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"A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava)

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STORIE DI Riccardo Orioles

 

La "Catena di San Libero" del...

 

 

31 dicembre 2004 n. 264
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Cari lettori,
da ora "San Libero" non uscira' piu' su Clarence, i cui nuovi
proprietari (Dada) hanno deciso di farne un sito di enterteinment e
basta. Questo e' un problema per i nostri lettori di Clarence (che
pero' potranno ricevere la Catena direttamente sulla loro mail) ed e'
un problema per me, visto che Clarence pagava qualcosa per riprendere
la Catena. Cessato questo non ho piu' entrate di alcun tipo, e questo
naturalmente crea dei problemi.
Percio' ora mi rivolgo a voi lettori per chiedervi di contribuire
finanziariamente per quanto potete. Questo non vuol dire che "San
Libero" diventa a pagamento: la Catena e' sempre gratuita, e'
orgogliosa di esserlo e non intende cambiare. Significa semplicemente
che la situazione e' questa, e mi e' sembrato giusto esporvela cosi'
com'e'.
Da parte mia, continuero' a lavorare come al solito: la Catena e'
uscita sempre e comunque, anche nei momenti per me piu' difficili, e
continuera' a uscire finche' avro' fiato. E' una cosa che oramai fa
parte del panorama dell'informazione, l'abbiamo costruita insieme, non
ha nessuno alle spalle e non ha alcun padrone. Secondo me,
probabilmente vale la pena di sostenerla.
Il file accluso (un pdf zippato) e' un libriccino (potete anche stamparlo) con sette storie scritte tanti anni fa. E' un dono per l'anno nuovo e anche un promemoria lieve ma a modo suo ostinato sulle tante cose che ci restano da fare anche ora.
Buon anno (= utile, felice e allegro) a tutti, e buon lavoro.

riccardo
 


 

28 dicembre 2004 n. 263
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L'anno che verra'. Anche Prodi, oramai, e' "troppo di sinistra": lo
stanno facendo fuori per questo, e non e' affatto un capriccio ne' un
fatto caratteriale. Un'imprenditoricrazia senza Berlusconi (meno
cialtroneria, piu' efficienza, anche piu' rispetto delle buone maniere)
sarebbe l'ideale. Se questo non si puo', si puo' tentare anche con
mezzo Berlusconi (Casini, Fini, ecc.). Ma se proprio non e' possibile,
se l'unica alternativa e' tornare indietro e rinunciare al potere
politico come imprese, allora stringiamo i denti e teniamoci
Berlusconi.
Questo e' l'oggetto del contendere, non i capricci di Rutelli. Da
quindici anni ormai lo stato italiano viene privatizzato. Non solo
economicamente, ma proprio come ideologia. Da Keynes, siamo tornati
all'Hobbes puro: non funziona, ovviamente, e non puo' funzionare: ma
ditelo a un imprenditore-politico (lo sono tutti) e vi guardera' con la
stessa aria scandalizzata e feroce della guardia rossa a cui avete
detto che il pensiero di Mao non fa crescere piu' svelti i fagiolini.
L'ideologia delle privatizzazioni, anzi "della" privatizzazione, e' la
medesima del socialismo reale: dolore e sangue subito, per un avvenire
radioso. Il problema e' intendersi sulla distanza dall'avvenire: dieci
anni? cinquanta? sette generazioni? E chi lo sa. In Italia, di anni ne
sono passati ormai parecchi, s'e' privatizzato tutto tranne i
carabinieri, ma non sembra che l'audience, o la gente, o per dirla
all'antica le masse stiano meglio di prima. Certo, privatizzare con la
vasellina non e' la stessa cosa che privatizzare senza, e Ulbricht non
e' la stessa cosa di Pol Pot. Ma sempre della stessa minestra si
tratta. E si vede.
L'opposto della privatizzazione non e' il communismo: e' la Francia. De
Gaulle, l'illuminismo, la sana impresa pubblica, il funzionariato, il
grand commis allevato non nelle sacrestie ma all'Ecole Normale
Superiore; il (piu' modesto) corrispondente italiano erano i
ricercatori della Montedison, la nazionalizzazione dell'Enel, l'Eni,
l'Iri, Enrico Mattei. Communismo e capitalismo erano il dibattito
domenicale. In realta', il dibattito vero verteva - sempre - su questo:
capitalismo regolato dallo stato o capitalismo degli "spiriti animali",
capitalismo puro. Alla fine, ma c'e' voluto un crollo epocale per
arrivarci, ha vinto il secondo.
Prodi non ci sta per due motivi. Il primo e' che egli, che e' come gli
altri un oligarca, non e' pero' un avventuriero. E' un "boiardo di
stato", come si diceva un tempo. O - piu' nobilmente - un "grand
commis" alla francese. Il suo ideale, nel bene e nel male, resta Enrico
Mattei. Non e' dunque integrabile nell'esistente. Puo' solo andare a
uno scontro.
Il secondo tema su cui Prodi non e' integrabile e' l'Europa. L'Europa,
qui e ora, e' antiamericana. Non perche' voglia esserlo, o perche'
abbia velleita' di egemonia. Ma perche' fra euro e dollaro il contrasto
e' strutturale. Da una parte un'economia sana e in espansione,
dall'altra una debole, schiacciata dal debito e sostenuta solo dalla
forza politico-militare. Da qesto punto di vista l'Europa e'
l'Inghilterra della sterlina, ancora militarmente debole, tre secoli
fa. L'America, l'immenso e potentissimo impero spagnolo, divorato pero'
da uno sfacelo insanabile dell'economia.
Prodi, di questa Europa, e' uno dei capi e forse il capo. E' uno dei
pochissimi europei di questa generazione. E' prima europeo e poi
italiano, esattamente come Washington era prima americano e poi
virginiano o Tito prima jugoslavo e poi croato. Nazioni nuove (gli
Stati Uniti, la Jugoslavia, l'Europa) che fino a un certo punto vivono
come tali senza accorgersene, e poi "improvvisamente" prendono
coscienza di se' stesse, nel giro di una veloce stagione, a volte anche
solo d'un paio d'anni: basta un catalizzatore, che casualmente puo'
anche essere un uomo.
Per questo Prodi e' un nemico, per il sistema di potere (e non per
Berlusconi soltanto), con cui qui ed ora non si puo' venire a patti. A
me non e' simpatico Prodi (ricordo l'Alfasud, e non solo quella); non
e' un organizzatore democratico e non credo che il suo governo, a me
personalmente e a quelli come me, portera' nulla di buono. Ma sono
obbligato a schierarmi, come fra il re e i tedeschi, perche' lo scontro
attuale non e' di quelli in cui si puo' essere neutrali.
La sinistra ha uno svantaggio grandissimo, in esso, ed e' il contrasto
fra le sue idee civili e democratiche e la sua gestione interna, che e'
profondamente e arcaicamente notabilare e oligarchica. E' un po' come
il Senato di Roma che contrasta con Cesare Augusto: noi siamo
repubblicani e plebei, amiamo profondamente la Citta' e non intendiamo
regalarla a nessun imperatore, finche' avremo fiato. Ma i senatori,
nella storia, raramente hanno vinto.
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Sbavaglio. Forse non e' stato dei piu' felici il Natale di Marco
Benanti e Carlo Ruta, i due giornalisti siciliani costretti al silenzio
per via delle loro inchieste. Una storia su cui - scusatemi - tornero'
finche' avro' fiato perche' e' molto piu' significativa, nella sua
normalita' e "piccolezza", di mille e mille bei discorsi su "dove va
l'informazione".
Sullo sfondo, una Raiset (o Mediarai) ormai al di la' del bene e del
male, probabilmente infiltrata dagli alieni di Klingon per rincretinire
scientificamente la razza umana in vista di una prossima invasione.
All'inizio hanno buttato fuori Santoro, perche' parlava e faceva
informazione sulla mafia - e questo e' "normale". Poi e' toccata a
Biagi, che faceva informazione in generale - qua, si colpiva il
giornalismo in se', senza aggettivi. Poi a Luttazzi, perche' scherzava.
Poi a Pippo Baudo, perche' era troppo serio. Poi a Celentano, perche'
non accettava la pre-censura. Ora siamo arrivati al punto che se ne sta
scappando persino Maurizio Costanzo (pensa un po'!) perche' tutto e'
diventato troppo trash anche per lui. "Urlano su tutte le reti,
sbraitano, stanno sull'isola e la gente sta incollata. Io sono abituato
a parlare. Non si puo' piu' parlare in tv, alla sera".
Questo al top, dove - almeno per un po' - le vittime godono ancora di
un po' d'attenzione. In periferia attenzione non ce n'e', e quindi i
ras locali fanno esattamente tutto quello che vogliono. Il
silenziamento di Matteotti, allora, genero' qualche scandalo. Gli
altri, poveri sindacalisti di paese, furono invece silenziati senza il
minimo problema.
Per questo e' importante dare battaglia su casi "piccoli" e singoli,
esemplari. E' grave che la sinistra non se ne accorga. E' gravissimo
che non se ne accorga il sindacato. Noi cercheremo di infastidirli il
piu' possibile finche' - su questo almeno - non si sveglieranno. Per
oggi diamo un bel quattro in Istituzioni di Diritto Democratico a:
Giulietti (Ds, responsabile informazione), Serventi Longhi (sindacato
giornalisti, segretario) e Unita'-Manifesto-Liberazione, per silenzio
continuato. Si sono invece mossi Enrico Deaglio (Diario) che ha
pubblicato la storia di Benanti e Giulietto Chiesa (Megachip) che ci ha
scritto la lettera seguente.
* * *
< Caro R., su Benanti e Ruta la risposta giusta e':  non ce ne siamo
accorti, io in primo . Me ne dispiace. Ma facciamo qualche
considerazione aggiuntiva. Non possiamo leggere tutto. Non abbiamo
un'organizzazione al sud. Non abbiamo nessun coordinamento. Ciascuno
agisce per conto proprio. Tu, come molti altri, preferisci agire da
solo. E il tuo bel blog rimane una voce clamans in desertum, come in
parte la nostra. Piu' volte mi pare di averti sollecitato ad agire
insieme. Qualche volta ti ho letto e ho invitato il sito a ripubblicare
quello che scrivevi. Ma basta? Tu stesso capisci che non basta. Allora?
Allora prendiamo atto che fare controinformazione in rete e' solo una
briciola di quello che possiamo e dobbiamo fare. Capiamo che dobbiamo
organizzarci per agire insieme.
Tutte le rare volte che vengo al sud, dovunque, vedo che la questione
dell'informazione e' mille volte piu' grave che nel resto del paese. Ma
non ho agganci da cui partire. E' solo colpa mia? Nostra? Perche' non
pensate anche voi a stabilire collegamenti e a organizzare una risposta
collettiva, insieme con noi?
Megachip, da tre anni ormai, ha aperto una battaglia perche' il
centro-sinistra si accorga del problema dell'informazione e corregga le
sue disgraziate posizioni, che lo hanno reso corresponsabile di tanti
misfatti e di questo regime. Dovremmo unirci tutti per smuovere questa
morta gora di cadaveri intellettuali e costruire un movimento. Che e'
altra cosa che scrivere isolati su qualche computer. Che poi non si sa
nemmeno se qualcuno legge. E, se legge, rimane altrettanto solo di
quelli che stanno seduto in salotto a guardare l'Insetto.
Quello che serve, caro R., e' un movimento, che scuota anche la rete.
Nel sud in particolare. Vogliamo discutere su come farlo? Su cosa ci
impedisce di farlo? Benanti e Ruta si difendono solo se una parte
importante della societa' civile, dei sindacati, della parte ancora
viva di alcuni dei partiti, si rendono conto che siamo di fronte a un
nodo centrale della democrazia, che questa non e' una difesa sindacale
di qualche giornalista, ma e' la battaglia decisiva per la democrazia
in Italia.
Questo e' il punto da risolvere e il terreno da occupare. Noi siamo
disponibili a dare il nostro contributo. A cominciare da Marco Benanti
e da Carlo Ruta >
* * *
A me, naturalmente, non piace affatto agire da solo e il mio bel blog
(che poi e' una e-zine) e' semplicemente tutto il fiato che posso
metter fuori attraverso il bavaglio (e temo che fra una decina di
giorni sara' anche meno). Comunque, il ragionamento e' giusto.
Proveremo a organizzare qualcosa (non da soli, ovviamente). Un'idea
potrebbe essere di andare tutti insieme in qualche posto piu' sdirupato
dal punto di vista mediatico (Catania, tipicamente) e combinare qualche
po' di casino, o addirittura di alternative, direttamente sul posto.
Mumble. Se c'e' qualcun altro a cui interessa sarebbe bene sbrigarci,
perche' tutto si fa sempre piu' stretto. Fra l'altro stanno facendo
fuori l'Ulivo (vedi Rutelli) e neanche questa e' una buona notizia, di
questi tempi.
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24 dicembre. Domani, che una volta sarebbe stato Natale, e'
l'anniversario della strage di trecento esseri umani che il venticinque
dicembre del 1996 si trovavano a bordo di una povera nave "illegale"
proveniente dall'India, dal Pakistan, dallo Sri Lanka e da altri luoghi
oscuri del mondo. Annegarono al buio, senza poter far niente, mentre
noi affollavamo felici chiese e supermercati. Il "naufragio fantasma":
poiche' autorita', tv e giornali (tranne Narcomafie e Manifesto: e
l'indimenticabile Dino Frisullo) negarono a lungo che fosse avvenuto.
Solo nel 2001 un coraggioso giornalista di Repubblica, Giovanni Maria
Stella, riusci' a individuare il relitto e a filmare i corpi. Essi sono
incredibilmente ancora li', senza una sepoltura umana. Noi siamo ancora
qui, nelle chiese e nei supermercati, un po' piu' bestie e piu' cattivi
di prima, proclamandoci cristiani a festeggiare.
Dio non esiste. Meno male, perche' se ci fosse non e' detto che ci
perdonerebbe.
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La bestemmia. Ma non esistono in Israele leggi che vietino di schernire
l'Olocausto? I coloni che occupano abusivamente le terre dei
palestinesi, e di cui lo stesso Sharon vuol mandare via una piccola
parte, per protesta se ne andranno in giro - hanno annunciato - con la
stella gialla sulla giacca. Per fare dell'antisemitismo (che' anche i
palestinesi sono semiti), per teorizzare sottouomini, per imporre i
ghetti, costoro si permettono dunque d'inalberare il simbolo imposto
dai nazisti ai sottouomini, ai semiti, ai rinchiusi nei ghetti. Si sono
viste cose orribili e feroci, in quelle povere terre, ma queste le
supera tutte. Anche il rabbino Ovadia Josef portera' - come Anna Frank
- la stella gialla? Questo mascalzone, capo del partito ultraortodosso
Shas, tre anni fa teorizzava che in realta' l'Olocausto non era stato
che la punizione di un Dio adirato contro Ebrei troppo poco religiosi.
Cio' non gli impedi' di restare per vari anni nel governo, istigando la
guerra e distribuendo finanziamenti a pioggia ai "coloni". Giu' le mani
dall'Olocausto, bestie. Ammazzate, disonoratevi, fate i Feldwebel a
piacimento. Ma non azzardatevi a sfiorare anche solo col fiato la
tragedia del mondo, che non e' vostra e a cui voi non appartenete.
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Buoni 1. Il giorno di Natale, su una tv, c'e' il quindicenne iracheno
che ha perso le braccia in guerra ma gli hanno fatto - in Italia - due
bellissime protesi, e adesso vorrebbe vedere il Papa, gli piace molto
Roma, da grande vorrebbe fare ecc. Le braccia gliele ha portate via un
bombardamento ma l'intervistatrice, che trasuda bonta' da tutti i pori,
non parla di bombe ma - pudicamente - di "tragica esplosione"
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Buoni 2. Non verra' piu' lapidata - grazie alla solidarieta'
internazionale - la ragazza iraniana condannata a morte per
"adulterio". Le autorita' del paese, cedendo umanitariamente alle
proteste di centinaia di associazioni, hanno magnanimamente deciso di
non lapidarla piu' ma di limitarsi per stavolta) solo a impiccarla.
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Turchia in Europa. E nessuno, in tutto questo, ha speso una parola per
Ochalan.
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"Siamo uomine o caporali?". Le nostre due Simone hanno rischiato, e
torneranno a rischiare, molto di piu' di Roberta S., la caporalessa
della Folgore finita qualche giorno fa sui giornali per aver mandato
all'ospedale, a scarponate a terra, uno sfortunato soldato dipendente
da lei. Non e' solo questione di coraggio individuale (di solito
inversamente proporzionale alla prepotenza): e' che le Simone nostre
sono state educate bene, sapendo che ci sono momenti in cui bisogna
rischiare la ghirba per una persona, un dovere, o anche semplicemente
per dignita', ma che questo non ci da' diritto ad alcuna considrazione
particolare, e meno che mai a prendere a calci un subordinato. A loro
questo e' stato insegnato, ai folgorini di Alamein pure. Alla
caporalessa Roberta evidentemente no.
Le hanno insegnato altre cose. Nell'agosto del '99 un giovane para'
siciliano, Emanuele Scieri, fu rinvenuto agonizzante dentro una
caserma. Nonnismo? Non fu possibile stabilirlo, perche' - come il
giudice ebbe a lamentare archiviando il caso nell'ottobre 2001 - fra i
commilitoni le indagini registrarono una omerta' totale. Il ragazzo
agonizzo' e mori' senza che nessuno vedesse niente, la', solo.
Diversi casi, tragici come quello o ridicolo come questo, fanno pensare
a uno scarso controllo, da parte degli ufficiali di quella unita', sui
loro uomini. Ora l'esercito e' professionale e non piu' di leva. Ma e'
sempre l'Esercito Italiano, e ha delle tradizioni di cui tenere conto.
Per questo io ritengo inappropriato che la nostra unita' paracadutisti
continui a portare il nome della Folgore. Scioglierla no, non siamo a
questi estremi. Ma la Folgore vera non va confusa.
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I cattivi maestri. Quella banda di ragazzini del Nordest che, per
passare il tempo, si appostava a picchiare omosessuali e disabili: da
chi ha imparato? Hanno imperversato per parecchio tempo, nella paura
generale. Alla fine, un gay meno terrorizzato degli altri ha trovato la
forza di denunciarli, e la polizia li ha arrestati. Il piu' grande
aveva diciassette anni: un'eta' tristissima, per imparare la
vigliaccheria. Una volta i filosofi insegnavano il coraggio. Adesso
fanno politica, danno del peccatore a chi non e' come loro, ingiuriano
pubblicamente coloro che poi i ragazzini incoscienti aggrediranno; e
non si chiamano piu' Socrate, ma Bottiglione. Per loro poltrone e
onori, altro che cicuta.
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Il treno, il terrificante espresso Torino-Reggio, viaggia senza
riscaldamento perche' "c'e' un guasto". Alla stazione di La Spezia,
all'una e quaranta, ci sono otto gradi sotto zero. I viaggiatori (o
meglio, dei deportati), scendono e cominciano a saltellare sul
marciapiedi. Una dozzina di loro improvvisa un girotondo di protesta
sui binari. Arriva la polizia, c'e' freddo, e' la vigilia di Natale.
C'e' una breve e veloce trattativa. Alla fine, con tante buone
promesse, il treno riparte. Ancora dieci ore per il Sud.
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Comitato di Salute Pubblica. "Disposizioni per il nuovo anno. Si ordina
al cittadino Caldiroli' di recarsi immediatamente nelle Calabrie, dove
assumera' i pieni poteri. Tutti i briganti e i ribelli saranno
fucilati. Si ordina al cittadino Papalia di recarsi immediatamente nei
dipartimenti di Varese e Lecco, dove assumera' i pieni poteri. Tutti i
vandeani e i ribelli saranno ghigliottinati. Dieci Nevoso Anno CCXII.
Danton, Marat, Robespierre".
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Pane. Segnalati a Milano alcuni tipi di pane a diecimila lire al chilo.
"Maesta', il popolo non ha piu' brioches!". "Mangino una ciriola".
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Metafore di fine anno. Stavolta, invece del Titanic, un modesto
traghetto fra due citta' italiane che tuttavia (senza urtare alcun
iceberg) s'incasina, s'inclina, rimane in mezzo al mare col fuoco a
bordo e fra i cavalloni per poi arrivare in porto alla meno peggio, non
si sa come. Al posto del bel Di Caprio, Fantozzi.
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A noi! Sotto il fascismo i gerarchi dovevano tenersi in perfetta forma
fisica, a pena di decadenza, ed e' per questo che ogni sabato dovevano
riunirsi in appositi campi e sottoporsi a prove come l'arrampicata
sulla fune e il salto attraverso un cerchio di fuoco. Tutt'e
centottanta i deputati di Forza Italia per queste feste fanno ricevuto
in regalo (obbligatorio) dal capo una complicata attrezzatura
elettronica, con tapis roulant e tutto, per potersi allenare in casa al
massimo livello.
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Consumi. E' salito all'85 per cento del Pil il debito totale delle
famiglie americane.
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Servizio traduzioni. Quirinalese-italiano. La conclusione del messaggio
con cui Ciampi ha respinto la "riforma" della giustizia: "E poi
smettetela di cercare d'imbrogliarmi mandandomi leggi concentrate in un
articolo pero' con quarantotto commi e punti a capo. Gli articoli VANNO
VOTATI UNO PER UNO. Articoli, non punti-a-capo da votare tutt'in una
volta sperando di farmi fesso. Chiaro? E buon natale, va'".
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Cronaca. Roma. Natale tranquillo in citta' e provincia. L'unico
episodio inconsueto si e' verificato in nottata a Torpignattara dove
alcuni cittadini, insospettiti da un improvviso bagliore, hanno
chiamato i vigili del fuoco che, giunti sul posto assieme a una volante
dei carabinieri, non hanno pero' trovato alcuna traccia d'incendio.
C'erano solo alcuni extracomunitari in una baracca rudimentalmente
riscaldata (un uomo, una donna e un neonato) e, davanti alla baracca,
una piccola folla eterogenea di zingari, manovali rumeni, viados e
nigeriane. "Stiamo festeggiando un nostro amico" ha detto ai
carabinieri, in un italiano rudimentale, uno dei rumeni. "Voi non lo
sapete, ma oggi e' un giorno molto importante" ha aggiunto dei due
viados, che ha detto di chiamarsi Raffaele. "Vabbe', oggi e' natale!"
ha bofonchiato l'appuntato e la volante se n'e' andata sgommando, senza
chiedere i documenti.
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Auguri da:  San Precario, San Romeo, San Pietrino. E anche da San
Libero, naturalmente.
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Uomo dell'anno. Il delfino che alla fine di ottobre ha salvato da uno
squalo bianco il giovane Edgar Howes, di professione bagnino, sorpreso
dal predatore al largo di Whangarei, Nuova Zelanda. Accorrendo sul
posto il cetaceo ha cominciato ad evoluire attorno all'uomo,
interponendosi fra esso e lo squalo, agitando le pinne e accennando
anche violente musate in direzione dell'aggressore. Quando questi si e'
finalmente allontanato, il delfino - che non ha voluto declinare le sue
generalita' - ha accompagnato il bagnino fino alla spiaggia e ivi l'ha
lasciato al sicuro, senza fargli domande sulle sue opinioni politiche,
preferenze sessuali o credo religioso.
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Spot. A Catania, il 29 e il 30 alle nove di sera, "Ballata di San
Berillo" di Zinna e Gimbo. Nel cuore del quartiere piu' degradato della
Sicilia, "un racconto teatrale atto d'amore verso Catania".

Info: fabbricateatro@tiscali.it - 347.5775817
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Iniziative. A Catania, il 5 gennaio alle ore 19.30 al centro culturale
Zo per iniziativa della Fondazione Giuseppe Fava, andra' in scena
"L'istruttoria", uno "studio drammaturgico degli atti del processo
Giuseppe Fava" a cura di Giovanni Bruschetta e Claudio Fava.
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Umberto B. wrote:
< ho una mia teoria a proposito di mcdonald. la puzza che si sente
quando passi la' vicino non e' sempre la stessa. aumenta con gli anni.
ho l'impressione che quella puzza grassa si attacchi alle pareti delle
facciate circostanti impegnandole e cosi' i muri s'impregnano e la
puzza e' sempre piu' tremenda. puo' essere? >
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Norma B., maestra elementare, wrote:
< Ridateci il presepe nelle scuole. E, giacche' ci siete, ridateci
anche:
- Gli insegnanti di sostegno per i ragazzi in difficolta'
- Le classi di diciotto alunni
- Il tempo pieno
- Le riduzioni di prezzo sui mezzi di trasporto per le scolaresche in
visita di istruzione
- I programmi per la scuola dell'obbligo del 1985
- Gli operatori psicopedagogici distaccati dal lavoro in classe
- I supplenti in sostituzione degli insegnanti assenti >
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Michele wrote:
< Troppo ottimismo per un'eventuale punizione del criminale cileno.
Quante volte, in tutti questi anni, si e' festeggiato per diverse messe
in stato d'accusa contro Pinochet che poi si risolvevano puntualmente
in un nulla di fatto? La realta', purtroppo, e' questa: Pinochet vivra'
i suoi ultimi anni in tranquillita', circondato dagli squali che lo
sostengono e lo proteggono. Mi ha fatto in particolare impressione, in
passato, vedere le donne "pinochetiane" esultare sguaiate per le
sue assoluzioni: donne cattive e crudeli, bestie feroci, in contrasto
con la dignitosa protesta delle madri di Plaza de Mayo, simbolo di una
femminilita' e di una maternita' non legate alla perpetuazione di una
stirpe assetata di sangue.
Loro rimangono la nostra speranza. Non potremo stappare lo spumante per
Pinochet in carcere, ma potremo bere ottima birra brindando al nostro
futuro (che deve continuare) >
________________________________________
Guido Barilla, Presidente Legamondo San Maurizio Canavese, wrote:

< Scusa, ma, avendo ricevuto una mail contenente un commento sul
Presepe, mi permetto di fare una piccola osservazione: Sono un fautore
dell'intercultura, dell'apertura alle altre religioni, del dialogo, del
rispetto per il "diverso"...tutti fattori che non solo non mi
spaventano, ma mi spingono ad arricchire le mie idee, la mia visione
della realta'....ma mi domando perche amare la nostra tradizione
(Presepe compreso)e difenderla contro un'ipocrita' idea di tolleranza
che non riconosce i valori di cui siamo portatori sia considerato un
attegiamento da medio evo. Il dialogo e lo scambio devono partire dalla
conoscenza della NOstra cultura...altrimenti non sara' mai uno scambio,
ma un'assimilazione della cultura dell'altro sterile e senza senso!
Auguro quindi Buon Natale ed un cuore aperto al messaggio di un
bambino, che dalla grotta di Betlemme (con o senza filo spinato) lancia
il suo messaggio di pace ed amore a tutti gli uomini..mussulmani,
ebrei, cristiani, buddisti, induisti e......atei! Buon Natale >
________________________________________
alessandro.paganini@cheapnet.it wrote:
< Sul sito di Microsoft c'e' una bellissima "Guida comparativa tra
Windows XP Professional e Windows 98. Scoprite perche' Windows XP e' 30
volte piu' veloce di Windows 98!". Beh, 30 volte son tante, curioso,
non mi sembrava proprio... Cosi' clicco, e inizio a leggere, e scopro
che il 3000% e' in realta' un 30%*, trenta per cento asterisco. Che in
realta' dovrebbe essere la media fra 14%*, 10%*, e 21%* e cioe' 15%*.
L'asterisco vuol dire che questi numeri li danno loro (eTesting labs
Microsoft) e non un laboratorio indipendente >
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sgravellinip@yahoo.it wrote:
< Inghilterra. David Blunket, membro del governo Blair, si dimette.
Aveva una relazione con una donna sposata, Mrs Quinn. La relazione
finisce e i due iniziano una causa legale per l'affidamento dei figli.
Ma non e' questo il punto. Incattivita, Mrs Quinn ha rivelato ad un
giornale che Mr Blunket avrebbe usato la sua influenza e le sue
conoscenze per "sveltire" l'iter di una domanda di permesso di
soggiorno per una baby-sitter. Scandalo!!! Dimissioni e pubblico
ludibrio madiatico per Mr Blunket. E' chiaro? Si e' dimesso per lo
scandalo di non aver rispettato una coda con l'aiuto delle sue
conoscenze. Intanto, qui in Italia... >
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luca.bosio@fastwebnet.it wrote:
< Stavo pensando, dopo un bellissimo riascolto di De Andre', ad un
posto cosi' bello e magico come la Sardegna. Ma di Soru, Berlusca e
compagnia, nessuno dice mai niente? Non che sia preoccupato, ormai i
giochi sono fatti da mo', chi vuoi che si accorga di questi 4 gatti che
ancora ascoltano voci che non vogliono lasciarsi sopraffare, spinti
dalla sola curiosita' del chissa come andra' a finire, se proprio
dovesse essere una fine, e non piuttosto un inizio... Tante angurie a
tutti, buone furie! >
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Maria P. wrote:
< La liberta' e' piu', molto di piu' delle fedi. La liberta' e' in
testa, ma molto di piu' nella pancia, nella fica o nel cazzo. Per
questo noi liberi siamo cosi' sexy, loro no. Per questo, cercando di
farlo bene, facciamo l'amore con i nostri diversi mestieri >
________________________________________
mimmolombezzi@fastwebnet.it wrote:
< e' incredibile che con tanto berciare sulle "radici cristiane
d'Europa" ci si prepari ad accogliere senza batter ciglio un paese, la
Turchia, che quelle radici ha strappato con il massimo di ferocia -
deportando, affamando, violentando a morte, decapitando e impalando un
milione e mezzo di Armeni - e che sino ad oggi non ha mai riconosciuto
il primo genocidio del '900. L'indifferenza del mondo alimento' i
progetti di Hitler "Chi si ricorda piu' del genocidio Armeno?" diceva
mentre preparava l'Olocausto... Oggi tacciono i pacifisti, pronti a
marciare solo contro Bush, e tacciono pure i radicali e l'ottimo
Capezzone il che e' assai piu' grave! >
* * *
Beh, ma oggi come oggi e' peggio essere turco o essere di Varese?
________________________________________
c-info2 wrote:
< Oggetto: messaggio di prova. Pourquoi il faut vivre , s'il na pas le
courage de louter pour la dignite'. ok >
________________________________________
Nino G. wrote:
< Non Mollare >
________________________________________
Viviana <vivianavivarelli@aliceposta.it> wrote:

Fiammiferi
<Il primo fiammifero lo accendo per vedere bene il pericolo,
per guardare il maiale
nei suoi 360 denti e nei suoi occhi di deserto.
Il secondo fiammifero lo accendo per mirare la mia solitudine,
totalmente in se' responsabile, totalmente abbandonata
al frullo di un mondo osceno.
Col terzo fiammifero voglio capire bene
cosa posso o non posso tentare
per non fare errori di strategia o di resistenza.
Il quarto e il quinto in memoria di quelli che ci sorressero:
Falcone, Impastato, Matteotti,
Rachel Corrie, Libero Grassi, Baldoni...
Il sesto per i miei morti che non seppi capir
 e che ora riesco ad onorare.
Il settimo per ricordare bene:
sempre, adesso, io, qui, finche' posso.
Tutti gli altri mille li brucio in una fiamma sola
per celebrare le vittime per ricreare la luce >
________________________________________
Con questo numero si conclude, dopo cinque anni, la mia collaborazione
con Clarence. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con noi in
questi anni, contribuendo direttamente o indirettamente al successo di
"Tanto per abbaiare". Ringrazio soprattutto i lettori, e in particolare
quelli loro che pur non condividendo le mie idee mi hanno tuttavia
seguito con civilta' e simpatia.
E' un buon auspicio: la liberta' d'informazione, nel nostro paese, e'
infatti ormai affidata quasi esclusivamente al pubblico dei lettori.
Non esistono praticamente piu' meccanismi economici o professionali o
sindacali su cui si possa contare per difendere questo bene essenziale,
da cui dipendono tutti gli altri. Il lettore avvertito, qualunque sia
la sua idea politica, secondo me dovrebbe riflettetterci su e, ciascuno
a suo modo, tenerne conto.
Il nostro appuntamento continuera' peraltro regolarmente e, per chi lo
vorra', ancora piu' direttamente: inviero' infatti la mia e-zine
settimanale, con i consueti argomenti, a tutti coloro che me la
richiederanno scrivendo a riccardoorioles@libero.it
* * *
E questo e' tutto. A concludere, pero' non voglio essere io: percio'
cediamo la parola a qualcuno migliore di me, al mio marestro, Giuseppe
Fava. A tutti voi l'augurio sincero di un felice - e utile, e
coraggioso, e allegro - anno nuovo.
________________________________________
Giuseppe Fava
LO SPIRITO DI UN GIORNALE, 11 ottobre 1981

< Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una
societa' democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il
giornalismo rappresenti la forza essenziale della societa'. Un
giornalismo fatto di verita' impedisce molte corruzioni, frena la
violenza la criminalita', accelera le opere pubbliche indispensabili.
pretende il funzionamento dei servizi sociali. tiene continuamente
alrerta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della
giustizia, impone ai politici il buon governo.
Se un giornale non e' capace di questo, si fa carico anche di vite
umane. Persone uccise in sparatorie che si sarebbero potute evitare se
la pubblica verita' avesse ricacciato indietro i criminali: ragazzi
stroncati da overdose di droga che non sarebbe mai arrivata nelle loro
mani se la pubblica verita' avesse denunciato l'infame mercato,
ammalati che non sarebbero periti se la pubblica verita' avesse reso
piu' tempestivo il loro ricovero. Un giornalista incapace - per
vigliaccheria o calcolo - della verita' si porta sulla coscienza tutti
i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le
sopraffazioni, le corruzioni, le violenze che non e' stato capace di
combattere. Il suo stesso fallimento!
Ecco lo spirito politico del Giornale del Sud e' questo! La verita'!
Dove c'e' verita', si puo' realizzare giustizia e difendere la
liberta'! Se l'Europa degli anni trenta-quaranta non avesse avuto paura
di affrontare Hitler fin dalla prima sfida di violenza, non ci sarebbe
stata la strage della seconda guerra mondiale, decine di milioni di
uomini non sarebbero caduti per riconquistare una liberta' che altri,
prima di loro, avevano ceduto per vigliaccheria.
E' una regola morale che si applica alla vita dei popoli e a quella
degli individui. A coloro che stavano intanati, senza il coraggio di
impedire la sopraffazione e la violenza, qualcuno disse: "Il giorno in
cui tocchera' a voi non riuscirete piu' a fuggire, ne' la vostra voce
sara' cosi' alta che qualcuno possa venire a salvarvi!" >
 


 

22 dicembre 2004 n. 262
________________________________________
Il nuovo che avanza. In caso di emergenza, cioe' ora, sara' il Kgb (che
ha leggermente cambiato nome, ma non uomini e capi) a prendere in mano
la situazione, per legge.
Potra' vietare per due mesi il diritto di transito dal luogo di
residenza a un'altra citta'. Potra' vietare le riunioni nei luoghi
pubblici e le manifestazioni di ogni tipo. Potra' intercettare
telefonate e internet, senza bisogno di magistrato. Potra' perquisire
chiunque, e anche le case. I giornalisti non potranno raggiungere senza
autorizzazione i luoghi "pericolosi per l'ordine pubblico". Le
informazioni considerate "non opportune" non potranno essere pubblicate
dai giornali (la tv e' gia' una sola). In determinate regioni del paese
potra' essere vietato del tutto l'accesso ad alcuni media.
Per terrorismo s'intende non solo l'attivita' terroristica vera e
propria, ma anche ogni "azione politica" oggettivamente di ausilio al
terrorismo.
Si ha "stato di emergenza preventivo", con conseguente utilizzo dei
poteri speciali sopra elencati, ogni volta che i servizi segreti (non i
giudici, non i magistrati) hanno notizia di una imminente possibilita'
di attentati.
Tutto cio' e' legge da venerdi' pomeriggio, e al momento in cui leggete
questo articolo e' perfettamente in vigore. Non qui: in Russia. Vabbe'
- direte - I soliti communisti. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Certo: c'e' molto di russo, e di orientale, in tutto questo. Ma non e'
molto dissimile (a parte l'isolamento di intere regioni) dal "Patriot
Act del dopo 11 settembre. In America Bush non viene affatto da una
carriera politica, repubblicana o democratica. Viene da un clan
familiare la cui potenza s'e' formata quando il capostipite era capo
dei servizi segreti. Putin, in Russia, non e' affatto anticomunista, e
nemmeno comunista. E' semplicemente un alto funzionario del Kgb.
Eltsin e Clinton venivano esaltati, dai loro propagandisti, come i
difensori della democrazia contro le dittature. Bush e Putin no.
Vengono esaltati come difensori della sopravvivenza dei rispettivi
popoli contro dei nemici che li vogliono distruggere fisicamente.
Capeggiano delle tribu', non delle polis. Bush e' "uomo dell'anno",
secondo Time, non per particolari virtu' democratiche o di simpatia, ma
per la "forza di carattere" di cui ha dato prova. Putin, infine, si
appella al Destino della Russia; Bush a Dio. Una novita' per dei
politici moderni, che da diversi secoli si erano abituati a fare
appello a valori razionali, teoricamente condivisibili da tutti. Ora
c'e' "my god, my country" allo stato puro. Da questo punto di vista
l'ideologia politica - a livello imperiale - e' regredita a tempi molto
lontani.
Questa mesopotamizzazione (in senso primordiale: Hammurabi, gli Assiri)
della specie serpeggia in tutto il pianeta. Si mischia con
l'autoritarismo "moderno" del capitalismo e con quello altrettando
contemporaneo dei "comunisti". Ma in realta' ha radici molto piu'
antiche. La Cina appare moderna, anzi d'avanguardia, semplicemente
perche' l'Occidente e' tornato indietro. Marco Polo, proveniente da un
mondo di esili repubbliche e grevi imperi, non si scandalizzava affatto
di fronte alle raccapriccianti ma grandiose stragi di Kublai Khan.
Cosi' Ciampi (o un qualunque manager americano o europeo) a Pechino.
Berlusconi ammira *sinceramente* Putin. E anche noi stessi ogni tanto,
nostalgici dell'Urss di un tempo, lo giustifichiamo. La barbarie,
quando arriva, non infetta mai una parte sola.
Il peggio del capitalismo e il peggio del comunismo, alla fine di un
ciclo, si sono incontrati.
E si vanno avidamente brancicando e accoppiando, come dinosauri feroci.
L'unico libro politico che e' rimasto e' la Fattoria degli Animali.
Forse, anche lo Yankee alla Corte di re Artu'; ma lo avete letto? E se
si', ve la sentite di attraversare il Giurassico armati solo di un po'
d'intelligenza e d'ironia?
________________________________________
Risale Berlusconi. A ferragosto pareva finito, a piu' di dieci punti di
distanza da Prodi. A natale, dopo una lunga rimonta, gli sara' quasi
alla pari, appena due o tre punti dietro.
Manco Bartali e Coppi. Con la differenza pero' che il massaggiatore di
Bartali (e l'intera squadra) correva per far vincere Bartali, mentre
nel caso di Prodi non si sa. Berlusconi e' bravo nel suo mestiere (fa
il venditore), ha tutte le tv ai suoi ordini, ha amici eccellenti, e
ogni tanto bara. Pero', con tutto cio', non ce la fara' mai a vincere -
in piena crisi economica e con mezz'Italia incazzata - se il
centrosinistra non gli dara' una mano. L'altra volta a dargli una mano
sono stati gli "estremisti", vale a dire quelli di Rifondazione che per
aver piu' sinistra hanno buttato a mare quel po' di sinistra che c'era
gia'. Stavolta sono i "moderati" (Rutelli & C: dove C puo' significare
"Compagni diessini" o "Confindustria", a piacere) che, per rassicurare
un po' di elettori centristi (che comunque non li voteranno) rischiano
di disgustarsi quelli di sinistra (che li hanno votati finora). Sarebbe
molto bello se i leader del centrosinistra, che stanno regalando di
nuovo l'Italia a Berlusconi, lo facessero perche' pagati da lui. E
invece no: sono onesti e perbene, l'unico loro guaio e' d'essere - come
politici - professionalmente scarsi. Come sarebbe bello se D'Alema e
Rutelli facessero, invece che i capi-partito, gli esponenti della
societa' civile! Direbbero cose simpatiche e ingenue, e tutti li
applaudiremmo affettuosamente. Cosi' invece, a ogni dichiarazione che
rilasciano, crolla mezza sinistra. Non riportiamo l'ultima, perche'
sicuramente sarebbe gia' superata al momento di leggerla. Ma insomma.
Nel frattempo, dallo scragno, sciur Parodi mugugna "Va a ramengo".
Niente Pil, i cinesi che ci vendono gli spaghetti, le produzioni che
calano e l'amministrazione che non funziona. E' vero che compito dei
padroni e' bofonchiare, e che non c'e' mai stata un'annata - compresa
quella in cui tutte le vacche figliavano gemelli - in cui dalla
confindustria non sia giunto il monito della crisi incombente. Ma
quest'anno, se tornassero Malagodi e La Malfa, sembrerebbero
buontemponi ottimisti rispetto alla confindustria di ora.
Poi dice che uno si butta a sinistra: ma se nel frattempo la sinistra
per non essere troppo a sinistra si butta a destra (mentre la destra,
per non fare le elezioni da destra, cerca di passare per sinistra)
mentre la destra del centrosinistra diventa centrista per paura della
sinistra - insomma, dove si deve andare a buttare un poveraccio con
tutta questa confusione? Vabbe'; buon natale.
________________________________________
A voi magari non dice niente ("Chi e'?") il fatto che finalmente
abbiano arrestato Pinochet, ma per me e per quelli della mia
generazione e' un momento che aspettavamo da trent'anni. Pinochet
faceva il generale in un paese dell'America Latina, il Cile, sottoposto
agli Stati Uniti come, nello stesso momento, la Romania era sottoposta
alla Russia. Era un paese povero; l'unica cosa che produceva era il
rame ma le miniere erano di proprieta' di corporation americane. Nelle
citta' c'erano un sacco di senza-casa (i "pobladores"); di sinistra
c'erano i minatori e gli studenti delle universita'.
Un giorno la sinistra vinse le elezioni e sali' un presidente -
Salvator Allende - che comincio' a ridare al Cile le miniere di rame. I
padroni delle miniere s'incazzarono, molto, e quindi s'incazzo' anche
il governo americano e quindi s'incazzarono i servizi segreti americani
e organizzarono un bel colpo di stato. Questo, materialmente, fu fatto
dal generale Pinochet; alcuni altri generali rimasero onesti, e lui li
fece assassinare.
I carri armati di Pinochet circondarono il palazzo di Allende.
"Arrendetevi! C'e' un aereo pronto a portarvi in esilio!". Allende e le
sue guardie del corpo (che erano giovani studenti del Mir, il
Movimiento de Izquierda Revolucionaria) risposero sparando. Infine
Allende mori', ucciso da una fucilata. I ragazzi lo sollevarono a
braccia e lo deposero sulla poltrona presidenziale, con gran rispetto.
Poi tornarono alle finestre e ricominciarono a sparare finche' non
furono uccisi tutti. Allora entrarono gli uomini di Pinochet: in fondo
al salone videro il Presidente che li guardava con disprezzo, dalla sua
poltrona, la fascia presidenziale sul petto. Nessuno sa se si fermarono
un attimo o se gli spararono ancora.
La dittatura di Pinochet, lunghissima e feroce, fu il primo esperimento
del dopoguerra di neo-liberalismo globale in Occidente. Furono chiamati
degli economisti americani (i "Milton boys" della "scuola di Chicago")
per "modernizzare" l'economia: via i diritti, pieni poteri ai manager,
giu' i salari, su i prezzi. Da li', la ricetta fu poi applicata in
Argentina, in Brasile, in Venezuela (ecco di cosa parlano Chavez e
Lula, quando se la prendono con gli americani) e infine nelle
metropoli, in America e in parte dell'Europa. I colpi di stato non si
fanno per niente, ne' si ammazza la gente per divertimento: tutto e'
finalizzato a "salvare l'economia". Poi magari si torna alla
democrazia, ma nel frattempo l'economia (cioe' l'econo-loro) e' stata
salvata dalle zampacce degli operai, dei poveri e di tutti gli altri
sovversivi.
Adesso, dopo tutti questi anni, un giudice meno vigliacco degli altri
ha finalmente deciso di incriminare Pinochet per le stragi. Io penso a
un ragazzo che si chiamava Henriquez, Hernando Henriquez, ed era uno
studente come tutti noi, fra Parigi e Roma, con l'unica differenza che
era cileno, rappresentava il Mir in Europa e dopo il golpe fu
richiamato dal suo partito per fare la resistenza in clandestinita'.
Spari' per sempre, non si sa quando e dove. Furono molti a sparire in
Cile (e in Argentina, e in Brasile, e in Uruguay) in quegli anni. Io mi
ricordo di Hernando perche' e' lui che ho conosciuto (anche Lerner,
anche Rossella, anche Panella - ma loro hanno la memoria piu' lieve).
Que viva cientos anos Pinochet, che non tiri le cuoia adesso il vecchio
bastardo, che arrivi a farsi un bel po' di galera. Brindiamo a questo,
e alle ragazze e ai ragazzi che si schierarono contro di lui. Sono
rimasti tutti giovani e lievi, bruciati nei loro venti-venticinque
anni. Uccisi nella maniera piu' feroce: ma non dimenticati. Pensando a
loro, ad Allende sulla sua poltrona, ai ragazzi del Mir, a Hernando,
non resta neanche il tempo di disprezzare un po' quei funzionari di
polizia italiani incriminati in questi giorni per aver cercato di
essere, alla loro modesta maniera, dei piccoli Pinochet.
________________________________________
Antimafia. Verra' adottati in tutta Europa il criterio italiano (legge
La Torre) del riutilizzo per fini sociali dei beni confiscati ai
mafiosi. E' un passo avanti importante nella "politicizzazione" (e
dunque popolarizzazione) della lotta ai poteri mafiosi e sono contento
che l'abbia proposto Claudio Fava.
________________________________________
Il padrino. Il deputato regionale Ds Giovanni Villari a cinquant'anni
si converte e decide di farsi battezzare. Lo aiuta, in questo cammino
verso la fede, il consigliere spirituale del presidente della Regione.
Compiuto il percorso, l'ex "comunista" e' pronto al grande passo. Resta
da scegliere il padrino. Ed eccolo scelto: il presidente della Regione,
Salvatore Cuffaro.
Qualche tempo dopo Cuffaro, gia' inquisito, viene rinviato a giudizio
per fatti di mafia. Alla Regione i comunisti (quelli che si chiamano
ancora cosi') propongono una mozione di sfiducia. Perplessita' fra i
Ds. Villari si batte come un leone per evitare la mozione al suo
"padrino". Alla fine il Ds gli da' ragione: niente mozione. Ma ecco il
solito rompicoglioni Claudio Fava: in una infuocata assemblea, chiede
che il partito invece la mozione la firmi. Applausi dentro e fuori il
partito. Il segretario regionale Ds e' nei guai e non sa cosa fare. Per
fortuna arriva Fassino, che con un'abile manovra fa in modo che anche i
comunisti ritirino la mozione di sfiducia. L'abile manovra consiste nel
proporre una sfiducia "a rate": cioe' prima lanciare una raccolta di
firme tra la gente che sfiduci moralmente il governatore e poi...
poi... poi, casomai, la mozione di sfiducia vera e propria in Regione.
Ovviamente la raccolta di firme non e' mai partita e la mozione e'
sparita non si sa dove. Cosi' con grande soddisfazione di convertiti,
parrini e "padrini" tutto e' finito bene, a confetti e caffe'.
(m.r.)
________________________________________
America 1. Istituito un superdirettore nazionale, con pieni poteri, di
tutti i servizi segreti del Paese. Dirigera' l'operato delle quindici
strutture federali di spionaggio e controspionaggio, con un budget a
partire da quaranta miliardi di dollari. Dipendera' direttamente dalla
Presidenza e nei suoi confronti non avra' vigore la maggior parte dei
controlli legali previsti per la Cia e l'Fbi. Tutto cio' nel quadro
della "lotta al terrorismo".
L'ultimo personaggio analogo in un paese democratico e occidentale,
anch'egli giustificato dalla "lotta al terrorismo" (in quel caso
trotzkista) si chiamava Lavrenti Berja ed e' stato istituito nel 1936.
________________________________________
America 2. L'Ofac, un'agenzia governativa che si occupa di controllo
sui beni stranieri, ha reso noto che gli editori statunitensi che
pubblichino opere di autori cubani, sudanesi o iraniani (gli "Stati
canaglia") sono soggetti a sanzioni fino ad un milione di dollari di
multa e dieci anni di prigione. Contestualmente, si vieta ai cittadini
americani di scrivere libri o articoli insieme a cittadini dei paesi in
questione. I primi testi bloccati da questa legge sono un'antologia
della musica cubana e un'opera sulla prevenzione dei terremoti con la
partecipazione di geologi iraniani.
________________________________________
America 3. Buona notizia: nel Kansas la Corte suprema ha definito
incostituzionale la pena di morte perche' viene comminata anche se le
prove pro e contro l'imputato sono equivalenti. Brutta notizia: allora
fino a questo momento se uno ti accusava di avere ammazzato Napoleone
nel dubbio t'impiccavano senza complimenti.
________________________________________
Cerchiamo di lavorare con parole che durino. Ma lavoriamo da sempre
come se dovessero silenziarci domani.
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R. wrote:
< Sor ricca', in via Bargoni non c'e' Cuntrastamu... >
* * *
Giusto. In via Bargoni 5, a Roma, c'e' un'associazione antirrazzista,
la Score (a cui voglio bene, da cui il lapsus freudiano). "Cuntrastamu"
(associazione antimafia) invece sta in via Bertani 5, sempre a Roma e
sempre a Trastevere. Il sito di conseguenza e': www.bertanicinque.it.
La vecchiaia...
________________________________________
Stefano wrote:
< "Milano. Vietate le magliette di Che Guevara alla Fiera...". Per
quello che mi riguarda, era ora. Mi sono stufato di vederlo trattato
come un marchio qualunque o come un qualsiasi gradevole prodotto di
grafica e basta. Vorrei non vedere piu' il volto di Che Guevara sulle
bandiere degli ultra' allo stadio (ma che c'entra?) e costringerei
Maradona alla cancellazione del tatuaggio con la carta vetrata (ma che
hanno in comune? Vabbe', l'Argentina, ma anche Evita o Videla,
allora...) La figura del rivoluzionario affascina (e questo posso
capirlo) ma quanti di questi che ne indossano la maglietta per
manierismo sinistroide ne hanno letto gli scritti? >
________________________________________
Rudy wrote:
< Premetto che a tutti piacerebbe difendere la causa di una persona
simpatica, per la quale sia facile suscitare la commozione popolare, la
simpatia delle masse. Difendere gli impresentabili, gli antipatici,
difendere gli indifendibili, ecco, questa e' materia per persone dotate
di palle fredde, anche se poi, la mia persona la difendo troppo poco...
da buon cristiano-cattolico, porgo l'altra guancia... e... quasi spesso
il buon dio provvede. Il TAR del Lazio ha deciso di annullare un
provvedimento bislacco, che puniva un gruppo di persone solo in virtu'
della loro appartenenza ad un determinato gruppo religioso. I decreti
di espulsione emessi nei confronti di tutti i mussulmani sono di una
poverta' desolante, lo dico a ragion veduta, dato che insieme ad altri
ho deciso di difendere l'imam di Carmagnola.
Quando con la mia associazione, la Score, abbiamo deciso di difendere
Mamour Fall (imam pittoresco di Carmagnola) ed il suo diritto a dire
qualsiasi cosa gli passasse per la mente, come la costituzione
garantisce, sapevamo che non sarebbe stato facile. Ma a noi le cose
facili non sono mai piaciute (come i 28 pakistani di Napoli,
incarcerati e poi assolti). Per il ministro Pisanu e' stato a mostrare
i muscoli mediatici prendendosela con un gruppo di immigrati, che sono
per antonomasia le persone con meno diritti in questo paese. Per
dimostrare che il governo "faceva qualcosa" contro il terrorismo, oltre
ovviamente a fiancheggiare gli Usa nella guerra stupida ed offensiva
che conducono in Iraq.
Quello che mi risulta quasi inspiegabile sono alcuni esponenti della
comunita' islamica, preoccupati di sembrare piu' realisti del re, o
piu' ministri del ministro. Mi ricordano la storiella di quelli ai
quali mostri la luna con un dito e loro ti dicono che la tua unghia e'
sporca.
Ringraziate che qualcuno l'unghia se la sia sporcata perche' vedete, se
non siamo capaci di difendere i cattivi, chi difendera' i buoni quando
gli occhi malevoli di un qualsiasi potere esercitato malamente si
poseranno su di loro?
Personalmente credo che la questione della liberta' andrebbe vissuta in
maniera altruista: la mia liberta' esiste fino a quando io garantiro'
la tua liberta'. Liberta' di pensare anche quello che tu non vuoi. E,
perche' no? tutte le altre possibili varianti della liberta'
d'espressione, quella di Mamour Fall compresa >
________________________________________
Rosa Pia wrote:
< Posso dire una piccolissima cosa a proposito dei presepi a scuola? Le
maestre che si sono pronunciate contro e hanno proposto - pare - di
sostituirli con la recita della storia di Cappuccetto Rosso, hanno
sbagliato. Ma - guarda un po' - improvvisamente si e' scatenato il
dibattito, o forse il monobattito! Insetti nocivi, servi, basabanchi,
bulimici, poligami... tutti a difendere nostro Signore e le radici
cristiane dell'Europa. Era meglio parlare e straparlare di questo,
piuttosto che di certi processi.
Ma quali radici cristiane! Guardiamoci intorno. Stiamo partecipando
all'assassinio di cinque milioni di bambini ogni anno, usando armi di
distruzione di massa: guerre, fame, impoverimento, furto continuato di
tutte le ricchezze possibili, disastri ambientali, mine, vendita di
armi, morte per annegamento di gente in fuga...  Il Tipo che vogliamo
appendere straziato nelle nostre aule scolastiche lascio' detto:
"Quello che avrete fatto al piu' piccolo dei miei fratelli, l'avrete
fatto a me." E quanto alle radici: "L'albero si conosce dai frutti... "
Evidentemente, di queste parole non importa molto neanche al cardinal
Ruini.  Sia ben chiaro che cerco di essere cristiana e che la presenza
del crocefisso non mi disturba, anzi >
________________________________________
Alessandro wrote:
< Leggo sul Mercantile che un uomo e' stato denunciato a Genova per
guida in stato di ebbrezza e vilipendio dello Stato. Niente da dire
sull'ebbrezza: guidare ubriachi e' pericoloso.  Quanto al vilipendio,
l'uomo avrebbe affermato: "l'Italia e' un paese di fascisti". Questo e'
vero, la maggioranza relativa degli italiani li ha mandati al governo,
chi per virile machismo, chi per fanciullesca inconsapevolezza, chi per
sua convenienza. Non e' il guidatore ubriaco che ha vilipeso lo Stato.
Vilipende lo Stato chi convive con mafia e fascisti, chi infrange la
Costituzione, chi corrompe, e tutti quelli che beatamente approvano >
________________________________________
Pierfrancesco wrote:
< Caro R., l'analisi che fai su Napoli sembra un po' troppo
semplicistica. Ti ritengo una fonte autorevole in quanto a conoscenza
del fenomeno mafioso ed in quanto tale mi aspetto sempre il massimo
dalle tue analisi. Io, purtroppo, ne so pure abbastanza e non solo per
averne studiato, ma in quanto siciliano ed in piu' militante di un
centro sociale catanese vittima numerose volte degli assalti da parte
di gente vicina alla mafia e con tecniche decisamente mafiose. Ho anche
vissuto a Napoli per svariato tempo. Anche secondo me la poverta' non
e' una giustificazione, pero' penso che quello che spinge la gente nei
quartieri popolari a comportarsi come dici, e' piu una cultura
dell'antistato che una cultura o sottocultura con modalita' fasciste.
Napoli e' la citta' di Masaniello, la citta' dove la polizia una volta
mi suono' mentre ero fermo con il motorino ad un semaforo rosso, mi
fermo' e mi perquisi'. Quando chiesi perche', mi dissero che si erano
insospettiti dal fatto che ero fermo al semaforo, quindi forse avevo
qualcosa da nascondere. Purtroppo, in tutta questa logica i camorristi
sono l'alternativa allo stato, a quello stato che non c'e' e che non
da' lavoro. Se vuoi e' una forma di rivoluzione, vista dagli occhi dei
collaboratori della camorra. In parole povere secondo me il problema
alla base di tali comportamenti e' piu' l'ignoranza che una cultura di
destra, e anche questa non e' una cosciente presa di posizione
politica, ma l'unica cosa a portata di mano. Pigri e vigliacchi si' se
vuoi, ma fascisti...non direi >
________________________________________
Giancarlo wrote:
< In un'intervista a La Repubblica l'assessore dei Servizi Sociali al
Comune di Milano, Tiziana Maiolo, ha dato una ulteriore dimostrazione
dell'alto livello di contenuti umanitari che pervade la maggioranza di
centro-destra ovunque abbia la possibilita' di esprimere le sue
opinioni. Dall'intervista: "Per la ragazza dobbiamo avere il massimo
della pieta' ma non pietismo. Non era ignuda, era vestita come noi,
come mia figlia. Non cercava di vestirsi, ma rubava i vestiti della
Caritas". Fortunatamente non ha aggiunto che la morte era in una
qualche misura una giusta punizione divina.
Ogni commento e' superfluo ma voglio aggiungere due cose:
1) se l'impoverimento costante che ci sta aggredendo per precise scelte
politiche ed economiche mi portera' a non sapere come sfamare la mia
famiglia e me stesso, mi sentiro' autorizzato a rubare, o meglio a
riprendermi, quanto mi e' stato tolto da questa accolita di lestofanti.
2) ci libereremo mai di queste persone? io penso di no se non
obbligheremo i nostri politici a porsi una regolamentazione etica sui
candidati. Anche la signora Maiolo ha un percorso politico invidiabile:
da Rifondazione a Forza Italia - galleggera' sempre >
________________________________________
Da un lettore:

Magnificat in dialetto mantovano

< L'anima mia la sgulusa par al Signur
 E al me coer al bala e al canta par al Salvatur!

Parche' lu l'ha varda' in zo,
 l'ha varda' mi c'ha sun la su serva
e d'ades in avanti da na generziun a cl'altra
 tuti  im ciamara' beata.

Dli gran robi l'ha fat par mi
Lu cal peul tut quel cal veul:
 par forsa! Lu l'e' Sant e Lu l'e' bun
cun tuti quei c'il ciama cun devusiun.

L'ha fat vedar i muscui di su brass
a quei ch'is cardea atsi' gaiard
e i furub in saeva pu cusa strulicar:
 l'ha sbati' zo dla scragna quei che sicur i stava senta'
e ai poaret un post al gl'ha cata':
chi magna tuti quei c'ha ga fam
e via i siur, cun gnint in man!

Al ga vuli' ben propria agli Ebrei
e gli ha trata' come i su putei:
dal rest al l'eva dit ai nostra vec
cuminciand da Abramo fin ades.

