della Regione siciliana al di la' delle loro
posizioni politiche. Sconfiggere alle elezioni un presidente di
Regione processato per favoreggiamento mafioso non e' solo una
battaglia del centrosinistra: e' una sfida che Rita Borsellino porta
avanti in nome di tutti i siciliani onesti. Quanto alla volgare
battuta del signor Cuffaro sui vantaggi di Rita Borsellino per il
cognome che porta, Cuffaro sa bene che l'unico vantaggio che e'
toccato ai parenti delle vittime di mafia e' stato quello di portare
sulle spalle in questi anni di tragedia un supplemento di dolore e
di responsabilita' >
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Come ando' a finire. Il super-presidente, che aveva abbindolato la
nazione per piu' di dieci anni, alla fine fu arrestato in un paese
del Sudamerica e estradato a casa. Mandato di cattura
internazionale, processo per corruzione, ecc. Si parla naturalmente
di Fujimori.
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Trend. "Questo articolo contiene un linguaggio proibito. Si prega di
cancellare il linguaggio proibito dall'articolo". (Microsoft
Messanger, versione - ancora - cinese).
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Marketing. Grandi cartelloni di Cosa Nostra con lo slogan "Facciamo
schifo!". Adesso ricicla l'immagine e cerca di far sorridere con i
Soprano.
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Maturazione. Petruccioli, sul ritorno di Santoro: "Quando il
problema sara' maturo lo portero' in consiglio di amministrazione".
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Antimafia. Sabato 26 a Campi Bisenzio (Firenze) si svolgera'
l'annuale incontro ideato da Antonino Caponnetto su giustizia e
legalita'. Quest'anno intervengono Rosario Crocetta, Alfredo
Galasso, Giovanni Impastato, Piero Grasso, Tano Grasso, Salvatore
Calleri, Bruno Piazzese, Carlo Lucarelli, Giuseppe Lumia e altri.
Interverrano i ragazzi antipizzo di Palermo e sara' presente
Elisabetta Caponnetto.
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Alessandro Paganini wrote:
< Ricapitoliamo: la Cina ha un fortissimo attivo di bilancio,
detiene il 30 per cento del debito Usa, possiede tutte le competenze
e tecnologie (forse un po' indietro solo sul militare), e ha grosse
quote di mercato estero a prezzi stracciati. E i nostri geniali
imprenditori che fanno? Chiudono gli stabilimenti e importano le
merci, cioe' si riciclano da produttori a grossisti. Bravi. Questo
finche' non parte il mercato interno cinese. A quel punto la
produzione cinese trovera' sbocco a casa, e le esportazioni saranno
minori, e molto piu' care. Nel frattempo noi ci saremo
deindustrializzati, e una parte delle nostre infrastrutture vitali
sara' in mano proprio ai cinesi. A quel punto saremo noi il terzo
mondo. Chi glielo dice al presidente imprenditore? >
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Francesco Mantero wrote:
< Il Vaticano impone la sua macchina burocratica sulla voce dei
Francescani di Assisi, rei di assumere troppe iniziative sui temi
della giustizia e della pace, troppi messaggi di ecumenismo tra le
diverse fedi dei popoli della Terra. Si tenta di spegnere una voce
importante, capace di parlare al cuore degli uomini su un messaggio,
quello di Cristo, fondato proprio su questi temi. Come si e'
cercato di spegnere le voci della chiesa dei poveri, quella africana
o latinoamericana, che continuano a gridare nel silenzio dei mezzi
di informazione il dolore di una sterminata umanita' sofferente, da
cui la chiesa con la C maiuscola, quella che benedice i potenti, e'
sempre piu' lontana >
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Ettore Lomaglio Silvestri (Ass."Sconfiggiamo la mafia") wrote:
< Il comune di Pieve Emanuele (MI) ha intitolato una strada a
Peppino Impastato. Sarebbe bello se anche altri comuni lo imitassero
intitolando una strada alla memoria di Peppino >
________________________________________
Giuseppe G. wrote:
< Nitto Santapaola, Aldo Ercolano e soci non sono piu' i capi di
Cosa Nostra catanese. Anzi non sono affatto mafiosi. Lo ha stabilito
una sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Catania, assolvendo i
boss dall'accusa di aver comandato i clan dal '96 in poi. "Come
potevano farlo se erano sotto il 41 bis? come potevano far passare
gli ordini?". Questa la linea degli avvocati che evidentemente ha
convinto i giudici. Presidente della Corte era Gustavo Cardaci,
giudice a latere Luigi Russo, che quindici anni fa fece molto
parlare di se' per aver assolto i cavalieri del lavoro dall'accusa
di essere vicini a Cosa Nostra. Ci avevano a che fare - scrisse il
giudice allora - ma "per stato di necessita'" >
________________________________________
di prendere vita on-line. L'obiettivo sara' creare una
meta-redazione che raccolga in modo professionale il meglio di cio'
che produce l'informazione alternativa su internet, anche e
soprattutto in visione di una vita oltre lo schermo, che raggiunga
la carta e le piazze. Ora abbiamo bisogno di volontari intrepidi e
competenti, in particolare grafici e informatici, che possano
prendere in mano questo strumento per farlo diventare vivo e
pulsante. Astenersi perditempo. Per informazioni e reclutamenti
rivolgersi alla Catena di San Libero o a Carlo Gubitosa di
Peacelink.
________________________________________
< E anche tu, Cleanoride, sei morto
servendo la Citta', tu che osavi
sfidare le tempeste dell'inverno.
Nell'eta' senza donne cadde il fiore.
L'adolescenza tua, presa dal mare >
14
novembre 2005 n. 310
________________________________________
Sgombero di senza-casa in una citta' italiana. Due lettere in
redazione.
Prima lettera. < La Segreteria Regionale di Forza Nuova esprime
soddisfazione per l'operazione di sgombero degli immigrati
clandestini accampati nella baraccopoli abusiva al centro di
Catania, effettuata con una operazione dalle Forze dell'Ordine in
data odierna. Forza Nuova, insieme ad associazioni di Connazionali
abitanti nella zona, da diversi mesi si era mobilitata con continui
presidi e raccolte firme e finalmente ha raggiunto il risultato di
restituire alla legalita' il quartiere della zona. Certo nel centro
di Catania persistono altre situazioni di illegalita', alcune
gestite dalla malavita locale e altre legate alla prostituzione,
alla droga ed alla immigrazione di extracomunitari che sempre piu'
spadroneggiano ed intimidiscono i pochi Catanesi che resistono nella
zona.
E' auspicabile che le Istituzioni e le Forze dell'Ordine
intensifichino la loro presenza nel quartiere per evitare che quello
che era una volta il "salotto buono" della Citta' diventi preda di
scorribande di tribu' in lotta per il predominio degli affari loschi
da controllare. Forza Nuova rimane accanto ai Connazionali nella
difesa della propria Identita' e della propria Incolumita'.
Distinti saluti. Giuseppe Bonanno Conti, Segreteria Regionale Forza
Nuova, Via Sturzo 235, Catania >
* * *
Seconda lettera. < "Le ruspe entrano in azione all'alba - ci
informano i mezzi di comunicazione - il blitz sequestra cento
persone, uomini, donne e bambini, il terreno e' spianato, tutto
pulito, decente, decoroso!". Non si sa dove le hanno portate. I
volontari non hanno notizie: famiglie smembrate, tragedie terribili
che noi persone perbene, civili e benestanti, non riusciamo neppure
ad immaginare. Ed ora ascoltate la ricostruzione del sindaco
Scapagnini: "Il comune ha saputo dare una grande prova di rispetto
delle persone e di sostegno nei confronti dei piu' deboli per dare
un sostegno umanitario e di prima accoglienza a questa gente".
Tutto bello! Tutto perfetto! Tutto risolto! Il medico supera il
paziente! Nemmeno Berlusconi sarebbe riuscito cosi' bene a
capovolgere la verita'.
Grazie sindaco! A nome dei baraccati anonimi di Corso dei Martiri!
Sac. Salvatore Resca, Via Siena 1, Catania GIOVEDI' 17 A PARTIRE
DALLE 22,30, A CORSO DEI MARTIRI, VEGLIA DI PROTESTA E DI
PREGHIERA >
________________________________________
Nassirya. L'Alleato che un tempo - a nostra insaputa - bombardava i
quartieri di Londra e rastrellava gli ebrei, adesso - sempre a
nostra insaputa - tortura selvaggiamente i prigionieri e getta bombe
incendiarie sulle case d'abitazione. La Washington Post parla di
"posti neri", black sites, in cui i prigionieri dell'Alleato vengono
"interrogati" e questi posti, sputtanati Abu Ghraib e Guantanamo,
ora sono gli ex-gulag staliniani degli ex (adesso democratici)
satelliti est-europei. Il giudice Garzon ha incriminato per omicidio
alcuni militari Alleati che avevano assassinato un giornalista
spagnolo; l'Alleato, fra le altre cose, non ama i giornalisti - che
infatti misteriosamente spariscono - e neanche i funzionari italiani
che cercano di proteggerli e di portarli al sicuro. Noialtri -
"italiani brava gente" - non ne sappiamo niente, come non ne
sapevamo niente anche prima.
* * *
"Con indomato coraggio, nel segno indefettibile della fedelta'
all'Alleato e ai Valori Cristiani...". Sventolano le bandiere al
vento del deserto e gli uomini della prima fila sono irrigiditi
sull'attenti. "La Patriaaaa!". Livido di sudore, cercando di fare la
faccia marziale, il gerarca venuto da Roma si aggiusta furtivamente
il cinturone. "Venuti a portare la civilta'...". E finalmente le
trombe squillano, il vescovo fa un passo avanti e recita qualcosa ai
morti. Molti sono commossi, qualcuno - fra quelli che resteranno qui
anche dopo - lo e' davvero. Nastasi, Alfano, Orioles, Ruvolo,
Vitagliano, Scuderi... Chi in piedi qua, in mezzo al plotone
schierato, e chi con le scarpe al sole per sempre, in questro pezzo
di Libia in cui "abbiamo portato la civilta'" per ordine del re e di
Mussolini.
All'uscita del campo, dopo il rompete-le-righe, mentre gli SM-79
imbarcano i gerarchi per riportarli a Roma, qualcuno sorregge una
donna - lisa di lacrime, una che ha perso il suo uomo - che, non
essendo sposata in chiesa, davanti alle truppe schierate non l'hanno
lasciata entrare. "Tre uomini di pattuglia alla pista sud!".
"Comandi!". Ed un'altra giornata ricomincia, coll'aereo dei gerarchi
ormai lontano nel cielo e i fanti, qua sulla sabbia, che in silenzio
ora lavorano ma un giorno ricorderanno.
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Falluja. I crimini di guerra commessi dall'esercito statunitense a
Falluja sono stati rimossi dalle cronache a poche ore di distanza
dallo scoop che li ha svelati. Sigfrido Ranucci, inviato da Rainews
24, ha scoperchiato un vaso di Pandora che in teoria varrebbe una
incriminazione davanti alla Corte Penale Internazionale. In pratica
e' diventato una meteora scomparsa rapidamente dall'agenda dei
media.
Tuttavia questa rubrica e' ben consapevole del suo ruolo di servizio
pubblico, e per questa ragione proviamo a recuperare le informazioni
salienti di questo non-scoop, una versione evoluta delle non-notizie
che molti vorrebbero conoscere ma pochi hanno voglia di raccontare.
Ingredienti: un direttore che preferisce fare il cane da guardia del
potere anziche' il cane da salotto, un giornalista che preferisce
consumare le scarpe anziche' la lingua, una fonte diretta
(l'ex-militare statutitense Jeff Englehart) che conserva ancora quel
briciolo di coscienza necessaria a denunciare gli orrori a cui ha
assistito. Informazioni raccolte: l'esercito Usa ha sganciato armi
chimiche su Falluja, tra cui il "fosforo bianco" proibito dall'Onu,
che ha sciolto i corpi di civili e bambini inermi sorpresi nel
sonno.
"E' stato un genocidio - ha dichiarato Englehart - Non e' stata una
guerra, ma un omicidio di massa. Il fosforo bianco quando esplode si
disperde come una nuvola, se colpisce un essere umano lo consuma
fino all'osso. Sono stati uccisi donne e bambini. Anche animali".
Le conseguenze di queste rivelazioni? Prossime allo zero. Con buona
pace di Falluja, prima cancellata dalla carta geografica, e ora
anche dalle nostre coscienze sonnambule, disperse sulle isole dei
famosi e solleticate solo dalle bufale. [carlo gubitosa]
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Geografia. L'Uccidente e l'Uriente.
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Pari opportunita'. Di solito se ne parla a proposito degli
onorevoli: meno maschi piu' donne in parlamento. In Scandinavia
pero' - sapendo dove sta di casa il potere reale - una ministra,
Bekkemellem della Norvegia, ha avvertito le grandi aziende:
sbrigatevi a mettere almeno il quaranta per cento di donne nei
vostri consigli d'amministrazione. Vogliamo piu' donne manager. Se
no, vi chiudiamo d'autorita'".
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Ponte. Dopo i supereurocity (i vecchi eurocity ma con un altro nome)
i manager delle ferrovie hanno istituito il Supplemento No-bug,
pagando il quale si ha diritto a viaggiare in treni senza pulci e
senza cimici.
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Banlieu. Un HML non e' un quartiere e' un agglomerato di tane. Un
gruppo di palazzoni di cemento di fine gusto anni '70 che hanno
cementificato le campagne suburbane della Francia. Accessibili ad
ogni tasca. Ci si muove in branco, ci si annusa, ci si accapiglia,
si campa. Ci si parla in un francese diverso, periferico, si dice
"cat" per dire quattro, "meuf" per dire donna, cose che per certi
versi esistono anche altrove, ma che solo in questi quartieri
acquistano quella complessita' sociale che impedisce l'osmosi col
resto della societa'. Non puoi cercare lavoro come telefonista se
dici "cat", non puoi cercare lavoro se pensi "meuf". Campare vuol
dire delimitarsi un territorio di competenza, bisogna essere eroici,
non politici, ribelli: quanto guadagni tu che mi disprezzi? 10.000
franchi? Io guadagno il doppio, tu che fai? L'insegnante? Io vendo
oppio. E ora facciamo i conti: quante macchine sai incendiare?
Quanti poliziotti (flic), quanti scarafaggi (cafard), quanti
bastardi sai fottere (niquer)? Io sono l'eroe, tu sei labirinto, io
ora vinco, tu quando andrai in pensione, ma ora e' il mio momento e
nel mio momento incendio macchine, tiro pietre e chiavi inglesi. E
se arriva un angelo, uno di quelli buoni, belli e saggissimi prima
l'inculo e poi lo finisco a sprangate. C'e' tempo per perdere e io
perdero' per tanto tempo, ma ora vinco e finche' vinco gioco io. Non
e' passato questo e manco futuro. [tito gandini]
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Paname. "On va bruler Paname!". Come i pirati dei Caraibi,
commentano i giornali. Ma i Caraibi non c'entrano: e' semplicemente
argot, il dialetto parigino che risale almeno al primo Ottocento e
che e' documentato da Hugo ad Hemingway. E in argot "Paname" ha
sempre significato semplicemente Parigi. Da cui due dati oggettivi:
1) i giornalisti, almeno italiani, non hanno idea che sia mai
esistito un dialetto (popolare, borgataro, ecc.) a Parigi; 2) gli
"chasseurs" saranno magrebini quanto volete, ma parlano lo stesso
dialetto dei loro omologhi del 1848, 1871, 1936 ecc. che pure non
erano magrebini. Chi e' l'indigeno, allora, e chi e' lo straniero?
(Ma "bruler" e' un buon sistema? No, per niente. Ma questo e' un
altro discorso).
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Socing. Bocciata ai Comuni la legge "antiterrorismo" di Blair
(carcere senza processo per i sospetti, ecc.). Nei sondaggi erano
approvate solo da venti cittadini su cento. Gl'inglesi
s'interstardiscono a voler rimanere inglesi.
________________________________________
Sicilia. La stampa internazionale (Newsweek, Liberation, ecc.) ha
alcune cose precise da dire sulla Sicilia:
1. Mafia. "Il fatturato delle mafie italiane rappresenta oggi cento
miliardi di euro annui, il 7,5 per cento del Pil. Secondo la
direzione investigativa antimafia il capitale immobilizzato dalla
mafia e' di circa mille miliardi di euri. Condiziona la politica,
altera l'economia e in certe zone abolisce le liberta' civili".
2. Disinformazione. "Durante Mani pulite tutte le udienze erano
seguite dai media. A Palermo, il processo di uno dei piu' stretti
collaboratori del premier, Dell'Utri, e' stato seguito solo per
qualche giorno e solo al momento della sentenza".
3. Poverta'. "I giovani hanno ripreso a emigrare. L'abbandono
scolastico e' il doppio del resto d'Europa. La mortalita' infantile
e' il quadruplo del nord".
4. Inquinamento. "A Gela, vicino al petrolchimico, un neonato su
venti presenta malformazioni".
5. Lager. "Mentre proseguono gli sbarchi dei clandestini, i centri
di detenzione continuano a essere quasi invisibili per tv e stampa".
* * *
Si parla di Margherita, di Udeur, di Ulivo, di autonomisti e di
moderati. Ma, in realta', si parla - quando si parla onestamente, e
cioe' di rado - di queste cinque cose precise e tutto il resto e'
poesia. Quando in Sicilia un candidato "strano" (Orlando allora, la
Borsellino adesso) suscita "improvvisamente" l'entusiasmo popolare
e' perche' i siciliani, a differenza della loro classe politica,
vivono sulla propria pelle questi cinque problemi. E periodicamente
tentano di scrollarseli di dosso.
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Pirati. In un CD musicale della Sony ("Get right with the man" dei
Van Zant) e' stato inserito, a scopo di "protezione", un software
assai simile a un virus che crea files nascosti rimuovendo i quali
si manda in tilt il computer. La scoperta fatta dall'informatico
Mark Russinovich di F-Secure da' adito il sospetto che altri
analoghi - illegali - sistemi di "protezione - possano essere
presenti in altri prodotti Sony. Quest'ultima, dopo lo scandalo, ha
annunciato una patch per visualizzare i files in questione, la cui
rimozione resta comunque impossibile senza istruzioni. Per riceverle
sara' necessario contattare direttamente la Sony.
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Buone notizie per la Calabria. Il Sottosegretario alle Attivita'
Produttive Pino Galati, calabrese, al termine di una laboriosa
trasferta a Miami (Florida), ha annunciato orgogliosamente il pieno
successo dell'operazione di trapianto dei capelli cui s'era
sottoposto nelle ultime settimane sull'esempio di altri politici del
suo governo. Nel corso di un meeting ("Il sogno possibile") sono
state distribuite immagini di Galati prima e dopo la cura e sono
state altresi' diffuse le dichiarazioni ("Le ingiuste accuse dei
miei avversari politici", "La voglia incomprimibile di cambiare il
mio stile di vita") dello statista calabrese.
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Cassazione. Liberato per "decorrenza di termini" (ma esattamente tre
settimane prima della sentenza) un altro fedelissimo di Provenzano,
il "reggente" di Bagheria don Pietro Lo Iacono, amico del
supermanager (mafioso) della sanita' regionale Michele Aiello.
Festeggiamenti di parenti e amici. Lo Iacono, che in passato era
stato indagato anche dal capitano Ultimo (tuttora a piede libero
nonostante questa grave provocazione contro un rispettabile
cittadino), intende adesso dedicarsi a una operosa attivita' di
imprenditore nel rispetto dei valori cristiani e della civile
convivenza.
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Kitsch. Su istanza dei giovani della Padanjugend, il governatore
Formigoni ha annunciato l'istituzione di un regolare inno lombardo,
con tanto di bandiera. In Sicilia, sotto Cuffaro, siamo arrivati
prima: da due anni esiste un "inno siciliano" che si chiama
Madreterra, sta fra la sigla di Beautiful e la marcia dei pompieri,
e' costato un sacco di soldi e non parla ne' di mafia ne'
d'antimafia.
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Casa. Dal mese prossimo il mio nuovo indirizzo e': R.O.,
via............ numero...... codice postale...... . Le parti in
bianco verranno direttamente riempite dall'amico Silvio B., che s'e'
personalmente impegnato a trovare una casa a me e a venticinque
milioni di altri italiani. Meno male che ci ha pensato lui, perche'
cominciavamo ad avere qualche problema.
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Spot. E' pronto il dossier "Mafia e politica 2005" curato dalla
redazione di Antimafia Duemila.
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Franco wrote:
< Ma Diego dove vive? Se una donna non ha latte, dara' al suo
bambino il latte della centrale allungato con un po' d'acqua e
addolcito col miele. Cosi' come fanno le donne non imbottite della
pubblicita' della Nestle'. Almeno in Occidente. In Africa e'
un'altra cosa, ma non e' un buon motivo per giustificare i prezzi
delle aziende >
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Nota. Gli ultimi due numeri della Catena non sono arrivati a molti
abbonati per nostri problemi organizzativi. Richiedeteli o copiateli
altri siti che riprendono la Catena.
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< Distribuivi garofani rossi
alle mani levate nel pugno
e il gesto restituiva
valori dimenticati
come bandiere
colorate di primavere
che dovevano ancora nascere.
Gli occhi nutrivano silenzi
grandi come orizzonti
e le parole sgorgavano dalle labbra
lievi di tenerezza
fermentate d'ironia
taglienti di sarcasmo
come quelle di tuo figlio... >
7 novembre
2005 n. 309
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Rinaldo in campo. Anche questa settimana, la capitale d'Italia e'
Locri. E' gia' uscita, com'era prevedibile, dai media padronali: ma
e' ancora li', che' ormai e' una generazione. Le mancano tantissime
cose: memoria, collegamenti, organizzazione. Ma neanche i ragazzi di
Palermo e Catania sapevano piu' molto di Licausi o dell'occupazione
delle terre; ne' avevano tv o giornali, ne' una rete. Eppure, a poco
a poco, hanno costruito. E cosi' faranno questi di ora. Noi, poiche'
oggi lo spazio e' poco, ci limitiamo a ripetere che siamo a
disposizione. Questa e' l'ultima voce autonoma, o una delle ultime,
dell'antimafia di dieci e di vent'anni fa: siamo sopravvissuti fin
qui esattamente per questo, per essere memoria e agenda per le nuove
antimafie che - ne eravamo certissimi - sarebbero arrivate. Il filo,
invisibile e lieve, non s'e' spezzato mai. Per Aldo, Alessandro,
Barbara e per tutti gli altri e' pronto da raccogliere, ed essi lo
faranno.
* * *
La politica, intanto, avanza a grandissimi passi persino nei (e
contro i) palazzi. E' bastato uno zefiro - il nome "Borsellino" -
per soffiar via dieci anni di vilta' e inciuci dalla sinistra
siciliana. Non solo i vecchi marpioni come Crisafulli, Cocilovo,
Ramsete, Suslov e compagnia mummia, ma anche i "moderni" rampanti
come Finocchiaro o Bianco hanno dovuto abbassare la cresta davanti
all'ondata di applausi, di emozioni, di ri-organizzazione dal basso
che da ogni angolo della Sicilia s'e' alzata appena riudito questo
nome. Si sono costituiti gia', ora che scriviamo, almeno trecento
comitati Borsellino: ma il numero e' sicuramente superato ora che
leggi. Ne fanno parte, ciascuno alla sua maniera e in allegra
concorrenza, no-global e "riformisti", addiopizzo palermitani e
communisti col chiodo. Battibecchi, ripicche, piccole gelosie non
sono assenti: ma, nel complesso, l'aria e' di un risveglio generale,
del terzo ritorno in campo del popolo antimafioso.
Quest'anno, nell'isola, la primavera e' arrivata prima. Sicilia
spalanca gli occhi, starnutisce, si stira con un ahhhh! di sollievo
le braccia anchilosate e comincia ad alzarsi dal vecchio letto. E ai
vecchi paladini, che succede? Da anni c'eravamo abituati a vederli
cortigiani, a litigarsi un feudo, una presenza a corte, sempre piu'
letichini, sempre piu' arrugginiti. Ma ora in sella rieccola, la
bella cavalcata d'una volta: Rinaldo, Orlando, Ferrau', Ruggiero,
Bradamante... E li mori infedeli (che qui son cristianissimi: ma
lasciamo stare) che sbiancano e si scuffarano, a risentire la tromba
della vecchia animosa scombiccherata cavalleria.
* * *
E' bello, dopo tante critiche, lodare per una volta i compagni dei
bei tempi. Fava, Lumia, Orlando e alcuni altri hanno avuto una parte
assolutamente decisiva nel portare l'intera sinistra a sostenere
senza se e senza ma la candidatura Borsellino. I primi due, che ora
sono diessini, hanno spinto in avanti a calci nel sedere il loro
partito. Il terzo, finito ahime' in mezzo ai margheritari, li ha
subito mandati al diavolo appena ha sentito aria di movimento (col
buffo Rutelli da Roma, che, fra le sghignazzate generali, l'ha
immediatamente deferito al Tribunale del popolo per la radiazione).
Non e' vero che i politici sono tutti uguali, che dormono tutti.
Alcuni si possono risvegliare, solo che a differenza della Bella
Addormentata per risvegliarsi hanno bisogno di schiaffi e non di
baci in bocca.
* * *
Ecco. Adesso, avanti cosi', e un po' piu' oltre. La presidenza
Borsellino, alla regione Sicilia, non basta piu'. Vogliamo proprio
un governo Borsellino, con una giunta composta da tutti i capitani
del popolo antimafioso. Crocetta, Fava, Tano Grasso, Lumia,
Orlando... non piu' capicorrente di palazzo, ma assessori di popolo
del primo governo antimafioso. E poi...
E poi basta per ora, abbiamo scritto e letto gia' fin troppo. Adesso
muoviamoci, facciamo le riunioni, mandiamo mail, facciamo i
volantini e i fogli locali (e le tv di strada), organizziamo i
comitati, facciamo rete, muoviamoci. Il momento, e' ora.
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Locri. Eravamo in tanti, per il tipo di occasione tantissimi. Per lo
piu' tutti studenti, poche le presenze istituzionali in senso lato
ed in senso stretto: politici calabresi (sindaci, assessori,
segretari ecc.), poi Legambiente, il sindacato (Cgil, Uil), i
lavoratori dell'Inps, e qualche bandiera piu' o meno conosciuta di
qualche strana e seria organizzazione.
Ma gli studenti la facevano da padrone, tanti da Cosenza, da Napoli,
da Bari, da Firenze, da Bologna, da Roma, da tutte le parti i
calabresi, e pochi, pochissimi i siciliani: io personalmente non ne
ho incontrati e la cosa e' stata parecchio evidente a conclusione
della manifestazione quando un rappresentate degli studenti di ogni
luogo ha fatto il suo intervento.
Il dato importante e' che tutto realmente sembra rimesso alle
proposte ed alle metodologie che questi ragazzi avranno da proporre
e individuare; la Calabria, quella buona, non sa da dove iniziare ma
tutti credono che questo possa essere un inizio. La situazione li'
e' davvero all'inizio, non c'e' una vera e propria cultura antimafia
(voglio dire prima di questi episodi). "Non si e' mai opposto
nessuno - mi hanno detto - non abbiamo memoria di lotte contro la
mafia". Questo per spiegare che tutto e' "base" da quelle parti,
davvero c'e' bisogno di strumenti culturali, insomma di una
discussione un po' piu' larga. Ho visto i ragazzi di "Io sto con
Falcone", e' stato bello quando mi hanno dato il volantino: "Ah ma
voi siete di Roma?" ho chiesto. "E voi?". "Di Catania!". Hanno fatto
un giornalino, un pdf stampato, ne ho preso una copia e appena vengo
ve lo porto.
La sera s'e' parlato di fare un incontro comune tutti insieme, tutti
i ragazzi delle varie citta', una sorta di forum operativo per
capire se organizzare un'altra manifestazione nazionale o qualsiasi
altra cosa. A ogni modo ci si sente via email, Barbara sta
raccogliendo un elenco di email in modo da tenere i contatti, lei fa
parte di "giovani per la Locride" un buon punto di riferimento, e'
gente grande (18-23) rispetto ai giovani televisivi (14-17).
[alessandro malastrada].
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Marchette deontologiche. La notizia e' una di quelle che segnano la
storia dei media: l'ordine dei giornalisti ha dato la sua
benedizione ufficiale alla pubblicita' occulta (in gergo
"marchette") all'interno dei telegiornali nazionali. Tutto comincia
la sera del 28 agosto, quando il Tg2 e il Tg5 decidono di celebrare
l'uscita della nuova Fiat Punto in diretta nazionale e a mezz'ora di
distanza l'uno dall'altro.
La "Catena" ha gia' descritto questi due servizi di Lamberto Sposini
e Maria Concetta Mattei, caratterizzati dalle medesime immagini e
dallo stesso tono trionfalistico e acritico. Credendo che un
telegiornale fosse diverso da una cassa di risonanza di comunicati
aziendali, e che un giornalista avesse compiti diversi da quelli di
un concessionario di automobili, questo umile scribacchino ha
inoltrato un esposto all'Ordine dei Giornalisti per segnalare quella
che sembrava una palese violazione della deontologia professionale.
Il seguito della vicenda ricorda da vicino la barzelletta del pazzo
che andava contromano credendo che fossero gli altri a sbagliare
direzione: il pazzo ero io, che da solo cercavo di andare contro la
corrente del giornalismo asservito, e non chi ha "normalmente"
aperto gli spazi dell'informazione e del servizio pubblico
televisivo alla pubblicita' (neanche tanto occulta) della Fiat.
Bruno Tucci, presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio, ha
messo nero su bianco che "quando un'azienda lancia sul mercato una
nuova auto tutti indistintamente, i giornali, oltre la radio e la Tv
sono portati a illustrare le caratteristiche della nuova auto. Non
avendo quindi riscontrato nessuna violazione delle norme
deontologiche, il consiglio ha deciso all'unanimita' di archiviare
il caso". Preso atto di queste nuove tendenze nella deontologia
professionale, rimangono alcuni dubbi: perche' due Tg nazionali
usano le stesse immagini? Chi gliele ha date? I telegiornali sono
una vetrina di prodotti? Un'auto nuova e' una notizia? Se si',
perche' annunciare solo le auto Fiat e non vetture di altre marche,
auto ad aria compressa o biciclette? Ma soprattutto, perche'
l'Ordine dei Giornalisti e' arrivato cosi' in basso? [carlo
gubitosa]
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Patriot Act. Introdotto da Bush dopo l'11.settembre, limita alcuni
diritti civili nel quadro della lotta al terrorismo. Scade in gran
parte alla fine di quest'anno e se ne sta discutendo ferocemente il
rinnovo. Intanto il Congresso ha varato misure per consentire una
piu' larga applicazione della pena di morte. I reati passibili di
essa sono triplicati; e' stato approvato un meccanismo di
ripetizione del processo in caso di non applicazione della pena
chiesta all'accusa. Secondo il N.Y. Times cosi' rischiano la pena
capitale anche i finanziatori inconsapevoli di organizzazioni
terroriste. [tito gandini]
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Patriot. Patrick J. Fitzgerald e' l'autore dell'indagine su Valery
Plame, l'agente Cia pubblicamente identificato dall'entourage della
Casa Bianca per "punizione". Il marito della Plame, un ex
ambasciatore, sapeva e diceva che Saddam non aveva l'atomica. Nel
rapporto Fitzgerald si afferma che se i giornalisti a conoscenza dei
fatti avessero testimoniato prima il caso sarebbe potuto esplodere
esattamente un anno fa: cioe' nell'ottobre 2004, a un mese dalle
elezioni presidenziali che hanno visto soccombere John Kerry [tito
gandini].
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Fabbrica. Su Radio3 dal 7 al 18 novembre, sempre alle 14.30, si
parla di fabbrica vista dalle donne. Il programma racconta cent'anni
di storia industriale (all'Ilva-Italsider) e lo fa da un punto di
vista inconsueto, le storie di vita di diverse generazioni di
operaie napoletane. Lo cura Renata Pepicelli e si puo streammare
anche in rete.
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Orfeo wrote:
< "Nessuna destra e' mai riuscita a sopravvivere nelle condizioni
di quella di ora...". Ne sei davvero sicuro? Da qualche giorno ho
dei brutti presentimenti, spero proprio di sbagliarmi. Il fatto e'
che per governare davvero occorre: ottenere la maggioranza dei voti
alle prossime elezioni (non e' cosi' sicuro); convertire i voti in
una maggioranza parlamentare (non e' piu' cosi' automatico, specie
dopo l'ultima legge elettorale). La storia delle sinistre e' piena
di illusioni sfumate, stiamo attenti a non fare come quegli uccelli
che cantavano sui fili del telegrafo che trasmetteva l'ordine di
uccidere tutti gli uccelli. Questa destra, come quella degli anni
'20 e '30, non ha nessun tipo di morale >
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Alessandro Paganini wrote:
< La violenza da parte di familiari o partner e' la prima causa di
morte e invalidita' per ragazze e donne fra i 16 e i 44 anni,
secondo dati del Consiglio d'Europa (Ansa 28 ott 05). Suggerisco
pertanto al ministro dell'interno e agli onorevoli Bossi e Fini,
sempre che abbiano chiaro il concetto di priorita', che prima di
finanziare i "Centri di Permanenza Temporanea" per immigrati,
occorre istituire dei CPT per noi mariti >
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Diego wrote:
< E' vero, il latte in polvere sta facendo disastri nel Terzo Mondo
(ma per colpa dell'acqua con cui lo si diluisce, non del latte in
se'), ma se una donna non ha latte cosa gli diamo ai neonati? L'IVA
al 20% la pagano i consumatori, non certo le case produttrici, e
anche l'eventuale multa (se mai sara' pagata) non andra' certo ad
intaccare il conto in banca del signor Milupa o del signor Nestle',
ma si ripercuotera' sui consumatori o peggio sui lavoratori di
quelle aziende, che si sentiranno dire "e' un momento difficile, il
mercato e' stagnante, la produttivita' deve aumentare ma l'aumento
non glielo do', anzi..." >
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Giovanni wrote:
< Una nuova grande iniziativa di massa della Catena di Sanlibero: un
referendum sull'illegalita'. Manifestate nel modo che riterrete piu'
idoneo il vostro dissenso o consenso con le affermazioni che
seguono.
- La guerra e' illegale tranne che per resistere a un'invasione.
- Occupare le case sfitte di uno speculatore per chiedere al Comune
di requisirle non e' illegale.
- Occupare le case sfitte (anche di un palazzinaro) per rivendersele
a chi vuole un titolo per una casa popolare e' illegale.
- Occupare una fabbrica per mantenere il posto di lavoro non e'
illegale.
- Bloccare il traffico per non pagare le multe dopo avere fatto i
furbi sulle quote latte e' illegale.
- Lavare i vetri delle macchine ai semafori non e' illegale.
- Minacciare o aggredire chi non se li vuole far lavare e' illegale.
- Entrare clandestinamente in un paese perche' nel proprio si
rischia la morte non e' illegale.
- Raccomandare e farsi raccomandare e' illegale.
- Chiedere l'elemosina non e' illegale.
- Sfruttare chi la chiede e' illegale.
- Drogarsi non e' illegale (e' solo inutile).
- Rubare in supermercato (da soli o in massa) e' illegale.
- Farsi le leggi su misura per sfuggire alla galera non e' illegale (e'
solo vergognoso).
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Ettore Lomaglio Silvestri (pres. Ass.cult.Sconfiggiamo la mafia)
wrote:
< Il Di Fazio arrestato, anche se declamato come il reggente del
clan Santapaola, ha una grossa stonatura nel suo cursus honorum.
Ossia i boss delle altre famiglie catanesi avevano chiesto il
permesso di ammazzarlo a Bernardo Provenzano. E noi, da cattivi e
malpensanti e sbirri quali siamo, crediamo che lo stesso Provenzano
abbia confidato ai suoi contatti al Viminale dove trovarlo. Insomma,
invece di ammazzarlo, don Binnu l'ha venduto allo Stato per fargli
fare bella figura. E distrarre l'opinione pubblica. Questo lo
pensiamo noi ma a volte a pensar male si indovina >
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Max wrote:
< AAAAAA Cercasi Giovane Ragazzo di Locri-scopi giornalistici. Dopo
l'uragano Charlie, la tempesta Marilyn e il temporale Umberto, una
nuova perturbazione si aggira per il mondo, i giornalisti che vanno
a caccia di ragazzi di Locri. Sembra il ritorno di Pacciani, della
Banda della Uno Bianca e invece sono un esercito di giornalisti che
vogliono a tutti i costi un povero Cristo che viene da Locri.
Sentite cosa mi e' capitato: un giornalista mi chiede
dell'associazione, delle nostre attivita' e di quello che
facciamo...mi chiede da dove vengo e io: "da Roma". "Peccato! - fa
lui - Senti, noi tra due ore andiamo in onda, non e' che camuffando
un po' la voce, mi potresti fare il ragazzo di Locri? "Ma lei e'
pazzo! - faccio io - mi ha preso per un buffone? Ma si vergogni! Lei
e' un macellaio non un giornalista!". E lui, tranquillamente: Lui
tranquillamente mi ha risposto: "Scusa se ti ho offeso. Chiedo a
qualcuno della redazione. Ciao". Si vede che siamo il paese della
Ventura di Bruno Vespa! Come diceva Jack Folla : "Sveglia
fratellini, e' tempo di lottare a 360 gradi" >
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Ignazio Bucalo wrote:
< Cuffaro? Io Cu-Rita! >
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< ...E questo e' tutto e non e' gia' che basti
ma forse vi dira' "Esisto ancora" >
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Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche
semplicemente per liberarsene, basta scrivere a
"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)
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La Catena di San Libero
31 ottobre 2005 n. 308
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Due lettere. La prima e' di un militante antimafioso calabrese piu'
o meno della mia eta'. La seconda di un ragazzo che dieci anni fa
era nella baracca SicilianiGiovani-L'Alba-ecc., di cui vi ho parlato
altre volte. Si chiamano uno Giovanni e l'altro Carlo.
* * *
Giovanni: < ...dei miei figli. Il piu' grande ha quasi vent'anni,
studia giurisprudenza, ed e' innamorato di Che Guevara; il secondo
ha 17 anni, studia al liceo classico ed e' affascinato dalla figura
di Peppino Impastato. Li ho educati all'impegno civile, ma l'ho
fatto con la mia vita, non con le prediche. Io ed i miei figli non
ci parliamo molto, non abbiamo molto tempo per farlo. Ci seguiamo
con gli occhi, io li seguo con il mio cuore di padre, loro cercano
di camminare sulla loro strada e solo per caso sono strade che io,
prima di loro, ho percorso. Noi non abbiamo paura, perche' chi non
fa del male a nessuno non deve avere paura. Loro cosi' hanno
imparato, senza che io glielo dicessi mai. Noi abbiamo scelto di
vivere in Calabria, anche se avevamo opportunita' diverse.
Ora hanno deciso di aprire un circolo di "Giovani della Margherita"
insieme ad una ventina di altri ragazzi. Io non ho obiettato nulla,
anche perche' so che hanno fatto un ragionamento insieme ed hanno
escluso di aderire ad altre sigle di partito perche' hanno forti
dubbi. Io spero che si sbaglino, ovviamente. La Margherita era il
partito di Franco, oltretutto, e l'ultima volta che mio figlio
l'aveva incontrato lui scherzando glielo aveva chiesto
espressamente: "Dai! Non fare l'anarchico come tuo padre, che e'
allergico ai partiti. Dammi una mano a fondare i nuovi circoli della
Margherita Giovani, che da li' bisogna ricominciare". Ed
all'obiezione di mio figlio "Ma dai... io sono di sinistra..." lui,
con quel bel sorriso che lo contraddistingueva, lo abbraccio'
dicendo "Cosa vuol dire essere di sinistra? Essere dalla parte di
chi ha bisogno, di chi combatte la mafia, di chi e' contro la
corruzione? Allora io sono piu' a sinistra di te. Noi non siamo ne'
di destra ne' di sinistra: siamo calabresi che lavorano per
migliorare la nostra terra e per liberarla dalle sue cancrene...
