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Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo; non sostituiscono la consulenza medica.
“Gli stimoli sensoriali che seicento anni fa si
ricevevano in sei settimane, oggi si ricevono in un giorno. Sei settimane di
stimoli e informazioni in un solo giorno – una spinta ad apprendere e ad
adattarsi quaranta volte maggiore (…) O l’uomo moderno diventerà
assolutamente nevrotico, oppure si trasformerà, proprio grazie a questa spinta
(…) In passato l’uomo viveva in un mondo praticamente statico (…) Un
minimo era sufficiente e quindi nella mente rimaneva lo spazio vuoto; cosa
che aiutava le persone a mantenersi sane. Adesso non ci sono più spazi
vuoti, a meno che non sia tu crearli deliberatamente.” – OSHO,
introduzione a “Che cos’è la meditazione” ed Oscar Mondadori –
Nulla di più efficace di quest’ introduzione per capire qual’è l’attuale condizione, ormai generalizzata, dell’uomo occidentale (od occidentalizzato). I media si occupano sempre più delle “nuove” patologie generate dallo “Stress” della quotidianità occidentale, dai ritmi e dagli stimoli che giungono sempre più incessanti e martellanti.
Fisiologicamente parlando, possiamo dire che, nonostante riusciamo ancora a gestire discretamente il nostro riposo notturno (ammesso e non concesso che dormiamo le ore sufficienti e la qualità del sonno sia buona), il nostro essere, fisico e mentale, non riesce più trovare quei momenti di “quiete” che permettono all’intero organismo di rigenerarsi completamente e che erano propri di un millenario stile di vita, scandito dai ritmi della natura e da sempre “registrati” nel nostro DNA delle nostre cellule.
Diciamo che l’uomo, una manciata di millenni fa, doveva preoccuparsi di trovare qualcosa da mangiare, difendersi dalle belve, procurarsi un riparo e conservare la specie attraverso la procreazione. Il generale stato di QUIETE o di RILASSAMENTO era “alterato” dal momento in cui la “tigre di turno” affamata, che da 15 giorni non vedeva manco un topolino, iniziava ad aggirarsi in prossimità del villaggio…L’uomo, che allora la tigre la conosceva bene (specialmente quella dai denti a sciabola!), sostanzialmente entrava in una situazione naturale di “stress” (vorrei vedere!), durante la quale a livello fisiologico accadeva ciò: una scarica adrenalinica stimola l’aumento del ritmo respiratorio e del ritmo cardiaco con conseguente immediata ossigenazione ed irrorazione sanguigna per dare energia agli organi preposti alla difesa e alla fuga (braccia, gambe, collo, torace…), conseguente tensione muscolare (contrazione) per fuggire o combattere il pericolo. Tale irrorazione, per sacrosanta e naturale legge di conservazione della specie, fa migrare parte della massa sanguigna dagli organi che in quel momento non servono per la sopravvivenza (stomaco, viscere, ghiandole) bloccando o comunque rallentando processi digestivi, di evacuazione o di “trasformazione”, la sudorazione aumenta improvvisamente per espellere le tossine che l’organismo libera. Una volta che il “malinteso”si era chiarito (ammesso non ci fossero state “ulteriori rovinose complicazioni”) ed il pericolo era passato, l’uomo e di conseguenza tutto il suo organismo, tornavano in stato di “quiete” o di rilassamento. L’uomo poteva continuare la sua pennichella, il ritmo respiratorio e cardiaco si normalizzavano, il sangue tornava ad affluire in modo equilibrato a tutti gli organi del corpo, che riprendevano a funzionare regolarmente, e la tensione muscolare si allentava.
In altri termini possiamo dire che, a seconda degli stimoli esterni, il nostro corpo non può far altro che RILASSARSI o CONTRARSI; le nostre cellule (Unità di vita autonoma ed interdipendente) in quanto tali, ciascuna per la propria specifica funzione, sono delegate a rielaborare e trasformare le sostanze chimiche (provenienti dall’alimentazione e dalla respirazione) producendo e distribuendo biochimicamente energia dove necessita (ad es., nel nostro caso di “allarme”, alle gambe, braccia e muscoli motori in generale).