Gloria a Dio, cl'e' nostar Padar,
 a Gesu' Crist cl'e' su Fiol
 e al Ben Sant ch'is vol!
Ier, inco e dman
sem sempar in dli su man >

________________________________________

AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:

Bianco e nero

< Sette le note
nove i colori.
È' in bianco e nero
che ho dipinto parole >

* * *

Grazie

< Sono le tre della mia vita,
la lumaca lascia viali lunari.
Io non so,
ma so
che loro continueranno a cantare
e sono felice >
 


14 dicembre 2004 n. 261
________________________________________
Origine di Berlusconi. Avevamo segnalato, la settimana scorsa, il caso
di due giovani giornalisti siciliani - Marco Benanti e Carlo Ruta - a
cui viene impedito di lavorare a causa della scomodita', per i poteri
del luogo, delle loro inchieste. Nell'ultima settimana la situazione
s'e' aggravata, nel senso che il sito di Ruta
(http://www.accadeinsicilia.net), che si minacciava di chiudere, e'
stato chiuso di fatto. Le sue inchieste vertevano principalmente su
banche locali. Quanto a Benanti, e' sempre impossibilitato a lavorare.
* * *
Mediaset, Vespa, Rai, Emilio Fede e compagnia (per non parlare dei
"giornali" siciliani) sono esplicitamente schierati col potere, ne sono
una componente non laterale ed e' dunque ovvio - persino "giusto" - che
non abbiano segnalato questo caso. Ma c'e' un'opposizione. Al suo
interno, ci sono giornali (dai moderati ai radicali: Repubblica,
Unita', Liberazione, Manifesto, ecc.) e giornalisti di indubbio
prestigio e valore. Vi sono anche soggetti minori, piu' "guerriglieri",
specificatamente dediti - specie sull'internet - alla difesa della
liberta' d'opinione: Articolo 21, MegaChip, il Barbiere della Sera.
Infine, c'e' il sindacato. Quest'ultimo, fondato proprio per tutelare
il giornalismo e i giornalisti, ha anch'esso un suo sito web, oltre che
i suoi autorevoli esponenti: che non mancano, com'e' loro dovere, di
esternare assai spesso le loro denunce contro questo o quell'attacco
alla liberta'.
* * *
Curiosamente, di tutti questi soggetti - ciascuno dei quali ha
istituzionalmente a cuore Benanti e Ruta, in quanto giornalisti
censurati - uno soltanto ha ripreso la nostra denuncia, e precisamente
il Barbiere della Sera. Tutti gli altri l'hanno ignorata. Una
spiegazione potrebbe essere che abbiano valutato e considerato
insufficienti i dati da me - vecchio giornalista - forniti, e dunque
giudicato inventato il mio argomento. In tal caso, giustizia avrebbe
voluto che denunciassero me, preteso antimafioso e democratico che
pero', per oscuri motivi, s'inventa censure e martiri inesistenti. Ma
non l'hanno fatto.
Un'altra spiegazione potrebbe essere che Giulietti e Serventi Longhi,
Chiesa e Colombo siano tutti in realta' dei biechi servi del padrone,
il quale ha ingiunto loro il silenzio, certo d'esserne obbedito. Ma
tutti questi colleghi, in realta', hanno una storia che rende ridicolo
anche solo pensare che siano meno che onesti. E allora?
La spiegazione, purtroppo, e' la peggiore di tutte: non se ne sono
accorti. Si sta accuratamente procedendo - non per la prima volta -
alla distruzione del giornalismo libero al sud. Lo si sta facendo in un
momento particolare e preciso, rispetto sia agli equilibri economici
che alle ristrutturazioni mafio-politiche in tutto il sud. I movimenti
ulteriori, che equivalgono per radicalita' e pesantezza a quelli degli
anni Ottanta, hanno infatti bisogno di una invisibilita' totale, non
rotta neanche da osservatori esili e minori.
Percio', non piu' lavoro ai fianchi ma carri armati.
Ma mentre i carri armati del silenzio mafioso si schierano, generali e
ufficiali "non se ne accorgono", sono altrove. Le sentinelle, impavide
in prima linea nel buio, sparano i loro colpi, lanciano gli allarmi. Ma
i generali hanno altro da fare. E il nemico avanza.
* * *
A questo punto, e solo a questo punto, possiamo parlare di Berlusconi.
Lo giudico un regime, analogo al primo "morbido" fascismo, negatore
delle liberta' civili. Io, a differenza di altri, non ho atteso di
esserne personalmente danneggiato per segnalarlo. Dico pero' che
Berlusconi viene da molto lontano, che l'occupazione di tutti i media -
cardine del potere - ha avuto un suo preciso prodromo venticinque anni
fa in Sicilia (donde non a caso proviene il teorico del berlusconismo,
Dell'Utri) e che chi lo denuncio' a suo tempo rimase solo. Io ho ancora
le lettere, inviate a giornali e gruppi democratici di allora, con
l'elenco e i dettagli di quel primo silenziamento: molte le lettere, ma
pochissime (e per lo piu' evasive) le risposte. Un quarto di secolo, si
vorrebbe pensare, dovrebbe pur avere insegnato qualcosa.
* * *
Di tutte le reazioni alla doppia sentenza Berlusconi-Dell'Utri
(entrambe pressocche' equivalenti, a mio parere) la sola commendevole
appare quella dello stesso Dell'Utri. "Monnezza!" ha gridato
spavaldamente, da buon mafioso. Chapeau. Tutti gli altri, confusi.
Alcuni, come Anna Finocchiaro dei Ds (e' il responsabile della
giustizia di quello sventurato partito: figuriamoci quello
dell'ingiustizia) si compiace dell'"assoluzione" di Berlusconi come di
una buona notizia. Altri esultano addirittura, come quel deputato della
Margherita di cui non faremo il nome acciocche' tutti i margheritisti
possano a vicenda attribuirsene la gloria. Altri, la maggior parte,
commenticchiano, battuteggiano, fan sfoggio d'ironia.
Come, sotto al fascismo primo, le barzellette "antifasciste" servivano
a riportar nel bonario le peggiori angherie del regime, cosi' le
boutades e le fini distinzioni di costoro. Quanto a noi, mai come in
questi giorni abbiamo amato l'"Elogio della ghigliottina" di quel
ragazzo del '23. Essere puniti per quel che scriviamo, patire poverta'
e emarginazione, pagare insomma i costi di una partita vera: tutto cio'
ci sta bene, a noi - come a Gobetti - innanzitutto giova la chiarezza.
* * *
"Stamani aprendo l'e-mail ho trovato un appello drammatico della
Information Society of Ucraine. Quegli appelli di colleghi che
denunciano il bavaglio e la fredda lama della censura...". Giusto. Ma:
e Benanti? E Ruta? Troppo piccoli per accorgervene, troppo vicini?
Davvero avete bisogno di questa modestissima "Catena" per leggere la
parola "bavaglio?". E, quando non ci saremo piu' noi, come farete?
* * *
"Basta: cosi' tu fai il gioco di Berlusconi! Hai ragione, ma zitto: non
bisogna confondere la gente!". Con me, questo ricatto puo' funzionare:
io sono un vecchio compagno, ho terrore ogni volta di "fare il gioco",
di "danneggiare la sinistra", ecc. Chissa', forse la prossima volta me
ne staro' zitto. Ma i giovani? Essi non hanno memorie da difendere, non
provano alcun rispetto per voi se non quello che vi sapete conquistare,
a memoria zero, ogni giorno. Non votano per voi, difatti. Ai miei
tempi, si': il voto dei diciottenni era tipicamente un voto di
sinistra. Adesso e' un voto "libero", continuamente oscillante fra
regime e democrazia. Come mai? Di chi e' la colpa? Cosa intendete fare
per rimuoverla?
* * *
"La liberta' e' indivisibile". Si difende in Sicilia come a Teulada,
nel povero cronista di paese come nel grande opinionista d'opposizione.
Amici di Repubblica, dell'Unita', di Liberazione, di Articolo 21, di
MegaChip, del Manifesto: la liberta' e' indivisibile. Vi insegno
questo. La liberta' e' una. E anche per questa lezione, naturalmente,
c'e' un prezzo da pagare, lo so.
Ma e' cosi' bella, cosi' irresistibile, cosi' sexy. La liberta'.
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Natale di massima sicurezza. Certe maestrine di una certa scuola di un
certo paesino del comasco hanno pensato che quest'anno, per non
soprusare i bambini non-cristiani, a scuola forse e' meglio lasciare
perdere il presepe. Apriti cielo! Tutti i leghisti, i buttiglisti, i
rambisti e i collitorti d'Italia sono insorti come un sol uomo, anzi un
sol caporale: non sia mai! Giu' le mani! Viva il presepio e a morte i
mussulmani! Questi ultimi, interpellati, per la verita' hanno detto che
se e' per loro di presepi a scuola se ne possono fare quanti se ne
vuole. Ma la cosa e' andata persa nel frastuono generale. Alla fine, la
notizia dell'assalto islamico al presepe e' arrivato fino in Vaticano
dove il cardinale di turno, il vecchissimo Ruini, s'e' fiondato alla
Rai, ha ordinato un microfono e ha cominciato a fatware: "Italianiii!
All-larmiii! Il presepe non si tocca!".
Va bene: il presepio quest'anno, come molte altre cose, sara' blindato.
Attorno alla grotta, filo spinato (come nella Betlemme vera). Piu' in
la', a ogni buon conto, carri armati. Fra i pastori, sparsi con
discrezione, agenti armati. Vietato avvicinarsi a piu' di cinquanta
metri dalla mangiatoia (dove il bue e l'asinello, per sicurezza, sono
stati sostituiti da Ferrara e Buttiglione). Niente Madonna, che e' una
ragazza-madre e potrebbe scandalizzare qualcuno. Niente Giuseppe, che
fa il falegname ed e' notoriamente communista. Angeli niente, troppo
carini (magari qualcuno e' gay). Il Bambinello per stavolta lo
lasciamo, il tempo di nascere e poi via subito a Ponte Galeria (e'
palestinese). I doni li porta Erode. In un angolo, nel ruscello di
carta stagnola, un paio di emigranti che annegano nel tentativo
(illegale) di entrare clandestinamente nel Natale.
Pace in terra agli uomini di buona volonta'. E botte in testa a tutti
gli altri.
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Italia-Cina. In Cina le condanne a morte (che sono moltissime) vengono
eseguite con un colpo di rivoltella alla nuca. Questo sia per non
rinnegare del tutto le origini rivoluzionarie del regime che per un
sano senso di economia (le pallottole vengono rimborsate poi dalle
famiglie dei condannati). Calcolando un'esecuzione al mese a provincia
(e ci andiamo stretti) son piu' di trenta esecuzioni al mese. Magari
qualche provincia povera, per economia, ha la pistola in comune coi
vicini; ma in generale, poiche' la Cina e' un paese ordinato, bisogna
pensare che ogni provincia abbia la sua pistola esecuzionaria, e le
piu' ricche anche piu' di una. Diciamo una cinquantina in tutto,
ciascuna delle quali ogni anno spara non meno di dodici colpi, e cioe'
un buon paio di caricatori.
Presidente: ma tutte queste attrezzature, caricatori inclusi, non li
potrebbe fornire la Beretta? Made in Italy, occupazione, prestigio
dell'Italia nel mondo. In fondo, abbiamo gia' rifornito la polizia
americana. La prossima volta, pensiamoci. Vedra' che l'Europa approva.
________________________________________
Nel mondo ogni anno muoiono cinque milioni di bambini, di fame. Meno
male che la maggior parte di loro lo fa in silenzio e senza protestare.
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Occupanti. Ricchi camorristi continuano ad ammazzare - per lo piu' -
poveri innocenti. Fra i poveri, tuttavia, non sono innocenti tutti. Non
lo sono, ad esempio, le donne che si mobilitano (coi figli) per
difendere i loro padroni o la folla che - sempre difendendo i padroni -
impedisce ai poliziotti di intervenire mentre la vittima agonizza sul
marciapiede.
E' deplorevole, ed e' di destra, che nessuna di quelle donne sia stata
ancora arrestata. La poverta' (quando c'e' davvero) in questi casi non
e' un'attenuante, ma un'aggravante. Chi difende i potenziali assassini
dei propri figli va punito il doppio. Se la sinistra fosse al governo,
secondo me in alcuni punti di Napoli dovrebbero esserci pattuglie di
soldati e, bene in vista, carri armati. Non per occupare la citta', ma
per liberarla. Democrazia e' anche sparare ai fascisti, quando occorre.
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Porta a Porta. Il Salon Kitty del Duemila.
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Moda. Dice che torna di moda la moda militare: ufficiale e gentiluomo.
Deja-vu: ogni ventina d'anni il vestirsi dei giovani cambia di segno,
dall'efebico al coatto e viceversa (e i colori: stiamo uscendo appena
ora dal nero di massa). Da tempo immemorabile si va avanti cosi',
signora mia: parrucche settecentesche e barbazze giacobine, John Wayne
dopo Rodolfo Valentino e David Bowie dopo Mario Capanna. Niente di
nuovo. La cosa preoccupante e' che l'ufficiale und gentiluomo di cui
sopra ha pochissimo di regio esercito e molto di masnada cosacca.
Militarmente parlando, dopo il modello Rambo (successivamente
concretizzato in Bosnia) adesso siamo al modello barone von Ungern e
dintorni: dove lo metteranno in pratica, stavolta?
A parte questo, da un po' di tempo - diciamo, da un paio di guerre
mondiali in qua - la moda militare porta sfiga, anche quando e' davvero
bella. Il trench, tanto per dirne una, aveva i due anelli sul davanti
perche', nell'Ur-trench originale, servivano per appenderci le bombe a
mano (e difatti era nato come impermeabile da trincea). Cosi', la
malinconia di Humphrey Bogart davanti al trimotore che si sta portando
via la Bergman non e' il solito spleen dell'innamorato deluso ma il
cafard di colui che dentro una qualche trincea, prima o poi, ci dovra'
tornare.
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Spot. Cuntrastamu viene alla luce, nel senso che dallo scantinato (a
Trastevere) dov'era prima si trasferisce in un bellissimo stanzone in
piena luce, sempre nello stesso palazzo, in via Bargoni 5. Insieme a
Cuntrastamu (che si occupa di antimafia) Il locale e' occupato da un
collettivo di archeologhe, da un gruppo di fotografi e da artisti vari.
Tutti insieme si chiamano il B5, che vorrebbe dire "Bargoni 5". Auguri.

Bookmark: http://www.cuntrastamu.org http://www.bargoni5.it
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Spot. S'e' tenuto a Giarre (Ct) ilworkshop dell'Arci su tv di strada e
nuovi strumenti comunicativi.

Info: lipari@arci.it
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Cronaca. Genova. Ambulante senegalese derubato da anziano pensionato.
L'uomo, sorpreso mentre rovistava fra i borsoni nell'auto
dell'immigrato, aveva tentato di derubare un secondo ambulante poche
ore prima.
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Cronaca. Roma. Scolaresca in gita ritrova la pensione appena riscossa
da un'anziana pensionata presso un vicino ufficio postale. L'involto
col denaro era scivolato dalla borsetta che la donna aveva aperto per
rispondere al cellulare. I bambini, rinvenutolo, l'hanno portato dai
carabinieri che hanno provveduto alla restituzione.
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Cronaca. Milano. Vietate le magliette di Che Guevara alla Fiera.
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E' morta la mamma di Peppino Impastato - Felicia Bertolotti Impastato -
ed e' molto difficilile, stasera, scrivere su qualsiasi cosa che non
sia questa. Quanto tempo e' passato.
E' morta molto vecchia, serena (per quanto possa essere serena una
madre che ha perso un figlio), e soprattutto avendo avuto giustizia,
avendo visto gli assassini in galera e il nome di Peppino gridato dai
giovani nelle piazze con allegria e con forza, come simbolo di
liberta'.
Non doveva andare cosi'. Quando e' morto Peppino, una giornata
tristissima di un anno buio, per la tv e i giornali lui era "il
rivoluzionario estremista ucciso dalla sua stessa bomba". La mafia "non
esisteva". Don Tano Badalamenti, un rispettabile imprenditore. E
Andreotti, che con questa gente s'incontrava, il politico piu'
importante del paese. Non e' andata cosi' perche' i compagni - pochi,
isolati, deboli, ma decisi - non l'hanno lasciato fare. Non lasciatevi
ingannare dai film: c'erano pochissime persone, al primo corteo per
Peppino. La consapevolezza dei molti e' venuta dopo. Eppure non abbiamo
mollato, non ci siamo arresi. Abbiamo vinto, alla fine.
"Abbiamo", chi? Penso ai pochi "famosi" (e dimenticati) come Umberto
Santino o il giudice Chinnici. Ma penso soprattutto ai militanti di
base, ai "compagni". Non abbiamo tradito tutti, noi del Sessantotto.
C'era un ragazzo della mia eta', o forse piu', al corteo per ricordare
Peppino (e contrastare la mafia) a Cinisi, quest'anno. Ci siamo
guardati. Magri, sdentati, certo non molto in forma. Lui aveva una
maglietta bianca col logo a pugno "Lotta continua". "Ma tu non eri
della sezione di Palermo?". "Gia'. E tu... C'eri ai tempi di Rostagno,
vero?". Il corteo dei ragazzi serpeggiava festoso, coloratissimo di
bandiere iridate e di rosso, per le vie del paese. E noi camminavamo in
silenzio, un po' a fatica.
Poche settimane fa, il fratello di Peppino Impastato ha dovuto pagare
cinquemila euri a un avvocato dei mafiosi, per avergli dato
dell'imbecille. La lotta alla mafia non si fa piu' da tempo (non,
almeno, per quanto riguarda lo Stato). Di Lotta continua ormai si sente
parlare solo quando qualche mascalzone fa "Io, che pure da giovane ero
di sinistra...". Va bene. I punti si contano all'ultimo, abbiamo
memoria lunga e spalle buone. Vediamo chi la vince, alla fine. Per ora,
e' bello essere rimasti cosi', non essere diventati un Rossella o un
Liguori o un Ferrara. Noi, la generazione di Peppino.
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Alessandro wrote:
< Sulle riviste specializzate Microsoft sta facendo una campagna
pubblicitaria, con inserzioni a tutta pagina, citando uno studio che
stima i costi di gestione del sistema operativo Linux fino a 4 volte
superiori a quelli di Windows. La piu' grande e ricca azienda mondiale
che spende ingenti risorse per denigrare un sistema operativo nato da
un progetto cooperativo, sistema che ad oggi fa funzionare oltre la
meta' di tutti i server su internet. Rispondete voi, io non ho tempo.
Devo aggiornare gli antivirus, fare l'inventario delle licenze, trovare
i soldi per l'upgrade consigliato, applicare le patch di protezione
sull'ultimo baco di explorer, riavviare il server di accesso remoto,
riprlnx\$&( ..(&)() o';ç;çL; () .,2°§°°°°°°°°°° çç°o'@@@@@ @@ @@@k p
%&()IO(? 89 /) (/=)°çL°ç°:°asdkjgh
________________________________________
Luca wrote:
< Sai che penso davvero che questo mondo sia inutile? oggi hanno
assolto Mister B.e il solo pensiero mi fa' venire il vomito, ma
possibile che non ci sia + nessuno che abbia voglia di lottare per una
causa giusta? Possibile che restiamo tutti, ma proprio tutti, a
guardare mentre ci rubano il mangiare dal piatto? Cazzo di un dio
buono, ma se uno entra dove sto mangiando e mi frega una fetta di
pizza, io cosa faccio, lo guardo, sorrrido e magari lo voto, tanto alla
fin fine e' solo un simpatico rimbambito che vuole vendermi una
polizza? oppure lo prendo e lo ribalto con tanto di amici, stallieri e
conoscenti vari? Mi sembrano tutti rincoglioniti, specie i giovani di
adesso, con nessuna voglia di pensare, che sarebbe il minimo del
buonsenso, ma con solo una gran volia di farsi le lampade e i cannoni
senza che questo disturbi minimamente la loro atrofizzata
ex-coscienza... Io emigro, voi tenetevi pure stretto questo paese di
infamoni, piduisti, ruffiani, mafiosetti da due soldi, tutta quella
razza grama che vi siete meritati per non aver agito quando era ora di
agire, molto ma moooooooolto tempo fa... Mo' sono tutti 'azzacci
vostri, fate cosa 'azzo vi patre, ma poi non mi venite a dire che voi
no, non lo sapevate, voi no, non c'eravate, voi... c'eravate eccome, e
se non vi siete ancora svegliati, la colpa di sicuro non e' la mia... >
* * *
Ehi, che discorsi sono questi? Qua non emigra nessuno. Mica la partita
e' finita. Anzi, a pensarci bene, sta cominciando ora. Dai!
________________________________________
Red wrote:
< Dal battage pubblicitario che Ciancio ha armato in favore del dott.
Scapagnini non si capisce bene chi egli favorira' alle prossime
elezioni del comune di Catania. Non so chi dei due, o l'immarcescibile
Bianco o il geriatra, la spuntera'. E' certo che l'attuale sindaco sta
cercando di alzare il prezzo in cambio di sondaggi prima e consenso
nelle elezioni dopo, dato che in questo momento c'e' in ballo la stessa
sopravvivenza dell'editoria catanese: Ciancio non ha potuto trasferire
tutto il proprio impianto editoriale alla zona industriale (ex Itin di
Rendo), perche' aspetta dal comune e dalla provincia importanti segnali
di risoluzione dei problemi legati a finanziamenti che gli diano la
possibilita' di iniziare al meglio il trasferimento delle macchine e
del personale intero, cosa che durante il saluto di fine anno dello
scorso dicembre aveva enfatizzato come cosa gia' fatta. Gia' ha perso
abbastanza la faccia, l'operazione, corredata da colpi di servizi
speciali sia su carta stampata che in tv, si sarebbe dovuta concludere
entro la fine del corrente anno, ma sembra che dal palazzo chi doveva
occuparsene vuole prima la rielezione e poi si vedra' >
________________________________________
Jacopo Fiorentino <redazione@piazzagrande.it> wrote:
Nei prossimi giorni sui 18.000 cassonetti della nettezza urbana di
Firenze verranno attaccati degli adesivi che riproducono un simbolo di
pericolo e la figura stilizzata di un uomo nell'atto di entrare nel
cassonetto. Questo per evitare che qualcuno che dorme li dentro rischi
di morire nei camion della raccolta.
Dunque la societa' si scarica di un'altro peso sulla coscienza e il
popolo della strada ringrazia. Un domani quando qualcuno che cercava di
ripararsi dal freddo morira' schiacciato dagli ingranaggi dei camion
comunali si potra' dire che il pericolo era stato segnalato, e che non
e' colpa di nessuno. Invece di fornire posti letto, invece di offrire
soluzioni reali, le istituzioni scelgono soluzioni che tali non sono.
A noi di Piazza Grande non resta che annotare che un altro limite e'
stato varcato. Gli esclusi non vengono piu' cacciati solamente dai
luoghi della "gente per bene". Da oggi chi vuole puo' continuare a
dormire negli "amati" cassonetti. Se poi ci rimane secco e' colpa sua.
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AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:

Il grande Ferdinando

<  Il Grande Ferdinando
un giorno perse un guanto
e come tutti i re
giro' per tutto il mondo.

Ando' in Indonesia
ma vi trovo' una fresia
ando' in Lituania
e vi torvo' una rana.

Ando' a Baltimora
e vi trovo' una mora
dovunque egli andava
qualcosa lui trovava.

Ma del suo fiero guanto
la traccia era nel vento.
Cerco' in lungo e in largo
con tanto portamento
ma infine si fermo'
per grande sfinimento.

Rimpianse tutto il tempo
che aveva dato al guanto
e poco aveva visto
di tutto il vasto mondo >
 


7 dicembre 2004 n. 260
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Impero parte seconda - La Svendita. Di negro, nei computer, una volta
c'erano solo le scatole di metallo. Poi cominciarono ad esserci gli
hard-disk. Poi un po' di altri pezzi "semplici", negli assemblati.
Infine, qualche programma piu' elementare, in genere fatto apposta per
essere venduto nei paesi sottosviluppati. Tutto il resto era
rigorosamente bianco, tanto piu' bianco quanto piu' sofisticato. I
processori, per esempio, erano rigorosamente americani. I software era
scritto da Wasp, in California o a Seattle; rarissimi anche quelli
scritti da europei (ai fini del presente articolo "i negri cominciano a
Calais").
Adesso, la situazione e' la seguente: nei software, i programmatori
non-bianchi eguagliano quelli americani (vedi la schermata iniziale di
Photoshop). Linux l'ha inventato un finlandese, e lo gestisce una
comunita' internazionale. L'hardware, quando va proprio bene, lo fanno
in Irlanda. Nei processori, Samsung (Corea) ormai e' a pochi passi da
Intel (Wasp). E il computer dei computer, l'Ibm, se lo sta comprando la
Cina; un bel pezzo anzi sembra che se lo sia giu' comprato. Poveri,
poveri, poveri bianchi.
* * *
Qualche anno fa successe qualcosa di egualmente interessante. In tutto
il mondo viaggiavano mercanti dell'impero. La tecnologia pero' era
greca (esperimenti col vapore gia' ai tempi di Eratostene), celtica (la
botte per il vino), spagnola (la metallurgia avanzata) e cinese (beh,
questa fino all'impero non ci arrivava: pero' i cinesi, gia' allora,
avrebbero potuto fare sia i giornali che le armi da fuoco e se non li
fecero fu solo per buon cuore).
Va bene, ma allora come faceva l'impero romano a fare l'impero? Beh,
aveva due cose importanti. L'organizzazione aziendale, la corporation
(loro lo chiamavano "diritto romano", ma la sostanza era quella), eppoi
i bombardieri e i marines. Questi ultimi non contano tanto per la
tecnologia quanto per il modo di pensare, la "professionalita'", la
ferocia e lo spirito militare. Il centurione romano, a parte Roma, non
ce l'aveva nessuno.
Questo permise all'impero di tirare avanti per un bel po', unitamente
alla spietata aggressivita' dei manager. Poi non basto' piu'. Il giorno
che fini' l'impero fu quello in cui semplicemente i barbari sgamarono
la situazione.
Quanta nostalgia in tutto cio'. Il mondo che avrebbe potuto essere, e
che non e' stato mai.
Cugnot sarebbe potuto nascere nel primo o secondo secolo avanti Cristo
(o Pascal, o Descartes, o Elisabetta d'Inghilterra o lo stato moderno).
Non lo fece solo perche' a quel punto ne avevano spazzato via le
radici: se hai - militarmente imposto - una schiavitu' organizzata di
migliaia di rozzi coloni nel latifondo, non hai alcun interesse a far
ricerca scientifica per inventare, chesso', pompe idrauliche a vapore.
Se politicamente riesci a tener buone le metropoli con giochi nel circo
e squadre di pretoriani, perche' dovresti perdere tempo a inventare
l'urbanistica (come avevano cominciato a fare i greci) o la sociologia
moderna?
* * *
Ibm, nel bene e nel male, era il cuore dell'Occidente. Il pulsare dei
suoi mainframe e dei suoi cervelli era l'equivalente silenzioso del
fragore di Manchester o Sheffield, delle acciaierie, dei giganteschi
telai dell'Ottocento. Poi venne Ford, con gli operai sempre piu'
vigilati - dentro fabbrica - ma sempre piu' ben remunerati, affinche'
si trasformassero anche in consumatori. Poi vennero le grandi guerre
dell'espansione, che furono le grandi guerre democratiche, contro i
vecchi despoti e i re, perche' il mercato arrivasse dappertutto.
Poi l'eta' aurea in cui non restava che da gestire tutto cio', ed essa
duro' ancora altri cinquant'anni. In tutto questo tempo, l'America non
smise un attimo di innovare. Dalla chewing-gum al microprocessore,
nuovi bisogni, nuove fabbriche, nuove produzioni. Ma...
Ma a un certo punto (finite le guerre puniche?) arrivarono i latifondi
e la schiavitu'.
Innovare, insensibilmente, divento' obsoleto. Amministrare, gestire.
Manager, non produttori. Impero. Qualcun altro, alla fine, imparo' a
fare meglio i contenitori del vino e i processori. I Galli cacciarono
dal mercato il Falerno. Una ditta cinese acquisi' la divisione computer
dell'Ibm.
Dove sono i manager dell'Ibm adesso? Sospesi nell'empireo, a
venticinquemila piedi d'altezza, in un disco volante di cristallo dove
non c'e' piu' fumo industriale ne' fragore. Da lassu' fanno
"consulting", "on demand" e "servicing" agli altri dischi volanti come
il loro.
Giu', sulla terra, i negri freneticamente lavorano, da Helsinki a
Canton. Essi non se ne accorgono nemmeno. Scrivono mirabolanti saggi
filosofici che un giorno gli archeologi scaveranno nei siti dove
sorgevano i giganteschi palazzi dell'impero.
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Padroni. Wal-Mart, in America, e' il McDonald dei supermercati, e'
diffuso dappertutto e cambia letteralmente le citta'. Nel senso che
dove arriva Wal-Mart crolla il tenore di vita: i prezzi di vendita sono
bassi, ma bassissimi sono i salari dei dipendenti. E' formalmente
vietato aderire ai sindacati; non c'e' assistenza, non ci sono
contratti; siccome i dipendenti di Wal-Mart sono tanti, nelle zone dove
s'installa la catena si crea un perverso effetto al ribasso del tenore
di vita. Il marketing, tuttavia, e' studiato su misura per degli
acquirenti poveri; la poverta' dei consumatori, in questo quadro, non
e' vista dall'azienda come un limite, ma come una caratteristica
positiva da incrementare per quanto possibile. L'esatto opposto del
capitalismo di Henry Ford, insomma: lui pagava molto gli operai, per
metterli in grado di comprarsi le Ford e dunque di incrementare il
mercato e i profitti. All'inizio del ciclo, insomma, i
consumatori-lavoratori piu' erano ricchi e meglio era; alla fine del
ciclo, piu' sono poveri (e dunque controllabili) e meglio e'.
Va bene: la Wal-Mart, con la sua ideologia (di cui la destra moderna e'
una derivazione) si sono diffusi a macchia d'olio in tutti gli stati
Uniti e via via in tanti punti diversi del pianeta. Finche' e' arrivata
in Cina. In Cina pero', appena i manager americani hanno cominciato a
pretendere dai dipendenti la rinuncia al sindacato, subito sono
intervenute le autorita'. "Il sindacato socialista non si tocca!". C'e'
stato un tira-e-molla e alla fine hanno ceduto i "padroni" (gli
americani) e hanno vinto i "compagni" (i cinesi). Per la prima volta
nella storia di Wal-Mart, hanno vinto i lavoratori. Evviva.
Ahime': il sindacato cinese da molto tempo non e' piu' un sindacato ma
semplicemente una polizia. I dirigenti "comunisti" si sono incazzati
coi manager perche' volevano essere loro, e non i manager, a
controllare (e reprimere) gli operai. E' il modello cinese. Che, da un
punto di vista formale, e' assolutamente ortodosso: c'e' il partito, ci
sono le bandiere rosse, c'e' il "socialismo" e non comandano gli
sporchi manager dei "padroni" bensi' i valenti amministratori dello
Stato. Il sistema funziona: la Cina ormai e' un concorrente serissimo
in tutti i campi e, a differenza della smandrappata Russia sovietica,
rischia di raggiungere veramente gli americani in tutti i campi. E
senza rinnegare niente, restando categoricamente "comunisti".
* * *
Nelle stesse giornate in cui avvenivano tutte queste cose, quasi
duecento minatori morivano intrappolati in fondo a una miniera di
carbone. Causa della sciagura, come sempre, le insufficienti misure di
sicurezza. Nessuno sa quante siano le sciagure minerarie in Cina. Si
parla di migliaia di morti all'anno. Ma l'informazione su cio', come su
ogni altra cosa che avviene nel paese, e' rigidamente controllata dal
governo.
* * *
Quando e' cominciato tutto questo? C'entrava gia' Mao? Niente a che
fare con noialtri, con la Tatcher, con Tanzi, con Berlusconi? Si sono
"evoluti" (diventando "capitalisti" e dunque "tradendo" il "comunismo")
o semplicemente il "comunismo" non e' che una veste specifica assunta
dai manager "capitalisti" in certi casi?
Vedete quante virgolette? E' che le parole che abbiamo sono davvero
troppo vecchie, bisognerebbe reinventarle pazientemente una per una. Le
cose, invece, non sono vecchie affatto, ci stanno succedendo sotto il
naso - e non solo in Cina. Ma non abbiamo neanche le parole per
comprenderle, per rendercene conto *ora*.
________________________________________
Ventennali. Cos'e' Cernobyl lo sapete. Cos'e' Bhopal invece no. A
Cernobyl i "comunisti" hanno ammazzato un sacco di gente con la
centrale nucleare. A Bophal i "capitalisti" ne hanno ammazzato
altrettanta con la diossina. Chiedetevi perche' si parla dell'una e non
dell'altra. Chi decide sulla memoria, e di chi e'.
________________________________________
Che ti dice la patria. Al giudice: "Zitto tu, bestia! D'ora in poi,
altro che indipendente! Hai finito di fare giustizia a modo tuo!".
All'imputato: "Eccellenza, io ho grande stima per Lei... Mafioso Lei?
Ah ah! Questo lo possono dire solo quei pirla di giudici... Stia
tranquillo...".
(Non so: si potrebbe almeno evitare di fare film su Borsellino?)
________________________________________
Nostalgia. La Domenica di Repubblica, coi suoi paginoni a colori (ma
perche' mancano Beltrame e Walter Molino?) e la sua rassicurante
citazione, fin nei caratteri tipografici della testata, della vecchia
Domenica del Corriere. Bei tempi, quando i politici coi mafiosi ci
parlavano solo di nascosto e il ceto medio se ne andava orgogliosamente
a spasso con la sua Domenica sotto il braccio e i sudati risparmi
investiti in Fiat, Snia Viscosa e Assicurazioni Generali.
________________________________________
Orgoglio. Ripartono le due Simone, ritornano a lavorare. Le salutano
con affetto i poveri e gli italiani. Le guardano con invidia stizzosa
tutti gli altri. Al Ministero della Propaganda i giornalisti compitano
i doverosi editoriali contro di loro. Poi tornano a lavorare a
manifesti e proclami e - nel tempo libero - a guardare la cacca dei
cavalli che allevano come hobby da signori.
________________________________________
Delusione. Per "scherzo", alcuni ecologisti inglesi hanno messo in giro
la falsa voce che la Dow Chemical avrebbe risarcito le famiglie
(migliaia e migliaia) degli abitanti ammazzati in India da una loro
nube di gas velenoso, vent'anni fa. Esultanza fra le famiglie. Poi la
Bbc ha smentito tutto.
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Quarto Stato. "Hanno attraversato la citta' fino a piazza Venezia,
chiedendo i diritti civili". "Emigranti, da tutta Italia/ migliaia in
corteo a Roma".
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Triumvirati. Cesare, Pompeo e Crasso. Lepido, Marc'Antonio e Ottaviano.
Tremonti, Dell'Utri e Scajola: Questi sono scespiriani.
La Russa, Alemanno, Matteoli: questi so' de l'Ambra-Jovinelli.
________________________________________
"Honorable". Petizione al Congresso degli Stati Uniti: "He should be
returned to his unit or be given an honorable discharge" ("Bisogna
farlo tornare alla sua unita' o concedergli un congedo onorato"). Si
parla del marine filmato mentre ammazzava un prigioniero iracheno
ferito.
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Statistiche 1. L'Italia e' il terzo paese del mondo (dopo Giappone e
Inghilterra) per gioco d'azzardo. Prevalenti Superenalotto e Lotto.
________________________________________
Statistiche 2. L'Italia e' l'ultimo paese industrialeizzato d'Europa
per lettura di libri. Quasi un quinto dei laureati non le negge mai.
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Si avvicinano le elezioni in Portogallo. Il presidente socialista Jorge
Sampaio ha deciso a sorpresa di sciogliere le camere, mettendo fine
alla crisi che minava il Governo di centrodestra. Secondo un sondaggio
oltre il 55 per cento degli elettori considera che il bilancio del
Governo del dopo Barroso, sia stato negativo e in effetti da quando
Barroso ha dovuta lasciare l'incarico di primo ministro per succedere a
Prodi alla guida dell'UE, il Governo e' stato accusato dall'opposizione
prima di voler porre sotto il proprio controllo diversi media poi di
avventurarsi in misure legislative di pura facciata, senza portare a
termina alcun progetto. [t.gand.]
________________________________________
Si avvicinano le elezioni in Palestina. Maruan Barghuti conferma la
propria candidatura.
Barghuti e' condannato dalla giustizia israeliana a diversi ergastoli.
Si sa, siamo in guerra e dei tribunali di guerra c'e' poco da fidarsi,
una cosa pero' si puo' dire: Barghuti non e' un moderato, la sua
candidatura spacca l'elettorato palestinese tra chi vuole la pace e chi
vuole continuare a lottare. Barghuti gode pero' di enorme credito per
aver denunciato la corruzione di Arafat e del suo entourage e questo
nel 2002, molto prima che il caso scoppiasse l'anno passato. Intanto
Sharon ha perso l'ultimo alleato di governo, lo Shinui il partito laico
e moderato d'Israele, che e' uscito dall'esecutivo rifiutandosi di
votare la finanziaria perche' non condivideva gli appoggi economici
concessi agli ultraortodossi.
Sharon, che sta aspettando i risultati delle elezioni palestinesi per
iniziare una contrattazione sull'evacuazione della striscia di Gaza
(gia' approvata dal parlamento), si vede cosi' costretto a cercare
un'alleanza con la sinistra. In qualche mese Sharon ha cambiato una
decina di ministri e anche il suo partito, il Likud, e' profondamente
diviso sul progetto di smantellare le colonie della Striscia di Gaza.
Tuttavia Sharon continua a sembrare l'unica figura politica israeliana
in grado di ottenere un consenso abbastanza largo per continuare sulla
strada intrapresa. [t.gand.]
________________________________________
Si avvicinano le elezioni in Irak. Gli USA portano gli effettivi
militari alla cifra record di 150 000 uomini (Pentagono 1.12.04).
[t.gand.]
________________________________________
Cronaca. Brescia. Liberati da un blitz dei carabinieri cinquanta Bambin
Gesu' di legno, cera, gesso e cartapesta. Da parecchi giorni si
trovavano nelle mani di una misteriosa organizzazione, capeggiata da
una donna chiamata "La Collezionista" che si proponeva probabilmente di
sabotare la celebrazione delle prossime festivita' natalizie.
Restituiti ai rispettivi parroci, tutti i Bambini Gesu' sono
prontamente tornati al loro posto. "Il Natale - hanno annunciato le
Autorita' - proseguira' regolarmente anche quest'anno".
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Cronaca. Roma. Nessun ferito nel (parziale) crollo del Parlamento
verificatosi domenica in piazza Montecitorio. A causa della giornata
festiva, il tratto fra Parlamento e Governo era - contrariamente al
solito - poco affollato e la pesante trabeazione di marmo si e'
schiantata sul marciapiedi causando molto fracasso ma nessun danno alle
persone.
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1a0@libero.it wrote:
< Ti ringrazio per averci/mi raccontato la storia di Marco Benanti,
davvero triste. Come han fatto tutti, o quasi. Lui invece no,
testardamente ha detto NO. La sua liberta', il suo orgoglio e la sua
professione, quella che nessun ordine insegna, non glielo hanno
permesso. In questa nostra terra non ci si sorprende piu' di nulla,
purtroppo. Sono tempi difficili da queste parti, si vive ogni giorno
con quella normalita' che vogliono farci credere.
C'e' la poverta' dilagante, c'e' l'individualismo e l'indifferenza, la
criminalita' oltre alla rediviva mafia. Volevo pero' esprimerti una
sensazione, permettimi. Nella descrizione di Marco pare che tu stia
rivivendo, in qualche modo, la tua storia. E' come se ritornassi
indietro nel tempo per dirci "nulla e' cambiato", in questo caso, a
Catania. Ora come allora comandano gli stessi con il silenzio di chi
dovrebbe obiettare, anche a sinistra. Allora ti chiedo, a parte il
democristiano Bianco, ma come mai una Finocchiaro o un Claudio Fava
(che ha raccolto piu' di 200.000 mila voti) non hanno mosso un dito?
Come mai una certa sinistra sta sempre piu' in silenzio? >
* * *
Boh.
________________________________________
Benito D'Ippolito <nbawac@tin.it> wrote:

Uomini e tigri

< Tu chiudi uomini in gabbia,
ed essi diventano tigri >

* * *

Il chiasso

< Nel chiasso in cui tutti hanno ragione
resto in silenzio e il mio silenzio dica
la colpa che io sento e che non sentono
tutti coloro che di ciancia colmano
il vuoto nel mondo lasciato dagli uccisi >

* * *

In memoria di Dietrich Bonhoeffer

< Quando impiccarono Dietrich Bonhoeffer
dal cielo si senti' come un sospiro
profondo.
Il buon Signore aveva perso un forte
e buon compagno, e ne gemeva triste.

All'ora nona si rirallegrava
il cielo tutto
che' Dietrich Bonhoeffer
compiuta la sua corsa era tornato
infine a casa.

E voi miei cari a cui qui intorno al fuoco
in questa veglia io riracconto ancora
la storia vera e la vera leggenda
del buon Dietrich Bonhoeffer, resistete
come lui resistette.

E non crediate
che non ha senso questo nostro esistere
resistere, cercare, accarezzare
lottare per la vita e la giustizia >
 


1 dicembre 2004 n. 259
________________________________________
Informazione. Per ragioni troppo lunghe da spiegare, non posso lavorare
in Sicilia. Pero' ci torno piu' spesso che posso, e ora per esempio sto
venendo da Catania. Dal barbiere mi hanno raccontato che il comune ha
stanziato, per esempio, novemila euri per partecipare alla Maratona di
New York. Ai miei tempi (allora Forza Italia si chiamava dc)
stanziarono non so quanti milioni per una spedizione catanese nel Mato
Grosso: l'esploratore, che aveva amici in politica, si presento',
spiego' che avrebbe portato il nome di Catania fin nelle lontane
Americhe, e riparti' (destinazione ignota) coi contanti. Alla
Provincia, i consiglieri hanno fatto un'apposita deliberazione per
attribuirsi ufficialmente in massa il titolo di onorevoli. C'e'
fermento - si aspettano le elezioni - e il prossimo sindaco sara'
probabilmente di nuovo Enzo Bianco. Di lui mi ricordo (ma la memoria in
Sicilia e' una maledizione) che la prima volta appena eletto confermo'
un appalto al cavaliere Graci, uno dei quattro famosi. Lo votera' la
sinistra, disciplinatamente, nonostante le manganellate di Napoli e il
patto di ferro con Ciancio.
La destra invece votera' per il geriatra di Berlusconi (un certo
Scapagnini, napoletano) che in questi mesi sta lavorando come un matto
ad aprire nuovi cantieri - di demolizione delle opere pericolanti.
D'estate doveva demolire un cavalcavia: l'operazione duro' un mese, con
fascia tricolore e tivvu' in diretta. Ogni giorno tutti i tiggi'
cittadini - che appartengono tutti allo stesso padrone - lo
intervistavano col casco giallo in mezzo alla polvere del cantiere.
Ogni giorno si parlava del "Ponte di Catania", la grande opera (di
demolizione) che avrebbe assicurato il passaggio del sindaco alla
storia.
Tutte queste cose, naturalmente, i catanesi non le sanno (o, se le
sanno, le sanno come vuole il padrone) perche' a Catania e' severamente
proibito fare informazione. C'e' un unico giornale, e' vietato farne
altri (se lo fai non te lo mettono in edicola), i giornali nazionali
sono tollerati ma non mostrati in edicola. Vietato anche fare cronache
catanesi che non siano quelle di quell'unico giornale e difatti
Repubblica - per esempio - non ne fa.
In tutta la citta', c'e' un unico giornalista. Ormai l'hanno
individuato, percio' posso anche farne il nome: Marco Benanti. Lavorava
per l'Ansa, ma siccome anche l'Ansa li' sta nel palazzo di quell'unico
padrone un bel giorno gli hanno fatto trovare la stanza chiusa e la
scrivania ripulita. "Il mio archivio! Che avete fatto del mio archivio?
Ci ho messo anni...!". "Archivio? Quale archivio? Ma scusi, chi e' lei?
Chi la conosce?". La destra muta, perche' Benanti ha denunciato
scandali di destra. La sinistra zitta, perche' ha denunciato scandali
anche dell'altra parte.
Benanti, che e' fesso, invece di far cio' che ogni catanese di
buonsenso avrebbe fatto al suo posto (buttarsi in politica, iscriversi
a una cosca mafiosa o emigrare) s'e' intestardito a fare quell'orribile
mestiere in quella citta' che proprio non lo tollera. Alla fine (tutti
i pazzi ragionano allo stesso modo) s'e' buttato sull'internet, e ha
fatto un sito. Per campare, se n'e' andato a fare lo scaricatore
all'aeroporto americano, a Sigonella. Magari gli americani, gente
straniera, l'avrebbero lasciato lavorare.
E invece no: dopo un po' e' staltato fuori che il nominato Benanti
Marco: a) e' un giornalista rompicoglioni; b) e' communista! Ai sensi
della Legge McCarty del 1954, due nerboruti Mp l'hanno preso e l'hanno
sbattuto fuori. Gli e' andata molto bene che non e' finito a
Guantanamo.
Interessa a qualcuno, questa storia? Interessa - chesso' - al Barbiere
della Sera, a Serventi Longhi, al sindacato?

Bookmark: http://www.erroneo.org http://www.girodivite.it
________________________________________
Trovalavoro. "REPVBBLICA ITALIANA - Ministero di Grazia e Giustizia -
Ufficio Personale - Concorso per Titoli ed Esami a numero 10 (dieci)
Esecutori di giustizia. Si richiede: eta' compresa fra i 25 e i 45
anni, certificato di sana e robusta costituzione fisica, cittadinanza
italiana, obblighi militari assolti, certificato di battesimo
rilasciato dalla Parrocchia del comune di nascita, attestato di
moralita', dichiarazione (autocertificazione) di sano e corretto
comportamento sessuale. Sono titoli preferenziali: la conoscenza di una
o piu' lingue straniere (particolarmente l'italiano), la provenienza da
una provincia ad alto tasso camorristico, leghistico o mafioso, il
servizio prestato per almeno un anno in Corpi finalizzati alla difesa
della Cristianita' (Militia Christi, GG.PP., ecc.) o nei Corpi Separati
della Repubblica Italiana (Gladio, Avanguardia, ecc.) e la
partecipazione all'apposito corso tenuto dal Ministero
dell'Interno-Divisione Affari Riservati e Speciali in localita'
Bolzaneto.
Le domande vanno inviate entro e non oltre il 25 dicembre c.a. presso:
Ministero di Grazia e Giustizia, Ufficio Concorsi, Commissione
Selezione Personale Legge Castelli, via Arenula, Roma".
________________________________________
Informazione. Secondo la Federazione della Stampa, due terzi dei
giornalisti italiani (stampa, tv, internet, ecc.) non hanno contratto
di lavoro. Non hanno quindi alcun mezzo legale per far prevalere, in
caso di conflitto, la verita' dei fatti sugli eventuali interessi
dell'editore.
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In Ucraina. "Il governo ci manda al tg delle videocassette e noi ce le
dobbiamo prendere e mandarle in onda".
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America 1. Anche il simpatico Clinton ha preso soldi dai sauditi, e
neanche pochi: almeno un milione di dollari, parte direttamente dalla
famiglia reale e parte da sceicchi minori. Il tutto per finanziare il
suo "Memorial", che sarebbe una specie di palazzaccio kitsch di pessimo
gusto (stile Arcore, insomma) che dovrebbe servire a tramandare ai
posteri le sue imprese. Nel palazzo-museo, fra molti oggetti storici
destinati allo studio dei posteri, ne manca purtroppo uno: la scatola
dei preservativi usati dal presidente per dialogare con le sue
stagiste. Se ci avesse pensato (a usarli, intendo) il mondo oggi
sarebbe completamente diverso: non avrebbe lasciato tracce, la Lewinski
non avrebbe potuto invocare la prova del Dna, Clinton non sarebbe stato
sputtanato, Gore sarebbe stato eletto, Bush sarebbe rimasto il figlio
scemo dell'ex capo della Cia, Saddam sarebbe ancora un fedele alleato
di Washington, nessuno (pubblicamente) parlerebbe di guerre e di
imperi, e tutti vivremmo felici e contenti con qualche bombardamento di
nascosto, quando proprio non se ne potesse fare a meno, ogni tanto.
Invece.
________________________________________
America 2. I giornali non riescono piu' a scuotere la gente (il Quarto
Potere e' bolso), e quanto alla televisione fa dormire. Il cinema
invece divide, fa opinione e - dunque - democrazia. L'Ultima tentazione
di Cristo ha messo all'ordine del giorno la questione del fanatismo
"cristiano". Farenheit 9/11 per poco non ha buttato giu' un presidente.
Kinsey ha imbestialito mezzo paese, ripiombato oramai (ma senza rock
ne' allegria) in pieni Anni Cinquanta. E in questi giorni Alexander the
Great, col suo Alessandro bisex, sta riaprendo il "dibattito" sui gay,
che ormai e' arrivato a un passo dal triangolo rosa.
________________________________________
America 3. Patriot Act. Legge con cui - con la motivazione della lotta
al terrorismo - il governo puo' assegnare d'autorita' la vigilanza
degli aeroporti alle Famiglie siciliane come i Rendo.
________________________________________
Chagall. Il violinista che suona, all'uscita del ghetto, per divertire
i soldati. I soldati che lo ascoltano con un sorriso sprezzante e
divertito. Alla fine: "Va bene, puoi andare. Schnell!".
Oh, come chiamerei tutto questo, se a farlo - nella vostra pazzia
dimentica - non foste voi!
________________________________________
Maramaldi. Vogliono espellere dall'Italia un rappresentante ufficiale
del governo palestinese, un certo Ali Rashid. Costui - che ha rango
diplomatico in Italia, e sia pure di una povera ambasciata - ha osato
accusare di parzialita' una giornalista italiana che si vanta di vivere
in una colonia paramilitare nei territori occupati in Palestina. Queste
colonie, gestite dagli integralisti "ebraici", contrarie alla stessa
legge israeliana, illegali sotto ogni punto di vista e "giustificate"
con mussoliniani richiami alla Grande Israele, sono il principale
ostacolo per la pace in Israele: l'esercito israeliano e' costretto a
difenderle con le armi, i terroristi palestinesi vi trovano il
principale oggetto di propaganda.
Non si contano - dall'una e dall'altra parte - gli innocenti ammazzati
per colpa di questi fanatici senza coscienza. In queste condizioni,
ovviamente, di informazione corretta non si puo' parlare nemmeno
lontanamente: io avrei usato espressioni molto piu' dure di quelle di
Rashid, ma costui e' palestinese - e dunque perdente, e dunque di razza
inferiore - e il giorno dopo la sua protesta dal palazzo hanno chiesto
la sua espulsione per lesa maesta'. Vergogna alla "giornalista"-colona,
vergogna ai politici maramaldi, e vergogna a un paese che ha avuto i
suoi esuli, e non sa rispettare quelli altrui.
________________________________________
Nord e Sud. Fra tutte le citta' d'Italia Lecco - secondo Legambiente -
e' quella in cui viene maggiormente osservato il rispetto
dell'ambiente. Reggio di Calabria quella in cui viene osservato di
meno. Poveri perche' barbari o barbari perche' poveri?
________________________________________
Dal vasto mondo e dintorni. Schroeder pianifica un incontro con Bush
per il primo trimestre del 2005. La visita e' prevista per superare gli
attriti causati dalla guerra in Irak, durante il secondo mandato di
presidenza Bush. La Germania spera di ottenere un posto fisso nel
consiglio dell'Onu e avrebbe studiato la formula di non aspirare al
diritto di veto, che rimarrebbe dunque prerogativa delle cinque forze
nucleari del pianeta: USA, Inghilterra, Francia, Russia e Cina.
* * *
Sharm El Sheik. Si e' chiusa la conferenza di pace che ha visto riuniti
i rappresentanti dell'Unione Europea, dei G8, della conferenza islamica
e della Lega Araba in cui e' stato deciso di abbuonare l'80% del
credito Iracheno dei tempi di Saddam, un gesto che dovrebbe garantire
una maggiore sinergia mondiale, per arrivare alla pacificazione
dell'Irak e ad elezioni universalmente accettate. Francia e Germania
hanno aderito all'accordo.
* * *
Jacques Chirac sara' in visita ufficiale da Gheddafi a Tripoli a
partire dal 24 novembre, si tratta della prima visita di un capo di
Stato francese in Libia dall'inipendenza del Paese nel 1951. Chirac e'
stato preceduto quest'anno dai capi di Governo di Inghilterra, Italia e
Germania, in un anno in cui la riabilitazione del terrorista Gheddafi
e' stata comprata a suon di petroldollari alle famiglie delle vittime
degli attentati orchestrati da Gheddafi in Francia, Inghilterra e
Germania.
* * *
I ministri della difesa dell'Unione Europea hanno deciso di dotarsi di
tredici "gruppi tattici 1500". Unita' di combattimento schierabili in
quindici giorni e dislocabili ovunque nel mondo. Il progetto era stato
concepito da Parigi e Londra e costituisce un primo nucleo di difesa
comune europea.
(t.gand.)
________________________________________
Spot. Per tutto dicembre in largo Grassi a Milano, viscino all'uscita
Lanza del metro', si terra' Piazze Solidali con associazioni, commercio
equo e solidale, artigianato dal sud del mondo, libri, cd e lo
sportello del volontariato.

Info: Acea 02.67574301
__________________________________
Spot. Dal 5 all'8 dicembre, a Pitigliano (Grosseto), Settimo Festival
di Cinema e Cultura Ebraica. Il programma 2004 avra' al centro la
figura di Anna Frank, nella ricorrenza dei 60 anni del suo arresto
nell'Alloggio segreto e dei 75 anni dalla sua nascita. Molti quindi i
film dedicati a lei, fra cui il documentario "Cara Kitty" e soprattutto
il trailer di "Cara Anne Frank - Il dono della speranza" che uscira'
nel 2006.