Ecco, siamo i medici della politica... ah ah ah!".
Cosi' i miei figli e gli altri ragazzi dello striscione hanno deciso
di dovergli questo passaggio, anche se uno continua a portare il
basco ed i capelli lunghi alla "Che", e l'altro continua a cercare
di imitare Peppino Impastato.
(...) Ora ti saluto, con alcune raccomandazioni:
1 - Cerchiamo di mettere in piedi un "qualcosa" che coinvolga i
giovani siciliani, calabresi, campani e pugliesi in una sigla comune
per il loro NO alla mafie ed a tutte le mafie... >
* * *
Carlo: < Qualcosa pero' te la volevo dire lo stesso. Qualcosa che mi
e' venuto in mente adesso. Due sono le cose che sento di potere dire
di avere capito rispetto al lavoro fatto anni fa insieme. Quanto le
analisi fatte (mai formalmente) andassero dritte al punto, al cuore
del problema. In particolare, dopo l'omicidio Fortugno si e' creato
in Calabria un forte movimento di piazza con uno slogan "e adesso
ammazzateci tutti" fortissimo. Insomma per una giornata "i
ragazzini" hanno appoggiato una politica "buona" ed hanno contato
qualcosa. E si e' saputo piu' del loro movimento che di qualunque
capo o capetto. Questi infatti li puoi comprare quelli, tutti
insieme no.
E questa storia mi sembra ancora una volta paradigmatica: un
presidente del consiglio assente, un magistrato minacciato, una
endemica difficolta' a cambiare istituzioni clientelari, e quando
qualcosa cambia ecco allora scatenarsi un evento tragico come
questo.
E poi c'e' la gente comune quella che normalmente non finisce sui
giornali, che non va al grande fratello e non fa parte della gente
che conta ed allora ha come unica droga lo stare con la famiglia o
studiare tutta la notte ecc., che una volta conta e lo fa
direttamente appoggiando e scegliendo da chi farsi rappresentare.
Ed in piu' parla. Ho fatto un esperimento, ho provato a vedere su
Internet chi avesse parlato dello slogan "e adesso ammazzateci
tutti". Bene, il primo giorno non ho trovato alcun riferimento sui
giornali (solo il giorno dopo). Ma andando a guardare i blog di
riferimenti se ne trovavano a decine. E allora mi viene da pensare
esattamente quello che avevamo pensato allora: fare informazione dal
basso, trasformare l'informazione dal basso in movimento,
esattamente quello che e' successo oggi. Penso che in qualche
maniera ci sia una relazione, nel senso che allora e' stato
sperimentato un metodo che oggi e', almeno nelle zone di frontiera,
un metodo di "fare politica".
Ancora internet secondo me deve esprimere il suo meglio. E' ancora
troppo costoso fare notizia nel senso di raccontare quello che
succede online. Io mi sono dovuto armare di un computer per
scriverti, penso un giorno bastera' un aggeggino molto piu' piccolo
e ti potro' scrivere mentre aspetto l'autobus. Come forse gia' fara'
Lucio che saluto caramente.
Infine insomma penso che il modo di fare politica "di base" stia
sempre piu' diventando un metodo. Possiamo di questo io credo
rallegrarci come un risultato. Se a sinistra le primarie sono un
dato di fatto (con tutti i limiti del caso) ormai e' vero che la
politica si fa con i blog, con i giornalini, con un apporto assai
piu' militante di quanto si faceva prima.
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Si muove. Rita Borsellino in Sicilia, Dario Fo a Milano: l'effetto
primarie sta catapultando in avanti la sinistra, senza
capricciosita' o estremismi ma con la tranquilla ragionevolezza
della societa' civile. In Sicilia, in particolare, l'opposizione ha
trovato il suo sbocco naturale, che e' l'antimafia. E non
l'antimafia piu' o meno contrattata e compressa dei partiti, ma
l'antimafia libera, spontanea, popolare, quella - tanti anni fa -
del "partito di Falcone e dei ragazzini".
Tutto cio' fa paura. Fa paura a destra, dove non dimenticheranno mai
di essere facilmente riusciti a imbrigliare i Rutelli e i D'Alema ma
non gli articoli 18, non i cococo', non i girotondi, non i
pacifisti; e fa paura a sinistra, dove si discuteva se candidare
Pippo Baudo o l'Amaro Averna. Adesso, si va alla chiarezza: noi
candideremo l'antimafia, la Borsellino; la Dc candidera' Latteri,
che fino a poco tempo fa era di Forza Italia e che e' stato gia'
trombato in tutte le elezioni possibili; il Ds... Gia', che fara' il
Ds? (Repubblica, a Palermo, comincia gia' a definire la Borsellino
una "pasionaria").
Al momento in cui scriviamo, i Ds non hanno ancora deciso. Non
possono certo schierarsi, di fronte alla loro base, con un Latteri
contro una Borsellino. Non possono confessare "noi non ce l'abbiamo
fatta, provate voi antimafiosi di base". Un terzo candidato, una
primaria a tre? Benissimo: ci misureremo. Pero', dentro e fuori il
Ds, ciascuno dovra' prendere le sue decisioni, chiarire una volta
per tutte a chi risponde.
Un paio d'anni fa ci fu un episodio eloquentissimo nella sinistra
siciliana: uno dei suoi esponenti, Claudio Fava, attacco'
violentemente e pubblicamente un dirigente Ds sorpreso a telefonarsi
amichevolmente con un mafioso. Fu prudentemente isolato dal partito.
Ma non dagli elettori, che alla prima elezione lo premiarono con
duecentomila voti. Fu l'elezione, fra l'altro, in cui fu spazzato
via, ancora fresco di Forza Italia, l'attuale candidato di Bianco e
della Dc, Latteri. Ventiquattrore dopo la vittoria, pero', Fava
ando' a Canossa e dichiaro' la sua piena solidarieta' a Bianco, ai
moderati, a Latteri e a tutti gli altri. All'elezione successiva
l'elettorato di sinistra, deluso, se ne resto' a casa. Cosi' Bianco
e Latteri politicamente sopravvissero, e rieccoli qua.
Ecco: adesso e' tempo di non andare mai piu' a Canossa, di tagliarsi
- come una volta si sapeva fare - i ponti dietro. Appoggio
incondizionato all'antimafia e alla Borsellino. Assemblee in tutte
le citta' e i paesi della Sicilia, come nel Novantatre'. Cahiers de
doleances dappertutto: cosi' il programma. Incontri, alla luce del
sole e orgogliosamente, di tutti gli antimafiosi dentro e fuori i
partiti; definizione del prossimo governo regionale con la
Borsellino presidente ma Fava, Tano Grasso, Crocetta, la Siracusa,
Arcuri, Ferro, Orlando e gli altri dentro a fare gli assessori,
umilmente e coraggiosamente, nel primo governo antimafioso della
Sicilia, quello per cui abbiamo tanto sofferto e combattuto.
Riprendere da dove s'e' interrotto, dalla Primavera. La lunga
traversata e' finita. Possiamo tornare noi stessi - se solo lo
vogliamo. Non c'e' nulla di meno, in questo momento fortissimo, che
meriti di essere chiamato politica: cerchiamo di esserne
all'altezza.
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Que viva Lojero. "Ha cacciato a calci in culo dalla giunta regionale
un assessore, comunista Prc, perche' a soli quattro mesi dalle
elezioni aveva assunto la moglie nel suo stesso assessorato a dieci
milioni al mese".
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Old Sicily. Piu' che il medio allegrotto a me ha fatto impressione
l'anellone che gli splendeva accanto, un fondo di bottiglia viola
degno dell'arcivescovo di Ravanusa o d'una signoruzza d'una volta.
Bello. Per logica deduzione, ritengo che quando prende il caffe' (o
meglio il te', con paste polverose e annesso rosolio) inarchi
graziosamente il mignolo, da fare inorridire i salotti. "Pretendono,
signora mia, come pretendono ora!". Vecchia Sicilia civilizzata da
poco, coll'unghia del mignolo lunga, le stanze buie, i
copri-poltrona di tela, gli stemmi su cartone in anticamera, la
brillantina, i lacche', i vecchi boss benevoli, i banchieri di
paese, gli avvocaticchi 'ntisi che infine, in continente,
diventavano onorevoli. E le signore col ditino all'insu', che mia
nonna mai avrebbe riconosciuto come tali.
________________________________________
Un saluto. A Stefano Montesi, che e' stato fotoreporter nostro ad
Avvenimenti (quello vero, anni '90) e adesso, non avendo perduto il
vizio di far bene il suo mestiere, s'e' fatto rompere la testa dai
celerini mentre fotografava i tizi che menavano gli studenti. Dice
il questore che non ha dato l'ordine lui, che e' stata iniziativa
personale degli agenti. Va bene. Comunque bravo Stefano, almeno tu
sei rimasto com'eri prima.
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Video-rivoluzione d'ottobre. Un anonimo blogger ha rivelato in
dettaglio i piani dell'Unione per la "rivoluzione riformista" del
sistema radiotelevisivo. La prima mossa sara' fatta da un infiltrato
sotto copertura: il segretario del piu' grande partito italiano
iscritto all'internazionale socialista si camuffera' da cabarettista
per intrufolarsi nel programma "C'e' posta per te" di Maria de
Filippi. Il sagace infiltrato, per non far saltare la sua copertura,
evitera' accuratamente di ricordare le raccomandazioni con cui la
conduttrice ha raggiunto il successo grazie al marito, e men che
meno i trascorsi di quest'ultimo (noto ai piu' come "uomo di
sinistra") all'interno di loggie massoniche dichiarate illegali.
Dopo l'astuta creazione di questo avamposto nel cuore della tv
italiana, il progetto prevede in sequenza le seguenti mosse: Massimo
D'Alema partecipera' al Festival di Sanremo lanciando dal palco un
appello politico rivolto a Jovanotti e Bob Geldof per combattere la
poverta' nel mondo; Giuliano Amato vestira' i panni del topo
Geronimo Stilton per reclutare le nuove leve del socialismo tra gli
spettatori dello "Zecchino d'Oro"; Fabio Mussi, opportunamente
camuffato, sostituira' Platinette per una rubrica di approfondimento
culturale sui Pacs; Cirino Pomicino realizzera' il casting di un
reality show destinato a politici della Prima Repubblica ormai
caduti in disgrazia, ambientato nel carcere di Rebibbia e intitolato
"Amici degli amici"; Fausto Bertinotti, dopo una combattuta vertenza
sindacale, mettera' fine a lunghi anni di precariato e
collaborazioni saltuarie sul set della nota soap-opera "Porta a
Porta", ottenendo da Vespa una regolare assunzione, il pagamento
degli arretrati e una poltrona con il suo nome impresso a fuoco.
Dulcis in fundo, Romano Prodi rilevera' la conduzione di "Linea
Verde", realizzando puntate tematiche sulle sorti progressive della
produzione emiliana di insaccati.
(Nota: a dispetto delle apparenze, questo articolo contiene una
notizia vera, che basta per rendere verosimili tutte le altre. Il 22
ottobre, quando alla Camera era appena passata la devolution, Piero
Fassino incontrava la sua bambinaia negli studi di Mediaset). [carlo
gubitosa]
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Il 9 agosto 1945, poco prima del lancio della bombe su Nagasaki,
entro' un simpatico omino nella base militare americana, prese un
martello con l'intenzione di mettere fuori uso i comandi che
bloccavano le porte che blindavano la fatidica bomba. Poi ha pensato
che forse rischiava la galera e non ha piu' fatto nulla. Ed ebbe
salva la vita, che sicuramente non passo' in carcere.
Deve aver sognato questo, Turi Vaccaro, quando si e' introdotto
nella base americana e ha preso a martellate i comandi di due
cacciabombardieri F-16 che ospitavano 20 testate nucleari. Lui pero'
e' stato beccato, condannato a 18 mesi e una multa. Turi, prova a
sognare un po' di meno, magari, saresti tranquillo tranquillo a casa
al calduccio, con due Hiroshima e Nagasaki sulla coscienza ma almeno
libero. Ma mi sbaglio io o il disarmo nucleare totale e' stato
imposto dal Trattato di non proliferazione del 1970? [antonella
serafini]
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Il pacifista. Identificato dalla questura di Genova il "cervello"
dei disordini di quattro anni fa, quando alcuni sedicenti
"pacifisti" tentarono di rapire Bush, Putin, Chirac e altri statisti
approfittando del trambusto causato da manifestazioni di piazza
predisposte allo scopo. Si tratta di un professionista brianzolo, il
classico "insospettabile" (gira sempre in giacca e cravatta ed evita
accuratamente di frequentare i centri sociali) che gia' da anni i
carabinieri, la polizia, la magistratura spagnola, i giudici
elvetici, la Guardia di finanza, Travaglio e quasi tutti i
magistrati italiani lo tenevano pero' d'occhio per pressoche' tutti
i reati previsti dal codice penale. A smascherarlo sono state alcune
dichiarazioni ("no alla guerra, abbasso Bush") che l'uomo si e'
lasciato incautamente sfuggire di fronte al microfono di una tv
privata (ambienti, peraltro, nei quali non sarebbe del tutto
sconosciuto). Tanto e' bastato agli inquirenti per inchiodarlo alle
sue responsabilita'.
Si cerca adesso, a quanto e' filtrato dalla sala-interrogatori di
Bolzaneto, di chiarire se in queste parole fosse contenuto anche un
messaggio in codice per eventuali complici in Italia. Si tratta
comunque di un'organizzazione pericolosissima, comprendente - a
quanto fa sapere il Viminale - "elementi gia' affiliati al disciolto
partito comunista e anche a formazioni extraparlamentari di estrema
sinistra". Il professionista arrestato, di cui non viene fatto il
nome per motivi di sicurezza, sarebbe addirittura legato da amicizia
personale col capo del Kgb sovietico maggiore Putin e si sarebbe
recentemente incontrato con un ex esponente della Hitlerjugend che
da tempo vive a Roma.
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Bologna. Ancora tesa la situazione in citta' dopo i violenti scontri
sotto la sede del Comune fra Forze dell'Ordine e affittacasa. Le
polemiche, come si ricordera', sono nate quando il sindaco
Cofferati, dopo aver fatto censire dai vigili tutti gli avvisi
murali della zona universitaria, ha disposto verifiche su
seicentocinquantasei abitazioni date in affitto a studenti
fuorisede. In quattrocentoventitre' casi gli affitti sono risultati
irregolari e i vigili hanno proceduto ad elevare multe a carico dei
padroni di casa.
A nulla sono valse le proteste dell'Unione Affittacamere e del
Cobauton (Comitato Bolognese Affitti a Universitari Trasfertisti o
Nonresidenti), che il sindaco si e' rifiutato ("La legalita' non si
discute!") anche soltanto di ricevere. Agli slogan dell'ala dura del
movimento hanno fatto seguito le cariche dei tutori dell'ordine che
hanno rapidamente sgomberato la piazza. Tre affittacamere e due
poliziotti sono rimasti lievemente feriti nel corso dell'operazione,
mentre valide contusioni ha riportato il segretario dell'Unione
Monarchica conte D'Accursio-Lambertini che aveva tentato di mediare
fra i due schieramenti.
A seguito di questo episodio, i monarchici minacciano di lasciare la
maggioranza di giunta, che a questo punto rischia di poter contare
sull'appoggio della sola Rifondazione (Bertinotti si e' recato a
Bologna per esprimere di persona la propria solidarieta'
all'amministrazione). Ne' sono valse ad ammorbidire la situazione
le dichiarazioni di Ignazio Larussa ("Cofferati e' il solito porco
communista che un giorno o l'altro fucileremo"). Gli studenti da
alcune ore presidiano ("Viva il sindaco del popolo, no ai fassisti")
piazza Maggiore, il Carlino fa appello a Bush contro "la Bagdad di
Cofferati", gruppi di affittacamere si aggirano minacciosi sotto i
portici, marcati a vista dalla polizia. Sara' un nuovo
Settantasette? Qui Bologna e' tutto, a voi studio.
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Sardi. Siccome il governo gli deve dei soldi, loro minacciano
senz'altro di far pignorare le scrivanie dei ministeri, a partire da
quella di Tremonti. (Ho visto la faccia di Soru nell'intervista,
mentre diceva questo, e fossi stato Tremonti mi sarei preoccupato).
Sara' la faccia, sara' il modo di fare, fatto sta che 'sti politici
sardi quando difendono la Sardegna davvero fanno paura. Quelli
siciliani, invece, pur di avere quattro soldi dalla finanziaria
scodinzolano ai leghisti e leccano le dita a Calderoli. Invidia,
invidia, invidia.
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Dieci anni dopo. "Tritolo per il giudice del processo agli assassini
di Falcone" (dai giornali).
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Cartolina da Santo Domingo. Da gennaio a settembre sono
trecentoquarantasette i morti nella Repubblica Domenicana per
"intercabios de disparos", ovvero sparatorie e regolamenti di conti.
In totale 1882 vittime "per morte violenta". Cinquantadue i casi
accertati in cui i colpevoli sono poliziotti in servizio e non. Dei
163 morti del mese di settembre 134 sono per omicidio (15 per cento
in meno rispetto ad agosto, pero'). Nella capitale i morti sono 134,
di cui 87 uccisi di giorno (fra le 6 e le 18) e 47 dalle 18 alle 6,
entre la tarde y la noche. [rocco rossitto]
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Civilta' 1. Scontro fra il senatore McCain e il vicepresidente
Cheney. Il primo ha proposto un emendamento che vieta l'uso della
tortura (e che e' quasi passato in Senato), il secondo gli ha
opposto una bozza per mantenere la liberta' di tortura anche se
l'emendamento passasse.
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Civilta' 2. "Dobbiamo cancellare Israele dalle carte geografiche"
dichiara il governo iraniano, anch'esso retto da fanatici sedicenti
religiosi.
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Agenda. Augusto Boal, brasiliano, e' uno dei maggiori registi
teatrali dell'America Latina. Negli anni sessanta fu l'inventore del
Teatro dell'Oppresso, che sviluppava la teatralita' insita in ogni
persona e la usava per trasformare le situazioni di disagio,
conflitto e oppressione. E' un teatro in cui a un certo punto lo
spettatore entra in scena e sostituisce l'attore, cercando in prima
persona una via d'uscita al problema rappresentato.
Nel 1964 in Brasile ci fu un colpo di stato. Boal venne arrestato,
torturato e costretto all'esilio, prima in Peru' e in Argentina,
dove sperimento' altre forme di teatro partecipativo, poi a Parigi,
dove fondo', nel 1978, il primo Centro del Teatro dell'Oppresso.
Quando andarono via i militari, Boal torno' a Rio de Janeiro. Negli
anni successivi nacquero decine di centri del TdO in tutto il mondo,
ma Boal resto' a fare il direttore artistico nel Centro della sua
citta'.
Inoltre, nel 1992 fu eletto deputato per lo stato di Rio de Janeiro.
Il suo contributo come politico fu l'invenzione del Teatro
Legislativo.
Attraverso le tecniche del TdO alcuni gruppi sociali (domestiche,
senza terra, abitanti delle favelas, malati mentali, disoccupati,
ecc.) esprimevano i propri bisogni attraverso il teatro,
traducendoli in proposte di legge discusse dal parlamento dello
stato. Questo sistema coinvolse 19 comunita', organizzate in
altrettanti gruppi di teatro popolare. In tre anni furono fatte 33
proposte di legge, elaborate a partire da suggerimenti sorti nel
corso di spettacoli-forum nelle piazze cittadine; 13 di queste
proposte si trasformarono in Leggi Municipali.
Molti dei gruppi teatrali sorti in quegli anni continuano il loro
percorso, esibendosi in decine di luoghi pubblici della citta'.
Questa settimana si riuniranno per presentare i nuovi spettacoli in
occasione del Festel, il quarto festival di teatro legislativo. Dal
25 al 30 ottobre, a Rio de Janeiro. [luca rossomando]
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Malasanita' in Sicilia. Dibattito venerdi' 4 alle 18.30 in Piazzetta
Dell'Idria a Catania (vicino allo Spedalieri).
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(Io invece non sono rock. Spero che nessuno si offendera' se
preferisco Lolli o Paolo Conte).
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Spot. Palazzolo Acreide (Siracusa), Poetry Hacklab: 4 giorni
non-stop di poesia, creativita' ed arte dino al 1 novembre.
Sperimentazione della rete Netsukuku. Streaming su Radio Cybernet.
(NdR: nel comunicato ci sono un sacco di altre parole difficili, ma
ci par di capire che il tutto abbia a che fare con la poesia, e
dunque lo si raccomanda)
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Spot. Da novembre con la rivista Zai.Net uscira' "Citta'
Invisibili", il giornale del gruppo giovanile antimafia "Io sto con
Falcone". Si puo' riceverlo a domicilio oppure a scuola e si puo'
anche collaborare con articoli, recensioni, pensieri, ecc.
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G. Barbone wrote:
< Meno Iva sul latte in polvere? Ma in Africa e in America Latina il
latte in polvere sta provocando miriadi di danni all'infanzia.
Quindi la stangata contro compagnie che lo producono non solo e'
giusta ma e' dura la battaglia da condurre contro di loro per
evitare che continuino a commercializzare un prodotto creato in
laboratorio come prodotto originale e migliore del latte materno >
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Stefano wrote:
< "C'e' chi si muove e ricostruisce mentre quelli stanno a
guardare...". Hai ragione ma sono totalmente scettico e disilluso:
alle primarie a Catania ci credero' solo quando le vedro' (e molto
dipende anche da chi sono gli altri) >
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Andrea wrote:
< E' molto facile e comodo prendersela con i lavavetri e far
sgomberare i senza tetto accampati lungo il Reno (sono dei poveracci
che non possono certo difendersi), mentre e' piu' difficile rendere
vivibile via del Pratello (sporca, puzzolente, rumorosa e invivibile
per i residenti) perche' bisogna andare contro i locali (e i loro
padroni) e togliere spazio ai gaudenti cittadini (di tutte le eta'
ed estrazione sociale); e' ben piu' difficile risolvere la
situazione del traffico perche' (anche qui) si deve andare contro i
commercianti e quei cittadini che vogliono sempre arrivare con i
loro macchinoni sotto le due torri; e non si puo' certo andare
contro la fiera e chiedere di traslocare fuori dal centro della
citta', togliendo traffico, ingorghi, parcheggio selvaggio, no
meglio lasciarli costruire ed ingrandirsi tanto poi chi ci rimette
sono i cittadini che rimangono ore in tangenziale; non e' certo
possibile mettere un freno al continuo crescere degli affitti e
degli immobili (conta di piu' uno studente o un'agenzia immobiliare,
una famiglia che cerca casa o un'agenzia immobiliare?). Purtroppo
per noi la legalita' che Cofferati va imponendo riguarda solo chi
non puo' difendersi ma solo ripararsi la testa dalle legnate che gli
arrivano >
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< Tassa sugli sms: Giuseppe Valditara, parlamentare di An, ha
proposto una tassa di 1 centesimo per ogni sms inviato con un
cellulare. Finira' che prima di scrivere TI AMO alla nostra
fidanzata dovremo pensarci due volte.
Tassa sui graffiti: sempre Valditara propone una tassa di due euro
per ogni bomboletta spray venduta, cosi' chi vuole scrivere TI AMO
alla fidanzata sul muro di fronte alla sua finestra dovra' pensarci
non due ma tre volte. Forse e' meglio un sms, costa meno...
Tassa sugli immigrati. Le Lega ha proposto una imposta sul permesso
di soggiorno degli immigrati. Quando si dice rubare ai poveri per
dare ai ricchi.
Scuole Private: L'Udc ha proposto una detrazione fino a 1.000 euro
per le famiglie che iscrivono i propri figli ad asili o scuole
materne provate. Quando si dice rubare ai poveri...
Terzo Mondo: La Lega ha chiesto, per poter aumentare le detrazioni
per le famiglie, di tagliare 50.000 euro ai fondi per la
Cooperazione con i paesi poveri, a cui Tremonti ha gia' tolto 152
milioni su 552. Quando si dice rubare ai...
Gladio: Un senatore di Forza Italia ha chiesto la "regolarizzazione"
di Gladio, ma su certe cose non viene nemmeno voglia di scherzare >
________________________________________
< Mi sono davvero emozionato, l'altra sera, quando e' comparso
Michele Santoro: non lo si vedeva in tv da tanto ed e' triste
toccare con mano che in questo paese di mediocri esistono persone
come lui, cervelli pensanti, e noi, la comunita', non possiamo
beneficiarne perche' il tiranno di turno non sopporta voci fuori dal
coro. Molta colpa va agli abili strateghi che annoveriamo tra le
nostre fila: aver accuratamente evitato i nodi conflitto d'interesse
e privatizzazione Rai non mi son parse mosse granche' lungimiranti.
Ma noialtri italiani siamo sempre stati chiamati a scegliere tra il
male e il peggio. Ormai, talmente abituati a turarci il naso,
l'eventualita' di poter respirare ci pare cosi' vaga... >
________________________________________
Nadia Scardeoni wrote:
< Per un mio personalissimo legame all'Annunziata di Antonello da
Messina... ho eseguito il "restauro virtuale" del bellissimo ovale
sfregiato da un irresponsabile restauro negli anni cinquanta.
Osservate le due immagini, prima e dopo il restauro virtuale, ed
esprimete un giudizio >
________________________________________
G.P. wrote:
< Vorrei segnalare un articolo che mi pare meritevole di attenzione.
E' del prof. N. Augenti, docente di "Teoria e Progetto dei Ponti"
all'Universita' Federico II di Napoli >
________________________________________
Franco Mistretta wrote:
< Caro Ferrara, l'articolo di Christian Rocca sull'affare
"Repubblica - Sismi - Nigergate" era dettagliato e severo. Anche se
non c'entra niente, per pura associazione d'idee, mi tolga una
curiosita': quando Lei tempo fa dichiaro' che aveva fatto spionaggio
per gli Usa, scherzava, e' vero? >
________________________________________
Peppe Palermo wrote:
< Ferdinando Latteri, rettore dell'Universita' di Catania,
traslocato da Forza Italia alla Margherita e da questa candidato,
adesso, alle primarie contro Rita Borsellino: "Non penso che la
mafia sia l'emergenza principale della Sicilia" ("Il Riformista", 28
maggio 2004). E' il traffico, lo sappiamo, l'emergenza principale >
________________________________________
Girolamo wrote:
< Mi riferisco al pianto calabro sull'assenza dello stato e la
presenza della 'ndrangheta. Il mio contributo e': la liberta', la
dignita', la crescita civile si conquistano. Se cominciate a
muovervi, a reagire, tutta l'Italia sara' con voi. Non vediamo
l'ora. Vengo giu' anch'io, alla mia eta', a partecipare alla guerra
di liberazione della mia gente. Ma datevi sta mossa, per giove, che
e' ora. E basta piangere le vostre miserie con la mamma, con lo
stato, l'Europa, la zia Giuseppina e la solidarieta' universale.
Fate qualcosa. Se non fate niente, nessuno potra' fare niente per
voi. La liberta', la dignita', la crescita civile si conquistano.
Viva l'Italia >
* * *
Caro Girolamo,
noi in Sicilia abbiamo "cominciato a muoverci" anche per vent'anni
di seguito, alcuni di noi, ma non e' vero che "l'Italia intera sara'
con voi". Non facciamoci illusioni: l'Italia e' con Celentano.
D'altra parte, a che ci servirebbe? Noi lottiamo semplicemente per
fare il nostro dovere, senza bisogno di nessuno che ci dica bravo.
Lottiamo per orgoglio e per dignita'. Poi, se qualcuno viene con
noi, meglio ancora. Per il resto, hai ragione di "basta piangere".
La liberta' si conquista, non si chiede a nessuno. E anche a te,
grazie di venir giu' senza tante chiacchiere, a partecipare. (E
come hai detto alla fine? Ma si': viva l'Italia).
________________________________________
< I piccoli che piangono nell'ombra
dove nessuno li aspetta
sembrano pini argentati
a lungo dimenticati >
31 ottobre
2005 n. 308
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Due lettere. La prima e' di un militante antimafioso
calabrese piu'
o meno della mia eta'. La seconda di un ragazzo che
dieci anni fa
era nella baracca SicilianiGiovani-L'Alba-ecc., di
cui vi ho parlato
altre volte. Si chiamano uno Giovanni e l'altro
Carlo.
* * *
Giovanni: < ...dei miei figli. Il piu' grande ha
quasi vent'anni,
studia giurisprudenza, ed e' innamorato di Che
Guevara; il secondo
ha 17 anni, studia al liceo classico ed e'
affascinato dalla figura
di Peppino Impastato. Li ho educati all'impegno
civile, ma l'ho
fatto con la mia vita, non con le prediche. Io ed i
miei figli non
ci parliamo molto, non abbiamo molto tempo per
farlo. Ci seguiamo
con gli occhi, io li seguo con il mio cuore di
padre, loro cercano
di camminare sulla loro strada e solo per caso sono
strade che io,
prima di loro, ho percorso. Noi non abbiamo paura,
perche' chi non
fa del male a nessuno non deve avere paura. Loro
cosi' hanno
imparato, senza che io glielo dicessi mai. Noi
abbiamo scelto di
vivere in Calabria, anche se avevamo opportunita'
diverse.
Ora hanno deciso di aprire un circolo di "Giovani
della Margherita"
insieme ad una ventina di altri ragazzi. Io non ho
obiettato nulla,
anche perche' so che hanno fatto un ragionamento
insieme ed hanno
escluso di aderire ad altre sigle di partito perche'
hanno forti
dubbi. Io spero che si sbaglino, ovviamente. La
Margherita era il
partito di Franco, oltretutto, e l'ultima volta che
mio figlio
l'aveva incontrato lui scherzando glielo aveva
chiesto
espressamente: "Dai! Non fare l'anarchico come tuo
padre, che e'
allergico ai partiti. Dammi una mano a fondare i
nuovi circoli della
Margherita Giovani, che da li' bisogna
ricominciare". Ed
all'obiezione di mio figlio "Ma dai... io sono di
sinistra..." lui,
con quel bel sorriso che lo contraddistingueva, lo
abbraccio'
dicendo "Cosa vuol dire essere di sinistra? Essere
dalla parte di
chi ha bisogno, di chi combatte la mafia, di chi e'
contro la
corruzione? Allora io sono piu' a sinistra di te.
Noi non siamo ne'
di destra ne' di sinistra: siamo calabresi che
lavorano per
migliorare la nostra terra e per liberarla dalle sue
cancrene...
Ecco, siamo i medici della politica... ah ah ah!".
Cosi' i miei figli e gli altri ragazzi dello
striscione hanno deciso
di dovergli questo passaggio, anche se uno continua
a portare il
basco ed i capelli lunghi alla "Che", e l'altro
continua a cercare
di imitare Peppino Impastato.
(...) Ora ti saluto, con alcune raccomandazioni:
1 - Cerchiamo di mettere in piedi un "qualcosa" che
coinvolga i
giovani siciliani, calabresi, campani e pugliesi in
una sigla comune
per il loro NO alla mafie ed a tutte le mafie... >
* * *
Carlo: < Qualcosa pero' te la volevo dire lo stesso.
Qualcosa che mi
e' venuto in mente adesso. Due sono le cose che
sento di potere dire
di avere capito rispetto al lavoro fatto anni fa
insieme. Quanto le
analisi fatte (mai formalmente) andassero dritte al
punto, al cuore
del problema. In particolare, dopo l'omicidio
Fortugno si e' creato
in Calabria un forte movimento di piazza con uno
slogan "e adesso
ammazzateci tutti" fortissimo. Insomma per una
giornata "i
ragazzini" hanno appoggiato una politica "buona" ed
hanno contato
qualcosa. E si e' saputo piu' del loro movimento che
di qualunque
capo o capetto. Questi infatti li puoi comprare
quelli, tutti
insieme no.
E questa storia mi sembra ancora una volta
paradigmatica: un
presidente del consiglio assente, un magistrato
minacciato, una
endemica difficolta' a cambiare istituzioni
clientelari, e quando
qualcosa cambia ecco allora scatenarsi un evento
tragico come
questo.
E poi c'e' la gente comune quella che normalmente
non finisce sui
giornali, che non va al grande fratello e non fa
parte della gente
che conta ed allora ha come unica droga lo stare con
la famiglia o
studiare tutta la notte ecc., che una volta conta e
lo fa
direttamente appoggiando e scegliendo da chi farsi
rappresentare.
Ed in piu' parla. Ho fatto un esperimento, ho
provato a vedere su
Internet chi avesse parlato dello slogan "e adesso
ammazzateci
tutti". Bene, il primo giorno non ho trovato alcun
riferimento sui
giornali (solo il giorno dopo). Ma andando a
guardare i blog di
riferimenti se ne trovavano a decine. E allora mi
viene da pensare
esattamente quello che avevamo pensato allora: fare
informazione dal
basso, trasformare l'informazione dal basso in
movimento,
esattamente quello che e' successo oggi. Penso che
in qualche
maniera ci sia una relazione, nel senso che allora
e' stato
sperimentato un metodo che oggi e', almeno nelle
zone di frontiera,
un metodo di "fare politica".
Ancora internet secondo me deve esprimere il suo
meglio. E' ancora
troppo costoso fare notizia nel senso di raccontare
quello che
succede online. Io mi sono dovuto armare di un
computer per
scriverti, penso un giorno bastera' un aggeggino
molto piu' piccolo
e ti potro' scrivere mentre aspetto l'autobus. Come
forse gia' fara'
Lucio che saluto caramente.
Infine insomma penso che il modo di fare politica
"di base" stia
sempre piu' diventando un metodo. Possiamo di questo
io credo
rallegrarci come un risultato. Se a sinistra le
primarie sono un
dato di fatto (con tutti i limiti del caso) ormai e'
vero che la
politica si fa con i blog, con i giornalini, con un
apporto assai
piu' militante di quanto si faceva prima.
________________________________________
Si muove. Rita Borsellino in Sicilia, Dario Fo a
Milano: l'effetto
primarie sta catapultando in avanti la sinistra,
senza
capricciosita' o estremismi ma con la tranquilla
ragionevolezza
della societa' civile. In Sicilia, in particolare,
l'opposizione ha
trovato il suo sbocco naturale, che e' l'antimafia.
E non
l'antimafia piu' o meno contrattata e compressa dei
partiti, ma
l'antimafia libera, spontanea, popolare, quella -
tanti anni fa -
del "partito di Falcone e dei ragazzini".
Tutto cio' fa paura. Fa paura a destra, dove non
dimenticheranno mai
di essere facilmente riusciti a imbrigliare i
Rutelli e i D'Alema ma
non gli articoli 18, non i cococo', non i girotondi,
non i
pacifisti; e fa paura a sinistra, dove si discuteva
se candidare
Pippo Baudo o l'Amaro Averna. Adesso, si va alla
chiarezza: noi
candideremo l'antimafia, la Borsellino; la Dc
candidera' Latteri,
che fino a poco tempo fa era di Forza Italia e che
e' stato gia'
trombato in tutte le elezioni possibili; il Ds...
Gia', che fara' il
Ds? (Repubblica, a Palermo, comincia gia' a definire
la Borsellino
una "pasionaria").
Al momento in cui scriviamo, i Ds non hanno ancora
deciso. Non
possono certo schierarsi, di fronte alla loro base,
con un Latteri
contro una Borsellino. Non possono confessare "noi
non ce l'abbiamo
fatta, provate voi antimafiosi di base". Un terzo
candidato, una
primaria a tre? Benissimo: ci misureremo. Pero',
dentro e fuori il
Ds, ciascuno dovra' prendere le sue decisioni,
chiarire una volta
per tutte a chi risponde.
Un paio d'anni fa ci fu un episodio eloquentissimo
nella sinistra
siciliana: uno dei suoi esponenti, Claudio Fava,
attacco'
violentemente e pubblicamente un dirigente Ds
sorpreso a telefonarsi
amichevolmente con un mafioso. Fu prudentemente
isolato dal partito.
Ma non dagli elettori, che alla prima elezione lo
premiarono con
duecentomila voti. Fu l'elezione, fra l'altro, in
cui fu spazzato
via, ancora fresco di Forza Italia, l'attuale
candidato di Bianco e
della Dc, Latteri. Ventiquattrore dopo la vittoria,
pero', Fava
ando' a Canossa e dichiaro' la sua piena
solidarieta' a Bianco, ai
moderati, a Latteri e a tutti gli altri.
All'elezione successiva
l'elettorato di sinistra, deluso, se ne resto' a
casa. Cosi' Bianco
e Latteri politicamente sopravvissero, e rieccoli
qua.
Ecco: adesso e' tempo di non andare mai piu' a
Canossa, di tagliarsi
- come una volta si sapeva fare - i ponti dietro.
Appoggio
incondizionato all'antimafia e alla Borsellino.
Assemblee in tutte
le citta' e i paesi della Sicilia, come nel
Novantatre'. Cahiers de
doleances dappertutto: cosi' il programma. Incontri,
alla luce del
sole e orgogliosamente, di tutti gli antimafiosi
dentro e fuori i
partiti; definizione del prossimo governo regionale
con la
Borsellino presidente ma Fava, Tano Grasso,
Crocetta, la Siracusa,
Arcuri, Ferro, Orlando e gli altri dentro a fare gli
assessori,
umilmente e coraggiosamente, nel primo governo
antimafioso della
Sicilia, quello per cui abbiamo tanto sofferto e
combattuto.
Riprendere da dove s'e' interrotto, dalla Primavera.
La lunga
traversata e' finita. Possiamo tornare noi stessi -
se solo lo
vogliamo. Non c'e' nulla di meno, in questo momento
fortissimo, che
meriti di essere chiamato politica: cerchiamo di
esserne
all'altezza.
________________________________________
Que viva Lojero. "Ha cacciato a calci in culo dalla
giunta regionale
un assessore, comunista Prc, perche' a soli quattro
mesi dalle
elezioni aveva assunto la moglie nel suo stesso
assessorato a dieci
milioni al mese".
________________________________________
Old Sicily. Piu' che il medio allegrotto a me ha
fatto impressione
l'anellone che gli splendeva accanto, un fondo di
bottiglia viola
degno dell'arcivescovo di Ravanusa o d'una
signoruzza d'una volta.
Bello. Per logica deduzione, ritengo che quando
prende il caffe' (o
meglio il te', con paste polverose e annesso
rosolio) inarchi
graziosamente il mignolo, da fare inorridire i
salotti. "Pretendono,
signora mia, come pretendono ora!". Vecchia Sicilia
civilizzata da
poco, coll'unghia del mignolo lunga, le stanze buie,
i
copri-poltrona di tela, gli stemmi su cartone in
anticamera, la
brillantina, i lacche', i vecchi boss benevoli, i
banchieri di
paese, gli avvocaticchi 'ntisi che infine, in
continente,
diventavano onorevoli. E le signore col ditino
all'insu', che mia
nonna mai avrebbe riconosciuto come tali.
________________________________________
Un saluto. A Stefano Montesi, che e' stato
fotoreporter nostro ad
Avvenimenti (quello vero, anni '90) e adesso, non
avendo perduto il
vizio di far bene il suo mestiere, s'e' fatto
rompere la testa dai
celerini mentre fotografava i tizi che menavano gli
studenti. Dice
il questore che non ha dato l'ordine lui, che e'
stata iniziativa
personale degli agenti. Va bene. Comunque bravo
Stefano, almeno tu
sei rimasto com'eri prima.
