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               DAl 16 FEBBRAIO E' IN VIGORE IL PROTTOCOLLO DI KYOTO

BALENOTTERE, DELFINI E CETACEI a Jesolo (VE)
Data: Martedì 07 Agosto 2007 www.ilpiave.it

A fine luglio, a circa 22 miglia al largo di Jesolo, è stata avvistata una balenottera che tranquillamente si stava dirigendo in direzione sud. Sempre nel mese di luglio sono stati registrati ben tre avvistamenti di globicefali che vanno ulteriormente a confermare la presenza di questa altra specie nell’Alto Adriatico. Questi ultimi sono grossi cetacei che possono raggiungere la lunghezza di 7 m e il peso di 3 t, hanno colorazione dorsale uniformemente scura e l’estremità della loro testa a forma tronca e arrotondata.

Questi ripetuti avvistamenti di nuclei di cetacei, sia sedentari che in transito, vanno a confermare le ottime condizioni dell’ambiente marino jesolano e del litorale della regione del Veneto, dimostrano l’esistenza di un corretto rapporto di convivenza tra le popolazioni locali e le diverse specie di cetacei,  ritenuti una importante risorsa.   “Jesolo si conferma una città di mare dalle rilevanti risorse ambientali e faunistiche” ha dichiarato il Vice Sindaco Valerio Zoggia “Ricordo la preziosa collaborazione dei pescatori con il Civico Museo di Storia Naturale di Jesolo, che segnalano i ripetuti avvistamenti e spostamenti di questa specie. Un particolare ringraziamento va rivolto alla Cooperativa Pescatori di Cortellazzo nella persona del loro Presidente Flavio Bergamo, ed alla locale Capitaneria di Porto che svolge un ruolo determinante di informazione e prevenzione di ogni possibile forma di invadente disturbo”.
Anche nel corso di quest’estate numerosi delfini hanno sostato lungo il tratto di mare di fronte al litorale jesolano, facendosi ripetutamente avvistare e fotografare da incuriositi turisti.
Sono delfini membri del nucleo imparentale di confidenti tursiopi che hanno trovato nel rettangolo di mare che va dalla foce del Piave a quella del Sile, con confine esterno le note secche denominate “tegnue”, uno spazio di mare per loro ideale sia sotto il profilo alimentare, “per l’abbondanza a varietà di specie ittiche e quindi straordinaria biodiversità” che per i bassi fondali sabbiosi, ambiente questo confacente a questa specie.
Non va dimenticato il buon rapporto di convivenza tra i pescatori e questi intelligenti mammiferi marini, anche se talvolta causano alcuni danni alle attrezzature da pesca. Ed è proprio grazie a questa capillare e qualificata rete di collaborazione che il Civico Museo di Jesolo va arricchendosi di una banca dati che ha permesso l’allestimento e aggiornamento di una sala museale, con fedeli ricostruzioni di cetacei e decine di cartelloni esplicativi multilingue, soprattutto sulla biologia marina di tutti i cetacei presenti nell’Alto Adriatico. Anche quest’anno ci sono stati alcuni avvistamenti di specie rare ed insolite. “Chiunque avvistasse cetacei e volesse collaborare è invitato a darne comunicazione alla segreteria del Civico Museo,  Tel/Fax: 0421/382248; e – mail: museojesolo@libero.it. Di particolare importanza, per una più attenta classificazione e riconoscimento delle specie, è l’invio di immagini” ha dichiarato il direttore dott. Roberto Basso

 

 

 

 

