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NON SOLO BARZELLETTE! |
Patch Adams Miloud e Parada Dario Fo Franca Rame Benigni/Troisi
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Il grande Robin Wiliams, nonostante la superba interpretazione nel celeberrimo film del 1999 non è proprio proprio simile, nell'aspetto, a "quel" Patch Adams che ho avuto la fortuna di conoscere alla "libera università di Alcatraz" (Umbria) nel giugno dello stesso anno, nel corso dell'entusiasmante 1° festival della comico-terapia, organizzata da Jacopo Fo . Alto quasi 2 metri, tanto imponente quanto travolgente...già all'arrivo in aeroporto a Roma si faceva notare, assieme alla compagna, innanzitutto per il suo abbigliamento, costantemente clownesco, con i suoi pantaloni "polifunzionali", i suoi baffi spropositati, il naso rosso ("come potrei fare ciò che faccio in uno sterile camice bianco od in giacca e cravatta, di fronte ad un bambino triste ed impaurito, con l' alta ed austera figura che mi ritrovo??!!!" - Vicenza sala palladio 2/3/2003)...il suo bizzarro ed amorevole rapporto con chiunque lo incontra. Incontenibile in auto fino ad Alcatraz, commovente, professionale e sempre AMOREVOLE durante tutto il festival ed ancora durante le sue visite nell'ospedale di Perugia così come in tutt gli ospedali che visita nel mondo. La
sua vita prende l'attuale direzione dal momento, che, ricoverato in psichiatria,
adolescente, si dedica ad aiutare un compagno, Rudy, inventandosi un gioco
divertente; scopre così la gioia di "donare" agli altri
incondizionatamente, vivendo nuove e vitalizzanti emozioni ed, ancor di più,
riuscendo c Uscito dall'ospedale decide quindi di intraprendere la carriera medica, scontrandosi però con un mondo cinico, asettico ed accademico, troppo lontano dalla gente e dalle propensioni umanitarie di Patch. Il
medico, secondo Patch, deve entrare in "intimo rapporto" con il
paziente, amarlo, condividerne le emozioni (senza esserne travolto), le
pulsioni, il passato e le propensioni, sostenerlo in tutto il suo essere e
durante tutto il percorso di guarigione; tutto ciò con l'ausilio principale del
divertimento. Questa visi Ribellandosi a tutto ciò, decide allora di aprire, con i compagni che ha incontrato sulla sua strada e che condividevano il suo pensiero, un centro/comunità, dove, le persone che non potevano permetterselo, ricevevano ospitalità e cure, l'attuale Gesundheit Institute.Ormai di fama mondiale, con il suo team internazionale di collaboratori, gira in tutto il mondo portando conforto ed assistenza nei luoghi devastati da guerre e calamità naturali (kossovo, Afghanistan...) a fianco della Croce ossa e alle più autorevoli ed importanti ONLUS internazionali. L'affascinante ed appassionante vita ed attività di Patch sono descritte nel suo libro "SALUTE" (ed. URRA, di Adams e Maureen Mylander) Damiano (Damiduck)
Foto by http://www.dottorclownitalia.org/ e Damiano Peruzzo Vicenza, 04 Ottobre 2006
In Pediatria l'esilarante sfilata dei pagliacci LIBERTA' di domenica 8 ottobre 2006 > Piacenza Patch Adams è energia pura. Un vero rivoluzionario della felicità e dell'amore. Incontra gli studenti piacentini invitandoli a scambiarsi comunicazione d'amore a due a due, scherza con le autorità locali (cerca di prestare i suoi pantaloni da clown al dottor Bianchi dell'Asl; culla sulla spalla il presidente Boiardi...), un fiume in piena di gag e riflessioni controcorrente, che entusiasma i presenti nell'affollatissimo Teatro Municipale, compresi i tanti provenienti da fuori Piacenza, da tutta Italia.
Ci sono i ragazzi del liceo Respighi, del Colombini, del Casali e del Romagnosi, del Gioia, del Cassinari e del Marconi: un pienone di studenti, ma anche tanti ospiti adulti provenienti da varie parti d'Italia ad accogliere Patch Adams che ha obbligato un po' tutti - con quel suo specialissimo rapporto empatico da persona a persona - a chiarire a se stessi la propria "strategia di felicità". Momenti esilaranti alla parata dei clown, ma giustamente protetti da occhi estranei, con i bambini del reparto di Pediatria dell'ospedale piacentino, insieme al primario Giacomo Biasucci. E non meno intensa la terapia olistica spiegata da Adams a sanitari ed educatori per un approccio psicologico oltre che fisico con chi soffre. E' Daniele Novara a raccontare la giornata piacentina di Adams, ieri lo ha accompagnato anche al Palasport di Parma, un'altra tappa del tour.