Come ho detto prima, queste informazioni fisiologiche e comportamentali, sono conservate all’interno del nostro patrimonio genetico, nel caso, uscendo di casa la mattina od in metropolitana ci trovassimo di fronte ad un’altra tigre dai denti a sciabola! Il problema è che l’uomo, sottoposto come si è detto prima, a migliaia di stimoli, oggi, quasi sempre non si accorge che è circondato da tigri…o meglio lo sente, ma, abituato com’è oramai a razionalizzare e a volgere l’attenzione a mille altre cose, non ascolta gli allarmi sempre più deboli che il nostro corpo comunque disperatamente ci lancia. Siccome però quest’ultimo (il corpo!) ha ancora chiara la percezione dei “pericoli” e sa pure come difendersi, fisiologicamente reagisce ne più ne meno che come qualche migliaio di anni fa…senza che noi ne abbiamo consapevolezza e controllo!
Tigri??!! Dove??!! In metropolitana??!! No, ovviamente…
ma….la mattina la sveglia urla nelle orecchie, di corsa al lavoro, i
bambini da portare a scuola, il capo ci aspetta alla riunione “importante”,
l’esame di matematica, non ho studiato, il mutuo da pagare, devo acquistare
l’ultima novità, il telefonino squilla, la spesa (10 km di corsa dentro al
centro commerciale superaffollato), il parente non sta bene, dove andrò in
vacanza?, la coda in auto, lo smog non respiro!, un’altra guerra, cemento e
case, il vicino dispettoso, la suocera che…, quale sarà il mio domani?, devo
vincere la partita, ma perché tutti ce l’hanno con me?!, il genitore
apprensivo…, cosè stato il mio passato?, ma se…, e poi?…….
Basta così? Come sono ora il vostro respiro ed il vostro ritmo cardiaco? E la bocca dello stomaco? La sudorazione?
Ora lo abbiamo semplicemente letto, ma la realtà è che tutto ciò sono le nostre “Tigri quotidiane”, sempre in agguato…
Il nostro corpo, su segnali mentali e fisiologici, entra in allarme e blocca la digestione, crea stipsi, contrae schiena, collo, cervicali, stomaco…, suda, ci fa entrare in ansia ed in panico…
Panico, ansia,
viscere stomaco fegato “contratti” e/o bloccati…il respiro corto e
frequente: respiro e viscere.
Un ulteriore effetto deleterio dello stress è appunto l’azione continua sul respiro: un respiro “stressato” è molto corto e quindi non profondo e tutt'altro che diaframmatico. IL DIAFRAMMA è quella membrana che divide l’apparato digerente (il ventre) dal cuore, bronchi e polmoni; un respiro lento, profondo (quindi un respiro “basso”) fa espandere e contrarre il diaframma che a sua volta induce un naturale e continuo massaggio a tutti gli organi interni (reni, fegato, stomaco, intestino..) mantenendoli efficienti. Venendo a mancare, per continui stimoli esterni, una buona e profonda respirazione, il diaframma pian piano si irrigidirà compromettendo la sua funzione “massaggiante”.
La parola, stress, oltre a definirsi “un piano di adattamento caratteristico di ogni organismo” , ha inoltre un significato molto preciso, coniato dal Prof. H. Selye, Nobel di Biochimica, secondo il quale lo “stress corrisponde all'esaurimento funzionale di specifiche ghiandole endocrine: le surrenali”( “Stress senza paura” ed. Rizzoli Milano). Il SISTEMA ENDOCRINO è composto da vari organi ( i principali sono l’ipofisi, la tiroide, il timo, le paratiroidi, il pancreas endocrino, le ghiandole surrenali, le gonadi - ovaio e testicolo-), che espletano mansioni di regolazione per le diverse funzioni corporee mediante messaggi di tipo ormonale. E’ ormai provata scientificamente la relazione tra SISTEMA ENDOCRINO e SISTEMA IMMUNITARIO e la conseguente corrispondenza funzionale dell’uno sull’altro.
Si è arrivati a capire che, uno stato di stress, specialmente se continuativo, intacca la funzionalità del sistema endocrino, compromettendo di conseguenza anche il sistema immunitario ed aprendo così le porte del nostro organismo alla MALATTIA.
Tornando alle nostre tigri….la cosa più sorprendente comunque è che (a differenza dei nostri progenitori), buona parte degli stimoli che oggi ci “stressano”, hanno ben poco a che fare con i nostri reali bisogni primari; diciamo che quasi sempre sono creati dalle condizioni che ci circondano e dal nostro “atteggiamento” con cui le viviamo, le valutiamo, le rielaboriamo mentalmente. Spesso mi piace paragonale la vita, o l’insieme di eventi che la costituiscono, ad un “fiume impetuoso e torbido” che scorrendo alza la sabbia e ci impedisce di valutare e vedere il fondo; se attendiamo che arrivi la “quiete”, che le acque si calmino, potremmo godere della “limpidezza” dell’acqua, vedere il fondo e magari riusciremo a guadarlo; ancora, se accidentalmente cadessimo in quel fiume impetuoso (o qualcuno ci buttasse dentro) sarebbe controproducente e pericoloso “opporre resistenza” magari provando a nuotare contro corrente..piuttosto dovremmo “controllare” con calma e quiete la nostra discesa e “scorrere” sull’acqua, verso punti più calmi, evitando le rocce pericolose nel percorso.