Ostriche e coralli giganti in Sicilia

09/06/2007 http://a.marsala.it

Rigogliosi coralli e ostriche giganti nelle buie acque del Mediterraneo. A 500-650 metri di profondità, in varie parti del Canale di Sicilia (Linosa, Malta e banchi sommersi), è stato visto il corallo bianco (Lophelia pertusa, Madrepora oculata, Desmophyllum dianthus ecc.), nero (antipatari), giallo (Dendrophyllia) e rosso (Corallium rubrum). La sensazionale scoperta è stata possibile grazie al ‘Rov (Remote Operating Vehicle) QUEST’, un veicolo sottomarino, teleguidato dal gruppo di ricerca ‘Marum’ dell’Università di Brema, equipaggiato di videocamere ad altissima risoluzione, di cui è dotata la nave oceanografica tedesca ‘Meteor’, in una spedizione diretta da Andrè Freiwald dell’Università di Erlangen. A questa missione hanno partecipato anche ricercatori italiani dell’Istituto di scienze marine (Ismar) del Cnr di Bologna, dell’Università di Milano e dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) di Trieste.
“Finora si ignorava che il prezioso corallo rosso, sorvegliato speciale a causa del suo sfruttamento commerciale e sospettato di essere in recessione nel ‘mare nostrum’, raggiungesse profondità così elevate”, spiega Marco Taviani, ricercatore dell’Ismar-Cnr. “Questa scoperta indica che la specie è molto più diffusa di quanto si sospettasse e getta nuova luce sulla gestione sostenibile della risorsa”. Grande interesse suscita inoltre la presenza, a queste profondità, di banchi di una specie ignota di ostrica gigante che si cementa alle pareti dei rilievi sottomarini.
La scoperta di questi ecosistemi corallini di profondità nel Canale di Sicilia non è avvenuta per caso. L’individuazione dei siti esplorati dal Quest si è infatti avvalsa dei risultati di campagne svolte prevalentemente dall’Ismar-Cnr di Bologna, condotte dal team di Marco Taviani a bordo della nave oceanografica ‘Urania’ e che hanno permesso l’esplorazione sistematica delle profondità del Mediterraneo, grazie all’ispezione e campionatura di luoghi praticamente inaccessibili, come canyon, banchi e montagne sottomarini.
Queste ricerche, finanziate dal Cnr, Miur, Unione Europea attraverso vari progetti, hanno garantito negli anni la necessaria continuità e metodicità dell’esplorazione e aperto la strada alle sorprendenti scoperte fatte dal Rov.
Gli studi stanno andando avanti, grazie alla campagna oceanografica “Marcos” (Malta StRait of Sicily CORalS) dell’Ismar-Cnr di Bologna, diretta da Marco Taviani. Nell’ambito di questa missione europea, sotto l’egida dei progetti ESF Euromargins Moundforce ed UE Hermes, sono stati campionati per la prima volta vari tipi di coralli di profondità e altri rari organismi associati, che stanno permettendo lo studio di aspetti del tutto ignoti in precedenza sulla loro distribuzione, biologia, fisiologia, genetica e significato climatico”.
“L’investigazione degli alti fondali, con il Quest”, riferisce Taviani, “è stata coronata da altri grandi scoperte quali l’allargamento dell’areale già conosciuto dei fondali a corallo bianco dello Ionio Apulo, oltre al sito già noto di Santa Maria di Leuca, ma soprattutto la sbalorditiva documentazione di coralli bianchi vivi, compresa la più rara Lophelia, nell’Adriatico meridionale”. Si sospettava questa presenza sulla base di piccoli indizi raccolti una decina di anni fa proprio dal Cnr di Bologna.
Il recente progresso fatto nello studio dell’Adriatico meridonale, da parte del gruppo di ricerca di Fabio Trincardi dell’Ismar-Cnr di Bologna, ha permesso di evidenziare i siti potenzialmente più propizi per l’insediamento di corallo profondo, in particolare lungo le pareti del canyon sottomarino di Bari e in blocchi derivati da frane sottomarine. “L’indagine con il Quest ha documentato, al di là di ogni più rosea aspettattiva, la eccezionale diversità nelle profondità del Mediterraneo, ed è quindi necessario e strategico continuare ed espandere questo tipo di studi”, conclude Taviani

 

 

 

 

 

 Consensus      31/01/07

L’effetto serra. Un’altra bufala?

Domanda: come mai non solo la Terra, ma anche il pianeta Plutone si sta riscaldando, benché si stia allontanando dal sole? Mettiamo le cose in chiaro. Esiste a livello globale una notevole ignoranza su quanto siano complesse e delicate le interdipendenze tra i numerosi sistemi energetici che compongono la Terra. LEGGI >>

11/02/2007  20:08:00 -

Cina: nati altri 18 panda in cattività

I loro nomi sono stati scelti con un concorso su Internet
PECHINO, 11 FEB - Diciotto panda nati in cattivita' nella provincia cinese dello Sichuan sono stati presentati alla stampa per la cerimonia del 'battesimo'. I piccoli, nati da 11 madri, sono stati esibiti in piccoli passeggini mentre bevevano dai biberon e compievano evoluzioni. I loro nomi sono stati scelti con un concorso via Internet. Cosi' uno e' stato chiamato Fuwa, come la mascotte delle Olimpiadi, che significa 'amichevole', mentre il piu' vivace e' stato chiamato Taotao, ovvero 'che si mette nei guai'. www.studiocelentano.it  
Anno record il 2006 per il panda: ne sono nati ben 34 nei centri di riproduzione in Cina, ecco alcune immagini (China foto press)

34 piccoli panda sono nati nel 2006 grazie alle tecniche di inseminazione artificiale. Gli esperti cinesi si stanno ora concentrando sul rilascio di questi animali nel loro habitat naturale. Il centro di protezione e cura dei Panda di Sichuan, con il quale collabora il WWF, sta al momento vedendo un'esplosione delle nascite con 16 panda nati dallo scorso luglio 2006, di cui 5 coppie di gemelli.

La Cina si è recentemente impegnata nella protezione di più di 700 panda giganti, quasi la metà degli esemplari che ad oggi sopravvivono allo stato selvatico e che si trovano nell’area montana di Minshan. I governi delle province di Gansu e di Sichuan hanno infatti sottoscritto l’impegno ad istituire nuove aree protette nelle regioni sudorientali della Cina che includeranno circa 1,6 milioni di ettari, garantendo la piena integrazione del panda con la popolazione locale. Ciò aiuterà a garantire in futuro la vita e la sopravvivenza di questa specie. Per questo impegno lo scorso 25 ottobre il Direttore generale del WWF Internazionale, James P. Leape, ha consegnato ai governatori delle due province il più importante riconoscimento istituito dal WWF per "premiare" enti o governi per il loro impegno ambientale: il Gift to the Earth (Regalo alla Terra). www.wwf.it

 

 