Patch Adams a Piacenza: Davide contro Golia di LUIGI GALLI LIBERTA' di martedì 10 ottobre 2006
Il teatro Municipale è rimasto muto, assorto forse in un pensiero cui, mai, aveva dato peso. "Qual è il sentimento più importante che l'uomo vive? L'amore! Chi la pensa diversamente alzi la mano", ha chiesto Patch Adams. Nessuno delle molte persone accorse a sentire il medico clown, venerdì 6 ottobre, ha potuto. Tutti hanno considerato che aveva ragione ed in pieno
Ben altro che qualche sorriso Il metodo funziona bene anche con i pazienti adulti LIBERTA' di venerdì 20 ottobre 2006
Piacenza -
La "Terapia del sorriso" ovvero dell'amore, promossa da Patch Adams, come ricordato in occasione della sua visita piacentina, non trova applicazione solo con i bambini. Possono beneficiarne chiaramente anche gli adulti, soprattutto quelli che permangono per prolungati periodi nei reparti di lungodegenza. Anche in questo caso l'Azienda Usl di Piacenza non ha mancato di fornire un esempio concreto e ben riuscito. A Borgonovo, come riferito dal dottor Roberto Antenucci, si sono registrati positivi riscontri per attività di clowneria e animazione svolte in corsia. «Il principio della cura, applicata sia in età pediatrica, sia in età adulta - sottolinea il direttore del dipartimento Materno e infantile, dottor Giacomo Biasucci - è lo stesso: non si vuole suscitare comicità o il riso fine a se stesso. Si vuole trasmettere al malato energia positiva, empatia e affetto, per creare una situazione di benessere che possa contribuire alla cura del paziente». |

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- "IL MARINAIO SPIEGO' LE VELE AL VENTO....IL VENTO NON CAPI'!" - |
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Miloud Oukili,
clown e artista di
strada francese, li ha avvicinati, rassicurati, aiutati, amati, creando con loro e
per loro la Fundatia PARADA
Vivono a Bucarest, in Romania, nell'Europa dell'Est. Vivono sottoterra, nei "canali", vicino ai tubi dell'acqua calda . Per scaldarsi, sognano una casa che non c'è. Li chiamano bambini, anche se alcuni di loro sono alti come cipressi. Sono randagi, ragazzi di strada. Poi un giorno qualcuno ha aperto un tombino ed è sceso nel loro inferno. Con discrezione, quasi in punta di piedi. Si chiama MILOUD, francese, ha 27 anni. Sa ridere. Di professione fa il clown. Dice che la vita può esistere.
Miloud Oukili nasce ad Algeri (Algeria) il 3 gennaio 1972 da padre algerino e madre francese. Ancora piccolissimo si trasferisce con la famiglia in Francia, dove frequenta la scuola di circo di Annie Fratellini.
La strada evidenzia una radicalità di vita molto forte. Sulla strada si incontra tutta la pesantezza di modalità di vita dure, spartane, al limite della sopravvivenza, ma anche la fantasia del sempre nuovo, la curiosità su tutto ciò che transita, sia che si fermi per un rapporto strumentale o più profondo, oppure che transiti e basta. L’incontro, nato dall’energia di un Clown, è diventato una sorta di provocazione continua, reciproca, dialettica e forte. E’ stata anche l’accoglienza di un’invocazione di aiuto e la promessa di risposte adeguate. E’ stato infine l’incontro evocativo di sentimenti umani che vanno al di là della sofferenza, del lamento, della lotta sociale per diventare purezza di espressione, evocazione di un mondo migliore. Mostrare se stessi nella propria autenticità vuol dire offrire umanità, cultura, poesia. Ed è con questi strumenti che Miloud dona ai giovani che vivono per le strade di Bucarest quelle opportunità che dovrebbe essere garantite a tutti i bambini del mondo. Forte di questo principio e realmente convinto dell’interesse e dell’urgenza di creare un contatto con i ragazzi di strada, Miloud lavora dapprima sei mesi come volontario con Terre des Hommes e, una volta concluso il progetto, continua faticosamente da solo. L’associazione francese “Rue, Enfants, Ville” lo finanzia e gli permette di realizzare un primo programma a Bucarest. Attraverso la vita vissuta in comune per le strade e a stretto contatto con i bambini/ragazzi, Miloud trasmette la sua tecnica e il suo linguaggio e insegna a sorridere e a riconquistare la vita col sorriso. Un anno più tardi, insieme a un gruppo di ragazzi che ha deciso di accettare la sfida, viene montato il primo spettacolo. Nell’agosto del 1994 i ragazzi partecipano al Festival d’arte medioevale di Sighisoara. L’esibizione riscuote un reale successo, in particolare da parte degli operatori dei servizi sociali e culturali. Tutti concordano sull’importanza di sviluppare l’esperienza. La riuscita dell’impresa, gli applausi, l’orgoglio di un duro lavoro, trasmettono ai giovani il desiderio di cambiare vita e di abbandonare la vita di strada. Per garantire continuità all’impresa, nel gennaio 1996 Miloud crea “Fundatia PARADA”, una struttura locale, indipendente dove sviluppare attività artistiche intorno al concetto di reintegrazione. Attraverso Fondazione Parada, Miloud offre loro incontri sulla strada, ascolto in un Centro diurno, accoglienza in luoghi protetti e proposte progettuali finalizzate a costruire un futuro migliore. Ora, al fianco di Miloud e di Fondazione Parada, c’è Parada Italia in consorzio col G.R.T. Gruppo per le Relazioni Transculturali che attraverso la campagna Un naso rosso contro l’indifferenza offre a Bucarest supporto organizzativo, progettuale, economico e formativo.