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Video-rivoluzione d'ottobre. Un anonimo blogger ha
rivelato in
dettaglio i piani dell'Unione per la "rivoluzione
riformista" del
sistema radiotelevisivo. La prima mossa sara' fatta
da un infiltrato
sotto copertura: il segretario del piu' grande
partito italiano
iscritto all'internazionale socialista si camuffera'
da cabarettista
per intrufolarsi nel programma "C'e' posta per te"
di Maria de
Filippi. Il sagace infiltrato, per non far saltare
la sua copertura,
evitera' accuratamente di ricordare le
raccomandazioni con cui la
conduttrice ha raggiunto il successo grazie al
marito, e men che
meno i trascorsi di quest'ultimo (noto ai piu' come
"uomo di
sinistra") all'interno di loggie massoniche
dichiarate illegali.
Dopo l'astuta creazione di questo avamposto nel
cuore della tv
italiana, il progetto prevede in sequenza le
seguenti mosse: Massimo
D'Alema partecipera' al Festival di Sanremo
lanciando dal palco un
appello politico rivolto a Jovanotti e Bob Geldof
per combattere la
poverta' nel mondo; Giuliano Amato vestira' i panni
del topo
Geronimo Stilton per reclutare le nuove leve del
socialismo tra gli
spettatori dello "Zecchino d'Oro"; Fabio Mussi,
opportunamente
camuffato, sostituira' Platinette per una rubrica di
approfondimento
culturale sui Pacs; Cirino Pomicino realizzera' il
casting di un
reality show destinato a politici della Prima
Repubblica ormai
caduti in disgrazia, ambientato nel carcere di
Rebibbia e intitolato
"Amici degli amici"; Fausto Bertinotti, dopo una
combattuta vertenza
sindacale, mettera' fine a lunghi anni di precariato
e
collaborazioni saltuarie sul set della nota
soap-opera "Porta a
Porta", ottenendo da Vespa una regolare assunzione,
il pagamento
degli arretrati e una poltrona con il suo nome
impresso a fuoco.
Dulcis in fundo, Romano Prodi rilevera' la
conduzione di "Linea
Verde", realizzando puntate tematiche sulle sorti
progressive della
produzione emiliana di insaccati.
(Nota: a dispetto delle apparenze, questo articolo
contiene una
notizia vera, che basta per rendere verosimili tutte
le altre. Il 22
ottobre, quando alla Camera era appena passata la
devolution, Piero
Fassino incontrava la sua bambinaia negli studi di
Mediaset). [carlo
gubitosa]
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Il 9 agosto 1945, poco prima del lancio della bombe
su Nagasaki,
entro' un simpatico omino nella base militare
americana, prese un
martello con l'intenzione di mettere fuori uso i
comandi che
bloccavano le porte che blindavano la fatidica
bomba. Poi ha pensato
che forse rischiava la galera e non ha piu' fatto
nulla. Ed ebbe
salva la vita, che sicuramente non passo' in
carcere.
Deve aver sognato questo, Turi Vaccaro, quando si e'
introdotto
nella base americana e ha preso a martellate i
comandi di due
cacciabombardieri F-16 che ospitavano 20 testate
nucleari. Lui pero'
e' stato beccato, condannato a 18 mesi e una multa.
Turi, prova a
sognare un po' di meno, magari, saresti tranquillo
tranquillo a casa
al calduccio, con due Hiroshima e Nagasaki sulla
coscienza ma almeno
libero. Ma mi sbaglio io o il disarmo nucleare
totale e' stato
imposto dal Trattato di non proliferazione del 1970?
[antonella
serafini]
________________________________________
Il pacifista. Identificato dalla questura di Genova
il "cervello"
dei disordini di quattro anni fa, quando alcuni
sedicenti
"pacifisti" tentarono di rapire Bush, Putin, Chirac
e altri statisti
approfittando del trambusto causato da
manifestazioni di piazza
predisposte allo scopo. Si tratta di un
professionista brianzolo, il
classico "insospettabile" (gira sempre in giacca e
cravatta ed evita
accuratamente di frequentare i centri sociali) che
gia' da anni i
carabinieri, la polizia, la magistratura spagnola, i
giudici
elvetici, la Guardia di finanza, Travaglio e quasi
tutti i
magistrati italiani lo tenevano pero' d'occhio per
pressoche' tutti
i reati previsti dal codice penale. A smascherarlo
sono state alcune
dichiarazioni ("no alla guerra, abbasso Bush") che
l'uomo si e'
lasciato incautamente sfuggire di fronte al
microfono di una tv
privata (ambienti, peraltro, nei quali non sarebbe
del tutto
sconosciuto). Tanto e' bastato agli inquirenti per
inchiodarlo alle
sue responsabilita'.
Si cerca adesso, a quanto e' filtrato dalla
sala-interrogatori di
Bolzaneto, di chiarire se in queste parole fosse
contenuto anche un
messaggio in codice per eventuali complici in
Italia. Si tratta
comunque di un'organizzazione pericolosissima,
comprendente - a
quanto fa sapere il Viminale - "elementi gia'
affiliati al disciolto
partito comunista e anche a formazioni
extraparlamentari di estrema
sinistra". Il professionista arrestato, di cui non
viene fatto il
nome per motivi di sicurezza, sarebbe addirittura
legato da amicizia
personale col capo del Kgb sovietico maggiore Putin
e si sarebbe
recentemente incontrato con un ex esponente della
Hitlerjugend che
da tempo vive a Roma.
________________________________________
Bologna. Ancora tesa la situazione in citta' dopo i
violenti scontri
sotto la sede del Comune fra Forze dell'Ordine e
affittacasa. Le
polemiche, come si ricordera', sono nate quando il
sindaco
Cofferati, dopo aver fatto censire dai vigili tutti
gli avvisi
murali della zona universitaria, ha disposto
verifiche su
seicentocinquantasei abitazioni date in affitto a
studenti
fuorisede. In quattrocentoventitre' casi gli affitti
sono risultati
irregolari e i vigili hanno proceduto ad elevare
multe a carico dei
padroni di casa.
A nulla sono valse le proteste dell'Unione
Affittacamere e del
Cobauton (Comitato Bolognese Affitti a Universitari
Trasfertisti o
Nonresidenti), che il sindaco si e' rifiutato ("La
legalita' non si
discute!") anche soltanto di ricevere. Agli slogan
dell'ala dura del
movimento hanno fatto seguito le cariche dei tutori
dell'ordine che
hanno rapidamente sgomberato la piazza. Tre
affittacamere e due
poliziotti sono rimasti lievemente feriti nel corso
dell'operazione,
mentre valide contusioni ha riportato il segretario
dell'Unione
Monarchica conte D'Accursio-Lambertini che aveva
tentato di mediare
fra i due schieramenti.
A seguito di questo episodio, i monarchici
minacciano di lasciare la
maggioranza di giunta, che a questo punto rischia di
poter contare
sull'appoggio della sola Rifondazione (Bertinotti si
e' recato a
Bologna per esprimere di persona la propria
solidarieta'
all'amministrazione). Ne' sono valse ad ammorbidire
la situazione
le dichiarazioni di Ignazio Larussa ("Cofferati e'
il solito porco
communista che un giorno o l'altro fucileremo"). Gli
studenti da
alcune ore presidiano ("Viva il sindaco del popolo,
no ai fassisti")
piazza Maggiore, il Carlino fa appello a Bush contro
"la Bagdad di
Cofferati", gruppi di affittacamere si aggirano
minacciosi sotto i
portici, marcati a vista dalla polizia. Sara' un
nuovo
Settantasette? Qui Bologna e' tutto, a voi studio.
________________________________________
Sardi. Siccome il governo gli deve dei soldi, loro
minacciano
senz'altro di far pignorare le scrivanie dei
ministeri, a partire da
quella di Tremonti. (Ho visto la faccia di Soru
nell'intervista,
mentre diceva questo, e fossi stato Tremonti mi
sarei preoccupato).
Sara' la faccia, sara' il modo di fare, fatto sta
che 'sti politici
sardi quando difendono la Sardegna davvero fanno
paura. Quelli
siciliani, invece, pur di avere quattro soldi dalla
finanziaria
scodinzolano ai leghisti e leccano le dita a
Calderoli. Invidia,
invidia, invidia.
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Dieci anni dopo. "Tritolo per il giudice del
processo agli assassini
di Falcone" (dai giornali).
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Cartolina da Santo Domingo. Da gennaio a settembre
sono
trecentoquarantasette i morti nella Repubblica
Domenicana per
"intercabios de disparos", ovvero sparatorie e
regolamenti di conti.
In totale 1882 vittime "per morte violenta".
Cinquantadue i casi
accertati in cui i colpevoli sono poliziotti in
servizio e non. Dei
163 morti del mese di settembre 134 sono per
omicidio (15 per cento
in meno rispetto ad agosto, pero'). Nella capitale i
morti sono 134,
di cui 87 uccisi di giorno (fra le 6 e le 18) e 47
dalle 18 alle 6,
entre la tarde y la noche. [rocco rossitto]
________________________________________
Civilta' 1. Scontro fra il senatore McCain e il
vicepresidente
Cheney. Il primo ha proposto un emendamento che
vieta l'uso della
tortura (e che e' quasi passato in Senato), il
secondo gli ha
opposto una bozza per mantenere la liberta' di
tortura anche se
l'emendamento passasse.
________________________________________
Civilta' 2. "Dobbiamo cancellare Israele dalle carte
geografiche"
dichiara il governo iraniano, anch'esso retto da
fanatici sedicenti
religiosi.
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Agenda. Augusto Boal, brasiliano, e' uno dei
maggiori registi
teatrali dell'America Latina. Negli anni sessanta fu
l'inventore del
Teatro dell'Oppresso, che sviluppava la teatralita'
insita in ogni
persona e la usava per trasformare le situazioni di
disagio,
conflitto e oppressione. E' un teatro in cui a un
certo punto lo
spettatore entra in scena e sostituisce l'attore,
cercando in prima
persona una via d'uscita al problema rappresentato.
Nel 1964 in Brasile ci fu un colpo di stato. Boal
venne arrestato,
torturato e costretto all'esilio, prima in Peru' e
in Argentina,
dove sperimento' altre forme di teatro
partecipativo, poi a Parigi,
dove fondo', nel 1978, il primo Centro del Teatro
dell'Oppresso.
Quando andarono via i militari, Boal torno' a Rio de
Janeiro. Negli
anni successivi nacquero decine di centri del TdO in
tutto il mondo,
ma Boal resto' a fare il direttore artistico nel
Centro della sua
citta'.
Inoltre, nel 1992 fu eletto deputato per lo stato di
Rio de Janeiro.
Il suo contributo come politico fu l'invenzione del
Teatro
Legislativo.
Attraverso le tecniche del TdO alcuni gruppi sociali
(domestiche,
senza terra, abitanti delle favelas, malati mentali,
disoccupati,
ecc.) esprimevano i propri bisogni attraverso il
teatro,
traducendoli in proposte di legge discusse dal
parlamento dello
stato. Questo sistema coinvolse 19 comunita',
organizzate in
altrettanti gruppi di teatro popolare. In tre anni
furono fatte 33
proposte di legge, elaborate a partire da
suggerimenti sorti nel
corso di spettacoli-forum nelle piazze cittadine; 13
di queste
proposte si trasformarono in Leggi Municipali.
Molti dei gruppi teatrali sorti in quegli anni
continuano il loro
percorso, esibendosi in decine di luoghi pubblici
della citta'.
Questa settimana si riuniranno per presentare i
nuovi spettacoli in
occasione del Festel, il quarto festival di teatro
legislativo. Dal
25 al 30 ottobre, a Rio de Janeiro. [luca
rossomando]
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Malasanita' in Sicilia. Dibattito venerdi' 4 alle
18.30 in Piazzetta
Dell'Idria a Catania (vicino allo Spedalieri).
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(Io invece non sono rock. Spero che nessuno si
offendera' se
preferisco Lolli o Paolo Conte).
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Spot. Palazzolo Acreide (Siracusa), Poetry Hacklab:
4 giorni
non-stop di poesia, creativita' ed arte dino al 1
novembre.
Sperimentazione della rete Netsukuku. Streaming su
Radio Cybernet.
(NdR: nel comunicato ci sono un sacco di altre
parole difficili, ma
ci par di capire che il tutto abbia a che fare con
la poesia, e
dunque lo si raccomanda)
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Spot. Da novembre con la rivista Zai.Net uscira'
"Citta'
Invisibili", il giornale del gruppo giovanile
antimafia "Io sto con
Falcone". Si puo' riceverlo a domicilio oppure a
scuola e si puo'
anche collaborare con articoli, recensioni,
pensieri, ecc.
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G. Barbone wrote:
< Meno Iva sul latte in polvere? Ma in Africa e in
America Latina il
latte in polvere sta provocando miriadi di danni
all'infanzia.
Quindi la stangata contro compagnie che lo producono
non solo e'
giusta ma e' dura la battaglia da condurre contro di
loro per
evitare che continuino a commercializzare un
prodotto creato in
laboratorio come prodotto originale e migliore del
latte materno >
________________________________________
Stefano wrote:
< "C'e' chi si muove e ricostruisce mentre quelli
stanno a
guardare...". Hai ragione ma sono totalmente
scettico e disilluso:
alle primarie a Catania ci credero' solo quando le
vedro' (e molto
dipende anche da chi sono gli altri) >
________________________________________
Andrea wrote:
< E' molto facile e comodo prendersela con i
lavavetri e far
sgomberare i senza tetto accampati lungo il Reno
(sono dei poveracci
che non possono certo difendersi), mentre e' piu'
difficile rendere
vivibile via del Pratello (sporca, puzzolente,
rumorosa e invivibile
per i residenti) perche' bisogna andare contro i
locali (e i loro
padroni) e togliere spazio ai gaudenti cittadini (di
tutte le eta'
ed estrazione sociale); e' ben piu' difficile
risolvere la
situazione del traffico perche' (anche qui) si deve
andare contro i
commercianti e quei cittadini che vogliono sempre
arrivare con i
loro macchinoni sotto le due torri; e non si puo'
certo andare
contro la fiera e chiedere di traslocare fuori dal
centro della
citta', togliendo traffico, ingorghi, parcheggio
selvaggio, no
meglio lasciarli costruire ed ingrandirsi tanto poi
chi ci rimette
sono i cittadini che rimangono ore in tangenziale;
non e' certo
possibile mettere un freno al continuo crescere
degli affitti e
degli immobili (conta di piu' uno studente o
un'agenzia immobiliare,
una famiglia che cerca casa o un'agenzia
immobiliare?). Purtroppo
per noi la legalita' che Cofferati va imponendo
riguarda solo chi
non puo' difendersi ma solo ripararsi la testa dalle
legnate che gli
arrivano >
________________________________________
< Tassa sugli sms: Giuseppe Valditara, parlamentare
di An, ha
proposto una tassa di 1 centesimo per ogni sms
inviato con un
cellulare. Finira' che prima di scrivere TI AMO alla
nostra
fidanzata dovremo pensarci due volte.
Tassa sui graffiti: sempre Valditara propone una
tassa di due euro
per ogni bomboletta spray venduta, cosi' chi vuole
scrivere TI AMO
alla fidanzata sul muro di fronte alla sua finestra
dovra' pensarci
non due ma tre volte. Forse e' meglio un sms, costa
meno...
Tassa sugli immigrati. Le Lega ha proposto una
imposta sul permesso
di soggiorno degli immigrati. Quando si dice rubare
ai poveri per
dare ai ricchi.
Scuole Private: L'Udc ha proposto una detrazione
fino a 1.000 euro
per le famiglie che iscrivono i propri figli ad
asili o scuole
materne provate. Quando si dice rubare ai poveri...
Terzo Mondo: La Lega ha chiesto, per poter aumentare
le detrazioni
per le famiglie, di tagliare 50.000 euro ai fondi
per la
Cooperazione con i paesi poveri, a cui Tremonti ha
gia' tolto 152
milioni su 552. Quando si dice rubare ai...
Gladio: Un senatore di Forza Italia ha chiesto la
"regolarizzazione"
di Gladio, ma su certe cose non viene nemmeno voglia
di scherzare >
________________________________________
< Mi sono davvero emozionato, l'altra sera, quando
e' comparso
Michele Santoro: non lo si vedeva in tv da tanto ed
e' triste
toccare con mano che in questo paese di mediocri
esistono persone
come lui, cervelli pensanti, e noi, la comunita',
non possiamo
beneficiarne perche' il tiranno di turno non
sopporta voci fuori dal
coro. Molta colpa va agli abili strateghi che
annoveriamo tra le
nostre fila: aver accuratamente evitato i nodi
conflitto d'interesse
e privatizzazione Rai non mi son parse mosse
granche' lungimiranti.
Ma noialtri italiani siamo sempre stati chiamati a
scegliere tra il
male e il peggio. Ormai, talmente abituati a turarci
il naso,
l'eventualita' di poter respirare ci pare cosi'
vaga... >
________________________________________
Nadia Scardeoni wrote:
< Per un mio personalissimo legame all'Annunziata di
Antonello da
Messina... ho eseguito il "restauro virtuale" del
bellissimo ovale
sfregiato da un irresponsabile restauro negli anni
cinquanta.
Osservate le due immagini, prima e dopo il restauro
virtuale, ed
esprimete un giudizio >
________________________________________
G.P. wrote:
< Vorrei segnalare un articolo che mi pare
meritevole di attenzione.
E' del prof. N. Augenti, docente di "Teoria e
Progetto dei Ponti"
all'Universita' Federico II di Napoli >
________________________________________
Franco Mistretta wrote:
< Caro Ferrara, l'articolo di Christian Rocca
sull'affare
"Repubblica - Sismi - Nigergate" era dettagliato e
severo. Anche se
non c'entra niente, per pura associazione d'idee, mi
tolga una
curiosita': quando Lei tempo fa dichiaro' che aveva
fatto spionaggio
per gli Usa, scherzava, e' vero? >
________________________________________
Peppe Palermo wrote:
< Ferdinando Latteri, rettore dell'Universita' di
Catania,
traslocato da Forza Italia alla Margherita e da
questa candidato,
adesso, alle primarie contro Rita Borsellino: "Non
penso che la
mafia sia l'emergenza principale della Sicilia" ("Il
Riformista", 28
maggio 2004). E' il traffico, lo sappiamo,
l'emergenza principale >
________________________________________
Girolamo wrote:
< Mi riferisco al pianto calabro sull'assenza dello
stato e la
presenza della 'ndrangheta. Il mio contributo e': la
liberta', la
dignita', la crescita civile si conquistano. Se
cominciate a
muovervi, a reagire, tutta l'Italia sara' con voi.
Non vediamo
l'ora. Vengo giu' anch'io, alla mia eta', a
partecipare alla guerra
di liberazione della mia gente. Ma datevi sta
mossa, per giove, che
e' ora. E basta piangere le vostre miserie con la
mamma, con lo
stato, l'Europa, la zia Giuseppina e la solidarieta'
universale.
Fate qualcosa. Se non fate niente, nessuno potra'
fare niente per
voi. La liberta', la dignita', la crescita civile si
conquistano.
Viva l'Italia >
* * *
Caro Girolamo,
noi in Sicilia abbiamo "cominciato a muoverci" anche
per vent'anni
di seguito, alcuni di noi, ma non e' vero che
"l'Italia intera sara'
con voi". Non facciamoci illusioni: l'Italia e' con
Celentano.
D'altra parte, a che ci servirebbe? Noi lottiamo
semplicemente per
fare il nostro dovere, senza bisogno di nessuno che
ci dica bravo.
Lottiamo per orgoglio e per dignita'. Poi, se
qualcuno viene con
noi, meglio ancora. Per il resto, hai ragione di
"basta piangere".
La liberta' si conquista, non si chiede a nessuno. E
anche a te,
grazie di venir giu' senza tante chiacchiere, a
partecipare. (E
come hai detto alla fine? Ma si': viva l'Italia).
________________________________________
< I piccoli che piangono nell'ombra
dove nessuno li aspetta
sembrano pini argentati
a lungo dimenticati >
25 ottobre 2005
n. 307
________________________________________
La solitudine e il coraggio. "Me ne faccio poco di
questi due, tre
giorni di copertura mediatica. Me ne faccio poco della
visita di Ciampi
o del cordoglio politico. L'esperienza mi ha insegnato
che poi tutti
torneranno a casa propria, e della Calabria non gliene
freghera' di
nuovo niente a nessuno. O solo per due-tre giorni
l'anno".
* * *
L'assassinio del vicepresidente della Calabria Francesco
Fortugno e'
pari per gravita' a quello - vent'anni fa - di Piersanti
Mattarella.
Eppure, a poco piu' di una settimana, e' gia' scivolato
via dalle pagine
dei giornali. "Tutti sanno chi sono i mafiosi". "Mentre
a Roma si
discute, Sagunto viene espugnata". "E adesso ammazzateci
tutti". "Qui e'
morta la speranza dei palermitani onesti". A distanza di
tanti anni, le
due solitudini - la siciliana e la calabrese - si
fondono, si fondono
gli appelli degli arcivescovi, si fonde la disperazione
di quei cartelli
- "ammazzateci", "e' morta" - che gridano a tutto il
paese l'orrore del
vivere sotto occupazione. Si fondono le imbarazzate
risposte dei governi
(ma come si poteva prendere posizione contro Ciancimino
avendo un
Andreotti nel governo? contro la mafia d'oggi avendo un
partito
capitanato da Dell'Utri?) ma si fonde anche, per un
momento intensissimo
che spesso si paghera' con anni e anni di traversie, la
risposta degli
studenti, dei giovani e giovanissimi cittadini che nello
sfacelo
generale restano la' a difendere la citta', la giustizia
e i valori
civili.
Adesso, nella memoria del vecchio, i visi del liceo Meli
dell'93 e
quelli delle scuole di Locri si confondono. Sono gli
stessi ragazzi, e'
la stessa lotta. Sono i medesimi visi impauriti e
coraggiosi. Sono gli
stessi politici, che vengono a portar conforto, ma poi
se ne vanno.
Sono le stesse telecamere, che ronzano sui morti per
terra e sui cortei
ma poi - seppelliti i cadaveri, finite le manifestazioni
- se ne vanno.
E tu resti la' solo, a Palermo, a Catania, a Reggio, a
Cinisi, a Locri,
avendo imparato in pochissimi giorni cio' che la tua
giovane vita mai
avrebbe pensato di poter contenere: l'immensita' della
solitudine, la
solidarieta' fra i pochissimi, il bruciore dell'offesa,
la durezza del
compito improvviso da sostenere. Pochi giorni fa eri un
ragazzo, pochi
giorni dopo sei un testimone in prima linea, senza che
nessuno abbia
richiesto il tuo parere o ti abbia detto perche'. Sai
solo che tu sei
li', che se scappi tu non ti sostituira' nessun altro e
che qualcosa di
antichissimo e di profondo ti impedisce, malgrado te, di
scappare.
Io vorrei dire moltissime cose adesso, ma non ci riesco.
So solo che
capisco perfettamente voi ragazzi calabresi. Siete noi,
siamo voi.
Siete quelli di noi che erano la', in via dello Stadio a
Catania o in
via Carini, quando non si sapeva ancora se si sarebbe
andati avanti o
tutti a casa. Quelli che gia' un mese dopo erano
dimenticati da tutti,
dai politici e dai giornali, ma erano ancora la'.
Sarebbe abbastanza facile - lo sarebbe stato allora,
nell'85 e poi nel
'93 e poi ancora a fine anni Novanta - distruggere la
mafia e la
'ndrangheta, che sono spietate si' ma non sono
assolutamente cosi' forti
come si dice. In Grecia hanno una legge, per cui se
compri uno yacht, un
palazzo, un bene superiore a un valore fissato dalla
legge, devi prima
dichiarare e provare da dove ti vengono i soldi. Una
misura rozza, ma
funziona. Piu' ancora funzionerebbe il provvedimento
chiesto da tutti
coloro che si sono occupati di mafia - da Pio La Torre a
Umberto Santino
- e cioe' la trasparenza delle attivita' bancarie, la
fine della finanza
come attivita' coperta e l'obbligo per tutti i movimenti
di capitale di
essere controllabili sia dalle autorita' che dai
cittadini. Sono i
controlli bancari che ammazzano Cosa Nostra. E allora
perche' non li
fanno? Che hanno da perdere? In fondo la maggior parte
delle banche sono
oneste, no? Leggete le cronache bancarie di queste
settimane e avrete la
risposta. Non si possono smascherare i soldi della mafia
senza portare
alla luce del sole anche i traffici non-mafiosi. Che non
sono protetti
dai killer ma da una rete di media e di politici di
efficacia non
minore.
* * *
Le telecamere se ne vanno. Se ne va l'attenzione, che e'
quella che ti
permette di restare vivo anche quest'altra settimana. I
media non sono
mafiosi, ma di noi - vivi e morti - se ne fregano
altamente. Anche
rispetto ai media (soprattutto rispetto ai media) siamo
soli. Questa e'
un'altra lezione che abbiamo dovuto imparare allora, nel
giro di pochi
giorni. Ma noi eravamo giornalisti. Sapevamo come si fa
informazione.
L'abbiamo fatta da soli, in solitudine per il palazzo,
ma in una rete
strettissima di ragazzi, di giovani, di centinaia e
centinaia di
senza-potere. Alla fine abbiamo vinto, siamo riusciti a
cacciare gli
imprenditori mafiosi dalla nostra citta'. Certo,
l'abbiamo pagata.
Diversi di noi ne hanno avuto la vita rovinata, rimasti
emarginati da
tutto. Pero' abbiamo vinto. Non ci sono vie facili.
Pensateci.
* * *
Adesso, per quanto pochi, siamo ancora qui. Diteci in
che cosa vi
possiamo aiutare. Se volete delle telecamere, abbiamo un
amico ricco che
ce le puo' dare. Ma dovrete usarle da voi, nessun altro
lo fara' al
posto vostro. Se volete stampare, e' il nostro mestiere;
possiamo
aiutarvi a fare un giornale anche fra una settimana. Ma
sara' un
giornale povero, senza guadagni e senza grandi firme. Se
volete
internet, stiamo organizzando un sito, e se volete e'
vostro. Ma non e'
repubblica o libero.it o cnn, e' solo un sito di verita'
- di verita'
giornalistica, non demagogica, professionale - ma non di
potere. Se
volete lottare, possiamo aiutarvi - meglio di chiunque
altro in Italia
- a costruirvi gli strumenti. Ma a lottare con essi - se
andrete avanti
- sarete voi.
* * *
Per me personalmente, fra una cosa e l'altra, questi
sono stati mesi di
grandi trattative: per fare giornali, siti, tv
satellitari, web tv...
Tutto con gente molto per bene, persone oneste, a volte
persino
compagni. Ma c'era qualcosa che non quadrava, che non
capivo, e adesso
- dopo Locri - l'ho capita. Io non so fare tutte quelle
cose difficili,
di marketing, "aziendali". So fare solamente queste cose
qua, queste
che ho sempre fatto, che costano moltissimo per chiunque
ci metta mano e
che a parte cambiare il mondo non ti portano niente. Chi
ci sta? Fra un
mese o un anno o fra dieci anni, oppure ora. Nessuno,
per quanto grande
e importante sia, che non sia come noi ce la puo' fare.
Chi c'e', si
faccia avanti: c'e' bisogno di tutto, a Palermo, a
Catania, in Italia, a
Locri. Noi comunque andremo avanti anche da soli, sempre
sulla stessa
strada che a nessun costo cambieremo: i pochi, gli amici
felici, i
buoni.
________________________________________
Notizia. "Provenzano aiutato anche da politici". Ma no!
Non me lo dite!
Chi l'avrebbe mai detto!
________________________________________
Intervista. "In Calabria (o "a Palermo") la mafia
uccidera' ancora",
dice Loiero (o "dice Orlando") dopo l'assassinio di
Fortugno (o "di
Mattarella", "di Falcone", ecc.).
________________________________________
Intanto. Intanto il governo abolisce di fatto la legge
La Torre, quella
che assegna ai cittadini bisognosi e meritevoli i beni
confiscati ai
mafiosi. Vogliono rendere tutte le confische provvisorie
e reversibili,
in modo che nessuno possa mai essere sicuro che i
mafiosi se ne siano
andati per davvero. Pensate a quella cooperative di
giovani a Corleone,
a cui ogni anno al tempo del raccolto mandano un
"avvertimento"
bruciandogli dei covoni. Don Ciotti, Libera, e i
familiari degli
antimafiosi uccisi stanno facendo circolare un appello
in questo senso.
________________________________________
Societa' civile. Catania. "Disavanzo di quaranta milioni
di euro, il
comune affoga nei debiti!". "Protestiamo!". "Tutti
davanti al Comune
lunedi' 24 alle 17.30!".
Non e', come si potrebbe credere, un manifesto dei Ds,
di Rifondazione o
del centrosinistra catanese (affaccendati nel solito
"dibbattito
interno" su quale imprenditore o presentatore tv
contrapporre a
Cuffaro). E' un concreto appello della societa' civile
(Cittainsieme,
Cittalibera, Siciliani x la legalita', ecc.) che, visto
che la sinistra
"perbene" non si muove chiama direttamente in piazza i
cittadini per la
difesa della citta' e dei diritti.
A Catania i partiti della sinistra sono al minimo
storico, grazie alla
catastrofica alleanza con l'ex ministro dell'interno (80
pacifisti
all'osperdale) Bianco. Per fortuna, dal basso c'e' chi
si muove e
ricostruisce mentre quelli stanno a guardare. E' un
esempio per tutti: i
quattro milioni di voti alle primarie servono - se ci
pensate -
esattamente a questo.
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Armatevi e partite. D'ora in poi i carabinieri dovranno
curarsi a
proprie spese le malattie derivanti da cause di
servizio, non piu'
sostenute dal ministero della Difesa. Altre riduzioni di
fondi
riguardano divise, riscaldamenti e benzina.
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Berlusconi in Calabria. Non c'e' potuto andare perche'
non gli ha dato
il permesso Dell'Utri.
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Siciliani. I deputati siciliani hanno votato compatti -
dopo lunghi
incontri con la Lega - per la devolution in cambio di
novecento milioni
alla Sicilia, da ritagliare sulla finanziaria di
Tremonti. La Sicilia,
insomma, ha venduto l'Italia a Bossi - nonche' il
proprio culo e la
propria dignita' - per milleottocento miliardi di lire:
un bel prezzo
rispetto ai trenta euri spuntati a fatica, in una
trattativa analoga,
dal signor Iscariota (che pero' non era un furbo
siciliano). Qualcuno
s'e' portato in aula una bandiera siciliana, casomai
qualche leghista
avesse bisogno di una lucidata alle scarpe. Viva la
Sicilia.
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Occupazione. Altri tremila posti di prof di religione,
comandati dai
vescovi ma pagati dallo stato.
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Vetero. "I ministri mangiano pollo". Giggetto: "Ppe'
magna' ogni scusa
e' bbona".
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Made in Italy. C'e' anche il burqa firmato, lo produce -
a Roma - lo
stilista Daniel Verola e lo spedisce in Afganistan per
le afgane i cui
padroni se lo possono permettere. "In fondo il burqa non
ha solo un
valore negativo, e' anche un mezzo di protezione ecc.".
________________________________________
Occidente. "E' solo questione di tempo", secondo il
quotidiano saudita
Asharq al-Awsat, la concessione anche alle donne della
patente di guida.
Decisiva la spinta degli importatori di auto, che
sperano cosi' di
aumentare le vendite. In Arabia Saudita le donne non
possono guidare,
votare, insegnare, fare affari da sole, disobbedire al
marito, parlare
con estranei o scegliersi una religione e in caso di
"adulterio" vengono
regolamente lapidate. Tuttavia, a differenza dell'Iran o
dell'Iraq,
l'Arabia Saudita - che ci vende il petrolio senza
storcere il muso - e'
Occidente.
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Cartolina da Rio. Qualche giorno fa siamo andati al
Teatro dell'Oppresso
di Rio, che qui ha la sede centrale e Carola gli ha
proposto di fare un
reportage su quel che fanno, 'Sta settimana gli
scriviamo due pagine e
poi ne discutiamo insieme. La sede e' al centro, una
palazzina di due
piani, quello che da' sulla strada lo usano per provare
e quel giorno
c'era la fine di un progetto con una scuola e abbiamo
visto le prove e
dalla strada ogni tanto qualche donna con bambino in
braccio o qualche
ragazzino o qualche vecchio si fermava e guardava. E poi
alle cinque
hanno messo tre platee come quelle che avevamo al Damm
ed e' cominciata
a venire la gente e hanno fatto lo spettacolo, e poi il
resto con gli
interventi del pubblico come fanno loro.
E' cominciato il festival di cinema di Rio e si vedono
alcuni film,
soprattutto documentari. All'mprovviso intorno al cinema
(che ha
libreria, bar, ecc) si forma dal nulla la solita fauna
universale del
pubblico da festival e sembra incredibile in mezzo a
tutta 'sta gente
che vive per strada, giovani, bambini, famiglie, matti,
tutti con la
loro coperta e un angolo di marciapiede.
Si bevono molti succhi di tutti i frutti tropicali per
due soldi, e
anche dolci marzapanosi buoni, i bar sono piú proiettati
verso l'esterno
che quelli spagnoli, il bancone e' piú alto e sporge
sempre fuori, non
c'e' una porta scura all'ngresso, anzi non ci sono del
tutto porte nei
bar. Pero' si beve birra anche qui. Non si vede ancora
il sole, ma si
puo' andare a passeggiare in spiaggia che sta sotto
casa. Gli istituti
di cultura, i cinema, le biblioteche e videoteche
migliori sono tutte
delle banche. Dicono che c'e' una favela dove abitano
centomila persone.
[luca rossomando]
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Digitali extraterrestri. Nel ridente paesino di Solopaca
(Benevento)
continua l'azione penale a danno dei criminali che
avevano osato
accendere una Tv di quartiere per trasmettere i consigli
comunali e le
processioni del parroco. Contemporaneamente una folta
schiera di Tv
commerciali impunite si aggiunge alla "nave ammiraglia"
Retequattro nel
grande mare dell'illegalita' televisiva, continuando a
pubblicizzare
pentole e telefoni erotici. E' noto ai piu' che a norma
di legge il
proscenio del noto cabarettista Emilio Fede dovrebbe
essere chiuso con
un blitz della polizia postale, perche' ormai si avvia a
festeggiare il
decennio di trasmissioni in assenza di una regolare
concessione
televisiva. Cio' che e' meno noto, invece, e' che
moltissime emittenti
commerciali che popolano gli schermi delle nostre
regioni dovrebbero
chiudere, perche' non hanno provveduto in tempo utile a
"trasferire" una
percentuale della loro programmazione sul cosiddetto
"digitale
terrestre", e quindi le loro concessioni televisive
dovrebbero essere
ritirate in base a quanto previsto dalla legge per chi
non sale in tempo
sul treno delle nuove tecnologie. Ma nel nostro paese i
signori delle
televendite e delle chat-line sono al di sopra della
legge, e quindi gli
uomini soli e le casalinghe di voghera possono dormire
sonni tranquilli:
l'altissimo valore di comunicazione civica dei
pelapatate e delle poppe
al vento continuera' ad arricchire l'offerta televisiva
nazionale.
[carlo gubitosa]
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Ponte. L'espresso da Palermo per Roma (che e' uno di
quei treni
neorealisti tipo Freccia del Sud) viene soppresso, ma ai
viaggiatori
nessuno dice niente. Lungo le banchine delle stazioni,
fra Cefalu' e
Messina, si accumulano masse di viaggiatori con valige,
bambini e nonne
anziane. Alla fine, gli viene concesso di prendere il
primo treno utile
fino a Messina, dove forse arriveranno dei pullman
sostitutivi. I quali
dopo due ore arrivano, ma non si sa bene dove. Parte dei
viaggiatori
riesce a prenderli lo stesso e infine ad arrivare a Roma
dopo dodici ore
di viaggio. Il resto rimane a Messina. In provincia di
Messina sono
stati aboliti tutti i gabinetti delle stazioni (salvo
quella del
capoluogo), per risparmiare. Ma in compenso faranno il
ponte.
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Polvere. Le regioni non parteciperanno alla Conferenza
nazionale sulle
tossicodipendenze (5-7 dicembre) indetta da An per il 5
settembre a
Palermo. In compenso parteciperanno il ministro
Micciche', in
rappresentanza del governo, e l'ex reggente nazionale di
Azione Giovani
Nicola Calderone. La copertura mediatica e pubblicitaria
dell'evento
verra' affidata a un giovane professionista di Palermo,
Alessandro
Martello, gia' brillantemente distintosi con diverse
campagne per Forza
Italia in Sicilia.
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Un contadino fa causa per ingiuria al padrone. Arriva il
giorno della
causa e l'appuntamento e' davanti al giudice di pace, ma
e' il 19
settembre, e gli avvocati fanno sciopero. Arriva davanti
al giudice di
pace il contadino insieme a qualche amico come
testimone, perche' non si
sa mai. Viene accolto da un avvocato che dice "Salve,
sono l'avvocato
della sua controparte, la volevo informare che dal
momento che aderisco
allo sciopero degli avvocati lei puo' anche andare,
perche' la causa non
ci sara'". Il contadino annuisce, ma si reca alla stanza
dove ci sara'
l'udienza dove... sopresa! Ci trova tutta la controparte
in attesa che
il contadino non si presenti. Allo sciopero si scoprira'
che non ha
aderito nessuno, ma l'udienza e' saltata lo stesso per
cause non
spiegate. In procura dicono che e' normale, cioe' un
avvocato puo'
scegliere l'udienza su cui scioperare. Dubbio: ma non e'
che si cerca di
avvantaggiare il padrone proprio nell'ambito delle
procure? Il
contadino si chiama Alessandra Marsilii, il padrone
(padre-padrone) e'
suo padre, uno dei massimi industriali di Pescara,
quello che costruisce
i bunker per i maxi processi. [antonella serafini]
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Stefano Serafini wrote:
< Lunedi' 17 ottobre, nella citta' di Ramadi, nel
settentrione
dell'Iraq, un bombardamento statunitense ha causato
almeno 70 morti. I
media occidentali hanno ripreso la notizia dal portavoce
delle forze
occupanti, che hanno dichiarato di aver ucciso
altrettanti insorti, a
seguito di un attentato ad un blindato americano che
aveva causato 6
morti tra i marines. In realta' veniamo poi a sapere
dall'insistenza di
una giornalista americana "disembedded", che tra i
"terroristi" ci sono
non meno di 18 bambini, e che il raid aereo e' una
volgare ritorsione
sulla popolazione civile della cittadina irachena >
________________________________________
Cieffegi wrote:
< Nell'ultimo numero della "Catena" commenta aspramente
il provvedimento
di Cofferati contro i lavaveri di Bologna. Mi e' sorto
il sospetto che
la sua ostilita' sia dovuta, principalmente, al fatto
che il sindaco ha
recepito l'istanza di un assessore di An. Credo
fermamente che tale
richiesta non solo non sia razzista o diretta a
danneggiare i
"diseredati", ma sia sostanzialmente giusta. Tra i
lavavetri di Bologna
(che ricordo essere comunque abusivi) non ci sono solo
brave persone che
lo fanno per necessita'. Ci sono anche gli zingari della
zona Fiera, che
se un automobilista rifiuta il lavaggio (fatto con acqua
spesso lurida)
diventano aggressivi, minacciano e sputano sulla
vettura. Ci sono tanti
bambini, che non credo siano li' per loro libera scelta.
Senza contare
l'esistenza provata di organizzazioni criminali che
sfruttano proprio i
lavavetri stessi. Certo, Cofferati col provvedimento in
questione potra'
danneggiare qualcuno, ma forse finira' per rivelarsi un
bene per molti.