URBANIZZAZIONE COSTE RENDE MARI IMMONDEZZAI

(ANSA) - L'AJA, 4 OTT - La rapida urbanizzazione delle coste sta trasformando mari ed oceani in immondezzai. L'allarme viene lanciato da un rapporto preparato dagli esperi del Programma delle Nazioni unite per l'ambiente. ''L'80 per cento dell'inquinamento dei mari proviene dalla terra e questo fenomeno rischia di aumentare ulteriormente da qui al 2050'', si legge nel documento reso noto oggi. Gli scarichi urbani costituiscono la maggior fonte di inquinamento dei mari e la situazione puo' peggiorare ulteriormente a causa della crescente pressione demografica, rilevano gli esperti. Nel complesso, ha riferito Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma Onu, lo stato dell'inquinamento marino nel mondo presenta dei progressi in tre dei nove degli indicatori chiave. In particolare c'e' stata una riduzione drastica, pari al 90 per cento, dell'inquinamento provocato dagli idrocarburi, grazie soprattutto al netto miglioramento del settore dei trasporti marittimi, in particolare con la messa al bando di gran parte delle carrette del mare. Un'altra indicazione positiva viene dalla riduzione dell' inquinamento causato dai prodotti organici, in particolare pesticidi, sostanze chimiche e da quelle radioattive. La diminuzione viene attribuita soprattutto agli effetti delle misure prese con la Convenzione di Stoccolma del 2001. Il rapporto segnala, in generale, un miglioramento per il mar Baltico e per l'Atlantico nord-est e manifesta una seria inquietudine per il mar Caspio ed il sud-est Pacifico. Ma nel complesso definisce la situazione preoccupante. In proposito gli esperti segnalano che il 40 per cento della popolazione vive su una stretta banda costiera dove la densita' era, nel 1990, di 77 persone per chilometro quadrato, che dovrebbero diventare 115 nel 2025. ''Questo provoca un rapido deterioramento dell'ecosistema marino a causa della pressione demografica per l'80 per cento legata ad attivita' terrestri'', rilevano gli esperti, che segnalano danni crescenti e distruzione in particolare alla barriera corallina, minacciata al 90 per cento nel sud-est dell'Asia, e gravi casi di inquinamento che mettono a rischio il settore ittico. Sempre riferendosi alle attivita' svolte nelle zone costiere il rapporto parla ancora di ''un male comune'' per quanto concerne l'impatto provocato da mercurio, cadmio e piombo, conseguenza di attivita' minerarie ed industriali. Nel Mar Caspio, per esempio, ogni anno sono rovesciate 17 tonnellate di mercurio e di cadmio. C'e' inoltre il problema della sedimentazione, che minaccia l'ecosistema delle terre e dei fiumi, soprattutto quando sono costruite dighe. Il fenomeno e' particolarmente grave nel bacino Mediterraneo, in India e nelle Filippine. Il rapporto del Programma dell'Onu per l'ambiente viene inviato a tutti i governi e sara' nel dossier della conferenza del Programma mondiale d'azione, che riunira' a Pechino, dal 16 al 20 ottobre, rappresentanti di oltre 50 paesi. (ANSA). RED-VS
04/10/2006 17:35


Galapagos, imbrattato il paradiso, animali immersi nel combustibile

QUITO - Imbrattato di petrolio l'ultimo paradiso naturale. Una macchia di combustibile pesante ha raggiunto una spiaggia dell'isola Santa Cruz dell'arcipelago delle Galapagos, in Ecuador. La chiazza, apparentemente fuoriuscita da una petroliera, ha colpito una ventina di iguane marine ed alcuni pellicani. Lo hanno reso noto oggi le autorità del Parco Nazionale delle Galapagos.

Le autorità hanno precisato che gli specialisti hanno subito soccorso gli animali, lavandoli e sottoponendoli alle cure necessarie. Rettili e pellicani sono comunque ancora sotto osservazione, come misura di prevenzione.

Le isole Galápagos si trovano nell'Oceano Pacifico, a 1000 chilometri dalla costa occidentale dell'America del Sud. Le isole sono distribuite a nord ed a sud dell'equatore, che attraversa la parte settentrionale della più grande, Isabela. L'isolamento e l'ampia varietà di climi e di habitat dovuta alle correnti della zona hanno portato all'evoluzione di numerose specie di flora e fauna.

Proprio queste specie endemiche, attrassero l'attenzione di Charles Darwin, il padre della teoria dell'evoluzione, raggiunse le Galápagos il 15 settembre 1835 e vi passò circa cinque settimane, fino al 20 ottobre, studiando la geologia e la biologia di quattro delle isole. Qui iniziò a lavorare alla teoria che darà vita a 'L'origine delle specie', del 1859.

Fino alla metà degli anni '80, la zona protetta dell'arcipelago includeva solo la terra emersa. Nel 1986 le acque circostanti furono dichiarate riserva marina. Le isole delle Galapagos vennero dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'Unesco nel 1978, uno status che nel 2001 venne esteso anche alla riserva marina.

(22 settembre 2006) repubblica.it


In uno zoo della California una tigre ha partorito tre cuccioli, che però, essendo nati prematuri, sono morti qualche giorno  dopo.
I veterinari si sono ben presto resi conto che la tigre, a causa  della perdita dei cuccioli, deperiva ogni giorno di più e appariva  abulica e depressa.
Per tentare di risolvere la faccenda, decisero di 'affittare' una cucciolata di tigrotti da un altro zoo, ma purtroppo non ve n'erano di disponibili.
A quel punto venne a loro in mente che talvolta certe specie si prendono cura dei cuccioli di altri animali e  iniziarono di nuovo la ricerca.
Gli unici cuccioli disponibili erano dei maialini nati da poco. Li portarono allo zoo  e ....


26 Giugno 2006 www.beppegrillo.it

Orso Bruno kaputt!