Un freddo strano, un freddo che sembra iniettato da una siringa, si espande lentamente in tutto il corpo ed impiega ore per squagliarsi.
E' per questo che Ceausescu ha fatto costruire un sistema di riscaldamento di questo tipo (i tubi dell'acqua calda). Si è detto: lo hanno fatto a Mosca, perchè non posso farlo io in Romania?
Si è detto: metto al lavoro un' pò di operai, e avranno tutti lo stesso riscaldamento in città, faccio costruire un serpentone di tubi sotterraneo, ed in ogni casa ci metto una botola, così se qualcuno ha idee strane in testa lo vado a controllare mentre ne parla a cena."
- Un genio -
"Così, sotto Bucarest, c'è un'altra città che prima era anche un sistema di sicurezza per i controlli della Securitade, adesso è la città dei bambini."
- I bambini saremmo noi, ci siamo fatti furbi e abbiamo pensato che era meglio vivere pe
Abbiamo portato giù le nostre cose , ognuno si è conquistato il suo tubo, in varie zone di Bucarest esistono vere e proprie comunità.
(...)i canali (...) sono tutti collegati, come infinite gallerie che svoltano e precipitano, sempre più in fondo. La gente rumena ci disprezza perchè non serviamo a niente, rubiamo e quando gli stranieri vengono in Romania facciamo una pessima impressione.
Siamo vestiti di stracci e fatti come cocomeri, perchè sniffiamo una vernice che si chiama Aurolac, che dà assuefazione per una ventina di minuti, poi scatena una rabbia che assomiglia ad un dolore freddo. lo compriamo in qualsiasi negozio di colori, lo stemperiamo in un sacchetto di plastica e poi lo aspiriamo.
Ridiamo di gusto (...) quando arrivano i camion alla Gara du Nord. I camion con la gente degli altri paesi che porta aiuti umanitari. E' una moda che è cominciata subito dopo la morte del presidente.
(...) i camion erano lì per noi. Ci davano da mangiare e ci regalavano abiti. Noi ci ingozzavamo e ci vendevamo i vestiti. Almeno poi avevamo i soldi per comprare droga e panini del McDonald's - "(...) Perlustrai la sua testa e chiesi: Pidocchi? La sua testa andava su e giù, in segno affermativo. Mi rimboccai le maniche della giacca, feci finta di avere una lente di ingrandimento i mano e mi avvicinai ai suoi capelli. Infilai le dita nei suoi capelli, corti e duri, fingendo di aver acchiappato il nemico. Dimenai le mai in aria, con il gesto di far passare il parassita da una all'altra. Un giocoliere di pidocchi. Trasformai i pidocchi prima in palline colorate, poi in birilli poi in palloncini. avevo sei palline tra le mani, andacvano veloci, alcune più in alto, altre sotto la gambe, dietro la schiena, in cima alla testa. I pidocchi maledetti si stanno ubriacando, lo vedi? Non ce la fanno più, Il bambino RIDEVA, si ficcava le mani nei capelli e tirava fuori i pidocchi, li faceva saltare. Bravo, sei un domatore di pidocchi, non tigrattare più, mandali via ok? Non sapevo se mi sentiva, non capivo se mi capiva. Rideva ma non parlava. (tratto da Randagi Paola Mordiglia ed. adn Kronos)
Gioca con noi adulti, come fossimo quegli stessi bambini che sono in sala, seduti davanti, ad aspettarlo... Miloud. Entra con un enorme pallone passa tra i bambini e lo lancia a noi, tra di noi, è enorme il pallone, lui ce lo lancia e noi lo rilanciamo, sinoin fondo alla gremita sala civica...poi la magia... la palla esplode improvvisamente lasciando una nuvola di coriandoli; Miloud è triste ed arrabbiato mentre guarda la mia vicina di sedia inconsapevole vittima e responsabile dell'esplosione; sorpresa sorrisi ed inizia così lo spettacolo, tornando tra i bambini, giocando con anziane signore (come fossero le sue nonne da sempre) e con tutti noi "bambini". Gags clownesche, piccoli giochi di prestigio, corse folli per la sala e piedi ed in monociclo con bambini in spalla. E tutti noi a giocare assieme e con lui a fare spettacolo per 45 minuti. "Fatevi un grande applauso, siete voi i clown! Siete voi i protagonisti, quelli che stasera hanno fatto lo spettacolo" Una metafora che mi riporta alla mente quanto Miloud dice poi parlando dei Bambini di Strada: "io, Miloud, non aiuto nessuno ; sono un egoista che cerca semplicemente di realizzare il suo sogno...i bambini, quelli non li ho salvati io, si sono salvati da soli"