Siamo sicuri che a fare del buonismo a tutti i costi
verso gli immigrati
non si finisca poi per danneggiarli di piu'?>
________________________________________
Massimo wrote:
< Sulla Stampa si segnala una scarsa partecipazione di
giovani alle
primarie. Posso confermarlo, per Torino, avendo passato
l'intera
giornata e buona parte della notte ai seggi in zona
Santa Rita
(quartiere molto popoloso e popolare di Torino). E' come
se - per citare
Tremonti, ma lui parlava degli effetti dell'euro -
l'Italia sia uscita
da una guerra: un'intera generazione scomparsa. Non so
dare, ora,
valutazione complesse. Sono sicuro che coloro tra i miei
amici che non
sono andati a votare hanno, e magari mi esporrano,
ragioni validissime e
ben costruite per non averlo fatto. In fondo, come ho
sempre sostenuto:
ogni popolo ha il governo e la classe politica che si
sceglie e merita.
Come cantava Gaber? liberta' e' partecipazione >
________________________________________
Redazione Democrazialegalita wrote:
< Guarda che il listino bloccato dove NON puoi scegliere
il singolo
candidato c'e' anche adesso! In Italia le preferenze non
esistono piu'
dal 1994, e sono state sostituite dall'infame "listino
bloccato" scelto
dai partiti e imposto agli elettori senza nessuna
possibilita' di
mutazione. Questo nella parte proporzionale. Nella parte
maggioritaria,
peggio, visto che "the winner takes all"; nei collegi
uninominali sono
comparsi personaggi della serie "minestra o finestra",
tanto piu'
ignobili tanto piu' "sicuro" era il collegio. PS: in
Toscana, i DS, il
pdci, lo SDi, parte della Margherita, hanno approvato
nell'aprile di
quest'anno una legge UGUALE a quella in approvazione
adesso in
Parlamento. Hanno tolto le preferenze, hanno messo i
premi di
maggioranza, gli sbarramenti differenziati... >
________________________________________
Franco Mistretta wrote:
< Fassino e D'Alema dicono che e' giusto esportare la
democrazia, anche
con le armi se e' necessario. Potremmo cominciare da
Locri >
________________________________________
Pasquale Iacopino wrote:
< Lo spettacolo Celentano-Santoro, che, vinto dalla
noia, ho visto solo
in parte, temo stia per diventare un caso
politico-culturale da
operetta, capace di distrarre l'opinione pubblica da
problemi veramente
seri e preoccupanti >
________________________________________
Diego Cozzi wrote:
< Volevo intervenire in merito alla notizia della multa
inflitta alle
aziende di produzione del Latte per l'infanzia. Ho due
figli di 5 e 1
anno, in entrambi i casi mia moglie non aveva latte
materno. Quindi ho
passato un anno col primo figlio e un anno col secondo
ad acquistare
latte per l'infanzia, lamentandomi ovviamente dei prezzi
alti. Pero',
oltre a sanzionare le industrie private (che come tali
non sono Onlus)
mi chiedo perche' nessuno parli mai del fatto che sul
latte materno e su
tutta l'alimentazione per l'infanzia (oltre ai
pannolini) venga
applicata dal Nostro Stato (che non dovrebbe avere fini
di lucro sui
Propri Cittadini) l'IVA al 20% anziche' l'IVA agevolata
per i generi di
prima necessita'. Se questi non sono generi di prima
necessita',
qualcuno mi spieghi cos'altro possono mangiare i
neonati. Certo, la
benzina e' cara, ma nessuno mi vieta di affrontare
maggiori disagi e
prendere l'autobus o la bicicletta; le sigarette sono
care, ma non l'ha
ordinato il medico di fumare; se pero' gli alimenti dei
bambini sono
cari, mica possiamo affamarli... >
________________________________________
G.C. wrote:
< A proposito del caso Benanti: a Catania ci sono i
corrispondenti delle
maggiori testate nazionali (Alfio Sciacca per il
Corriere, Michela
Giuffrida per Repubblica, Fabio Albanese per La Stampa e
Walter Rizzo
per l'Unita'. Nessuno di questi giornalisti ha avuto la
sensibilita' di
render conto ai propri lettori di quanto avvenuto a
Sigonella (e non
parliamo poi di firmare l'appello) >
________________________________________
Domenico Stimolo wrote:
< Ecco alcuni dei siti su cui si parla del caso Benanti,
il
giornalista-operaio licenziato perche' pacifista:
www.articolo 21.info,
pero' il giorno dopo...), www. ilbotteghino-online.it,
* * *
E quelli su cui non se ne parla? Beh, lasciamo andare...
:-)
________________________________________
< Quando comandava il Re,
si mangiava un pollo in tre.
Con il saluto alla romana,
si mangiava un pollo alla settimana.
Con quelli del sia Lodato Gesu' Cristo,
il pollo non s'e' piu' visto.
Con quelli dei garofani rossi,
sono spariti anche gli ossi.
Adesso che comanda Berlusconi,
senza i figli di Togliatti,
stan sparendo anche i piatti >
17 ottobre 2005 n.
306
________________________________________
Preliminare 1. Sara' l'Australia il primo paese occidentale
a vietare
formalmente gli scioperi dei lavoratori. L'annuncio e' stato
dato dal
primo ministro John Howard e sta suscitando un dibattito
alquanto aspro
nel paese. "E' una riforma", sostiene la destra. "Ma forse
tutto sommato
sarebbe giusto che pure i lavoratori ogni tanto potessero
avere anche
qualche diritto" obbietta pensosamente la sinistra. La
"riforma" in ogni
caso prevede il licenziamento senza giusta causa per le
aziende sotto i
cento dipendenti, la possibilita' di dichiarare illegali gli
scioperi
che il governo considera dannosi, contratti personali e non
di
categoria, contrattazione individuale anche su ferie e
orario di lavoro.
Quanto al sindacato, gli verra' semplicemente vietato
l'ingresso nelle
aziende dove non e' gia' presente ora.
________________________________________
Preliminare 2. Der Grosse Inkiuken. La sinistra - fra
socialdemocratici,
verdi e nuova sinistra di Lafontaine - avrebbe la
maggioranza dei seggi,
ma il governo di sinistra, moderata o radicale che sia, non
si fara'. Si
fara' invece una Grande Coalizione fra socialdemocratici e
democristiani, lasciando fuori le due estreme di destra
(dove sono
nazisti e sono quattro gatti) e di sinistra (dove sono
democratici e
hanno il dieci per cento dei voti). I ministeri verranno
spartiti fra
ex-centrodestra ed ex- centrosinistra, secondo il
Kenkellimanual, e la
politica economica continuera' a essere lasciata
sostanzialmente in mano
alle imprese (che stanno gia' delocalizzando tutto). Pieno
impiego per
quasi tutto il personale politico, liberato nel suo
complesso
dall'incubo dell'opposizione.
________________________________________
Situazione. Adesso i partiti sono tre, il centro, la
sinistra e la
destra. La sinistra, ne abbiamo parlato tante volte, e
comunque ha il
grande merito di non avere piu' a capo D'Alema. La destra
consiste nei
leghisti (gli unici motivati: o al balcone, o al muro) e in
numerosissimi commercialisti, avvocati, cavalieri
d'industria e cumenda
che per una volta nella loro vita hanno avuto il culo
terrificante di
Salire in Alto: un evento irripetibile come la congiunzione
di Marte e
Mercurio in Giove, per difendere il quale sono disposti a
tutto e anche
a qualcosa di piu'. Il centro, va sans dire, c'est la Dc. Ma
e' una Dc
frammentata, come quei personaggi dei vecchi cartoni animati
che si
dividevano in cento se stessi piccolissimi, ciascuno dei
quali si
agitava freneticamente persuaso di essere il se stesso unico
e vero.
Le strategie: per la destra, tenere. Tenere, sopravvivere,
rinchiudersi
in Salo', diventar papalini, farsi buddisti, chiamare Erode,
aspettare
E.T. - qualunque cosa, pur di restare la', di non
abbandonare le
poltrone. E che cosa potrebbe fare un Calderoli, nella vita?
La Russa,
almeno, tornerebbe a fare l'avvocato di Ligresti. Non e' la
piu'
sofisticata delle strategie ma non e' neanche da buttar via,
perche' non
nasce dal cervello ma dalle darwiniane viscere profonde.
Avete presente
un bambino all'ottavo mese e mezzo che vuole disperatamente
non essere
espulso dalla mamma? Ecco, quello li'. Per Berlusconi non
c'e' problema
- puo' sempre emigrare all'estero - ma gli altri? La maggior
parte, e'
tanto se riuscirebbero a esulare fino a Pavia. E la Finanza
ha le
braccia lunghe, e cosi' le Procure.
La sinistra, nella quale noi del chiamiamolo "movimento"
(societa'
civile, cococo', girotondini, pacifisti, base: insomma, il
dieci-quindici per cento di questo allegro paese) per nostra
colpevole
cacioneria non siamo rappresentati, oscilla fra i gesuiti di
buone e
civili letture come Fassino e i socialisti lombardiani come
Bertinotti.
Poi c'e' Di Pietro che sogna di coronare il sogno della sua
vita,
comprendente il cav. Berlusconi Silvio e un'affollata
cerimonia in una
pubblica piazza. C'e' Diliberto e Cossutta, che approfittano
sfacciatamente dell'assenza di Karl Marx. C'e' Pecoraro dei
Verdi, c'e'
Ernesto (sarebbe la corrente purodurista di Rifondazione,
che ogni volta
che vede Prodi lo misura accuratamente e ne calcola il
peso). C'e'
Prodi, naturalmente, a cui per punizione dei suoi trascorsi
peccati
(licenzio' migliaia di operai all'Alfasud) e' toccato infine
d'essere
odiato dai padroni in quanto communista. Al seguito,
migliaia di
politici minori, amministratori (in genere buoni),
giornalisti (in
genere scialbi), funzionari, giu' giu' fino ai militanti
semplici di
base.
A livello di questi ultimi la statura morale s'innalza
bruscamente e
possiamo dire che abbiamo ancora una bella sinistra - quella
per la
strada - ed e' un vero peccato che si debba affidarla a una
dirigenza
tanto sgangherata. Ma parlavamo di strategie. Quella della
sinistra e',
in alto, di amministrare; in basso, di salvarsi dalla
terrificante
catastrofe che s'e' gia' ingoiata gran parte dei giovani e
degli operai
e sta digerendosi adesso con tutta tranquillita' il ceto
medio.
Purtroppo per loro, il politico piu' ammirato dai loro
dirigenti e'
Blair. Purtroppo per i dirigenti, pero', essi non hanno piu'
uno
strumento di controllo sociale com'era (insieme ai suoi
molti meriti) il
sindacato degli anni Settanta. Quindi, se vorranno
blaireggiare,
blaireggeranno: ma bisogna vedere quanto li lascera'
blaireggiare in
pace la loro base, o almeno una seria parte di essa.
Che probabilita' hanno le altre due forze di veder
realizzate le loro
strategie? Ben poche. Nessuna destra e' mai riuscita a
sopravvivere
nelle condizioni di quella di ora. Immaginate Hitler
circondato non
dagli americani e sovietici ma dai brasiliani da una parte e
dalle
truppe del Regno di Napoli dall'altra. Sarebbe durato di
piu', e questo
gli avrebbe dato anche una certa illusione. Ma se il nemico
fosse
comunque giunto alla periferia di Berlino, la situazione
sarebbe stata
insanabile lo stesso: questione di tempo. Berlusconi non ha
di fronte
Zukov e nemmeno l'Ottava Armata. Ma, al punto in cui ormai
e', bastano
Fassino e Rutelli. Tutto quel che puo' ottenere, non tanto
lui (che e'
sempre il nuovo Agnelli d'Italia, e puo' comandare in tanti
altri modi)
quanto i suoi piu' derelitti seguaci, e' un bel
Gotterdammerung finale.
Da questo punto di vista, occhio ai "terroristi islamici" e
a tutto cio'
che si potra' muovere prima delle elezioni.
Infine, la Dc: l'esperta Dc, l'abile Dc, la furbissima Dc.
Secondo me,
sia la Dc di destra che quella di sinistra hanno perso i
tempi. Rutelli
e' riuscito solo a logorare Prodi, non a sostituirlo. Un po'
come
Mastella, che ogni volta che incontra qualcuno gli grida
"Communista!"
ma solo perche' vuole le cento lire. Quello mette la mano in
tasca,
gliele da' e poi continua per la sua strada. Insomma, se
vuoi venderti
il "moderato" te lo puoi vendere una volta, o la va o la
spacca; non ci
puoi campare per mestiere. A destra, la riscossa Dc e'
dovuta quasi
esclusivamente a Follini; Casini al casino nel Polo in
effetti ha
contribuito ben poco; anche qui (basta scendere a vedere i
Dc siciliani
per capirlo) minacciare di fare la Dc e' molto meglio che
farla per
davvero. E poi, con chi? Il vero leader politico del partito
"cattolico"
c'e' gia', ed e' Ruini. Ruini non avrebbe mai lasciato
crescere Sturzo o
De Gasperi, figurarsi Rutelli e Follini. Personalmente, in
queste cose
mi fido di piu' dei cardinali che, essendo atei, non
rischiano - a
differenza di molti politici - di far cazzate per fanatismo
coglione.
(Di Fini e' inutile parlare perche' non esiste).
Insomma, dopo le elezioni (o "elezioni": ancora non si sa)
ci sara'
confusione. I cococo' rideranno, balleranno, applaudiranno
Prodi e
Fassino e poi cominceranno a...
...A pretendere, signora mia. Sapesse come pretendono tutti
quanti.
Pretendono. E ahime', com'e' rovinata l'economia... A questo
punto
tornate al Preliminare 1 e al Preliminare 2, e la partita
ricomincera'
daccapo.
________________________________________
Ancora non e' chiaro se fra qualche mese si va a votare o
semplicemente
a "votare". Le virgolette non sono per il proporzionale (un
modo come un
altro, a parte che mentre si gioca a poker non e' elegante
dire: "Da
questo momento si sta giocando a canasta, percio' sai dove
puoi
ficcarteli i tuoi quattro assi!") ma per il proporzionale
corretto. La
"correzione" infatti riguarda una cosa semplicissima, che
nessun altro
al mondo ha avuto finora la genialita' di trovare, e cioe':
"Puoi
votare solo ed esclusivamente per il candidato che ti indica
il tuo
partito". Cioe' non puoi piu' scegliere fra il numero uno
(Almirante) e
il numero 47 (ovviamente, La Morte) o fra il numero 1
(Pannella Giacinto
detto Marco) e il numero 31 (Cicciolina). No, niente piu'
capricci, e
men che mai voti di protesta: devi votare solo ed
esattamente come
vogliono loro. Cioe', se sono a Gallipoli debbo votare per
forza... non
oso neanche dirlo.
Beh, il sistema puo' essere ancora perfezionato, ma di poco.
Ci sono
troppi partiti. Uno sarebbe sufficiente. La destra, un
tempo, difatti
pensava che uno bastava. Ora concedono che ce ne sia anche
piu' di uno,
purche' rigidamente tenuto al guinzaglio da gente seria e
non da quei
debosciati di elettori.
Ah, i comizi! Ah il voto libero! Ah le elezioni! Li
ricorderemo con
nostalgia, come il gelo di melone, piazzale Ostiense coi
filobus, le
gemelle Kessler e tante altre dolcissime cose del buon tempo
che fu.
________________________________________
Riciclaggio. Lo sospetta la magistratura svizzera a
proposito di ingenti
movimenti di capitali con la copertura di un'azienda
televisiva di un
grosso imprenditore italiano, molto vicino a un
professionista siciliano
gia' condannato per reati mafiosi. Indagini in corso.
________________________________________
Caucaso. Il 13 ottobre un gruppo di uomini armati prende
d'assalto
Nalchik, la capitale della Repubblica di Kabardino-Balkaria,
a ovest
dell'Ossezia e della Cecenia, e puntualmente i nostri media
si svegliano
dal torpore e ricordano che sul mappamondo esiste qualcosa
chiamato
Caucaso. Per chi non crede che un complesso intreccio di
problemi
geopolitici possa essere rappresentato come uno scontro tra
indiani e
cowboys segnaliamo l'attivita' della Russian-Chechen
Friendship Society.
Questa organizzazione non governativa di Niznij Novgorod (la
quarta
citta' della Russia) ha realizzato un centro informativo che
raccoglie e
diffonde notizie sul conflitto ceceno, fa attivita' di
riabilitazione e
programmi sanitari per i minori vittime della guerra, azioni
di tutela
legale e ricerca di persone disperse e detenute
arbitrariamente. Tutto
questo e' bastato a scatenare una violenza meno scenografica
di quella
armata, ma non per questo meno pericolosa.
Le autorita' russe e i servizi segreti dell'Fsb hanno deciso
di far
chiudere i battenti all'organizzazione, e il primo bersaglio
e' stata la
rivista Pravozascita (letteralmente "difesa dei diritti"),
indagata per
il suo lavoro di documentazione sulle violazioni dei diritti
umani in
Cecenia, che agli occhi delle autorita' giudiziarie e'
diventato una
"incitazione all'estremismo". Il fuoco incrociato sulla Ong
comprende
anche indagini amministrative e fiscali, maltrattamenti,
irruzioni e
perquisizioni senza mandato da parte dell'Fsb. Gli attivisti
della Rcfs
sono stati minacciati e intimiditi. L'unica via d'uscita
alla morte
annunciata di questa organizzazione e' il sostegno
dell'opinione
pubblica internazionale, che sarebbe molto interessata a
questa
non-notizia se ci fossero meno sparatorie in prima serata.
[carlo
gubitosa]
________________________________________
"I politici cornuti sono! Tutti gli stessi sono! Rossi,
gialli, verdi,
celesti, neri azzurri... tutti uguali!". Enzo Mangion,
figlio di
Francesco, braccio destro del boss mafioso Nitto Santapaola,
si esprime
cosi' al telefono con il suo sodale Orazio Grimaldi, mentre
gli racconta
quali politici la "famiglia" ha sostenuto. E giu' un elenco
di esponenti
della Margherita, di An, di Forza Italia, dell'Udc, con
annessi favori.
È quanto emerge dall'ultima inchiesta della procura di
Catania su mafia
e appalti che fa tremare l'amministrazione Scapagnini.
La racconta il mensile "L'isola possibile" nel suo primo
numero a
tiratura regionale, nelle edicole siciliane in accoppiata
con "il
manifesto". Nato quattro anni fa, dopo Genova 2001, come
strumento del
Social forum etneo, il nuovo periodico mette in rete una
serie di
piccole ma battagliere realta' dell'informazione isolana
"sul web,
cartacee, radiofoniche, tv" e tenta l'avventura
dell'edicola. Sedici
pagine formato tabloid che si aprono con una "Cuffaro
story", proseguono
con un'inchiesta sugli intrallazzi della Banca agricola
popolare di
Ragusa sui quali Bankitalia ha dormito, e continuano con
inchieste e
cronache da tutte le province dell'isola. Una scommessa
basata sul
volontariato e la militanza, quella dei compagni siciliani,
che ancora
una volta dovranno fare i conti con il silenzio dei media
regionali e
nazionali sulla nascita di un nuovo giornale e con un
mercato
pubblicitario asfittico. [sebastiano gulisano]
________________________________________
Istantanee. Lo spettacolo della morte non se lo perde
nessuno. Intere
famiglie in balcone, i bambini in prima fila per vedere
meglio. In
strada i ragazzi si mischiano agli adulti. Una donna ha un
bambino in
braccio di non piu' di due anni, ha una tuta blu a righe
bianche, sei
euro sulle bancarelle, e il ciuccio in bocca. I colpi di
pistola li
hanno sentiti tutti, almeno sei, esplosi in mezzo alla folla
delle otto
e mezzo di sera. E ora sono li' a guardare lo spettacolo. Il
cadavere
sta a pancia in giu' in mezzo alla strada, la testa rivolta
verso
sinistra e le braccia in alto, come i bambini quando fingono
di essere
morti. L'orologio luccica illuminato dalle torce dei
poliziotti. Due
rivoli di sangue scendono verso il tombino. Quelli della
scientifica
cercano di non calpestarli mentre scattano fotografie da
tutte le
angolazioni. Il furgone della polizia mortuaria aspetta a
luci accese.
Qualche ora piu' tardi tutto cio' che rimane e' una strada
coperta di
segatura. La mattina dopo, tra il lastricato c'e' ancora
sangue. All'
inizio di agosto un ragazzo di ventitre' anni e' stato
ammazzato nello
stesso modo a pochi metri di distanza. E' la guerra di
camorra. Ma non
siamo a Scampia. Siamo nel centro di Napoli. A quattrocento
metri
dall'ufficio del sindaco. [francesco feola]
________________________________________
Cartolina da Santo Domingo. "Colmado": e' l'equivalente
della nostra
"botteguccia sotto casa" (in Sicilia si chiamano "putie"),
quelle che
tanto-pago-a-fine-mese, con la lista a nome tuo. Dentro ci
trovi di
tutto (e ne trovi uno ogni cinquecento metri), dalle
saponette ai
liquori, dalla frutta e verdura a tutto lo scatolame
possibile. Poi
vino, birra, salumi, formaggi, pane, biscotti, succhi di
frutta, uova e
moltissimo altro ancora. Ci sono anche le ricariche
telefoniche e i
giornali. In qualcuna anche medicine. La forma e' sempre la
stessa: due
entrate e un grande bancone circolare, tre o quattro persone
dietro
pronti a servirti. Sono anche luogo d'incontro alla sera,
per una
"cerveza ben fria" o un bicchiere di rum Brugal. [rocco
rossitto]
________________________________________
Cartolina da Rio. Un giorno qualsiasi in una metropoli
brasiliana.
Banditi armati di fucili e mitragliette rapinano
automobilisti fermi al
semaforo. Quindici uomini assaltano furgone portavalori
davanti a un
centro commerciale, tre vigilanti uccisi. All'uscita dallo
stadio, un
agente spara due colpi per disperdere la folla, un morto.
Lite
condominiale, poliziotto in pensione uccide il vicino a
colpi di
pistola. In una favela, bambina ferita alla testa da
pallottola
vagante... Il 23 ottobre i brasiliani sono chiamati alle
urne per
rispondere a una sola domanda: bisogna vietare il commercio
di armi e
munizioni in Brasile? I promotori del referendum, che fanno
campagna per
il si', affermano che la maggior parte degli incidenti con
armi da fuoco
avviene per futili motivi. Il comitato del no risponde che
la
proibizione non disarma i banditi e lascia il cittadino
senza
possibilita' di difendersi. Il si' ribatte che, a Rio de
Janeiro, delle
90 mila armi sequestrate ai banditi negli ultimi sei anni,
il 61%
provenivano da persone senza precedenti penali... E cosi'
via, il
dibattito continua: per i promotori del referendum e' gia'
un risultato
importante. [luca rossomando]
________________________________________
Scoperte. E' stato un viaggiatore napoletano a scoprire la
Cina, circa
quattromila anni fa. La prova inconfutabile viene dai
ricercatori
dell'Istituto di Geofisica dell'Accademia delle Scienze
pechinese che in
un sito del tardo paleolitico a nord-est del Fiume Giallo,
non lontano
dal villaggio di Lajia, hanno trovato un vaso di terracotta
contenente
un alimento a base di farina dalla caratteristica forma
spaghettiforme.
Gli spaghetti, perfettamente conservati, avevano ancora un
bel colore
giallo paglierino. Gli scienziati si chiedono con quali
strumenti i
cavernicoli di Lajia mangiassero gli spaghetti: non e' da
escludere che
usassero delle rudimentali bacchette di legno o d'osso,
poiche' nessuna
forchetta e' stata rinvenuta nei paraggi.
Quest'ultimo elemento ha scatenato diverse ipotesi fra gli
studiosi:
alcuni ritengono che il napoletano che ha introdotto gli
spaghetti in
Cina si sia poi allontanato talmente in fretta dal villaggio
(avendone
ancora numerosi altri da evangelizzare) da dimenticare di
fornire agli
indigeni lo strumento. Altri pero' avanzano l'ipotesi di
un'improvvisa
fuga dovuta magari all'ostilita' dei potentati locali,
ostili a
qualsiasi forma di progresso.
Gli spaghetti furono ritrovati in Cina molti secoli dopo da
Marco Polo,
a un banchetto di Kublai Khan, che nell'occasione gli chiese
se per caso
sapesse come si fa la pummarola. Il veneziano, esperto di
molte altre
cose ma non di pasta, non seppe che rispondergli. E anzi,
tornato in
Europa, divulgo' la notizia che in Cina si mangiava uno
strano tipo di
polenta filiforme, mai vista in nessuno dei suoi numerosi
viaggi
all'estero (sempre pero' limitati al nord di Gaeta). Da cui
molti
equivoci, alcuni dei quali durano tuttora.
________________________________________
Toto'. Iraq (Ansa). Catturato il barbiere di Al Quaeda.
Sarebbe quello
che doveva tagliare le barbe degli sceicchi per non farli
riconoscere
dai soldati (trama: Gennaro Esposito, rinomato barbiere di
Mergellina...).
________________________________________
Belushi. I nazisti dell'Illinois - quelli dei Blue Brothers
- esistono
davvero e si sono fatti vivi in un sobborgo povero di
Chicago con un
minaccioso corteo per la "supremazia bianca". La gente
naturalmente ha
reagito e ne sono nati dei tafferugli.
________________________________________
Bologna. Tolleranza zero per i numerosi lavavetri abusivi
(quasi sempre
extracomunitari e a volte addirittura negri) che ormai da
tempo invadono
le vie del capoluogo felsineo. L'allarme, gettato dai
consiglieri locali
di Forza Italia, e' stato prontamente raccolto dal sindaco
Cofferati,
che l'altra notte c'eravamo sognati a capo della Repubblica
Popolare
Italiana. Mai piu' fagioli con le cotiche prima di andare a
letto.
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Catania. "Guglielmino! La macchina pronta e'?". "Pronta,
signora! Agli
ordini!". Il signor Guglielmino, un tipo molto decorativo,
e': l'Autista
dda' Mugghieri ddu Sinnicu. In italiano, sarebbe
semplicemente l'autista
della signora Scapagnini; ma ditelo in catanese, e vedete
che siete gia'
nell'atmosfera giusta. Guglielmino, che spesso parla in
dialetto ed e'
vissuto a lungo accanto a Scapagnini, e' dunque anche un
esperto di
teatro dialettale: e percio' e' giusto che, fra le centinaia
di
delibere-manna che piovono sugli amici del Comune, ce ne sia
stata una
anche per lui. "Per l'organizzazione di due Rassegne di
Teatro
Dialettale, euri...". Vabbe'. Meglio tardi che mai, un
magistrato ci
vuol vedere chiaro. "Signor sindaco, ma in base a che cosa
lei ha
firmato quella delibera?". "Firmato? Chi firmo'? Io non
firmai! Non e'
mia, quella firma! Me l'hanno falsificata!".
Arriva il perito calligrafo, chiamato dal tribunale, e dopo
qualche
settimana comunica: no, la firma falsa firma vera e',
proprio del signor
sindaco di sua propria mano in persona personalmente. E
ora? Abuso
d'ufficio? Galera? Nooo! Lasciatelo li', poveru sinnicu: e'
vero che di
costare costa assai, ma e' dai tempi di Angelo Musco che a
Catania non
si vedeva uno che ci faceva divertire cosi'.
________________________________________
Sicilia. Diversi intellettuali e sindacalisti siciliani
hanno firmato un
appello ai partiti (arg arg - ndr) chiedendo di rinunciare
alla "caccia
a vecchie celebrita'" (eh eh - ndr) e di assumersi, in nome
della
credibilita', il rischio di scegliere personalita' nuove che
si
distinguano "per progetto politico, competenze e capacita'
innovativa"
(ah ah ah - ndr) da candidare alle primarie per la
presidenza della
Regione. Vabbe'. Chi vuole puo' firmare il benemerito
appello.
Personalmente, se fossimo in Sardegna o in Toscana lo
firmerei
volentieri. Ma in Sicilia, so gia' esattamente che tipo di
uso (molto
improprio) i vari boss dei partiti faranno di questo e di
ogni altro
appello. Comunque, ecco dove firmare.
________________________________________
< Questi elettori di centrodestra hanno una morale piuttosto
singolare:
si indignano se il sig. D'Alema abita al centro di Roma a un
prezzo
bassissimo (ricordate?), ma sono sempre pronti a chiudere
entrambi gli
occhi sulle innumerevoli mostruosita' commesse dai loro
beniamini. Danni
irreversibili all'ambiente, alla cultura, all'economia, alla
giustizia,
alle istituzioni, alla democrazia, alla civile convivenza e
al comune
buon senso sembrano aver davvero poca importanza per questa
gente.
Pressocche' inutile tentare di ragionarci, di argomentare,
di provare a
uscir fuori dal trito schema sinistra-destra e a tenersi
lontani dalle
ideologie: tempo perso, fiato sprecato, fegato ingrossato e
ulcera
duodenale. >
________________________________________
< Ma la "moral suasion" e' legittima? Leggo che il Capo
dello Stato
avrebbe esercitato la sua "moral suasion" anche sulla
riforma della
legge elettorale. Se ho ben capito dal Quirinale sarebbero
stati
preventivamente segnalati aspetti di dubbia
costituzionalita' di un
testo legislativo in itinere, giudicato dall'opposizione un
attentato
alla democrazia. Mi chiedo: tale prassi e' prevista dalla
Costituzione?
Costituisce una legittima consuetudine? Non sarebbe piu'
trasparente e
opportuno attendere l'approvazione della legge ed
eventualmente
rinviarla alle Camere con provvedimento motivato? >
________________________________________
< Io adoro Andrea Pazienza e leggere "Viviamo esattamente
nel mondo di
Andrea Pazienza", mi ha fatto piacere e mi ha altrettanto
incuriosito.
Nulla, vorrei solo sapere come mai questa affermazione?
Spero di non
intralciarti troppo con questa domanda e spero di ricevere
una risposta.
Pace amore e rocknroll >
* * *
Eh.
________________________________________
< Caro R., ti continuo a leggere con interesse, percependo
la tua stoica
amarezza. Ti avevo scritto se c'era possibilita' - anche col
tam tam in
rete per quanto concerne l'economico - di stampare un
mensile o
settimanale a 4 /8 fogli del tipo I Siciliani ultima serie.
Non mi hai
risposto... >
________________________________________
(Sono arrivate diverse lettere sul caso di un giovane
torinese
intossicato dalla droga. Ci spiace, ma questo giornale non
si occupa
contemporaneamente a Vespa di queste cose).
________________________________________
Domenico Stimolo wrote:
< Alla faccia dei censuratori locali, piccoli e grandi, che
viaggiono
sull'inchiostro e/o negli spazi cibernetici; "mezzi-mezzi"
e
quaquaraquaa'; vecchi, nuovi, e parolai che soffiano al
vento;
"libertari"... in liberta'; venditori di salsiccie bruciate
e di calia
ammuffita: da questa sera e' in onda su ARCOIRIS.TV una
lunga intervista
a Marco Benanti >
________________________________________
Memo. Riunione di redazione martedi' alle 18 in via Bertani
8
(Trastevere) a Roma, presso Cuntrastamu. Argomento: siti
(Wema, PL,
Censurati e gli altri che vorranno aderire) e Arcoiris
(gruppi locali da
organizzare, video da fare).
________________________________________
Vecchi trucchi per scrivere le poesie
< Basta prendere un gatto e un anello
e il gatto se lo mette per cappello
ma quando piove si bagna la testa
oppure trovare uno spaghetto cosi' lungo
che arriva da casa tua fino in America
e un equilibrista ci passa sopra
e ci attraversa il mare
senza ammollarsi e senza vomitare.
oppure dire le parole buffe
come l'arte culinaria.
ma il trucco piu' bello e' quando dici la verita' >
10 ottobre 2005 n. 305
________________________________________
Cancelli. Il cancello fra i ricchi e i poveri si trova in una
citta'
dell'Africa, che e' per ragioni storiche ancora sotto dominio
europeo e
si chiama Ceuta. Questo cancello, che e' alto e forte e sempre
sorvegliato da custodi, e' il luogo piu' desiderato dell'Africa:
i
poveri, tuttavia, di solito ne girano al largo, cercando di
aggirarne le
guardie e di girargli attorno con gl'itinerari piu' lunghi e
strani.
Una decina di giorni fa, tuttavia, e' successa una cosa strana.
Decine
di poveri si sono ammassati, dapprima quasi per caso e come
oziosi, poi
sempre piu' risentiti e decisi, ai piedi di questo cancello. I
pochi son
diventati massa compatta. Infine, quando qualcuno ha cominciato
ad
afferrare il cancello e a scuoterlo forte, un urlo s'e' levato
da tutta
la folla e tutti si sono spinti avanti. Allora i sorveglianti
hanno
sparato: non si sa se prima quelli europei o quelli africani (il
cancello e' guardato da entrambi i lati). Non si sa, e non si
sapra'
mai, quanti siano stati i morti, trafitti mentre si
arrampicavano o
calpestati dalla folla. Ne' si sapra' mai nulla dei loro
pensieri, delle
loro vite, delle loro eventuali idee politiche (se, lusso
estremo, ne
hanno).
Passata l'emergenza, i poveri sopravvissuti sono tornati nelle
loro
bidonvilles e nei loro deserti, e i sorveglianti ai loro
ordinari
pattugliamenti. Cio' che e' successo, tuttavia, e' di una
chiarezza
estrema e, nel giro d'un mese, e' il secondo messaggio
inequivocabile
che noi qui in Occidente riceviamo. Il primo e' stato in
Louisiana, coi
poveri abbandonati a freddo a morire sotto l'uragano. Il
secondo, in
Europa. Pochissimi, fra i triclini virtuali di grandi fratelli,
grandi
politici, grandi giornalisti e grandi tutto il resto, hanno
voglia (o
ormai facolta') di ascoltarli. Ma ormai hanno un nome preciso,
ed e'
Titanic.
________________________________________
Sicilia. Non si sa da dove incominciare, parlando delle
catastrofi della
Sicilia. Citta' agli ultimissimi posti nelle classifiche
socio-economiche nazionali. Emigrazione dei giovani, come dopo
una
guerra. Messina terremotata da disoccupazione e malgoverno,
Catania che
affonda, Palermo a malapena difesa da qualche gruppetto di
giovani
mentre quasi tutti i commercianti e le imprese accettano Cosa
Nostra.
Lager sul territorio della regione, come a Lampedusa. Sette
pazienti in
un mese usciti cadaveri dagli ospedali. Movimenti "autonomisti"
(noi
abbiamo avuto il primissimo, ed era il bandito Giuliano) che
vanno a
umiliarsi ai piedi di Bossi e Calderoli. Mafiosi armati meglio
dei
poliziotti, e molto piu' considerati dal potere. Silenzio-stampa
dappertutto, niente giornali liberi, niente inchieste.
Di fronte a questa terrificante situazione, Prodi e Rutelli si
sono
riuniti e si sono consultati per decidere che fare: che
programmi, che
uomini, che drastiche riforme. Alla fine, hanno deciso: i
siciliani
hanno bisogno di Pippo Baudo. Non c'e' candidato migliore di
Pippo
Baudo. Candideremo Pippo Baudo, e tutto andra' a posto.
Il presentatore, che e' molto piu' serio di loro, ha
educatamente
declinato. Intanto loro l'avevano proposto. E perche' non
Bonolis in
Toscana, tanto per dire? Perche' i toscani sono maggiorenni.
Nessuno
oserebbe fargli una proposta del genere. Noi siciliani, invece,
siamo
minorenni. Chiunque puo' parlare per noi, sfogare le sue
velleita'
dirigenziali in corpore vili. Da questo punto di vista non c'e'
nessuna
differenza fra Mussolini e Giolitti, fra Prodi e Berlusconi.
Entrambi
sulla Sicilia decidono fregandosene altamente dei siciliani. Non
sanno
nulla della Sicilia, ne' vogliono sapere altro che quanto costi
l'appoggio dei vari potentati indigeni, servili per infinita
tradizione.
Distribuiranno qualche poltrona (a destra o a sinistra: qui,
indifferentemente) ai cortigiani locali, e se ne andranno
soddisfatti,
bene o male, a governare.
Forse sara' bene che qualcuno, prima o poi, informi Prodi che in
Sicilia
c'e' la mafia. E che c'e' anche l'antimafia, che ha una
tradizione
fortissima da queste parti - superiore a quella di ciascuna
delle forze
politiche che qui lo sostengono ora. Scelga - visto che di
lasciar
scegliere non se ne parla - un antimafioso: e ce ne sono. Fava,
Crocetta, Tano Grasso, Orlando, la Siracusa... Ciascuno di
costoro (e
questi sono solo i "politici", non osando citare anche i
nominativi
"plebei" della societa' civile), con tutte le sue cazzate e i
suoi
errori, ha pero' fatto antimafia, e' onesto, e' tecnicamente
capace di
amministrare una regione. A ciascuno di loro il centrosinistra
gli
preferisce simpatici presentatori e improbabili imprenditori.
Perche'?
Per tre motivi precisi. Primo, perche' in Sicilia esso e'
notabilare e
non democratico. Secondo, perche' in Sicilia convive
tranquillamente con
la mafia. Terzo, perche' non e' detto che in Sicilia abbia tutta
questa
gran voglia di vincere le elezioni.
________________________________________
Liberta'. Anche la storia di Carlo Ruta - il giornalista
"silenziato" da
un magistrato a Ragusa per aver denunciato banche e notabili
locali -
comincia a trovare un'eco nelle istituzioni. L'ex ministro della
giustizia Diliberto, segretario nazionale del Pdci e altri due
deputati
(Sgobio e Pistone) hanno presentato un'interrogazione
parlamentare per
denunciare l'anomala situazione della procura della Repubblica
di Ragusa
e chiedere la rimozione dell'attuale procuratore, Agostino Fera.
Cio' in
relazione alle nuove gravissime emergenze sul caso Tumino e
sull'uccisione del giornalista Giovanni Spampinato,
all'oscuramento del
sito AccadeinSicilia (che si occupava di entrambi i casi) e a
vicende
giudiziarie in cui il magistrato ragusano risulta nelle vesti di
indagato.
Due settimane fa, diversi esponenti della sinistra (Giulietti,
Bertinotti, Chiesa, Dejana e altri) avevano pubblicamente rotto
il lungo
gelo "ufficiale" sul caso Benanti, schierandosi apertamente in
difesa
del giornalista imbavagliato. Adesso, ecco che uno dei partiti
del
centrosinistra prende finalmente posizione, per bocca del suo
massimo
esponente, a favore di un altro cronista povero e coraggioso,
uno che ha
continuato a fare il proprio dovere nonostante la solitudine e
le
persecuzioni. Una rondine non fa primavera: ma due forse
cominciano a
essere un segno di disgelo. Bello sarebbe il giorno in cui la
sinistra
italiana, che critichiamo ogni giorno e serviamo da
quarant'anni,
riuscisse ad essere sempre una sinistra cosi'.
________________________________________
Dopo lo stop di Ciampi alla legge-truffa (lo strano
proporzionale coi
candidati imposti dai partiti), si fa strada fra molti esponenti
della
destra l'idea che ormai non c'e' piu' niente da fare. Alcuni
stanno
trattando coi communisti mediante i buoni uffici di vescovi e
prelati.
Ma sono pochi: la maggior parte ha categoricamente riaffermato,
nell'ultima assemblea al Teatro Lirico di Milano, la propria
indefettibile fedelta' al Capo. Poi non e' detto che vincano i
communisti: il Capo ha lasciato capire piu' volte che in America
si
preparano le armi segrete. Bisogna solo tener duro fino a quando
saranno
pronte: in primavera verra' il bello.