Info: staff@pitifest.it
________________________________________
Alessandro wrote:
< Non male l'idea dei leghisti: col sistema delle taglie si creano
onesti posti di lavoro. Non ho vinto il concorso per bidello? Faccio il
bounty-killer! L'unico problema e' ancora l'assurda burocrazia
necessaria per avere un'arma: liberalizziamone il mercato, con l'ottimo
effetto, tra l'altro, di incrementare i consumi (di armi e bare) >
__________________________________
Viviana wrote:
< Armati i cittadini e messa la taglia, a quando il linciaggio? E
possiamo riattivare anche lo scalpo? >
__________________________________
Pierfrancesco wrote:
< "Portare i pantaloni o fumare una sigaretta era ancora considerato
disdicevole per una signora...".  Beh almeno in mezzo a tanta disgrazia
una cosa gliela dobbiamo riconoscere, a quei tempi, il cancro ai
polmoni e le malattie cardiovascolari erano un priviliegio tutto
maschile... >
________________________________________
surfer73@inwind.it wrote:
< Mi chiamo Cetty e leggo da un po' la vostra e-zine. Sono siciliana,
della provincia di Palermo e vorrei provare a lanciare questo sassolino
nell'oceano di Intenet ma soprattutto delle coscienze di tutti e vedere
quanti cerchi riesce a provocare. Sono una giornalista disoccupata, al
momento vivo all'estero dove mi rifugio di continuo per non assistere
allo sfascio etico-morale e materiale che incombe su quella mia
maledetta isola. Ho un appello da fare, appunto, contro quello che
chiamo il pizzo morale che giornalmente si paga non solo alla mafia ma
anche e soprattutto alla mentalita' mafiosa della classe politica e
della cosidetta intellighenzia. Parlo della censura sui giornali di
tutte le porcate che i partiti di centro destra stanno portando avanti
indisturbati nei piccoli centri cosi' come nelle grandi citta', dove
neanche i giornali di sinistra possono azzardarsi a denunciare piccoli
e grandi misfatti. Dove per primi sono i direttori a censurare i
giornalisti e a fare i servi dei padroni. Scrivo oggi, cercando di dar
sfogo ad un dramma a cui assisto impotente da anni (da quando almeno
sono in grado di comprendere qualcosa di politica e societa') perche'
ho letto l'inchiesta di Gian Antonio Stella (forse l'ultimo giornalista
libero italiano rimasto) sul nepotismo di Bossi che a Bruxelles ha
fatto assumere il fratello e il figlio come assistenti accreditati e
strapagati. Vogliamo alzare finalmente la voce e la testa e fare
qualcosa? Perche' non raccogliere denuncie dalle varie parti d'Italia e
cercare di diffonderle presso l'opinione pubblica inerne e soporizzata?
Io amo la mia isola e non la vorrei mai contaminata, la vorrei popolata
di gente onesta, di giovani che lottano per la legalita', anzi no, che
non debbano lottare per la legalita' >
________________________________________
carlo.ruta@tin.it wrote:
< Tre anni di lavoro informativo di "accadeinsicilia.net" hanno
consentito di realizzare un archivio che conta oggi oltre duemila
documenti, divisi fra letteratura civile, documentazione storica,
inchieste, testimonianze, cronache, reportages. Si e' cercato di fare
informazione a tutto campo: da Portella della Ginestra agli intrighi
della finanza nazionale. Vanno aprendosi falle di conoscenza
importanti. Diverse persone stanno cominciando a testimoniare a viso
aperto, con determinazione e a loro rischio, sui bubboni piu' o meno
nascosti che da decenni corrodono la citta' di Ragusa: il deprimente
stato della giustizia, le trame lobbistiche della Banca Agricola
Popolare, il malaffare nelle istituzioni, gli insoluti del delitto
Spampinato. Il muro atavico dell'omerta', fondato sull'intimidazione
costante dei cittadini, comincia a incrinarsi. La reazione a tutto
questo e' rabbiosa e allarmante. Resisi conto infatti delle improvvise
scoperture, i registi piu' o meno in ombra della citta' stanno usando
tutti i mezzi perche' venga ripristinato il silenzio. Viene addirittura
chiesto al tribunale l'oscuramento di questo nostro sito. Si fa un uso
palesemente distorto degli uffici giudiziari, vengono vilipese le
persone che stanno testimoniando, si ricorre alla falsificazione, come
se nulla fosse cambiato dall'eta' dei baroni, in spregio alla
Costituzione della Repubblica, che garantisce il diritto di cronaca, la
liceita' della critica civile, la liberta' d'informazione. Ovviamente,
non ci si lascera' intimorire. Di ogni abuso verra' informata
l'opinione pubblica. L'inchiesta continua. >

Bookmark: http://www.accadeinsicilia.net
* * *
Carlo, mi ricordo di te. Una decina d'anni fa mi hai chiesto un
contatto con Michele Pantaleone per una tua inchiesta sulla mafia. In
tutto questo tempo, a quanto pare, non hai cambiato stile, non hai
fatto carriera, e ti sei meritato addirittura l'onore del bavaglio.
Questo, per noi giornalisti, e' l'esame vero. Bravo. (r.o.)
________________________________________
Pindaros<pynd@eleutheros. el> wrote:

< Bellissima e' l'acqua, risplende
fra le altre ricchezze, siccome
di notte una fiaccola, l'oro:
che cerchi, mio cuore, nel cielo
splendente un altro sole? o, fra le gare,
un'altra Olimpia? No, non ce ne sono:
di la' gioiosamente il verso sbocca
dal cuore dei poeti, nel ricordo
di uomini e di dei, nella gloriosa
dimora scintillante di Gerone. >

* * *

< E' tardi per l'amore, anima mia:
giovinezza passo'. Ma la luce
che splende nello sguardo di Teosseno
inonda il desiderio ad ogni cuore
che non sia di metallo. Ma Afrodite
occhiallegra mi sprezza e soffro invano

 


23 novembre 2004 n. 258
________________________________________
C'e' aria di divorzio, in giro. La storia del matrimonio gay, dei
"culattoni", dei licenziati per sospetta omosessualita' ricorda
moltissimo l'Italia di prima del divorzio, con le centinaia di piccole
storie "normali" drammatiche (i "pubblici concubini", le "conviventi"
in miseria dopo la morte del loro uomo, ", i processi alla Sacra Rota,
le maestrine licenziate per "immoralita') di cui pero' parlavano solo i
radicali e Pasolini. Storie comuni che pero', a un certo punto, la
gente comincio' a percepire come non piu' normali. I politici
continuavano a tranciar giudizi e a scomunicare (tutti i parroci,
allora, erano i principali politici dei rispettivi paesini) ma ormai la
gente non gli credeva piu' come prima. Non per ragionamento, ma per
antica bonomia. "Lo sai che non sono sposati?". "Ah, davvero?".
L'anno o il paio d'anni prima del divorzio fu un momento umanissimo
della nostra storia: si parlava di diritti in tutti i bar sport del
paese, il divorzista di solito era uno che "aveva girato il mondo",
leggeva un quotidiano e a volte usciva senza cravatta. "Io, per
fortuna, sto benissimo con la mia signora. Pero'...". I preti e i
politici non avevano capito niente. Non che fossero cattivi, ma da
troppo tempo erano abituati a "educare" tutti (l'antico notabilato
italiano) e non concepivano che, su problemi cosi' "morali" e profondi,
la gente fosse ormai in grado di ragionare con la propria testa.
Dovete concepire un'Italia in cui, in tutto il Sud, le donne anziane
vestivano di nero. Portare i pantaloni o fumare una sigaretta, nel
"Saper vivere di Donna Letizia" che arrivava alle abbonate di "Epoca" e
"Grazia", era ancora considerato disdicevole per una signora. "Donna al
volante, pericolo costante": le guidatrici erano poche, e dunque
strane. Fino a pochi anni prima la legge prevedeva l'immunita' per il
marito che avesse assassinato la moglie "adultera" o il suo amante. Il
partito comunista esitava moltissimo a impegnarsi per il divorzio
perche' "la gente in queste cose vota per i preti".
Dalle mie parti, la campagna del divorzio la facemmo quelli di Lotta
Continua - ragazzi -, un oste e un ragioniere liberale. Andavamo in
paesini sperdutissimi, dove in piazza venivano gli adolescenti e i
vecchi (gli uomini adulti erano emigrati); verso meta' del comizio
cominciavano a spuntare le prime donne, con l'aria di passare per caso.
Ricordo uno di questi villaggi, in cima a una montagna dopo dieci
chilometri di sterrato. Nella povera piazza c'era un monumento ai
caduti; o meglio, c'era il suo piedistallo, poiche' i soldi per statua
dovevano essere stati troppi per il povero comune. Sui quattro lati del
piedistallo c'erano incisi i nomi di tutti i paesani morti Per la
Patria, ognuno con la data, il grado militare, il cognome e il nome: un
sottotenente, undici caporali e il resto tutti soldati. Il comizio si
faceva la' davanti, sugli scalini. La gente ascoltava in silenzio e
attenta, nella povera solennita' della democrazia.
* * *
Il mio paese, l'Italia, divento' maggiorenne allora. Il popolo si
scopri' capace di comandare, di regalare dei diritti umani a coloro
che, a suo insindacabile giudizio, ne avevano bisogno: anche se
"strani", anche se pochi. "Se passa il divorzio vostra moglie vi
tradira', e magari non non un altro uomo, ma con la cameriera!". Questo
lo disse Fanfani, a Caltanissetta. Fanfani rimase simpatico, ma - su
faccende di modernita' e di progresso - definitivamente screditato. "E
che gli pare qua, che siamo ancora nell'ottocento?".
* * *
Ebrei, zingari, omosessuali. Le vittime di Hitler, e della tradizione
"cattolica" (e protestante), non furono solo i primi. Dei tre, gli
ebrei si sono armati, e quindi non li perseguitano piu'. Ma omosessuali
e zingari sono ancora bersagli, nelle zone piu' viscerali d'Europa (in
Romania, appena liberi, per prima cosa fecero una legge contro gli
zingari. In Slovacchia lo stesso. In Lituania festeggiarono gli
antisemiti). Non li uccidono piu', perche' i tempi non sono piu'
quelli. Ma l'odio e il disprezzo di base e' sempre quello.
* * *
Per caso, con la polemica sui gay, i vari Buttiglione e Pera hanno
toccato corde molto profonde. Dei due, Buttiglione e' un brav'uomo (un
coglione: se lui puo' dare del peccatore a chi vuole lui, non vedo
perche' io, che non debbo dirigere nessuna commissione laica, non posso
dare dell'imbecille a chi voglio io) e Pera invece un pericoloso
pugnalatore, un fascista. Entrambi, in quest'occasione, hanno reso un
servizio: hanno messo il paese davanti a un'alternativa precisa, fra
essere minorenne e maggiorenne, fra la democrazia dei notabili e quella
dei diritti. "Ma non son piu' gli anni Settanta!". E chi lo dice?
L'Italia , nei momenti difficili, e' sempre assai piu' matura di quanto
la credano i politici e i giornali. Di diritti dei gay, passata
l'emergenza Buttiglione, non s'e' parlato piu'. Per "non spaventare i
cattolici", e perche' c'erano cose piu' urgenti. Io invece penso che
bisogni ricominciare a parlarne proprio ora, come preliminare culturale
(e politico) a tutto il resto. Allora, nel '74, su questo aveva ragione
Pannella.
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La Grande Sorella. Le donne non salveranno il mondo, ne' lo faranno, a
quanto pare, i poveri e gli oppressi. La nuova Grande Sorella,
Condoleeza Rice, segna un deciso salto di qualita' - sulla via del
pessimismo - rispetto alla gia' terrificante Margareth Tatcher.
Quest'ultima, a ben bensarci, non aveva nulla di particolarmente nuovo.
Era donna si', ma questo era l'unico particolare innovativo. Per il
resto, sul classico: famiglia bottegaia, invidia per i "nobili",
gomitate, abbigliamento da Rotary (con le perle al posto del rolex),
parenti ladroni, banalita' aggressiva. Con tutto cio', il solo fatto di
essere donna ce la rendeva, inconsciamente, gia' meno repulsiva.
Niente, era anche lei un maschio, siamo stati gabbati; il vero politico
"femminile" in Inghilterra doveva ancora nascere e sarebbe stato,
vent'anni dopo, Tony Brair (le sculacciate ai piccoli, le gaffes da
casalinga, lo "oh yes?" davanti alle scene piu' dickensiane, la bonta'
spalmata sui bombardamenti).
Adesso, finalmente, siamo stati accontentati: una donna e' arrivata al
potere (e che potere!) e non solo e' una donna, ma e' simpatica, e'
piccinina, e' nera, e' cresciuta in Alabama a poche decine di metri da
Wilma Rudolph e Martin Luther King. "I have a dream..." sospirava il
buon predicatore. Se ci fosse stato un dio, l'avrebbe avvertito subito:
guarda che a due isolati da qui c'e' una bimba che un giorno ammazzera'
piu' poveri e piu' neri di tutto il Ku Klux Klan riunito. Ma Dio non
c'era, o dormiva, e cosi' il dottor King continuo' il suo bel sogno
invece di andare a farsi un bourbon doppio nel piu' vicino bar aperto.
S'e' mai visto un politico che ha il suo nome scritto a poppa (in segno
di riconoscenza dei petrolieri) di una megapetroliera? Vi immaginate se
l'avesse fatto Craxi? L'ha fatto lei, e nessuno ha detto una parola.
Adesso e' arrivata - quasi - dove voleva, e pensando a quel "quasi" sa
benissimo di essere naturalmente piu' simpatica di Hillary Clinton
(seria, autorevole, wasp: lei e' sbarazzina, determinata e nera). Due
donne, una contro l'altra, a contendersi la presidenza degli Stati
Uniti? Avremo fatto salti di gioia, al solo immaginarlo, quando avevamo
ancora le illusioni. Adesso tutto quel che ci riesce e' di
solidarizzare col vecchio maschilista generale, che alla fine e' stato
l'unico a provare un po' di vergogna per i bombardamenti e le torture.
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"Cittadiniiiii! Volete le tasseee? O non le voleteeeee?". El Supremo,
dal balcone della Residencia, arringa el pueblo. Las cosas vanno male,
di questi tiempos, se non s'nventa qualcosa el pueblo finisce che
s'incazza overamente. Al tavolo del gobierno las excelencias sospirano.
Abolire le tasse! E come si fa? "Veramente, mi Presidiente,
l'Europa..." (Pastrufazio, da qualche tempo, fa parte dell'Europa).
"¿Que te friegas de esta Europa?" fa El Supremo.
"¡Europeos todos maricones!" sghignazza un altro. Scroscio di risa.
"Ma, Supremo, de donde la grana? ¡Faltan dineros!".
"Se poderia printar meneda..." fa uno.
"¿Como? Se printa en Alemania, el euro...".
"¡Printamos moneda nacional!".
"Ma...".
"¡Nada si y nada ma! Cien miliardos de patacones por manana! Por pagar
a los employados!".
Le urla si fanno sempre piu' forti, adesso e' difficile distinguere
qualcosa che non sia un "¡Maricon!" o un "¡Patacones!".
In fondo al tavolo siede il piu' giovane delle Eccellenze, un oriundo
italiano di cui non si ricorda il nome. Il cognome si, quello e' famoso
perche' suo padre nella lontana Italia s'era reso leggendario per
spirito sparagnino e contabilita' occhiuta (una volta, ministro, nego'
al popolo la tivvu' a colori perche' "es una expensa inutil y
consumosa"). Chissa' che avrebbe detto ora sentendo parlare cosi' di
barzellette sulle tasse e Tesoro sderenato. Probabilmente non avrebbe
detto niente, avrebbe cavato il revolver e tirato un colpo in aria (il
primo) a titolo di avvertimento.
Il giovane La Malfa si agita nervosamente sulla sedia. El Supremo
continua a riformare l'economia.
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Sicilia 1. E Cuffaro? Ancora a piede libero. Questa settimana comunque
non gli e' arrivata nessuna incriminazione nuova, il che fa salire
notevolmente le sue quotazioni. Sara' per questo che i dirigenti Ds
siciliani si sono rifiutati di firmare la mozione di sfiducia contro di
lui ("e' controproducente").
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Sicilia 2. E Palermo? Se ne va: l'anno scorso sono emigrati 4427
giovani, all'estero o al nord. Il tasso di disoccupazione e' del 23 per
cento. Nella classifica Censis figura agli ultimissimi posti per tenore
di vita. Di tutti i capoluoghi siciliani, quello che se la passa meglio
e' Catania, che in classifica nazionale pero' sta al posto numero
ottantasette. La restante Sicilia sta fra il novanta e il centouno. In
Sicilia, pero', ci sono ben due squadre di serie A e cio' rende felici
i suoi cittadini.
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Italiani. Tanti anni fa (non poi tanti: quando loro ed io eravamo
giovani, l'altro ieri) Carlo Rossella e Gianfranco Fini erano due
ragazzi entusiasti, rispettivamente, per la sinistra e per la destra.
In un mondo di adulti grigi e seriosi, loro erano gli alternativi.
Giacca e cravatta? E noi jeans! Notabili dc? E noi giovani militanti
senza paura! Piano piano, senza fretta? E noi cambieremo tutto! Passano
gli anni, e dai due entusiasti ragazzi son sbocciati due signori di
mezz'eta'. Uno s'intravvede da dietro il vetro fume' d'una mercedes
(compunto, seduto dietro), l'altro sale le scale d'un ministero.
Tutt'edue - a differenza dei vecchi Dc - sobriamente eleganti, liftati,
giovanili. Sanno intonare, loro, calzini e cravatte. Considerano
sommamente disdicevole credere in qualcosa e questo, nel complesso, e'
l'approdo di una generazione.
* * *
Proteste fra gli onestisti per Manca, per Ando' e per La Ganga. E chi
erano? Beh, l'altro secolo erano "i socialisti", quelli cioe' che di
volta in volta se la prendevano colla commissione P2, col pool
antimafia, con Mani Pulite. Non lavoravano gratis, non facevano voto di
poverta' e non erano fanatici difensori della proprieta' privata.
Neanche di quella pubblica, del resto.
La Ganga! Uno con un nome cosi', e che in piu' era factotum di Craxi
per gli enti locali, dove volevate che finisse in quell'epoca
communista, se non in tribunale? Ma e' acqua passata, e difatti e'
abbastanza difficile anche solo parlarne. Si', ma a me che me ne frega?
Beh, se fai politica e magari sei di centrosinistra forse sei un po'
giu' perche' questi stanno passando tutti dalla parte tua (nella
Margherita, per ora) e tu hai buttato vent'anni della tua vita a
contrastarli. E allora? Alla tua eta', ancora ti vuoi fare il sangue
marcio per loro? Scavalcali, invece, sii piu' pidduista e piu'
laganghesco di tutti.
Segui l'esempio mio: sono appena stato a parlare da Rutelli e ci ho
detto: "Signor compagno, ho l'idea geniale per vincere le elezioni in
Sicilia!".
"E come?".
Semplice: candidiamo Andreotti - numero uno a Palermo - capolista
dell'Ulivo, e dietro di lui tutti gli altri: D'Acquisto, Ando', Drago,
Salvo Lima, Ciancimino...  Si', anche quelli, che gliene frega agli
elettori se sono vivi o morti?".
"Uhm. E lo slogan?".
"Basta con la Sicilia calunniata, Sicilia avanti in Europa! (o nel
progresso o nel futuro o a Katmandu, insomma da qualche parte)".
"Uhm. Ma tu che cos'eri, ai tempi della Democrazia cristiana?".
"Beh... io veramente nella Dc non c'ero. Pero', guarda, ero a Lotta
Continua! E ci ho le referenze!".
"Ah, allora...".
Gente, se vince Andreotti mi fanno assessore alla provincia. Parola di
Rutelli.
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Torna Stranamore. Bin Laden, Bush, i camorristi a Napoli, i satanisti a
Varese... In questi tempi tranquilli, di buono c'era solo una cosa e
cioe' che almeno non bisognava piu' preoccuparsi per la faccenda degli
equilibri nucleari. Quando avevo la tua eta' io era l'incubo principale
della nostra generazione: un tot di missili l'America, un altro tot la
Russia e tutt'e due col dito sul grilletto... Basta, meno male che alla
fine e' arrivato Gorbaciov e 'sta storia della sfida atomica e' finita.
Credevo: invece l'altro giorno alla televisione e' arrivato Putin e' ha
dichiarato: "Cuompagni... vuolevo dire cittadinanza...  la grande
Russia sta prueparando un grandissimuo missile, uno missile mai vistuo,
muolto ma muolto piu' grande di kuel ridiculo kosino che hanno gli
amerikanski...". Fine della trasmissione. Subito gli americani
prepareranno il super-contro-missile, i russi il
contro-super-contro-mega, e cosi' via. La prima volta, per puro culo,
e' andata bene. Ma stavolta?
(Per la cronaca: perche' Putin ha bisogno, dice, di tutta 'sta bomba?
"Contro il terrorismo!").
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Imperi. Accordo fra Giappone e Russia sull'antichissima lite per le
Kuril, alcuni isolotti ghiacciati che i due imperi si sono strappati a
vicenda in tutte le varie guerre. Alla fine hanno deciso di fare meta'
per uno, due isole a te e due isole a me. Meno male che non sono
dispari.
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Routine. Chissa' se nei giornali hanno gia' preparato il coccodrillo
per l'Italia.
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Liberazione. Sabato 27 novembre si terra' il quarto LinuxDay italiano.
In molte citta' si svolgeranno dibattiti, workshop e altre iniziative
per far conoscere il sistema operativo simbolo della liberta' di
pensiero e della condivisione del sapere. In particolare in Sicilia
l'evento sara' strettamente coordinato tra i gruppi delle citta' di
Catania, Palermo, Ragusa e Siracusa.

Bookmark: http://www.linux.it/LinuxDay/programma.phtml
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Informazione. Oscurati per ordine della procura due siti del sindacato
RdB-Cub. I siti contenevano informazioni e dati sul lavoro precario ed
erano molto seguiti per consulenze, informazioni e consigli sui vari
diritti. Non e' stato comunicato il motivo della chiusura.

Bookmark: http://www.lavorivariabili.it (reindirizzato d'autorita' a:
www.confindustria.it)
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Pianeta. Sempre piu' frequente, nelle foto satellitari, il rilevamento
di grandi macchie scure sopra l'India e la Cina (smog prodotto da
centrali a carbone).
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Spot. "Regime" di Marco Travaglio e Peter Gomez: a Palermo il 20 a
Lettere, il 23 a Napoli alla Feltrinelli, il 25 all'Archiginnasio a
Bologna, il 29 a Torino.
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Elena M. wrote:
< Nel mese di dicembre 2004 presso l'Universita' Statale di Milano si
tengono concorsi pubblici per totali 67 posti a tempo indeterminato.
Tutti i 67 posti sono gia' assegnati, nel senso che saranno vinti
precisamente dalle 67 persone che attualmente li ricoprono con
contratto a tempo determinato. Basta leggere il criterio di valutazione
dei titoli (il medesimo in tutti i 67 bandi) per scoprire come la
amministrazione abbia a priori escluso dalla vittoria qualsiasi
candidato esterno (cioe' non dipendente dell'ateneo): laddove
quest'ultimo svolga due scritti entrambi da trenta, sara' ugualmente
superato dal candidato interno che abbia preso 21 in entrambe le prove,
poiche' al candidato interno sono riconosciuti titoli fino a trenta
punti. Sono un lavoratore precario della Statale di milano, entrato con
un concorso a tempo determinato, come altre 246 precari che attualmente
lavorano qui. Su 247 precari - 67 dei quali sanno di vincere il
concorso - 180 non rimane che rassegnarsi ed attendere la scadenza del
contratto ed una sana disoccupazione. O no? >
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Marco Carnazzo wrote:
< Forse anche alcuni di voi, come me, hanno qualche conoscente
statunitense e dopo i risultati elettorali sono preoccupati per lui.
Ecco la soluzione: http://www.marryanamerican.ca >
______________________________________
liz4rd wrote:
< Vuoi un altro esempio di esproprio? sono andato a comprare la
ricarica per il cellulare. 30 euro. Ma alla fine il mio credito risulta
incrementato solo di 25. 5 euro sono regalati, in modo vergognoso, alla
wind-omnitel-tim ... per coprire quali spese? l'ennesima truffa
legalizzata. Come se non fosse gia' abbastanza il fatto che un sms per
la compagnia dei telefoni avra' un costo di 0,00001 centesimi, ma noi
ne costa 15! Cio' non toglie che i disobbedienti sono dei geni per dare
pretesti di repressioni ai pisanu di turno... >
________________________________________
Fondazione Antonino Caponnetto wrote:
< Siete invitati al VII vertice in difesa della legalita' e della
giustizia sociale, a Campi Bisenzio (FI), presso la limonaia Caponnetto
di Villa Montalvo, sabato 27, dalle 16 in poi.
Quest'anno discuteremo su "la nostra riforma della giustizia" con:
Caselli, Ciotti, Casson, Colombo, Galasso, Grasso, La Licata, Russo,
Travaglio, dalla Chiesa, Impastato, Amurri, Marrazzo, Lucarelli e
altri.
Il vertice sulla legalita' era un appuntamento fisso creato e voluto da
Antonino Caponnetto. Continuiamo in sua memoria. Vi aspettiamo >

Info: info@antoninocaponnetto.it
________________________________________
Nicola Pannelli wrote:
< Volevo comunicare le date della tournee napoletana di Narramondo,
un'associazione culturale che nasce dall'esigenza e dall'urgenza di
portare in teatro le ferite del tempo presente: dal 23 al 28 (al
Tintadirosso) "Nightingale & Chase" di Zinnie Harris. Dal 7 al 12
dicembre "Undici settembre", tre insolite storie comuni. Di e con
Nicola Pannelli. Inoltre, laboratori di narrazione per attori e non >

Info: info@narramondo.it
Bookmark: http://www.narramondo.it
________________________________________
Till wrote:
< Non me ne frega assolutamente nulla di avere un leader, un boss, un
capo supremo che dal Monte Sinai, da un manuale Windows o da un
convegno di cervelloni, scende ai miei livelli e mi dice cosa e'
giusto, cosa e' sbagliato, cosa e' bello e cosa e' proibito... >
________________________________________
Michele Galluzzo wrote:
< Stiamo tirando su un progetto dal nome "Mardoc"  per una nuova
creativita' intellettuale giovanile. Ci servono i disegni dei bambini,
i graffiti degli adolescenti, i corto dei giovani artisti, i versi dei
poeti, e le parole dei giovani scrittori, narratori, cantastorie. Non
per offrire nuovo combustibile alla societa' dello spettacolo di per
se' molto ingolfata ma per cercare vie d'uscita anche laddove oggi
sembrano precluse. Vi prego di inviarmi pagine di diario, recensioni,
tavole a fumetti, sfoghi grafici, scritti, foto, registrazioni audio o
video di qualsiasi tipo... registrazioni radio, canzoni, poesie o
discorsi registrati >

Inviare a: Michele Galluzzo  via Pascoli, 51, 72021 Francavilla.
________________________________________
linarena@yahoo.it wrote:
< Caro R., ti leggo e mi diverto per le banalita' che scrivi. Criticare
il capitalismo e' facile ma e' molto difficile distruggerlo o ricrearne
uno con nuove caratteristiche anche perche' non si conosce una versione
del capitalismo, diversa da quella attuale. Avrai letto certamente
Liberazione del 18 novembre scorso ed apprezzato l'articolo del prof.
Raul Mordenti che sogna di fare la rivoluzione comunista. Come Modenti
ti ritengo un sognatore che, nelle more, semina zizzania per
distruggere l'economia capitalista. C'e' solo un particolare: i tuoi
semini non sono Ogm per cui, strada facendo, muoiono attaccati dai
virus. Comunque ti faccio tanti auguri e continuero' a lottare contro
te ed anche contro il nano Rossi Paolo per impedire che il mostro del
comunismo abbia a rinascere. Non dimenticare, poi, che in tema di
rinascita di mostri la nostra scienza ha creato un vaccino che
trasforma il ricordo del comunismo in un festival di cretinerie.
S'intende, per far ridere l'umanita' sulle tragedie che i tuoi compagni
hanno regalato al mondo occidentale >
________________________________________
festini@geem.it wrote (ma perche' proprio a me?):
< Subject: pariglia.  In vendita pariglia di baio oscuri polacchi a
5.000 Euro, disponibili per prova zona Ivrea. Contattare direttamente
Roberto tel.32.225594 >
________________________________________
Mimmo Lombezzi wrote:

<  L'Eufrate mormorava
calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il 24 maggio:
l'esercito marciava
per raggiunger la frontiera
e far contro la stampa una barriera....

Muti passaron quella notte i fanti
tacere bisognava e andare avanti!
E inoltre bisognava far tacere
la stampa indipendente dal potere

Soffiava infatto dalle amate sponde,
un vento di censura sulle onde
Era un presagio dolce e un po' fascista
L'Eufrate mormoro':
Non passa il giornalista ! >
________________________________________
Libro di lettura (ad uso dei piccoli siciliani, e anche neri,
marrocchini, africani, brasiliani e rumeni e di tutti gli altri Paesi).

< Ero vigliacca di fronte al futuro.
E poi, d'un tratto, arrivando
sulle banchine, poiche' dal fiume
veniva un vento carico di odori
marini, mi ha presa un grande
senso di avventura >
[simone de beauvoir]
* * *
< Sapere questo prima di
tutto: che non si capiva
niente. Che persino le madri
che dicevano ai figli di
sapere tutto, non sapevano >
[marguerite duras]
________________________________________
AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:

< Al di la'
molto, molto al di la'
tra una stella e l'altra
si stende lieta
la mente sorridente.
Quieta, leggera,
senza spazio.
Un respiro, ha lo spazio di un respiro.
In silenzio accogli il mio volto,
adamantino.

L'amore e' l'unica pausa
che fa il tempo infinito >


* * *
< Il rivo borbotta nell'acqua
- sei mia mia mia -
trattiene soltanto il respiro
- sei mia mia mia -
e l'acqua solletica affanno:
- sei mio mio mio - >
 


16 novembre 2004 n. 257
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"Giornale radio. Il Duce ha disposto oggi le dimissioni del capo
dell'Informazione Popolare. Il camerata Mentana, destinato ad altro
incarico nel Ministero, ha accolto la decisione del Duce con spirito
patriottico e virile disciplina. E' tutto per oggi, andra' ora in onda
il varieta' Perche' molti culattoni sono anche ebrei. Gentili
ascoltatori, buona sera".
* * *
Anche il fascismo, in fondo, era "normale". La gente difatti ci si era
abituata. Dei pazzi nessuno parlava piu', i dissenzienti - non pochi -
venivano discretamente controllati.
C'erano gerarchi cattivi e gerarchi buoni, il fanatico Farinacci (un
Larussa in camicia nera) e il pensoso Bottai, il cupo Bocchini e
l'allegro Ciano. C'erano un sacco di gerarchi idioti, che non servivano
a niente ma venivano buoni nelle barzellette (Starace, Bondi) che erano
numerosissime, e tollerate. Infine, simpatico e lontano, c'era Lui.
"Ah, se lo sapesse il duce!". "Fanno quello che vogliono, non gli
dicono niente!". "Pero' hai visto com'e' invecchiato?".
Anche nelle redazioni, naturalmente, le cose erano "normali". C'era il
direttore cretino, che pretendeva il saluto romano, e c'era - molto
piu' diffuso - il direttore perbene. "Vabbe', ragazzi, in prima
mettiamo il discorso, una bella foto mi raccomando... Il fondo lo fa il
ministro, voialtri non ci pensate...". Prime pagine orribili,
ministeriali, ma cronache (esclusi gli argomenti vietati: Fiat,
omicidi, scioperi ed ebrei) da cui stando molto attenti si poteva
capire qualcosa, magari il possibile coinvolgimento di qualche gerarca
periferico in qualche intrallazzo bancario di serie B. Sugli esteri non
si lavorava affatto, li mandava praticamente gia' pronti il ministero.
"Il bolscevismo che minaccia...","La fedelta' all'alleato...". Dei gas
in Abissinia nessuno sapeva niente.
Molti di quei colleghi, da giovani, erano stati giolittiani o
socialisti. Adesso erano i piu' allineati e coperti, perche' non si
ritenevano mai perdonati abbastanza. Te li levavi dattorno offrendogli
una sigaretta e poi salutandoli con un pigro mezzo-saluto romano. In
complesso, non si stava male. E difatti non era una tirannia, era un
regime.
* * *
Mentana, fra i gerarchi fascisti, sarebbe stato sicuramente un amico di
Ciano. Nemico della retorica, dignitoso, rarissimamente (e mai al
giornale) in camicia nera, tutto sommato abbastanza fiducioso
nell'intuito del duce, borghesemente sprezzante verso le esagerazioni
"estremiste". Parlare di Matteotti? Ma e' morto da dieci anni! Ma su
Girolimoni, cronaca ampia e approfondita. Magari lasciando intuire che
qualcosa di marcio c'e' dietro. Non fosse stato cosi' perbene, sarebbe
stato un frondista. Ma quella e' una carriera diversa, da Malaparte o
da Ferrara. Di personaggi cosi' sono pieni i libri di Brancati.
"Il Duce ha accettato le dimissioni del camerata Mentana...", ed e'
stato anche cosi' magnanimo da lasciarlo sfogare. "E' stata una scelta
politica, ubbidisco ma non mi piace...". Un dignitoso malcontento
insomma, ma leale e disciplinato (e premiato con altro incarico piu'
gratifica di nove milioni di lire del '36).
Al giornale, al posto del direttore "avvicendato" (termine tecnico)
arriva quello nuovo, che e' un ex socialista, ex sindacalista,
volontario fiumano, marcia su Roma: ha una camicia nera nuova fiammante
e risponde con un virile saluto romano al saluto romano, sull'ingresso,
del portiere. "Finarmente ce ne hanno mandato uno come dico io... - si
commuove il portinaio, vecchio squadrista - Altro che quer fighetto co'
la cravatta e er lei...". Fuori pioviggina. Le notizie di oggi:
"Fermato uno speculatore dalla milizia al mercatino rionale; vendeva
dei Cd contraffatti". "Entusiastica accoglienza del plenipotenziario
del Duce...". "Investito da un tram a Primavalle, e' grave...".
"Milioni d'italiani, approfittando delle favorevoli condizioni
atmosferiche...".  "Vincita milionaria alla Sisal...". Normale.
* * *
Anche a quei tempi c'e' stato un momento cosi'. Quello in cui si
cacciavano i moderati e i "borghesi" e al loro posto arrivavano quelli
della prima ora. Divisa a posto, scattanti, ansiosi di dimostrarsi duri
e puri. Ma non era un buon sintomo: si trattava semplicemente di
stringere la cinghia e i ranghi per la tempesta che s'avvicinava,
venendo dal grande mondo fuori dalle mura. Mentana era il gerarca del
'36, scettico, sicuro di se', vincente. Rossella invece e' il primo dei
gerarchi di Salo'. Cupo, assediato da tutti, coi tedeschi sul collo e
un duce ormai rimbambito a cui rendere conto.
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A calare. Chiesti solo otto anni di carcere per il signor B. Il
pubblico ministero Boccassini ha infatti deciso di ritenerlo
responsabile solo di corruzione semplice (Sme) e non anche di
corruzione in atti giudiziari. Di questo passo finisce che invece di
mandarlo in galera lo fanno presidente del Consiglio.
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"Va bene, cacciatemi pure. Vuol dire che me ne andro' per le strade di
Russia, chiedendo un pezzo di pane ai contadini. A me non lo
negheranno. Sanno perche' sono stato cacciato. Ma a voi... ". Nikita
Krusciov aveva ancora un anno di vita quando disse queste parole. Era
stato uno dei due massimi potenti del mondo. Quando America e Russia si
affrontarono col dito sul bottone dei missili nucleari (la crisi di
Cuba, anni Sessanta) fu lui il primo a tirarsi indietro. Il suo rivale,
il giovane presidente americano, proclamo' la vittoria dell'Occidente.
Al Politburo', poche sere dopo, in una grande sala del Cremlino
Krusciov fu dunque messo sotto accusa. Avevano buoni motivi per
detestarlo; lui era stato il primo a mettere in discussione i privilegi
della nomenklatura, a denunciarne i delitti e - cautamente - ad aprire
le porte al popolo, al disgelo. Uno dopo l'altro, i massimi esponenti
della nomenklatura prendevano la parola. "Debolezza di fronte al
nemico...", "Troppa liberta'!", "Il ruolo dirigente del Partito!". Lui
li ascoltava distrattamente, ormai molto lontano. La guerra, i compagni
rimasti la', i nazisti invincibili - "eppure li abbiamo battuti" -, i
campi pieni di cadaveri e di neve , il suo paese. "E' orribile, la
guerra - pensava - Come fanno a non rendersi conto? Io che l'ho
fatta...".
"Va bene, compagni, passiamo ai voti" pronuncio', riscuotendolo,
qualcuno. Mezz'ora dopo Nikita Sergeievic Krusciov, che era stato
operaio a diciott'anni, soldato dell'armata rossa, commissario del
popolo a Stalingrado e infine Segretario Generale del partito, non era
piu' nessuno. Si alzo' pesantemente: "C'e' altro?" chiese. "Si',
compagno, pensiamo che ora devi lasciare anche la tua casa. E' del
partito". E allora egli disse quelle parole. Le disse senza adirarsi,
posatamente. E poi volto' le spalle e se ne usci'.
* * *
Queste cose avvenivano moltissimi anni fa, nel Novecento. L'orrore
della guerra, dall'ultimo reduce ai presidenti e ai generali, era
allora una caratteristica della razza umana. "Non so con che armi si
fara' la terza guerra mondiale - disse una volta Einstein - Ma so con
che armi si fara' la quarta. Con la clava".
Quanti ne sono morti in Iraq? Centomila? E nell'assedio, adesso,
quanti? Seicento? Quanti sotto le bombe, quanti con gli attentati?
Quanti semiti, quanti ariani, quanti in Palestina, quanti in Israele? E
chi lo sa. Non sono piu' i vecchi sopravvissuti a contarli, a piangere
col cuore stretto per ciascuno di loro. Sono i giovani capibranco, i
maschi adulti con la clava.
Sorridono, mostrano i denti, guardano dritto in macchina mentre
proclamano ancora che vinceranno. Il soldatino impaurito in prima linea
al fronte, la donna che stringe forte il piccolo dentro la casa
bombardata, il sarto che cerca gli occhiali fra le rovine della sua ex
bottega - costoro non hanno piu' amici fra i potenti, perche' coloro
che votano ormai non hanno mai visto la guerra. Salvo che in
televisione.
I pazzi brindano gioiosamente (i pazzi che sono in Israele da pochi
anni, senza sapere nulla d'Israele - alla morte di Arafat) o emettono
proclami di rastrellamento dai monitor della Cnn o decidono che altri
martiri siano spesi a maggior gloria di God/Allah, o come chiamano
adesso i loro dei. Krusciov, con tutta la sua generazione, dorme sotto
la neve.
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Espropri proletari 1. Le principali banche italiane hanno espropriato
ai loro poveri clienti (secondo Cassazione) sessantatre' miliardi di
euri con interessi passivi trimestrali usurai e illegali. Misure
straordinarie sono state disposte dalle Questure delle principali
citta' italiane per prevenire il ripetersi di simili episodi. "D'ora in
avanti, tolleranza zero - ha promesso il questore di Roma Achille Serra
- Da questa settimana davanti a ogni banca stazioneranno degli appositi
vigilanti, riconoscibili dall'apposita divisa, col compito di impedire
ulteriori atti di appropriazione a danno dei cittadini. Le leggi vanno
rispettate, tolleranza zero".
Da oggi, dunque, possiamo sentirci tutti piu' tranquilli. Le
rassicurante divise blu permetteranno anche alle vecchiette di passare
tranquillamente davanti alle banche con la propria pensione nella
borsetta. Il vigilante sta li' per questo, per impedire che la banca
improvvisamente esca sul marciapiede e si metta a rapinare i passanti.
Magari giustificandosi poi come "vittime della societa' dei consumi".
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Espropri proletari 2. Avevo appena finito di fare i Cd per i miei amici
(niente, le mie storielle che vedete qui, tutta la collezione: roba
scema, ma mia) quando improvvisamente suonano alla porta di casa.
"Momento!". Ma quello continua a suonare e a battere con impazienza dei
colpi. "Arrivo!". Non so se avevano gia' cominciato a tentare di
sfondare la porta, fatto sta che appena apro vengo quasi travolto da
due energumeni che si precipitano dentro e vedono i Cd sul tavolo e il
masterizzatore. Uno dei due si precipita avidamente sui Cd e comincia a
contarli, l'altro m'immobilizza e mi tira fuori il portafoglio.
"Undici!" fa il primo marcantonio. Al che l'altro apre il (mio)
portafoglio, tira fuori dei soldi, se li mette in tasca, mi restituisce
con sprezzo il portafoglio e mi lascia andare. "Ma... ma io... Come vi
permettete... Chiamo la polizia!". "Siae - fa il primo dei due
allontanandosi - Siamo della Siae". "E non fare lo spiritoso - aggiunge
il secondo - o e' peggio per te. Sappiamo dove stai". Sblam! Se ne sono
andati. Eccheccazzo c'entro io con la Siae, mi chiedo. Comunque, meglio
non correre rischi. Per stavolta non faro denuncia. E poi, a che
servirebbe?
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Espropri proletari 3. "Paga il governo!". Tagliolini, risotti, merlot
d'annata... Dieci primi e secondi, piu' antipasti e vini, fa piu' di
mille euri: ma al posto dei clienti sul tavolo e' rimasto solo il
volantino. "Abbasso la borghesia, evviva l'espopriazione!". Il
cameriere, perplesso, raccoglie il volantino e porta al padrone. Apriti
cielo! "Li hai lasciati andare! Imbecille! Come hai fatto a non
accorgertene! Non lo sapevi che oggi qui a Venezia c'era tutto il pieno
dei contestatori?". "Ma io...". "Niente se e niente ma! Non te ne sei
accorto? Paghi tutto tu!". E il povero cameriere resta la', col suo
lavoro in pericolo e il conto di mille euri da pagare. Come si chiama
il locale? L'Harry's Bar di Cipriani. E il cameriere? Non lo sappiamo.
Ma azzardiamo: Ugo Fantozzi.
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Preghiera di una vecchia signora: "Dio, aiuta noi ricchi che' i poveri
ci sono abituati".
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Napoli 1. < L'assenza e' di tutti. Comprende tutti, anche quelli che se
ne stanno beati a prendere l'aperitivo a piazza dei Martiri il sabato
con due auto della polizia a garantire l'evento. Quelli che non hanno
mai visto i ragazzini che fanno da sentinelle a Scampia.
Che manco ci sono mai passati anche solo in macchina in quei posti. Che
non hanno mai percorso la strada che da Aversa porta alla periferia di
Napoli, una delle tante strade che allacciano il potere camorristico
cittadino con la provincia.
Arrivando da quella parte si attraversano dei veri e propri check point
della camorra. Si sentono, vedono, le cucine, le atmosfere, che fanno
da sfondo alla vita di quei ragazzi che poi finiscono a fare da
guardiaterritorio ai boss. Ci si imbatte in questi cerberi ragazzini,
apparentemente inoffensivi, traditi dallo sguardo, dagli atteggiamenti
ma favoriti dalle scelte urbanistiche e architettoniche che hanno
creato l'isolamento. I nodi di cemento sono diventati i punti di vista
di un fortino del male. I luoghi bui, non visti sulla carta dei
progetti, ottimi posti di vendita della droga.
Ci sono zone di Napoli che non hanno diritti, ci sono parti di citta'
che vivono sospese, in balia del pericolo e con altre regole: quelle
dei clan. Il resto sta bene e fa invidia. Si', e' vero la droga
c'entra, come c'entra la voglia di affermarsi di andare a stare bene,
la fame di soldi, la voglia di salire in cima, di uscire dalla
periferia, ma dietro questa scalata c'e' il vuoto.
E' una catena del male. Per romperla basterebbe l'impegno dal basso.
L'assedio sociale, non la repressione totale, l'apertura, lo scambio.
Manca un investimento che punti a sovvertire le regole a cominciare da
quelle urbanistiche, continuando con quelle di cultura, d'insegnamento.
E' lo stato che deve vincere la guerra del territorio ma lo deve fare
con il suo linguaggio non con il loro. Assediare Scampia, Piscinola, e
le altre zone a rischio con incontri, libri, dibattiti, ogni giorno.
Fare li' le presentazioni dei libri, le discussioni, prendere una volta
non per il collo ma per le idee, estorcere il giusto diritto a vivere.
Fare quel percorso della metropolitana al contrario. Creando la giusta
domanda, la fretta, il bisogno di dare a quei luoghi i progetti
promessi, gli spostamenti di universita' e di luoghi del sapere.
Provando a spiegare a quelli che fumano e fanno la guardia alle strade,
aspettando l'auto sbagliata, la moto avversa, l'uomo dell'altro clan,
il poliziotto, che c'e' un'altra possibilita' > (m.ciriello)
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Napoli 2. Eurostat. Giovani senza lavoro in Campania: 58 per cento.
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Dibattito. "Un laico di provata fede...".
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Riappropriazioni. Torneranno alla Famiglia d'appartenenza i beni del
boss Tano Badalamenti, quello che fece ammazzare Peppino Impastato.
Essendo il mafioso morto prima del provvedimento definitivo di
confisca, la Procura avrebbe dato parere favorevole alla restituzione
di terreni e palazzi sotto sequestro.
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Accanimento giudiziario. Un onorevole del partito di governo, in una
telefonata con un esponente della malavita, s'e' vantato di vari atti
illegali fra cui vari assassini operati dai suoi gorilla. La telefonata
e' stata intercettata e registrata dalle forze dell'ordine, ed e'
attualmente all'indagine della Procura. Nessuna dichiarazione contro i
magistrati e' stata tuttavia rilasciata da palazzo Chigi, ne' alcuna
intervista contro l'"accanimento giudiziario" e' stata rilasciata
dall'on.Fini. Cio' probabilmente e' dovuto al fatto che l'episodio in
questione e' avvenuto in Brasile.
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Terrorismo. Secondo Vladimir Ustiniv, procuratore generale della
Russia, bisogna sequestrare i familiari dei terroristi piu' sospetti
finche' costoro non si arrendano. L'ha detto nella maniera piu' formale
possibile, in una seduta solenne del parlamento russo.
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Nudi alla meta. Londra. Proteste all'aeroporto di Heathrow contro
cabine ai raggi X che dovrebbe individuare eventuali armi sui
passeggeri. Questi ultimi, pero', risultano nudi sui monitor della
sicurezza. "Beh, pero' si vedono solo in bianco e nero".
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Telefono Azzurro. Si abbassa l'eta' dei disturbi alimentari. "Per le
ragazze la possibile insorgenza e' scesa dai 14-16 anni agli 11-13. Nel
65 per cento dei casi si tratta di bulimia, nel 35 per cento di
anoressia".
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Dal Vangelo secondo San B. "Gesu', quando vide che il cibo non bastava
per tutti, non divise in pezzetti il pane per soddisfare tutti con
poco, ma lo moltiplico' e distribui' per soddisfare i bisogni di tutti"
(Giuseppe Vegas, sottosegretario all'economia, parlando delle misure
fiscali di Berlusconi).
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Ventisette. Il 44 per cento degli italiani, secondo l'Istat, ogni
finemese ritiene di essere nei guai. L'anno scorso era il quaranta per
cento.
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Muri. Quello di Berlino cadde quindici anni fa ma, secondo un sondaggio
di Bildwoche, il trentatre' per cento dei tedeschi non ne e' al
corrente.
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Cronaca. Roma. Sfrattata, con ufficiale giudiziario e polizia, una
famiglia di sei persone di cui due con handicap fisici e una anziana.
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Memoria. L'Associazione dei creativi pubblicitari (Adci) ha deciso di
promuovere "i Venerdi' di Enzo". L'idea (di Marco Andolfato, socio di
Enzo Baldoni) e' di istituzionalizzare l'attenzione che il mondo della
pubblicita' dedica agli aspiranti creativi, nella memoria - ma
soprattutto nello spirito - di Enzo Baldoni. Enzo dedicava agli
"aspiranti creativi" i suoi venerdi' pomeriggio: un impegno che
affrontava con partecipazione, incoraggiando e indirizzando. Diversi
direttori creativi di agenzie piccole e grandi si sono resi disponibili
a tenere un posto libero nella loro agenda il venerdi' pomeriggio come
lui.
"Se sentite dentro di voi il germe della pubblicita', fin qui coltivata
come segreta passione, e vi chiedete se ne avete anche la stoffa,
troverete orecchie esperte disponibili ad ascoltarvi. Scriveteci,
raccontate in poche righe chi siete e cosa vorreste fare da grandi
(copy o art), specificando anche dove vivete. Il Club smistera' le
vostre richieste di appuntamento, e vi mettera' in contatto con dei
Soci qualificati. Attenzione: i Venerdi' di Enzo non nascono per chi
gia' lavora in pubblicita' e vuole cambiare agenzia, ma per chi si
chiede se potrebbe mai fare il creativo pubblicitario. Non mandate
lavori ne' allegati. Mandate solo una email, e se pensate che sia utile
il vostro curriculum. E' una piccola idea, speriamo anche utile. A Enzo
sarebbe piaciuta".

Info: venerdi@adci.it
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Memoria. < A settant'anni Letizia Battaglia, tra i piu' grandi
fotografi che l'Italia abbia conosciuto nel dopoguerra, lascia Palermo.
Va a Parigi per ricominciare ad esercitare un mestiere e uno sguardo
che la Sicilia non le chiede piu'. E' un atto di dolore civile. In
dieci anni le hanno commissionato solo quattro lavori, con la sciatta
superficialita' che il nostro giornalismo rivolge ormai all'immagine e
al racconto. A lei, anche a lei, il senatore Andreotti deve i suoi
processi palermitani: tra le prove della sua amicizia con i mafiosi
Salvo c'erano due scatti all'hotel Zagarella - acquisiti agli atti -
che ritravevano i due potenti esattori in compagnia di Andreotti.
Quegli scatti li aveva fatti Letizia Battaglia, negli anni di
quotidiana avventura per le vie e i palazzi di Palermo con il giornale
L'Ora.
"Vent'anni dopo - riflette ora lei - Andreotti e' osannato, premiato,
riverito in Italia e nel mondo... E io? Anche se fotografo bambini su
pelli di capra o fiori di campo, la firma di Letizia Battaglia non
piace piu' a nessuno" > (cl.f.)

Bookmark: http://www.itacanews.it
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T.P. wrote:
< Per la prima volta l'avvocato Ugo Colonna non ha potuto testimoniare
al processo Lembo. Si trova in carcere per aver "minacciato"
l'autorita' giudiziaria. Sapete perche'? Perche' ha denunciato
illegalita' e ingiustizie (e collusioni di parte della magistratura)
attraverso i media. Un "delitto di opinione" punito con il carcere. In
tutta la storia del nostro bel paese, questo provvedimento e' stato
applicato soltanto 4 o 5 volte. Colonna, dal lontano 1997, fa esposti
al Csm e alle autorita'. E' stato lui a denunciare il "verminaio" del
caso Messina, la falsa gestione del collaboratore Sparacio e il
malaffare dei palazzi.
Ogni lunedi' e ogni venerdi' Colonna veniva qui a Catania (da Torino,
dove si e' dovuto trasferire con la famiglia per motivi di sicurezza),
con la scorta al seguito, per deporre davanti ai giudici. Stavolta non
ha potuto >
* * *
Le indagini calabresi su mafia e politica hanno finalmente portato alla
luce intrallazzi tollerati da troppo tempo in quell'infelice regione:
collusioni con politici di governo, rapporti con i mafiosi, pressioni
"autorevoli" sui magistrati ecc. La solidarieta' ai magistrati, specie
nel momento in cui vengono pubblicamente aggrediti - sul tema specifico
- dal vicepresidente del Consiglio in persona, e' dunque doverosa.
All'interno di questo quadro, molti militanti antimafiosi di grande
autorevolezza (fra cui Vendola) segnalano pero' il pericolo che alcuni
degli inquirenti abbiano colto questa occasione anche per "togliersi
dei sassolini" dalle scarpe, e in particolare i controlli cui la
procura di Reggio (unitamente a quelle di Catania e Messina) era stata
soggetta da parte dell'opinione pubblica piu' avvertita, dal "caso
Catania" in poi. (r.o.)
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snare83@libero.it wrote:
< Prima di tutto ciao, sono un ragazzo di soli 21 anni realista e
libero nella testa da ideologie, siano esse di destra o di sinistra! Ho
letto di quell'articolo su Krusciov mi ha molto colpito in senso
negativo: e' vero che Krusciov ripudio' a parole l'operato di Stalin
giacche' nei primi momenti vi partecipo' come generale in ucraina ed e'
altrettanto vero che non scese in guerra ma da qui a farne un articolo
che lo dipinge come un "buono" credo sia esagerato! Krusciov infatti
non solo ordino' stragi e repressioni contro chi ostentava appertenenza
religiosa ma com'e' noto almeno da esperti di storia anch'egli si
macchio' di crimini contro l'umanita'.
* * *
Krusciov non ripudio' a parole Stalin: fece un casino della madonna (il
famoso Rapporto) che gli stalinisti non gli perdonarono mai. E' vero
che segui' Stalin (come commissario, non generale) alla guerra, ma era
la guerra patriottica contro i nazisti e tutti i russi vi parteciparono
con coraggio, comunisti e non. Non veniva - come Andropov e Putin - dal
Kgb, ne' l'ebbe mai in simpatia; neanche questo lo aiuto' a restare al
potere. Ebbe moltissimi limiti, non oso' spingere le riforme fino in
fondo e anch'egli fece le sue repressioni (infinitamente minori di
quelle di Stalin, o anche di Bush o Putin), che anch'esse vanno messe
nel conto. Nel complesso fu il piu' popolare fra i governanti sovietici
del dopoguerra, e di gran lunga umanamente il migliore. Mi piace
ricordarlo perche' non e' vero, in quel regime, che furono tutti
disumani: ci furono figure che vanno distinte dalle altre, per pura
giustizia, fermo restando il giudizio negativo sul "socialismo reale".
Piu' ancora, bisognerebbe ricordare quei comunisti (Dubcek, per dirne
uno) che si batterono per il popolo, senza mai rinnegare il comunismo
ma difendendo la democrazia.
A loro e' toccata una sorte molto amara, repressi dai "comunisti",
dimenticati dai "democratici", senza riuscire a salvare il loro popolo
ne' dagli orrori del socialismo reale ne' da quelli del capitalismo
selvaggio che ne ha preso il posto.
________________________________________
maurizio.pittau@tiscali.it wrote:
< Qualche anno fa, nel Michigan, un contabile afroamericano di 33 anni
offri' uno dei suoi reni ad un pensionato bianco di 64 anni, in lista
di attesa per un trapianto. Cio' che aveva messo in contatto tra loro i
due soggetti cosi' diversi, che altrimenti non avrebbero nulla da
spartire, era il fatto di giocare insieme a bowling. In questo caso, la
passione per il bowling ha legato le persone, al punto che da un
divertimento comune e' scaturito un gesto profondo di solidarieta' e di
senso civico. In America questo forte legame era tipico di molti club e
associazioni, ma anche dei gruppi di amici che si ritrovano
regolarmente a giocare a poker o tra i vicini che organizzano le
grigliate. Nel nostro tempo si gioca sempre piu' a bowling da soli: in
termini economici sta diminuendo il "capitale sociale" (l'insieme delle
facolta' e delle risorse umane, in conoscenza, istruzione,
informazione, capacita' tecniche), una risorsa oggi minacciata
dall'individualismo dopo che per un lungo periodo la gente si e'
distinta per un forte impegno comunitario. Le reti sociali sostengono
le persone, non soltanto perche' producono maggiori obblighi e
controlli, ma anche perche' orientano la gente alla reciprocita' e alla
fiducia; in altri termini, creano valori, norme e aspettative che
rendono piu' coesa la vita collettiva >
________________________________________
Luciano Capitini wrote:
< A Palermo, un insegnante universitario, nonviolento, sta tenendo un
corso a dei carabinieri sui metodi nonviolenti. All'inizio dell'anno
aveva tenuto un simile stage alle guardie di finanza >
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Andrea wrote:
< Io e mia moglie abbiamo registrato le due puntate sulla vita di
Borsellino e ieri sera le abbiamo viste entrambe. Mi (e vi) chiedo se e
quanto e a cosa questa produzione possa servire: sapendo che della
storia di chi combatte la mafia (come di tante altre storie italiane)
se ne parla poco o niente (di sicuro non nei libri di testo per la
scuola, sulle TV di stato, ...) Io sono nato nel 1970 e mi rendo conto
che la storia contemporanea italiana (resistenza, BR, 77, e via
dicendo) e' un buco nero: lunga vita a San Libero, Indymedia, le "Asce
di guerra" di Wu Ming e Ravagli e tutte quelle fonti di
informazioni/acqua limpida e fresca nel mare inquinato (o
ideologicamente depurato) dell'informazione nazionale >
________________________________________
Paolo G.wrote:
< "...le convenzioni di Bretton Woods (il dollaro come moneta di
riferimento) ormai stanno in piedi solo per motivi politici e non
economico-strutturali". Tecnicamente, gli accordi di Bretton Woods sono
morti nel 1971 (Nixon non poteva piu' garantire che i dollari in giro
potevano essere scambiati con l'oro della Fed, e, tra parentesi, furono
i francesi a scatenare il putiferio). Poi, da sempre tutti gli accordi
monetari internazionali stanno in piedi, finche' ci riescono, per
motivi politici e non economico-strutturali >
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longoborina@libero.it wrote:
< Continua l'accanimento contro poveri e anziani. Stanno concedendo una
breve proroga al 31 marzo 2005 per gli sfrattati appartenenti a queste
categorie purche' dichiarino di voler accettare contratti a canone
libero e di breve durata. Difficilmente i proprietari concederenno in
locazione appartamenti a categorie considerate avanzi. Alcuni Tribunali
accolgono ricorsi presentati dai proprietari per negare perfino il
diritto minimo previsto dal decreto stesso. Esempio: secondo il G.E. di
Roma "non e' provato che" un invalido civile al cento per cento con
accompagno (non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita con
relativa certificazione della Asl) sia handicappato grave, in quanto
serve un'ulteriore certificazione medica rilasciata dalla stessa Asl; e
"per questi motivi" dispone la prosecuzione dello sfratto facendolo
cadere dai benefici della sospensione. >
________________________________________
Tito Gandini wrote:
< Su France 2 c'era un reportage su un signore che ha 108 anni e
probabilmente e' l'unico sopravvissuto della battaglia della Somme.
Bisogna immaginarsela questa cosa, l'unico sopravvissuto di una guerra
di milioni di persone. Una persona che ci unisce e non tanto per la
vittoria sulla morte, ma per quella sulle generazioni: un sedicenne di
oggi, un vecchio cosi', se lo potra' ricordare, lo potra' vedere e
toccare. E magari ad andarci a parlare con questo vecchio, avra' in
memoria, nella sua memoria di bambino, un ottuagenario poco meno che
napoleonico. Stasera diro' a Ninni che ha 4 anni, di guardarlo bene
quel vecchio e di ricordarselo. Di ricordarne il volto, gli occhi e le
mani. Lei non capira', ma non fa niente, io poi le ricordero' di questo
vecchio, magari registrero' la trasmissione. E quando lei avra' 100
anni o anche qualcuno di meno voglio che si ricordi a sua volta di
questo vecchio, in un processo di memoria, di tempo infinito, di storia
viva da ricordare e spero che abbia nipoti cui tramandarla questa cosa.
Siamo gente noi, e sono gente pure loro, i morti >
________________________________________
redrage@tin.it wrote:
< "A questi senza Dio gliela faccio vedere io, chi comanda qui'!".
Esordi' cosi' il macchinista del merci carico di rifiuti tossici, che
transitava in quella tratta ferroviaria d'oltralpe. Dall'altro lato
"Dai, aiutami, che se mi incateno, fermiamo il merci!". Al contrario
del gioco della sedia dove ognuno cerca di prendere l'ultimo posto:
tutti si sono alzati e lui a divincolarsi con un "bastardo fermati!"
ancora in gola. Ma queste leggi dello stato, quanto sono vicine alla
societa' civile? Anni luce e tutti coloro che crescono e si avviano sul
percorso del risveglio notano questa profonda frattura e si pongono il
classico dilemma del "che cosa faccio?" Mi rivolgo ai politici? E no,
chi le ha approvate queste leggi, con una "sana e costruttiva"
opposizione? Agli avvocati? Ma e' inutile perche' i giudici applicano
le leggi dello stato. Lo dico ai giornali? No, non si vende piu' la
pubblicita' e i gadgets delle preziosa collana geostoricasocionewage
non in promozione... E allora? Manifesto, ci lascio la pelle
possibilmente, perche' sembra che l'unica maniera di potere dimostrare
il proprio dissenso sia rimasta questa >
________________________________________
Max wrote:
< Non condivido il 95 per cento di quello che scrivi, ma il bello e'
li', potersi confrontare: grande segno di democrazia perche' se fossimo
tutti di destra o tutti di sinistra... addio democrazia >
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patrizio.ta@libero.it wrote:
< Sono felice che si festeggino i cinque anni della Catena, cosi' come
sono felice che si festeggino, sempre i questi giorni, gli otto anni di
Diario. Due realta' importanti per il mio cercare di essere informato.
Diario lo seguo da sempre, la Catena purtroppo no; sono comunque felice
di averti incontrato, e se e' successo lo devo ad un caro amico che
purtroppo non e' piu' con noi. Si chiamava Enzo Baldoni. Buona fortuna,
di cuore >
________________________________________
AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:

< Quebec, e' tornato il sole.
Vieni alla finestra
ora che il sole e' tornato.
E' l'ultimo suo bacio
e la notte e' lunga >

* * *

< Cerco fra i poeti
la tua verde mano,
birantina
fluorescente
rovente.
 