Un pericoloso carnivoro in divisa bruna nazionalsocialista e delle dimensioni del criminale di guerra Goering è stato finalmente abbattuto in Germania. L’orso eviterà così un severo processo per aver ucciso alcune pecore bavaresi. La pelle dell’orso è stata recapitata al cancelliere Angela Merkel che la indosserà a Monaco in occasione dell’Oktoberfest. Questa fine sia di monito ad ogni animale che voglia introdursi clandestinamente in Germania senza passaporto.
C’è però chi è sempre pronto a giustificare l’efferatezza degli orsi. Pubblico malvolentieri la sua lettera.

"Caro Beppe,
ti scrivo per segnalarti l'ennesimo "atto di supremazia" da parte degli esseri umani nei confronti della natura che ci circonda.
Questa volta però non è stato il Paese di Pulcinella a fornire lo spunto per le amare riflessioni che seguiranno, ma la grande Germania.
Un orso bruno di due anni è stato abbattuto questa notte in Baviera, il plantigrado faceva parte di un ambizioso progetto italiano per la reintroduzione dell'orso bruno nelle Alpi centrali. Un progetto costoso che ha previsto la reintroduzione di questo animale autoctono ormai scomparso reintroducendo soggetti dai paesi limitrofi dove l'orso è ancora (per poco) presente. Il soggetto era tra l'altro uno dei figli di una coppia reintrodotta ed era quindi la prima flebile testimonianza della riuscita del progetto.
La condanna a morte dell'animale è avvenuta al ritrovamento di diverse carcasse di pecore.
Vista la rarità degli animali non c'era nessun pericolo per l'uomo, che da secoli convive con i plantigradi senza rompersi i coglioni a vicenda.
La cosa più assurda è che era stato istituito un gruppo di cacciatori finlandesi, veterinari e cani addestrati per addormentarlo e trasferirlo in una zona più "sicura" ( sicura per lui visto il grilletto facile dei cacciatori teutonici), ma i killer sono arrivati prima ( mi chiedo che senso abbia far arrivare cacciatori superspecializzati per narcotizzarlo e in concomitanza cacciatori per ucciderlo).
Ora con tutto il rispetto per le pecore, ma io dico non si poteva risarcire i pastori e trasferire questa povera bestia a rischio di estinzione nelle nostre zone? Come hanno fatto e stanno facendo per la reintroduzione del lupo nel Parco Nazionale d'Abruzzo? Ti manca una pecora? ecco 200 euro....cavolo te le do io! un lupo adulto e sessualmente attivo vale molto di più.
Perchè una pecora ha un valore e la biodiversità no? A presto".
A.B.


23 giugno 2006

PONZA: GREENPECE sequestra una rete e libera una tartaruga    leggi>>


Aumenta il consumo di energia rinnovabile
Gruppo corporativo raggiunge i 360 megawatt e lancia impegno simile in Europa  
Montreal (Canada), 19 dicembre 2005.

Alcune tra le maggiori compagnie al mondo hanno recentemente annunciato di avere aumentato l’acquisto di energia rinnovabile. L’Istituto Mondiale delle Risorse (WRI) e membri del suo Gruppo di Sviluppo per il Mercato dell’energia verde hanno annunciato l`acquisto e il progetto di 185 nuovi megawatts (MW) di energia rinnovabile, portando l’ammontare totale di MW sotto contratto a 360 – la dimensione media di un impianto di energia alimentato a carbone. Con il traguardo dei 360 MW, queste compagnie hanno fatto più di un terzo della strada per l’obiettivo finale della costruzione di mercati di nuova energia verde competitiva negli Stati Uniti per 1000 MW. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi come parte degli incontri delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il WRI ha anche annunciato il lancio di una partnership simile per l’acquisto di energia rinnovabile in Europa.
Il Gruppo di Sviluppo per un mercato dell’energia verde è una particolare partnership commerciale e industriale dedita alla costruzione di mercati corporativi per l’energia verde. Negli Stati Uniti i suoi membri sono Alcoa Inc., The Dow Chemical Company, DuPont, FedEx Kinko’s, General Motors, IBM, Interface, Johnson & Johnson, NatureWorks LLC, Pitney Bowes, Staples and Starbucks. Sette di queste compagnie acquistano ora almeno il 10% del consumo di elettricità annuale negli Stati Uniti da fonti rinnovabili.

Fonte: Good News Agecy


G.BRETAGNA / I costi dei cambiamenti climatici
I consumatori stanno spendendo oltre 3 miliardi di euro l'anno per aiutare a contrastare il fenomeno del cambiamento climatico sulla terra. Secondo the Co-operative Bank nel 2004 le persone hanno utilizzato sistemi alternativi come pannelli solari, energia rinnovabile, turbine a vento, mezzi di trasporto pubblici invece delle automobili, con una spesa media a famiglia di 140 euro.

Avvertenze numero 2005-23 del 1 Dicembre 2005
In Internet: http://www.aduc.it/dyn/avvertenze


Pubblicato il 19-10-2005 www.lifegate.it

Impatto Zero, Yo Tengo un Sueño

"Impatto Zero®, Yo tengo un Sueno" è il primo reportage fotografico che ritrae alcuni degli interventi di riqualificazione effettuati in Costa Rica, nelle riserve Karen Mogensen e Amistad Caribe - BriBri Cabecar Talamanca.