Fra i piu' disperati, i "maimorti" della Lega, pero' si parla
gia' di un
piano segretissimo: concentramento di tutti i mezzi disponibili
davanti
alla prefettura di Milano, rapido inquadramento di mezzi e
uomini,
schieramento in formazione e poi via tutti in colonna verso la
Valtellina. La', fra quelle montagne granitiche e quei
valligiani
fedeli, avra' luogo l'ultima resistenza nell'ultimo
immarcescibile
ridotto. E il Capo? Ce lo porteremo dappresso a costo di
ficcarlo a
forza su un camion. Lui purtroppo non sembra neanche piu' se
stesso, un
momento sbraita "qua comando io!" e un momento biascica
preghiere
insieme ai preti. Ma noi terremo duro lo stesso. Vogliamo
vincere. E
vinceremo!
________________________________________
Tortura 1. Se ne parla in Italia, al tribunale di Genova, a
partire dal
12 ottobre. Che bella cosa vivere in un paese democratico! I
giovani che
manifestarono contro il governo, a Genova nel luglio 2001,
furono
semplicemente torturati: nessuno di loro fu caricato su un aereo
- come
sarebbe stato logico - e gettato ancor vivo in qualche punto
profondo
del mare. Ne' vennero loro tolti i bambini per affidarli a
famiglie
cattoliche e amanti delle Forze Armate. Ne' furono eliminati
alla
meglio, in qualche Escuola Militar, con una revolverata alla
nuca; ne'
furono sommariamente desparecidi, poiche' sono ancora la',
magari un po'
malconci, a fare ancora i sovversivi. Semplicemente torturati:
tutto
qua.
________________________________________
Tortura 2. Washington. Approvato al Senato, dopo lunghe
polemiche, un
emendamento che proibisce esplicitamente ai militari di
torturare i
prigionieri. "Questo provvedimento limitera' la capacita' del
presidente
di portare avanti efficacemente la lotta contro il terrorismo",
ha
deplorato il portavoce ufficiale del governo, Scott McClellan.
________________________________________
Alla fine. Scandalo Banca d'Italia: sette anni a Fazio.
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Strano. I poveri in Italia, secondo l'Istat, saremmo sette
milioni e
mezzo. Facciamo ben poco casino, per essere cosi' in tanti.
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Venezuela. Chiusa per evasione fiscale la sede locale della Ibm.
Indagate per lo stesso reato altre multinazionali fra cui
Microsoft,
Nokia e Siemens.
________________________________________
Sabbia. Il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta
sull'assassinio di Ilaria Alpi, Carlo Taormina, annuncia una
querela per
diffamazione contro i genitori di Ilaria che avevano messo in
dubbio
l'attendibilita' del suo lavoro. Questo a conclusione di oltre
un anno
di "inchiesta" segnato essenzialmente dall'allontanamento dei
consulenti
esperti di Somalia e servizi segreti e dalla creazione ex-novo
di una
"pista islamica" assolvendo ogni possibile connivenza o
complicita'
nostrana.
________________________________________
Insetti. "Ma qui e' pieno di insetti!" protestano i viaggiatori
dei
treni italiani. "Eh, vedesse qui alla Tv - ha detto un collega
che ci
lavora - signora mia".
________________________________________
Milano. Niente targa per Craxi in piazza Duomo. In comune e'
passata la
mozione contraria del centrosinistra che ha preso anche i voti
della
Lega. Pro-Craxi invece Forza Italia e Albertini: undici contro
diciassette, coi due missini (oops... aennini: ma questi
schieramenti
richiamano irresistibilmente i vecchi tempi) astenuti.
________________________________________
Gadget. Il canino, nel senso di cane piccolisimo (non i
chihuahua di
Abbe Lane: proprio da pochi centimetri, geneticamente
programmati) da
portare in borsetta, firmata. Pare che la moda si stia
diffondendo
proprio ora (Madonne, Paris, Britney e via vippando) e questo ci
porta a
chiederci come si fa ad armare uno "scontro di civilta'" fra noi
e il
mullah Omar se siamo entrambi cosi' palesemente incivili.
________________________________________
Dipingere il Muro. Bansky e' specializzato in "guerriglia
culturale": un
Arsenio Lupin alla rovescia, che non ruba i quadri ma appende
clandestinamente i suoi dipinti nei musei piu' famosi del mondo.
Da
sempre le sue immagini lanciano messaggi contro la guerra, le
barriere
sociali e i pregiudizi, ma stavolta i suoi colori hanno
abbandonato la
tela per posarsi sul muro costruito dalle autorita' israeliane
all'interno della Cisgiordania. Il pesante grigiore del cemento
armato
e' stato squarciato dalla poesia dei colori, e la magia della
pittura ha
fatto fiorire sul muro bambine che volano appese a palloncini,
squarci
di azzurro che aprono finestre impossibili su paesaggi innevati,
cavalli
bianchi alti otto metri che fanno spuntare il muso e le zampe
fuori
dalla barriera, una improbabile scala a pioli che porta le idee
al di
la' della recinzione, un contorno tratteggiato da "ritagliare"
con le
forbici della mente. [carlo gubitosa]
________________________________________
Organizzazione. Le nostre prossime riunioni per il progetto
reporter di
strada (con Arcoiris) sono il 18 a Roma e il 20 o 21 a Napoli.
Ordine
del giorno: censimento dei gruppi, e omogeneizzazione dei siti
che
sostengono il progetto. Chi vuole partecipare si metta in
contatto.
________________________________________
Alessandro Paganini wrote:
< Il governo dissesta i conti pubblici. Quindi taglia i
trasferimenti
agli enti locali. Il comune e' costretto a privatizzare: a
Genova via il
41 per cento dell'azienda trasporti. L'acquirente Transdev
propone
immediatamente aumenti dal 10 al 30 per cento. L'assessore,
giustamente,
dichiara: "Ad aumentare il biglietto eravamo buoni anche noi".
L'Istat
sottopesera' gli aumenti nel paniere dell'inflazione. Pensioni e
contratti (per chi ce l'ha) verranno quindi "rivalutati" meno
degli
aumenti. L'inflazione, dira' l'Istat, e' soltanto "percepita".
Il
governo decidera' che bisogna aumentare l'eta' pensionabile e
ridurre i
contributi. E i mass-media in coro martelleranno queste
versioni, fino a
completo inculcamento nelle masse. (Alla fine, la colpa e'
sempre dei
pensionati: campano troppo a lungo e vogliono anche prendere
l'autobus) >
________________________________________
Gualtiero wrote:
< Il salvatore ti dice "tu sei nulla", poi ecco, arriva lui e ti
salva.
Piu' o meno come agisce lo stato-mafia con chi dipende dalla
droga.
Prima lo sfigura, lo tortura e sfrutta a dovere, poi lo
raccoglie col
cucchiaino e lo fa vivere respirando con mezzo polmone. Da un
lato
lascia che la droga aumenti e il narcotraffico prolifichi,
dall'altro
finge di lottare contro il narcotraffico e proibisce la droga.
Da un
lato fa credere che con la droga ci sia tolleranza zero, da un
altro non
permette di tirar fuori chi e' appena rimasto incastrato e non
e' ancora
cronico o malato. >
________________________________________
Marco lombardi wrote:
< Svuotate le casse di un sistema che ha consentito il consenso
dei
poveri nelle democrazie moderne, scoppia adesso la bolla della
modernizzazione. L'addio al welfare ne e' il primo stadio:
sempre meno
servizi, sempre meno tutele, sempre piu' privilegi. Privilegi
che pochi
altri godranno per casta, permettendosi si saltare le code
eterne ed
innumerevoli dell'esistere e del sopravvivere; privilegi che i
piu'
dovranno sudare, ma non col merito, bensi' con la reverenza, la
preferenza espressa nella forma di un segno presunto segreto e
nella
sostanza di farsi umili, fedeli servitori. Una massa che dipende
e
un'elite che in-dipende: unico valore e' il successo dei pochi,
stavolta in modo palese, legalizzato, senza diplomazie ne'
mediazioni
sindacali. E proprio la rinuncia alla mediazione e' la
caratteristica
del "moderatismo", della "terza via". La rinuncia a ogni
autonomia anche
nel modesto vivere quotidiano, la rinuncia alla
responsabilizzazione, la
scomparsa dell'individuo insomma. E' il prezzo per la sicurezza
delle
nostre case, sempre meno nostre >
________________________________________
Gerardo Orsi wrote:
< "Dittature. Arrestano i dissidenti in America come una volta
li
arrestavano in Unione Sovietica... ". Ma perche' sciupa una
rubrica
bella come la sua con un trafiletto cosi' approssimativo e
disinformante? Le allego il comunicato emesso in merito dagli
organizzatori. ("A small delegation approached the gate to the
White
House on Pennsylvania Avenue and asked to meet with the
president. As
was expected, they were denied such a meeting and they proceeded
to sit
on the sidewalk in front of the White House, soon to be joined
by the
others. It took some time, but by late afternoon over 370 people
had
been arrested in what is probably one of the largest civil
resistance
actions ever carried out at the White House"). Come si vede, e'
stata
una azione di disobbedienza civile programmata dai movimenti
organizzatori, che consisteva nel violare il divieto di sostare
innanzi
alla Casa Bianca, mentre e' consentito manifestare e sfilare in
corteo
con cartelli e slogan, purche' non ci si fermi. Nella norma non
vi e'
alcuna repressione del diritto di manifestare ed esprimere
opinioni e
critiche. Forse noi ci meravigliamo perche' la norma e' stata
fatta
tranquillamente e regolarmente fatta rispettare, consentendo ai
manifestati di realizzare la loro iniziativa di disobbedienza
civile >
________________________________________
Ingmar wrote:
< Il Comitato antifascista catanese (all'Esperia in via
Plebiscito) vive
grazie all'apporto di idee e di militanza della societa' civile,
che non
approva il nuovo squadrismo che si fa sempre piu' largo nella
nostra
citta', impunito quando non "lasciato fare" dalle autorita', che
permettono pestaggi, vandalismi, manifestazioni armate condite
da slogan
nazifascisti! Ma il Comitato non si oppone solo a queste forme
piu'
manifeste di fascismo, cerchiamo di approfondire quanto ci sia
di
realmente "politico" dietro questi fantocci violenti e
infantili.
Invitiamo chiunque si senta antifascista nella nostra citta' a
partecipare alle nostre riunioni, a dare il suo contributo per
fermare
questo inaccettabile stato di cose >
________________________________________
L'Avvenire dei lavoratori, Zurigo, wrote:
< Abbiamo pubblicato alcuni suoi testi sulla Newsletter
dell'Avvenire
dei lavoratori, che e' una storica testata di emigranti
socialisti, la
piu' antica della sinistra italiana >
________________________________________
< Sono un arch. paralizzato da 20 anni, scrivo con una protesi
in
plastica, ma scrivo. libri, articoli, opinioni, tengo corsi di
valori di
vita nei licei, passo per radio, queste e altre cose, e' la
dimostrazione che la vita non e' finita finche' c'e' vita >
________________________________________
Stefano De Anseris wrote:
< Apprezzo da tempo anche l'ironia amara e forte della catena.
Per
nulla, invece, ho avuto modo di apprezzare, con riferimento alla
vicenda
dell'ambulante bengalese aggredito, picchiato e derubato a Roma,
l'affermazione degli slogan "alla Fallaci" >
* * *
Mah. Penso a certi autori italiani anni Trenta, ad esempio
Appelius o
Interlandi. Nessuno di loro incitava esplicitamente ad aggredire
per la
strada gli ebrei. Si limitavano ad affermarne l'irrimediabile
inferiorita' e aggressivita' verso i "cristiani". Il resto,
spettava
alla base. Io ho letto attentamente quanto la signora Fallaci ha
avuto
modo di scrivere in questi anni sull'"Eurabia" (l'Europa ormai
in mano
agli arabi: allora si scriveva che era in mano agli ebrei), sui
musulmani incivili e tutto il resto: riconosco non solo le
stesse
argomentazioni ma spesso anche le stesse cadenze stilistiche di
allora.
Anche allora, del resto, i libri di questo genere si vendevano
parecchio.
Ho parlato di "cattivi maestri" perche' ho pensato anche ai
miei.
Piperno che fa il politico, ad esempio, dopo essere stato
omertoso sul
caso Lollo. E' vero che si e' liberi di scrivere. Ma e' anche
vero che
dopo, moralmente, si viene giudicati.
________________________________________
(Memo. La Catena si regge sui contributi dei lettori. Questi
contributi
sono liberi, non hanno nulla a che fare col comprare o vendere
una
merce. Tuttavia sono vitali. His fretus, vale a dire su questi
bei
fondamenti, l'autore si rimise alla tastiera).
________________________________________
< I ragazzi tornano a casa
nelle divise da parata.
Alte Cariche appuntano
medaglie alla bandiera.
Tornano a casa
i ragazzi. Le madri
abbracceranno casse di legno >
3 ottobre 2005 n. 304
________________________________________
Ultimora. Assegnato a Marco Benanti il prestigioso premio Giorgio
Chinnici,
assegnato a giornalisti, intellettuali e operatori della cultura che
abbiano
particolarmente meritato nei riguardi della lotta antimafia e in
difesa
dei
valori della societa' civile. Il premio, che e' biennale, e' alla
sua
decima
edizione e della sua prima giuria, vent'anni fa, ha fatto parte
Paolo
Borsellino. Insieme a Benanti, sono stati premiati Marco Travaglio
di
Repubblica e Giorgio Bongiovanni di Antimafia Duemila.
________________________________________
I cattivi maestri. Si diffonde il razzismo fra gli adolescenti. A
Roma
cinque ragazzini fra i 15 e i 17 (tutti, come si dice, "di buona
famiglia"), hanno circondato un venditore ambulante bengalese, gli
hanno
urlato un po' di slogan alla Fallaci ("Fuori i negri dall'Italia";
"L'Europa agli europei" ecc.), l'hanno picchiato, gli hanno
strappato
la
borsa con cinquanta euri dentro e sono scappati. Per fortuna
passavano
dei carabinieri che li hanno inseguiti, bloccati e portati
piagnucolanti
in caserma. Per terra sono rimasti gli attrezzi degli aggressori
(pugni
di ferro, ecc.) e il sangue del lavoratore aggredito. Tutto questo a
pochi metri da piazza Navona.
A Biella, invece, tre quindicenni hanno messo in pratica gli
insegnamenti del senatore Pera, quello che ce l'ha contro il
meticciato.
Hanno fermato una compagna di scuola tredicenne, figlia di un
italiano
e
di una tunisina. L'hanno pestata di botte e le hanno inciso una
svastica
sull'avambraccio, per fortuna senza ferirla a fondo. La ragazzina,
piu'
tardi, ha avuto il coraggio di raccontare tutto ai professori. Ma
molti
episodi cosi' restano ufficialmente ignoti, sepolti nell'omerta' e
nella
paura.
A questo punto si pongono due problemi, anzi tre. Il primo riguarda
l'educazione di questi ragazzi. Non si puo' far finta di niente: in
una
fase cosi' centrale della loro formazione, la classica ramanzina e
il
"via a casa" rischia di far loro un danno irreparabile, di
trasformarli
da animaletti senza cervello in veri e propri assassini. Percio'
consentitemi di dimettermi per un momento da progressista e di
chiedere
ai loro genitori di trasmettere a questi teneri fanciulli dei valori
nell'unica maniera che essi sono in grado di comprendere, vale a
dire a
cinghiate. Poi dovrebbero essere presi in carico dallo Stato, ma non
per
delle simpatiche e tenere attivita' sociali (abbadare i vecchietti,
ripulire le aiuole e cosi' via) ma per una full immersion nella vita
reale: sopra una nave da carico, o in un cantiere edile, o a
raccogliere
pomodori. Alla maggiore eta' (che per loro dovrebbe essere
procrastinata
di un paio d'anni, e senza diritti civili), esame da parte di una
commissione costituita da muratori italiani e rumeni. Se lo
passano,
bene. Se no, via di nuovo in cantiere fino al prossimo anno.
Il secondo problema riguarda il presidente Ciampi, che non ha
ritenuto
di richiamare pubblicamente il presidente del Senato Pera quando
costui
invitava i ragazzini di Biella a fermare una meticcia e a inciderle
una
svastica addosso. "Ma io non ho detto nulla del genere, ma io
parlavo
in
pura teoria!". Gia', eccellenza. Ma di teorie cosi' - si comincia
colle
teorie, e si finisce Lei sa ben dove - ne abbiamo pieni i coglioni.
Lo
stesso per la Procura della Repubblica di Milano che non ha ritenuto
di
sequestrare in edicola le copie del Corriere della Sera in cui la
Fallaci invitava i ragazzini-bene a fermare gli ambulanti bengalesi
e a
spaccargli la faccia per liberare l'Italia dai negri. "Ma io non ho
scritto nulla del genere, ma io parlavo semplicemente dell'Islam in
generale!". Certo, signora. Ma anche il signor Streicher - lei sa
chi
era, vero? - parlava cosi' in generale di ebrei e di ariani, e noi
ancora rimproveriamo i tedeschi di allora per averlo lasciato
parlare e
non averlo invece cacciato a calci nel sedere fuori dal paese.
Il terzo problema riguarda tutti noi. C'e' un nazismo che sta
crescendo
- perbene, scherzevole, simpaticamente - e noi lo lasciamo crescere
cosi', come se fosse un tranquillo dibbattito socioculturale. Gli
ebrei
e gli amici degli ebrei, negli anni Trenta, avevano tutto il diritto
di
difendersi materialmente dai propagandisti nazisti, che li volevano
trascinare prima o poi dentro i forni. Quando "gli estremisti dei
centri
sociali" si mobilitano - troppo di rado - contro Militia Christi o
Forza
Nuova fanno semplicemente quel che avrebbero dovuto fare, nella
Germania
degli anni Trenta, gli ebrei e gli amici degli ebrei. Quando i
politici
discutono tranquillamente con la Fallaci o con Pera fanno
semplicemente
quel che facevano, nella Germania degli anni Trenta, gli
interlocutori
dei nazisti e gli antisemiti moderati e ragionevoli colpevoli, al
pari
delle Sa, del futuro sterminio degli ebrei.
________________________________________
E il programma? Quello dell'Unione e' gia' pronto, contiene alcune
delle
cose piu' progressiste e popolari che siano mai state dette in
questo
paese (basti pensare a come intende risolvere i contrasti fra
imprenditori e cococo' - ma non ve lo dico per non rovinarvi la
sorpresa) ed e' chiarissimo, basta dargli un'occhiata per capirci
tutto.
E perche' non lo pubblicano? Ma l'hanno pubblicato! Ma non
banalmente
sui giornali bensi', scolpito in pietra, addirittura su un
indistruttibile obelisco. Poi hanno preso l'obelisco, l'hanno
trascinato
faticosamente - di notte - per tutta Roma e infine l'hanno piantato
li',
nel posto piu' visibile e significativo, proprio davanti al
Parlamento,
in piazza Montecitorio. Difatti, se andate a dare un'occhiata, e'
ancora
li'. Come? Non riesci a leggerlo? E che colpa ne abbiamo io e
l'Unione
se tu non sai leggere i geroglifici, bestia? Impara l'egizio, prima
di
criticare.
________________________________________
Carnevale 1. Il funzionario piu' lodato dagli imputati mafiosi e
piu'
nemico di Giovanni Falcone, il giudice Carnevale, non tornera' a
fare
il
giudice in Cassazione perche', con una piccola maggioranza, i
giudici
del Csm (che esiste ancora solo per una distrazione di Calderoli)
hanno
riconosciuto che sarebbe davvero troppo grossa. Meno male. E ancora,
pensate un po', Riina e' in carcere, ancora e' a piede libero il
capitano Ultimo che l'ha arrestato e ancora - dicono - e' ricercato
il
boss Provenzano. E voi vi lamentate che non c'e' piu' antimafia,
ingrati.
________________________________________
Carnevale 2. E dopo carnevale - minuscolo: e dunque Fazio, i
capricci,
i
tremonti, i ti-fo-vedere-io - arriva la quaresima, vale a dire i
sacrifici che Berlusconi (come tutti i governi prima o poi)
annuncia,
per salvare l'Italia, agli italiani. Sacrifici relativi, peraltro:
non
avremo la pensione, ma avremo il ponte di Messina. Ma, e il
contratto?
Il famoso bond con gli italiani presentato in tv? Dei due
cofirmatari
con Berlusconi, Crespi e Vespa, uno - Crespi - e' gia' in galera.
Per
il
resto, un po' di pazienza: stiamo lavorando per voi, dice il
cartello.
________________________________________
Ciampi. Gli e' di Livorno, e dunque non puo' soffrire i fiorentini.
Dante, ad esempio, propone di mandarlo direttamente in televisione.
________________________________________
La data delle elezioni. Il 25 aprile?
________________________________________
Sicilia 1. "...Persone uccise in sparatorie che si sarebbero potute
evitare se la pubblica verita' avesse ricacciato indietro i
criminali:
ragazzi stroncati da overdose di droga che non sarebbe mai arrivata
nelle loro mani se la pubblica verita' avesse denunciato l'infame
mercato, ammalati che non sarebbero periti se la pubblica verita'
avesse
reso piu' tempestivo il loro ricovero. Un giornalista incapace - per
vigliaccheria o calcolo - della verita' si porta sulla coscienza
tutti
i
dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze. le
sopraffazioni. le corruzioni, le violenze che non e' stato capace di
combattere...".
Nel giro di un mese sette esseri umani - tre donne, un uomo, un
neonato
e due bambini - sono morti in Sicilia a causa di inconsueti
incidenti
nell'ambito del sistema ospedaliero. In Sicilia, uno dei piu'
lucrosi
affari della mafia era - o e' - costituito dalle cliniche private.
In
una c'era pure il cunicolo per l'occultamento rapido dei latitanti
mafiosi. Finanziamenti a pioggia dalla Regione, articoli entusiasti
-
per la "modernita'" delle critiche sui giornali locali. E silenzio,
silenzio, silenzio. I pochi cronisti che osavano porre il problema
nei
termini - in cui andava posto - di mafia e malasanita' venivano o
espulsi o mobbizzati. Adesso, la Sicilia si fa propaganda: "La
Sicilia
ora parla - annunciano giganteschi cartelli nelle citta' di tutt'Italia
- con il teatro". Benissimo. Ma bisognerebbe spiegare, agl'ignari
"continentali", cosa vuol dire il termine "far teatro" (traggidiari)
in
siciliano.
________________________________________
Sicilia 2. L'Unione, alle regionali, candidera' direttamente
Andreotti.
L'unico difetto che ha - secondo i diesse siciliani - e' di non
essere
imprenditore. Ma ha tanti amici in Sicilia che ci si puo' anche
passare
sopra.
________________________________________
Sicilia 3. Fra poco prendo il treno e me ne vado all'assemblea per
Benanti, alla sede di Cittansieme a Catania. La gente delle
associazioni
s'e' mossa bene e ormai di Benanti se ne parla dappertutto. L'altro
giorno c'e' stata la scena di Bertinotti che, arrivato laggiu' per
le
elezioni, "E Benanti?" gli chiedono, e allora lui improvvisa un
comizio
apposta e alla fine lo afferra e se lo stringe al cuore, tipo re
Umberto
a Cuneo. Oh, come vorrei essere De Amicis, certe volte.
Va bene, sbrigati a firmare anche tu per la liberta' e per Benanti;
io
ora devo correre a prendere il treno e percio' non ho nemmeno il
tempo
di far l'elenco di chi se n'e' stato zitto e non ha nemmeno firmato.
Info (e per firmare):
dostimolo@tiscali.it
________________________________________
Persecuzioni. Sabato alle 11, al Colosseo, grande spettacolo con
acclusa
cena di cristiani: saranno divorati dai leoni tre vescovi, due
cardinali, un banchiere di cui s'e' scoperto che e' iscritto all'Opus
Dei, un senatore antipagano e per concludere un imprenditore
cattolico
di Napoli, tale Giordano. Tutto cio' per dar soddisfazione a una
Santita' e un'Eminenza, che si dichiarano perseguitati, papale
papale,
peggio che sotto Nerone.
(Lo spettacolo alla fine non si fece perche' gli animalisti
insorsero a
tutela dei leoni).
________________________________________
Fassino S.J., a suo tempo, e' stato reso popolare da una grande
qualita', che egli indubbiamente possiede: il non essere D'Alema. E'
gia' molto, d'accordo. Ma non ne abusi.
________________________________________
Format. Cossiga mobilitato per riappacificare i due figli di Craxi,
Stefania e Bobo. Confessioni, interviste, liti in diretta tv.
Tremano
gli sceneggiatori dell'Isola dei Famosi.
________________________________________
Cinema. Il ridoppiaggio colpisce ancora. C'e' chi sfida le lobby del
copyright in tribunale, e chi le sbeffeggia con un sorriso. Tra
questi
c'e' "Carletto FX", il guru italiano dei "ridoppiaggi" che ha
riscritto
la saga di Superman e Guerre Stellari sostituendo la sua voce,
modulata
con decine di intonazioni e dialetti, a quella dei personaggi
originali.
La nuova impresa di Carletto si chiama "Sean connery e la leggenda
degli
attori inutili", parodia della "Leggenda degli uomini straordinari".
Fortunatamente questi esperimenti non hanno ancora attirato
l'attenzione
della Siae o degli altri cani da guardia del copyright che frenano
l'innovazione culturale. Finora l'unico effetto e' l'entusiasmo di
migliaia di fan sparsi per la penisola, che attendono con ansia
l'anteprima del film, prevista a Milano per il 18 novembre. Dopo
quella
data il film sara' liberamente disponibile in rete. [carlo gubitosa]
Bookmark:
http://www.carlettofx.com
________________________________________
Itaca. Conferita a Giuliana Sgrena - per iniziativa di Prospettive,
l'associazione degli italiani in Grecia - la cittadinanza onoraria
della
cittadina greca di cui un tempo era primo cittadino Odisseo. Il
sindaco
di adesso, consegnando la pergamena alla compagna salvata da
Calipari,
ha detto alcune parole molto semplici su cose che li' sono normali
da
sempre - eleutheria, polis, arete'.
________________________________________
Dittature. Arrestano i dissidenti in America (la mamma di un soldato
morto, ad esempio, con tutti gli altri dissidenti che erano con lei)
come una volta li arrestavano in Unione Sovietica. Speriamo che
anche
in
America arrivi presto un Gorbaciov. Per ora siamo a Breznev, con
l'unica
differenza che ha una propaganda molto piu' capillare e moderna.
________________________________________
Sui muri di Roma. Primo manifesto. "ZINGARO! Roma Europa Festival.
Villaggio Zingaro. Grande spettacolo all'ippodromo di Tor di Valle".
Secondo manifesto (accanto al primo). "SGOMBRATO! Sgombrato il campo
nomadi di Tor Pagnotta grazie all'impegno dell'Udc".
________________________________________
Auguri. Il 29 settembre Censurati.it ha festeggiato cinque anni. Mi
sembra ieri quando per gioco, per scommessa, per sfida, ho voluto
aprire
questo sito. Eravamo in due e siamo diventati tanti, eravamo anonimi
e
siamo diventati noti, siamo stati attaccati e siamo risorti
leccandoci
le ferite. Prima pensavamo che il potere al popolo fosse solo un
sogno.
Su censurati e' un sogno realizzabile, e grazie a Dio i sogni in
questo
paese sono ancora gratuiti, nessuno puo' rubarceli. Non avrei mai
sperato in un successo, pero' l'abbiamo avuto. Non avrei mai sperato
in
un gruppo di lavoro affiatato come adesso. Gli utenti virtuali
spesso
sono diventati amici reali. E' sempre stato un sito fazioso,
dichiaratamente, con articoli da "communisti", pero' le persone che
ci
leggono sono di destra, di sinistra, di centro, di sotto e di sopra.
Questo ci fa pensare che tutto il lavoro che c'e' dietro non e'
stato
inutile, e che non siamo gli unici a sognare una realta' in cui
tutti
abbiamo gli stessi diritti, la stessa visibilita', lo stesso potere
di
parola e di pensiero. Perche' su censurati, come in tanti siti amici
simili, la parola viene data anche se non si porta la cravatta e se
non
si veste firmato. Ci auguriamo che in un futuro non molto lontano
anche
le testate "vere" arrivino a questo tipo di indipendenza. Il motivo
vero
per cui siamo cresciuti, pero', e' che siamo tutti bellissimi e
simpatici. E siamo anche un po' sfigatelli, perche' festeggiare il
compleanno insieme a berlusconi non e' stato proprio il massimo.
[antonella serafini]
Bookmark:
http://www.censurati.it
________________________________________
Giornalismo 1. Si vanno costituendo i primi gruppi di strada per le
videoinchieste da pubblicare su Arcoiris.tv. Per partecipare:
costituire
un gruppo; elaborare insieme la scaletta di un servizio o inchiesta;
sapere usare una videocamera; non avere alcuna voglia di finire in
Mediaset o in Rai. Slogan del programma: "Le videocamere le mettiamo
noi. Voi metteteci il cervello".
Bookmark:
http://www.arcoiris.tv
Info:
riccardoorioles@sanlibero.it
________________________________________
Giornalismo 2. Il giornale della sinistra moderna, niente palazzo ma
informazione piu' movimenti e societa' civile? C'era gia', dieci
anni
fa, e si chiamava Avvenimenti (quello originale). Grandi inchieste e
allegria, Bogart piu' la Pantera. Ci sono voluti diversi anni per
chiuderlo, strangolandolo senza pubblicita', ma per tutti quegli
anni
ha
fatto tremare gli stronzi (non solo di destra) e ragionare i
ragazzi. E
questo, dieci anni dopo, i politici non ce l'hanno ancora perdonato.
(Ah, vincere un superenalotto e rifarlo esattamente com'era allora).
________________________________________
Giornalismo 3. Al konvegno sull'informazione. "E io ti avevo
invitato e
tu non ci sei venuto. E io adesso ti scrivo una lettera e la
pubblico
pure sul giornale. E io te l'avevo detto ma tu non mi vuoi bene.
Cattivo! Cattivo! Cattivo!" (i primi quaranta minuti: poi il tono
s'e'
un po' elevato, fermo restando che Ognuno ha parlato essenzialmente
di
Se' Stesso. Unico elemento positivo: finalmente un convegno della
sinistra in cui almeno non c'era Diaco).
________________________________________
Stefano wrote:
< "Ma qualcuno vuole dire al sig. Ruini che l'Italia e' uno Stato
sovrano?". Pero'... pero' non mi sembra neanche giusto inveire
contro
qualcuno che (magari approfittando della sua posizione) esprime
quella
che e': un'opinione. Non mi sembra giusto cercare di tacitare Ruini
perche' abbiamo paura che ci sia qualcuno che lo sta a sentire. Io
cerco
di convincere chi mi sta vicino che Ruini ha torto, che Fallaci ha
torto
ed anche molti altri, fermo restando il loro diritto ad esprimersi;
anche perche' io mi incazzo parecchio quando qualcuno mi intima di
tacere >
________________________________________
Peppe Palermo wrote:
< Outing. Pietro Fassino ha voluto farci sapere che e' "credente"
(cattolico, buddista?, ancora non si sa, comunque ha studiato nove
anni
dai gesuiti). Bertinotti invece ha dichiarato in un'intervista a
Repubblica che lui credente ancora non e', ma non e' nemmeno piu'
ateo,
e' "alla ricerca di Dio". Si attendono sviluppi >
________________________________________
O.B. wrote:
< A seguito della promozione del funzionario Gratteri a Questore di
Bari, prima del giudizio dei magistrati genovesi, l'Onorevole
Caldarola
dei Ds ha dichiarato che "Trattasi di un validissimo funzionario di
Polizia, uno dei piu' abili e brillanti investigatori, che rendera'
la
citta' di Bari piu' sicura". Detto da un esponente Ds mi sembra
molto
grave. Dalla Polizia e' stato invece cacciato il collega Matteo
Federici
per aver detto che si puo', fuori dal servizio, partecipare a
manifestazioni non violente; quello che l'ha denunciato e
perseguitato
con la frase "per te ci vorrebbe Mussolini" invece e' ancora al suo
posto. Nella Polizia democratizzata nel 1981 con la legge di
riforma, a
cui ho contribuito quand'ero ancora in servizio in Polizia, accade
questo e altro. Si promuovono possibili picchiatori a Questori della
Repubblica senza aspettare le fasi processuali (che ovviamente
potrebbero anche assolverli). L'On. Caldarola ha gia' pronunciato la
sua
sentenza prima del giudizio. Ma il partito dei Ds che ne dice? >
________________________________________
Jan wrote:
< Ciao R., a partire da ora la caterna torna anche su Nazione
Indiana >
Boookmark:
http://www.nazioneindiana.com
________________________________________
C.F. wrote:
< Claudio Fava sta facendo l'unica cosa utile, in questi casi: un
servizio, documentato, che uscira' su Itaca nei prossimi giorni.
Cercar
la polemicuzza anche sulle firme agli appelli mi sembra pretestuoso.
A
me, da giornalista, hanno insegnato che la mia firma, piu' che sotto
un
appello, e' utile sotto un articolo >
________________________________________
Ultimo wrote:
< Non dobbiamo, non possiamo allontanarci dalla poverta',
dall'assoluta
semplicita' che da sempre sono la nostra forza piu' grande, la
nostra
sfida piu' grande alla leziosita', alla rituale opulenta apparenza
che
fa marcire i fiori piu' belli, alla raffinata complessita' che
alimenta
le sovrastrutture che calpestano sogni e valori. La lotta ci deve
unire,
contrapporre l'esempio, l'azione alla celebrazione, e' il nostro
reato
piu' grave. Lasciamo i salotti ai cortigiani, lasciamo l'ambigua
raffinatezza ai sofisti lasciamo l'inganno a chi si logora nel
potere
per il potere qualunque esso sia. Dobbiamo respirare il profumo
leggero
della semplicita'. Dobbiamo respirare la dolcezza profonda di
un'amicizia fatta di poche cose semplici, perche' noi siamo questo.
Perche' voi, tutti voi siete questo >
________________________________________
Ignazio <rancuri@libbiru.si>
wrote:
< Sicilia e mafia sunnu du' cosi
lu stissu comu diri, spini e rosi;
du' cosi differenti pi natura
la mafia feti, e la Sicilia odura!
Li mafiusi un su' li siciliani
sunnu razza bastarda comu i cani;
non sunnu nostri amici e ne' parenti
e in comuni non avemu nenti.
L'amici di la mafia su' certuni
all'apparenza nobili persuni,
divoti di la fidi e di li santi,
cu funzioni e ncarichi mpurtanti
ed hanno a Roma - evviva a capitali! -
sede fissa e quartiere generale >
27
settembre 2005 n. 303
________________________________________
"Freiheit ist konkret". Qualcosa comincia a muoversi sul caso
Benanti,
il giornalista-operaio licenziato in Sicilia perche' aveva scritto
articoli pacifisti. L'appello lanciato da Domenico Stimolo e da
altri
della societa' civile (lo trovate sull'Erroneo, il sito di Marco
Benanti, che ha ricominciato a funzionare dopo disumane traversie)
sta
girando parecchio ed e' stato ripreso anche da Articolo 21 e da
Megachip, "senza se e senza ma".
"Il nostro sostegno a Benanti e' completo e senza riserve - scrive
per
esempio Finocchiaro di Articolo 21 - perche' Benanti ha affrontato
il
lavoro di operaio con la stessa dedizione con la quale scrive e
indaga
sui lati oscuri del governo della cosa pubblica e dei suoi rapporti
con
Cosa Nostra in Sicilia". L'onorevole Deiana di Rifondazione, che
l'altra
settimana aveva presentato un'interrogazione parlamentare su
Sigonella,
ne ha presentato una seconda in cui espone il caso Benanti e ne
chiede
conto al governo.
L'appello l'hanno firmato gia' piu' di cento cittadini e
associazioni,
fra cui diversi sindacalisti e giornalisti (le categorie
simbolicamente
piu' colpite da questo caso) e prestigiosi esponenti dell'antimafia
come
padre Resca e Umberto Santino. Poche purtroppo le firme di
parlamentari:
appena quattro, di cui due ex (Cangemi e Guarnera), uno eletto in
Umbria
(Giulietti) e uno (Raiti) siciliano.
Di tutti gli attuali parlamentari siciliani, dunque, uno solo ha
ritenuto di esporsi per difendere non a chiacchiere ma in un caso
concreto la liberta' di stampa e il movimento per la pace. La
societa'
civile, per fortuna, colma la loro assenza, lottando coi suoi poveri
mezzi fino a indurre una parte almeno della sinistra "ufficiale" a
prendere posizione e a schierarsi, conformemente alla sua storia e
alla
sua natura, dalla parte della concreta liberta'.
Ed ecco cosi' che nel programma del centrosinistra, dei federati,
dell'Unione, di tutta questa sinistra altisonante, s'intrufola in
punta
di piedi un obiettivo concreto: vogliamo liberare un giornalista
imbavagliato. Per farlo siamo pronti a batterci con i potenti: per
noi
ulivisti, unionisti, arcobalenisti, sinistri e compagnia bella,
importanti o di base, il diritto di un uomo e' piu' importante di
qualunque potere. E cosi' ci schieriamo, esattamente come facevamo,
quand'eravamo ancora poveri e innocenti, cent'anni fa.
Ecco: con questa buffa bandiera, ora possiamo andare in battaglia.
Non
sara' facile da vincere, perche' siamo appesantiti da compromessi e
inciuci - specie nel campo dell'informazione - di ogni tipo. Ma
basta
un
grammo di liberta' per sollevare tonnellate di torpore, basta un
soffio
di solidarieta' disinteressata per dar vela a ogni piu' pesante
galeone.
* * *
Considero particolarmente deplorevole - e per me molto amara -
l'assenza
di Claudio Fava, che oltre ad essere il piu' prestigioso esponente
della
sinistra isolana ha una storia personale tale da consentirgli, se
fosse
stato attento come doveva, di essere in prima linea in questa
battaglia.
Lo invitiamo o ad esserci o a spiegare perche' non c'e'. [r.o.]
Bookmark:
http://www.erroneo.org
http://www.megachip.info
http://ww.articolo21.info
________________________________________
Liberta' 2. Il seminario con Arcoiris ha avuto luogo sabato e
domenica,
hanno partecipato quelli di Peacelink, Wena e dei giovani
programmatori
e reporter siciliani. Arcoiris e' pronta a mettere in rete e in
satellite i video che le perverranno attraverso questo giro. Percio'
bisogna organizzarsi localmente, costituire gruppi d'inchiesta e
mettersi in contatto. A Palermo riunione operativa venerdi', a
Napoli
per il 20 ottobre circa, a Roma appena i ragazzi - che ora sono in
ritardo - si saranno riorganizzati. Nelle altre citta', via via che
arriveranno i contatti. Stiamo inoltre cercando di unificare in un
unico
portale diversi siti d'informazione.
Bookmark:
http://www.arcoiris.tv
Info:
riccardoorioles@sanlibero.it
________________________________________
Sinistra 1. Blair e' di destra, e' di sinistra, e' americano, e'
europeo, e' meglio lui, e' meglio Zapatero? Dibattito nella pensosa
sinistra italiana. Nel frattempo, nel Blair reale - cioe' in Iraq -
succede che due arabi vengono fermati in macchina, con esplosivo a
bordo, dalla polizia irakena. Li arrestano ma, colpo di scena, non
sono
affatto arabi ma due soldati inglesi travestiti. Via in carcere per
gli
accertamenti: ma un'ora dopo arriva uno squadrone di carri armati
britannici, punta i cannoni, sfonda le mura del carcere e si porta
via
i
due arrestati. Si raduna una folla, urla, sassi, e infine molotov
contro
i carri: un paio vanno a fuoco, i soldati per fortuna riescono
a
buttarsi fuori in tempo, la folla viene dispersa, i carri
s'allontanano
coi finti arabi verso la base inglese, e i poliziotti irakeni
restano
la' a guardare. E' Kipling, e' Kurtz, e' il colonnello Poletti? E
chi
lo
sa. In ogni caso non e' un centrosinistra, di nessun tipo.