8 novembre 2004 n. 256
________________________________________
Nel 2004 ancora si assediano citta': Falluja come Sagunto o Magdeburgo,
col generale che arringa le truppe prima dell'assalto (non senza
invocare la protezione di Dio), gli assediati che digrignano i denti
per l'odio e la paura, i re e gli imperatori che aspettano notizie
avidamente e, nel resto del mondo, la vita che tira avanti
tranquillamente, coi suoi panem et circenses e la sua democrazia.
Quanti morti - non combattenti - ha causato l'assedio finora? E chi lo
sa. Non sono rilevanti militarmente. Nessuno del resto ha mai saputo
esattamente quante siano stati gli "effetti collaterali" a Sagunto o di
quanto esattamente sia diminuita la popolazione della Gallia dopo che
Cesare ando' a portargli la liberta' e la democrazia.
________________________________________
I profughi. Gli zeloti. Il coraggio, anche disperato. Il mito del
ritorno. Il terrorismo. La fede in un dio unico. Sentirsi i prediletti
di questo dio. Essere disprezzati e temuti dai "buoni cristiani".
Essere disegnati per sprezzo, sui fogli antisemiti, con minacciosi nasi
adunchi e grandi labbra. Soffrire. E - "l'anno prossimo a Gerusalemme".
Tutte queste cose hanno in comune, a loro - non incosciente - dispetto,
arabi e ebrei. Popoli delle grandi citta', ma nati nel deserto. Arafat,
che era arabo, poteva anche essere ebreo. Muore in esilio, da ebreo;
anch'egli - come milioni di altri semiti prima di lui - sara'
seppellito lontano da Gerusalemme.
Di quest'antichissimo Mediterraneo, di questa radice civile che non e'
romano-barbarica ne' cristiana, Arafat ha rappresentato uno dei due
massimi uomini, in bene e in male. L'altro e' ben Gurion.
Uccisi dagli europei o colonizzati dagli imperi, scacciati,
pogromizzati, incrostati in politiche non loro, resi nemici, questi due
popoli - questi due semipopoli di una stirpe una - non sanno, o sanno
benissimo, di essere fratelli. Questa morte di Arafat, dolorosa e
nobile, sara' per le due parti radice di altre e altre morti ancora;
molte saranno morti di bambini.
Non scenderanno gli antichi dei a porsi in mezzo. Gli dei non esistono
piu', sono totem sanguinosi da molto tempo. Ma forse, prima o poi,
torneranno Spinoza e Averroe', Khayyam e Chaplin. Hanno dato
moltissimo, alla ragione del mondo e alla poesia, questi due popoli -
questo un popolo - cosi' infelici e antichi. Per questo son sempre
stati perseguitati insieme o a turno dai nemici - gli antisemiti -
della ragione e della poesia.
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Non prendetevela con lui. Lui, Cristoforo Colombo, voleva solo scoprire
le Indie. Non sapeva che proprio in mezzo alla strada gli avessero
messo l'America, non sapeva che ci fossero gli americani (beh, prima di
metterceli bisognava ancora sbarazzarsi degli indigeni) e non
immaginava nemmeno che ci fossero i texani. Senno', avrebbe sterzato a
novanta gradi, avrebbe scoperto Bahia invece di Guantanamo e adesso
saremmo tutti qui a ballare la samba invece di dar testate al muro
pensando ad altri quattro anni (se il pianeta arriva a durare cosi'
tanto) di governo Bush.
Che succedera' adesso? Difficile da prevedere. Non bombarderanno
Milazzo (provincia di Messina) perche' non compare sulle cartine. A
rischio quasi tutti gli altri luoghi del pianeta, nessuno dei quali e'
privo di terroristi, di communisti o almeno di antiamericani. In queste
ore, ad esempio, stanno freneticamente esaminando la mappa militare
dell'Europa per trovare dov'e' Camembert. Il Presidente ha informazioni
certe che si tratta di uno dei siti piu' importanti per quei maledetti
mangiaranocchie dei francesi, ed e' un pezzo che voleva dargli una
strigliata.
L'Fbi e' gia' alla ricerca di un certo Jefferson, che sarebbe l'anello
di collegamento fra i cosiddetti "liberals" (in realta' communisti)
americani e i rivoluzionari europei. A Los Angeles sono stati dati alle
fiamme tutti i film di Chaplin e Moore (con Moore dentro). A San
Francisco l'intera popolazione maschile e' stata rinchiusa in centri di
permanenza temporanea, da cui usciranno solo coloro che potranno
concretamente dimostrare di non essere gay. A Seattle arrestato un
certo signor Linux, rivelatosi poi solo un omonimo del noto sistema
operativo. A Smallville (ma anche a Springville, a Nashville, a
Trashville e in altri quarantasei centri) e' apparso Gesu' Cristo, per
congratularsi col Comandante-in-Capo.
A Montgomery sono stati ovviamente linciati dei negri. A Rome un tale
s'e' affacciato sui gradini di casa vestito da imperatore romano con
una cetra in mano e ha cominciato a declamare qualcosa, ma e' stato
accertato che si trattava di un esaltato e che non era nemmeno texano.
* * *
Va bene: sono state elezioni democratiche - contemporanee alla vittoria
di Karzai in Afganistan - e non c'e' niente da dire. Sono democratiche
(o almeno intelligenti) le bombe, sono democratici i muri, sono
democratici i cani aizzati addosso ai prigionieri nudi nelle varie
galere, da Guantanamo all'Iraq all'Alabama. Perche' non dovrebbe essere
democratica un'elezione? Il Novecento e' stato pieno di elezioni
democratiche - per esempio negli anni Trenta, in centro Europa - e non
e' la prima volta che una crisi economica viene democraticamente
affrontata con una bella guerra. Ne' e' la prima volta che il buon Dio
viene mobilitato ("mit Uns", "akbar", "Dieu-il-veult") per dare una
mano a risolvere i problemi privati di califfi e imperatori.
* * *
Per noi europei, adesso, l'orologio sta andando molto in fretta. Queste
elezioni sono la risposta all'undici settembre? Benissimo. Anche altre
elezioni sono la risposta all'undici settembre.
L'undici settembre del 1973, in Sudamerica, venne portato a conclusione
il "Piano Condor" - sostenuto da Kissinger - che prevedeva
l'occupazione militare per mano di dittature proamericane dell'intero
continente: Argentina, Uruguay, Bolivia; e Paraguay, e Brasile - tutti.
L'ultimo paese libero era rimasto il Cile, col suo presidente
democratico - Salvator Allende - pacifico e regolarmente eletto. Ma
anche lui venne ucciso, nel suo stesso palazzo presidenziale.
A quell'undici settembre segui' un ventennio di terrorismo sfrenato, di
stragi, di torture: la dittatura sovietica in Polonia, in Ungheria e in
Cecoslovacchia fu - nel raccapricciante paragone - molto meno feroce.
Tutta la gioventu' di quei Paesi fu decimata. Ammassati a migliaia
negli stadi o fatti sadicamente a pezzi nelle camere di tortura, i
democratici sudamericani pagarono amaramente il destino di essere
"cosi' lontani da Dio, cosi' vicini agli americani".
Trent'anni dopo, quasi tutti quei popoli - immiseriti e feriti, ma
fieri - hanno ora governi liberi, e tutti piu' o meno sono
"antiamericani". L'Argentina, il Brasile, il Venezuela hanno dei conti
molto lunghi da chiedere: e li stanno chiedendo, nell'omerta' dei
grandi media, e non con la violenza ma per via parlamentare.
L'ultimo, il piu' civile e il piu' piccolo, e' l'Uruguay. "La Svizzera
del Sudamerica", veniva detto: eppure, anch'esso venne invaso e
sottoposto alla stessa cura. Migliaia di ragazzi e ragazze sparirono,
inghiottiti "dalla nebbia e dalla notte". Furono le nonne, le
"abuelas", a Montevideo come a Baires come a Santiago, a tenerne vivo
il ricordo in quegli anni terribili: uccisi le figlie e i figli, i
nipotini rapiti e affidati a famiglie filoamericane, alla democrazia
militante restavano - apparentemente - solo quelle vecchie donne.
Eppure...
Adesso, mentre nella grande America si votava, anche nel piccolo
Uruguay s'e' votato. E qua hanno vinto i democratici, nettamente. Come
in Argentina, come in Brasile. Sarebbe stato bello se anche in America
avesse vinto la democrazia. Ma si vede che l'antica dea s'e' rifugiata
fra i poveri, come tante altre volte e' accaduto.
L'Europa, i cui compiti ora sono terribili, non e' affatto isolata o
perdente: ha in tutto il mondo questi interlocutori. A patto di restare
occidentale essa stessa, di non imitare l'America, di restare fedele a
quell'antica religione - piu' antica di ogni Allah e di ogni God, piu'
bella di ogni enterteinment, piu' nobile di ogni impero - che nacque
qui da noi in Europa ed e' la nostra radice. "Forza del Popolo" e' il
suo nome: "democrazia".
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Carabinieri. Ultimo non e' solo colui che ha catturato Riina. E' anche
quello che, da carabiniere e da ufficiale, ha osato parlare di "soldati
straccioni" e di "burokrazia". La burokrazia col kappa e' "il fronte
interno della lotta alla mafia", e su questo non c'e' - oggi - molto da
commentare. I soldati straccioni possono essere quelli del
subcomandante Marcos sulla Selva Lacandona, oppure i carabinieri che -
in nome del popolo sfruttato - combattono contro il potere mafioso.
Contro i criminali, cioe', e contro tutto il sistema che, sopra e sotto
di loro, s'interfaccia con essi e li usa. Questo sistema ha avuto
pochissimi nemici in Italia - nemici veri - e il capitano Ultimo e' fra
essi.
Non ci sono solo i carabinieri di Genova. Questi ultimi, in realta'
sono pochi, per lo piu' reclute inesperte. Ci sono i carabinieri di
tutti noi, della gente comune, della societa' civile, dei lavoratori.
Combattono contro i padroni della Sicilia e - forse ormai - dell'Italia
intera.
Rischiano apertamente la pelle contro costoro - gettare a terra Toto'
Riina e' un po' piu' pericoloso che prendere a calci un sedicenne al
corteo - come la rischiavano i partigiani contro i fascisti. Non
chiedono ricompense, e se vuoi fargli del male devi solo impedirgli di
rischiare la pelle - per il loro popolo - ancora.
Carabinieri del popolo: adesso, possiamo scrivere anche questa. Il
presidente del Consiglio trattava coi mafiosi. Ultimo, coi suoi
"straccioni", li combatteva. Il Palazzo esalta il complice e punisce il
combattente.
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Ucciso un regista in Olanda. Aveva fatto un film sui maltrattamenti
delle donne in Islam, un fanatico maomettano gli e' saltato addosso e
l'ha fatto fuori a coltellate.
Ucciso un gay a Londra. Usciva per i fatti suoi da un bar di
"peccatori", una banda di ragazzini gli e' saltata addosso e l'ha fatto
fuori a pugni e a calci.
Le leggi antigay, in America, sono quelle che - a quanto dicono - hanno
fatto vincere le elezioni. La lotta contro gli antislamici, in Oriente
e altrove, e' quella che sta dando le ali agli aspiranti sultani. Sia i
fanatici americani che quelli arabi difendono - secondo loro - la
morale e Dio. Tutto cio', tecnicamente, sui giornali viene presentato
come "rinascita dei valori religiosi". Bin Laden non e' riuscito a
vincerci, ma e' riuscito a infettarci tutti quanti.
In tutte le confezioni di religione adesso bisognerebbe mettere
un'avvertenza come sulle sigarette: "Maneggiare con cura. Puo' nuocere
gravemente alla salute".
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Sintesi. Hanno vinto, alleati, Sado e Maso.
* * *
Di Americhe, pero', da Sacco e Vanzetti in poi ce n'era sempre stata
una sola. Adesso, per la prima volta, ce ne sono due. Non si
riconcilieranno tanto presto. Puo' darsi che la vera novita' sia
questa. (Da giovane Carlo Marx faceva il corrispondente per un giornale
di New York. Non vorrei che ora abbia preso il vapore per venire a
ficcarci il muso di persona).
* * *
"Che caldo, signora mia! E siamo a novembre!". Forse queste sono le
parole piu' profondamente "politiche" pronunciate prima, durante e dopo
le elezioni.
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L'Enaip, ente nazionale Acli per l'istruzione professionale, e' quello
che una volta faceva i corsi per gli operai siciliani da poco emigrati
al nord, o per le "colf" venete assunte dalle famiglie di Milano.
Adesso, con la consulenza di una ditta specializzata israeliana, sta
tenendo corsi per impiegati, bancari ecc. sul tema "La sicurezza
privata contro il terrorismo". Come riconoscere un sospetto, come
individuare un pacco bomba, cosa fare se in filiale capita un kamikaze.
Questo a Roma, che e' la citta' piu' esposta; ma l'anno prossimo certo
faranno corsi a Milano, Torino e Napoli, e poi via via dappertutto.
Finche' anche il cassiere del Banco di San Salvario sara' adeguatamente
addestrato a far fronte a ogni evenienza.
Questo e' profondamente triste, ed e' anche utile e giusto. I tempi son
cambiati. E dalla prima societa' a rimodellarsi sull'emergenza,
Israele, arrivano gli specialisti per tutte le altre. L'emergenza e'
normale, la', da diversi anni. Ci annunciano, con questi piccoli segni,
che diventera' normale dappertutto.
Vi ricordate di Aldo Fabrizi, quando faceva il portiere? Ecco, ora al
posto suo ci sta un cyborg. Chissa' se era inevitabile. Io penso di no.
Comunque, ad alcuni piace.
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Dida. "Un gruppo di estremisti israeliani brinda per le strade di
Gerusalemme dopo le notizie sulla morte del leader palestinese Yasser
Arafat".
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Privatizzazioni. Ancora un disastro ferroviario in Inghilterra, con
morti e centinaia di feriti.
Prima, con le British Railways pubbliche, non succedeva. Ma tanto mica
Blair e gli altri prendono il treno.
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Tv. La vita di Borsellino su Canale 5. Manca solo la scena in cui lui
viene afferrato da Mentana e Lerner e imbavagliato stretto per non
fargli raccontare quel che pensa dello stalliere di Berlusconi.
Fisicamente, il bavaglio non e' stato possibile perche' l'avevano gia'
ammazzato. Ma ne' in Rai ne' in Mediaset hanno mandato in onda
l'intervista in cui lo diceva (poi l'ha trasmessa Santoro, e l'hanno
licenziato su due piedi).
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Quello che ci mancava era proprio un bell'esproprio proletario. Se ne
sentiva il bisogno.
L'idea dev'essere stata di "Straccio" Liguori, che ai tempi in cui era
in Lotta Continua - come il vostro umile corrispondente - si annoiava
moltissimo, e non sapeva che fare. In Italia, allora c'erano circa
duemila consigli di fabbrica e duecento consigli metropolitani di zona.
Gli operai la' decidevano insieme le rivendicazioni e le idee, e dopo
le portavano fuori dappertutto. (Ovvio che di queste cose non ve ne
parlano: sono quelle che ancora gli bruciano, altro che le quattro
cazzate dei brigatisti o le assemblee al Mamiani). Il contratto,
l'aumento, le condizioni di lavoro; ma anche la scuola, il divorzio, il
Vietnam, l'Italia da rifare; e non se ne parlava fra quattro fighetti,
ma fra milioni di padri di famiglia, di operai.
Tutto cio', al buon "Straccio", non bastava. A lui servivano le
emozioni. E via col situazionismo e gli happening per "far capire la
rivoluzione alle masse". Le masse la rivoluzione se la facevano gia'
per i cazzi loro, dal momento in cui si alzavano alle sei meno un
quarto per andare a lavorare a quello in cui uscivano con lo striscione
"seconda categoria per tutti" o "uniti si vince". Ma roba grigia,
banale.
Io non dico che i Disobbedienti di ora faranno la fine di Liguori.
Alcuni li conosco, e alcuni sono quasi persino dei compagni. Dico loro
pero' di ricordarsi com'e' finito Liguori, che trent'anni fa faceva
esattemente le stesse cose. Mi dispiacerebbe se finissero cosi' anche
loro, perche' sono bravi ragazzi.
Liguori, adesso che non e' piu' rivoluzionario, quando s'incontra col
Liguori "rivoluzionario" di allora, gli fa: "Bravo ragazzo. Hai fatto
esattamente quel che dovevi fare. Ti sei divertito, hai fatto
spaventare quei coglionazzi che magari si stavano cominciando a
chiedere se per caso avessero ragione gli operai, hai creato un bel po'
di sano casino, hai dato delle buone carte da giocare a quelli che
fanno lo sporco mestiere che faccio io ora, cioe' la propaganda dei
padroni. Ah, se tu potessi tornare ora qua, a darci una mano adesso!.
Ma forse non ce n'e' bisogno, forse questi riescono a fare tutto da
soli".
In piu', c'e' un'altra faccenda che "Straccio" non ha capito allora e
probabilmente non ha capito neanche ora, non avendo mai avuto il vizio
di pensare. Ed e' che noi non viviamo affatto in un paese democratico.
O meglio, democratico si', ma con al suo interno delle componenti che
non esitano affatto, e non hanno mai esitato ne' esiteranno in futuro,
a usare le stragi e gli spargimenti di sangue per bloccare l'avanzata
della sinistra. Contro il sessantotto non usarono i bei discorsi,
usarono le bombe di piazza Fontana. Contro il '77, che era nato come un
movimento giovanile di massa, usarono le squadre speciali in borghese.
A Genova, non e' che la situazione sia "degenerata": era prevista fin
dal primo momento, sia negli aspetti "militari" (black-bloc inclusi)
che in quelli di gestione mediatica, di propaganda.
Caruso e' una persona molto piu' perbene di Fini, molto piu' mite
d'animo e molto meno violenta. Ma anche molto piu' imbecille. Una
settimana prima di Genova, Fini sapeva gia' benissimo che fra una
settimana sarebbe andato semiclandestinamente alla questura di Genova a
dare "suggerimenti". Caruso non sapeva un cazzo di cio' che sarebbe
successo fra una settimana. Cosi', infantilmente, ha detto esattamente
le cose ("zona rossa!", "dichiariamo la guerra!") che quelli si
aspettavano da lui. Lui, da persona civile, le diceva "politicamente" e
per metafora, ma quelli - che civili non sono affatto - le hanno usate
per giustificare non le loro parole, ma le loro pallottole. Perche' la
loro tecnica e' questa, e la useranno anche ora perche' il potere, in
questo momento, e' debolissimo ed ha un disperato bisogno di
sparigliare.
Adesso, sarebbe molto carino da parte loro se Caruso e i suoi amici
rinunciassero per qualche tempo a "dirigere le masse" e imparassero
invece - umilmente - a essere dei compagni. A fare cio' che i padroni
non vogliono, e a non fare cio' che invece i padroni vogliono da loro.
Se ancora non riescono e a distinguerlo, diano retta: si affidino a chi
queste cose le sa perche' le ha viste e vissute sulla propria pelle.
Non sfascino un movimento un'altra volta, non diano nuovamente la
vittoria ai padroni. Perche' poi "io non volevo" non serve a niente.
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Giornalismo. Tito Gandini <t.gandini@reporterassociati.org wrote>:
< Il terrorismo mette paura perche' una persona munita di taglierino
puo' provocare una crisi mondiale. E' l'individualita' del complesso
terrorista che terrorizza. L'individuo che diventa storia. La lotta
contro il terrorismo e' una lotta contro l'ambiente che produce il
terrorista, con la consapevolezza pero' dei Governi di essere
infinitamente inadatti: strutture pesantissime con costi esorbitanti,
contro individui armati di taglierino.
Ma l'individuo si fa potente anche per altre vie, per televisione, per
radio, per telefono (mezzi controllabili e controllati) e per internet.
Internet e' individuo, e' incontrollabile, per analogia (sia ben chiaro
PER ANALOGIA, non per identita') incute nei Governi la stessa paura che
incute il terrorista. E allora capitano fatti come il sequestro di
server di Indymedia da parte dell'Fbi su richiesta svizzera e italiana.
Internet e' un muro da strada, su cui pubblicare graffiti o svastiche.
Poi ci sono le case, i siti privati, i negozi, i giornali, la politica,
le mignotte, i delinquenti, tutta la riproduzione virtuale di una
realta' che e' prontissima a farsi reale e a portarti a casa un
vibratore se te lo vuoi comprare o un blocchetto d'assegni se apri un
conto in banca.
Ora l'Fbi, il Governo Svizzero e quello Italiano non vogliono certo
chiudere il sito della Deutsche Bank e non vogliono certo chiudere il
sito Analperversion: no, le strutture di Governo agiscono su Indymedia,
sul muro da strada, su cui si mettono svastiche e graffiti, loro dicono
che e' per via di tutte quelle svastiche, in realta', lo sappiamo bene
tutti, e' per i graffiti.
Se all'inizio eravamo di fronte ad una svolta epocale che ti permetteva
di vendere il pesce dagli Usa all'Europa con un click, l'evoluzione di
questa svolta, quella che ti permette di sapere quanti iracheni sono
stati ammazzati e con quali tecnologie nel bombardamento di Falludja,
scoccia.
Ma chi ci crediamo di essere, e' come se uno domani si alza e apre una
televisione nazionale in Italia e fa dirigere il telegiornale delle
tredici a Riccardo Orioles, una cosa da pazzi, un evento assolutamente
terroristico.
Pero' in questa ipotetica televisione c'e' un tizio, misteriosissimo,
un mister x trasparente, un teppistello che mette svastiche ovunque, su
ogni obbiettivo di telecamera ci mette la svastichetta sua e tu la
cancelli, ma misteriosamente quella ricompare e tu ti danni l'anima,
lavori e hai sempre quella svastichetta li' in sovraimpressione.
E il Governo che proprio non si spiega come sei nato, vede quella
svastica e ti dice "Apologia di Nazismo", che e' un reato molto grave,
molto piu' grave dell'apologia di Mussolini fatta in parlamento,
infinitamente piu' grave di qualunque reato e ti condanna alla pena di
morte. E' questo il fatto, perche' il sequestro di server e' la pena di
morte virtuale, ma morte tutto sommato anche reale, perche' se tu
chiudi il sito analperversion poi il vibratore a casa chi te lo porta?
Ma come dimostra questa catena, 10mila indirizzi e una persona che dice
cose sensate, non hanno bisogno di casa, non hanno neanche bisogno di
muro, hanno solo bisogno di strade, le stesse strade democratiche che
usa la Deutsche Bank per recapitarti la carta di credito e che quindi
non possono essere chiuse, non ci puoi costruire un muro in quelle
strade li', quelle della posta elettronica, altrimenti non passa piu'
nessuno e i soldi come li fai?
Internet non e' censurabile, ma avercela una casa non e' una brutta
cosa, avere un negozietto anche piccolo, un Indymedia, un
Reporterassociati, Cuntrastamu, Wema, sono negozietti carini, di quelli
dove ci trovi tante cose, che magari poi non compri, ma te le guardi e
sei contento di sapere che esistono e proprio mentre stai facendo due
chiacchiere col proprietario, mentre meno te l'aspetti zac, salta fuori
lo svasticaro, uno che tu lo sai da sempre e' sempre esistito, uno di
quelli che se li denunci, poi la polizia non arresta non li arresta e
tu non sai se perche' e' riuscito a scappare o se perche' sono riusciti
a non prenderlo.
E allora e' utile che un servizio d'ordine te lo costruisci da solo,
che ci stai attento tu allo svasticaro, che quello trasparente com'e'
scappa dappertutto e va controllato. E il servizio d'ordine e' un'etica
del lavoro, un controllo incrociato, io lo faccio per te e tu lo fai
per me, un controllo delle fonti, delle informazioni, dei teppisti, una
deontologia professionale per negozietti, perche' e' bello entrarci e
starci e farci due chiacchiere e sentire che hanno da dire sti
negozietti >
________________________________________
Cronaca. Milazzo (ridente cittadina sul Tirreno). Cinquanta fra
studenti e prof all'ospedale per una nube tossica sfuggita
dall'adiacente raffineria. Proteste dei ragazzini superstiti, e livello
d'inquinamento locale (di sei rilevatori ne funziona uno, ed e' solo
parziale) ancora sostanzialmente sconosciuto.
________________________________________
Cronaca. Roma. Studente arrestato per spaccio di droga. Non aveva i
soldi per riparare il motorino. Il meccanico gliel'ha riparato e in
cambio l'ha mandato in giro a spacciare.
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Cronaca. Palermo (capitale della Sicilia e oramai anche dell'Italia).
Ancora a piede libero il presidente della Regione onorevole Cuffaro.
Stavolta e' stato formalmente rinviato a giudizio per "favoreggiamento
pluriaggravato" nei confronti di Cosa Nostra. Ma i giudici parranu
parranu, i cittadini se ne futtunu, la madonna l'allumina, e dunque e'
ancora la' nel suo posto (che non e' affatto quello previsto dal codice
penale).
________________________________________
Cronaca. Cogne. A piede libero anche l'avvocato Taormina. Male. Per le
prove imbrogliate?
Ma no! Lui che ci colpa? Invece perche', dopo avere ammazzato quel
povero bambino, invece di vantarsene s'e' messo a perdere tempo con
tutte quelle cavillerie. E che si scantava, u' quacquaracqua', che per
cosi' poco lo ficcavano in galera?
________________________________________
"Io, Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umilta' e per
desiderio di miglior vita, abbandono liberamente e spontaneamente il
pontificato e rinuncio espressamente al seggio, alla dignita', al peso
e all¹onore che esso comporta". Cosi' questo pacifista cristiano,
nell'inverno del 1294, si dimise non dico da presidente degli Stati
Uniti ma addirittura da papa, che a qui tempi era molto piu' potente
(anche perche' i presidenti non esistevano ancora, e neppure gli stati
Uniti. E poi lo chiamano medioevo...).
Se ne parlera' al convegno su "Potere e pace: attualita' di Celestino
V" organizzato dalla Casa per la Pace di Sulmona con Raniero La Valle,
Giovanni Bachelet, don Dell'Olio di Pax Christi, Giovanni Salio, don
Sella e altri ancora. Durera' diversi giorni ed e' aperto a tutti gli
uomini di buona volonta'.

Info: 349.5843946, 340.1547502, 333.9698792, sudest@iol.it.
________________________________________
Nino wrote:
< Titolo: MAFIA - PALERMO, CUFFARO PROSCIOLTO PER VIOLAZIONE SEGRETO
ISTRUTTORIO. Che pensa un lettore distratto? che l'abbiano tolto dai
guai no? Ma ecco la notizia completa: "Palermo, 2 nov. (Adnkronos) - Il
presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro e' stato
prosciolto `perche' il fatto non sussiste` per il reato di rivelazione
del segreto istruttorio, mentre e' stato rinviato a giudizio per
favoreggiamento aggravato per Cosa nostra, nell'ambito dell'inchiesta
sulle `talpe` di Palermo. La prima udienza si celebrera' il 1 febbraio
2005. (segue)". Non si puo' dire che abbiano detto una menzogna... ma
chi legge solo il titolo cosa percepisce? Un piccolo esempio di
accomodamento della verita' >
________________________________________
Alessandro Paganini wrote:
< L'ex ministro Veronesi ha espresso una opinione favorevole agli OGM
in Italia. Legittimo esporre una tesi scientifica e una opinione
personale. Ma, a prescindere dalla questione scientifica sulla
pericolosita' o meno degli OGM, tutt'altro che risolta, c'e' una
questione etica e giuridica: le coltivazioni OGM, a causa della
impollinazione incrociata, contaminano le colture non-OGM ledendo il
fondamentale diritto di scelta del cittadino. E come sempre, a premere
per ledere questi diritti e' la grande finanza e produzione
internazionale, con i suoi stuoli di scienziati a dare una pomposa aura
di correttezza scientifica, per altro non dimostrata, ad una questione
che e' giuridica >
________________________________________
Mimmo Lombezzi wrote:
< Nella bozza che il governo tedesco sta elaborando si afferma: "Sara'
permesso l'esame genetico dei fenotipi in modo da consentire
l'idoneita' del candidato alla tipologia del lavoro". (da Social Press)
Il portavoce del governo, Klaus Vater, ha insistito che non vi e' la
volonta' di inserire i test genetici come prova sistematica di
assunzione. Il test dovrebbe limitarsi a identificare persone i cui
problemi genetici potrebbero influenzare le loro capacita'
attitudinali, ad esempio problematiche visive per gli autisti di
autubus. Di opinione diversa il Professor Spiros Simitis, Capo del
Consiglio Nazionale di Etica, secondo cui questa possibilita' puo'
condurre a discriminazioni. [Der Spiegel, 9 ottobre 2004 p 48 >
________________________________________
marcovespa@tin.it
< Ogni tanto ti si puo' concedere una stupidagine come quella degli
scrittori "fighetti simpatici", e' chiaro che non guardi la televisione
e certi tuoi colleghi televisivi, non leggi certi giornali e conservi
l'immagine di giornalisti duri "marinai e macchinisti". (Se poi
pensiamo a Sciascia, Bufalino, Moravia, Landolfi, Pasolini, De Luca,
Tabucchi, Siti... Simpatici fighetti?) >
* * *
Era una battuta! Non riuscita, evidentemente. Io pensavo da un canto a
quei "giornalisti-scrittori" che becchi a presentare i loro libri da
Vespa, e dall'altro ai cronistacci duri e puri di una volta. Non me ne
lasciate passare una.
________________________________________
Lia wrote:

< "Petrolio 1. A 54, a 55, a 56 dollari: ma a quanti euri, se si
potesse pagare in euri? Perche' e' vietato usare gli euri per il prezzo
del petrolio?".
E' stata fatta la guerra all'Iraq per impedire che gli iracheni
vendessero il petrolio in cambio di euro, come stavano gia' progettando
di fare, anzi, stavano gia' dando attuazione al progetto. Il prezzo del
petrolio aumenta per pura speculazione, dal momento che i paesi
produttori hanno aumentato enormemente l'estrazione per raffreddare il
prezzo, invano. Evidentemente le vecchie leggi del mercato (il prezzo
e' determinato dall'incontro della domanda con l'offerta) non valgono
per il petrolio >
* * *
Personalmente penso che sia la questione in assoluto piu' importante.
Sparano perche' hanno paura dell'euro: sono pieni di debiti e le
convenzioni di Bretton Woods (il dollaro come moneta di riferimento)
ormai stanno in piedi solo per motivi politici e non
economico-strutturali. Ma non c'era il mercato? No, che non c'e'. Non
c'e' piu' da vari anni.
Ma non c'era il capitalismo? Boh.
________________________________________
Giancarla Codrignani wrote:
< buon lavoro a sanlibero per i prossimi anni! >
________________________________________
fabrizio@zena.it wrote:
< ...e se credete ora
che tutto sia come prima
perche avete votato ancora
la sicurezza la disciplina
convinti di allontanare
la  paura di cambiare... >
 


25 ottobre 2004 n. 254
______________________________________
Ehi. Con oggi fanno cinque anni, che ci sentiamo. Cinque anni sono una
cosa seria, quasi come Avvenimenti o i Siciliani. Dico quasi perche' io
in realta' sono abituato - la cosa in cui credo piu' profondamente - a
non lavorare da solo. Un giornale e' un'opera collettiva. Da solo puoi
fare un romanzo, un'opera d'arte, una cosa da scrittore - non
giornalismo e non un giornale (per noi giornalisti, gli scrittori sono
piu' che altro dei fighetti simpatici, degli intel-sorriso-let-tua-li.
Non dei marinai e macchinisti come noialtri. D'altronde gl'ingegneri
disprezzano un po' gli architetti e quelli della fanteria i cavalieri:
e' sempre stato cosi'. Parentesi chiusa).
Mi sono sentito autorizzato a fare questa cosa da solo semplicemente
perche' non avevo alternative. Ti tagliano fuori da tutto, tu ti senti
piu' giornalista di prima e allora, alla faccia di tutto!, scrivi. Ma
e' cominciata cosi', come una testimonianza. Non e' stato uno scandalo
per nessuno, quando mi hanno imbavagliato. Non per il mio sindacato,
non per i giornali di sinistra, non per i colleghi. Ho voluto
dimostrare che continuavo ad esserci. In siciliano, si dice "nun dari
saziu".
Ma cosi' sarebbe andata avanti un paio di mesi. In realta', dai due
mesi in poi, non sono stato solo. C'e' quello che ti scrive, che ti
rimanda la palla. C'e' quello che si organizza, da duro "tecnico", e ti
sviluppa il software apposta (senza Shining vi mancherebbero quattro
anni e otto mesi della catena) per farti circolare. C'e' quello che ti
ospita per stanotte o per una settimana o che ti presta il computer o
ti procura il collegamento. C'e' quello che diventa la tua famiglia -
in tutti i sensi - addirittura per anni. Tutte questi miei amici sono
qua dentro, nessuno escluso. Sono stati quasi tutti indispensabili, non
so se a permettermi di scrivere o di scrivere cosi' o semplicemente di
vivere e basta. Comunque ci sono, e questo e' tutto.
Cosi', la redazione-corporation-struttura della Catena in realta' e'
stata qualcosa di gigantesco. Alla fine, semplicemente alla fine, la
palla arrivava qui e io la giocavo. Niente da paragonare con le modeste
risorse di Repubblica o del Corriere. A me hanno dato le risorse per
fare giornalismo nuovo a livello adeguato. Magari io non le ho sapute
utilizzare bene. Ma le risorse c'erano, ci sono ancora, ci sono oggi
per me e sempre piu' ci saranno - per chi provera' in avvenire - al
momento giusto.
* * *
Ci sono moltissimi bravi colleghi "dilettanti" in giro. Nel senso che
si dilettano a fare il loro mestiere, lo fanno con affetto e bene e
scrivono e mandano in onda delle bellissime cose. Non c'e' pero' piu'
nessun giornale professionale, ne' c'e' piu' alcuna televisione. Io
conosco colleghi bravissimi, capaci di andare all'inferno e ritorno per
misurarne l'esatta temperatura. Ma non hanno giornali su cui scrivere,
o televisioni da cui trasmettere. O meglio: i giornali e le tivvu' ci
sono, e pubblicano i loro pezzi (beh, diciamo: di solito) senza molta
censura. Ma sono inattendibili in se', in quanto contenitori, per cui
le verita' faticosamente acquisite finiscono mescolate con tutte le
altre nel mare del news-enterteinment generale.
Non so: se oggi fa caldo a Catania, e Repubblica scrive "oggi a Catania
trenta gradi", la notizia tecnicamente e' vera. Pero' io, alla parola
di Repubblica, mica ci credo. Perche' so benissimo quanti e quali
interessi il gruppo editoriale di Repubblica abbia a Catania, e con
chi. Trenta gradi a Catania! Puo' essere che Ciancio abbia messo su una
fabbrica di ventilatori, e che Caracciolo ci stia al venticinque per
cento. Per cui: cittadini, fa caldo. Oppure puo' essere che faccia
caldo davvero, e che pero' il gruppo rivale abbia una fabbrica di
caminetti. Percio' quelli diffondono che a Catania fa freddo per
fregare loro, e questi si affrettano a dire (magari giustamente) che fa
caldo, ma sempre per i loro sporchi interessi.
A chi posso credere? L'unica e' prendere il telefono e telefonare.
"Lucio! Che tempo fa, a Catania? Ah! Bene! Pero'... senti... sei sicuro
che non sta nevicando, ora? No, non sto male... era cosi' per sapere,
sai, alle volte...".
Insomma, sul circuito ufficiale - sui media, anzi, mi voglio rovinare
sui midia - puo' arrivarti, e frequentemente ti arriva, una verita'. Ma
non le verita'. Una verita' mescolata, che certo esiste ma che
purtroppo, in mezzo al mare delle non-verita', non sai quale sia. Forse
esiste ancora il giornalismo, e quasi sicuramente i giornalisti ci sono
ancora. I giornali, sono quelli che non esistono piu'.
* * *
Quello che stai leggendo, tecnicamente, e' un giornale. Non ti
formalizzare, adesso, perche' non vedi le foto e i titoli e la testata.
Voglio vedere se ti capitava davanti la e-zine di Addison. Un giornale
e' semplicemente una cosa abbastanza credibile da poter comunicare dei
contenuti senza che su di essi prevalgano - nella mente del lettore -
dei filtri esterni. Magari in realta' io sono pagato dal sultano del
Brunei per fargli propaganda. Ma tu non lo sai - o meglio, non e' che
non lo sai, e' che non ti sembra probabile. Perche'? Perche' io sono
simpatico. E perche'? Non ne hai idea. E nemmeno io. Pero' per
conquistarci questa "simpatia" (ai dibattiti, per farci belli, la
chiamiamo credibilita', autorevolezza, rapporto di fiducia col lettore:
ma sempre una faccenda emotiva) noi giornalisti ci facciamo un mazzo
cosi' da duecento anni.
E perche' non ti stanno simpatici (cioe' perche' non credi alla loro
neutralita') Repubblica o Canale Cinque o il Corriere? Perche' ti
accorgi che li', il complesso del prodotto, non lo gestiscono affatto
dei giornalisti ma dei manager. I quali, bravissime persone da ogni
punto di vista, hanno tuttavia degli interessi fisiologici che non
coincidono affatto col tuo interessa all'informazione. Capisci che non
stai leggendo affatto il Corriere ma l'azienda editoriale (e anche
non-editoriale) Rcs, la quale per avventura ti si materializza sotto
forma di "giornale" ma e' sempre e inequivocabilmente un'azienda.
* * *
Va bene. Come faresti un giornale allora, tu che sei tanto bravo?
Lo farei giornale. Vale a dire, ci metterei tanta carta quanta ne
possano pagare i lettori e non di piu'. Magari con un venticinque per
cento di pubblicita'. Cosi' sarebbero i lettori a pagarmi, a comprarmi,
a legegrmi e infine a valutarmi. Risponderei a loro, sarei dunque un
prodotto di mercato: se non funziona, via. Se funziona, avanti.
Ma cosi' ti verrebbe un giornale di otto pagine!
Sissignore. I giornali sono di quattro, otto o al massimo sedici
pagine. Di piu', saranno magari bellissimi ma sono - sul piano
dell'economia strutturale - un'altra cosa. Alla fine, sei costretto ad
accluderci un "omaggio" - che pero' costa piu' del giornale. Non vendi
il giornale con l'oggetto accluso, vendi l'oggetto con accluso un
giornale. Ma come puoi pretendere di essere credibile, a questo punto?
Nessun venditore di accendisigari, ombrelli, strumenti musicali,
enciclopedie, ha mai preteso di essere credibile di per se'. L'unico
modo di essere credibili e' di vendere notizie, verificabili e con un
valore proprio. Ma oggi, notizie e basta non ne puo' vendere, per
elefantiasi, piu' nessuno.
* * *
In America, "la grande informazione e' schierata per Kerry". O per
Bush. Fa lo stesso. Non e' piu' un fatto determinante. In America (come
dappertutto) la grande informazione e' voltata, semplicemente,
dall'altra parte. Con l'unica eccezione delle tribune politiche vere e
proprie, l'unico media che sta concretamente influendo (in bene o in
male) sulle elezioni sembra essere il cinema. Ieri Cronkite, l'altro
ieri Pulitzer. Oggi Moore. E, naturalmente, l'internet.
* * *
Lo scandalo Parmalat - che non e' stato una patologia, uno scandalo, ma
un comparto significativo dell'economia italiana - ha attraversato
cinque diversi governi, e' durato piu' di dieci anni ed era da un punto
di vista cronistico-investigativo abbastanza facile da scoprire.
Eppure, non l'ha scoperto nessuno. Tutti complici? No. E' che il
giornalismo economico - in questo caso - e' ormai tanto embedded da non
essere piu' significativo come giornalismo.
Il giornalisno piu' popolare, e anche forse il migliore
qualitativamente, in Italia e' quello sportivo. Nel calcio, non e'
avvenuto qualche scandalo. A un certo punto, semplicemente, s'e'
scoperto che i campionati di serie A e B sono, semplicemente, una
pastetta. Roba da assalto ai forni, in Italia, molto piu' che Mani
Pulite. Non e' successo niente. Il giornalismo sportivo, compatto, ha
semplicemente deciso d'ignorare l'accaduto. Imperturbabilmente, parla
con tutta serieta' di campionati e di partite. Corrotti? No.
Semplicemente, dipendenti da un'industria in cui l'enterteinment, il
gioco, e' ormai molto piu' importante - e redditizio -
dell'infirmazione. Per cui, facciamo finta che il campionato di calcio
esista ancora, che le societa' servano a gestire le squadre di calcio,
e cosi' via.
* * *
Le torture in Iraq, non le ha affatto tirate fuori la Cnn. Sono venute
a galla grazie ai videofonini dei semplici soldati. Il dibattito
politico, negli Stati Uniti, ormai e' quasi interamente sull'internet.
Fuori dall'internet ci sono pastoni sui quotidiani, piu' o meno del
livello del Resto del Carlino: le guerre di civilta' e i signora mia. I
dati, le analisi serie, ormai i professionisti le cercano sui siti.
* * *
Su Business Week, e piu' parzialmente sul WSJ, e' uscita una notizia
enorme - per l'Italia - che e' la seguente: una delle principali
famiglie dell'imprenditoria collusa siciliana anni Ottanta - la
Famiglia Rendo - si e' trasferita armi e bagagli in America, si e'
riciclata in qualche modo e adesso e' fra le imprese di fiducia della
Presidenza. Tanto che, al momento di assegnare la vigilanza e sicurezza
dei venti principali aeroporti americani, la scelta e' caduta
(autoritariamente, in base al Patriot Act) su di essa.
Perche' questa notizia in Italia e' stata data solo qui, sulla Catena?
Perche' non e' stata la cover dell'Espresso, la prima pagina del
Corriere? Corruzione? No. Poco giornalismo.
* * *
Va bene. Adesso ci spiega che c'entrano tutte queste nobili cose con
queste quattro righe che stiamo leggendo?
Come no. Queste quattro righe sono uno degli ultimi prodotti
giornalistici rimasti in Italia. Dico questo perche' oggi mi sento
particolarmente umile e modesto, e ho il senso dei miei limiti. Il mio,
e' ancora vecchio giornalismo, perche' ho cinquant'anni. Non sono
Gutenberg, io: sono solo un vecchio amanuense che ogni tanto ricalca i
caratteri, che non crede piu' nelle miniature dorate e cosi' via. Ma
sempre a mano scrivo. Se invece di cinquant'anni ne avessi trenta,
allora questa non sarebbe piu' una disperata difesa del vecchio
giornalismo: sarebbe un primo passo, un passo rozzo ed esile ma un
passo, verso il giornalismo nuovo.
Questo pero' tocca a voi.
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L'attesa. Quarantasei per cento e' per Kerry. Quarantasette per Bush.
Praticamente decide la Florida. Anzi, in tutta la Florida, la contea di
Seminole. Anzi, in tutta la contea, la citta' di Crashville. Siccome a
Crashville repubblicani e democratici sono praticamente equivalenti,
probabilmente i voti decisivi saranno quelli di 'sta dozzina di
sfaccendati dello Starbuck Bar. Ma allo Starbuck, come tutti sanno, e'
il vecchio Jim Crow che detta legge. Lui in questo momento se ne sta su
uno sgabello con le palpebre semichiuse e uno stuzzicadenti fra i
denti, e medita profondamente. Un rutto ogni tanto e' l'unico segno di
vita. E tutti, la' dentro il bar, aspettano in profondo silenzio: "Ha
gia' detto qualcosa?". Fuori del bar aspettano (divisi in due
capannelli uguali e ostili) tutti gli altri cittadini. A Seneca,
capoluogo di contea, lo sceriffo aspetta vicino al telegrafo le ultime
notizie da Crashville. Fuori c'e' un uomo a cavallo pronto a portare il
telegramma fino all'imbarcadero del vapore per Charleston, agitandolo
sopra la testa durante la cavalcata. Da Charleston alla foce del
Potomac, e poi risalendo il fiume fino al prato - a Washington DC -
dove siede, riunita all'aperto, la Corte Suprema. Intorno, una folla di
cittadini - uomini coi baffi e lo stetson, domestiche di colore,
signore con l'ombrellino, gentiluomini col cilindro, bambini. E tutti
costoro aspettano, insieme coi vecchi giudici incartapecoriti, che
arrivi , dalle profondita' dell'America, il messaggio di Jim Crow.
Aspettano loro, aspetta Bush, aspetta Kerry, e aspetto anch'io. Se
foste persone di buon senso aspettereste anche voi, visto che il
cinquanta per cento di quel che complessivamente vi accadra' nei
prossimi quattro anni dipendera' da cio' che decidera' il vecchio Jim
in quel bar ingiallito sulla main street di quel paesino.
Ma accidenti, che cazzo c'entro io con uno stronzo rincretinito in un
bar di Crashville?
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Campi 1. E' stata provvisoriamente sospesa, in seguito a difficolta' di
ordine internazionale, la costruzione dei tre Campi di raccolta
istituiti dalle Autorita' italiane e germaniche per far fronte al grave
problema dell'immigrazione illegale. Gli esperti italo-germanici
avevano studiato ben tre AzylantenKeepOutZentrum (AKZ), collocati
direttamente sulle coste africane e intitolati a tre grandi precursori
della difesa mediterranea dello spazio vitale europeo. Purtroppo, a
causa dell'insistenza sui "diritti umani" di alcuni "umanitaristi"
europei, l'iniziativa rischia di abortire e i tre Centri - il Badoglio
AKZ, il Graziani AKZ e il Rommel AKZ - di non entrare mai in funzione.
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Campi 2. L'antico obelisco di Axum (Etiopia), catturato nel corso
dell'operazione di pace delle forze italiane in Abissinia, trovasi
attualmente detenuto in un deposito a Ponte Galeria, Roma, non lungi
dal campo di Ponte Galeria nel quale sono invece detenuti gli esseri
umani della sua stessa etnia.
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Economia 1. Severo monito del Governatore della Banca d'Italia, Ciampi:
cosi' non si va avanti, qua non si campa piu', di ventisette ce ne
vorrebbero due e se non calano i prezzi siamo fritti. Analoghe
preoccupazioni sono state espresse dal Badante Ufficiale della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
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Economia 2. La Parmalat ha licenziato in tronco, nella filiale del
Nicaragua, tre dipendenti locali che avevano preteso di organizzare un
sindacato. Quasi contemporaneamente, cinque delle maggiori banche
internazionali (Morgan, Ups, Citigroup, Nextra e Deutsche Bank) hanno
ricevuto avvisi di garanzia dalla Procura di Milano per il crack
Parmalat. Torneranno prima al lavoro i sindacalisti licenziati o
finiranno prima in galera i banchieri indagati? Si accettano scommesse.
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Economia 3. In Emilia un commerciante per un prestito paga il 4 per
cento. In Calabria l'8,36 per cento. Aumenta la differenza del costo
del denaro fra le varie regioni.
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Petrolio 1. A 54, a 55, a 56 dollari: ma a quanti euri, se si potesse
pagare in euri? Perche' e' vietato usare gli euri per il prezzo del
petrolio?
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Petrolio 2. Nonostante i rincari, e a differenza che negli anni
Settanta, i consumi in Europa e in America contiuano ad aumentare. I
consumi petroliferi globali crescono ogni giorno, del tutto
indifferenti ai rincari.
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In pentola. Due nuovi partiti, probabilmente, in primavera. Il primo
dovrebbe venir fuori dalle parti di Rifondazione, dove Bertinotti da
quasi un anno cerca di sostituire all'ormai obsoleto partito una
qualche forma di alleanza di tutti o quasi tutti gli "alternativi". Le
prossime elezioni sono la prima e anche l'ultima occasione in cui
potrebbe essere tentata l'operazione. Teoricamente, l'area del nuovo
partito potrebbe aggirarsi sul quindici per cento degli elettori e
determinare pesantemente la politica del centrosinistra. Molto
teoricamente, pero', perche' le divisioni vecchio-politiche di
quest'area (cattolici e comunisti, disobbedienti e francescani) ne
rendono molto difficile un'organizzazione partitica tradizionale.
Il secondo potrebbe scaturire da una nuova strategia della Lega, che ha
sostanzialmente ottenuto il suo obiettivo (disfare l'Italia: la Padania
era solo un falso scopo) e potrebbe dunque "sciogliersi nel movimento"
per una nuova e piu' agile formazione che starebbe a Forza Italia come
Blair a Bush. Di tutti i grandi miti sub-borghesi di questi anni
(croatizzazione, caccia al negro, paesino vs Europa, eliminazione dei
vigili, autovelox) la Lega Nord ha fornito finora una versione
aggressiva si, ma spendibile solo in alcune zone; la versione piu'
"nazionale" (Forza Italia) ha invece deluso per le continue ricadute
nel vecchio notabilato. Una Lega Italia probabilmente finirebbe per
condizionare dapprima e divorare poi Forza Italia, alla stessa maniera
in cui il giovane e aggressivo "partito nazionale e socialista dei
lavoratori tedeschi" condiziono' e assorbi' la vecchia destra tedesca
dei proprietari-notabili e dei generali. Se n'e' parlato a bassa voce,
e s'e' anche fatto il nome di Tremonti.
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Istituzioni. "E' una brava... puff puff... persona... e possiamo
avere... pant pant... la massima fiducia in lui". S'e' chiusa cosi',
con questa risolutiva dichiarazione, l'allegra vicenda del
rappresentante italiano Rocco Buttiglione. L'ha rilasciata il
presidente della Regione siciliana Toto' Cuffaro, mentre correva
inseguito dai carabinieri.
* * *
Incarichi. Se nel frattempo non ne combina altre, gli levano la
Liberta' ma gli lasciano la Giustizia.
* * *
Soddisfazioni. Il ciambellano: "Sua Maesta' la Regina si e'
graziosamente degnata di conferire il titolo di baronetto al regista
italiano Franco Zeffirelli, per le sue numerose regie shakesperiane e i
grandi meriti artistici verso il teatro elisabettiano". La regina:
"Alzatevi, Sir Franco". Zeffirelli: "A' Buttiglioneee... Tie'!...".
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Devoluscion. Il presidente della Sardegna Soru ha invitato il governo
americano a ritirare i sommergibili dalla base della Maddalena. "Sono
nucleari, e' un pericolo. E sono qui da trentadue anni!". Non e' ancora
arrivata la risposta della Us Navy che, grazie ad accordi non-pubblici
con lo stato italiano, gode anche di punti d'approdo sull'isola di
Santo Stefano. La marina sarda segue con attenzione l'evolversi della
situazione.
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Marshall. Riceveranno dieci euri per ogni sentenza di convalida
d'espulsione i giudici di pace che, con l'aggiornamento della
Bossi-Fini, si occuparanno di emigranti nel nostro paese.
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Tecnologie. Aumentata di un terzo nel giro di un anno la produzione
mondiale di pannelli solari. Il produttore leader del settore (Sharp,
Giappone) ha avuto un tasso di crescita del 63 per cento, molto
superiore a quello delle compagnie petrolifere.

Bookmark: http://fabiocchi.blog.tiscali.it
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Attitudini. Un "test attitudinale" sara' richiesto agli aspiranti
magistrati in Italia. Di quali attitudini si tratti, il ministro non
l'ha finora specificato.
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Lavoro. Un quarto degli incidenti (mortali) sul lavoro europei si
verifica in Italia. Nel 2003 sono stati 4930 in tutta Europa e 1394
nella sola Italia.
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San Libero. In California si chiama Freeway Blogger ed e' un tizio
(immagino piu' o meno della mia eta') che gira per le autostrade con
secchi di colla e vernice. "Rumsfeld fallimentare", "Bush mente",
"Governo impantanato" e il bellissimo "i soldati veri muoiono la' nei
loro fuoristrada per permetterti di giocare a fare il soldato qua nel
tuo fuoristrada". Scritte sui muri. In piu' - ovviamente - c'e' un
blog. E' pazzo, ha - a modo suo - successo, e' assolutamente convinto
di farcela a battere i media ufficiali, ogni tanto proclama delle
"giornate della liberta' d'espressione" che altri pazzi riprendono per
interstates ed highways. Ha una fiducia sconfinata nell'intelligenza di
fondo - una volta avvertiti - dei suoi concittadini e quando gli
parlano di Bush ridacchia con aria misteriosa.
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Pubblicamente. "Associazione di pubblica utilita'": e' il
riconoscimento che il governo rumeno ha dato alla "Grande loggia
nazionale della Romania", la principale organizzazione massonica del
paese. Beh, la massoneria sara' anche utile, ma pubblica di solito non
lo e'. A meno che non riesca ad andare al governo - stiamo parlando
della Margovia, confinante con la Romania - e in questo caso
effettivamente diventa pubblica perche' i nomi dei principali piduisti
si possono vedere ogni sera sui telegiornali.
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Iraq. Continua tutto. Respinta dagli americani la proposta saudita di
mandare truppe islamiche filooccidentali con l'occasione del Ramadan.
Le isole Figi manderanno un contingente per proteggere - se verranno -
gli inviati dell'Onu. I soldati continuano a restare la'. I politici
continuano a restare qua.
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Iraq (o Genova: e' lo stesso?). Per addestrare i poliziotti iracheni
alcuni ufficiali italiani hanno dato come esempio le legnate ai
pacifisti al G8 di Genova. Di torture (sempre al G8 di Genova) invece
non se n'e' parlato, probabilmente perche' in questa materia sono piu'
autorevoli gli insegnanti americani.
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Escalation. Rapita da folli islamisti antiamericani un'altra esponente
pacifista antiamericana in Iraq. Stavolta e' la responsabile di I Care
International, un'organizzazione umanitaria presente in mezzo mondo e
dunque piu' importante di "Un ponte Per" delle due Simone (che, nel suo
piccolo, era sempre "antiamericana"). La prossima volta rapiranno
direttamente il segretario (antiamericano) delle Nazioni Unite, sempre
in nome dell'islamismo antiamericano.
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Vecchi. Cuba. Peggiorano le condizioni dell'ex leader rivoluzionario
Fidel Castro. L'altro giorno ha cacciato su due piedi un ambasciatore
di Zapatero (il governo piu' antiamericano del momento) perche' aveva
chiesto di vedere anche un gruppo di dissidenti.
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Giovani. "Ora ci sara' un'inchiesta...". Vita bassa, vita alta, mutande
visibili, mutande nascoste? Puntuale come la peronospora e la gramigna
arriva - come ogni autunno - la Grande Inchiesta sui Giovani. Non si
puo' fare in estate perche' le scuole sono chiuse e a Natale nemmeno
perche' e' vacanza. Dibbattito: i Giovani sono mutanderos per
Protestare Contro La Societa' Che Li Emargina oppure sono
irreparabilmente consumisti e ormai cinicamente inseriti nel sistema?
La mutanda e' una forma inconsapevole di contestazione oppure serve
solo a mostrare il logo di Dolce e Gabbana e dunque a veicolare i
valori ufficiali? I giovani e il consumismo, i giovani e la crisi dei
valori, l'identita' dei giovani, i giovani non sono piu' quelli.
Quest'anno, per la prima volta in cinquant'anni, manca I giovani e il
sessantotto: che e' successo?
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Democrazia. Afganistan, Florida, Iraq (anche Bielorussia, ma non e'
collegata con le altre). Tre elezioni una piu' democratica dell'altra.
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Socialismo. Pechino. Centocinquanta vittime, di cui cinquantasei
accertate e gli altri "dispersi", in una miniera di carbone nello Hunan
(Cina Centrale). Nella miniera lavoravano quattrocento operai.
Tecnologie obsolete, scarse misure di sicurezza, supersfruttamento.
Secondo i dati ufficiali, nel 2004 in Cina ci sono stati circa duemila
incidenti minerari, con la perdita di oltre quattromila minatori.
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Mercenari. "Miliziani retribuiti". "Non-neutrali". "Imitatori di
Senofonte". "Operatori strategici". "Non-pacenti". Chiamateli come
volete, purche' sbattiate in galera coloro che li rastrellano come dei
cococo', speculando sul loro bisogno, per venderli ai governi
stranieri. E nel frattempo non linciate anche questo giudice, se
potete: lui, guarda un po', sta solo applicando la legge.
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Civilta'. Due milioni di inglesi che scaricano dal sito apposito il
video della decapitazione.

Bookmark: non lo metto perche' non sarebbe da gentlemen.
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Terrorismo. Va in coppia con l'"immigrazione clandestina" nei proclami
ufficiali. Come se la seconda guerra mondiale fosse stata combattuta
per sconfiggere il nazismo e l'abigeato. In America la coppia e' gia'
diventata tre e il governo comincia a fare appello alla lotta contro il
terrorismo, l'immigrazione clandestina e la pirateria informatica.
"Siamo pronti a dare il via al piu' forte e aggressivo assalto legale
contro il crimine di furto della proprieta' intellettuale nella storia
del nostro paese".
In Italia, una volta, arrestavano i ragazzi per uno spinello e
incontravano amichevolmente i boss dell'eroina. A quei tempi,
naturalmente.
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Sport. Ma qualcuno gioca ancora col Rieti? E' quella squadra dde
pecorari bburini che l'antra domenica ha fatto espellere il ragazzo
down che faceva il raccattapalle perche' "a sbrighete! a' lentooo!".
(Della serie: un po' di sano razzismo).
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Palermo. Registra le minaccie dell'usuraio, va dai carabinieri e lo
manda in galera. "L'ho denunciato per liberare me e la mia famiglia. Ho
denunciato, perche' questa citta' sia finalmente diversa". Una povera
vedova, non un grosso iprenditore.
* * *
Siracusa. Incendiato per la terza volta volta in tre anni l'Irish pub.
Il proprietario s'e' sempre rifiutato di pagare il pizzo, l'ha detto
pubblicamente e ha anche fondato l'associazione antiracket.
* * *
Napoli. Due muratori sull'impalcatura feriti a revolverate mentre
stanno lavorando. Il padrone dell'edificio non aveva pagato il pizzo
alla camorra.
* * *
"Un intero popolo che paga il pizzo/ E' un popolo senza dignita'".
Scarica gli adesivi, cliccando sul link. Stampali su fogli A4,
possibilmente su carta adesiva. Ritagliali lungo le linee grigie.
Attaccali di notte nelle "vie dello shopping" della tua citta', facendo
in modo che siano visibili ai passanti. Tappezza i pali della luce, le
cabine telefoniche, le buche della posta: evita invece di deturpare i
muri, specialmente quelli di edifici storici. Guardati dalle volanti
della polizia, perche' e' pur sempre un'attivita' illegale che potrebbe
costarti una multa. Guardati inoltre da chi potrebbe non gradire il
messaggio contenuto sull'adesivo.

Bookmark: http://www.addiopizzo.altervista.org
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Pubblicita'.
IO NON PAGO
"Io lavoro per mantenere la mia famiglia, non per arricchire i mafiosi.
Per questo mi sono messo con un gruppo di altri commercianti come me, e
insieme abbiamo fondato l'Associazione antiestorsioni nella nostra
citta'.
Ci sosteniamo economicamente a vicenda in caso di emergenze,
collaboriamo con le forze dell'ordine nella lotta contro le estorsioni,
ci costituiamo parte civile in occasione dei processi contro gli
estortori. Siamo a Capo d'Orlando, a Catania e in tante altre citta',
grandi e piccole, in cui la gente si e' stufata di lavorare nella
paura.
Siamo in tanti. Possiamo dare una mano anche a te. Contatta
l'Associazione antiestorsioni della tua citta'".
(I Siciliani, 1994)
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Cronaca. Roma. Anziano nel Tevere salvato da un bersagliere. L'uomo, un
vagabondo sessantenne, s'era gettato dal ponte Principe Amedeo. Il
militare, che passava per caso, s'e' tuffato a sua volta riuscendo a
raggiungerlo prima che venisse portato via dalla corrente. Chissa' se
qualcuno, adesso, provvedera' al mantenimento del poveraccio.
(Glossario: "Senza fissa dimora", "In un attimo di sconforto", "Con
poche vigorose bracciate", "L'encomio delle autorita'").
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Concerto per Enzo. Giovedi' alle 20.30 all'Ambra Jovinelli, a Roma.
Musiche classiche persiane e di altri Paesi.

Bookmark: http://www.unponteper.it
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Aporema wrote:
< Ho letto che a Pierluigi Diaco e'  stata offerta da Emilio fede la
vicedirezione del TG4, non senza vividi elogi al Diaco stesso. I latini
avevano almeno un paio di detti che potremmo utilizzare in proposito.
Pares cum paribus facillime congregantur. Oppure, piu' semplicemente,
asinus asinum fricat >
* * *
Lasci perdere le citazioni. Guardi la foto, piuttosto. Fede
forzatamente cordiale, sorridente, ma in realta' con un'aria da
venditrice molto invecchiata. Se fosse stato una donna, questa e'
l'eta' in cui, di mestiere, ormai farebbe l'affittacamere e
sorriderebbe nella stessa maniera ai fuorisede (trecento euri a letto
per stanze da quattro letti). Invece e' un uomo e gli uomini a quei
tempi potevano fare anche il giornalista (le donne no). Il Diaco,
accanto a lui, ha un'aria molto piu' fredda e "professionale". Sempre
della medesima professione, tuttavia. Fede, facendola, s'e' divertito
di piu' (ma erano altri tempi) mentre per lui e' stata tutta una cosa
aridissima e in salita. Bel-Ami, ha detto qualcuno: ma (a parte che ho
appena rimproverato Lei per il latino: figuriamoci Maupassant) Bel-Ami,
nella sua contorta maniera, si divertiva. Questo no. La novita' della
prostituzione moderna e' infatti che e' tutta scientifica, programmata:
non son piu' i puttanoni di Fellini. Sono "escort", adesso, col sito il
telefonino e tutto. Debbono stare molto attenti a non commettere errori
perche' sul mercato d'oggi - compreso questo - errori non ne vengono
ammessi.
La differenza sostanziale, tuttavia, consiste nel fatto che Fede viene
da un paesino del sud, rovinato dalla speculazione edilizia e ormai
brutto, ma tuttavia dotato di un suo mare, di una sua piazza con
struscio e di una stazione ferroviaria con cui fuggire via da tutto
questo. "Fare carriera", "vado a Roma", "il continente". Son cose
umane, in fondo, non necessariamente feroci. Corrompono, ma non per
forza rendono inumani.
Diaco, invece, nasce come un ragazzo del Labaro, escluso dalla
pischelleria e dalla strada ma sempre irrimediabilmente rinchiuso dalla
borgata. Col terrore animale di doverci trascorrere la vita e con
l'unica risorsa di una maggiore introspezione e di una decisione
fermissima di non lasciarsene divorare. Ha giocato le sue carte cosi',
spinto da questo terrore. Con apparente efficacia (poiche' la societa'
e' ingenua, e non e' affatto difficile riuscire a circuire un vecchio
prete, un communista curioso e un "freak" in decadenza), gestendo
accuratamente l'offerta di se' e amministrando con infinita oculatezza
l'immagine del "ragazzo" di cui tutti costoro avevano bisogno per
assolversi dal trascorrere del tempo. Infine, quando questo terreno e'
stato tutto ragionevolmente sfruttato, ha accelerato e sterzato e' s'e'
proposto tout-court come uomo ("ragazzo") di Palazzo. E qui, con due o
tre mosse lievi e meditate, e' entrato con sicurezza e senza scrupoli,
fino a poter arrivare davanti all'ansimante Fede e a dirgli, con un
sorriso gelido: "Sei vecchio. Ora ci sono io".
Bene. In tutto questo, e' morto un ragazzino a cui volevo anche un po'
di bene, che a un certo punto e' svanito e non c'e' stato piu'. Al suo
posto, ancora per qualche anno col medesimo viso, e' entrato un uomo
lupesco e adulto, un vincente, un'altra cosa. Alcuni non l'hanno
riconosciuto ma io - che sono molto piu' vecchio e cinico di Ferrara o
Curzi o Pintacuda - invece si'. Chissa' che cosa sarebbe diventato quel
ragazzino, se gli si fosse permesso di crescere. Certo, non questo
sorriso greve, da Fede giovane, di questa foto.
Va bene: mi sono lasciato andare. Diciamo che Fede e Diaco mi stanno -
soprattutto Fede - artisticamente simpatici perche' sono due bei
personaggi. Io probabilmente non sarei mai riuscito a svilupparli da
solo, ma la realta' me li offre generosamente cosi', chiavi in mano:
basta fotografarli, e funzionano. Chissa' se Balzac l'ha mai avuta, una
fortuna cosi'.
________________________________________
redrage wrote:
< Apprendo con estremo dolore, la ulteriore dipartita, gravissima
perdita, di una delle poche comunicazioni che giravano ancora in rete:
solaria@parolestorte.it chiude e ci lascia per sempre. Il decreto
urbani o almeno i probabili effetti vessatori di tale legge, hanno
mietuto un'altra vittima, la repubblica democratica sta cadendo sempre
piu' a pezzi e chi ha qualcosa da dire lo puo' fare, accertandosi prima
che nessuno lo possa ascoltare.
Al Massimiliano che ha scritto sul SanLibero 252 rispondo da queste
righe, dato che non posso farlo personalmente, che la realta' delle
cose e' la seguente: centinaia di civili, tra cui donne, vecchi e
bambini sono giornalmente trucidati e non solo quei 38 per mano
guerriera, anche quando non se ne occupa la stampa, che ha dato, di
contro, grande spazio a chi doveva fare la guerra preventiva contro il
terrorismo. Se mi posso permettere gli consiglierei di fare domanda per
entrare nell'esclusivo cast dell'Isola dei famosi e di potere
finalmente capire quanto possa essere dura la vita per coloro che
quotidianamente e volontariamente soffrono delle privazioni dei generi
di prima necessita' intellettiva, se mai ne hanno avuta una >
________________________________________
Marco wrote:
< Perche' [secondo me] e' giusto perseguitare i gipponi in citta', e
forse anche fuori citta'? Per questo dato, semplicissimo. Dichiarazioni
delle tasse 2001: oltre un milione di euro di Irpef, 1.081
contribuenti, oltre 300.000 euro circa 17.000 contribuenti. Gipponi
comprati nel 2001: 230.000, costo medio 45.000 euro l'uno.  Un
contribuente ogni 12,7 dichiara al Fisco quel che basta per permettersi
un gippone, gli altri... Venalis populus, venalis curia patrum >
________________________________________
giapagg@tin.it wrote:
< a Indy media hanno offeso i Carabinieri morti a Nassirya e tutto il
resto >
________________________________________
ilpiazza@inwind.it wrote:
<  Di chi e' il contrasto fra la plebea e l'aristocratica? Mi ricorda
la poesia di Trilussa Ninna-nanna de la guerra >
* * *
No, questo risale al 1912: la guerra in questione e' ancora quella di
Libia. Non e' una poesia "colta" come quella di Trilussa ma un semplice
testo di cantastorie, di quelli che venivano portati in giro per i
paesi e a volte anche stampati su fogli volanti. Potevano essere
"politici" come questo, o ispirati a fatti di cronaca. La forma del
contrasto (molto antica) fu mantenuta fino agli anni 50.
________________________________________
Enrico T. wrote:
< Mi scusi se Le scrivo solo per sottoporle una questione tutto sommato
superficiale, ma La apprezzo molto e vorrei che la Sua rubrica fosse
ineccepibile. Percio' le segnalo la smentita della notizia di Fini in
Giappone >
* * *
Mai fidarsi. Io l'avevo ripresa dal Corriere che pero' a quanto pare
aveva preso una buca, attribuendo al povero Fini una gaffe commessa
invece, molto tempo prima, da un diplomatico italiano. Ne consegue: che
Fini continua a non cantare; che il Corriere alle volte da' dei canard;
e che alle volte - il che e' molto piu' grave - ne da' persino la
Catena. Unicuique suum. Solo, e' una storia tanto carina che adesso sto
consultando Gilbert & Sullivan per vedere che ne dicono loro.
________________________________________
Nico Tanzi wrote:
< "Una cosetta, a confronto di altre gravi: gli Haiku sono di 7-5-7
sillabe...". Cosetta per cosetta, le sillabe negli Haiku sono in
realta' 5, 7 e ancora 5; in tutto, 17. Consentite, a volte, talune
eccezioni >
________________________________________
Nocera Gigi wrote:
< Egregio R., ti posso dare un consiglio? La tua Catena e' troppo
lunga: le prime righe interessano e si leggono bene, poi ci si stufa.
Quindi taglia e non farla troppo lunga >
________________________________________
Toti D. wrote:
< E' da tempo che non leggo qui notizie su Catania (appalti,
Scapagnini, Bianco, mafia, prossime elezioni). Perche'? >
________________________________________
Catania in Movimento wrote:
< Ci sembra difficile che tu non sia venuto a sapere di Catania in
movimento (l'unico gruppo di cittadini che sta cercando di costruire
un'alternativa onesta a Enzo Bianco). Come mai, pur richiamando piu'
volte l'insolita e vergognosa situazione di Catania stretta tra due
rappresentanti dello stesso gruppo di potere, non racconti anche del
nostro tentativo? In citta' le forze politiche (?!) della sinistra
stanno cercando accordi vantaggiosi con Bianco e sono terrorizzate
dall'idea di discutere su qualsiasi alternativa (pur conoscendo le
motivazioni, gravissime e disparate che dovrebbero, almeno per una
questione morale far escludere la candidatura Bianco) >

Bookmark: http://www.cataniainmovimento.it

* * *
Cari amici,
non scrivete a me, scrivete a Claudio Fava. E' lui che decide sul via
libero a Bianco. L'avete votato - magari giustamente - perche' negli
ultimi tempi era tornato combattivo e pimpante (vedi lo scontro con
Crisafulli sulla questione morale) e a votare per lui sembrava quasi di
votare per Claudio Fava. Pero' non l'avete fischiato quando, il giorno
dopo la vittoria, e' tornato a far l'elogio di Bianco e *quindi* a
rimettere nel cassetto la questione morale. Regalando con cio'
insperatamente a Bianco-Ciancio, e piu' in generale al sistema di
potere, cio' che costoro avevano perso con la terrificante trombatura
dei loro candidati. Insomma: come politico da volo basso, Fava e' una
ciofeca. Ma come capopopolo da battaglia, funziona. Obbligatelo a
schierarsi, a costo di menarlo: il problema e' tutto qui. Lui e'
giovane e pulito abbastanza per riflettere (non subito) sulle vociate
che gli farete. Fara' bene a voi, fara' bene a lui e non vi dico quanto
alla citta'.
________________________________________
elsa <storia@liberta.it> wrote.