"Quando 10 anni fa i giornali parlavano di Bucarest e della rivoluzione io volevo andarla a vedere, ed i miei genitori mi hanno detto che sono matto (che bello sono matto, tutti dovremmo essere matti, avere un sogno, essere diversi!)...andai e scoprii che i giornalisti non raccontavano la realtà...da allora non quardo più la TV...spegnete la TV!" Curioso...ho visto Patch Adams alcune volte e sempre, ogni volta, anche Patch dice "spegnete la TV!" Miloud parlando della sua famiglia:"Per me la diversità è una pietra, un gioiello preziosissimo...il Venerdì pregavo su un tappeto" (Padre mussulmano) "la domenica mi inginocchiavo in chiesa" (Madre cattolica) "oggi sono felice perchè ho molti amici ebrei ed ortodossi!" Alla Domanda "Miloud, io quando qualcuno mi tende la mano per chiedere carità io dò una moneta...che ne pensi, te cosa faresti?"
Si avvicina veloce tendendo la
mano: "Avanti dai, dammi la moneta!...No, io cerco la moneta, la cerco
disperatamente " (Mima la ricerca disperata in ogni posto del suo
bizzarro costume)
"Cosa fare quando qualcuno ci porge una mano? Non ignoriamolo mai! Facciamo quello che sappiamo fare meglio in quel momento...se sappiamo salutare bene, salutiamolo!" "Non dobbiamo mai dare nulla...dobbiamo solo aspettare e ricevere, egoisticamente "ricevere", parole, emozioni, sentimenti...allora abbiamo fatto un buon lavoro" Dell'Italia, guardandoci dritti negli occhi : "I bambini di strada non sono solo a Bucarest, i bambini sono anche qui, si anche qui, e a Milano, anche in Italia...un bambino triste ed abbandonato oggi,domani diventa una adulto pericoloso per se stesso e per gli altri" "...In Italia ho conosciuto la pace in Somalia la guerra" " I Bambini oggi a Bucarest? Quanti sono? 1500"
Foto e testo: Damiano (Damiduck)
CON MILOUD E FONDAZIONE PARADA COLLABORA |
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- MARITO E
MOGLIE STANNO GUARDANDO IL POZZO DEI DESIDERI, LEI SI SPORGE |
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… il nuovo prete della parrocchia era molto nervoso per la sua prima messa... |
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LETTERA AL SAVONAROLA |
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1984,
regia di Roberto Benigni e Massimo
Troisi Due amici per la pelle, Saverio, un maestro elementare (Roberto Benigni) e Mario, un bidello napoletano (Massimo Troisi), si trovano coinvolti in una strana avventura: sorpresi da un temporale mentre viaggiano su una macchina scoperta, cercano rifugio in un cascinale. La mattina dopo si risvegliano, per un bizzarro scherzo del destino, a Frittole: addirittura catapultati indietro nel tempo, "quasi nel 1500". In realtà sono nel 1492, anno fatidico della partenza di Colombo per l'America, e il filo che lega le peripezie dei due protagonisti è proprio il loro tentativo di fermare l'evento. Saverio e Mario hanno così a che fare con Michelangelo, Savonarola (al quale indirizzano una lettera buffonesca), uno svaporato Leonardo, le faide tra Guelfi e Ghibellini e gli intrighi papali. Tuttavia, vivere fuori dal proprio tempo non è cosa facile e dopo vicissitudini liete e amare i due riusciranno a cavarsela solo grazie alla grande amicizia che li lega... Cast: Roberto Benigni, Massimo Troisi, Amanda Sandrelli, Carlo Monni, Paolo Bonacelli, Iris Peynado, Elisabetta Pozzi, Peter Boom, Galliano Mariani |
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04/03/2004 Manifestazioni |
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