________________________________________
Sinistra 2. Germania. L'unica novita' e' la Linkspartei, che appena
nata
(cosa sarebbe da noi? un Arcobaleno? una Rete Lilliput? Boh:
comunque,
neo-comunisti piu' "movimento") ha preso subito il nove per cento.
L'unico spostamento di voti significativo. Il meno quattro di
Scroeder,
la tenuta dei verdi, il piu' qualcosa dei liberali contano molto
meno:
nessuno di loro e' nato con queste elezioni e nessuno di loro ha
spostato gli equilibri parlamentari quanto i Link. Questo, Schroder
lo
sapeva gia' prima delle elezioni e dunque - tatticamente - ha difeso
le
proprie riforme e ha ferocemente attaccato i neocom, giurando che
un'alleanza con loro sarebbe stata impossibile. Ma ora, coalizione
dopo
coalizione (giallorossoverde, nerogialloverde, ecc.) tutto naufraga
e
l'unica ipotesi realistica sembra uno Schroder formalmente di
minoranza
ma sostenuto dall'astensione-assenso della Linkspartei. Tutto
sommato,
quel che volevano gli elettori: se Schroder e' pari alla Merkel e
Fischer non ha perso, vuol dire che ai tedeschi la coalizione
rosso-verde e' andata bene; e se i neocom hanno preso quasi il dieci
per
cento vuol dire che ai rosso-verdi serve solo un po' di di
socialita'.
[tito gandini]
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La religione e' una cosa troppo seria per lasciarla fare ai
cardinali..
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Terrorismo. E' stato promosso con lode al grado superiore Alessandro
Perugini, il sedicente "poliziotto" che nel luglio 2001 fu
fotografato
a
Genova mentre prendeva a calci in testa in ragazzino di sedici anni
gettato a terra e immobilizzato. Assieme a lui e' stato promosso
Vincenzo Canterini, rinviato a giudizio per violenze effettuate
nella
stessa giornata. Nella commissione esaminatrice figura l'allora
questore
di Genova Colucci, alle cui dipendenze avevano operato Perugini,
Canterini e altri 75 individui attualmente indagati per torture,
percosse, violenze illegali e altri reati.
Questo non e' il commento indignato di un cittadino, ma
semplicemente
un
promemoria per il prossimo ministro dell'interno (di
centrosinistra),
che ci auguriamo non sia un altro manganellatore come Scajola o
Bianco
ma una persona civile. A questa persona civile chiediamo, anzi
ordiniamo
come elettori, di cacciare i poliziotti rinnegati come Perugini e
Canterini e di mettere sotto inchiesta i componenti della
commissione
che li hanno promossi e lodati.
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Poveri e imbavagliati. Ofcom, l'authority britannica sulla
pubblicita',
ha vietato gli spot di promozione sociale della campagna "Make
Poverty
History". In Italia la Coalizione Globale contro la poverta' ha
potuto
liberamente trasmettere i suoi spot, e noi abbiamo potuto vedere
Raoul
Bova schioccare le dita ogni tre secondi assieme a Brad Pitt, Emma
Thompson, Annie Lennox e George Clooney, tutti con una fascia bianca
al
polso per ricordare che ad ogni schiocco di quelle dita un bambino
muore
di fame o per altre malattie evitabili. Ma per il raffinato palato
britannico quello spot era "troppo politico", e quindi e' stato
messo
al
bando. Le ragioni del veto, secondo Ofcom, stanno nella natura
stessa
dello spot, che "mira a cambiamenti importanti nelle politiche del
governo e in quelle di altri governi occidentali". [carlo gubitosa]
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The Great Manager. Una volta i pazzi si mettevano in politica e
cercavano di diventare re o dittatori. Ricordate l'omino di The
Great
Dictator, assolutamente identico a Fantozzi (che allora si chiamava
Charlot) salvo che per qualche piccolo particolare? Ecco. Oppure
l'imperatore Ming di Flash Gordon o il dottor Stranamore o Mussolini.
"Italianiiii... Lo volete voiiii?". "Siiii!". Era evidentemente una
patologia, che prima o poi (purtroppo di solito poi) veniva
correttamente diagnosticata. Adesso pero', dicono gli psichiatri, i
matti non ambiscono piu' alla politica ma all'economia. Siccome "le
personalita' con funzioni intellettuali compromesse - i professori
di
Harvard lo dicono, mica io - riescono meglio nell'arte della
speculazione finanziaria in quanto non hanno paura di rischiare",
ecco
che fra i manager si e' andata formando un'elevata percentuale di
soggetti che una volta facevano guerre-lampo e imperi romani e ora
invece si sfogano conquistando la Borsa. Non so; forse e' un
progresso.
(Comunque questo non vuol dire che qualche matto non possa essere
rimasto anche fra i politici, all'antica).
________________________________________
Santo Domingo. Qui vanno per la maggiore i "carritos", taxi-bus che
percorrono le strade avanti e indietro e il cui numero dei
passeggeri
arriva fino ad otto. Quattro dietro e tre davanti. Prezzo 10 peso
(2,8
euri circa) a tratta. Sconsigliato prenderli dopo il calare del
sole:
e'
facile essere derubati. I "carritos" sono per lo piu' macchine
scassate,
fatiscenti e traballanti, ma puo' capitare anche quella stile Blues
Brother: la mitica Oldsmobile. [rocco rossitto]
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Baciamo le mani. "Don Calo'! Scusasse... mi aiutasse vossia che c'ho
un
problema con un certo signore?". Grazie alla Cassazione, se avete
problemi che richiedono l'intervento di Cosa Nostra potete d'ora in
poi
rivolgervi tranquillamente al boss della vostra zona. Non e' reato.
Per
la precisione "non possono desumersi elementi di reita'
dall'affidamento
di un arbitrato a un presunto capomafia e dalla cointeressenza
nell'affare di un altrettanto presunto personaggio mafioso". Capito?
Grazie, dottore. Sempre persona comprensiva e di mondo fu, vossia.
Baciamo le mani.
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Via da Yahoo. Shi Tao, giornalista cinese arrestato per "rivelazione
di
segreti di Stato" (in realta' solo una circolare con cui il governo
ordinava ai giornali di non parlare di Tienanmen) sta gia' scontando
la
pena di dieci anni a cui e' stato condannato. Il governo cinese,
evidentemente, considera carta straccia la Dichiarazione dei diritti
dell'uomo, (art. 19: "Ogni individuo ha il diritto alla liberta' di
opinione e di espressione") che pure anche lui ha firmato. E carta
straccia la considerano anche i manager di Yahoo, che - alla faccia
di
tutti i bei principi "occidentali" di liberta' e democrazia - non
hanno
esitare a fornire al Kgb cinese i dati del giornalista, ricavati su
Internet.
In Italia, su questa storia, si e' gia' aperto il dibattito. Noi
pensiamo semplicemente che Yahoo qui si e' assunto la
responsabilita'
di
una vita umana e che i suoi manager andrebbero indagati per
complicita'
in tentato omicidio (difficilmente si esce vivi dalle carceri
cinesi).
Peacelink, l'associazione dei pacifisti sull'internet, invita tutti
coloro che usano Yahoo Mail a cambiarla e mette a disposizione una
casella gratuita in www.peacemail.it, il nuovo servizio di mail
lanciato
ora con il sostegno di padre Alex Zanotelli.
Bookmark:
http://www.peacelink.it
Mail-to: Claudia Ronchi, PR Manager Yahoo Italia
<claudia.ronchi@kelkoo.it>
________________________________________
Societa'. In Italia, in provincia di Reggio Emilia, il bambino di
quattordici mesi lasciato in auto mentre, poco piu' in la', mamma si
prostituisce e il papa' fa la guardia; disoccupati tutt'e due,
niente
per mantenere il bambino. In India, in un villaggio vicino Calcutta,
una
bambina di undici anni che chiede alla mamma (disoccupata e sola:
vivono
in una tenda) una rupia per comprare da mangiare, almeno oggi.
"Non ce
l'ho. Ma vai a scuola, forse la' ti daranno qualcosa". La bambina
s'incammina per la scuola, ma a meta' strada cambia idea, si inoltra
in
un boschetto vicino e la' s'impicca.
________________________________________
Cronaca. Milano. Assolto un giovane rumeno, Silvanu Berlusescu, che
per
non pagare alcuni creditori aveva falsificato il registro in cui
segnava
le entrate e uscite di una bancarella di bibite da lui gestita in
prossimita' della Stazione Centrale. Il giovane, vistosi ormai
individuato dai finanzieri, si era rapidamente fatto nominare
presidente
del consiglio e, in questa veste, aveva emanato una legge che
autorizzava le bancarelle a falsare i conti. I giudici non hanno
potuto
che prenderne atto e scarcerare il giovane, che e' quindi tornato
alla
sua bancarella.
________________________________________
Ernesto wrote:
< Si insiste che nelle scuole si debba insegnare accanto alla teoria
dell'evoluzione quella dell'intelligent design. Piace molto nei
salotti
intellettuali pseudoscientifici questa parola. Ora, se proprio si
vuole
argomentare che c'e' un design sottostante alla creazione del mondo
e
in
particolare delle specie, va bene, passi, si potrebbe perfino
trovare
qualche ragione, ma sull'intelligent proprio non sono d'accordo. Nel
progetto del nostro mondo la maggior parte degli esseri umani (e
credo
anche del resto degli animali) soffre abbastanza: stupri guerre
genocidi
odii etnici kamikaze fame e miseria non sembrano molto intelligent.
Se
proprio vogliamo dire che c'e' un design, siamo chiari: o e' idiota
o
e'
infame. (Niente di nuovo, lo so, ma a quanto pare voltaire non ha
insistito abbastanza) >
________________________________________
Davide wrote (a PeaceLink):
< Vorrei rispondere agli arroganti pacifisti terroni. Non e' un
discorso
di disprezzo di una persona ma di un vero e proprio stile di vita,
di
una terra che puzza di un fetore schifoso dove niente funziona, e
dove
lozio riposa sulle pance pelose della gente che non sa nemmeno
parlare.
(non stupiamoci allora se in italia l'industria sia piu' sviluppata
nel
nord, se il turismo straniero preferisce il nord non stupiamoci se
nella
terronia niente funziona) quindi diciamo viva nord ma anche viva sud
quando cambiera lo stile di vita. (la terronia e' una terra
meravigliosa
non lasciamola nelle mani di incapaci) >
________________________________________
Beppe wrote:
< Voglio... un referendum anche in Italia contro l'industria e il
commercio delle armi, senza se e senza ma >
________________________________________
Ingmar wrote:
< Qualsiasi studente di economia riderebbe dell'idea dello Stato
come
proprietario reale della moneta, perche' gli insegnano stronzate
come
l'assoluto storico del capitalismo e la necessita' di "liberta' vera
ed
effettiva" nella predominanza bancaria sullo Stato! Studiassero
invece
chi ha frantumato dalle sue basi le dottrine economiche capitaliste
passo dopo passo, con un umile e certosino lavoro di ricerca di
decenni,
ancora oggi considerato il miglior pensatore del suo secolo: il suo
nome
e' Karl Marx. Scusatemi se insisto ad essere suo seguace! >
________________________________________
Giorgio wrote:
< Andrebbe chiarita una cosa. Il controllo degli scarichi verifica
la
quantita' di prodotti (velenosi) derivanti da una *imperfetta*
combustione, come ad esempio l'ossido di carbonio o le aldeidi. Un
SUV
diesel sicuramente - e per motivi strutturali - ne emette meno di
una
vecchia utilitaria. Ma il gas responsabile dell'effetto serra e'
l'anidride carbonica, che e' il prodotto - assieme all'acqua, della
combustione *totale*. Per un chimico, e' banale calcolare che nel
caso
migliore, quello della combustione *ideale*, ogni litro di benzina
bruciato produce circa 400 grammi di acqua e ben 250 litri di
anidride
carbonica, piu' una imprecisata quantita' di sangue umano versato in
diverse parti del mondo. Se la combustione e' *parziale* verra'
prodotta
un po' meno anidride carbonica ma un po' piu' di prodotti
tossici.
Quanto al sangue umano, si presume che la quantita' sia circa la
stessa.
Quindi e' comunque criminale consumare 10 litri di benzina quando se
ne
potrebbero consumare 2 o addirittura nessuno >
________________________________________
Urbano wrote:
< Le emissioni sono in gas inquinanti, come CO (monossido di
carbonio)
od ossidi di azoto, l'effetto serra e' dato dall'anidride carbonica
(CO2) che non e' considerato inquinante - almeno qui ma penso anche
in
Italia. La produzione di CO2 e' proporzionale al consumo di
carburante
>
________________________________________
Giancarlo wrote:
< Ma qualcuno vuole dire al sig. Ruini che l'Italia e' uno Stato
sovrano
e non desidera ingerenze da uno staterello d'oltre Tevere ospitato
volentieri, ma che deve mantenersi entro i limiti della decenza?
L'Unione dovrebbe inserire nel suo programma di governo la revisione
dei
Patti Lateranensi >
________________________________________
Enrico Peyretti wrote:
< Io sono solo un pensionato che si da' da fare e da parlare
per cio'
che gli sembra intimamente giusto, per chiamare ingiusto cio' che e'
ingiusto, per poterlo superare. Per Marco Benanti,
giornalista-operaio
catanese, estromesso dal suo posto di lavoro perche' ha scritto per
la
pace, aggiungo la mia protesta, per quanto conta uno insieme ad
altri,
spero a tanti >
________________________________________
Giuseppe Palermo wrote:
< Piero Fassino, intervistato dalla moglie di Rutelli, rivela al
mondo
di essere "credente". Precisa che si tratta di una questione
"assolutamente privata". Talmente privata da doverla portare a
conoscenza di tutti, e proprio ora: esattamente nei giorni in cui il
medesimo Fassino ricicla nell'Unione la vecchia ciabatta di Pannella
(l'alleato di Berlusconi nei momenti decisivi, il piu' votato da
Riina
e
Piromalli, l'uomo usato dalle destre per ricattare il Vaticano) >
________________________________________
Catullo <nugae@liber.rm>
wrote:
< Uccellino della bimba mia
che con te gioca che ti tiene in mano
che ti porge il ditino a mordicchiare
provocandoti il becco - quando vuole,
il mio amore dolcissimo, giocare
un gioco lieve che le porti via
il desiderio la malinconia -
Potessi anch'io giocare insieme a lei
con te, spazzar dall'anima il torpore! >
19
settembre 2005 n. 302
________________________________________
Informazione 1. Domenico Stimolo, per gli amici "Micio", non e'
candidato alle primarie e neanche alle secondarie. E' semplicemente
uno di quei cento o duecento militanti "storici" della societa'
civile siciliana, quelli che ti trovi sempre in azione quando c'e'
da fare qualcosa e senza i quali potremmo chiudere bottega tutti
quanti. E quindi, quando ha saputo della faccenda di Marco Benanti,
non c'e' stato a pensarci su tanto ma subito ha fatto un appello e
ha cominciato a diffonderlo - per solidarieta' - fra quelli che
conosceva.
L'appello comincia cosi': "Solidarieta' e sostegno a Marco Benanti,
giornalista-operaio catanese, estromesso dal suo posto di lavoro a
Sigonella". E finisce cosi': "Richiediamo il rispetto delle violate
leggi italiane, il ripristino della legalita' democratica e
l'immediata riassunzione di Marco Benanti. Lo impone l'articolo 21
della Costituzione Italiana ("Tutti hanno diritto di manifestare
liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni
altro mezzo di diffusione") e l'art. 1 della Legge n.300 Statuto
dei Lavoratori: "I lavoratori, senza distinzione di opinione
politiche, sindacale e di fede religiosa, hanno diritto di
manifestare liberamente il proprio pensiero".
Tutto qui. Ma la Costituzione e lo Statuto dei lavoratori, a quanto
pare, se li ricordano ormai solo i militanti di base come Stimolo.
I grandi politici - i politici nostri - hanno altro a cui pensare.
Benanti, un giornalista disoccupato perche' non protetto da
nessuno, e' stato licenziato dal suo ultimo posto di lavoro - un
posto di scaricatore a Sigonella perche' - a quanto ha formalmente
dichiarato l'azienza - ha scritto articoli pacifisti su un sito.
Nessuno l'ha difeso. Soru, in Sardegna, ha scatenato casini
terribili per molto meno. Ma siamo in Sicilia. E questa e' la
Sicilia. E questa e' la questione morale.
L'elenco dei "personaggi importanti" che hanno manifestato, se non
solidarieta', almeno curiosita' per questa storia e' molto breve, e
consta fino a questo momento di quattro nomi: Giulietto Chiesa,
Maurizio Chierici, Franco Nicastro ed Enrico Deaglio. A essi va
aggiunta l'onorevole Elettra Deiana, di Rifondazione, che ha
annunciato un'interrogazione parlamentare sul caso.
L'interrogazione contiene diverse importantissime critiche alla
politica internazionale degli Stati Uniti, di cui certo Bush non
manchera' di far tesoro. Ma del caso specifico e "piccolo" di
Benanti, sui nomi e cognomi insomma, nel testo che ci e' pervenuto
non c'e' traccia.
Tralascio, per malinconia e per pudore, di fare ancora una volta
l'elenco di coloro che per ragioni d'ufficio, e d'ideologie
professate, avrebbero dovuto pubblicamente schierarsi su questo
caso. Sindacalisti, politici, parlamentari italiani ed europei.
Della maggior parte di costoro - che hanno contribuito cosi' a
licenziare Benanti - io non ho una cattiva opinione sul piano
personale. Ciascuno di loro, in passato, ha fatto qualcosa di
generoso: chi ha lottato per l'antimafia, chi ha fatto inchieste
per l'Ora, chi ha fondato associazioni di giornalisti contestatori.
Questo pero' l'hano fatto quando erano ancora poveri e sconosciuti,
e non erano stati ancora assunti fra i Vip. E ci fermiamo qui,
lasciando il resto del ragionamento al lettore.
* * *
Tornando alle primarie, non voteremo per Stimolo - che nessuno
pensa neanche lontanamente a candidare - bensi' per il
democristiano D'Antoni oppure, se proprio ci andra' bene, per
l'Amaro Averna: che i diessini, considerando troppo poco compagno
il D'Antoni, intendono presentare come rappresentante della
sinistra. Che cosa ci sia di sinistra nell'Averna, dio lo sa; pero'
e' un imprenditore e questo, per il Ds d'oggigiorno, risolve tutto.
In Sicilia, naturalmente, grazie a questo modo di ragionare
perderemo di nuovo catastroficamente le elezioni. Sul piano
nazionale invece - grazie a Berlusconi - le vinceremo. Quel che
verra' dopo - per quanto riguarda l'informazione - si comincia a
intravvedere da una serie di segnali precisi di cui l'isolamento di
Benanti e' solo uno. Altri sono l'adozione di Diaco da parte del
Ds, l'inciucio Petruccioli e le dichiarazioni di Curzi al Corriere
("Vespa e' bravo e garantisce una certa equidistanza").
Naturalmente, la sinistra non e' tutta qui. Pero', chi e' di
sinistra davvero, e' meglio che si dia una mossa ora, che' dopo
potrebbe essere tardi.
________________________________________
Informazione 2. Anche questa settimana hanno avuto luogo diverse
riunioni cittadine (la principale a Palermo con Addiopizzo, Libera
ed altre organizzazioni della societa' civile) per costruire la
rete di reporter di strada che si sta costituendo attorno ad
Arcoiris. I motivi per cui stiamo portando avanti questa operazione
sono tanti, gli obiettivi e le tecniche sono pure numerosi (e li
affronteremo nel seminario di Modena del 24 e 25), ma la ragione
fondamentale e' che non ci fidiamo piu' dell'informazione ufficiale
e pensiamo che sia tempo di pensare concretamente a costruirne,
gradatamente ma con decisione, una alternativa.
Non pensiamo alla solita "controinformazione" di nicchia ma a un
circuito composto da piu' soggetti e operante su diversi media,
immerso nella societa' civile ma prestigioso sul piano
professionale, secondo le vecchie esperienze di Avvenimenti o dei
Siciliani. Questo pone problemi grandissimi di professionalita', di
tecnologia e di organizzazione e anche "aziendali"; ma qui pensiamo
che, gradino dopo gradino, con pazienza e serieta' i problemi si
possano affrontare tutti.
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Tempi a venire. Il Pentagono ha allo studio - secondo un documento
del generale Richard Myers, pervenuto il N.Y. Times - un
aggiornamento della dottrina del "first strike", o primo colpo
atomico. Secondo la dottrina tradizionale, risalente alla Guerra
fredda, un attacco nucleare preventivo sarebbe stato giustificabile
solo in caso di estrema necessita' e urgenza e di fronte a un
attacco avversario praticamente gia' in corso. Secondo la nuova
teoria, invece, l'uso di armi nucleari contro uno "stato canaglia"
sarebbe possibile anche in caso di fondato sospetto della presenza
di armi di sterminio nel suo territorio. Nel 1966, in altre parole,
per scatenare una guerra nucleare c'era bisogno del Dottor
Stranamore. Nel 2006, invece, bastera' un rapporto dei servizi
segreti ("Saddam ha le armi di sterminio!") per procedere
senz'altro all'operazione Hiroshima.
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Palestina-Israele. La nuova fase comincia con un incendio di
sinagoghe. Va bene: sconsacrate, esca di Sharon, rabbia
dell'occupazione; tutto vero. Resta che la gente, spontaneamente,
non ha trovato di meglio per manifestare i propri sentimenti di
liberazione. Non sarebbe successo vent'anni fa, ne' con Arafat;
l'antisemitismo, allora, era una malattia europea e la lotta per la
liberazione della Palestina era, per l'appunto, una lotta di
liberazione. Non uno "scontro di civilta'" ne' una crociata
religiosa. Di chi e' la colpa, adesso? Di Pera, di Hamas, di
Sharon, di Bin Laden, della Fallaci? Chi ha cominciato per primo,
fra i politici del passato tempo civile, a "buttarla in religione"
per accaparrarsi fanatici a basso prezzo? Adesso, alla porta
bussano di nuovo gli Anni Trenta.
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Skyline. A Barcellona, inaugurata dal re la Torre Agbar, nuova sede
di Aguas de Barcelona (la societa' idrica della citta') di Caixa,
il maggior gruppo bancario catalano. Presenti il presidente della
Catalogna e il sindaco, entrambi socialisti. La torre - cilindrica
a pianta ovoidale, 142 metri di altezza, 31 piani, 440 finestre e
60000 lamine di vetro trasparenti illuminate - e' costata 130
milioni di euro. A molti ricorda una grande supposta fosforescente.
"E' il loro modello di citta' - commenta un attivista di Architetti
senza frontiere - Amministratori e imprenditori si celebrano
attraverso edifici imponenti e vistosi, realizzati dalle grandi
firme dell'architettura-spettacolo. Di solito, a opporsi sono
piccoli gruppi, soprattutto nel centro storico; collettivi
informali, con pochi mezzi, ma combattivi e radicati". L'ultima
iniziativa del coordinamento contro la speculazione, con l'aiuto di
Asf, e' una serie di cartoline che illustrano i punti della citta'
dove e' in corso un conflitto tra istituzioni e abitanti, da
compilare e spedire al sindaco. [luca rossomando]
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Privacy. Tutelarla? Non sono affari miei, dice l'Europa. Nel giugno
2004 la polizia sequestro' le chiavi di crittografia della posta di
circa 5000 utenti e 500 mail-list di autistici.org e inventati.org,
i cui messaggi riservati divennero da quel momento
- all'insaputa di chi li inviava - cartoline aperte. Pochi giorni
fa Viviane Reding, il commissario europeo per le questioni
relative alla societa' dell'informazione, ha risposto a una
interrogazione di Vittorio Agnoletto affermando che queste faccende
non rientrano nelle materie regolamentate dal trattato dell'Unione
in quanto "attinenti la pubblica sicurezza". Per cui basta
osservare i siti che fanno attivita' sgradite, aspettare che dicano
qualcosa di sbagliato, trovare un pretesto giudiziario piu' o meno
attinente alla pubblica sicurezza e finalmente possiamo controllare
le email di chi ci pare, facendoci beffe della Costituzione che
tutela la riservatezza della corrispondenza. [carlo gubitosa]
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Solidarios. "Sono passati esattamente dieci anni da quando, era il
23 settembre 1995, un gruppo di ragazzi insieme ad alcune famiglie
del povero quartiere di Librino a Catania recuperavano una bottega
incendiata per destinarla ad attivita' autogestite di natura
sociale. Apriva cosi' il Centro Iqbal Masih, dedicato alla memoria
di un giovane lavoratore che aveva appena pagato con la vita il
proprio desiderio di sognare una vita piu' dignitosa non soltanto
per se stesso ma per tutte le persone vittime di sfruttamento e di
ingiustizia. Il 23 settembre 2005 festeggeremo in viale Moncada 5,
dove si trova il Centro. Vi invitiamo ad esserci, dalle 19 fino a
mezzanotte...".
________________________________________
< Sono rimasto perplesso leggendo sulla Catena la solita storia dei
Suv che creano l'effetto serra. Io ne ho uno che uso per lavoro
(geometra, vado in giro per cantieri e trazzere varie) e, dalle
tabelle dei valori di emissioni, sono in regola con la legge piu'
di un possessore di una vecchia e poetica "127". Posso capire che,
ad esempio, un ragazzino di 22 anni, studente e sfaccendato alla
guida di un fuoristrada in centro possa far pensare ad un uso
improprio e spropositato del mezzo, ma con questo non possiamo
criminalizzare una categoria di mezzi utili ad altri utenti! Dato
che sei tra i pochi a scrivere senza essere foraggiato da lobby o
potentati vari, perche' non ne approfittiamo per sputtanare chi
inquina davvero, fornendo i dati corretti delle emissioni di tutti
i dispositivi in circolazione? >
________________________________________
Vella2 wrote:
< Ti prego, lascia stare notizie come quella su chi dovrebbe
stampare moneta. Non sta ne' in cielo ne' in terra!! Qualsiasi
studente di economia la prenderebbe per una barzelletta (o una
dichiarazione di Maroni) >
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Nat wrote:
< Perche' insieme alle riflessioni intelligenti e acute come
sempre, anche lei stavolta mi casca "ai piedi" di Tonga? Ma le
sembrava una notizia cosi' importante? A livello delle altre? Ne
valeva la pena? Ma come c... funziona l'informazione? C'e' qualcosa
che non capisco... mi sembra a volte una catena di santantonio, non
di san libero...>
________________________________________
Giancarlo wrote:
< Lui non si fermera' davanti a niente pur di continuare a rimanere
al governo, soprattutto perche' teme di essere chiamato a pagare
per quanto fatto anche da imprenditore. Percio' aspettiamoci
veramente il peggio, anche un golpe alla cilena. Bisognerebbe
organizzare manifestazioni per dire "noi siamo e saremo qui a
difendere le regole democratiche contro chiunque" >
________________________________________
Daniela wrote:
< Ho letto i giornali e ho avuto un sussulto... Anch'io ho pensato
la stessa cosa del pericolo che corriamo tutti e adesso ho capito
anche le parole del mio capo (nel lavoro) "puo' succedere di
tutto".... Il Nano Malefico non mollera' tanto facilmente l'osso >
________________________________________
< "humana ante oculos foede cum vita iaceret
in terris oppressa gravi sub religione
quae caput a caeli regionibus ostendebat...
(lucrezio,de rerum natura, I) >
________________________________________
Sandro wrote:
< "Non possiamo piu' tacere sulle leggi vergogna, fatte per
tutelare gli interessi di qualcuno, sugli investimenti per il Ponte
sullo Stretto quando non ci sono le condizioni, sul diminuito senso
di legalita' in questo paese, sulle scorciatoie. Tutti dichiarano
di combattere le mafie, ma poi queste dilagano e prosperano,
perche' c'e' un gran dire e poco fare". l'ha detto don Luigi
Ciotti, presidente di Libera alla presentazione della Carovana
internazionale Antimafie parte il 20 settembre. "Questa - ha
scandito Ciotti - e' una carovana di speranza, ma anche una
carovana della vergogna e della rabbia. Negli ultimi 10 anni ci
sono stati 2.500 morti per mafia, come le Torri Gemelle, ma nessuno
ne parla". Ma perche' 'ste cose deve dirle un sacerdote e non un
segretario di partito o almeno un candidato alle primarie? >
________________________________________
pino nicotri wrote:
< "Che devo fare?". Pubblicare tutto, ovviamente. Per avere la
schiena
dritta a volte c'e' da pagare un prezzo, magari salato. Sempre
meglio
che fare i servi >
________________________________________
grayburst wrote:
< C'e' una specie di qualunquismo esistenziale, nell'amicizia,
nell'amore, nei rapporti, che mi sembra peggiorato nell'ultimissimo
periodo. Non so se e' perche' sto invecchiando, o perche' tutto
sommato
non sto invecchiando proprio per niente >
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< "Che succede laggiu'? fanno li giochi? -
chiedeva er Pettirosso a la Beccaccia
- E' tanta ormai la gente che va a caccia
che daje e daje resteremo in pochi".
"Embe', che ce voi fa'? Nun c'e' riparo!
- rispose la Beccaccia - Capirai,
oggi de schioppi ce ne stanno assai
e c'e' un fottio de porvere da sparo.
Bisogna pazzienta' fin'ar momento
che quarche legge non distinguera'
chi ce fucila pe necessita'
da chi ci ammazza pe' divertimento". >
13
settembre 2005 n. 301
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Che devo fare? Ho sorpreso un'intercettazione (me l'ha data il
giudice Carnevale) in cui parlano amichevolmente fra loro Andreotti
e il boss Spatola. Oppure Crisafulli e il boss di Enna. Oppure Bin
Laden e Bush padre. Oppure Giuda e Ponzio Pilato. Che dite, la
pubblico? Oppure preferite non saperne niente, cosi' la notte
dormite piu' tranquilli? (Casomai i cinquemila euri me li date voi,
visto che il mio "lauto stipendio" non ci arriva? La liberta' di
stampa e' rincarata con tutto il resto, signora mia).
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Primarie 1. Alla festa di Liberazione, dibattito (giusto l'otto
settembre) Bertinotti-Fassino. Moderatore? Maurizio Costanzo.
Informazioni in esclusiva per i due illustri compagni: a) Costanzo
era della P2; b) Lavora per Berlusconi. Ora che lo sanno, non lo
inviteranno piu'. (Ai muri, enormi "Viva Prodi" e "Vota Bertinotti"
con ciascuno dei quali Benanti o io camperemmo per un mese).
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Primarie 2. A destra organizza Dell'Utri, nel senso che e' lui che
seleziona i capisezione, li interroga, li valuta, gli fa l'esame e
alla fine li manda via con un bel kit del perfetto dirigente di
Forza Italia. L'esame: "Allora, mi dica. Mettiamo che nella sua
zona i commercianti si rifiutino di versare la quota per Forza
Italia. Che cosa fa a questo punto?". Oppure: "Sentiamo: che
differenza c'e' fra una famiglia territoriale e un mandamento?". O
anche: "Da chi, come, in che citta', con che arma e in che anno
preciso e' stato ammazzato don Vito Genovese?". In tutto deve
selezionare 475 capisede, alcuni di Trapani o Villabate ma altri
con pochissima esperienza di queste cose. Un lavoraccio.
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Dinasty. Non bastando i Savoia, sono tornati pure i Craxi. Siccome
anche loro sono una dinastia ereditaria, si litigano il regno (Bobo
contro Stefania, come Vittorio contro Amedeo) a colpi di citazioni
acide, fregandosene altamente del suddito bue. Hanno fortuna: fosse
qui Pertini, a calci nel sedere li rimanderebbe a Cascais e
Hammamet. Invece hanno trovato... (Basta, non voglio star sempre a
parlar male del povero Fassino. Ma Berlinguer era scemo, o era
ladrone Craxi?)
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A piedi. Niente benzina per i magistrati della Direzione antimafia
a Roma. Un paio girano gia' in motorino. La giustizia ideale?
Cieca, zoppa e imbavagliata.
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Commissioni d'inchiesta. Sara' presieduta da Gorge Bush quella sul
disastro della Louisiana. Quella sulle Twin Towers, invece, da Bin
Laden.
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Revisionismo atomico 1. Le vittime dell'esplosione del quarto
reattore della centrale Lenin di Cernobyl saranno in tutto circa
4.000. Alle 59 morte nei giorni immediatamente successivi al 26
aprile 1986 bisogna aggiungere le 3940 che sono morte - o che
moriranno nei prossimi anni - per tumori dovuti all'esposizione
alle radiazioni. È quanto sostiene un rapporto del Forum Cernobyl,
che riunisce organismi internazionali come Fao, Onu e Banca
mondiale e i governi di Russia, Ucraina, Bielorussia.
* * *
Revisionismo atomico 2. Dopo quattro anni di carcere e' stato
liberato il medico bielorusso Yuri Bandajevsky, condannato da un
tribunale militare a otto anni di carcere duro per aver chiesto
bustarelle in cambio dell'ammissione all'istituto di medicina di
Gomel da lui presieduto (ma lo studente che lo aveva accusato aveva
ritrattato due giorni dopo). Prima di essere condannato,
Bandajevsky, direttore del Laboratorio centrale di ricerca
scientifica della Bielorussia, aveva pubblicato un rapporto medico
nel quale metteva in relazione la presenza anche lieve di
radionuclidi nell'organismo con una serie di patologie in forte
crescita nei bambini: cardiopatie, problemi renali, diminuzione
della vista, depressione del sistema immunitario. In contrasto col
rapporto dell'Unscear (il comitato scientifico dell'Onu per lo
studio delle radiazioni atomiche) del 1999, che parlava di 800 casi
di tumore alla tiroide, il rapporto di Bandajevsky sosteneva che,
nella sola Bielorussia, erano almeno diecimila i casi di tumore
alla tiroide dovuti alle radiazioni. [francesco feola]
________________________________________
Democracy. Elezioni a Guantanamo: due candidati, un partito blu e
uno arancione, televisione per tutti, e alcuni sapevano persino
per chi si votava. I controllori internazionali hanno espresso
qualche piccola riserva sulla regolarita' dei conteggi, ma vabbe',
e' sempre gente un po' notarile. Alla fine, come si prevedeva, ha
vinto il candidato Arancione (che poi e' il comandante del campo) e
subito sono partiti i festeggiamenti popolari, affidati in
outsourcing a una ditta di Miami, la Happy People Inc.
"Guantanamo ha scoperto la democrazia!". Come l'Iraq, l'Afganistan,
la Florida, l'Uzbekistan, l'Egitto... Pare che il concetto di
democrazia si stia evolvendo un tantino. In Ucraina, i
"democratici" sono in lite fra loro: una e' stata cacciata perche'
rubava un po' troppo persino per i generosi standard locali;
l'altro, il presidente, difende con le unghie e coi denti il logo
della Liberta' Democratica (un bel nastro arancione) che ha fatto
regolarmente brevettare dal suo avvocato, e ci fa un sacco di soldi
di royalties. Una volta c'erano elezioni bulgare: e ora?
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Occidente. I manager di Yahoo hanno consegnato alle autorita'
cinesi il nome di un tizio che aveva parlato male del governo in
rete. S'e' preso dieci anni. "Noi rispettiamo le leggi dei paesi
dove facciamo i portali" hanno detto i manager. Infatti. Anche Ibm,
negli anni Trenta, rispettava le leggi tedesche. E forniva i
programmi per censire gli ebrei nei lager, in ossequio alle "leggi
del paese". E facendoci dei bei miliardi, gia' che c'erano. Non
usate Yahoo!
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Tonga. Manifestazioni popolari contro il capo (ereditario) del
governo, re Toupu IV. Fra i motivi del malcontento alcuni aspetti
del cerimoniale di corte, che prevede in alcune cerimonie il bacio
dei piedi del sovrano.
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Made in Italy. Del famoso designer Giorgetto Giugiaro l'ultimo
modello della Fiat, la Nuova Punto, e della Beretta, la P4 Storm
calibro 7.65.
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Banche. Quella centrale ha il compito di stampare le banconote per
conto dello Stato. Ma non gli vende la banconota secondo i costi di
produzione (tipografia, carta, ecc.), ma secondo il valore nominale
(quello scritto sopra). Una banconota da cento euro, costata un
euro in tipografia, viene venduta cioe' a cento euro. Piu' il
"tasso di sconto", che fa altri due euro e mezzo. Lo Stato, per
avere una banconota da cento, spende 102,5 euro. E s'indebita con
le banche. La differenza tra valore nominale della banconota e
costo di produzione si chiama "signoraggio". Mettendo in bilancio
il valore nominale, la Banca Centrale ottiene inoltre un bel
bilancio passivo, dunque non tassabile: e infatti tasse non ne
paga. Ma perche' le banconote non le produce direttamente lo Stato?
[antonella serafini]
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Santi. Va in pensione, per disposizione del sindaco Veltroni, il
vecchio San Pietrino. Molto popolare fra i poveracci, cui aveva
dato un appoggio non indifferente in certi momenti difficili della
vita. Pensionato da tempo San Paganini (il santo degli impiegati di
fascia bassa) e ormai dimenticato il protettore degli interisti San
Siro, restano San Libero e San Precario. Speriamo bene.
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Napoli. "Il Comune avalla l'invito alle occupazioni" - dice il
deputato della Margherita. "Di quello spazio devono usufruire anche
altre associazioni" - aggiunge il consigliere dello stesso partito.
"Mettiamoci un centro antiracket" - incalza quello dei Ds. Dopo
l'acquisto da parte del comune dello stabile occupato da 15 anni
dal centro sociale Officina 99, i politici si scaldano, in vista
del dibattito in consiglio comunale. L'assessore ai servizi sociali
di Rifondazione, promotore dell'operazione, replica ai colleghi:
"Proposta farisaica voler sezionare 500 metri quadri tra tante
associazioni. Abbiamo acquistato l'edificio per preservare
un'esperienza storica". In una lettera aperta, il collettivo di
Officina, che qualche settimana fa ha festeggiato il recupero di un
campetto di calcio come area attrezzata per il quartiere, dice:
"Noi restiamo qui, i gruppi che hanno bisogno di spazi vadano a
occuparne uno, in citta' quelli abbandonati sono decine".
Il comune aveva deciso di muoversi qualche mese fa, dopo l'ennesima
campagna a favore dello sgombero da parte di giornali e politici
della destra cittadina, avallati stavolta da un intervento in
televisione del ministro della giustizia. Finora, in questioni
simili, l'amministrazione aveva sempre lasciato correre, confidando
che le cose si sarebbero aggiustate da sole. Se si tornera' a
questa tendenza, un misto di lassismo e pigro buon senso che guida
da anni l'azione amministrativa, lo stabile dovrebbe essere
lasciato a Officina, magari firmando qualche carta, senza ulteriori
intromissioni. Qualsiasi altro provvedimento sarebbe da segnalare,
sconvolgendo la quieta convivenza tra movimenti sociali e
amministrazione di centro sinistra. (Per il momento il vero affare
l'ha fatto il vecchio proprietario: un milione e duecentomila euro
per un edificio che non utilizzava da piu' di vent'anni). [luca
rossomando]
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Cronaca, Molinella. Uscendo dal pub dopo qualche bicchiere di
troppo ha scambiato una volante dei carabinieri per un taxi e vi si
e' chiuso dentro chiedendo di essere portato a casa. I militari
hanno tentato di indurlo a scendere, ma non c'e' stato niente da
fare. Solo dopo un po' l'uomo - un trentunenne di Ravenna - si e'
laciato convincere ad aprire la portiera e a lasciare la macchina
ai carabinieri.