< All'occasione, secondo gli
ordini delle Autorita', essa era sempre
rimasta una brava maestra, essa
introduceva nei temi e nei dettati
i re, duci, patrie, glorie e battaglie
che la Storia imponeva; pero' lo faceva
in tutta purezza mentale e senza
nessun sospetto, perche' la Storia,
non meno di Dio, non era mai stata
argomento dei suoi pensieri >
________________________________________
AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:

Cipressando

< Inutili le frasi,
altissimo il cipresso.
Ondeggiando scommette sulle stelle.
E' ancora molto lontana la primavera >
 


11 ottobre 2004 n. 252
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Beh, poteva andar peggio. A quelli di Indymedia, voglio dire: hanno
scritto della cose veramente antipatiche su Bush per cui quello ha
mandato l'Fbi in Inghilterra a sequestrargli il sito (dopo un po',
quando la gente ha cominciato a chiedersi che cavolo ci facesse l'Fbi
in Inghilterra, e' spuntata una chiamata al 113 fatta dalla Nestle' e
dal signor B.). Cmq, tutto ok: di questi tempi, parlar male di Bush e'
piu' o meno come scrivere un libro di scoop su Maometto e chiedere la
prefazione all'ayatollah Khomeini, gente che s'incazza facilmente.
"Professa il giornalismo" hanno detto di un un giornalista i terroristi
col turbante, per i quali evidentemente tutto e' religione. Quelli
senza turbante sono altrettanto sbrigativi, prima lasciano partire il
proiettile (sulla redazione di Al Jazeera, sull'hotel dei giornalisti
europei a Bagdad) e poi allargano le braccia: "Toh: m'e' scappato un
colpo mentre pulivo il cannone". Insomma, poteva benissimo capitare che
un carro armato dei marines, per le vie di Londra, lasciasse
accidentalmente partire una cannonata verso la sede di Indymedia.
Questo non e' avvenuto, ed ecco uno dei vantaggi della civilta'.
Poteva anche capitare un'altra cosa, che - non volendo sprecare una
cannonata - gli incaricati del silenziamento si limitassero a spedire
una lettera circolare cosi' concepita: "A tutti i Gruppi Terroristici
Islamici e non, Loro Sedi - Si comunica alle Signorie Loro che i segg.
giornalisti (seguono nomi) sono in realta' delle spie occidentali et
imperialiste at nostro servizio stop Pregasi pertanto prendere
oppurtuni provvedimenti stop Distinti saluti stop". Questo metodo e'
altrettanto efficace e comporta solo la spesa del francobollo: dicono
che sia stato adoperato, con successo, di recente. L'unico suo limite
e' che non e' spettacolare.
Lo e' invece il metodo usato appena un mese fa - ma sui giornali e'
uscito solo un trafiletto, e solo una volta - per silenziare il
reporter di Al Arabya che, nel corso di un intervento di pace su una
folla incazzata, si ostinava a riprendere gli elicotteri che
bombardavano la folla. La telecamera ha trasmesso un campo lungo della
folla, poi un altro campo lungo di cielo con elicotteri, poi zoom su un
elicottero in particolare, poi quell'elicottero ha virato verso la
camera presentandole il muso coi cannoni - bellissima inquadratura -
poi l'elicottero ha cominciato ad avvicinarsi - dai, dai, gira! - poi
s'e' visto il lampo e il missile che partiva. Infine le macchie di
sangue sul vetro della telecamera e dello schermo - il sangue del
giornalista non-embedded centrato dalla missilata.
Ecco: e' molto piu' elegante cosi', piuttosto che sequestrarlo,
legarlo, farlo inginocchiare con la bandiera sullo sfondo e tagliargli
la testa. Il risultato pero' e' lo stesso, e cioe' un testimone in meno
in grado di riferire.
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Caro Presidente... "Caro Presidente degli Stati Uniti d'America,
nonostante Lei guidi il paese del "Primo emendamento", quello che
proclama che tutti sono liberi di parlare, e' da un pezzo che abbiamo
notato che Lei ha qualche problema con la Democrazia. Adesso alcuni dei
Suoi agenti hanno fatto irruzione a Londra e hanno portato via gli hard
disk di Indymedia. Siamo sicuri che Lei, e molti altri cittadini, si
rende conto che Indymedia e' il percorso del ventunesimo secolo al
Primo emendamento. Cosi' cos'e' successo quel pomeriggio? Era una cosa
americana o fascista?
Ci domandiamo:
- Pensa davvero che chiudere la stampa libera e i media indipendenti
migliorera' la Democrazia nel Suo paese?
- Poiche' la Sua rapina ha coinvolto diversi media indipendenti da molti paesi, pensa
pensa davvero che Lei possa decidere da solo cosa e' bene che la gente
legga in Italia, Austria, Belgio, Francia, ecc.?
- Micheal Moore verra' ucciso la prossima settimana?
Signor Bush, vede, c'e' urgenza di legalita' e liberta' in tutto il
mondo. Ci dispiace, ma pensiamo che Lei non e' cosi' bravo in questo
quanto possono esserlo i ragazzi a cui ha rubato i computer.
Restituisca gli hard disk subito e si goda la pensione al piu' presto
possibile". (FreakNet)
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Liberatori 1. "Abbiamo decapitato l'ostaggio inglese, solo perche' era
inglese, dopo averlo umiliato e fatto soffrire per settimane. Un
infedele di meno. Viva Allah!".
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Liberatori 2. "Loro dicono che era una festa di nozze, noi invece siamo
convinti che erano terroristi riuniti. Undici morti bombardati. Viva la
liberta'!".
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Teatro. "Santa Giovanna Dei Macelli" di Bertolt Brecht in scena a
Milano, stavolta non al Piccolo ma a Palazzo di giustizia. La trama e'
quella di sempre: una serie di speculazioni finanziarie sulla pelle dei
piccoli risparmiatori (il "parco buoi") sfugge al controllo di Mauler e
soci, la folla in tumulto minaccia rivoluzioni, ma alla fine tutto
torna a posto (tranne i soldi) e l'ordine regna di nuovo a Chicago.
Neve, disoccupati, arringhe, pensionati in miseria, poliziotti.
Memorabile interpretazione di Tino Buazzelli nel monologo di Tanzi
("Meditate gente, meditate"), buono il Coro dei Giornalisti Economici
("Orsu'/ anche tu/ investi su") alla fine del terzo atto, ottimo il
Lamento dei Buoi ("Muuu... Beeee... Ahime'"), peccato per l'assenza
della Boccassini (sarebbe stata un'ottima Santa Giovanna), allestimento
in complesso non originale (meglio Strehler e Borrelli) ma sufficiente.
Alla fine Bondi accusa direttamente la Banca d'America, interpretata da
un mefistofelico Adolfo Celi.
________________________________________
Lega amore e fantasia. L'idea dei leghisti di vendere il Colosseo per
ripianare i debiti dello stato e' semplicemente meravigliosa e io, con
l'amico De Curtis, mi associo di tutto cuore.
Meravigliosa anche la reazione del federale di Roma, Storace, che prima
s'e' incazzato e poi, a mezza voce: "mmm... in caso ce lo potremmo
anche comprare noi...". Allora: Toto' e Peppino, che parlano
rispettivamente in veneto e in milanese, sono davanti al Colosseo con
l'aria affaccendata. Arriva il turista americano, che parla in
romanesco ed e' Storace: "Chede', davvero ve state a venne 'sto coso?".
"Si, sior! Ostia! Certo che lo vendemo! Solo cento zecchin!". E segue
tutto il resto. (Poi voglio anche Toto' e Peppino in piazza san Pietro:
"Escuse' mua', mussier, s'e' kwesta kwa' la catedral?". Pero' con
l'accento bergamasco).
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Macchina del tempo. Gli americani lasciarono l'Iraq (ma era nell'aria
da tempo: il ministro della difesa non faceva che ripeterlo da mesi) il
tredici novembre 2004, pochi giorni dopo le loro elezioni. Gli inglesi
se ne andarono mezz'ora dopo. Polacchi, australiani, samoani, ucraini,
catalani, transilvani, padani e tutto il resto se n'erano gia' andati
tutti alla chetichella, chi prima e chi dopo. Gli unici a restare
(discutendo animatamente) furono gl'italiani - non riuscivano a
mettersi d'accordo Prodi e Rutelli.
________________________________________
Elezioni 1. Milazzo (Messina). Anche qui a Milazzo, ridente cittadina
sul Tirreno, i cittadini si preparano alle elezioni che il prossimo 4
novembre decideranno l'avvenire di questa piccola comunita' siciliana
per i prossimi quattro anni. "Speriamo che ingrandiscano il lungomare e
ci mettano i lampioni nuovi". "No, e' meglio spendere i soldi per un
bel concerto in piazza per la festa del patrono". "Bisognerebbe fare
una grande campagna per disinquinare il Tirreno". "No, meglio invadere
la Tunisia". Chi vincera'? Come tutti gli altri abitanti del pianeta,
anche i milazzesi attendono il responso dalle elezioni di New Rome
D.C., dove il nuovo imperatore decidera' anche sulla faccenda del
lungomare di Milazzo e del Tirreno. (dal corrispondente)
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Elezioni 2. Il partito repubblicano del Michigan ha chiesto
ufficialmente l'arresto del regista Michael Moore, reo di aver offerto
mutande ("Moore ti regala un paio di mutande se vai a votare contro chi
ti mette in mutande") a chiunque si recasse a votare alle prossime
presidenziali. Il successo dell'iniziativa, con oltre centomila giovani
corsi a registrarsi per esercitare il loro diritto di voto, non e'
piaciuto ai repubblicani, che chiedono la sua incriminazione per
corruzione degli studenti per farli votare". (by viviana)
________________________________________
Elezioni 3. Marrazzo, per me, e' sempre il vecchio "Joe" Marrazzo,
grandissimo giornalista antimafioso - collaborava coi Siciliani - e uno
degli uomini piu' coraggiosi e ironici mai visti (quanto a reggere
l'alcool, era almeno al mio livello, e questo non e' un complimento da
poco). Suo figlio, poverino, ha scelto una strada piu' tranquilla -
immagino sia anche astemio - e questo naturalmente e' un suo diritto.
Non capisco pero' perche' io debba avere l'obbligo di votarlo (nel
Lazio, o lui o Storace) e soprattutto chi ha dato ai boss del
centrosinistra il diritto d'impormelo per candidato. A Milano, a
scegliere i candidati del centrosinistra (di cui non scrivo i nomi per
non mandare in palla il computer) c'e' l'ex direttore del Corriere De
Bortoli, quello che pubblico' il pamphlet antisemita della Fallaci. Le
provinciali, li', le ha vinte un communista puro e duro di Sesto San
Giovanni, ma i candidati alle regionali vengono scelti tutti fra i
miliardari. Nelle altre regioni, i criteri non sono molto migliori. E,
in ogni caso, non sono mai democratici: i candidati della sinistra
vengono scelti autoritariamente, oligarchicamente, al chiuso e
prescindendo completamente dalle eventuali opinioni della base.
Domanda: perche' il centrosinistra non riesce ad essere - almeno ogni
tanto e almeno un poco - democratico? Forza Italia non e' democratica
perche' e' di proprieta' di un padrone. Alleanza Nazionale sconta il
passato fascista, non-democratico per definizione. Ma a sinistra? Noi
ci siamo sempre riempiti la bocca con l'uguaglianza e la democrazzi'a.
E poi imponiamo fascisticamente, stalinisticamente, berluschianamente i
Marrazzo, i Latteri e i Cecchi Gori.
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L'utile e il necessario. Dice Woytila che il communismo e' stato un
male necessario. Io e il sig. Marx invece avremmo preferito che fosse
un bene utile. Fra tutt'e due stiamo cercando di capire com'e' potuta
andare cosi'.
________________________________________
Kultur. L'Associazione Culturale Roma organizza qualcosa di culturale.
Sui manifesti c'e' scritto: "in collaBBorazione" con Rai, ecc..
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Produttivita'. Tre estrazioni del superenalotto la settimana, invece di
due. Tutti gli scommettitori invitati a produrre di piu' per
contribuire al salvataggio dell'economia nazionale.
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Laziali su Marte. Accordo fra la Regione Lazio e l'Unione Sovietica. In
un comunicato congiunto i responsabili dei progetti missilistici dei
due Paesi hanno annunciato il lancio, nella prossima primavera, di una
capsula spaziale con a bordo un astronauta russo ed uno viterbese. La
Storax (il nome della stazione spaziale) orbitera' per un anno e mezzo
a trentamila spanne d'altezza, avra' una capacita' di carico di
milleduecento fojette e sviluppera' una potenza superiore alle
cinquemila pecore/vapore.
________________________________________
Non e' vero ma ci credo. "Chiedetelo a Berlusconi!" ha detto Bush in tv
al dibattito per le elezioni. Appena pronunciato il fatale cognome lo
schermo s'e' oscurato, il ciclone Ivan ha fatto marcia indietro, la
Casa Bianca ha tremato, in tutti i Mc Donald d'America e' andata via la
corrente, e Kerry ha preso il 97 per cento dei voti. Tony Blair (che da
allora non pronuncia piu' il nome del collega italiano) ha ammesso di
avere avuto i primi sintomi dei suoi problemi cardiovascolari ad agosto
in Sardegna, nella villa di Berlusconi. E l'Etna, da quando il signor
B. prese tutti quei voti in Sicilia, ha avuto almeno tre eruzioni. E
adesso scusatemi, ma non riesco piu' a scrivere con una mano sola.
________________________________________
Occidente. Dopo Putin (Kgb) anche Gheddafi (terrorismo islamico) e'
diventato un grande amico e modello del signor B. "Leader della
liberta'", per la precisione. Chissa' che cosa lo attira tanto nei
dittatori.
________________________________________
Cuba. Il fantasma dell'ex leader rivoluzionario cubano Fidel Castro ha
proibito una manifestazione di familiari dei dissidenti incarcerati.
"E' arrivata la polizia e ci ha fatto sgomberare. Mio marito e' malato,
chiedevo solo che lo spostassero dal carcere all'ospedale".
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Afganistan. Alle elezioni, proteste dell'opposizione: "Le matite non
sono indelebili, i voti si possono falsificare, qua a momenti pare di
essere in Florida".
________________________________________
Prede. "Per contrastare l'immigrazione clandestina" stanno arrivando
quattro aerei senza pilota per vigilanza e controllo. L'ha annunciato
il comandante in capo dell'aviazione "a margine di una cerimonia",
immagino appena finito l'inno di Mameli. Come si chiameranno gli aerei?
"Predator", ovviamente.
________________________________________
Una giornata particolare. "Caro R., sono Toto' del Laboratorio Zeta di
Palermo, ricevo ormai de tre anni la catena e ti seguo dai tempi dei
Siciliani. Questo e' il resoconto della giornata dei rimpatri illegali
da Lampedusa verso la Libia, il 6 ottobre. Alcuni di noi erano li',
hanno visto, hanno filmato, hanno fotografato, hanno parlato, hanno
gridato. Ma le televisioni e la stampa di qualsiasi colore hanno
totalmente ignorato questi fatti".
* * *
Siamo in cinque della rete antirazzista siciliana insieme a Lillo
Micciche', deputato regionale dei Verdi. Arriviamo alle nove del
mattino a Lampedusa. Jeep, polizia, carabinieri. Dalle vetrate
dell'aeroporto si vede un pezzo del cortile del campo dove sono
trattenuti i migranti. Il sole e' a picco, fa un caldo estivo. Li
vediamo li' fuori nel cortile ammassati sotto l'unico filo d'ombra
disponibile, attaccati ai muri. Alle 12 e 20 atterra un cargo militare.
Ci sono tre gruppi di uomini, per ognuno circa 50 persone. Quelli del
gruppo piu' vicino al cancello vengono fatti mettere in fila contro il
muro. Vengono caricati direttamente sull'aereo, c'e' una distanza di
soli 40 metri. Ma il trasporto degli uomini dal cancello del campo
all'aereo ha tutte le modalita' di una deportazione. In fila per due,
scortati da uomini in borghese con guanti e mascherine e da carabinieri
e soldati in mimetica, i polsi legati da corde di plastica, trascinati
quasi di corsa a gruppi di venti.
Micciche' inizia a urlare. Grida che questo e' un crimine, che si
stanno violando tutte le leggi nazionali ed internazionali, cerca di
forzare il cordone dei carabinieri per arrivare sulla pista. Ovviamente
viene spintonato e buttato a terra. Scriviamo su un cartello Hurria,
liberta' in arabo. Ci intimano di metterlo via, non si puo' comunicare
con i deportati. Le nostre voci sono coperte dal rombo dei motori degli
aerei, i deportati non possono sentirci anche se ci vedono attraverso i
vetri.
Non possiamo far niente. Ne hanno portati via circa 400, piu' o meno
100 per aereo.
Nessuno dice per dove. Alle 15 sono partiti tutti. Il centro ora e'
quasi tornato alla normalita': "solo" 200 ospiti. A un bar incontriamo
due poliziotti che si fermano a parlare.
Sono stanchi, ci dicono: ne hanno stivati da 65 a 70 per cargo. Ieri
pomeriggio uno ha tentato di impiccarsi e loro gli hanno salvato la
vita. Non capiscono il perche' di questo gesto. Ma perche' le manette,
per quei 40 metri? Rispondono che basta guardarli in faccia, questi
clandestini, per capire che sono pericolosi e non hanno rispetto di
niente.
Nel pomeriggio entrano al Centro Lillo Micciche', e Ilaria come
interprete di arabo e inglese.
Li accoglie un odore acre d'immondizia, circa trenta sacchi celesti
accatastati tra il cancello e uno dei container-dormitorio. Sono
scortati da carabinieri in tenuta antisommossa leggera, in tuta anfibi
e manganelli, da poliziotti, da qualcuno in borghese, e dall'interprete
di lingua araba del Campo. Vengono presentati a tale signor Scalia,
direttore del Campo per la Misericordia di Palermo. Indossa una
maglietta rosanero del Palermo "Voliamo in serie A".
Rivoli di liquame scorrono tra gli spazi che circondano i dormitori, la
mensa e i servizi igienici. Il signor Scalia dice che e' solo acqua e
che hanno fatto spurgare i pozzi sei volte al giorno. 1200 ospiti fino
a lunedi', nei container, nella mensa, nei cortili a cielo aperto.
Sull'altro corridoio di asfalto ci sono i servizi igienici. La porta
deve restare aperta. Gente che piscia all'interno, alla vista di tutti.
Nei dormitori, 20 metri ciascuno con file di letti a castello, ci sono
giacigli di gommapiuma gialla, a volte senza niente sopra, a volte con
piccole coperte di lana.
Incontrano per primi tre africani. L'onorevole si presenta, comunica ai
tre uomini perche' si trova li'. Loro si sciolgono in un sorriso
nervoso. Iniziano a rispondere alle domande. Si parla in inglese. Sono
nigeriani e stanno male. Non si sono potuti lavare, sono arrivati
malati. Sono spaventati. Con loro, il 3 ottobre, erano arrivati anche
due bambini col padre, ma lunedi' li hanno portati via, non sanno dove.
Gli e' stata comunicata la possibilita' di chiedere asilo politico?
Rispondono di no. C'e' un gruppo di 15 uomini che parlano in arabo.
Vengono dalla Tunisia, dal Marocco, uno di 70 anni dalla Palestina.
C'e' l'interprete arabo del campo. Davanti a lui tutti dichiarano che
va tutto bene, che tutti sono gentili con loro e che non hanno bisogno
di niente. L'onorevole spiega anche a loro perche' e' li'. Poi si
allontana per visitare il posto di polizia che dovrebbe raccogliere le
identificazioni e le richieste di asilo e che - scopre - e'
completamente inutilizzato da mesi.
Nel container resta Ilaria con l'interprete ufficiale. Lei spiega ai
migranti che c'e' una violazione dei diritti umani. L'interprete si
allontana in fretta e subito dopo torna con le forze dell'ordine. Il
capitano e il direttore del centro iniziano a gridare. "Ecco, avete
visto cosa avete fatto. Ora uscite... presto succedera' qualcosa". I
migranti in realta' sono tranquillissimi. Micciche' chiede di
continuare la visita nel campo e invita 4 uomini trattenuti li',
provenienti da paesi diversi, a parlare con lui fuori dal primo
cancello. Scortati dall'interprete del campo, e dai carabinieri, parla
coi 4 uomini e si fa raccontare le loro storie. Dice loro cio' che
fara' quando sara' fuori di li': raccontera' quanto siano difficili le
condizioni dei paesi di provenienza di chi e' trattenuto al centro e si
battera' perche' escano tutti da li' e possano circolare liberamente in
Italia. Una conversazione bella, serena, conclusa in un applauso. Gli
altri migranti, ammassati contro la recinzione applaudono i loro 4
rappresentanti, salutano, rimangono li'.
________________________________________
rudycolongo@libero.it wrote:
< Il vero problema degli immigrati a Roma, in Italia, e' il permesso di
soggiorno. Per rinnovarlo ormai ci vuole un anno, mentre per legge e'
stabilito in venti giorni. Ormai sono due anni che il questore di Roma
Cavaliere e il prefetto Serra periodicamente incontrano
l'associazionismo coi manifestanti di turno e... con promesse varie
evadono senza rimedi concreti il problema, rispecchiando col loro
operato l'andazzo nazionale. Perche' il grande sogno dell'italiano
medio, borghese, ingrassato da anni di buona tavola e cattive letture,
e' quello di avere un'immigrato non fastidioso. Sfortunatamente non e'
cosi che funziona. Gli immigrati non sono utensili da riporre. Sono
persone che hanno voglie, bisogni, sogni, provano tristezza e collera,
paura e disperazione. Quello che questo paese non consente loro di
provare e' allegria, tranquillita'. Dignita'.
E' comodo ritagliarsi un alibi che dica sostanzialmente: e' a causa
dell'esistenza dei clandestini che le persone che si sono affidate alla
nostra burocrazia dovranno continuare ad essere quotidianamente
umiliate. Perche' di umiliazione si tratta. Il semplice fatto che si
debba attendere fino a 10 mesi per poter ritirare il proprio soggiorno
rinnovato e' umiliante. Il fatto di non poter accedere ai servizi
bancari e' umiliante. Il fatto di non poter accedere ai concorsi, di
solito riservati ai soli cittadini e' umiliante. Il fatto di essere
costretti al prelievo fiscale senza poter votare e' umiliante. Il fatto
di dover mentire (es. facendosi mandare un telegramma dal paese
d'origine che annuncia morti non augurabili per impietosire il
funzionario e avere il soggiorno rinnovato) per poter ottenere cio' che
e' di diritto e' umiliante.
Oggi avere un soggiorno rende gli immigrati dei semplici clandestini,
solo piu' rintracciabili, e con dei doveri rispetto alla pubblica
amministrazione. Cosi' come i coloni americani si ribellarono al grido
di "no alle tasse senza rappresentanza" ponendo di fatto le basi della
democrazia moderna, anche la colonia interna dovrebbe continuare la
strada interrotta dai Frisullo e dai Di Liegro con nuovi capitani di
ventura non visibili all'orizzonte >
________________________________________
Alessandro wrote:
< Mercoledi' eravamo al parco dell'Acquasola a dare volantini contro il
progetto di farci un parcheggio dentro. La Digos genovese era presente,
professionale e discreta come sempre. Avendo io partecipato a molte
manifestazioni sui temi ai quali sono sensibile - guerra, scuola
pubblica, lavoro, diritti degli immigrati - ne conosco ormai i visi,
quasi familiari, in quanto sempre presenti alle suddette
manifestazioni.
I casi sono due. O noi manifestanti diamo fastidio a qualcuno e siamo
in pericolo, e la Digos e' li' per proteggerci. In tal caso mi
piacerebbe sapere chi potrebbe minacciarci. Nello specifico, forse, la
maggioranza comunale di centrosinistra che ha approvato il progetto, o
la ditta appaltatrice Sistema Parcheggi srl?  Oppure siamo noi il
pericolo pubblico, da controllare, per impedire che facciamo reati o
lediamo persone e/o cose.
Se questo fosse il caso, ricordo ai suddetti che non abbiamo commesso
alcun reato, anzi, stiamo impiegando tempo e risorse nostre per
difendere un bene comune. A mio parere ci sono reati, gravi e GIA'
commessi, che meritano invece piu' attenzione e risorse dalle forze
dell'ordine; in particolare quelli legati a mafia e riciclaggio,
violenze sulla persona, spaccio, sfruttamento del lavoro nero,
discarische abusive, furti >
________________________________________
pbr@libero.it wrote:
< Dopo una lunghissima e sofferta trattativa si e' giunti finalmente ad
un accordo con il Comune di Milano sulla vicenda dello sfratto. A
MondoGatto e' stata assegnata una nuova area ad un costo sostenibile
(l'ex magazzino del reparto strade di Via Schievano) e riconosciuto un
contributo per le spese di trasloco e riallestimento del rifugio. Il
lavoro da fare pero' e' ancora moltissimo. L' area che e' stata
assegnata e' in cattive condizioni e mancante di tutte quelle
infrastrutture che hanno permesso al rifugio di Via Romano di
assicurare condizioni di vita piu' che decorose ai quasi 300 gatti
ospiti.
Ora piu' che mai abbiamo bisogno di un concreto aiuto da parte di tutti
e sono certo che MondoGatto diventera' piu' bello ed accogliente di
prima. I veri gatti non mollano mai... >

Info: mondo_gatto@libero.it
________________________________________
Stefano Pravettoni wrote:
< L'anno scorso i tranvieri milanesi non hanno, come ben sai o dovresti
sapere, scioperato, bensi' hanno deliberatamente bloccato una citta'.
Spendi una tua illuminata parola anche per chi, in tale circostanza, ha
cercato disperatamente, a volte senza riuscirvi, di raggiungere
l'ospedale per sottoporsi a dialisi. Valutiamo poi se le regole di
convivenza civile meritino di essere rispettate sempre o a seconda
delle convenienze del caso >
________________________________________
partenia@katamail.com wrote:
< E' troppo divertente!!! Iscrivetevi alla ml di riccardo orioles,
molte verita'!!! >
________________________________________
Linarena wrote:
< Mi e' giunta notizia che molti avvocati vicini ai partiti che
proteggono o che piangono per gli immigrati e che poi lottano per
accordare loro un voto mussulmano, conseguono guadagni favolosi con le
pratiche di richiesta di asilo politico. In questi casi, la difesa
apprestata con il gratuito patrocinio fa scattare a carico dello Stato
il pagamento di una parcella che si aggira sui 30mila euro. Vuole
verificare se quanto le riferisco e' una verita' oppure una bufala? >
________________________________________
toni_i@insiberia.net wrote:
< Caro O., di sicuro la dinastia Song respinse la dinastia tunguta dei
Xi Xia con l'uso estensivo di armi da fuoco nel 1140/1141. Almeno cosi'
ci dicono le fonti. Molto di piu' si trova nel settimo tomo: Military
technology : the gunpowder epic / by Joseph Needham Cambridge [etc.],
Cambridge university, 1986 XXXIII, 703 p., ill., 25 cm, del quinto
volume: Chemistry and chemical technology della grande insuperata opera
di Needham: Science and civilization in China / by Joseph Needham
Cambridge University press. Cordialita' >
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Massimiliano wrote:
< Sii corretto... perche' non parli dei 39 bambini uccisi dai, per voi
comunisti, SANTI guerriglieri irakeni... quei santi che le due simone
si sono affrettate a ringraziare nel loro comizio elettorale l'altra
settimana... ipocriti che non siete altro... buffoni. invece di fare
battute di cattivo gusto, raccontate le cose come sono... o
continuerete a fare come sempre hanno fatto i comunisti: raccontare le
notizie a modo loro evitando di dire tutta la verita'. vergogna... e
questo sarebbe il giornalismo obiettivo di cui parlavi tanto? >
________________________________________
Lia Righi wrote:
< Queste due ragazze, giovani e belle, anziche' sculettare dicendo
idiozie in un Grande Fratello qualsiasi, sono andate, nonostante il
pericolo, a testimoniare sul posto e con i fatti la loro solidarieta'.
E se anche lo hanno fatto per soddisfare un'urgenza privata di "fare
del bene", dovremmo ringraziare il cielo che la nostra comunita'
produca nonostante tutto dei frutti cosi' apprezzabili. Doppiamente
fortunate le loro madri, che le hanno viste ritornare sane e salve e
che possono guardare con orgoglio a queste figlie >
________________________________________
Mike Godwin www.eff.org wrote:
< Ho una figlia piccola e sono preoccupato per il suo rapporto con
l'internet, anche se non ha mai avuto occasione di connettersi, per
ora. Cio' di cui ho paura e' che mia figlia venga da me tra 10 o 15
anni e mi dica "Papa', ma dov'eri tu quando hanno rimosso la liberta'
di stampa dall'internet?" >
________________________________________
Franco Gialdinelli, con gli amici, wrote:
< Buon Compleanno Enzo.
("Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa - non importa quanti esattamente -
avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che
m'interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la
parte acquea del mondo. E' un modo che ho io di cacciare la malinconia
e di regolare la circolazione. Ogni volta che m'accorgo di atteggiare
le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scende come un
novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi
involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar
dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che
il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio
morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare
metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che e'
tempo di mettermi in mare al piu' presto... ") >
________________________________________
Pubblicita'.
"Questa pagina
attende
qualcuno che
non abbia
paura di
farsi pubblicita'
su un giornale
antimafioso".
(I Siciliani, 1994. Per la cronaca, la pagina attende ancora)
________________________________________
Omar <khayyam@rubbayat.com> wrote:

< Quel rosso che fiorisce in mezzo ai campi
un giorno fu gia' sangue ribollente di re.
Quella violetta che sorride in terra
forse un giorno fu un neo che un bel viso adorno' >

* * *

< Quando della mia vita sara' reciso il fiore,
ogni parte di me sara' divisa.
Ma voi con la mia polvere tornitemi una coppa,
riempitela di vino e io vivro' ancora >

* * *

< Via, fuggi dall'inutile sapere,
concentrati sui riccioli d'Amore.
Il tempo versera' il tuo sangue, ma ora
versa tu nella coppa sangue d'uva >

* * *

< Colui Che ha creato la terra e i cieli
mise agli amanti i crucci dentro i cuori
mise labbra splendenti e e ricci neri
su questo fango e questa terra oscura >

* * *

< La notte e il giorno sono piu' vecchi di noi due,
molto prima di noi gia' veleggiavano le stelle.
Leggero sulla polvere sia pertanto il tuo passo:
che' forse fu pupilla - un giorno - d'un bel viso >

* * *

< Riempi, coppiere, riempi il bicchiere tuo e il mio
con il farmaco rosso e profumato
prima che a noi, ridotti in terra e in creta,
tocchi d'essere offerti, fatti coppe, al mercato >


4 ottobre 2004 n. 251
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Ora si ride, ora si respira e ora - fra l'altro - si puo' ricominciare
a parlare senza timore di mettere in pericolo nessuno. Cosi',
disordinatamente e liberamente.
1. Per prima cosa, visto che e' quella piu' scocciante, bisogna
riconoscere il buon comportamento - stavolta - di Berlusconi. Non ha
dato aria alla lingua, non fatto dichiarazioni che potessero creare
problemi, ha chiesto - cosa per lui assai difficile - l'aiuto
dell'opposizione. Tutto il contrario dell'altra volta, quando ha perso
platealmente la testa offrendo di se' un'immagine poco bella.
Nelle prossime ore, probabilmente, non manchera' di esagerare il suo
ruolo, di attribuirsi meriti, di "far politica" sulla liberazione.
Ma e' un politico. Stavolta s'e' comportato bene, e - quel ch'e' giusto
e' giusto - gliene si da' atto.
2. Pessimo invece il comportamento di Fini. Costui, nell'immaginario
della destra, sarebbe il capo freddo e responsabile, quello che non
perde la testa. E' stato invece l'unico politico italiano di una certa
consistenza a mettere concretamente in pericolo la liberazione, con la
sua sciocca polemica sul coraggio dei pacifisti e il conseguente
possibile acuirsi della tensione.  La verita' e' che Fini non e' uno
statista. Non e' un leader, non e' un democratico, non e' un fascista -
e' semplicemente un ragazzo precocemente politico, beniamino della
signora maestra - prima Assunta Almirante, poi Cossiga - che, da banale
primo della classe, s'e' sentito autorizzato alle piu' strane
ambizioni. Con tutte le sue buffe e complicate manovre, egli non
sostituira' mai Berlusconi. La ragione e' che gli mancano le palle
(usiamo appropriatamente un linguaggio fascista) e questo lo porta,
sistematicamente, a scegliere ogni volta la soluzione piu' facile e
meno dolorosa. In questo caso aveva dei problemi di credibilita' col
partito e prendersela coi pacifisti era la maniera piu' semplice per
fare l'uomo duro. Di essere anche un ministro italiano, non l'ha
neanche sfiorato il sospetto; in fondo non e' detto che ci creda.
Fossimo fascisti, consiglieremmo ai camerati di sostituirlo o con un
fascista come Tremaglia (che di coraggio non ne parla mai perche' e'
stato soldato) o con un democratico come Grillini (che oltre al resto
e' pure lui bolognese). Ma sono affari loro. Noi vorremmo semplicemente
non trovarcelo mai piu' fra le scatole nei momenti pericolosi.
3. Chi ha rapito le due Simone? Ipotesi ne sono state fatte tante,
tutte sono possibili e nessuna - proprio nessuna - e' esclusa. Di
certo, c'e' che sono nemici nostri, che hanno fatto del male a delle
nostre compagne e che prima o poi la devono pagare. Se tu che leggi fra
quindici anni sarai al governo (e non ridere: statisticamente, un
pacifista cane sciolto e' il probabile leader della prossima
generazione) ricordati che hai un debito da pagare. I rapitori delle
Simone, gli assassini di Enzo, prima o poi debbono arrivare in Italia,
a costo di pagarli a peso d'oro. E siccome la' tutti vendono tutti, non
e' escluso che prima o poi ci si riesca.
Questo e' uno degli obiettivi della sinistra, adesso. Bisogna pensarci
sempre e non dimenticarlo mai.
4. L'Italia deve andarsene dall'Iraq, ora, subito, finche' non ci sono
altri ostaggi. Non si perde la faccia andandosene non costretti, come
possiamo fare ora. Ai terroristi e' giusto non rispondere, per dignita'
e per buon senso; ma ora non c'e' nessuno a costringerci, e dunque
possiamo prendere liberamente la decisione migliore. "Ma cosi'
incoraggerete i terroristi!". Balle. L'unica cosa che incoraggia i
terroristi sono le dichiarazioni di Runsfeld ("Ce ne potremmo andare
anche prima della pacificazione"), fatte per ragioni elettorali interne
ma militarmente irresponsabili, eliminando l'effetto di deterrenza che
l'occupazione militare vorrebbe avere. Non vogliono fare la pace, non
sanno fare la guerra. Tutto quel che concludono e' di barcamenarsi qua
e la', cercando di spostar la catastrofe a dopo le elezioni. In queste
condizioni, i marines sono freddamente usati come carne da cannone, e
identicamente lo sono i loro alleati. Fra cui, i soldati nostri: e'
*vile* esporli, dalle comode poltrone di Roma, per mettere una pezza a
una politica che tutti ormai sanno sbagliata.
5. Nel tempo, speriamo poco, che l'Italia restera' ancora in Iraq
bisognera' reprimere durissimamente ogni tentativo di arruolare
italiani per le milizie private che in Iraq comprendono ormai una parte
notevole dei combattenti. Questo meccanismo e' emerso platealmente
nella prima vicenda degli ostaggi, ed e' stato tenuto sottotono solo
per un senso di umanita' legato alla presenza degli ostaggi stessi.
Adesso pero' va affrontato radicalmente e a fondo (il codice penale lo
classifica fra i reati gravi), erogando le pene previste dal codice e
chiedendone conto a tutti i soggetti - italiani ed esteri - implicati.
6. Le due Simone, in queste settimane, sono state il baricentro civile
della nazione. Qualcosa che va molto al di la' del caso personale.
Qualcosa di largamente *politico*, oltre le ideologie. Quando
cominceremo a riflettere seriamente su questo?
Entrambe le due sinistre, finche' non lo faranno, resteranno obsolete.
* * *
Scrivo da un vecchio iMac, in Sicilia, che era (me lo fece avere mesi
fa, sapendo che ero senza) di un amico pubblicitario, uno che nel tempo
libero se ne andava in giro a raccontare il mondo ed era, fra le altre
cose, fra i nostri primissimi lettori. Come siamo felici, stasera,
amici miei! Tanta e' la gioia, che persino il signor B. per una volta
ci appare meno odioso. Si affaccia, non malinconico ne' debole ma
sereno, un senso di struggimento per chi avrebbe potuto essere qui a
ridere con gli altri e invece e' rimasto la', sulla via dell'umanita' e
dell'impegno. Vorremmo che la gioia collettiva di queste ore, la
solidarieta', la forza che genera, viaggiassero fino a raggiungere
coloro che ne hanno piu' bisogno e piu' merito adesso, i figli di Enzo
Baldoni.
________________________________________
Zucchero. Alla fine lo zucchero e' finito e si torna liberamente a
ingiuriarsi fra nemici. Meglio l'ingiuria dell'inciucio, tuttavia. Le
"nostre ragazze" del viscoso Vespa cedono cosi' il posto a una raffica
di terrificanti "signora mia" di Feltri e soci, di cui nessuno ha
purtroppo pubblicato l'antologia (Stampa alternativa ne fece una
bellissima sulle scritte nei cessi). L'oscar, comunque non va a Feltri
ma a Merlo di Repubblica, che al solito signoramieggia con garbo e
eleganza, citando Metternich, Cavour, Raimond Aron, Henry Kissinger e
altri ancora, mentre il povero Feltri piu' in la' del vecchio "E
pretendono, pure!" non sa andare.
________________________________________
Kabul. Muore, ucciso in un  agguato, il capotribu' della zona. Per
farlo fuori non hanno usato scimitarre o fucili, ma (modernita')
direttamente un bazooka. I talebani, all'inizio della partita di calcio
fra le due squadrette locali, chiedono un minuto di silenzio per lo
sceicco ammazzato, che la folla osserva con cupo raccoglimento e
disciplina. Proprio a quei talebani risale la morte non solo di
numerosi indigeni (fra faide ed esecuzioni) ma anche di parecchi
giovani dei paesi civili, nell'indifferenza piu' totale non solo dei
talebani stessi, ma anche della maggior parte dei loro compaesani.
Questo non avviene a Kabul ma nella ben piu' selvaggia provincia di
Catanzaro, fra Strongoli e Isola Capo Rizzuto. Eppure, chissa' perche',
noi i soldati li mandiamo in Afganistan.
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Liberato. Nessun riscatto sarebbe stato pagato per Callisto Tanzi,
l'operatore economico italiano sequestrato sei mesi fa da "Giustizia
Penale". Secondo fonti della Farnesina, il Tanzi sarebbe stato liberato
in seguito a un'autonoma decisione dei suoi sequestratori e non, come
e' stato ipotizzato, per intervento del governo italiano. "All'inizio
mi interrogavano quasi ogni giorno - ha dichiarato l'imprenditore - Mi
tenevano in un locale abbastanza confortevole, ma con la porta tenuta
sempre chiusa a chiave".
Cosa le chiedevano? "Mah, volevano sapere assolutamente dove metto i
miei soldi, inoltre sembravano molto interessati ai miei rapporti con,
come lo definivano loro, il sistema bancario americano". Perche' pensa
che l'abbiano rilasciato? "Non so, forse si sono resi conto che in
fondo anch'io io ero in Italia per aiutare il popolo italiano... non
so, certo erano gente in buona fede, assolutamente persuasi della
giustezza delle loro idee. Pensi che al momento di andare via mi hanno
voluto regalare una copia del loro testo sacro, il Ci-Pi, lo stesso di
cui mi leggevano lunghi brani a ogni inizio d'interrogatorkio...".
E che cosa pensa di fare adesso? "Beh, intanto penserei di riposarmi un
poco. Poi non so... credo che mi piacerebbe tornare a operare in
Italia, io non serbo assolutamente alcun rancore nei confronti del
popolo italiano".
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Esuberato. L'impiegato Giuseppe Caruso, trentanove anni, da sedici
lavorava al servizio vendite di Citta' Mercato-Auchan a Palermo. Di
turno al reparto ferramenta, si e' accorto che alcune torce elettriche
esposte in vendita non funzionavano per difetti di fabbricazione.
Secondo prassi, le ha rimosse e distrutte, consegnando all'azienda i
codici relativi. E' stato accusato di "danneggiamento di beni
dell'azienda" per un totale di euri tredici. Ammonito, sospeso e
licenziato.
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Quotato. "Se avesse potuto comunicare cosi', oggi che mondo sarebbe?".
Orribile. Con Gandhi quotato in Borsa da Colaninno o Tronchetti.
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Prima dell'euro. "Vendesi ogni bahar in Calicut fino in cento e trenta
fanoes, che val ogni fanoes, come s'e' detto, un real di argento di
Spagna (ch'e' quanto un marcello d'argento in Venezia), il qual bahar
pesa quattro cantari del peso vecchio di Portogallo, al qual peso si
vende in Lisbona tutta la speziaria (il qual cantaro risponde in
Venezia libre centododici alla grossa, e alla sottile libre
centosettantaotto, tal che verriano a costar le dette lire 712 sottili
di Venezia scudi vinti d'oro in circa, che verriano marchetti duoi la
libra in circa)". (da Ramusio)
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Immigrati. "No all'immigrazione, no alla cittadinanza agli stranieri!".
Gli "stranieri" in questo caso sono gli italiani residenti in Svizzera
da due e anche da tre generazioni. Nel referendum per concedere la
cittadinanza a questi maledetti extracomunitari, il "no" ha prevalso
col cinquantasette per cento dei voti. E' il terzo referendum del
genere che viene respinto dagli svizzeri, i quali pero' - in fondo
tolleranti - graziosamente concedono l'ingresso giornaliero in paese ai
confinanti terroni delle province italiane di Varese e Como.
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Cantori. Licenziato in tronco il maestro del coro della cattedrale di
Palermo. Motivo: e' divorziato. Marco Ghiglione, docente al
Conservatorio, lavorava da ventidue anni e aveva collaborato fra gli
altri con Claudio Abbado. Il nuovo capocoro, scelto dalle autorita'
religiose, e' un giovane celibe e quindi non divorziato. Non e' stato
ancora comunicato se prima di assumere l'incarico verra' evirato
secondo la prassi vigente un tempo in numerose cattedrali.
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Avvocati. Li do' in beneficenza, ha annunciato l'avvocato Tano Gullo
difensore del boss Tano Badalamenti. In questa veste, aveva accusato
Peppino Impastato di essere un terrorista ucciso non dalla mafia ma
dalla sua stessa bomba. "Imbecille!" e' sbottato il fratello della
vittima, Giovanni Impastato. Querelato da Gullo, e' stato condannato a
risarcirgli cinquemila euri, che il legale - che non ha problemi
economici - ha appunto dichiarato di voler devolvere ad associazioni
benefiche. Resta di vedere quale associazione vorra' accettare denari
"guadagnati" in questo modo.
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Centrosinistra. Fassino: "Vogliamo un bipolarismo di natura mansueta".
Marina Sereni, responsabile esteri Ds "Non andiamo al social forum di
Londra perche' e' troppo di sinistra". Rutelli: "Inutile parlare di
ritiro delle truppe dall'Irak, oggi e' un tema che non si pone". Ancora
Fassino: "Occorre portare a termine una transizione politica e
istituzionale incompiuta" (uhm: la Bicamerale?).
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Giuliano Ferrara: "E ora chi ci libera dai pacifisti?".
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Elezioni 1. Mancano "i requisiti di base internazionali", si richiano
numerose irregolarita' nei conteggi, l'imparzialita' delle elezioni non
e' affatto garantita. E' il parere dell'ex presidente Jim Carter, la
cui Fondazione ha monitorato circa cinquanta diverse elezioni, negli
ultimi anni, in paesi del Terzo mondo. Stavolta pero' l'allarme si
riferisce allo stato della Florida, lo stesso in cui l'altra volta Bush
ottenne la sua elezione.
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Elezioni 2. Si scalda la campagna elettorale della destra contro il
centrosinistra e del centrosinistra contro il centrosinistra.
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Elezioni 3. Madri di soldati uccisi che si presentano ai comizi di Bush
e signora con t-shirt su cui hanno scritto: "Tu hai ucciso mio figlio".
E vengono arrestate.
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Dibbattito. A quello fra Kerry e Bush i padroni di casa - cioe' gli
sponsorizzatori del luogo - erano i rappresentanti degli indiani
Miccosukee, una tribu' quasi completamente estinta nell'Ottocento i cui
discendenti, tuttavia, negli ultimi anni si sono arricchiti col
business delle case da gioco.
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Informazione 1. Washington.  Matthew Cooper di Time e un gruppo di
cinque reporter (due del N.Y.Times, uno del L.A.Times, uno di Ap e uno
della catena Abc) sono stati condannati da due diversi giudici federali
per non aver voluto rivelare le loro fonti su uno scandalo dei servizi
segreti. Protesta di Reporters sans frontieres: "Si rimette in
discussione il giornalismo investigativo, cosi' necessario alla
democrazia". I legali dei giornalisti hanno invocato il rispetto del
Primo emendamento della Costituzione, che fonda il principio della
liberta' di stampa negli Stati Uniti. "Ma e' stato inutile. Dal Patriot
Act in poi la sorveglianza della stampa e' assoluta".
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Informazione 2. Premiati dalla Fnsi ("Addetto stampa dell'anno") Monica
Di Sisto, Cristiano Lucchi e Luca Manes per la campagna "Questo mondo
non e' in vendita", sostenuta da Rete Lilliput, Arci, Attac, Azione
Aiuto, Banca Etica, Crbm, Cipsi, Centro Internazionale Crocevia, Centro
Nuovo Modello di Sviluppo, Chiama l'Africa, Donne e Ambiente, Focsiv,
Greenpeace, Lila-Cedius, Lunaria, Mani Tese, Roba dell'altro Mondo,
Terra Madre, Terra Nuova, Udu e Uds.
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Cronaca. Palermo. Ucciso a pugni davanti alla moglie e alla figlia per
aver rigato, nel parcheggio, la carrozzeria di un'altra automobile.
Nessuno dei circa cinquanta spettatori e' intervenuto.
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Cronaca. Bergamo. Sette ragazzini fra bergamaschi e immigrati hanno
fatto lega, senza difficolta', per costituire una piccola banda di
estortori che minacciava i coetanei di picchiarli se non pagavano un
"riscatto".
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Cronaca. Palermo. Furto in uno studio medico di via Empedocle Restivo.
Portati via una ventina di piastrelle in ceramica e il wc dal bagno.
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Cronaca. Parigi. Solita rissa fra poliziotti e gorilla del figlio di
Gheddafi. Il giovane era stato fermato sugli Champs-Esysees in eccesso
di velocita' e dopo aver superato diversi semafori rossi. Le sue
guardie del corpo hanno immediatamente aggredito gli agenti che
volevano multarlo. Un poliziotto ferito, due gorilla arrestati e il
fighetto rilasciato per immunita' diplomatica.
________________________________________
Tito G. wrote:
< Lafontaine proprio nelle stesse elezioni che tu citi della Saar, ha
preso una sonora sconfitta. Le cifre che tu citi sono cifre che si
autoattribuisce Lafontaine per fare una campagna elettorale propria (e'
stato persino escluso proprio dal mondo dell'associazionismo dalle
manifestazioni di piazza, le montagsdemo). Da un punto di vista
politico il programma di Lafontaine quando era segretario Spd, era
proprio quello che ora Schroeder cerca di realizzare, solo che ora e'
politicamente opportuno criticarlo. Detto questo, mi piacerebbe sapere
in che cosa le riforme di Schroeder sarebbero Blairiane, Schroeder non
sta privatizzando nulla, sta riorganizzando la distribuzione della
spesa sociale, il disoccupato cronico applicata la riforma Schroeder
andra' a guadagnare un buon 15 per cento in piu' di prima e poi sulla
lunga durata sara' obbligato a trovare un lavoro. Per quanto riguarda
gli aspetti piu' controversi della riforma Schroeder da mesi e' in
trattativa con i sindacati, che gli stanno dando appoggio e aiuto, in
una concertazione matura >
________________________________________
E.Pey. wrote:
< Una cosetta, a confronto di altre gravi: gli Haiku sono di 7-5-7
sillabe. Ciao >
________________________________________
Alessandro Paganini wrote:
< Il mondo non si divide in italiani, arabi, americani,
extracomunitari, cattolici o islamici. Si divide in ricchi e poveri.
Tarak Ben Ammar ed il principe Al Waleed non sono extracomunitari, e
nessuno osa dirgli che fanno parte di una civilta' "inferiore", ne'
hanno mai visto un CPT - centro di permanenza temporanea. Sono soci di
Berlusconi in Mediaset. I Bin Laden non sono parenti di un terrorista,
e non stanno a Guantanamo. Sono (ex?) soci in affari di Bush. Un
italiano su quattro e' ricco e ha un governo che lo rappresenta. Tre
italiani su quattro sono "poveri", sicuramente piu' poveri di tre anni
fa, di cinque anni fa, di dieci anni fa.
Relativamente poveri, sull'orlo della poverta', gia' poveri o in via di
impoverimento, a prescindere dal nuovo telefonino. I tre italiani su
quattro "poveri" non han nulla in comune con l'altro italiano, quello
ricco, ne' col governo che i ricchi rappresenta.
Questi tre italiani su quattro hanno piu' cose in comune con i civili
irakeni.>
________________________________________
Claudio D. wrote:
< La vuoi smettere di mandarmi mail? W BERLUSCONI! >
________________________________________
Stefano Manfredini
< Ho letto (un po' in ritardo) la notizia della condanna  per
diffamazione del fratello di Peppino. Non so quanto prenda un avvocato
della mafia per insultare professionalmente una vittima della mafia, ma
immagino che i 5000 euro del costo della legittima indignazione di un
parente non crescano sugli alberi. Per cui mi chiedo, esiste una
sottoscrizione, un conto corrente, un account paypal, una buchetta
delle lettere cui recapitare il proprio contributo? (piccolo, qui si
lavora, mica siamo avvocati della mafia). >
* * *
Conto corrente postale 10690907 del Centro di documentazione antimafia
Peppino Impastato, Palermo.
________________________________________
Till wrote:
< Quando nell'epopea di Costner "Uccello scalciante" diceva ad "Alzata
con pugno": "...il tuo lutto e' finito!" per quella donna bianca tra i
Sioux, quell'esortazione significava che doveva tornare a vivere. Come
prima. Da quando Enzo ci ha lasciato, e' passato un mese. Forse
anch'io, devo ascoltare lo sciamano. Sebbene ora la mia pelle sia
ancora piu' rossa di una volta e i coloni coi loro fucili si stiano
avvicinando sempre di piu', provero' a riprendere a fare le cose di
sempre >
________________________________________
Contrasto tra l'aristocratica e la plebea (1912)

< Plebea: Da piccola bambina io avea 'mparato
che c'era un solo Dio che ci comanda,
ora si vede il mondo s'e' cambiato
perche' si trova un Dio per ogni landa.
Cosi' rimane il popolo ingannato
dalla vostra fallace propaganda:
mentre Dio ci descriveva: "Non ammazzare
oggi vediam le gente macellare".

Aristocratica: E' sempre costumato guerreggiare
e in oggi ce lo impone piu' che mai,
chi per voler le terre conquistare
e chi per dar lavoro agli operai.
Intanto quei malvagi, piano piano,
un po' di educazion la impareranno,
tralasceranno i rei costumi suoi,
diverranno educati come noi.