 

Un reportage che testimonia l'opera vera, concreta, reale del progetto Impatto Zero® in Costa Rica. Gli alberi piantati e protetti, le aree perimetrate, le persone, i volti dietro questo grande progetto.

L'esposizione è divisa in tre sezioni. La prima è la sezione documentaristica-illustrativa che rappresenta il lavoro in Costa Rica. L'altra, "il sogno", sono sei suggestive immagini che evocano il "sogno" e che ritraggono momenti e aspetti anche surreali della vita costaricana. La terza, "volti", ritrae le persone incontrate dal fotografo durante il viaggio, sul luogo, bambini, donne e uomini.

Nel corso degli ultimi 60 anni il Costa Rica ha avuto gravi problemi di deforestazione, ma grazie all'adozione di politiche di conservazione la situazione sta migliorando.
Ora il 27% del suo territorio è costituito da aree protette.
LifeGate ha avviato nel 2003 un progetto di rigenerazione e conservazione della foresta tropicale nella penisola di Nicoya sul versante Pacifico del Costa Rica, nella Riserva "Karen Mogensen".
A compensazione delle emissioni di CO2 dei partecipanti al progetto Impatto Zero®, oggi sono tutelati già 1.000.000 mq di foresta in Riserva Karen Mogensen. A partire dalla fine del 2004 è stato stilato l'accordo con il Ministero dell'Ambiente del Costa Rica per la rigenerazione e conservazione di
ulteriori 919.800 mq di foresta in Riserva Amistad Caribe, e all'interno della stessa area sono ora in corso altri 3 interventi per ulteriori 1.500.000 mq.
Con i partner scelti (Gev, Guardie Ecologiche Volontarie, e l'Asociación Ecológica Paquera, Lepanto y Cóbano che opera in Costa Rica per la conservazione ambientale) gli interventi sono sempre condotti da personale locale: si monitorano le specie a rischio, si eseguono studi preliminari sulla biodiversità per capire quali essenze piantare e come, sono implementate procedure antincendio e sono coinvolte le scuole per diffondere educazione ambientale.
La qualità di questi interventi, supervisionati da Gev italiane e dal Ministero dell'Ambiente del Costa Rica, è stata tra l'altro riconosciuta a livello internazionale dal premio "Aportes al
Mejoramento de la Calidad de Vida" del governo costaricano e del premio "Ford per la conservazione dell'ambiente".

Ogni nuova adesione a Impatto Zero® aggiunge un tassello di foresta verde tutelata. L'incremento delle richieste e il successo del progetto testimoniano la crescente sensibilità, da parte anche di grandi aziende, per le problematiche ambientali.
Si è voluto rendere omaggio alla bellezza del Costa Rica e documentare il valore del progetto, i luoghi, le cartine, le aree protette, con una mostra fotografica, "Yo tengo un sueño", a Milano, al LifeGate Café. Mostra articolata in due percorsi: "un
progetto concreto", esposizione-documentario sulle attività con didascalie, e "il volto del Costa Rica", con tutti gli scatti di Luca Locatelli che fanno riscoprire la gioia di compiere un gesto, qui, che contribuisce a salvare un mondo, così lontano.
Sponsor della mostra è Sodexho Pass, già partner Impatto Zero® per aver compensato l'impatto ambientale della produzione e stampa di 38 milioni di buoni pasto, regalo e incentivo, con la riqualificazione di circa 70.000 mq di foresta in Costa Rica, e la litografia Gam Edit, che ha reso a Impatto
Zero® 26.000 kg di stampata. Per questo è parsa naturale la decisione di rendere la mostra "Yo tengo un sueño" a Impatto Zero®, tutelando un'ulteriore area di Riserva. Il cerchio si chiude, in un abbraccio forte come un'idea e grande come tutto il mondo.


 Pubblicato il 12-05-2005 www.lifegate.it

 Un resort in Ecuador, nel cuore della foresta. Per salvarla

Lo hanno costruito con criteri di architettura ecologica, va a pannelli solari, e lo gestiscono gli indigeni. Perché? Perché hanno il petrolio sotto i piedi. E per impedire la devastazione, cosa c'è di meglio che una marea di "ecoturisti"?

E' la storia degli indigeni Achuar e del "resort" ecocompatibile che hanno costruito e stanno gestendo, loro, in mezzo alla foresta.

 

Si legge su Peacereporter:

Molto vicino alla frontiera con il Perù, in una regione dell’Ecuador dove la selva amazzonica la fa da padrona, dove la ricchezza dei corsi d’acqua garantisce una biodiversità eccezionale, i turisti, se "consapevoli" sono i benvenuti. A guidarli un gruppo di indigeni Achuar. In particolare, come racconta nel suo reportage  Michael Voss della testata Bbc, c’è una persona che ha il compito di svelare questi luoghi meravigliosi. Si tratta di Ruben, un indigeno che tutti i giorni si mette a capo di un gruppo di turisti e con loro cerca di condividere le sue conoscenze e le sue esperienze, facendo scoprire ai turisti, provenienti da ogni parte del mondo, i segreti e le meraviglie della selva.
 
Kapawi Ecolodge. Il resort, se così lo possiamo definire, si trova a poco meno di un’ora di volo dalla capitale dell’Ecuador, Quito. Qui, il popolo Achuar vive da secoli in simbiosi con la natura e con le proprie tradizioni... Interamente costruito con materiali eco compatibili e rifornito dall’energia prodotta dai pannelli solari, questo resort si integra perfettamente nel difficile ambiente della selva. Oltre la metà delle persone che vi lavorano, dai cuochi alle guide, fino ad arrivare al personale che si occupa delle pulizie, fa parte della popolazione Achuar.