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Mentre
viaggi con costanza lungo il sentiero della pace interiore, evita di
eccitarti per eventi esteriori della tua vita. |
Oggi tendiamo, indotti dagli stimoli sociali tipicamente occidentali, a dover controllare e controllarci eccessivamente, anche se gli eventi che ci arrivano, talvolta, sono tali da essere semplicemente vissuti per ciò che sono, piacevoli o drammatici che siano. Questa continua razionalizzazione della vita ci fa perdere creatività, istinto, propensione alla reale socializzazione; ci induce ad un irrigidimento mentale, psicologico e conseguentemente fisico, ci fa perdere il senso della realtà e del presente e rende la nostra vita un fiume impetuoso e torbido in cui sempre più rischiamo di annegare.
Quiete, calma, rilassamento, sono atteggiamenti che dovremmo riuscire ad applicare ogni giorno per ogni situazione; ottimi elementi COADIUVANTI PER LA PREVENZIONE DELLO STRESS e nell’insorgere di una buona parte delle MALATTIE.
Yoga, massaggi, rieducazione al respiro, meditazione…ma ancora, dedicarsi a passeggiate nella natura, ad hobby creativi ed artistici, o comunque a ciò che più ci piace (a patto che non contribuisca ad incrementare stimoli esterni nel nostro cervello) possono aiutarci a ritrovare la nostra vitalità.
E’ necessario ritrovare il nostro essere più
profondo, il nostro centro, riscoprire i nostri VERI BISOGNI e PROPENSIONI,
ritrovare lo SPAZIO VUOTO, che ci rigenera, ci tranquillizza, ci rilassa, perché
intimamente unicamente soltanto NOSTRO. Queste esperienze ci permettono inoltre
di fare il REALE punto della situazione nel momento, QUI e ORA, fare chiarezza
per le quotidiane decisioni e problematiche che dobbiamo affrontare, senza farci
influenzare da pregiudizi, paure, preoccupazioni, passato.
Ma perché gli strumenti proposti per riacquisire un corretto equilibrio psico-fisico spesso vengono da culture orientali?
Non si tratta affatto di “misticismo” o di ricerca di “illuminazione”, come ci è spesso passato dai media…
Come ho già spiegato sulla sezione “ConTatto”, da sempre le tradizioni orientali hanno direzionato la ricerca dell’uomo all’interno di se stesso e del suo equilibrio totale in relazione ed armonia di tutto ciò che lo circonda (del creato); ciò che per noi appaiono delle “religioni” o “filosofie”, queste per l’oriente sono delle vere e proprie scienze esatte, che da millenni propongono ricerca, esperienze, discipline per l’uomo e per il suo benessere terreno, inserendolo in un contesto assolutamente totale ed integrato. L’uomo occidentale sta semplicemente evolvendo in ciò, allargando e “ricordando” la propria esperienza in un mondo fino a qualche decennio “esculsivo” di una “elite”… Oggi ogni uno di noi può vivere e provare l’efficacia, in termini di benessere, dello yoga, della meditazione, dei massaggi orientali e di molte altre discipline “proposte” nelle nostre affollate e caotiche città, o in tranquilli agriturismi persi nelle colline.
Ritrovare lo spazio vuoto, il nostro silenzio e riscoprire le nostre potenzialità; per poi riemergere realmente più forti, tonificati e tranquilli affrontare con serenità ed un grande sorriso la gente, la quotidianità e la vita.
Per
suggerimenti
ed esperienze
di
rilassamento
a terra ed in acqua termale
Damiano
338 3804646
“Lascia che i battiti del tuo
cuore siano in armonia con i miei.
Per un istante, respira con me.
Per un istante sparisci, per un istante non
pensare, per un istante dimentica chi sei.
Solo allora potrai capire…
Quando
sei totalmente vuoto, così come esiste un cielo fuori di te che è infinito,
allo stesso modo c’è un cielo dentro di te
che è infinito…”
Osho
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