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AIUTI PER DECODER DTT DICHIARATI ILLEGITTIMI DA BRUXELLES LE EMITTENTI TV DEVONO RIMBORSARE 200 MLN

24/1/07 http://www.assodigitale.it

(ASSODIGITALE) Come preannunciato dal Ministro Frattini, alla fine da Bruxelles è arrivata la bocciatura agli aiuti di stato erogati per la diffusione della televisione digitale terrestre DTT, che si concretizzerà nei prossimi giorni con l'apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia.
La Commissione Europea ha deciso oggi di dichiarare illegittimi i 200 milioni di euro erogati nel 2004 e 2005.
Secondo Neelie Kroes, commissaria europea della concorrenza, non erano infatti neutri sul piano tecnologico e falsavano la concorrenza escludendo la radiodiffusione televisiva via satellite.
Per le stesse ragioni hanno invece ottenuto il via libera gli aiuti concessi nel 2006, ai consumatori sardi e valdostani, per l'acquisto di decoder a prescindere dalla piattaforma di trasmissione utilizzata e proporzionali all'obiettivo perseguito, vale a dire il passaggio al digitale ed all'interattivita'
Secondo Bruxelles, si legge in una nota ufficiale, tali aiuti "non erano tecnologicamente neutrali e falsavano le condizioni di concorrenza escludendo la radiotelevisione satellitare e le società che hanno beneficiato "del vantaggio indiretto dovranno rimborsare".
Le sanzioni non sarebbero state erogate se gli incentivi statali fossero stati "neutri sul piano tecnologico" per promuovere l'acquisto di decoder numerici, che fossero proposte per tutti i tipi di decoder, che l'aiuto fosse proporzionato all'obiettivo perseguito cioè promuovere il passaggio alla tv numerica e l'interoperabilità.
"Si tratta di due decisioni che mostrano una volta di più che la commissione si impegna a facilitare il passaggio alla televisione numerica e all'interoperabilità - ha dichiarato la responsabile della concorrenza Neelie Kroes -.
Gli aiuti pubblici destinati a raggiungere tali obiettivi possono essere accordati se sono conformi alle regole degli aiuti di stato, ma la commissione non è disposta ad accettarli se alterano indebitamente la concorrenza tra le piattaforme di trasmissione".
Le società coinvolte sono rai, Mediaset, La7 di Telecom e Fastweb.
La Commissione a Bruxelles è quindi convinta che sia le sovvenzioni accordate nel 2004 e nel 2005 che quelle accordate nel 2006 "costituiscono un vantaggio indiretto per i diffusori storici di televisione khertziana e le società di tv via cavo nella misura in cui hanno permesso di aumentare l'audience del numerico, che rappresenta una parte essenziale della cifre di affari della televisione a pagamento o di un diffusore che voglia sfruttare i suoi servizi di televisione a pagamento".
Ma l'Antitrust ritiene che l'intervento dello stato "può essere benefico nel quadro di un processo di transizione verso la tecnologia numerica e facilitare l'adozione di decoder interattivi equipaggiati da un programma di applicazioni aperte purché non orienti la scelta dei consumatori verso una piattaforma tecnologica particolare".
La Commissione si rende conto che "il passaggio al digitale potrebbe tardare se fosse lasciato interamente al gioco della concorrenza e che l'intervento pubblico può presentare dei vantaggi nella forma di sostegno finanziario ai consumatori, campagne di informazione o sovvenzioni destinate a superare un fallimento specifico del mercato o garantire la coesione sociale o regionale". Sta agli stati dimostrare che ci sono tali condizioni. Nel caso degli aiuti previsti per Sardegna e Val d'Aosta sussistono proprio tali condizioni.
Bruxelles ritiene accettabili i finanziamenti per lo sviluppo di una rete di trasmissioni nelle regioni in cui la copertura tv è insufficiente; le compensazioni accordate ai radiodiffusori di servizio pubblico per il costo della radiodiffusione attraverso tutte le piattaforme di trasmissione per raggiungere la totalità della popolazione; le sovvenzioni ai consumatori per l'acquisto di decoder digitali purché tecnologicamente neutri e se incoraggiano l'utilizzo di norme di interattività aperte; le compensazioni ai radiodiffusori obbligati a interrompere la trasmissione analogica prima della scadenza delle licenze purché tenga conto della capacità di trasmissione digitale attribuita.


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