Diverse le attrattive alle quali le guide Achuar possono far partecipare l’ecoturista. Si possono fare lunghe e suggestive escursioni nella foresta con le guide che spiegano come, per loro, la foresta sia come un grande supermercato, dove si può cacciare, pescare, raccogliere i frutti. La foresta provvede a fornir da mangiare e dalle piante ricavano i medicinali. E si possono visitare le comunità indigene, e scoprire il mondo animale tramite il birdwatching e l'osservazione naturalistica... La foresta, insomma, darà ai turisti tutta la sua selvaggia bellezza. Ai suoi abitanti, la giusta dignità.

Stefano Carnazzi


Guardie Regina inglese, addio colbacco in pelle d'orso In corso di sperimentazione un'alternativa ecologica.

Le guardie di Sua Maesta' presto potrebbero dire addio ai colbacchi in pelle d'orso che da quasi due secoli adornano il loro capo. E' in via di sperimentazione infatti un materiale sintetico piu' politicamente ed ecologicamente corretto che potrebbe essere un valido sostitutivo. Da oltre dieci anni l'esercito britannico e' alla ricerca di un'alternativa alla pelliccia d'orso, sulla scia delle pressanti proteste degli animalisti che accusano le guardie di contribuire al massacro ogni anno di migliaia di orsi in Canada. Ma i reggimenti reali hanno sempre perorato la causa del colbacco sostenendo che l'uccisione di orsi in Nord America non e' in alcun modo legata alle pelli ordinate dall'esercito. ''Ventimila orsi neri vengono sterminati ogni anno in Nord America e di questi noi compriamo meno di 100 pelli all'anno per i colbacchi in pelliccia delle guardie'', ha spiegato al quotidiano britannico The Times un portavoce dei reggimenti reali incriminati, fra i quali figurano i granatieri, le guardie scozzesi, irlandesi e gallesi. Il principe Harry, che ha poco iniziato il suo addestramento all'accademia militare di Sandhurst, potrebbe diventare una delle prime guardie gallesi ad indossare il nuovo copricapo di pelo artificiale se si unira' al corpo come originariamente aveva indicato di voler fare. Tuttavia ora il terzo in linea di successione al trono britannico appare piu' propenso ad abbracciare altri reggimenti come The Blues o The Life Guards of the Household Cavalry.

Frattanto Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), una delle piu' potenti organizzazioni a tutela degli animali, sta pianificando una manifestazione di protesta contro la regina Elisabetta che parte oggi per una visita ufficiale in Canada. Un membro dell'associazione intende travestirsi da orso e tampinare cosi' vestito la sovrana per tutto il suo soggiorno nel paese, che durera' dieci giorni.
''E' scandaloso che gli orsi continuino ad essere uccisi in Canada per un cappello che in Gran Bretagna ha una funzione cerimoniale'', ha affermato sdegnato Andrew Butler, coordinatore della campagna anti-colbacco della Peta. Ma il ministero della Difesa britannico insiste: ''gli orsi non sono ammazzati per le pellicce. La pelle d'orso e' presa da animali uccisi da Ranger canadesi o cacciatori autorizzati''. Mentre le polemiche infuriano senza sosta, si attendono con ansia i risultati dei test sulle pelli ecologiche che potrebbero presto essere usate per i controversi copricapo.
I tentativi effettuati fino ad ora per trovare un valido sostitutivo sono stati tutti un fallimento. I materiali sintetici precedentemente testati quando si bagnavano, cosa ben facile nella piovosa Gran Bretagna, si afflosciavano compromettendo il dignitoso aspetto delle impettite e austere guardie. Adesso si vedra'.

Fonte: www.ansa.it/  11.04.05 12 maggio 2005  13 maggio 2005 Fonte: IPS  http://italy.peacelink.org


01/05/05 - ITALIA / Le api si estinguono, miele in pericolo
Si sta riducendo a ritmi vertiginosi il numero delle api. A lanciare l'allarme
e' il World Watch Institute che mette sotto accusa pesticidi e insetticidi di
grandi multinazionali responsabili dell'estremizzazione dei fenomeni climatici
come l'effetto-serra. Un terzo degli alveari di ape domestica e' scomparso,
stessa sorte per le selvatiche che soccombono nella competizione con altre
specie.

01/05/05 - MONDO / Le dighe sono un pericolo per l'ecosistema
Secondo uno studio pubblicato su Science, a lungo termine le dighe causeranno
danni all'ecosistema dei fiumi del mondo e alzeranno i rischi che molte aree
costali, qualche volta a centinaia di chilometri dai bacini artificiali, saranno
presto inondate. Questo perche' sono state private dei necessari sedimenti che
aiutano a bilanciare l'erosione del suolo.

www.aduc.it [ADUC - AVVERTENZE ONLINE]


27/04/05 - LO STRATO DI OZONO? PIÙ SOTTILE CHE MAI

E' allarme tra gli scienziati che credevano che lo strato di ozono stesse riformandosi.
Secondo i nuovi rilevamenti della Cambridge University l'ozono sull'Artico non è mai stato così sottile. >>continua


