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I BAMBINI DELL'ALBANIA: LA SPERANZA IN UNA FUGA

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L'Albania è un paese allo sbando, da dieci anni in continua emergenza. Lo stato si è mostrato troppo spesso impreparato ad affrontare le gravi difficoltà presentatesi dopo il crollo del regime dittatoriale trascinando il paese nel caos. Il difficile instaurarsi di un regime democratico (1991), il dramma delle finanziarie piramidali (1997) e le tragiche conseguenze della guerra nel vicino Kosovo, hanno avuto come risultato la completa perdita di fiducia nelle istituzioni. In questa situazione la fuga rappresenta spesso una prospettiva di salvezza. Per i bambini e per i giovani in Albania il pericolo di essere raggirati e rapiti da organizzazioni illegali che promettono una speranza di futuro all'estero, è una realtà quotidiana. Molto spesso numerose famiglie cadono in questa rete, illuse dalla speranza di una vita migliore per i propri figli che si rivela invece una vera e propria tratta dei minori con un perpetuarsi dell'abuso delle loro vite. (http://www.aibi.it)

 

Come possiamo aiutarli?

Creando le condizioni perché i bambini possano vivere, senza dovere lasciare il loro paese. Per ottenere tale risultato è necessario garantire servizi sociali ed educativi di base alle famiglie indigenti, realizzare infrastrutture di accoglienza, di aggregazione e di formazione allo scopo di prevenire l'esclusione sociale dei minori e dei giovani e offrire loro spazi di interesse alternativi alla strada, al fine di promuovere l'inserimento sociale dei bambini. In sostanza occorre realizzare tutte quelle condizioni che possono permettere la ricostruzione del tessuto sociale dell'Albania.(http://www.aibi.it)

 

Il Gruppo Missionario della Comunità Cristiana Del Sacro Cuore (Zona Altichiero, Padova)

già dall'anno scorso ha cercato di contribuire a questo progetto organizzando un campo di 10 giorni con animazione, giochi, musica e sorrisi presso la missione delle Suore Irene, Gabriella e Virginia, a Bathore.

Bathore è una zona suburbana alla periferia nord della capitale Tirana in cui i servizi di base sono razionati e non fruibili da tutti. Questo “villaggio” è nato dalla migrazione della popolazione di montagna, che, alla caduta del regime, nel ’91, per sopravvivere è scesa occupando i pascoli circostanti Tirana costruendo inizialmente una vera e propria baraccopoli priva di ogni servizio; Oggi Bathore conta circa 30.000 abitanti, cattolici e mussulmani tra cui moltissimi bambini che, oltre a soffrire della mancanza dei servizi di base,  spesso  non riescono a seguire un regolare programma di istruzione.

 

Per la nostra 1^ esperienza passata (Agosto 2003) , la "mancanza dei servizi di base" si traduceva in:

COM'E' STRUTTURATA LA MISSIONE?

Un campo recintato da Mura ed un lato strada con alta cancellata; all'interno del campo una chiesetta, ed ancora una struttura in legno proprietà di AIBI . Su di un muro una porta di comunicazione che dà sulla casa affittata per ospitare le suore.

Il campo purtroppo (come in tutta Bathore) non ha un solo albero; viste le alte e proibitive temperature estive, già sensibili alle 10 di mattina,per ospitare i 200 bambini abbiamo organizzato un'ampia copertura con teloni ritirabili a fine attività (di contro dalle 13, dalle montagne, arrivava un caldo e forte vento che strappava i teloni inizialmente installati fissi). Da quest'anno, all'interno del campo,  sarà già disponibile una nuova struttura-patronato costruita su due piani e successivamente verrà costruita una casa nuova per ospitare le suore.

COSA ABBIAMO CONCLUSO DA QUESTA PRIMA ESPERIENZA?

Beh, ovviamente, al di là di un prevedibile impatto con lo stato sociale, il campo è stato realmente una esperienza esaltante.

L'entusiasmo e la voglia di conoscere dei bambini e ragazzi (6 gruppi  dai 3 ai 16 anni, per un totale di 200!), degli animatori Albanesi (una decina ragazzi e ragazze che hanno "progettato", lavorato, giocati con noi) è stata un'esperienza che veramente ci ha fatto crescere tutti, assieme. Fondamentalmente nel VIVERE la "diversità culturale" senza stupori o pregiudizi; nel provare, da parte nostra,  a comprendere inaspettate, accese e talvolta "violente" reazioni e confronti, frutto di ancestrali soprusi culturali e sociali, e di un antico bisogno di dignità e libertà che trova ancora difficoltà a divenire e maturare nell'odierna società Albanese.