Plebea: Chi ama la guerra sono omini tristi,
privi di scienza e di cuore cattivo;
fossero stati invece i socialisti,
il mio figlio sarebbe ancora vivo.
La guerra e' bella pe' capitalisti,
perche' ritrovan sempre il loro attivo:
dalle imposte che tengono impiegate
dicono sempre: Armiamoci ed andate. >
 


27 settembre 2004 n. 250
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La foto delle due ragazze - un primissimo piano dei due visi, uno verso
l'altro, due sorrisi - ricalca esattamente quella famosa di Falcone e
Borsellino. E, come quella, e' ormai un'icona popolare: le facce
normali, l'ironia, l'amicizia, l'essere in due - tutto parla
esattamente come allora. Nel caso dei due amici giudici, c'era la
maturita' di due quarantenni, due uomini come da ragazzi si vorrebbe
diventare. Sconfitti sul piano immediato (tradita l'antimafia,
rinvigliacchito il popolo siciliano) essi pero' vinsero sul piano della
storia profonda. Tutta una generazione, in un certo senso, si formo' su
quella foto; se non tutta, nella sua parte egemone e civile. Molti
trentenni che oggi s'incontrano nei movimenti, nella societa' civile o
semplicemente nelle professioni, *sono* Falcone e Borsellino; non
sarebbero mai nati, senza quella foto. E questo fu il punto d'arrivo di
dieci anni, dall'83 in poi, in cui da una societa' apparentemente
normalizzata e rifluita sgorgo' improvvisamente il movimento antimafia,
la prima contestazione civile di massa dopo il Sessantotto.
Cosi', questa foto tranquilla, di due ragazze qualunque - bisogna
leggere la didascalia per sapere di che si tratta - e' in realta' il
punto di coagulo di un processo lungo e profondo. Come il "common
sense" antimafioso, anche il pacifismo di ora non e' affatto
improvvisato. Comprende valori antichi, a volte contadini (Placido
Rizzotto, don Milani) e trend postmoderni, da seconda urbanizzazione e
nuova borghesia. Si traduce alla fine in visi comunissimi, "banali", in
cui la medieta' delle emozioni e' pero' a un livello alto e nuovo, e
segna uno spartiacque fra il dopo e il prima. La pace, ma anche la
novita' delle donne che hanno completato il percorso e sono a pieno
titolo in prima fila. Rassicuranti e solide, persone da imitare e
seguire, esattamente come i due quarantenni coi baffi della generazione
prima.
Io ho incontrato Falcone e Borsellino parecchie volte, in questi anni.
In Veneto, in Sicilia, a Bologna, a Roma - quanti giovani uomini ho
visto che lo erano, senza saperlo. E chi e' piu' fresco di me e ha gli
occhi aperti ora non avra' difficolta' a riconoscere, io penso, le
centinaia di Simone di ogni giorno. Il mondo cambia, gli esseri umani
cambiano, cambia l'approccio umano e, per quanto insolente e
incredibile possa sembrare dirlo qui e ora, cambiano complessivamente e
alla lunga avanti e in meglio.
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Gheddafi e' diventato democratico e questa, naturalmente, e' una gran
bella notizia. Ci aiutera' a fermare gli emigranti, rifinanziera' la
Juventus, verra' alle feste dei Vip in Costa Smeralda: s'e'
civilizzato, insomma. Personalmente, ho sempre pensato che Gheddafi,
piu' che un tiranno fanatico, sia sempre stato un capopopolo goffo e un
po' cialtrone. Ai primi degli anni Ottanta, la Sicilia era piena di
emissari libici che offrivano largamente denari a chiunque volesse
parlar bene di lui sui giornali. A noi dei Siciliani offrirono cento
milioni, in cambio di un'articolessa sulla bonifica del deserto sirtico
o qualcosa del genere. L'emissario, che era un giornalista catanese, fu
sdegnosamente respinto. Devo ammettere tuttavia che a volte, quando non
c'erano i soldi neanche per le fotocopie, ci rinfacciavamo a vicenda di
non aver accettato tutti quei bei denari.
Un giorno, dall'emissario catanese di Gheddafi, si presenta un altro
giornalista catanese. Ma non come giornalista, in questo caso, bensi'
come capo di un movimento rivoluzionario siciliano, volto a liberare
con le armi il generoso popolo di Sicilia dall'okkupazione italiana e a
far riprendere all'isola il suo giusto posto fra i popoli del
Mediterraneo. Purtroppo, le contingenze storiche non permettevano
l'immediata realizzazione dell'obiettivo. Nell'attesa, i patrioti
siciliani - frementi di sdegno rivoluzionario e ma non privi di
disciplina - intendevano offrire il loro braccio a pro' di un popolo
oppresso, uno qualunque: i libici, i palestinesi, chiunque. Si sarebbe
formata una Brigata Siciliana all'estero e il mondo avrebbe veduto
quanto valesse il coraggio siculo. D'altronde, e' quanto avevano fatto
Santorre di Santarosa, Lord Byron e lo stesso Garibaldi, valorosi
combattenti per la liberta' dei popoli che non s'erano lasciati
smontare da qualche difficolta' materiale.
A questo punto, il nostro rivoluzionario tira fuori un fascio di
fotografie, in cui si vedono due dozzine di giovanotti, la maggior
parte in mimetica e qualcuno senza, che sgambettano su e giu' per le
sciare (le colline laviche), con grinte militaresche ma ahime'
senz'armi. Questo era il nucleo della Prima Brigata, uomini scelti,
pronti a combattere e a morire ovunque. Purtroppo, per le armi
mancavano i soldi. Certo il governo libico, l'amico dei popoli, il
colonello... Dopo un paio d'incontri, i libici (altri emissari, giunti
appositamente da Tripoli) stanziarono un po' di dollari, che
consegnarono fiduciosamente al nostro. "Ci rivediamo in Palestina!".
Il catanese parti' invece per Parigi, dove si dette alla bella vita. Al
sesto mese, torno' tranquillamente a Catania, dove nessuno - i libici
men che mai - gli dette la minima noia. Al massimo, quando ogni tanto
s'incontravano in qualche occasione mondana, l'agente di Gheddafi lo
fissava, senza salutarlo, con malinconia.
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Cultura. Catania. Presentato il libro di Salvo Barbagallo "L'avvenire
che non venne. Una storia di Sicilia dall'avvento del fascismo sino
agli impenetrabili misteri dei giorni nostri". Hanno presenziato il
presidente della provincia Raffaele Lombardo ed altri rappresentanti
delle Istituzioni. Intervenuti giornalisti avvocati e intellettuali.
L'autore, vent'anni fa, era stato chiamato in causa da un pentito
nell'ambito del background dell'omicidio Fava ma scagionato insieme ad
altri giornalisti ed editori, tutti indagati per favoreggiamenti,
violazioni del segreto istruttorio ecc.
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Sicilia. Ondata di intimidazioni e minacce contro numerosi
amministratori di centrosinistra (Crocetta a Gela, Scala ad Alcamo,
Merlino e Giunta a Termini, Di Girolamo ad Altofonte, Fricano a
Bagheria) colpevoli a vario titolo di attivita' antimafiosa. Dei leader
nazionali, l'unico a segnalare la gravita' del fatto e' stato
l'antipatico D'Alema. La vicenda viene peraltro seguita con attenzione
dai vertici governativi, fra cui si diffonde la preoccupazione di una
possibile revoca del patto fra Mafia e Stato con cui la prima si
impegnava a non commettere piu' stragi eccessivamente sanguinose e il
secondo a concederle un congruo numero di attivita' economiche sul
territorio.
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Ordine. Milano. Non sono stati nemmeno interrogati i quattromila e
duecento tranvieri condannati in massa per gli scioperi dell'anno
scorso. Il motivo del mancato interrogatorio consiste nella perdita di
tempo che, il numero degli interrogandi avrebbe causato
all'amministrazione della giustizia. E' stato pertanto deciso di
condannarli collettivamente e per decreto. L'ultimo precedente analogo
risale al tribunale istituito per ragioni analoghe, sempre a Milano,
dal generale Beccaris nel 1898. Stavolta tuttavia non e' stata
comminata alcuna fucilazione e agli scioperanti e' stata lasciata la
scelta fra il carcere e una forte multa.
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Economia 1. Il milione di posti di lavoro. Secondo il Ministero delle
Attivita' Produttive le imprese italiane, al gennaio 2004, di posti di
lavoro ne hanno creato non un milione ma addirittura un milione e
centomila. disgraziatamente tutti questi posti non sono stati creati in
Italia, ma all'estero: il trentacinque per cento in Romania, Ungheria,
Slovacchia e altri nuovi paesi europei, e il sessantacinque per cento
direttamente fuori dell'Europa. Diversi esponenti industriali (Illy,
Zoppas, Carraro) hanno recentemente dichiarato che "la fuga delle
imprese non dev'essere demonizzata" e che la delocalizzazione delle
attivita' produttive e' una forma di modernita'. La Zoppas, ad esempio,
ha appena esuberato seicentoventi operai in Italia per aprire nuove
fabbriche in Cina. Tutto questo, naturalmente, e' colpa di Berlusconi e
la prima cosa che fara' il centrosinistra sara' di rimproverare questi
industriali poco patriottici e persuaderli a riportare le loro
fabbriche in Italia. No?
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Economia 2. Secondo un'indagine Mediobanca, la maggior parte dei
movimenti di Borsa degli ultimi dieci anni sono serviti essenzialmente
a privatizzare beni pubblici dismessi - anche a costo di massicci
indebitamenti delle imprese - e non a finanziare attivita' produttive.
In queste ultime sono stati investiti circa duecento miliardi di euri,
ma le partecipazioni alle privatizzazioni ne avrebbero invece assorbiti
ben duecentocinquanta (di cui oltre novanta di debiti). Tutto cio' al
lordo, considerando cioe' degli investimenti ancora s/tanziati (non
ancora gravati cioe' dalle tangenti e regalie modello Tanzi) e non gli
stessi investimenti gia' tanzizzati.
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Economia 3. Rotolando rotolando, il petrolio e' arrivato a quarantanove
dollari al barile. Prezzo record della benzina in Italia.
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Economia 4. E' di dieci centesimi ogni mille euro circa di spesa -
secondo i conteggi degli istituti di ricerca - il "risparmio"
effettivamente concesso dai supermercati con la grande campagna "prezzi
bloccati" di settembre.
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Forze Armate. Quelle della Regione Siciliana, come di altre regioni
devoluscionate, consistono in un Corpo Forestale che veglia sulla
sicurezza delle patrie foreste contro qualunque nemico. Purtroppo,
nonostante gli sguardi avidi che da ogni parte si tendono sulle nostre
Patrie (siciliana, padana, ecc.) i responsabili del Corpo non hanno
ancora provveduto a dotare le loro truppe ne' d'artiglieria pesante ne'
di cacciabombardieri. Con quali risultati, in caso d'invasione svizzera
o tripolina, e' facile prevedere.
In Sicilia, i fondi stanziati per la difesa sono stati invece investiti
nell'istituzione di un apposito Ufficio del Cerimoniale del Corpo delle
Guardie Forestali. Esso e' preposto all'organizzazione delle parate,
allo scambio di ricevimenti con le Ambasciate delle altre regioni,
all'esecuzione solenne dell'Inno Siciliano, all'addobbo degli alberi di
natale, alla celebrazione delle Festivita' Civili e Militari dell'isola
e in genere a tutte le forme di rappresentanza di cui una Regione cosi'
importante non puo' fare a meno. Responsabile dell'Ufficio e' stata
nominata la N.D. Colonnella Maria Cristina Speziale, gia' assessoressa
all'agricoltura del governo Cuffaro e consorte del capogruppo Ds al
Parlamento Siciliano don Calogero Speziale. Nessuna divisione di
partito di fronte all'onore di servire le gloriose Forze Armate
Siciliane.
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Donne. Le violenze domestiche sono la prima causa di morte delle donne
fra i 16 e i 44 anni in Europa, piu' degli incidenti stradali e dei
tumori. La percentuale di donne seviziate in famiglia oscilla, a
seconda dei paesi, fra il venticinque e il cinquanta per cento. Record
in Portogallo, dove il cinquantadue per cento delle donne dichiara di
aver subito violenze dal marito. In Germania i casi di donne
assassinate dai conviventi sono circa trecento l'anno, quasi una al
giorno. Una ogni tre giorni in Inghilterra, una ogni quattro giorni in
Spagna, una ogni sei giorni in Francia. Delle vittime, circa due terzi
vengono uccise con armi da taglio o da fuoco, le altre pestate a morte.
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Welfare. Non dipende - secondo il governo - dai sottomarini nucleari
della base americana la radioattivita' segnalata nelle acque de La
Maddalena.
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Politici. Rinvenuta in Finlandia una rara registrazione "familiare" di
Adolf Hitler. Ci erano finora pervenute solo quelle dei discorsi
ufficiali, dal timbro veramente hitleriano, al confine fra il
capopopolo e il pazzo furioso. In questa invece Hitler parla a voce
normale, come un qualsiasi politico che prometta riforme e smentisca
stangate.
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Turchia-Europa. Piu' nessuna notizia del leader curdo Abdullah Ocalan,
catturato all'estero dai servizi segreti turchi dopo che non aveva
ottenuto (da un governo di centrosinistra) l'asillo politico in Italia.
Secondo la Corte europea dei diritti umani, che si e' formalmente
occupata del suo caso, il processo da lui subito in Turchia e' stato un
processo-farsa, privo di effetti legali. Con tutto cio', nessuno
solleva il caso nel momento in cui il governo turco, pur di entrare in
Europa, e' disposto ad accettare qualunque condizione.
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Tobin tax: novita'. Tassare le transazioni finanziarie a livello
internazionale, usare i capitali ricavati per finanziare le politiche
di sviluppo. L'idea non e' nuova (si tratta della famosa Tobin tax, uno
dei cavalli di battaglia noglobal): la novita' e' che stavolta a
proporla e' stato Chirac, a un vertice newyorkese sui temi dello
sviluppo. La tassa, secondo la proposta originaria di Tobin, potrebbe
essere anche minima (0,02 per cento) ma avrebbe un effetto virtuoso
perche' sottrarrebbe le transazioni all'arbitrio assoluto dei grossi
operatori. Si eviterebbero, fra l'altro, le "bolle" puramente
speculative degli ultimi anni, considerate da molti la causa principale
della recessione. L'adesione di un liberista classico come Chirac alla
Tobin tax puo' essere considerata come una risposta d'emergenza
all'erosione da parte delle multinazionali dei tradizionali meccanismi
di mercato.
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Ragazze. Atefeh Rajabi, sedici anni, provincia di Mazandaran, Iraq, e'
morta il giorno di Ferragosto per aver commesso "atti incompatibili con
la castita'". Il ragazzo che era con lei e' stato frustato a sangue e
mandato via. Lei e' stata impiccata a una gru. Il "giudice", il mullah
Haji Reza, ha voluto metterle la corda al collo con le sue mani. Poi ha
dato ordine di sollevare il braccio della gru. La ragazza, durante il
"processo", s'e' difesa con rabbia, senza paura, svergognando i suoi
giudici e accusandoli a gran voce. "Un coraggio inaudito" dice un
testimone, rintracciato da Amnesty. La sentenza e' stata approvata non
solo dal tribunale islamico del Mazandaran, ma dalla corte suprema di
Teheran e dal ministro della giustizia in persona.
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A chi vuoi piu' bene, al papa' o alla mamma? Sono piu' vittime i
bambini ceceni o quelli russi? E' piu' terrorista chi sgancia le bombe
o chi manda i kamikaze? Peggio decapitare o peggio torturare? Le solite
domande sceme dei grandi.
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Vietnam. "Non tutto e' perfetto nella vita" dice il ministro della
difesa Rumsfeld: percio' le elezioni in Iraq potranno anche essere
delle mezze-elezioni, e soprattutto gli americani potranno anche
ritirarsi prima di aver "pacificato" completamente il paese.
Traduzione: la guerra e' fallita, andiamocene finche' ce ne possiamo
andare, sbrighiamoci a trovare qualche generale sudvietnamita a cui
sbolognare la patata bollente visto che l'Onu o l'Europa, che non sono
nate ieri, difficilmente muoveranno le chiappe per levarci dai guai.
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Come ti erudisco il pupo. "Gli uomini della Destra erano aristocratici
e grandi proprietari terrieri. Essi facevano politica al solo scopo di
servire lo Stato e non per elevarsi socialmente o arricchirsi; inoltre
amministravano le finanze statali con la stessa attenzione con cui
curavano i propri patrimoni. Gli uomini della Sinistra, invece, sono
professionisti, imprenditori e avvocati disposti a fare carriera in
qualunque modo, talvolta sacrificando perfino il bene della nazione ai
propri interessi. La grande differenza tra i governi della Destra e
quelli della Sinistra consiste soprattutto nella diversita' del loro
atteggiamento morale e politico".
("I nuovi sentieri della Storia. Il Novecento", De Agostini 2003, libro
di testo per le scuole medie ai tempi della riforma Moratti)
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Su un muro di Catania. "Cosa nostra/ voi siete/ il potere/ lo stato e'
nulla/ trovate/ la piccola Denise".
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Alleanza Nazionale. Il partito di Alleanza Nazionale celebra il 3
ottobre la sua maggiore gloria. Fu in quel giorno che il fondatore del
partito - il giornalista antifascista Lauro De Bosis - realizzo'
un'impresa quasi impossibile: partendo da una base clandestina in
Francia, supero' con un piccolo monomotore le munitissime difese
antiaeree di Roma e lancio' su piazza Venezia nubi di volantini che
invitavano gli italiani a ribellarsi all'oppressivo governo di una sola
persona. De Bosis non ritorno' mai dalla sua impresa - abbattuto dalla
caccia fascista o precipitato in mare - ma il suo appello contribui' a
dar fiducia, in un momento buio della nazione, a coloro che ancora
credevano nella liberta'. Lo riproponiamo di seguito, certi di far cosa
gradita agli attuali coraggiosi dirigenti di Alleanza Nazionale.
* * *
< Roma, 3 ottobre 1931, Anno VIII dal delitto Matteotti. Chiunque tu
sia, tu certo imprechi contro il regime e ne senti tutta la servile
vergogna. Ma anche tu ne sei responsabile con la tua inerzia. Non
cercarti un'illusoria giustificazione col dirti che non c'e' nulla da
fare. Non e' vero. Tutti gli uomini di coraggio e d'onore lavorano in
silenzio per preparare un'Italia libera. Anche se non vuoi esser dei
nostri, vi son sempre dieci cose che tu puoi fare da solo. Puoi, dunque
devi.
1. Non assistere a nessuna cerimonia del regime.
2. Non guardare nessuna tv (nell'originale: "nessun giornale" - ndt).
Son tutte bugie.
3. Non fumare. (Il fumo rende al regime oltre 3 milardi l'anno, tanto
di che pagare tutti i suoi sbirri. Fa contro il nuovo Radetzky quel che
fecero i milanesi contro l'antico).
4. Non far nessun atto ne' dir nessuna parola che suoni ossequio al
regime.
5. Boicotta nei rapporti personali e d'affari i servitori del regime.
Sono i tuoi sfruttatori.
6. Boicotta o intralcia con l'ostruzionismo tutte le iniziative
fasciste. Anche le migliori servono a ribadirti addosso le catene.
7. Non accettare nulla dal regime. Qualsiasi cosa ti dia e' il prezzo
della tua prostituzione.
8. Diffondi le circolari dell'Alleanza. Diffondi ogni notizia vera che
puoi ghermire. La verita' e' sempre antifascista.
9. Forma una catena di amici fidati su cui contare per ogni evenienza.
10. Abbi fede nell'Italia e nella Liberta'. Il disfattismo degli
italiani e' la vera base del regime. Comunica agli altri la tua fede ed
il tuo fervore. Siamo in pieno Risorgimento. I nuovi oppressori son
piu' corruttori e piu' selvaggi di quelli antichi, ma cadranno
egualmente >
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Cronaca. Palermo. Un po' alticcio, un invitato rompe una vetrata del
ristorante in cui si festeggia il matrimonio: arriva il padrone e vuol
essere risarcito. Ma da chi? "L'avete invitato voi!" urla al consuocero
il padre dello sposo. "E dovremmo pagare pure per gli ubriachi?".
Scoppia una megarissa, cinque invitati e una poliziotta all'ospedale,
denunce per lesioni, interrogatori. Gli sposi (che erano appena partiti
per il viaggio di nozze) ancora non lo sanno.
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Cronaca. Messina. Migliora il cane - un bastardino di tre anni -
cosparso di catrame rovente e abbandonato per la strada da ignoti.
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Cronaca. Palermo. Insultato e poi aggredito - del tutto a freddo - da
un passante un anziano zingaro che chiedeva l'elemosina in via Ruggero
Settimo. Il vecchio e' stato salvato da un poliziotto richiamato dalle
grida disperate della nipotina.
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Cronaca. Gela. Le imprese che, per paura della mafia, si rifiuteranno
di demolire gli edifici abusivi verranno escluse per tre anni da ogni
rapporto di lavoro col comune. Lo ha deciso il sindaco Crocetto, lo
stesso che l'altra volta ha ordinato tutte le gare d'appalto si
svolgano in presenza dei carabinieri.
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Cronaca. Roma. Carabinieri a scuola (alla media Rossini al Casilino)
per identificare i professori che hanno aderito a uno sciopero.
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Cronaca. Palermo. Rapina al Banco di Sicilia di via Dante. I
rapinatori, arrestati subito dopo, avevano sedici e diciassette anni.
"Ci servivano - hanno dichiarato - i soldi per comprarci le scarpe
firmate".
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Cronaca (banale). Agrigento. Cadavere rinvenuto fra gli scogli a Capo
Russello. Si ritiene trattarsi di emigrante morto durante la traversata
clandestina.
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Reprint. Settembre 2001. E' ormai senso comune l'idea che l'attacco alle
Due Torri sia stato anche (e forse soprattutto) una fase di un piu'
complessivo attacco, da parte di un potere illegale, al sistema
finanziario occidentale. Su questo aspetto pero' - a differenza che su
quelli ideologici, militari, ecc. - il dibattito stenta a
concretizzarsi, a sedimentare proposte operative. In Italia, e' quasi
completamente assente.
Eppure proprio l'Italia, sul terreno dello scontro finanziario con
poteri illegali, puo' essere considerata un caso da manuale. Alla fine
degli anni 70 una yakuza, Cosa Nostra, aveva accumulato somme
ingentissime mediante il monopolio del commercio di droga; giunse a
disporre di alcuni dei principali banchieri del Paese (Sindona, Calvi)
e a infitrarsi in alcune banche centrali (l'Ambrosiano), operando
contestualmente per il controllo del territorio in alcune province (in
uno dei capoluoghi regionali, per un periodo di alcuni anni, i
principali funzionari dello Stato venivano regolarmente assassinati
appena entravano in funzione. Gli osservatori piu' tradizionali
attribuivano tutto cio' ad alcune tribu' tagliate fuori dello sviluppo
e legate a culture arcaiche. Alcuni analisti (Chinnici, Giuliano,
Colombo, Falcone e altri ) sottolineavano invece le dimensioni
raggiunte dal background politico-finanziario dell'organizzazione.
La situazione raggiunse livelli di drammaticita' tali da sviluppare un
ampio dibattito pubblico sull'argomento, e da indurre addirittura lo
Stato a intervenire pesantemente e a tenere sotto pressione per alcuni
anni il meccanismo illegale. Poi, sotto la spinta di influenze di varia
natura, si decise invece che i costi generali di questo fronteggiamento
erano troppo elevati, e si fece marcia indietro. Le strutture antimafia
vennero smantellate, si rinuncio' a qualsiasi forma di controllo dei
background finanziari e tanto il dibattito pubblico quanto l'azione
investigativa vennero circoscritti ai soli aspetti piu' direttamente
terroristici dell'organizzazione mafiosa.
Nel giro di pochi anni, naturalmente, la situazione precipito'. Nel
2000, secondo la Confcommercio, il quindici per cento del prodotto
lordo italiano avrebbe avuto in maggiore o minor misura relazione con
attivita' finanziarie della criminalita' organizzata. Quest'ultima,
sempre secondo Confcommercio, nello stesso anno avrebbe "fatturato" nei
suoi vari settori un giro d'affari di circa trecentomila miliardi di
lire.
Un soggetto finanziario di tali dimensioni non puo', ovviamente,
mancare di avere una qualche influenza sulla determinazione degli
indirizzi generali di un paese. Si instaura un circolo vizioso che,
fino a questo momento, non e' stato mai spezzato in alcun paese del
mondo e che in alcuni casi (Colombia, Russia) ha finito per essere
accettato dall'opinione pubblica come un fatto normale.
* * *
L'America, piu' in grande, forse sta ripercorrendo adesso la stessa
strada dell'Italia. Ancora pochi mesi fa, per esempio, i rappresentanti
statunitensi si erano opposti a forme di maggiore controllo sui
"paradisi fiscali" per i quali transita la maggior parte del denaro
riciclato o destinato ad usi illegali o anche terroristici. Nomi come
Panama, Belize, San Vincent, Bahamas, Bermuda, Isole Vergini, Barbados,
Santa Lucia, Malta, Monaco, Mauritius, Liechtestein, Cipro, Guerseney,
Samoa, non corrispondono in realta' a governi territoriali con una
qualsiasi forma di controllo sul materiale finanziario in transito,
comunque diretto. Indicano semplicemene dei luoghi sottratti a
qualsiasi giurisdizione che non sia quella dei soggetti finanziari. Fra
i quali rientrano, a pari titolo con gli altri, le yakuza. Nel caso di
Montecarlo - per citarne uno - si e' avuto un intervento ufficiale
della magistratura francese che ha dichiarato di essere stata impedita
nella prosecuzione di indagini.
Un sistema di venti o trenta "buchi neri", di citta'-stato finalizzate
solo a questa funzione, poteva produrre dei danni ieri, all'epoca delle
economie nazionali. Oggi, con la globalizzazione, diventa un elemento
determinante.
* * *
Il caso Laden avrebbe potuto indurre a maggiori controlli sul sistema
di gangli finanziari nel quale, a quanto sembra, e' stato possibile
alla multinazionale Laden operare come background di una strategia
terrorista. In particolare, avrebbe potuto indurre all'applicazione -
come misura d'emergenza - di norme relative alla trasparenza delle
proprieta' azionarie e dei meccanismi bancari, le stesse che in Italia
erano state invocate - invano - dai magistrati impegnati contro le
yakuza.
Questo avrebbe potuto permettere di acquisire elementi d'indagine sul
terrorismo, e soprattutto di bloccare le strategie di terrorismo
finanziario che sono l'altra faccia del terrorismo materiale. Ma
avrebbe avuto costi altissimi, sul piano politico e culturale. E
dunque, come a suo tempo in Italia, le autorita' hanno finito per
rinunciare a questa opzione e permettere che si sedimentassero tutti
gli elementi esattamente opposti ad essa: l'incontrollabilita' dei
grandi soggetti finanziari, la non-trasparenza, la giungla.
E' l'acqua in cui nuota il terrorismo: quando fa gli attentati e quando
usa gli attentati per accelerare crisi. I "paradisi fiscali", che prima
erano il polmone finanziario di Cosa Nostra, ora lo sono nell'identica
maniera di una "mafia" ben piu' ambiziosa, che va molto ma molto oltre
i talebani.
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Toti O'Brien wrote:
< Mi e' piaciuta la definizione del "re buono" come forma  "incivile"
di coscienza politica. Come incoscienza politica. Sento molto questo
concetto, in questo momento, rispetto alla disastrosa attitudine degli
americani, in genere convinti dell'"Abba" (Anithing But Bush Again),
come piu' audace forma di cambiamento possibile. I Democratici non sono
mai sembrati tanto identici ai Repubblicani. La conversione democratica
di alcune fasce medioborghesi riflette la delusione per il re poco
riuscito, il desiderio di dare la chance a un campione meno deludente.
Null'altro. Per fortuna, c'e' il successo di Arundhati Roy, nel suo
discorso a S.Francisco, trasmesso e diffuso da Democracy Now (una
trasmissione radiofonica che presta voce anche a chi non la dovrebbe
avere). In quel discorso, A.R. ha detto chiaramente che gli americani
potrebbero votare tanto George Kush che John Berry, perche' i due sono
intercambiabili. Qualcheduno ha capito. I democratici, sono coloro che
credono alle guerre giuste e necessarie, i repubblicani, quelli che
sprecano vite in guerre sbagliate. E' un po' come giocare piu' o meno
abilmente allo stesso gioco. E' importantissimo in questo momento
guardarsi intorno per scoprire chi sono gli americani che non voteranno
per nessuno, e che hanno applaudito Arundhati Roy, perche' sono
numerosi, e in essi risiede l'unica speranza di crescita di questa
disastrata nazione, credo >
________________________________________
Giuseppe wrote:
< Sempre a proposito di Bush e soci, c'e' una notizia che mi piacerebbe
poter controllare; non ricordo la data ne' il periodo (non ricordo
neppure se fosse la guerra contro l'Iraq o quella contro l'Afganistan)
ma so che Bush, in quei giorni, si trovava in Germania. Infatti, mentre
lui si affannava a ripetere ai tedeschi e noi europei tutti che i
sauditi sono i piu' fidati amici in medioriente, lo stesso giorno
(notizia di quelle che, se data per sbaglio, scappa solo una volta) la
Cia asseriva che i soldi per l'attentato dell'11/09 erano transitati
attraverso un conto intestato alla moglie dell'ambasciatore Saudita
(credo quel tizio che compare un paio di volte nel film di Moore). La
cosa mi colpi' proprio per la strana sequenza (casuale) con cui mi
capito' di sentire le due notizie (dichiarazione di Bush in Germania, e
dichiarazione Cia). E' possibile controllare la seconda delle due? Se
poi l'ambasciatore, sul conto della cui moglie sono transitati i fondi,
fosse proprio quello che compare nel film di Moore, il cerchio si
chiuderebbe in maniera perfetta >
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Alessandro wrote:
< Ma perche' ci sono decine di migliaia di docenti disoccupati, e
CONTEMPORANEAMENTE licenziano gli insegnanti di sostegno? Perche' coi
soldi dei "buoni scuola", finiti nelle tasche dei ricchi, non hanno
pagato invece gli insegnanti di sostegno? O la ristrutturazione dei due
terzi degli edifici scolastici pubblici non agibili? Perche' hanno
diminuito le ore di tempo pieno - non sono piu' obbligatorie, ma "solo
se ci sono i fondi"? Perche' un ragazzo di prima media spende 280 euri
di libri? Non era gratuita la scuola dell'obbligo? Perche' volete
crescere una generazione di ignoranti? >
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Mauro wrote:
< Pubblicita' Regresso. Fra le tante: sulla facciata del bellisssimo
convento di Trinita' dei Monti (in restauro) una gigantografia di
Gandhi con una scritta "ogni messaggio deve essere un messaggio
d'amore". Ma e' una pubblicita' Telecom. E poi gli spot Lancia:
possibile che per vendere qualche macchina in piu' si debbano dire
tante idiozie? Gia' TUTTI gli spot di auto, telefonini e alcolici
mandano messaggi chiarissimi: possederli significa essere "fichi" e
rimorchiare delle donne sempre formose e mezze nude. Ma la Lancia e'
andata anche oltre, con quello spot sintetizza una "filosofia" per
cosi' dire neo-cartesiana: "guido ergo sum" >
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Luigi B. wrote:
< Qualche giorno fa mentre mi accingevo ad entrare in autostrada al
casello di Maccarese (Roma), un cartellone informava la gentile
clientela che "superare i limiti di velocita e' un crimine". Ritengo
utile (ma non tanto) che il pannello ricordi le penalita di una guida
scorretta, ma correre un po' di piu' per raggiungere il posto di lavoro
magari dopo un rallentamento causato dai lavori di manutenzione
autostrale, non mi sembra un crimine. E' sicuramente un crimine rubare
o uccidere, ma non superare il limite di velocita'. Dovrebbe essere un
crimine anche parcheggiare in doppia o tripla fila per salire in
ufficio dopo aver posto un foglietto sul cruscotto con il numero di
telefono, mentre tu cerchi disperatamente di uscire dal parcheggio, ma
i vigili spesso lo tollerano. Dovrebbe essere un crimine parcheggiare
davanti la rampa inclinata dei marciapiedi per i portatori di handicap
ma a volte si chiude un occhio alla faccia di chi deve salire sul
marciapiede, oppure nascondersi dietro un cespuglio, una rientranza o
altra copertura per installare un autovelox la cui vista innesca una
frenata mostruosa tale da mettere in repentaglio la vita di chi ci sta
dietro. Viviamo purtroppo una vita frenetica dove ti senti soddisfatto
se nell'arco della giornata sei riuscito a fare due o tre appuntamenti
in citta' ma ti senti deluso o amareggiato quando un imbecille fa
scrivere a caratteri cubitali che sei un criminale se superi il limite
di velocita anche di un solo Km/h. Scrivo qui questa email solo perche
non so a chi comunicare il mio senso di rabbia. Cordiali saluti >
________________________________________
amicidiradio3@yahoo.it wrote:
< Dal 15 maggio la Rai ha smesso di trasmettere Radio 2 e Radio 3 dalle
onde medie e molti ascoltatori sono stati privati di questo servizio.
Quanti sono? L'Audiradio non ha ancora pubblicato i dati, ma sembrano
in molti, secondo le testimonianze sul nostro sito. Vittorio Bongiorno
ha messo a disposizione un contatore/sondaggio che ci consentira' di
segnalare il livello di ricezione di Radio 3 in modulazione di
frequenza e di tracciare una mappa della ricezione di Radiotre in tutta
Italia. Per partecipare al sondaggio clicca su
http://www.socialcounter.it >
________________________________________
Pierfrancesco wrote:
< Come ogni mattina mi sono alzato alle 6:00am per andare a lavoro.
Tipico freddo, nebbia e buio londinese. Mi metto sul treno e afferro
una delle copie del tabloid gratuito che distribuiscono nei treni al
mattino. In quinta pagina vedo le foto di Simona Pari e Simona
Torretta, titolo: Two Italian women killed. Da siciliano mi ricordo lo
scalpore che fece l'omicidio di quei ragazzini uccisi dalla mafia negli
anni ottanta rei di avere scippato la madre del boss dei boss e che se
non sbaglio tu avevi intervistato poco prima della loro morte. Poi Cosa
Nostra inizio' ad uccidere donne e bambini senza scrupoli, come Santino
Di Matteo (se non erro) a Catania la cui unica colpa fu quella di
essere nipote di un pentito, o come la madre e la moglie di un altro
pentito. Ora anche i fondamentalisti Islamici infrangono i loro codici
comportamentali uccidendo donne e bambini, Iraq ed Ossezzia come
esempi.
Mi chiedo che avra' di fondamentalista gente che non ha piu' ne'
fondamenti ne' riferimenti sia religiosi che culturali. Una volta solo
i nazi uccidevano donne e bambini cosi' indiscriminatamente, ma loro
erano cattivi e se ne vantavano pure. Poi arrivarono gli Americani (ma
loro erano buoni e combattevano contro "l'evil empire" comunista), i
quali andavano in giro per il mondo a combattere la loro guerra fredda
alle spese di chiunque fosse contro di loro (Vietnam etc.) a
prescindere da sesso ed eta' E poi Urss, Israele, Iraq, Iran ed infine
loro i Mujahiddin, gli ultimi ma non diversi carnefici, forse anche per
reazione, ma sicuramente non diversi, non diversi neanche dai marines
americani responsabili delle torture ad Abu Graib.
Ore 8:00am entro in ufficio, come ogni mattina digito il link di
Repubblica e vedo che di sicuro riguardo la sorte degli ostaggi ancora
non c'e' nulla, Palazzo Chigi smentisce e definisce il proclama poco
attendibile. A quel punto mi fermo e penso, penso a come il giornalismo
sia morto, morto con la politica, con la diplomazia, con la
correttezza, con l'onore, con le tradizioni, con la pieta', con la pace
e con Dio... >
________________________________________
Claudio wrote:
< "Le streghe hanno smesso di esistere quando abbiamo smesso di
bruciarle". Anche Karl Marx ha qualcosa da dire in proposito:
"In Inghilterra hanno smesso di bruciare le streghe quando hanno
cominciato a impiccare i falsari" >
________________________________________
AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:

La torpedine

< Se fossi una torpedine ocellata
vedrei le cose come elettrizzata
Se fossi un fungo porcino
mi coprirei di foglie come un baldacchino
Se fossi innamorata
si aprirebbero cancelli insospettati
non rimano perche' non son baciati >

* * *

Satisfation

< Cosa ci fa sentire soddisfatti?
e' un mistero che fa divenatare matti
Sembrano nostri desideri
ma sono sociali fattucchieri >

* * *

Preghiera

< Solo tu ci puoi guidare
in questo variegato mare
tu che ci hai fatti
amati e custoditi
e ancora oggi
proteggi i nostri nidi >
 


 

20 settembre 2004 n. 249
________________________________________
"La guerra di Bush e' illegale". Dopo la (tempestiva) dichiarazione del
segretario dell'Onu Kofi Annan, il governo italiano s'e' riunito
d'urgenza per riconsiderare la posizione del nostro contingente in
Iraq. Considerato che gli appalti dell'Eni a Nassirya - il motivo
iniziale dell'intervento - non sono stati rinnovati, e' stato deciso di
rimpatriare le truppe e di chiedere semmai alle Nazioni Unite, in
cambio di questo adeguamento alle loro posizioni, il famoso seggio
italiano al Consiglio di Sicurezza.
"Ma cosi' facciamo la figura degli zapateri!" ha obiettato qualcuno.
"Ma cosi' lasciamo in mutande gli americani! In fondo militarmente
siamo la terza forza d'occupazione!". "Non possiamo ammainare cosi' la
bandiera italiana! In Italia noi leghisti con la bandiera italiana ci
puliamo il coso, ma in Iraq vogliamo vederla sventolare!".
Alla fine, e' stato deciso che l'Italia in quanto governo non
partecipera' piu' alla guerra ma che il sostegno militare agli Stati
Uniti non verra' affatto ridotto ma anzi rafforzato mediante l'invio
- sotto l'esclusiva responsabilita' dei singoli - di volontari. Questi
verranno raccolti nel CVIK (Corpo Volontario Italiano in Irak) al
comando del colonnello Junio Valerio Borghese. Ai volontari - per
ordine personale, a quanto si dice, di Fini - sara' vietato fumare
spinelli, parlare con gl'indigeni, tenere blog o scrivere ai giornali.
Le domande d'arruolamento sono finora circa quindicimila: in testa le
province di Varese e Bergamo (dove molti dei duecentomila leghisti che
dovevano insorgere dieci anni fa si sono ripresentati ai gazebo delle
Camicie Verdi), ma anche in Sicilia, in Veneto, in Sardegna e a Roma
gli organizzatori hanno dovuto faticare per contenere la folla dei
giovani e meno giovani volontari. Al grido di "Viva l'Italia" o "Viva
la Padania" i vari partiti hanno fatto a gara a offrire la loro
migliore gioventu' alla Patria.
A Milano, mentre a piazza Padania i leghisti si accalcavano vociando
sotto il Sole che Ride, Gianfranco Fini consegnava personalmente i
primi moschetti ai giovani della Legione Muti in piazza San Sepolcro.
"Vinceremo!" ha gridato uno sconosciuto ragazzo di Forli' ricevendo
l'arma dal Capo. Al che il vecchio Ignazio La Russa (comandato, come
tutti gli altri dirigenti di An, a un turno di sei mesi alla testa
delle truppe) non e' riuscito a trattenere una lacrima. "Un seniore
della milizia non piange!" l'ha rimbrottato l'adolescente. "Piangevo
per la gioia di poter finalmente morire per la Patria!".
Una gioia che verra'  a quanto pare negata a Vittorio Feltri, al quale
l'Ordine dei Giornalisti ha proibito di partire armato per Bassora ("il
giornalismo dev'essere neutrale") e ad altri valorosi colleghi che pure
si erano presentati fra i primi. Di loro e' riuscito a partire, con un
abile escamotage, il solo Giuliano Ferrara che ha trasferito la sede
legale del suo giornale a Tikrit. Probabilmente e' riuscito a scivolare
al fronte anche il coraggiosissimo Renato Farina che - a quanto si dice
- si sarebbe arruolato negli spahis sotto falso nome.
Ma il momento piu' commovente e' stato vissuto in Parlamento, quando il
capogruppo della Destra Calderoli ha annunciato nell'emozione generale
che tutti i deputati e senatori leghisti saranno sostituiti da
altrettante donne (non in grado ovviamente di resistere ai disagi
iracheni), mentre il gruppo parlamentare si trasferira', armato, a
Bagdad e Nassirya.
L'annuncio e' stato accolto da un silenzio commosso e poi da uno
scroscio irrefrenabile di applausi da tutti i settori. Infine, in
piedi, i deputati hanno intonato a gran voce Giovinezza e l'Inno di
Mameli.
________________________________________
Semplicita'. Dopo l'ultimo raid aereo (nel '39 li chiamavano blitz)
sulla citta', si segnalano circa sessanta vittime dei bombardamenti.
Secondo i generali, erano guerriglieri. Secondo gli ospedali, vittime
civili. Chi ha ragione? E chi lo sa. Io mica c'ero. Non c'era neanche
piu' Baldoni, ne' le due Simone. La situazione comincia a farsi (dal
punto di vista dei generali) piu' semplice da gestire.
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Editoria. E' uscito dalla proprieta' dell'Unita' il Gunther Group, che
ne deteneva circa il trenta per cento, e ancora non si sa bene chi
verra' a sostituirlo. Qualche essere umano, quasi sicuramente. Col che,
saremmo gia' un passo avanti, visto che Gunther del Gunther Group e' un
fortunato pastore alsaziano a cui, qualche anno fa, l'anziana - e
miliardaria - padrona lasco' in eredita' l'intera fortuna. Per gestire
questo patrimonio (Gunther come finanziere non e' granche') si
costitui' un gruppo di amici - intellettuali, imprenditori, manager -
che rapidamente misero in piedi una fondazione e, un po' per gioco un
po' per mestiere, la fecero prosperare. Investimenti diversificati in
diversi settori (fra cui l'editoria) e in diversi paesi (fra cui
l'Italia). Un paio di anni fa, a quanto pare, l'Unita' era un buon
affare. Ora non piu'. O almeno non quanto Penthouse, col cui editore
difatti gli avvocati di Gunther si son messi in contatto per acquisire
la testata.
Lasciamo al loro destino i giornalisti e le modelle di Penthouse
(augurandoci che i loro rapporti con Gunther siano scorrevoli come col
padrone di prima) e torniamo all'Unita': ma non ce lo potevano dire
prima che fra i padroni c'era un cane? Lo so che era un cane simbolico,
che in realta' non contava niente, che in fondo era solo un pretesto
per finanzieri spiritosi; ma insomma c'era.
Guardando poi la faccenda dal punto di vista del povero Gunther, non
sono nemmeno sicuro che sia stato educato trattarlo cosi' senza dirgli
mai niente, come un cane. Non dico al consiglio d'amministrazione; ma
insomma a qualche festa dell'Unita' ce lo potevano anche fare
intervenire, magari una volta sola, il tempo di dire "arf". Macche':
niente.
Scommetto che non l'hanno nemmeno iscritto all'Ordine dei Giornalisti
(dove pure oramai prendono di tutto). Boh. Chissa' chi era il padrone
ai tempi di Gramsci. Qualche cooperativaccia, scommetto, o qualche
altro intrallazzo di operai.
L'intera faccenda ci viene rivelata (almeno a me) dai divertiti
colleghi del Riformista, i quali sono tutti pimpanti perche', a
differenza dei cugini di sinistra, non hanno nessun cane in Proprieta'.
Vero. Pero' loro hanno Velardi.
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Fratelli d'Italie. Ciampi: "Ricordatevi che io ho giurato".
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Islamisti e goddisti. I primi hanno un dio che si chiama (ma che nomi
gli vanno a dare) Allah. I secondi sono adoratori di un certo God. Ma
ci vorrebbe tanto a chiamarlo Dio come fanno tutti? Almeno la
pianterebbero di scannarsi per queste vecchie faccende di totem
tribali.
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Lemmings. Verra' candidato a Firenze (dal centrosinistra) l'ex leader
di Forzitalia catanese Ferdinando Latteri. Rettore dell'Universita',
costui era passato all'Ulivo pochi giorni prima delle elezioni europee
dove pero' (nonostante il sostegno di Enzo Bianco) e' stato sonoramente
trombato dal candidato onestista Claudio Fava. Adesso, non potendolo
riciclare in Sicilia, s'e' deciso di presentarlo in un collegio
"blindato", dove cioe' gli ex comunisti sono pronti a votare, in nome
della disciplina, qualunque fascista, massone o berlusconiano. Mi
auguro che lo trombino anche li', non fosse altro che per simmetria.
Pochi anni fa, infatti, fu candidato a Catania (sempre dal
centrosinistra) il fiorentino Cecchi-Gori, il quale oltre ad essere
regolarmente trombato riusci' a farsi a lungo indagare, fra una cosa e
l'altra, per voto di scambio mafioso.
Domanda: ma non si potrebbe far decidere le candidature dell'Ulivo da
Lando Buzzanca, da Emilio Fede, da Buttiglione, da qualche persona
insomma seria e fidata, invece di farle decidere - come ora -
direttamente da Bondi e Berlusconi?
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Outsourcing. Le cosche mafiose della provincia di Enna, secondo il
procuratore Vigna, stanno massicciamente investendo capitali e risorse
umane in Romania. Proteste dei commercianti ennesi, ad alcuni dei quali
la richiesta di pizzo non arriva piu' con la consueta regolarita', e
dei killer che temono un calo occupazionale.
________________________________________
Istituzioni. "Si alleano con i politici per sfiduciare comuni ed enti
locali. Ad Agrigento e' accaduto proprio questo". Si parla di boss
mafiosi, e ne parla il procuratore di Palermo, Grasso. "A volte
esponenti politici suggeriscono le mosse a Cosa Nostra, ad esempio per
far cadere un'amministrazione comunale sgradita". Al convegno c'e'
stato anche un intervento di Caselli, ma questo non lo posso riportare
perche' ormai pubblicare cio' che dice Caselli e' proibito.
________________________________________
Informazione. Il nuovo programma di Gad Lerner sulla Sette: uno dei
principali collaboratori e' Renato Farina di Libero, quello che dette
dell'imbroglione filoterrorista a Baldoni. Dice che ha chiesto scusa e
quindi, per Lerner, e' tutto ok.
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Imbecilli. Condannato a cinquemila euri di multa il tabaccaio Impastato
Giovanni, fratello di Peppino Impastato che fu ammazzato dai mafiosi di
Badalamenti ai tempi in cui la mafia c'era ancora. Al processo,
l'avvocato dei mafiosi si accalorava a descrive Peppino come un
terrorista, un bombarolo pazzo ammazzato non dai mafiosi ma dalla sua
stessa bomba. A un certo punto Giovanni non ce l'ha fatta piu' e ha
sbottato: "Imbecille!". Come si permette? Cancelliere, scriva!
Condannato. Giustamente, direi. "Imbecille"? Ma avete idea di quanto
prende un avvocato cosi' per insultare in tribunale le vittime dei
mafiosi?
Altro che imbecille, Giovanni. Qua gl'imbecilli siamo tu ed io.
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Rataplan. "Sintiti sintiti sintiti! I prezzi fra pocu calanu! I
picciuli aumentano! Travagghiaturi, sintiti...". La voce del banditore
a cavallo, coi carusi che lo rincorrono e accompagnato da un tamburo,
si perde per le vie di Raganusa. Pare che il re abbia fatto un
discorso, e che adesso tutti i poveracci andremo a stare meglio.
________________________________________
L'euro. Grande Andreotti. Sull'arbitro ferito dalla moneta da un euro
lanciatagli in testa, che usciva sanguinante dallo stadio mentre dalle
tribune d'onore la teppa ancora sghignazzava, ha fatto una delle piu'
belle battute della sua carriera (le battute di Andreotti riguardano
quasi sempre gente insanguinata). "Senatore, lei che e' romanista, che
ne dice?". "Se avessero messo l'euro di carta non si sarebbe fatto
niente".
________________________________________
Comunisti. Josif Vissarionovic Putin: gavetta nel Kgb, ascesa al
potere, maggioranza totale in parlamento, suoi uomini in tutti i posti
chiave, centinaia di migliaia di morti in Cecenia, totale controllo
delle Tv, nessun problema ad ammazzare meta' degli ostaggi per
"salvarli". Ora vuole eleggere lui direttamente governatori di regioni
e presidenti delle repubbliche autonome e far sloggiare gli ultimi
deputati indipendenti dal parlamento. Beh, meno male che adesso i russi
sono buoni, anzi sono come noi, mafia e neoliberismo.
Addirittura Putin e' "il mio amico" di Berlusca, che lo difende a spada
tratta in Europa, quando gli rompono le scatole con la solita Cecenia.
Meno male, davvero, che uno cosi' stia dalla nostra parte: non vorrei
avercelo contro! Solo una cosa, non ho capito: ma Putin, e' comunista o
non e' comunista? Se e' comunista, perche' Berlusca ce l'ha coi
comunisti? Se non e' comunista, allora chi e' comunista, Chirac? Enzo
Biagi? Gino Strada? (a.p.)
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Simone. Oggi che Perlasca e' donna.
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Cronaca. Palermo. Commossa e vibrante cerimonia a Villa Niscemi: il
sindaco Cammarata ha dato il saluto della citta' al Comandante
provinciale dei carabinieri Riccardo Longo, meritatamente promosso ad
altro incarico sul Continente. Dopo la cerimonia la cittadinanza in
folla ha accompagnato il colonnello all'aeroporto con musica, bandiere
e autorita', e non si e' mossa finche' l'aereo non e' partito.
Purtroppo, sembra che un altro colonnello verra' inviato al posto di
Longo e che nella provincia continueranno ad operare i carabinieri.
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Reprint. Settembre 2001. Non e' detto che, come hanno studiato i
manuali d'aviazione, non abbiano studiato anche quelli d'economia. Non
e' detto che l'obbiettivo fosse principalmente propagandistico. Puo'
darsi benissimo che fosse invece essenzialmente economico, di guerra
economica e non "militare". Possono aver seguito il ciclo degli ultimi
mesi, valutato che - in assenza della corazzatura keynesiana - il
sistema fosse particolarmente vicino a una crisi e che, con una serie
di interventi mirati, questa crisi potesse essere radicalizzata e
concentrata nel tempo, e gestita comunque sotto il segno del panico e
dell'emergenza. Non e' detto che le Due Torri fossero solo un simbolo,
per loro, e non anche un punto strategico molto concreto.
Il termine terrorismo fa pensare a una strategia in cui comunque alla
fine abbia un peso determinante una mobilitazione popolare, una presa
di coscienza indotta da atti traumatici e che alla fine sollevi, per
cosi' dire, i terroristi dal peso di una supplenza. Nulla del genere,
in questo caso.
Il terrorismo non mira a fondare una specie di talebanismo su scala
mondiale ma qualcosa di piu' realistico e quindi di infinitamente piu'
pericoloso. Il fanatismo religioso, in questo quadro, e' solo uno dei
pezzi sulla scacchiera.
Se questo fosse vero, ne verrebbero due conseguenze immediate: primo,
che bisognerebbe fare attenzione molto di piu' ai movimenti finanziari
"anomali" - probabilmente non tutti sono innocenti - e questo non in un
lontano oriente, ma a New York, Londra, Tokio e Milano.
Secondo, che questa non e' in nessuna maniera, neanche indirettamente,
una guerra di poveri; ha poco a che vedere col territorio, pochissimo
con la storia pregressa, moltissimo con l'economia. Il nemico, in altri
termini, e' una multinazionale.
Ed e' su questo terreno, prima di tutto, che va affrontato. Non ha
molta importanza mandare un battaglione italiano a Kabul. Invece ha
molta importanza sapere chi sono esattamente chi sono - e di chi sono -
tutte le masse finanziarie che operano, dentro e fuori Borsa, anche in
Italia.
Ma all'idea di non saper piu' di chi sono tutti i soldi che girano nel
Paese, di giudicare inutile ogni forma di anagrafe finanziaria, ci
siamo gia' abituati da tempo, da quando abbiamo rinunciato a sapere
dove sono finiti - dopo Sindona, dopo Calvi, dopo le inchieste arenate
sui capitali mafiosi - i soldi della finanza che non si vede.
________________________________________
Spot. Liceo Ripetta, Roma. "La Notte Bianca. In questa festa esponiamo
le nostre cose: lavori didattici che nascono da pensiero ed emozione.
Crediamo che il diritto alla gioia, alla liberta', alla vita sia
diritto e dovere di tutti per tutti. Lo crediamo ancora, malgrado cio'
che ci circonda, e lo crediamo davvero e con forza. Ed e' per questo
che, nel giorno di festa in cui accogliamo ed incontriamo i diversi
pubblici di Roma nel luogo di magia e d'arte che e' la nostra scuola,
abbiamo scelto di presentare comunicazioni sociali su temi di
drammatica attualita': la morte violenta dei bambini e la morte per
droga. Il tema non e' la morte, e' la vita. Ed e' il tema che
dedichiamo ad Enzo Baldoni, un uomo d'amore, un creativo, un maestro di
vita e d'impegno che non dimenticheremo".

Info: maria_privitera@fastwebnet.it
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mimmo lombezzi wrote:
< Quando i massacri e l'assedio di Sarajevo divennero uno scandalo
internazionale i governi di tutta Europa cominciarono a contendersi le
evacuazioni di feriti (sempre scortate dalle telecamere).
Come Adriano Sofri cerco' (invano) di spiegare ai pacifisti, l'unico
intervento utile era quello armato ma nessuno voleva farlo. D'altra
parte bisognava pur mostrare di far qualcosa per poter dire
(dopo) "abbiamo fatto l'impossibile!"....
Non oso pensare come reagiranno i tagliagole di Baghdad agli appelli
dei ministri (o sottosegretari) di un governo che considerano l'ascaro
di Bush... Forse l'unica voce che sarebbe ascoltata oggi sarebbe quella
delle vedove Irachene. La guerra e soprattutto 30 anni di stragi di
Saddam ne hanno lasciate parecchie. Un loro appello peserebbe piu' di
qualsiasi altro >
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MrMax wrote:
< io che lo conosco bene ti posso dire che schroeder non e' affatto un
moderato, e pur dimenticandosi di venire anche lui dal basso della
societa', sua madre l'ha cresciuto da sola facendo la donna delle
pulizie, oggi lui ha distrutto la classe operaia, come mai prima nessun
politico di centro destra qui in germania aveva mai fatto, lui e' il
capo dell`ala destra della spd e si puo' sperare che alle prossime
elezioni sparisca portandosi appresso il berluskaiser, il bugiardone
blair e lo sprecone ex sindaco di parigi, metteva in conto 150 euri al
giorno di marmellata, avra' fatto colazione probabilmente con tutti i
suoi corazzieri, chirac, e non si fa fare neanche una denuncia, ma si
sa loro sono intoccabili, come callisto tanzi e tutti gli altri che
hanno rovinato tutti i risparmi di centinaia di migliaia di creduloni
di piccoli risparmiatori che pensavano i banchieri fossero dei
benefattori >
________________________________________
Franco Mistretta wrote:
< Anni fa un dirigente siciliano del Pci diceva "non si puo' fare
l'esame del sangue alle ditte", per giustificare le trattative fra
cooperative del partito e cooperative mafiose per la spartizione di
appalti. La mafia era forte e capillare, e in qualche modo i settori
pragmatici della sinistra 'tenevano conto' dei rapporti di forza.
Allo stesso modo anche Andreotti, nel momento del suo massimo fulgore,
veniva considerato un interlocutore necessario (e negli anni del
delitto Moro un politico da sostenere) non tanto perche' non fossero
dimostrati i suoi legami con la mafia e con vari delitti, ma proprio
perche' quei legami dimostravano che appunto con lui bisognasse
trattare. I rapporti di forza.
Fassino ha visto il film di Michael Moore e ha appurato che Bush non e'
soltanto un idiota ma anche il rampollo di una famiglia di delinquenti
e l'esponente di una lobby potente e criminale, e per giunta i sondaggi
lo danno vincente. Ed e' scattata l'illuminazione: allora e' con lui
che bisogna trattare! (Ma gia' all'indomani della convenzione
democratica aveva detto che se Kerry avesse vinto e avesse chiesto di
restare in Iraq non si poteva dire di no).
L'etica. La legalita'. Quante divisioni corazzate hanno?
E' un marchio di fabbrica, e' nel DNA, si chiama "sindrome dell'accordo
Molotov-Ribbentrop" (dopo il quale gli antifascisti europei per un paio
d'anni vennero invitati a stare buoni). Se uno, o una forza politica, o
un paese, e' proprio criminale al massimo grado, e lo e' in un modo che
sembra inevitabile e duraturo, scatta la sindrome. Gli incoscienti che
non vedono la necessita' e la limpidezza strategica dell'accordo
vengono attaccati con freddo furore.
Dimenticavo. La bicamerale con Berlusconi e' diversa, perche' a quel
tempo Berlusconi non era cosi' potente e neanche duraturo. Si tratto'
soltanto di stima e affinita' >
________________________________________
Alessandro wrote:

< Sara' l'inflazione "percepita", ma col mio stipendio non ci faccio
piu' un accidente. Amen.
Aspetto con ansia il risveglio dal sonno dei miei pari: dipendenti,
precari, disoccupati, immigrati, pensionati, imprese e artigiani
individuali. Per intenderci, quei tre italiani su quattro che
sopravvivono giusti giusti. Non siamo mica pochi, se ci pensate! Un
tempo si chiamava classe salariata, ma non va piu' di moda, ci han
convinti che con la golf e il vestito giusto siam tutti piccoli
berluschini. In realta' lavoriamo sempre di piu', pagati sempre peggio,
e colle nostre tasse finanziamo truppe di occupazione >
________________________________________
e.g.b. wrote:
< Quando muore qualcuno, quelli che si sentono in obbligo di dimostrare
il dolore lo fanno con i codici di cui dispongono: smaniano, urlano,
tirano grandi sospiri, sbottano in pianto.
Mimano quello che credono dovrebbe fare una persona colpita dal dolore.
Chi sta vivendo il dolore vero ride, gioca a carte, mangia e beve, e
riesce persino a dare serenita' agli altri: risponde con la vita alla
morte che ha dentro. Un po' di questo lo troverete nelle prossime
tavole. Godetevele. Hanno qualcosa di eccezionale. Parlano di morte.
Ma, proprio come la morte vera, emanano una grande serenita' >
________________________________________
Galina Padovanskaya <rosapia.bonomi@libero.it> wrote:

Haiku

< Sotto il tavolo luigiquindici
Il rottweiler ti guarda la chiappa
Amado mio, amado mio, scappa! >

* * *

< Scarpe nuove con lucida suola
Scivolo sul gradino della scuola
Ahi ahi come mi duola! >

* * *

< Nostalgia delle fresche foglie
Vellutate dei platani. Ho le voglie
Si', si', d'igieniche foglie... >


 

13 settembre 2004 n. 248
________________________________________
Simona, l'altra Simona, Enzo sono di quelle persone che finiscono sui
giornali solo quando succede loro qualcosa di eccezionale.
Hanno bisogno, per essere "persone importanti", di essere tirate dentro
alle storie dei grandi capi del mondo, quelli che ammazzano a massa per
nobili ragioni e son dunque i protagonisti ufficiali dei giornali.
Ma i nostri amici non sono importanti perche' aggrediti ora. Sono
importanti per la loro vita normale, quella in cui il pericolo - come
il pericolo del minatore o del ferroviere - e' semplicemente un aspetto
di un lavoro da fare, non uno spirito di guerra.
Nell'indifferenza ufficiale, sono stati loro - loro, e quelli come loro
- a costruire le cose che resteranno. Enzo e' stato fra i pochissimi
giornalisti a raccontare le storie del mondo cosi', come le vive la
gente comune. Non credo che gli editoriali del Corriere saranno di
qualche utilita' per chi vorra' ricostruire la crisi irachena fra
vent'anni. I blog di Baldoni invece si'.
Cosi', fra tanto sbraitare di lotta al terrorismo, il Ponte per Bagdad,
le Ong, le due Simone, sono gli unici che l'hanno fatta veramente. Gli
unici a contrastare il terrorismo nella testa della gente. Di tanti
generali, politici, commentatori strategici e presidenti, nessuno e'
riuscito a ottenere un minimo non dico di solidarieta' ma di
comprensione dalla gente di Bagdad. I nostri amici si'. Sono loro ad
aver portato le donne irachene, i sunniti, gli sciti, tutti quanti, a
dire "siamo nemici del terrore". Non l'hanno fatto con le armi ne' con
la propaganda, ma con l'esempio. Uomini e donne buoni, senza interessi
da difendere, senza secondi fini: convivendo con loro, guardandoli
vivere, anche i piu' diffidenti hanno capito che forse occidente e
oriente hanno qualcosa in comune, che forse sull'amicizia reciproca si
puo' costruire qualcosa. Questo e' un risultato fortissimo, storico,
che ci aiuta a pensare che fra vent'anni, probabilmente, il solco del
terrorismo reciproco sara' un ricordo passato, inutilmente alimentato
da pochi politici ma irrimediabilmente datato per il senso comune.
Non sarebbe la prima volta. L'Iraq, il mondo arabo, non e' il primo ad
essere tentato dalla violenza di massa contro "l'occidente".
Laggiu', nonostante le occupazioni militari, le repressioni durissime,
lo sfruttamento economico e la morte civile, e' solo una parte della
popolazione, e solo occasionalmente, che da' credito al terrorismo. Da
noi in Europa, sessant'anni fa, la situazione era molto peggiore. Su
ottanta milioni di tedeschi erano molto pochi quelli che non
approvassero il terrorismo di massa contro i russi o gli ebrei. Eppure,
nel giro di appena due o tre generazioni, i tedeschi sono diventati il
paese piu' umanitario e civile d'Europa.
Non sono state Dresda o Hiroshima a ottenere questo risultato. E' stata
la chitarra, la chewing-gum, il rock, l'esempio della vita libera, il
non-razzismo con cui complessivamente i vincitori hanno saputo
amichevolmente "invadere", nel dopoguerra, coloro che avevano appena
vinto. La liberta' e' contagiosa, e l'America di allora lo sapeva.
Adesso non lo sa piu'. Convinta che conta vincere, e che tutto il resto
e' poesia, non e' piu' in grado di trasmettere altro che violenza. Se
gli americani di ora avessero dovuto gestire, con i metodi attuali, il
dopoguerra di allora probabilmente a Berlino meta' della popolazione
sarebbe ancora nazista e in Giappone si esalterebbero ancora le gesta
di Tojo.
Dopo l'undici settembre, la risposta e' stata l'invasione e il
bombardamento, non la lotta al terrorismo. In Russia, adesso, i
generali annunciano la guerra preventiva e totale. In entrambi i casi,
da un lato si e' lasciato campo libero - per incompetenza e incapacita'
professionale - ai veri e propri terroristi, dall'altro si e' fatto il
possibile per punire (e dunque coinvolgere) i rispettivi popoli al loro
posto. Non sembra che nella politica ufficiale di americani e russi
qualcosa stia cambiando. Le prospettive del terrorismo sono dunque
sempre piu' rosee, molto migliori di tre anni fa.
* * *
Per fortuna, ci sono persone come Baldoni, Pari, Torretta, Strada,
Zanotelli, Frisullo. Diciamo persone, ma in realta' ciascono di questi
singoli e' sicuramente espressione, ognuno a suo modo ma con
un'omogeneita' impressionante, di qualcosa di ormai molto collettivo.
Il movimento pacifista italiano (il Ponte per Bagdad, per esempio) ha
ormai una storia lunga dieci anni. Non e' piu' una storia di
entusiasmi, ma di consapevole e pratica maturita'. E' stato questo
movimento, per la prima volta nella nostra storia, a impedire in un
primo momento la partecipazione italiana una guerra coloniale, e a
ridurla al minimo anche dopo. E' stato esso e esprimere una politica
non velleitaria, realistica, per ricucire i rapporti col Terzo Mondo.
E' riuscito ad affrontare questioni difficilissime e radicali senza
ideologizzarsi piu' di tanto e mantenendo un legame strettissimo fra
componenti "cattoliche" e "comuniste". E' stato esso ad esprimere i
militanti civili in cui tutto il paese oggi si riconosce.
* * *
Tutto cio' e' ancora ai margini, pur essendo la minoranza piu'
consistente del paese e forse, in certi momenti, la maggioranza. Si
riflette solo occasionalmente sulla politica ufficiale, che e', quanto
a questi problemi, estranea quanto un uomo del settecento al primo
socialismo. Ci si chiede quanto tutto questo potra' durare, e quando
una cultura come questa comincera' - come ci sembra naturale - a
governare esplicitamente qualche paese europeo.
________________________________________
Europa. Nuova sconfitta del socialdemocratico Schroeder a un'elezione
locale, nella Saar. Schroeder, che appartiene all'ala moderata della
Spd, da alcuni mesi e' impegnato in una campagna di ridimensionamento
dello stato sociale, vagamente blairiana.
Da allora perde un'elezione dopo l'altra, favorendo il ritorno del suo
rivale storico nella socialdemocrazia, Oskar Lafontaine.
Lafontaine, ex presidente del partito e artefice del suo ritorno al
governo alcuni anni fa, si era dimesso in polemica contro la linea
"rinunciataria" di Schroeder. La politica economica di costui, secondo
Lafontaine, "truffa gli elettori", "cambia i connotati" a un partito
"che ha il compito di difendere gli interessi dei lavoratori e dei
pensionati", permette ai dirigenti Spd di "arricchirsi senza vergogna":
se qualcuno pensa che Bertinotti ce l'abbia con Fassino e D'Alema non
ha mai sentito un comizio di Lafontaine contro il povero Schroeder.
Fino a pochi mesi fa, il ritorno in campo di Cincinnato-Lafontaine
sembrava preludere a un cambio al vertice nel partito
socialdemocratico, dove la maggioranza moderata e' sempre piu' esile:
se fossimo in Italia, sarebbe come se Veltroni cercasse la rivincita su
D'Alema o Mussi su Fassino. Invece, a sorpresa, Lafontaine ha
annunciato la "Wahlalternative", il progetto per un'alternativa a
sinistra della Spd, che potrebbe anche presentarsi alle elezioni in
concorrenza col partito ufficiale. In questo caso, secondo i sondaggi,
potrebbe prendere fra il quindici e il venti per cento dei voti: che in
parte verrebbero dai dissidenti Spd, in parte dal mondo sindacale e in
parte dall'arcipelago di reti, associazioni, soggetti civili che in
Germania, da un punto di vista sociale e economico, contano anche di
piu' che in Italia. Se questi sondaggi sono esatti, e se Lafontaine
decidesse effettivamente di andare alle elezioni, la Wahlalternative
potrebbe diventare determinante per il governo di centrosinistra. In
questo caso si assisterebbe a una decisa accelerazione nella politica
tedesca, sia in senso sociale che in senso europeista.
Il quindici-venti per cento e' anche la percentuale "italiana"
corrispondente alla somma delle piccole formazioni "alternative" e
delle corrente di sinistra dentro i Ds. Anche in questo caso, una
Wahlalternative potrebbe diventare la forza determinante all'interno
del centrosinistra. Ma in Italia non c'e' un Lafontaine.
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America. Bush (a Time):  "Io non sono lo storico. Sono l'uomo che fa la
storia".
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Economia 1. Secondo la Cgil i salari dei lavoratori dell'industria sono
calati di fatto, a causa dell'inflazione, di 1380 euri nel giro di tre
anni.
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Economia 2. Perdera' il posto un lavoratore su quattro, nel caso
migliore, nel quadro della crisi Alitalia.
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Economia 3. Contributi della Regione siciliana all'azienda agricola del
boss latitante Giuseppe Falsone.
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Uomini e bestie 1. Miami. Ha preso la pistola per eliminare la
cucciolata indesiderata e contemporaneamente esercitarsi un po' nel
tiro. Ma mentre il signor Jerry Bradford prendeva accuratamente di mira
il primo dei sette cuccioli da giustiziare, uno dei fratellini in
attesa gli e' saltato addosso facendogli cadere la pistola. E' partito
un colpo che ha raggiunto al polso l'uomo.
Esecuzione rinviata e incriminazione per crudelta' del boia
improvvisato.
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Uomini e bestie 2. Catania. Una taglia di mille euro sara' pagata dalla
Lega anti vivisezione (Lav) alla persona che "denuncera' a
investigatori o alla Procura della Repubblica il criminale che ha
impiccato con un filo di ferro appeso a un cancello una gatta incinta"
a Sant'Agata li Battiati.
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Cronaca. Marsala. Ucciso dal treno mentre pulisce i binari. Guglielmo
Stamilla, quarantacinque anni, lavorava per una ditta d'appalto
incaricata di estirpare le erbacce dalla massicciata della linea
Trapani-Marsala. E' stato risucchiato dal vortice del convoglio mentre
tagliava dei rovi a un metro dalle rotaie. Inchiesta.
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Cronaca. Gela. Sventato attentato contro il sindaco Rosario Crocetta,
da tempo nel mirino per le sue denunce di cosche e intrallazzi vari.
Gli attentatori pensavano di piazzare, servendosi di un killer
importato dall'Est, un'autobomba a una processione. Sono stati
intercettati prima dai carabinieri.
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Cronaca. Vicari (Palermo). Devastata da ignoti la casa del consigliere
Ds Giuseppe Giunta. Si era battuto contro il boss Umina, uomo di
fiducia locale di Bernardo Provenzano.
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Cronista di notte. Chissa' che fine ha fatto quella donna che l'anno
scorso di questi tempi faceva la fila al comune perche' era venuta giu'
la stamberga con cinque figli una decina di topi e un numero vario
d'altri esseri viventi. Era ferragosto e al comune non c'era nessuno
per lei. Dei cinque ragazzini, uno poi cerco' di risolvere il problema
della cena a modo suo e i carabinieri lo beccarono con l'autoradio in
mano. Anche lui, non sappiamo dove sia andato a finire.
Non sappiamo neppure come sia finito Francesco, che aveva ventun anni e
una sera lo trovarono giu' dalle parti di piazza Europa, overdose da
eroina. Questo successe l'altra primavera, e noi ritrovammo Francesco a
novembre, nella caserma dei carabinieri di piazza Dante (ci sono delle
regole, in queste faccende, una e' che alla fine devi diventare
spacciatore). Alla luce dei fari e in mezzo ai flash, Francesco ci
riconobbe. "Sbirro!" ebbe il tempo di sibilare, prima di essere spinto
dentro l'alfetta blu.
Eppoi Cataldo (furto con destrezza, eta' diciannove, eroina), Santo,
Antonino che la prima volta aveva quasi quindici anni: anche di loro,
non sappiamo se il ventre della citto' li ha gia' digeriti, in quale
girone del loro inferno quotidiano adesso stanno.
Sappiamo invece di Carmelo che si sta facendo adesso sette anni per
rapina, di Francesco che e' stato arrestato di nuovo e stavolta senza
condizionale e di Alfio che e' finito nel giro grosso e quando tornera'
sui giornali sara' da prima pagina.
Di questi sappiamo, e di pochi altri. Della maggior parte, piu' niente;
e del resto, noi siamo pagati per dare le notizie, cristo, e non per
stare dietro a tutti i delinquenti di Catania.
Era fresca la spiaggia, l'altra sera; attorno al fuoco, e due ragazze
che ci stanno. Tornare tardi dal mare, il gin-tonic nell'ultimo bar
aperto, parlare dell'ultimo di Moravia e venerdi' ci sara' il concerto.
Educatamente, intelligentemente, ironicamente vivere la vita di quelli
che possono vivere senza scippare la gente. Cortesemente sorridere
della promozione che non t'e' arrivata - sara' per un'altra volta - e
del treno che partira' domani (ricordarsi di fare il biglietto in
prima, ci sono tutti gli emigranti che tornano dalle ferie). E destarsi
inquieto, la notte, aprire nervosamente il balcone e cercare di non
pensare a francesco, a Cataldo, a Carmelo e agli altri e a tutto quello
che avresti voluto sapere di loro e che adesso non saprai mai, e mai
avrai piu' l'occasione di aiutarli, e di esserne aiutato, a vivere.
Cristo che caldo, pensi davanti al balcone. E' il caldo di questa
maledetta citta', e per fortuna e' alla fine.
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graziano.predielis@libero.it wrote:
< "Ehi c'e' nessuno? mi sentite? ma cosa fate dentro quelle scatole?
ehi dico a voi!". Era una specie di citta' spettrale ed era sera. Io
pedalavo in sella alla mia bici ma intorno a me non c'era nessuno.
Deserto. Cioe', in realta' di gente ce n'era, ma era tutta come
rinchiusa in specie di scatolette fatte di lamiera e plastica. Questi
strani abitacoli semovibili erano tutti bui dentro, ma grazie alla luce
giallo-arancione di alcuni inquietanti lampioni li' intorno io potevo
intravedere il viso di alcuni degli inscatolati: erano tutti seri, come
imbronciati, con lo sguardo fisso davanti. Muti. Alcuni di loro si
accorgevano di me e mi guardavano come se fossi io quello strano.
Sembrava mi volessero dire "Ma cosa ci fai li' fuori? Sarai mica
pazzo?" Mettevano addosso una tristezza tremenda. Mi sono svegliato di
colpo. Che brutto sogno >
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Alessandro Paganini wrote:
< Guardacaso vengono rapiti e ammazzati pacifisti, volontari,
giornalisti. I rapimenti vengono sciacallati dai governi per gettare
fango sulla resistenza e recuperare il consenso - consenso del terrore
- dell'opinione pubblica degli stati occupanti. Peccato che la gente
progressivamente apra gli occhi su questa rumenta, e questi debbano
alzare il tiro: la dose quotidiana di terrore deve essere sempre
maggiore. A quando lo stato di guerra permanente, i poteri e le leggi
"speciali"? >
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norma.b@libero.it wrote:
< Invitare Scajola, ministro dell'interno durante il G8, a parlare a
Genova alla festa nazionale dell'Unita' e' un fatto che offende
fortemente la coscienza morale di questa citta' >
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Cristina wrote:
< Sono la sorella di Davide, ventenne studente universitario, morto di
ritorno dalle ferie nella strage alla stazione di Bologna del 2/8/80 e
della quale sono stati incriminati con giudizio definitivo e rafforzato
Mambro, Fioravanti etc. Scrivo appena le emozioni ed il dolore si sono
calmati; sono esterefatta dall'invito a partecipare, fatto a
terroriste, dagli organizzatori al meeting CL. Si e' sentito ventilare
l'idea che essendo l'audience di Comunione e Liberazione in calo,
questo sia stato solo un'azione di marketing. Auspico non sia cosi'
facendo parte di un'associazione laica di volontariato che appoggia
missioni nel mondo >
________________________________________
foschia@email.it wrote:
< Sono d'accordo sul fatto che determinate invenzioni abbiano
contribuito a distruggere classi sociali e a sconvolgere un
establishment. E sono pure d'accordo nel definire il copyright una
forma di conservazione di tale establishment. L'unica cosa che mi
chiedo e' che cosa possa fare un semplice comune mortale di fronte a
tutto questo, ma credo che la risposta sia "assolutamente nulla" >
________________________________________
AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:

Il poeta

< Era anni che il mio cassetto
di verde ospitava un bel fazzoletto.