MONDO / Caccia e disboscamento hanno ridotto di un quarto le specie animali
Secondo un rapporto realizzato da World Conservation Union, International
Primatological Society e Conservation International, le attivita' umane come la
caccia e il disboscamento hanno ridotto di quasi un quarto le specie animali del
mondo, portandole all'estinzione. Madagascar e Vietnam hanno 4 specie di animali
sulla lista delle 25 in via d'estinzione, Brasile e Indonesia ne hanno 3,
seguono con due Sri Lanka e Tanzania.

www.aduc.it [ADUC - AVVERTENZE ONLINE] N. 2005-8 del 15-04-2005


La deforestazione riduce la pioggia

Ricerca australiana,e' la prima dimostrazione scientifica (ANSA) - SYDNEY, 10 MAR

Una ricerca australiana, curata da Ann Henderson, dimostra che la perdita del manto forestale riduce la piovosita'. Il fenomeno era già noto empiricamente, e ha ora trovato una spiegazione scientifica. I ricercatori hanno analizzato le variazioni nella struttura molecolare della pioggia lungo il Rio delle Amazzoni. Le molecole 'pesanti' di acqua non vengono piu' restituite all'atmosfera dalla traspirazione delle foglie, perche' la vegetazione sta scomparendo.


Energia pulita dall'immondizia  10 marzo 2005.

Le discariche, da puzzolenti luoghi per l'accumulo dei rifiuti potrebbero presto trasformarsi in impianti ecologici per la produzione di energia. Un team di ricercatori britannici ha recentemente messo a punto un nuovo sistema che consente di recuperare il gas metano prodotto dalla decomposizione dell'immondizia anche in siti molto piccoli, dove fino a oggi questa operazione era considerata impraticabile.
Il metano nasce in ambienti privi di ossigeno dalla putrefazione di sostanze organiche e viene estratto dalle discariche attraverso speciali pozzi di aspirazione. Per evitare che insieme al metano venga risucchiata anche aria, tali pozzi sono collocati a grande profondità, in zone ermeticamente isolate. Per questo finora sono state sfruttate soltanto le discariche più grandi, sprecando così le enormi quantità di metano prodotte negli impianti più piccoli. Si calcola che le discariche europee potrebbero generare oltre 94 miliardi di metri cubi di metano all'anno, ma attualmente solo l'1% di questi viene recuperato. Il rimanente viene bruciato per evitare incidenti ma immette nell'atmosfera tonnellate di inquinanti.

Fonte: Focus online ,  2 marzo 2005


CINA / In vent'anni la Cina potrebbe superare gli Usa quale primo Paese inquinatore
I festeggiamenti per l'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto non sono riusciti a mascherare la preoccupazione per la situazione cinese. In vent'anni la Cina potrebbe superare gli Usa quale primo Paese inquinatore, anche perche' non e' soggetta al controllo delle emissioni come prevede l'accordo. Secondo alcuni dati, la Cina emette il 13% dei gas serra, ma la sua economia cresce a grande velocita' e con essa la domanda di energia. www.aduc.it  01/03/05


VITE A PERDERE

 50 ANNI È IL TEMPO CHE MANCHEREBBE ALLA “SESTA ESTINZIONE DI MASSA”


Le sardine salveranno il mondo! Ma l'uomo deve salvare le sardine
9 dicembre 2004.

Un importante aiuto nella lotta contro il surriscaldamento globale può venirci da una delle specie marine più pescate, sebbene forse poco considerate: le umili sardine. Da secoli alimento base della dieta di molti paesi nordici, le sardine sono oggi al centro di una teoria scientifica che esalta il loro ruolo nel combattere le emissioni di metano, dannosissime per l'atmosfera in quanto diffondono 21 volte più calore rispetto all'anidride carbonica.
Come riferito dal New York Times, studiosi delle università di Miami e Città del Capo hanno messo in relazione la scomparsa delle sardine dai mari della Namibia con l'aumento delle emissioni di metano, un fenomeno che prima dell'eliminazione dei pesci era molto minore, sia per frequenza che per intensità.
Andrew Bakun e Scarla Weeks - gli scienziati che hanno elaborato la teoria - spiegano il fenomeno in questi termini: quando c'è grande presenza di sardine queste smuovono il fitoplancton dai fondali marini e lo portano in superficie, dove viene poi mangiato; quando però i pesci scompaiono le minuscole piantine si depositano sul fondo e, decomponendosi, producono grandi nubi di metano e solfuro di idrogeno.
Se a questo aggiungiamo il fatto che l'aumento delle temperature già favorisce la maggiore presenza del fitoplancton sulla superficie dei mari, ecco che secondo gli studiosi il ruolo delle sardine nel contenimento del global warming diviene ancora più importante

Fonte: Giornale tecnologico ,  25 novembre 2004    


IL NOBEL PER LA PACE ALL'ECOLOGISTA KENYANA WANGARI MAATHAI

NAIROBI - Il premio nobel per la pace 2004 e' stato attribuito all'ecologista kenyana, Wangari Maathai, 64 anni, prima donna africana a ricevere l'importante riconoscimento. CONTINUA >>


OLGA E LA LUNA DELL'AMAZZONIA

IL VIAGGIO Nel cuore della foresta brasiliana con due bambine:
è più facile di quanto si pensi. A patto di lasciare a casa qualche pregiudizio e di trovare un posto incantato come la riserva di Xixuau-Xiparina, a 50 chilometri dall’Equatore. Dove uomini e spiriti lavorano insieme per accogliere i viaggiatori e tutelare l’ambiente.
dI Luca Rastello Foto dl Andrea Frazzetta >>