Proprio a proposito di questo, ho vissuto dei momenti reali di sgomento, chiedendomi se la priorità è realmente contribuire a "formare" questi ragazzi, oppure se  innanzi tutto dovremmo batterci a casa nostra, in Italia, affinchè, di noi assolutamente non arrivino loro "Vodafone", le "Veline", il Calcio...; sogni effimeri di un "Paradiso" che tale non è, ma che, ancora oggi, è motivo di vana speranza per migliaia di disperati che approdano sulle nostre coste da tutto il Mediterraneo.

 

E PER IL FUTURO?

Oggi sto finalmente scrivendo dell'esperienza dell'anno scorso, a soli 3 giorni dalla partenza per un nuovo campo dai ragazzi e bambini di Bathore. Quindi, sì un impegno per lavorare a "casa propria", ma comunque sempre la voglia di INCONTRARE per vivere e condividere con loro esperienze e gioco. Quest'anno in parrocchia le iniziative a sostegno di questo progetto sono cresciute. Alle consuete raccolta di offerte, raccolte di viveri, vestiario, medicinali, alla tradizionale vendita dei prodotti del Mercato Equo Solidale,  si sono aggiunti inoltre un corso di Viet Tai Chi (che riprenderà a Settembre) ed ancora una festa con birra, conferenze e musica durante il consueto torneo di calcetto di giugno (FestosaMente e SacroSoccer) ; tutte queste iniziative permettono di contribuire al finanziamento del progetto Bathore, assieme alla generosità dismostrata dai privati cittadini e da tutti coloro che in qualche modo mettono a disposizione le proprie energie.

Conto di aggiornare quanto prima  questo modesto ma sentito resoconto, con la nuova esperienza del 2004.

 

Un Grazie a tutti da parte del Gruppo Del Sacro Cuore e dai Ragazzi e Bambini di Bathore

 

DAMIANO

10 Agosto 2004


Appunti di Viaggio ed attività 2004

 

Pronti, partenza... via!

Era il 15 di Agosto quando siamo partiti la prima volta. Caldo, era molto caldo… anche perché partendo alle 11.00 di mattina, senza aria fresca in furgone, si faceva sentire ancor di più.

Tutti ad Ancona, a prendere la nave: direzione Durazzo, Albania. Chissà cosa ci aspetta: difficile immaginare; difficile anche spiegare dopo esserci stati! [Comunque ci siamo tornati una seconda volta (agosto 2004, sempre col fresco!) e non vogliamo fermarci qui!!!]

Sbarcando dalla nave si ha come l’impressione di aver fatto un viaggio nel tempo, di entrare in uno di quei film degli anni ’50 in cui l’Italia era in ricostruzione… e forse è proprio questo che sta capitando ora in Albania.

Questo è il bello e la forza di un paese che a guardarlo con occhi nostri sembrerebbe allo sbando… questo, dopo aver conosciuto un po’ di storia, l’asso nella manica di un popolo che ne ha passate di cotte e di crude e che nonostante tutto è sopravissuto e sopravvive!

 

Tornando nel 2004 lo stupore è stato grande nel vedere come in un anno molto è cambiato… pur nella precarietà che rimane si cominciano a vedere strade, qualche metro di acquedotto, un certo tipo di rete elettrica e alcuni tetti sulle case, prima ferme a un piano col solaio per tetto.

 

LA NOSTRA ATTIVITA’

come nel 2003 si è concentrata principalmente sull’animazione dei bambini, dai 4 ai 13 anni.

Filone conduttore è una storia “inventata” o “suggerita”, disegnata da noi animatori Italiani e sviluppata durante i 10 giorni di campo con gli animatori Albanesi,  come proposta di gioco, scenette,  incontro, laboratorio, festa.

Ed ancora, la partecipazione di animatori Albanesi era momento di confronto e, per loro, di “formazione” all’animazione confrontandosi nella risoluzione delle problematiche che via via nascevano.

Le novità di quest’anno, sono state sostanzialmente due:

 

·        Abbiamo “raddoppiato” l’attività,  portando un campo, al mattino, ad un nuovo gruppo di bambini, in una località a circa 6 km dal centro di Bathore, Collina Rossa; lì, presso una scuola abbandonata, vive un gruppo di famiglie le cui condizioni (come in tutta la periferia “lontana di Bathore) sono ancor più precarie rispetto al resto della popolazione;ù

 

·        Al termine dell’attività che invece si svolgeva al pomeriggio presso la missione, si incontravano gli adolescenti, fino ai 20-23 anni, giocando e parlando con loro.

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ORGANIZZAZIONI AMICHE IMPEGNATE IN MISSIONI UMANITARIE:

 

AIBI amici dei bambini            A.V.I.P.Associazione Volontari Iniziative di Pace di Sant'Angelo di Piove di Sacco (PD)


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