Mi sfamavo col risotto
che lasciava schifato il bassotto.

Vivevo di nobile poesia
e mi caccio' la mamma mia.

Cosi' decisi di farla finita,
mangiando un'intera rosa fiorita.

Ma una pepita tutta stupita
infine cadde tra le mie dita.

Io lo sapevo che prima o poi
dal cielo piove quello che vuoi >

* * *

< Bidir Shantir
pettirosso curioso.
Bidir Shantir
tim tim, si avvicinava >

 


 

6 settembre 2004 n. 247
________________________________________
Tempi. C'e' stato un periodo, intorno ai primi anni sessanta, che visto
da ora si puo' definire una belle epoque. In America e in Russia
comandavano rispettivamente Kennedy e Krusciov: il primo fu quello che
mando' i soldati federali contro i razzisti del suo paese, il secondo
quello che sbaracco' l'arcipelago Gulag staliniano. Entrambi erano
fortemente appoggiati, in queste battaglie civili, dai loro cittadini.
Gli americani (i "baby boomers", i papa' dei sessantottini) credevano
nei diritti civili e si consideravano americani essenzialmente per
questo. I russi, eredi di una guerra terribile e martoriati dal potere,
vivevano finalmente il "disgelo" - chiaccherare, parlare, essere un po'
piu' liberi di prima. Entrambi erano popoli orgogliosissimi, non masse
impaurite: gli americani giovani e pratici, con gli unici drive-in del
pianeta; i russi, nei loro dolori, fieri della durissima guerra contro
l'orrore hitleriano.
Attorno a Krusciov e a Kennedy c'era tutta una serie di capi giovani,
nelle nuove nazioni che andavano ricoprendo il mappamondo. Nehru in
India, Lumumba in Africa, Castro in Sudamerica, Nasser fra gli arabi, e
altri ancora. Nessuno di questi era antioccidentale, nessuno fanatico
religioso. Volevano semplicemente accedere ai benefici civili e tecnici
dell'occidente, essere uomini liberi come i bianchi, e non essere
colonizzati mai piu'. Serbi e croati non si scannavano fra di loro. La
fame, che ricopriva gran parte del pianeta, andava lentamente scemando;
ed era comunque considerata un nemico da eliminare, col capitalismo o
il socialismo, non un destino umano. Russia e America, tiranniche coi
paesi vicini, facevano tuttavia a gara per allettarsi i paesi poveri
regalando risorse e tecnici - pochi, ma pure servivano a qualcosa.
L'America restava imperiale, la Russia autoritaria; ma imperialismo e
tirannia apparivano delle zavorre del passato che a poco a poco
sarebbero state obsolete.
C'era la Bomba, si', che pendeva sinistramente su tutto quanto. Ma, col
senno di poi, i primi ad averne paura erano i generali. Nessuno (con
l'eccezione di Kennedy nella crisi cubana) penso' mai di usarla. Il
mondo era minorenne, ma non pazzo. Dopo due guerre terribili, voleva
solo crescere e stare in pace.
* * *
Tutto questo, per riempire la pagina che dovremmo altrimenti riempire
di bambini. Di corpi dilaniati, di occhi grandi, di prostituiti, di
bombardati, di uccisi per le piu' varie religioni e ideologie. Ai
Kennedy e ai Krusciov dei miei tempi subentrano gli spietati guardiani
dei servizi segreti delle due parti. La Cia e il Kgb, da una decina
d'anni in qua, eleggono i presidenti. Ai Lumumba, ai Nasser, ai laici e
civili decolonizzati che allora distruggemmo perche' non ci sembravano
abbastanza servili, subentrano i selvaggi fanatici di Dio. La fame
aumenta, diminuisce il termine di vita (in Russia, dieci anni in
meno!); l'Africa e' ormai caduta fuori dalla zattera e si disfa'
orrendamente nel disinteresse di tutti. I kamikaze e i bombardieri si
affrontano, sfidandosi a chi apre piu' corpi umani. La guerra contro le
donne e i bambini, condotta dai maschi adulti del pianeta, fiammeggia e
non se ne vede la fine. Armaggedon e' qui e ora e il diavolo, come la
vittima, siamo noi.
* * *
Alla democrazia, alla normalita', al senso della misura: a questo
bisognerebbe tornare, qui da noi come altrove, ma sono ormai concetti
superati. I baffoni del Kaiser, invece delle buffe pagliette
giolittiane: come sembrava "realistico" e virile questo passaggio!
Cosi', nei telegiornali di ora, i segni di trasformazione si sprecano.
Segnali antropologici, da etologia, nei corpi, negli atteggiamenti
somatici, nelle risate incoscienti. Piu' facilmente leggibili nei volti
dei poveri, dove il fanatismo altera gli angoli facciali, meno nei visi
adiposi dei "civili". Ultimamente, dovendo decidere di pace o guerra -
di questa pace, di questa guerra - si riuni' un partito in America,
fatto di cittadini-elettori, gente comune. Costoro, avendola vista al
cinema, erano tutti amanti della guerra. E l'applaudivano
freneticamente, tanto nella figura dei generali quanto in quella degli
attori che, non essendo mai stati in guerra, l'avevano tuttavia
recitata. Non distinguevano piu' fra personaggi e persone, fra cinema e
telegiornale. Powell e Schwarzenegger, per loro, sono due militari, due
capi da seguire. Chi dei due sia vero e chi un attore, non lo sanno e
non gliene importa piu'.
La Belle Epoque e' finita, siamo solo all'inizio dei mali. La Russia e
Putin, col loro kitsch sanguinoso, sono la caricatura realistica di
quel che noi gia' in parte siamo. Putin e' democratico, la Russia e' un
paese civile, fidatevi del Comandante-in-capo, finira' tutto bene.
________________________________________
Autostrada. Tornati a casa, gli italiani si raccontano l'un l'altro le
avventure delle vacanze, di cui la principale di solito e' il rientro
attraverso la Salerno-Reggio Calabria, l'"autostrada" che mezza Italia
e' condannata ad attraversare ogni estate. Altro che ponti sullo
Stretto: aggiornate la Salerno-Reggio Calabria, fatene un'autostrada e
create una cosa utile una volta tanto. Ma nessuno e' mai passato alla
storia per aver riparato una cosa che c'era prima.
________________________________________
Sicilia. Dopo la pausa estiva torna alacre al lavoro il governo
regionale. Fra i primi provvedimenti uno stanziamento per ospitare a
Trapani, l'anno prossimo, l'America's Cup di vela. E poi capitolati,
norme ad hoc, leggi, leggine, appalti, assessori insediati, poltrone da
rigirare: c'e' molto da fare, in questo nuovo anno istituzionale, sia
per gli affari ordinari che per quelli nuovi. Il piu' laborioso e'
sicuramente don Toto' Cuffaro. Non solo deve lavorare come un negro per
fare il presidente della regione; nei ritagli di tempo gli tocca anche
di fare la spia per Cosa Nostra il che, Mitrokin insegna, non e' un
lavoro leggero. Almeno, cosi' pensano i magistrati, che infatti lo
vedrebbero volentieri in galera.
Lui non si preoccupa e tira dritto. Telefona a questo, rassicura
quello, avverti quell'altro ancora; l'altra volta, fra le tantissime
cose cui metter mano, c'era pure la camurria di dover presenziare,
inquantocche' Capo della Regione, alla lapide di quel generale, il
carabiniere ammazzato - ma come accidenti si chiamava? - perche'
secondo lui doveva liberare da Cosa Nostra la Sicilia. E va bene,
andiamoci pure, visto che e' dovere. Cravatta, scorta, autoblu' e
sorriso; e via alla cerimonia. Da donde, i pochi onesti che c'erano
appena da lontano lo vedono si voltano, s'azzittano e sgattaiolano via,
a partire dai magistrati.
Don Toto' resta a stringere mani "di rappresentanti delle istituzioni e
di semplici cittadini" fra cui uno che, non sapendo come meglio
esprimergli la propria devozione, s'inginocchia sul marciapiede e gli
bacia la mano. Don Toto', sbirciando i carabinieri vivi, sorride tutto
spavaldo come un re normanno; il suddito, dal basso in alto, gli
sorride timidamente dal marciapiede; brigadieri e appuntati,
impassibili sull'attenti, cercano - per quanto consente la posizione -
di guardare schifati dall'altra parte. Quanto a lui, quello che e'
morto la' dove ora quel palermitano e' inginocchiato, non dice nulla.
Egli infatti riposa in un paese lontano, ben lungi da questa vile terra
di Sicilia.
________________________________________
America. Sempre piu' accese le due campagne elettorali in corso di
svolgimento negli Stati Uniti. Nella prima di esse, che riguarda la
massima carica civile dello stato, e' in lieve vantaggio il liberale
John Kerry; nella seconda, relativa al Comando Supremo delle Forze
Armate, sembra invece favorito George Bush II, di antica famiglia tory.
Entrambe le cariche, che per consuetudine vengono in genere assegnate
alla stessa persona, risalgono alla fondazione delle varie repubbliche
nordamericane (attualmente rappresentate sia alle Olimpiadi che alle
Nazioni Unite da un'unica bandiera). Fin dalle origini, esse hanno
infatti scontato una forte carica antimilitarista, dovuta
essenzialmente al carattere autoritario degli eserciti di allora,
impiegati sovente per mantenere sotto occupazione militare gli stati
giudicati troppo poco evoluti per gestirsi da soli (la Virginia,
l'Assam, lo Yemen, il Maryland e altri ancora). Per questo motivo venne
stabilito che l'esercito "americano" avrebbe avuto un comandante
elettivo e non di nomina regia, e che esso non sarebbe stato mai
impiegato per occupare altri paesi.
Quanto all'autorita' civile, rimase a lungo incerto se gli Stati Uniti
avrebbero dovuto dotarsi di un re, di un Lord Protettore o di qualche
altro tipo di pezzo grosso. Non era il solo dilemma che i Padri
fondatori si trovassero ad affrontare (ad esempio: lingua ufficiale
delle nuove repubbliche, il tedesco o l'inglese? Vinse l'inglese, per
pochi voti) ma essi lo risolsero brillantemente istituendo una carica
con poteri monarchici ma di durata limitata. Nell'assolutismo
settecentesco, dopo i re riformatori auspicati dall'illuminismo, si
ebbe cosi' la variante dei re elettivi. Questi esistevano gia', ma con
poteri estremamente limitati, in Polonia; il "President" americano
invece aveva un arco decisionale praticamente illimitato, certamente
superiore a qualunque suo omologo europeo (dove nel frattempo si era
sviluppato il parlamentarismo).
La coincidenza nella stessa persona del Generalissimo e del Presidente
e' stata estremamente utile, in varie occasioni, per risolvere crisi
politiche di varia natura. Quando infatti, per un motivo o per l'altro,
il Presidente ha difficolta' a svolgere regolarmente il suo mandato,
non deve far altro che mettersi allo specchio e investire del problema
il Comandante delle ForzeArmate. Questi immediatamente proclama che il
Paese e' in pericolo per opera di potenti nemici (messicani, cubani,
algerini, coreani, russi: una volta gli abitanti della vicina isoletta
di Grenada) e solo le femminucce possono restare a chiaccherare di roba
come i livelli occupazionali o i prezzi. "Avanti, in nome di God!". E
il popolo americano, unito come un sol uomo, si schiera
disciplinatamente dietro al Capo.
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Oggi, otto settembre... Beh, continuate voi come vi pare.
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Italia. Verra' spostata in Argentina la produzione dell'ultimo motore
Fiat che ancora si producesse a Torino. Sedicimila posti in meno, nel
giro di un anno, nella grande industria. Delle altre imprese, una su
quattro avora completamente in nero.
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Cronaca. Villa San Giovanni. Si dimette dopo l'ennesima intimidazione
(stavolta, cinque pallottole per posta) il sindaco Cassone, noto per le
sue denuncie degli affari mafiosi sul ponte dello Stretto.
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Cronaca. Palermo. E' morto cadendo da una scala mal fissata un operaio
dei cantieri navali, Vincenzo Viola di trentacinque anni. Viola faceva
il sindacalista e l'ultima denuncia che aveva presentata, subito prima
di andare in ferie, riguardava proprio quella scala non messa in
sicurezza.
________________________________________
Cronaca. Firenze. Morto schiacciato dalla trituratrice un uomo, un
marocchino di trentun anni, che dormiva in un cassonetto dei rifiuti.
Non e' il primo caso che si verifichi: i primi hanno meritato articoli
in prima pagina e pensose analisi sull'emarginazione. Ma ormai ci
abbiamo fatto il callo, e dunque dieci righe in cronaca bastano e
avanzano. Cosi' hanno ragionato tutti i giornali italiani, e cosi'
dunque ragioneremo anche noi.
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vzxc66@excite.it (via Macchianera) wrote:
< "Il nostro giornalismo e il loro". Interessante, ma credo che tu
abbia fatto un po' di confusione. Quello che Feltri (per esempio) fa
non e' giornalismo "vecchia maniera" e' semplicemente "propaganda". E'
un modo di usare i mezzi di comunicazione di massa e controllare
l'informazione noto e codificato fin dagli anni 20. Nella propaganda il
controllo sociale si realizza con il controllo dei mezzi di
informazione. Ogni fatto, anche quello apparentemnte opposto, viene
usato al fine di rafforzare il consenso verso una precisa idea.
Esemplare come si sono risolte (cioe' nel nulla) sia la vicenda delle
false notizie sulle armi di distruzione di massa, che quella delle
torture di Abu Grahib.
Da questo punto di vista e' piuttosto interessante notare che da quando
sono nati gli strumenti di comunicazione di massa, come la stampa, gia'
nel tardo settecento sono stati costruiti dei bavagli, dei sistemi per
controllare la libera e incontrollata circolazione delle idee. Uno di
questi e' il copyright. Ancora oggi in Italia se qualcuno cerca di far
circolare un giornale non registrato al Tribunale rischia una denuncia
per "stampa sovevrvisa". A prescindere dai contenuti. Purtroppo la vera
liberta' di stampa fa paura. Perche' come insegna il caso Internet una
circolazione di informazioni troppo libera e incontrollata espone, per
paradosso, anche alla falsificazione dei fatti, al rischio della
manipolazione della realta', senza prove e fondamenti oggettivi >
________________________________________
niclavincenzo@tele2.it wrote:
< Ho conosciuto quest'anno la Sicilia e l'ho amata da subito. Ho amato
i colori, gli odori, i sapori, la gente quella che conosce la cortesia
come espressione di vita. Ho amato i luoghi e la storia, la cultura e
la musica... ma ho avuto paura! Ho avuto paura di una calma apparente,
del non vedere nulla di quello che conosciamo, delle casa seminterrate
che sembrano disabitate, ma che se ti soffermi a guardare ti accorgi
che dentro si sviluppa un mondo che non potrai mai conoscere... ho
tremato davanti ai monumenti di Capaci e mi ha spaventata la mancanza
di contraddittorio nel servizio stampa (mi risultava difficile trovare
copie de "l'Unita'"!). Mi sono fermata a parlare con un gruppo di
giovani per affrontare problematiche comuni (anticipando che vengo da
un paese del Gargano nel quale senza alcuna reticenza si spara davanti
ai bar a qualsiasi ora) ma nessuno di questi giovani ha mai pronunciato
la parola mafia, anzi se ne facevano allusioni di tutti i tipi e... si
parlara a voce bassa.
Ho avuto paura ma non sono riuscita a non amare una terra tanto ricca
di cultura e di arte. Ho avuto tanta paura quando mi sono resa conto
che tutto quello che si fa qui nel "continente" in quei posti arriva
sbiadito, privo di enfasi e di coinvolgimento... allora mi sono
chiesta: come cambiare qualcosa? Mi piacerebbe conoscere il parere dei
siciliani quelli veri e degni di appartenere a questa splendida terra >
________________________________________
chimera73@tiscalinet.it wrote:
< Ho bisogno di un favore, se possibile. Mi serve sapere dove, quante
volte e quando, in Sicilia, sono stati sciolti Comuni per mafia, con
relativo commissariamento. Grazie 1000 >
________________________________________
Galina Padovanskaya <rosapia.bonomi@libero.it> wrote:

< Stavo li' sul bagnasciuga
chiacchierando coi pinguini.
Era in fiore la lattuga,
pigolavano i pulcini,

si grattavan sugli scogli
i trichechi e pur le foche,
i gabbiani con le mogli
passeggiavan tra le oche.

Vidi emergere da oriente,
da una nube bassa e nera,
una nave deficiente
senza neanche una bandiera.

No, non c'era una tempesta,
era il mare come un olio,
e la nave sputo', lesta,
rimasugli di petrolio.

Dio del mare e dei pinguini,
dei gabbiani e delle foche,
fa' che affondino i cretini,
rimanendo tra le cache.

Fa' che restino aggrappati
per tre mesi ad uno scoglio,
imbecilli e disperati
nel budino di petrolio. >
 


 

30 agosto 2004 n. 246
________________________________________
Non c'era pacifista piu' pacifista di Enzo Baldoni, con la sua bandiera
della croce rossa sventolata fisicamente fra i due fuochi. Non c'era
giornalista piu' giornalista, col suo "dilettantismo" sofisticatissimo,
figlio di internet, una generazione piu in la' della carta stampata.
Non c'era sessantottino piu' coerente, a cinquantasette anni, morto
cosi'.
Qualcuno ha pensato che il primo video fosse fasullo perche' il viso
"non rivela contrazioni inevitabili per chi si trovi sull'orlo
dell'abisso". Infatti. Cosa doveva fare, tremare, supplicare, gridare
viva l'Italia? No. Un mezzo sorriso autoironico, tranquillo, quello dei
personaggi di Doonesbury, senza nemmeno bisogno di fumetto.
E' morto un grande, un grande piccolo uomo, uno di noi tutti. Del resto
ne parleremo dopo, quando ci sara' la mente piu' tranquilla.
* * *
 "A che serve vivere, se non c'e' il coraggio di lottare?"
 ________________________________________
24 luglio 2004 enzo wrote:

< E' tornato. E' tornato il momento di partire. Da un po' di tempo la
 solita vocina insistente tra la panza e la coratella mi ripeteva:
"Baghdad! Baghdad! Baghdad!". Ho dovuto cedere.
Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a
grandinare le coincidenze. E chissa' quanto sono segni e quanto le
provochiamo noi.
Ancora una volta, prima di una partenza, mi sono sdraiato sotto le
stelle, nella Romagna dei miei nonni e della mia infanzia, in cima a
Monte Bora, sulla terra notturna ancora calda del sole di luglio.
La terra, sotto, mi riscaldava il corpo. La brezza, sopra, lo
rinfrescava.
Lucciole, profumo di fieno tagliato, il canto di milioni di grilli.
E' qui che da piccolo studiavo spagnolo su un libro trovato in
soffitta. E' qui, davanti a un piatto di tagliatelle, che tre anni fa
si e' fatta sentire la solita vocina che ripeteva: "Colombia, Colombia,
Colombia!"

Si e' parlato molto di morte in questi giorni: della morte serena di
Zio Carlo, filosofo e yogi, che forse sapeva la data del suo trapasso.
Guardando il cielo stellato ho pensato che magari moriro' anch'io in
Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un
gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al
vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che
mi riscalda il culo >
________________________________________
(Tra parentesi. La "guerriglia" irachena, i "partigiani"? Ma io di
comandanti partigiani ne ho conosciuti almeno uno vero, e quello i
partigiani che commettevano atrocita' li fucilava.
Enzo e' stato catturato mentre cercava di mettere in salvo degli
iracheni feriti dagli americani. Adesso, dai capi della "resistenza"
irachena ci aspettiamo che consegnino gli assassini di Enzo, oppure che
li fucilino loro. Non che sia una soddisfazione. Ma tanto per sapere se
in futuro alle manifestazioni per l'Iraq ci andremo ancora. - r.o. )
________________________________________
Giornalismo. Che differenza c'e' fra il giornalismo - per esempio - di
Feltri e quello - per esempio - di Baldoni? Non parlo di differenze
"politiche". Da un punto di vista tecnico, voglio dire.
La differenza e' che Feltri grida, mentre Baldoni parla a bassa voce.
Non e' una novita': anche Appelius gridava ("Il generale Badoglio e'
entrato ieri ad Addis Abeba") e anche Hemingway ("Vecchio al ponte")
parlava a bassa voce. Destra e sinistra dunque, attraverso le
generazioni? Non solo. C'e' qualcosa di piu', che attiene proprio alle
radici profonde del mestiere.
Il giornalismo di Feltri nasce in un mondo sostanzialmente povero di
notizie. Un mondo in cui cio' che succede accade lontano, arriva tardi,
e incide relativamente poco sulla vita quotidiana. Quest'ultima, a sua
volta, e' una vita "normale". Di una normalita' che nessuno mette in
discussione. "Il generale e' entrato ad Addis Abeba"? E che ce ne
frega. Non ha importanza, poi, sapere che cosa ne pensa il barbiere di
Addis Abeba. Tanto non lo incontreremo mai - il mondo in cui viviamo
non ha nulla a che vedere col suo.
Da questo discendono subito due cose. La prima e' che la notizia
coincide con lo scoop, deve avere un "effetto" traumatico immediato e
dev'essere gridata. La seconda e' che il gestore di questa notizia,
essendo uno dei pochissimi autorizzati a gestirla, e' una persona
importante. Poiche' non mette assolutamente in discussione (e perche'
dovrebbe?) la "normalita'" del sistema, e poiche' questo sistema e'
basato su una gerarchia - ristretta e distinguibile - di piccole e
grandi Autorita' locali, di notabili insomma, ecco che il giornalista
diventa un notabile anche lui. Feltri, e Appelius, in fondo non sono
dei giornalisti "fascisti".
Sono semplicemente dei gerarchi, dei notabili, esattamente come il
sottosegretario dei trasporti o il podesta' di Ravanusa. In piu', hanno
il bisogno fisiologico di "alzare" emotivamente le "notizie" che danno
("il Negus e' semianalfabeta", "Baldoni e' d'accordo coi terroristi")
perche' il valore delle loro notizie dipende principalmente
dall'emotivita' che veicolano qui e ora.
Nel caso di Baldoni - del giornalismo di Baldoni - il background e' ben
diverso. Non siamo piu' in un mondo in cui si aggirano pochi e stenti
segnali. Siamo in un mondo pieno di informazioni, piccole e grandi, per
lo piu' immediatamente visibili nella nostra vita quotidiana. Il
somalo, per me, non e' un oggetto esotico che trovo sul giornale: e'
semplicemente il tizio che sta sull'autobus accanto a me. Siamo nello
stesso mondo. Da lui, e dal suo mondo, mi giungono continuamente delle
informazioni. Il mondo non e' nemmeno piu' un mondo notabilare, retto
da pochi. E' un mondo ramificato e complesso, in cui il potere e' dato
dal consenso. Se al mio nipotino non piacciono le patatine McDonald, e
questo finisce nei sondaggi, il presidente Mc Donald - un uomo potente
- e' nei guai. Questa e' una novita', una novita' che pesa.
Cosi' lo scoop, l'effetto, perdono di valore. Gridare e' quasi inutile,
perche' qua parlano tutti.
Una vociata occasionale puo' turbare il lettore d'oggi, ma non
persuaderlo. Bisogna convincerlo a poco a poco, sommessamente.
Ragionare. Parlare. Portare le cose "piccole", ma fondamentali, su cui
la nostra vita si basa, dappertutto. Percio', se il giornalismo vecchio
era quello dell'"effetto", il giornalismo moderno e' quello della
"storia di vita".
La storia si puo' raccontare con molti trucchi tecnici, per lo piu'
molto antichi (presente Erodoto?). Ma i suoi strumenti fondamentali
appartengono all'intellettuale umanistico, alla persona; non al
"giornalista" nel senso - specialistico - feltriano. Io per esempio
sono un giornalista perche' so usare XPress, calcolare un battutaggio,
passare un pezzo, mettere in piedi un cartaceo e cosi' via. Non sono un
giornalista per quel che scrivo. Questo puo' farlo "chiunque", con una
determinata formazione, e lo fara' tanto meglio quanto piu' sara' vivo.
Lo strumento culturale di base non e' piu' cioe' l'appartenenza a un
notabilato specialistico, ma la partecipazione colta e cosciente alla
vita quotidiana delle persone. Questo significa subito che, se faccio
il giornalista, non sono necessariamente un notabile: sono
semplicemente un tecnico specializzato (in XPress). Per il resto, valgo
quanto vale la mia sensibilita' e la mia cultura: come tutti.
* * *
Il giornalismo antico aveva dei mezzi di distribuzione assai limitati.
Marco Polo e' riuscito a raccontare quel che aveva visto solo grazie a
una serie di colpi di culo (finire in cella con un intellettuale) del
tutto imprevedibili. Kipling aveva bisogno di un editore. E tutti
abbiamo avuto bisogno di rotative, di distributori, di macchine, in
ultima analisi (salvo eccezioni: I Siciliani, Avvenimenti e altri
pochi) di un padrone. Il giornalismo antico e', per sua tecnologia,
coartabile e centralizzato.
Il giornale di Baldoni invece si chiama Bloghdad.splinder.com. Se vai
su Splinder, puoi farti il tuo giornale - non dico i contenuti - nel
giro d'un paio di ore. Difatti, ce ne sono migliaia.
Puoi farlo benissimo anche tu. O puoi fare una mail, un sito, una
e-zine come questa. Puoi *comunicare*.
Il giornalismo moderno ha dei mezzi di distribuzione illimitati. Non e'
centralizzato, e non e' coartabile da nessuno. L'unica cosa che gli
manca e' l'antico status notabilare. Questo e' un guaio per il
giornalista. Ma non per il lettore.
* * *
Questa trasformazione e' avvenuta ormai da diversi anni, il suo
strumento tecnico e' l'internet, la sua ideologia l'umanesimo e il suo
backgound storico la globalizzazione.
Baldoni c'era dentro fino al collo. Adesso, naturalmente, e' un
"giornalista" anche lui, ora che e' morto. Come la Cutuli (promossa
inviata dopo), come Ciriello, come Beppe Alfano ucciso dai mafiosi in
Sicilia e pagato tremila lire a pezzo, come quel collega di Catania che
in questo momento, per sopravvivere, sta scaricando casse e imballaggi
all'aeroporto. "Giornalisti" tutti. Ma forse e' arrivato il momento di
separare le razze. Se Feltri e' giornalista, evidentemente Baldoni non
lo e'. E viceversa. Non e' un discorso moralistico, come si dice. E'
semplicemente un fatto tecnico, di mestiere. Fra vent'anni, vedremo chi
dei due sara' considerato storicamente un giornalista e chi no.
* * *
Sarebbe bene che anche coloro che - notabilarmente - tengono i registri
del "giornalismo" comincino a riflettere un po' su queste cose. Mi
riferisco all'Ordine dei giornalisti e alla Federazione della stampa.
Sono dei club simpatici, che hanno avuto una loro funzione ai tempi del
giornalismo antico. Adesso pero' debbono decidere se vogliono
continuare a occuparsi di giornalismo o no.
Che fine fanno - tanto per dirne una - tutte le polemiche di salotto su
Farina? Roberto Farina, braccio destro di Feltri, e' quello che ha
affermato che Enzo Baldoni era amico dei terroristi iracheni. L'ha
scritto nero su bianco, avendone dunque (visto che e' un giornalista)
le prove. Non l'ha scritto perche' ce l'avesse in particolare con
Baldoni - che gliene frega - ma cosi' tanto per fare lo scoop, per
l'"effetto". Bene: questo Farina e' un "giornalista" o no? In questo
momento, nel sistema dei notabili, c'e' un'autorita' precisa che puo'
stabilirlo, ed e' l'Ordine dei giornalisti. Mi aspetto che esso
risponda a questa domanda, visto che tocca a lui rispondere. Se no,
bisognera' pur trarne qualche conseguenza.
* * *
Non e' solo l'Ordine, il notabilato, ad essere stato povero in questa
vicenda. Io temo che anche la categoria nel suo complesso abbia capito
poco di quel che e' successo con Baldoni. Il sito non ufficiale piu'
autorevole del giornalismo italiano e', secondo me, il Barbiere della
Sera. E' nato come "giornale" spontaneo dei giornalisti, col preciso
intento di mettere in piazza cio' che succedeva dietro le quinte
dell'informazione. Povero, scattante, appassionato, ha avuto un suo
ruolo preciso in quegli anni. Poi, come a tanti succede, s'e'
ingrassato e s'e' ingrandito, e ora e' un bel portale di quelli che
appena li clicchi ti sparano subito i flash di pubblicita'. Non lo
leggevo da qualche tempo, l'ho fatto adesso per vedere il dibattito su
Baldoni. Ho trovato quanto segue: "Poi pero' al fine settimana, il
nostro si mette la tutina da Superman e va a giocare all'inviato di
guerra".
"Lo spirito da avventuriero con cui affronta le sue imprese".
"E non e' un caso che anche ai dirigenti della nostra categoria non sia
piaciuto questo finto inviato di guerra".
"Deaglio, snob della sinistra, vergognati!".
"Non conosco personalmente Enzo Baldoni, ma che sia un personaggio un
po' egocentrico, e forse anche leggero ma non per questo buono...".
"Baldoni e' simpatico, ma, ripeto, NON lo considero un giornalista".
"Una persona cosi' e' un danno per la categoria".
Questa, naturalmente, non era l'opinione di tutti. La maggior parte
degli interventi erano complessivamente civili. Ma c'erano anche questi
- una consistente minoranza - e facevano opinione.
* * *
Anche le giornaliste Rai, se ve lo ricordate, erano "amiche dei
terroristi". Quelle inviate in Iraq, durante e dopo la guerra: sono
state insultate esattamente come Baldoni, perche' "non erano
professionali", erano "simpatizzanti di Saddam" e compagnia bella. Va
bene: in questo momento, purtroppo, la cultura di destra in Italia e'
ridotta a un livello molto basso, e ne escono cose come queste.
Potremmo "buttarla in politica", e finirla qui.
Purtroppo, il problema e' piu' profondo e riguarda la complessiva
concezione del giornalismo in Italia, l'uscita - per chi vuole e puo' -
dal notabilato e il ruolo, nel giornalismo moderno, dei "giornalisti".
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Estate 1. Il ragazzo scappato dalla Tunisia per sposare la donna
conosciuta al Mediterranee. Nel paese della ragazza vige la legge
islamica, che vieta l'ingresso agli infedeli stranieri. Cosi' lui ha
dovuto nascondersi nel bagagliaio della macchina, sul traghetto, per
cercare di venire inossservato. E' morto d'asfissia la' dentro. Si
chiamava Amor.
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Estate 2. Il marocchino cascato giu' dal cantiere, mentre lavorava da
muratore. L'hanno caricato sul camioncino e l'hanno scaricato in un
fosso, ad agonizzare. "Noi non lo conosciamo. Sara' stato investito da
qualcuno". Per puro caso, l'hanno salvato i carabinieri.
Tutto questo, ad Assisi.
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Estate 3. Il delfino che voleva bene ai bambini. Una volta ne aveva
salvato uno, caduto giu' da una barca. Un'altra volta s'era messo a
"parlare" con una bambina autistica, e lei rideva. Saltava attorno alle
barche, amava gli esseri umani e si chiamava Filippo, per i Bambini.
Ucciso dall'elica di un motoscafo, davanti a Manfredonia.
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Estate 4. Milioni di italiani rientrano, ecc. Il presidente del
Consiglio ha dichiarato, ecc. Il nuovo libro di D'Alema, ecc. E poi
sport.
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Linux. Presentata in trentaquattro nazioni l'agenzia istituita dall'Onu
a favore della diffusione di software libero in tutto il mondo, e
particolarmente nelle aree piu' povere del pianeta. Si chiama Iosn
(International Open Source Network) e fa parte dei progetti del
Programma di Sviluppo dell'Onu. L'Iosn comincera' la sua attivita' dai
paesi dell'Estremo Oriente, dove l'open source e' gia' presente da
diversi anni. In Cina opera gia' un Laboratorio di Sviluppo che sta
sviluppando un sistema operativo in lingue orientali basato su Linux).
A partire da quest'anno, il 28 agosto verra' celebrato dalle Nazioni
Unite come "Software Freedom Day".

Bookmark: http://www.iosn.net
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Cronaca. Palermo. Arrestato grazie alla collaborazione della
popolazione l'uomo che nel corso di una rapina aveva ferito un bambino
che giocava per la strada a Ballaro'.
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Cronaca. Roma. Protesta delle donne detenute nel carcere di Rebibbia.
Protestano per la detenzione dei figli di alcune di loro, costretti a
restare con le madri in carcere all'eta' di pochi mesi o pochi anni. La
legge prevede la non-carcerazione delle madri con figli inferiori a
dieci anni. Tuttavia a Rebibbia ce ne sono almeno venti.
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Cronaca. Torino. Ferie in autostrada per i coniugi Rina e Antonio
Burzio. Durante una sosta in camper si sono accorti di aver smarrito il
loro cane. Sono rimasti ad aspettarlo nella piazzuola di sosta da cui
l'animale s'era allontanato, rinunciando alle ferie per amore del loro
cane.
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Pechino. Rinvenuto in una localita' della Cina settentrionale un
mortaio in lega metallica la cui fabbricazione sarebbe datata attorno
al 1200. La prima "arma totale" europea risale invece circa al
milletrecento ed era, come sapete, un rudimentale mortaio in grado di
sparare blocchi di pietra (non radioattivi) piu' o meno sferici.
"Sparare", in effetti, era la parola usata nei briefing tattici per
programmare le azioni: ma di cannonate reali ne partivano molto poche,
tre o quattro in un giorno. E doveva essere un giorno fortunato, in cui
il cannone sopravviveva fino a sera senza esplodere con tutta la
compagnia.
Tutto cio' costava moltissimo, era macchinoso da usare,  ed era anche
politicamente sospetto in quanto non era affatto sicuro che le
cannonate fossero teologicamente compatibili col cristianesimo. Percio'
i governi piu' avveduti si guardavano bene dal caricarci sopra
investimenti eccessivi: anche perche' fra le vecchie tecnologie c'era
roba analoga che funzionava benissimo, per esempio la vecchia
sperimentata catapulta con cui Edoardo d'Inghilterra demoli'
tranquillamente i castelli feudali dei baroni d'opposizione. Insomma,
se la polvere da sparo fosse stata quotata in borsa la gente non
avrebbe fatto a cazzotti per comprarla. Un asset manager l'avrebbe
consigliata per diciamo un quindici per cento all'interno d'un buon
investimento diversificato.
Tutto questo per dire che la polvere da sparo in Occidente, per almeno
una cinquantina d'anni, non e' stata affatto una storia di successo.
Poi una serie di iniziative estremamente specializzate (tipo:
esplorazione portoghese in Africa, assedi di citta' ex bizantine, ecc.)
porto' a individuare dei mercati di nicchia abbastanza remunerativi.
Infine, grazie all'attenzione suscitate da queste nicchie e valendosi
del know-how maturato in esse, la polvere da sparo fu massicciamente
adottata da due grosse aziende come la Re di Francia e la Eredi
Ottomani.
La prima mise in campo un'intera linea di piccoli e versatili
"cannoni", ampiamente pubblicizzati, con i quali invase tutte le citta'
italiane (ma si discute ancora quanta parte di questo successo fosse
dovuta alla campagna di lancio e quanta alle qualita' del prodotto).
Gli Ottomani invece preferirono concentrarsi su pochissimi modelli,
costruiti praticamente in esemplare unico (ognuno di essi aveva un
nome!), assolutamente non trasportabili, a impianto fisso ma della
massima potenza: non ottennero tanti piccoli successi come i francesi
ma riuscirono tutto d'un colpo a far breccia nientedimeno che su
Costantinopoli. A questo punto, ovviamente, le catapulte erano obsolete
da un pezzo; pero' dai cannoni iniziali era passato gia' un secolo e
mezzo, per cui parecchi soggetti (per esempio, tutte le citta' e
staterelli dell'Europa centrale) erano rimasti tagliati fuori dallo
stato dell'arte e non riuscirono mai a rimettersi in pari. Buona parte
della storia d'Europa fino al Settecento incluso viene da li'.
* * *
In Europa, quindi, la tecnologia-cannone arriva tardi, entra sul
mercato con difficolta' e si stabilizza abbastanza faticosamente. A
quel punto, pero', diventa rapidamente decisiva e il suo stato
dell'arte si pone come discriminante fra chi e' dentro e chi e' fuori.
Ma, e in Cina?
In Cina, come sappiamo, l'elemento base della tecnologia in questione
(la capacita' esplosiva della polvere da sparo) era noto da molto piu'
tempo: almeno sette-otto secoli, secondo le stime piu' limitate. Fino a
poco tempo fa si pensava che avessero la tecnologia di base, ma non le
applicazioni specifiche di prodotto: fuochi artificiali si', cannoni
no.
Adesso pero', con la scoperta del mortaio del tredicesimo secolo, le
cose cambiano. I cinesi non solo avevano la capacita' generale di
utilizzare l'energia esplosiva per d'intrattenimento, ma avevano anche
sviluppato prima di tutti una prodotto specifico per coprire lo stesso
settore (l'impiego militare) su cui la tecnologia della polvere trovo'
il suo mercato in Europa. Cos'e' mancato allora? Le condizioni
storiche? No, direi di no.
I problemi geopolitici - relativamente alla tecnologia in questione -
della Cina nel tredicesimo secolo non differivano moltissimo da quelli
europei. Non c'era, e' vero, la necessita' del potere centrale di
tenere a freno una molteplicita' di interessi feudali locali con
interventi militari mirati: ma questo, in Europa, era stato
praticamente risolto *prima* della nuova tecnologia, e non puo' dunque
essere considerato discriminante. C'era invece un confronto militare
continuo, di solito a bassa intensita' ma con picchi drammatici, con
masse di popolazioni seminomadi esterne, nel quale l'adozione della
nuova tecnologia in Europa si rivelo' l'elemento decisivo, e in Cina
rimase assente.
L'unico elemento di differenziazione, in realta', fu quello culturale.
*I cinesi, in sostanza, non vollero* (cioe': la loro organizzazione
sociale non permise) sviluppare su vasta scala il cannone. Una
questione economico-strutturale di vastissima portata fu decisa cioe'
da un elemento non economico e non strutturale.
Gli esempi di questo tipo non sono molti, nella storia; non e'
esagerato dire che non raggiungono la mezza dozzina (la navigazione
oceanica, sempre in Cina e quasi parallelamente al cannone; la ruota
nell'America precolombiana; gli albori della termodinamica, nel mondo
alessandrino; e pochissimi altri). Ciascuno di essi nella storia del
mondo ha pero' avuto un impatto decisivo - l'aspetto del pianeta
sarebbe cioe' completamente differente, se una o piu' di queste scelte
*culturali* fosse stata sviluppata in termini differenti.
* * *
E noi che cosa c'entriamo, adesso, con tutta quest'arrugginita storia
di cannoni cinesi?
Beh, inutile cercare la battuta ad effetto, tanto l'avete gia' capito
perfettamente.
C'entriamo perche' quello che si e' verificato in quelle occasioni
potrebbe perfettamente ripetersi adesso, in questo momento. Un momento
in cui tutto un versante dello sviluppo tecnologico e' stato
rapidamente abbandonato ("Or che bravo sono stato/ posso fare anche il
bucato?": nessuno con meno di trent'anni e' in grado di riconoscere
questo slogan...) e ne e' stato aperto un altro completamente nuovo.
In questo nuovo continente in cui ci siamo avventurati, le varie
opzioni disponibili sono governate teoricamente dalla logica. In
realta', esse sono pesantemente interferite da meccanismi che per
brevita' definiamo di mercato (la brevita' e' resa necessaria dal fatto
che non sappiamo esattamente che cosa il mercato oggi sia) e da altri e
paralleli meccanismi che correntemente definiamo di mercato anch'essi,
ma che invece sono essenzialmente dei meccanismi culturali (e, qualche
volta, forse addirittura religioso-ideologici). Ma e' cosi'? E se e'
cosi', dov'e' la linea di discrimine fra gli uni e gli altri? E, fra
quelli culturali, quali sono "nuovi" e quali invece zavorra della
precedente fase, ora obsoleta? Chi sono insomma oggi - la domanda da
mille dollari - i mandarini che rischiano di farci fare i fuochi
d'artificio ma non i cannoni?
A nessuna di queste domande, ciascuna delle quali e' decisiva, noi
siamo in grado di rispondere oggi. Cosicche', se per caso stiamo
diventando "cinesi", non lo sappiamo.
________________________________________
Luigi Ficarra wrote:
< Gela, citta' ad alta intensita' mafiosa, e' oggi amministrata da una
giunta di sinistra diretta dal Sindaco Rosario Crocetta. Il quale sta
caratterizzando la sua amministrazione in una battaglia a viso aperto
contro la mafia. Fra i tanti esempi del suo molteplice intervento
indichiamo quanto sta facendo sulla questione dell'acqua. Questa e'
stata sino ad oggi monopolizzata dalla mafia, che l'ha fornita ai
cittadini ad un prezzo molto elevato, proibitivo per i piu' poveri.
Ebbene, il sindaco fa ora girare per le strade delle autobotti del
Comune, fornendo a tutti l'acqua ad un prezzo di gran lunga inferiore a
quello che imponeva la mafia. Molto importante e di enorme valore e'
poi la pulizia radicale che sta realizzando nel campo degli appalti. La
delinquenza mafiosa l'ha gia' minacciato piu' volte di morte. Ed egli,
sprezzante e saggio come il compagno Roxas (quello del "Romanzo civile"
di Giuliana Saladino), risponde che "importante e' come si vive; della
morte non ha senso avere paura, che' tutti dobbiamo morire; occorre
pero' affrontarla a testa alta, con la coscienza di aver bene operato,
e da uomini liberi".
Abbiamo  ritenuto doveroso esprimere al Sindaco Rosario Crocetta di
Gela la nostra piena solidarieta' di giuristi democratici, anche
perche' possa contare in qualunque momento ed occasione sulla fattiva
partecipazione ed il contributo di tutti noi. "L'Associazione Giuristi
Democratici - gli abbiamo scritto - concorda con Lei nel dire che la
mafia si combatte si' con un'energica repressione giudiziaria, ma che
occorre soprattutto una battaglia politica che smuova la coscienza
civile dei cittadini, come sta facendo Lei. Il suo esempio e' l'opposto
della triste immagine offerta da Cuffaro, oggi disonorevolmente
imputato di favoreggiamento alla mafia" >
________________________________________
mimmolombezzi wrote:
< Immaginiamo il seguente gioco televisivo: da una parte in una cabina
si mette Calderoli e gli si proiettano prima le dichiarazioni di Pisanu
sulla necessita' di rottamare la "Bossi-Fini" poi quelle di
Buttiglione-Montezemolo sull' opportunita' di rottamare la
"Devolution"... accanto in un altra cabina si mette l'ottimo Capezzone
il segretario dei Radicali e gli si proiettano le uscite di Sirchia
sulla fecondazione assistita,le dichiarazoni di Berlusconi sui
"terroristi Ceceni" o la proposta dell'on. Gentile di tassare gli
aborti... Mentre le telecamere stringono sui primi piani un sistema di
sensori colorati segnala in diretta chi e' il piu' incazzato. Sara' lui
che celebrato da una sfilata di gnocche vincera' il
"ROSP-PARADE-AWARD": il premio per il maggior numero di rospi ingoiati
nella prospettiva di restare o di entrare nella maggioranza >
________________________________________
sandro@kensan.it wrote:
< Visto che il petrolio sta finendo occorre trovare delle fonti di
energia alternative, oltre al nucleare vi e' l'eolico e il solare. A
ottobre dell'anno scorso la ST Microelectronics divulgava la notizia di
avere trovato un sistema efficiente per ricavare elettricita' dal sole.
Il suo comunicato stampa parlava di celle fotovoltaiche polimeriche di
nuovo tipo con efficienza del 10% e costo di 0.20$ al watt per venti
anni. La durata di queste celle non e' stata chiarita. Una cella in
silicio dura 20 anni, costa venti volte di piu' e ha una efficienza del
20% (celle monocristalline). Nell'annuncio il ricercatore a capo del
gruppo di ricerca, Salvo Coffa, diceva: "We believe we can demonstrate
10 percent efficiency by the end of 2004..." >
________________________________________
dhmipa@tin.it wrote:
< E' stato ucciso due volte: la seconda dai terroristi iracheni, la
prima da certi giornali e giornalisti italiani che lo hanno accusato di
essere un amico dei terroristi e hanno insinuato che per questo sarebbe
stato liberato. Hanno interpretato male i fatti, o hanno blaterato
inutili e false ciarlerie apposta, per fare del male? E' stato definito
da Feltri un "giornalista della domenica" che andava in Iraq per farsi
vedere e per fare politica. Cio' che scrive Feltri mi fa schifo, ma non
posso e non voglio impedire che continui a scriverlo, anzi e' meglio
che lo faccia, cosi' che tutti capiscano che razza di persona e' e
quanto ci si possa fidare di lui e di cio' che dice >
________________________________________
Andrea Sciuto wrote:
< Contrariamente a quanto ripetono i giornali, io non credo che
l'Italia ricordera' Enzo Baldoni assieme a Quattrocchi e ai martiri di
Nassiriya. Baldoni e' andato in Iraq armato di carta e penna, non di
fucile. E con tutto il rispetto verso chi altrimenti sceglie, la
differenza c'e', e pesa molto. Si possono portare aiuti difendendosi
con le armi, oppure si puo' andare a mani vuote; si puo' accettare che
la logica della violenza sancisca il diritto, sgomini l'oppressore,
oppure, semplicemente, si va, e ci si affida. Enzo Baldoni aveva solo
la sua vita, e quella ha dato >
________________________________________
Tito Gandini wrote:

Nati d'autunno

< Che l'autunno
ci posi, pensiero,
nel grembo di madri

Crepi tutto
da novembre
a febbraio

Settembrini siamo
spossati dal nascere
inetti all'inverno
coviamo per sempre il tepore >
 


24 agosto 2004 n. 245
________________________________________
Enzo Baldoni wrote:
 

18/08/2004 14:20
E via: con un giorno di ritardo, ma si va a Najaf assediata con la
copertura della Croce e della Mezzaluna Rossa. Scendo: nel piazzale
alcuni volontari stanno staccando dai camion le bandiere e i manifesti
con la Croce.
"Ma Beppe!"
Beppe e' piu' nero che mai:
"Ordini di stamattina. Il carico non puo' avere nessun simbolo della
Croce Rossa:"
"Stai scherzando, spero."
"Ordini precisi da Roma."
"Ma e' un suicidio. Gli elicotteri americani dall'alto vedranno solo
dei camion bianchi. Il primo mitragliere un po' cowboy prima ci spara e
poi chiede chi siamo."
"E' arrivato il divieto formale di usare la bandiera di guerra della
Croce Rossa per questa missione."
"Ma qui siamo a Kafka! E' ridicolo!"
"Senti, Enzo: lo sai. Se potessi decidere io, salterei immediatamente
su quei camion e andrei a Najaf. Ma io non posso. Tu sei libero: se non
te la senti, resta a Baghdad."
"Figurati. Ma cosi' davvero e' un suicidio, Beppe."
Non risponde, mi volta le spalle e se ne va, furibondo.
Va bene, ci penso io. Vado in una stanza, stacco la bandiera della
Croce Rossa dal muro e me la infilo nello zaino. Ne vedo un'altra
ripiegata su un ripiano e ops! dentro anche quella. Vado in cucina da
Doriana e Francesco e gli chiedo un manico di scopa. Capiscono al volo
e lo svitano dallo spazzolone che stanno usando. Trattasi di furto? Mi
faccia causa, la Croce Rossa Italiana: ci facciamo due risate, quando
torno.
* * *
19/08/2004 17:17
Ripartiamo con l'unico camion sovraccarico: dovremo andare lentamente,
e speriamo che tenga botta. Salah commenta: "Bene. Quello che poteva
andar male e' andato male. Ora, se saremo puri nelle nostre menti e nei
nostri cuori, tutto andra' bene". E' un duro, Salah.
Mi piace.
Ghareeb e' veramente teso. Continua a dirmi di non sembrare straniero:
niente foto, niente appunti sul taccuino, stai dritto, non ti voltare,
niente cintura. Ho insistito sul fatto che lui sia il capo indiscusso
della spedizione e che tutti - io per primo - obbediremo ai suoi ordini
senza far domande. Lui pensera' ai rapporti con gli irakeni e io a
quelli con gli americani. E poi, dopo molta, molta strada e molti,
molti posti di blocco - oops: a questo posto di blocco non ci sono le
camicie azzurro ATM dei poliziotti iracheni.
Ci sono dei signori molto armati. Vestiti di nero. Con la fascia verde
in testa. Tana.
* * *
19/08/2004 17:21
"Si apprende che il convoglio della Croce Rossa attaccato sulla strada
per Najaf non era stato autorizzato dalla sede centrale ed anzi
vietato, per motivi di sicurezza, dal Commissario Straordinario
Maurizio Scelli. Quest'ultimo ha disposto l'immediato rientro in Italia
del capo missione per riferire sull'iniziativa." questa non ci voleva.
* * *
19/08/2004 19:57
Nel caldo feroce del primo pomeriggio, seguiti dal vecchio Ford
sovraccarico, entriamo nella periferia di Najaf. La situazione e'
pesante, si sentono esplosioni dappertutto, ci sono combattimenti molto
duri intorno al cimitero. Dobbiamo prendere strade e stradine
polverose. Un sistema invisibile di staffette ci sta guidando: qui un
uomo esce dal portone e ci fa segno di voltare a destra, qui un
ragazzino ci manda a sinistra, la' un vecchio accovacciato a vendere
cavolfiori ci suggerisce di andare diritto.
Ora Ghareeb e' sudatissimo, basterebbe una strada sbagliata per
portarci dritti dritti tra le braccia degli americani che stanno
accerchiando la citta'.
* * *
Ogni tanto, prima di un incrocio, Ghareeb chiede:
"Uko dabbaba?" (C'e' un carro? Dabbaba e' un'antica parola che
significa "qualcosa che cammina pesantemente e con rumore")
Oppure:
"Uko dabbabat?" (Ci sono carri?)
Fino a un certo punto la gente risponde:
"Makow." (non ce ne sono).
E poi, alla fine, qualcuno risponde:
"Ey!" (si')
Tocca a me. Prendo la bandiera della Croce Rossa fissata a un manico di
scopa, apro la portiera e scendo lentamente in strada.
* * *
20/08/2004 08:36- ANSA - Della ingannevole atmosfera di speranza che si
era creata ieri dopo le offerte di resa di Sadr ha fatto le spese anche
un convoglio della Croce Rossa italiana che questa mattina era partito
da Baghdad con aiuti per la popolazione di Najaf e che e' stato
investito dall'esplosione di una mina nei pressi della citta' di
Babilonia. I vetri di un'ambulanza e di un camion sono andati in
frantumi, ma fortunatamente tutti gli operatori della Cri sono rimasti
illesi. Il convoglio ha poi proseguito per la citta' santa, per
trovarla nuovamente in preda ai combattimenti e riamando bloccato per
alcune ore, prima di poter fare rientro nella capitale.
* * *
20/08/2004 19:00
Bene, ci siamo. Ora tocca a me. Dietro quest'angolo c'e' un carro
armato americano. Forse l'equipaggio e' nervoso. Forse hanno l'ordine
di sparare o forse no, ma noi non lo sappiamo. Non posso togliermi
dalla testa quel che e' successo all'amico e collega di penna Raffaele
Ciriello, ucciso in mezzo alla strada dalla raffica di un mitragliere
nervoso quando era di fronte - armato solo di una macchina fotografica
- a un Merkava israeliano.
Bon, vediamo che succede.
Sventolo cautamente da dietro l'angolo la bandiera con la croce rossa.
Poi la sventolo piu' forte. Sbircio dietro lo spigolo. E' un Bradley.
E' una specie di rospo color sabbia su una strada color sabbia tra case
color sabbia. Sta li', indifferente, tetragono, acquattato, pronto a
sparare la sua lingua vischiosa per catturare l'insetto. Solo che
l'insetto sono io, cazzo. Sventolo ancora la bandiera, faccio un passo,
mi riparo dietro un palo della luce e urlo: "Ehi, boys! Italian Red
Cross! Don't shoot! We are here for humanitarian reasons! Can we come
forward?"
"Ehi, boy, don't shoot! I'm coming!"
Faccio un passo laterale e mi metto in vista, pronto a schizzare al
riparo del palo di cemento. In una mano ho lo bandiera e nell'altra il
distintivo dei Volontari del Soccorso, e' ridicolo, da laggiu' non
riescono certo a leggerlo, ma forse per un ragazzotto dell'Ohio o del
Wisconsin fa "legality", come quando un poliziotto viene avanti tenendo
il distintivo in una mano e la pistola nell'altra. Solo che qui i
distintivi, come le chiacchiere, stanno a zero.
Sono le tre del pomeriggio, ho la gola secca, ma non credo dipenda
dalla calura.
Faccio un altro passo di lato, cauto. Sbircio indietro: al riparo
dietro l'angolo Gareeb e Salah mi guardano, tesi.
Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo, mi porto in mezzo alla strada
sventolando disperatamente la bandiera con la sensazione che da un
momento all'altro mi faranno secco, continuo a urlare red cross don't
shoot, con la sensazione di camminare in equilibrio su un filo.
Faccio segno a Ghareeb di avanzare lentamente con la Nissan.
L'imbecille accelera e schizza via brusco, alle mie spalle. Lo segue il
camion dei medicinali. Wew, passato: raggiungo anch'io piano piano
l'altro lato, gridando "Thank you! Thank you!" all'indirizzo dei
carristi invisibili.
* * *
20/08/2004 19:01
"Uko dabbaba?"
"Uko dabbabat?"
C'e' un secondo Bradley sul nostro cammino, e poi un terzo: la
procedura e' la stessa.
Smonta, sventola, urla, dirigi il traffico, e nel frattempo cagati
sotto. Al terzo e' gia' routine.
Nessuno spara, e questo e' buono, anche se vicino si sentono raffiche e
colpi di mortaio.
Gli abitanti di Najaf si sporgono dalle case, salutano, ci indicano la
via verso il Mausoleo di Ali. Vediamo i primi armati vestiti di nero
con la fascia verde sulla fronte. Poi irrompiamo nel corso principale:
in fondo la splendida piastrelltura multicolore del Mausoleo, una
fantasmagoria araba di grande bellezza. Il corso e' pieno di armati,
Ghareeb comincia a suonare i clacson, tutti alzano in aria i
mitragliatori aprono le dita a V, ci applaudono, urlano, passiamo tra
due ali di uomini festanti armati fino ai denti, anch'io sporgo le dita
a V fuori del finestrino, e' una festa.
* * *
In fondo al corso un gruppetto di uomini vestiti di nero ci punta le
armi. Ci fermiamo.
Ghareeb scende. Questo e' compito suo. Cominciano a urlare in arabo.
Ghareeb sembra furibondo. Urla fortissimo. Un ragazzino con la fascia
verde sulla fronte si mette dietro di noi e punta il lanciagranate
RPG-7 sul camion. Porca troia. L'autista della Mezzaluna scende,
pallido, e aziona il portellone. Lentamente, il portellone si abbassa:
si vedono le casse di medicinali con la scritta Italian Red Cross. Il
giovanotto alza il lanciagranate e sorride. Gli armati rimettono il
mitra in spalla e abbracciano Ghareeb, che e' sudatissimo.
Via libera per il Mausoleo di Ali.