GUATEMALA MENO INQUINAMENTO PIU' SVILUPPO


IL PARCO DELL'ASPROMONTE CONIA L'ECOMONETA


PER BABY-FOCHE STRAGE ANNUNCIATA E IL MONDO GUARDA

(ANSA) - ROMA  - 15/04/2004 20:05
In Canada via a piano triennale caccia grossa: 975 mila animali dal 2004 al 2006 con un tetto di 350 mila animali per anno. Mobilitazione on-line ambientalisti italiani


(ANSA) - BERLINO, 2 APR - 2004-04-02 - 08:52:00 Finalmente, dopo anni di attese e tentativi di inseminazione artificiale, Yan Yan, panda dello zoo di Berlino e' rimasta incinta. Secondo quanto riferito dalla Berliner Zeitung, il miracolo della fecondazione dell'orsetta che sembrava piuttosto refrattaria alla copula, e' riuscito a due esperti cinesi al settimo tentativo. In valigia i due avevano un cocktail di sperma congelato di diversi panda dello zoo di Pechino.


24/03/04

OGNI GIORNO PULISCI CASA E INQUINI IL MARE. CHE FARE?

Di Roberta Marzola >>

STRANAMENTE #1 Febbraio 2004

http://www.jubaleditore.net/stranamente.htm


10/03/04

riccardo orioles <riccardoorioles@libero.it>

La Catena di San Libero 8 marzo 2004 n. 221

Invaders.Circa cinque milioni di granchi giganti della Kamchtka,pesanti da otto a dieci chilogrammi l'uno e con chele da un metro, hanno ormai stabilmente invaso diverse coste della Norvegia cacciando
tutti gli esemplari locali, con ovvie conseguenze per l'economia ittica e l'ecosistema.I granchi, di origine giapponese, erano stati importati
in Unione Sovietica intorno al 1970. Sfuggite agli allevamenti, le
prime migliaia di esemplari - evidentemente non prive di leader, e con un'alta coscienza del proprio destino storico - si erano progressivamente incamminate verso la Siberia, di la' verso la costa artica e infine, con sempre maggiore determinazione, verso il Mare di Barents. Il movimento ha richiesto diversi anni (al ritmo di circa quattro chilometri al mese) ma, una volta padroni del Mare di Barents, la strada per la Scandinavia per i feroci crostacei era ormai aperta. Ora solo il Mare del Nord li divide dall'Inghilterra. La "fuga" dai bacini sovietici, secondo l'intelligence, potrebbe non essere stata affatto casuale: in quel periodo il vero padrone dell'Urss era il capo del Kgb Andropov, e non si puo' escludere che l'importazione, l'allevamento e poi la "messa in liberta'" - ma verso occidente - dei crostacei facessero parte di una strategia che, prevedendo il collasso sovietico sul piano convenzionale, fin d'allora
programmasse l'invasione del mondo libero "con altri mezzi". Inquietante coincidenza: anche oggi a dominare la Russia e' un altissimo esponente del Kgb. Secondo altri osservatori - peraltro minoritari - l'invasione dei supercrostacei non avrebbe invece motivazioni ideologiche ma sarebbe piu' semplicemente una risposta marziana agli atteggiamenti sempre piu'
aggressivi del pianeta Terra (diversi veicoli-spia di chiara origine terrestre sarebbero stati recentemente rilevati, secondo il governo marziano, sulla stessa superficie di Marte). In questo quadro l'occupazione della Norvegia sarebbe solo un ballon d'essai e altri sbarchi analoghi potrebbero presto verificarsi in altri luoghi.


10/03/04 "Puliamo l'Australia!"
E' il nome di un'iniziativa che si e' svolta in Australia durante lo scorso week end. 677 mila i volontari coinvolti, che hanno raccolto 8.400 tonnellate di rifiuti. (Fonte: Ansa) 

 


05/03/04 Pubblicato dall'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente) l'annuale rapporto sulla situazione ambientale italiana (i dati si riferiscono al 2002). Le buone notizie sono che aumentano i parchi e le zone protette, collocando li nostro paese al quarto posto in Europa per estensione di territorio salvaguardato. Aumenta anche l'agricoltura biologica e diminuisce l'uso di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Aumentano, circa del 30%, i prodotti ecologici certificati Ecolabel.Le cattive notizie sono invece molte di piu', inquinamento e dissesto idrogeologico le emergenze piu' gravi.Se il Protocollo di Kyoto prevede che entro il 2008-2012 si riducano le emissioni di inquinanti nell'atmosfera del 6,5%, tra il 1990 e il 2002 in Italia le emissioni sono invece aumentate del 7%


04/03/2004

Eco-mostri Sulle macerie dell'eco-mostro Hotel Amalfitana a Vietri sul Mare, in provincia di Salerno, abbattuto 5 anni fa, sorgera' un "giardino mediterraneo", il Parco del Fluenti. Oltre a una zona di spiaggia libera verranno realizzati un vigneto, sentieri didattici e verra' ripristinata la tipica flora mediterranea.Ci sara' anche un ristorante con degustazione di prodotti tipici e vendita di artigianato locale. I lavori dureranno 17 mesi, sotto la supervisione di Legambiente.
(Fonte: Lanuovaecologia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto dell'anno 2003

file in formato PPS (Power Point), clicckando sull'immagine

Contiene foto bellissime, prevalentemente di natura ed animali

04/03/2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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