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Cronaca. Roma. Non destano preoccupazioni le condizioni di Luigi
Einaudi, il giovane vigile del fuoco rimasto ferito ieri nel
tentativo di soccorrere un anziano che, per un'improvvisa crisi
causata forse della calura estiva, da quasi due settimane viveva
rinchiuso nella filiale romana della Banca d'Italia respingendo
ogni tentativo di soccorrerlo. I pompieri, alla fine, sono riusciti
a raggiungerlo mediante una scala. L'Einaudi stava gia' cominciando
a trasferire su di essa lo squilibrato quando quest'ultimo, in un
improvviso raptus, ha violentemente respinto l'attrezzo che e'
precipitato al suolo trascinando con se' il pompiere. Per fortuna
la finestra cui era stata applicata la scala si trovava al primo
piano e lo sfortunato soccorritore se l'e' cavata con escoriazioni
sparse e una lussazione alla caviglia sinistra guaribili in dieci
giorni salvo complicazioni. In tarda serata il giovane e' gia'
stato dimesso dall'ospedale di San Giovanni mentre, per riuscire a
recuperare l'anziano "occupante", si e' reso necessario
l'intervento della speciale Unita' Amazzonica dei Carabinieri che
ha utilizzato un potente fucile ad aghi soporiferi normalmente
utilizzato per la cattura di esemplari rari nelle foreste
tropicali.
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La storia piu' triste dell'estate. I tre zingarelli di nove, dieci
e undici anni che hanno forzato di notte una villa incustodita
sopra Bologna e sono stati sorpresi dalla polizia mentre
scappavano con un borsone pieno di bambole, costruzioni e
orsacchiotti di peluche che avevano trovato nella villa. Non
avevano portato via nient'altro.
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Assemblea antimafia. A Porto Sant'Elpidio (Ascoli) sabato 17
pomeriggio al palasport del comune.
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In edicola. Il Mucchio Selvaggio di settembre. Rock e politica.
Forse il miglior mensile del momento: non e' palloso e il direttore
- che era amico di Caponnetto - perlomeno ha un cognome solo.
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Musica. Messina. Roy Paci alla fine suonera' nella citta' dello
stretto. Prima aveva cancellato il suo concerto perche' era entrato
in scontro con le autorita' dopo l'annuncio del musicista di un
intervento dal palco del coordinamento contro il ponte.
Allora la sinistra messinese (praticamente tutta), ha organizzato
per lunedi' 12 settembre una grande festa a Piazza Duomo dalle
18.30 con gruppi siciliani e calabresi che si concludera' con il
concerto di Roy Paci & Aretuska. [shining]
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Compagni. Subire l'ingiustizia non rende migliori. C'e' quella che
si subisce dai nemici (i mafiosi che ti vogliono ammazzare, Cossiga
che intrallazza per farti rimuovere) e quella che si puo' subire
dagli amici, prima o poi. Padre Ennio Pintacuda ha subito l'una e
l'altra. Alla prima ha resistito gloriosamente, con un sorriso
ironico e un coraggio da leone. Alla seconda no. E in realta',
nessuno ti puo' ferire come un compagno, nessuno ti puo' cambiare
cosi' profondamente. Come reagisce ognuno, non e' questione di
merito - io credo - ma di fortuna. Quella di Pintacuda e' stata
amara, morto lontano da noi.
Tuttavia, quando uno muore, e' l'intera sua vita che va pesata.
Quella di padre Ennio e' stata buona, utile, umana e - nel momento
decisivo - risplendente. "Nell'ora tragica della Patria, di fronte
al barbaro nemico, il Corpo Volontari della Liberta'...". Ecco.
Quel che si e' fatto dopo, ha molto meno importanza.
Si', e' vero, ci siamo divisi. E' vero, alla fine ci siamo feriti
fra noi - per stanchezza, per insufficienza, per troppo dolore: non
lo so - e non abbiamo portato a termine il compito che ci avevate
dato. Ricordatevene - ne avete il diritto - e analizzateci
spietatamente, e non ci imitate. Ma ricordatevi anche come eravamo
quand'eravamo ancora noi stessi. La tirannia imperversava, tra
assassini mafiosi e ladroni di palazzo. Fummo noi ad alzare la
testa, a chiamare il popolo alla rivolta. Orlando che passa pallido
fra la scorta, Carmine al coordinamento antimafia, Angela accanto a
lui, Galasso che scandisce: "Chiedo l'incriminazione del teste
Andreotti!", Cimino che organizza la fiaccolata, Carlo Palermo,
Diego, Resca, Fabio Passiglia, e Nando, e Claudio e Miki e tutti
gli altri di noi... E padre Ennio che ha appena detto qualcosa,
incoraggiandoci tutti, andando avanti. E dietro di loro centinaia e
migliaia di siciliani, di italiani, di persone oneste e buone che
hanno appena capito di essere insieme una forza, e che si puo'
cambiare.
Ricordateci cosi', tutti insieme. Nessuno di noi e' stato un eroe o
un genio, ma ciascuno, nel momento piu' difficile, e' stato un
soldato. Siamo stati superbi, impazienti, disorganizzati, rissosi,
ma abbiamo amato questro paese, e abbiamo lottato per esso, come
nessuno aveva piu' fatto dai tempi dei partigiani. Non imitateci
nelle divisioni, ma imitateci nel coraggio di allora e nel fare
rete. E ricordatevi di padre Ennio, che ha lottato per voi.
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< Non si tratta di "onorare" Enzo (che non ha bisogno di medaglie
di nessun tipo). E tanto meno di sottolineare la scarsissima
credibilita' di questo moscio capo di Stato (che non e' stato in
grado di rimettere a posto alcune minime cose fondamentali:
l'autorevolezza della magistratura, il ruolo della Consob,
l'indipendenza dello Stato, una dignita' economica a livello
internazionale). No.
Nel contesto politico e sociale attuale, una medaglia ufficiale e
pubblica per Enzo avrebbe un valore simbolico enorme. Sarebbe un
riconoscimento ufficiale (non solo da parte di alcune migliaia di
amici), che le cose che Enzo aveva fatto qui a Milano, nel mondo e,
in modo particolare, nell'Iraq sono importanti per l'intera
nazione. Per te, per me, per Milena Gabanelli, per Beppe Grillo, ma
anche per Ricucci, per Ruini, per Berlusconi, per i tifosi della
Lazio e del Livorno, per Orietta Berti e per Marina Rei, per Enrico
Deaglio e per Aldo Biscardi, per i famigliari di Enzo e per
Vittorio Feltri.
Sarebbe un'autentica bomba etica. Esattamente come se il Nobel, al
posto di una Fallaci qualsiasi, lo dessero a Margherita Hack. Ecco
perche' dobbiamo firmare in tanti.
Questo paese e' gestito da una banda di affaristi ignoranti,
volgari e mascalzoni. Obbligarli a riconoscere che un cittadino
indipendente, laico e poco noto, era un italiano giusto e
equilibrato, sarebbe un segnale di grande incoraggiamento per i
nostri figli >
________________________________________
Domenico Stimolo wrote:
< Ho letto lo scritto di Andrea di Cagliari riguardo l'opposizione
cittadina che si e' "messa in moto" contro la costruzione di un
parcheggio multipiano nell'area centrale della citta'. Ottimo.
Evidentemente il "vento" sardo fa molto bene alla coscienza civile
dei cittadini cagliaritani (e del Social Forum). A Catania
l'amministrazione di destra del sindaco Scapagnini ha progettato
gia' da tempo la costruzione di parecchi mega parcheggi sotterranei
multipiani nelle aree centrali e semicentrali della citta', per
migliaia di posti-auto (sono state gia' espletate le gare di
appalto)... 5, 6, 7 siti, si e' perso il conto. Tutto e' stato
"scientificamente" sincronizzato per fare perennamente invadere le
aree centrali dalle ruote inquinanti.
Ebbene, tutto tace. Tace l'opposizione, tutta, con un silenzio
assordante. Zitti e muti, la "societa' civile", i movimenti, le
associazioni ambientaliste. Tutti "allineati e coperti". Alcuni
cittadini e qualche comitato spontaneo ha cercato di fare emergere
il problema. I loro appelli, purtroppo, non sono stati raccolti da
nessuno. E poi, Loro, i Signori del politichese della sinistra
catanese, piangono stizziti, nel prendere atto che alle ultime
comunali (giugno) tutti assieme raggiungono a malapena l'11% dei
consensi. Non hanno mai detto e agito su nulla. Sui megaparcheggi e
su molto altro ancora che riguarda la citta' e la vivibilita' dei
cittadini >
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Orfeo Z. wrote:
< Io ci sto capendo veramente poco della faccenda Fazio/bankitalia.
Nel senso che non capisco cosa ci stia dietro, chi rappresenti
quali gruppi di potere; constato come il risultato netto sia che
gli olandesi ringraziano e si offrono di rilevare il pacchetto di
maggioranza di antonveneta. Chi comanda le banche, compresa
bankitalia, influenzera' la nostra esistenza concreta, quotidiana e
non solo, molto piu' dei burattini che vinceranno le prossime
elezioni. Mi viene in mente il piano di rinascita democratica di
Gelli, chi sono i "clubs" che si contendono la poltrona di Fazio?
Massoneria del grande oriente d'Italia contro nuovo rito scozzese?
Dove trovare informazione seria, anziche' cronache da latteria come
ci propinano i cosiddetti mezzi di informazione di massa? >
________________________________________
Giovanni wrote:
< Endrigo. Ora che e' morto si ricordano di lui, non molti,
ovviamente. Qualche giornale gli ha dedicato mezza pagina, qualcuno
perfino un richiamo in prima. Eppure con pochi altri (Tenco, De
Andre', Conte, De Gregori) ha scritto le piu' belle canzoni
italiane degli ultimi cinquant'anni. Non si vedeva ne' sentiva piu'
da un pezzo. Dicono perche' era timido. Io dico perche' era uno che
non si vendeva e che si sarebbe trovato a disagio tra un
grandefratello, una velina ed un emiliofede. De Gregori si incazza
quando gli dicono che e' un poeta : la poesia e' una cosa, le
canzoni (musica e parole) un'altra, dice. Forse ha ragione. Ma per
molti e' poesia tutto quello che ti da' un brivido, una certa
emozione, puo' esserlo un libro, un quadro, un film, un semplice
gesto. Sergio Endrigo era un poeta >
________________________________________
Toti O'Brien wrote:
< Los Angeles, 6 settembre. Ciao R., non scrivo mai alla catena,
nonostante sia la mia fonte di informazione piu' preziosa, perche'
mi sembra di non avere mai nulla da aggiungere a quanto viene
detto. Questa volta si'. Nonostante sia sacrosanta la disfatta del
governo americano, come tata anche di se' stesso, e palese, in modo
clamorosissimo, il suo non intento di aiutare i cittadini neri,
proprio perche' neri, e null'altro, come se si fosse tornati
indietro di duecentanni (le cazzate antidarwiniane, sono state
sparate PROPRIO AL MOMENTO GIUSTO)... nonostante cio', la societa'
civile o quel che ne resta SI COMPORTA IN MODO CIVILE, proprio come
si comporterebbe in europa, in africa, ovunque. Il dolore, la
rabbia, la partecipazione e lo sforzo del comune mortale sono
quelli di sempre... probabilmente piu' di sempre, perche' gonfiati
della protesta di chi non e' ASSOLUTAMENTE d'accordo.
Qui, escludendo solo il magnate e il patriziato incosciente, of
course (purtroppo si tratta di una massa critica, lo so), tutti
stanno aiutando il post Katrina con tutte le forze, Red Cross sta
svolgendo un lavoro eccellente per organizzare gli spontaneismi, e
supplire alle deficienze statali. Cio' accade nonostante l'angoscia
privata, acutissima, dovuta al triplicarsi del costo della benzina
(in un mese), e alla prospettiva che tale costo salga di piu'
(poiche' le chiatte di trasporto agricolo non possono piu'
transitare il Mississipi, dunque, lo faranno i camion), alla
gravita' della recessione, della non occupazione, eccetera. Ottime
scuse per lavarsi le mani del recente disastro. E INVECE NO. Gli
umani sono umani qui come altrove, credimi: ti assicuro che altre
volte ne ho dubitato >
________________________________________
Uno di noi wrote:
< Spesso mi chiedo se il mio scrivere (senza uno stipendio,
prendendo solo mazzate e margine) sia davvero necessario o e' solo
un gioco al martirio... >
* * *
E chi lo sa se serviamo: i punti si contano alla fine, diceva mio
nonno. Io penso di si', alle persone normali serve che ci sia gente
che fa casino. Ma anche se non fosse cosi', sarebbe sempre piu'
bello vivere come noi che come i quaquaraqua'.
________________________________________
Arcoiris. Dibattito, riorganizzazione. (Da gennaio, aumentata di
cinque volte la diffusione in rete). Progetti tecnici gia'
presentati o in corso. Incontro operativo 24-25. (Ipotesi: usiamola
come centro d'aggregazione-informazione come una volta abbiamo
usato Clarence o Avvenimenti).
________________________________________
< Sono l'ultima pagina, e vi dico:
finisce qui il lavoro di Meleagro.
Tutti i poeti ha accolto in questo libro
fiore a fiore intrecciando. Viva a lungo
quest'opera: e' dedicata a Dione.
Io, qui di guardia, resto a sorvegliare
questi ultimi confini della bella ghirlanda. >
5 settembre
2005 n. 300
________________________________________
Questo numero della Catena esce incompleto perche' mi e' saltato
l'hard-disk e i materiali preparati sono andati persi; percio' per
questa setimana ci limiteremo sostanzialmente a pubblicare le
lettere dei lettori (che di solito sono la parte piu' interessante
della Catena) e pochisimo altro.
A parte questo, e' un momento di attivita' molto intensa. Si stanno
organizzando in diverse citta' i gruppi di videoreporter di strada,
appoggiati da Arcoiris, a cui abbiamo lavorato quest'estate. Sono
in corso "trattative" e incontri con diversi soggetti web e
cartacei per arrivare finalmente - il nostro chiodo fisso - a
raggiungere la massa critica necessaria per fare non uno dei tanti
media "alternativi" di nicchia ma un "giornale" di massa su web,
carta e tv. Ne parleremo la settimana prossima, ma l'attivita' e'
davvero frenetica, e la poverta' dei mezzi e' ampiamente bilanciata
dalla serieta' e determinazione degli amici che vi prendono parte.
* * *
Quanto alle notizie della settimana, cio' che sta succedendo in
America ha una ricaduta fortissima sul nostro lavoro; ci da'
un'immagine del mondo - e dunque un'urgenza - diversa da quella che
credevamo fino a una settimana fa.
Pensavamo di essere nella fase del passaggio, diciamo cosi', dalla
repubblica all'impero. Invece siamo gia' a Caracalla. Gli americani
ricchi hanno inquinato gli americani poveri, e poi li hanno
lasciato soli in mezzo al cataclisma. Il governo non solo non vuole
pensare ai poveri (non nel senso di renderli meno poveri, ma in
quello elementare di salvargli almeno la vita) ma proprio non puo',
non e' piu' tecnicamente in grado di farlo, avendo ormai
abbandonato le tecnologie di controllo sociale che consentivano
alla repubblica (ai tempi della repubblica) di gestire, sia pure
ingiustamente, la societa'. Funzionano solo i pretoriani e il
Colosseo; tutto il resto si sta sfaldando o e' regredito.
Ecco: i problemi di oggi sono questi. Sono probremi d'informazione,
soprattutto; poiche' il potere di oggi e' molto piu' mediatico che
militare. Sono problemi nostri. Scrivo su un computer prestato, e
percio' debbo essere breve. Ma forse e' meglio cosi', perche' in
fondo le cose essenziali non sono molte.
* * *
Il nostro manifesto, adesso, e' la prima pagina di "Stars and
Stripes" del primo settembre, con la foto di quella folla biblica
in fuga verso un'improbabile salvezza, per la quale non c'erano
tuttavia ne' i mezzi tecnici (dilapidati altrove) ne' un governo.
Non una di quelle facce, in quella folla, che non fosse nera. Una
folla di schiavi, di sotto-uomini predestinati.
Ecco: in un paese di duecento milioni di esseri umani, due milioni
sono milionari (in dollari), creano l'effetto serra col Suv e poi,
quando la punizione arriva, balzano sullo stesso Suv e se ne vanno
altrove. Due milioni sono sottoproletari in carcere, per poverta'
subumana. Fra questi due estremi si stendono l'umanita' dolente e
il patriziato arrogante dell'Impero.
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S-notizie. Il Telegraph online del 21 agosto ha pubblicato il
seguente titolo: "L'Iran fornisce le bombe infrarosse che uccidono
le truppe britanniche in Irak". Autore Mr. Toby Harden,
corrispondente esteri. Nel corpo del testo al posto dell'articolo
pero' si legge "Questa storia e' stata temporaneamente sospesa".
Beh, a volte un titolo senza articolo colpisce di piu'
dell'articolo stesso... [antonella serafini]
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Maiali. Consegnata dalla Monsanto alla World Intellectual Property
Organisation (WIPO) di Ginevra una richiesta di brevetto su alcune
varieta' di maiali con determinate caratteristiche e metodi di
allevamento. L'ha denunciato Greenpeace intervenendo alla
conferenza internazionale sulla biopirateria di Nuova Dehli.
________________________________________
Spot. Roselvagge, storico militante dell'"Auro" di Catania, ha
scritto un libro di memorie sull'esperienza del suo centro sociale.
Il testo, scritto prevalentemente come se fosse un diario
personale, raccoglie volantini e altri materiale prodotti durante
la decennale autogestione.
Il libro, intitolato "Auro Story", e' di gradevole lettura per
tutti, tranne che per i consiglieri comunali del Movimento per
l'autonomia di Raffaele Lombardo e per i militanti di Azione
giovani. Dopo avere letto alcune pagine che lo riguardavano, il
consigliere Marco Consoli ha sporto denuncia alla Digos contro
l'autore, incassando la solidarieta' dei giovani di An.
Il consigliere Consoli ha iniziato la sua crociata contro il centro
sociale oltre cinque anni fa, quando all'Auro venne esposta la
mostra della fotografa svedese Elisabeth Ohlson "Ecce Homo", in cui
si proponeva una riattualizzazione della passione di Cristo. Oggi
come allora l'esponente neo-democristiano insiste nel chiedere lo
sgombero del centro.
Chi non riuscisse a trovarne una copia nelle librerie della propria
citta' puo' fare richiesta direttamente alla "Sicilia Punto L.
edizioni", sottoscrivendo 10 euro sul ccp 10167971 intestato a
Giuseppe Gurrieri, vico Leonardo Imposa 4, 97100 Ragusa. [shining]
________________________________________
Musica. Messina. Censurato il musicista Roy Paci: doveva tenere un
concerto nell'ambito del cartellone estivo, ma alle autorita' non
sono piaciute le sue parole contro il Ponte. Invitato a cambiarle,
ha preferito rinunciare al concerto [matteo moraci]
________________________________________
carmelo caracuccio wrote:
< "Gli osservatori hanno biasimato il nostro intervento in Vietnam
come prova dell'arroganza della potenza americana - il tentativo da
parte degli Stati Uniti di diventare il Poliziotto del Mondo. Ma
esiste un'altra dimensione dell'arroganza americana, per cui
presumevamo di sapere che cosa fosse meglio per il mondo in termini
di sviluppo sociale, politico ed economico e ritenevamo nostro
dovere forzarlo a uniformarsi al modello americano, agire non tanto
come il Poliziotto del Mondo quanto come la Tata del Mondo. E'
difficile oggigiorno ricordare la profondita' della nostra
arroganza" (Colonnello Harry Summers, On strategy: A Critical
Analysis of the VietnamWar,1982).
N.B. Questa volta dopo ventitre anni, la Tata del Mondo "allatta"
l'IRAQ. >
________________________________________
< E' stata la non-cooperazione della popolazione indiana a rendere
possibile l'indipendenza indiana. In Palestina si usa la moneta
israeliana... >
________________________________________
Andrea wrote:
< Il comune di Cagliari ha deciso di costruire un parcheggio
multipiano al centro (via Manzoni) un comitato di cittadini insieme
al Cagliari Social Forum si oppongono perche' i parcheggi al centro
incrementano l'uso dell'auto e aumenta l'inquinamento dell'aria. I
cittadini si impegnano a non far aprire il cantiere per tutelare la
salute e per diminuire il traffico delle auto private e
contemporaneamente sviluppare il mezzo pubblico per gli spostamenti
in citta'. Tutti i martedi' e venerdi' il C.S.F. invita i cittadini
a manifestare in via Manzoni alle ore 19 >
________________________________________
Stefano wrote:
< "Dal Discovery Institute di Seattle arriva la teoria del disegno
intelligente...". Personalmente non ci vedo niente di male e per
certi versi posso essere anche d'accordo; gli stupidi, infatti,
esistono da sempre e non si sono estinti: evidentemente svolgono
una qualche funzione, che non abbiamo ancora compreso, compresa nel
disegno divino ed utile a tutto il sistema. Il punto e' un altro:
spiegare correttamente ed in maniera convincente senza ricorrerre
al dogma. Se voglio che mia figlia capisca quello che le sto
spiegando devo sforzarmi di usare un linguaggio ed esempi che possa
comprendere; se non riesco a spiegarmi arrivo alla conclusione che
cosi' stanno le cose ed io voglio che vadano cosi'. Ovviamente
sfrutto una mia posizione di potere che qualche volta e' imposta
dalla mia funzione di educatore: tuttavia non mi sembra che tale
funzione possa essere esercitata nei nostri confronti dal Discovery
Institute, da George Bush, dalla Harvard University o da qualsiasi
altra cattedra. Sicche' per avere ragione dovranno spiegarci le
cose in maniera che possiamo capirle (e per farlo dovranno essere i
primi a comprendere il disegno divino). Io la vedo dura! >
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< "Rutelos, Fasinho, Consuerto, Bosuelos, De Alhema, Velardos,
Rondolinho, Mastele', De Pedro...". Bellissimo! Ma spiegami, mi
sfugge: chi e' consuertos? >
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Paolo Baruffa wrote:
< "Ma perche' non privatizzare anche la sicurezza?". In realta' non
siamo molto lontani :-( Sul tema c'e' un libro interessante:
F.Vignarca, Mercenari SpA, Bur >
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G.Roncato wrote:
< Nella Catena 297 Gubitosa scrive del prossimo insediamento a
Taranto di una base Usa con sommergibili nucleari; io vorrei
segnalare che, malgrado le meritevoli iniziative di Renato Soru, a
La Maddalena stiamo attendendo l'arrivo di altri 10 sommergibili
nucleari Usa nella loro base di Santo Stefano. La base di
S.Stefano, nel bel mezzo del parco marino dell'arcipelago, e' nata
in un anno imprecisato per un accordo fra il sig.Andreotti e gli
Usa, mai portato a conoscenza del Parlamento ne' tantomeno
ratificato. Sembra ormai acclarata un'anomala radioattivita' nelle
acque dove si bagnano decine di migliaia di esseri umani ogni anno.
Tutto questo nel totale disinteresse di tutta la stampa locale e
nazionale. Mi chiedo cosa aspettiamo ad affrancarci da questo
opprimente e puzzolente protettorato. Mi sembra che l'aiuto datoci
per liberarci (senza molto successo, vista la melma in cui ci
ritroviamo oggi tra ladroni, fascisti e razzisti) dal nazifascismo
sia stato ormai ripagato con gli interessi. >
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Orfeo Zerbinati wrote:
< Come libro da leggere sotto l'ombrellone mi sono portato
"L'impresa irresponsabile" un saggio del sociologo Luciano Gallino,
che parla in termini semplici ma rigorosi delle nuove forme del
capitalismo manageriale azionario. Noioso? Niente affatto, e' stato
come togliermi un paraocchi. Non e' un libro ostico, ne consiglio
vivamente la lettura a tutti, ed in particolare a chi vuole
"interrompere lo scivolamento verso il baratro" cercando di capire
"se, come e quando gli interessi delle banche o delle fabbriche
sono e possono essere convergenti con quelli dei lavoratori
dipendenti". Senza togliere nulla a nessuno, credo sia perfino piu'
istruttivo dei corsi di formazione sindacale di Sergio Garavini. >
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< Turi Vaccaro attivista antimilitarista nonviolento italiano sara'
processato il primo settembre per un'azione compiuta a Woensdrecht
(Olanda) nell'anniversario della distruzione di Nagasaki >
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< Ora ho capito perche' non s'e' parlato della strage di Beslan: il
premier incontrava l'amico Putin in quei giorni. Come non detto, la
prossima volta faro' meglio ad informarmi prima di parlare... >
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Alt!
Stazione Arcobaleno!
Si ferma qui il tuo treno
e a te senza biglietto
un bacio dritto dritto.
Alt!
Stazione Arcobaleno
diventa tutto vero
ognuno gioia ha
perche' tu sei ora qua.
29 agosto 2005 n. 299
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Informazione 1. "Il ricorrente non e' gradito al governo americano o
meglio ci ha messo in imbarazzo con i suoi articoli contro le basi
americane in Italia e in particolare la base di Sigonella. Abbiamo
fatto presente questo problema al sindacato".
Siamo in un tribunale della Repubblica Italiana, e proprio in questo
momento l'avvocato del datore di lavoro - la Algese, una ditta di
carico e scarico a Sigonella - sta tirando fuori con gesto teatrale
un fascio di carte dalla cartella. "Ecco, queste sono le copie degli
articoli del Benanti. Chiedo che vengano messe agli atti!".
L'avvocato e l'imputato si guardano allibiti. Veramente non di
imputato si tratta, ma di un lavoratore che ha fatto una normale
vertenza di lavoro per licenziamento ingiustificato: ma siamo vicini
a Sigonella e non sappiamo che leggi vigano da queste parti. Fatto
sta che il giudice allunga la mano, prende gli articoli
"incriminati", e li mette tranquillamente agli atti.
L'imputato e' il nostro solito Marco Benanti, ricordate? Quello che
somiglia a Michel Moore, che fa inchieste antimafiose, che e' stato
buttato buori dall'Ansa e dalla corporazione dei giornalisti
siciliani. Infine, per campare, si e' adattato a fare lo scaricatore
di aerei a Sigonella. Ma gli americani l'anno sgamato: Benanti e'
rosso, ha pubblicato persino foto di manifestazioni pacifiste sul
suo sito. Avvertono il padrone della ditta - che e' italiano, com'e'
italiana la ditta; un certo Frangipani - e immediatamente il padrone
ha provveduto. Ma c'e' una giustizia in Italia! E infatti.
Adesso, appena usciti del tribunale - con un bel tricolore che
sventola accanto a una bandiera europea - imputato e avvocato si
separano. "Faremo ricorso!". "Non e' possibile che in Italia uno
venga licenziato per reato d'opinione!". "Non possono fare cosi'!".
Fa caldo, siete appena tornati dalle vacanze - ve le potete
permettere - e questo Benanti qua sta diventando proprio una
scocciatura. Percio' non la tireremo in lungo. C'e' un partito che
dovrebbe difendere i lavoratori - il Ds - e certo i suoi onorevoli
sono gia' a scrivere un durissima interrogazione parlamentare. C'e'
un partito ribelle all'America e pacifista - Rifondazione, i
no-global - e fra quindici giorni fara' una terrificante
manifestazione nazionale (centomila persone!) davanti alla base al
grido di "Benanti libero e americani a casa". C'e' un partito che
ogni cinque minuti invoca la Nazione - Alleanza nazionale - sventola
tricolori e invoca il Craxi di Sigonella: non osiamo pensare cosa
faranno costoro per difendere l'italianita' dell'Italia nella
persona del Benanti.
Purtroppo e' estate, e tutte queste belle cose fa troppo caldo per
farle subito ora. E poi le primarie, le liste, il dibattito sui
valori, la questione morale... E chi cazzo ce l'ha il tempo per un
Benanti qualunque, con tutte 'ste cose da fare?
(Il capo del sindacato giornalisti siciliani, Nicastro, non s'e'
potuto occupare di questa storia perche' e' stato rapito da un
gruppo di loschi trafficanti, che l'hanno rivenduto come bajadera
all'emiro del Kuwait. Dice che appena ritorna si dara' da fare.
Cosi' Fava, Serventi, Giulietti, Ronsisvalle, Del Boca e altri
ancora. Grazie).
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Informazione 2. Dal tre ottobre fino alle elezioni, sulle radio del
circuito diessino Area, il segretario dei Ds Fassino verra'
intervistato ogni giorno "sull'attualita' politica e sui principali
problemi degli italiani". E chi sara' a intervistarlo? Uno dei
giornalisti piu' di sinistra che ci siano in Italia, il giovane
Pierluigi Diaco.
Questi ha cominciato la carriera nella Rete, come biografo (a
pagamento) di Pintacuda, finita la Rete si e' accostato a Curzi e
poi, venuta al governo la destra, a Giuliano Ferrara. Diventato uno
dei piu' impudici lodatori di Berlusconi, ha avuto una carriera
rapida e senza problemi; pochi mesi fa gli e' stata offerta la
direzione di Rete4 in tandem con Fede. Adesso che la destra vacilla,
si e' riscoperto di sinistra ed e' stato prontamente cooptato ai
massimi livelli.
Va bene. Io non ce l'ho mai avuta con le prostitute, ma con i
clienti delle prostitute. Non mi meraviglio di Diaco: ma Fassino? Mi
ricordo di quando venne a Catania, due anni fa, a far grandi
dichiarazioni d'antimafia e di sostegno all'informazione
antimafiosa: e ora? Non pretendo che debba pensare a Benanti (o a
Ruta, o a Faillaci, o a Gulisano, o a Mirone, o a Passiglia, o a
Fabio D'Urso, o ad Antonio Cimino, o a uno qualunque della ventina
di giovani giornalisti antimafiosi scaricati cinicamente in questi
anni): ma perche' proprio uno come Diaco? Vatteli a capire 'sti Vip.
(In comune col precedente padrone del giovane "giornalista",
l'onesto Fassino ha un passato di dirigente della federazione
comunista di Torino. Che una volta produceva i Santhia' e i Diego
Novelli, e ora i Fassino e i Giuliano Ferrara).
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Verginita'. Non piu' obbligatoria per le ragazze dello Swaziland,
dove il re Mswati II l'aveva imposta per legge a tutte le giovani
non sposate, con apposita bandana bianca attestante l'osservanza.
Alla fine, sull'orlo di una sommossa popolare, sua maesta' (che
possiede tredici mogli) ha dovuto abrogare la legge, e subito tutte
le ragazze del regno sono corse in piazza a bruciare in pubblico le
odiate bandane. Negli Stati Uniti il certificato di verginita' (non
obbligatorio, ma raccomandato dal governo) consiste invece in un
anello d'argento chiaro, e non e' stato abolito.
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Predicatori. Quello del Christian Network, il popolarissimo Pat
Robertson, ha una ricetta sicura - ispiratagli direttamente da Dio -
per risolvere alcuni problemi della politica estera americana, e
precisamente quelli che sorgono dagli attuali tesi rapporti col
Venezuela. La ricetta consiste semplicemente nell'assassinare il
piu' presto possibile il presidente di quel Paese, Hugo Chavez. "Se
ne occupi l'intelligence, i servizi segreti - ha proclamato alla
radio il reverendo - Facciamola finita una volta per tutte". Il
Dipartimento di Stato deplora ufficialmente l'idea.
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Incontri. Tra Joseph Ratzinger, ex responsabile del Sant'Uffizio, e
Bernard Fellay, attuale responsabile della "fraternita' sacerdotale
San Pio X", l'organizzazione integralista che da decenni si batte
contro la messa in italiano, il Concilio, il dialogo interreligioso
e tutte le altre novita' portate da quel rivoluzionario di papa
Giovanni. Il fondatore era stato il vescovo coloniale di Dakar,
monsignor Lefebvre. La setta era stata scomunicata da papa Wojtyla
nell'88 e l'incontro di questi giorni e' il primo atto
antiwojtyliano del nuovo papa. [t.g., r.o.]
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Censura. Il 3 settembre a Pescara si discute di censure e bavagli
durante il convegno "Cyber-Freedom: diritti, liberta' e repressione
nell'era delle reti", che si svolgera' a Pescara nella sala
consiliare del Comune. Non sara' una vetrina per censurati "famosi",
ma un'occasione per parlare di bavagli che non fanno notizia, come
quelli che hanno colpito i siti di movimento, il sito
accadeinsicilia.net o che rischiano di far chiudere "La Voce della
Campania" sotto il peso delle denunce ricevute da alti prelati. Tra
gli ospiti c'e' anche il direttore della "Catena", che ci spieghera'
come mai nel sistema mediatico italiano c'e' spazio solo su internet
per chi vuole fare informazione seria al di fuori dei giochi di
bottega. [carlo gubitosa]
Bookmark:
http://cyberfreedom.olografix.org
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Linux. "Sorgente aperto [per i programmi dei computer] per la
diffusione in formato elettronico di documenti soggetti all'obbligo
di pubblicita' e per garantire il diritto di accesso mediante
scambio di dati in forma elettronica". E inoltre adozione del
software libero per il trattamento dei dati personali. E' questo il
disegno di legge portato all'attenzione del Consiglio regionale
piemontese dai comunisti italiani, una delle forze della maggioranza
di cui dispone Mercedes Bresso.
In pratica, se dovesse essere approvato, tutti i dati dei cittadini
piemontesi verrebbero gestiti da computer con GNU/Linux e i
documenti dell'amministrazione destinati al pubblico verranno resi
disponibili in formati che non obbligano ad avere installato uno
specifico programma. Lo stesso disegno di legge punta a far
familiarizzare i cittadini di domani con il software libero: sono
previsti infatti investimenti per 500 mila euro per portare il free
software nelle scuole. [shining]
________________________________________
Bestie. Torino. Dopo una lite con la convivente, prende a calci il
cane di lei - un cucciolo di husky di tre mesi - e poi lo butta giu'
dal quinto piano. Roma. Parte per le vacanze e lascia il gatto solo
a casa: dopo alcuni giorni i carabinieri avvertiti dai vicini hanno
recuperato l'animale, che pero' era gia' morto di fame.
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Pubblicita'. "MCDONALD'S E' SEMPRE PIU' ITALIANA. McDonald's sembra
essersi inspirata ai colori della bandiera italiana. Il rosso di
squisiti pomodorini ciliegia, il bianco della mozzarella di bufala e
il verde di ben sei diversi tipi di insalata..." (Manzoni
Pubblicita', dai giornali)
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Alessandro wrote:
< Yugoslavia, Afghanistan e Iraq sono stati attaccati. Non avevano
l'atomica. Russia, Israele, Pakistan, e Corea del nord non sono
stati attaccati. Beh, loro l'atomica ce l'hanno. L'Iran sta
cercando di farsela, l'atomica, prima che lo attacchino. Dagli
torto! E' come biasimare uno che si installa l'antifurto, in un
quartiere di ladri >
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Carlo Schenone wrote:
< Ho scoperto da poco che e' anche possibile consultare l'elenco del
telefono in maniera totalmente gratis (senza neppure dover pagare il
tempo di conessione) usando il numero 7000187187 (ma e' possibile
anche accedere via ADSL) che da' accesso solo ai siti Telecom tra
cui http://www.187.it in cui e' possibile
trovare anche la ricerca
dell'elenco del telefono >
________________________________________
Diego wrote:
< Caro R., purtroppo un paio d'anni fa, quando Lula vinse le
elezioni, lessi sulla Catena un tuo pezzo entusiasta. Io ti scrissi
che conveniva andarci piano, essere prudenti, aspettare i fatti; la
tua risposta fu qualcosa del tipo "non puo' morire la speranza".
Purtroppo, mi trovo nella classica situazione del "te l'avevo
detto", da tifoso Interista (oltre che comunista, pure questa c'ho):
le speranze calcistiche di agosto svaniscono in autunno, quelle
politiche post-vittoria-alle-elezioni svaniscono con la legislatura.
Come dici tu, comunque, "Tutto questo naturalmente con l'Italia non
c'entra niente e se lo mettiamo qui e' tanto per riempire la
pagina" >
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stinkfoot@cheapnet.it wrote:
< Dal Tg2: "Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le
stime di crescita del Pil italiano, da 0,3 per cento a zero per
cento; soddisfazione del ministro dell'economia Siniscalco". E con
questa credo che abbiamo oltrepassato i bastioni di Orione, altro
che Rutger Hauer in Blade Runner... >
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linarena@yahoo.it wrote:
< Ho segnalato il caso del Codacons per lamentare che proprio la
giustizia catanese si muove se a denunciare e' il Codacons mentre se
sono i lavoratori a lamentare maltrattamenti o fenomeni di vero e
proprio CAPORALATO la procura rimane inerte. In passato, dopo che un
lavoratore a nome Sodaro Mario aveva denunciato la falsita' di una
procedura di mobilita' con licenziamento finale mirato al fine di
colpirlo, affamarlo e arrecargli danno anche fisico per la malattia
al cuore insorta, un procuratore della Repubblica di Catania a nome
Monaco mi disse che non era il caso di procedere penalmente e che si
poteva agire in sede giudiziaria civile. Infatti il procedimento
venne archiviato e la causa civile promossa. Sono passati circa 6
anni e la sentenza si avra' forse alla fine di quest'anno. Nelle
more i lavoratori attendono con il berretto in mano. E' stata fatta
anche un'interrogazione parlamentare ma tutto e' caduto nel
silenzio. Debbo ribadire che nel corso della mia attivita' ho avuto
modo di sentire come teste un sindacalista della UIL a nome
Salvatore Scandurra e sono rimasta sconvolta per l'onesta' e la
correttezza che ho riscontrato in questo individuo. Credo che sia il
solo sindacalista che in questa vicenda che ha visto coinvolti ben 4
lavoratori dell'Aias di Catania (oggi Csr) abbia avuto il coraggio
di riferire i fatti che aveva avuto modo di constatare durante la
sua partecipazione alla falsa procedura di mobilita'. Le procure,
anche quelle catanesi, sono sensibili alla qualita' del denunciante.
Nel caso del Codacons hanno smosso le acque del pantano. In altri
casi, hanno lasciato i lavoratori nel pantano. >
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fra.sche@tiscali.it wrote:
< "Fassino preferisce sostenere gl'interessi dei lavoratori
dipendenti, o quelli delle banche?".
Ma c'e' anche da capire se, come e quando gli interessi delle banche
o delle fabbriche sono e possono essere convergenti con quelli dei
lavoratori dipendenti, considerato anche che quasi tutti i
lavoratori dipendenti utilizzano le banche come anche i prodotti
delle fabbriche e del lavoro in banca o in fabbrica ci campano.