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Italiani. Dall'Archivio della Presidenza della Repubblica:
1) Nome: Mihai Ciobanu
Conferimento: Medaglia d'oro al valor civile
Data del conferimento: 1- 6- 2001
Motivazione: "Con grande coraggio e generoso slancio, si tuffava nelle
vorticose acque del Brenta riusciendo, dopo reiterati tentativi, a
trarre in salvo tre bambini in procinto di annegare. Nobile esempio di
umana solidarieta' ed virtu' civiche. 15 agosto 2000 - Campo San
Martino (PD).
* * *
2) Nome: Abdennaceur Abid Mohamed
Conferimento: Medaglia d'oro al valor civile alla memoria
Data del conferimento: 22- 12- 2003
Motivazione: "Con generoso slancio e cosciente sprezzo del pericolo,
non esitava a tuffarsi nel mare fortemente agitato, riuscendo a trarre
in salvo una donna e due bambini in procinto di annegare. Con tenace e
coraggiosa determinazione, rientrava poi in acqua in soccorso di un
altro bambino in pericolo ma, stremato dallo sforzo, veniva travolto
dalla corrente immolando la vita ai piu' nobili ideali di umana
solidarieta'. Fulgido esempio di elette virtu' civiche ed elevato
spirito di abnegazione. 18 giugno 2003 - Cannatello (AG)".
* * *
3) Nome: Jonel Constantin
Conferimento: Medaglia d'oro al valor civile alla memoria
Data del conferimento: 19- 4- 2004
Motivazione: "Camionista romeno, con generoso slancio e cosciente
sprezzo del pericolo, accorreva in soccorso degli occupanti di due
autovetture finite fuori strada per il fondo ghiacciato, ma veniva
travolto da un veicolo sopraggiunto, sacrificando cosi' la giovane vita
ai piu' nobili ideali di umana solidarieta' e di profondo senso civico.
24 febbraio 2004 - Belforte Monferrato (AL)".
* * *
4) Nome: Sarr Cheikh
Conferimento: Medaglia d'oro al valor civile alla memoria
Data del conferimento: 19-08-2004
Motivazione:  "Mentre si trovava nella spiaggia della localita' Marina
di Castagneto Carducci, udite le invocazioni di aiuto di un bagnante in
grave difficolta', si gettava in mare, unitamente ad altre persone, per
cercare di soccorrerlo. Dopo aver compiuto il salvataggio veniva
sopraffatto dalla violenza del mare che lo trascinava lontano senza
possibilita' di scampo. Fulgido esempio di eccezionale coraggio, nobile
spirito di altruismo e preclara virtu' civica. Marina di Castagneto
Carducci (LI), 14 agosto 2004". (by tapiro@kyuzz.org)
________________________________________
Malavita. Il mio giornale, che era un piccolo quotidiano siciliano, era
noto in citta' come "il giornale della malavita": specialmente
d'estate. All'inizo di ogni estate, infatti, sui tetti del carcere (che
era in una piazza centrale del carcere) si arrampicavano i ragazzi del
minorile e di' la gridavano, mostravano striscioni - pretendevano,
insomma. Il nostro era l'unico giornale che se ne accorgesse. E che si
chiedesse - e chiedesse ai responsabili - se davvero qualcuno avesse il
diritto, oltre al diritto "normale", di infliggere a quelle creature
quella pena. La temperatura, a Catania, di solito e' gia' molto oltre i
trenta gradi all'inizio di giugno. A luglio, si aggira gia' sui
quaranta.
Nel carcere, che come tutti i carceri italiani conteneva tre o quattro
volte di piu' della popolazione prevista, in teoria c'era un reparto
maggiorenni e un reparto minorile; i confini erano teorici, tuttavia, e
i boss spadroneggiavano sugli uni e gli altri. Obbligavano, per
esempio, i detenuti a rifiutare le razioni del carcere, "il pane dello
Stato"; la societa' che li forniva, che era d'accordo coi mafiosi,
faceva miliardi evitando di fornire la maggior parte dei pasti, che le
venivano regolarmente pagati. Quel che succedeva la' dentro, non lo
sapeva nessuno; e chi lo sapeva non ne parlava. Con tutto cio', erano
"delinquenti", e dunque peggio per loro. I giudici catanesi erano
severissimi, a quei tempi: ho visto ragazzi farsi due anni di galera, e
di galera la' dentro, per un po' di marijuana. Gli imprenditori collusi
coi mafiosi invece venivano assolti per avere "agito in stato di
necessita'".
Il "giornale della malavita", in quegli anni, era l'unico che
denunciasse i boss mafiosi. Giudici e giornalisti perbene invece ci
stavano benissimo insieme, facevano le vacanze coi loro soldi e a volte
si facevano ospitare nelle loro case. Feroci coi ragazzini, accomodanti
coi mafiosi.
"Tre indizi fanno una prova", dice ora il ministro Castelli. Tre indizi
fanno una prova quando si tratta di poveracci "delinquenti"; ma per i
vip come Previti, viva il garantismo.
Lo scandalo, per loro, non e' che i Dell'Utri siano ancora a piede
libero ma che i carcerati protestino (istigati, ovviamente, dai
communisti). Per i vip, si cambiano direttamente le leggi in
parlamento; per i poveracci, si grida allo scandalo quando qualcuno
parla di amnistia.
________________________________________
Dc. Prima lo smarcamento dell'Udc dal polo di destra. Poi la
contestazione della Margherita al polo di sinistra. Poi Fini invitato
in gran pompa - come politico ragionevole e moderato - al convegno
dell'Azione cattolica. E infine la riminata di Cl, che critica
Berlusconi e dice che in fondo potrebbe anche andarsene dall'altra
parte.
________________________________________
Informazione. L'anno scorso e' successo qualcosa di molto importante in
Sicilia, esattamente di questi tempi, e Repubblica ne dette notizia,
con quasi tutta una pagina, ai lettori. Di che si trattava? "Festa di
vip nel paese di Ragalna, dove la Santanche' presenta il suo
villaggio-vacanze". Foto della Santanche', foto di Caltagirone,
"proprietario di una catena di alberghi di lusso fra cui il San
Domenico di Taormina" (che prima era del mafioso Graci), foto
dell'onorevole La Russa (ex avvocato di Ligresti) e via vippeggiando.
Quest'anno, puntuali come la cometa di Halley, ci risiamo: "Folli
serate a Ragalna, aspirante Porto Cervo Siciliana". Santanche', La
Russa, La Russa jr con relativa velina, megaparty e tutto il resto,
naturalmente con foto. Vabbe': "marchette", si chiamano
giornalisticamente. Ma perche' due marchette identiche, a distanza di
un anno, manco che se fosse l'annuale sfilata della Repubblica ai Fori?
C'entra per caso il fatto che Repubblica, a Catania, e' mani e piedi
legata (al punto da non far cronaca locale per non disturbarlo) al
mega-editore catanese Ciancio? E Ligresti, che a Milano e' "nemico", a
Catania lo e' ancora? Boh. Intanto, si ristruttura: il gruppo Ciancio
si trasferisce nella zona industriale, portandosi dappresso la
stamperia di Repubblica (che passera' a full-color), mentre la storica
sede in citta' ospitera' "attivita' complementari" non meglio definite.
"Dum a Roma pugnatur, Cataniae inciuciatur".
________________________________________
New York. Osservatori internazionali incaricati dalle Nazioni Unite
controlleranno per conto dell'Onu la regolarita' delle elezioni
presidenziali americane del prossimo 2 novembre.
L'ultima tornata elettorale in quel Paese, a giudizio di molti
osservatori neutrali, e' stata infatti inficiata da strane
irregolarita' come l'intervento, nel computo dei voti decisivi, del
fratello del candidato poi risultato "eletto".
________________________________________
Economia 1. Secondo l'Ufficio di statistica tedesco, il quaranta per
cento del "made in Germany" non viene piu' prodotto in Germania ma in
paesi terzi. La Porsche, per esempio, viene assemblata in Slovacchia,
mentre a Stoccarda motano solo sterzo e trasmissioni.
Cosi' per tutto il resto.
________________________________________
Economia 2. Rotolando rotolando, il barile si avvicina ormai ai
cinquanta dollari, e li raggiungera' probabilmente entro l'autunno. I
consumi di petrolio aumentano sempre piu' - un sacco di automobilone
americane e europee, e anche ormai un bel po' di automobiline cinesi e
indiane - mentre le trivellatrici vanno al massimo e le riserve
diminuiscono molto alla svelta (i nuovi giacimenti non eguagliano
affatto l'aumento dei consumi). L'Iraq, la Russia, i casini di Bush: ma
il fatto e' che la coperta, da qualunque lato si tiri, ormai sta
cominciando a diventare troppo svelta. Si comincia a riparlare di
nucleare, poiche' di consumare di meno non se ne parla.
________________________________________
Cronaca. Roma.  Abbandonati in un fosso nove cuccioli gettati via da
un'auto in fuga.
Trovati da una volante, sono stati portati al commissariato, curati e
rifocillati, e infine adottati tutti dagli agenti.
________________________________________
sandro@bengodi.org wrote:
< La nuova portaerei italiana: 1390 milioni di euro! Quasi 2.700
miliardi di lire.
Massimo Moratti li avrebbe spesi per acquistare altri calciatori per
l'Inter
Letizia Moratti li avrebbe dati alle scuole private
Io li avrei spesi in cd, libri e strumenti musicali
Mia sorella li avrebbe spesi comprando migliaia di paia di scarpe
Mio zio li avrebbe investiti in Borsa, magari in titoli ad alto rischio
Mia zia avrebbe acquistato tutti i biglietti della Lotteria per essere
sicuro di vincere il primo premio
Braccio di Ferro ci avrebbe comprato una enorme piantagione di spinaci
Zio Paperone avrebbe costruito un nuovo deposito
Gino Strada avrebbe costruito centinaia di ospedali in giro per il mondo
Vittorio Agnoletto li avrebbe destinati alla lotta all'Aids
Alex Zanotelli li avrebbe spesi per Korogocho e tutte le altre
baraccopoli
...Insomma ci sono davvero tanti modi per spendere, bene o male, 1390
milioni di euro.
L'Italia ha scelto una portaerei enorme, lunga 244 metri, piena zeppa
di missili e cacciabombardieri ed altre armi, il piu' grande strumento
di distruzione della vita umana della storia del nostro paese >
________________________________________
Lidia Menapace wrote:
< Non provate un po' di invidia per la Svizzera, il piu' vituperato dei
paesi neutrali? Non e' forse vero che una Europa piu' indipendente
politicamente (uno dei risvolti della neutralita' militare e' anche
l'indipendenza politica) sarebbe il luogo giusto e di giusto peso per
trattative di questo tipo?
Ma perche' la sia pur crescente indipendenza politica delle Nazioni
Unite e' meno significativa della vecchia neutralita' svizzera? Perche'
le Nazioni Unite portano il segno della loro origine, e cioe' di essere
nate dai vincitori della seconda guerra mondiale. Gli scontri che vi
avvengono non sono limpidi conflitti tra interessi dichiarati, ma
piuttosto mimesi di guerre non ancora scoppiate.
L'Europa unita avrebbe peso sufficiente per avviare anche una riforma
delle Nazioni Unite che le ripulisca degli avanzi della guerra e dai
segni prepotenti della vittoria, dia piu' peso all'assemblea di tutti
gli stati, faccia un consiglio di sicurezza tutto a rotazione,
inserisca nell'assemblea anche rappresentanze di popoli, di minoranze e
di movimenti, levi il diritto di veto o lo conferisca ai paesi
impoveriti: sono certa che l'Argentina saprebbe fare buon uso del
diritto di veto contro le politiche dei poteri finanziari. Del resto
anche nell'antica Roma il veto non era dei consoli che avevano gia' il
potere, era dei tribuni a nome di quelli che non avevano ne' voce ne'
voto, i plebei >
________________________________________
Galina Padovanskaya <rosapia.bonomi@libero.it> wrote:

Maledizione d'agosto

< Lucciole, lucciole, venite a me:
non solo sedici, ma ventitre'.
Sette si adagino sopra i gerani,
sette si posino sopra i miei cani,
se questi abbaiano, vengano via
e dopo scendano su zia Sofia.
In cielo brillano stelle a milioni,
in terra lucciole. Brutti minchioni,
siccome restano ben nove ancora,
ecco che mandovi tutti in malora:
in cielo vagano tre planetoidi,
vi sian le lucciole sull'emorroidi! >
________________________________________

AntonellaConsoli <libera@libera.it> wrote:

< Sii come l'alga,
lascia che la corrente
trascini a se' ogni cosa.

Senti come vibrano le stelle
silenziose nel tuo petto,
vedi come fiori di luce
cadono sul tuo sentiero.
Lascia che il torrente su tutto scorra,
che silenzioso e potente
Amor soccorra >

* * *

Essenza

< Di tante parole,
il silenzio.
Di tanti fiori,
il profumo.
Un filo d'erba, innocenza.
Odore di zagara
tra gli alberi-sposa.
Camminarvi in mezzo
e tanto mi basta >


 

17 agosto 2004 n. 244
 

Certo, neanche le olimpiadi sono una cosa pulita e difatti - "non a
caso" - sono cominciate col doping. Dilettantismo? Non c'e' mai stato.
Ad Abebe Bikiba dettero un gregge di pecore e il grado di capitano. A
quelli di ora andranno milioni e miliardi.
D'altronde, neanche Milone di Crotone lottava gratis, ne' Gerone
evitava (ma lui aveva Pindaro) di usare le olimpiadi per propaganda.
Sparta, l'America, la Russia, Atene, l'Afganistan, i Melii... Ciascuno
di questi popoli, alcuni ancora esistenti, ha sfilato con la sua
fierezza nazionalistica, di civilta' superiore, di (ingenua)
prepotenza. "Il mio premio? Combattero' accanto al mio re". Si', ma il
tuo re e' uno schiavista, ragazzo. Che sorridi? (Un anno fa, la storia
di quell'altro ragazzo, americano, che pianto' il campionato di
baseball per andarsene a morire volontario in Afganistan. "My
country"). Eppure, noi applaudiamo.
Nessun essere umano, su questo pianeta, s'e' mai fatto illusioni, in
tremila anni, sulla "sacralita' di Olimpia" e balle del genere.
Eppure, quando gli atleti sfilano, siamo tutti con loro; sono noi. Per
un momento, davanti ai ragazzi americani o lacedemoni, sorridiamo, pur
sapendo benissimo chi sono. Perche'? E' che in quel momento noi
intuiamo, in mezzo a tutte le truffe e le bandiere, che sta sfilando
qualcosa di umano e bello, la giovinezza. Noi sappiamo - ciascuno di
noi lo sa, profondamente - che la vita nasce lieve e felice, con regole
amichevoli, la vita che da ragazzi ci sembra eterna. Avremo sempre
degli amici, non dovremo guardarci dal resto del branco, non dovremo
subire prepotenze da nessuno salvo che da nostro padre e nostra madre,
che ci vogliono bene, risponderemo sempre serenamente al nostro corpo,
e lui a noi. "Al modo delle foglie, che nel tempo...".
Questo, che pare eterno, termina invece bruscamente poco dopo i
vent'anni. La societa' in cui entriamo e' lungi dall'essere una
famiglia umana, e questa e' la prima cosa vera che apprendiamo.
Nostalgia.
Su questa nostalgia, in realta', sulla proiezione indefinita nel tempo
dei miti adolescenziali, s'e' retta la prima civilta' vera del mondo,
quella greca. Era Fedone che insegnava a Socrate, non viceversa;
Pericle era un ragazzo cresciuto, non un patriarca. Di questo
meccanismo, delicatissimo e forte, il centro consapevole era Olimpia.
Altro che radici cristiane. Se siamo vagamente civili, lo dobbiamo ai
greci.
Cosi', tutti questi ragazzi americani, che domani imbroglieranno e
ammazzeranno come tutti gli altri, adesso sono semplicemente dei
ragazzi; e cosi' gl'irakeni, i palestinesi, gl'israeliani, gl'italiani,
tutti. Non ci sara' mai pace vera fra le loro nazioni, per fisiologia.
Ma non c'e' e non puo' esserci guerra vera fra loro singoli giovani,
finche' son tali, per fisiologia. E sono artificiali, in realta', le
nazioni; di veramente reale, c'e' solo ogni persona. E noi lo intuiamo
improvvisamente, con gioia e nostalgia.
Ecco. Adesso lasciatemi fare la parte mia, ora come tremila anni fa,
del vecchio sulle gradinate; anch'io ho tirato di sciabola, "ai miei
tempi"; anche se non e' male questo ragazzo di ora, come si chiama,
Montano. Lasciatemi ricordare i miei campioni, Berruti, Agesidamo,
Arcesilao, Benvenuti... E la ragazza Wilma Rudolph, negra dell'Alabama,
dove la schiavitu' era appena finita ma i bianchi schiavizzavano
ancora. Volo' fino al traguardo, davanti alla sua America
semi-razzista, come Jessie Owens davanti a Hitler: sul podio fece un
sorriso fiero e timido, e di li' a pochi anni sarebbe arrivata in tutto
il mondo - stavolta, il nero sul podio alzo' il pugno chiuso - la
liberta' giovanile del Sessantotto.
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"Momios". Vuol dire "mummie" ed era il nomignolo con cui i "companeros"
cileni chiamavano i signori perbene che, sotto Allende, scendevano a
migliaia per le strade a protestare contro le intollerabili riforme del
governo. Riprendersi le miniere, dare il latte gratis ai bambini,
provvedere se non una casa almeno un riparo alle migliaia di
"pobladores" che s'accalcavano a Santiago in fuga dai latifondi: tutte
queste cose terribili, e altre ancora, facevano evidentemente parte di
una congiura cubano-communista, e anche anti-occidentale e
anti-gente-per-bene, contro cui i ceti medi cileni lottavano,
nell'indifferenza della polizia "communista", con coraggio leonino. E
alla fine hanno avuto ragione loro: l'America, che sa meglio di un
Allende qualunque cos'e' male e cos'e' bene per un Cile, alla fine s'e'
rotta le scatole e ha sguinzagliato i soldati. E questo e' successo
l'Undici Settembre di trent'anni fa: allora Bin Laden giocava ancora al
Monopoli, ma Kissinger sapeva gia' il fatto suo.
Lo stesso sarebbe dovuto succedere ora in Venezuela: gia' nel 2002, con
la diciamo cosi' tolleranza del Dipartimento di Stato, c'era stato un
tentativo di golpe che aveva portato per pochi giorni al potere il
presidente della Confindustria locale. Stavolta le cose si sono svolte
democraticamente, il governo ha offerto ai "momios" per vedere chi
aveva il sostegno della popolazione, il referendum - controllato da
osservatori neutrali - e' stato vinto dai "communisti" e, al momento in
cui scriviamo, i marines non sono ancora arrivati. Cosi' il rozzo
Chavez non ha fatto la fine di Allende. Chissa': puo' darsi che i tempi
davvero stiano cominciando a cambiare.
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Acqua. Di tutte le acque di Roma, stranamente, in questo momento la
piu' bella non e' il Tevere ne' l'Isola Sacra, e neppure l'Aniene
pasoliniano. Se siete in vacanza a Roma - alla faccia di Bin Laden - vi
consiglio invece di andare al laghetto dell'Eur, nella citta' nuova. E'
una zona vagamente real-socialista, con grandi palazzi marmorei,
monumentali (ordine di Mussolini, o di Stalin: urbanisticamente, e' lo
stesso); con degli squarci di grazia, tuttavia, e con molto verde. Il
laghetto e' proporzionato, non eccessivamente gigantesco, un rettangolo
d'acqua chiara e verde, lungo e interrotto da ponticelli. Confesso che,
con la scusa del caldo, ci vado spesso. Confesso - ma non riditelo -
anche un'altra perversione: c'e' un bar, sopra il laghetto, che e'
veramente simpatico, coi tavolini all'antica in un giardino; prendendo
un gelato la' (ma non son buoni) puoi leggere tranquillamente, voltando
le spalle alla sala e avendo negli occhi esclusivamente il verde degli
alberi e del prato. "Non cambiare discorso!". E va bene: e' un
McDonald, lo ammetto. Mi giustifico col fatto che in fondo prendo solo
un gelato, e magari che - essendo diventati i McDonald, a quanto pare,
obiettivi militari un minimo di solidarieta' e' giusta darla anche a
loro.
Comunque non volevo invitarvi al McDonald, ci mancherebbe.
Semplicemente a passeggiare lungo i vialetti sul lago e magari, se
avete pure voi un po' di fiatone, a sedervi su una panchina:
giardinetti. Vedrete avvicinarsi da lontano una ragazza che corre,
piccola e un po' grassottella, ma con una magnifica coda di cavallo che
le sballonzola a destra e a sinistra, cosa che mi rende felice. Poi un
gruppo di sfaccendati coi coppellini da baseball per traverso poi,
qualche minuto dopo, un'altra ragazza che fa jogging, questa assai
bella, sempre con un'atalantesca coda di cavallo al vento. Alziamoci e
passeggiamo un poco. Una parola: t'arriva un branco di ragazzini che,
vociando e rincorrendosi, quasi ti travolge.
Avranno diciamo un sette-otto anni, ma i piu' vecchi; gridano a
squarciagola, ridendo, e questo e' strano perche' sono tutti srilankesi
o cinesini o pakistani o insomma, e di solito questi qua se ne stanno
silenziosi e intimiditi - sugli autobus o sui metro' non li senti mai
gridare. Qua invece sono come uno stormo di allodole, non stanno fermi
o zitti un momento: altro che timidezza! Prepotenti e ridenti, i
tenerelli, manco che se fossero a casa loro. Piu' in la', su una
panchina, c'e' uno dei genitori, che sembra un giovane indiano. Ha i
baffetti e un libro, e un'aria serenamente stanca, da uomo che anche
oggi ha combinato qualcosa. La mamma immagino sia quella la', che va
spettegolando in qualche lingua uccellesca, qualche passo piu'
indietro, con un'amica; lei ha dei pantaloni civili ma l'amica, che e'
bellissima, e' in sari.
Via, avanti: un po' di pace! Oltrepassi una coppia di ragazzi che si
ammoinano, italiani, un tizio che legge sull'erba Sepulveda, una che
sta telefonando ad alta voce ("Non mi vuoi bene!"), e alla svolta ti
trovi in mezzo a cinque-sei capannelli, ognuno raggrumato attorno a una
diversa panchina. Sono tutti "stranieri", cioe' rromani dde fora:
questi chiacchierano fra di loro, quelli fanno merenda, quegli altri
stanno giocando a un gioco di carte - ah ah! v'ho beccato! - che, da
vicino, pare una specie di pinnacolo o di canasta. C'e' una felicita'
nell'aria, ma una felicita' di lavoratori in vacanza, non di fighetti,
che si taglia col coltello.
Non c'e' un solo italiano, da questa parte, eppure e' cosi' tanto
Italia che pare un film anni Sessanta. Te ne vai sorridendo, mugugnando
contro quel cazzo di tempo che e' passato. Fra poco, al tramonto,
milioni di storni, in nubi fitte, volteggeranno per qualche attimo al
di sopra di tutto questo.
Adesso, la luce fa giochi di rombi sulle acque del lago. E' un'acqua
luminescente, verde, con un colore da mare. Ricorda vagamente i
riflessi, alla stessa ora, al largo di Pantelleria o Lampedusa. Come li
hai visti tu. O come li hanno visti loro, quelli che sono
sopravvissuti.
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Emigranti 1. Nel quadro della lotta all'emigrazione clandestina, la
Libia chiede all'Italia altri fondi, che serviranno per aumentare i
sistemi di sorveglianza alla partenza e anche per comprare un numero
sufficiente di sacche nere di plastica per recuperare i morti. Nello
stesso momento, le cronache rosa segnalano che il figlio di Gheddafi
sta trascorrendo le vacanze a Porto Cervo, in Sardegna, dove le guardie
del corpo incaricate di proteggerlo sono state viste pagare conti
d'albergo di ottomila dollari al giorno.
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Emigranti 2. Spiritosa provocazione di alcuni albergatori di Lampedusa:
soggiorno gratis in albergo per quei turisti che avvisteranno emigranti
nel centro dell'isola o sulla spiaggia, provvedendo a segnalarli
tempestivamente alle autorita' preposte.
"Via, era solo una battuta - ha dichiarato il piu' importante di loro,
tale Antonio Martello - In realta', li portano sempre via subito:
potete nuotare qua tranquillamente senza incontrarne mai nemmeno uno".
Negli ultimi anni, al largo di Lampedusa e nelle altre aree del mar di
Sicilia sono morti annegati circa novecentosessanta esseri umani.
L'agenzia turistica di Martello si chiama "Sogni nel blu".
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Bambole 1. Un'associazione per l'avanzamento della donna, in America,
ha provocatoriamente lanciato la proposta di candidare, in alternativa
a Bush e Kerry, direttamente Barbie. Non mi ricordo piu' qual era il
ragionamento "provocatorio" e politicamente corretto: fatto sta che
Barbie e' uno dei personaggi piu' popolari d'America e molte
adolescenti sono convinte che essa sia semplicemente la riproduzione di
una ragazza reale. Personalmente, non credo che Barbie riuscirebbe a
battere i due marpioni - ma credo che il suo tre-quattro per cento dei
voti lo prenderebbe; piu' di Nader, probabilmente. D'altronde, non e'
affatto detto che anche gli altri due concorrenti, in realta', non
siano pure di plastica; pero' sono maschi. Il problema vero infatti e'
che una donna *non puo'* (per Costituzione, per statuto, per bibbia)
diventare presidente degli Stati Uniti, e a dire il vero di nessun
altro paese occidentale che non sia l'Islanda. (E la Thatcher, allora?
E la Condoleeza? e la Bonino? Si', ma stavamo parlando di donne e non,
come direbbe la Simone, di eunuchi femmine).
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Bambole 2. A Pantelleria gli archeologi hanno scoperto, fra i resti di
un villaggio dell'Eta' del Bronzo, la tomba di una bambina morta circa
quattromila anni fa. C'e' una serie di pentole di terracotta in
miniatura ("giochiamo alla casa") e c'e' una bambola scolpita. E' solo
un pezzo di pietra, in realta': ma vi si distinguono chiaramente,
tracciati da una mano rudimentale ma affettuosa, i segni che sono gli
occhi, il naso e i capelli.
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Terrorismo. Il colonnello Budanov comandava un reggimento corazzato
russo in Cecenia. Il 26 marzo 2000, interrogando una ragazza
"sospetta", gli era capitato di violentarla. La ragazza si chiamava
Elsa Kungaieva, era del villaggio di Thangi-Chou e aveva 18 anni. E'
stata uccisa subito dopo lo stupro, mediante frattura del collo a mani
nude. Corte marziale. Perizie.
La prima perizia stabilisce che il colonnello era perfettamente in
grado di intendere e di volere, dunque incriminabile. Allora, altra
perizia. Stavolta, il colonnello risulta incapace d'intendere e di
volere. Dunque, assolto ed espulso dalle forze armate? No. Gli
psichiatri continuano la perizia, e alla fine stabiliscono che
l'incapacita' c'era si', ma solo durante il fatto. Prima no, e dopo
neppure. Per cui, assolto (perche' matto) e subito dopo riammesso
nell'esercito (perche' sano di mente). La perizia e' stata svolta
all'istituto di psichiatria legale di Mosca, che vent'ani fa "peritava"
i dissidenti politici per conto del Kgb.
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Buttiglione vicepresidente. L'Euro' s'amuse.
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Pianeta. Incidente nucleare in Giappone, tubatura scoppiata, quattro
morti, "nessun pericolo per la popolazione". In Ucraina aperto un nuovo
reattore per sostituire quello di Cernobyl.
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Lavoro. Linux assume. Lo ha annunciato, a New York, Ibm, che ha
annunciato a sorpresa - in netta controtendenza rispetto a tutto il
resto dell'industria - il raddoppio del proprio piano di assunzioni per
l'anno in corso, che passa da diecimila a diciottomila unita'. La
maggior parte delle nuove assunzioni riguarderanno programmatori per il
sistema operativo LInux, su cui da due anni Ibm sta puntando tutte le
sue carte.
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Cronaca. Livorno. Un giovane senegalese, Cheikh Sarr di venti anni, e'
morto annegato nelle acque di Castagneto dopo aver salvato la vita a un
turista italiano, di cui s'ignora il nome, che stava per essere
travolto dalle acque agitate. Il ragazzo, che lavorava da muratore a
Donoratico, nei dintorni, s'e' tuffato immediatamente appena ha visto
l'uomo in difficolta' e, nonostante il mare fortissimo, l'ha spinto a
riva. Subito dopo, abbandonato dalle forze, e' stato a sua volta
travolto. Il corpo e' stato recuperato sulla spiaggia due giorni dopo.
Il nome dell'italiano salvato non e' noto perche' costui, subito dopo
essere stato posto in salvo dal giovane senegalese, si e' riposato un
po' e poi se n'e' andato tranquillamente senza lasciare il suo nome e
senza ringraziare nessuno.
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Cronaca. Napoli. Una giovane madre di famiglia, Patrizia Cuomo di
trentadue anni, e' annegata davanti alla spiaggia di Vigliena a San
Giovanni a Teduccio per salvare la vita dei suoi tre bambini che
stavano facendo il bagno. Nella zona c'e' una fortissima corrente,
causata dalle turbine di una centrale elettrica poco lontano. Negli
ultimi anni altre cinque persone sono annegate nello stesso punto,
sempre a causa dei vortici improvvisi. La spiaggia, nonostante il
divieto di balneazione, e' frequentata dai poveri che non hanno dove
altro andare.
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Alessio wrote:
< Cari amici, sotto un impietoso temporale, zuppo come un cencio,
qualche ora fa entravo in Istanbul, portando a termine, stanco morto,
la mia personale piccola impresa. 14 giorni in bici, contando anche uno
di riposo, un numero di kilometri intorno ai 1800, 2 catene montuose,
tanto sole e tanta pioggia, ma alla fine giungevo soddisfatto a
destinazione, facendomi fotografare, sempre sotto la pioggia, in bici,
davanti alla moschea blu. Provo una gran soddisfazione! Ieri pedalavo
sotto ad un sole impietoso spruzzando sudore da tutti i pori, oggi
percorrevo gli ultimi 110 km in corsia preferenziale della
Edirne-Istanbul sotto un acquazzone con tir carichi di fieno che non
esitavano a schizzarmi tutta l'acqua possibile addosso. Comunque e'
fatta! Non ho un panno asciutto sicche' ora vado a comprarmi qualcosa
da mettere. E da mangiare >
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giomascia@tin.it wrote:
< Leggo sulla Catena questi versi di Ipponatte: "Mercurio, san
Mercurio, san Mercurio da Bari,/ figlio della madonna, qua fa freddo,
ti prego,/ regala un bel mantello al tuo Ipponatte/ e un vestito, e le
scarpe, e due scarponi,/ e magari sessanta bigliettoni: / rubali a
qualcun altro, che ti frega?".
Ma chi e' questo San Mercurio da Bari? Mica San Mercurio di Cesarea, il
patrono del mio paese? Grazie e saluti >
* * *
Caro Giovanni,
il tuo San Mercurio e' un regolare santo cristiano, credo dei primi
secoli. Il mio invece e' un imbroglio, una traduzione "infedele".
Ipponatte nell'originale si rivolge solennemente e canonicamente al suo
dio, Hermes, chiamandolo con l'appellativo di rito "figlio di Latona,
ecc.". Dal contrasto fra la solennita' dell'apostrofe e la prosaicita'
della richiesta nasce la comicita'. Ora, se avessi tradotto
letteralmente avrei perso l'effetto: nessuno infatti sa piu' che Hermes
e' figlio di Latona, o che Venere e' di Cipro e cosi' via; per i Greci
erano invece attributi automatici, che contribuivano a rendere "alta" e
familiare l'invocazione. Percio' ho deciso di saltare il fosso: Hermes
(trasformato in un piu' familare Mercurio) diventa non piu' un dio ma
un santo, cioe' il nostro equivalente del qualcuno a cui chiedere le
grazie; il santo deve avere un appellativo, senno' resta "freddo", e
allora regaliamogli arbitrariamente (al posto del "figlio di Latona")
questo "da Bari", che richiama immediatamente l'atmosfera dei nostri
santi popolari. Perche' Bari e non Milano, Padova, Firenze o che so io?
Perche' Bari (a parte l'essere un bel bisillabo aperto, che chiude bene
il verso) e' "simpatica", ed e' meridionale. Suona bene ed evoca
litanie.
Mi permetto di mandarti delle altre traduzioni. Sono filologicamente
abbastanza corrette (nel senso che in genere sono quasi letterali) ma
anche in altri punti mi sono permesso delle liberta' per salvare
innanzitutto l'atmosfera ("alta" o "bassa", popolare o scandita) voluta
del poeta. I poeti greci non avevano una tradizione accademica dietro
di se', erano molto piu' vicini di noi al loro pubblico, il loro
atteggiamento era piu' da cantautore che da "poeta" nel senso colto.
Credo che questa sia la chiave per comprenderli, ed anche per tradurli.
Cordialmente.
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Enzo Baldoni, Bagdad, wrote:
< Si parla tanto di Najaf, giustamente. Ma nel frattempo nessuno dice
che, a Kut, ci sono state decine di morti per i bombardamenti degli
F-16. E' che dove non c'e' l'attenzione dei media le cose non
succedono, la gente non muore >
* * *
< Sono nella sede della CRI di Baghdad, l'unico centro iracheno dove si
curano i grandi ustionati. Ho ancora nelle orecchie le urla di due
soldatini iracheni orribilmente bruciati dal "fuoco amico" degli F16.
Il personale qui e' ammirevole, non si risparmia.
Stanno caricando camion e ambulanze di medicinali destinati a Najaf.
Hanno gia' l'autorizzazione delle autorita' islamiche. Ma piu' di tutti
hanno paura degli americani, che hanno il curioso vizietto di sparare
sulle ambulanze. Partiranno appena avuta la clearance. Assieme al
convoglio va Pino Scaccia, della RAI e uno sconosciuto Volontario del
Soccorso con un gran culo >
* * *
< ...Anna e' un'infermiera volontaria di Messina, una bella faccia
italiana, sorridente e concreta: "Lo stress piu' grande, per noi, sono
i bambini. Arrivano qui, ustionati, hanno dolori terribili, urlano,
piangono: come fai a non affezionarti? Le loro mamme sono dolcissime,
fra donne ci capiamo. Ma ne abbiamo persi tre, in questi ultimi giorni.
E questo pesa, pesa. Siamo quasi tutte mamme anche noi". Beppe: "Anche
qui ci sono i pregiudizi. Tempo fa una donna m'ha detto, baciandomi le
mani (e ero imbarazzato): "Grazie, grazie per aver salvato la mia
bambina. Mi avevano detto che voi cristiani avete il cuore nero. Ho
scoperto che non e' vero". Ecco, queste sono le cose che ci aiutano a
tirare avanti" >
* * *
< Facciamo un giro per i reparti. Ci avviciniamo a un piccolo paziente
sdraiato. Vicino a lui c'e' il papa', un bel signore elegante nella sua
lunga dishdasha blu. Lo chiama: "Ahmed? Ahmed? Guarda questo signore
italiano che ti vuol fare la fotografia!". Io vorrei dire: no, no,
lasciatelo in pace, povero cristo. Ma anche Anna, l'infermiera, che sa
quel che fare, lo chiama: "Ahmed? Ahmed? Get up!". Forse gli fa bene
reagire agli stimoli. Allora, tremolando, aiutato dal padre, un
troncone umano annerito e parzialmente coperto di creme che forse e'
stato un ragazzino si alza a fatica, senza dire parola. La faccia e'
una crosta immobile in cui solo gli occhi riescono a roteare verso di
me. Impressionante. Misericordiosa morfina >
* * *
< tornato da najaf, consegnati medicinali,  portati fuori donne e
bambini nascosti nel camion, stato in casa as sadr, entrato mausoleo
ali, visto morire guerrigliero, incontrato comandante esercito al
mahdi, cagato sotto causa torretta bradley che si spostava tenendomi di
mira, incontrati marines che stavano pian piano entrando a piedi in
najaf, lussata clavicola, ricoverato osped. italiano. scusate
imprecisioni e stile telegrafico, scrivo solo mano sinistra, tutto
bene. forse dovro' interrompere viaggio. presto racconto. vi voglio
bene, grazie per starmi vicini >

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Galina Padovanskaya <rosapia.bonomi@libero.it> wrote:

< Noi viaggiavamo un giorno per diletto,
soli eravamo, senza neanche un gatto.
Io mi ricordo del tuo do di petto
quando, dovendo guadagnarci il vitto,
cantavi in piazza un po' di Rigoletto.
Poi assistemmo a quel bieco delitto
dell'albanese che rubo' un bel frutto:
una pera pesante piu' di un etto.
Gli spararono un colpo assai ben fatto.
Lo centrarono giusto in mezzo al petto.
La macchia rossa s'allargo' sul cotto
di Piazza Umberto: il luogo era perfetto.
L'albanese non era che un bimbetto:
nove anni, forse, e incline gia' al misfatto.
Dissero insieme il sindaco e il prefetto:
- Deve imparare cosa sia il diritto! >


3 agosto 2004 n. 242
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E bravo Bossi. E' stato l'unico, in tutto il governo, a muoversi con
lucidita' e coerenza e alla fine a salvare, almeno per ora, la baracca.
La crisi, piu' che governativa, era aziendale: prodotti difettosi,
clienti scontenti, vendite a picco e tutti i vari figli generi e
cognati che cominciano a mugugnare, a litigare fra loro, e infine a
puntare il dito contro il padre-padrone. Il piu' accanito di tutti era
quell'acqua cheta con gli occhiali, quello la' che ha studiato, il
Follini. "Perche' ci ostiniamo a piantare cavolfiori? Non li vuole piu'
nessuno!".
"Quand'ero giovane io i cavolfiori li vendevamo a camionate!". "Ma
papa', siamo nel duemila, lo vuoi capire?". E cosi' via. Alla fine, la
situazione era la seguente: ultimatum di Follini; ultimatum di Fini;
Bondi (il figlio scemo, quello che non sa dire altro che "si', papa'")
seduto in un angolo con la testa fra le mani; le vacche che muggivano
nella stalla in mezzo al letame; e i clienti che aspettavano fuori
mugugnando "Ostia, ma che l'e' chesto chi? Quasi quasi mi vado alla
fattoria Mortadelli...". E lui in persona, il proprietario-fondatore,
il padrone, che si agitava qua e la' minacciando, rispiegando,
sbraitando, fermandosi improvvisamente ogni tanto e buttandosi su una
sedia, senza parole. "Papa', che hai? Stai male?". "Tutta commedia, e'!
Lo so io qual e' il suo male! Gli rode che vuol comandare sempre lui,
come nel novecento!". E la rissa continuava.
Il Bossi, come abbiam detto, e' quello che ha stoppato per il momento
la situazione. "Va bene - fa - io mi contento di un pezzo di fattoria,
quello a nord, che e' una vita che papa' me l'ha promesso; del resto
fate quel che volete voi, che io firmo tutto. Pero' lasciatelo in pace,
pover'uomo! Tanto lo sapete, che se va in malora lui si va in malora
tutti quanti".
"Tu firma, bravo - fa il Follini, con quell'aria saccente - Firma e
vattene, che noi tanto qua dentro siamo tutti d'accordo. Non e' vero,
ragazzi... Ehi, ma che stai contando, tu? Chi te li ha dati?". "Ehm...
io... - Rocco sorrise col suo solito sorriso scemo, continuando a
contare i soldi - Me li ha dati papa', dice che debbo viaggiare, debbo
andare in Europa...". "Ma che vuoi viaggiare, tu, a farti ridere in
faccia da tutti! Di' piuttosto che il vecchio t'ha comprato! Ma ora ci
pensiamo noi, non e' vero Gianfranco?".
Ma Gianfranco sorrise imbarazzato. "Senti... io... veramente...". "Ehi,
ma eravamo d'accordo! Che cazzo dici?". "Guarda, io... davvero, non me
la sento... del resto vedi cos'ha detto l'Umberto, se ci veniamo
incontro un po' tutti...". "Frocio! Stronzo! Senzapalle! Eravamo
d'accordo!". "Va bene, saro' senza palle, pero' io qua a sfasciare
tutto non me la sento... Qua, se la ditta va a ramengo, ci tocca andare
tutti a lavorare davvero!". "Io sono amico di Putin, io! Io quando ci
dico una cosa a Bush, lui si' che mi da' retta!" sbraito'
improvvisamente il vecchio.
"Buono, papa', statti zitto che e' meglio - fece il Bossi - Allora,
ragazzi, siamo d'accordo? L'ala nord a me, il resto fra tutti voi
appena vi decidete, papa' resta qua nella sua stanza, ai clienti
raccontiamo che non s'e' potuto fare le consegne perche' i communisti
hanno guastato il camion ma ora lo ripariamo e torna tutto a posto".
"Mah. Io quasi quasi ci sto". "Boh. Vediamo se funziona. Un paio di
mesi...". "Io vado in Europa, io vado in Europaaa...". "Vabbe'...
tanto, peggio di cosi'...". "Casomai ne riparliamo a settembre...". "E
allora io a Putin ci ho detto...". Bravo Bossi.
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Valori. Qualche giorno fa sui giornali sono uscite in contemporanea -
del tutto casualmente - due notizie. La prima era sul dibattito
finalmente in corso fra i piu' laici in Egitto: la condizione
tradizionale della donna nei paesi arabi e' una vergogna, in questo
bisognerebbe prendere un po' dall'occidente. La seconda
dall'amministrazione americana in Iraq: la quale "amministrazione", a
quanto sembra, oltre che vessatoria e incivile e' stata anche ladrona,
tanto che almeno ventisette scandali sono attualmente sotto indagine
per ruberie d'ogni tipo.
Alcuni valori "occidentali", a quanto pare, suscitano nostalgia anche
altrove. Se pero' a portarceli provvediamo noi occidentali in prima
persona, la faccenda va in mona e dei valori restano solo quelli
contabili, quelli a cui in fondo noialtri siamo piu' attaccati.
L'ideale sarebbe che ognuno si occidentalizzasse da se', se e quando
vuole. Ma cosi' noialtri che abbiamo il copyright non ci guadagneremmo
una lira. Il che, evidentemente, non sarebbe giusto.
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O le cinque ragazze, studentesse coraniche, annegate in Turchia perche'
tutti quei veli islamici le hanno tirate a fondo. I loro colleghi di
fanatismo le hanno lasciate annegare per non dovere - orrore, orrore! -
toccare delle donne impure. Incivile, vero? L'Islam fanatico e
l'occidente civile. Noi invece le lasciamo annegare, al largo di
Lampedusa o di Pantelleria, per non dovere - orrore, orrore! -
ammettere delle donne clandestine. Chi e' piu' incivile dei due? Chi e'
civile?
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America. Comunque vadano le elezioni, qualcosa e' gia' cambiato nel
sistema elettorale. La strategia dei due partiti e' sempre stata la
"corsa al centro": poiche' a determinare le elezioni erano gli elettori
incerti fra i due, l'obbiettivo era essenzialmente di catturare i piu'
affini dello schieramento avverso, e dunque viva i "centristi" delle
due parti. Questo pero' ha funzionato finche' l'America e' stata
tranquilla e in pace, con un ceto medio forte e incontrastato. Un bel
giorno questo paese felice, con valori complessivamente condivisi da
quasi tutti - dalla Colt 45 alla torta di mele - si e' svegliato
diverso: due milioni di milionari, due milioni di carcerati, ceti medi
in crisi, futuri incerti e magma occupazionale. Un paese, fra l'altro,
in cui erano sempre meno gli elettori che andavano a votare.
A questo punto, i guru si sono accorti che il problema non era tanto di
togliere voti al nemico, quanto di conservare i propri: che
minacciavano di fuggire non dall'altra parte del fronte, ma
semplicemente nel non voto o in qualche voto strano, alla Nader. Da
quel momento in poi, i democratici hanno cominciato a chiedere i voti
ai democratici e i repubblicani ai repubblicani, sottolineando ciascuno
la proprie identita' e gridandola a gran voce. I democratici, cosi',
sono diventati piu' "di sinistra" di quanto non fossero mai stati:
Micheal Moore viene invitato ufficialmente al congresso, e ci si trova
benone. Dal canto loro, i repubblicani ormai fanno i mangiafuoco senza
pudori: guerre, bombe, America uber alles, cose che neanche Reagan
aveva mai osato teorizzare. Ciascuno dei due, in sostanza, adesso e'
costretto non piu' a rincorrere i moderati altrui, ma a rassicurare i
propri radicali. Il "nucleo duro", dicono gli esperti ora, e' quello a
cui rivolgersi per primo: perche' se il nucleo duro non va a votare,
addio moderati ormai inutili e addio elezioni.
La lezione e' stata appresa bene da Bossi e Berlusconi. Nella sinistra,
invece, sono ancora persuasi di dover conquistare il ragioniere di
Voghera, e non perdono occasione di sottolineare che loro sono di
sinistra si', ma "cum juicio" e solo fino a un certo punto. I suoi
massimi esponenti, riportati miracolosamente a galla dal plebiscito
communista-cattolico contro la guerra, ogni mese trovano un pretesto
diverso (l'ultimo: se vince Kerry, la guerra diventa buona) per dire
che tutto sommato in Iraq ci si potrebbe anche restare. Con tutta la
buona volonta' che abbiamo di votarli, l'ostacolo principale sono le
loro stesse dichiarazioni. A volte ho la sensazione che a far
propaganda per Fassino e Prodi siamo rimasti solo noi giacobbini
impolitici, mentre loro non fanno altro che ripetere "Non votate per
noi!".
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Narco. Il ragazzo - che a dire il vero sara' sui
ventitre'-ventiquattro: cresciutello - esce tutto felice dal bar con un
altro imbecille accanto e due fighette. Ha una bella maglietta nera con
rotte colombiane e scritta "NARCO", che mi dicono e' una maglietta alla
moda e siamo in Sicilia. Molti anni fa di questi tempi - il 6 agosto
del '95, per l'esattezza - un altro ragazzo come lui si fece ammazzare
dai narcotrafficanti a Palermo per difendere un suo collega-poliziotto
e amico, che si chiamava Ninni Cassara'. Il ragazzo Roberto Antiochia,
che aveva ventitre' anni come quello della maglietta, non aveva alcun
obbligo di esserci: lui stava a Roma, l'avevano trasferito la' dopo
anni di prima linea, ma quando senti' che Cassara' era in pericolo fece
domanda per tornare a Palermo a fargli da scorta. E torno' appena in
tempo per esserci ammazzato, i due amici insieme sotto casa della
fidanzata di uno dei due.
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Metodo. Che differenza c'e' fra il manager "comunista" di Shangai e
quello "capitalista" della Enron? Nessuno dei due, tecnicamente,
possiede i "mezzi di produzione"; entrambi comandano, con poteri
assoluti, sulla sovrastruttura finanziaria; come definiremmo cio', in
termini di classe, rispetto ai vecchi tempi? "Coercitivo" e' un termine -
tecnicamente - piu' etico che strutturale; noi non diciamo che un
feudatario era stronzo, diciamo che era un latifondista militare. Se
adottassimo il metodo della provvisorieta'? Difendere l'umanesimo e il
singolo, finche' non arriviamo anche a capire dei meccanismi piu' ampi;
cosi' almeno siamo sicuri di non far danno; cercando (brechtianamente) di
estrapolare dati e modelli sempre piu' ampi, trattando ad esempio Linux
come la locomotiva, dalla quale discesero poi le nuove classi
industriali, il positivismo e il sindacato. Tutto datato storicamente,
s'intende, strumento di lavoro; unico punto fermo "ideologico" il
rifiuto di ogni lager, comunque motivato.
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Borsa. Bonaparte, nel caso peggiore, ha la possibilita' di far casino
in Europa ancora per uno o due anni, se gli va bene anche una sola
battaglia. Un paio d'anni d'appalti, questo va bene, ma anche di
sterline che se ne vanno per sostenere russi, austriaci, portoghesi e
Dio sa quanti altri alleati non disposti a muovere uno stivale senza
cash pronta cassa. Un paio d'anni di blocco continentale, e quindi con
mezza Europa chiusa ai cotoni, con la flotta da spedire su e giu' per
le Antille a quindicimila sterline al giorno...
Beh, sarebbe effettivamente un po' lungo stare a riportare tutte le
preoccupazioni, tutte le supposizioni e i boatos che giravano per i
club di Londra, quelli nei dintorni della Borsa naturalmente. Ci vuole
una giornata abbondante, per avere notizie precise dall'Europa. Un po'
di piu' quando si tratta di notizie complicate come quelle relative al
movimento di un esercito, anzi di tre o quattro (Bonaparte, il nostro,
i prussiani, quello che Bonaparte avrebbe distaccato - ma sara' vero? -
al comando di un certo Groucy). Da stare col fiato sospeso, con tutti i
soldi che ci sono in ballo. E siamo nel giugno del 1815: Borsa ferma e
in attesa.
In realta', "quasi" ferma. Qualcuno infatti, nonostante l'incertezza,
sta comprando a metri cubi titoli di Stato, sta rastrellando azioni
delle Antille e della Martinica (che da quando c'e' la guerra sono
carta straccia) e sta vendendo, senza dare troppo nell'occhio,
partecipazioni nei salnitri che servono per fare la polvere da sparo. A
questo qualcuno, poco prima di pranzo, sono arrivate poche parole via
telegrafo ottico, un marchingegno francese di corde e pali che le
autorita' britanniche non hanno mai voluto adottare ma che un
intraprendente privato ha organizzato alla meglio per proprio uso
personale. Il "qualcuno", adesso, e' nella sala da fumo col suo porto
in mano, e beve distrattamente con aria molto rilassata. Andra' in
Borsa fra poco, stando molto attento ad arrivare un po' in ritardo e
con una certa noncuranza. Poco prima dell'ora del te', buttera' sul
mercato le azioni della fabbrica di fucili di Sheffield, che saliranno
immediatamente per poi precipitare poco prima della chiusura.
Nello stesso momento Napoleone, avendo perso - da poche ore - l'ultima
battaglia della sua carriera, e' sballottolato dentro una carrozza
sulla via di Parigi. Non ci saranno piu' guerre europee per novantanove
anni: ma questo, salvo Napoleone nella carrozza e Rotschild col suo
bicchiere in mano al tavolino del club, non puo' immaginarlo ancora
nessuno.
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Trend 1. Aperta a Ravanusa (provincia Girgenti) "la prima agenzia di
pompe funebri in Italia specializzata nel trattamento estetico". Si
chiama, naturalmente, Funeral House.
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Trend 2. Un "look man" specializzato, il drammaturgo e regista Aldo
Sarullo, e' stato assunto dal boss Vito Palazzolo per "ricostruirgli
l'immagine", alquanto deteriorata in seguito le indagini del pool
antimafia palermitano, dalla magistratura svizzera, degli inquirenti di
"Pizza Connection" e di numerosi altri investigatori e magistrati del
pianeta. Palazzolo, che vive esiliato in Sudafrica per sfuggire alle
angherie di costoro, dichiara di essere pronto a tornare in Sicilia
(dopo una utile sentenza di Cassazione) e di aver grande fiducia nelle
capacita' di restyling del Sarullo. Costui a sua volta, pur non
riuscendo a capire perche' il suo cliente "sia stato considerato tanto
meritevole di attenzione giudiziaria", e' deciso a salvarlo dal destino
di quei siciliani che "per talento o per destino percorrono una strada
dura e spietata come quelala della finanza e degli affari". L'ultimo
cliente eccellente del "look man" siciliano, prima di don Vito, e'
stata Forza Italia di Palermo.
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L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna
del 2 agosto 1980 comunica che la Relazione conclusiva della
Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2,
presieduta dall'on. Tina Anselmi e' disponibile nella versione
integrale nel proprio sito.

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Cronaca. Palermo. Retata della polizia nella Palermo-bene per un
traffico di cocaina gestito da Cosa Nostra per rifornire numerosi
imprenditori e professionisti palermitani. I rifornimenti di droga
venivano regolarmente richiesti da questi ultimi via e-mail.
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Cronaca. Palermo. Sit-in dei senzatetto al santuario di santa Rosalia.
I manifestanti (una trentina di famiglie provenienti dai quartieri
poveri) protestavano perche' il comune non aveva mantenuto la promessa
di assegnare alle famiglie bisognose gli appartamenti sequestrati ai
mafiosi in citta'.
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Cronaca. Catania. Rinviato a giudizio per associazione mafiosa ed
estorsione l'imprenditore Sebastiano Scuto, 63 anni, il "re dei
supermercati" siciliani. Scuto, uno dei personaggi al centro del "caso
Catania", e' accusato di avere utilizzato amicizie con mafiosi della
cosca Laudani per espandere il proprio impero commerciale. Secondo
alcuni pentiti, consegnava le videocassette delle rapine consumate nei
suoi centri ai mafiosi per fargli identificare e "punire" gli autori.
Scuto controlla l'Aligrup Spa (trecento milioni di euri di fatturato).
Per la sua liberazione sono piu' volte "scesi in campo" anche i suoi
dipendenti con presidi organizzati davanti al Palazzo di giustizia di
Catania e al carcere di Parma dove era detenuto. (m.b.)
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Persone. E' morto un giornalista, Tiziano Terzani. La stanza di quelli
che scrivono (e non fanno enterteinment, ne' propaganda) e' sempre meno
affollata.
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marcobenanti@tiscali.it wrote:
< Cartoline dalla Sicilia. Grande serata all'ex lido "Longobardo".
L'avv. Vito Branca, presidente Sac, gia' tesoriere dei Ds, ha parlato
del nuovo comitato pro Amatori, di cui e' uno degli animatori. Il
giornalista Lazzaro Danzuso, consigliere regionale dell'Ordine di
Sicilia, ha presentato il nuovo club Amatori: prima tessera al sindaco
Scapagnini presente alla serata e seconda per il comico Gino Astorina,
anche lui ospite della bella serata, allietata dalle performance dei
nuovi giocatori dell'Amatori. Nel corso della piacevole serata, sono
intervenuti anche il vicepresidente del Catania Football Club Petrina,
l'on Benito Paolone e l'avv. Silvestro Stazzone, componente del
Consiglio d'Amministrazione del "Giornale di Sicilia". Nelle prime file
il dott. Sergio Cassar, Presidente dei costruttori etnei. Al centro
della serata alcune emergenze isolane: il campionato del Catania,
quello dell'Amatori, la "voglia di riscatto" del Sud, animato da Benito
Paolone. Alla fine, abbracci e baci fra tutti i partecipanti e finale
con pizzette, arancini e spumante. (Ansamai) >
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Marco Palomba wrote:
< Riccardo, Ricca', un discorso lungo sulla tecnologia in mano (anke)
alle donne. Evviva. L'immancabile strale sul controllo di preti &
affini censori sul sesso e il peccato inventato dall'uomo e bla... Poi,
alla fine, cosa kiedi alle donne, a questa dignitosa & imprescindibile
meta' del ns cielo vilipesa - dici bene- durante la storia.. cosa kiedi
e auspiki?? "Mi auguro vivamente che non aboliscano (almeno non del
tutto) i siti porno...". Proprio uno dei luoghi dove anzitutto la LORO
strumentalizzazione puo' (x un piacere idiota molto maskilista e
commercialissimo) essere perpetuata...! Quantunque fosse una battuta,
mi sei sceso un po'. Io sono esigente, amico mio. Lo immagino anke di
altri lettori.. E questa, sulla falsariga di analoghe uscite, non ci
sta bene. Semplicemente. E anche secondo il genio femminile (Karol
'94) >
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Caro Marco, purtroppo hai ragione. Ovviamente scherzavo, ma e' uno
scherzo brutto, di quelli maschilisti, da bar. L'unica giustificazione
- no, spiegazione - e' che ho irrimediabilmente piu' di cinquant'anni.
Invece sbagli sul "controllo di preti & affini": quella e' (o meglio,
e' stata) una cosa vera e pesante; non e' necessariamente legata a
questa o quella religione, e forse e' semplicemente legata alla fase
primordiale, autoritaria e "maschile", di ogni religione: compresa, a
ben vedere, anche quella communista (i gay perseguitati a Cuba sono una
cosa molto "cattolica"). Non c'e' da mettere pezze su questo, ma da
riconoscerlo onestamente per contrastarlo. Nascondersi le persecuzioni
cubane significa tradire Che Guevara, confonderlo coi poliziotti
"comunisti"; nascondersi le persecuzioni cattoliche significa tradire
san Francesco, confonderlo coi preti dell'Inquisizione.
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riccardo.perricone@selital.it wrote:
< Ti segnalo due probabili sviste. Henry Potter: in realta' si chiama
Harry Potter. Ci sono affezionatissimo, fa parte del periodo in cui
iniziai a rendermi conto di quanto fosse meravigliosamente bello avere
un bambino; rileggo quasi ogni sera Potter, proprio per ricordare
quanto non mi e' piu' dato vivere giornalmente, ma soltanto "ogni
tanto". Quanto a Torretta Granicola: ma non si chiama Capo Granitola,
dove c'e' il faro e dove ho fatto tantissime volte il bagno in un
periodo lontanissimo nel tempo? Dove ci sono state risate, luce,
tantiss