Questo concetto non l'ho maturato dopo la morte di Berlinguer o dopo
la caduta del muro di Berlino ma nel lontano 1975 ad un corso di
formazione sindacale e dalla bocca nientepocodimeno che di Sergio
Garavini. Con cio' non intendo difendere Fassino e la politica dei
Ds (ma hanno un qualcosa che somiglia ad una politica?!) ma una mia
idea secondo cui la lotta di classe non e' lotta di trincea - noi di
qua e loro di la' - ma e' piu' articolata e complessa e se non lo si
capisce credo sia difficile interrompere lo scivolamento verso il
baratro >
________________________________________
Massimiliano wrote:
< La mail che il capitano Ultimo ha inviato alla mailing list
omonima:
"Un saluto a tutti i vecchi amici del gruppo ed i nuovi che vedo
numerosi e attivi. Ben fatto Filo, questo piccolo spazio di lotta e'
un cielo di liberta' e di speranza. Oggi come ieri il senso della
nostra lotta e' stato ed e' legato alla voglia ed alla capacita' di
ribellarsi. Ribellarsi alla propria ambizione che ci tiene vicini ai
privilegi piccoli o grandi, ribellarsi all'egoismo che ci lega alle
cose, ai ruoli conquistati, alla posizione acquisita e ci allontana
dall'azione. Ribellarsi alla mafia che uccide, alla mafia che scrive
nei giornali, alla mafia che si mette la toga. Nel nome della
poverta' oggi portiamo avanti una lotta antica fatta di piccole
cose, e come sempre ci riconosceremo nella semplicita'. ultimo" >
________________________________________
diego.cozzi@lcw.it wrote:
< Qua e la' tra le notizie inutili dei quotidiani purtroppo ne
spunta anche qualcuna che ricorda che in questi cade l'anniversario
della strage di Beslan. Ho solo 31 anni ma credo che quella sia la
piu' sconvolgente tragedia che il mondo abbia vissuto in questi 31
anni; non e' una questione di numeri, e' una questione di umanita',
di senso della vita, di rispetto per i propri cuccioli che solo una
specie al mondo non ha. Io propongo, e scrivo a Lei come ad altri
giornalisti che hanno sicuramente piu' visibilita' del sottoscritto,
di organizzare qualche forma di commemorazione, semplice, ma
sentita. In tutta Italia si sono fatti i minuti di silenzio per vari
motivi (purtroppo) negli ultimi anni: se si sono fatti per la morte
di un anziano Papa (senza cinismo, ma alla sua eta' la morte era
preventivabile e comunque e' stata naturale), credo che tutti noi si
debba riflettere almeno qualche minuto su quella devastante e
sconvolgente tragedia che e' avvenuta a Beslan un anno fa. E' una
delle poche vicende per la quale, nonostante la sensibilita' ormai
asfaltata dalle brutture del mondo, quando ne leggo, mi si riempiono
gli occhi di lacrime >
________________________________________
andrebreton@amourfou.fr wrote:
< La revolte, et la revolte seule,
est creatrice de lumiere et cette lumiere
ne peut emprunter que trois voies:
la poesie, la liberte' et l'amour >
________________________________________
AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:
< Sono Gaspare Contento
e non faccio mai spavento
neanche a un nido di gattini
che si arruffano ai vicini.
Non ho mai un buon motivo
per cui rido e son giulivo
ma m'annoia la tristezza
sembro un orso in una tazza.
Poi da quando il mio vicino
suona al gatto il suo violino
sento un dolce miagolare
come un vento sopra il mare.
Ecco Gaspare Contento
senza peli sopra il mento
e se bussa alla tua porta
ogni lacrima si porta. >
22 agosto 2005 n.
298
________________________________________
Un uomo andava da Gerico a Gerusalemme. Strada facendo fu assalito da
manifestanti di Hamas o dalla polizia militare israeliana. Comunque fu
abbandonato, ferito, sul ciglio dell'autostrada. Scorrevano le ore e
l'uomo restava li', e nessuno si fermava. Passarono una mercedes e una
bianchina. Sulla Bianchina c'era una donna, sicuramente di facili
costumi (statisticamente nigeriana o albanese, essendo oramai il mondo
nel duemila, e non piu' veneta o romana). Sulla Mercedes c'era un
cardinale."O Signore - recito' il cardinale dentro di se' - grazie per
avermi fatto nascere bianco, e bianco europeo, e cristiano cattolico, e
cardinale. Non come quella donna la', che cattolica non dev'essere, e
bianca non e' di certo, e quasi sicuramente sara' mussulmana, e comunque
e' una puttana". E fece cenno all'autista di muoversi, che' la sera
avanzava.
La donna, che non aveva i documenti in regola e faceva un mestiere non
compatibile con la polizia, voleva andarsene anche lei; ma la vecchia
Bianchina si pianto'. Allora scese e, perso per perso, decise di
soccorrere l'uomo. Era un ragazzo giovane e non era possibile capire se
fosse ebreo, arabo o cristiano; comunque soldi in tasca non ne aveva. La
donna, sospirando, trascino' il ragazzo fino alla Bianchina. Poi giro'
il pomello dell'aria e comincio' a tirare la messa in moto. "O Signore -
borbotto' fra se' e se' - o Allah o come cavolo ti chiami: se questa
macchina parte, forse ce la faccio a portarlo fino al pronto soccorso.
Dammela una mano, almeno tu! Lo so anch'io che questo mestiere non ti
piace: ma dimmelo tu come debbo fare a campare!".
Improvvisamente, il cinquecento bicilindrico raffreddato ad aria
comincio' a tossicchiare: e la Bianchina si avvio' lentamente, mentre
ormai all'altro capo dell'autostrada il cardinale si chiedeva ancora chi
cazzo e' che fa entrare in Italia queste puttane negre senzaddio e
mussulmane.
________________________________________
Questione morale. Non e' che Fassino sia personalmente disonesto o che
qualcuno del centro sinistra abbia materialmente rubato qualcosa. E'
solo che si vorrebbe sapere se nel cesto delle ciliegie ci sono
veramente ciliegie o qualche altra cosa, e se nella confezione del
videoregistratore c'e' proprio un videoregistratore o qualche altro
oggetto. Per un fatto di correttezza, tutto qua.
Allora: Fassino (che all'ultimo suo congresso ha fatto l'elogio di
Craxi) preferisce sostenere politicamente gl'interessi dei lavoratori
dipendenti, o quelli delle banche? Tutto qua. Non e' una questione
nuovissima, se ne parla da circa centocinquant'anni e in genere si
ritiene - almeno, fra la gente che Fassino dovrebbe rappresentare - che
siano due interessi distinti. Si puo' senz'altro pensare che viceversa
siano la stessa cosa: ma in questo caso bisogna dirlo, bisogna
onestamente dichiarare cioe' "non sto vendendo ciliegie ma cipolle".
Per esprimerci in linguaggio comprensibile a Fassino: non si puo'
contemporaneamente fare lobbying per due aziende diverse e in
concorrenza. O si lobbeggia per l'una, o si lobbeggia per l'altra.
Senno', il client si lamenta e magari ti fa un bell'outsourcing e ti
ritrovi out.
Ecco: Berlinguer, in una situazione del genere, non ci si sarebbe mai
trovato. Non perche' fosse migliore di Fassino: anzi era molto piu'
bestia, rozzo vetero e pettinato male. Lontanissimo dalla
professionalita', l'affidabilita', la modernita', la managerialita' e la
blairalita' del Nostro. Ma tant'e': a noi poveracci che vorremmo -
rozzamente - avere qualcuno che ci difenda, piacerebbe moltissimo sapere
prima se il nostro candidato e' disposto a farlo oppure no. D'accordo
che non e' buona educazione chiedere cosi' "voglio questo voglio
quello". Ma insomma un capriccio da cococo', una volta ogni quattro
anni, ce lo potrebbero anche passare.
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Primarie 1. Una settimana fa la "societa' civile" non aveva alcun
candidato. Adesso ne ha ben tre, dei quali uno (Scalfarotto) e' un
imprenditore vicino a De Benedetti e due (don Gallo e don Vitaliano)
sono dei sacerdoti vicini ai no-global. Andiamo subito male coi
mestieri: d'imprenditori in politica ce ne sono gia' fin troppi e quanto
ai preti dovrebbero restar fuori dalla politica istituzionale. Ma, a
parte questo, il segnale e' buono: fino a poco tempo fa l'unico modo che
i militanti di base conoscevano, per far politica "alta", era
d'infilarsi senz'altro in qualche partito (come, deplorevolmente,
Agnoletto). Adesso si comincia a capire che non e' piu' necessario e che
si puo' andare avanti in prima persona.
Le primarie, pero', non sono esattamente il modo migliore. In Italia,
sono nate come scimmiottamento delle primarie americane (col "partito
democratico", l'"asinello", ecc.), senza capire bene a che servissero ma
con l'unica speranza di far cosa buona in quanto "americana".
Rapidamente - poiche' l'Italia non e' l'America - sono diventate una
specie di doveroso fastidio, a cui ognuno partecipa tanto per non
perdere l'occasione. Come momento democratico, non sono granche': gli
oligarchi continueranno a gestire i partiti come li hanno sempre
gestiti, i militanti di base continueranno a contare pochissimo dentro
di essi e molto nella societa' civile. Fra il dentro e il fuori
continuera' ad esserci pochissimo rapporto, e l'unico collante vero fra
essi continuera' ad essere la necessita' per entrambi di far fuori
Berlusconi.
E il programma? Lo stabiliranno le primarie. Oppure le trattative
nell'Ulivo. Oppure gli equilibri fra le correnti del Ds. Oppure gli
incontri fra Rutelli e Prodi, sentito - beninteso - Bertinotti e non
trascurato Mastella. Tutti questi importanti eventi produrranno tanti
programmi di governo, ognuno migliore dell'altro. Ma il programma vero,
quello che concretamente sara' applicato, sara' quello che scaturira'
dalle cose, dal giorno-per-giorno concreto, dai rapporti di forza fra
cococo' e imprenditori.
Da che parte staremo noi, come societa' civile, in questo caso? E'
questa la cosa importante da decidere - ammesso che cose del genere
possano essere decise *prima* - e non chi candidare alle primarie. I
nostri "candidati", e' meglio portarli avanti *dopo* che Berlusconi
sara' stato cacciato, e non nei corridoi ma direttamente nella societa'.
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Primarie 2. Il candidato e' Io. Se l'e' deciso Lui.
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America. C'e' un sito porno in cui puoi entrare gratis a condizione di
postare a tua volta materiale eccitante. Per esempio, foto di guerra.
"Se sei un soldato di stanza in Iraq, Afghanistan o un altro teatro di
guerra e vorresti accesso libero al sito, puoi pubblicare le foto che tu
e i tuoi compagni avete fatto durante il vostro servizio". C'e' una
sezione apposita ("Attenzione: contiene materiali cruenti") con corpi
carbonizzati, senza testa, senza arti, una faccia in una scodella, i
resti di un kamikaze, un braccio, gambe. Ci sono i commenti: "L'unico
iracheno buono e' l'iracheno morto", "Immaginatevi se le 72 vergini lo
aspettano ancora". Ci sono i quiz: "Date un nome a questa parte del
corpo umano".
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Progresso. In principio era la Bibbia a spiegare agli occidentali
com'era nata la vita sulla terra e se qualcuno la pensava diversamente
finiva sul rogo. Bisogno' aspettare l'ottocento prima che una nuova
teoria prendesse piede. Non fu facile accettare di essere il risultato
di una lunga evoluzione (basti pensare ai ritratti scimmieschi di Darwin
sui giornali o al vecchio scienziato che dice: "mr Darwin, non vorra'
farci credere che i suoi antenati erano delle scimmie"), ma alla fine la
teoria evoluzionista si impose, anche grazie all'immensa mole di dati
che la confermava. Oggi dal Discovery Institute di Seattle arriva la
teoria del disegno intelligente: "La natura e' troppo complessa per
essere frutto di una casuale selezione, deve esserci un disegno dietro".
La teoria, appoggiata dalla destra religiosa statunitense, ha uno dei
suoi principali sostenitori in George W. Bush, che vorrebbe che fosse
insegnata a scuola insieme a quella darwiniana. Non c'e' ancora
riuscito, ma intanto l'universita' di Harvard ha deciso di avviare una
ricerca sull'origine (non evoluzionista) della vita. [francesco feola]
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Kgb e Fbi. La polizia segreta ha sequestrato i computer e tutti i
materiali di un gruppo di giovani intento a preparare un giornale
satirico nei confronti delle autorita' di Minsk.
Non e' una notizia del passato, dei tempi dell'Unione sovietica, ma e'
successo la settimana scorsa nella Bielorussia di Alexander Lukashenko,
un paese dove neanche il Kgb ha cambiato nome. Speriamo anche che non
sia una notizia dell'Italia berlusconiana. Certo, ci sono ancora delle
differenze tra i due paesi: infatti mentre l'ultima edizione del Premio
Sakharov e' andato alla "Associazione bielorussa dei giornalisti",
l'Italia scivola sempre piu' indietro nella classifica della liberta'
d'informazione e di questi tempi naviga verso il novantesimo posto e
affida all'Fbi i lavori sporchi. [shining]
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Terrorismo: ucciso il leader di al Qaeda in Arabia Saudita. Un attimo:
ma per "stanarli" non c'era bisogno di tutto quell'armamentario fatto di
guerra, bombardieri, carri armati, truppe di occupazione, giornalisti
embedded e basi militari? E' quello che ci dissero dopo l'11 settembre,
quando gli "prudeva" la guerra in Afghanistan e l'Arabia Saudita era un
"paese amico". Il petrolio puo' diventare la salvezza o la condanna di
un paese, basta decidere di metterlo a disposizione per trasformare uno
stato canaglia in un esempio di democrazia che rimane amico anche quando
ospita dei terroristi. Saleh al Oufi, il capo di al Qaeda in Arabia
Saudita, e' stato ucciso il 18 agosto in uno scontro a fuoco con la
polizia a Madinah, mentre quattro suoi complici sono stati uccisi in una
sparatoria nella capitale Riyadh. Un gruppo di poliziotti si e' rivelato
piu' efficace dell'esercito piu' potente del mondo nella lotta al
terrorismo e ai suoi leader.
Per mandare in pensione tutta la grande macchina da guerra statunitense
basterebbe dunque organizzare dei corsi di recupero per spiegare ai
governanti del mondo (e per sicurezza anche alle rispettive opposizioni)
che i terroristi si possono catturare senza bombardare nessuno, e magari
possono essere presi anche vivi (come abbiamo fatto in Italia negli anni
'70, senza sentirci antipatriottici, traditori o non sufficientemente
macho per la presunta "debolezza" dell'aver risparmiato la vita al
"nemico"). Curiosa anche la tecnica utilizzata per individuare al Oufis:
intercettazioni telefoniche. Possibile che con tutte quelle che abbiamo
fatto in Italia non siamo riusciti nemmeno a beccare qualche grosso
mafioso o terrorista? Siamo troppo impegnati ad ascoltare le amanti che
telefonano ai potenti, i Ricucci/Berluschini di turno, i no-global che
organizzano manifestazioni "sovversive" e il signor Rossi che dice alla
moglie di buttare la pasta? [carlo gubitosa]
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Cui prodest. Diciottomila dosi sequestrate in un appartamento della Vela
gialla. Eroina, cocaina, kobrett, hashish. Il mercato ha riaperto.
Quaranta spacciatori per turno su ciascuna delle sette "piazze" di
Napoli nord. Vela gialla. Sette palazzi. Case dei Puffi. Case celesti.
Terzomondo. Lotto G. Melito. La guerra di camorra, dicono, e' finita.
Gli affari, quelli che hanno dovuto interrompersi, sono ripresi. "Tanto
si ammazzano tra di loro". Il vecchio motto della citta' indifferente
non si pronuncia piu' a piena voce, ma quasi tutti continuano ad averlo
in testa.
Una guerra di camorra, in fondo, a chi puo' servire? All'esercito che la
vince. E poi? A chi e' costretto a subirla, ai civili coinvolti per
forza, a chi rientra, suo malgrado, nel campo d'azione delle truppe. E'
in queste guerre, infatti, che il sistema rivela anche ai loro occhi la
sua debolezza. Quando una questione d'onore o un futile disaccordo
mettono in moto la catena delle violenze e uno stato d'emergenza
duraturo e arbitrario, allora il paternalismo criminale si sfalda, il
controllo del territorio mostra i fragili, brutali pilastri sui quali e'
fondato. Un'autorita' del genere non puo' garantire ai suoi sudditi un
governo affidabile. Eppure, il potere ufficiale continua a esitare.
Stenta a farsi avanti. Prima di accoglierli, pretende dai naufraghi le
solite parole d'ordine: onesta', coraggio, legalita'. Troppo tardi. La
normalita' camorrista si ripristina in fretta. Una guerra del genere non
servira' mai a chi si crede al sicuro. E' una questione di distanza.
"Si ammazzano tra di loro". E tanto peggio per quelli che si trovano in
mezzo. [luca rossomando]
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Musica elettronica. 26 e 27 agosto, Capo d'Orlando (Messina), Musica
d'alta quota - International noise festival. Si suona allo stadio (band
dal vivo), sulla spiaggia e da una nave ancorata di fronte al lido.
Asian Dub Fondation, Zion Train, Dj Spooky, Master At Work, Amon Tobin.
Campeggio libero in spiaggia. [rocco rossitto]
Info: http://www.mdaq.org
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Campionato. Riammesso in C1 il Gela: non per merito degli avvocati ma di
un vero e proprio cambio di gestione che ha permesso (oltre che di
conquistare la promozione sul campo) di pagare tutti i debiti pregressi.
E chi e' questo sponsor miracoloso? Nientepopodimeno che la Federazione
delle Associazioni Antiracket, Tano Grasso in testa. La squadra,
quest'anno, giochera' con la scritta "Non ti pago!" sulla maglietta:
forza Gela, alla faccia dei mafiosi.
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Persone. Frere Roger. Erano i tempi delle esperienze di vita comunitaria
che sbocciavano dai semi di un desiderio di Vangelo piu' autentico. Noi
ragazzi forse idealizzando, ammiravamo e sognavamo quei luoghi dove esse
si manifestavano, i cui nomi di voce in voce passavano tra noi.
Camaldoli, Assisi, Loppiano, Taize'... e poi le testimonianze di
poverta' voluta assieme ai poveri, per la giustizia dei poveri
attraverso la condivisione dei bisogni.
L'Abbe' Pierre, Helder Camara... Erano i testimoni del cristianesimo
rinnovato, che nella mente di noi giovani, forse alimentati anche dalla
consapevolezza che la sorte del mondo poteva cambiare - il Sessantotto
ancora spingeva, attraverso il rivolgimento anche in noi stessi e nella
nostra mentalita' rinnovata di "cittadini del mondo" - miscelava le
istanze "rivoluzionarie" che vivevamo, con la stessa "rivoluzione"
cristiana dell'appena concluso Concilio.
Se Dio esiste e ha a cuore le sorti dell'umano, credo che il suo lavoro
si manifesti man mano anche attraverso le felici intuizioni di
personaggi poco conosciuti dai media ma portatori di piccole rivoluzioni
nel cuore e nel comportamento di coloro che via via vengono loro a
contatto. Di giovani e meno giovani che poi magari ritornano nella
realta' di tutti i giorni; pregni pero' di quel cambiamento che nel loro
cuore non verra' mai meno, e si rispecchiera' nella propria vita e nelle
azioni del quotidiano. [roberto del bianco]
Bookmark: http://www.taize.fr
________________________________________
A.P. wrote:
< The Independent riporta 1.100 cadaveri di civili portati all'obitorio
di Baghdad nel solo mese di luglio 2005. Di questi 963 erano uomini -
molti dei quali arrivati con mani legate, occhi bendati e proiettili in
testa - e 137 donne. Nessun commento, mi limito a rilanciare la notizia,
apparsa e scomparsa in un attimo, fra le beghette di partito, i servizi
su viabilita', i sudoku, e i gossip dell'estate >
Bookmark:
http://news.independent.co.uk/world/fisk/article306436.ece
________________________________________
ichias wrote:
< "Cosi', nel nome di Cristo e di Allah, i rispettivi preti hanno
biascicato le loro preghiere...". O magari solo nel nome di un'umanita'
che non ha bisogno di nessun dio per conoscere il valore della
solidarieta' >
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Regulus wrote:
< Da Repubblica: "SI LEGA ALLE PORTE DEL COMUNE PERCHE' NON TROVA
LAVORO. Reggio Emilia. Si e' legato alle porta del comune, la notte di
Ferragosto, per manifestare il suo sdegno per l'impossibilita' di
trovare un lavoro". Io c'ho provato a legarmi al Comune, ma qui
bisognava mettersi in fila... >
Bookmark:
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_1065958.html
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Lina Arena wrote:
< Leggo il Codacons ha denunciato tal Giuffrida per la vicenda
dell'acqua potabile e che un procedimento e' in corso. Come mai quando
denuncia il Codacons la Procura di Catania si muove mentre se denuncia
un modesto lavoratore e lamenta di aver subito vessazioni e
maltrattamenti o denuncia procedure di mobilita' false con la connivenza
delle autorita' preposte alla redazione dei verbali nessun giudice
ritiene di procedere e tutto viene archiviato? Non appena Lei mi
fornisce una risposta mi impegno a raccontarLe le vicende che hanno
visto tanti poveri lavoratori subire vessazioni e maltrattamenti da
datori di lavoro che esercitano legalmente il CAPORALATO. Nessun giudice
interviene. Tutti tacciono >
* * *
Nella citta' che Lei cita la religione locale prevede il voto del
silenzio per talune categorie (giornalisti, magistrati, ecc.) che
altrove parlano liberamente. E' solo per questo motivo che costoro
tacciono. Lei pretenderebbe che si facessero miscredenti?
________________________________________
Carlo Schenone wrote:
< Per aumentare, almeno teoricamente, la sicurezza delle popolazioni
occidentali, vengono adottate misure restrittive, anche drastiche, che
incidono sui diritti civili. Facendo un piccolo calcolo statistico, dato
che la probabilita' di morire per un attentato e' dalle 100 alle 1000
volte minore che di morire per un incidente stradale, le misure
restrittive relative dovrebbero avere una incidenza analogamente piu'
drastica.
In altre parole se ragionassero per gli incidenti stradali come per il
terrorismo, i governanti dovrebbero impedire i viaggi su mezzi personali
e limitare gli spostamenti sui mezzi pubblici a non piu' di uno al
mese >
________________________________________
Roberto Bertoni wrote:
< Fino a poco fa, tratto in inganno dalla pubblicita', pensavo che l'892
fosse solo il nuovo numero del 41212 della Telecom, quello che fornisce
su richiesta i numeri telefonici. Ora vengo a sapere che non e' della
Telecom, ma di una societa' privata. Ma le tariffe sono molto piu' alte
di quelle del 41212. Una telefonata da tre minuti ora costa cinque euri
e mezzo (se si chiama da fisso). Una volta, alla Telecom per darmi un
numero ci hanno messo mezz'ora. Se i tempi restano questi, sapere un
numero ora puo' costare cinquantacinque euri... Certo, un ragazzo che
usa internet sa che lo puo' trovare gratis su
http://www.paginebianche.it. Ma una
vecchietta? >
________________________________________
Piero Cavina wrote:
< Ti scrivo per lanciare una richiesta ai sindacati, anzi no alla Cgil.
Ho letto di tutto, dalla Cgil banche che parla duramente dell'operazione
Unipol alla Cgil assicurazioni, che invece vede di buon occhio la
scalata! La Cgil venditori di cipolle rimane serenamente obietiva e
aspetta il piano industriale, mentre la Cgil profilattici se ne fotte!
Eppure quello della Cgil banche (non ricordo il nome) giura che Epifani
ha tuonato contro il comportamento di Fazio... chissa', fatte le dovute
proporzioni di cariche ricoperte, se ha qualche dubbio anche su Fassino?
E allora mi dico, non e' questo un buon motivo politico per proclamare
uno sciopero generale contro questo comportamento, e il conseguente
arroccamento, del Governatore? Io vedrei bene milioni di persone in
piazza che scioperano a oltranza finche' Fazio non si e' dimesso... e
ogni giorno la posta si deve alzare. Che ne dici? E' un obiettivo
condiviso da tutti (tranne che da Fazio!), e' moralmente ineccepibile e
soprattutto e' alla portata! Poi magari anche Fassino... Adesso chiamo
la Cgil bambole gonfiabili per capire cosa ne pensano loro, poi ti
faccio sapere >
________________________________________
Alessandro wrote:
< Si privatizza tutto: acqua, il diritto allo studio, sanita',
infrastrutture vitali dello Stato, gia' costruite e pagate coi soldi di
tutti. Ma perche' non privatizzare anche la sicurezza? Solo per la
missione in Iraq hanno appena stanziato altri 240 milioni, e che cosa ci
guadagniamo? Gli attivi dove sono? Azienda che perde si taglia! Basta
con l'esercito italiano: voglio scegliere il contractor privato che piu'
mi aggrada, pago, e decido se mandarlo in Iraq o in Pakistan o Israele.
O nel Sahara Occidentale, o dove pare a me, visto che pago. Se posso
scegliere fra Tim, Vodafone, Wind o i cinesi della 3, e me lo avete
spacciato come grandissimo miglioramento (il libero mercato, ricordate?)
perche' mai non posso decidere di che servizio di sicurezza servirmi? Se
mi sembra che i Carabinieri cinesi costino meno, perche' mai devo subire
il monopolio degli "incumbent"?
Devo essere libero di fare un'OPA, scalare l'Arma, possibilmente
indebitando la stessa, come ci ha insegnato la crema dei nostri
finanzieri, da Colaninno, a Gnutti, a Fiorani, Tanzi, e rivenderla con
plusvalenza, magari al principe Al Waleed. (Tra parentesi, in Sicilia mi
risulta che abbiano gia' una ottima sicurezza privata: paghi, e non hai
problemi).
Se privatizziamo, privatizziamo tutto. Se no, e' solo una storiella per
magnarvi quello che vi interessa, e darla a bere al parco buoi >
________________________________________
Enzo. Un anno. Il Diario, Articolo 21, la Regione Umbria, il sindaco di
Gubbio e molti altri hanno scritto a Ciampi chiedendogli un
riconoscimento per questo italiano coraggioso e buono, che in Iraq c'e'
andato a portare pace e non guerra.
Noi ci associamo con tutto il cuore. Sarebbe utile, per il nostro paese,
che una medaglia con scritto "Italia" fosse dedicata a un uomo che l'ha
onorata tanto. Ma forse sarebbe piu' giusto che sulla medaglia ci fosse
il nome - chesso' - di San Marino. Una Repubblica piccolissima, ma che
non sta occupando nessuno.
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alessioc75@tiscali.it wrote:
< ...e il tempo intanto
crea eroi
mentre il sole brucia
per i fatti suoi
la terra grassa e ricca
frutta gelosie
e la scuola insegna
poesie... >
15 agosto 2005 n. 297
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Dopo decenni di sacrifici e di stenti, attraversando una ferocissima
dittatura militare e superando difficolta' d'ogni genere, finalmente
la sinistra brasiliana - guidata da un ex operaio metalmeccanico:
Lula - e' riuscita ad andare al governo. Uno schieramento largo e
civile, dai sindacati di sinistra ai cattolici di base, carico di
speranze infinite e di una storia toccante come poche: al Nordest,
che la' e' la regione piu' povera del paese, si contano a decine i
contadini, i sindacalisti, i preti assassinati non dalla mafia (che
in Brasile e' ancora rudimentale) ma direttamente dai latifondisti;
a Porto Alegre c'e' stata la capitale mondiale dei no-global, coi
giovani che da tutto il mondo venivano a chiedere esperienza e
consigli. San Paolo, che e' un Milan e un Turin (ma dei bei tempi)
messe insieme, ha avuto addirittura un sindaco donna - del Partito
dei Lavoratori - il che, in un paese maschilista come il Brasile,
gia' di per se' e' una gran cosa.
Bene: e' salito Lula, con tutto questo immenso seguito di speranze,
di lotte, di schieramenti netti, di dolori, di carne e sangue dei
cittadini insomma, e s'e' insediato al governo, qualche anno fa. Con
lui, purtroppo, si sono insediati anche numerosi altri esponenti del
centrosinistra brasiliano: Rutelos, Fasinho, Consuerto, Bosuelos, De
Alhema, Velardos, Rondolinho, Mastele', De Pedro e altri ancora,
tutti fermamente decisi a portare avanti le riforme del popolo, ma
tuttavia cum juicio e stando molto ma molto attenti a non irritare
soverchiamente fazenderos, banqueros, berlusqueros e compagnia
bella. Nonche', gia' che c'erano, a non dimenticare il debito che
il popolo del Brasile doveva a ciascuno di loro per la loro valorosa
lotta a pro' del medesimo, e ad assicurare dunque un'adeguata
ricompensa a se' medesimi e ai loro amici.
Alla fine e' scoppiato lo scandalo, con soldi in nero, scalate in
borsa, pubblicitari pagati miliardi (in nero) per uno spot e il
povero Lula costretto a venire in televisione a chiedere scusa al
popolo e a dire che abusi c'erano e c'erano dei mariuoli. "Si', lui
e' pulito - dice il popolo ora - ma ha lasciato rubare mezzo
Brasile". Cosi', alle prossime elezioni, difficilmente il
centrosinistra verra' riconfermato. Torneranno i fazenderos, i
banqueros, i berlusqueros e tutti quanti - e non per colpa del
centrosinistra in se', ne' di Lula, ma di tutti quei bei personaggi
che forse sarebbe stato meglio ammonire, prima di dargli una
poltrona, sui doveri dei rappresentanti del popolo quando vanno al
governo e anche, possibilmente, sul periodo prima.
Tutto questo naturalmente con l'Italia non c'entra niente e se lo
mettiamo qui e' tanto per riempire la pagina - in mancanza di meglio
- con qualche notizia dalle lontane Americhe e qualche garbata
critica per i politici del Brasile.
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Carriere 1. Per arruolarsi in Al Qaeda. Formare l'apposito numero
verde (Mossul, Nord Iraq) e chiedere informazioni all'operatore.
Orari: tutti i giorni dalle 18 alle 19. Requisiti: religione
islamica, sesso maschile, tolleranza per i rumori forti. Mission:
"Denuncia gli spioni, la polizia segreta, l'esercito, i peshmerga
(miliziani curdi, ndr) e i collaborazionisti". Respons.: shk. Osama
B. Laden. Benefits: non specificati, si accenna solo a "grandi
ricompense per chi fornira' informazioni importanti". Slogan:
"Telefona ai mujaheddin". [antonella serafini]
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Carriere 2. Per arruolarsi nella Guardia Padana. Chiamare la sede
federale (Legnano, Nord Italia) e chiedere di un ufficiale. Orari:
14-18 (feriali), 9-13 (festivi e semif.). Requisiti: solo "veri
padani ambosessi". Mission: "Arruolarsi fra le gloriose e mitiche
camicie verdi". Benefits: Pantaloni neri con tasconi, cappello,
camicia verde con scritta in oro "guardia nazionale padana".
Respons.: gen. Pollini Alfredo. Slogan: "Servire la Terra e il
Popolo (Volk und Erde)".
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Gaza. I coloni hanno costruito su indicazioni precise del governo
israeliano, il presidente Moshe Katsav ha chiesto loro perdono a
nome dello Stato. Ma i recenti sondaggi rilevano che gli israeliani
continuano ad essere a favore dell'evacuazione, mentre solo pochi
estremisti continuano ad opporsi. La maggior parte della popolazione
israeliana ha una posizione molto moderata rispetto alle colonie ed
e' disposta ad un ritiro entro le frontiere della guerra dei sei
giorni.
Una dimensione che molta stampa ignora e molto pubblico non
considera. [tito gandini]
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Iran. Akbar Gandshi sostiene la separazione tra religione e Stato.
Dal maggio 2000 e' imprigionato in isolamento a Evin per aver
partecipato ad un convegno a Berlino. Da 60 giorni digiuna, ora e'
in ospedale alle cure intensive. Gandshi, dopo essere stato seguace
di Komeini e aver partecipato attivamente alla rivoluzione, ha
studiato sociologia, ha fondato un giornale e ha ferocemente
criticato la dittatura iraniana.: "Un regime totalitario significa
paura e spavento. Dove la societa' civile viene completamente
repressa, il capo si attribuisce un'onnipotenza divina. E' la strada
verso il fascismo." [tito gandini]
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Castellis e i giudici (texani). Acquisire le registrazioni delle
connessioni entranti sul server di Indymedia: era l'oggetto della
rogatoria internazionale partita da Bologna per le indagini sulla
"Federazione Anarchica Informale". L'Fbi ha pensato che il modo
migliore per ottenerle fosse il sequestro degli hard disk (come dire
che per cercare una traccia del radar bisogna mettere i sigilli a
tutto l'aeroporto).
Dal giorno del sequestro (il 7 ottobre) all'inizio di questo mese
tutte le carte sulle indagini del Tribunale distrettuale di San
Antonio in Texas erano rimaste sotto segreto d'ufficio. Solo grazie
alle pressioni della Electronic Frontier Foundation - che da piu' di
dieci anni si batte per i diritti della cittadinanza digitale - si
e' arrivati a una parziale declassificazione dei documenti. Tra
essi ce n'e' uno (riprodotto solo in copertina) del 3 gennaio 2005
che accompagna una lettera in cui - scrive il procuratore Don J.
Calvert - il governo italiano ribadisce le ragioni per "tenere la
faccenda sotto segreto". Quindici giorni dopo il ministro Castelli
risponde alla Camera addossando qualsiasi iniziativa alla procura di
Bologna. [shining]
Bookmark:
http://www.eff.org/Censorship/Indymedia/
________________________________________
Esagerati. HongKong. Il presidente della Banca di Cina, un certo Liu
Jinbao, ha favorito un grosso immobiliarista, un tale Zhou Zhengyi.
L'hanno arrestato, processato, sbattuto in galera, condannato, e
infine minacciano di fucilarlo - il che, francamente, e' un po'
troppo.
Fra una cosa e l'altra gli hanno anche chiesto - immagino con le
dovute maniere - una lettera di dimissioni.
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Linux. Fra i produttori di free software ora c'e' anche la polizia
tedesca (per la precisione quella della Bassa Sassonia) che ha
sviluppato un sistema informatico autoprodotto (su piattaforma open
source) per il Centro informazioni che coordina la polizia della
regione. Insieme con l'Ufficio Tecnologia della polizia di Hannover
e' stato inoltre sviluppato, sempre su base GNU/Linux, un avanzato
sistema centrale di raccolta dei casi, il "Nivadis".
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Colonia. Bloccato il piano della polizia tedesca che prevedeva la
distribuzione di preservativi agli agenti in servizio alla Giornata
della Gioventu'. La decisione, secondo il portavoce della polizia,
e' stata presa "per una questione di sensibilita'", data la nota
opposizione della Chiesa all'uso di anticoncezionali. I preservativi
sarebbero stati distribuiti unicamente ai poliziotti, ma le proteste
cattoliche hanno indotto le autorita' tedesche a desistere e a non
sollevare il tema della contraccezione in un contesto come quello
della "Giornata della Gioventu'". Meno diplomatici i responsabili
dell'associazione anti-aids "Condoms4Life", arrivati con lo
striscione "Good catholics use condoms". [gioele sandrucci]
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Ottanta... "Ho pensato che la borsa si fosse impigliata in un palo.
Invece erano due scippatori che mi tiravano la tracolla". Napoli. La
signora Maria, 80 anni, racconta dal letto d'ospedale la sua triste
avventura. Alle sei e trenta di mattina, nel piazzale davanti alla
Stazione Centrale, due giovani in motorino le agganciano la borsa,
trascinandola a terra. Bottino: 50 euro. Stava andando a visitare i
parenti fuori citta', come ogni ferragosto. Adesso ha l'omero e il
polso fratturati, escoriazioni su fronte e naso, un trauma cranico
da tenere sotto controllo. "Sono uscita molto presto - spiega -,
pensavo che a quell'ora non ci fossero malintenzionati per strada".
Ottantuno. Pozzuoli. A capo di una banda di guardamacchine abusivi.
La donna, 81 anni, gestiva la sosta illegale in uno spiazzo davanti
a una chiesa. Tra i clienti fissi, parrocchiani e bagnanti dei lidi
vicini.
La signora coordinava l'attivita' di tre giovani, tra cui un
minorenne.
Nella sua abitazione e' stata sequestrata una scatola, all'interno
numerose chiavi d'automobili e un libro mastro con la contabilita'
illecita. Una poliziotta si e' finta automobilista per cogliere gli
abusivi in flagrante. La capobanda, a causa dell'eta' avanzata, e il
minorenne, per il motivo opposto, sono stati denunciati a piede
libero. [luca rossomando]
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Video. Se cercate degli anticorpi di realta' contro i mondi irreali
della tv-spazzatura, questa e' proprio una buona stagione per
avvicinarsi al teatro-denuncia e al film-documentario. Marco Paolini
e Michael Moore sono solo gli esponenti piu' noti di un'ondata
artistica che coinvolge decine di attori e registi che affidano al
palcoscenico e alla pellicola quello che anni addietro si affidava
al ciclostile o ai libri-inchiesta.
In questi giorni il caldo estivo mi ha fatto incontrare per caso una
di queste esperienze in un teatro all'aperto della periferia di
Taranto, dove una manciata di persone ha deciso di disertare per una
sera spiagge e discoteche per ascoltare lo spettacolo di Daniele
Serra "Nato a Taranto", dove il gioco di parole del titolo fa
riferimento alle origini dell'attore ma anche alla N.A.T.O. con i
puntini che schiaccia con il suo peso la "Citta' dei due Mari". A
Taranto, infatti, c'e' gia' una base della Marina Militare e
un'altra della Nato, a comando italiano, e siccome non c'e' due
senza tre sta per arrivare anche una terza base navale a comando
statunitense, destinata a diventare la testa di ponte sul Medio
oriente della macchina da guerra permanente, per trasformare il
magnifico e pescoso mare di Taranto in un parco giochi per
sottomarini a propulsione nucleare.
C'e' una speranza per tutte le citta' italiane che convivono con
basi militari, testate nucleari, sottomarini atomici, aerei trancia
funivie e territori a sovranita' limitata? Sembra che la risposta a
questa domanda sia in mano agli attori, ai registi e ai
videoproduttori indipendenti che decideranno di affrontare le
emergenze militari e ambientali con una lotta a tutto tondo, che
sappia innestarsi nelle piu' varie forme di comunicazione: dalla
marcia al volantino, dal cinema al teatro, dal palcoscenico alle tv
di quartiere. Conoscere e' cambiare, e forse oggi per cambiare
qualcosa c'e' bisogno di dire le cose di sempre con nuovi linguaggi.
Il prossimo passo potrebbe essere un "reality show" dai gironi
infernali delle acciaierie Ilva. Scommettiamo che fa audience?
[carlo gubitosa]
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Made in Italy. Venezia. Multa di tremila euri a due turisti
stranieri per aver comprato da un ambulante una borsetta
"falsificata", cioe' praticamente identica all'originale ma senza la
griffe che, per virtu' del "made in Italy", dovrebbe bastare a farne
oggetto d'adorazione. Gli acquirenti, purtroppo per noi italiani, al
culto di Santa Griffa non ci credono piu': anche perche' spesso e
volentieri le borse da duecento euri "italiane" sono prodotte (per
delocalizzazione) in Cina, esattamente come quelle che arrivano a
venti euri al pezzo sulle ali dei "vu cumpra'". Imparare a fare gli
imprenditori? Mai piu'. Meglio continuare con la serenata del "made
in Italy" (inventata, non casualmente, ai tempi di Craxi),
incazzandosi con gli stranieri che non ci cascano piu'.
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Acqua. Manca l'acqua a Catania, privatizzata da poco. Il presidente
del consorzio, Giuseppe Giuffrida, e' indagato dalla procura per
interruzione di pubblico servizio. Il Codacons, quello dei
consumatori, dice che i pozzi sono pieni ma ai cittadini non arriva
niente. La citta', ai piedi di una montagna innevata, soffre
tuttavia la siccita' ogni estate per colpa del vecchio canale di
gronda (a suo tempo appaltato ai cavalieri), e del concetto moderno
secondo cui l'acqua e' oggetto d'affari e non appartiene a tutti.
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Pietre. Palermo. Ennesima aggressione razzista contro il Laboratorio
Z di Palermo, dove da anni risiede una comunita' di richiedenti
asilo: due grosse pietre (una da 7 chili) scagliate nella notte
nelle stanze degli immigrati. Per fortuna, nessun ferito.
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Oro. Assieme e quasi parallelamente al prezzo del petrolio, va
salendo quello dell'oro. Non essendo un economista, non ne conosco
il motivo e mi limito a segnalare che ai tempi dei nonni il rincaro
dell'oro (bene-r